Archivio SLAI Cobas Aeroportuali Linate e Malpensa

[2003-2005]

 

home

rubriche

notizie dai cobas

link ad altri siti

archivio

 

SIAMO ALLA FRUSTA!

SEA AEROPORTO LINATE: gravissimo atto di violenza da parte di un KAPO' nei riguardi di un lavoratore! Un operaio convocato nell'ufficio di un responsabile aziendale è stato minacciato, percosso, e successivamente trasportato in ospedale è stato dimesso con sette giorni di prognosi per contusioni ed escoriazioni.

Prendiamo atto del fatto che tutto quello che questa azienda dichiara prima o poi mantiene. Nel 1998 (contenzioso chiusura Linate) davanti alle telecamere di telelombardia il sig. CLAUDIO MAZZESI, responsabile ufficio comunicazioni immagine Sea, dichiarò che i LAVORATORI ANDAVANO FRUSTATI!

OGGI E' DIVENTATO REALE !
UN DATO DI FATTO !!
AI LAVORATORI SI DANNO LE MAZZATE !!!

La legge 300/70 (statuto dei lavoratori) ed il CCNL prevedono in caso di atti di violenza (aggressioni, risse ecc.) l'applicazione della sanzione massima: IL LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA. Per essere sufficientemente chiari sappiate che se un lavoratore si fosse reso responsabile della stessa aggressione oggi sarebbe sicuramente disoccupato e non in infortunio. Vogliamo ricordare un solo episodio significativo fra i tanti: nel dicembre 2001 l'allora presidente Giorgio Fossa, recatosi a Pegaso per gli auguri delle imminenti feste, fu apostrofato per quello che era realmente da Luciano Schielmann: un magnaccione liquidatore. L'immediata repressione aziendale fu attuata con la sospensione cautelativa, minaccia di licenziamento poi trasformata in 10 giorni di sospensione. Sottolineiamo SOLO PER AVERE ESPRESSO UN GIUDIZIO!!!

Mercoledì 23 marzo 2005 alle ore 15 circa è avvenuto quello che temevamo da qualche tempo, più volte da noi denunciato e che inevitabilmente prima o poi doveva succedere. E' accaduto un FATTO GRAVE determinato dal clima voluto ed instaurato da questa azienda, che punta prevalentemente alla POLITICA DEL BASTONE fatta dai RICATTI, dalle INTIMIDAZIONI fino alle MINACCE FISICHE INDIVIDUALI, attuate ogni giorno da squallide figure contro i lavoratori, in modo diretto dai RESPONSABILI ed in maniera indiretta da PICCIOTTI assoldati sul campo a questo fine.

Esprimiamo totale solidarietà al lavoratore coinvolto in questa assurda vicenda, augurandogli una pronta guarigione. Auspichiamo di averlo al più presto tra noi e CHIEDIAMO l'allontanamento del picchiatore in quanto incompatibile con il ruolo che sarebbe tenuto a svolgere, al fine di garantire a salvaguardare l'incolumità di tutti i lavoratori.

