Archivio SLAI Cobas Aeroportuali Linate e Malpensa

[2006]

 

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Al Cobas, Cub, Flai, Sult non partecipano alle Rsu,
regolarmente indette dallo SlaiCobas,
preferiscono accordarsi con Cgil, Cisl Uil


Comunicato stampa

Lo Slai Cobas prende atto della decisione della Flai Trasporti e Servizi che il giorno 3 novembre ha avuto un incontro con la Sea e i Prefetti di Milano e Varese, di differire lo sciopero del 06 novembre 2006 ad altra data, ma reputa le motivazioni alla base dello sciopero estremamente importanti ed urgenti, e come tali la Flai Trasporti e Servizi avrebbe dovuto perorarle con più forza e determinazione, dato che tra l’altro i reparti interessati a possibili esternalizzazioni potrebbero non essere più presenti gia dai primi mesi del 2007.

Riteniamo necessario comunque proporre delle azioni di contrasto a questa “politica aziendale” che portino ad un riesame da parte del management Sea della grave situazione in cui versano gli aeroporti di Milano Linate e Malpensa.

Ci rendiamo disponibili per organizzare concretamente, di concerto con tutte le realtà sindacali presenti in Sea, assemblee, manifestazioni e quanto altro necessario per porre un freno allo smembramento di un grande patrimonio comune: la Sea.

Invitiamo i lavoratori nel caso in cui lo sciopero venga riproposto, a partecipare attivamente, per dare un segnale forte e chiaro:

I dipendenti Sea sono pronti a lottare per mantenere il proprio posto di lavoro.

Coordinamento Provinciale Varese – Milano Slai Cobas Aeroportuali

Milano – Varese, 04 novembre 2006


Comunicato stampa

Lo Slai Cobas partecipa allo sciopero indetto dalla Flai – Trasporti e Servizi in data 06 novembre 2006 presso gli aeroporti di Milano Linate e Malpensa dalle ore 13,00 alle ore 17,00 per i lavoratori delle società Sea Handling e Sea Spa.

Consideriamo necessario sviluppare da subito, un percorso di relazioni industriali volto ad ottenere, con la partecipazione di rappresentanti dei lavoratori, un assetto organizzativo e produttivo capace di migliorare la qualità e la sicurezza di tutti i servizi aeroportuali che, oggi rischiano di vedere distrutto l’enorme bagaglio professionale acquisito in anni di esperienza.

Affermiamo la necessità di trasformare e migliorare la non più tollerabile situazione, che vede impiegati con contratti atipici, centinaia di lavoratori interinali e stagionali .

Ricordiamo che l’accordo con il Comune di Milano per mantenere le unità produttive in Sea non terziarizzandole sta per scadere , ma non vi è stato alcun incontro per evitare che si proceda , come invece sta facendo la Sea, con l’intento di esternalizzare vari reparti come le pulizie aerei, la sala amica, i servizi di informazione al pubblico, i bus passeggeri e altri ancora.

Riteniamo vergognoso che il Management Sea non abbia ancora oggi fornito in alcun modo un chiaro e preciso piano industriale sul futuro di Sea Spa e Sea handling, continuando una “gestione suicida” mirata a perdere clienti, senza far nulla per incentivare i rinnovi di contratto con le numerose compagnie aeree abbandonate da Sea. E’ ormai evidente l’incapacità dell’attuale Management di fare gli interessi di questa azienda, favorendo addirittura la concorrenza!!!!!!

Invitiamo tutti i lavoratori a aderire allo sciopero, partecipando attivamente allo stesso, anche se il turno iniziasse o finisse prima.

Coordinamento Provinciale Varese – Milano Slai Cobas Aeroportuali

Milano – Varese, 01 novembre 2006


INDIZIONE ELEZIONE RSU – RLS A MALPENSA E LINATE

Dopo l’indizione delle elezione per la Rsu – Rls da parte di Al Cobas – Cub, dopo la loro sospensione per formare un tavolo con i confederali, dopo varie riunioni a questo tavolo senza approdare a nulla, e’ ora di andare avanti, senza perdere altro tempo.

Per dare una risposta a tutti i lavoratori che hanno firmato per indire le Rsu e che ogni giorno ci chiedono quando si voterà, confermiamo a tutti che le indizioni sono state da noi ufficialmente presentate all’azienda e abbiamo provveduto anche a informare tutte le Organizzazioni Sindacali del termine utile per presentare liste e Commissioni Elettorali entro le ore 24 del 14 novembre 2006.

Vista la situazione in cui versa la ns. azienda:

La totale mancanza del rispetto dei diritti dei lavoratori.
La mole di contestazioni inoltrate ai dipendenti per i motivi piu’ futili, creando un sistema repressivo che disorienta ancor di più i lavoratori Sea.
L’obbligo di timbrare in posizioni estremamente distanti dai posti di lavoro, causando enormi disagi ai lavoratori di qualsiasi reparto di appartenenza.
La presa di posizione unilaterale della Sea che obbliga i lavoratori a non usufruire più dei 15 minuti per il cambio tuta.
L’utilizzo senza regole dei lavoratori interinali, obbligati a fare straordinari, rientri in servizio, saltati riposo in numero eccessivo e contro le disposizioni di legge a riguardo.
La mancanza di una formale presa di posizione da parte di CGIL,CISL,UIL etc, nei confronti di una politica aziendale che nulla ha a che fare con una azienda seria che crede nelle proprie risorse e nei propri dipendenti e, determinata a continuare a esistere!!!!!

Nel giugno del 2002 in Sea vi erano circa 7000 dipendenti con cento miliardi di vecchie lire di utile.
Nel 2003 si è arrivati a circa 4500 dipendenti in Sea handling, ma con cento miliardi di passivo.
Al 31 dicembre 2005 in Sea spa vi erano 2168 dipendenti, in Sea Handling 3362 con un Bilancio SEA 2005:
SEA: utile d'esercizio 40,8 milioni di euro
Gruppo SEA: utile netto 46,2 milioni di euro
Gruppo SEA: ricavi totali 638,1 milioni di euro

Eppure nel 2006 l’azienda chiede la mobilità per incentivare l’esodo di centinaia di lavoratori!!!!!

E tutto questo grazie a chi??!!!

  • A chi ha fatto nascere e sviluppare ATA alle spalle della SEA, quando ancora operava in regime di monopolio, dicendo che era solo una concorrenza fittizia.

  • A chi ha sottoscritto accordi a svendere come l’8.8.97, che ha introdotto il salario differenziato, dicendoci che questo avrebbe permesso alla SEA di stare unita e sul mercato.

  • A chi ha firmato la fregatura di SEA Handling, azienda nata già in pesante passivo dicendo falsamente che questo era imposto dalla comunità europea e che comunque c’erano per i lavoratori garanzie per almeno cinque anni e sarebbero entrati “fantomatici” partners, per poi scusarsi dicendo che avevano male interpretato.

