SLAI Cobas ALFA ROMEO di Arese
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Da: Il Giorno del 2-4-2010
Rho - La maggioranza si spacca: l'accordo sull'area va rivisto
Occupato il consiglio comunale di Rho:
lavoratori e territorio si prendono la parola contro la speculazione sull’area Alfa, verso il corteo del 20 marzoIeri sera durante il consiglio comunale della città di Rho che avrebbe dovuto trattare tra gli altri punti il Piano Alfa, i sindacati e i lavoratori dell’Alfa Romeo supportati dal centro sociale SOS Fornace e da altri soggetti politici e sociali del territorio, hanno richiesto di potere intervenire per portare la loro voce alle istituzioni e nel dibattito consigliare.
Dopo oltre un’ora e mezza in cui si è fatto intendere che non ci sarebbe stato problema per un intervento, la maggioranza di centrodestra ha deciso, imponendolo nella riunione dei capigruppo, che nessuno sarebbe potuto intervenire, ma che si sarebbe potuto leggere un comunicato scritto, che evidentemente era impossibile produrre al momento.
A quel punto i lavoratori si sono presi la parola interrompendo il consiglio comunale, considerando quella decisione un atto profondamente antidemocratico, dal momento che la discussione li riguardava direttamente e dopo l’occupazione del consiglio, il presidente ha annullato la seduta.
Il sindaco di Rho Zucchetti ha parlato in un successivo comunicato di violenza e prevaricazione della sinistra, richiamando agli anni di piombo.
Il Sindaco non si rende conto che l’unica violenza che si riscontra è quella dell’istituzione che lui stesso rappresenta, in quanto ha dimostrato più volte una gestione antidemocratica verso le opposizioni, verso i cittadini e verso le stesse forze di maggioranza che con lui governano.
Più che gli anni di Piombo a Rho sembra di vivere gli Anni del Mattone, perché in vista di Expo 2015 è sparita ogni politica sociale e si stanno progettando in ogni angolo della città alberghi, centri commerciali e nuove costruzioni.
Tutto ciò a discapito del lavoro, della democrazia, dell’ambiente e della qualità della vita. L’area dell’Alfa è solo l’esempio più eclatante di quanto sta avvenendo.
Se metà dell’area sarà destinata alla speculazione, sull’altra metà, che rimane industriale per ora, non viene investito neanche un euro per incentivare la ripresa delle attività produttive.
Dunque siamo di fronte ad una speculazione su un’area di oltre 2 milioni di metri quadrati, gestita in due tempi, perché è evidente che gli investimenti sull’area industriale non pioveranno per miracolo dal cielo, ma dovrebbero essere invece Regione Lombardia, Formigoni, e i suoi colleghi Sindaci a stimolare nuove prospettive occupazionali.
Al contrario il Sindaco di Rho Zucchetti sta lavorando perché le aziende del territorio chiudano favorendo la speculazione edilizia, come dimostra il fatto che l’area industriale di Mazzo, 900.000 mq di piccole e medie aziende accanto alla Fiera, nella proposta del Piano di Governo del Territorio viene trasformata da industriale ad area con funzione commerciale, ricettiva e residenziale.
Il Sindaco di Rho non si è nemmeno preoccupato di fare uno studio per capire quante fossero le imprese attive in quell’area e quanti i lavoratori occupati che rischiano di perdere il posto di lavoro.
La prossima settimana ci sarà
un’assemblea pubblica alla biblioteca di Arese il 16 marzo, un’altra assemblea pubblica all’auditorium di Rho nella serata del 17 marzo
e un corteo che partirà alle ore 10,00 di sabato 20 marzo dalla portineria centrale dell’Alfa Romeo,contro le speculazioni del piano Alfa, per la difesa del territorio e dell’occupazione.
RHO, 12 marzo 2010 Centro sociale SOS Fornace
Comunicato stampa Slai Cobas Alfa Romeo
Ieri sera una delegazione di alcune decine di lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese ha partecipato al consiglio comunale di Rho, il quale aveva all'ordine del giorno la discussione sul nuovo piano di programma dei 2 milioni e 350mila mq dell'area dell'Alfa Romeo di Arese.
I lavoratori, dopo aver atteso un'ora prima di far intervenire un proprio delegato, come concordato a inizio seduta, hanno dovuto invece assistere a una vergognosa decisione:
il consiglio comunale è stato sospeso per consentire una riunione dei capogruppo i quali -incredibilmente- dopo tre quarti d'ora di riunione hanno deciso che non si poteva dare la parola neanche per 5 minuti a un rappresentante dei lavoratori e che al massimo potevano accettare un intervento scritto da recapitare al consiglio comunale!
A quel punto è esplosa la protesta dei lavoratori presenti, i quali -con quasi tutti i consiglieri rimasti comunque ai loro posti- hanno esposto le ragioni della loro protesta:
Il nuovo piano sull'area di Arese è un pugno in faccia agli accordi firmati nel 2003-2004 e 2005 dai sindacati con regione, provincia, comuni e proprietà che prevedevano progetti per l'auto ecologica e la mobilità sostenibile;
Sono previste sull'area solo mega speculazioni immobiliari con il più grande iper d'europa, villette e appartamenti per più di 4.000 persone, mega alberghi per Expo 2015, ecc..
La Fiat, dopo aver avuto in regalo 20 anni fa dallo stato l'Alfa Romeo, oggi, dopo essersi sbarazzata di 20.000 lavoratori, butta sulla strada gli ultimi 1.000 lavoratori (Fiat e aziende collegate) senza che le istituzioni muovano un dito in difesa dei lavoratori stessi; anzi, la Fiat licenzia e contemporaneamente le istituzioni decidono di fare villette e alberghi al posto dei capannoni ancora funzionanti!;
La Fiat butta tutti sulla strada ma fa finta di andarsene: gli uomini Fiat (LUIGI ARNAUDO) comandano le società proprietarie dell'area e Fiat Immobiliare entra direttamente fra i firmatari del nuovo accordo di programma con regione, provincia e comuni (Arese, Lainate, Rho, ..);
Oltre 300 lavoratori Fiat Auto e Fiat Powertrain saranno deportati a Torino dal 12 aprile prossimo e a loro seguiranno altre centinaia di lavoratori del call center e delle aziende collegate alla Fiat. In tutta Italia le istituzioni cercano in qualche modo di tutelare i lavoratori attaccati e licenziati; all'Alfa invece è il contrario;
Nell'area Alfa Romeo, a parte la Fiat, si sono insediate in questi anni altre aziende. La maggioranza di questi altri 1500 lavoratori sono precari, sottopagati e senza diritti: sarà tutto così per EXPO 2015?
IL SINDACO ZUCCHETTI, INVECE DI DARE SERIE RISPOSTE AI LAVORATORI E ALLO SLAI COBAS, HA DICHIARATO CHIUSO IL CONSIGLIO COMUNALE FRA LE PROTESTE NON SOLO DEI CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE MA ANCHE DI ALCUNI CONSIGLIERI DELLA SUA RISICATA MAGGIORANZA.
PRIMA DI ANDARSENE, I LAVORATORI HANNO RICORDATO AL SINDACO ZUCCHETTI CHE NON HA ANCORA ONORATO L'IMPEGNO PRESO DIVERSI MESI FA DI INCONTRARE I LAVORATORI DENTRO L'ALFA ROMEO.NO ALLE SPECULAZIONI SULL'AREA DELL'ALFA !
NO ALLA DEPORTAZIONE DEI LAVORATORI FIAT A TORINO !
NO AL LAVORO PRECARIO, SOTTOPAGATO E SENZA E DIRITTI !DIFENDIAMO OCCUPAZIONE E TERRITORIO.
CONTRO LA SPECULAZIONE DEL PIANO ALFA.IL 20 MARZO ALLE ORE 10 CORTEO ALL'ALFA ROMEO DI ARESE
indetto da sindacati, fabbriche in lotta, centri sociali, forze politiche.
DOPO LA MANIFESTAZIONE MUSICA, SPETTACOLI, INTERVENTI, TESTIMONIANZE.Arese, 12 marzo 2010
SLAI COBAS ALFA ROMEO
Alfa di Arese: IL TRIBUNALE di Milano REINTEGRA CARMELO
10 marzo 2010
24-2-2010
Da: Il Giorno del 12/2/2010
Sciopero con presidio alle portinerie dalle ore 6.00
Giovedì 11/02/20101 Ritiro dei licenziamenti "politici"
2 Commissariamento di Innova Service
3 Contro il piano di speculazione sull'area Alfa Romeo
4 Rispetto degli accordi sottoscritti
5 5 Mantenimento produzioni Alfa Romeo
6 No alla deportazione dei lavoratori Fiat a Torino
7 Lavoro nell'area per i lavoratori in mobilità Fiat
8 Lavoro per i giovani disoccupati della zona
9 No al lavoro precario, sottopagato e senza diritti 10 Una mensa per tutti i lavoratori del sito
11 Unificare tutte le aziende in lotta della zonaArese 10/02/2010
Slai Cobas
Arese, 29 gennaio 2010
Slai Cobas Alfa Romeo
Alfa Romeo di Arese:
L'AZIENDA SPIONISTICA LICENZIA PER RAPPRESAGLIA RENATO PARIMBELLI, RSU E DELEGATO di SITOInnova Service, appena dopo il licenziamento di Carmelo D'Arpa, altro delegato RSU, ha licenziato Renato Parimbelli, delegato RSU e delegato di tutto il sito dell'Alfa Romeo di Arese.
Sono licenziamenti per rappresaglia perché, dopo le lotte degli ultimi mesi, l'Inps a dicembre ha annullato 6 mesi di Cigo immotivata.
Renato, incredibilmente, è stato licenziato perché a Sant'Ambrogio avrebbe detto ai lavoratori di stare a casa !! Il giorno prima, la titolare di Innova Service Angela di Marzo -senza neanche sentire i sindacati- aveva abolito la festa di Sant'Ambrogio, da 50 anni festività per i lavoratori dell'Alfa Romeo; hanno abolito la festività patronale dicendo ai lavoratori che era spostata al 29 giugno, giorno nel quale si è pure lavorato!
Innova Service è una società di servizi che da un anno gestisce la portineria Sud Ovest dell'Alfa di Arese e altri servizi di manutenzione, pulizie, giardinaggio ecc.. sui 2 milioni e 350mila mq dell'area Alfa Romeo.
Innova Service, che a gennaio 2009 -per conto dei proprietari dell'area dell'Alfa (Aig, Fiat, Brunelli)- ha rilevato 70 lavoratori (tutti ex Alfa Romeo) della società Rina con il solo scopo di licenziarli, è diretta da Angela Di Marzo, titolare anche della società ADM che da aprile 2007 gestisce la portineria Est dell'Alfa; allora ci fu subito una grave aggressione di un paramilitare di questa società che causò il ricovero in ospedale di due delegati dello Slai Cobas.Associazione a delinquere all'Alfa Romeo di Arese?
La titolare di Innova Service, Angela Di Marzo, "secondo il PM di Milano Stefano Civardi avrebbe piazzato una microspia sotto il tavolo del city manager Giuseppe Sala" (del comune di Milano), e Lorenzo Fabbrizzi, capo del personale di Innova Service (!!), "a metà settembre , all'indomani del ritrovamento della cimice, è entrato nell'ufficio di Sala per effettuare la bonifica", ed "è stato arrestato dalla squadra mobile di Firenze, in un troncone dell'inchiesta Telecom, per corruzione: avrebbe pagato, con soldi, auto e viaggi, un maresciallo dei carabinieri per farsi accreditare in Procura e ottenere appalti per le intercettazioni". "Secondo l'accusa, l'imprenditore avrebbe comprato informazioni attinte da banche dati riservate del ministero dell'Interno. Inoltre sarebbe stato aiutato da poliziotti per fare pedinamenti e indagini su alcune persone".
Inoltre "Angela Di Marzo" era "in possesso di una relazione dei carabinieri su Corrado Delle Donne, coordinatore nazionale dello Slai Cobas" e sulla lotta dei lavoratori dell'Innse.
Nelle settimane scorse alcuni delegati dello Slai Cobas sono stati sentiti dal P.M. Stefano Civardi; i consiglieri comunali, provinciali e regionali Basilio Rizzo, Massimo Gatti e Luciano Muhlbauer hanno chiesto l'intervento del Prefetto per commissariare le società Innova Service e ADM; i lavoratori del sito di Arese e lo Slai Cobas hanno manifestato sotto il consolato americano dato che queste società sono state insediate sul sito dell'Alfa, oltre che dal dirigente Fiat Luigi Arnaudo, dalla società AIG, ora controllata per l'80% dal governo americano.Gli ispettori Inps annullano sei mesi di cassa integrazione.
Circa un mese fa gli Ispettori dell'Inps hanno fatto un sopraluogo all'Alfa, interrogando lavoratori e responsabili di Innova Service.
Un mese fa l'Inps ha comunicato a Innova Service l'annullamento della Cigo dal 29 giugno a dicembre, intimando a Innova il pagamento pieno ai lavoratori di tutto il periodo e il pagamento dei contributi non versati.
Innova Service non ha fatto neppure ricorso contro il provvedimento dell'Inps ma ha subito aperto una nuova procedura (!!) per espellere comunque con la CIG in deroga" 54 lavoratori !!
Innova Service, solo nelle ultime settimane, oltre al licenziamento pretestuoso di Carmelo, ha inviato a tutti i lavoratori centinaia di lettere di contestazione con conseguenti provvedimenti disciplinari: multe, sospensioni, ecc..
Dal 1° dicembre hanno addirittura abolito il servizio mensa, in barba agli accordi sindacali e alle stesse lettere di assunzione, e si sono addirittura permessi di fare una comunicazione scritta ai lavoratori scrivendo incredibilmente loro che "saranno allontanati forzatamente" dal sito dell'Alfa Romeo i lavoratori che durante la pausa mensa si intratterranno all'interno dei 2 milioni e 350mila mq dell'area dell'Alfa. Tra l'altro, con una precedente comunicazione, avevano vietato di uscire dal sito sempre durante la pausa mensa. Ecc.. ecc..
Il licenziamento di Renato, ricevuto con lettera il 23 gennaio, risulta essere stato spedito da Innova nel pomeriggio del 18 gennaio 2010:
il mattino dello stesso giorno era stato fissato un incontro in prefettura; e il giorno dopo Renato e Carmelo, con una delegazione dello Slai Cobas ed i consiglieri Luciano Mulhbauer, Basilio Rizzo e Massimo Gatti sono stati ricevuti dal prefetto di Milano Lombardi il quale si è impegnato a riconvocarli entro una settimana. . Ma nel frattempo è arrivato il licenziamento !!
PREFETTO di MILANO, FORMIGONI, PODESTA', sindaci di ARESE, GARBAGNATE, RHO e LAINATE, E' ANCORA TOLLERABILE CHE LE PORTINERIE E I SERVIZI DEI 2 MILIONI E 350 MILA MQ DELL'AREA DI ARESE SIANO GESTITI DA UNA SIMILE AZIENDA?
Lo Slai Cobas chiede:
RITIRO DEI LICENZIAMENTI DI RAPPRESAGLIA;
l'immediato commissariamento delle società gestite da Angela Di Marzo;
l'assunzione dei lavoratori dell'Alfa di Innova Service in una nuova società di servizi garantita dagli enti pubblici;
Il rientro alla Fiat e l'assunzione alla Greenfluff e nelle altre aziende del sito dei 30 lavoratori licenziati dalla Fiat nel dicembre 2002 ed vergognosamente ancora senza lavoro dopo 8 anni; il blocco definitivo dei trasferimenti a Torino dei lavoratori Fiat; l'assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori precari del sito; il rispetto degli accordi firmati in Regione sull'auto ecologica ed il polo della mobilità sostenibile; il blocco dei progetti speculativi sull'area (mega alberghi, ville, il più grande centro commerciale d'Europa, ecc..);
STOP all'insediamento di aziende malavitose all'Alfa Romeo e in tutta l'area dell'EXPO 2015.
Lo Slai Cobas indice da oggi
lo stato di lotta e di agitazione
dei lavoratori di tutto il sito
dell'Alfa Romeo di Arese.
NO alle aziende spionistiche
No alla chiusura dell'Alfa Romeo
Lavoro e diritti ad Arese.Arese, 25 gennaio 2010
Slai Cobas Alfa Romeo
Alfa Romeo Arese : licenziato Renato Parimbelli, Rsu e delegato di sito.
L'azienda spioniostica Innova
Service, dopo l'altro nostro delegato Rsu Carmelo
D'Arpa, ora licenzia per rappresaglia anche Renato.
Provocazione e vergogna non hanno limiti.
Slai Cobas
23-1-2010
Slai Cobas Alfa Romeo: incontro col prefetto di Milano
Da: La Prealpina del 20-1-2010
Da: Il Giorno del 16/1/2010
Continua il presidio dei dipendenti dell'Innova Service ad Arese.
Bloccata l'entrata est dello stabilimento per protestare contro la cassa integrazione che colpirà 54 lavoratori su 69.
Parimbelli, dello Slai Cobas chiede un incontro con il prefetto di Milano.
Milano, 15 gennaio 2010
Sono una sessantina i dipendenti dell'Innova Service, l'azienda gestore delle portinerie dell'ex Alfa di Arese, che hanno bloccato l'entrata est dello stabilimento per protestare contro la richiesta di cassa integrazione in deroga per 54 lavoratori su 69.
Ha spiegato Renato Parimbelli, delegato dello Slai-Cobas: "La cassa integrazione, di cui siamo venuti a conoscenza ieri sera è come un fulmine a ciel sereno: l'azienda non è in crisi, cerca solo un modo per far fuori i lavoratori e sostituirli con contratti precari''.
Massiccia la presenza delle forze dell'ordine davanti ai cancelli dello stabilimento.
''La polizia è intervenuta e ha cercato di sgomberare la portineria - ha continuato Parimbelli - ma noi rimaniamo qui con un presidio.
Continueremo con le proteste fino a quando il prefetto di Milano non si deciderà e fissare un incontro serio, per discutere dei problemi di un'azienda che calpesta i diritti dei lavoratori''.
IN SERATA IL PREFETTO DI MILANO HA CONVOCATO I LAVORATORI E LO SLAI COBAS PER MARTEDI' PROSSIMO IN CORSO MONFORTE.
