Archivio SLAI Cobas ALFA ROMEO di Arese

[2007]

 

home

rubriche

notizie dai cobas

link ad altri siti

archivio

 

A gennaio stipendio pieno
a tutti i cassintegrati di Arese.
Finalmente qualche speranza
per i lavoratori dell’Alfa Romeo.

Ieri sera, al termine dell’ennesima procedura di licenziamento dei cassintegrati di Arese, la Fiat ha comunicato che fino al 1° febbraio 2008 non procederà con i licenziamenti e che dal 1° al 31 gennaio i cassintegrati saranno pagati con la “retribuzione contrattualmente prevista”.

Ai lavoratori che daranno le dimissioni la Fiat darà un lauto incentivo.

La Fiat propone poi ai sindacati un incontro nell’ultima settimana di gennaio per verificare le collocazioni dei lavoratori sull’area di Arese.

Lo Slai Cobas, che nell’incontro di ieri in Regione Lombardia aveva dichiarato la nullità della procedura di mobilità per gravissime attività antisindacali –penalmente perseguibili- messe in atto dalla Fiat,

  1. esprime soddisfazione per il fatto che a gennaio si dia una normale retribuzione ai cassintegrati, i quali attualmente hanno una busta paga di 470 euro lordi al mese;

  2. chiede che a gennaio si dia a tutti i cassintegrati un posto di lavoro in Fiat o nelle aziende del sito di Arese: i cassintegrati che hanno lottato ininterrottamente per 5 anni preferiscono salvaguardare la propria dignità piuttosto che avere pur lauti incentivi all’esodo;

  3. ribadisce che i 2 milioni e mezzo di mq dell’area di Arese devono rimanere prevalentemente ad uso industriale;

  4. gli 800 lavoratori Fiat rimasti ad Arese, i 300 lavoratori del call center e i 1500 lavoratori (in maggioranza precari) delle altre aziende insediate sull’area, unitamente ai giovani della nostra zona che saranno assunti nei prossimi mesi, devono avere contratti di lavoro a tempo indeterminato e normali diritti, facendola finita con il precariato, il sottosalario e la nuova schiavitù.

Alleghiamo il comunicato dello Slai Cobas consegnato ieri in Regione alla fine della riunione sulla procedura di mobilità con la Fiat.

Arese, 20-12-2007

Slai Cobas


Alfa Romeo di Arese
SSST… SSST… SSST… “IN ARRIVO NUOVI PROGETTI”….

STANNO LAVORANDO PER NOI ….
Oggi al Pirellone summit delle istituzioni su Arese.
Presidio dei cassintegrati
e diffida dello Slai Cobas

Questa mattina una delegazione di oltre un centinaio di cassintegrati dell’Alfa Romeo di Arese ha organizzato un presidio in via Fabio Filzi davanti al Pirellone, ove si è svolta una riunione del Collegio di Vigilanza sull’Accordo di programma per la reindustrializzazione dell’area Fiat-Alfa Romeo di Arese.
Lo Slai Cobas e i cassintegrati hanno incontrato una rappresentanza del Collegio di Vigilanza, alla quale hanno consegnato il documento qui sotto allegato.
Dopo 5 anni di Cigs a 500 euro al mese, i cassintegrati dell’Alfa Romeo di Arese gridano giustizia!!

Sull’Alfa Romeo di Arese, sia che si definisca EX o NON,continuano a riversarsi progetti e speculazioni che vedono uniti -anche se con interessi diversi- la Fiat, gli ulteriori proprietari (ABP –ESTATE SEI) e di Cconverso le varie istituzioni responsabili di accordi e obbligazioni mai attuate e mai fatte rispettare.

In questo scenario a cielo aperto, e su cui la magistratura è entrata parzialmente nel merito, tutto rimane momentaneamente nascosto sotto la cenere, sia a danno dei lavoratori sottoposti a continue ingiustizie sia a danno di un impianto produttivo che continua a registrare continue dismissioni.

Chi invece rimane indisturbata è la proprietà, sia venditrice che acquirente, la quale in assenza di qualsiasi censura continua a fare i propri porci comodi e sta solo pensando a come conciliare i propri interessi fregandosene degli obblighi industriali/occupazionali.

Intanto dalle istituzioni, che nulla hanno fatto per far rispettare quanto già concordato negli scorsi anni, si avanzano nuovi progetti mirati più ad expo 2015 che a progetti seri di rioccupazione dei lavoratori in Cigs.
IN ATTESA che qualcuno decida di far rispettare le leggi e gli accordi, nel mentre voi istituzioni continuate solo a parlare, vi ricordiamo che lo Slai Cobas, in qualità di sindacato, e i cassintegrati dell’Alfa Romeo di Arese pur se pagati con una misera integrazione salariale di 500 euro al mese, non si arrendono e continuano a rivendicare il diritto al posto di lavoro nel sito Alfa Romeo di Arese, oltre al rispetto di tutti gli accordi e obbligazioni sull’area.

E’ ORA CHE LE ISTITUZIONI BATTANO UN COLPO

BASTA SPECULAZIONI
BASTA PAROLE
LAVORO AD ARESE

Arese 06.12.2007

SLAI COBAS ALFA ROMEO


ALFA ROMEO di ARESE:
Condannata la FIAT per attività antisindacale.
IL TRIBUNALE di MILANO ORDINA IL REINTEGRO
dei DELEGATI SLAI COBAS Amura e De Feo.

Il giudice del Tribunale di Milano dott.ssa Eleonora Porcelli
> “dichiara antisindacale il comportamento di Fiat Powertrain consistito nell’apertura di una procedura di riduzione del personale relativamente allo stabilimento meccanica di Arese;
> “annulla il licenziamento intimato ai lavoratori Amura Vincenzo e De Feo Alfredo;
> “ordina alla convenuta di reintegrare i suddetti lavoratori nel posto di lavoro, di corrispondere loro le retribuzioni globali di fatto dal licenziamento alla reintegrazione e di provvedere al versamento dei relativi contributi previdenziali e assistenziali;
> “dichiara esecutivo il presente decreto”.
Il ricorso legale ex art 28 è stato fatto dallo Slai Cobas con l’avv. Mirco Rizzoglio.

Vincenzo Amura e Alfredo De Feo sono stati licenziati in tronco due mesi fa perché non hanno accettato di andare in mobilità incentivata, come previsto da un accordo firmato da Fim-Fiom-Uilm-Fismic ma non dallo Slai Cobas.

Secondo il giudice “la procedura di mobilità relativa allo stabilimento meccanica di Arese ed, in particolare, la collocazione in mobilità dei lavoratori Amura e De Feo” è “in contrasto con l’accordo sindacale del 27-9-2006” sottoscritto anche dallo Slai Cobas; questo accordo prevedeva il rientro ad Arese e all’Iveco di Pregnana di tutti i cassintegrati della meccanica.

Non solo. Secondo il giudice la procedura di mobilità è “antisindacale anche sotto il profilo della violazione delle norme che regolano la procedura medesima ed in particolare che regolano gli obblighi di comunicazione” alle organizzazioni sindacali.

FIAT E MARCHIONNE licenziano ad Arese
per speculare sull’area con i soldi dello Stato.

La Fiat, per far posto alla speculazione, sta costantemente falcidiando gli 800 lavoratori rimasti ad Arese e tutti i padroni dell’area (complici le istituzioni) sono coalizzati contro lo Slai Cobas perché cerca di dare diritti e difendere la dignità dei 1500 lavoratori precari di tutto il sito.
La Fiat nel 1986 ha avuto di fatto in regalo l’Alfa Romeo; e solo per Arese in 20 anni ha avuto circa 1.000 miliardi di finanziamenti pubblici per … chiudere la fabbrica!

Anzi, la Fiat ha fatto finta di andarsene da Arese:

  • nel 2000 ha venduto a se stessa (!) e poi a bresciani, Brunelli e americani i 2milioni e 350mila mq dell’area dell’Alfa Romeo di Arese;

  • ora magicamente un suo uomo, Luigi Arnaudo, ex braccio destro degli Agnelli all’IFIL e alla Rinascente, è a capo della società proprietaria dell’area (Imm. Estate sei).

  • e il nuovo piano delle istituzioni su Arese, in barba agli accordi sindacali del 2003 e al Polo della mobilità sostenibile, prevede l’Expo 2015, con i palazzi impiegatizi -di proprietà Fiat- trasformati in grandi alberghi, e apposita fermata della metropolitana di Milano.

Miliardi di euro per licenziare e chiudere stabilimenti!

  • oggi la Fiat vuole dallo Stato 700 milioni euro per non chiudere Termini Imerese;

  • per Melfi solo negli anni ’90 la Fiat ha avuto dallo Stato 3.100 mld di lire; ora i giovani operai di Melfi, resi invalidi a migliaia per il lavoro in catena, per la Fiat sono già da buttare;

  • Fiat per Pomigliano ha avuto dallo Stato 2,5 mld euro; ora, dopo aver fatto migliaia di invalidi, vuole spostare a Cassino e all’estero le produzioni Alfa;

  • Miliardi di lire e di euro a palate alla Fiat per Mirafiori, Cassino, Sevel, Modena, Pratola, ecc..
    Così, grazie ai soldi dello Stato, Marchionne viene premiato come miglior manager d’Europa, ha uno stipendio come quello di mille operai ed è osannato da partiti, sindacati ed istituzioni.

ATTIVITA’ ANTISINDACALE ED ILLECITA

In barba alle convenzioni e agli accordi sindacali che prevedono la ricollocazione dei lavoratori sull’area di Arese, in questi giorni il dirigente del personale Fiat di Marchionne ad Arese, in concorso con gli americani di ABP, cerca di far licenziare i restanti 152 cassintegrati con attività gravemente illecita ed antisindacale.

BASTA CON LA COMPLICITA’ DELLE ISTITUZIONI
Lavoro ad Arese per tutti i cassintegrati!

Lo Slai Cobas, dopo il reintegro dei due delegati licenziati, chiede alle istituzioni (che da mesi discutono dell’area dell’Alfa in Prefettura nel “Tavolo per Milano” con Prodi, Letta, Bersani, Penati, Formigoni e Moratti) di garantire il rispetto degli accordi, dando lavoro a tutti nella Fiat e nell’area dell’Alfa Romeo.

NO AI LICENZIAMENTI

E ora la Fiat reintegri subito anche Luigi Cravero, il nostro compagno licenziato a Termoli, e tutti gli altri lavoratori e delegati licenziati a Pomigliano e Melfi !

Arese, 3-12-2007

SLAI COBAS


BASTA SPECULAZIONI
LAVORO AD ARESE !

Per la Fiat ed il suo Amministratore Delegato “MARCHIONNE”, Arese resta cancellata dalla cartina geografica delle produzioni Fiat.
Da anni si parla delle prestigiose affermazioni dell’Alfa Romeo di Arese senza però dire che:

  • ad Arese tutte le produzioni, sia di carrozzeria che motoristiche, sono state distrutte e le ultime officine al capannone 10 vivono di sussistenza, con la stessa progettazione e sperimentazione di carrozzeria e motoristica che viene portata altrove, con continui e selvaggi spostamenti di lavoratori a Torino, Balocco e Modena;

  • alla stessa Pomigliano la Fiat, dopo aver sfruttato i lavoratori, causando anche moltissimi invalidi, e dopo aver incassato anche lì una caterva di finanziamenti pubblici, si prepara a ridimensionare drasticamente anche l’altro storico stabilimento Alfa Romeo.

Di Marchionne la grande stampa sia di destra che di sinistra dice che sta salvando i destini della Fiat ma nulla dice che tutto viene fatto sulle spalle dello Stato e dei lavoratori italiani chiudendo gli stabilimenti in Italia spostando le produzioni all’estero.
E tutti tacciono sui recenti licenziamenti politici di delegati e attivisti Slai Cobas ad Arese, che fanno seguito ai licenziamenti politici a Termoli, Pomigliano e Melfi.

All’Alfa Romeo di Arese l’illuminata dirigenza Marchionne, che in Fiat comanda dal 2004, ha licenziato, con il gentile concorso dello Stato, circa 700 lavoratori Alfa solo negli ultimi 3 anni, e ora non vuole neppure reintegrare 152 lavoratori in cassa integrazione che dal 2002 vivono di una misera cassaintegrazione (attualmente uno schifo di 480 euro al mese).
E il call center, che al centro direzionale di Arese un anno fa occupava oltre 900 lavoratori, ora è stato spostato dalla Fiat al Centro Tecnico (200 addetti), con il taglio di altri 700 lavoratori per far posto a un mega albergo finanziato dall’Expo 2015.
E da Arese di fatto scompare definitivamente anche lo stesso marchio Alfa Romeo.

PERCHE’ ARRIVA AD ARESE MARCHIONNE?

L’Alfa di Arese continua ad essere per la Fiat, nonostante le macerie fatte, una miniera di AFFARI:

  • AFFARI per averla avuta gratis dallo Stato e distruggerla poi solo per non darla alla concorrenza;

  • AFFARI per aver avuto da Stato, Regione e UE oltre 1000 miliardi di lire solo per Arese per sbarazzarsi dei lavoratori (Cigs, mobilità, prepensionamenti) e per far finta di rilanciare e ammodernare le produzioni (finanziamenti per auto elettrica, Vamia, idrogeno, ecc..);

  • AFFARI per vendere l’area ad americani, bresciani e Brunelli, con la truffa ai danni dei lavoratori (non rioccupati, in spregio a accordi e impegni presi con il Craa, la Regione, la provincia e i comuni);

  • AFFARI per riprendersela: oggi la Fiat è direttamente proprietaria del Centro Tecnico e del Centro Direzionale, e un suo dirigente di primo piano, Luigi Arnaudo, fino a ieri nel comitato esecutivo dell’IFIL-FIAT, è presidente della società di Brunelli (Imm. Estate sei) proprietaria del grosso dell’area dell’Alfa.

LA FIAT SI PREPARA A SUCCHIARE ALTRI MILIONI DI FINANZIAMENTI CHE LE ISTITUZIONI ITALIANE ED INTERNAZIONALI STANNO STANZIANDO PER EXPO 2015.
E oggi, dopo che Formigoni ha preso in giro per 5 anni i lavoratori di Arese con accordi non onorati sul Polo della Mobilità sostenibile, e dopo che sono stati licenziati con i soldi dello Stato il grosso dei cassintegrati, sono stati per incanto stanziati dal ministro Bersani (G.U. n. 224 del 26-9-2007) 43 milioni di euro per Arese che dovevano servire a rioccupare tutti i cassintegrati dell’Alfa.

MERCOLEDI PRESIDIO DEI CASSINTEGRATI ALLA PORTINERIA CENTRALE

I lavoratori dell’Alfa e lo Slai Cobas chiedono alla Fiat e a Marchionne:

  1. reintegro di tutti i cassintegrati e dei delegati e attivisti licenziati;

  2. produzioni di auto e motori Alfa Romeo e di auto ecologiche ad Arese;

  3. lavoro sicuro (e non residuale tipo concessionaria) per tutti i lavoratori del centro stile, della progettazione, della sperimentazione e della Fiat Powertrain;

  4. mantenimento della destinazione ad uso industriale di tutta l’area;

  5. No al ridimensionamento e alla chiusura dell’Alfa Sud e degli altri stabilimenti;

  6. No al precariato in Fiat e consistenti aumenti salariali (gli utili Fiat sono sempre più stratosferici così come gli stipendi dei dirigenti).

Arese, 23-10-2007

Slai Cobas Alfa Romeo


ALFA ROMEO di ARESE

LA FIAT LICENZIA TUTTI I DELEGATI
E GLI ATTIVISTI DELLO SLAI COBAS

2-10-2007


PARTECIPATE!
Alfa Romeo - Arese

Diritti ai lavoratori migranti
= diritti a tutti quanti !

Domenica 9 settembre, ore 9.30 – 12.30
presso il capannone occupato
all'Alfa Romeo di Arese

ASSEMBLEA PUBBLICA

dei lavoratori ITALIANI e CINESI con:
Mario Agostinelli, Basilio Rizzo, Franco Calamida, Iose Dioli (Ortomercato), associazioni lavor. migranti,
delegati Fiat e aziende del sito dell’Alfa di Arese

PRIME ADESIONI: Centro sociale Vittoria; Antonio Carlo, docente sociologia Università di Fusciano-Salerno; Collegamenti internazionalisti (Comitato di lotta internazionalista di Torino; Corrispondenze metropolitane; GCR; Pagine Marxiste ; Red Link); Lavoratori e studenti dello Spazio Popolare La Forgia di Bagnolo Cremasco (CR); Centro di Iniziativa Proletaria "G. Tagarelli" di Sesto San Giovanni (MI).

Dopo due mesi di lotta i 100 lavoratori di una delle cooperative operanti all'Alfa Romeo di Arese nella società Caris (trattamento e cernita di rifiuti di carta e plastica), quasi tutti lavoratori migranti e in grande maggioranza cinesi, hanno ottenuto un significativo risultato con la firma, da parte dello Slai Cobas, di un accordo che prevede:

  • Stipendio base minimo di 1.000 euro netti (invece di 750 euro);

  • Cinque settimane di ferie e riconoscimento di 13 festività;

  • Una tantum di 800 euro

  • Maggiorazioni sui turni disagiati;

  • Garanzia del pagamento delle 40 ore settimanali (prima potevano essere lasciati a casa senza salario);

  • Impegno a contrattare nei prossimi mesi l'applicazione di un vero contratto di lavoro;

  • Riconoscimento dei delegati e delle assemblee retribuite.

