CONTRO IL GOVERNO PRODI
venerdì 26/01/2007 - ore 21.00
SCHIO (Vicenza)
Sala superiore del Palazzo TOALDI CAPRA - via Pasubio, 54
Assemblea pubblica contro il governo Prodi
con Corrado Delle Donne (Slai Cobas).Finanziaria “lacrime e sangue” (la seconda più pesante di tutta la storia della Repubblica),
scippo del TFR (destinato alle banche, alle assicurazioni e alle speculazioni di borsa),
ennesimo attacco alle pensioni,
finanziamento delle missioni di guerra,
eliminazione di 3 miliardi di euro destinati alla sanità, 50.000 lavoratori della scuola in meno,
colpo di spugna sulle illegalità nel precariato,
indulto per i reati legati alla sicurezza sui luoghi di lavoro...
Ecco la politica del “governo amico”... Amico sì, ma dei padroni.Interverranno
CORRADO DELLE DONNE
Coordinatore nazionale SLAI COBAS
VINCENZO LILLIU
Slai Cobas Alfa Romeo - AreseDurante la serata verrà presentato il nuovo numero (9) di Primomaggio
organizzatore: PRIMOMAGGIO
Foglio per il collegamento tra lavoratori, precari e disoccupati
(redazione veneta)
EMAIL: primomaggio.veneto@libero.it
TEL: 340.4063172
Venerdì 15 dicembre 2006 - ore 21
Saletta della CROCE BIANCA - VIA CRISPI, MASSA
Finanziaria “lacrime e sangue” (la seconda più pesante di tutta la storia della Repubblica), scippo del TFR (destinato alle banche, alle assicurazioni e alle speculazioni di borsa), ennesimo attacco alle pensioni, finanziamento delle missioni di guerra, eliminazione di 3 miliardi di euro destinati alla sanità, 50.000 lavoratori della scuola in meno, colpo di spugna sulle illegalità nel precariato, indulto per i reati legati alla sicurezza sui luoghi di lavoro...
Ecco la politica del “governo amico”... Amico sì, ma dei padroni.
Interverrà
CORRADO DELLE DONNE
Coordinatore nazionale SLAI COBAS
Durante la serata verrà presentato il nuovo numero (9) di Primomaggio
PRIMOMAGGIO
Foglio per il collegamento tra lavoratori, precari e disoccupati
(redazione toscana)
EMAIL: primomaggio.info@virgilio.it
WEB: http://redazionepm.supereva.it
TEL: 339.6473677, 339.4505810
Comunicato stampa
Sciopero generale del 17 novembre dei cobas
LAVORATORI DELLE FABBRICHE FIAT ED ALFA ROMEO, DELL’INDUSTRIA, DEL PUBBLICO IMPIEGO E PRECARI CONTRO IL GOVERNO PRODI-MONTEZEMOLO E LA SUA FINANZIARIA
Oggi in campo i cobas con lo sciopero generale ‘contro il governo Prodi e la sua finanziaria e le sue politiche antioperaie ed antipopolari’. Preparata con assemblee pubbliche e nei luoghi di lavoro svolte in tutto il territorio nazionale (a cominciare da quelle nazionali del marzo 2006 al Politecnico di Napoli, e del maggio 2006 a Roma, in occasione degli 8 licenziamenti di sindacalisti Slai cobas attuati dalla Fiat all’Alfasud di Pomigliano col beneplacito del segretario Fiom Rinaldini, poi reintegrati dalla magistratura) oggi la giornata di protesta e mobilitazione sindacale, politica e sociale si tiene con manifestazioni e cortei nelle maggiori città (Milano, Torino, Genova, Padova, Trieste, Bologna, Firenze, Perugia, Ancona, Roma, Napoli, Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto, Catanzaro, Palermo, Cagliari ecc.) ed è stata indetta, unitariamente da tutti i sindacati di base: Slai Cobas, CUB RdB, Confederazione Cobas, USI, unicobas ecc. ‘incassando’ inoltre l’adesione di organismi studenteschi, centri sociali, nonché dell’organizzando dissenso politico che già lacera la base dei partiti di cosiddetta ‘estrema’ sinistra governativa, in particolar modo il partito dell’ex socialista (ed ex sindacalista della CGIL) Bertinotti, oggi presidente della Camera.