Da Il Giorno del 14-1-2010:
Ex Alfa, scatta il blocco alle portinerie
Nuova manifestazione di protesta dei lavoratori che ora bussano al prefetto
FIAT: ALFA ARESE; BLOCCO PORTINERIE CONTRO TRASFERIMENTO
(ANSA) - MILANO, 13 GEN - Oltre 200 lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese e delle aziende presenti nel sito stanno bloccando due portinerie della fabbrica per chiedere alla Fiat di sospendere definitivamente il trasferimento del Centro Stile a Mirafiori. "Vogliamo ricordare a tutti - spiega Corrado Delle Donne dello Slai-Cobas - che non c'e' soltanto Termini Imerese, ma c'e' anche Arese e che la Fiat deve sospendere definitivamente i trasferimenti a Torino", che riguardano 32 lavoratori addetti alla progettazione, responsabili, tra l'altro, dell'Alfa Mito. Indicando poi "lo schieramento di forze dell'ordine" presenti davanti alla fabbrica, il sindacalista chiede "un incontro immediato con il prefetto di Milano, perche' la polizia non deve servire per manganellare i lavoratori, mentre un'azienda malavitosa, la Innova Service, gestisce il servizio di portinerie della fabbrica e ha licenziato un delegato sindacale per rappresaglia".
Da Il Giorno del 12-1-2010:
Arese. Alfa, Ripartono proteste e blocchi
Alfa Romeo di Arese: gli ispettori dell’Inps annullano
sei mesi di Cassa Integrazione all’azienda spionistica:
TUTTI I LAVORATORI RICHIAMATI AL LAVORO.
LICENZIATO
PER RAPPRESAGLIA
UN DELEGATO RSU DELLO SLAI COBAS
Arese, 29 dicembre 2009
Comunicato stampa
ALFA ROMEO DI ARESE
ULTIME NOTIZIE:
LA FIAT RITIRA PER TRE MESI I TRASFERIMENTI A TORINO
Gli scioperi, manifestazioni, le
denunce giudiziarie contro la nuova tangentopoli
dell’Alfa Romeo, le lotte portate avanti contro la
chiusura dello stabilimento di Arese e la
deportazione dei lavoratori a Torino hanno avuto un
primo risultato molto importante.
Lo Slai Cobas pur registrando con soddisfazione
questo primo risultato, non mollerà di un millimetro
le lotte che da più di un mese ha messo in campo
assieme ai lavoratori.
Adesso occorre costringere la Fiat, invece di
svuotare le officine, a riportare ad Arese le
lavorazioni che da tempo aveva cominciato a
trasferire altrove, e deve anche subito riassumere i
10 lavoratori e delegati dello Slai Cobas di Arese
che sono stati licenziati il 1° marzo 2008.
Inoltre ci batteremo perché vengano riportate le
produzioni vere e proprie in quanto i 60 milioni
stanziati dal Governo per la mobilita sostenibile ad
Arese devono essere usati qui e non per fare
speculazioni.
Ricordiamo che qui ad Arese già si facevano le auto
elettriche e a metano ancora prima che Obama
sponsorizzasse produzioni ecologiche in America.
Sia ben chiaro che non concederemo a nessuno che il
Centenario dell’Alfa Romeo venga festeggiato con i
reparti Alfa chiusi e i lavoratori buttati sulla
strada.
CHIUSURA ALFA ROMEO
UNO SFREGIO PER TUTTA MILANO
LUNEDI 7 DICEMBRE
dalle ore 16
MANIFESTAZIONE ALLA SCALA
Lunedì 7 dicembre in occasione
della prima alla Scala di Milano i lavoratori
dell’Alfa Romeo saranno lì per mettere in piazza il
vergognoso tentativo Fiat di chiudere lo storico
stabilimento Alfa Romeo che assieme alla Scala e al
Duomo di Milano ha da sempre rappresentato
l’orgoglio dei Milanesi e della Lombardia.
Per noi purtroppo non solo di questo si tratta ma
anche della perdita degli oltre mille lavoratori che
ancora vi lavorano, e della apertura di una grossa
speculazione dove al posto dei reparti e officine
Alfa verranno costruiti alberghi ipermercati
villette per signori e quant’altro.
In questo orrendo gioco e grosso affare speculativo
purtroppo le istituzioni pare che abbiano anche loro
le mani in pasta tanto è vero che mentre la Fiat
chiude i reparti, dall’altra l’hanno fatta entrare
nell’accordo di programma che interessa la
deindustrializzazione dell’area e il via libera alla
cementificazione.
La FIAT, che non ha neanche pagato l’Alfa, ora butta
sulla strada 1.000 lavoratori e rimane al comando di
tutta l’area con i suoi dirigenti per avere altri
miliardi con Expo 2015.
NO ALLE SPECULAZIONI
L’ALFA DI ARESE NON DEVE CHIUDERE
Arese 04.12.2009
Slai Cobas Alfa Romeo
SLAI COBAS
Sindacato dei lavoratori autorganizzati
intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi 4 80038 Pomigliano
D'Arco NA / Tel. 081 8037023
Sede nazionale: Viale Liguria, 49 20143 Milano /
Tel. 02 8392117
Sede Alfa Romeo Viale Luraghi Arese telefax
0244428529
Da: LEGGO, 2 dicembre 2009
ALFA, SCOPPIA IL CAOS AD ARESE: OPERAI BLOCCANO LA FABBRICA
Un centinaio di lavoratori ex Alfa Romeo e in parte assunti da Innova Service stanno bloccando la portineria est della fabbrica di Arese. La stessa azienda subentrata a Fiat intende infatti impedire l'ingresso dei lavoratori in cassa integrazione. «È una vergogna - spiega Corrado Delle Donne, coordinatore del sindacato - che una ditta malavitosa, che ha le mani su Expo 2015 possa agire indisturbata ad Arese. Se ci sono le istituzioni e non sono conniventi battano un colpo». Già oggi lo Slai Cobas ha chiesto al prefetto di Milano che venga rimossa l'azienda dal sito di Arese. Innova Service fa capo a Angela Di Marzo, titolare dell'agenzia investigativa Comasca Adm, all'interno della quale, nell'ambito di una operazione della Digos, sono stati sequestrati alcuni documenti tra cui una relazione su Corrado Delle Donne che da anni, tramite l'organizzazione sindacale di base, sta protestando nei confronti di Innova Service per presunte violazioni dei patti sottoscritti con Regione Lombardia riguardanti la reindustrializzazione del sito dell'Alfa Romeo di Arese, che tra l'altro prevedono l'assunzione di ex dipendenti Alfa Romeo a precise condizioni contrattuali. I lavoratori, poco dopo le 22, hanno proseguito la loro protesta con una manifestazione verso l'autostrada Milano Laghi, bloccando il collegamento tra quest'ultima e l'ingresso della fabbrica. «La Innova Service - ha detto Corrado Delle Donne - sta attuando una vera e propria rappresaglia contro i lavoratori dell'Alfa Romeo che hanno rivendicato i loro diritti».
COMUNICATO STAMPA
ALFA ARESE: AGENZIA DI VIGILANZA "INNOVA SERVICE" VA SOSPESA. MUHLBAUER, GATTI E RIZZO SCRIVONO AL PREFETTO DI MILANODichiarazione congiunta di Luciano Muhlbauer (consigliere regionale, Prc), Massimo Gatti (Consigliere provinciale Milano, Un´altra Provincia-Prc-PdCI) e Basilio Rizzo (Consigliere comunale Milano, Lista Fo).
Milano, 30 novembre 2009
Il Prefetto di Milano intervenga con urgenza per sospendere le attività di vigilanza della società Innova Service presso il sito ex Alfa Romeo di Arese. Questa è la richiesta contenuta nella lettera inviata oggi al Prefetto Lombardi da Luciano Muhlbauer (Consigliere regionale del Prc), Massimo Gatti (Consigliere provinciale di Milano, Un´altra Provincia-Prc-PdCI) e Basilio Rizzo (Consigliere comunale di Milano, Lista Fo).
La Innova Service, che gestisce la vigilanza e le portinerie all´ex Alfa di Arese, fa infatti capo ad Angela Di Marzo, titolare dell´agenzia Adm, già
indagata per la cimice ritrovata negli uffici del city manager del Comune di Milano. Ebbene, secondo quanto riportato sabato scorso dal quotidiano La Repubblica, la Procura di Milano avrebbe sequestrato negli uffici della Di Marzo appunti sugli operai dell´Innse e, soprattutto, una relazione dei Carabinieri su Corrado Delle Donne, dirigente sindacale dello Slai-Cobas dell´Alfa di Arese.Ma gli intrecci tra la Adm e la Innova Service non finiscono con la Di Marzo. Coinvolgono, infatti, anche un altro soggetto, Lorenzo Fabbrizzi. Quest´ultimo è un collaboratore dell´Adm, anche lui indagato per la vicenda della cimice, ed è altresì un dirigente della Innova Service. Inoltre, per non farsi mancare proprio nulla, un mese fa era stato arrestato a Firenze nel quadro dell´inchiesta Telecom.
A questo poco edificante intreccio, va infine aggiunto che gli operai dell´Alfa di Arese hanno ripetutamente denunciato "angherie di ogni tipo" da parte della Innova Service. La quale, ora, mediante avviso affisso in bacheca, ha informato le maestranze che dal 1° dicembre, cioè da domani, verrà chiuso il servizio mensa e che di conseguenza ogni lavoratore trovato all´interno del sito Alfa durante la pausa mensa sarà allontanato con la forza.
Insomma, ci pare che ce ne sia abbastanza per poter sostenere che la Innova Service non può continuare a gestire la vigilanza all´ex Alfa e che deve stare lontana dagli operai, peraltro impegnati in una dura e delicata lotta contro i progetti di chiusura del sito di Arese.
Alfa Romeo di Arese:
ASSOCIAZIONE A DELINQUERE?
Apprendiamo da il quotidiano
“laRepubblica”di oggi, pagina milanese, che Angela
Di Marzo, “la titolare dell'agenzia investigativa
comasca Adm, secondo il PM Stefano Civardi avrebbe
piazzato una microspia sotto il tavolo del city
manager Giuseppe Sala” (del comune di Milano), e che
Lorenzo Fabbrizzi, che “a metà settembre ,
all'indomani del ritrovamento della cimice, è
entrato nell'ufficio di Sala per effettuare la
bonifica” “è stato arrestato dalla squadra mobile di
Firenze, in un troncone dell'inchiesta telecom, per
corruzione: avrebbe pagato, con soldi, auto e
viaggi, un maresciallo dei carabinieri per farsi
accreditare in Procura e ottenere appalti per le
intercettazioni”. “Secondo l'accusa, l'imprenditore
avrebbe comprato informazioni attinte da banche dati
riservate del ministero dell'Interno. Inoltre
sarebbe stato aiutato da poliziotti per fare
pedinamenti e indagini su alcune persone”.
“Come mai anche Angela Di Marzo fosse in possesso di
una relazione dei carabinieri su Corrado Delle
Donne, coordinatore nazionale dello Slai Cobas, non
è dato sapere. E resta da capire come e perchè se la
sia procurata. A lei fa capo anche la Innova Service,
la società che gestisce la portineria e la vigilanza
dell'ex Alfa e che recentemente ha mandato in cassa
integrazione 69 dipendenti, tra le proteste dello
Slai Cobas”.
Lo Slai Cobas, venuto a conoscenza di quanto sopra,
ha richiesto un incontro immediato con la Procura
della Repubblica di Milano ed il PM dott. Stefano
Civardi.
E' da tre anni che lo Slai Cobas ha denunciato alla
Prefettura ed altre istituzioni la società di cui
sopra:
Ad aprile 2007, subito dopo l'insediamento di Luigi Arnaudo (già dirigente per oltre 30 anni della FIAT e della IFIL, la cassaforte della famiglia Agnelli) a capo della società Immobiliare Estate sei (oggi AGLaR), proprietaria dell'area di 2miloni e 350mila mq dell'Alfa Romeo di Arese, la società di Angela di Marzo ha preso possesso della portineria EST dell'Alfa Romeo e due giorni dopo un paramilitare di questa società ha aggredito alcuni delegati dello Slai Cobas mandandone due all'ospedale: una nostra compagna è rimasta offesa ancora oggi ad un occhio;
A gennaio 2009 la società di Angela di Marzo ha preso possesso anche della portineria sud ovest e della società di servizi (ex Rina) che gestiva manutenzione, giardinaggio, pulizie, ecc.. su tutto il sito, assumendo 70 lavoratori Rina, tutti ex Alfa Romeo;
Il capo del personale di questa società era, ed è, Lorenzo Fabbrizzi, ora arrestato;
da quando si è insediata questa società, i lavoratori hanno avuto angherie di ogni tipo; ci vorrebbe un libro per descriverle tutte.
L'ultima angheria è di due giorni fa: Innova Service, con un comunicato affisso in bacheca, ha comunicato che dal 1° dicembre non c'è più il servizio mensa e che i lavoratori che si tratterranno nel sito dell'Alfa durante la mezz'ora di mensa saranno espulsi a forza dal sito stesso !!!
lo Slai Cobas ha denunciato da tre anni moltissime volte le illegalità e le angherie di questa ditta a tutte le istituzioni (prefettura, regione, comuni, ecc..) senza avere alcun riscontro;
circa un mese fa, durante uno sciopero e davanti a decine di CC e polizia, abbiamo anche chiesto come sia possibile che il capo del personale abbia nella sua vettura una mazza da baseball con la scritta “X MAS”;
abbiamo anche chiesto come sia possibile che ai lavoratori ex Alfa addetti alla guardianìa venga data una uniforme, nera, dell'esercito del Guatemala.
Lo Slai Cobas chiama tutti i lavoratori alla mobilitazione ed alla massima vigilanza.
NO ALLA CHIUSURA DELL'ALFA ROMEO di ARESE !
BLOCCO DI TUTTI I LICENZIAMENTI
Dopo la riuscitissima
manifestazione di questa mattina a RHO con i
lavoratori delle altre aziende (ex Eutelia, ecc..),
gli studenti, i centri sociali ed i comitati
territoriali
PROPONIAMO ALLA MILANO DEMOCRATICA, AI LAVORATORI,
AGLI STUDENTI, AI GIOVANI E A TUTTA LA CITTADINANZA
DI MANIFESTARE IN PIAZZA
IL 7 DICEMBRE DAVANTI ALLA SCALA
IL 12 DICEMBRE IN PIAZZA FONTANA
Arese, 28 novembre 2009
Slai Cobas Alfa Romeo
Presidio SLAI Cobas del 24 novembre davanti alla sede della Provincia di Milano
Da: Il Corriere della sera del 23/11/2009
Presenti anche i lavoratori di altre fabbriche occupate
Operai dell'Alfa di Arese bloccano A9
Per protestare contro il trasferimento a Torino di 232 dipendenti. L'autostrada riaperta dopo mezz'ora
MILANO - È stata riaperta al traffico l'autostrada A9 bloccata per circa mezz'ora lunedì mattina, all'altezza del casello di Lainate (Milano), dagli operai dell'Alfa di Arese per protestare contro il trasferimento a Torino dal 4 gennaio di 232 lavoratori del centro stile e progettazione. Circa 300 lavoratori dell'Alfa Romeo avevano occupato l'autostrada, insieme ai lavoratori di altre fabbriche occupate del milanese, dalla Lares di Paderno Dugnano (Milano) all'Eutelia-Agile di Pregnana Milanese. Il corteo, organizzato dalla Fiom-Cgil, dallo Slai-Cobas e dai Cub è partito dai cancelli dello stabilimento e si è diretto verso l'autostrada, dove si è tenuta un'assemblea dei sindacati.
Dopo circa mezz'ora i manifestanti si sono mossi per tornare al presidio davanti ai cancelli della fabbrica. «Questi trasferimenti - ha detto il segretario della Fiom di Milano, Maria Sciancati - sono in realtà dei licenziamenti che rivelano la volontà della Fiat di dismettere l'area dell'Alfa Romeo di Arese». Gli operai Alfa «porteranno avanti le proteste» hanno dichiarato i sindacalisti. Che martedì andranno alla sede della Provincia di Milano per incontrare il presidente Guido Podestà, seguiti dai lavoratori dell'Alfa Romeo che organizzeranno una manifestazione in via Vivaio. «Vogliono chiudere le fabbriche per portare la produzione all'estero - ha affermato Carlo Pariani della Flmu-Cub - con il consenso del Governo. Dobbiamo impedire che la Fiat licenzi nei fatti i lavoratori». «Chiediamo alle istituzioni - ha detto il segretario della Fiom di Milano, Maria Sciancati - che mantengano la promessa di sviluppare sull'area dell'Alfa di Arese un polo per la mobilità sostenibile e l'auto ecologica, mantenendo i livelli occupazionali». «Non accettiamo il trasferimento a Torino, il nostro obiettivo è quello di far sì che Fiat rimanga ad Arese e investa su questo territorio», ha sottolineato Corrado Delle Donne, coordinatore dello Slai-Cobas. «Sull'area dell'Alfa Romeo verranno costruite case, alberghi e centri commerciali - ha proseguito Delle Donne - che faranno tabula rasa delle fabbriche della zona». È in programma per sabato un'altra manifestazione a Rho (Milano): i sindacati parteciperanno al corteo organizzato dal comitato No Expo e dai centri sociali contro «la speculazione edilizia legata all'Expo 2015».
Comunicato stampa
ALFA ROMEO ARESE:
LA LOTTA CONTINUA E NON SI FERMERA'
Anche questa mattina lo Slai Cobas e diverse centinaia di lavoratori della Fiat, unitamente ai lavoratori di Innova Service la società che ha assunto 70 lavoratori ex Fiat e che adesso rischiano anche loro il licenziamento, hanno dapprima bloccato la portineria sud ovest e poi tutti in corteo con slogan "ma quale occupazione, ma che investimenti, si son fregati l'Alfa con le tangenti", "a Torino non andremo ad Arese resteremo" sono arrivati sulla Varesina a Garbagnate Milanese dove hanno tenuto una assemblea spiegando anche ai cittadini, migliaia dei quali hanno lavorato all'Alfa, che il problema chiusura ALFA ROMEO non è una perdita solo di posti di lavoro ma è uno SFREGIO per tutti i cittadini dei comuni di Arese, Garbagnate, Rho, Lainate e per tutta Milano dove ancora è depositato il Marchio Alfa Romeo e che la Fiat vuole ridurre lasciando solo il museo e licenziando ancora circa 1000 lavoratori che lavorano nelle officine di collaudo, centro stile, progettazione, impiegati e varie società di servizio.
Stasera alle ore 21.00 una delegazione dello Slai Cobas andrà all'auditorium di Rho in via Meda ove il sindaco di Rho e delegazioni degli altri comuni parleranno dei programmi su Alfa Romeo-Expo 2015; i lavoratori dell'Alfa Romeo chiederanno la parola per chiedere alle istituzioni di contrastare i piani Fiat e speculativi sull'area.