AD ARESE, CON IL CONCORSO DELLE ISTITUZIONI,
I LAVORATORI DELL’ALFA SONO STATI SOSTITUITI
COL PRECARIATO E IL SUPERSFRUTTAMENTO:

Ricostruiamo con la lotta l’unità della classe operaia !

LAVORO STABILE - SALARIO - DIRITTI

Slai Cobas

Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
Sede Alfa Romeo-Arese: tel/fax 02/44428529 - 3333368603
Sede nazionale: Viale Liguria 49, 20143 Milano, tel.fax 02/8392117 - 3400021679, @mail: slaimilano@slaicobasmilano.org http://www.slaicobasmilano.org
Sede legale: Via Masseria Crispi 4, 80038 Pomigliano d’Arco (Na), tel.fax: 081/8037023 - 3683600543, @mail: cobasslai@fastwebnet.it http://www.slai-cobas.org


Alfa Romeo - Arese
Firmato l'accordo con la cooperativa della Caris:

250 EURO AL MESE DI AUMENTO
E DIRITTI PER I CINESI

Dopo due mesi di lotta i 100 lavoratori della cooperativa operante all'Alfa Romeo di Arese nella società Caris (trattamento e cernita di rifiuti di carta e plastica), quasi tutti lavoratori migranti e in grande maggioranza cinesi, hanno ottenuto un significativo risultato con la firma, da parte dello Slai Cobas, di un accordo che prevede:

  1. Stipendio base minimo di 1.000 euro netti (invece di 750 euro);

  2. Riconoscimento di 13 festività nazionali ( prima lavoravano senza maggiorazioni il 1 Maggio, 25 aprile, 2 giugno ecc. ecc. e se rimanevano a casa venivano messi in ferie)

  3. Maggiorazioni fino al 50 % sui turni disagiati (notte, eventuali festivi ecc.)

  4. Una tantum di 800 euro come arretrati;

  5. Cinque settimane di ferie ( prima ne avevano 4 )

  6. Garanzia del pagamento delle 40 ore settimanali (sinora, a discrezione della cooperativa, potevano essere lasciati a casa senza salario);

  7. Impegno a contrattare nei prossimi mesi l'applicazione di un vero contratto di lavoro.

  8. Riconoscimento dei delegati e delle assemblee retribuite.

  9. Pagamento all’Inps da parte della cooperativa dei contributi arretrati (differenza tra contributi co.co.pro. e quelli normali).

L'accordo è stato firmato dalle cooperative italiane L'Arciere, C.L.A. (ex sub appalto) e cooperativa Servizi e Lavoro (nuovo sub appalto).

Diritti ai lavoratori migranti
= diritti a tutti quanti !

Domenica 9 settembre, presso il capannone occupato
all'Alfa Romeo di Arese
ASSEMBLEA PUBBLICA
dei lavoratori MIGRANTI–CINESI–ITALIANI

LAVORO STABILE - SALARIO - DIRITTI

Slai Cobas


Alfa Romeo di Arese:

L'Aig Lincoln usava la Kroll
(agenzia investigativa USA),
discuteva se pagare tangenti
e i proprietari dell'area vendevano a se stessi ?!

Lo Slai Cobas chiede la continuazione delle indagini penali.

Venti giorni fa il PM di Milano dott. Claudio Gittardi ha chiesto al Gip l'archiviazione del procedimento penale sorto in seguito all'esposto denuncia sulla tangentopoli di Arese presentato nel 2004 dallo Slai Cobas e da 350 cassintegrati dell'Alfa Romeo di Arese.
Secondo il PM Gittardi non c'è la prova di reati penali, però scrive nero su bianco che dalle sue indagini risultano incontestabili i diritti dei lavoratori che sono stati pesantemente penalizzati da 10 anni per il mancato rispetto degli accordi sulla reindustrializzazione dell'area dell'Alfa e hanno il pieno diritto di essere risarciti civilmente.
Ma civilmente, proprio in questi giorni, il Tribunale di Milano si è rifiutato addirittura di acquisire la schiacciante documentazione raccolta dal PM dott. Gittardi, documentazione che conferma ripetutamente gli obblighi occupazionali della Fiat e dei proprietari dell'area.
Così in queste settimane la Fiat, di concerto con i padroni dell'area, facendosi forte di alcune sentenze del Tribunale civile, sta cercando di licenziare tutti i cassintegrati con incentivi e con la mobilità, gentilmente concessale dai sindacati confederali, e contestualmente chiede ai cassintegrati di firmare la rinuncia ad ogni contenzioso riguardo ai 5 anni di Cigs.

I cassintegrati dell'Alfa e lo Slai Cobas hanno chiesto 10 giorni fa -tramite i loro legali M. Mazzali e M. Rizzoglio- al Gip del Tribunale di Milano di disporre la continuazione delle indagini;
ora, dopo la lettura delle 6.000 pagine degli atti del PM Gittardi, hanno dato mandato di presentare - a supporto della richiesta - un'ulteriore memoria su queste questioni:

PROPRIETA' DELL'AREA.

  1. Dalle carte risulta che tutta l'area dell'Alfa (oltre 2 milioni di mq), ad eccezione dei due palazzi impiegatizi del Centro Tecnico e del Centro Direzionale, è stata venduta dalla Fiat il 27-7-2000 a Immobiliare Estate sei (amm. unico l'on. Riccardo Conti, già braccio destro di Buttiglione) per 300 miliardi di lire.
    Immobiliare Estate sei è controllata per il 50% da Marco Brunelli (Finiper) e per il 50% dai bresciani (2,5% on. Riccardo Conti e 47,5% Nazionale Fiduciaria della Hopa di Gnutti e poi della Banca Valori - Popolare di Lodi).

  2. Il 14-11-2000 gli americani dell'Aig Lincoln hanno firmato una lettera di intenti con Immobiliare Estate sei e il 7 marzo 2001, attraverso società lussemburghesi, e costituito una società (70% Aig Lincoln Western europe e 30% Immobiliare Estate 2000) che successivamente prenderà il nome di ABP, la quale sborsa 150 miliardi di lire per 650mila mq dell'area.
    Il Cda di ABP avrà 2 membri di Aig Lincoln e 1 di Estate sei, le delibere del cda saranno a maggioranza per l'ordinaria amministrazione ed “all'unanimità per quanto concerne gli atti di straordinaria amministrazione (ivi inclusi l'acquisto e la cessione di immobili e la costituzione di diritti reali di godimento e garanzia sugli stessi)”. E c'è il “diritto di prelazione sull'acquisto delle quote/azioni a favore di ciascuna delle parti in caso di cessione”.

  3. Nel 2001 Marco Brunelli compra da se stesso, per 50 miliardi di lire, 170mila mq (aveva appena comprato come socio principale di Immobiliare Estate sei oltre 2milioni di mq a 300 miliardi di lire);
    COME MAI? FORSE QUALCUNO E' UN PRESTANOME?

  4. Nel marzo 2002 Rino Gambari (industriale bresciano, cda Fineco, e nel cda della Serenissima con il presidente della provincia di Milano Filippo Penati) e Nazionale Fiduciaria di Brescia comprano da se stessi (Gambari è socio di Immobiliare Estate sei) con 20,6 milioni di euro il fabbricato 10, ove è in affitto la Fiat fino al 2011) e potranno rivenderlo quando la Fiat se ne andrà. COME MAI?

  5. Nel 2006 ABP, che aveva comprato a 100 euro al mq, ha venduto due capannoni a Conserva a oltre 800 euro al mq e ora sta vendendo ai cinesi di via Paolo Sarpi a 1.100/1.200 euro al mq.

Chiediamo di indagare ulteriormente sulla proprietà dell'area e sulla eventuale presenza di prestanomi.
Come mai l'on. Riccardo Conti, quando nel 2004 incontrò lo Slai Cobas e i cassintegrati, disse il falso affermando che il suo socio era un impreditore del settore alberghiero?
Che ruolo hanno avuto in Nazionale fiduciaria Emilio Gnutti, Giancarlo Fiorani e Giovanni Consorte?
Che ruolo ha avuto Giorgio Gnutti, industriale bresciano, controllante il 98% del capitale della Duema immobiliare che il 17 maggio 2005 ha stipulato con l'on. Conti un preliminare di compravendita di 94 milioni di euro sui ¾ dell'area di Estate sei?
Perché sia Aig Lincoln che Immobiliare Estate sei controllano l’area di Arese con società lussemburghesi?
Chiediamo di indagare anche sul ruolo di Luigi Arnaudo, attuale presidente di Immobiliare Estate sei e fino a 2 anni fa nel comitato esecutivo della IFIL (FIAT):
Arnaudo, a 80 anni, da alto dirigente Fiat, è diventato improvvisamente, oltre che presidente di Immobiliare Estate sei, anche vicepresidente della FINIPER, la finanziaria di Brunelli, e presidente o vice presidente di tutte le principali società dello stesso Brunelli.

IMPEGNI OCCUPAZIONALI

  1. Negli ultimi 2 anni il Tribunale del lavoro di Milano ha respinto tutti i ricorsi dei cassintegrati e dello Slai Cobas che chiedevano alla Fiat, ad ABP e ad Immobiliare Estate sei il rispetto degli impegni occupazionali.
    Il 25 giugno 2007, ad esempio, il giudice Monica Vitali ha depositato una sentenza affermando che “Immobiliare Estate Sei Spa .... non ha mai assunto alcun impegno di ricollocazione del personale di Fiat Auto Spa”.
    Le carte della Procura di Milano smentiscono chiaramente questa tesi.
    Infatti nel Preliminare di compravendita del 27-7-2000 tra Fiat e Immobiliare Estate sei, quest'ultima subentra “per intero in tutti gli impegni di Fiat Auto, attivi e passivi, nei rapporti con il CRAA, ivi compreso quello relativo alla assunzione dei 544 operai ex Fiat Auto di Arese ...”.
    E nel JOINT VENTURE AGREEMENT del 7 marzo 2001 tra Aig Lincoln Western Europe e Immobiliare Estate sei c'è l'impegno di Aig Lincoln ad assumere 2 lavoratori della Fiat per ogni 1000 mq dell'area acquistata : “ARTICLE 10. Obligations under the Instruments. ... two workers for each 1,000 square meters of <superficie lorda di pavimento>...”.
    La stessa ABP il 15 maggio 2003, vendendo una porzione di area alla società CARIS, impegna la stessa Caris “a rispettare ed a osservare e a fare rispettare da suoi eventuali aventi causa ... l'impegno di assumere due dipendenti ogni mille mq. di superficie ... su esuberi Alfa Romeo”.
    E il presidente di ABP Miles Jones George, interrogato al Palazzo di Giustizia il 13 luglio 2005 dal PM Gittardi, afferma che “per quanto riguarda gli obblighi di assunzione dei lavoratori ne abbiamo parlato con Conti proponendogli di farsi carico integralmente dei costi relativi a tali assunzioni nel caso ci vengano richieste e alla fine ci siamo accordati nel senso che ove si realizzi tale condizione detrarremo i costi relativi dagli utili di spettanza al Conti”.

Quando la Fiat nel 1994 ha deciso di ridimensionare (andarsene) la sua presenza ad Arese, il governo e gli enti locali hanno istituito il CRAA (Consorzio di reindustrializzazione) e il Consorzio VAMIA (Veicoli a basso impatto ambientale).
A fronte di ingenti finanziamenti pubblici e innumerevoli agevolazioni di carattere urbanistico ed edilizio, fu messo -su una parte dell'area- un vincolo occupazionale come corrispettivo dei vantaggi predetti.
Non rispettare tale vincolo, usufruire dei vantaggi delle convenzioni pubbliche e vendere a società immobiliari, come ha fatto la Fiat, invece che reindustrializzare, come prescrivevano le convenzioni stesse, NON E' REATO?

LE ISTITUZIONI

  1. Perchè il CRAA, la Regione, la Provincia e i 4 comuni sui quali sorge lo stabilimento dell'Alfa di Arese hanno permesso la vendita a società immobiliari, in contrasto con gli obblighi di reindustrializzazione previsti da accordi di programma e convenzioni?

  2. Gli accordi di programma e le convenzioni, in cambio di assunzioni (2 ogni 1000 mq) mai fatte, hanno dato il via libera alla spesa da parte delle istituzioni di centinaia di milioni di euro per valorizzare l'area dell'Alfa con opere pubbliche (stradali, ecc..); e le proprietà hanno dato decine di milioni di euro ai comuni per ristrutturare edifici pubblici, piste ciclabili, ecc.. E' tutto regolare? O ci si dimentica che lo scopo primario era quello di mantenere e sviluppare l'occupazione?

  3. Perchè, in contrasto con quanto previsto dalle convenzioni, le istituzioni hanno permesso l'insediamento di aziende senza che queste assumessero i cassintegrati dell'Alfa?

  4. Perchè hanno permesso l'insediamento di aziende di rifiuti, in contrasto con quanto previsto dagli accordi di programma e dal CRAA?

  5. Non è reato il fatto che ancora oggi le istituzioni, invece di garantire le assunzioni dei cassintegrati, stiano sponsorizzando la vendita di 100.000 mq ai commercianti cinesi di via Paolo Sarpi facendo finta che non ci sia l'obbligo occupazionale per gli acquirenti?

  6. Non è reato avere commissionato da parte della Regione progetti per fare grattacieli e centri commerciali invece di applicare e di garantire l'applicazione degli accordi di programma e della reindustrializzazione?

  7. Che fine hanno fatto i 6 milioni di euro stanziati dalla Regione per i corsi professionali ai cassintegrati dell'Alfa Romeo?

  8. La finanziaria del 2005 ha stanziato per l'Alfa di Arese 108 milioni di euro per il Polo della Mobilità sostenibile ad Arese. Perchè non sono stati usati? Dove sono finiti?
    La finanziaria del 2006 ha stanziato per Arese 68 milioni di euro. Perchè non sono stati usati? Dove sono finiti?

  9. E' credibile che la Fiat abbia speso per Arese centinaia di milioni di euro per un'auto elettrica mai vista?

  10. Il CRAA, che aveva nel Cda rappresentanti della Fiat, dei comuni, della provincia, di Finlombarda, ecc.., non ha collocato nessun cassintegrato in 10 anni ma, solo per il 1997, aveva un badget di spese burocratiche di funzionamento annuale di 2 miliardi e 189 milioni di lire.
    Dove sono finiti tutti questi miliardi, con i cassintegrati che facevano la fame?

USO DELLA KROLL E IPOTESI DI TANGENTI

  1. Il 20 aprile 2005, su ordine del PM Claudio Gittardi, la Guardia di Finanza perquisisce i locali di ABP e sequestra alcuni appunti in inglese di Miles Jones George, presidente del Cda della stessa ABP.
    La Guardia di Finanza nel suo rapporto del 30 maggio 2005 scrive:
    “Per quanto di interesse si riporta la frase riportata sull'ultima pagina dei fogli elencati ...: <<Abbiamo due possibilità di aiutare i politici, quindi dare un incentivo affinchè ci aiutano:
    no 1. Pagarli, si 2. Risolvere un problema per loro. Archivio della Regione. Per questo devono trovare un'ubicazione>>.
    Miles Jones George, interrogato al Palazzo di Giustizia il 13 luglio 2005, afferma che “effettivamente ad un certo punto si è parlato della possibilità di destinare l'area, non ricordo se totalmente o in parte, all'archivio della Regione”, e “non ricordo in questo momento in che contesto e da parte di chi si sia parlato di archivio regionale”, e “non sono arrivate a quanto so a miei collaboratori richieste di denaro o altra utilità da parte di pubblici ufficiali collegati ad atti pubblici nel corso del procedimento amministrativo nell'area di Arese. Non mi sono giunte richieste di tal genere neppure direttamente”.

  2. Miles Jones George, nello stesso interrogatorio del 13 luglio 2005, afferma al PM Gittardi:
    “Mi vengono mostrati due memorandum della società KROLL rinvenuti nel corso della perquisizione presso ABP”.
    “Effettivamente vennero da me commissionati nel corso del 2003 quando cominciammo ad incontrare alcune serie difficoltà nel mandare avanti il nostro progetto sull'area CRAA”.
    “I sindacati facevano opposizione e scoraggiavano eventuali interessi di altre società per l'affitto o l'acquisizione degli immobili ...”.
    “Su disposizione di JOFF RUTISHAUSER, vice presidente di AIG Global Real Estate, mi venne chiesto di svolgere accertamenti che poi vennero commissionati alla società Kroll”.
    Questi accertamenti, secondo Miles Jones George, riguardavano gli assetti proprietari di Immobiliare Estate sei.

  3. Su un foglio manoscritto di Miles Jones George tradotto dalla Guardia di Finanza si parla anche di “informazioni provenienti da Carr fornite a giornalista investigativo autonomo”. “Ponendo tra l'altro informazioni tra i personaggi di potere mediante precise domande”.
    “Il nostro PR ha iniziato una serie di articoli positive in merito al nostro investimento, perchè abbiamo tanti problemi. (Lo stiamo eseguendo questo con AIG. N1 di Berlino 1)”. “Giornalista autonomo deve essere meno diretto”.

Il presidente di ABP, che un anno fa si è dimesso ed è tornato negli USA, sapeva benissimo che in realtà i sindacati insistevano solo per mantenere l'occupazione, e conosceva benissimo gli azionisti di Immobiliare Estate sei, dato che ha trattato l'acquisto di parte dell'area di Arese ed è in società con loro, e dato che lo stesso Slai Cobas, senza bisogno della KROLL, ha svelato negli scorsi anni i nomi di chi (Brunelli, Gambari, ecc..) si celava dietro lo schermo delle fiduciarie.

