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Arese: sei mesi continuati di cassa integrazione per 368 lavoratori!

Oggi la Fiat ha comunicato alle RSU la messa in Cig di 235 lavoratori di Fiat Auto e di 133 lavoratori di Fiat Powertrain di Arese per 13 settimane consecutive dal 24 agosto al 22 novembre 2009.

Questi lavoratori sono già ora in Cig per 7 settimane consecutive, dopodichè faranno 3 settimane di ferie ad agosto per poi rimanere a casa fino al 22 novembre con la cassa comunicata oggi.
Di fatto questo vuol dire la chiusura di Arese, considerando che chi non è messo in Cig è mandato in trasferta in altri stabilimenti.

La Fiat chiude Arese ma comanda più che mai sull'area di 2 milioni e 350mila mq dell'Alfa: non a caso, ad esempio, sono stati messi in Cig per 13 settimane 50 lavoratori ex Alfa di Innova Service.

Nei prossimi giorni lo Slai Cobas organizzerà iniziative di lotta che coinvolgeranno tutto il sito di Arese.

Slai Cobas Alfa Romeo

Arese, 30-6-2009


Alfa Romeo: anche oggi, nonostante le minacce, tutti al lavoro gli operai in cassa di Innova Service.

Slai Cobas Alfa Romeo

Arese, 30-6-2009


Da: Il Giorno, martedì 30 giugno 2009

ARESE.
50 OPERAI
SONO IN CASSA INTEGRAZIONE: VANNO AL LAVORO.

Si sono presentati ieri mattina davanti ai cancelli della Innova Service srl con l'intenzione di andare ad occupare regolarmente il posto di lavoro: si tratta di 50 dipendenti che sono stati messi in cassa integrazione dall'azienda venerdì 26 giugno.
La clamorosa iniziativa, promossa dal sindacato Slai Cobas, avrebbe suscitato le reazioni della dirigenza dello stabilimento, che a sua volta avrebbe annunciato l'intenzione di procedere a “ritorsioni” nei confronti dei lavoratori protagonisti della protesta.
La cassa integrazione di 50 dipendenti (su 69 totali) dovrebbe durare 13 settimane.
Le tensioni sono iniziate subito dopo l'annuncio della misura, venerdì 26. In quell'occasione si era verificato uno sciopero di due ore con presidio della portineria sud-ovest dell'Alfa Romeo di Arese. Innova Service srl sorge infatti proprio sull'Area ex Alfa.
Gia.Giu.


 

Alfa Romeo: oggi sciopero di 2 ore
con presidio della portineria sud-ovest
contro CIG immotivata di 50 lavoratori.

Oggi dalle 13 alle 15 sciopero immediato con presidio della portineria sud-ovest dell’Alfa Romeo di Arese per la messa in Cig per 13 settimane (per ora) di 50 lavoratori (su 69) della società di servizi Innova Service srl, società che a gennaio scorso è subentrata a RINA srl, società la quale a sua volta negli scorsi anni aveva assunto per conto degli americani di AIG Lincoln una parte dei lavoratori espulsi dalla Fiat nel 2002.

La cassa integrazione è stata motivata da Innova Service - assistita da uno stuolo di avvocati (studio Ichino ed altri) – per aver perso appalti:
ciò è del tutto falso; si vuole solo approfittare della crisi internazionale per eliminare operai con contratto normale per sostituirli con lavoratori precari e senza diritti.
Già a dicembre-gennaio scorso, col cambio di società, AIG Lincoln voleva licenziare 43 lavoratori. Ora riprovano di nuovo con la Cig, anticamera dei licenziamenti.

Queste sporche operazioni sono pilotate dagli speculatori presenti sull’area, a partire dalla Fiat.

La Fiat, dopo aver avuto in regalo l’Alfa Romeo e 2.000 miliardi di lire di soldi pubblici in 20 anni solo ad Arese “per l’occupazione”, in questi anni ha fatto fuori 20.000 operai e ora da 15 giorni ha messo in Cig fino a settembre (per ora) quasi tutti i restanti 600 lavoratori.
La Fiat sta chiudendo quasi del tutto Arese ma, incredibilmente, comanda più che mai sui 2 MILIONI E 350mila mq di tutta l’area dell’Alfa e si prepara a gestire ad Arese e a Milano mega festeggiamenti per il centenario del marchio ALFA ROMEO e una mega torta per l’EXPO 2015:
Alberghi, ville, nuova centrale termica, centri commerciali.
E tutto ciò col concorso di istituzioni, come la Regione, che non stanno onorando uno straccio degli accordi sindacali firmati in questi anni per l’area di Arese: POLO DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE, AUTO ELETTRICA, ECC..

GLI OPERAI DELL’ALFA
AI LAVORATORI DELLE ALTRE FABBRICHE ATTACCATI CON LA CIG E I LICENZIAMENTI:
COSTRUIAMO UNA PIATTAFORMA UNITARIA
UNIAMO LE NOSTRE LOTTE

I lavoratori dell’Alfa di Innova Service, nell’assemblea tenutasi oggi durante lo sciopero, hanno deciso di respingere la CIG e si presenteranno regolarmente al lavoro lunedì prossimo.
Sono pronti a dar loro man forte i lavoratori di altre aziende e cooperative presenti nell’area dell’Alfa.
Lo Slai Cobas fa un pressante appello ai lavoratori delle altre fabbriche dell’area di Milano attaccate con la Cig e i licenziamenti, alle forze politiche e sindacali e alle associazioni presenti sul territorio disponibili, ai giovani:

uniamo la lotta, blocchiamo i licenziamenti,
richiediamo la riduzione d’orario,
pretendiamo un salario decente per tutti e
contratti a tempo indeterminato per i precari.

Arese, 26 giugno 2009

Slai Cobas


Alfa Romeo: incontro del vice prefetto di Milano con lo Slai Cobas.
Lunedì incontro sulla Cigo con Innova Service e martedì con la Fiat.

Dopo che nei giorni scorsi lo Slai Cobas aveva chiesto un incontro al prefetto, si è tenuto una riunione in corso Monforte a Milano tra il dottor Tortora, vice prefetto e capo di gabinetto del prefetto di Milano e una delegazione dello Slai Cobas con Corrado Delledonne, Renato Parimelli, delegati di sito, e Mario Ricciardi, coordin. Prov. Slai Cobas, operaio Alfa Fiat in Cigs dal 2002 e licenziato dalla Fiat 1 anno e mezzo fa.

Lo Slai Cobas ha esposto al vice prefetto la grave situazione creatasi in tutta l'area di 2milioni e 350mila mq dell'Alfa Romeo di Arese:

  1. Innova Service, società di servizi di 69 dipendenti, tutti ex Alfa Romeo (65 sono iscritti allo Slai Cobas) ha chiesto senza nessuna valida motivazione 13 settimane di Cigo per 50 lavoratori;

  2. nell'area di Arese imperversa il lavoro nero, con la maggioranza dei 1500 lavoratori dell'area extra Fiat assunti da cooperative che cambiano continuamente dopo 3 o 4 mesi;

  3. alla Caris, società di cernita e riciclo di rifiuti (carta e plastica), in una cooperativa di 97 lavoratori, in grande maggioranza migranti (72 dei quali iscritti allo Slai Cobas) sono stati dichiarati esuberi per 1/3 dell'organico non per la crisi ma perchè il padrone, dopo una ristrutturazione dell'impianto, intende fare il triplo di produzione con 2/3 dell'organico;

  4. 35 lavoratori espulsi dalla Fiat nel dicembre 2002 e messi in Cigs per anni, sono licenziati dal marzo 2008 e sono ancora senza lavoro;

  5. la Fiat, che ad Arese occupa ancora circa 900 lavoratori tra Fiat Auto, Fiat Powertrain, società collegate e call center, ha annunciato la chiusura da metà giugno a settembre (per ora). Le lavorazioni Fiat vengono sempre più spostate a Torino, Balocco e in altri stabilimenti, e i capi del personale continuano a far indebite pressioni sui lavoratori per trasferirli o farli andare in trasferta. La Fiat sta di fatto chiudendo Arese non per la crisi ma perchè ad Arese, una volta sbarazzatasi dei lavoratori, vuole continuare le sue solite megaspeculazioni con l'EXPO 2015 (alberghi, centrale termica, ecc..).

Lo Slai Cobas ha chiesto un intervento immediato del prefetto per bloccare licenziamenti e casse integrazioni immotivate.
Il vice prefetto dott. Tortora ha detto che riferirà al prefetto per gli interventi del caso.

Lunedì è previsto un incontro sulla Cigo per 50 lavoratori richiesta da Innova Service, mentre martedì in Assolombarda ci sarà l'incontro con la Fiat.

Lo Slai Cobas, se non otterrà alcun riscontro alle richieste dei lavoratori, organizzerà presto altre iniziative di lotta.

Arese, 5 giugno 2009

Slai Cobas


Elezioni RSU/Rls all’Alfa Romeo di Arese:
gli operai votano lo Slai Cobas

3-6-2009


Da: La Prealpina, 27 maggio 2009

“Cassa” alla Innova Service
Dall'Alfa appello al prefetto

ARESE - (a.g.) - Un'ora di sciopero. E' quanto hanno proclamato ieri pomeriggio i lavoratori della Innova Service, ex Rina Servizi, nell'area dell'Alfa Business park di Arese. In tutto gli occupati (ex lavoratori dell'Alfa Romeo reintegrati nel polo logistico dopo lunghe e dure battaglie sindacali con l'immobiliare Aig Lincoln) sono 69, per 50 di loro è stata definita la cassa integrazione a zero ore, per la durata di tredici settimane.
“Loro effettuano diversi tipi di servizi sull'area, sono servizi che andrebbero fatti sempre: come possono sospenderli? -si chiede Corrado Delle Donne, storico leader del Cobas del Biscione, che da anni segue le vicende sindacali di questo gruppo – nell'area ex Alfa si sono insediate di recente altre ditte, gli appalti non sono diminuiti. Questo provvedimento è solo un pretesto perchè vogliono liberarsi dei lavoratori, vogliono avere solo precari”. Secondo Delle Donne la regia del tutto appartiene a Fiat: “C'è una super Fiat a livello internazionale, ma qui vogliono solo cooperative e precari. Questa è la modernità tanto annunciata? Questo è quello che si prepara con l'Expo?”.
“Abbiamo chiesto un incontro al prefetto – spiega infine Delle Donne – perchè in base agli accordi sottoscritti con la Regione Lombardia i lavoratori ex-Alfa non possono essere messi in cassa integrazione fino all'ottobre 2010. Se non otterremo alcun riscontro, organizzeremo presto altre iniziative di protesta perchè questa scelta è inaccettabile”.