Milano, 26 marzo 2005

SLAI COBAS AEROPORTUALI                                                                      CUB TRASPORTI


CGIL E CISL SVENDONO LORO STESSI

All’aeroporto di Linate c’è stato il cambio d’appalto delle pulizie a partire dal 1/10/2004. Complessivamente sono interessati 111 lavoratori con contratto indeterminato e 12 lavoratori con contratto a termine fino al 30/09/04.
Con l’azienda uscente Team Service, Slai Cobas, Cgil e Cisl avevano firmato un accordo trasformando l’orario di lavoro per 8 lavoratori da tempo parziale a tempo pieno in quanto nei fatti lavoravano per l’intera giornata, ed il passaggio di livello per altri 5 lavoratori.
L’azienda subentrante, la Linda, ha posto le sue condizioni : non riconoscere i contenuti di quell’accordo e di non rinnovare il contratto ai 12 con contratti a termine.
C’è stato l’incontro al DPL e si è usciti con il mancato accordo.
Lo Slai Cobas ha rivendicato il rispetto dell’accordo e il rinnovo per i 12 lavoratori di un ulteriore contratto di 3 mesi, durante il quale si potessero rimpiazzare i lavoratori che alla fine dell’anno andranno in pensione e/o si dimetteranno.
Anche Cgil e Cisl non hanno firmato l’accordo perché, a loro dire, dovevano onorare l’accordo precedente : minacciando di denunciare di attività antisindacale la Linda, qualora avesse portato altri lavoratori a pulire l’aeroporto.
I 123 lavoratori non hanno lavorato venerdì 1 e sabato 2 ottobre , e hanno votato all’unanimità di proseguire. Provocatoriamente l’azienda ha fatto arrivare una squadra di lavoratori da Roma e i confederali hanno dato l’assenso a farli operare.
A questo punto è scattato un piano intimidatorio da parte dei confederali.
Hanno detto ai lavoratori che se non firmavano il contratto, anche da loro non accettato davanti al DPL, la Linda non li avrebbe neanche più assunti. Tra i lavoratori si è diffusa così grande preoccupazione, che i delegati confederali hanno alimentato, invitando i lavoratori indecisi a firmare.
Spaccando così il fronte di lotta.
I confederali continuano a non smentirsi e a svendere sia le lotte dei lavoratori che i diritti acquisiti : facendo il lavoro sporco per conto del padrone.
Lo Slai Cobas non abbasserà la guardia e sarà sempre presente a verificare e denunciare se verranno effettuati orari diversi da quelli previsti.

Milano 4 ottobre 2004

SLAI COBAS
Linda - azienda pulizie aeroportuali Linate


NUOVA SCHIAVITU'

In questi ultimi anni anche in SEA, la piaga del lavoro precario si è allargata a macchia d'olio ed ha raggiunto aspetti e proporzioni vergognose.
A Linate, ma soprattutto a Malpensa, dove è più consistente il numero degli stagionali e degli interinale ci sono lavoratori che hanno già fatto 7 , 8, 9 stagionalità con le relative proroghe, sempre con contratti a tempo determinato nonostante che l'utilizzo del lavoro stagionale e del lavoro in affitto, sia ormai ricorrente e pressoché ininterrotto nell'arco dell'anno.
Nei confronti di questi nuovi schiavi, non esistono regole o tutele; vige solo il regime di libero sfruttamento da parte dell'azienda.
Questi lavoratori "usa e getta ", senza diritti e continuamente ricattati dalla minaccia di non essere più richiamati, sono costretti a subire ritmi di lavoro massacranti, ad effettuare ogni giorno eccedenze ore, saltati riposi, lavorando anche 7 giorni consecutivi, vengono utilizzati in più reparti e in mansioni diverse senza percepire alcuna indennità (presenza, giornaliera, assegno di funzione, premio di produzione, ecc.). A loro viene esclusivamente applicato il contratto nazionale, non possono effettuare le ferie maturate e lavorano praticamente a ciclo continuo; spesso in condizioni di sicurezza precarie.
Questo sta accadendo sotto agli occhi di tutti con la complicità delle organizzazioni sindacali confederali ed aziendali che in questi ultimi anni hanno firmato contratti ed accordi, introducendo, in piena sintonia con le aziende, ogni tipo di flessibilità di lavoro e contrattuale.
Anche in SEA hanno consegnato in mano ai padroni, la vita e la salute di lavoratori sempre più ricattabili, precari e sottoposti a pressioni psicologiche pesanti.
Questi lavoratori, che l'azienda vuole sottomessi ed asserviti spesso devono anche subire atteggiamenti arroganti e vessatori di responsabili aziendali un po' troppo "zelanti", che credono di potersi permettere impunemente di calpestare la dignità di persone, costrette a dare la propria forza-lavoro per un salario precario.
Tutto ciò è intollerabile e deve essere denunciato e portato a conoscenza di tutti!
L'omertà e la complicità dei sindacati confederali è evidente: non hanno ostacolato questi processi, avendoli al contrario sottoscritti con l'azienda - e grazie a questo hanno avuto come contropartita permessi e distacchi sindacali a vita – e ora vogliono partecipare in misura maggiore, alla spartizione dei lucrosi guadagni delle cooperative.
Naturalmente delle cooperative controllate da cgil-cisl-uil! (ne abbiamo un lungo elenco)
Riesumati i vecchi personaggi dell'azienda, già individuati - vedi ATA - attraverso le loro cooperative, cgil-cisl-uil vogliono entrare a pieno titolo nel business e si apprestano a gestire i loro sporchi traffici, sulla pelle dei lavoratori
Non a caso si parla della cessione delle pulizie aeree di Malpensa e se ci sarà scontro con l'azienda, verterà su chi avrà il controllo delle cooperative.