Lunedì 23 poi, alle ore 9.30,appuntamento davanti alla portineria centrale dell'Alfa Romeo per una grossa manifestazione.
Arese, 20 novembre 2009
Slai Cobas Alfa Romeo
Comunicato stampa
Incontro Fiat-Sindacati in Assolombarda
La Fiat conferma la deportazione dei lavoratori e delle produzioni
I lavoratori non chineranno la testa!
Arese, 18 novembre 2009
Regione Lombardia: OMICIDIO SUL LAVORO durante la manifestazione ALFA ROMEO al PIRELLONE
Oggi alle ore 12 circa, al
termine della manifestazione al Pirellone dei
lavoratori Alfa Romeo e di altre fabbriche in crisi
(ex Eutelia, ecc..) è morto un operaio che lavorava
alla ristrutturazione al 10° piano del palazzo delle
Generali (angolo piazza duca d'Aosta-via vittor
Pisani), a 20 metri dalla sede della Regione.
I lavoratori dello Slai Cobas dell'Alfa, recatisi
immediatamente sul posto, hanno visto una decina di
migranti allontanarsi dal palazzo senza che la
polizia intervenisse e chiedesse loro qualcosa.
Al decimo piano la scena era straziante; il
lavoratore morto per terra vicino a un muro che gli
è crollato addosso. A un metro dal cadavere un
caschetto giallo nuovo fiammante che qualcuno ha
messo lì dopo il fatto.
I lavoratori dell'Alfa sono corsi nell'aula del
consiglio regionale che si stava svolgendo a 50
metri di distanza ed hanno chiesto a gran voce la
sospensione del consiglio per permettere ai
consiglieri regionali di recarsi sul posto. Il presidente del consiglio regionale De Capitani,
invece di sospendere il consiglio, ha redarguito il
lavoratore che ha avvisato del fatto!
Comunque diversi consiglieri regionali si sono poi
recati sul posto del nuovo omicidio sul lavoro,
avvenuto emblematicamente di fianco al palazzo del
potere lombardo.
Milano, 10-11-2009
Slai Cobas Alfa Romeo
Alfa Romeo: oggi presidio e incontro in Regione Lombardia
Questa mattina alcune centinaia
di lavoratori dell'Alfa Romeo, della ex Eutelia e di
altre fabbriche sotto attacco padronale hanno fatto
un presidio sotto il Pirellone.
All'inizio del consiglio regionale, convocato per le
10 ma iniziato comodamente due ore dopo, il vice
presidente e assessore al lavoro Rossoni ha risposto
ad alcune interrogazioni tra le quali una sull'Alfa
fatta da Agostinelli; poi alle 13 in via Cardano il
vicepresidente Rossoni ha incontrato lo Slai Cobas,
la Fiom e una delegazione dei lavoratori dell'Alfa
e delle altre fabbriche presenti al presidio.
Lo Slai Cobas ha chiesto alla Regione una presa di
posizione chiara contro la Fiat: i Lapo e gli
Agnelli non possono pensare di poter festeggiare
impunemente nel 2010 il centenario dell'Alfa Romeo a
Milano con sponsor le istituzioni (Regione,
Provincia e la Moratti) nel mentre licenziano gli
ultimi 1.000 lavoratori dell'Alfa di Arese!
La Regione, con il Governo, deve costringere la Fiat
a rimanere ad Arese e a riportarvi produzioni Alfa
Romeo, tanto più che c'è un accordo inapplicato tra
Regione e sindacati che prevede ad Arese l'auto
ecologica e la mobilità sostenibile.
Basta speculazioni sull'area dell'Alfa.
Rossoni, al termine dell'incontro, ha ventilato un
intervento di Formigoni su Marchionne.
Lo Slai Cobas chiede alla Regione di intervenire con
forza sulla Fiat e di evitare che sull'area
dell'Alfa marci solo la speculazione.
Dopodomani, giovedì 12 novembre, lo Slai Cobas e i
lavoratori dell'Alfa saranno al Tribunale di Torino
ove si svolge il processo Margherita Agnelli.
A Torino andremo a dire che gli operai dell'Alfa,
che già hanno fatto condannare Romiti, sanno bene
dove gli Agnelli hanno nascosto i soldi in questi
anni.
Milano, 10 novembre 2009
Slai Cobas Alfa Romeo
PROTESTA DEI LAVORATORI ALFA ROMEO AL COMUNE DI GARBAGNATE MILANESE
Questa mattina una delegazione di un centinaio di lavoratori del sito dell'Alfa Romeo di Arese ha organizzato un corteo di auto ed ha fatto un presidio prima al comune e poi al mercato di Garbagnate Milanese.
Lo Slai Cobas e i lavoratori hanno denunciato che nella giornata di sabato scorso i sindaci dei 4 comuni su cui sorge l'area dell'Alfa Romeo (Arese, Garbagnate, Lainate e Rho) si sono riuniti ed hanno sottoscritto un documento sulla nuova destinazione d'uso dell'area (alberghi, abitazioni, centri commerciali, ecc..) senza neanche nominare il fatto che la Fiat vuole licenziare 1.000 lavoratori.
I sindaci, inoltre, hanno deciso che si spartiranno "equamente" i soldi che pioveranno sull'area con la cementificazione e con Expo 2015.
Da notare che questi soldi e queste stesse riunioni "di programma" sul sito di Arese sono possibili da 15 anni perchè i sindaci, la provincia e la Regione dovrebbero risolvere i problemi occupazionali dell'Alfa per il disimpegno della Fiat !
Lo Slai Cobas e i lavoratori dell'Alfa hanno chiesto ai cittadini di Garbagnate (in ogni famiglia di Garbagnate qualcuno ha lavorato all'Alfa negli scorsi anni) di ribellarsi. Il piano Fiat non deve passare. Ad Arese devono rimanere produzioni Alfa Romeo, l'area non deve essere lasciata alla speculazione immobiliare, nel sito dell'Alfa devono trovare lavoro i nostri figli e i giovani della nostra zona, l'Alfa deve abolire il lavoro precario, sottopagato e senza diritti.
Chiediamo subito un incontro con i 4 sindaci dell'area dell'Alfa. Lunedì ci sarà un incontro con il sindaco di Rho.
Martedì alle ore 9.30 manifestazione al Pirellone per chiedere un incontro alla Regione e a Formigoni.
Ieri una delegazione di lavoratori dell'Alfa e dello Slai Cobas si è recata a Pregnana Milanese ed ha incontrato i lavoratori della ex Eutalia, centinaia dei quali sono minacciati di licenziamento, ed ha portato appoggio e solidarietà alla loro lotta, proponendo iniziative unitarie.BASTA CON LA CASSA INTEGRAZIONE E I LICENZIAMENTI.
UNITA' NELLA LOTTA DI TUTTI I LAVORATORI.Arese, 6 novembre 2009 Slai Cobas Alfa Romeo
Alfa Romeo di Arese:
SCIOPERO AL 100%
di tutti i 1.000 lavoratori Fiat di Arese
Questa mattina tutti i
lavoratori, senza eccezioni, tutti i circa 1.000
lavoratori della Fiat di Arese hanno scioperato per
4 ore contro la deportazione a Torino di 232
lavoratori di Fiat Group automobiles, ai quali la
Fiat vuol far seguire a breve tutti gli altri per
"liberare" l'area di 2milioni e 350mila mq di Arese
e lasciarla alla "loro" speculazione con Expo 2015.
All'esterno della portineria centrale, fin dalle
6.30 del mattino, è stato allestito un presidio al
quale hanno poi partecipato durante la mattinata non
solo i lavoratori di Fiat Auto (300) e di Fiat
Powertrain (250) ma anche del call center (300) e
delle altre aziende collegate alla Fiat (150).
I lavoratori dell'Alfa Romeo non mollano.
Lottiamo per:
No ai trasferimenti=deportazioni a Torino;
mantenimento lavorazioni ad Arese;
nuove produzioni Fiat/Alfa Romeo per Arese;
stop alle delocalizzazioni Fiat all'estero;
divisione del lavoro fra tutti gli stabilimenti, senza chiuderne nessuno;
eliminazione del reparto confino fatto dalla Fiat a Nola (Napoli);
stop ai finanziamenti pubblici alla Fiat quando licenzia e chiude gli stabilimenti.
Lo Slai Cobas chiede un incontro immediato con la Regione Lombardia e Formigoni:
non è accettabile che la Fiat butti sulla strada i lavoratori di Arese e continui a comandare con i suoi uomini sui 2 milioni e 350mila mq dell'area di Arese ove, con l'Expo 2015, ci sarà una mega speculazione con alberghi di lusso, ville con piscina, il più grande centro commerciale d'Europa, ecc..
la Regione ha firmato con noi e tutti i sindacati nel 2003-2004 un accordo che prevedeva su Arese l'auto ecologica e la mobilità sostenibile; ora deve battere un colpo e non può far finta di niente.
E nel sito di Arese (2 milioni e 350 mila mq ubicati su 4 comuni), ove lavorano già 1500 lavoratori extra Fiat, i lavoratori devono avere normali diritti e non trattati come schiavi con lavoro precario, sottopagato e senza diritti; E i giovani della nostra zona devono avere un posto di lavoro e non abbandonati alla disoccupazione perenne!
Martedì 10 novembre 2009 alla
ore 9.30
al Pirellone
MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI DELL'ALFA ROMEO
Arese, 5 nov. 2009 Slai Cobas Alfa Romeo
Da: VareseNews 3/11/2009
Slai Cobas: "Una vergogna chiudere lo stabilimento dell'Alfa"
Corrado Delle Donne dello Slai Cobas commenta dall'interno della protesta dei lavoratori dello stabilimento Alfa di Arese che la Fiat vuole chiudere. Alle 11 la fine della manifestazione.
«Siamo in tanti, non so quanti, ma tanti». Corrado Delle Donne, sindacalista dello Slai Cobas di Milano, racconta a VareseNews gli ultimi momenti della protesta dei lavoratori dell'Alfa Romeo che hanno occupato l'autostrada: «Avevamo programmato due assemblee davanti ai cancelli dell'Alfa ad Arese, noi dello Slai Cobas alla portineria Sud Ovest e la Fiom Cgil alla portineria centrale - spiega Delle Donne -. Subito si è deciso di spostarci in autostrada per dare un segnale forte.
Sono intervenuti anche alcuni esponenti politici, tra i quali Marco Ferrando del Partito Comunista dei Lavoratori che è intervenuto al termine della manifestazione».
Delle Donne spiega i motivi della protesta che ha portato i lavoratori ad occupare la sede dell'A8: «Protestiamo da mesi per dire no alla chiusura dell'Alfa di Arese. Ci sono 700 lavoratori di Fiat Auto e Fiat Motori, che arrivano a mille se si contano anche quelli dei call center che rischiano di finire sulla strada. Fiat con una decisione unilaterale ha deciso di spostare 232 lavoratori a Torino a partire dal 4 gennaio: una decisione inaccettabile - prosegue Delle Donne -. Inoltre diciamo no alla politica di Fiat, che si disimpegna da Alfa, ma i cui uomini conservano il comando ad Arese, mettendo in pratica una speculazione su quelle aree, ricevute gratuitamente, in ottica dell'Expo 2015. Ora lasciano a casa i lavoratori, non rispettando gli impegni a tutela dei lavoratori dell'Alfa presi nel 2003 dall'allora ministro del Lavoro Maroni. Bisogna riportare ad Arese la produzione: l'anno prossimo si celebra a Milano il centenario dell'Alfa, è una vergogna che si lasci andare tutto in rovina. Chiediamo che Regione e Governo chiudano i rubinetti alla Fiat se non rispetta gli accordi: andando in questa direzione la Lombardia rimarrà senza progetti per la costruzione dell'auto ecologica tanto esaltata. Chiediamo un incontro immediato con il presidente Formigoni».
Alle 11 i manifestanti hanno liberato l'autostrada e sono ritornati all'Alfa ad Arese.3/11/2009
tommaso.guidotti@varesenews.it
ALFA ROMEO di ARESE:
ASSEMBLEA SULL’AUTOSTRADA
di un migliaio di lavoratori
CONTRO LA CHIUSURA DELL’ALFA
3/11/2009
Comunicato stampa:
FIAT AD ARESE
ALTRO CHE RISANAMENTO E RILANCIO DEL MARCHIO ALFA
ROMEO
2/11/2009
CONTRO LA CHIUSURA DELL’ALFAALFA ROMEO di ARESE:
L’assemblea dei lavoratori del sito di Arese
ha deciso scioperi e manifestazioni
per lunedì e martedì mattina
30/10/2009
SITO ALFA ROMEO DI ARESE
Arese 15-10-2009
ANCORA UNA GIORNATA DI LOTTA OGGI ALL’ALFA ROMEO DI ARESE
Arese 08.10.2009 SLAI COBAS ALFA ROMEO
AREA ALFA ROMEO DI ARESE
Ora Basta!Oggi 300 lavoratori hanno scioperato per 3 ore e manifestato con blocchi delle entrate presso il sito di Arese.
Stamattina eravamo in tanti, almeno 300 lavoratori al concentramento della manifestazione alle ore 9 presso la portineria sud ovest dell’Alfa Romeo di Arese.Lo sciopero e manifestazione ha interessato sia i lavoratori Fiat in cassa integrazione e che rischiano di non rientrare più , sia i lavoratori delle aziende nelle aree di ABP dove si stanno per aprire immense speculazioni “vedi i piani che continuano ad aggiornare gli speculatori compreso Fiat in Regione Lombardia”.
ALTRO CHE RIEDIZIONE SULLA MOBILITÀ SOSTENIBILE!
Sia Formigoni che la Regione Lombardia si sono dimenticati dei progetti fatti nel 2002/2003 e che dovevano portare alla riassunzione di tutti i cassintegrati.
Loro se ne siano dimenticati e intanto adesso i cassintegrati, avendo finito la mobilità, non avranno più nessuna copertura dagli ammortizzatori sociali e saranno senza nessun reddito.
Intanto nel territorio viene solo concesso l’insediamento di società che esercitano lavoro precario, pagato ogni due o tre mesi e addirittura senza diritti sindacali e umani.
L’unica nota “positiva” è che, a seguito di questa annunciata protesta che avevamo pensato di fare in maniera molto più pesant, la Regione Lombardia ha finalmente risposto alle nostre richieste e ci ha convocato per lunedì 28 per esaminare l’intera situazione.
In questo incontro vedremo se sussistono delle proposte immediate di rioccupazione dei lavoratori in mobilità e rispetto ai lavoratori Fiat e delle società Insediate nell’area di ABP.
Per informare tutti i lavoratori interessati del esito dell’incontro Mercoledì 30 alle ore 10.00 assemblee informative dove si decideranno da subito forme di lotta, se necessario.Arese 24/09/09
Telefax 0244428529SLAI Cobas Alfa Romeo
PER UNA VERTENZA GENERALE DI TUTTI I LAVORATORI DELL’AREA ALFA ROMEO.
Ad Arese area Fiat/Alfa Romeo tutto viene preparato per smantellare l’ultimo reparto produttivo.
Il lavoro delle officine, collaudatori, centro stile, progettazione e impiegatizio stanno subendo un vero e proprio “embargo” delle lavorazioni a cui adibiti e come se ciò non bastasse le lavorazioni esistenti vengono portate altrove.
Risultato: Piu’ di 300 lavoratori sono in cassa integrazione continuata fino a Novembre e tutto fa capire che continuerà ad essere così fino alla chiusura e messa in mobilità.
A ridosso di essi rimane il problema degli impiegati e società di servizio compreso l’onama che a ridosso di questo scempio hanno già attivato pure loro la cassa integrazione straordinaria.
Nell’area dimessa appartenente ad ABP Innova Service sta tentando di disfarsi degli unici 70 lavoratori che le lotte dello slai cobas erano riuscite ad ottenere.
Le società insediate non assumono e chi assume lo fa solo con manodopera precaria e senza diritti sindacali e umani.
Molti altri capannoni sono in via di essere consegnati, ma nessuna istituzione si fa viva per far rispettare i vincoli di occupazione sanciti da vari accordi al ministero e in regione lombardia.
In mezzo a questo scempio fatto di imbrogli e speculazioni ancora una volta vari Politici della Regione Lombardia, Centri di Ricerca dell’Enea, Sindacalisti ed il riciclato Zipponi sono ritornati in campo e stanno rispolverando il vecchio progetto della “mobilità sostenibile” progetto che doveva creare nuovi insediamenti produttivi e ricollocare i cassintegrati della carrozzeria e meccanica; QUI’ ad Arese si continua tranquillamente a dismettere le produzioni in Fiat, eliminare gli unici posti di lavoro strappati nell’area di ABP e tranquillamente fare nuovi capannoni e insediamenti adibiti solo a manodopera precaria.
BASTA CON I PAROLAI.
BASTA CON I CENTRI STUDI E PROGETTI CAMPATI IN ARIA.
VOGLIAMO LAVORO E NON SPECULAZIONI.
GIOVEDI 24 MANIFESTAZIONE DI TUTTI I LAVORATORI DEL SITO.
BASTA CON QUESTA VERGOGNA
VOGLIAMO UNA VERA TRATTATIVA CHE INTERESSI TUTTI I PROBLEMI.23-9-2009
Alfa Romeo: ritirati i licenziamenti. Accordo Caris-Slai Cobas
Da: La Prealpina, 28 luglio 2009
Ieri presidio all'ingresso dell'azienda nell'ex Alfa, entro il 25 agosto i lavoratori riceveranno quanto dovuto.
Stipendi arretrati alla Caris, accordo azienda-lavoratori.
ARESE - (a.pal.)
Oggi riceveranno lo stipendio di maggio, il 25 agosto dovranno vedersi saldate tutte le pendenze i 98 lavoratori della Caris, dedita al trattamento e alla cernita di rifiuti speciali. Dopo la giornata di sciopero di venerdì e ieri mattina, i lavoratori, in maggioranza cinesi, romeni, bengalesi, aIbanesi ed egiziani, possono forse tirare un sospiro di sollievo per vedersi riconosciuti finalmente i loro arretrati, secondo modalità definite in un accordo tra lo Slai Cobas e le cooperative che hanno in appalto il lavoro all\\\\\\\'interno della Caris, prima la Lsi di Vercelli e ora la Mosaico.
«Lo stipendio di maggio sarà pagato per metà dalla Lsi e dalla Mosaico, che si impegna poi a pagare lo stipendio di luglio entro il 14 agosto. Per le spettanze rimanenti, la Lsi il 5 agosto pagherà il 50%, mentre per il saldo finale che chiuderà il contenzioso, il termine ultimo è il 25 agosto» spiega Renato Parimbelli dello Slai Cobas, che ha condotto la trattativa, dopo il presidio di ieri davanti ai cancelli della ditta, con intervento anche delle forze di polizia.