(ANSA) - MILANO, 20 APR - E' stato assolto dall'accusa di tentata violenza privata il sindacalista Massimo Vinci che, nel settembre 2004, per protestare contro la difficile situazione all'Alfa Romeo di Arese, colpì con un bastone l'auto di servizio dell'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, che stava inaugurando da primo cittadino un distributore a idrogeno nel quartiere Bicocca.
Il giudice monocratico della seconda sezione penale del Tribunale di Milano ha assolto l'imputato, assistito dall'avvocato Mirko Mazzali, perchè il fatto non sussiste.
Il 21 settembre 2004 il sindaco Albertini stava inaugurando un distributore a idrogeno, quando il sindacalista, appartenente allo Slai Cobas, colpì la sua auto di servizio con un bastone sul parabrezza. In quell'occasione si erano anche verificati alcuni tafferugli tra gli operai dell'Alfa Romeo di Arese e le forze dell'ordine.
Nel corso del processo l'ex primo cittadino si era anche costituito parte civile.

20 aprile 2009

Massimo aveva in mano una semplice Bandiera con asta di plastica e non ha operato alcuna violenza.
Nonostante ciò il PM ha oggi chiesto la condanna a due anni di carcere.

Massimo Vinci, operaio della Fiat e delegato dello Slai Cobas, è stato messo in Cassa integrazione a zero ore dal 2002 ed è stato licenziato dalla Fiat il 1° marzo 2008.
Massimo, con Mario e Lina, altri delagati Slai Cobas, e altri operai non hanno accettato nei mesi scorsi 80.000 euro della Fiat e 33.000 euro degli americani di AIG, soldi dati in cambio della rinuncia al posto di lavoro presso l'area dell'Alfa di Arese.

Basta speculazioni sull'area di Arese.
Vogliamo lavoro per Massimo e gli altri compagni licenziati!

Slai Cobas Alfa Romeo


ESPOSTO dello SLAI COBAS al CSM

Alla Corte d’Appello di Milano – sezione lavoro le cause dello Slai Cobas assegnate sempre allo stesso giudice

Questa mattina lo Slai Cobas ha presentato un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura chiedendo chiarimenti in ordine ai criteri di suddivisione del contenzioso tra i vari Magistrati della Corte D’Appello di Milano - Sezione Lavoro.

“La scrivente organizzazione, avendo proposto negli ultimi tempi una serie di ricorsi alla Corte D’Appello di Milano - Sezione Lavoro, ha potuto rilevare che gli stessi sono stati assegnati nella quasi totalità ad un unico Magistrato, nonostante i Giudici attualmente in servizio presso la Corte siano otto”.

In particolare, 5 delle ultime 6 cause sono state tutte assegnate come relatore allo stesso giudice, e nella sesta questo solito giudice fa comunque parte del Collegio.

Ciò è del tutto inspiegabile, dato che i relatori dovrebbero essere individuati per sorteggio.
E ciò avviene nel mentre a Milano, addirittura in contrasto con sentenze della Corte di Cassazione, si vuole negare allo Slai Cobas il diritto di poter utilizzare l’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori contro le attività antisindacali dei padroni.

Perciò lo Slai Cobas chiede al CSM:
1.di “verificare se tali criteri siano stati rispettati nell’assegnazione delle cause proposte dallo Slai Cobas” stesso; 2.di dare comunicazione allo Slai Cobas nonché agli organi competenti nel caso siano stati individuati comportamenti illegittimi o illeciti.

Lo Slai Cobas si riserva di presentare un analogo esposto al CSM anche riguardo il Tribunale di Milano – sezione Lavoro in quanto una importante causa legale di 9 lavoratori (fra i quali i 3 delegati Fiat Auto dello Slai Cobas) dell’Alfa Romeo di Arese, in cigs dal 2002 e licenziati dalla Fiat il 1° marzo 2008, è stata assegnata a un giudice senza rispettare il normale ordine di sorteggio. Nei giorni scorsi questo giudice ha respinto la richiesta di reintegro dei 9 lavoratori.

Arese, 20 marzo 2009

SLAI COBAS


Alfa Romeo di Arese: PROTESTA DEI LAVORATORI IN MOBILITA’

La FIAT mette in CIG e mobilità i lavoratori dell’Alfa
e sposta le loro lavorazioni all’officina Marazzi, di fianco alla fabbrica !!

Questa mattina una delegazione di lavoratori Alfa Romeo di Arese, quasi tutti lavoratori in mobilità perché licenziati dalla Fiat il 1° marzo 2008 dopo essere stati in Cigs dal 2002, ha fatto una manifestazione di protesta davanti all’officina Marazzi di Caronno Pertusella, a 2 km dallo stabilimento dell’Alfa.

All’officina Marazzi negli scorsi giorni, in maniera molto provocatoria, la Fiat ha commissionato dei completamenti di alcuni particolari su circa mille vetture Alfa Romeo da assegnare alla polizia.
Fino a due mesi fa queste lavorazioni venivano effettuate nelle officine Fiat dell’Alfa Romeo di Arese.
Ora, mentre i lavoratori che facevano queste lavorazioni all’Alfa sono lasciati a casa in cassa integrazione o, peggio, licenziati con la mobilità, alla officina Marazzi sono assegnate le stesse lavorazioni e lì vengono assunti lavoratori con contratti precari e interinali.

La famiglia Agnelli, dopo aver archiviato per il 2008 il miglior bilancio di sempre (diversi miliardi di utili), ora fa pagare la crisi solo ai lavoratori.
E ad Arese bastona i lavoratori proprio quando, qui ad Arese, sta decollando il mega progetto speculativo su una enorme area di 2 milioni e mezzo di mq (Expo 2015, alberghi, villette, il più grande centro commerciale d’Europa, ecc..).

Lo Slai Cobas, unitamente ai lavoratori, non ci stà e chiede lo stop alle speculazioni e ai licenziamenti:
AD ARESE VOGLIAMO LAVORO PER NOI, I NOSTRI FIGLI E I GIOVANI DELLA ZONA !!

LAVORO DIRITTI DIGNITA’

Arese, 17-3-2009

Slai Cobas

Allegato: lettera inviata nei giorni scorsi dallo Slai Cobas a Fiat e Inps


Incontro sulla CIGO alla FIAT di Arese

Comunicato stampa del 20 febbraio 2009


Alfa Romeo di Arese:
SCIOPERO contro la FIAT per il licenziamento per rappresaglia di una operaia dello Slai Cobas

Questa mattina i 600 lavoratori di Fiat Automobiles e di Fiat Powertrain di Arese hanno scioperato dalle ore 9 alle ore 11 contro il licenziamento per rappresaglia della compagna Carmela dello Slai Cobas, licenziamento fatto dalla Fiat come ritorsione a una sentenza della magistratura.
La vigliaccata della Fiat è stata motivata per il fatto che il tribunale di Milano ha reintegrato al lavoro un operaio della Fiom licenziato e messo in mobilità dalla Fiat il 1° marzo 2008. Reintegrato lui, la Fiat ne ha licenziato su due piedi un altro. Su quei licenziamenti sono attese a breve altre sentenze della magistratura per lavoratori e delegati dello Slai Cobas.

Questo ignobile licenziamento è illegittimo innanzitutto per il suo carattere antisindacale e di rappresaglia (licenziamenti di questo tipo furono fatti all'Alfa Romeo 20/25 anni fa, e poi cessarono perché contrastati anche dalla magistratura); e poi è del tutto immotivato anche per il fatto che dal 1° marzo 2008 ad oggi l'organico ad Arese è già diminuito di oltre 50 i lavoratori, trasferiti dalla Fiat a Balocco, a Torino, ecc..

Durante lo sciopero i lavoratori hanno presidiato la portineria centrale dell'Alfa Romeo e hanno fatto un'assemblea sulla strada antistante la fabbrica.

All'assemblea lo Slai Cobas ha denunciato la politica della Fiat e delle istituzioni:

  1. la Fiat in questi anni, con il concorso dei soldi pubblici, ha licenziato 20.000 operai dell'Alfa Romeo e oggi, con altri soldi pubblici, è sempre padrona dell'area dopo aver fatto finta di andarsene da Arese, e continua a speculare sull'area -in vista di Expo 2015- col concorso di comuni, provincia e regione;

  2. la Fiat vuole sbarazzarsi degli ultimi 600 lavoratori, unitamente ai 300 del call center e ai 200 delle aziende collegate, e contemporaneamente ha l'OK delle istituzioni per speculare sui 2milioni e 350mila mq dell'area dell'Alfa con mega alberghi, village, fermata della MM1, villette e ipermercati, area gestita da Luigi Arnaudo, dirigente Fiat/IFIL fino a ieri;

  3. la Fiat licenzia ad Arese così come licenzia e fa attività antisindacali negli altri stabilimenti Fiat per costringere il governo a dargli qualche miliardo di euro a fondo perduto.

I lavoratori in sciopero hanno deciso:

  • di chiedere alla Fiat di ritirare immediatamente il licenziamento della compagna Carmela e il reintegro di tutti i lavoratori licenziati il 1° marzo 2008;

  • di rivendicare per Arese produzioni Alfa Romeo che garantiscano il futuro a tutti i lavoratori;

  • di chiedere alle istituzioni di smetterla di speculare sull'area di Arese e di chiudere i rubinetti alla Fiat, specie nel caso continui a fregarsene dell'occupazione e dei lavoratori.

Nei prossimi giorni, anche in presenza della solita Cig mensile, continueranno le iniziative di lotta.

Arese, 29-1-2009

Slai Cobas

Sede legale: via Masseria Crispi, 4 80038 Pomigliano D'Arco (NA) / Tel/fax 081 8037023
Sede nazionale: Viale Liguria, 49 20143 Milano / Tel/fax 02 8392117
Sede Arese: c/o Alfa Romeo - viale Luraghi snc 20020 Arese (MI) / Tel/fax 02 44428529


DALLA CASSA INTEGRAZIONE ALLA
RIDUZIONE DEGLI ORGANICI E LAVORAZIONI.

A Dispetto delle rassicurazioni date da Giva in Assolombarda sul mantenimento occupazionale e su un ampliamento delle lavorazioni ad Arese, la Fiat sta cominciando a procedere con delle iniziative unilaterali mirate al taglio degli organici e lavorazioni.

In Powertrain dalla giornata di giovedì 15 Gennaio la direttrice del personale di Powertrain ha iniziato a chiamare numerosi lavoratori a cui sta proponendo delle dimissioni incentivate a partire da Gennaio 2010.
Nello stesso tempo in alcune officine si sta predisponendo il passaggio dal lavoro a turni al centrale.

In Fiat dopo gli ultimi trasferimenti a Balocco si sono portati via le flotte su cui erano impiegati circa 15 lavoratori.
Sul centro tecnico non sappiamo più di tanto tranne gli annunciati 18 trasferimenti del call center in quanto da chi lavora lì e fa un comunicato al giorno non viene fornito nessun dato sul dissolvimento in atto della progettazione e lavorazioni impiegatizie e di servizio all'impresa.

Come Slai Cobas registriamo che la Fiat, contemporaneamente all'utilizzo di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione ordinaria destinata alla riorganizzazione del lavoro e ricollocazione dei lavoratori, sta invece predisponendo lo svuotamento produttivo e la chiusura di un intero impianto con l'eliminazione della manodopera attraverso licenziamenti incentivati e trasferimenti.