“Se i precedenti governi ‘amici’ di Dini, Prodi e D’Alema”… commenta il coordinamento nazionale dello Slai Cobas… “ hanno fatto scempio dei diritti dei lavoratori e di quelli sociali (basta ricordare il caporalato del lavoro in affitto, la controriforma della pensioni, la guerra in Jugoslavia, lo smantellamento della scuola pubblica, la bicamerale per l’involuzione privatistica della Costituzione) il nuovo governo confindustriale farà di peggio sia con questa finanziaria che con la concertazione con federmeccanica e CGIL-CISL-UIL che dal prossimo gennaio metterà a punto lo scippo del TFR dei lavoratori per rilanciare i fondi pensione integrativi privati cogestiti da aziende-sindacati, l’ennesima mazzata alle pensioni pubbliche, lo smantellamento della sanità pubblica col “Progetto Meridiana Sanità’, presentato a Cernobbio lo scorso 5 ottobre, sottoposto al ministro alla salute Livia Turco e realizzato, tra gli altri, con la collaborazione di Ignazio Marino (presidente della Commissione Sanità al Senato), Umberto Veronesi ed Elio Guzzanti (ex ministri alla sanità), Innocenzo Cipolletta (ex direttore generale Confindustria), Maria Pia Ruffili (Farmindustria): una svolta di tipo assicurativo anche per la sanità come già per le pensioni”. Il sabato lavorativo obbligatorio e l’ulteriore attacco ai diritti sindacali dei lavoratori rappresentano la cambiale del centrosinistra al vero Governo di questo governo: i forti poteri industriali e finanziari e quelli delle collegate lobbie sindacali di CGIL-CISL-UIL.
“Da Prodi non può venire niente di buono”…dichiara Mara Malavenda, lavoratrice dell’Alfasud e già deputato Cobas nella XIII legislatura:…”da presidente dell’IRI questo ex democristiano ha smantellato l’industria di stato e le partecipazione statali cominciando dalla svendita dell’Alfa Romeo alla Fiat attuata con storie di mazzette e fondi neri. Lo denunciammo in Parlamento quando votammo contro l’insediamento del suo primo governo (atti camera del 31 maggio 2001). Aspettiamo ancora sue risposte alle nostre accuse, ma non le darà a meno che non scelga di autodenunciarsi in Procura.”
Oggi Lo Slai Cobas propone, a tutte le forze del sindacalismo di base e dell’opposizione sindacale e politica, l’avvio di una forte campagna di mobilitazione per preparare dal basso una nuova manifestazione nazionale unitaria da tenersi nei prossimi mesi a Roma. L’obiettivo è di mandare a casa questo nefasto governo: abbattuto Berlusconi i lavoratori dovranno difendersi da Prodi”.Slai Cobas – Coordinamento Nazionale
PRESIDIO (ORE 9) A PIAZZA DEL POPOLO
E INCONTRO COL VICEPREFETTOIl 7 di novembre nei locali del Porto si è tenuto un incontro promosso dai sindacati di base per preparare questo importante sciopero. Sono intervenuti i lavoratori portuali, gli operai delle ditte di Polimeri, di Marcegaglia e i vigili del fuoco nel denunciare le condizioni di sfruttamento che li espongono ai pericoli quotidiani, i ricatti e il terrorismo padronale, l’enorme frammentazione dei lavoratori anche nella stessa unità produttiva e l’assenza di un sindacato che li tuteli perché colluso con i padroni, trasformato ormai in un’agenzia di collocamento.
Un’assemblea che ha dato la parola ai lavoratori, sfidando l’arroganza di padron Rubboli che l’aveva negata all’ultimo momento.
E’ necessario a questo punto essere coerenti e portare la battaglia sulla sicurezza fino in fondo, organizzarsi con i sindacati di base e scioperare il 17 per fare sentire la voce dei lavoratori che chiedono meno chiacchiere e più sicurezza.
AL PORTO: dopo l’omicidio bianco del giovane operaio interinale, Luca Vertullo, abbiamo detto basta! Non è certo fatalità l’incidente mortale, ma è conseguenza di un sistema di sfruttamento dovuto agli aumenti dei carichi di lavoro e dei tempi da record per imbarcare, dall’ aumento dell'orario con i doppi turni e con l'uso dello straordinario, dalla precarietà con l'utilizzo di lavoratori "in affitto" da parte dei nuovi caporali, le agenzie interinali e il ricatto occupazionale col terrorismo dei caporali di sempre (quadri tecnici), il rischio-salute per la nocività delle merci sbarcate nei piazzali (amianto, clinker), la presenza di telecamere che non servono alla sicurezza ma a controllare i lavoratori.
