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COMUNICATO STAMPA

La Cassa Integrazione subita dai lavoratori della Gepin Datitalia è illegittima!

I lavoratori tornano a manifestare e attendono che la Regione Campania e il Sanpaolo di Torino mantengano gli impegni presi

Il Giudice del Lavoro di Napoli, in data 10 Aprile 2006, dichiara illegittima la cassa integrazione decisa dalla Gepin Datitalia, e firmata inopinatamente da CGIL CISL e UIL, in quanto mancante, del tutto, dei criteri di individuazione dei lavoratori da sospendere e delle motivazioni alla base della mancata rotazione previsti per legge.
I lavoratori ottengono finalmente giustizia e lo Slai-cobas vede confermate, al 100%, le denunce che presentò, inascoltato, al Ministero del Lavoro di Roma e all’Ispettorato del Lavoro di Napoli.

La Regione Campania, assessori Gabriele e Cozzolino, in data antecedente a quella delle elezioni, aveva assicurato un suo diretto intervento sulla vertenza, al fine di risolvere completamente i problemi occupazionali in cui versa l’azienda.
L’Istituto Torinese IMI SANPAOLO, responsabile della vendita della società d’informatica ad un Gruppo che, fin dall’inizio, si sospettava incapace di sostenerla e di svilupparla e che si è rivelato, nei fatti, peggiore del previsto, nella persona del Dott. Capato, si era reso disponibile a fornire un solido contributo per la risoluzione del problema.

“Purtroppo” – dicono i lavoratori – “passato il Santo………passata la festa !”.
Proprio ora, che si confermano totalmente le denunce dei lavoratori e che l’Azienda minaccia iniziative ancora più gravi a carico degli stessi, la Regione Campania e l’Istituto torinese scompaiono dalla scena.

I lavoratori chiedono che vengano date risposte certe e chiare subito, che vengano formalizzati gli impegni presi, che i responsabili dell’ulteriore massacro occupazionale di Napoli si prendano le loro responsabilità, diano certezze e non scappino di fronte ai loro errori.

Giovedì 4 Maggio, all’isola A6 del Centro Direzionale di Napoli, presso la Regione Campania e Venerdì 5 maggio, a via Toledo, presso la sede centrale del Sanpaolo Banco di Napoli, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, i lavoratori manifesteranno denunciando, alla stampa e ai cittadini, le responsabilità emerse da parte del SANPAOLO e dell’Azienda, presentando i documenti che ne comprovano le malefatte.

Lo Slai-cobas dichiara lo stato di agitazione permanente, chiede a CGIL CISL e UIL di unirsi ai lavoratori e preannuncia una serie di denunce e ricorsi presso la Procura della Repubblica, presso il Ministero del Lavoro e dei Giudici del lavoro.

Pomigliano d’Arco 3 maggio 2006

Slai-Cobas Gepin Datitalia


COMUNICATO STAMPA

GEPIN DATITALIA CONDANNATA PER ATTIVITA’ ANTISINDACALE
PER IL LICENZIAMENTO DEL DELEGATO RSU DELLO SLAI-COBAS STEFANO FEDERICI

Il Giudice del Lavoro Maria Gallo, con sentenza depositata il 7 Febbraio presso il Tribunale di Napoli, ha condannato la società Gepin Datitalia a rimuovere gli effetti del comportamento antisindacale nei confronti della O.S. Slai-cobas, difesa dagli avv. A.Fele e G.Marziale, e quindi a sospendere gli effetti del licenziamento illegittimo comminato al delegato RSU Stefano Federici nel Luglio del 2005.
“E’ la conferma di quanto da tempo denunciamo. – dichiara lo Slai-cobas – Il licenziamento mirava a bloccare le iniziative sindacali e legali che il nostro delegato ha messo in campo contro le ripetute procedure di Cassa Integrazione, denunce che hanno fatto scattare anche un’indagine del Ministero del Lavoro e portato la nostra Organizzazione a presentare già due esposti alla Procura della Repubblica”.
Ed oggi, dichiara Stefano Federici, continuano a venir fuori ulteriori incongrui dati dai bilanci aziendali del 2004: Col trasferimento di commesse e progetti dalla Gepin datitalia di Napoli alla consorella Gepin S.p.A. di Roma si è determinato da un lato l’incremento di fatturato di quest’ultima pari a circa 7 milioni di euro e dall’altro la correlata perdita di circa 6 milioni di euro per la società napoletana. Inquietante appare, in tutto questo, l’esorbitante cifra spesa dalla Gepin Datitalia di Napoli in lavori dati ad aziende esterne, ammontanti, per l’appunto, a circa 6 milioni di euro, e questo proprio mentre l’azienda napoletana mette in CIGS a zero ore 98 lavoratori.
Sui fatti lo Slai-cobas preannuncia la presentazione di un nuovo esposto in Procura per fare luce su una vicenda dai contorni sempre più oscuri che sta rischiando di far fallire l’azienda e danneggiare gravemente i lavoratori, senza contare il costo degli ammortizzatori sociali collegati alla messa in “cassa” da oltre due anni dei lavoratori che sta comportando un enorme esborso a “perdere” di denaro pubblico.