«Resta inteso – avvisa Corrado Delledonne dello Slai Cobas - che se per il 25 del prossimo mese non si metterà tutto a posto come definito in questo accordo, saremo pronti a nuove forme di lotta». Ma questi ritardi di pagamento dipendono dalla crisi? «Assolutamente no - risponde Delledonne- perché alla Caris il lavoro è tantissimo e arrivano rifiuti anche dal napoletano. Durante il nostro presidio fuori dai cancelli della ditta perché venisse garantito quanto di dovere ai lavoratori, abbiamo visto entrare macchine di ogni tipo e cilindrata dei dirigenti, mentre ai lavoratori che devono mandare avanti una famiglia e pagare un mutuo, non viene garantito neanche lo stipendio».
Incontro Fiat-sindacati all’Assolombarda:
la Fiat vuole chiudere Arese,
CUB, Associazione capi Fiat, Fim Cisl e Uilm dicono sì.24-7-2009
EXPO 2015: l'intervento di Corrado Delledonne agli Stati generali EXPO
17 luglio 2009
Arese, 14-15 luglio 2009
Da: La Prealpina, sabato 11 luglio 2009
ARESE. Il sindaco riceve i sindacati e ribadisce il suo sogno: un campus all'Alfa.
FORNARO MEDIA TRA COBAS E INNOVA SERVICE
ARESE – Che fosse uno dei primi problemi da affrontare, Gianluigi Fornaro lo aveva ben chiaro sin dall'inizio. Ora sa che l'Alfa Romeo sarà un tema chiave del suo mandato.
Ieri mattina il neo sindaco di Arese ha ricevuto in municipio, con l'assessore Salvatore Crisafulli, una delegazione dello Slai Cobas del Biscione alle prese con la cassa integrazione imposta da Innova Service (società che nell'Alfa business park ha assunto decine di operai) a 69 ex tute blu.
Fornaro ha dialogato con i sindacalisti un paio d'ore e alle 14 ha incontrato la responsabile della società di servizi.
“Angela Di Marzo -spiega Fornaro- mi ha detto di avere dovuto adottare la cig perchè Innova ha perso un sacco di commesse: altre strutture analoghe offrono prezzi più competitivi nel comparto e c'è difficoltà a ricevere lavoro. Però si è dimostrata fiduciosa di potere, a settembre, avviare nuove opportunità occupazionali. Da parte mia c'è la massima disponibilità a trovare un punto d'incontro: il lavoro va tutelato e Innova sembra pronta a collaborare”.
Fornaro ha poi illustrato il quadro ai Cobas, che alle 17.30 sono stati ricevuti in Prefettura a Milano. “Li ho invitati a mantenere la calma – dice – Con la tranquillità un punto d'incontro si trova, con il muro contro muro spesso non si ottiene nulla. Nessuno vuole che la gente resti a casa.
Lunedì visiterò la Innova.
Auspico che tutto si possa risolvere nel modo migliore possibile”.
L'Alfa è un tema chiave per Arese. Che idea si è fatto?
“La riorganizzazione coinvolge 5 comuni, anche se su Arese insiste la maggior parte dei terreni -dice Fornaro- Tra istituzioni e proprietà privata sono stati attivati dei tavoli: da anni se ne parla e ancora siamo fermi al palo, vorrei si cominciasse ad accelerare un po' i tempi. I diversi progetti vanno concertati con tutti gli organi preposti, compresa la parte sindacale”.
Cosa immagina in quell'area?
“Vedo un terziario avanzato e, spero, anche artigianale. Se si volesse inserire uno spazio commerciale, sono pronto a discuterne. Il mio sogno è di vedere un campus universitario dove scuola e ricerca dialoghino, con alloggi per studenti e professori e impianti sportivi. Tutto, però, va concertato. Sarebbero utili degli spacci aziendali, dove le imprese possano vendere in loco ciò che producono. Poi si deve parlare di infrastrutture, collegamenti e posti di lavoro. So che le rappresentanze sindacali hanno lì il loro cuore, ma è impensabile trasferire in quell'area mega realtà produttive di carpenteria pesante. Se tutti insieme lavoriamo per una nuova occupazione e centri servizi, possiamo ragionare anche su un commerciale che generi lavoro”.
Fornaro pensa a una stretta collaborazione sul fronte Rho-Pero e su Expo: vuole sedersi ai tavoli in cui si discute di Fiera e ha gli occhi puntati su ciò che resterà in zona dopo il 2015, “ragionando di infrastrutture e di impatto sociale”.
Nel pomeriggio Corrado Delle Donne e Renato Parimbelli, dello Slai Cobas, sono stati ricevuti dal vice prefetto Tortora e dal capo di gabinetto di Lombardi che volevano essere aggiornati sulla situazione.
“Possiamo arrivare a un accordo con Innova -dicono i sindacalisti- Vedere decine di persone in cig che vengono a lavorare comunque è un'azione forte.
Intanto, abbiamo trovato un accordo su Caris, dove volevano licenziare 37 dei 98 dipendenti. Avranno contratti di solidarietà: lavoreranno meno ore ma rimarranno tutti”.Angela Grassi
Arese: sei mesi continuati di cassa integrazione per 368 lavoratori!
Oggi la Fiat ha comunicato alle RSU la messa in Cig di 235 lavoratori di Fiat Auto e di 133 lavoratori di Fiat Powertrain di Arese per 13 settimane consecutive dal 24 agosto al 22 novembre 2009.
Questi lavoratori sono già ora in Cig per 7 settimane consecutive, dopodichè faranno 3 settimane di ferie ad agosto per poi rimanere a casa fino al 22 novembre con la cassa comunicata oggi.
Di fatto questo vuol dire la chiusura di Arese, considerando che chi non è messo in Cig è mandato in trasferta in altri stabilimenti.
La Fiat chiude Arese ma comanda più che mai sull'area di 2 milioni e 350mila mq dell'Alfa: non a caso, ad esempio, sono stati messi in Cig per 13 settimane 50 lavoratori ex Alfa di Innova Service.
Nei prossimi giorni lo Slai Cobas organizzerà iniziative di lotta che coinvolgeranno tutto il sito di Arese.Slai Cobas Alfa Romeo
Arese, 30-6-2009
Alfa Romeo: anche oggi, nonostante le minacce, tutti al lavoro gli operai in cassa di Innova Service.
Slai Cobas Alfa Romeo
Arese, 30-6-2009
Da: Il Giorno, martedì 30 giugno 2009
ARESE.
50 OPERAI
SONO IN CASSA INTEGRAZIONE: VANNO AL LAVORO.
Si sono presentati ieri mattina davanti ai cancelli della Innova Service srl con l'intenzione di andare ad occupare regolarmente il posto di lavoro: si tratta di 50 dipendenti che sono stati messi in cassa integrazione dall'azienda venerdì 26 giugno.
La clamorosa iniziativa, promossa dal sindacato Slai Cobas, avrebbe suscitato le reazioni della dirigenza dello stabilimento, che a sua volta avrebbe annunciato l'intenzione di procedere a “ritorsioni” nei confronti dei lavoratori protagonisti della protesta.
La cassa integrazione di 50 dipendenti (su 69 totali) dovrebbe durare 13 settimane.
Le tensioni sono iniziate subito dopo l'annuncio della misura, venerdì 26. In quell'occasione si era verificato uno sciopero di due ore con presidio della portineria sud-ovest dell'Alfa Romeo di Arese. Innova Service srl sorge infatti proprio sull'Area ex Alfa.
Gia.Giu.
Alfa Romeo: oggi sciopero di 2 ore
con presidio della portineria sud-ovest
contro CIG immotivata di 50 lavoratori.
Oggi dalle 13 alle 15 sciopero
immediato con presidio della portineria sud-ovest
dell’Alfa Romeo di Arese per la messa in Cig per 13
settimane (per ora) di 50 lavoratori (su 69) della
società di servizi Innova Service srl, società che a
gennaio scorso è subentrata a RINA srl, società la
quale a sua volta negli scorsi anni aveva assunto
per conto degli americani di AIG Lincoln una parte
dei lavoratori espulsi dalla Fiat nel 2002.
La cassa integrazione è stata motivata da Innova
Service - assistita da uno stuolo di avvocati
(studio Ichino ed altri) – per aver perso appalti:
ciò è del tutto falso; si vuole solo approfittare
della crisi internazionale per eliminare operai con
contratto normale per sostituirli con lavoratori
precari e senza diritti.
Già a dicembre-gennaio scorso, col cambio di
società, AIG Lincoln voleva licenziare 43
lavoratori. Ora riprovano di nuovo con la Cig,
anticamera dei licenziamenti.
Queste sporche operazioni sono pilotate dagli
speculatori presenti sull’area, a partire dalla
Fiat.
La Fiat, dopo aver avuto in regalo l’Alfa Romeo e
2.000 miliardi di lire di soldi pubblici in 20 anni
solo ad Arese “per l’occupazione”, in questi anni ha
fatto fuori 20.000 operai e ora da 15 giorni ha
messo in Cig fino a settembre (per ora) quasi tutti
i restanti 600 lavoratori.
La Fiat sta chiudendo quasi del tutto Arese ma,
incredibilmente, comanda più che mai sui 2 MILIONI E
350mila mq di tutta l’area dell’Alfa e si prepara a
gestire ad Arese e a Milano mega festeggiamenti per
il centenario del marchio ALFA ROMEO e una mega
torta per l’EXPO 2015:
Alberghi, ville, nuova centrale termica, centri
commerciali.
E tutto ciò col concorso di istituzioni, come la
Regione, che non stanno onorando uno straccio degli
accordi sindacali firmati in questi anni per l’area
di Arese: POLO DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE, AUTO
ELETTRICA, ECC..
GLI OPERAI DELL’ALFA
AI LAVORATORI DELLE ALTRE FABBRICHE ATTACCATI CON LA
CIG E I LICENZIAMENTI:
COSTRUIAMO UNA PIATTAFORMA UNITARIA
UNIAMO LE NOSTRE LOTTE
I lavoratori dell’Alfa di Innova
Service, nell’assemblea tenutasi oggi durante lo
sciopero, hanno deciso di respingere la CIG e si
presenteranno regolarmente al lavoro lunedì
prossimo.
Sono pronti a dar loro man forte i lavoratori di
altre aziende e cooperative presenti nell’area
dell’Alfa.
Lo Slai Cobas fa un pressante appello ai lavoratori
delle altre fabbriche dell’area di Milano attaccate
con la Cig e i licenziamenti, alle forze politiche e
sindacali e alle associazioni presenti sul
territorio disponibili, ai giovani:
uniamo la lotta, blocchiamo i
licenziamenti,
richiediamo la riduzione d’orario,
pretendiamo un salario decente per tutti e
contratti a tempo indeterminato per i precari.
Arese, 26 giugno 2009
Slai Cobas
Alfa Romeo: incontro del vice prefetto di Milano con lo Slai Cobas.
Lunedì incontro sulla Cigo con Innova Service e martedì con la Fiat.Dopo che nei giorni scorsi lo Slai Cobas aveva chiesto un incontro al prefetto, si è tenuto una riunione in corso Monforte a Milano tra il dottor Tortora, vice prefetto e capo di gabinetto del prefetto di Milano e una delegazione dello Slai Cobas con Corrado Delledonne, Renato Parimelli, delegati di sito, e Mario Ricciardi, coordin. Prov. Slai Cobas, operaio Alfa Fiat in Cigs dal 2002 e licenziato dalla Fiat 1 anno e mezzo fa.
Lo Slai Cobas ha esposto al vice prefetto la grave situazione creatasi in tutta l'area di 2milioni e 350mila mq dell'Alfa Romeo di Arese:
Innova Service, società di servizi di 69 dipendenti, tutti ex Alfa Romeo (65 sono iscritti allo Slai Cobas) ha chiesto senza nessuna valida motivazione 13 settimane di Cigo per 50 lavoratori;
nell'area di Arese imperversa il lavoro nero, con la maggioranza dei 1500 lavoratori dell'area extra Fiat assunti da cooperative che cambiano continuamente dopo 3 o 4 mesi;
alla Caris, società di cernita e riciclo di rifiuti (carta e plastica), in una cooperativa di 97 lavoratori, in grande maggioranza migranti (72 dei quali iscritti allo Slai Cobas) sono stati dichiarati esuberi per 1/3 dell'organico non per la crisi ma perchè il padrone, dopo una ristrutturazione dell'impianto, intende fare il triplo di produzione con 2/3 dell'organico;
35 lavoratori espulsi dalla Fiat nel dicembre 2002 e messi in Cigs per anni, sono licenziati dal marzo 2008 e sono ancora senza lavoro;
la Fiat, che ad Arese occupa ancora circa 900 lavoratori tra Fiat Auto, Fiat Powertrain, società collegate e call center, ha annunciato la chiusura da metà giugno a settembre (per ora). Le lavorazioni Fiat vengono sempre più spostate a Torino, Balocco e in altri stabilimenti, e i capi del personale continuano a far indebite pressioni sui lavoratori per trasferirli o farli andare in trasferta. La Fiat sta di fatto chiudendo Arese non per la crisi ma perchè ad Arese, una volta sbarazzatasi dei lavoratori, vuole continuare le sue solite megaspeculazioni con l'EXPO 2015 (alberghi, centrale termica, ecc..).
Lo Slai Cobas ha chiesto un intervento immediato del prefetto per bloccare licenziamenti e casse integrazioni immotivate.
Il vice prefetto dott. Tortora ha detto che riferirà al prefetto per gli interventi del caso.
Lunedì è previsto un incontro sulla Cigo per 50 lavoratori richiesta da Innova Service, mentre martedì in Assolombarda ci sarà l'incontro con la Fiat.
Lo Slai Cobas, se non otterrà alcun riscontro alle richieste dei lavoratori, organizzerà presto altre iniziative di lotta.Arese, 5 giugno 2009
Slai Cobas
Elezioni RSU/Rls all’Alfa Romeo di Arese:
gli operai votano lo Slai Cobas
3-6-2009
Da: La Prealpina, 27 maggio 2009
“Cassa” alla Innova Service
Dall'Alfa appello al prefettoARESE - (a.g.) - Un'ora di sciopero. E' quanto hanno proclamato ieri pomeriggio i lavoratori della Innova Service, ex Rina Servizi, nell'area dell'Alfa Business park di Arese. In tutto gli occupati (ex lavoratori dell'Alfa Romeo reintegrati nel polo logistico dopo lunghe e dure battaglie sindacali con l'immobiliare Aig Lincoln) sono 69, per 50 di loro è stata definita la cassa integrazione a zero ore, per la durata di tredici settimane.
“Loro effettuano diversi tipi di servizi sull'area, sono servizi che andrebbero fatti sempre: come possono sospenderli? -si chiede Corrado Delle Donne, storico leader del Cobas del Biscione, che da anni segue le vicende sindacali di questo gruppo – nell'area ex Alfa si sono insediate di recente altre ditte, gli appalti non sono diminuiti. Questo provvedimento è solo un pretesto perchè vogliono liberarsi dei lavoratori, vogliono avere solo precari”. Secondo Delle Donne la regia del tutto appartiene a Fiat: “C'è una super Fiat a livello internazionale, ma qui vogliono solo cooperative e precari. Questa è la modernità tanto annunciata? Questo è quello che si prepara con l'Expo?”.
“Abbiamo chiesto un incontro al prefetto – spiega infine Delle Donne – perchè in base agli accordi sottoscritti con la Regione Lombardia i lavoratori ex-Alfa non possono essere messi in cassa integrazione fino all'ottobre 2010. Se non otterremo alcun riscontro, organizzeremo presto altre iniziative di protesta perchè questa scelta è inaccettabile”.
(ANSA) - MILANO, 20 APR - E' stato assolto dall'accusa di tentata violenza privata il sindacalista Massimo Vinci che, nel settembre 2004, per protestare contro la difficile situazione all'Alfa Romeo di Arese, colpì con un bastone l'auto di servizio dell'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, che stava inaugurando da primo cittadino un distributore a idrogeno nel quartiere Bicocca.
Il giudice monocratico della seconda sezione penale del Tribunale di Milano ha assolto l'imputato, assistito dall'avvocato Mirko Mazzali, perchè il fatto non sussiste.
Il 21 settembre 2004 il sindaco Albertini stava inaugurando un distributore a idrogeno, quando il sindacalista, appartenente allo Slai Cobas, colpì la sua auto di servizio con un bastone sul parabrezza. In quell'occasione si erano anche verificati alcuni tafferugli tra gli operai dell'Alfa Romeo di Arese e le forze dell'ordine.
Nel corso del processo l'ex primo cittadino si era anche costituito parte civile.
20 aprile 2009Massimo aveva in mano una semplice Bandiera con asta di plastica e non ha operato alcuna violenza.
Nonostante ciò il PM ha oggi chiesto la condanna a due anni di carcere.
Massimo Vinci, operaio della Fiat e delegato dello Slai Cobas, è stato messo in Cassa integrazione a zero ore dal 2002 ed è stato licenziato dalla Fiat il 1° marzo 2008.
Massimo, con Mario e Lina, altri delagati Slai Cobas, e altri operai non hanno accettato nei mesi scorsi 80.000 euro della Fiat e 33.000 euro degli americani di AIG, soldi dati in cambio della rinuncia al posto di lavoro presso l'area dell'Alfa di Arese.
Basta speculazioni sull'area di Arese.
Vogliamo lavoro per Massimo e gli altri compagni licenziati!
Slai Cobas Alfa Romeo
ESPOSTO dello SLAI COBAS al CSM
Alla Corte d’Appello di Milano – sezione lavoro le cause dello Slai Cobas assegnate sempre allo stesso giudice
Questa mattina lo Slai Cobas ha presentato un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura chiedendo chiarimenti in ordine ai criteri di suddivisione del contenzioso tra i vari Magistrati della Corte D’Appello di Milano - Sezione Lavoro.
“La scrivente organizzazione, avendo proposto negli ultimi tempi una serie di ricorsi alla Corte D’Appello di Milano - Sezione Lavoro, ha potuto rilevare che gli stessi sono stati assegnati nella quasi totalità ad un unico Magistrato, nonostante i Giudici attualmente in servizio presso la Corte siano otto”.
In particolare, 5 delle ultime 6 cause sono state tutte assegnate come relatore allo stesso giudice, e nella sesta questo solito giudice fa comunque parte del Collegio.
Ciò è del tutto inspiegabile, dato che i relatori dovrebbero essere individuati per sorteggio.