FERMIAMO LA DISGREGAZIONE

Queste iniziative unilaterali e antisindacali, oltre a non essere state mai annunciate in sede di esame congiunto in Assolombarda, sono addirittura contrarie alle normative sulla cassa integrazione e a noi dello SLAI COBAS pongono dei preoccupanti interrogativi sulla volontà di Fiat di mantenere anche le sole lavorazioni esistenti nel sito di Arese.

Oltre alle dimissioni incentivate infatti, con il passaggio a turno centrale e togliendo alcune lavorazioni (flotte), si creano i presupposti per creare altri esuberi in quanto non si può lavorare sulle stesse postazioni con il doppio del personale, a meno che la Fiat non intenda incrementare le produzioni con lavorazioni ex novo.
E' veramente assurdo che la Fiat, mentre per bocca di Giva dice di voler rilanciare l'immagine e il marchio Alfa a Milano, dall'altra parte procede con iniziative esattamente contrarie.

E' una beffa ai lavoratori il fatto che la Fiat, mentre rileva la Chrysler portando produzioni anche Alfa negli Stati Uniti, non abbia nulla da spendere o da fare per incrementare le lavorazioni Alfa Romeo ad Arese.

Tutto questo fa presupporre che nell'incontro che si terrà a fine mese sul futuro di Arese ci verrà solamente illustrato il progetto riguardante la surrettizia esposizione del 2015 dove pensano di transitare gli ultimi lavoratori e alcune lavorazioni che rimarranno con beneficio dei miliardi che pioveranno dalla comunità Europea e dallo Stato.

Se quello a cui pensa la Fiat è solo speculare sul territorio Alfa Romeo facendo terra bruciata delle lavorazioni e dell'occupazione, sbaglia.
Invitiamo la Fiat e Powertrain a bloccare queste iniziative che sono compromettenti rispetto ad un vero rilancio del marchio Alfa Romeo là dove è nato.
Invitiamo la Fiat a pensare di incrementare Arese con nuove lavorazioni e di reintegrare i nove lavoratori ancora in mobilità.

Arese 21.01.2009

SLAI COBAS ALFA ROMEO


Da: La Prealpina, 13 gennaio 2009

ARESE.
Siglato il contratto, richieste solide garanzie.

In 70 dalla Rina a Innova

ARESE - (a.g.) - Dopo quattro giorni di altalenanti trattative, ieri mattina è stato siglato ad Arese il contratto che sancisce il passaggio di 70 lavoratori della Rina Servizi (ex dipendenti della storica Alfa Romeo) alla Innova Service srl, scelta dall'Abp.
Secondo lo Slai Cobas potrebbero essere intervenuti Questura o Prefettura per calmare le acque, dopo i vivaci scambi del week end. «Avranno gli stessi compiti che affrontavano prima», ha garantito l'americana Aig Lincoln che gestisce l'area Abp. E il Cobas replica: «I lavoratori accettano l'assunzione ma rivendicano uguale trattamento, che deriva da altri accordi. Vogliamo che siano mantenute le garanzie dei proprietari dell'area».
«Siamo davanti - spiega Corrado Delle Donne - ad una società con un capitale da 10.000 euro: non vorremmo che chiudesse a breve. Aig Lincoln ha ottenuto miliardi di dollari dal governo americano e sceglie una società da 10mila euro, finora priva di addetti. E' strano. La Rina, almeno, aveva 1500 dipendenti. Aig ha licenziato 70 persone dicendo che ne bastavano 30 e adesso riassume tutti i 70: cosa è cambiato? non vorremmo essere presi in giro e trovarci con cassa integrazione o mobilità: sarebbe una truffa».
I lavoratori hanno ricevuto una raccomandata prima di Natale. Aig illustrava l'assunzione con Innova Service e diceva che c'era tempo fino al 12 gennaio per accettare o meno. Giovedì scorso il Cobas ha concordato una nuova lettera di assunzione, «più corretta»: «ci hanno detto che la spedivano e che venerdì si poteva far firmare ai lavoratori ma non si sono più fatti vivi -dice Delle Donne- Siamo rimasti fino alle 16.30 ad aspettare e non si sono presentati, appena i lavoratori hanno svoltato l'angolo sono arrivati dicendo che noi non volevamo firmare. Hanno chiamato i carabinieri, forse sperando di provocare la gente. Noi abbiamo chiamato Digos e Questura. C'eravamo cautelati inviando un fax con le firme di tutti i lavoratori, indicando che accettavano ma rivendicando un contratto adeguato ai patti precedenti». Ieri pomeriggio i dipendenti della portineria erano già al loro posto, da oggi tocca agli altri.


Licenziamenti AIG all'Alfa Romeo di Arese:
una delegazione dello Slai Cobas chiede al console USA di intervenire

Oggi pomeriggio alle ore 15 Corrado Delledonne e Vincenzo Lilliu per lo Slai Cobas e Carmelo D'Arpa per le RSU della RINA hanno incontrato presso la sede consolare di via Principe Amedeo 2 il console Ben Wohlauer, responsabile della Political/Economic Section del consolato USA di Milano.

Lo Slai Cobas ha chiesto al console USA

  1. di bloccare i licenziamenti di 73 lavoratori ex Alfa Romeo attualmente occupati in una società di servizi (RINA srl), dando un futuro certo a questi lavoratori, ai quali AIG aveva garantito stabilità occupazionale; nei giorni scorsi ABP, società controllata da AIG e proprietaria di 1/3 dell'area dell'Alfa Romeo di Arese, ha troncato il contratto di appalto con RINA (società di servizi di oltre 1.000 dipendenti) assegnandolo ad un'altra società appena costituita non si da chi (i soci sono nascosti da due fiduciarie) e con un ridicolo capitale (10.000 euro).

  2. L'assunzione dei 37 lavoratori ex Alfa Romeo in Cigs dal dicembre 2002 e licenziati dalla Fiat il 1° marzo scorso.

Comprando l’area, ABP ha sottoscritto l’obbligo di assumere lavoratori ex Alfa Romeo, obbligo sottoscritto anche in un accordo sindacale firmato con tutti i sindacati nel febbraio 2003, col quale ABP si impegnava ad assumere almeno 550 lavoratori nell’area dell’Alfa.
Ma, nonostante nelle ditte che si sono insediate nell’area di ABP lavorino oltre 1.000 lavoratori, finora sono stati assunti ad Arese solo 73 lavoratori ex Alfa alla società RINA srl (società di servizi) e 14 lavoratori alla società Greenfluff.

Il console USA Ben Wohlauer ha detto allo Slai Cobas che il consolato e il governo americano non possono intervenire in questioni sindacali, chiedendo la consegna di documentazione riguardo ad AIG e alla vicenda dell'Alfa Romeo di Arese.

Lo Slai Cobas ha consegnato subito alcune documentazioni e altre saranno consegnate domani, ma ha di nuovo chiesto con forza l'intervento del consolato e del governo americano per far rispettare ad AIG la legge italiana.

ABP, dopo aver beneficiato sull’area dell’Alfa Romeo di Arese di condizioni economiche particolarmente favorevoli in cambio delle promesse assunzioni, si è poi rifiutata di rispettare gli accordi violando precisi impegni sottoscritti in sede sindacale e con la Regione e i comuni interessati, in spregio dell’organizzazione interna dello Stato Italiano nonché delle norme europee che proteggono i diritti dei lavoratori, speculando e vendendo le aree a prezzi 10 volte superiori a quelli d’acquisto, sfruttandole sotto il profilo urbanistico ed edilizio.

Lo Slai Cobas ha fatto presente al console USA Ben Wohlauer che AIG due mesi fa è stata di fatto nazionalizzata dal governo americano con l'esborso di ben 125 miliardi di dollari;
negli Stati Uniti i dirigenti di AIG, dopo il loro ultimo fine settimana trascorso in Francia a 18.000 dollari a notte, sono stati redarguiti dallo stesso Congresso e ad alcuni di loro è stato assegnato uno stipendio simbolico di 1 dollaro per il 2009.
Ciò giustifica quindi un intervento del consolato USA su AIG anche in Italia, dato che oltretutto ad Arese i responsabili di ABP, nel mentre licenziano i lavoratori, non badano a spese con l'uso di super SUV, l'arruolamento di una miriade di avvocati (per ultimo anche lo studio Ichino) per licenziare i lavoratori e non rispettare gli accordi, ecc...

Al termine dell'incontro il console, pur ribadendo le sue posizioni, si è detto fiducioso sull'incontro previsto giovedì prossimo ad Arese tra la società americana e lo Slai Cobas sui 73 licenziamenti.

Lo Slai Cobas, uscendo dal consolato, ha ricordato agli americani che dal 2002 i lavoratori di Arese non passano delle buone feste di natale e fine anno per colpa di AIG oltre che della Fiat e ha chiesto che finalmente i lavoratori dell'Alfa e tutti gli oltre 1.000 lavoratori del sito ABP/AIG (per la maggior parte precari) abbiano riconosciuti i propri diritti con contratti stabili e a tempo indeterminato.

Arese, 15-12-2008

Slai Cobas


Da: La Prealpina, 4 dicembre 2008

Alfa Romeo,domani
incontro con gli americani

ARESE -(l.C.)-Un'altra ora di blocco, tutti davanti alla portineria Sud-Ovest (con puntate alle Est) per ribadire la contrarietà ai licenziamenti annunciati da Rina, la società che fa capo agli americani di Aig-Lincoln che vorrebbe tagliare 43 dipendenti su un totale di 73.
Ieri mattina il presidio è durato dalle 10 alle 11, per un'ora dalle due portinerie nessuno è entrato né uscito. Anche a prescindere dall'accordo siglato davanti alla Regione Lombardia, con il quale Aig-Lincoln si era impegnata ad assumere un totale di 550 ex dipendenti Alfa Romeo, il posto dei 73 di Rina era garantito fino a ottobre 2010. Anzi: oltre ai 73 già assunti, Rina avrebbe dovuto assumere altri 37 ex Alfa che Fiat aveva messo in cassa integrazione nel 2002 e poi licenziato nel 2008. Tutto questo, in cambio della cessione a prezzo agevolato delle aree di Arese agli americani.
Al termine della manifestazione di ieri, Aig-Lincoln ha convocato i sindacati per domani, annunciando "il subentro in Rina di una nuova società". La Rsu si è detta favorevole a partecipare all'incontro, ma il sindacalista Cobas Corrado Delle Donne annuncia già che in caso di risposte insoddisfacenti la protesta si allargherà fino a coinvolgere il consolato Usa di Milano. "Il 12 saremo a Milano per partecipare allo sciopero generale -annuncia Delle Donne. Al termine della manifestazione organizzeremo un presidio davanti al consolato, perchè di fatto il governo degli Stati Uniti è oggi il maggiore azionista di Aig-Lincoln".
Quello di ieri è stato il quinto blocco delle portinerie organizzato nelle ultime sei settimane, cioè da quando è iniziata la mobilitazione contro i licenziamenti dei dipendenti Rina. L'incontro di domani potrebbe segnare un passo decisivo in questa delicata vertenza.