Si è avviata una vertenza con un esposto contro l'agenzia interinale INTEMPO, in quanto responsabile dell'inosservanza degli obblighi della 626 relativi al rapporto di lavoro di Luca Vertullo, contro il responsabile aziendale della sicurezza, contro il presidente della Cooperativa Portuale.
A POLIMERI: dopo l’incidente del 27 ottobre al NEOCIS che poteva risolversi in tragedia per 9 operai delle ditte di manutenzione è chiaro che la lotta per la sicurezza deve vedere in prima fila gli operai delle ditte esterne, quelli che, grazie ai confederali, sono operai di serie B, senza formazione, che denunciano:
molti trasferisti non fanno a tempo a conoscere gli impianti che passano ad uno nuovo, i rischi dovuti ai tempi brevi di fermata per manutenzione o alle prove di tenuta e di allineamento con gli operai che ancora lavorano, ore infinite di straordinario, i contratti precari, l’assenza di un registro per i mancati infortuni che, comunque, in molti casi non vengono nemmeno denunciati, il trasporto con lo stesso furgone che li porta all'ingresso e all'uscita, con le polveri e le fibre che gli rimangono addosso
ALLA MARCEGAGLIA: nelle banchine Frigoterminal continuano a sbarcare coils con amianto,
alla laminazione: vecchi macchinari e mancanza di aspiratore,
alla zincatura: 2 vasche di zinco a 450 gradi a cielo aperto, che disperdono vapori nocivi e in alcuni operai sono state trovate tracce di cromo nelle urine, la manutenzione è per i filtri delle macchine ma non per i climatizzatori che sono invece neri d'olio; non ci sono percorsi preferenziali per gli operai:
il tragitto per arrivare nei reparti è un caos totale (via vai di camion e ci sono stati 2 operai investiti da un hyster).PER TUTTE QUESTE RAGIONI CHIAMIAMO GLI OPERAI ALLO SCIOPERO DEL 17 NOVEMBRE DELL’INTERA GIORNATA
(TURNISTI: DALLE ORE 0-ALLE 24)FEDERMAR- (3356688565)-SLAI COBAS (3398911853)-RdB/CUB (3337731647
Comunicato
In occasione dello sciopero del giorno 17/11/2006 contro la finanziaria e il governo Prodi, che dal suo insediamento ha continuato su politiche liberiste che aiutano i padroni di questo paese! Altro che politiche a favore dei ceti deboli. Un governo cosiddetto di sinistra deve guardare con estrema attenzione all’evasione fiscale, al lavoro sommerso, all’abolizione definitiva del precariato,alla tutela del potere d’acquisto dei salari, tutelare l’età pensionabile, non toccare il tfr, avviare politiche sociali in grado di dare risposte alle tante famiglie bisognose, dire basta con le missioni di guerra; invece si preoccupa di non disturbare il manovratore (Padroni) e tartassa i lavoratori, i giovani, i pensionati. Con Rifondazione Comunista e cgil cisl uil che fungono da stampella a questa politica di lacrime e sangue, continuando così sulla scia del precedente governo Berlusconi.
E’ per tutto ciò che il giorno 17/11/2006 a partire dalle ore 9.30 terremo di fronte alla prefettura di Vibo Valentia una manifestazione contro questo governo e la sua politica.