Lavoratori, ci stanno portando verso un incremento radicale della precarizzazione del lavoro.

Vogliono abbassare il costo del lavoro; fare terra bruciata dei diritti acquisiti, ridurre anche il nostro settore a terra di conquista: aperto alle speculazioni dei loro soci in affari
E ai vertici delle varie aziende del comparto e delle varie cordate politiche, si alternano sempre gli stessi personaggi. La motivazione dunque, è politica. Sea si accanisce contro i lavoratori cancellando i loro diritti, mentre dovrebbe pretendere da Volare, Airone, ecc., il pagamento dei loro enormi debiti accumulati negli ultimi anni.

La vertenza Alitalia, attraverso l'utilizzo sfrenato degli ammortizzatori sociali anche nel resto del trasporto aereo, favorirà i processi di espulsione di quei lavoratori ancora provvisti di tutele, anche minime, per sostituirli con la forza lavoro in affitto delle cooperative.
Inoltre, sul fronte sindacale, tutti hanno potuto constatare il completo asservimento di cgil-cisl-uil-ugl-sulta alle esigenze aziendali, con la firma di accordi che si sono rivelati devastanti per i lavoratori.
Questi signori devono ancora render conto del loro operato e dare molte spiegazioni, per tutte le loro menzogne riguardo ai fatti più eclatanti degli ultimi anni/mesi:

Lavoratori, bisogna mobilitarsi per impedire di essere travolti dalle lobby padronali e dalla complicità dei sindacati prezzolati e parassiti.

La soluzione rimane quella di far fronte comune fra tutti i lavoratori, quelli precari e quelli cosiddetti garantiti. E' solo imponendo regole, diritti uguali per tutti e standards di sicurezza uniformi che coinvolgano tutti i lavoratori di ogni azienda del settore, si potranno ostacolare le speculazioni sempre più al ribasso.
E' l' unico modo per tutti di tutelarsi.

E' necessario ripristinare la democrazia sindacale, spazzata via ormai da anni dagli aeroporti di Linate e Malpensa, togliendo ai sindacati venduti, il potere di decidere sulla pelle degli altri.
I lavoratori devono riprendere in prima persona il controllo del loro destino e lavorare per riorganizzare un sindacato di classe che tuteli i loro interessi
La bocciatura dell'accordo del 19 Giugno 2003 a Linate e a Malpensa le lotte degli auto-ferrotranvieri, gli scioperi dei metalmeccanici e quelli di questi giorni dei lavoratori dell'AlitaIia, sono la dimostrazione del cambiamento che sta avvenendo: i lavoratori si sono riappropriati del diritto di sciopero e scendono in lotta autonomamente, rischiando anche in prima persona, per difendere il loro posto di lavoro, il potere di acquisto del salario e condizioni di lavoro dignitose, senza aspettare l'avvallo o la copertura sindacale.
Il sindacato a quel punto, non può che accodarsi per non rischiare di essere definitivamente esautorato.
Gli obiettivi per i quali chiederemo nell'immediato futuro il coinvolgimento e l'intervento dei lavoratori, anche attraverso forme di autorganizzazione e lotta, sono:

Il contratto nazionale è scaduto il 31 Dicembre dello scorso anno. Non possiamo lasciarne unicamente la gestione nelle mani delle aziende e dei burocrati sindacali.
Sicuramente è nelle loro intenzioni introdurre peggioramenti normativi e annullare quelle poche condizioni di miglior favore ancora presenti nel contratto scaduto.
Prenderemo contatto con lavoratori di altri scali nazionali al fine di stendere una piattaforma comune di richieste da far valere nelle assemblee e nei referendum dei lavoratori.
A sostegno delle nostre rivendicazioni

RIAPPROPRIAMOCI PIENAMENTE DEL DIRITTO DI SCIOPERO!