Oggi incontro all’Assolombarda con la FIAT
Le proposte delle Slai Cobas e le risposte della FIAT.
LA FIAT APRE SPIRAGLI SUL FUTURO DI ARESE.

Questa mattina presso l’Assolombarda si è tenuto un incontro tra Fiat Automobiles, Fiat Powertrain, e Fim-Fiom-Uilm e Slai Cobas sulla richiesta di Cigo ad Arese dal 15-12-2008 al 11-1-2009.
Per la Fiat erano presenti i responsabili nazionali del personale Giva per Fiat Automobiles e Cortese per Fiat Powertrain.

L’incontro si è tenuto dopo lo sciopero di giovedì scorso proclamato dallo Slai Cobas e che ha visto l’adesione della totalità dei lavoratori.

La Fiat ha motivato la Cigo con la crisi internazionale del settore auto ed ha prospettato altre fermate per il 2009, chiedendo ai sindacati se avevano proposte da fare.

Lo Slai Cobas

  1. ha innanzitutto contestato la Cigo in quanto ad Arese gli organici e le lavorazioni sono già stati pesantemente ridotti negli ultimi mesi con trasferimenti di lavoratori e lavorazioni a Torino e a Balocco (trasferimenti più volte contestati dal solo Slai Cobas);

  2. ha chiesto il mantenimento e lo sviluppo delle lavorazioni attuali (capannone 10 e impiegati);

  3. ha chiesto lo stop ai trasferimenti a Balocco e a Torino;

  4. ha proposto l'utilizzo, in caso di necessità, di strumenti (contratti di solidarietà) che tutelino maggiormente i lavoratori perchè la Cigo ormai copre solo metà stipendio;

  5. ha chiesto quali sono i progetti Fiat sull’area di Arese;

  6. abbiamo anche richiesto che, a seguito della caterva di miliardi di euro che stanno arrivando alla Fiat sia con l’Expo 2015 che con i programmi della Comunità Europea sulle auto a basso impatto ambientale, questi soldi siano utilizzati per nuovi posti di lavoro ad Arese, dato che –con fior di accordi firmati con le istituzioni- da anni si stanno stanziando soldi per questo ad Arese per un’area che finora ha visto solo speculazioni e licenziamenti.

  7. reintegro degli ultimi 15 lavoratori Fiat in Cig dal 2002 e licenziati il 1° marzo scorso.

Il dirigente del personale Fiat, Giorgio Giva, rispondendo alle nostre proposte, ha detto che la Fiat, diversamente da quanto deciso dalla vecchia dirigenza, è intenzionata ad un rilancio del marchio Alfa a Milano e ad Arese, proponendo una riunione specifica sul loro progetto entro fine gennaio 2009.
Per quanto riguarda il capannone 10 e il centro tecnico, Giva ha affermato che la Fiat non darà più corso ai trasferimenti a Torino e a Balocco e che le lavorazioni attuali non subiranno dei tagli occupazionali e avranno un ampliamento.

Lo Slai Cobas ha preso atto delle nuove posizioni aziendali e ha chiesto alla Fiat che nelle prossime settimane e nell’incontro di gennaio si diano risposte concrete ai lavoratori di Arese, che da troppi anni hanno visto solo trasferimenti di produzioni e tagli occupazionali.

Lo sciopero che abbiamo effettuato giovedì scorso ha ottenuto un primo risultato e, senza illusioni, nei prossimi giorni continueremo con le iniziative presso le istituzioni, garanti dello sviluppo di Arese.

Arese, 26 novembre 2008

Slai Cobas


Da: La Prealpina, 21 novembre 2008

Un mese di “cassa”. L'Alfa reagisce: non permetteremo speculazioni

ARESE - «Per tanti l'Alfa è già chiusa da dieci anni. Ma non è così. Qui ci sono ancora 750 lavoratori tra Fiat e Povvertrain, mentre altri 500 sono impegnati al call center. Non accettiamo nuova cassa integrazione e non accettiamo speculazioni. Noi non ci arrendiamo!».
Lo striscione dello Slai Cobas è un pò scolorito, ma la grinta dei delegati è sempre la stessa. Lo si è visto ieri alla portineria centrale dell'Alfa Romeo di Arese. Dalle 5.30 gli autonomi hanno bloccato tutti gli ingressi. Lo sciopero ha avuto il cento per cento delle adesioni, nessuno è entrato.
Carabinieri e Digos hanno sorvegliato la zona in forze, ma tutto si è svolto senza problemi. Prima delle 11 i sindacalisti hanno tolto i bancali che impedivano l'acces­so ai capannoni e agli uffici che ad Arese sono ancora operativi.
Fiat ha aperto la cassa integrazione dal 15 dicembre all'11 gennaio.

Su 363 lavoratori, nella prima settimana ne saranno interessati 280.
Nel restante periodo saranno 310. In Powertrain la cigo interesserà 149 lavoratori la prima settimana, 182 nella seconda e terza e 161 nella quarta. Tutti a casa venerdì 5 dicembre.

A questo problema si aggiungono i guai della Rina Servizi, la società nata nell'Alfa business park per dare lavoro ai cassintegrati estromessi il 9 dicembre 2002. Dovevano essere riassorbiti 550 dipendenti sui 1023 lasciati a casa. In sei anni le assunzioni sono state 73 e adesso Aig Lincoln, l'immobiliare americana che aveva ottenuto i terreni con notevole sconto in cambio di posti di lavoro, in un primo tempo ha annunciato i licenziamenti per il personale Rina, poi, in un incontro svoltosi mercoledì, ha proposto di assumere direttamente le 73 persone.
«Dal dicembre 2002 è una vergogna continua -ha tuonato Corrado Delle Donne, storico leader del Cobas-Abbiamo sottoscritto con le istituzioni e i proprietari delle aree 3-4 accordi e non si è mai visto il lavoro. Per Rina, non solo gli americani non reintegrano gli ultimi cassintegrati rimasti, ma hanno detto che dal primo gennaio lasceranno a casa tutti. Abbiamo avviato un blocco nei giorni scorsi, uno martedì e ancora oggi. Ora dicono che subentrano loro costituendo una società come Abp che assorba i lavoratori. Finora si sono sempre rimangiato tutto.
Se non scrivono nero su bianco non ci crediamo». In quest'ottica, finchè non ci sarà un accordo da firmare, «in tempi rapidi e con le opportune garanzie», la mobilitazione continuerà.
«Aig è fallita e il governo americano -ha spiegato delle Donne- ha concesso miliardi di dollari. In pratica qui potremmo rivolgerci a Bush e Obama. Noi siamo stufi. La festa è finita. Lo diciamo anche a Marchionne, per Fiat: se tutti sono uguali, come dice, allora tutti devono avere un lavoro e un salario adeguato, con diritti garantiti»

«Al Capannone 10 ci scippano le ultime lavorazioni, costringono a trasferte a Torino e Balacco - ha aggiunto Mario Ricciardi – E' un film già visto. Non dobbiamo permetterlo. E dobbiamo fermare le speculazioni. Rho ha già concesso 7mila metri quadrati come area commerciale: Dobbiamo ribaltare con la lotta i piani di chi qui vuole portare centri commerciali e case. L'Alfa non si arrende. Ci promettono 50mila posti di lavoro con l'Expo, ma saranno solo precari, non possiamo accettare di perdere mille posti ad Arese. E' il momento di ribellarsi. Anche perché le istituzioni accettano lo smantellamento. Qui non ci sono ventenni, chi perde il posto è rovinato».
Operai e impiegati chiedono che al Biscione non restino solo il Museo affiancato da un village espositivo e da percorsi di guida virtuali. Vogliono difendere la più grande fabbrica della Lombardia, mentre le istituzioni discutono di alberghi e centri commerciali e nei sotterranei del capannone 30 vengono depositati materiali del Museo della Scienza e della Tecnica.
«Dobbiamo muoverci, perchè qui a gennaio arriveranno le ruspe -dice Renato Parimbelli- Arese era il simbolo della lotta, ora cancellano i diritti uno ad uno ma noi diciamo di no e ogni settimana lo ripeteremo. Ma non servono le camionette della polizia: non siamo delinquenti».
«Altrove Fiat affronta la flessione del mercato, nei reparti professionali la cig è ingiustificata -aggiunge Luigi, per gli impiegati- Per la prima volta i quadri condividono la lotta degli autonomi. Grazie alla loro resistenza siamo ancora qui e la lotta ha pagato».

Angela Grassi


AREA Alfa Romeo:  LA FIAT VUOLE ELIMINARE LE ULTIME LAVORAZIONI ALFA ROMEO e
                                      ABP LIQUIDA LA RINA

VOGLIONO TOGLIERCI LE NOSTRE ULTIME POSSIBILITA’ DI REDDITO E DI OCCUPAZIONE
VOGLIONO SOLO DIVORARE E SPECULARE SU TUTTA L’AREA

FIAT, AMERICANI (AIG LINCOLN) e IMMOB. ESTATE SEI (BRUNELLI-IPER) - CON IL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI REGIONALI E LOCALI - CON LE IMPUNITA’ PENALI E CIVILI DI CUI SEMBRANO GODERE DA PARTE DELLA MAGISTRATURA , STANNO PER FINIRE DI DISTRUGGERE QUELLO CHE ERA IL POLO INDUSTRIALE PIU’ IMPORTANTE DELLA LOMBARDIA

  • La FIAT intende liberare gli spazi (capannone 10)dove sono allocate le lavorazioni del reparto Esperienze e del centro tecnico che riguardano ancora circa 750 lavoratori tra progettisti, officine di sperimentazione, centro stile e aziende collegate (Delivery, Onama, ecc..), oltre a circa 350 lavoratori del call center addetti ai servizi al cliente Fiat.

Al posto del capannone 10 sorgerà “nientepopodimeno che” un parcheggio funzionale ad un mega centro commerciale di Brunelli (quello degli Iper Mercati) socio in affari della Fiat; questo mega IPER sarà ubicato negli ex reparti di carrozzeria e motori.

  • La Fiat da parte sua ha ottenuto dai comuni le concessioni per un grande albergo di fianco al Centro Direzionale (con fermata della MM1) e un ampio spazio per il Motor Village, e da parte delle istituzioni un insediamento della mostra permanente della scienza da cui succhiare ancora danaro pubblico.

E AIG LINCOLN, dopo aver fatto favolosi affari comprando l’area a prezzo scontato perché su quel territorio doveva assumere i cassintegrati, non solo non ha rispettato gli accordi sindacali che prevedevano l’assunzione di 550 cassintegrati ma adesso pensa di ricavarne altrettanti miliardi rivendendo ad altri, previo licenziamento o liquidazione dei 73 lavoratori della RINA.

  • E tutti i sindaci e i comuni della zona, che nulla hanno fatto per reindustrializzare e garantire occupazione ai lavoratori Alfa e ai disoccupati del territorio, si preparano a cambiare la destinazione d’uso dell’area e si accontenteranno poi di dividersi interessi e benefici economici conseguenti.