Pomigliano d’Arco 9 Febbraio 2006

SLAI-COBAS Coordinamento Provinciale di Napoli


Comunicato stampa

GEPIN DATITALIA NAPOLI:
LUNEDI’ 25,
IN OCCASIONE DELL’INCONTRO TRA AZIENDA, SINDACATI, SANPAOLO BANCO DI NAPOLI E GIUNTA REGIONALE,
SCIOPERO E MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI ALLA REGIONE,
ORE 10.00 (CENTRO DIREZIONALE, ISOLA A-6),
CONTRO LA MESSA IN MOBILITA’ DI 98 ADDETTI
ED IL LICENZIAMENTO DI UN DELEGATO SINDACALE

8.700.000 EURO DI DEBITI ACCUMULATI DELL’AZIENDA NEI CONFRONTI DELLA KENOBI (CAPOGRUPPO DELLA GEPIN), E 9.500.000 EURO DI DEBITI ACCUMULATI VERSO IL FISCO A FRONTE DI ENTRATE PER 70.000.000 MILIONI DI EURO PER IL SOLO BIENNIO 2002/2003 ED ALTRI 10.000.000 MILIONI DI EURO DERIVANTI DALLA LIQUIDITA’ BANCARIA E IMMOBILIARE, SONO SOLO ALCUNE DELLE STRANE ‘ANOMALIE’ DI GESTIONE E FISCALI CHE HANNO PORTATO ALLO SFASCIO DELLE ATTIVITA’ E CHE IL SINDACATO SI APPRESTA A DENUNCIARE LUNEDI’ PROSSIMO SUL TAVOLO DELLA TRATTATIVA.
PREANNUNCIANDO INOLTRE UNA DENUNCIA IN PROCURA ED ALLA GUARDIA DI FINANZA PER SUPPORTARE LA MOBILITAZIONE IN CORSO PER LA TUTELA DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI E DELLA MISSIONE PRODUTTIVA AZIENDALE

L’attivazione della procedura di mobilità con l’imminente licenziamento di 98 lavoratori della Datitalia prelude alla prossima ed ‘inspiegabile’ chiusura delle attività della più importante azienda informatica del mezzogiorno, tra le prime in Italia.
Col provocatorio ed immotivato licenziamento di un delegato aziendale (Stefano Federici dello Slai Cobas – il sindacato annuncia l’immediato ricorso in Tribunale con l’attivazione della procedura d’urgenza prevista dall’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori e la richiesta al Giudice del Lavoro di condannare la società per comportamento antisindacale e riammettere al lavoro il proprio esponente), la Datitalia cerca lo scontro con le organizzazioni sindacali all’evidente scopo di ‘depistare’ la forte vertenza dei lavoratori in atto contro le incongruenze e l’illegittimità di una ristrutturazione-fantasma che da un lato fruisce a piene mani dei finanziamenti pubblici e dall’altro deindustrializza e licenzia. Infatti, proprio su ricorso dello Slai Cobas, dallo scorso ottobre 2004, il Ministero del Lavoro ha sospeso l’erogazione all’azienda dei finanziamenti pubblici indiretti relativi ad un illegittimo ciclo di cassa integrazione guadagni straordinaria che si sussegue senza soluzione di continuità da circa due anni in mancanza di un qualsiasi, benché minimo, piano industriale. La giunta regionale ed il ministero del lavoro, direttamente coinvolti in questo sciagurato processo di “business da deindustrializzazione” oggi devono responsabilmente attivarsi per impedire i licenziamenti e garantire tutela occupazionale ai lavoratori.

Rispetto alla gravissima situazione venutasi a creare lo Slai Cobas invita tutte le altre organizzazione sindacali presenti in azienda ad attivarsi per fare fronte comune a difesa dei diritti e dei bisogni dei lavoratori e ad intervenire alla manifestazione indetta per lunedì prossimo. Invita inoltre lavoratori alla massima vigilanza e mobilitazione.