E ciò avviene nel mentre a Milano, addirittura in contrasto con sentenze della Corte di Cassazione, si vuole negare allo Slai Cobas il diritto di poter utilizzare l’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori contro le attività antisindacali dei padroni.
Perciò lo Slai Cobas chiede al CSM:
1.di “verificare se tali criteri siano stati rispettati nell’assegnazione delle cause proposte dallo Slai Cobas” stesso; 2.di dare comunicazione allo Slai Cobas nonché agli organi competenti nel caso siano stati individuati comportamenti illegittimi o illeciti.
Lo Slai Cobas si riserva di presentare un analogo esposto al CSM anche riguardo il Tribunale di Milano – sezione Lavoro in quanto una importante causa legale di 9 lavoratori (fra i quali i 3 delegati Fiat Auto dello Slai Cobas) dell’Alfa Romeo di Arese, in cigs dal 2002 e licenziati dalla Fiat il 1° marzo 2008, è stata assegnata a un giudice senza rispettare il normale ordine di sorteggio. Nei giorni scorsi questo giudice ha respinto la richiesta di reintegro dei 9 lavoratori.Arese, 20 marzo 2009
SLAI COBAS
Alfa Romeo di Arese: PROTESTA DEI LAVORATORI IN MOBILITA’
La FIAT mette in CIG e mobilità
i lavoratori dell’Alfa
e sposta le loro lavorazioni all’officina Marazzi,
di fianco alla fabbrica !!
Questa mattina una delegazione di
lavoratori Alfa Romeo di Arese, quasi tutti
lavoratori in mobilità perché licenziati dalla Fiat
il 1° marzo 2008 dopo essere stati in Cigs dal 2002,
ha fatto una manifestazione di protesta davanti
all’officina Marazzi di Caronno Pertusella, a 2 km
dallo stabilimento dell’Alfa.
All’officina Marazzi negli scorsi giorni, in maniera
molto provocatoria, la Fiat ha commissionato dei
completamenti di alcuni particolari su circa mille
vetture Alfa Romeo da assegnare alla polizia.
Fino a due mesi fa queste lavorazioni venivano
effettuate nelle officine Fiat dell’Alfa Romeo di
Arese.
Ora, mentre i lavoratori che facevano queste
lavorazioni all’Alfa sono lasciati a casa in cassa
integrazione o, peggio, licenziati con la mobilità,
alla officina Marazzi sono assegnate le stesse
lavorazioni e lì vengono assunti lavoratori con
contratti precari e interinali.
La famiglia Agnelli, dopo aver archiviato per il
2008 il miglior bilancio di sempre (diversi miliardi
di utili), ora fa pagare la crisi solo ai
lavoratori.
E ad Arese bastona i lavoratori proprio quando, qui
ad Arese, sta decollando il mega progetto
speculativo su una enorme area di 2 milioni e mezzo
di mq (Expo 2015, alberghi, villette, il più grande
centro commerciale d’Europa, ecc..).
Lo Slai Cobas, unitamente ai lavoratori, non ci stà
e chiede lo stop alle speculazioni e ai
licenziamenti:
AD ARESE VOGLIAMO LAVORO PER NOI, I NOSTRI FIGLI E I
GIOVANI DELLA ZONA !!
LAVORO DIRITTI DIGNITA’
Arese, 17-3-2009
Slai Cobas
Allegato: lettera inviata nei giorni scorsi dallo Slai Cobas a Fiat e Inps
Incontro sulla CIGO alla FIAT di Arese
Comunicato stampa del 20 febbraio 2009
Alfa Romeo di Arese:
SCIOPERO contro la FIAT per il licenziamento per rappresaglia di una operaia dello Slai CobasQuesta mattina i 600 lavoratori di Fiat Automobiles e di Fiat Powertrain di Arese hanno scioperato dalle ore 9 alle ore 11 contro il licenziamento per rappresaglia della compagna Carmela dello Slai Cobas, licenziamento fatto dalla Fiat come ritorsione a una sentenza della magistratura.
La vigliaccata della Fiat è stata motivata per il fatto che il tribunale di Milano ha reintegrato al lavoro un operaio della Fiom licenziato e messo in mobilità dalla Fiat il 1° marzo 2008. Reintegrato lui, la Fiat ne ha licenziato su due piedi un altro. Su quei licenziamenti sono attese a breve altre sentenze della magistratura per lavoratori e delegati dello Slai Cobas.
Questo ignobile licenziamento è illegittimo innanzitutto per il suo carattere antisindacale e di rappresaglia (licenziamenti di questo tipo furono fatti all'Alfa Romeo 20/25 anni fa, e poi cessarono perché contrastati anche dalla magistratura); e poi è del tutto immotivato anche per il fatto che dal 1° marzo 2008 ad oggi l'organico ad Arese è già diminuito di oltre 50 i lavoratori, trasferiti dalla Fiat a Balocco, a Torino, ecc..
Durante lo sciopero i lavoratori hanno presidiato la portineria centrale dell'Alfa Romeo e hanno fatto un'assemblea sulla strada antistante la fabbrica.
All'assemblea lo Slai Cobas ha denunciato la politica della Fiat e delle istituzioni:
la Fiat in questi anni, con il concorso dei soldi pubblici, ha licenziato 20.000 operai dell'Alfa Romeo e oggi, con altri soldi pubblici, è sempre padrona dell'area dopo aver fatto finta di andarsene da Arese, e continua a speculare sull'area -in vista di Expo 2015- col concorso di comuni, provincia e regione;
la Fiat vuole sbarazzarsi degli ultimi 600 lavoratori, unitamente ai 300 del call center e ai 200 delle aziende collegate, e contemporaneamente ha l'OK delle istituzioni per speculare sui 2milioni e 350mila mq dell'area dell'Alfa con mega alberghi, village, fermata della MM1, villette e ipermercati, area gestita da Luigi Arnaudo, dirigente Fiat/IFIL fino a ieri;
la Fiat licenzia ad Arese così come licenzia e fa attività antisindacali negli altri stabilimenti Fiat per costringere il governo a dargli qualche miliardo di euro a fondo perduto.
I lavoratori in sciopero hanno deciso:
di chiedere alla Fiat di ritirare immediatamente il licenziamento della compagna Carmela e il reintegro di tutti i lavoratori licenziati il 1° marzo 2008;
di rivendicare per Arese produzioni Alfa Romeo che garantiscano il futuro a tutti i lavoratori;
di chiedere alle istituzioni di smetterla di speculare sull'area di Arese e di chiudere i rubinetti alla Fiat, specie nel caso continui a fregarsene dell'occupazione e dei lavoratori.
Nei prossimi giorni, anche in presenza della solita Cig mensile, continueranno le iniziative di lotta.
Arese, 29-1-2009
Slai Cobas
Sede legale: via Masseria Crispi, 4 80038 Pomigliano D'Arco (NA) / Tel/fax 081 8037023
Sede nazionale: Viale Liguria, 49 20143 Milano / Tel/fax 02 8392117
Sede Arese: c/o Alfa Romeo - viale Luraghi snc 20020 Arese (MI) / Tel/fax 02 44428529
DALLA CASSA INTEGRAZIONE ALLA
RIDUZIONE DEGLI ORGANICI E LAVORAZIONI.A Dispetto delle rassicurazioni date da Giva in Assolombarda sul mantenimento occupazionale e su un ampliamento delle lavorazioni ad Arese, la Fiat sta cominciando a procedere con delle iniziative unilaterali mirate al taglio degli organici e lavorazioni.
In Powertrain dalla giornata di giovedì 15 Gennaio la direttrice del personale di Powertrain ha iniziato a chiamare numerosi lavoratori a cui sta proponendo delle dimissioni incentivate a partire da Gennaio 2010.
Nello stesso tempo in alcune officine si sta predisponendo il passaggio dal lavoro a turni al centrale.
In Fiat dopo gli ultimi trasferimenti a Balocco si sono portati via le flotte su cui erano impiegati circa 15 lavoratori.
Sul centro tecnico non sappiamo più di tanto tranne gli annunciati 18 trasferimenti del call center in quanto da chi lavora lì e fa un comunicato al giorno non viene fornito nessun dato sul dissolvimento in atto della progettazione e lavorazioni impiegatizie e di servizio all'impresa.
Come Slai Cobas registriamo che la Fiat, contemporaneamente all'utilizzo di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione ordinaria destinata alla riorganizzazione del lavoro e ricollocazione dei lavoratori, sta invece predisponendo lo svuotamento produttivo e la chiusura di un intero impianto con l'eliminazione della manodopera attraverso licenziamenti incentivati e trasferimenti.
FERMIAMO LA DISGREGAZIONE
Queste iniziative unilaterali e antisindacali, oltre a non essere state mai annunciate in sede di esame congiunto in Assolombarda, sono addirittura contrarie alle normative sulla cassa integrazione e a noi dello SLAI COBAS pongono dei preoccupanti interrogativi sulla volontà di Fiat di mantenere anche le sole lavorazioni esistenti nel sito di Arese.
Oltre alle dimissioni incentivate infatti, con il passaggio a turno centrale e togliendo alcune lavorazioni (flotte), si creano i presupposti per creare altri esuberi in quanto non si può lavorare sulle stesse postazioni con il doppio del personale, a meno che la Fiat non intenda incrementare le produzioni con lavorazioni ex novo.
E' veramente assurdo che la Fiat, mentre per bocca di Giva dice di voler rilanciare l'immagine e il marchio Alfa a Milano, dall'altra parte procede con iniziative esattamente contrarie.
E' una beffa ai lavoratori il fatto che la Fiat, mentre rileva la Chrysler portando produzioni anche Alfa negli Stati Uniti, non abbia nulla da spendere o da fare per incrementare le lavorazioni Alfa Romeo ad Arese.
Tutto questo fa presupporre che nell'incontro che si terrà a fine mese sul futuro di Arese ci verrà solamente illustrato il progetto riguardante la surrettizia esposizione del 2015 dove pensano di transitare gli ultimi lavoratori e alcune lavorazioni che rimarranno con beneficio dei miliardi che pioveranno dalla comunità Europea e dallo Stato.
Se quello a cui pensa la Fiat è solo speculare sul territorio Alfa Romeo facendo terra bruciata delle lavorazioni e dell'occupazione, sbaglia.
Invitiamo la Fiat e Powertrain a bloccare queste iniziative che sono compromettenti rispetto ad un vero rilancio del marchio Alfa Romeo là dove è nato.
Invitiamo la Fiat a pensare di incrementare Arese con nuove lavorazioni e di reintegrare i nove lavoratori ancora in mobilità.Arese 21.01.2009
SLAI COBAS ALFA ROMEO
Da: La Prealpina, 13 gennaio 2009
ARESE.
Siglato il contratto, richieste solide garanzie.In 70 dalla Rina a Innova
ARESE - (a.g.) - Dopo quattro giorni di altalenanti trattative, ieri mattina è stato siglato ad Arese il contratto che sancisce il passaggio di 70 lavoratori della Rina Servizi (ex dipendenti della storica Alfa Romeo) alla Innova Service srl, scelta dall'Abp.
Secondo lo Slai Cobas potrebbero essere intervenuti Questura o Prefettura per calmare le acque, dopo i vivaci scambi del week end. «Avranno gli stessi compiti che affrontavano prima», ha garantito l'americana Aig Lincoln che gestisce l'area Abp. E il Cobas replica: «I lavoratori accettano l'assunzione ma rivendicano uguale trattamento, che deriva da altri accordi. Vogliamo che siano mantenute le garanzie dei proprietari dell'area».
«Siamo davanti - spiega Corrado Delle Donne - ad una società con un capitale da 10.000 euro: non vorremmo che chiudesse a breve. Aig Lincoln ha ottenuto miliardi di dollari dal governo americano e sceglie una società da 10mila euro, finora priva di addetti. E' strano. La Rina, almeno, aveva 1500 dipendenti. Aig ha licenziato 70 persone dicendo che ne bastavano 30 e adesso riassume tutti i 70: cosa è cambiato? non vorremmo essere presi in giro e trovarci con cassa integrazione o mobilità: sarebbe una truffa».
I lavoratori hanno ricevuto una raccomandata prima di Natale. Aig illustrava l'assunzione con Innova Service e diceva che c'era tempo fino al 12 gennaio per accettare o meno. Giovedì scorso il Cobas ha concordato una nuova lettera di assunzione, «più corretta»: «ci hanno detto che la spedivano e che venerdì si poteva far firmare ai lavoratori ma non si sono più fatti vivi -dice Delle Donne- Siamo rimasti fino alle 16.30 ad aspettare e non si sono presentati, appena i lavoratori hanno svoltato l'angolo sono arrivati dicendo che noi non volevamo firmare. Hanno chiamato i carabinieri, forse sperando di provocare la gente. Noi abbiamo chiamato Digos e Questura. C'eravamo cautelati inviando un fax con le firme di tutti i lavoratori, indicando che accettavano ma rivendicando un contratto adeguato ai patti precedenti». Ieri pomeriggio i dipendenti della portineria erano già al loro posto, da oggi tocca agli altri.
Licenziamenti AIG all'Alfa Romeo di Arese:
Oggi pomeriggio alle ore 15
Corrado Delledonne e Vincenzo Lilliu per lo Slai
Cobas e Carmelo D'Arpa per le RSU della RINA hanno
incontrato presso la sede consolare di via Principe
Amedeo 2 il console Ben Wohlauer, responsabile della
Political/Economic Section del consolato USA di
Milano.
Lo Slai Cobas ha chiesto al console USA
di bloccare i licenziamenti di 73 lavoratori ex Alfa Romeo attualmente occupati in una società di servizi (RINA srl), dando un futuro certo a questi lavoratori, ai quali AIG aveva garantito stabilità occupazionale; nei giorni scorsi ABP, società controllata da AIG e proprietaria di 1/3 dell'area dell'Alfa Romeo di Arese, ha troncato il contratto di appalto con RINA (società di servizi di oltre 1.000 dipendenti) assegnandolo ad un'altra società appena costituita non si da chi (i soci sono nascosti da due fiduciarie) e con un ridicolo capitale (10.000 euro).
L'assunzione dei 37 lavoratori ex Alfa Romeo in Cigs dal dicembre 2002 e licenziati dalla Fiat il 1° marzo scorso.
Comprando l’area, ABP ha
sottoscritto l’obbligo di assumere lavoratori ex
Alfa Romeo, obbligo sottoscritto anche in un accordo
sindacale firmato con tutti i sindacati nel febbraio
2003, col quale ABP si impegnava ad assumere almeno
550 lavoratori nell’area dell’Alfa.
Ma, nonostante nelle ditte che si sono insediate
nell’area di ABP lavorino oltre 1.000 lavoratori,
finora sono stati assunti ad Arese solo 73
lavoratori ex Alfa alla società RINA srl (società di
servizi) e 14 lavoratori alla società Greenfluff.
Il console USA Ben Wohlauer ha detto allo Slai Cobas
che il consolato e il governo americano non possono
intervenire in questioni sindacali, chiedendo la
consegna di documentazione riguardo ad AIG e alla
vicenda dell'Alfa Romeo di Arese.
Lo Slai Cobas ha consegnato subito alcune
documentazioni e altre saranno consegnate domani, ma
ha di nuovo chiesto con forza l'intervento del
consolato e del governo americano per far rispettare
ad AIG la legge italiana.
ABP, dopo aver beneficiato sull’area dell’Alfa Romeo
di Arese di condizioni economiche particolarmente
favorevoli in cambio delle promesse assunzioni, si è
poi rifiutata di rispettare gli accordi violando
precisi impegni sottoscritti in sede sindacale e con
la Regione e i comuni interessati, in spregio
dell’organizzazione interna dello Stato Italiano
nonché delle norme europee che proteggono i diritti
dei lavoratori, speculando e vendendo le aree a
prezzi 10 volte superiori a quelli d’acquisto,
sfruttandole sotto il profilo urbanistico ed
edilizio.
Lo Slai Cobas ha fatto presente al console USA Ben
Wohlauer che AIG due mesi fa è stata di fatto
nazionalizzata dal governo americano con l'esborso
di ben 125 miliardi di dollari;
negli Stati Uniti i dirigenti di AIG, dopo il loro
ultimo fine settimana trascorso in Francia a 18.000
dollari a notte, sono stati redarguiti dallo stesso
Congresso e ad alcuni di loro è stato assegnato uno
stipendio simbolico di 1 dollaro per il 2009.
Ciò giustifica quindi un intervento del consolato
USA su AIG anche in Italia, dato che oltretutto ad
Arese i responsabili di ABP, nel mentre licenziano i
lavoratori, non badano a spese con l'uso di super
SUV, l'arruolamento di una miriade di avvocati (per
ultimo anche lo studio Ichino) per licenziare i
lavoratori e non rispettare gli accordi, ecc...
Al termine dell'incontro il console, pur ribadendo
le sue posizioni, si è detto fiducioso sull'incontro
previsto giovedì prossimo ad Arese tra la società
americana e lo Slai Cobas sui 73 licenziamenti.
Lo Slai Cobas, uscendo dal consolato, ha ricordato
agli americani che dal 2002 i lavoratori di Arese
non passano delle buone feste di natale e fine anno
per colpa di AIG oltre che della Fiat e ha chiesto
che finalmente i lavoratori dell'Alfa e tutti gli
oltre 1.000 lavoratori del sito ABP/AIG (per la
maggior parte precari) abbiano riconosciuti i propri
diritti con contratti stabili e a tempo
indeterminato.
Arese, 15-12-2008
Slai Cobas
Da: La Prealpina, 4 dicembre 2008
Alfa Romeo,domani
incontro con gli americaniARESE -(l.C.)-Un'altra ora di blocco, tutti davanti alla portineria Sud-Ovest (con puntate alle Est) per ribadire la contrarietà ai licenziamenti annunciati da Rina, la società che fa capo agli americani di Aig-Lincoln che vorrebbe tagliare 43 dipendenti su un totale di 73.
Ieri mattina il presidio è durato dalle 10 alle 11, per un'ora dalle due portinerie nessuno è entrato né uscito. Anche a prescindere dall'accordo siglato davanti alla Regione Lombardia, con il quale Aig-Lincoln si era impegnata ad assumere un totale di 550 ex dipendenti Alfa Romeo, il posto dei 73 di Rina era garantito fino a ottobre 2010. Anzi: oltre ai 73 già assunti, Rina avrebbe dovuto assumere altri 37 ex Alfa che Fiat aveva messo in cassa integrazione nel 2002 e poi licenziato nel 2008. Tutto questo, in cambio della cessione a prezzo agevolato delle aree di Arese agli americani.