Se non li fermiamo, ci sarà solo mano libera al lavoro precario, sottopagato e senza diritti.
E’ ORA DI REAGIRE!
DIFENDIAMO IL NOSTRO POSTO DI LAVORO

GIOVEDI' 20 NOV. 2008
presidio alle portinerie con
SCIOPERO DI 4 ORE
DEI LAVORATORI FIAT E DI TUTTE LE SOCIETA’ DEL SITO ALFA ROMEO

Arese, 17.11.2008
Tel/fax 02 44428529

SLAI COBAS ALFA ROMEO


Da: IL GIORNO, Sabato 15 Novembre 2008

PRESIDIO AD ARESE.
Di nuovo sulla strada.
E' la sorte degli exAlfa che lavorano alla Rina.
di ROBERTA RAMPINI

ARESE

EX-OPERAI della carrozzeria all'Alfa Romeo. Prima cassintegrati, poi licenziati dalla Fiat.
Ora 73 lavoratori della Rina srl, società di servizi, rischiano ancora una volta di trovarsi in mezzo alla strada, senza lavoro e senza stipendio.
Ennesima beffa per un gruppo di ex-operai dell'Alfa assunti alcuni anni fa, secondo gli Accordi di programma, da una delle aziende che si sono insediate sull'area industriale ex-Fiat.
Nei giorni scorsi l'ABP, Alfa Business Park, proprietaria dell'area, ha comunicato alla direzione aziendale della Rina che a gennaio non intende rinnovare l'appalto e quindi dovrà licenziare tutti i lavoratori.
Ieri mattina i dipendenti della Rina e l'ultimo gruppo di licenziati dell'Alfa Romeo ancora senza un lavoro, hanno organizzato un presidio di protesta davanti alla portineria sud.
«Tutti i lavoratori della Rina hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato e hanno avuto garanzie occupazionali fino al 2010, invece a gennaio saranno licenziati -spiega Corrado Delle Donne, rappresentante sindacale dello Slai Cobas - è assurdo, all'interno dell'area il lavoro c'è, ma si preferisce reclutare personale dalle cooperative, dalle agenzie interinali, senza nessun diritto.
VOGLIAMO RISPOSTE occupazionali per tutti, vogliamo il rispetto degli Accordi».
Quella di ieri mattina è stata solo la prima manifestazione di protesta, la prossima settimana ci sarà infatti una giornata di mobilitazione che coinvolgerà anche i 750 dipendenti Fiat che lavorano nei reparti di progettazione, sperimentazione e centro stile rimasti ad Arese ma senza certezze per il futuro. Il sindacato rivolge un appello anche alle istituzioni. «Qui si torna a parlare di realizzare centri commerciali e abitazioni, questo significa cambiare la destinazione d'uso dell'area e cementificare l'ultima area industriale rimasta in Lombardia,non lo possiamo accettare -spiega Mario Ricciardi, dei Cobas - i sindaci continuano a dire che bisogna difendere il lavoro e l'industria, ma poi non fanno nulla di concreto. I lavoratori sono stanchi di essere presi in giro».
IL SINDACATO «Lavoro ce ne sarebbe ma vengono preferiti interinali e cooperative che non hanno diritti»


Comunicato stampa

Alfa Romeo Arese: FIAT e Powertrain si preparano a svuotare anche il reparto esperienze

SLAI Cobas Alfa Romeo Arese

13-11-2008


Alfa Romeo di Arese: elezioni RSU e RLS alla Rina srl

Nei giorni scorsi si sono svolte le elezioni RSU ed RLS alla società RINA srl, società di servizi che opera all’interno dell’Alfa Romeo di Arese nell’area di proprietà degli americani di ABP.

Su un organico di 73 lavoratori, hanno votato 64 lavoratori su 66 presenti al lavoro.
Sono stati eletti tre delegati RSU e 1 delegato RLS, tutti dello Slai Cobas.

All’Alfa Romeo di Arese lo Slai Cobas è presente con alcune centinaia di iscritti in una decina di aziende: Fiat Auto, Fiat Powertrain, Onama, Caris, cooperative della Caris (in maggioranza cinesi) e cooperative di altre aziende, Greenfluff, ecc..

In questi giorni ABP ha comunicato allo Slai Cobas l’intenzione di togliere l’appalto alla RINA, licenziando tutti i lavoratori, nonostante i 73 lavoratori della RINA, tutti con contratto metalmeccanico a tempo indeterminato, siano in possesso di un ulteriore impegno scritto (firmato da ABP e RINA) che garantisce loro il lavoro ad Arese con RINA almeno fino ad ottobre 2010 e, comunque, il passaggio diretto alla ditta di servizi subentrante in caso di cambio di appalto.

Se nei prossimi giorni ABP e RINA non confermeranno i loro impegni, i lavoratori della RINA entreranno in lotta unitamente ai lavoratori di tutto il sito dell’Alfa Romeo di Arese.

Arese, 7-11-2008

Slai Cobas Alfa Romeo


A TUTTI I LAVORATORI DEL SITO ALFA ROMEO DI ARESE

ALTRO CHE NUOVA OCCUPAZIONE!
ABP VUOLE LICENZIARE I LAVORATORI RINA.
GLI ALTRI PROPRIETARI CONTINUANO CON PRECARIATO E NEGAZIONE DEI DIRITTI.

Mentre la Moratti, Formigoni e Penati stanziano cifre pazzesche di svariati miliardi di euro per l’Expo 2015 (Alfa Romeo compresa) e parlano di 50.000 nuovi posti di lavoro, i padroni dell’area -ABP in testa- continuano a fare una politica speculativa e di sfruttamento e licenziamento dei lavoratori.

Nei giorni scorsi ABP ha comunicato allo Slai Cobas l’intenzione di licenziare il 9 gennaio prossimo i 73 lavoratori della società Rina, società di servizi che attualmente svolge i lavori di guardianìa alla portineria pesa esud-ovest, manutenzione, giardinaggio, pulizie, ecc.. in tutto il sito.

Gli altri proprietari o affittuari, con in testa la Pirelli di Tronchetti Provera, non solo non assumono nessuno dei cassintegrati ma non accettano di dare neanche delle lavorazioni alla società di servizi Rina.
Inoltre, non rispettando gli accordi, mantengono lavoratori sottopagati e precari.

RIAPRIAMO LA MOBILITAZIONE

Se ABP e i proprietari delle società già insediate non cambiano strada, lo Slai Cobas e i lavoratori della Rina, con i lavoratori di altre società del sito, i cassintegrati e i lavoratori Fiat sono intenzionati a ripartire con delle iniziative per il mantenimento della occupazione per lo sviluppo dei diritti e per l’eliminazione del precariato.

NO AI LICENZIAMENTI

BASTA CON QUESTE CONDIZIONI PRECARIE

UNIAMO LA LOTTA!

Contrastiamo tutti insieme i piani di liquidazione dei lavoratori Rina da parte di ABP e rivendichiamo l’assunzione dei rimanenti cassintegrati.

  • RIVENDICHIAMO TUTTI INSIEME IL DIRITTO AD UNA MENSA E A UN PASTO CALDO.

  • RIVENDICHIAMO IL DIRITTO AD UN SERVIZIO INFERMIERISTICO.

  • RIVENDICHIAMO L’APPLICAZIONE DELLA LEGGE 626 E DELLE NORME ANTINFORTUNISTICHE.

E’ ORA che nel sito Alfa Romeo di Arese si dia un taglio alla precarietà

Tutti i lavoratori devono avere un contratto a tempo indeterminato, normali diritti, un salario e un orario di lavoro dignitosi, diritto al rispetto degli accordi da parte delle società presenti sul sito.

NON è più sopportabile che i lavoratori assunti dalla varie società siano costretti a consumare i pasti quando va bene negli sgabuzzini o altrimenti all’aperto o lungo le linee di lavorazione.

NON è più sopportabile che non esista un servizio infermieristico e che non siano applicate minimamente le norme della legge 626 sulla protezione e prevenzione degli infortuni e che a nessuno sia dato conoscere e sapere su rischio infortuni e malanni durante l’attività lavorativa.

NON è più sopportabile che le aziende decidano a loro piacimento assunzioni precarie di qualsiasi tipo, tempi di lavoro, turni, sospensioni del lavoro o licenziamenti senza dover rispondere a nessuno.

NON E’ PIU’ SOPPORTABILE CHE A 8 ANNI DALLA ACQUISIZIONE DELL’AREA VENGANO NEGATI GLI OBBLIGHI OCCUPAZIONALI.

Arese, 4 novembre 2008
tel/fax 02-44428529

SLAI COBAS ALFA ROMEO


FIAT E POWERTRAIN SI PREPARANO A SVUOTARE IL CAP. 10
RIFIUTIAMO I TRASFERIMENTI RICATTATORI
RIAPRIAMO LA MOBILITAZIONE

L’imposizione e la chiusura coatta per il 31 e il 3 Novembre è stata solo una scusante per far passare tra i lavoratori l’idea che ci vuole la Cigs e tenerli fermi rispetto ad un ultimo e pesante ridimensionamento delle lavorazioni ad Arese.

  • Da alcuni anni la Fiat ha portato a Balocco e altrove lavorazioni che si facevano ad Arese e adesso attraverso alcuni dirigenti e capi comincia a dire tra i lavoratori che e’ meglio accettare di essere trasferiti a Balocco o Torino perché qui ad Arese non sanno se potranno mangiare il panettone di Natale.

Questi discorsi coercitivi sono già stati fatti tra i Professional e adesso anche tra gli operai delle varie officine sia di Fiat che di Powertrain al Cap 10. e tra gli impiegati del Centro Tecnico.

  • E’ chiaro a tutti quindi che la Direzione, se riesce a ridimensionare con vari trasferimenti i reparti operai e impiegatizi, successivamente gli sarà più facile dire che le lavorazioni oggi presenti ad Arese non hanno più ragione di esistere e che verranno fatte altrove.

Di fronte a questo scenario crediamo che siano sbagliate le posizioni della Fiom che dice di aspettare il programma che ci verrà dato dalla Fiat a Dicembre e ancora peggio le posizioni della FLMU/CUB che invece di dire come contrastare il ridimensionamento parla che dobbiamo rivendicare il rilancio del museo e il futuro e remoto motor village.

Nel reparto Esperienze di Arese anche dopo le esternalizzazioni passate di macchinari e lavorazioni continuano ad esistere le officine, le attrezzature e personale specializzato per poter svolgere le sperimentazioni fin qui affidate e molto altro di più.
Non si capisce perché Fiat invece di potenziare il reparto e portare nuove lavorazioni, continua a disfarsi di manodopera specializzata e professionalizzata.
Cosa andranno mai a fare questi lavoratori nello “stabile” di Balocco, se già da ora è gonfio di personale proveniente da Arese e che viene tenuto con le mani in mano?

Lo Slai Cobas pensa che questa pesante situazione che comincia a configurarsi, e che riguarda Fiat, Powertrain e impiegati del C.T.,con ricadute su Mensa e Imprese, vada affrontata da subito.

  • Mettiamo in campo a breve delle iniziative di lotta per impedire lo spostamento delle ultime lavorazioni e rivendicare produzioni vere ad Arese.