Slai Cobas – coordinamento provinciale - Napoli, 22/7/2005


Gepin Datitalia
sciopero a oltranza

Sciopero ad oltranza dei lavoratori della Gepin Datitalia. Oggi come ieri scenderanno in strada per bloccare per l'intera giornata le attività della sede operativa della società di Arzano, domani quelle del San Paolo Banco di Napoli in via Toledo a Napoli.
Chiedono un intervento urgente da parte della Regione Campania che tuteli i 127 cassintegrati della società nata nell'ottobre del 2003 dalla fusione della Gepin Engineering e della Datitalia Processing, società informatica del Banco di Napoli.
Datitalia è l'unica società non passata al San Paolo nell'atto di acquisto del Banco di Napoli.
“ Temiamo - spiega Stefano Federici, Slai-Cobas - che il 20 luglio, giorno di chiusura della procedura di mobilità, 98 lavoratori siano licenziati. Attendiamo una risposta dalla Regione Campania”.
I lavoratori non si fermeranno fin quando non sarà istituito un tavolo istituzionale tra Regione, Gepin Datitalia e San Paolo Banco di Napoli. In assenza di risposte continueranno a bloccare le attività delle società. “Ieri - continua Federici - con il nostro blocco abbiamo interrotto le attività di trattamento degli assegni e degli effetti del San Paolo. È assurdo - conclude - che la Gepin Datitalia mandi in cassaintegrazione più di cento lavoratori e utilizzi per le commesse esterne 80 consulenti a Roma e cento a Napoli”.

7.7.05


COMUNICATO STAMPA

Gepin Datitalia

MAGGIO DEI MONUMENTI:
IL SAN PAOLO DI TORINO APRE LE PORTE ALLA CULTURA.
I LAVORATORI DELLA GEPIN DATITALIA MOSTRANO LA PINACOTECA DEI “CAPOLAVORI” REALIZZATI DALL’ISTITUTO TORINESE.

Sabato 21 maggio mattina, dalle ore 9,30, in occasione dell’apertura dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, in via dei Tribunali 213, i lavoratori della Gepin Datitalia mostreranno ai turisti i “capolavori” prodotti a Napoli dal San Paolo di Torino.
Cento licenziamenti e oltre 400 persone a rischio occupazionale, da aggiungere alle migliaia di posti di lavoro persi nel napoletano da quando i “piemontesi” sono venuti a “colonizzare” Napoli.
Solo questi sono i risultati che il San Paolo di Torino ha portato alla nostra città, disoccupazione e precarietà.
Con una operazione che lo Slai-cobas ha denunciato alla Procura della Repubblica, i torinesi si sono sbarazzati dei lavoratori della più grande azienda d’informatica napoletana svendendola alla famiglia Zavaroni di Roma, che in soli due anni è riuscita a produrre solo disoccupazione.
Quello che più sconcerta è che, nello stesso tempo, il San Paolo ha istituito la MOI, una divisione interna che svolge servizi bancari, senza integrare in essa, come sarebbe stato ovvio e naturale, i lavoratori Datitalia, che fornivano le stesse attività al loro maggiore azionista, il Banco di Napoli.
“Stiamo raccogliendo documentazione sulle irregolarità commesse da San Paolo di Torino nell’atto di vendita e le presenteremo alla Procura della Repubblica nella prossima settimana” dichiarano i lavoratori “la cosa che ci sorprende di più è il ruolo svolto in tutta questa vicenda dalla famigerata giunta Bassolino che, all’atto della vendita, proclamava grandi prospettive per i lavoratori ed oggi, di fronte allo sfascio annunciato e da noi denunciato, gira la faccia dall’altra parte e finge di non vedere.”
I lavoratori della Gepin Datitalia chiedono ai cittadini napoletani di boicottare l’Istituto torinese, in segno di solidarietà con la loro vertenza.
“Ricordiamo a tutti i cittadini che il San Paolo ha spostato grossa parte della produzione a Torino lasciando centinaia di famiglie senza lavoro, siamo certi che i napoletani capiranno e ci daranno una mano”.
La vertenza avrà il suo seguito in Pretura, dove sono già decine i ricorsi presentati dai lavoratori contro la vendita subita, e in Procura della Repubblica dove sono già state presentate varie denunce.

Napoli 20 maggio 2005 I LAVORATORI DELLA GEPIN DATITALIA

manifestazione 24 marzo esposto alla procura della repubblica

 

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