Al termine della manifestazione di ieri, Aig-Lincoln ha convocato i sindacati per domani, annunciando "il subentro in Rina di una nuova società". La Rsu si è detta favorevole a partecipare all'incontro, ma il sindacalista Cobas Corrado Delle Donne annuncia già che in caso di risposte insoddisfacenti la protesta si allargherà fino a coinvolgere il consolato Usa di Milano. "Il 12 saremo a Milano per partecipare allo sciopero generale -annuncia Delle Donne. Al termine della manifestazione organizzeremo un presidio davanti al consolato, perchè di fatto il governo degli Stati Uniti è oggi il maggiore azionista di Aig-Lincoln".
Quello di ieri è stato il quinto blocco delle portinerie organizzato nelle ultime sei settimane, cioè da quando è iniziata la mobilitazione contro i licenziamenti dei dipendenti Rina. L'incontro di domani potrebbe segnare un passo decisivo in questa delicata vertenza.
Oggi incontro all’Assolombarda con la FIAT
Questa mattina presso l’Assolombarda
si è tenuto un incontro tra Fiat Automobiles, Fiat
Powertrain, e Fim-Fiom-Uilm e Slai Cobas sulla
richiesta di Cigo ad Arese dal 15-12-2008 al
11-1-2009.
Per la Fiat erano presenti i responsabili nazionali
del personale Giva per Fiat Automobiles e Cortese
per Fiat Powertrain.
L’incontro si è tenuto dopo lo sciopero di giovedì
scorso proclamato dallo Slai Cobas e che ha visto
l’adesione della totalità dei lavoratori.
La Fiat ha motivato la Cigo con la crisi
internazionale del settore auto ed ha prospettato
altre fermate per il 2009, chiedendo ai sindacati se
avevano proposte da fare.
Lo Slai Cobas
ha innanzitutto contestato la Cigo in quanto ad Arese gli organici e le lavorazioni sono già stati pesantemente ridotti negli ultimi mesi con trasferimenti di lavoratori e lavorazioni a Torino e a Balocco (trasferimenti più volte contestati dal solo Slai Cobas);
ha chiesto il mantenimento e lo sviluppo delle lavorazioni attuali (capannone 10 e impiegati);
ha chiesto lo stop ai trasferimenti a Balocco e a Torino;
ha proposto l'utilizzo, in caso di necessità, di strumenti (contratti di solidarietà) che tutelino maggiormente i lavoratori perchè la Cigo ormai copre solo metà stipendio;
ha chiesto quali sono i progetti Fiat sull’area di Arese;
abbiamo anche richiesto che, a seguito della caterva di miliardi di euro che stanno arrivando alla Fiat sia con l’Expo 2015 che con i programmi della Comunità Europea sulle auto a basso impatto ambientale, questi soldi siano utilizzati per nuovi posti di lavoro ad Arese, dato che –con fior di accordi firmati con le istituzioni- da anni si stanno stanziando soldi per questo ad Arese per un’area che finora ha visto solo speculazioni e licenziamenti.
reintegro degli ultimi 15 lavoratori Fiat in Cig dal 2002 e licenziati il 1° marzo scorso.
Il dirigente del personale Fiat,
Giorgio Giva, rispondendo alle nostre proposte, ha
detto che la Fiat, diversamente da quanto deciso
dalla vecchia dirigenza, è intenzionata ad un
rilancio del marchio Alfa a Milano e ad Arese,
proponendo una riunione specifica sul loro progetto
entro fine gennaio 2009.
Per quanto riguarda il capannone 10 e il centro
tecnico, Giva ha affermato che la Fiat non darà più
corso ai trasferimenti a Torino e a Balocco e che le
lavorazioni attuali non subiranno dei tagli
occupazionali e avranno un ampliamento.
Lo Slai Cobas ha preso atto delle nuove posizioni
aziendali e ha chiesto alla Fiat che nelle prossime
settimane e nell’incontro di gennaio si diano
risposte concrete ai lavoratori di Arese, che da
troppi anni hanno visto solo trasferimenti di
produzioni e tagli occupazionali.
Lo sciopero che abbiamo effettuato giovedì scorso ha
ottenuto un primo risultato e, senza illusioni, nei
prossimi giorni continueremo con le iniziative
presso le istituzioni, garanti dello sviluppo di
Arese.
Arese, 26 novembre 2008
Slai Cobas
Da: La Prealpina, 21 novembre 2008
Un mese di “cassa”. L'Alfa reagisce: non permetteremo speculazioni
ARESE - «Per tanti l'Alfa è già chiusa da dieci anni. Ma non è così. Qui ci sono ancora 750 lavoratori tra Fiat e Povvertrain, mentre altri 500 sono impegnati al call center. Non accettiamo nuova cassa integrazione e non accettiamo speculazioni. Noi non ci arrendiamo!».
Lo striscione dello Slai Cobas è un pò scolorito, ma la grinta dei delegati è sempre la stessa. Lo si è visto ieri alla portineria centrale dell'Alfa Romeo di Arese. Dalle 5.30 gli autonomi hanno bloccato tutti gli ingressi. Lo sciopero ha avuto il cento per cento delle adesioni, nessuno è entrato.
Carabinieri e Digos hanno sorvegliato la zona in forze, ma tutto si è svolto senza problemi. Prima delle 11 i sindacalisti hanno tolto i bancali che impedivano l'accesso ai capannoni e agli uffici che ad Arese sono ancora operativi.
Fiat ha aperto la cassa integrazione dal 15 dicembre all'11 gennaio.
Su 363 lavoratori, nella prima settimana ne saranno interessati 280.
Nel restante periodo saranno 310. In Powertrain la cigo interesserà 149 lavoratori la prima settimana, 182 nella seconda e terza e 161 nella quarta. Tutti a casa venerdì 5 dicembre.
A questo problema si aggiungono i guai della Rina Servizi, la società nata nell'Alfa business park per dare lavoro ai cassintegrati estromessi il 9 dicembre 2002. Dovevano essere riassorbiti 550 dipendenti sui 1023 lasciati a casa. In sei anni le assunzioni sono state 73 e adesso Aig Lincoln, l'immobiliare americana che aveva ottenuto i terreni con notevole sconto in cambio di posti di lavoro, in un primo tempo ha annunciato i licenziamenti per il personale Rina, poi, in un incontro svoltosi mercoledì, ha proposto di assumere direttamente le 73 persone.
«Dal dicembre 2002 è una vergogna continua -ha tuonato Corrado Delle Donne, storico leader del Cobas-Abbiamo sottoscritto con le istituzioni e i proprietari delle aree 3-4 accordi e non si è mai visto il lavoro. Per Rina, non solo gli americani non reintegrano gli ultimi cassintegrati rimasti, ma hanno detto che dal primo gennaio lasceranno a casa tutti. Abbiamo avviato un blocco nei giorni scorsi, uno martedì e ancora oggi. Ora dicono che subentrano loro costituendo una società come Abp che assorba i lavoratori. Finora si sono sempre rimangiato tutto.
Se non scrivono nero su bianco non ci crediamo». In quest'ottica, finchè non ci sarà un accordo da firmare, «in tempi rapidi e con le opportune garanzie», la mobilitazione continuerà.
«Aig è fallita e il governo americano -ha spiegato delle Donne- ha concesso miliardi di dollari. In pratica qui potremmo rivolgerci a Bush e Obama. Noi siamo stufi. La festa è finita. Lo diciamo anche a Marchionne, per Fiat: se tutti sono uguali, come dice, allora tutti devono avere un lavoro e un salario adeguato, con diritti garantiti»
«Al Capannone 10 ci scippano le ultime lavorazioni, costringono a trasferte a Torino e Balacco - ha aggiunto Mario Ricciardi – E' un film già visto. Non dobbiamo permetterlo. E dobbiamo fermare le speculazioni. Rho ha già concesso 7mila metri quadrati come area commerciale: Dobbiamo ribaltare con la lotta i piani di chi qui vuole portare centri commerciali e case. L'Alfa non si arrende. Ci promettono 50mila posti di lavoro con l'Expo, ma saranno solo precari, non possiamo accettare di perdere mille posti ad Arese. E' il momento di ribellarsi. Anche perché le istituzioni accettano lo smantellamento. Qui non ci sono ventenni, chi perde il posto è rovinato».
Operai e impiegati chiedono che al Biscione non restino solo il Museo affiancato da un village espositivo e da percorsi di guida virtuali. Vogliono difendere la più grande fabbrica della Lombardia, mentre le istituzioni discutono di alberghi e centri commerciali e nei sotterranei del capannone 30 vengono depositati materiali del Museo della Scienza e della Tecnica.
«Dobbiamo muoverci, perchè qui a gennaio arriveranno le ruspe -dice Renato Parimbelli- Arese era il simbolo della lotta, ora cancellano i diritti uno ad uno ma noi diciamo di no e ogni settimana lo ripeteremo. Ma non servono le camionette della polizia: non siamo delinquenti».
«Altrove Fiat affronta la flessione del mercato, nei reparti professionali la cig è ingiustificata -aggiunge Luigi, per gli impiegati- Per la prima volta i quadri condividono la lotta degli autonomi. Grazie alla loro resistenza siamo ancora qui e la lotta ha pagato».
Angela Grassi
AREA Alfa Romeo: LA FIAT VUOLE ELIMINARE LE ULTIME LAVORAZIONI ALFA ROMEO e
ABP LIQUIDA LA RINA
VOGLIONO TOGLIERCI LE NOSTRE
ULTIME POSSIBILITA’ DI REDDITO E DI OCCUPAZIONE
VOGLIONO SOLO DIVORARE E SPECULARE SU TUTTA L’AREA
FIAT, AMERICANI (AIG LINCOLN) e IMMOB. ESTATE SEI (BRUNELLI-IPER) - CON IL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI REGIONALI E LOCALI - CON LE IMPUNITA’ PENALI E CIVILI DI CUI SEMBRANO GODERE DA PARTE DELLA MAGISTRATURA , STANNO PER FINIRE DI DISTRUGGERE QUELLO CHE ERA IL POLO INDUSTRIALE PIU’ IMPORTANTE DELLA LOMBARDIA
La FIAT intende liberare gli spazi (capannone 10)dove sono allocate le lavorazioni del reparto Esperienze e del centro tecnico che riguardano ancora circa 750 lavoratori tra progettisti, officine di sperimentazione, centro stile e aziende collegate (Delivery, Onama, ecc..), oltre a circa 350 lavoratori del call center addetti ai servizi al cliente Fiat.
Al posto del capannone 10 sorgerà “nientepopodimeno che” un parcheggio funzionale ad un mega centro commerciale di Brunelli (quello degli Iper Mercati) socio in affari della Fiat; questo mega IPER sarà ubicato negli ex reparti di carrozzeria e motori.
La Fiat da parte sua ha ottenuto dai comuni le concessioni per un grande albergo di fianco al Centro Direzionale (con fermata della MM1) e un ampio spazio per il Motor Village, e da parte delle istituzioni un insediamento della mostra permanente della scienza da cui succhiare ancora danaro pubblico.
E AIG LINCOLN, dopo aver fatto favolosi affari comprando l’area a prezzo scontato perché su quel territorio doveva assumere i cassintegrati, non solo non ha rispettato gli accordi sindacali che prevedevano l’assunzione di 550 cassintegrati ma adesso pensa di ricavarne altrettanti miliardi rivendendo ad altri, previo licenziamento o liquidazione dei 73 lavoratori della RINA.
E tutti i sindaci e i comuni della zona, che nulla hanno fatto per reindustrializzare e garantire occupazione ai lavoratori Alfa e ai disoccupati del territorio, si preparano a cambiare la destinazione d’uso dell’area e si accontenteranno poi di dividersi interessi e benefici economici conseguenti.
Se non li fermiamo, ci sarà solo
mano libera al lavoro precario, sottopagato e senza
diritti.
E’ ORA DI REAGIRE!
DIFENDIAMO IL NOSTRO POSTO DI LAVORO
GIOVEDI' 20 NOV. 2008
presidio alle portinerie con
SCIOPERO DI 4 ORE
DEI LAVORATORI FIAT E DI TUTTE LE SOCIETA’ DEL SITO
ALFA ROMEO
Arese, 17.11.2008
Tel/fax 02 44428529
SLAI COBAS ALFA ROMEO
Da: IL GIORNO, Sabato 15 Novembre 2008
PRESIDIO AD ARESE.
Di nuovo sulla strada.
E' la sorte degli exAlfa che lavorano alla Rina.
di ROBERTA RAMPINI
ARESE
EX-OPERAI della carrozzeria all'Alfa Romeo. Prima cassintegrati, poi licenziati dalla Fiat.
Ora 73 lavoratori della Rina srl, società di servizi, rischiano ancora una volta di trovarsi in mezzo alla strada, senza lavoro e senza stipendio.
Ennesima beffa per un gruppo di ex-operai dell'Alfa assunti alcuni anni fa, secondo gli Accordi di programma, da una delle aziende che si sono insediate sull'area industriale ex-Fiat.
Nei giorni scorsi l'ABP, Alfa Business Park, proprietaria dell'area, ha comunicato alla direzione aziendale della Rina che a gennaio non intende rinnovare l'appalto e quindi dovrà licenziare tutti i lavoratori.
Ieri mattina i dipendenti della Rina e l'ultimo gruppo di licenziati dell'Alfa Romeo ancora senza un lavoro, hanno organizzato un presidio di protesta davanti alla portineria sud.
«Tutti i lavoratori della Rina hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato e hanno avuto garanzie occupazionali fino al 2010, invece a gennaio saranno licenziati -spiega Corrado Delle Donne, rappresentante sindacale dello Slai Cobas - è assurdo, all'interno dell'area il lavoro c'è, ma si preferisce reclutare personale dalle cooperative, dalle agenzie interinali, senza nessun diritto.
VOGLIAMO RISPOSTE occupazionali per tutti, vogliamo il rispetto degli Accordi».
Quella di ieri mattina è stata solo la prima manifestazione di protesta, la prossima settimana ci sarà infatti una giornata di mobilitazione che coinvolgerà anche i 750 dipendenti Fiat che lavorano nei reparti di progettazione, sperimentazione e centro stile rimasti ad Arese ma senza certezze per il futuro. Il sindacato rivolge un appello anche alle istituzioni. «Qui si torna a parlare di realizzare centri commerciali e abitazioni, questo significa cambiare la destinazione d'uso dell'area e cementificare l'ultima area industriale rimasta in Lombardia,non lo possiamo accettare -spiega Mario Ricciardi, dei Cobas - i sindaci continuano a dire che bisogna difendere il lavoro e l'industria, ma poi non fanno nulla di concreto. I lavoratori sono stanchi di essere presi in giro».
IL SINDACATO «Lavoro ce ne sarebbe ma vengono preferiti interinali e cooperative che non hanno diritti»
Comunicato stampa
Alfa Romeo Arese: FIAT e Powertrain si preparano a svuotare anche il reparto esperienze
SLAI Cobas Alfa Romeo Arese
13-11-2008
Alfa Romeo di Arese: elezioni RSU e RLS alla Rina srl
Nei giorni scorsi si sono svolte le elezioni RSU ed RLS alla società RINA srl, società di servizi che opera all’interno dell’Alfa Romeo di Arese nell’area di proprietà degli americani di ABP.
Su un organico di 73 lavoratori, hanno votato 64 lavoratori su 66 presenti al lavoro.
Sono stati eletti tre delegati RSU e 1 delegato RLS, tutti dello Slai Cobas.
All’Alfa Romeo di Arese lo Slai Cobas è presente con alcune centinaia di iscritti in una decina di aziende: Fiat Auto, Fiat Powertrain, Onama, Caris, cooperative della Caris (in maggioranza cinesi) e cooperative di altre aziende, Greenfluff, ecc..
In questi giorni ABP ha comunicato allo Slai Cobas l’intenzione di togliere l’appalto alla RINA, licenziando tutti i lavoratori, nonostante i 73 lavoratori della RINA, tutti con contratto metalmeccanico a tempo indeterminato, siano in possesso di un ulteriore impegno scritto (firmato da ABP e RINA) che garantisce loro il lavoro ad Arese con RINA almeno fino ad ottobre 2010 e, comunque, il passaggio diretto alla ditta di servizi subentrante in caso di cambio di appalto.
Se nei prossimi giorni ABP e RINA non confermeranno i loro impegni, i lavoratori della RINA entreranno in lotta unitamente ai lavoratori di tutto il sito dell’Alfa Romeo di Arese.
Arese, 7-11-2008
Slai Cobas Alfa Romeo
A TUTTI I LAVORATORI DEL SITO ALFA ROMEO DI ARESE
ALTRO CHE NUOVA OCCUPAZIONE!
ABP VUOLE LICENZIARE I LAVORATORI RINA.
GLI ALTRI PROPRIETARI CONTINUANO CON PRECARIATO E NEGAZIONE DEI DIRITTI.Mentre la Moratti, Formigoni e Penati stanziano cifre pazzesche di svariati miliardi di euro per l’Expo 2015 (Alfa Romeo compresa) e parlano di 50.000 nuovi posti di lavoro, i padroni dell’area -ABP in testa- continuano a fare una politica speculativa e di sfruttamento e licenziamento dei lavoratori.
Nei giorni scorsi ABP ha comunicato allo Slai Cobas l’intenzione di licenziare il 9 gennaio prossimo i 73 lavoratori della società Rina, società di servizi che attualmente svolge i lavori di guardianìa alla portineria pesa esud-ovest, manutenzione, giardinaggio, pulizie, ecc.. in tutto il sito.
Gli altri proprietari o affittuari, con in testa la Pirelli di Tronchetti Provera, non solo non assumono nessuno dei cassintegrati ma non accettano di dare neanche delle lavorazioni alla società di servizi Rina.
Inoltre, non rispettando gli accordi, mantengono lavoratori sottopagati e precari.RIAPRIAMO LA MOBILITAZIONE
Se ABP e i proprietari delle società già insediate non cambiano strada, lo Slai Cobas e i lavoratori della Rina, con i lavoratori di altre società del sito, i cassintegrati e i lavoratori Fiat sono intenzionati a ripartire con delle iniziative per il mantenimento della occupazione per lo sviluppo dei diritti e per l’eliminazione del precariato.
NO AI LICENZIAMENTI
BASTA CON QUESTE CONDIZIONI PRECARIE
UNIAMO LA LOTTA!Contrastiamo tutti insieme i piani di liquidazione dei lavoratori Rina da parte di ABP e rivendichiamo l’assunzione dei rimanenti cassintegrati.
RIVENDICHIAMO TUTTI INSIEME IL DIRITTO AD UNA MENSA E A UN PASTO CALDO.