Con Expo 2015 arrivano un sacco di miliardi pubblici sull’area di Arese.
Questi soldi devono servire solo per ingrassare Fiat, Americani, Brunelli, Bresciani, Pirelli e per buttare sulla strada tutti i lavoratori del sito di Arese, lasciando posto unicamente a lavoro precario, sottopagato e senza diritti?

Lo Slai Cobas dice di NO e chiede anche agli altri sindacati un confronto che veda a breve delle iniziative unitarie di lotta.

Arese 03.11.2008

Slai Cobas


La Fiom_Cgil di Milano pugnala alle spalle
i lavoratori dell’Alfa Romeo di Arese

La Fiom di Milano ha firmato in Tribunale a Milano un accordo separato con ABP, in base al quale la stessa Fiom libera gli americani da qualsiasi vincolo riguardo alle assunzioni dei lavoratori ex Alfa sull’area di Arese in cambio di incentivi dati agli ultimi 16 lavoratori Fiom licenziati dalla Fiat il 1° marzo scorso e a 47 lavoratori Fiom ex Alfa assunti negli scorsi anni da ATM e Amsa.
I lavoratori dell’Alfa e lo Slai Cobas sono a conoscenza solo ora di questo accordo, firmato dalla Fiom il 12 giugno scorso, perché la Fiat ha depositato in Tribunale alcune carte (non sappiamo se complete) nella causa ex art. 28 intentata dallo Slai Cobas contro i licenziamenti Fiat di 68 lavoratori del 1° marzo scorso.
La Fiom, che in 6 anni non ha mai organizzato una sola iniziativa di lotta contro ABP, ha usato la lotta ininterrotta dei cassintegrati e dello Slai Cobas per sistemare con un accordo separato solo i propri iscritti (una minoranza), buttando a mare tutti gli altri lavoratori!
E sono buttati a mare la maggioranza dei 68 licenziati dalla Fiat, iscritti allo Slai Cobas, e sono calpestati tutti gli accordi e i diritti occupazionali conquistati in questi anni dai lavoratori di Arese!
La Fiom ha firmato questo accordo con il mandato di soli 16 dei 68 lavoratori licenziati dalla Fiat il 1° marzo scorso e di soli 133 dei 1.048 lavoratori messi in Cigs dalla Fiat ad Arese dal dicembre 2002 in poi.

La Fiom Cgil,
rinunciando a una causa ex art. 28 del 2004 che chiedeva il rispetto degli obblighi occupazionali, con l’intervento adesivo di 133 dei 1.048 lavoratori messi in Cigs nel 2002,
“rinuncia nei confronti di ABP e di ogni società del Gruppo AIG Lincoln nonché loro eventuali aventi causa a qualsivoglia titolo, ad ogni domanda o diritto comunque connessi od anche solo occasionati dal contratto di acquisto dell’Area Ex Alfa Romeo sottoscritto in data 29 novembre 2000 tra la società Fiat Auto Partecipazioni spa e Immobiliare Belfiore spa, dalla Convenzione ai sensi dell’art. 4 della legge regionale Lombardia n. 30/94 del 13 settembre 1996 e dagli accordi regolanti il Consorzio di Reindustrializzazione dell’Area di Arese, dall’accordo sindacale del 18 febbraio 2003, dai protocolli di intesa del 26 febbraio e 28 luglio 2003, dall’accordo del 6 aprile 2004 sottoscritto anche dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Milano e dai Comuni di Arese, Garbagnate Milanese, Lainate e Rho nonché dalla Convenzione ai sensi dell’art. 4 della legge regionale Lombardia n. 30/94 sottoscritta in data 15 ottobre 2004 tra i Comuni di Arese, Garbagnate Milanese, Lainate e Rho, da una parte e ABP dall’altra parte, e ad ogni domanda di risarcimento del danno anche extracontrattuale e/o patrimoniale”.

La Fiom Cgil “rinuncia infine a contestare, sempre nei confronti di ABP, il giudizio circa la <sussistenza dell’oggettiva impossibilità ad adempiere agli impegni contratti dalla società in seno alla Convenzione ex l.r. 30/94> espresso dal Collegio di Vigilanza dell’Accordo di Programma per la reindustrializzazione dell’Area Fiat-Alfa Romeo in data 26 settembre 2007”.

Solo tre mesi fa, il 25 marzo scorso, Fim-Fiom-Uilm di Milano (Dedei-Sciancati-Bontempelli) avevano scritto una lettera all’Agenzia Regionale ARIFL, inviandola per conoscenza anche allo Slai Cobas, dicendo che “fino a quando rimarrà un lavoratore inoccupato non cesseranno, per quanto ci riguarda, gli obblighi all’assunzione in capo ad ABP sottoscritti anche con le scriventi negli scorsi anni”, e che, se non fossero stati occupati entro aprile tutti i 68 licenziati dalla Fiat il 1 marzo 2008, “non escludiamo l’apertura di una vertenza giudiziale in quanto la non applicazione di accordi sottoscritti mette in pregiudizio la nostra stessa credibilità”. Alla faccia !!!!
Ed è gravissimo aver liberato ABP e i suoi aventi causa dagli obblighi derivanti dall’accordo sindacale del 18 febbraio 2003 che, tra l’altro, prevede tutele e diritti per i lavoratori di tutta l’area dell’Alfa Romeo di Arese. Tali accordi, per lo Slai Cobas, sono tuttora validi, e ciò è stato ribadito ieri in assemblea dai lavoratori licenziati e dai lavoratori Alfa assunti nelle aziende dell’area: tutti all’unanimità hanno respinto l’accordo firmato dalla Fiom con ABP.
Potevamo immaginare il ruolo della CISL, fino allo scorso anno padrona con AIG della assicurazione UNIONVITA, che gestisce anche i fondi pensione privati, ma che anche la Fiom arrivasse a tanto era difficile aspettarselo.

Ma ad Arese con Expo 2015
quale futuro per i lavoratori Fiat rimasti?

Intanto la Fiat, che ad Arese ha già buttato sul lastrico 20.000 lavoratori, ha avuto l’ok di Provincia, Regione e Comuni per costruire all’Alfa (Expo 2015) mega alberghi con relativa fermata della MM1; e la Fiat continua a far pressione sui lavoratori per farli andare a Balocco, a Torino e da altre parti.
Fim Fiom Uilm perché non parlano del futuro degli ultimi 700 lavoratori Fiat Automobiles e Powertrain rimasti?

Arese, 3 luglio 2008

Slai Cobas Alfa Romeo


All’Alfa Romeo di Arese
GUARDIANI ARMATI DELLA SIRIO (FIAT)
NEI REPARTI E IN MENSA

Nei giorni scorsi alcuni guardiani, armati di pistola, della Sirio, la società di vigilanza della Fiat, sono entrati ripetutamente nei reparti dell’Alfa Romeo di Arese di Fiat Group Automobiles e di Fiat Powertrain Italia e nel locale mensa durante la consumazione dei pasti.
Non solo. Questi guardiani, armati, hanno risposto in modo arrogante ai lavoratori e ai delegati dello Slai Cobas che li invitavano a non fare un uso improprio del porto d’arma.

Ciò è estremamente grave e in contrasto con le stesse normative di legge.

Di tali gravi comportamenti di alcuni guardiani della Sirio i delegati RSU dello Slai Cobas avevano subito informato i responsabili del personale di Fiat Group Automobiles, ma nonostante ciò alcuni guardiani hanno continuato nel comportamento sopra denunciato.
Solo dopo una ulteriore contestazione scritta fatta dallo Slai Cobas, il capo del personale di Fiat Group Automobiles ha convocato le RSU Slai Cobas comunicando che aveva dato disposizioni alla Sirio di non far circolare guardiani armati né in reparto né in mensa.

Lo Slai Cobas

  1. intima alla Fiat dal cessare tali gravi attività illecite ed antisindacali,

  2. chiama i lavoratori alla massima vigilanza per evitare provocazioni,

  3. chiede alle istituzioni, che a suo tempo hanno regalato l’Alfa Romeo agli Agnelli, se ad Arese, in nome delle speculazioni sull’area dell’Alfa con l’Expo 2015, si può dimenticare che la Fiat, ad Arese, ha buttato sul lastrico 20.000 lavoratori, 68 dei quali appena licenziati il 1° marzo scorso dopo sei anni di Cigs, dopo aver incassato circa duemila miliardi di lire per finanziamenti a sbafo, mobilità, Cigs e prepensionamenti.

Arese, 1-7-2008

Slai Cobas Alfa Romeo

SLAI COBAS
Sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi, 4 80038 Pomigliano D'Arco (NA) / Tel/fax 081 8037023
Sede nazionale: Viale Liguria, 49 20143 Milano / Tel/fax 02 8392117
Sede Arese: c/o Alfa Romeo – viale Luraghi snc 20020 Arese (MI) / Tel/fax 02 44428529


ALFA ROMEO di ARESE:
Condannata la FIAT per
attività antisindacale contro lo Slai Cobas
IL TRIBUNALE di MILANO CONFERMA IL REINTEGRO
dei DELEGATI SLAI COBAS Amura e De Feo

Questa mattina il giudice del Tribunale di Milano Dott. Di Leo ha reintegrato definitivamente nel posto di lavoro i delegati dello Slai Cobas Vincenzo Amura e Alfredo De Feo, condannando Fiat Powertrain per comportamento antisindacale nei confronti dello Slai Cobas.

I nostri due compagni erano stati licenziati dalla Fiat nell’ottobre 2007 con una procedura di riduzione del personale relativamente allo stabilimento Meccanica della Fiat di Arese.

A dicembre 2007 il giudice dott.ssa Eleonora Porcelli, su ricorso ex art. 28 dello Slai Cobas con l’avv. Mirco Rizzoglio, aveva annullato il licenziamento intimato ai due lavoratori ordinando alla Fiat di reintegrare Vincenzo e Alfredo nel posto di lavoro e di corrispondere loro le retribuzioni globali di fatto dal licenziamento alla reintegrazione e di provvedere al versamento dei relativi contributi previdenziali e assistenziali.

La Fiat ha poi chiesto al Tribunale di Milano la revoca del decreto ex art. 28 L. 300/1970, ma oggi il tribunale di Milano ha confermato la condanna della Fiat per attività antisindacale nei confronti dello Slai Cobas.

Vincenzo Amura e Alfredo De Feo furono licenziati in tronco nell’ottobre scorso perché non accettarono di andare in mobilità incentivata, come previsto da un accordo firmato da Fim-Fiom-Uilm-Fismic ma non dallo Slai Cobas.

Secondo il giudice la procedura di mobilità relativa allo stabilimento meccanica di Arese ed, in particolare, la collocazione in mobilità dei lavoratori Amura e De Feo è in contrasto con l’accordo sindacale del 27-9-2006 sottoscritto anche dallo Slai Cobas; questo accordo prevedeva il rientro ad Arese e all’Iveco di Pregnana di tutti i cassintegrati della meccanica.