  • A chi è distaccato sindacale da più di vent’anni e che continua a raccontarci balle per svenderci facendo solo i propri interessi e gestirsi il suo feudo personale.

  • Tutto questo dimostra che esiste una comune volontà tra la SEA ( che è ancora proprietaria al 100% di SEA Handling) e questi sindacati per svendere i lavoratori e privatizzare gli utili!!!!!!

Lavoratori, la Sea azienda forte ed organizzata con oltre quarant’anni d’esperienza, perde adesso i clienti per una precisa volontà: sbatterci fuori per poi assumere personale sfruttato e malpagato!!!!!!

Per tutti questi motivi, partecipate alle elezioni Rsu –Rls, votando e scegliendo
i candidati per rappresentarvi, tra i vostri colleghi lavoratori.

Lo Slai Cobas, invita tutte le realtà Sindacali presenti in SEA a partecipare nel presentare queste elezioni il più presto possibile, garantendo la loro trasparenza e democraticità aldilà degli schieramenti.

Perché le elezioni abbiano successo è necessario che alle votazioni, partecipino più della metà dei dipendenti SEA spa e SEA Handling.
Lo Slai Cobas monitorerà quotidianamente lo svilupparsi dell’iter per arrivare alle elezioni per le Rsu –Rls, tenendo informati i lavoratori su qualsiasi problematica che dovesse sorgere.
La Direzione Sea dovrà mettere a disposizione della commissione elettorale; spazi, strumenti e quant’altro necessario per lo svolgimento delle elezioni.

I sindacati, dovranno formare una commissione elettorale composta da membri di ogni sindacato che deciderà di partecipare alle elezioni, organizzando i seggi , le schede e tutto nel tempo più breve possibile.

Coordinamento Provinciale Varese – Milano Slai Cobas

Va – Mi , 30 ottobre 2006

Per contatti: 3358333386


Elezioni delegati RSU a Malpensa e Linate:

Lo Slai Cobas presenta le liste RSU con 20 candidati e con la firma di 800 lavoratori.

AlCobas-CUB si accorda con i confederali.
Lo Slai Cobas dice NO al rinvio delle elezioni.

Ieri mattina lo Slai Cobas ha presentato alla commissione elettorale SEA Handling di Malpensa 479 firme di lavoratori a sostegno della lista Slai Cobas per le elezioni RSU e 158 firme per SEA SPA; lo Slai Cobas ha inoltre raccolto 150 firme a Sea Handling ed Spa di Linate, ove la procedura scade lunedì prossimo.

A Malpensa la procedura scadeva ieri ma, in barba allo stesso accordo interfederale del 1993 che regola le elezioni, ieri stesso AlCobas-CUB si è incontrato con Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sult , che guarda caso si sono decisi il giorno della scadenza!!!e assieme hanno stabilito di costituire un “gruppo di lavoro”per definire le regole, dando come termine addirittura la possibilità di far slittare le elezioni a dicembre o a gennaio!
A questa riunione non è stato invitato lo Slai Cobas, che ne aveva diritto in quanto aveva già comunicato entro la scadenza decisa da ALCobas-Cub, l’intenzione di partecipare alle elezioni RSU.

Ora AlCobas-CUB, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sult hanno convocato una riunione per venerdì prossimo a Malpensa:
a questa riunione si presenterà anche lo Slai Cobas, continuando a sostenere la necessità di stabilire regole precise e trasparenti per regolamentare le elezioni, ma non accetterà ricatti o aut-aut. Se verrà decisa una data immediata per le votazioni e un iter chiaro e democratico bene, in caso contrario, come anche da comunicazione avuta dallo stesso AL Cobas-Cub, si riaprirà immediatamente la procedura delle elezioni RSU.

Lo Slai Cobas ringrazia tutti i lavoratori che hanno sostenuto i propri candidati RSU.
Ci presentiamo a questa scadenza convinti che l’affermazione di una nostra rappresentanza potrà ridare fiducia ai lavoratori e ricostruire assieme a loro una opposizione che sappia difendere i loro interessi e diritti. Il fatto che tra i candidati ci siano lavoratori non iscritti e’ sintomatico di quanto essi non si riconoscano più nelle politiche di collaborazione dei sindacati confederali e di altri “pseudo sindacati” di base.

E tutti i lavoratori di Malpensa in questi giorni hanno espresso grande soddisfazione perché il tribunale di Busto Arsizio (VA) ha confermato il reintegro nel posto di lavoro del delegato dello Slai Cobas Andrea Ardis, difeso dai nostri legali Rizzoglio e Ghisoni.
Andrea era stato licenziato perché “colpevole” di chiedere il rispetto della legge 626 e delle più elementari misure di sicurezza.

Invitiamo ancora una volta tutti i lavoratori a diventare parte integrante di questo cambiamento.
Informatevi contattandoci: 3358333386 - 3477839108

SLAI COBAS
Aeroportuali Linate e Malpensa
COORD. PROV. VARESE

14/10/2006


Rigettato completamente dal Collegio di giudici di Busto Arsizio il ricorso della Sea
nei confronti del collega specialista delegato Slai Cobas Andrea Ardis
licenziato illegittimamente ad aprile scorso e poi giustamente riassunto.

“Il tribunale esaminato il reclamo (della SEA) e la documentazione depositata, letta l’ordinanza reclamata, a scioglimento della riserva assunta all’udienza del 22/09/06 osserva quanto segue:

“le doglianze (della SEA) contenute nell’odierno reclamo appaiono destituite di fondamento giuridico e, conseguentemente, non sono meritevoli di accoglimento”.

“Il reclamo va, pertanto, rigettato, con integrale conferma della ordinanza in questa sede contestata” (cioè Ardis deve essere riassunto! )

Ecco alcuni punti essenziali riportati nella sentenza:

  • “Se, difatti da un lato grava sul lavoratore dipendente l’obbligo di osservare, nello svolgimento dell’attività lavorativa, la diligenza richiesta dalla natura della prestazione dovuta e di eseguire le disposizioni impartite per l’esecuzione e la disciplina del lavoro, dall’imprenditore e dai collaboratori di questo dai quali gerarchicamente dipende (arg. Ex art.2104c.c.) dall’altro ed in via primaria, incombe sul datore di lavoro il dovere di fornire al prestatore l’attrezzatura necessaria per lo svolgimento della prestazione lavorativa commissionata in condizioni di piena sicurezza e di ottimale efficienza e funzionalità”.

  • “Orbene assume il collegio come, nell’episodio del 20/03/06, l’attrezzatura meccanica fornita da parte reclamante al lavoratore Ardis presentasse, in ciascuna delle componenti tecniche utilizzabili, inconvenienti e difetti di varia natura e portata, a nulla rilevando che alcuni dei cargo loader risultassero oggettivamente idonei per la funzione cui erano stati preposti attraverso operazioni di natura lato sensu riparatoria, ovvero utilizzando una metodica alternativa di carico e scarico (caricamento di un pallet per volta anziché due a cagione dell’assenza delle spondine di contenimento sul ponte posteriore). Da ciò consegue che, avendo il datore di lavoro violato il primario obbligo di diligenza su di sé gravante, il rifiuto opposto da Ardis appare legittimo, con l’ulteriore conseguenza che, ad una delibazione sommaria tipica del presente procedimento cautelare, il licenziamento comminato al predetto lavoratore risulta connotato da profili di illegittimità”.