Queste le nostre proposte da inserire nella piattaforma del contratto nazionale:

  1. Riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario

  2. Recupero del potere d'acquisto attraverso consistenti aumenti salariali

  3. Blocco della precarizzazione e della flessibilità del lavoro

  4. Difesa della salute e della dignità dei lavoratori

NON C'E' PIU' TEMPO DA PERDERE
FACCIAMO VALERE LE NOSTRE RAGIONI

SLAI COBAS AEROPORTUALI

Linate e Malpensa, 3 Maggio 2004


HANNO VINTO I LAVORATORI

AFFOSSATI DA UNA VALANGA DI NO L’AZIENDA E I SUOI SERVI 

Una valanga di NO ha bocciato la vergognosa ipotesi di accordo sindacale del 19 Giugno siglata da cgil-cisl-uil-ugl che prevedeva, soprattutto, pesanti programmi di flessibilità dell’orario di lavoro, allungamento della giornata lavorativa anche fino a 11 ore giornaliere, eliminazione di giorni di riposo, annullamento della maggiorazione del lavoro domenicale, introduzione di periodi di franchigia in cui non è consentito effettuare più di un riposo settimanale, annullamento della parte economica maturata nella contrattazione aziendale, gabbie salariali per i nuovi assunti e penalizzazioni per i lavoratori part-time.

I lavoratori hanno rimandato al mittente un accordo che, nelle intenzioni di SEA (ma anche grazie alla concertazione dei sindacati firmatari), li avrebbe rapinati dei diritti acquisiti e conquistati in anni di lotte, peggiorando drasticamente le condizioni di lavoro e di vita.

Migliaia di voti contrari, oltre il75% a Linate e oltre il 53% a Malpensa, hanno di fatto, delegittimato i sindacati firmatari e inviato un deciso e chiaro messaggio all’azienda, di forte opposizione verso qualsiasi tentativo o decisione di annullare le conquiste dei lavoratori.

Le sigle sindacali ora, devono ritirare le loro firme dall’accordo, perché delegittimate e non rappresentative degli interessi dei lavoratori poiché, con quest’ultimo accordo, hanno perso la fiducia dei lavoratori.

Chiediamo le dimissioni dei sindacalisti firmatari affinché, tornando a lavorare,  provino sulla loro pelle le condizioni lavorative dei reparti operativi e cosa significherebbe per i lavoratori, fare ulteriori sacrifici. 

Negli aeroporti milanesi, in SEA, da molti anni ormai, le organizzazioni di categoria di cgil-cisl-uil-ugl, hanno fatto piazza pulita di ogni forma di democrazia sindacale al punto che i loro dirigenti sì “auto-eleggono” attraverso meccanismi automatici e per 10/20/30 anni e più, rimangono in distacco sindacale, i delegati sono “nominati d’ufficio” dalle segreterie sindacali e le elezioni RSU/RLS (i rappresentanti di reparto di tutti i lavoratori, eletti da tutti i lavoratori e i delegati per la sicurezza), per precisa scelta sindacale, non vengono indette dal 1998!!!

I lavoratori sono stati quindi defraudati del loro potere decisionale e negoziale, attraverso l’appropriazione arbitraria della delega in bianco da parte dei vari “padrini” sindacalisti che, al contrario, s’incontrano “a palazzo” con l’azienda in riunioni ristrette e semiclandestine, dove prendono decisioni sulla testa di tutti i lavoratori.  

Era inevitabile che i lavoratori riprendessero in mano il loro destino, manifestando apertamente la loro volontà di cambiamento.

A questo punto, noi riteniamo prioritario e improcrastinabile, ripristinare il percorso democratico cui ogni lavoratore ha il diritto, attraverso immediate, democratiche e libere elezioni delle rappresentanze dei lavoratori.

