Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
IL TRIBUNALE DI NOLA CONDANNA LA FIAT A RISARCIRE 300.000 EURO COMPLESSIVI – NONCHE’ A REINTEGRARE NEL POSTO DI LAVORO – DUE OPERAI RISPETTIVAMENTE LICENZIATI, PERCHE’ AMMALATI, NEL 2005 E 2006
Si tratta dei sig.ri Francesco Carotenuto e Vitale Giovanni, licenziati rispettivamente dalla Fiat per <eccessiva morbilità> il 28 aprile 2005 ed il 9 giugno 2006.
Assistiti dagli avvocati Angelo Fele e Daniela Sodano dell’ufficio legale Slai cobas i due lavoratori hanno finalmente visti riconosciuti i loro diritti con due dispositivi emanati entrambi lo scorso mercoledì 17 marzo dalla dott.ssa Marisa Barbato del Tribunale di Nola in funzione di giudice del lavoro, che hanno annullato i licenziamenti e ordinato alla Fiat la reintegra al posto di lavoro condannando l’azienda a risarcire il danno causato ai ricorrenti mediante corresponsione di un’indennità pari alla retribuzioni globali di fatto maturate dalla data del licenziamento fino all’effettiva reintegrazione nel posto di lavoro, oltre al computo degli interessi legali e della rivalutazione monetaria. La Fiat è stata inoltre condannata al versamento all’INPS dei contributi assistenziali e previdenziali dalla data del licenziamento a quella della reintegra, nonché al pagamento delle spese legali. La cifra che l’azienda dovrà complessivamente risarcire ai lavoratori ammonta a circa 300.000 euro di cui 200.000 di risarcimento retributivo e 100.000 di risarcimento contributivo.
I licenziamenti in oggetto, comminati all’epoca dalla Fiat, prendevano a pretesto le assenze per malattia e la “prestazione discontinua” dei lavoratori che configgeva, a detta dell’azienda, con l’ordinato svolgimento dell’attività produttiva alle catene di montaggio della lavorazione dell’Alfa 147.
“La decisione del giudice di Nola”, dichiara lo Slai cobas, “ha nei fatti censurato la strumentale ed illegittima arbitrarietà con cui la Fiat licenzia a cadenza annuale decine di lavoratori ammalati per motivi innanzitutto politici ed improntati al massimo sfruttamento della forza lavoro”.
Infatti, le modalità di licenziamento dei lavoratori ammalati acquisiscono grande rilevanza sociale (lo stesso art. 32 della Costituzione garantisce precise linee di tutela generale per i cittadini ammalati) e sono pertanto soggette ad una disciplina specifica prevista dall’art. 2110 codice civile: in poche parole, alcun licenziamento per malattia può essere comminato fino a quando l’assenza del lavoratori non supera il termine stabilito dalla legge o dai contratti collettivi: il cosiddetto “periodo di comporto”. Nel caso in specie, il pdc, dato dalla sommatoria nel tempo degli eventi di assenza per malattia, è definito dall’art. 19 del CCNL metalmeccanici, che consente ai lavoratori con riscontrate patologie una pluralità di assenze pari, per sommatoria, a 9 mesi per anzianità di servizio oltre i tre anni e verificatesi nei tre anni precedenti ogni nuovo ultimo evento morboso. Nel caso dei due lavoratori ricorrenti la Fiat ha comminato arbitrari ed illegali licenziamenti imputando circa 200 assenze ad ogni lavoratore mentre la legge consente di assentarsi, in caso di malattia, per 270 giornate lavorative per un periodo di tre anni.Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 22/3/2010
Comunicato stampa
DISASTRO PRODUTTIVO A POMIGLIANO
• IL 40% DELLE VETTURE SCARTATE PER GRAVI DIFETTI
• LA FIAT NON RIESCE AD IMPOSTARE LA PRODUZIONE NEMMENO PER TRE GIORNI AL MESE SUI DUE TURNILa scelta di non confermare i 98 giovani contrattisti di fatto ormai licenziati dalla Fiat e “collocati” (con accordo sottoscritto recentemente tra parti sociali, sindacali ed istituzionali) in un fumoso “serbatoio” dal quale magari attingere, in “tempi migliori”… si è rivelata un vero e proprio suicidio produttivo per la Fiat Pomigliano: il 40% delle autovetture prodotte è scartata e scaricata fuori linea per gravi difetti tecnico funzionali ai motori e di montaggio o montaggio incompleto causato dal mancato approvvigionamento materiali. Inoltre la Fiat, in conseguenza del venir meno di 98 mansioni specialistiche (quelle di addetti ai muletti) è impossibilitata finanche al funzionamento dei due turni lavorativi nelle normali turnazioni: infatti, la linea di produzione 147 lavorerà i giorni 16 e 17 cm solo al primo turno ed i giorni 18 e 19 solo sul turno pomeridiano.