Ed ora passiamo ai dettagli dei mezzi:

  • cargo loader PMD09008 “pacifica ed incontestata risultava l’assenza dei blocchi meccanici di fine corsa sulla piattaforma anteriore”. In tal proposito si rileva come i manuali in uso presso l’azienda non prevedono in alcun modo la manovra alternativa suggerita da parte datoriale per ovviare all’inconveniente (caricamento di un pallet per volta) e come le norme d’uso per l’operatore (cioè lo spe o il csb.) impongano al lavoratore non solo di controllare le dotazioni di sicurezza e segnalare eventuali guasti e deficienze, ma di usare la macchina solo ed esclusivamente nel caso in cui la medesima versi in condizioni di buona manutenzione ed efficienza, circostanza non ricorrente nel caso in specie”.
    L’azienda dice che se mancano i ferma pallets noi possiamo caricare un pallet alla volta, il giudice dice invece che le procedure SEA non prevedono in alcun modo questa operazione! E la mancanza dei ferma pallet su quel loader e’ stata provata!!! E non si puo’ usare un attrezzatura che non sia in perfette condizioni!!!

  • Cargo loader PMDD09009 “Incontestata appare altresì la mancanza di tre delle quattro sponde di sicurezza laterali sul cargo loader. In proposito del tutto inconsistenti appaiono gli assunti di parte reclamante (cioè SEA) secondo cui le predette spondine non costituirebbero una dotazione di sicurezza e l’attività di traslazione delle spondine da un cargo loader all’altro non integrerebbe gli estremi della attività riparatoria bensì adempimenti di ordinaria ed usuale metodica esecutiva. La qualificazione delle spondine laterali quali dispositivi di sicurezza del cargo loader e’ difatti circostanza di immediata evidenza ed oggetto di conforme indicazione da parte datoriale . Che tali spondine costituiscano elementi portanti e strutturali del cargo loader (con la conseguente natura riparatoria o, comunque non esecutiva della traslazione di tali spondine da un mezzo all’altro) lo si evince dalla circolare ISPESL 49/91 dalle foto dei cartelli apposti sui loader con la dicitura “vietato rimuovere le protezioni” e dal manuale di rampa allegato al ricorso nel quale viene fatto espresso divieto ai non autorizzati (tra cui gli operatori addetti al carico e allo scarico delle merci ) di eseguire interventi di riparazione.
    La SEA dice: le spondine non sono dotazioni di sicurezza e nel caso in cui mancassero, gli operatori possono spostarle da un loader all’altro poiché tale operazione non è da considerarsi una specie di riparazione del cargo senza sponde.
    Il tribunale dice: le spondine sono dotazioni di sicurezza, non si devono spostare e gli operatori del carico scarico non sono tenuti a spostarle da un loader all’altro, poiché tale azione comporterebbe l’inosservanza di divieti aziendali e procedure di sicurezza oltre ad essere considerata un operazione di riparazione dei mezzi!!!!!

  • Cargo loader PMDD02007 “Pur volendo accedere alla prospettazione resa da parte reclamante (SEA) secondo cui l’Ardis si sarebbe rifiutato di utilizzare anche il suddetto macchinario per lo scarico della merce, non potrebbe ravvisarsi in siffatto contegno alcun profilo integrante la giusta causa di recesso datoriale. Sussistono, difatti fondati motivi di ritenere che anche tale loader fosse carente di alcuni dispositivi di sicurezza, segnatamente della luci d’ingombro, dell’indicatore di direzione destro posteriore,della luce lampeggiante, del canceletto di sicurezza e del faro di lavoro del ponte superiore. Tale circostanza risulta documentalmente confermata dalla lettura dei registri della logistica, dalla quale emerge che a seguito della segnalazione dello Ardis il mezzo sarebbe stato ricoverato in data 21/03/06 (il giorno dopo il fatto) per l’esecuzione di interventi manutentivi e di ripristino finalizzati alla correzione delle enunciate carenze. Anche in questo caso dalla lettura delle disposizione ISPES emerge l’essenzialità dei suddetti dispositivi ai fini della sicurezza delle operazioni”.
    La SEA dice: il loader in questione era idoneo e quindi Ardis rifiutandosi e’giustamente licenziabile.
    Il tribunale dice: e’ palese il non funzionamento di alcuni strumenti che sono indispensabili per l’utilizzo di tale loader, quindi il loader senza di essi non può essere utilizzato. Tanto più che il giorno dopo la SEA lo ha fatto portare in officina per le riparazioni!!!!!!

Riguardo al nostro collega e delegato Slai Cobas Andrea Ardis

  • “Rileva sul punto il collegio come tale interpretazione si appalesi destituita di fondamento, alla luce della inosservanza del dovere di diligenza gravante sul datore di lavoro e della conseguente legittimità del comportamento serbato dallo Ardis . Ritiene difatti il collegio che il comportamento serbato dal lavoratore, che svolge altresì attività di sindacalista il quale sia pure con modalità inurbane e pertanto in tal misura criticabili, rendeva edotto il collega della difettosità dei mezzi a disposizione e, pertanto non integri i requisiti di gravità oggettiva del “fatto che non consenta la prosecuzione anche provvisoria del rapporto”e, pertanto non possa essere addotto a giustificazione del licenziamento dello Ardis.”
    Ne deriva per tutto quanto sopra esposto , enunciato ed argomentato, che l’odierno reclamo va respinto, con conseguente condanna del reclamante (SEA) alla rifusione delle spese processuali in favore del reclamato.”

Con questa sentenza, si fa luce una volta per tutte sull’obbligo dell’azienda di fornire attrezzature idonee all’uso, sulla obbligatorietà della SEA di riparare l’attrezzatura e sulla legittimità dei lavoratori di rifiutarsi di utilizzare attrezzature non idonee. Viene evidenziato altresì che il lavoratore non e’ tenuto a compiere aggiustamenti delle attrezzature non idonee come previsto dalle procedure aziendali, dalla 626, dall’ISPES.

Questa e’ una dimostrazione che si può rispondere alle angherie, alle prevaricazioni dell’azienda, anche facendo a meno del Sindacalismo Confederale, che nulla ha detto o fatto per un collega , prima sospeso e poi licenziato ingiustamente.

Lo SLAICOBAS ringrazia tutti quei lavoratori che con la loro solidarietà ci sono stati vicini.