Costituiamo un Comitato per le elezioni delle RSU/RLS ma tenendo conto di regole precise e principi irrinunciabili, per non ricadere negli stessi sbagli del passato:

v    Tutti elettori, tutti eleggibili

v    I delegati sono i diretti rappresentanti dei lavoratori (revocabili da quest’ultimi) e unici titolari della contrattazione (con particolare attenzione alle limitazioni della titolarità dei poteri e dell’esercizio delle funzioni delle RSU, anche quello di stipulare contratti aziendali, contenuti nei regolamenti interni voluti ed imposti arbitrariamente ed indebitamente dalle segreterie sindacali, che non vogliono accettare di essere scavalcati).

v    Ogni piattaforma o proposta deve essere preventivamente discussa ed approvata dai lavoratori e, prima della firma di ogni accordo, è necessario lo svolgimento di assemblee vincolanti e decisionali dei lavoratori

v    Ai lavoratori deve essere demandata l’ultima parola (l’assemblea è sovrana)

Il NO espresso nel referendum ha un significato enorme, raramente manifestato nella storia sindacale di Linate e Malpensa: è un voto importante, unitario dei lavoratori che hanno sfidato tutti e tutto: l’arroganza di Fossa che aveva cancellato più di 30 anni di accordi, la forza organizzativa messa in campo da cgil-cisl-uil-ugl con le loro forzature, le menzogne e il terrorismo psicologico diffuso inutilmente tra i lavoratori con le loro minacce.

Di fronte ai futuri attacchi padronali già previsti da Fossa, saremo pronti, comunque, a respingere altre vergognose proposte. 

Molti hanno contribuito affinché si manifestasse in modo preponderante questa nostra opposizione, esprimendo un voto addirittura plebiscitario come a Linate.

Tanti lavoratori si sono attivati parlando e discutendo nei vari reparti, contribuendo ognuno con la propria individualità, la propria intelligenza e anche con l’ironia e la fantasia.

Noi, che siamo un sindacato di base, abbiamo la presunzione credere di aver svolto in modo attivo, la nostra parte a fianco dei lavoratori, almeno chiarendo e smascherando le falsità e le bugie dei sindacati firmatari, con l’obiettivo comune di costringere  l’azienda a fare un passo indietro.

Ci piace anche pensare che, durante tutto questo periodo di ribellione dei lavoratori contro l’azienda e i suoi servi sindacalisti, Luciano, il nostro vecchio amico e compagno di lotte, sia stato con noi….ora e sempre.

Milano, 18 Luglio 2003      

SLAI COBAS AEROPORTUALI

Linate e Malpensa


FERMIAMOLI  ORA

ALTRIMENTI NON CI SARA' FINE AL PEGGIO

FOSSA VUOLE SMANTELLARE TUTTI I DIRITTI ACQUISITI

DAI LAVORATORI E CGIL/CISL/UIL/UGL LO STANNO AIUTANDO

 

Come è ormai noto, il 19 Giugno è stato firmato un ennesimo accordo capestro tra Sea spa, Sea Handling e organizzazioni sindacali cgil-cisl-uil-ugl. Questo accordo, centrato esclusivamente su logiche meramente capitalistiche di sfruttamento e di precarietà, innescherà un irreversibile peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori.

Ecco di seguito alcuni punti principali:

* Saranno introdotti programmi di flessibilità di orario di lavoro nei diversi periodi dell’anno. 

La programmazione 4+2 non sarà più automatica. Ciò significherà che, nel limite delle 48 ore settimanali, potranno farci lavorare da 4 a 6 giorni la settimana con un massimo di 5 giorni continuativi con turni da 6  fino a 10 ore giornaliere (con escluso il break).

Questo nei momenti “caldi” di maggior traffico e conseguentemente, di maggior affaticamento e sfruttamento dei lavoratori.

Nei periodi di minor traffico (quando???), ci dovrebbe invece essere la compensazione, attraverso turni più o meno regolari, a volte ridotti e con il godimento dei riposi  non effettuati prima.