Lo Slai Cobas ritiene molto inquietante questo uso della discussa società investigativa USA, recentemente coinvolta da La Stampa per un dossier su D'Alema, e chiede di approfondire le indagini; ciò anche alla luce del recente uso da parte di ABP di un'altra società investigativa come guardiania alla portineria est dell'Alfa, ove tre mesi fa alcuni nostri delegati sindacali hanno subito una gravissima aggressione.

Per quanto riguarda “pagare sì” e “pagare no”, lo Slai Cobas chiede di approfondire le indagini, data la gravità del fatto che emerge addirittura documentalmente tra le carte del presidente di ABP.

ESPOSTO-DENUNCIA DEL 30-11-2006

Il 30-11-2006 centinaia di cassintegrati hanno presentato al PM Gittardi una integrazione all'esposto penale da loro presentato nel 2004 alla Procura di Milano. Lo Slai Cobas chiede notizie riguardo a questo atto, dato che non risulta tra la documentazione sottoposta al PM dott. Gittardi.

Per tutti i motivi sopraesposti lo Slai Cobas chiede il proseguimento delle indagini iniziate nel 2004 dal PM dott. Claudio Gittardi e l’unificazione di queste indagini con l’integrazione all’esposto del 2004 presentata il 30-11-2006 e con le denuncie per l’aggressione contro i delegati dello Slai Cobas avvenuta tre mesi fa ad Arese.

Arese, 11-7-2007

Slai Cobas


Alfa Romeo di Arese

Firmato l'accordo con la cooperativa della Caris:
250 EURO AL MESE DI AUMENTO
E 800 EURO DI ARRETRATI

Dopo due mesi di lotta i 100 lavoratori della cooperativa operante all'Alfa Romeo di Arese nella società Caris (trattamento e cernita di rifiuti di carta e plastica), quasi tutti lavoratori migranti e in grande maggioranza cinesi, hanno ottenuto un significativo risultato con la firma, da parte dello Slai Cobas, di un accordo che prevede:

1. Stipendio base minimo di 1.000 euro netti (invece degli attuali 750 euro);
2. Riconoscimento di 13 festività nazionali ( prima lavoravano normalmente senza maggiorazioni il 1 Maggio, 25 aprile, 2 giugno ecc. ecc. e se rimanevano a casa venivano messi in ferie)
3. Maggiorazioni fino al 50 % sui turni disagiati ( notte, eventuali festivi ecc. ecc.)
4. Una tantum di 800 euro come arretrati;
5. 5 settimane di ferie; ( prima ne avevano 4 )
6. Garanzia del pagamento delle 40 ore settimanali (sinora, a discrezione della cooperativa, potevano essere lasciati a casa senza salario);
7. Impegno a contrattare l'applicazione di un vero contratto di lavoro.
8. Riconoscimento dei delegati e delle assemblee retribuite.
9. Sistemazione dei contributi arretrati con pagamento all´Inps da parte della cooperativa della differenza tra contributi co.co.pro. e contributi normali.

L'accordo è stato firmato dalla cooperativa L'Arciere, dalla cooperativa C.L.A. (ex sub appalto) e dalla cooperativa Servizi e Lavoro (nuovo sub appalto dal 1-7-2007).

Arese, 6 luglio 2007

Slai Cobas Alfa Romeo


COMUNICATO STAMPA

ALFA ROMEO DI ARESE

ANCHE LA “GIUSTIZIA” SI PIEGA
AI GROSSI INTERESSI PRIVATI E PUBBLICI

Giovedì 05/07/07 ore 10.00
Piazza San Babila
manifestazione con corteo
fino al tribunale di Milano.

Ore 11.00 conferenza stampa presso la sala stampa del tribunale in corso di Porta Vittoria.

Mentre la Fiat dà una mano ai proprietari delle aree di Arese (Aig Lincoln,Estate Sei) per liberarsi degli ultimi cassintegrati, altri 170 lavoratori dell’Alfa saranno messi in mobilità e licenziati.

Qualsiasi prospettiva lavorativa e di reimpiego prevista dagli accordi è stata volutamente tolta per consentire e continuare le speculazioni dei proprietari su un area di 2 milioni di metri quadrati, con il silenzio delle istituzioni, garanti degli accordi sottoscritti.

Ricordiamo che, a distanza di sette anni dalla vendita dell’area ad AIG LINCOLN ed ESTATE SEI, gli obblighi occupazionali da parte dei nuovi proprietari non sono stati rispettati tranne i regali che le amministrazioni di Arese, Garbagnate, Lainate e Rho aspettano di incassare (penali per circa 25 miliardi di lire perché non sono stati assunti 550 cassintegrati) una volta fatti fuori i lavoratori.
Tutto ciò da già un’idea del perché le amministrazioni pubbliche se ne sono fregate dal costringere le proprietà al rispetto degli accordi firmati anche in Regione.

Cosa dire poi delle varie proposte avanzate dalla provincia di Milano sull’interporto, su Expo 2015 , del master plan presentato dall’assessore regionale Cattaneo su edificazioni di villette, centri commerciali ed altro, per poi finire con l’insediamento di uno scalo merci di 100.000 mq per i Cinesi?

Quello che non capiamo è come mai il Tribunale penale, dopo che centinaia di lavoratori e lo Slai Cobas hanno presentato alla Procura della Repubblica diversi esposti surrogati da prove schiaccianti sui finanziamenti pubblici e sulle speculazioni avvenute nell’area della (ex) più grossa fabbrica della Lombardia, adesso archivia tutto senza un colpevole, e senza rendere giustizia ai lavoratori che da 5 anni sono in Cigs aspettando un posto di lavoro.
Quello che non capiamo è come mai i giudici del lavoro di fronte a decine di cause intentate dallo Slai Cobas hanno solo dato torto ai lavoratori che chiedevano di veder rispettati gli accordi.

In televisione tutti i giorni sentiamo parlare dal centro destra di toghe “rosse”, peccato che della vicenda di Arese e delle cause dei lavoratori non battano un colpo! rendendo finalmente loro giustizia.
Da diversi anni l’unica cosa di “rosso” per i lavoratori è la vergogna delle sentenze o delle archiviazioni che devono subire sia penalmente che civilmente.

Arese, 4-7-2007

Slai Cobas


Alfa Romeo di Arese
VERGOGNOSA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI RHO:
10 centesimi di euro di multa alla FIAT
per non aver reintegrato 1.023 cassintegrati.
Basta con questo schifo !!
GIOVEDI 5 LUGLIO
PROTESTA DEI CASSINTEGRATI
AL TRIBUNALE DI MILANO

Oggi il tribunale di Rho ha concesso alla FIAT di pagare allo Stato un'oblazione di 103 euro (0,10 centesimi a cassintegrato) per non aver ottemperato, nel luglio 2003, all'ordinanza del giudice del lavoro di Milano che -su istanza dello Slai Cobas e della Fiom- intimava alla Fiat di riassumere i 1.023 cassintegrati dell'Alfa Romeo e di riportare ad Arese le produzioni spostate a Torino.
Allora la Fiat, in spregio alla sentenza, distrusse con le ruspe le catene di montaggio, pagò a stipendio pieno per un mese i cassintegrati e li rimise immediatamente in Cigs.

Due anni fa la Procura di Milano ha rinviato a giudizio l'allora amministratore delegato di Fiat Auto Giancarlo Boschetti per non aver ottemperato alla sentenza, e il processo è iniziato a Rho lo scorso anno con la richiesta di costituzione come parte civile da parte dello Slai Cobas e di 300 cassintegrati.
Il giudice di Rho qualche mese fa ha accettato la costituzione a parte civile sia dello Slai Cobas che dei 300 cassintegrati ma, un mese fa, quando si doveva concludere il dibattimento, la Fiat ha chiesto di poter pagare un'oblazione per chiudere la vicenda.

Oggi l'avvocato dello Slai Cobas e dei lavoratori Mirco Rizzoglio si è opposto alla richiesta dell'oblazione facendo presente che i lavoratori e lo Slai Cobas, al quale sono iscritti la maggioranza dei cassintegrati, hanno avuto un gravissimo danno, non certamente sanato dal fatto che, per il solo 2003, con cause civili, i cassintegrati hanno avuto un parziale indennizzo, senza essere reintegrati.

Il giudice del Tribunale di Rho ha alla fine oggi emesso un'ordinanza con la quale concede a Giancarlo Boschetti di chiudere il procedimento se entro il 10 luglio farà un'oblazione totale di 103 euro al Tribunale (0,10 centesimi di euro a cassintegrato).
I cassintegrati, i legali dei lavoratori e lo Slai Cobas non avranno una lira nemmeno per le spese processuali.
D’ora in poi i padroni che violano la legge e lo statuto dei lavoratori possono stare tranquilli: tutto può essere sanato, come ha deciso il Tribunale di Rho, con 10 centesimi di euro!
A questo processo non si è costituita parte civile la Fiom-Cgil, il cui ex segretario provinciale Zipponi non si è neppure presentato come teste nonostante la convocazione del Pubblico Ministero.

Giovedì mattina i cassintegrati porteranno una forte protesta presso il Tribunale di Milano:
nei giorni scorsi anche la Procura di Milano ha chiesto l'archiviazione delle nostre denunce penali sulla tangentopoli dell'Alfa di Arese, con il PM Gittardi che dice di non avere le prove di reati ma che i lavoratori sono stati truffati e hanno diritto a un risarcimento in sede civile. E questo mentre i giudici del lavoro sentenziano che i cassintegrati non hanno il diritto di lavorare ad Arese, e i sindacati confederali firmano con la Fiat l'espulsione di tutti i cassintegrati con la mobilità.

PERCHE’ QUESTE CLAMOROSE IMPUNITA’ NELLA TANGENTOPOLI DI ARESE?
I CASSINTEGRATI CONTINUANO LA LOTTA PER IL RISPETTO DEI PIU’ ELEMENTARI DIRITTI: LAVORO SUBITO AD ARESE!

Arese, 2-7-2007

Slai Cobas


Da: IL GIORNO, 21-6-2007

Slai Cobas sul polo di Arese:
"Non accettiamo archiviazioni".

Si continui a indagare sulla mancata reindustrializzazione

di ROBERTA RAMPINI

ARESE

VERRÀ depositata lunedì prossimo da parte degli avvocati dello Slai Cobas un'istanza per chiedere al gip del Tribunale di Milano di continuare le indagini sulla "sporca storia dell'Alfa Romeo di Arese". -

All'indomani della richiesta di archiviazione presentata dal pm Claudio Gittardi nell'ambito dell'inchiesta sulla mancata reindustrializzazione dell'area ex Alfa Romeo nonostante i cospicui fondi europei e regionali messi a disposizione, il sindacato di base prepara una nuova memoria. Altro che "destino segnato" dello stabilimento di Arese e dei suoi lavoratori, come recita il fascicolo di venti pagine depositato dal pm milanese. Altro che impossibilità ad individuare i responsabili della mancata riconversione industriale.

Secondo il rappresentante sindacale dei Cobas, Corrado Delle Donne, ci sono tutti gli elementi per dimostrare che la Fiat non ha rispettato gli accordi sottoscritti al Ministero, per esempio nell'ambito della produzione Vamia (veicoli a basso impatto ambientale), che sull'area ci sono state speculazioni immobiliari, che le nuove proprietà non hanno rispettato l'obbligo di occupazione nei confronti dei cassintegrati.

"NEL CRAA c'erano anche i rappresentanti dei Comuni e della Provincia, non è possibile che non vi siano responsabilità da parte delle istituzioni - aggiuge il sindacalista - non è possibile che il pm non dica nulla sugli assetti societari delle nuove proprietà. Non intendiamoaccettare un'archiviazione della vicenda".



Ma l'esposto-denuncia non è l'unico che impegna avvocati e cassintegrati.

Il Tribunale di Rho, dopo aver ascoltato gli avvocati nel dibattimento di martedì pomeriggio, ha fissato per il 2 luglio la prossima udienza nell'ambito del processo penale contro Giancarlo Boschetti. Il numero uno del colosso automobilistico torinese, era amministratore delegato di Fiat Auto quando il 26 luglio 2003, il giudice Atanasio, nell' ambito di una causa ex art. 28 dello Slai Cobas e della Fiom per attività antisindacale, intimò alla Fiat di riportare ad Arese i macchinari spostati a Torino, di riprendere l'attività produttiva all'Alfa Romeo e di riammettere al lavoro tutti i cassintegrati. La Fiat, invece di rispettare la sentenza, distrusse con le ruspe le linee di produzione e di montaggio, lasciando i lavoratori sulla strada. Trecento lavoratori e il Cobas ammessi come parte civile per i danni subiti ora attendono giustizia.


Da: La Repubblica, 20-6-2007

Arese, il pm apre alle cause di rimborso.

'Riconversione fallita per scelte poco coerenti' - Niente reato di truffa però per Fiat e Craa

ORIANA LISO

MILANO - Un «destino segnato» da scelte «poco coerenti e discutibili» quello della storica area dell' Alfa Romeo ad Arese e dei suoi lavoratori, messi in mobilità, cassintegrati, disillusi dopo il «fallimento dell' ipotesi di riconversione industriale». Erano stati loro, due anni fa, a far partire l' inchiesta per truffa contro la Fiat e il Craa, il consorzio per la reindustrializzazione dell' area, creato da Fiat, Comuni della zona, Provincia di Milano e soggetti privati, per assicurare il lavoro agli ex lavoratori in esubero. Nei giorni scorsi il pm Claudio Gittardi ha presentato richiesta di archiviazione, perché non ci sarebbe il profilo della responsabilità penale, precisando però che lavoratori e sindacati potrebbero promuovere una causa civile per i risarcimenti. Quel fallimento, scrive il pm, è «dovuto a una pluralità di condizioni economiche e produttive oggettive e connesse al rallentamento della produzione industriale tradizionale, ma anche alle decisioni del gruppo nell' individuazione degli acquirenti delle aree, alle inerzie e alle scelte a dir poco superficiali da parte del Craa che hanno fatto sì che il consorzio rimanesse per un decennio, sino alla messa in liquidazione, in un limbo di sostanziale inattività, con ruoli e poteri assolutamente ambigui e confusi oltre che con strumenti finanziari di fatto non utilizzati». Commenta un legale dei lavoratori ex Alfa: «Più che una archiviazione è una approfondita accusa contro chi ha fatto sì che le promesse di occupazione agli operai andassero eluse».


Da: Corriere della Sera, 20-6-2007

La Procura archivia
«Non c'è stata truffa sul caso Fiat Arese».
«Furono violati gli accordi. Fatti di rilievo civile verso i lavoratori»

Va in archivio penalmente (non c'è reato), ma non storicamente e sindacalmente, l'inchiesta sulle iniziative Fiat per l'Alfa Romeo di Arese 1994/2004. Il pm Claudio Gittardi ha chiesto l'archiviazione concludendo che i vari «protocolli hanno consentito alla Fiat di ridurre il personale di Arese, usufruire degli ammortizzatori sociali, acquisire titolo per contributi e finanziamenti, e ottenere l'impegno pubblico per la riconversione dell'area Craa». Dal 2000 sono partite «iniziative che indicano una precisa volontà di dismissione dell'area in favore di società non svolgente attività produttiva» ma immobiliare. Solo che «tale "non coerenza" rispetto ai contenuti dell'accordo di programma» non è reato di truffa, perché «gli elementi non sono idonei a provare in giudizio una preordinata volontà fraudolenta da parte dei responsabili del gruppo Fiat nell'esposizione delle condizioni per l'erogazione dei finanziamenti».
Invece può essere «una violazione di rilievo civile e contrattuale quanto ai rapporti con i singoli lavoratori e le organizzazioni sindacali, o fatto di rilievo amministrativo rispetto ad atti convenzionali con soggetti pubblici». Il vero affare? L'hanno fatto (anche qui senza truffa) le immobiliari, acquirenti delle ex aree Fiat «a prezzi "calmierati" per effetto dell'accordo di programma».

lferrarella@corriere.it


Alfa Romeo di Arese
Cooperativa C.L.A.

SCIOPERO
di 3 ore per turno
di tutti i lavoratori

GIOVEDI 7 GIUGNO 2007

1° turno ore 9.00 - 12.00
2° turno ore 14.00 - 17.00
turno di notte ultime 3 ore

CHIEDIAMO IL RISPETTO DEI NOSTRI DIRITTI
UNA BUSTA PAGA NORMALE
IL PAGAMENTO DEGLI ARRETRATI

Arese, 5-6-2007

SLAI COBAS
L'ASSEMBLEA DEI LAVORATORI DELLA COOPERATIVA C.L.A.