SLAI Cobas Vibo Valentia
|
In preparazione dello sciopero generale del 17.11.2006 contro
CONFEDERAZIONE COBAS, SIN-COBAS, SLAI COBAS, SULT, USI INDICONO UN'ASSEMBLEA PUBBLICA MERCOLEDI' 15, ORE 21.00 C/O LA SEDE DELLO SLAI COBAS, VIALE LIGURIA 49, MILANO (MM2 Romolo) E INVITANO ALLA
MASSIMA PARTECIPAZIONE |
|
SCIOPERO GENERALE |
|
|
I profitti crescono, i salari reali scendono. La Finanziaria del governo Prodi, come quelle del governo Berlusconi, scarica sui lavoratori i costi del capitalismo italiano e del riequilibrio dei conti pubblici. |
|
|
|
|
contro il governo amico dei padroni |
|
|
|
|
Mercoledì 15
novembre |
VENERDI' 17 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE A MILANO PIAZZA CADORNA ORE 9.30 |
|
Slai
Cobas |
|
|
Elenco delle manifestazioni Ancona p.zza Diaz
ore 10 In PUGLIA sono previsti i seguenti presìdi:
|
Venerdì 17 novembre 2006
Il comunicato stampa del 26 ottobre sull'assemblea nazionale di sabato 28
dell'Assemblea Nazionale
Contro il governo Prodi - Contro la Finanziaria
Aumenti salariali, stop alla precarietà, democrazia nei posti di lavoro
ASSEMBLEA PUBBLICA NAZIONALE
Sabato 28 ottobre h. 9.00, sede dello Slai Cobas
Viale Liguria 49, Milano (MM2 Romolo)
in preparazione dello sciopero generale nazionale del 17
novembre indetto da tutti i sindacati di base contro la FinanziariaFINANZIARIA: PRESI PER IL … CUNEO
Manifesto dell'Assemblea Nazionale
La Finanziaria sarebbe equa e redistributiva per il governo Prodi, un “esproprio proletario” contro i “ceti medi” per il centro destra. Ma non è così. Come con le Finanziarie del governo Berlusconi, saranno sempre i lavoratori a pagare i costi della riduzione del debito pubblico e a sovvenzionare il padronato con nuovi aiuti, defiscalizzazioni e sconti sui contributi previdenziali.
I 33,4 miliardi di € della Finanziaria saranno infatti composti da 13 miliardi di nuove entrate (in buona parte le tasse che pagheranno in più i lavoratori) e da oltre 20 miliardi di “risparmi” (i tagli ai servizi che subiranno in particolar modo i lavoratori).
Questi tagli saranno di 3 miliardi sulla spesa sanitaria (meno sanità pubblica), 5 miliardi sui TFR e 5,265 miliardi sulla previdenza (meno pensioni), 4,3 miliardi sugli enti locali (più tasse) e 2,83 miliardi sulla pubblica amministrazione (aumenti irrisori per i lavoratori pubblici, riduzione del personale e peggioramento dei servizi).I lavoratori pagheranno (non ci saranno più occupazione, più salari e meno precarietà) e i profitti continueranno a salire. Mentre governo, opposizione e padronato ci prospettano sacrifici per “rilanciare l’economia”, nel primo semestre del 2006 le società quotate alla Borsa italiana hanno avuto 31,2 miliardi di € di utili netti (record storico), di cui 23,6 miliardi di utili netti solo per le prime 30 società (+ 27,7% sul 2005), e i ricavi (utili netti + tasse e ammortamenti) sono stati oltre dieci volte tanto! Queste società saranno tra le principali beneficiarie degli aiuti alle imprese previsti dalla Finanziaria.
Lo scontro sulla Finanziaria
Il governo Prodi e Cgil-Cisl-Uil sostengono che la Finanziaria non farebbe ricadere i costi del capitalismo italiano solo sui lavoratori, ma anche sui “ceti medi”. Grazie ad essa ci dovrebbero essere un rilancio economico e “benefici per tutti”, con una redistribuzione del reddito a favore dei settori sociali più deboli.
Il PdCI, Rifondazione Comunista (e quella parte del “pacifismo” e dei centri sociali legata alla “sinistra di governo”) chiedono qualche emendamento secondario, ma appoggiano la Finanziaria. Così sostengono la politica “liberista” del governo Prodi, come hanno già fatto appoggiando le spedizioni di guerra in Afghanistan e in Libano.
Il centro destra si schiera con i “ceti medi” contro la Finanziaria e la legge Bersani. “Ceti medi” che rifiutano misure finalizzate a far pagare loro le tasse e vorrebbero che fossero sempre e solo i lavoratori a farsi carico dei costi del capitalismo italiano. A loro spetterebbe solo una parte dei profitti, possibilmente … esentasse.