Nell’accordo sono elencati i periodi di franchigia in cui non si potranno usufruire i riposi spostati dalla normale turnazione (9 riposi r.o.l):

v     dal 1° Giugno al 30 Settembre

v     dal 15 Dicembre al 15 Gennaio

v     la settimana precedente la Pasqua e quella successiva

v     dal week end precedente a quello successivo al periodo dal 25 Aprile al 1° Maggio. 

Si determinera’ quindi:

v     a Linate:

Orario di lavoro effettivo medio settimanale (escluse le pause mensa)  37

Orario di lavoro effettivo giornaliero (escluso la pausa mensa): 8,75 - 8,75 - 6 - 6  

Il numero dei riposi annui rimane invariato a 114 (in caso di godimento integrale dei riposi r.o.l.) 

Ma la programmazione 4+2 non sarà più automatica.

Infatti, dei 114 giorni di riposo, 5 giorni (r.o.l) saranno spostati e inseriti dall’azienda nella turnazione ma al di fuori dei periodi di franchigia su elencati e altri 2 giorni di riposo potranno essere fruiti, sempre al di fuori dei periodi di franchigia, a richiesta del lavoratore almeno 15 giorni prima e comunque saranno subordinati alle esigenze di servizio.

v     a Malpensa sarà ancora peggio:

Orario di lavoro effettivo medio settimanale (escluse le pause mensa ) 35

Orario di lavoro effettivo giornaliero 10 – 6 – 6 -- 6

Il numero dei riposi annui sarà ridotto a 109, anziché 114 come a Linate (5 giorni in meno per pareggiare la riduzione di orario di lavoro).

In più, altri 6 riposi (r.o.l) saranno spostati e inseriti dall’azienda nella turnazione, ma al di fuori dei periodi di franchigia. 

Questo significherà che, oltre agli attuali “doppi rientri”, nei mesi o periodi di maggiore traffico, dovremo fare per 6/7 volte un solo giorno di riposo per poi recuperare i riposi non fruiti nei restanti mesi o periodi di minor traffico ma, in alcuni casi, solo se le esigenze aziendali lo consentiranno.

Infatti, hanno già stabilito che, in caso di mancato godimento dei riposi (r.o.l) entro la fine dell’anno, ciascuna giornata sarà liquidata con una cifra omnicomprensiva, l’anno successivo nel mese di Marzo. 

Quindi, in alcuni giorni per i lavoratori turnisti di Linate, significherà lavorare 9.30 ore  (8.75 ore + 45 minuti del break) e per quelli di Malpensa 11 ore (10 ore + 60 minuti del break, frazionabili in due periodi)

Per avere il “sacchetto sostitutivo” bisognerà lavorare almeno 7.5 ore giornaliere.

* Nel prospettato regime di flessibilità dell’orario di lavoro, non è ben chiaro come verrebbe conteggiato il pagamento del lavoro straordinario, che attualmente scatta dopo le 8 ore giornaliere. 

Noi crediamo che nelle intenzioni aziendali, ci sia la volontà di considerare semplici “eccedenze” quelle ore che attualmente sono pagate come lavoro straordinario, facendole eventualmente confluire  nella Banca delle ore. 

* Se a questo aggiungiamo l’abolizione della maggiorazione del 22% del lavoro domenicale, si determinerebbe una grossa perdita economica per i lavoratori.

* La mensa, per il momento rimarrà aperta, in via provvisoria, fino ad un nuovo accordo entro Dicembre 2003.

* La tematica delle ferie sarà affrontata ad ottobre, nel prossimo “pacchetto delle fregature” ma già ora nell'accordo c’è scritto, che nei periodi estivi, dovremo usufruire di un numero ridotto di giorni di ferie.

* L'accordo fa piazza pulita dei diritti acquisiti in passato in quanto sostituisce ed abroga "tutte le regolamentazioni concordate al livello aziendale, anche non disdette" riguardanti la regolamentazione degli orari di lavoro.

* Inoltre esaurisce e sostituisce la contrattazione aziendale di natura economica per gli anni 2002 e 2003 (non avremo i soldi del PDR).

* Abolizione del "cambio tuta". Sarà totalmente a carico dei lavoratori (a questo riguardo ci sono pero' delle sentenze a favore dei lavoratori).