Da: La Repubblica, 27-5-2007

Sono in cento e lavorano per una cooperativa.
L'azienda di fronte all'agitazione li ha sostituiti con senegalesi

Primo sciopero dei lavoratori cinesi

Turni di 16 ore e paghe irrisorie, storica protesta proprio a Arese

Via Sarpi: tutto fermo in attesa dei prossimi incontri

ORIANA LISO

A Chinatown c'è attesa per le decisioni sul trasferimento delle attività all'ingrosso nell'area ex Alfa di Arese. Ma lì, negli spazi dell'ex polo dell'auto, i cinesi ci sono già, e sono sul piede di guerra. Sono i dipendenti di una cooperativa che si occupa del trattamento dei rifiuti speciali. In sciopero, ieri e oggi, per reclamare un trattamento migliore: un salario che non sia di cinque euro lordi all'ora, come è oggi, condizioni di lavoro e igienico-sanitarie decenti. Lo sciopero è stato organizzato dallo Slai Cobas dell'Alfa Romeo, e già la settimana scorsa aveva portato i circa cento lavoratori della cooperativa Cla (che opera in subappalto nella società Caris, che si occupa di trattamento e cernita di plastica e carta) a incrociare le braccia per due giorni.
Ora il copione si replica: «Dopo un incontro inconcludente con i responsabili della Cla - spiega Corrado Delle Donne, rappresentante dei Cobas di Arese - abbiamo deciso di proclamare un nuovo sciopero. Siamo anche intenzionati, lunedì, a fare una denuncia formale all'Ispettorato e alla Direzione provinciale del lavoro». Ma cosa chiedono i lavoratori della cooperativa - a maggioranza appunto cinese, residenti proprio in zona Sarpi e da poco tutti iscritti allo Slai Cobas - ai loro datori di lavoro? «Lavorano per cinque euro lordi l'ora, compresa la notte, in straordinario (pagato solo in parte) il sabato e la domenica, con doppi turni fino a 16 ore consecutive e una busta paga irregolare» denuncia il sindacato. Un altro capitolo, che aveva anche portato in dicembre a una perquisizione dell'Ispettorato del lavoro, sono le condizioni igienico sanitarie: «Niente mensa, i bagni sono un immondezzaio, gli spogliatoi sono in comune», continua la denuncia dei cobas. «Per tutta risposta la proprietà ha fatto lavorare, durante lo sciopero dei cinesi, 28 lavoratori senegalesi di un'altra cooperativa», accusa ancora Delle Donne.
Finora i cinesi erano rimasti in silenzio anche davanti ai carabinieri dell'Ispettorato. Ma le ultime riunioni con i colleghi italiani (con tanto di interpreti per comprendersi meglio) hanno modificato il loro atteggiamento e la loro voglia di veder rispettati i propri diritti. Ora si aspetta lunedì per vedere come reagirà la Caris allo sciopero.
Intanto è attesa anche per i cinesi di via Sarpi. Venerdì hanno presentato il lungo documento al vice sindaco De Corato con le loro richieste per trasferirsi lontano da Chinatown. «I prossimi dieci giorni saranno decisivi», ammette Angelo Ou, portavoce dei commercianti, riferendosi agli incontri previsti al Pirellone la settimana prossima.

---------------------------------------

Sono i cento dipendenti di una cooperativa in sciopero:
"Trattati da schiavi"

Ad Arese i cinesi ci sono già

I cinesi di via Paolo Sarpi aspettano di capire se il destino del loro commercio sarà nell'area dell'ex Alfa di Arese. Ma molti loro connazionali - un centinaio, residenti anche loro nella Chinatown milanese - all'Alfa ci sono già. Senza diritti e trattati come schiavi, denuncia lo Slai Cobas: tanto che ieri e oggi, per la seconda volta in due settimane, hanno incrociato le braccia contro la cooperativa per cui lavorano. Uno sciopero per ottenere condizioni contrattuali e igieniche migliori che avrà una coda la settimana prossima, con un esposto del sindacato all'Ispettorato del lavoro.


Alfa di Arese: 100 lavoratori cinesi in sciopero oggi e domani.
Grave attività antisindacale del padrone

I 100 lavoratori della cooperativa C.L.A. operante all’Alfa Romeo di Arese nella società Caris (trattamento e cernita di rifiuti speciali), quasi tutti lavoratori migranti e in grande maggioranza cinesi abitanti in zona Paolo Sarpi a Milano, hanno aderito al 100% a uno sciopero proclamato per oggi e domani dallo Slai Cobas.

Questi lavoratori:
lavorano su tre turni, compresa la notte, dal lunedì al venerdì, a 5 euro lordi all'ora; lavorano in straordinario il sabato e la domenica; fanno molto spesso doppio turno (16 ore) e alcuni hanno anche fatto 24 ore di seguito; hanno una busta paga del tutto irregolare; gli straordinari sono pagati solo in parte e come “diaria”; non hanno la mensa; gli spogliatoi (uno ogni due persone) e i bagni sono un immondezzaio; hanno (teoricamente) uno pseudo contratto nazionale UNCI (firmato dalla CISAL) che ha salari e diritti inferiori agli altri contratti; ecc.. ecc..

NEI GIORNI SCORSI I LAVORATORI HANNO DETTO BASTA E SI SONO ORGANIZZATI NELLO SLAI COBAS.

Ieri pomeriggio, dopo un incontro inconcludente con la proprietà, i lavoratori hanno deciso all'unanimità lo sciopero per sabato e domenica.
Per tutta risposta, in modo del tutto illegale, la proprietà ha oggi fatto lavorare 28 lavoratori senegalesi di un'altra cooperativa dell'Arcere (Vercelli).

BASTA CON LA SCHIAVITU' !!
Vogliamo salario e condizioni di lavoro e normative dignitose per tutti i lavoratori.

Lavoro subito ad Arese per i cassintegrati dell'Alfa e DIRITTI PER TUTTI!!

Arese, 26-5-2007

Slai Cobas Alfa Romeo


Università Bocconi: Marchionne fa lezione agli studenti come fare i licenziamenti.

Questa mattina una delegazione di 50 cassintegrati dell'Alfa Romeo di Arese ha fatto un presidio di protesta davanti all'università Bocconi di Milano, ove era presente ad un convegno l'amm. delegato della Fiat Sergio Marchionne.

I cassintegrati e lo Slai Cobas hanno protestato contro il licenziamento, avvenuto due giorni fa, di 355 cassintegrati dell'Alfa Romeo di Arese.
Marchionne, il quale si è rifiutato di incontrare i lavoratori, ha dichiarato oggi alla Bocconi che "Fiat sta assumendo dappertutto, stiamo assumendo per le macchine movimento terra, per i trattori, per i motori. C'e' un impegno a 360 gradi per assumere gente in Italia e lo stiamo facendo".
<<In merito alle proteste degli ex dipendenti Alfa Romeo di Arese nei pressi della sede del convegno, Marchionne ha dichiarato che "e' un problema che risale a molti anni prima del mio arrivo. Non credo ci sia una base per giustificare la posizione che hanno preso">>.

MA I LICENZIAMENTI NON NON SONO DI MOLTI ANNI PRIMA, PERCHE' LI HA FATTI LUI SOLO L'ALTRO IERI.
E Marchionne è nel consiglio di amministrazione della Fiat dal 2003.

Il “miglior manager d'Europa”licenzia 355 cassintegrati dell'Alfa e nessuno -neanche nelle istituzioni- gliene chiede conto nonostante la Fiat, negli ultimi 20 anni, dopo aver avuto in regalo l'Alfa Romeo, abbia avuto a sbafo dallo Stato solo per Arese 2.000 miliardi di lire di finanziamenti pubblici!

E solo sei mesi fa un alto dirigente Fiat, Luigi Arnaudo, ex presidente della Rinascente ed ex comitato esecutivo del Cda di Ifil/Fiat, è stato nominato presidente della società proprietaria di tutta l'area dei 2milioni e 300mila mq dell'Alfa Romeo di Arese, area “venduta” ? nel 2000 dalla Fiat attraverso due società gestite da dirigenti della tangentopoli Fiat.

MERCOLEDI prossimo i cassintegrati dell'Alfa faranno una manifestazione alla Procura della Repubblica di Milano per chiedere giustizia.

Arese, 11-5-2007

Slai Cobas Alfa Romeo


Comunicato Stampa

Oggi pomeriggio la FIAT ha comunicato alle RSU dell'Alfa Romeo di Arese l'apertura della procedura di mobilità (licenziamento) per 355 cassintegrati dell'Alfa.

Sono messi in mobilità tutti i 322 lavoratori della carrozzeria; per questi lavoratori era appena stato concordato ad aprile dalla Fiat e dai sindacati confederali la Cigs per 200 fino a fine anno e per i restanti fino al 30 settembre.
Sono pure messi in mobilità 33 cassintegrati su 46 della meccanica; per tutti questi lavoratori sei mesi fa è stato firmato un accordo tra Fiat e tutti i sindacati dell'Alfa che prevede il reintegro di tutti ad Arese o a Rho (Iveco) entro il 4 ottobre prossimo.

Per rispondere a questa gravissima provocazione della Fiat è convocata dallo Slai Cobas per domattina alle ore 9.00 l'assemblea di tutti i cassintegrati.

La Fiat da un lato licenzia tutti i cassintegrati, dall'altro è tornata a comandare su tutta l'area di Arese attraverso i suoi uomini:
LUIGI ARNAUDO, ex amministratore dell'IFIL-FIAT ed ex presidente della Rinascente, è ora presidente di Immobiliare Estate sei, proprietaria dei tre quarti dell'area di Arese e socia di Aig Lincoln nella proprietà del restante quarto.

E le istituzioni lasciano fare la Fiat.

Arese, 8-5-2007

Slai Cobas Alfa Romeo


Da: La Repubblica, 26-4-2007

Salta la cassa integrazione
Torna la tensione ad Arese

Da ottobre stop al contributo mensile per 124 dipendenti su 324: finiranno in mobilità lunga o licenziati

Davide Carlucci

Addio al progetto auto a idrogeno, si farà a Torino. Il centrosinistra: "Fallito il rilancio, la Regione ha ceduto agli interessi immobiliari"
Molte le aziende in fuga o mai arrivate come la spagnola Liquidbiogas

Lì sarebbe dovuta nascere l'auto a idrogeno. La via lombarda alla "mobilità sostenibile" avrebbe trovato in quell'area, un tempo popolata dalle migliaia di lavoratori dell'Alfa Romeo, il suo laboratorio. Da Arese sarebbe arrivata la salvezza per i polmoni degli abitanti di una delle regioni più inquinate d'Europa. E invece, in quel posto ora ci sono per lo più i cumuli di macerie dei capannoni disintegrati, operai cinesi che selezionano immondizia da riciclare, un pugno di aziende che si occupano di logistica e i cassintegrati che un giorno sì e un giorno no protestano. Da tempo aspettano un rilancio dell'area e invece proprio in questi giorni hanno ricevuto dalla Fiat le lettere che per 124 di loro - su 324 - non ci sarà più cassa integrazione a partire dal primo ottobre: la prospettiva, per loro, è la mobilità lunga o il licenziamento. Sviluppo Arese, la società di Sviluppo Italia che doveva mettere a punto l'auto ecologica, ha comunicato alla Regione che i soldi sono finiti e perciò molti dei progetti previsti salteranno. Anche l'assessore regionale alle infrastrutture, Raffaele Cattaneo, ammette di essere preoccupato: «A fine settembre scadono i termini dell'accordo di programma. Ma la colpa non è della Regione, noi abbiamo rispettato tutti gli impegni. È dalla Provincia e dai Comuni che non arriva una proposta alternativa alla nostra».
Ma ad Arese si gioca la credibilità di un governatore, Roberto Formigoni, che sulla riconversione dell'area in polo dei trasporti ecologici ha più volte scommesso in convegni e incontri pubblici. Il centro ricerche Fiat sta progettando l'auto ibrida a idrometano, ma sarà prodotta a Torino. A Milano, invece, l'opposizione in regione presenterà, il 20 maggio, un libro bianco per denunciare tutti i flop del "polo della mobilità sostenibile" di Arese. «L'accordo del 2003, che prevedeva il reimpiego dei lavoratori per quel progetto, è stato tradito», attacca Mario Agostinelli, consigliere di Rifondazione nonché chimico-fisico dell'Enea. Lui stesso coordinò un gruppo di lavoro sotto la responsabilità di Carlo Rubbia per la realizzazione di un progetto molto apprezzato anche da Jeremy Rifkin, il guru dell'idrogeno. «Fu consegnato alla Regione nel 2005 ma da allora è rimasto nel cassetto». Non è l'unico caso. A novembre fu annunciato come imminente l'insediamento della spagnola Liquidbiogas ma tutto è ancora in alto mare. Molte altre aziende si sono volatilizzate. Eppure, a quell'area sono stati destinati fiumi di investimenti pubblici: una vicenda sulla quale sta facendo luce il pm Claudio Gittardi, oggi alla Dda. Al suo fascicolo s'è aggiunta a dicembre una nuova denuncia, inviata dai sindacati Cobas di Arese, nella quale si parla di corsi di formazione finanziati dalla Regione avviati e mai terminati, di un lungo elenco di aziende, dalla Marcegaglia alla Tvr, che secondo gli accordi avrebbe dovuto già iniziare a produrre e invece non ha ancora messo piede nell'area. Le aziende che invece ci sono già (ma non nell'area destinata alla mobilità sostenibile) come Pirelli Ambiente e la Solari di Paolo Berlusconi avrebbero invece «violato tutti gli accordi in merito all'obbligo di assunzioni dei cassintegrati». Per i Cobas e per l'opposizione in consiglio regionale, è tutto chiaro: il polo della mobilità sostenibile, in realtà, è una balla. «La Regione vuole solo favorire le speculazioni immobiliari, facendo nascere centri commerciali e villette a schiera».
Cattaneo, invece, continua a crederci, nel polo della mobilità. Ma ammette: «È vero, i problemi ci sono. Da un lato le lentezze di Sviluppo Italia, dall'altro le defezioni di molte aziende che avevano annunciato il loro arrivo. Forse, però, non hanno trovato il clima sindacale favorevole...».


MANIFESTAZIONE ALFA NEL 2002 A MALPENSA:
“Assolti perché il fatto non sussiste”


La Fiat comunica il licenziamento
di 124 cassintegrati dell’Alfa Romeo

La Fiat ha inviato una lettera ai 324 cassintegrati della carrozzeria dell’Alfa Romeo di Arese nella quale comunica che

  1. tutti i 324 sono in Cassa Integrazione fino al 30 settembre 2007;

  2. dal 1° ottobre 2007 la Cigs riguarderà soltanto 200 lavoratori;

  3. i lavoratori (124) che hanno i requisiti per andare in mobilità (lunga o corta) saranno licenziati dal 1° ottobre 2007 anche se non faranno domanda di mobilità!

Questa lettera di licenziamento fa seguito agli accordi fra Fiat e Fim-Fiom-Uilm siglati a Torino il 18 dicembre scorso e a Roma da Prodi il 19 febbraio 2007, accordi siglati senza le RSU di Arese e senza lo Slai Cobas, che rappresenta l’80% dei cassintegrati.
Dopo questi accordi, il 12 aprile l'Agenzia Regionale per il Lavoro della Lombardia ha convocato la Fiat, lo Slai Cobas e la CUB e, per conoscenza, Fim-Fiom-Uilm. In quella riunione lo Slai Cobas ha chiesto (inutilmente) alla Regione di dichiarare nulla la procedura in quanto veniva solo informato, a cose fatte, il sindacato maggioritario dell’Alfa Romeo.

  • Dopo tre accordi (2003-2004 e 2005) firmati da tutti i sindacati con Formigoni, Penati, sindaci della zona e proprietari dell’area dell’Alfa Romeo per rioccupare i lavoratori ad Arese,

  • Con la Fiat che fa profitti a palate e vuol produrre l’Alfa Romeo in Cina,
    TUTTI LORSIGNORI CERCANO IN OGNI MODO DI SBARAZZARSI DEI CASSINTEGRATI PER POTERE SPECULARE IN MODO INDISTURBATO SUI 2MILIONI E 300MILA MQ DELL’AREA DELL’ALFA DI ARESE.

Lo Slai Cobas fa appello a tutti i lavoratori di Milano, ai compagni, ai delegati, alle forze politiche e sindacali disponibili per contrastare con la mobilitazione e la lotta il tentativo padronale di farci tornare indietro di 40 anni.

Arese, 21-4 2007

Slai Cobas Alfa Romeo


Da: IL GIORNO sabato 14 aprile 2007

ARESE, I CASSINTEGRATI ALFA ACCUSANO
“Sciolto a manganellate un presidio pacifico”.

Proteste e blocco stradale.

I Cobas: “usano la forza ma non ci arrenderemo”

di ROBERTA RAMPINI
----------------------------------
– ARESE –

SONO le nove e venti quando esplode la protesta. “Ci hanno spento i fuochi, la polizia ci ha preso a manganellate come se fossimo dei delinquenti, avevano l’ordine di sgomberare la portineria e lo hanno fatto con calci e pugni”, urla una cassintegrata. Dopo tre ore di presidio davanti a tutte le portinerie, nell’ennesima giornata di mobilitazione dei cassintegrati dell’Alfa Romeo di Arese, la pazienza ha lasciato il posto alla rabbia, la trattativa sindacale alla lotta dura.
L’aggressione di tre delegati sindacali dello Slai Cobas, venerdì scorso, da parte di un addetto alla vigilanza, ha segnato per sempre la lotta delle tute blu aresine.

E COSI’, ieri mattina, il tentativo della polizia di Stato di allontanare i manifestanti dalla portineria est è stato come buttare benzina sul fuoco. Secondo qualcuno è iniziata una vera e propria “caccia all’uomo”: “Usano la forza per liberarsi di noi, ma non ci arrenderemo – spiega Corrado Delle Donne, dello Slai Cobas – è una vergogna, questo sistema a casa mia si chiama istigazione a delinquere. Le istituzioni, il questore e il prefetto che cosa aspettano a intervenire, che accada qualcosa di più grave? Che qualcuno perda la testa?”.

CON IL PASSAPAROLA, in pochi minuti, la notizia degli scontri alla portineria est ha raggiunto i cassintegrati che presidiavano gli altri ingressi dell’area industriale e in pochi minuti, in corteo, tutti i manifestanti si sono dati appuntamento alla rotonda tra via Per Bariana e viale Alfa Romeo, bloccando il traffico. “Siamo esasperati, dopo cinque anni in mezzo alla strada con 450 euro al mese vogliamo un posto di lavoro – spiega un cassintegrato -. Ci hanno preso in giro tutti”.