COORDINAMENTO SLAICOBAS AEROPORTUALI LINATE – MALPENSA

MI –VA, 07/10/2006


Elezioni delegati RSU a Malpensa:
DIAMO UNA SVOLTA ALLA SITUAZIONE
SOSTENIAMO TUTTI LO SLAI COBAS

In questi giorni i nostri colleghi presenti in molti reparti hanno cominciato a raccogliere le firme occorrenti per la presentazione della lista SLAI COBAS e su questo intendiamo continuare per avere un appoggio di massa. Ci presentiamo a questa scadenza convinti che l’affermazione di una nostra rappresentanza potrà ridare fiducia ai lavoratori e ricostruire assieme a loro una opposizione che sappia difendere i loro interessi e diritti. Il fatto che tra i candidati ci siano lavoratori non iscritti e’ sintomatico di quanto essi non si riconoscano più nelle politiche di collaborazione dei sindacati confederali e di altri “pseudo sindacati” di base.

  • CONTRO LO SMEMBRAMENTO DI UNA AZIENDA IN CONTINUA ESPANSIONE

  • CONTRO LO SFRUTTAMENTO DI CENTINAIA DI LAVORATORI INTERINALI

  • CONTRO LE VESSAZIONI CHE OGNI GIORNO COLPISCONO I LAVORATORI SEA

  • CONTRO UN FALSO ESUBERO CREATO AD HOC PER LIBERARSI DEI LAVORATORI

  • CONTRO I SINDACATI CONFEDERALI CHE HANNO DIMENTICATO IL LORO RUOLO

  • PER IL PASSAGGIO DEGLI INTERINALI A CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO

  • PER SALARI E STIPENDI ADEGUATI

  • PER IL RISPETTO DELLE NORME DI SICUREZZA SUL POSTO DI LAVORO

  • PER MANTENERE I DIRITTI ACQUISITI

  • PER NON PERMETTERE PIU’ CHE MIGLIAIA DI LAVORATORI SIANO COSTRETTI A LICENZIARSI PER LE ASSURDE CONDIZIONI DI LAVORO.

  • PER IL RICONOSCIMENTO DEL CAMBIO TUTA PER I LAVORATORI SEA

PER QUESTI MOTIVI FIRMA ANCHE TU LA LISTA SLAI COBAS

ATTUALMENTE I CANDIDATI DELLO SLAI COBAS SONO I SEGUENTI:

ARDIS ANDREA
MAGRI ROBERTO
DILIDDO GAETANO
COVIELLO VALERIANO
MOGNI PAOLO
DEGREGORIO GUIDO
RUSSO FABIO
CAPORALI ALBERTO
PARATO RICCARDO
SCAFETTA MAURIZIO
SPECIALISTA
CSB
CSB
OUA
SPECIALISTA
OUA
CSB
OUA
CSB
CSB
PIAZZALE
PIAZZALE

PIAZZALE
PIAZZALE
PIAZZALE
TOBOGA
PIAZZALE
LOGISTICA
PIAZZALE
PIAZZALE
ISCRITTO SLAI COBAS
ISCRITTO SLAI COBAS

ISCRITTO SLAI COBAS
ISCRITTO SLAI COBAS
INDIPENDENTE
ISCRITTO SLAI COBAS
ISCRITTO SLAI COBAS
ISCRITTO SLAI COBAS
ISCRITTO SLAI COBAS
ISCRITTO SLAI COBAS

Presenteremo la lista dei delegati RSU ed RLS il 12 ottobre.

Chi vuole presentarsi come RSU deve dare il proprio nome ai delegati dello Slai Cobas entro il giorno 11 ottobre.
Per contatti: Roberto 3358333386 - Andrea 3477839108

PARTECIPA ATTIVAMENTE
SE VUOI DIVENTARE PROTAGONISTA DEL TUO FUTURO: ISCRIVITI COME CANDIDATO.

Occorre la firma dei lavoratori Sea Spa e Sea Handling

SAPPIAMO CHE DIVERSI LAVORATORI, SONO STATI CONVINTI IN MODO POCO ETICO A FIRMARE PER ALTRE SIGLE. Ma è possibile porre rimedio all’inganno: chi vuole sostenere la nostra lista e ha già firmato per sbaglio per altri sindacati, può ancora firmare per la lista dello Slai Cobas.
SOSTENIAMO LO SLAI COBAS, UN SINDACATO RICONOSCIUTO A LIVELLO NAZIONALE, FUORI DAL CONTROLLO PARTITICO E LOBBISTICO, UN SINDACATO DI BASE PER I LAVORATORI E FATTO DAI LAVORATORI.

COORD. PROV. VARESE                             SLAI COBAS                                                 06/10/2006

IL LOGO CHE RIPORTIAMO SUL VOLANTINO E’ IL LOGO CHE VERRA’ PRESENTATO ALLE ELEZIONI.
ATTENZIONE A NON SCAMBIARLO CON L’AL COBAS.


Ennesima dimostrazione della Democrazia Sindacale di CGIL – CISL - UIL in SEA:
Il referendum sull’accordo delle tutele sociali

I Sindacati Confederali hanno dimostrato ancora una volta di fregarsene delle richieste dei lavoratori, proponendo un referendum senza preoccuparsi minimamente:

  • della necessità e dovere di istituire assemblee in cui discutere e confrontarsi su possibili accordi con l’Azienda!!!!!!!

  • di informare i lavoratori sulle specifiche condizioni degli accordi che si vogliono portare al referendum.

  • di “garantire” a chi e’ precario, la possibilità di vedere un “domani” oltre alla data di scadenza dei contratti temporanei!!!!!!

E’ un insulto alla “Democrazia Sindacale” che questi “Signori” si permettano di portare a compimento un referendum, senza prima indire assemblee aperte a tutti i lavoratori, ma organizzare solo delle riunioni a porte chiuse con i loro “delegati - galoppini”.
E’ un oltraggio ai lavoratori, non permettere che al di fuori degli iscritti ai Confederali non vi siano altri scrutatori scelti dai lavoratori , al fine di garantire una democratica e inequivocabile verifica delle schede!!

Tutto ciò per avvallare il processo di trasferimento di personale, che la SEA ha ormai deciso da tempo.

Senza permettere a tutti i lavoratori di rendersi conto di quali siano i punti inseriti nell’accordo sulle tutele sociali i Confederali hanno giocato sul fatto che non vi erano altre “garanzie”di tutela del posto di lavoro, migliori di quelle inserite nell’accordo proposto con il referendum.

Probabilmente i Confederali pensano che in SEA la gente sia così stupida, che non valga la pena perdere tempo per spiegare cosa siano queste “Tutele Sociali”.