* I lavoratori nuovi assunti, saranno ancor più  penalizzati con l’introduzione delle gabbie salariali  e il lavoro part-time subirà delle restrizioni.

L’utilizzo dei lavoratori in modo così esasperatamente flessibile, sarà lasciato in mano all’azienda che non avrà obblighi di preavviso sulla programmazione dei turni.

La vita dei lavoratori e dei loro famigliari, sarà quindi pesantemente e drammaticamente condizionata da queste variabili.

E’ questo quindi l’elemento portante di tutto l’accordo: articolando l’orario di lavoro e adattandolo, di volta in volta alle varie necessità aziendali (sia dell’unità produttiva sia della singola figura professionale), si raggiungerà l’obiettivo di avere più presenze giornaliere dei lavoratori, da utilizzare a piacimento nei mesi di maggior traffico e nei picchi di lavoro.

La firma di questo accordo da parte di cgil/cisl/uil/ugl sancisce la loro accettazione dello sfruttamento della classe lavoratrice, come dato incontestabile, della subalternità del lavoratore, dell'essere umano, rispetto alla produzione e alla redditività. 

Il lavoratore, l'uomo passa in secondo piano.

Il valore unico è la produttività del servizio, i costi sempre più bassi,  il guadagno sempre più alto.

E' l'assimilazione da parte dei firmatari, della stessa cultura dei padroni: è una filosofia che si traduce in regola, che diviene legge e disciplina i rapporti. E' un pensiero unico globale imperante che, con mezzi coercitivi, impone le proprie regole anche ai rapporti umani.

E' il libero mercato svincolato da ogni regola dove il lavoratore deve essere sempre più flessibile, precario e ricattabile con tutto ciò che questo comporta in termini di sfruttamento ai danni della salute, della sicurezza, di disagio psico-fisico per i lavoratori e le loro famiglie.  

Questi sindacati gialli che per mantenere i loro privilegi e per acquisirne altri, continuano a firmare per conto di tutti pesantissimi arretramenti, dando carta bianca all’azienda, non fanno i nostri interessi e ci danneggiano seriamente.

Già vediamo all’opera i loro galoppini in permesso sindacale sguinzagliati nei reparti, nelle assemblee “frazionate” (hanno paura dei lavoratori organizzati e allora li dividono: non fa cosi' anche l’azienda?) a raccontare palle, facendo del terrorismo psicologico con lo spauracchio dell’applicazione del Contratto Nazionale (ma chi l’ha firmato? Sempre loro!!), oppure rassicurando come avevano già fatto prima della spaccatura della SEA.

Bisogna togliere loro il potere di decidere delle nostre vite, di dimostrare che  non contano più nulla e che non sono rappresentativi: l’unico linguaggio che comprendono e il solo modo veramente incisivo per colpirli è restituire subito le tessere sindacali.

Non temete, queste organizzazioni non sono “IL SINDACATO” che i padroni vogliono annullare, sono al contrario, il tramite, lo strumento utilizzato dalle aziende per attuare le loro pesanti ristrutturazioni. In cambio, questi sindacalisti mantengono la loro condizione privilegiata di distaccati a vita che consente loro di percepire tutte le indennità, pur non subendo alcun disagio o rischio.

I lavoratori sono da sempre la parte più sana di quest'azienda. Hanno contribuito in modo determinante alla ricchezza della SEA, mentre i vari dirigenti che si sono succeduti, si sono comportati come dei conquistatori attingendo e arraffando soldi a piene mani, mentre ai lavoratori già tartassati, raccontavano la favoletta del deficit, della crisi del mercato e della necessita' di fare ulteriori sacrifici.

La storia della SEA è tutta costellata di episodi di malagestione ed esempi di sprechi e di razzie da parte dei vari management aziendali che, come meteore si sono alternati in SEA, ne abbiamo a bizzeffe: a partire da tangentopoli, allo scandalo dell'Argentina, alle buone uscite miliardarie ai dirigenti passati all'ATA, alla concorrenza con i nostri soldi, fino a questi ultimi anni/mesi che ha visto il continuo ricambio aziendale (per poi magari rientrare in SEA come consulenti esterni) e ad ogni uscita, nuovi prelievi di miliardi.