I CASSINTEGRATI, centocinquanta un tutto, hanno bloccato le strade creando disagi al traffico di tutta la zona. “Chiediamo scusa agli automobilisti, ma se non usiamo questi metodi non ci ascolta più nessuno – spiega Vincenzo Lilliu, dei Cobas -. I proprietari delle aree fanno quello che vogliono senza rispettare gli accordi, le istituzioni stanno zitte e noi che difendiamo il diritto al lavoro veniamo picchiati”.

ALLE DIECI, quando è tornata la calma, alcuni rappresentanti sindacali, al megafono, hanno ricordato i motivi della protesta: “Nonostante le provocazioni e il mancato rispetto degli Accordi siamo sempre stati tranquilli, quella di oggi doveva essere una manifestazione sindacale pacifica, ma se qualcuno usa i manganelli per fermare la nostra lotta, noi alziamo la testa e nei prossimi giorni chiederemo a tutti i lavoratori di Milano di manifestare solidarietà con una grande manifestazione – conclude Delle Donne -. Chiediamo al presidente Formigoni di dire ai lavoratori la verità, di dire se sull’area di Arese vuole fare villette, centri commerciali o il polo dell’auto ecologica. Chiediamo all’Aig Lincoln di rispettare gli accordi che prevedono l’assunzione dei cassintegrati”.


Alfa Romeo di Arese:
NONOSTANTE LE CARICHE DELLA POLIZIA
SCIOPERO RIUSCITO AL 100%
con presidio delle tre portinerie

Oggi ad Arese siamo tornati a 40 anni fa, con le cariche della polizia contro i lavoratori in sciopero!
Dalle 6.00 del mattino i cassintegrati e i lavoratori di tutto il sito di Arese hanno presidiato le tre portinerie (Pesa, Centrale ed Est) fino alle ore 12.00.
Lo sciopero, a partire dai mille lavoratori di Fiat auto e di Fiat Powertrain, ha avuto una adesione totale.
Verso le ore 10.00 la polizia ha caricato i lavoratori alla portineria Est per far entrare alcuni camion; gli scioperanti e i cassintegrati si sono allora diretti a un incrocio stradale per ricongiungersi con i lavoratori presenti alle altre portinerie, ma la polizia li ha rincorsi con i manganelli.
Per protesta contro le cariche della polizia, i lavoratori e i cassintegrati hanno presidiato per un'ora le strade di accesso allo stabilimento dell'Alfa Romeo, poi hanno ripreso il blocco delle portinerie fino alle ore 12.00, come precedentemente programmato.
Le cariche della polizia sono avvenute alla portineria Est, ove anche stamattina era ancora al "lavoro" l'aggressore "paramilitare" che venerdì scorso ha aggredito due delegati dello Slai Cobas.

REGIONE, GOVERNO, PROVINCIA, COMUNI E PARTITI, FANNO FINTA DI NON VEDERE.

I cassintegrati e lo Slai Cobas fanno appello a tutti i lavoratori di Milano, ai compagni e ai democratici:
NON ABBASSIAMO LA TESTA, RIVENDICHIAMO I NOSTRI DIRITTI, ORGANIZZIAMO UNA MOBILITAZIONE CITTADINA STRAORDINARIA PER RESISTERE AI SOPRUSI PADRONALI E DELLE ISTITUZIONI.

Non permettiamo a nessuno di farci tornare indietro di 40 anni!
LOTTIAMO UNITI PER OTTENERE UN POSTO DI LAVORO SICURO E NON PRECARIO NEL SITO DI ARESE.

  1. Un posto di lavoro subito ad Arese per tutti i cassintegrati;

  2. Produzioni Alfa Romeo ad Arese da parte della Fiat;

  3. Auto ecologica e polo della mobilità sostenibile come concordato con Regione, Provincia e Comuni.

  4. Stabilizzazione di tutti i lavoratori precari e sottopagati del sito, garantendo loro salario e diritti.

Arese, 13-4-2007
Tel/fax 02-44428529

Slai Cobas Alfa Romeo


Alleghiamo lettera spedita l'altro ieri dallo Slai Cobas al Prefetto e al Questore di Milano e, per conoscenza, ad alcuni parlamentari, consiglieri regionali e comunali.

Al Prefetto di Milano
Al Questore di Milano

Oggetto: richiesta chiarimenti su situazione Alfa di Arese

Venerdì scorso una persona di una ditta sconosciuta, utilizzata da Aig Lincoln per controllare una portineria di proprietà di Immobiliare Estate sei, ha aggredito e percosso con inaudita violenza alcuni delegati dello Slai Cobas, due dei quali sono stati portati in ospedale con una ambulanza.
Lo Slai Cobas, presente sul posto con diversi delegati e con almeno una decina di iscritti nella vicina sede del consiglio di fabbrica, non ha mosso un dito e, nonostante la gravissima aggressione subita, si è limitato a chiamare la forza pubblica.

Riguardo all'apertura di questa portineria, giovedì scorso lo Slai Cobas aveva presentato un esposto ai CC di Arese e una richiesta di intervento all'ASL di Rho e Garbagnate milanese, all'Ispettorato del lavoro di Milano e ai sindaci di Arese, Garbagnate milanese, Rho e Lainate.

L'aggressore non è stato mai rimosso dalla portineria Est, ove ha aggredito venerdì scorso i nostri delegati e, oltre a venerdì fino alle ore 19.00, è rimasto in servizio anche sabato e i giorni successivi, compresi ieri e oggi, rendendosi protagonista di altre aggressioni verbali sia nei confronti di lavoratori che di giornalisti, "colpevoli" di essersi avvicinati alla portineria.

La permanenza continua di questa persona alla portineria est suona come una provocazione continuata nei nostri confronti. Sembra proprio che qualcuno stia cercando che succeda qualche atto sconsiderato da parte di qualche cassintegrato.

Riguardo all'apertura di detta portineria, nonostante ripetute richieste, non è stata fornita nessuna informazione né allo Slai Cobas né agli altri sindacati, nonostante l'accordo sindacale del 18-2-2003 tra ABP, Immobiliare Estate sei e i cinque sindacati presenti all'Alfa Romeo di Arese, al punto 1 dica:

"Le società, congiuntamente ai titolari delle imprese che intendano avviare nuove attività nelle Aree (Imprese Insediate), forniranno preventivamente ai Sindacati e al Coordinamento delle Rappresentanze Sindacali di Sito Arese (Coordinamento) le informazioni relative a:
· denominazione delle imprese insediate
· titolarità delle imprese o composizione sociale
· attività già svolte dalle imprese insediate ed attività da svolgere sulle Aree
· numero di occupati da impiegare all'inizio dell'attività e presumibile evoluzione occupazionale nei dodici mesi successivi all'insediamento
· contratto collettivo nazionale di lavoro da applicare e tipologie contrattuali
· rapporto tra lavoro diretto e indiretto e metratura occupata".

L'apertura di detta portineria è stata operata su disposizione di ABP e di Aig/Lincoln nonostante la proprietà dell'area e della portineria est sia esclusivamente di Immobiliare Estate sei; e né ABP o Aig/Lincoln né Immobiliare Estate sei hanno comunicato ufficialmente alcunché ai sindacati e ai delegati di sito. Anzi, Aig/Lincoln ha ordinato alla ditta che è stata insediata in portineria est di non rivelare né il suo nominativo né quello dei propri dipendenti.

Facciamo poi presente che dopo l'aggressione di venerdì scorso, avvenuta alle ore 13.30 circa, fino a sera sono arrivati davanti alla portineria est dell'Alfa Romeo numerosi agenti, funzionari e dirigenti della polizia e dei carabinieri i quali, tranne alcune eccezioni, prima ancora di informarsi dell'accaduto solidarizzavano con l'aggressore.
E facciamo altresì presente che sia i responsabili di Aig Lincoln che i dipendenti di questa fantomatica ditta fanno intendere di avere le spalle coperte dalla forza pubblica.
All'Alfa Romeo di Arese è in corso una vertenza sindacale interminabile, con i cassintegrati che, nonostante siano sulla strada da 5 anni, hanno comunque mantenuto la lotta in normali canali sindacali.
Ora, a quanto pare, qualcuno con la provocazione vuol giocare sull'esasperazione dei lavoratori.

Data la gravità dei fatti sopraesposti, chiediamo un Vostro intervento.

Slai Cobas

Arese, 11-4-2007
Per comunicazioni: tel/fax 02-44428529


BASTA SPECULAZIONI
Assunzione dei cassintegrati
Produzioni Alfa Romeo
Diritti per tutti i lavoratori dell’area

Venerdì 13 aprile
SCIOPERO di tutto il sito Alfa Romeo
dalle ore 6.00 ai turni di mensa
con presidio a tutte le portinerie

► AIG, prima assicurazione USA, in barba agli accordi non assume e in cambio di posti di lavoro manda energumeni ad aggredire.
► La Fiat fa il pieno di utili e chiude Arese!
► La Fiat ha venduto l’Alfa ma comanda sempre ad Arese.
► Regione, provincia, comuni, ed Imm. Estate Sei se ne fregano e calpestano gli accordi sul polo dell’auto ecologica.

Nella giornata di venerdì scorso alcuni delegati dello Slai Cobas, che uscivano a piedi dalla portineria Est (area di Immobiliare Estate sei), da 3 giorni aperta e presidiata da individui non meglio identificati appartenenti a una società “segreta” comandata dagli americani di Aig Lincoln, sono stati brutalmente pestati da un energumeno, ancora oggi a piede libero.

2 nostri delegati, Vincenzo Lilliu e Carmela Tassone, per le percosse subite hanno avuto diversi giorni di prognosi.

Tutto ciò è di una gravità inaudita.

Lo Slai Cobas invita tutti i lavoratori del sito ad alzare la testa.

Non permettiamo a nessuno di farci tornare indietro di 40 anni!
LOTTIAMO UNITI PER OTTENERE UN POSTO DI LAVORO SICURO E NON PRECARIO NEL SITO DI ARESE.

  1. Un posto di lavoro subito ad Arese per tutti i cassintegrati;

  2. Produzioni Alfa Romeo ad Arese da parte della Fiat;

  3. Auto ecologica e polo della mobilità sostenibile come concordato con Regione, Provincia e Comuni.

  4. Stabilizzazione di tutti i lavoratori precari e sottopagati del sito, garantendo loro salario e diritti.

Arese, 11-4-2007
Tel/fax 02-44428529

Slai Cobas Alfa Romeo


Comunicato stampa Slai Cobas Alfa Romeo di Arese

IL TRIBUNALE PENALE DI RHO (MI) ACCOGLIE
LA COSTITUZIONE A PARTE CIVILE CONTRO LA FIAT
dello Slai Cobas e di 300 cassintegrati dell’Alfa
Nel luglio 2003 la FIAT distrusse con le ruspe le catene di montaggio anziché applicare la sentenza del giudice Atanasio.

Questa mattina il Tribunale penale di Rho ha emesso un’ordinanza con la quale si accetta la richiesta di costituzione a parte civile dello Slai Cobas e di 300 cassintegrati - assistiti dagli avvocati Mazzali e Rizzoglio - contro l’ex-amministratore delegato di Fiat Auto Giancarlo Boschetti.

Giancarlo Boschetti era amministratore delegato di Fiat Auto quando, il 26 luglio 2003, il giudice Atanasio (causa ex art. 28 dello Slai Cobas e della Fiom per attività antisindacale), con una ordinanza intimò alla Fiat di riportare ad Arese i macchinari spostati a Torino, di riprendere l’attività produttiva all’Alfa Romeo e di riammettere al lavoro tutti i cassintegrati.

La Fiat, invece di rispettare la sentenza, distrusse con le ruspe le linee di produzione e di montaggio, lasciando sino ad oggi i lavoratori sulla strada.

I 300 lavoratori e lo Slai Cobas hanno chiesto al giudice la costituzione di parte civile per i danni subiti dal mancato rispetto dell’ordinanza. Il dibattimento si terrà il prossimo 19 giugno.

VENERDI' MATTINA AD ARESE
SCIOPERO CON PRESIDIO
DI TUTTE LE PORTINERIE
CON ASSEMBLEA PUBBLICA APERTA

DOPO IL PESTAGGIO DI VENERDI’ SCORSO
AI DANNI DEI DELEGATI DELLO SLAI COBAS
VENERDI’ MATTINA AD ARESE
PRESIDIO DI TUTTE LE PORTINERIE
DALLE ORE 6.00 AI TURNI DI MENSA
CON ASSEMBLEA PUBBLICA APERTA AI LAVORATORI,
AI COMPAGNI, AI DEMOCRATICI DI MILANO,
ALLE FORZE SINDACALI E SOCIALI DISPONIBILI.

BASTA CON LA CIGS E I LICENZIAMENTI.
LAVORO SUBITO AD ARESE !

Arese, 10-4-2007

Slai Cobas Alfa Romeo
tel/fax 02-44428529


Alfa Romeo di Arese:
INAUDITA AGGRESSIONE
CONTRO I DELEGATI DELLO SLAI COBAS.
Appello ai lavoratori, ai compagni e ai democratici di Milano

Ieri pomeriggio all’Alfa Romeo di Arese un superdotato “buttafuori”, messo dagli americani dell’Aig Lincoln a guardia della portineria Est dell’Alfa Romeo, ha aggredito con inaudita violenza Vincenzo Lilliu, coordinatore provinciale dello Slai Cobas e responsabile del centro CAAF per le dichiarazioni dei redditi ubicato nel consiglio di fabbrica, e Carmela Tassone, delegata RSU ed RLS dei cassintegrati di Fiat auto, malmenando anche Corrado Delledonne (coordinatore nazionale Slai Cobas e delegato di tutto il sito dell’area di Arese), Massimo Vinci (delegato RSU dei cassintegrati) e Rita Tassone (delegata RSU della RINA, società insediata sull’area dell’Alfa), intervenuti per cercare di calmarlo.
Quando - anche col concorso di un suo collega presente - il “buttafuori” si è fermato, Carmela era accasciata a terra, colpita da violentissimi colpi e calci al corpo e alla testa, e Vincenzo aveva grosse ecchimosi sul viso e in altre parti del corpo.
Fino all’arrivo dei Carabinieri, chiamati dai delegati, l’energumeno ha anche impedito che Carmela fosse accompagnata nella guardiola, nonostante perdesse anche sangue dal naso e dalla bocca.
Vincenzo e Carmela sono poi stati accompagnati all’ospedale, ove sono stati medicati e tenuti in osservazione fino a sera; hanno poi chiesto di essere dimessi (per ora 15gg di prognosi) per evitare di passare Pasqua in ospedale.
Il “buttafuori” è invece rimasto al “lavoro”, non avendo e non lamentando alcun problema fisico; più tardi però qualcuno gli ha consigliato di andare al pronto soccorso e, subito dopo, ha proseguito il “lavoro” alla portineria fino alle 19.

Verso le 13.30 di ieri i delegati dello Slai Cobas hanno percorso i 100 metri che separano i locali del Consiglio di fabbrica dalla portineria Est, superando il cancello di entrata per andare a bere un caffè nel bar di fronte; l’aggressione è avvenuta perché secondo l’energumeno i delegati sindacali, che avevano già oltrepassato il cancello, avrebbero dovuto tornare indietro in quanto non autorizzati a passare di lì.

Questa portineria, la quale è su un’area di proprietà di Immobiliare Estate sei ed è rimasta chiusa per 4 anni, è stata aperta mercoledì scorso dall’Aig Lincoln che ha utilizzato personale di una ditta esterna, pur avendo l’obbligo di assumere i cassintegrati e pur avendo già sul suo sito di Arese la ditta RINA (ex cassintegrati Alfa Romeo) che svolge anche questa attività.
Gli accordi del 2003 tra sindacati e proprietari dell’area di Arese prevedono che i delegati di sito siano preventivamente informati sulle aziende che vogliono insediarsi nell’area:
INVECE, NON SOLO NON SONO STATI INFORMATI I DELEGATI DI SITO, MA L’AIG LINCOLN HA ADDIRITTURA DATO ORDINE A QUESTI GUARDIANI DI NON RIVELARE A NESSUNO IL NOME DELLA LORO DITTA!!
Riguardo alle illegalità e alle irregolarità operate dalle proprietà con l’apertura di questa portineria lo Slai Cobas ha presentato giovedì scorso una denuncia penale ai Carabinieri e alla Procura della Repubblica e un esposto all’ASL, all’Ispettorato del lavoro e ai sindaci dei 4 comuni sui quali è ubicato lo stabilimento dell’Alfa Romeo.

PESTAGGI INVECE DI ASSUNZIONI

L’Aig Lincoln avrebbe dovuto assumere almeno 550 cassintegrati in base agli accordi sindacali del 18-2-2003 ma in questi 4 anni non ha rispettato quanto sottoscritto, assumendo finora solo 75 lavoratori tramite la società RINA dopo centinaia di manifestazioni e decine di blocchi delle portinerie.

Nell’ultimo mese, dopo numerose iniziative di lotta dei cassintegrati, è stato raggiunto un accordo verbale sulle assunzioni tra Aig Lincoln, Slai Cobas e quasi tutti i sindacati di Arese; ma dieci giorni fa, al momento di sottoscrivere definitivamente l’accordo, gli americani hanno fatto marcia indietro e si sono rimangiati l’accordo.
E ieri siamo arrivati addirittura ai pestaggi.

AD ARESE L’AVRANNO VINTA GLI SPECULATORI ?