La Confindustria, nonostante la Finanziaria “aiuti” largamente il padronato, vorrebbe ancora di più. Mentre la Banca d’Italia, si lamenta che ci sono troppi pochi tagli alla spesa pubblica (ossia ai servizi sociali).Nello scontro sulla Finanziaria entrambi i due schieramenti in campo, centro-sinistra e centro-destra che rappresentano le due facce del capitalismo italiano, vorrebbero che i lavoratori li appoggiassero, ma soprattutto entrambi non vogliono che i lavoratori abbiano un proprio autonomo punto di vista e si mobilitino contro il nuovo attacco, l’ennesima stangata alle loro condizioni di vita e di lavoro.
Aumenti delle tasse
Aumentano i contributi previdenziali (Inps) dello 0,30% per i lavoratori dipendenti e del 4,5% (dal 18,5 al 23%) per i lavoratori a progetto (co.co.co). Questi aumenti saranno interamente a carico dei lavoratori, con una riduzione dei salari netti. In più, la prevista estensione ai precari della tutela della gravidanza (dal quarto mese e non per quella a rischio) e della malattia (dopo il 4° giorno e per un massimo di 20 giorni, pagata dai 9 ai 18 € al giorno) non potrà essere ottenuta dai precari, sempre ricattati con la minaccia della perdita del lavoro, che finiranno con pagare più tasse, senza alcun beneficio reale.
Aumenta la tassazione sul TFR. (per un reddito di riferimento di 20.000 € le aliquote sono così aumentate in questi anni: 2002 = 22,72%, 2005 = 23%, 2007 = 24%. Per i redditi superiori gli aumenti sono più elevati). In questo modo diminuirà il TFR a disposizione e dei lavoratori, sia per utilizzarlo allo scopo di acquistare una casa o per cure mediche, sia al momento del pensionamento con una riduzione del salario differito alla fine dell’attività lavorativa, rendendo più precaria la pensione.
Aumento delle tasse locali. Il calcolo delle addizionali regionali e comunali andrà fatto sul reddito di riferimento (con una triplicazione delle imposte da pagare se fossero mantenute le attuali aliquote). I comuni potranno aumentare l’Irpef dello 0,3 % e applicare un'aliquota secca dello 0,5 per mille sull'imponibile Ici per finanziare le opere pubbliche. Il rispetto del “patto di stabilità” comporterà una riduzione delle spese di comuni e provincia che, inevitabilmente, o taglieranno i servizi sociali o aumenteranno le tasse. In tutti e due i casi pagheranno i lavoratori.
Aumento dei tickets sanitari: 10 € a ricetta per visite specialistiche (che si aggiungono al ticket attuale) e da 23 a 41€ per il pronto soccorso se il medico non comproverà l’urgenza. Non solo garantirsi la salute costerà sempre di più, ma così si spiana la strada alla distruzione della sanità pubblica e all’introduzione di fondi sanitari privati (pagati dai lavoratori in busta paga) gestiti dalle assicurazioni, come sta avvenendo in sempre più contratti.
Aumento del bollo delle auto (classi Euro 3, 1, 0 rispettivamente di 0,12, 0,32, 0,42 cent. per kW). O ci compriamo un’auto nuova Euro 4 o 5 o pagheremo di più!
Cuneo fiscale: vengono ridefiniti le aliquote Irpef, la no tax area, le detrazioni e gli assegni familiari. Per i lavoratori con un reddito di riferimento tra i 15.000 e i 25.000 € l’aliquota aumenta dal 23 al 27% e solo se monoreddito e con figli a carico potrà forse avere qualche risicato beneficio dalla manovra. Ma nella generalità dei casi la modifica delle aliquote si compenserà con la variazione delle detrazioni e degli assegni familiari, ma i salari diminuiranno lo stesso per effetto degli aumenti delle altre tasse. In più i futuri aumenti di salari e pensioni saranno penalizzati dalle nuove aliquote.
Il cuneo fiscale non ridistribuisce reddito ai lavoratori e ai pensionati e mantiene in vita il meccanismo per cui il lavoro salariato è la principale fonte d’entrate per lo stato, a differenza dei profitti e delle rendite finanziarie.Attacco a TFR e pensioni
TFR: viene anticipata al 1° luglio 2007 la controriforma Maroni sulla previdenza completare. La finanziaria porta a compimento lo scippo del TFR, da versare nei Fondi Pensione col meccanismo del “silenzio-assenso” (il lavoratore che non comunica per iscritto la propria contrarietà vedrà finire in questi fondi il TFR che maturerà).