Nell’accordo vengono indicati due periodi dell’anno in cui si faranno delle verifiche per valutare se vi sia la necessità di trasferire del personale a fronte di perdita di quote di traffico.
Quindi si da gia per scontato che ci possano essere degli esuberi, ma non vi e’ traccia del fatto che in SEA esiste un problema: la mancanza cronica di personale!!!!!
Viene anche deciso chi sarà costretto ad andarsene; i più giovani (con minore anzianità aziendale). Considerando il fatto che in SEA da parecchi anni non viene più assunto nessuno, se non con contratto“interinale”, viene da chiedersi quanti anni di anzianità abbiano questi “giovani”!
Per non parlare della mancanza di riferimenti a garanzia del mantenimento delle condizioni normative ed economiche, nel caso di trasferimento.

Capolavoro di queste tutele sociali, e’ il fatto che coloro che prima erano interinali(tra i quali, quelli costretti a passare da stagionali ad interinali per essere riconfermati in SEA), finalmente potranno tornare ad essere “stagionali”, spianando la strada a SEA nella sua politica di utilizzo di personale a tempo determinato, in un settore in continua crescita .

Tutto ciò è molto grave perché evidenzia la totale mancanza di volontà del Sindacalismo Confederale di confrontarsi con i lavoratori, e spinge a porsi domande sul vero ruolo di questi “sindacalisti”, che con questo accordo danno la possibilità a SEA di disfarsi del personale a tempo indeterminato, supportando poi le carenze con interinali (ricattabili e sfruttabili), creando la possibilità di una futura “mobilità” dei lavoratori, grazie anche al supporto del “Fondo di solidarietà”, creato ad hoc per aziende in cui non sono previsti ammortizzatori sociali,(che stiamo già contribuendo a creare con le trattenute che mensilmente ci troviamo in busta paga) e che verranno gestiti secondo criteri definiti da Sindacati ed Azienda!!!!!!!!!!

Slai Cobas Aeroportuali Coordinamento Provinciale Lin – Malpensa

14/06/2006


Il referendum in Sea; la “democrazia” del regime dei Sindacati Confederali!

Il risultato del referendum non ha certo stupito i lavoratori che memori dei referendum passati, sempre gestiti esclusivamente dai sindacati confederali, hanno prodotto sempre e unicamente i risultati voluti da chi li ha proposti!!

Detto questo, è doveroso spiegare l’iter seguito dal Sindacalismo Confederale, nel presentare un referendum, che di fatto avvalla la politica aziendale del trasferimento di personale SEA e rende ancora più grave la situazione dei precari assunti in Aeroporto.

Nonostante nell’assemblea del 31 marzo i lavoratori abbiano portato il Sindacalismo Confederale a garantire che tutte le decisioni e i percorsi sarebbero stati preventivamente decisi in assemblee, questi campioni di democrazia hanno pensato bene di indire riunioni solo ed esclusivamente per i propri delegati senza informare i lavoratori, senza spiegare loro quali fossero queste “clausole sociali” che di lì a poco si sarebbero votate.

I confederali hanno gestito il referendum in maniera monopolistica, senza garantire la presenza di scrutatori non iscritti ai loro sindacati, ma scelti dai lavoratori, nella gestione dello scrutinio delle schede, senza garantire una democratica e inequivocabile verifica dei risultati del referendum.

Slai Cobas Coordinamento Provinciale
Linate – Malpensa

13/06/2006


Reintegrato al lavoro delegato Slai Cobas
licenziato ad aprile perché rispettava la legge 626
e le procedure aziendali sull’utilizzazione di attrezzature

Dopo due mesi dal licenziamento, il nostro collega “specialista” Andrea Ardis, può finalmente e giustamente rientrare al lavoro.

La decisione è stata presa dal giudice di Busto Arsizio al quale si è rivolto il collega e delegato Slai Cobas, patrocinato dai nostri avvocati Rizzoglio e Ghisoni per ottenere il reintegro, dopo che era stato licenziato perché, secondo l’azienda, si era rifiutato di usare “attrezzature perfettamente idonee”.

Nonostante l’azienda si sia presentata con uno squadrone di avvocati e funzionari aziendali, (che paghiamo noi lavoratori, poiché le spese legali finiscono nel bilancio della SEA Handling, ed ecco spiegato il perché del passivo, visto il numero di cause che ha!!!!!!!!!) il giudice, dopo aver valutato tutta la documentazione, compresa quella di provenienza aziendale (che evidenziava l’avvenuta rimessa in officina dei mezzi in questione, quindi al contrario di quanto affermato da SEA, quei mezzi non erano idonei!!!), ha deciso per il reintegro del lavoratore, in attesa del procedimento vero e proprio che valuterà le reali responsabilità e il vero stato di idoneità o di non idoneità, delle attrezzature in questione.

Tutto ciò è molto importante perché fa capire a tutti i lavoratori che l’azienda non è infallibile e che, chiunque fosse costretto da “responsabili aziendali” irresponsabili a:
Fare straordinari contro il proprio volere, a rinunciare ad usufruire del break, della mensa, ad utilizzare in modo non consono alle procedure aziendali e alla 626 mezzi o attrezzature, con il rischio di farsi male o di danneggiare persone o cose, e di quant’altro risulti essere contro il buon senso, ma a favore degli unici interessi di un’azienda che se ne frega della sicurezza dei propri lavoratori,
può e deve dire no!!!!!, organizzando con i nostri delegati una lotta contro questo stato di cose e chi vorrebbe obbligarci a non rispettare le poche prescrizioni di legge che ci tutelano!

Ancora una volta l’azienda ha tentato di eliminare chi si batte contro le prepotenze e gli abusi di “personaggi” che di professionale non hanno nulla!!
Questa volta, però, le è andata male, come minimo servirà a mettere in guardia tutti coloro che credono di poter fare il bello e il cattivo tempo con i lavoratori, senza che questi reagiscano.

Lo Slai Cobas ha intenzione di procedere legalmente nei confronti di chi, operando contro la 626, metterà in pericolo la sicurezza dei lavoratori; di chi opera dando il massimo già di suo! Ma sembra che tutto ciò non basti!! L’azienda vuole sempre di più e se ne frega se in SEA si determinano 900 infortuni l’anno (dati forniti dal responsabile ASL di Cardano al Campo). L’unica cosa che conta è far partire gli aerei, non importa come e se a scapito della vita di chi lavora!!!!!!!!

Un ringraziamento, veramente di cuore anche ai nostri “meravigliosi” sindacati: CGIL/CISL/UIL/UGL/SULT (ne abbiamo dimenticato qualcuno?), per il loro totale disinteresse nel difendere i lavoratori che rispettano le procedure e che a causa di ciò, vengono licenziati.

E’anche grazie a questi Signori, se la SEA fa quello che vuole e si va avanti cosi!!!!!!!

Coordinamento Slai Cobas Aeroportuali Linate e Malpensa

30 Maggio 2006


Malpensa - Pomigliano
alla stessa rappresaglia contro i lavoratori
contrapponiamo la stessa lotta di tutti i lavoratori

Gli 8 licenziati dell'Alfa Sud e TNT di Pomigliano e il coordinamento provinciale di Napoli dello Slai Cobas esprimono la loro piena e incondizionata solidarietà ai licenziati dell'aeroporto di Malpensa.