Attualmente ad Arese lavorano circa 250 lavoratori alla Fiat Powertrain, circa 450 lavorano alla Fiat Automobiles, circa 150 sono lavoratori di altre aziende collegate Fiat, circa 300 lavoratori al Call Center Fiat e oltre 1.000 lavoratori (per la maggior parte precari) nelle aziende insediate sulle aree di proprietà degli Americani e di Brunelli (Iper-Fiat).

LA FIAT LICENZIA ad Arese
per speculare sull’area con l’Expo 2015

Altri 68 lavoratori di Fiat Automobiles, in cassa integrazione dal dicembre 2002 (!), sono stati licenziati il 1° marzo 2008;
nei giorni scorsi si è tenuta presso il Tribunale di Milano un’altra causa ex art. 28 fatta dallo Slai Cobas contro questi licenziamenti, con il giudice Dott.ssa Vitali che si è riservata di decidere. Fiat e americani di ABP hanno offerto a ogni singolo lavoratore licenziato oltre 100.000 euro per rinunciare alla causa di reintegro.

Ora è chiaro che in tutti questi anni la Fiat ha solo fatto finta di andarsene da Arese:

  • nel 2000 ha venduto a se stessa (!) e poi a Bresciani, Brunelli e Americani i 2milioni e 350mila mq dell’area dell’Alfa Romeo di Arese;

  • ora magicamente un suo uomo, Luigi Arnaudo, ex braccio destro degli Agnelli all’IFIL e alla Rinascente, è a capo della società proprietaria dell’area (Imm. Estate sei).

E il nuovo piano delle istituzioni su Arese prevede l’Expo 2015, con i palazzi impiegatizi -di proprietà Fiat- trasformati in grandi alberghi, un’apposita fermata della metropolitana di Milano e una colossale colata di cemento sul resto dell’area, in barba agli accordi sindacali del 2003 sul Polo della mobilità sostenibile e sull’auto ecologica.

ATTIVITA’ ANTISINDACALE ED ILLECITA
CON LA COMPLICITA’ DELLE ISTITUZIONI

In barba alle convenzioni e agli accordi sindacali che prevedono la ricollocazione dei lavoratori sull’area di Arese, in questi giorni Regione, provincia, comuni, Fiat e gli altri proprietari stanno pianificando l’espulsione di altre centinaia di lavoratori dall’area dell’Alfa. FERMIAMOLI !!

Ad Arese lavoro stabile e diritti, NO al precariato !

Lo Slai Cobas, dopo il reintegro dei due delegati licenziati, chiama alla mobilitazione i 2.000 lavoratori di tutto il sito dell’Alfa Romeo di Arese e chiede alla Procura di intervenire contro la Tangentopoli dell’Alfa Romeo.

Arese, 4-6-2008

SLAI Cobas


UN’ALTRA TRUFFA della FIAT PER CHIUDERE ARESE:
trasferisce per finta decine di lavoratori a Torino
per licenziarli con la mobilità lunga.
E non reintegra i 68 cassintegrati licenziati, anzi,
vuol trasferire a Balocco decine di altri lavoratori.

IL TUTTO CON IL SILENZIO DI SINDACATI E ISTITUZIONI

Pochi giorni fa la Fiat ha licenziato, di concerto con gli altri proprietari dell’area di Arese, la Regione e la Provincia, gli ultimi 68 cassintegrati dell’Alfa Romeo in Cigs dal 2002.
E oggi Fiat Auto si sta sbarazzando di molte altre decine di lavoratori con una vera e propria truffa facendo firmare a tutti questi lavoratori una dichiarazione con la quale essi richiedono il “trasferimento immediato a Torino per gravi e urgenti motivi famigliari”, e contemporaneamente chiedono di andare in mobilità lunga (sette anni per gli uomini e 10 anni per le donne). Se non firmano –dice loro la direzione del personale- non ci sarà nessuna prospettiva di lavoro ad Arese.
Questi trasferimenti/licenziamenti di massa a Torino avverranno in due scaglioni, uno a fine aprile e un altro oggi; già questa mattina 17 lavoratori sono stati portati con un autobus a Torino. La Fiat concede loro il trasferimento “per gravi motivi famigliari”, dopodichè fra 3 giorni, il 1° aprile 2008, tutti saranno messi in mobilità. La Fiat trasferisce a Torino questi lavoratori perché i numeri a disposizione di Arese per la mobilità lunga (2000 a livello nazionale) sono già stati esauriti a dicembre 2007.

Tutto ciò sta avvenendo con la complicità di Fim-Fiom-Uilm le quali, un mese fa, l’8 febbraio 2008 e il 12 febbraio 2008, hanno firmato due nuovi accordi –da loro mai resi pubblici- sulla mobilità che di fatto danno il via libera alla Fiat per smembrare e svuotare cap.10 e CT e per non far rientrare all’Alfa i licenziati di Arese!

A inizio marzo Fim-Fiom-Uilm, spudoratamente e senza dir nulla di questi accordi, al licenziamento degli ultimi 68 cassintegrati hanno proclamato uno sciopero di 8 ore e un’assemblea pubblica con i partiti.

Ci sembrava strano che, dopo anni di acquiescenza ai piani Fiat di smantellamento dell’Alfa di Arese, Fim-Fiom-Uilm facessero sul serio. Infatti era una presa in giro.
BASTA CON LE TRUFFE DELLA FIAT:

  1. Nel 1987 lo Stato ha regalato l’Alfa Romeo alla Fiat;

  2. la Fiat solo per Arese in 20 anni ha avuto 2.000 miliardi di lire di soldi pubblici per … licenziare 18.000 lavoratori;

  3. Nel 2000 la Fiat “vende” l’area di Arese, ma nel 2008 è sempre proprietaria dei palazzi del CT e del CD, e Luigi Arnaudo, fino a ieri e per 30 anni braccio destro degli Agnelli all’IFIL, è ora presidente di Immobiliare Estate sei, la società di Brunelli proprietaria del grosso dell’area;

  4. La Fiat, sempre assente gli scorsi anni ai tavoli regionali, ora, fatti fuori anche i 1.050 cassintegrati del 2002, è di casa da Formigoni e da Penati e ha chiesto di far parte del nuovo accordo di programma sull’area dell’Alfa ove, in previsione dell’EXPO 2015, arriverà anche il prolungamento del Metro dalla Fiera di Rho-Pero;

  5. E ora il Centro Tecnico e il capannone 10 sono svuotati, con attività lavorative e lavoratori licenziati con la mobilità o spostati a Torino e Balocco.

LO SLAI COBAS CHIEDE:
REINTEGRO ALL’ALFA DEI LICENZIATI, LAVORO VERO AL CAP.10 E AL CT, INTEGRAZIONE DEGLI ORGANICI MANCANTI, UN SERIO SVILUPPO INDUSTRIALE E OCCUPAZIONALE SULL’INTERA AREA.

Arese, 27-3-2008

Slai Cobas Alfa Romeo


MILANO: ROSATI E CREMASCHI CONTRO I LICENZIATI ALFA ROMEO

Questa mattina una trentina di lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese, licenziati nei giorni scorsi dalla Fiat, dopo aver distribuito un volantino al Tribunale di Milano nel quale chiedevano un intervento della procura della repubblica contro la truffa miliardaria che fiat, americani e padroni vari stanno facendo sull'area, si sono recati alla camera del lavoro di Milano per denunciare i licenziamenti Fiat all'assemblea nazionale della rete 28 aprile che lì si teneva.

Sul sagrato della camera del lavoro stavano distribuendo volantini vari gruppi politici e sindacali ma, appena arrivati i licenziati dell'Alfa, il segretario della camera del lavoro Rosati ha intimato ai licenziati di non distribuire i volantini sul sagrato ma sulla strada.
E quando i licenziati si sono diretti verso la sala ove si teneva l'assemblea della rete 28 aprile, il segretario della camera del lavoro Rosati ha intimato ai licenziati di non portare dentro le bandiere rosse dello Slai Cobas.
I licenziati hanno ribattuto che le 4 (quattro) bandiere dello Slai Cobas erano state affisse in mattinata senza problemi alle inferriate del tribunale e che quindi non si vedeva quale grande problema fosse quello di portare 4 bandiere rosse dentro una sede della Cgil, ma Rosati non ha voluto sentire ragioni.
Per evitare inutili risse i licenziati e lo Slai Cobas hanno lasciato le bandiere all'ingresso e sono scesi nel salone dell'assemblea della rete 28 aprile.
Alla richiesta di un intervento sui licenziamenti dell'Alfa, Giorgio Cremaschi ha detto di no, affermando che all'assemblea potevano intervenire solo iscritti alla Cgil.
Tutto ciò è vergognoso.
Siccome ad arese il 90 % dei licenziati è dello Slai Cobas, siccome ad Arese, nonostante 18.000 licenziamenti mirati fatti dalla Fiat in questi anni, lo Slai Cobas è sempre il primo sindacato fra i 1.000 lavoratori Fiat sopravvissuti ad arese e siccome lo Slai Cobas è il primo sindacato fra gli altri 1.000 lavoratori precari dell'area dell'Alfa, ecco che allora la Cgil di destra (Rosati) e quella di "sinistra" si girano dall'altra parte quando arrivano i lavoratori.

Stasera Formigoni non è stato da meno rispetto a Rosati e Cremaschi: al Pirellone era convocata la riunione sindacale sulla Cigs per 900 lavoratori di Malpensa ma lo Slai Cobas, maggior sindacato fra gli operai, è stato escluso dalla riunione.

Di tutto ciò non hanno finora dato notizia le varie televisioni, compresa Mediaset, ove solo pochi mesi fa lo Slai Cobas è risultato il primo sindacato nelle elezioni RSU.

14-3-2008

Slai Cobas
Sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi 4 / 80038 Pomigliano D'Arco NA / Tel. 081 8037023
Sede nazionale: Viale Liguria, 49 20143 Milano / Tel. 02 8392117


da: Epolis 10 marzo 2008


Alfa Romeo di Arese:
Sono in arrivo 4 mld € per EXPO 2015. E allora,

PARTITI, ISTITUZIONI E SINDACATI
dopo aver chiuso due occhi su migliaia di licenziamenti e sul dilagare del precariato
FANNO CAMPAGNA ELETTORALE AD ARESE

La Fiat, dopo aver comprato gratis l’Alfa Romeo vent’anni fa, dopo averla “venduta” nel 2000 e dopo aver licenziato solo ad Arese 18.000 lavoratori, è di nuovo rientrata alla grande su quest’area di 2milioni e 300mila mq:

  • Luigi Arnaudo, fino a ieri e per 30 anni braccio destro degli Agnelli all’IFIL, è ora presidente di Immobiliare Estate sei, la società di Brunelli proprietaria del grosso dell’area;

  • I palazzi del CT e del CD sono ritornati FIAT a tutti gli effetti, e quest’ultimo sarà trasformato in mega albergo per l’Expo e vi arriverà il prolungamento del Metro dalla Fiera di Rho-Pero;

  • La Fiat, sempre assente gli scorsi anni ai tavoli regionali, è ora di casa da Formigoni e da Penati;

  • La Fiat ha chiesto di far parte del nuovo accordo di programma sull’area.