Verrà sottratto il 100% del TFR che maturerà ai lavoratori (delle aziende con più di 50 dipendenti) che non opteranno per i Fondi Pensione. Sarà versato in un fondo presso l’Inps, che servirà per finanziare le “grandi opere”!. Una misura per costringere i lavoratori a scegliere i Fondi Pensione privati e ad affidare la propria pensione alla Borsa e ai mercati finanziari.Le pensioni pubbliche saranno ancora ridotte. Governo e Cgil-Cisl-Uil hanno siglato un memorandum (mai sottoposto ad alcuna approvazione da parte dei lavoratori) in cui si impegnano entro il 31 marzo 2007 ad aumentare l’età pensionabile e a diminuire l’importo delle pensioni Inps. La Finanziaria, così, sferra il colpo decisivo alle pensioni pubbliche per favorirne la definitiva e completa privatizzazione, nonché riduzione. Già oggi la somma della pensione pubblica più l’integrazione dei Fondi Pensione, non fornirà una pensione uguale a quella attualmente erogata dall’Inps.
Tagli al settore pubblico
Pubblico impiego: le nuove assunzioni non dovranno costare più del 20% di quanto costava l'anno precedente il personale fuoriuscito. Saranno assunti non più di 8.000 precari (comprese 5.000 assunzioni già previste dalla scorsa finanziaria) e solo di lavoratori a tempo determinato da almeno tre anni e di CFL. I Co.Co.Co, gli interinali, gli LSU e gli esternalizzati non saranno assunti. Dei 350.000 precari del settore pubblico verrà stabilizzata solo una piccolissima parte, mostrando come tutte le promesse sul precariato del governo non fossero che propaganda elettorale.
Contratti del pubblico impiego. Le risorse consentiranno “aumenti” scaglionati per 2/3 nel 2008 dell’1,4% (ossia al di sotto dell’inflazione programmata!) e mancano le risorse per il 2006, necessarie per la copertura di contratti gia scaduti da 10 mesi. Si profila, quindi, uno slittamento dei contratti, con un loro allungamento di fatto a tre anni. Situazione che sarà aggravata dai tagli agli enti locali e che peserà sia sui lavoratori pubblici (meno salario, meno occupazione), sia su tutti i lavoratori e i pensionati con tagli dei servizi sociali.
Scuola: riduzione del personale, perché a fronte di 280.000 futuri pensionati è prevista l’assunzione di 150.000 docenti (molti precari) nei prossimi 3 anni, l’aumento degli alunni per classe e la riduzione degli insegnanti di sostegno. Aumentano, invece, i finanziamenti per le scuole private.
Sanità: 3 miliardi di € di tagli per la sanità, con una riduzione dell'1,4% delle risorse destinate al personale sanitario rispetto al 2004. Tagli e aumenti dei tickets significheranno una sostanziale riduzione dell’assistenza sanitaria pubblica e il peggioramento delle condizioni di lavoro in tutto il settore (meno salari, meno occupati).
Aiuti al padronato
Le aziende, comprese quelle già sottoposte a provvedimenti per cause e/o ispezioni di lavoro, potranno stabilizzare i precari versando solo la metà dei contributi dovuti.
Esenzione dai contributi per assegni familiari, maternità e disoccupazione, che saranno coperti con un apposito fondo costituito presso l’Inps e … riempito con le tasse dei lavoratori.
Cuneo fiscale: 5,4 miliardi alle imprese, pari al 60% del cuneo, che otterranno così uno sconto sull’IRAP e una deduzione di 5.000 € annui per ogni dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo dell’imposta, arrivando a 10.000 € per le regioni del mezzogiorno.
Una valanga di miliardi di € ai padroni cui si aggiungono i 10 miliardi che saranno subito loro restituiti dallo Stato per una sentenza della Corte di giustizia UE sull’IVA per le auto aziendali (13 miliardi in tre anni), oltre alla marea di soldi con la legge 488 e i contributi vari (UE, ecc..) a fondo perduto. Ancora una volta si dimostra che lo stato e il padronato sono “liberisti” quando si tratta di salari e servizi sociali, ma “assistenzialisti” quando si devono “difendere” i profitti.