La Fiat fa miliardi di utili, dice che assume in tutta Italia, ma ad Arese chiude.
La Fiat, dopo averla avuta in regalo dallo Stato 20 anni fa, “vende” l’Alfa nel 2000 ma oggi i suoi uomini comandano sempre ad Arese.
La proprietà ufficiale dell’area è passata in questi anni da Emilio Gnutti a Fiorani e a Brunelli, oltre che agli americani dell’AIG, prima assicurazione Usa che gestisce anche, attraverso UNIONVITA, i fondi pensione (FONCHIM, ecc…).
E quattro mesi fa la Regione Lombardia ha presentato un piano che prevede sull’area Alfa Romeo villette, grattacieli e centri commerciali al posto del Polo della mobilità sostenibile e dell’auto ecologica.

Intanto Fiat, Formigoni, Penati, Moratti, Banca Intesa-Sanpaolo, Sviluppo Italia, Pirelli, Brunelli, Gambari stanno “discutendo” per Arese anche di Expo 2015 e altre speculazioni sull’area.

LORSIGNORI TRAFFICANO SULL’AREA DELL’ALFA ROMEO ……………

……….. MA NESSUNA ISTITUZIONE (Regione, Governo, provincia e comuni) SI PREOCCUPA DI FAR RISPETTARE GLI ACCORDI SINDACALI CHE PREVEDONO LA COLLOCAZIONE NELL’AREA DELL’ALFA DI ARESE DEI CASSINTEGRATI; anzi, sembra che tutti cerchino di evitare in ogni modo che ciò accada.

DOPO 5 ANNI DI LOTTA ININTERROTTA
I CASSINTEGRATI DELL’ALFA NON MOLLANO:

Nei giorni scorsi un centinaio di lavoratori migranti, in maggioranza provenienti dalla Cina, si sono organizzati sindacalmente nel COBAS per rivendicare i loro diritti:
ECCO PERCHE’ LORSIGNORI NON VOGLIONO DAR LAVORO AD ARESE AI CASSINTEGRATI DELL’ALFA;
VOGLIONO SOLO LAVORATORI PRECARI, RICATTABILI E SENZA DIRITTI, E HANNO PAURA CHE I 1000 LAVORATORI SUPERSFRUTTATI CHE LAVORANO PER LORO NELL’AREA CAMMININO A TESTA ALTA!


I cassintegrati dell’Alfa e lo Slai Cobas fanno appello ai lavoratori della zona di Milano, ai delegati sindacali, a tutte le forze politiche e sindacali disponibili per organizzare nei prossimi giorni ad Arese una grande manifestazione unitaria.

LAVORO SUBITO AD ARESE !

Arese, 7-4-2007

Slai Cobas Alfa Romeo


Alfa di Arese: 88 lavoratori migranti
di una cooperativa si iscrivono allo Slai Cobas e rivendicano i loro diritti

88 lavoratori della cooperativa C.L.A. operante all’Alfa Romeo di Arese nella società Caris (trattamento e cernita di rifiuti speciali) si sono tutti iscritti nei giorni scorsi allo Slai Cobas.
Sono quasi tutti lavoratori migranti, provenienti in grande maggioranza dalla Cina.

Il 5 dicembre scorso l’ispettorato del lavoro, con l’ausilio di 100 carabinieri, aveva bloccato e perquisito la Caris per verificare la situazione lavorativa di questa cooperativa.

In questa cooperativa l’orario di lavoro è solitamente di 12/16 ore al giorno, compresi sabato e domenica, la paga di 5 euro lordi all’ora, la mensa inesistente, i bagni una cosa pazzesca, uno spogliatoio ogni due persone, ecc.. ecc..

Un mese fa i capi di questa cooperativa volevano far firmare a tutti i lavoratori le dimissioni dalla cooperativa e la contemporanea iscrizione a un’altra cooperativa, con la diminuzione del già misero stipendio. Ma, grazie all’intervento dei cassintegrati dell’Alfa e dello Slai Cobas, i quali subito protestarono davanti alla Caris, la cooperativa ha fatto retromarcia.

Ora lo Slai Cobas avrà un incontro fra una settimana con la Caris e ha chiesto un incontro urgente con la cooperativa chiedendo salario e condizioni di lavoro e normative dignitose per tutti i lavoratori.

Cassintegrati: esposto ai CC, Asl, Ispettorato del lavoro, sindaci

Questa mattina lo Slai Cobas ha presentato un esposto ai CC di Arese, all’Asl di Rho e di Garbagnate, all’Ispettorato del lavoro di Milano e ai sindaci di Arese, Garbagnate, Rho e Lainate contro Aig Lincoln e Immobiliare Estate sei per la provocazione di ieri quando, in modo del tutto illegale, è stata aperta una nuova portineria utilizzando tra l’altro una ditta esterna invece di assumere i cassintegrati.
Dopo pasqua riprenderanno le iniziative di lotta.

Arese, 5-4-2007

Slai Cobas Alfa Romeo


ALFA di ARESE: invece dei posti di lavoro,
Polizia e Carabinieri in assetto di guerra!

Questa mattina i cassintegrati dell’Alfa Romeo di Arese si sono riuniti in assemblea davanti alla portineria della Pesa dopo gli incontri sindacali dei giorni scorsi con gli americani dell’Aig/Lincoln per concordare le assunzioni dei cassintegrati.

Lo Slai Cobas ha comunicato ai lavoratori che l’Aig Lincoln si è rimangiata quanto era già stato concordato nelle riunioni precedenti, nonostante la disponibilità all’accordo di tutti i sindacati, con la sola eccezione della CUB, rappresentante di 8 dei 324 cassintegrati, la quale insisteva invece – dando così corda al padrone - che non avrebbe firmato nulla se non in Regione Lombardia.

Alla fine dell’assemblea i cassintegrati, all’unanimità, hanno deciso per alzata di mano di inasprire la lotta nei prossimi giorni se entro martedì 17 aprile non si sbloccherà la situazione.

Quando si stava per sciogliere l’assemblea è arrivata la notizia che l’Aig Lincoln aveva appena aperto un’altra portineria (portineria Est) con 15 lavoratori (su tre turni) di una ditta esterna!

A questo punto i cassintegrati, unitamente agli ex cassintegrati della Rina, società di servizi che –tra gli altri- fa anche il lavoro di guardianìa sull’area Aig Lincoln- si sono recati in corteo alla portineria Est ove sono stati accolti da un centinaio di poliziotti e carabinieri, inviati lì a “difesa” degli americani.

Questa nuova portineria è sull’area di Immobiliare Estate sei (Gnutti, Consorte, Fiorani e ora Brunelli-Fiat), e Aig Lincoln ieri sera ha fatto lavori stradali interni senza rispettare nessuna norma di legge e non ha dato comunicazioni di nessun tipo, sia riguardo ai lavori che all’apertura della portineria con la nuova ditta esterna, né ai delegati di sito né alle Rsu.

E QUESTA SERA LA FIAT HA STACCATO IL TELEFONO DELLO SLAI COBAS NELLA SEDE DEI DELEGATI DI SITO IN CONSIGLIO DI FABBRICA

Regione – provincia – comuni – Fiat e Brunelli – padroni americani e bresciani – Pirelli e speculatori di tutti i tipi danno un ulteriore schiaffo ai cassintegrati dell’Alfa, sulla strada da 5 anni …

… E TUTTI TACCIONO

Ma sappiano Lorsignori che i cassintegrati dell’Alfa non chineranno la testa!

E’ ORA CHE PER LA TANGENTOPOLI DI ARESE QUALCUNO FINISCA IN GALERA!

Arese, 4-4-2007

Slai Cobas Alfa Romeo


Da: La Prealpina, 22 marzo 2007

ALFA. Fiom e Cub chiedono di portare tutto in Regione. Slitta a lunedì l'accordo con Aig

ARESE - Niente di sottoscritto. Tutto slitta a lunedì alle 15.
Ieri l'incontro tra Aig Lincoln e i sindacati dell' Alfa Romeo di Arese ha registrato ancora un nulla di fatto. Questa volta non per volontà dell'immobiliare americana, pronta ad assumere i cassintegrati del Biscione in una società di servizi appositamente costituita, ma per l'opposizione di Fiom e Cub.
L'intesa poteva essere sancita, ma i due sindacati chiedono di discutere il tutto in Regione. Il confronto è durato un paio d'ore. I rappresentanti legali di Aig Lincoln hanno letto il testo dell'accordo e lo Slai Cobas ha proposto alcune modifiche. «Speriamo lunedì di por¬re la parola fine - dice Corrado Delle Donne, che guida lo Slai Cobas nella battaglia che ha portato a questo spiraglio risolutivo - Aig conferma assunzioni, sostegno al reddito e incentivazioni per l'uscita». Se la Cisl è pronta ad appoggiare il Cobas, Fiom dice che l'accordo è buono, che non lo vuole boicottare, ma chiede di portarlo in Regione. «Lo sostiene anche la Cub, - dice Delle Donne - che di fatto non rappresenta nessuno: alle elezioni dei delegati, ha avuto 8 voti per i cassintegrati un anno fa. Il fatto che ora boicotti l'accordo co¬stato tanta fatica è vergognoso. Non abbiamo nulla contro la Regione, ben venga il suo ritorno in campo dopo essere sparita da tempo, ma se si può trovare subito una soluzione non vedo perché rinviare. Qui c'è gente che attende da anni. Fiom dice che si deve fare l'accordo per 324 persone e che va discusso al Pirellone. Eppure il 19 febbraio quando con Fim e Uilm ha firmato a Roma un'intesa non ha detto nulla a noi o alla Rsu. Hanno sottoscritto che da settembre i cassintegrati saranno 200: hanno "licenziato" 124 persone che dovrebbero andare in mobilità lunga».
.....................
A.G.


Alfa Romeo di Arese: più vicino l’accordo con Aig Lincoln

Dopo i presidi delle portinerie attuati per diversi giorni dai cassintegrati e dallo Slai Cobas, si è tenuta questa mattina presso la sede del consiglio di fabbrica una riunione tra tutti i sindacati di Arese e gli americani dell’Aig Lincoln per esaminare il testo di un accordo per la ricollocazione dei 324 cassintegrati della carrozzeria (i 48 cassintegrati della meccanica hanno già un accordo con la Fiat per il rientro entro ottobre ad Arese o all’Iveco di Pregnana).

All’inizio dell’incontro la Fiom-Cgil ha comunicato (come da comunicato stampa di ieri) che è disponibile a sottoscrivere la “proposta di ricollocazione di 150 lavoratori” da parte di Aig Lincoln solo al tavolo della Regione Lombardia con tutti i soggetti interessati alla reindustrializzazione dell’area di Arese (Fiat, Regione, ecc..).

Analoga posizione è stata espressa dalla CUB.

Lo Slai Cobas non ha condiviso questa impostazione ed ha chiesto di entrare nel merito del testo di un eventuale accordo proponendo:

  1. date certe e lettere di assunzione per un numero consistente di cassintegrati;

  2. prospettiva credibile di assunzione nell’area dell’Alfa per tutti i cassintegrati;

  3. sostanzioso sostegno al reddito (800.000 euro per il 2007) da parte di Aig Lincoln a tutti i cassintegrati non ancora collocati al lavoro, con in ogni caso lo stipendio pieno (fino alla ricollocazione) per tutti i cassintegrati a partire dal gennaio prossimo.

Lo Slai Cobas non è contrario ad incontri in Regione, anzi li ha sempre sollecitati, ma subordinare oggi un possibile accordo con Aig Lincoln alla convocazione del tavolo regionale, sapendo che Formigoni ha appena presentato per Arese un piano che prevede villette, grattacieli e centri commerciali, vuol dire solo rinviare ancora le assunzioni alle calende greche.
D’altra parte, quando la Fiom – qualche settimana fa- ha firmato con la Fiat assunzioni in tutti gli stabilimenti tranne che ad Arese, ed ha firmato –sempre per Arese- i licenziamenti (mobilità) per 124 cassintegrati, la stessa Fiom non si è ricordata allora di tavoli regionali e non si è neanche scandalizzata del fatto che non erano stati convocati dalla Fiat nè lo Slai Cobas (che rappresenta l’80% dei cassintegrati) né le RSU di Arese.

Oggi, finalmente iniziato l’incontro, Aig Lincoln ha proposto:

  1. dare da subito una lettera di assunzione (con decorrenza 28 maggio 2007) a 30 cassintegrati;

  2. consegnare, entro il 28 maggio, una lettera di assunzione (con decorrenza 24 settembre 2007) ad altri 61 cassintegrati;

  3. assumere –senza però garanzie certe- circa altri 50 cassintegrati entro dicembre 2007;

  4. fare incontri mensili con i sindacati per verificare l’applicazione dell’accordo, con una verifica, entro novembre, delle modalità di assunzione degli ultimi cassintegrati rimasti senza lavoro;

  5. dare un sostegno al reddito di 700.000 euro per il 2007 (240 euro al mese, dal 2 aprile, a tutti i 324 cassintegrati della carrozzeria, da aumentare mensilmente se diminuisce il numero dei lavoratori in Cigs);

  6. Aig Lincoln ha inoltre comunicato di essere disponibile a dare 30/35.000 euro aggiuntivi a chi volontariamente accetta la mobilità lunga gentilmente accordati nei scorsi dal governo alla Fiat.

Dopo gli interventi dei vari sindacati Aig/Lincoln, anche su sollecitazione della Fim Cisl, si è detta disponibile a dare garanzia di assunzione a fine 2007 per ulteriori 50 lavoratori.

Lo Slai Cobas, che il 7 marzo scorso ha avuto mandato all’unanimità dall’assemblea dei cassintegrati di andare, alle condizioni sopradette ad un accordo con Aig Lincoln, ritiene che –migliorando la proposta degli americani- ci siano le condizioni per andare alla firma definitiva dell’accordo nella riunione riconvocata con Aig Lincoln per mercoledì prossimo 21 marzo, sempre ad Arese.

I cassintegrati e lo Slai Cobas, nonostante siano stati lasciati soli anche in quest’ultima dura lotta contro gli americani, sono da subito pronti ad organizzare con tutti i sindacati disponibili una decisa lotta unitaria contro la Fiat e le istituzioni per ottenere altre assunzioni sia in Fiat che nelle altre aree dell’Alfa Romeo (auto ecologica, ecc..).

Arese, 14-3-2007

Slai Cobas Alfa Romeo


Le cassintegrate dell'Alfa:
siamo orgogliose di essere donne


Alfa Romeo di Arese:
l’assemblea dei cassintegrati all’unanimità dà il mandato allo Slai Cobas
di concludere l’accordo con Aig Lincoln

L’assemblea dei cassintegrati dell’Alfa Romeo, riunitasi nello spazio occupato nei pressi della portineria della Pesa, ha dato il mandato allo Slai Cobas di concludere con Aig Lincoln un accordo a queste condizioni:

  1. date certe e lettere di assunzione per un numero consistente di cassintegrati;

  2. prospettiva credibile di assunzione nell’area dell’Alfa per tutti i cassintegrati;

  3. sostanzioso sostegno al reddito da parte di Aig Lincoln di tutti i cassintegrati non ancora collocati al lavoro.

Dopo i ripetuti presidi delle portinerie da parte dei cassintegrati, culminati con le decise iniziative di mercoledì, giovedì e venerdì della settimana scorsa, dopo alcune trattative sull’orlo della rottura e sulla ripresa dei blocchi, Aig Lincoln ha avanzato delle proposte sulle quali lo Slai Cobas e i cassaintegrati intravedono la possibilità di un accordo.

Aig Lincoln si è detta disposta a:

  1. dare da subito una lettera di assunzione (con decorrenza 28 maggio 2007) a 30 cassintegrati;

  2. consegnare, entro il 28 maggio, una lettera di assunzione (con decorrenza 24 settembre 2007) ad altri 50 cassintegrati;

  3. assumere –previa verifica- almeno altri 50 cassintegrati entro dicembre 2007;

  4. fare incontri mensili con i sindacati per verificare l’applicazione dell’accordo, con una verifica, entro novembre, delle modalità di assunzione degli ultimi cassintegrati rimasti senza lavoro;

  5. dare un sostegno al reddito di 700.000 euro per il 2007 (240 euro al mese, dal 2 aprile, a tutti i 324 cassintegrati della carrozzeria, da aumentare mensilmente se diminuisce il numero dei lavoratori in Cigs);

  6. Aig Lincoln ha inoltre comunicato di essere disponibile a dare 30/35.000 euro aggiuntivi a chi volontariamente accetta la mobilità lunga gentilmente accordati nei scorsi dal governo alla Fiat.

Venerdì mattina è convocato un incontro presso il consiglio di fabbrica dell’Alfa Romeo tra Aig Lincoln e i sindacati:
le nuove proposte degli americani – se migliorabili - possono essere la base di un possibile compromesso, e ci auguriamo che finalmente i cassintegrati vedano riconosciuti i loro diritti.

Lo Slai Cobas è disponibile ad un accordo con gli americani a condizione che i cassintegrati che non accettino di avere una pensione dimezzata dalla mobilità lunga abbiano il diritto ad un posto di lavoro in tempi certi.

I cassintegrati hanno poi dato mandato allo Slai Cobas di chiedere alla Fiat il reintegro di cassintegrati della carrozzeria (attualmente la Fiat non rispetta neanche gli obblighi occupazionali assunti nel 2002 con Maroni e Berlusconi) e il rispetto dell’accordo che prevede il reintegro dei 48 lavoratori della meccanica ancora in cassa integrazione.

