SLAI Cobas ATM Milano
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5-5-2008
Ciao Spartaco...
Come l’onda, nel suo lento e semplice fluire, termina la sua lunga corsa
sulla riva, così il 1° maggio è terminato il sogno della vita del compagno Spartaco.Due erano i segni particolari che hanno contraddistinto in maniera chiara la
sua carta d’identità: quello di una vita condotta in semplice, straordinaria
umiltà, e quello di sognare e volere un mondo più giusto, senza disuguaglianze.Mai nessun vento potrà cancellare i trentanni con cui si è condiviso
esperienze lavorative, sindacali e di lotta.
Come non ricordare tutti gli anni passati nelle carrozzerie a riadattare
autobus e filobus, come non ricordare amianto e vapori respirati che
segnarono in maniera indelebile i suoi organi.Mai una minima invidia per i benestanti, ma di certo la rottura delle catene
dello sfruttamento e dell’oppressione padronale.
Come non ricordare la sua costante presenza in tante
manifestazioni a suggello della più alta aspirazione che da operaio si pose:
la lotta di classe.
Come non ricordare l’assalto al cielo delle tante battaglie socialiSpartaco rimarrà per sempre traccia ed esempio di umile protagonismo operaio.
E come non menzionare l’asprezza del suo datore di lavoro che negli ultimi
mesi di vita ha esibito nei suoi confronti un selvaggio accanimento con finale beffa.Anche in questa eclissi di 1° maggio si approfondisce ancora di più il solco
della nostra passione per il nuovo risorgimento operaio. Ciao Spartaco…SLAI-COBAS ATM
maggio 2008
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CGIL-CISL-UIL-ORSA, ecc.: altolà….a chi va là!
CGIL-CISL-UIL-ORSA…., OVVERO:
COME FAR PAGARE SEMPRE AI SOLITIOrmai è un classico del padronato nazionale quello ti tenere in “ostaggio” lavoratori per far ingoiare schifosi accordi. È un rito trito e ritrito. A pagare le cattive gestioni (pare di 19 mln. di euro il buco in ATM) devono essere sempre gli stessi dovendo anche salvaguardate le favolose buonuscite (per dirigenti e funzionari) tipiche di tante aziende. Ancora una volta siamo a puntare l’indice verso chi, questi selvaggi accordi, sono lì pronti a sottoscriverli (se non già sottoscritti): i sindacati.
Se la voce che gira sarà confermata, questa volta avremo in ATM un accordo quadro di quelli da fantascienza che prevede, come nucleo centrale, in cambio dell’annullamento di esternalizzazioni (minacciate) l’offerta al signor padrone di un consistente aumento di orario di lavoro. Non c’è che dire, siamo alla fine, siamo alla “Caporetto” dei lavoratori. Ecco come si raggiunge il tanto sospirato pareggio di bilancio.
I fatti probabilmente sono noti. Di fronte a linee extraurbane ATM appaltate, la prima delle quali dovrebbe essere la 120 dal 1° luglio, e di fronte alla minacciata cessione di un gruppo di conducenti alla società subentrante (Autoguidovie), CGIL CISL UIL ORSA hanno pensato di non opporre alcun conflitto. Anzi, mandando un po’ tutti in cortocircuito, hanno preferito indire scioperi a sostegno di piattaforme per niente chiare piuttosto che elevare a stella polare la dignità dei lavoratori e dare forza alla testa d’ariete dell’unità dei lavoratori. È inimmaginabile lo stravolgimento che potrebbe esserci nei ritmi di vita di migliaia di lavoratori passando dalle attuali poco più di 36 ore di media settimanale alle probabili prossime 39 ore!!
E siamo solo all’inizio di tutta la fase delle privatizzazioni del TPL milanese, figuriamoci che fine si farà con il procedere delle svendite (Monza, Trezzo, ... l’area urbana di Milano) e, soprattutto, con questi sindacati. Mai come oggi perciò è necessario riflettere e decidere se seguire sempre la “stessa strada” confederal-aziendale o, con una forte spallata, cambiare direzione.
Alla luce di tutto ciò è utile di tanto in tanto fare un po’ di storia e fare luce sulle questioni. Le privatizzazioni del TPL a livello nazionale vengono inaugurate dal ministro diessino Burlando nel precedente governo di centrosinistra Prodi (contro questa legge come Slai-Cobas proclamammo diversi scioperi nazionali). In Lombardia intervenne il centrodestra di Formigoni che dette poteri alle province lombarde e definì i contorni della legge Burlando compreso il trasferimento del personale dalle aziende cedenti a quella subentranti. Di tutti i 6 lotti o appalti che costituivano la provincia di Milano, la precedente amministrazione presidiata dalla Colli (centrodestra) dette la possibilità ad ogni azienda di averne assegnate al massimo 2 ed ogni lotto appaltato può essere a sua volta subappaltato nella misura del 30% del totale e ad un numero di imprese al massimo di 5: ecco spiegato che molte linee e relativo personale rischiano il trasloco. Vogliamo evidenziare ancora una volta che tutte queste fasi sono passate anche per il sostanziale accordo con i sindacati nazionali e territoriali.NESSUNA CESSIONE DI LAVORATORI!!!
NESSUN AUMENTO DI ORARIO DI LAVORO!!!prima di firmare qualunque accordo chi può ha il dovere di indire assemblee generali ed ascoltare
il parere dei diretti interessati: i lavoratori. Come Slai-Cobas non ci asterremo dal portare avanti anche vertenze legali dal momento che molti sono i dubbi ed i lati oscuri.Milano, 01 giugno ’07
SLAI Cobas ATM
COMITATO LAVORATORI UNITI ATM
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1° LUGLIO 2007: I BARBARI IN ATM
DOPO LO SCORPORO ARRIVA LO SMEMBRAMENTO
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