Soldi per la guerra
Sono stanziati 4,5 miliardi di € in tre anni per aumentare le spese militari, comprese le missioni all'estero in Libano, Afganistan, Iraq ecc. con un apposito fondo. Per i servizi sociali i soldi mancano, ma per la guerra no.
Cosa proponiamo
La finanziaria del governo Prodi, in continuità con quelle del governo Berlusconi, non solo non realizza una redistribuzione del reddito, ma non offre nessuna soluzione ai problemi dei lavoratori e della precarietà. Dopo anni di salari e pensioni sempre più bassi, di diritti negati nei posti di lavoro e di continua precarizzazione di tutti i lavori, sono cambiati i suonatori, ma la musica è sempre la stessa: a pagare i costi del capitalismo italiano sono sempre i lavoratori.
L’unica “novità” è quella di coinvolgere limitatamente i “ceti medi”, cercando di far pagare loro un po’ più di tasse, scatenando la loro reazione, che viene presentata come l’unica contrapposizione alla Finanziaria. Quest’opposizione, gestita dal centro destra, non ha nulla a che fare con gli interessi dei lavoratori, anzi il suo fine è quello di far sì che in modo ancora più selvaggio siano sempre e solo i lavoratori a pagare col loro sfruttamento la crescita dei profitti.
Se nella ricerca di risorse finanziarie il governo Prodi ha cercato di colpire anche i “ceti medi”, però si è ben guardato dal toccare i profitti, le rendite finanziarie e i grandi patrimoni.
Deve essere chiaro che non otterremo dei risultati sul piano dei salari, delle pensioni, della lotta alla precarietà, sostenendo questa Finanziaria concertativa.
I lavoratori devono cominciare ad esprimere un proprio punto di vista, ad organizzarsi in modo indipendente, contrapponendo la difesa dei propri interessi alla salvaguardia di quelli del padronato (che sono spacciati come interessi di tutti).Continuando un percorso aperto con due precedenti assemblee nazionali, in marzo a Napoli e in maggio a Roma, lo Slai Cobas chiama a un confronto tutti i lavoratori, a prescindere dalla tessera sindacale che possono avere in tasca. Un’assemblea cui invitiamo a partecipare i singoli lavoratori, gli organismi sindacali, territoriali e politici che non si subordinano alla politica del governo Prodi, le organizzazioni sindacali di base che hanno indetto lo sciopero generale nazionale del 17 novembre contro la Finanziaria.
L’obiettivo è quella di realizzare, dal basso, un’unità di tutti i lavoratori su obiettivi che siano contro la concertazione governo – padronato – sindacati confederali, che siano contrapposti al corporativismo dei sindacati autonomi e che consentano di dar vita ad un movimento di massa che possa porsi offensivamente sul terreno del salario, della lotta alla precarietà e della democrazia nei posti di lavoro.
Con questa assemblea ci ripromettiamo di organizzare al meglio la partecipazione dei lavoratori allo sciopero generale nazionale del 17 novembre, ma anche di dare vita a una mobilitazione che prima e dopo di esso organizzi in modo permanente sempre più lavoratori nelle aziende e sul territorio, rivendicando:
Forti aumenti salariali per por fine a paghe sempre più basse
La reintroduzione della rivalutazione automatica di salari e pensioni
La riduzione generalizzata della giornata lavorativa
La fine della precarizzazione con la stabilizzazione a tempo indeterminato di tutti i precari e l'abolizione del "Pacchetto Treu" e della "Legge 30"
Il ripristino della pensione pubblica (con il vecchio sistema di calcolo retributivo e diminuendo l'età per la pensione), perché non sia trasferito il TFR né ai Fondi Pensione, né all'Inps.
La democrazia nei posti di lavoro, ponendo fine al monopolio della rappresentanza ai sindacati firmatari di contratto e conferendo direttamente ai lavoratori i diritti sindacali
PARTECIPATE ALL’ASSEMBLEA DEL 28 OTTOBRE
SCIOPERATE IL 17 NOVEMBRESlai Cobas
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
Sede nazionale: Viale Liguria 49, 20143 Milano, tel.fax 02/8392117, @mail: slaimilano@slaicobasmilano.org http://www.slaicobasmilano.org
Sede legale: Via Masseria Crispi 4, 80038 Pomigliano d’Arco (Na), tel.fax: 081/8037023, @mail: cobasslai@fastwebnet.it http://www.slai-cobas.orgMilano, 21.10.2006