Ed ora cos' altro volete dai lavoratori? Ma con quale coraggio?

Queste le nostre richieste e i nostri obiettivi per i quali metteremo in campo iniziative di sensibilizzazione e di lotta:   

1.   Nessun diritto acquisito deve essere toccato.

2.      Sea spa riprenda le attività di handling: è ormai chiaro a tutti che la divisione in due società è  stata una "bufala" speculativa messa in atto da Fossa, con la complicità dei sindacati concertativi, per accumulare tutta la ricchezza in SEA spa e concentrare tutte le perdite in Sea Handling, sbarazzandosi anche in un sol colpo, di migliaia di lavoratori, parcheggiandoli in una società fantasma di cui pero' continua a  mantenere la piena ed unica proprietà.

Anche le organizzazioni sindacali firmatarie e corresponsabili della spaccatura dell’azienda, alla fine hanno dovuto ammettere che la divisione della società non era imposta da alcun obbligo di legge (vedi volantino di cgil-cisl-uil-ugl-sulta del 2 Aprile 2003).

Quest’operazione concertata con il Comune di Milano, ha permesso di rilanciare Sea spa sul mercato azionario, rendendola estremamente appetibile ed interessante agli occhi degli speculatori.

  E' inammissibile che la ricchezza di Sea spa, realizzata grazie ai lavoratori, non sia ancora stata utilizzata per ricapitalizzare e per risanare i bilanci di Sea Handling.

3.        Riconoscimento di lavoro usurante delle figure professionali sottoposte ad alto rischio e che operano, in molti casi, in condizioni fuorilegge.

Linate e Malpensa sono delle fabbriche d’invalidi ed è delinquenziale che siano le  organizzazioni sindacali, che dovrebbero tutelare i lavoratori,  a firmare un accordo come quello  del 19 Giugno basato sull’inasprimento dello sfruttamento, l’aumento dell’orario giornaliero e  l’intensità dei ritmi lavorativi.

4.        Riduzione dell’orario di lavoro.

5.        Riconoscimento economico. Il potere d’acquisto dei nostri salari è sempre più baso e l’accordo ci penalizza ulteriormente economicamente: abolizione del 22% domenicale e del pagamento dello straordinario, mancato riconoscimento del PDR per gli anni 2002/2003.

6.        Azzeramento di tutte le cariche sindacali. Non è più possibile oggi dare credibilità a questi sindacalisti. Togliamo il mandato a cgil-cisl-uil-ugl e soci.

7.        Ripristino della democrazia sindacale attraverso libere e democratiche elezioni delle rappresentanze dei lavoratori: tutti elettori, tutti eleggibili. 

E’ necessario imparare a difenderci e a far valere le nostre ragioni al fine di realizzare progetti comuni per la costruzione di un sindacato di classe che difenda gli interessi dei lavoratori.

Lavoratori, bisogna votare NO al referendum, ma non basta, è altrettanto importante che scaturisca una forte volontà di delegittimazione delle organizzazioni sindacali che hanno firmato per l’ennesima volta, un accordo sulla nostra pelle.

Il primario obiettivo del sindacalismo di base rimane quello di tutelare gli interessi di classe dei lavoratori che sono essenzialmente contrapposti a quelli padronali di Sea e dei suoi servitori: i sindacati concertativi.

Il sindacalismo di base è  forte nella misura in cui lo rendono forte i lavoratori, con il loro appoggio e partecipando in prima persona senza delegare a nessuno il loro futuro.

Costituiamo nei vari settori i comitati di base per attuare momenti di autotutela e di resistenza organizzata e, alla flessibilità voluta dall’azienda, cominciamo a rispondere, reparto per reparto, con le rigidità e le regole imposte dalle leggi sulla sicurezza e sulla salvaguardia e tutela della salute nei posti di lavoro.

 

Milano, 01 Luglio 2003

SLAI COBAS AEROPORTUALI

e-mail: cobas_aeroportuali@libero.it

 

home

rubriche

notizie dai cobas

link ad altri siti

archivio