I cassintegrati dell’Alfa hanno poi espresso il loro sdegno per la vergognosa censura operata sistematicamente da anni da parte di alcuni organi di stampa e da parte del TG3 Lombardia nei confronti della loro lotta continuata e di massa, nel mentre invece costoro danno spazio alle solitarie e folcloristiche esibizioni di quattro persone di altri sindacati.

Arese, 7-3-2007

Slai Cobas Alfa Romeo


Assemblea dei cassintegrati dell’Alfa di Arese davanti alla PIRELLI:
> entro martedì impegni scritti degli americani per le assunzioni;
> iniziative di lotta contro Fiat e Pirelli.

Questa mattina i cassintegrati dell’Alfa Romeo di Arese si sono riuniti in assemblea per valutare i risultati delle iniziative di lotta e degli incontri avuti nei giorni scorsi con gli americani, le aziende insediatesi nell’area Aig Lincoln e la Pirelli.

Aig Lincoln.

Nell’incontro sindacale tenutosi ieri sera presso il consiglio di fabbrica dell’Alfa Romeo gli americani si sono impegnati a:

  1. far assumere entro tre mesi almeno 50 lavoratori, 25 dei quali subito, nei primi giorni di marzo;
    queste assunzioni, anche se fatte tramite una società di servizi o altre aziende (mensa, ecc..), avranno anche la garanzia del posto di lavoro controfirmata dagli stessi americani e saranno con contratto metalmeccanico a tempo indeterminato;

  2. far assumere altri lavoratori nei due capannoni di 40.000 mq in via di ultimazione;

  3. dare un sostegno al reddito a 50 cassintegrati di 200 euro al mese per sei mesi.

Lo Slai Cobas ha chiesto all’Aig Lincoln un documento scritto con l’impegno:

  1. a dare una sistemazione a tutti i cassintegrati;

  2. ad assumere a breve almeno 91 lavoratori;

  3. ad assumere almeno altri 80 cassintegrati nei 40.000 mq in via di ultimazione;

  4. ad imporre ulteriori assunzioni anche alla SOLARI (Paolo Berlusconi) e alla PIRELLI;

  5. a dare un sostegno al reddito a tutti i cassintegrati e non solo a 50.

Al termine dell’incontro di ieri sera Aig Lincoln ha inviato ai delegati del sito di Arese una lettera di convocazione di un incontro conclusivo per martedì 27 febbraio “nell’ambito del programma di riassorbimento dei 324 lavoratori Alfa in Cigs dal 2002” per le “assunzioni, il sostegno al reddito e altre attività”.

L’assemblea di stamattina dei cassintegrati ha preso atto di ciò e si è riconvocata per mercoledì mattina alle ore 9.00; da martedì saranno riaccesi i fuochi davanti alla portineria, e se non ci sarà un accordo conclusivo, riprenderà la lotta.

Lo Slai Cobas e i cassintegrati hanno poi deciso che:

Arese, 22-2-2007

Slai Cobas Alfa Romeo


Alfa Romeo di Arese:
incontro dello Slai Cobas con la Pirelli
e il fondo pensione FONDOGOMMAPLASTICA

Domani incontro con gli americani.
Fiat: OK di Prodi a 2.000 licenziamenti.
Giovedì ore 9.00 assemblea dei cassintegrati

Ieri, presso lo stabilimento di Pirelli Ambiente all’interno dell’area dell’Alfa Romeo di proprietà degli americani di Aig Lincoln, si è svolto un incontro tra la Pirelli e lo Slai Cobas.

Per la Pirelli erano presenti l’avv. Federico Tonnini, dirigente di Pirelli Group, Donatella De Vita, direttore formazione e sviluppo del Gruppo Pirelli e Tosi, direttore dello stabilimento Pirelli Ambiente di Arese.

Lo Slai Cobas ha innanzitutto preso atto che la Pirelli ha finalmente accettato il confronto sindacale con lo stesso Slai Cobas e i cassintegrati dell’Alfa, pur rammaricandosi del fatto che tale confronto è avvenuto con un lunghissimo ritardo e solo grazie alle iniziative di lotta attuate nelle scorse settimane;
abbiamo poi chiesto alla Pirelli quali sono i suoi programmi per Arese e se intende rispettare gli accordi sindacali firmati in Regione Lombardia che impegnano le aziende insediate sull’area dell’Alfa ad assumere i cassintegrati Fiat.

I dirigenti della Pirelli hanno risposto che non erano al corrente di accordi sindacali che li obbligassero ad assumere i cassintegrati e che si sarebbero informati dai loro avvocati;
hanno poi detto che riguardo all’insediamento ad Arese hanno informato puntualmente i sindacati confederali, dato anche che - avere “corretti rapporti sindacali” - fa parte del loro normale modo di operare.
Ci è poi stato detto dalla Pirelli che ad Arese essa si insedierà con due attività le quali, allo stato, non prevedono secondo loro l’assunzione di lavoratori dell’Alfa:

Lo Slai Cobas ha ribadito con forza l’obbligo per la Pirelli di assumere subito i cassintegrati dell’Alfa e, al termine dell’incontro, ha invitato i dirigenti del gruppo a dare una risposta chiara prima dell’assemblea dei cassintegrati di giovedì mattina.

----------------------------------------------------------

CI AUGURIAMO CHE LA PIRELLI DECIDA DI ONORARE GLI ACCORDI SINDACALI E DI ASSUMERE I CASSINTEGRATI DELL’ALFA.

Dire che “non sapevamo di dover assumere i cassintegrati” è abbastanza azzardato.
Infatti:

  1. Bruno Tronchetti Provera, presidente e amministratore delegato di Pirelli Ambiente, ha partecipato nel 2004 e 2005 a due incontri in Regione Lombardia con tutti i sindacati di Arese e lì, riguardo allo stabilimento ora operante all’Alfa, oggetto di ingenti finanziamenti della Regione e dello Stato, ha parlato di almeno 70 assunzioni fra i cassintegrati;

  2. Pirelli Real Estate da due anni ha un ufficio di vendita/affitto per le aziende nell’area Aig Lincoln dell’Alfa Romeo;

  3. l’avv. Federico Tonnini, dirigente di Pirelli Group, che ieri ha incontrato lo Slai Cobas, è anche membro del consiglio di amministrazione del fondo pensione fondogommaplastica;
    presidente di questo fondo pensione è Luciano Scapolo (presidente anche del fondo pensione FONCHIM-chimici, dirigente della Femca-Cisl, già Presidente di ARCO-settore legno, Consigliere di ALIFOND), membro del Consiglio di Amministrazione dell’assicurazione UNIONVITA;
    UNIONVITA fa da gestore ad alcuni fondi pensione (Fonchim, ecc..) ed ha organizzato UNIONFONDO, un fondo pensione aperto.
    Padroni di UNIONVITA sono la CISL e la AIG, prima assicurazione americana, rispettivamente con il 36% e il 64% delle azioni.
    Aig è proprietaria di oltre ¼ dell’area dell’Alfa Romeo di Arese, compresa l’area presa in affitto da Pirelli Ambiente e dalla Camfin.

Riguardo all’area dell’Alfa, di complessivi 2,3 milioni di mq, due anni fa Emilio Gnutti, che era titolare con la controllata Hopa (nel cui patto di sindacato è presente Unipol) della società fiduciaria proprietaria dei restanti ¾ dell’area dell’Alfa Romeo di Arese, durante una manifestazione dello Slai Cobas Alfa Romeo a Brescia, a chi gli chiedeva di dire chi c'è dietro l'"affare Alfa di Arese" rispose: "non vi dico niente perché se no vi vergognate, non tanto voi quanto gli altri sindacati".

Gestori del Fondogommaplastica di Tonnini e Scapolo sono Sanpaolo-Imi (ora Intesa-Sanpaolo), ove ha una presenza determinante la Fiat, Unipol (il tesoretto di Consorte era transitato su due società: la Gabriel di Torino, cassaforte della famiglia Agnelli, e la Nazionale Fiduciaria di Gnutti e poi di Fiorani, proprietaria dei ¾ dell’area dell’Alfa di Arese) e Pioneer-Unicredit.

E’ QUINDI DEL TUTTO INVEROSIMILE CHE LA PIRELLI NON SIA INFORMATA SUGLI OBBLIGHI OCCUPAZIONALI CHE VINCOLANO LE AZIENDE CHE SI INSEDIANO SULL’AREA DI ARESE.

----------------------------------------------------------

Domani pomeriggio ci sarà un incontro con gli americani dell’Aig Lincoln i quali venerdì scorso, dopo la provocazione della polizia al presidio dei cassintegrati alle portinerie, hanno comunicato allo Slai Cobas che sono disponibili a parlare di assunzioni.

SE NON CI SARANNO RISPOSTE POSITIVE
L’ASSEMBLEA DEI CASSINTEGRATI
GIA’ CONVOCATA PER GIOVEDI' MATTINA ALLE ORE 9.00
ATTUERA’ IMMEDIATE INIZIATIVE DI LOTTA.

---------------------------------------------------------

FIAT: LICENZIAMENTO DEI CASSINTEGRATI
con la benedizione di Prodi e Bertinotti
Ieri (con Prodi, Letta, Damiano, D’Antoni e Bianchi) il governo ha concesso 2.000 mobilità lunghe alla Fiat, rappresentata da Marchionne, miglior manager d’Europa (secondo Bertinotti).
La Fiat, in super-attivo da due anni e iniettata or ora da nuovi soldi pubblici, potrà assumere nuovi (precari e ricattabili) lavoratori espellendo i cassintegrati di Arese e Mirafiori e calpestando la stessa legge sulla mobilità.
Ciò è ancora più grave per Arese perchè:

E nonostante ciò ora sull’area di Arese Lorsignori pensano solo di speculare con villette e centri commerciali !

BASTA GIOCARE SULLA PELLE DEI LAVORATORI !
LAVORO SUBITO AD ARESE !

Arese, 20-2-2007

Slai Cobas Alfa Romeo


Da: IL GIORNO, 17-2-2007

ALL’ALFA DI ARESE TENSIONE ALLE STELLE
Gli operai si barricano
<<Abbiamo chiuso i cancelli per difenderci>>

Di ROBERTA RAMPINI
- ARESE –

<NON siamo delinquenti, ma padri di famiglia che vogliono un posto di lavoro>. Ed ancora, <Vogliamo sapere chi ha dato l’ordine di affossare la lotta dei lavoratori con le cariche della polizia>. Momenti di tensione, ieri mattina, tra cassintegrati dell’Alfa Romeo e forze di polizia davanti alla portineria dell’Aig Lincoln (ex area Fiat) di Arese. Rimosso il blocco della portineria dopo l’Accordo raggiunto giovedì pomeriggio con le aziende che si sono insediate nell’area, la seconda giornata di protesta aveva come obiettivo l’occupazione del cantiere dove gli americani dell’ABP stanno realizzando nuovi capannoni da vendere o affittare.

MA IERI MATTINA, secondo il racconto di sindacalisti e cassintegrati, l’atteggiamento di poliziotti e carabinieri ha acceso un nuovo fronte di polemica e inasprisce la lotta. Qualche lavoratore si è anche sentito male. <E’ vergognoso, hanno mandato decina di poliziotti in assetto da guerra, hanno chiesto i documenti per identificare i manifestanti e per provocarci – spiega Vincenzo Lilliu, dello Slai Cobas – noi ci siamo difesi, siamo entrati e ci siamo barricati dietro ai cancelli, non siamo dei banditi. Hanno iniziato a provocarci giovedì pomeriggio. Anziché controllare noi dovrebbero avere il coraggio di fare chiarezza su quello che succede nell’area, ci sono lavoratori in nero e altre porcheria, ma tutti tacciono>.

IL CANCELLO chiuso con la forza alle otto dai cassintegrati è stato riaperto solo dopo le dieci del mattino, ma la rabbia per quanto accaduto resta, <Non riusciamo a capire come mai quando si fanno le manifestazioni di protesta e partecipano anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali gli unici che vengono identificati e denunciati sono quelli del Cobas – spiega Mario Ricciardi – è successo così per la manifestazione a Malpensa, per quella in stazione Centrale a Milano>. I sospetti pure, <Proprio adesso che siamo riusciti ad ottenere qualcosa veniamo attaccati. Abbiamo capito che ad Arese non ci vogliono perché l’area serve per costruire villette e centri commerciali, ma devono avere il coraggio di venire a dirlo in faccia ai cassintegrati che da quattro anni sono in mezzo alla strada>, spiegano.

LONTANO dai microfoni le forze dell’ordine minimizzano quanto accaduto e negano di aver caricato i cassintegrati.

---------------------------------------------

PROTESTA
Contro i controlli
<Siamo padri di famiglia che chiedono lavoro, non delinquenti>. Così hanno reagito gli operai alla richiesta dei documenti per l’identificazione da parte delle forze dell’ordine.

-------------------------------------------

LE TUTE BLU
<E’ vergognoso
Hanno mandato poliziotti in assetto di guerra>.

------------------------------------------

ARRIVANO GLI AMERICANI
--------------------------------------
LE TAPPE
- Gli americani del gruppo assicurativo finanziario Aig Lincoln sbarcano ad Arese nel 2002 e acquistano 650.000 mq dell’area ex Fiat
- Obiettivo realizzare l’Innova Business Park (320.000 mq) e accogliere aziende che operano nel campo della logistica vendendo o affittando loro dei capannoni
- La società americana si è impegnata ad assumere 550 persone fra i cassintegrati della carrozzeria
- Nell’area si insediano quindici aziende ma solo 73 cassintegrati vengono assunti
- Febbraio 2007, la protesta dei Cobas sblocca la situazione: si annunciano 25 nuove assunzioni


Gravissima provocazione all'Alfa di Arese: polizia e CC hanno caricato il presidio messo in atto dai cassintegrati. Ora sono chiusi i cancelli.

Venerdì 16 polizia e carabinieri hanno caricato il presidio dei cassaintegrati dell’Alfa Romeo di Arese, da anni in lotta per ottenere un posto di lavoro, più volte promesso a vuoto da istituzioni, padroni italiani e padroni americani (che con Coop e cordate di imprenditori legati al centro sinistra o al centro destra hanno messo le mani sull’area ex Alfa Romeo e vogliono liberarsi di lavoratori che si organizzano e non accettano la precarizzazione del lavoro).

Slai Cobas

16/2/2007


Alfa di Arese: 25 assunti dopo il blocco di oggi

Notizie Ansa

FIAT: ALFA ARESE - BLOCCO PORTINERIA LAVORATORI SLAI-COBAS

MILANO, 15 FEB - E' in corso dalle 5.30 di questa mattina una protesta dei cassintegrati dell'Alfa Romeo di Arese, che hanno bloccato le portinerie dell'Aig Lincoln, proprietaria di circa 1/3 della fabbrica da 2,2 milioni di metri quadri ceduta dalla Fiat nel 2000.
''Siamo stanchi di essere presi in giro'' commenta Corrado Delle Donne, rappresentante del sindacato di base Slai-Cobas, il quale aggiunge che ''sull'area Aig Lincoln di Arese ci sono degli accordi precisi sottoscritti tra la Regione, gli enti locali e i sindacati per la riassunzione dei cassintegrati e chiediamo che vengano rispettati''. In pratica, secondo gli accordi, la proprietà e le aziende insediate dovrebbero assumere i 370 cassintegrati Alfa Romeo rimasti ancora senza collocazione.
''La nostra protesta - aggiunge il sindacalista - prosegue nel pomeriggio e continuerà anche domani''. In pratica dalla portineria cosiddetta 'della Pesa' fanno ingresso gli automezzi destinati al polo logistico e alle aziende insediate per la consegna ed il ritiro di merci, bloccandone di fatto l'attività.

FIAT: ALFA ARESE - RIMOSSO BLOCCO, VERSO ACCORDO CON AZIENDE

MILANO, 15 FEB - I cassintegrati dell'Alfa Romeo di Arese hanno rimosso il blocco alla portineria della Pesa, in corso dalle 5.30 di stamane, che riguarda l'accesso degli automezzi da trasporto al Polo Logistico e alle diverse aziende insediate nell'area Aig Lincoln. E' quanto riferisce Corrado Delle Donne, rappresentante dello Slai-Cobas.
''Con alcune aziende dell'area - ha spiegato Delle Donne - abbiamo raggiunto un accordo per l'assunzione immediata di 25 cassintegrati da parte della societa' di servizi Rina, piu' altri 15 in altre societa' insediate''. La trattativa che avrebbe riguardato soltanto alcune delle aziende presenti nell'area, escludendo pero' la Aig Lincoln, proprietaria dell'area stessa, dovrebbe proseguire nella prossima settimana per ''definire la sistemazione dei 370 cassintegrati in nuove attivita', come un servizio mensa, un autolavaggio e una pompa di benzina''. Per questo lo Slai Cobas ha disposto l'immediata rimozione del blocco della portineria, annunciando invece una occupazione del cantiere di Aig Lincoln per domani.