RIVENDICHIAMO IL DIRITTO AD UN SERVIZIO INFERMIERISTICO.
RIVENDICHIAMO L’APPLICAZIONE DELLA LEGGE 626 E DELLE NORME ANTINFORTUNISTICHE.
E’ ORA che nel sito Alfa Romeo di Arese si dia un taglio alla precarietà
Tutti i lavoratori devono avere un contratto a tempo indeterminato, normali diritti, un salario e un orario di lavoro dignitosi, diritto al rispetto degli accordi da parte delle società presenti sul sito.
NON è più sopportabile che i lavoratori assunti dalla varie società siano costretti a consumare i pasti quando va bene negli sgabuzzini o altrimenti all’aperto o lungo le linee di lavorazione.
NON è più sopportabile che non esista un servizio infermieristico e che non siano applicate minimamente le norme della legge 626 sulla protezione e prevenzione degli infortuni e che a nessuno sia dato conoscere e sapere su rischio infortuni e malanni durante l’attività lavorativa.
NON è più sopportabile che le aziende decidano a loro piacimento assunzioni precarie di qualsiasi tipo, tempi di lavoro, turni, sospensioni del lavoro o licenziamenti senza dover rispondere a nessuno.
NON E’ PIU’ SOPPORTABILE CHE A 8 ANNI DALLA ACQUISIZIONE DELL’AREA VENGANO NEGATI GLI OBBLIGHI OCCUPAZIONALI.
Arese, 4 novembre 2008
tel/fax 02-44428529
SLAI COBAS ALFA ROMEO
FIAT E POWERTRAIN SI PREPARANO A SVUOTARE IL CAP. 10
RIFIUTIAMO I TRASFERIMENTI RICATTATORI
RIAPRIAMO LA MOBILITAZIONEL’imposizione e la chiusura coatta per il 31 e il 3 Novembre è stata solo una scusante per far passare tra i lavoratori l’idea che ci vuole la Cigs e tenerli fermi rispetto ad un ultimo e pesante ridimensionamento delle lavorazioni ad Arese.
Da alcuni anni la Fiat ha portato a Balocco e altrove lavorazioni che si facevano ad Arese e adesso attraverso alcuni dirigenti e capi comincia a dire tra i lavoratori che e’ meglio accettare di essere trasferiti a Balocco o Torino perché qui ad Arese non sanno se potranno mangiare il panettone di Natale.
Questi discorsi coercitivi sono già stati fatti tra i Professional e adesso anche tra gli operai delle varie officine sia di Fiat che di Powertrain al Cap 10. e tra gli impiegati del Centro Tecnico.
E’ chiaro a tutti quindi che la Direzione, se riesce a ridimensionare con vari trasferimenti i reparti operai e impiegatizi, successivamente gli sarà più facile dire che le lavorazioni oggi presenti ad Arese non hanno più ragione di esistere e che verranno fatte altrove.
Di fronte a questo scenario crediamo che siano sbagliate le posizioni della Fiom che dice di aspettare il programma che ci verrà dato dalla Fiat a Dicembre e ancora peggio le posizioni della FLMU/CUB che invece di dire come contrastare il ridimensionamento parla che dobbiamo rivendicare il rilancio del museo e il futuro e remoto motor village.
Nel reparto Esperienze di Arese anche dopo le esternalizzazioni passate di macchinari e lavorazioni continuano ad esistere le officine, le attrezzature e personale specializzato per poter svolgere le sperimentazioni fin qui affidate e molto altro di più.
Non si capisce perché Fiat invece di potenziare il reparto e portare nuove lavorazioni, continua a disfarsi di manodopera specializzata e professionalizzata.
Cosa andranno mai a fare questi lavoratori nello “stabile” di Balocco, se già da ora è gonfio di personale proveniente da Arese e che viene tenuto con le mani in mano?
Lo Slai Cobas pensa che questa pesante situazione che comincia a configurarsi, e che riguarda Fiat, Powertrain e impiegati del C.T.,con ricadute su Mensa e Imprese, vada affrontata da subito.
Mettiamo in campo a breve delle iniziative di lotta per impedire lo spostamento delle ultime lavorazioni e rivendicare produzioni vere ad Arese.
Con Expo 2015 arrivano un sacco di miliardi pubblici sull’area di Arese.
Questi soldi devono servire solo per ingrassare Fiat, Americani, Brunelli, Bresciani, Pirelli e per buttare sulla strada tutti i lavoratori del sito di Arese, lasciando posto unicamente a lavoro precario, sottopagato e senza diritti?
Lo Slai Cobas dice di NO e chiede anche agli altri sindacati un confronto che veda a breve delle iniziative unitarie di lotta.Arese 03.11.2008
Slai Cobas
La Fiom_Cgil di Milano pugnala alle spalle
i lavoratori dell’Alfa Romeo di Arese
La Fiom di Milano ha firmato in
Tribunale a Milano un accordo separato con ABP, in
base al quale la stessa Fiom libera gli americani da
qualsiasi vincolo riguardo alle assunzioni dei
lavoratori ex Alfa sull’area di Arese in cambio di
incentivi dati agli ultimi 16 lavoratori Fiom
licenziati dalla Fiat il 1° marzo scorso e a 47
lavoratori Fiom ex Alfa assunti negli scorsi anni da
ATM e Amsa.
I lavoratori dell’Alfa e lo Slai Cobas sono a
conoscenza solo ora di questo accordo, firmato dalla
Fiom il 12 giugno scorso, perché la Fiat ha
depositato in Tribunale alcune carte (non sappiamo
se complete) nella causa ex art. 28 intentata dallo
Slai Cobas contro i licenziamenti Fiat di 68
lavoratori del 1° marzo scorso.
La Fiom, che in 6 anni non ha mai organizzato una
sola iniziativa di lotta contro ABP, ha usato la
lotta ininterrotta dei cassintegrati e dello Slai
Cobas per sistemare con un accordo separato solo i
propri iscritti (una minoranza), buttando a mare
tutti gli altri lavoratori!
E sono buttati a mare la maggioranza dei 68
licenziati dalla Fiat, iscritti allo Slai Cobas, e
sono calpestati tutti gli accordi e i diritti
occupazionali conquistati in questi anni dai
lavoratori di Arese!
La Fiom ha firmato questo accordo con il mandato di
soli 16 dei 68 lavoratori licenziati dalla Fiat il
1° marzo scorso e di soli 133 dei 1.048 lavoratori
messi in Cigs dalla Fiat ad Arese dal dicembre 2002
in poi.
La Fiom Cgil,
rinunciando a una causa ex art. 28 del 2004 che
chiedeva il rispetto degli obblighi
occupazionali, con l’intervento adesivo di 133
dei 1.048 lavoratori messi in Cigs nel 2002,
“rinuncia nei confronti di ABP e di ogni
società del Gruppo AIG Lincoln nonché loro
eventuali aventi causa a qualsivoglia titolo, ad
ogni domanda o diritto comunque connessi od
anche solo occasionati dal contratto di acquisto
dell’Area Ex Alfa Romeo sottoscritto in data 29
novembre 2000 tra la società Fiat Auto
Partecipazioni spa e Immobiliare Belfiore spa,
dalla Convenzione ai sensi dell’art. 4 della
legge regionale Lombardia n. 30/94 del 13
settembre 1996 e dagli accordi regolanti il
Consorzio di Reindustrializzazione dell’Area di
Arese, dall’accordo sindacale del 18 febbraio
2003, dai protocolli di intesa del 26 febbraio e
28 luglio 2003, dall’accordo del 6 aprile 2004
sottoscritto anche dalla Regione Lombardia,
dalla Provincia di Milano e dai Comuni di Arese,
Garbagnate Milanese, Lainate e Rho nonché dalla
Convenzione ai sensi dell’art. 4 della legge
regionale Lombardia n. 30/94 sottoscritta in
data 15 ottobre 2004 tra i Comuni di Arese,
Garbagnate Milanese, Lainate e Rho, da una parte
e ABP dall’altra parte, e ad ogni domanda di
risarcimento del danno anche extracontrattuale
e/o patrimoniale”.
La Fiom Cgil “rinuncia infine a contestare,
sempre nei confronti di ABP, il giudizio circa
la <sussistenza dell’oggettiva impossibilità ad
adempiere agli impegni contratti dalla società
in seno alla Convenzione ex l.r. 30/94> espresso
dal Collegio di Vigilanza dell’Accordo di
Programma per la reindustrializzazione dell’Area
Fiat-Alfa Romeo in data 26 settembre 2007”.
Solo tre mesi fa, il 25 marzo
scorso, Fim-Fiom-Uilm di Milano (Dedei-Sciancati-Bontempelli)
avevano scritto una lettera all’Agenzia Regionale
ARIFL, inviandola per conoscenza anche allo Slai
Cobas, dicendo che “fino a quando rimarrà un
lavoratore inoccupato non cesseranno, per quanto ci
riguarda, gli obblighi all’assunzione in capo ad ABP
sottoscritti anche con le scriventi negli scorsi
anni”, e che, se non fossero stati occupati entro
aprile tutti i 68 licenziati dalla Fiat il 1 marzo
2008, “non escludiamo l’apertura di una vertenza
giudiziale in quanto la non applicazione di accordi
sottoscritti mette in pregiudizio la nostra stessa
credibilità”. Alla faccia !!!!
Ed è gravissimo aver liberato ABP e i suoi aventi
causa dagli obblighi derivanti dall’accordo
sindacale del 18 febbraio 2003 che, tra l’altro,
prevede tutele e diritti per i lavoratori di tutta
l’area dell’Alfa Romeo di Arese. Tali accordi, per
lo Slai Cobas, sono tuttora validi, e ciò è stato
ribadito ieri in assemblea dai lavoratori licenziati
e dai lavoratori Alfa assunti nelle aziende
dell’area: tutti all’unanimità hanno respinto
l’accordo firmato dalla Fiom con ABP.
Potevamo immaginare il ruolo della CISL, fino allo
scorso anno padrona con AIG della assicurazione
UNIONVITA, che gestisce anche i fondi pensione
privati, ma che anche la Fiom arrivasse a tanto era
difficile aspettarselo.
Ma ad Arese con Expo 2015
quale futuro per i lavoratori Fiat rimasti?
Intanto la Fiat, che ad Arese ha
già buttato sul lastrico 20.000 lavoratori, ha avuto
l’ok di Provincia, Regione e Comuni per costruire
all’Alfa (Expo 2015) mega alberghi con relativa
fermata della MM1; e la Fiat continua a far
pressione sui lavoratori per farli andare a Balocco,
a Torino e da altre parti.
Fim Fiom Uilm perché non parlano del futuro degli
ultimi 700 lavoratori Fiat Automobiles e Powertrain
rimasti?
Arese, 3 luglio 2008
Slai Cobas Alfa Romeo
All’Alfa Romeo di Arese
GUARDIANI ARMATI DELLA SIRIO (FIAT)
NEI REPARTI E IN MENSA
Nei giorni scorsi alcuni
guardiani, armati di pistola, della Sirio, la
società di vigilanza della Fiat, sono entrati
ripetutamente nei reparti dell’Alfa Romeo di Arese
di Fiat Group Automobiles e di Fiat Powertrain
Italia e nel locale mensa durante la consumazione
dei pasti.
Non solo. Questi guardiani, armati, hanno risposto
in modo arrogante ai lavoratori e ai delegati dello
Slai Cobas che li invitavano a non fare un uso
improprio del porto d’arma.
Ciò è estremamente grave e in contrasto con le
stesse normative di legge.
Di tali gravi comportamenti di alcuni guardiani
della Sirio i delegati RSU dello Slai Cobas avevano
subito informato i responsabili del personale di
Fiat Group Automobiles, ma nonostante ciò alcuni
guardiani hanno continuato nel comportamento sopra
denunciato.
Solo dopo una ulteriore contestazione scritta fatta
dallo Slai Cobas, il capo del personale di Fiat
Group Automobiles ha convocato le RSU Slai Cobas
comunicando che aveva dato disposizioni alla Sirio
di non far circolare guardiani armati né in reparto
né in mensa.
Lo Slai Cobas
intima alla Fiat dal cessare tali gravi attività illecite ed antisindacali,
chiama i lavoratori alla massima vigilanza per evitare provocazioni,
chiede alle istituzioni, che a suo tempo hanno regalato l’Alfa Romeo agli Agnelli, se ad Arese, in nome delle speculazioni sull’area dell’Alfa con l’Expo 2015, si può dimenticare che la Fiat, ad Arese, ha buttato sul lastrico 20.000 lavoratori, 68 dei quali appena licenziati il 1° marzo scorso dopo sei anni di Cigs, dopo aver incassato circa duemila miliardi di lire per finanziamenti a sbafo, mobilità, Cigs e prepensionamenti.
Arese, 1-7-2008
Slai Cobas Alfa Romeo
SLAI COBAS
Sindacato dei lavoratori autorganizzati
intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi, 4 80038 Pomigliano
D'Arco (NA) / Tel/fax 081 8037023
Sede nazionale: Viale Liguria, 49 20143 Milano /
Tel/fax 02 8392117
Sede Arese: c/o Alfa Romeo – viale Luraghi snc 20020
Arese (MI) / Tel/fax 02 44428529
ALFA ROMEO di ARESE:
Condannata la FIAT per
attività antisindacale contro lo Slai Cobas
IL TRIBUNALE di MILANO CONFERMA IL REINTEGRO
dei DELEGATI SLAI COBAS Amura e De FeoQuesta mattina il giudice del Tribunale di Milano Dott. Di Leo ha reintegrato definitivamente nel posto di lavoro i delegati dello Slai Cobas Vincenzo Amura e Alfredo De Feo, condannando Fiat Powertrain per comportamento antisindacale nei confronti dello Slai Cobas.
I nostri due compagni erano stati licenziati dalla Fiat nell’ottobre 2007 con una procedura di riduzione del personale relativamente allo stabilimento Meccanica della Fiat di Arese.
A dicembre 2007 il giudice dott.ssa Eleonora Porcelli, su ricorso ex art. 28 dello Slai Cobas con l’avv. Mirco Rizzoglio, aveva annullato il licenziamento intimato ai due lavoratori ordinando alla Fiat di reintegrare Vincenzo e Alfredo nel posto di lavoro e di corrispondere loro le retribuzioni globali di fatto dal licenziamento alla reintegrazione e di provvedere al versamento dei relativi contributi previdenziali e assistenziali.
La Fiat ha poi chiesto al Tribunale di Milano la revoca del decreto ex art. 28 L. 300/1970, ma oggi il tribunale di Milano ha confermato la condanna della Fiat per attività antisindacale nei confronti dello Slai Cobas.
Vincenzo Amura e Alfredo De Feo furono licenziati in tronco nell’ottobre scorso perché non accettarono di andare in mobilità incentivata, come previsto da un accordo firmato da Fim-Fiom-Uilm-Fismic ma non dallo Slai Cobas.
Secondo il giudice la procedura di mobilità relativa allo stabilimento meccanica di Arese ed, in particolare, la collocazione in mobilità dei lavoratori Amura e De Feo è in contrasto con l’accordo sindacale del 27-9-2006 sottoscritto anche dallo Slai Cobas; questo accordo prevedeva il rientro ad Arese e all’Iveco di Pregnana di tutti i cassintegrati della meccanica.
Attualmente ad Arese lavorano circa 250 lavoratori alla Fiat Powertrain, circa 450 lavorano alla Fiat Automobiles, circa 150 sono lavoratori di altre aziende collegate Fiat, circa 300 lavoratori al Call Center Fiat e oltre 1.000 lavoratori (per la maggior parte precari) nelle aziende insediate sulle aree di proprietà degli Americani e di Brunelli (Iper-Fiat).LA FIAT LICENZIA ad Arese
per speculare sull’area con l’Expo 2015Altri 68 lavoratori di Fiat Automobiles, in cassa integrazione dal dicembre 2002 (!), sono stati licenziati il 1° marzo 2008;
nei giorni scorsi si è tenuta presso il Tribunale di Milano un’altra causa ex art. 28 fatta dallo Slai Cobas contro questi licenziamenti, con il giudice Dott.ssa Vitali che si è riservata di decidere. Fiat e americani di ABP hanno offerto a ogni singolo lavoratore licenziato oltre 100.000 euro per rinunciare alla causa di reintegro.
Ora è chiaro che in tutti questi anni la Fiat ha solo fatto finta di andarsene da Arese:
nel 2000 ha venduto a se stessa (!) e poi a Bresciani, Brunelli e Americani i 2milioni e 350mila mq dell’area dell’Alfa Romeo di Arese;
ora magicamente un suo uomo, Luigi Arnaudo, ex braccio destro degli Agnelli all’IFIL e alla Rinascente, è a capo della società proprietaria dell’area (Imm. Estate sei).
E il nuovo piano delle istituzioni su Arese prevede l’Expo 2015, con i palazzi impiegatizi -di proprietà Fiat- trasformati in grandi alberghi, un’apposita fermata della metropolitana di Milano e una colossale colata di cemento sul resto dell’area, in barba agli accordi sindacali del 2003 sul Polo della mobilità sostenibile e sull’auto ecologica.
ATTIVITA’ ANTISINDACALE ED ILLECITA
CON LA COMPLICITA’ DELLE ISTITUZIONIIn barba alle convenzioni e agli accordi sindacali che prevedono la ricollocazione dei lavoratori sull’area di Arese, in questi giorni Regione, provincia, comuni, Fiat e gli altri proprietari stanno pianificando l’espulsione di altre centinaia di lavoratori dall’area dell’Alfa. FERMIAMOLI !!
Ad Arese lavoro stabile e diritti, NO al precariato !
Lo Slai Cobas, dopo il reintegro dei due delegati licenziati, chiama alla mobilitazione i 2.000 lavoratori di tutto il sito dell’Alfa Romeo di Arese e chiede alla Procura di intervenire contro la Tangentopoli dell’Alfa Romeo.
Arese, 4-6-2008
SLAI Cobas
UN’ALTRA TRUFFA della FIAT PER CHIUDERE ARESE:
trasferisce per finta decine di lavoratori a Torino
per licenziarli con la mobilità lunga.
E non reintegra i 68 cassintegrati licenziati, anzi,
vuol trasferire a Balocco decine di altri lavoratori.
IL TUTTO CON IL SILENZIO DI SINDACATI E ISTITUZIONIPochi giorni fa la Fiat ha licenziato, di concerto con gli altri proprietari dell’area di Arese, la Regione e la Provincia, gli ultimi 68 cassintegrati dell’Alfa Romeo in Cigs dal 2002.