I due licenziamenti dei delegati dello Slai Cobas ai Malpensa hanno le stesse motivazioni di quelli fatti dalla Fiat a Pomigliano.

In entrambi i casi il padronato ha voluto intimidire tutti i lavoratori, per impedire la crescita della mobilitazione operaia. In entrambi i casi si è trattato di rappresaglia contro chi ha avuto "l'ardire" di difendere le proprie condizioni di lavoro e i propri diritti.

A Malpensa, come a Pomigliano, i lavoratori si stanno muovendo contro condizioni di lavoro sempre più pesanti e pericolose (anche in violazione della Legge 626 sulla sicurezza), nonché contro una precarizzazione che, a Malpensa, coinvolge oltre il 50% degli addetti, in aperta violazione di leggi e contratti che dovrebbero "regolare" quella vera e propria schiavitù che è il lavoro interinale.

Entrambi i delegati licenziati a Malpensa sono stati colpiti perché tentavano di far valere il loro diritto/dovere di tutelare la propria sicurezza e quella dei loro colleghi. In più l'ultimo licenziamento dell'1.4, non causalmente, è stato comunicato con un telegramma il giorno dopo la vittoriosa iniziativa di lotta di 700 lavoratori della Malpensa i quali, con una assemblea permanente dalle 15 alle 21 del 31.3, hanno costretto la SEA a ritirare i trasferimenti di 50 lavoratori dalla Sea all’ATA.

Gli 8 licenziati di Pomigliano sono a fianco dei licenziati di Malpensa, chiedono l'immediato ritiro dei provvedimenti di rappresaglia sindacale e invitano tutti i lavoratori dell'aeroporto a continuare la mobilitazione

  • contro la privatizzazione e lo smembramento della SEA,

  • per l’eliminazione del precariato con il passaggio di tutti i lavoratori a tempo indeterminato

  • per forti aumenti salariali

  • per condizioni dignitose e sicure di lavoro

Mobilitazione che è l'unico modo per difendere effettivamente tutti i lavoratori colpiti dalla repressione padronale.

Gli 8 licenziati di Pomigliano e lo Slai Cobas di Napoli

Pomigliano d'Arco, 8.4.2006


COMUNICATO STAMPA

DELEGATO SINDACALE DELLO SLAI COBAS AEROPORTUALI SOSPESO E LICENZIATO DAL LAVORO
PERCHE’ VOLEVA IL RISPETTO DELLE NORME DI SICUREZZA.

E’ accaduto all’aeroporto di Malpensa ad un dipendente della Sea Handling, autista specializzato e delegato dello Slai Cobas Aeroportuali. Il lavoratore ha ricevuto un provvedimento di sospensione perché “colpevole” di aver fatto valere il suo diritto/dovere di tutelare la propria sicurezza e quella dei colleghi, richiedendo di utilizzare mezzi ed attrezzature di lavoro, conformi alle prescrizioni di legge.
Di fronte ad un così grave provvedimento, non si può tacere né mancare d’indignarsi. Lo Slai Cobas Aeroportuali, oltre ad attivarsi presso le autorità competenti per richiedere il rientro del lavoratore licenziato e l’individuazione delle responsabilità personali e penali dei dirigenti e preposti aziendali, ritiene sia ormai inevitabile porre in atto azioni di protesta e di lotta.
Già da tempo e in numerose occasioni, è stato evidenziato da più soggetti, lo stato di degrado del parco mezzi degli aeroporti di Linate e Malpensa, dovuto alla presenza di attrezzature spesso guaste, non efficienti, vecchie e pericolose.
Numerose sono state le denuncie circa la quasi totale assenza di una manutenzione ordinaria e di un controllo visivo e funzionale dei mezzi e delle attrezzature di lavoro, origine di molti casi di infortuni ed incidenti.

TORNEREMO A LOTTARE:

  • PER IL RIENTRO IMMEDIATO DEL LAVORATORE LICENZIATO

  • PER IL RILANCIO DELLA DIFESA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA.

  • PER TUTELARE TUTTI I LAVORATORI CHE NON VOGLIONO SOTTOSTARE ALLE PRESSIONI E MINACCE DEI RESPONSABILI AZIENDALI CHE LI OBBLIGANO AD UTILIZZARE ATREZZATURE NON IDONEE.

  • PER DENUNCIARE LE RESPONSABILITA’ DELL’AZIENDA E DEI SUOI MANAGER CHE CONTINUANO A FREGARSENE DELLO STATO ATTUALE DI MANCANZA DI SICUREZZA A LINATE E MALPENSA

SLAICOBASAEROPORTUALI LIN-MXP

1/4/2006


MALPENSA - LINATE
venerdì 31/03/2006 ore 21 a Legnano, in via Milano 84
Assemblea aperta a tutti
Contro la svendita della Sea,
il trasferimento all’Ata e il precariato


COMUNICATO STAMPA

DELEGATO SINDACALE DELLO SLAI COBAS AEROPORTUALI SOSPESO DAL LAVORO
PERCHE’ VOLEVA IL RISPETTO DELLE NORME DI SICUREZZA

E’ accaduto a Malpensa ad un dipendente della Sea Handling, autista specializzato e delegato dello Slai Cobas Aeroportuali. Il lavoratore ha ricevuto un provvedimento di sospensione perché “colpevole” di aver fatto valere il suo diritto/dovere di tutelare la propria sicurezza e quella dei colleghi, richiedendo di utilizzare mezzi ed attrezzature di lavoro, conformi alle prescrizioni di legge.
Di fronte ad un così grave provvedimento, non si può tacere né mancare d’indignarsi. Lo Slai Cobas Aeroportuali, oltre ad attivarsi presso le autorità competenti (ASL, Ispettorato del Lavoro, Magistratura) per richiedere il rientro del lavoratore sospeso e l’individuazione delle responsabilità personali e penali dei dirigenti e preposti aziendali, ritiene sia ormai inevitabile porre in atto azioni di protesta e di lotta.

TORNEREMO A LOTTARE:

  • PER IL RIENTRO DEL LAVORATORE SOSPESO E PER IL RILANCIO DELLA DIFESA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA

  • PER SMASCHERARE LA DIRIGENZA SEA, nel suo intento di operare un vero e proprio smantellamento dell’azienda, attraverso un’operazione di mera speculazione finanziaria.
    Ci riferiamo principalmente ai licenziamenti illegittimi di questi giorni, di personale professionalizzato e con esperienza acquisita, che Sea sta “espellendo” e cedendo a basso costo alla concorrenza (ATA).
    Tutto ciò sta accadendo in un settore, come quello delle gestioni aeroportuali, in continua espansione ed in un momento in cui Sea vanta, per il 2005, un attivo di 46,2 milioni di euro, con una crescita del 12,8% rispetto al 2004 e con ricavi totali saliti a 638,1 milioni di euro (dati comunicati dall’azienda
    alla stampa).