COMUNICATO A TUTTI I LAVORATORI E UTENTI DEL SITO DI AIG-LINCOLN

BASTA PRESE IN GIRO
ASSUNZIONI SUBITO !
RISPETTO DEGLI ACCORDI !
DA GIOVEDI' 15 INIZIA UNA SETTIMANA DI LOTTA

I Cassintegrati dell’Alfa Romeo sono stanchi di aspettare; è da PIÙ di 4 anni che Aig Lincoln prende in giro i lavoratori e le istituzioni senza procedere alle assunzioni.
Dei 550 cassintegrati da assumere ne sono stati rioccupati appena 73 e per più con lavori dequalificati.
Tutto ciò nonostante nell’area Aig/Lincoln siano già stati edificati numerosi capannoni e altri siano in via di completamento, con numerose società che già vi operano (Pirelli Ambiente, Futura Fiege, Acquario, SDM, Solari, ecc..).
Stando agli accordi sottoscritti, ben 550 cassintegrati dovrebbero essere già stati rioccupati.
E stando poi al crono-programma fatto dalla stessa Aig/Lincoln, i cassintegrati assunti al 30 marzo 2007 avrebbero dovuto essere 490.
I 380 cassintegrati dell’Alfa, in Cigs da oltre 4 anni, attualmente hanno (per 12 mensilità) un salario lordo di 450 euro (importo della Cigs, ora decurtata del 40%) con un integrazione di 320 euro (prelevata dal proprio Tfr).
In questi anni abbiamo visto insediarsi all’interno dell’area diverse aziende che occupano solamente lavoratori precari o attraverso le cooperative con salari da fame.
Noi dello Slai Cobas insieme a tutti gli altri sindacati presenti ad Arese, nel 2003 abbiamo firmato un accordo con i proprietari dell’area ( Aig/Lincoln, Estate Sei) e le istituzioni (Regione, Provincia, Comuni) dove è scritto chiaramente che chi si insedia nell’area ex Alfa Romeo deve assumere 2 operai in Cigs ogni 1000 metri quadri occupati.
Gli americani hanno l’obbligo di assumere 550 cassintegrati con salari degni di questo nome, con i diritti acquisiti con anni e anni di lotta, con un servizio mensa per tutti i lavoratori di tutta l’area.
Ora, dopo diversi incontri e mille promesse, la situazione è ferma.

Noi dello Slai Cobas e tutti i lavoratori del sito ci sentiamo presi in giro e diciamo basta!

DA GIOVEDI' 15-2-2OO7
faremo un presidio
giorno notte ai cancelli di entrata

SE AIG LINCOLN PENSA Dl CONTINUARE A SPECULARE SULLA PELLE DEI
LAVORATORI CASSINTECRATI, SI RIFACCIA I SUOI CONTI.

Invitiamo tutti i lavoratori a sostenere questa lotta che interessa tutti per non permettere a nessuno di speculare sull’area sulle spalle dei lavoratori.

Arese 12.02.2007 - Tel/Fax 02-44428529

SLAI COBAS ALFA ROMEO
I CASSINTEGRATI DELL’ALFA


Da: ilGiornale, 8-2-2007

In cinque bloccarono 25 treni: assolti

di Alessandra Pasotti
da Milano

Erano in Stazione Centrale, ma non per bloccare i treni. In quattrocento avevano invaso i binari durante una protesta contri i licenziamenti alla Fiat di Arese, ma secondo il giudice «manca l’elemento soggettivo del reato», in altre parole il loro obiettivo non era quello di creare disagio alle Ferrovie. E quindi devono essere assolti.
Si è concluso così, con un’assoluzione, il processo a carico di cinque lavoratori dell’Alfa Romeo, quattro dei quali appartenenti ai Cobas, che nel corso di una manifestazione indetta il 20 gennaio 2003, bloccarono i treni sui binari della Stazione Centrale. La protesta era contro ottomila licenziamenti decisi dalla Fiat. Quel giorno le tute blu di Arese si fiondarono sui binari della Centrale.
Il traffico ferroviario rimase bloccato per circa 40 minuti. Venticinque convogli accumularono ritardo fino a due ore. La maggior parte dei viaggiatori venne fermata alla stazione di Lambrate e costretta a prendere la metropolitana per raggiungere la Centrale. La protesta era scattata improvvisa alle 10,30. Gli operai, circa 400, con striscioni, fischietti e megafoni avevano invaso i binari all’uscita della galleria, mentre altri distribuivano manifesti e volantini informativi. Le Ferrovie non erano a conoscenza della manifestazione e il traffico aveva subito pesanti ritardi, dai sessanta ai novanta minuti. Per questo cinque operai erano stati denunciati e successivamente rinviati a giudizio per interruzione di pubblico servizio. Un reato per il quale ieri sono stati assolti «per non aver commesso il fatto» dal giudice della quinta sezione monocratica del Tribunale di Milano.
I manifestanti si erano recati in stazione, dopo che il presidente della Regione Roberto Formigoni si era rifiutato di riceverli al Pirellone. Secondo il giudice, però quella degli operai fu una pacifica forma di protesta senza alcun intento di creare disagio. Semplicemente fu la loro ingombrante presenza a mandare in tilt il traffico ferroviario. La conseguenza involontaria di una massiccia presenza.
«È una sentenza corretta - ha commentato il legale dei sindacalisti Mirko Mazzali -. Quei cinque lavoratori si trovavano in stazione per manifestare in difesa del proprio posto di lavoro, non certo per bloccare i treni. Diciamo che erano talmente in tanti che sulle pensiline non ci stavano e quindi qualcuno ha dovuto andare sui binari. Ma in questo caso correttamente il giudice ha stabilito che manca l’elemento soggettivo del reato».
Non è la prima volta che le proteste dei lavoratori finiscono nelle aule dei tribunale per interruzione di pubblico servizio. Ci sono finiti i tassisti, ma anche medici che non rispondono alla chiamata di reperibilità. Un reato per il quale è prevista la condanna fino a un anno di carcere. Tanto che un altro tribunale, quello di Genova, aveva invece condannato sette dipendenti della Piaggio a cinque mesi e 10 giorni di reclusione per aver effettuato un blocco ferroviario, con interruzione di pubblico servizio. Anche in quel caso si trattava di una manifestazione per la salvaguardia del posto di lavoro. Anche in quel caso la protesta provocò blocchi e ritardi per i treni.


Da: Affari Italiani, 7-2-2007

Milano/ Bloccarono treni, assolti cinque lavoratori Alfa

Assolti cinque sindacalisti Cobas accusati di aver causato l'interruzione per un'ora della circolazione dei treni alla stazione Centrale il 20 gennaio 2003 nel corso di una manifestazione. La sentenza è stata emessa dal giudice della quinta sezione penale, che hanno valutato la condotta degli imputati, tra cui Corrado Delle Donne, relativamente all'occupazione dei binari nel corso di una manifestazione di protesta contro 8 mila licenziamenti nel gruppo Fiat, di cui mille all'Alfa Romeo di Arese.

La manifestazione si è svolta il 20 gennaio 2003. Quel giorno i manifestanti hanno fatto un presidio sotto il grattacielo Pirelli, che ospita gli uffici della Regione. I lavoratori chiedevano un colloquio con il presidente Roberto Formigoni. Non avendolo ottenuto, i manifestanti si sono diretti alla stazione e qui hanno bloccato i binari.

Su richiesta dell'accusa, il giudice ha assolto gli imputati dall'accusa di interruzione di pubblico servizio per assenza dell'elemento soggettivo del reato, ovvero della volontà di interrompere la circolazione dei treni. L'elemento determinante è stato proprio questo, ovvero la non volontà di bloccare i treni, ma solo quella di esprimere il dissenso verso le politiche aziendali.


Da “IL GIORNO” di venerdì 2 febbraio 2007

Bloccati strada e portineria.
“Ed è solo un assaggio”.
“Picchetteremo la fabbrica giorno e notte”.

Di Roberta Rampini -ARESE-

Blocco della portineria dell’Aig Lincoln e del traffico, ieri mattina, da parte dei cassintegrati dell’Alfa Romeo di Arese.
Dopo alcune settimane di tregua le tute blu hanno ripreso la battaglia per chiedere il rispetto degli accordi.
Dalla Regione Lombardia e dalle aziende che si sono insediate nell’area degli americani, nonostante le promesse, non sono arrivate risposte. Così alle otto del mattino armati di bandiere, striscioni e megafono hanno bloccato la portineria dell’area Aig Lincoln impedendo ai camion di entrare e bloccando poi il traffico automobilistico sul vialone davanti alla fabbrica.
Anche la Fiat che in questi giorni ha annunciato utili e incassi record non ha cambiato idea sul futuro industriale di Arese.
Ma quello di ieri, avverte lo Slai Cobas, è stato solo un “assaggio”. “Se dall’incontro di questo pomeriggio con Aig Lincoln (ieri, ndr) non avremo risposte, dalla prossima settimana bloccheremo tutta la fabbrica, giorno e notte”, spiegano.
Ma non da soli: “Rivolgiamo un appello alle istituzioni, alle forze politiche, sociali, ai movimenti studenteschi, ai Comitati cittadini che si sono costituiti contro il polo logistico, ai lavoratori delle altre aziende del territorio affinché vengano con noi a fare le barricate – spiega Corrado Delle Donne, rappresentante sindacale dei Cobas – qui si sta giocando una partita occupazionale molto importante per tutti, non solo per noi, ma anche per i giovani che cercano lavoro. Chiederemo alle istituzioni che hanno firmato gli accordi in questi anni di venire qui e dire in faccia ai cassintegrati, che sono in mezzo alla strada da quattro anni, cosa intendono fare”.
MERCOLEDI’ 7 febbraio, invece, la protesta tornerà davanti al Tribunale di Milano.
I cassintegrati andranno a depositare un esposto “contro lo scippo del Tfr” (“I padroni dei Fondi Pensione sono gli stessi che hanno in mano l’area”, spiegano) e per sollecitare i giudici milanesi a indagare su quanto è accaduto nell’area del Biscione.


Alfa di Arese: bloccati tutti i camion dell'area ABP

Dalle ore 5.30 di questa mattina alle 16.30 di questo pomeriggio i cassintegrati dell'Alfa hanno presidiato i cancelli dell'area degli americani dell'Aig/Lincoln (ABP), bloccando per tutto il giorno i camion delle ditte che si sono insediate sull'area di Arese senza rispettare l'obbligo di assumere i cassintegrati stessi.
Domani si replicherà il blocco sempre dalle 5.30 del mattino.

Alle ore 13 è arrivato da Bari Donato Conserva, proprietario dell'omonima azienda di autotrasporti che ha acquistato da Abp 35.000 mq e che ha perciò l'obbligo di assumere almeno 70 cassintegrati.
Conserva, durante un incontro con lo Slai Cobas, ha affermato di essere stato ingannato dall'Aig/Lincoln e di non essere al corrente di obblighi di assunzione.
Lo Slai Cobas ha allora chiesto a Conserva di recarsi subito a presentare una denuncia alla Procura della Repubblica e di fare immediatamente una denuncia pubblica alla stampa e alle televisioni.
Conserva a quel punto ha chiesto tempo per consultare gli avvocati e ha comunicato che si pronuncerà lunedì prossimo.

A quel punto Lo Slai Cobas e cassintegrati hanno confermato il blocco anche per domani.

Conserva, solo per l'area di Arese, utilizza ben 400 camion.

I 380 cassintegrati, dopo 5 anni, non vogliono più sentir parlare di rinvii.
LAVORO SUBITO AD ARESE !

Arese, 18-1-2007

Slai Cobas Alfa Romeo


Questa mattina sciopero con presidio all'Alfa Romeo di Arese.

Neanche uno dei circa 1.000 lavoratori di Fiat Auto, Fiat Powertrain e servizi ancora al lavoro nel sito di Arese è entrato nello stabilimento durante lo sciopero da inizio turno ai turni di mensa indetto dallo Slai Cobas.

Lo sciopero è stato totale, e durante il presidio, tenuto dalle 6.00 di mattina con la presenza anche dei 380 cassintegrati, lo Slai Cobas ha discusso in assemblea con tutti i lavoratori come proseguire la lotta.
Giovedì e venerdì prossimi, per tutto il giorno, ci sarà il blocco delle aziende che si sono insediate sull'area senza rispettare gli accordi che prevedono l'assunzione dei cassintegrati; e, se a breve non ci saranno le assunzioni (in Fiat o in altre aziende del sito dell'Alfa) per i cassintegrati e garanzie per gli altri lavoratori Fiat, la lotta si intensificherà a partire dalla settimana prossima.

Dopo 4 anni di lotta i lavoratori dell'Alfa non chinano la testa e pretendono, dalla Fiat, dai proprietari dell'area e dalle istituzioni, che vengano onorati gli impegni sul polo della mobilità sostenibile e sull'auto ecologica.

Gira e rigira, sull'area di Arese comanda sempre la FIAT:
i lavoratori hanno già dato; è ora che qualcun'altro paghi per questa tangentopoli infinita dell'Alfa di Arese!

Arese, 16-1-2007

Slai Cobas Alfa Romeo


COMUNICATO STAMPA

ALFA ROMEO DI ARESE

CONTRO IL VERGOGNOSO PROGETTO
FATTO DALLA REGIONE LOMBARDIA

MARTEDI 16 GENNAIO

SCIOPERO

DI 4 ORE
A PARTIRE DALL’INIZIO TURNO
PRESIDIO ALLA PORTINERIA CENTRALE
A PARTIRE DALLE ORE 06,00
DI TUTTI I LAVORATORI E CASSINTEGRATI

SLAI COBAS ALFA ROMEO

Arese 15.01.2007


Da: Il Giorno, 12-1-2007

EX Alfa Di Arese
MARTEDI IL BLOCCO TOTALE DELLE PORTINERIE
Tute blu in piazza e in tribunale

- ARESE - BLOCCO di tutte le portinerie martedì 16 gennaio a partire dalle sei del mattino, altri blocchi a sorpresa, nei giorni successivi, della portineria dell'Aig Lincoln per protestare contro le aziende che si sono insediate nell' area degli americani senza rispettare gli accordi, ovvero senza assumere i cassintegrati Fiat. Sono queste le iniziative di lotta decise ieri mattina dalle ex tute blu dell'Alfa Romeo di Arese durante un'assemblea alla quale hanno partecipato anche i lavoratori rimasti in fabbrica.

«In tutti questi mesi siamo stati presi in giro dalla Regione, dalla Fiat, dall'Aig Lincol e dall'immobiliare Estate Sei, è ora di mettere fine a queste speculazioni e imbrogli sulla pelle dei lavoratori, vogliamo avere risposte e certezze occupazionali - spiega Corrado Delle Donne, rappresentante sindacale dei Cobas -. Le ini¬ziative dilotta della prossima settimana saranno solo un antipasto, chiediamo posti di lavoro nel rispetto degli accordi altrimenti sarà blocco totale della fabbrica».

DOPO 4 ANNI di battaglie, nonostante la rabbia, ieri mattina, erano molti i cassintegrati che si sono presentati all'assemblea: «Tanti sperano di non vederci più, a partire dal presidente Formigoni che in campagna elettorale si è fatto bello con il progetto del Polo dell'auto ecologica, poi è sparito - spiega un'ex operaia della carrozzeria - ma noi abbiamo una dignità e andremo avanti fino a quando non avremo un posto di lavoro».

Intanto i legali del Cobas stanno preparando l'ennesima causa legale per tutelare i diritti dei cassintegrati: questa volta sul banco degli imputati finiranno, appunto, le aziende che si sono insediate nell'area ex Fiat senza assumere le tute blu.
Ro.Ramp.


COMUNICATO STAMPA

L’assemblea dei lavoratori di tutta l’area dell’Alfa di Arese dice
NO ALLO SCIPPO DEL TFR e ALLE SPECULAZIONI SULL’AREA
e DECIDE SCIOPERI e BLOCCHI DELLE PORTINERIE:
LAVORO SUBITO AD ARESE!

Nella giornata di oggi tutti i lavoratori dei reparti Fiat ancora in attività, unitamente ai cassintegrati della Fiat Carrozzeria e Fiat Powertrain e ai lavoratori delle altre aziende insediate sul sito di Arese, hanno dato vita ad una affollata assemblea indetta dallo Slai Cobas per discutere e prendere iniziative sulla grave situazione occupazionale di Arese sia riguardo ai lavoratori che vi operano sia per quanto riguarda i cassintegrati che da quattro anni sono in cassa integrazione e che adesso dalla Regione Lombardia e dalle istituzioni, invece di vedersi un progetto di rioccupazione, al contrario si vedono buttare in faccia un controprogetto per trasformare l’area da uso industriale ad uso commerciale e residenziale.

Dopo vari interventi, per la prossima settimana sono state decise in assemblea le seguenti iniziative:

ULTERIORI INIZIATIVE SARANNO PRESE FINO A QUANDO NON SI RISOLVERA’ IL PROBLEMA DELLA RIASSUNZIONE DEI 380 CASSINTEGRATI E DI UN LAVORO VERO PER CHI E’ ANCORA ALL’INTERNO DEL CICLO PRODUTTIVO FIAT.

L’assemblea dei lavoratori del sito di Arese ha poi denunciato il tentativo di scippo del TFR:

PER LA DIFESA DELLE PRODUZIONI E DEL TERRITORIO
La sua difesa è di tutti!

STOP ALLE SPECULAZIONI

Arese, 11-1-2007

Slai Cobas Alfa Romeo


alfa di Arese
PRODUZIONE E TERRITORIO
la sua difesa è di tutti!
STOP ALLE SPECULAZIONI

GIOVEDI 11GENNAIO 2007
dalle ore 10 alle 11
ASSEMBLEA INTERNA

Per tutti i lavoratori e cassintegrati delle società del sito Alfa
Difesa/sviluppo delle produzioni e occupazione nei sito di Arese.
Iniziative di lotta contro il piano di Regione Lombardia per la trasformazione del territorio da uso industriale a commerciale e residenziale.
Lavoro e produzioni serie per i cassintegrati di Arese e per tutti i disoccupati della zona.

ORE 11,15
portineria centrale
CONFERENZA STAMPA
Dei lavoratori e Cassintegrati

Invitiamo tutta la stampa e televisioni a partecipare

Arese 9/1/2007

SLAI COBAS ALFA ROMEO

 

home

rubriche

notizie dai cobas

link ad altri siti

archivio