LICENZIATI I CASSINTEGRATI IN BARBA AGLI ACCORDI !

Nei giorni scorsi la Fiat ha licenziato gli ultimi 68 cassintegrati ( 53 dei quali dello Slai Cobas, compresi i nostri tre delegati RSU Carmen Tassone, Mario Ricciardi e Massimo Vinci, 1 della CUB e i restanti 14 della Fiom o non iscritti), mentre altri 16 cassintegrati sono stati ripresi dalla Fiat al posto di altri 16 lavoratori che lavoravano e che hanno chiesto la mobilità.
La Fiat ha ancora ad Arese circa 1000 lavoratori : 420 lavoratori Fiat Auto, circa 250 di Fiat Powertrain, circa 300 al call center Fiat, oltre ai lavoratori di altre aziende collegate (Gesco, Delivery, Onama, Sirio, ecc..). E’ VERAMENTE VERGOGNOSO CHE LA FIAT, DOPO AVER PRESO IN 20 ANNI PER ARESE OLTRE 2MILA MLD DI LIRE DI SOLDI PUBBLICI, OGGI LICENZI 68 LAVORATORI.

PADRONI, REGIONE, PROVINCIA e COMUNI
HANNO DISONORATO I LORO IMPEGNI

Gli accordi sindacali, le convenzioni e gli accordi di programma prevedevano per Arese il Polo della mobilità sostenibile e lavoro per i cassintegrati;
l’auto ecologica è stata spostata a Torino, mentre il grosso dei cassintegrati, lasciato scientificamente senza prospettive, lo si è costretto ad accettare fino a 10 anni di mobilità, con un presente e un futuro di miseria;
e gli ultimi 68 licenziati non hanno nemmeno quello: i più fortunati (18 lavoratori) hanno avuto da due ditte dell’area ABP lettere di assunzione (addirittura anche a dicembre 2008 !) con (in barba agli accordi) 45 gg di periodo di prova e un salario di 4mila euro all’anno inferiore a quello Fiat. E per gli altri nulla.

BASTA COL PRECARIATO SULL’AREA DELL’ALFA

Venerdì scorso, in occasione dell’8 marzo, lo Slai Cobas ha organizzato una iniziativa di lotta con i 1000 lavoratori precari, sottopagati e senza diritti, del sito di Arese.
Questi lavoratori precari non hanno neppure la mensa e l’infermeria !
In questi anni, a parte lo Slai Cobas, non solo nessuno ha mosso un dito per far rispettare leggi e accordi sindacali, ma addirittura a settembre scorso la Regione Lombardia, la provincia di Milano e i comuni di Arese, Rho, Garbagnate e Lainate hanno sottoscritto un documento nel quale affermavano che le proprietà dell’area avevano avuto dei buoni motivi per non assumere i cassintegrati dell’Alfa, al contrario di quanto prevedevano gli accordi sindacali firmati in Regione nel 2003.

LO SLAI COBAS CHIEDE:

  • REINTEGRO ALL’ALFA DEI LICENZIATI, LAVORO VERO AL CAP.10 E AL CT, INTEGRAZIONE DEGLI ORGANICI MANCANTI, UN SERIO SVILUPPO INDUSTRIALE E OCCUPAZIONALE SULL’INTERA AREA

Arese, 10-3-2008

Slai Cobas Alfa Romeo


Alfa Romeo:
400 lavoratori precari del sito di Arese
manifestano per richiedere mensa e diritti

Partecipazione oltre ogni previsione dei lavoratori del sito di Arese all’iniziativa di oggi organizzata dallo Slai Cobas per rivendicare il servizio mensa, il servizio infermieristico, l’applicazione della legge 626 e delle norme antinfortunistiche e contratti di lavoro a tempo indeterminato per i 1.000 precari, e l’assunzione degli ex cassintegrati nelle aziende dell’Alfa Romeo.
Oltre 400 precari ed ex cassintegrati hanno autorganizzato il servizio mensa con panini, pizzette e salamelle, denunciando la vergogna del fatto che ad Arese, con l’ombrello delle istituzioni tutte (Regione, provincia, comuni, sviluppo italia) non solo non sono stati ancora onorati gli accordi e le convenzioni per rioccupare i cassintegrati dell’Alfa ma addirittura sono stati assunti solo lavoratori precari (oltre 1.000), sottopagati e senza diritti.

Lo Slai Cobas, dopo il grande successo dell’iniziativa di oggi,

  • ha dato appuntamento a tutti i lavoratori del sito dell’Alfa di Arese e, soprattutto, a tutte le lavoratrici per venerdì 7 marzo (ultimo giorno lavorativo prima dell’8 marzo) per organizzare un’altra grande manifestazione;

  • ha indetto per mercoledì 27 febbraio un’assemblea degli ex cassintegrati.

Arese, 20-2-2008

Slai Cobas


ABP ci prende in giro da 5 anni. E allora ...

APRIAMO NOI LA MENSA


Pestaggio delegati Slai Cobas all’Alfa Romeo di Arese:

SPOSTATO AL TRIBUNALE DI MILANO
IL PROCESSO ALL’AGGRESSORE

Martedì scorso, presso il giudice di pace di Rho, si è svolta la prima udienza del processo penale “per lesioni, minacce e percosse” contro Altieri Angelo, il paramilitare della società “investigativa” DM che il 6 aprile 2007 aggredì alla portineria est dell’Alfa Romeo di Arese quattro delegati dello Slai Cobas, due dei quali (Carmela Tassone e Vincenzo Lilliu) furono ricoverati in ospedale con gravi lesioni.

L’avvocato Mirco Mazzali, difensore di 4 nostri delegati costituitisi come parte civile, ha chiesto al giudice, data la gravità del reato (Carmela aveva avuto ben 60 giorni di prognosi), di spostare il processo al Tribunale penale di Milano.

Il giudice, dopo una breve sospensione, ha accolto la nostra richiesta ed ha mandato le carte al Tribunale di Milano.

Lo Slai Cobas chiede ora una rapida fissazione del processo.

Lo Slai Cobas, venuto a conoscenza dalle carte processuali che l’aggressore ha precedenti per:

  1. “danneggiamento di edifici militari (reclusione mesi 1 giorni 23)”,

  2. “falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici in concorso, perquisizione arbitraria in concorso, furto in concorso, usurpazione di funzioni pubbliche (ritenuta la continuazione tra i reati, reclusione anni 1 mesi 6 multa lire 400.000)”,

  3. “furto (multa di 810.000 lire)”…

ha oggi inviato una comunicazione all’ispettorato del lavoro per sapere se è normale che a presidiare una portineria dell’Alfa Romeo di Arese sia adibito un individuo che ha aggredito dei delegati sindacali e che ha tali precedenti penali.

AD ARESE, DOPO QUELLA INAUDITA AGGRESSIONE CONTRO I DELEGATI DELLO SLAI COBAS, LE ISTITUZIONI SONO SPARITE, I PROPRIETARI DELL’AREA NON HANNO PIU’ ASSUNTO NESSUN CASSINTEGRATO E LA FIAT HA CONTINUATO A “LIBERARE” L’AREA CON I LICENZIAMENTI INCENTIVATI (70.000 EURO A TESTA, OLTRE AI 33.000 EURO A TESTA DATI DA ABP) E L’ENNESIMA MOBILITA’ LUNGA FINO A 10 ANNI.

Ma, nonostante aggressioni e licenziamenti di tutti i tipi, lo Slai Cobas è più che mai ancora presente con diverse centinaia di iscritti sull’area dell’Alfa di Arese, sia tra i 1200 lavoratori della Fiat e delle aziende collegate, sia tra i 1.000 lavoratori delle nuove ditte insediate.
E in questi giorni sta continuando la battaglia per garantire un posto di lavoro all’Alfa per gli ultimi 100 cassintegrati che non hanno accettato di licenziarsi con il megaincentivo di 103.000 euro.

Se offrono tanti soldi, cosa c’è ancora di tanto losco nell’”affare Alfa Romeo” di Arese?

Mercoledì alle ore 10 assemblea retribuita dentro il capannone 10 della FIAT (seguirà altro comunicato).

Alleghiamo il comunicato fatto lo scorso anno subito dopo l’aggressione. (ved. Archivio 2007 del Cobas Alfa Romeo comunicato del 7-4-2007)

Arese, 5 febbraio 2008

Slai Cobas Alfa Romeo


A COSA SI STANNO PREPARANDO FIAT GROUP & COMPANY

  • LA FIAT NON HA MAI ABBANDONATO IL SUO CONTROLLO SUGLI OLTRE 2 MILIONI DI MQ. DELL’AREA DI ARESE.

  • CONTINUA A SVUOTARE I REPARTI ESISTENTI (CAP. 10 E C.T.) MANTENENDO LAVORAZIONI PRECARIE CHE POSSONO SPARIRE CON UN COLPO DI SPUGNA.

  • LE IMMOBILIARI A CUI ILLEGALMENTE HA “CEDUTO” L’AREA NON HANNO FATTO NULLA SU INDUSTRIALIZZAZIONE E OCCUPAZIONE PATTUITI NEGLI ATTI DI VENDITA E RIBADITI NEGLI ACCORDI CON ISTITUZIONI E SINDACATI.

Dal 2003 ben due reparti produttivi e con essi più di mille lavoratori sono stati fatti fuori, nonostante promesse e accordi firmati anche al ministero del lavoro.
Adesso senza colpo ferire e con il silenzio molto sospetto di istituzioni e magistratura pensano di liquidare il tutto con incentivi corposi ai cassintegrati, presi alla fame dopo cinque anni di cassintegrazione.
Nello stesso tempo stanno pensando e adoperandosi a svuotare di lavoro gli ultimi reparti professionali e di servizio che ancora esistono all’alfa Romeo e che sono già stati ridimensionati di circa 100 lavoratori.

IL GIOCO E’ CHIARO:
FUORI TUTTI I CASSINTEGRATI
SEMPRE MENO LAVORO PER CHI RESTA
SPECULAZIONI CONCORRENZIALI TRA FIAT E IMMOBILIARI.

MERCOLEDI 06.02.2008
ASSEMBLEA RETRIBUITA
DI TUTTI I LAVORATORI DEL COMPRENSORIO
PRESSO IL CAP 10 CORRIDOIO CENTRALE

O.D.G.: - REINTEGRO AL LAVORO DEI CASSINTEGRATI RIMASTI.

  • LAVORO VERO AL CAP.10 E C.T.

  • INTEGRAZIONE DEGLI ORGANICI MANCANTI.

  • UN SERIO SVILUPPO INDUSTRIALE E OCCUPAZIONALE SULL’INTERA AREA.

ORARIO:

  • DALLE 10,00 ALLE 11,00 PRIMO TURNO E CENTRALE

  • PER IL SECONDO TURNO - DALLE 15,30 ALLE 16,30 PRESSO IL CDF SPINA EST N 7

Arese 04.02.2008

SLAI COBAS ALFA ROMEO


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