  • PER SCONFIGGERE LA PREVARICAZIONE E L’ARROGANZA di questo gruppo dirigente.

SLAI COBAS AEROPORTUALI – Aeroporti Linate e Malpensa

Milano, 30 marzo 2006


Allo Slaicobas di Linate e Malpensa.
p.c seg CGIL CISL e UIL aeroporti Milano.

Comunicato di solidarietà.

Abbiamo appreso dal vostro comunicato del grave atto di repressione e intimidazione compiuto dalla direzione SEA nei confronti di un rappresentante eletto alla 626.
Un episodio che si inserisce in un clima più generale dove si cerca di colpevolizzare chi lotta in difesa di diritti o chi cerca di tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nell’esprimere la nostra piena solidarietà chiediamo che venga immediatamente revocata la sospensione nei confronti di questo lavoratore.

27/03/06.                                                                                                                            Fraterni saluti.

UN GRUPPO DI LAVORATORI
ORIO AL SERIO (BG)


Assemblea aperta a tutti
Il giorno 31/03/2006 alle ore 21
a Legnano, in via Milano 84

Contro la svendita della Sea,
il trasferimento all’Ata e il precariato
Per il diritto al lavoro, a tutele, condizioni dignitose e un salario adeguato

Parteciperanno:

Corrado Delledonne         Slai Cobas Alfaromeo
Aldo Milani                       Slai Cobas Regione Lombardia
Roberto Magri                  Slai Cobas Sea Malpensa
Umberto Nicosia              Slai Cobas Sea Linate
Marisa Italiano                 Slai Cobas Sea Linate
Andrea Capria                  Sea Malpensa

E’ necessario partecipare, rendersi parte attiva, per salvaguardare il posto di lavoro, contro questa politica di smembramento dell’azienda e di trasferimento del personale.
Bisogna smetterla di pensare solo al “proprio orticello” e affidarsi a sindacalisti che hanno dimostrato di non essere in grado di tutelarci.
Ora più che mai è necessario unirsi, per tutelare il nostro posto di lavoro e tutto ciò che abbiamo costruito, poiché la SEA è stata costruita dai lavoratori!

Varese/Milano, 24-3-2006

Slai Cobas
Coordinamenti prov. Varese e Milano

Per info : tel . 3336701540 tel . 3358333386
slaicobasaeroportuali@email.it


Sospeso delegato slai cobas aeroportuali a Malpensa.
I lavoratori si preparano al blocco dell'aeroporto di Malpensa

Dopo il licenziamento di un delegato Slai Cobas della SEA Handling all'aeroporto di Malpensa nel 2005, che cercava di far rispettare le procedure di sicurezza, ieri un altro delegato Slai Cobas è stato sospeso dall'azienda, perché durante il lavoro si rifiutava di usare attrezzature non idonee come previsto dalla legge 626/94.
I responsabili aziendali, invece di preoccuparsi di riparare e sostituire le attrezzature utilizzate per lo scarico/carico degli aeromobili, segnalate dal nostro delegato, hanno minacciato e insultato il lavoratore, arrivando al punto di sospenderlo.
Poiché il lavoratore ha denunciato lo stato del parco mezzi all'autorità di P.S. l'azienda ha pensato bene di recuperarli e ripararli durante la notte scorsa (poco dopo la denuncia fatta dal nostro delegato), lontano da "occhi indiscreti".
Questa mattina una delegazione di lavoratori si presenterà ai Sindacati confederali, per chiedere loro di attivarsi contro il procedimento disciplinare che l'azienda ha intrapreso nei confronti del nostro delegato.
Nella stessa mattinata i lavoratori chiederanno ai confederali di trasmettere alla Sea la richiesta del blocco dei 50 trasferimenti all'Ata.
Se ciò non avverrà probabilmente già da oggi potrebbe iniziare il blocco delle attività presso l'aeroporto di Malpensa.
Tra l'altro sembra che l'azienda abbia già pronte altre 104 lettere di trasferimento d'azienda a fronte della perdita (voluta) di un'altra compagnia aerea, probabilmente l'Iberia.

SLAI COBAS AEROPORTUALI – Linate e Malpensa


I LAVORATORI LICENZIANO IL MANAGEMENT SEA!

Se qualcuno deve essere espulso e mandato all’ATA, non sono certo i lavoratori!
Stanno emergendo sempre più chiaramente le responsabilità dei veri colpevoli della radicalizzazione dei rapporti tra Sea e lavoratori:

I DIRIGENTI SEA
HANNO FALLITO NEL LORO COMPITO DI AMMINISTRARE AL MEGLIO QUEST’AZIENDA

Hanno continuato a perdere clienti, non hanno voluto fare nulla per incentivare il rinnovo dei contratti con le compagnie aeree, hanno atteso la scadenza per dare il via a licenziamenti di personale cedendo ad ATA, a basso costo, lavoratori professionalizzati.

Hanno favorito la fuoriuscita di migliaia di lavoratori mai sostituiti.
Hanno messo in atto una politica aziendale che porterà Sea verso una china inevitabilmente fallimentare.
Non sono stati neanche in grado di farsi pagare dai loro debitori (vedi Volare, Airone, ecc).

Hanno invece contribuito all’arricchimento di ATA che, in questi ultimi anni, si è visibilmente potenziata acquisendo i contratti commerciali di tutti gli ex-clienti persi da Sea.

Questi dirigenti, con le loro “strategie aziendali” hanno, di fatto, lavorato per ATA!
Tutto ciò è sotto gli occhi di ognuno di noi!

ALLORA, PERCHE’ NON CI VANNO LORO IN ATA?
PERCHE’ DOVREBBERO ANDARCI I LAVORATORI?

Questo management ha dimostrato di avere una sola progettualità: quella di abbassare il costo del lavoro rendendolo sempre più precario e mal pagato, di accumulare la ricchezza prodotta dai lavoratori (vedi il maxi-dividendo di oltre 250 milioni di euro), scegliendo di proposito di non reinvestirla all’interno dell’azienda in potenziamenti strutturali, in adeguamenti tecnico-logistici, in rinnovo del parco mezzi, ecc. ma di utilizzarla come un salvadanaio al quale attingere in abbondanza, per poi andarsene (a turno).
E’ ormai palese la constatazione, che gli attuali dirigenti se ne infischiano altamente se nel giro di pochi anni (o mesi?), la loro gestione condurrà al dissesto aziendale!
Si limitano a far cadere la colpa del loro annunciato fallimento, sui lavoratori continuando a vessarli con assurdi provvedimenti disciplinari, estendendo vergognosamente il precariato e peggiorando drasticamente le condizioni di sott’organico e di lavoro.

L’ATTUALE MANAGEMENT SEA HA MOSTRATO QUINDI CHIARAMENTE TUTTA LA SUA INCAPACITA’ DI FARE GLI INTERESSI DI QUEST’AZIENDA, FAVORENDO ADDIRITTURA LA CONCORRENZA!