E oggi Fiat Auto si sta sbarazzando di molte altre decine di lavoratori con una vera e propria truffa facendo firmare a tutti questi lavoratori una dichiarazione con la quale essi richiedono il “trasferimento immediato a Torino per gravi e urgenti motivi famigliari”, e contemporaneamente chiedono di andare in mobilità lunga (sette anni per gli uomini e 10 anni per le donne). Se non firmano –dice loro la direzione del personale- non ci sarà nessuna prospettiva di lavoro ad Arese.
Questi trasferimenti/licenziamenti di massa a Torino avverranno in due scaglioni, uno a fine aprile e un altro oggi; già questa mattina 17 lavoratori sono stati portati con un autobus a Torino. La Fiat concede loro il trasferimento “per gravi motivi famigliari”, dopodichè fra 3 giorni, il 1° aprile 2008, tutti saranno messi in mobilità. La Fiat trasferisce a Torino questi lavoratori perché i numeri a disposizione di Arese per la mobilità lunga (2000 a livello nazionale) sono già stati esauriti a dicembre 2007.
Tutto ciò sta avvenendo con la complicità di Fim-Fiom-Uilm le quali, un mese fa, l’8 febbraio 2008 e il 12 febbraio 2008, hanno firmato due nuovi accordi –da loro mai resi pubblici- sulla mobilità che di fatto danno il via libera alla Fiat per smembrare e svuotare cap.10 e CT e per non far rientrare all’Alfa i licenziati di Arese!
A inizio marzo Fim-Fiom-Uilm, spudoratamente e senza dir nulla di questi accordi, al licenziamento degli ultimi 68 cassintegrati hanno proclamato uno sciopero di 8 ore e un’assemblea pubblica con i partiti.
Ci sembrava strano che, dopo anni di acquiescenza ai piani Fiat di smantellamento dell’Alfa di Arese, Fim-Fiom-Uilm facessero sul serio. Infatti era una presa in giro.
BASTA CON LE TRUFFE DELLA FIAT:
Nel 1987 lo Stato ha regalato l’Alfa Romeo alla Fiat;
la Fiat solo per Arese in 20 anni ha avuto 2.000 miliardi di lire di soldi pubblici per … licenziare 18.000 lavoratori;
Nel 2000 la Fiat “vende” l’area di Arese, ma nel 2008 è sempre proprietaria dei palazzi del CT e del CD, e Luigi Arnaudo, fino a ieri e per 30 anni braccio destro degli Agnelli all’IFIL, è ora presidente di Immobiliare Estate sei, la società di Brunelli proprietaria del grosso dell’area;
La Fiat, sempre assente gli scorsi anni ai tavoli regionali, ora, fatti fuori anche i 1.050 cassintegrati del 2002, è di casa da Formigoni e da Penati e ha chiesto di far parte del nuovo accordo di programma sull’area dell’Alfa ove, in previsione dell’EXPO 2015, arriverà anche il prolungamento del Metro dalla Fiera di Rho-Pero;
E ora il Centro Tecnico e il capannone 10 sono svuotati, con attività lavorative e lavoratori licenziati con la mobilità o spostati a Torino e Balocco.
LO SLAI COBAS CHIEDE:
REINTEGRO ALL’ALFA DEI LICENZIATI, LAVORO VERO AL CAP.10 E AL CT, INTEGRAZIONE DEGLI ORGANICI MANCANTI, UN SERIO SVILUPPO INDUSTRIALE E OCCUPAZIONALE SULL’INTERA AREA.
Arese, 27-3-2008Slai Cobas Alfa Romeo
MILANO: ROSATI E CREMASCHI CONTRO I LICENZIATI ALFA ROMEO
Questa mattina una trentina di lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese, licenziati nei giorni scorsi dalla Fiat, dopo aver distribuito un volantino al Tribunale di Milano nel quale chiedevano un intervento della procura della repubblica contro la truffa miliardaria che fiat, americani e padroni vari stanno facendo sull'area, si sono recati alla camera del lavoro di Milano per denunciare i licenziamenti Fiat all'assemblea nazionale della rete 28 aprile che lì si teneva.
Sul sagrato della camera del lavoro stavano distribuendo volantini vari gruppi politici e sindacali ma, appena arrivati i licenziati dell'Alfa, il segretario della camera del lavoro Rosati ha intimato ai licenziati di non distribuire i volantini sul sagrato ma sulla strada.
E quando i licenziati si sono diretti verso la sala ove si teneva l'assemblea della rete 28 aprile, il segretario della camera del lavoro Rosati ha intimato ai licenziati di non portare dentro le bandiere rosse dello Slai Cobas.
I licenziati hanno ribattuto che le 4 (quattro) bandiere dello Slai Cobas erano state affisse in mattinata senza problemi alle inferriate del tribunale e che quindi non si vedeva quale grande problema fosse quello di portare 4 bandiere rosse dentro una sede della Cgil, ma Rosati non ha voluto sentire ragioni.
Per evitare inutili risse i licenziati e lo Slai Cobas hanno lasciato le bandiere all'ingresso e sono scesi nel salone dell'assemblea della rete 28 aprile.
Alla richiesta di un intervento sui licenziamenti dell'Alfa, Giorgio Cremaschi ha detto di no, affermando che all'assemblea potevano intervenire solo iscritti alla Cgil.
Tutto ciò è vergognoso.
Siccome ad arese il 90 % dei licenziati è dello Slai Cobas, siccome ad Arese, nonostante 18.000 licenziamenti mirati fatti dalla Fiat in questi anni, lo Slai Cobas è sempre il primo sindacato fra i 1.000 lavoratori Fiat sopravvissuti ad arese e siccome lo Slai Cobas è il primo sindacato fra gli altri 1.000 lavoratori precari dell'area dell'Alfa, ecco che allora la Cgil di destra (Rosati) e quella di "sinistra" si girano dall'altra parte quando arrivano i lavoratori.
Stasera Formigoni non è stato da meno rispetto a Rosati e Cremaschi: al Pirellone era convocata la riunione sindacale sulla Cigs per 900 lavoratori di Malpensa ma lo Slai Cobas, maggior sindacato fra gli operai, è stato escluso dalla riunione.
Di tutto ciò non hanno finora dato notizia le varie televisioni, compresa Mediaset, ove solo pochi mesi fa lo Slai Cobas è risultato il primo sindacato nelle elezioni RSU.14-3-2008
Slai Cobas
Sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi 4 / 80038 Pomigliano D'Arco NA / Tel. 081 8037023
Sede nazionale: Viale Liguria, 49 20143 Milano / Tel. 02 8392117
da: Epolis 10 marzo 2008

Alfa Romeo di Arese:
Sono in arrivo 4 mld € per EXPO 2015. E allora,
PARTITI, ISTITUZIONI E SINDACATI
dopo aver chiuso due occhi su migliaia di licenziamenti e sul dilagare del precariato
FANNO CAMPAGNA ELETTORALE AD ARESELa Fiat, dopo aver comprato gratis l’Alfa Romeo vent’anni fa, dopo averla “venduta” nel 2000 e dopo aver licenziato solo ad Arese 18.000 lavoratori, è di nuovo rientrata alla grande su quest’area di 2milioni e 300mila mq:
Luigi Arnaudo, fino a ieri e per 30 anni braccio destro degli Agnelli all’IFIL, è ora presidente di Immobiliare Estate sei, la società di Brunelli proprietaria del grosso dell’area;
I palazzi del CT e del CD sono ritornati FIAT a tutti gli effetti, e quest’ultimo sarà trasformato in mega albergo per l’Expo e vi arriverà il prolungamento del Metro dalla Fiera di Rho-Pero;
La Fiat, sempre assente gli scorsi anni ai tavoli regionali, è ora di casa da Formigoni e da Penati;
La Fiat ha chiesto di far parte del nuovo accordo di programma sull’area.
LICENZIATI I CASSINTEGRATI IN BARBA AGLI ACCORDI !
Nei giorni scorsi la Fiat ha licenziato gli ultimi 68 cassintegrati ( 53 dei quali dello Slai Cobas, compresi i nostri tre delegati RSU Carmen Tassone, Mario Ricciardi e Massimo Vinci, 1 della CUB e i restanti 14 della Fiom o non iscritti), mentre altri 16 cassintegrati sono stati ripresi dalla Fiat al posto di altri 16 lavoratori che lavoravano e che hanno chiesto la mobilità.
La Fiat ha ancora ad Arese circa 1000 lavoratori : 420 lavoratori Fiat Auto, circa 250 di Fiat Powertrain, circa 300 al call center Fiat, oltre ai lavoratori di altre aziende collegate (Gesco, Delivery, Onama, Sirio, ecc..). E’ VERAMENTE VERGOGNOSO CHE LA FIAT, DOPO AVER PRESO IN 20 ANNI PER ARESE OLTRE 2MILA MLD DI LIRE DI SOLDI PUBBLICI, OGGI LICENZI 68 LAVORATORI.PADRONI, REGIONE, PROVINCIA e COMUNI
HANNO DISONORATO I LORO IMPEGNIGli accordi sindacali, le convenzioni e gli accordi di programma prevedevano per Arese il Polo della mobilità sostenibile e lavoro per i cassintegrati;
l’auto ecologica è stata spostata a Torino, mentre il grosso dei cassintegrati, lasciato scientificamente senza prospettive, lo si è costretto ad accettare fino a 10 anni di mobilità, con un presente e un futuro di miseria;
e gli ultimi 68 licenziati non hanno nemmeno quello: i più fortunati (18 lavoratori) hanno avuto da due ditte dell’area ABP lettere di assunzione (addirittura anche a dicembre 2008 !) con (in barba agli accordi) 45 gg di periodo di prova e un salario di 4mila euro all’anno inferiore a quello Fiat. E per gli altri nulla.BASTA COL PRECARIATO SULL’AREA DELL’ALFA
Venerdì scorso, in occasione dell’8 marzo, lo Slai Cobas ha organizzato una iniziativa di lotta con i 1000 lavoratori precari, sottopagati e senza diritti, del sito di Arese.
Questi lavoratori precari non hanno neppure la mensa e l’infermeria !
In questi anni, a parte lo Slai Cobas, non solo nessuno ha mosso un dito per far rispettare leggi e accordi sindacali, ma addirittura a settembre scorso la Regione Lombardia, la provincia di Milano e i comuni di Arese, Rho, Garbagnate e Lainate hanno sottoscritto un documento nel quale affermavano che le proprietà dell’area avevano avuto dei buoni motivi per non assumere i cassintegrati dell’Alfa, al contrario di quanto prevedevano gli accordi sindacali firmati in Regione nel 2003.LO SLAI COBAS CHIEDE:
REINTEGRO ALL’ALFA DEI LICENZIATI, LAVORO VERO AL CAP.10 E AL CT, INTEGRAZIONE DEGLI ORGANICI MANCANTI, UN SERIO SVILUPPO INDUSTRIALE E OCCUPAZIONALE SULL’INTERA AREA
Arese, 10-3-2008
Slai Cobas Alfa Romeo
Alfa Romeo:
400 lavoratori precari del sito di Arese
manifestano per richiedere mensa e dirittiPartecipazione oltre ogni previsione dei lavoratori del sito di Arese all’iniziativa di oggi organizzata dallo Slai Cobas per rivendicare il servizio mensa, il servizio infermieristico, l’applicazione della legge 626 e delle norme antinfortunistiche e contratti di lavoro a tempo indeterminato per i 1.000 precari, e l’assunzione degli ex cassintegrati nelle aziende dell’Alfa Romeo.
Oltre 400 precari ed ex cassintegrati hanno autorganizzato il servizio mensa con panini, pizzette e salamelle, denunciando la vergogna del fatto che ad Arese, con l’ombrello delle istituzioni tutte (Regione, provincia, comuni, sviluppo italia) non solo non sono stati ancora onorati gli accordi e le convenzioni per rioccupare i cassintegrati dell’Alfa ma addirittura sono stati assunti solo lavoratori precari (oltre 1.000), sottopagati e senza diritti.
Lo Slai Cobas, dopo il grande successo dell’iniziativa di oggi,
ha dato appuntamento a tutti i lavoratori del sito dell’Alfa di Arese e, soprattutto, a tutte le lavoratrici per venerdì 7 marzo (ultimo giorno lavorativo prima dell’8 marzo) per organizzare un’altra grande manifestazione;
ha indetto per mercoledì 27 febbraio un’assemblea degli ex cassintegrati.
Arese, 20-2-2008
Slai Cobas
ABP ci prende in giro da 5 anni. E allora ...
Pestaggio delegati Slai Cobas all’Alfa Romeo di Arese:
SPOSTATO AL TRIBUNALE DI MILANO
IL PROCESSO ALL’AGGRESSOREMartedì scorso, presso il giudice di pace di Rho, si è svolta la prima udienza del processo penale “per lesioni, minacce e percosse” contro Altieri Angelo, il paramilitare della società “investigativa” DM che il 6 aprile 2007 aggredì alla portineria est dell’Alfa Romeo di Arese quattro delegati dello Slai Cobas, due dei quali (Carmela Tassone e Vincenzo Lilliu) furono ricoverati in ospedale con gravi lesioni.
L’avvocato Mirco Mazzali, difensore di 4 nostri delegati costituitisi come parte civile, ha chiesto al giudice, data la gravità del reato (Carmela aveva avuto ben 60 giorni di prognosi), di spostare il processo al Tribunale penale di Milano.
Il giudice, dopo una breve sospensione, ha accolto la nostra richiesta ed ha mandato le carte al Tribunale di Milano.
Lo Slai Cobas chiede ora una rapida fissazione del processo.
Lo Slai Cobas, venuto a conoscenza dalle carte processuali che l’aggressore ha precedenti per:
“danneggiamento di edifici militari (reclusione mesi 1 giorni 23)”,
“falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici in concorso, perquisizione arbitraria in concorso, furto in concorso, usurpazione di funzioni pubbliche (ritenuta la continuazione tra i reati, reclusione anni 1 mesi 6 multa lire 400.000)”,
“furto (multa di 810.000 lire)”…
ha oggi inviato una comunicazione all’ispettorato del lavoro per sapere se è normale che a presidiare una portineria dell’Alfa Romeo di Arese sia adibito un individuo che ha aggredito dei delegati sindacali e che ha tali precedenti penali.
AD ARESE, DOPO QUELLA INAUDITA AGGRESSIONE CONTRO I DELEGATI DELLO SLAI COBAS, LE ISTITUZIONI SONO SPARITE, I PROPRIETARI DELL’AREA NON HANNO PIU’ ASSUNTO NESSUN CASSINTEGRATO E LA FIAT HA CONTINUATO A “LIBERARE” L’AREA CON I LICENZIAMENTI INCENTIVATI (70.000 EURO A TESTA, OLTRE AI 33.000 EURO A TESTA DATI DA ABP) E L’ENNESIMA MOBILITA’ LUNGA FINO A 10 ANNI.
Ma, nonostante aggressioni e licenziamenti di tutti i tipi, lo Slai Cobas è più che mai ancora presente con diverse centinaia di iscritti sull’area dell’Alfa di Arese, sia tra i 1200 lavoratori della Fiat e delle aziende collegate, sia tra i 1.000 lavoratori delle nuove ditte insediate.
E in questi giorni sta continuando la battaglia per garantire un posto di lavoro all’Alfa per gli ultimi 100 cassintegrati che non hanno accettato di licenziarsi con il megaincentivo di 103.000 euro.
Se offrono tanti soldi, cosa c’è ancora di tanto losco nell’”affare Alfa Romeo” di Arese?
Mercoledì alle ore 10 assemblea retribuita dentro il capannone 10 della FIAT (seguirà altro comunicato).
Alleghiamo il comunicato fatto lo scorso anno subito dopo l’aggressione. (ved. Archivio 2007 del Cobas Alfa Romeo comunicato del 7-4-2007)Arese, 5 febbraio 2008
Slai Cobas Alfa Romeo
A COSA SI STANNO PREPARANDO FIAT GROUP & COMPANY
LA FIAT NON HA MAI ABBANDONATO IL SUO CONTROLLO SUGLI OLTRE 2 MILIONI DI MQ. DELL’AREA DI ARESE.
CONTINUA A SVUOTARE I REPARTI ESISTENTI (CAP. 10 E C.T.) MANTENENDO LAVORAZIONI PRECARIE CHE POSSONO SPARIRE CON UN COLPO DI SPUGNA.
LE IMMOBILIARI A CUI ILLEGALMENTE HA “CEDUTO” L’AREA NON HANNO FATTO NULLA SU INDUSTRIALIZZAZIONE E OCCUPAZIONE PATTUITI NEGLI ATTI DI VENDITA E RIBADITI NEGLI ACCORDI CON ISTITUZIONI E SINDACATI.
Dal 2003 ben due reparti produttivi e con essi più di mille lavoratori sono stati fatti fuori, nonostante promesse e accordi firmati anche al ministero del lavoro.
Adesso senza colpo ferire e con il silenzio molto sospetto di istituzioni e magistratura pensano di liquidare il tutto con incentivi corposi ai cassintegrati, presi alla fame dopo cinque anni di cassintegrazione.
Nello stesso tempo stanno pensando e adoperandosi a svuotare di lavoro gli ultimi reparti professionali e di servizio che ancora esistono all’alfa Romeo e che sono già stati ridimensionati di circa 100 lavoratori.IL GIOCO E’ CHIARO:
FUORI TUTTI I CASSINTEGRATI
SEMPRE MENO LAVORO PER CHI RESTA
SPECULAZIONI CONCORRENZIALI TRA FIAT E IMMOBILIARI.
MERCOLEDI 06.02.2008
ASSEMBLEA RETRIBUITA
DI TUTTI I LAVORATORI DEL COMPRENSORIO
PRESSO IL CAP 10 CORRIDOIO CENTRALEO.D.G.: - REINTEGRO AL LAVORO DEI CASSINTEGRATI RIMASTI.
LAVORO VERO AL CAP.10 E C.T.
INTEGRAZIONE DEGLI ORGANICI MANCANTI.
UN SERIO SVILUPPO INDUSTRIALE E OCCUPAZIONALE SULL’INTERA AREA.
ORARIO:
DALLE 10,00 ALLE 11,00 PRIMO TURNO E CENTRALE
PER IL SECONDO TURNO - DALLE 15,30 ALLE 16,30 PRESSO IL CDF SPINA EST N 7
Arese 04.02.2008
SLAI COBAS ALFA ROMEO
L'archivio 2007 del Cobas Alfa Romeo
L'archivio 2006 del Cobas Alfa Romeo
L'archivio 2005 del Cobas Alfa Romeo
L'archivio 2004 del Cobas Alfa Romeo
L'archivio 2003 del Cobas Alfa Romeo
L'archivio 2000-2002 del Cobas Alfa Romeo