SE NE DEVONO ANDARE! Lasciando però il bottino!
Senza “esportare”, magari in un’altra società, i nostri soldi e quelli della collettività! Questi giochetti li abbiamo già visti (vi ricordate di Brianza and Company?).

La lotta di questi giorni contro il licenziamento di 50 lavoratori, sembra vedere, per il momento (ma fino a quando?), i sindacati concertativi in posizione di contrasto con l’azienda.
Il limite però, rimane quello di non aver allargato il fronte a tutti i reparti di Linate e Malpensa, in un’assemblea generale aperta (senza garanzie di presenze minime nei reparti), nella quale decidere la prosecuzione delle iniziative.
E’ importante infatti, se si vuol vincere, mantenere alto il livello di partecipazione e mandare un chiaro messaggio a Sea di forza e di determinazione.
Nel passato, anche recentissimo, la volontà di lotta e le mobilitazioni, sono stati usati da cgil-cisl-uil-ugl-sult per raggiungere obiettivi diversi da quelli voluti dai lavoratori (un esempio sono gli ultimi accordi firmati sui turni lineari).
Oggi però, questo tentativo non potrebbe più passare, né sarebbe oltremodo possibile ricucire l’inevitabile conseguente scollamento con i lavoratori!

L’OBIETTIVO DEVE RIMANERE INALTERATO: OPPOSIZIONE A QUALSIASI LICENZIAMENTO E PASSAGGIO AD ATA DEI LAVORATORI!

Milano, 23 Febbraio 2006

SLAI COBAS AEROPORTUALI – Linate e Malpensa


Ancora Mobbing!

Non bastano più le lettere di minaccia inviate da SEA ai lavoratori in malattia (con regolare certificato medico), le contestazioni contro il diritto di sciopero, la negazione dei congedi parentali garantiti dalla legge (salvo poi smentire tutto di fronte all’Ispettorato Provinciale del Lavoro!) e molto ancora…
Ora addirittura, viene punito persino un Rit il quale ha un’unica e grande colpa secondo SEA: l’aver sconfitto l’azienda, vincendo la causa per il suo reintegro, dopo l’ingiusto trasferimento in ATA.
Evidentemente, non riuscendo a vincere le vertenze in tribunale, nonostante i milioni di euro “regalati” ai suoi consulenti legali (ma che pesano negativamente e pesantemente sul bilancio aziendale), SEA ha deciso di rispondere mettendo in atto provvedimenti puramente di rivalsa, punitivi e di mobbing: la decisione di trasferire il Rit in questione (come ha già fatto con altri lavoratori) a Malpensa, senza alcuna ragione motivata o giustificata e al di fuori delle regole, dimostra la precisa volontà, che noi giudichiamo di ritorsione, di colpire chiunque voglia ancora resistere sul fronte della difesa dei propri diritti; serve inoltre da monito verso tutti gli altri lavoratori.
L’isolamento c’indebolisce e dà spazio all’azienda per colpire sistematicamente il lavoratore “di turno”, il quale, mancando una mobilitazione comune, è portato a vivere (anche in modo angoscioso) la sua situazione, individualmente e spesso emarginato.
Noi siamo invece convinti, che solo creando un fronte di solidarietà tra i lavoratori, come strumento di autodifesa collettivo, si possa ribaltare a nostro favore, un rapporto di forza che altrimenti sarebbe di sola subalternità all’umore e alla prevaricazione di quest’azienda.

Milano, 21 Febbraio 2006

SLAI COBAS AEROPORTUALI – Linate e Malpensa


La risposta dei lavoratori SEA alla provocatoria lettera del Direttore dell’Unità Personale e Organizzazione


ATM e SEA
NO ALLA PRIVATIZZAZIONE
NO ALLA PRECARIZZAZIONE

diritto di sciopero - salario
servizi pubblici e condizioni di lavoro dignitose

ASSEMBLEA PUBBLICA
Martedì 31 gennaio ore 18
nel salone di viale Liguria 49
MILANO


Se scioperi paghi il balzello!!!!!!!!

In questi giorni, alcuni nostri colleghi a mxp hanno ricevuto una simpatica raccomandata che conteneva un’ingiunzione di pagamento di ben 258,00 euro, per uno sciopero del gennaio 2001.

Secondo il prefetto di Varese tale sciopero non aveva una motivazione così importante da giustificarlo, quindi la fermata dal lavoro è stata immotivata!!!!

Forse per il prefetto, la morte di un collega elettricista, avvenuta sul posto di lavoro non è un motivo per giustificare uno sciopero. Come probabilmente non lo è per la SEA; uno sciopero per questo motivo (la morte di un lavoratore !!!) crea pubblicità negativa!!!

Per noi invece, morire sul lavoro è inaccettabile!!! Come sono inaccettabili le condizioni di lavoro, che quotidianamente dobbiamo sopportare:

La mancanza cronica di personale, le attrezzature lasciate a se stesse, l’inosservanza delle regole sulla sicurezza negli ambienti di lavoro, l’impossibilità di avere giorni di ferie, la difficoltà di cambiare turni, la politica di repressione aziendale che commina giorni di sospensione senza neanche valutare la reale responsabilità dei lavoratori contestati e, cosa più importante, la sospensione dal lavoro di un lavoratore di mxp che ha riscontrato gravi patologie, ma secondo la SEA “non può essere ricollocato” e quindi è da rottamare!!! Nonostante il collega abbia una famiglia da mantenere!!!!!!

Non è un caso che gli incidenti e infortuni sul lavoro aumentano con l’aumentare delle ore di straordinario, da questa situazione deve nascere dentro di noi la consapevolezza che solo uniti e organizzati i lavoratori possono tutelarsi e che ogni conquista può essere ottenuta solo con la lotta.

Purtroppo la vita non è una favola, non ci sono paladini che combattono per te, (per chi non l’avesse capito sto parlando dei nostri “sindacalisti”) ci sono persone che si uniscono per creare una forza, che credono nel loro futuro e che vogliono migliorarlo e garantirlo ai propri figli!!!

E significativo il fatto che il sistema repressivo Azienda/Istituzioni si sia ricordato solo ora e cioè a un mese dalla scadenza naturale della messa in prescrizione del contenzioso, di applicare le sanzioni pecuniarie e utilizzarle come deterrente intimidatorio nei confronti dei lavoratori.

E’ per questo motivo che lo SLAI COBAS non smetterà mai di far sentire la propria voce , che è quella di tutti i lavoratori, partecipando in prima persona senza delegare a nessuno il diritto alla tutela della sicurezza nei posti di lavoro.

Per info su eventuali nuove raccomandate con ingiunzioni di pagamento:
mxp tel 3358333386, lin tel. 3388720915 slaicobasaeroportuali@email.it

Coordinamento Provinciale Slaicobas Milano      Cooordinamento Provinciale Slaicobas Varese

Milano 17/01/2006

 

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