Infatti, col ‘licenziamento’ dei 98 giovani precari, in prevalenza ‘carrellisti’ ex DHL poi internalizzati dalla Fiat ed addetti alla movimentazione materiali ed all’alimentazione delle linee di produzione, è ‘collassato’ l’intero sistema di produzione e montaggio delle autovetture in quanto la Fiat è stata costretta non solo ad improvvisare nuove organizzazioni di lavoro sui reparti adeguate alla repentina riduzione degli organici ma anche a prelevare dalle linee di montaggio altrettanti lavoratori inidonei in quanto inesperti e mai ‘formati’ dall’azienda allo svolgimento di tali mansioni. Ciò non solo pregiudica ed impossibilita la produzione ma espone a serio rischio di infortuni anche mortali tutti i lavoratori all’interno delle officine. Evidentemente a Marchionne non sono bastati i troppi morti investiti dai “carrelli impazziti” in fabbrica degli anni passati: omicidi bianchi per analoghe violazioni i cui familiari sono ancora in attesa di tardivi pronunciamenti della magistratura di Nola.
Se questi sono gli effetti del cosiddetto piano Marchionne con la chiusura della fabbrica dal gennaio 2008 (quando l’a.d. annunciò la ristrutturazione impiantistica ed ingenti finanziamenti per il rilancio della fabbrica) e dove oggi non si riesce nemmeno a produrre per tre giorni al mese, è lecito chiedersi quale credibilità possano avere gli sbandierati programmi produttivi per il rilancio dello stabilimento di Pomigliano.Vero è che la stessa vettura Panda potrà rappresentare per Pomigliano il moderno “cavallo di Troia” nelle mani di Marchionne per attingere, con il complice avallo di CGIL,CISL e UIL, nuovi finanziamenti pubblici calpestando diritti e tutele dei lavoratori e procurando nuovi tagli all’occupazione.
Per far valere le giuste ragioni dei lavoratori resta prioritaria l’affermazione della democrazia in fabbrica a cominciare dalla elezione delle RSU. Elezioni rimaste bloccate perché i componenti di FIM FIOM, UILM, UGL e FISMIC in Commissione Elettorale dichiararono la loro indisponibilità a riunirsi perché la FIAT non gli retribuiva i permessi sindacali.TOCCA AI LAVORATORI RIPRENDERSI LA PAROLA !
Slaicobas Fiat Auto Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano 17/03/2010
FIGLI E FIGLIASTRI…
Non avevamo dubbi, abbiamo aspettato fino ad oggi ma conoscendoli, era prevedibile che ne avrebbero combinata un’altra.
Errani chiede al governo 38 milioni di euro
L'Emilia-Romagna chiede al governo 38 milioni di euro per i danni subiti nei giorni scorsi per colpa di "Andrea", la perturbazione che ha portato sull'intera regione una quantità di neve quale - in marzo - non si vedeva da tempo.
"In seguito alla grave ondata di maltempo, con forti precipitazioni nevose e mareggiate, che ha colpito tutto il territorio dell’Emilia-Romagna nei giorni 9, 10 e 11 marzo il presidente della Regione Vasco Errani ha chiesto oggi al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, d’intesa con le Province interessate e sentite le Prefetture, la dichiarazione dello stato di emergenza e l’assegnazione di adeguati mezzi e poteri straordinari per effettuare con urgenza gli interventi necessari al ripristino delle normali condizioni di vita nei territori interessati. (Non dimentichiamo anche le scuole chiuse)
Oggi all’incontro in direzione, abbiamo dovuto sentir piangere che non è colpa della FIAT e su questo non ci piove caro Barrile, ma non è neanche colpa degli operai!!!
Ci rifiutano le ferie quando ne avremmo bisogno NOI, però quando servono a LORO, per coprirsi le fermate di cassa integrazione sono velocissimi e non hanno problemi.
Riconoscere la
giornata di ferie solo a chi ha fatto un incidente o abita
lontano è meschino e pretestuoso, per dividere gli operai su un
diritto che va riconosciuto a tutti perché il disagio è ricaduto
su tutti.
(chi ha fatto degli incidenti forse era meglio che se ne fosse
stato a casa, visto il guadagno che ne ha avuto).
Di fronte a questa ulteriore ritorsione della FIAT, diciamo agli operai che non hanno scioperato contro i sabati comandati e che ancora intendono non aderire alla lotta, QUESTO VI SERVA DA LEZIONE, perché perdete ogni volta l’occasione per far pagare un prezzo a chi vi umilia e vi sfrutta!
Neanche i cani, accettano sempre le bastonate senza mordere.
Noi continuiamo la lotta perché vogliamo cercare di contrastare la condizione di sfruttamento e di sottomissione alla quale ci hanno relegato.
SABATO 20 E SABATO
27 MARZO
SCIOPERO DELLO STRAORDINARIO
CON PICCHETTO
RSU SLAI COBAS
NEW HOLLAND MODENA
16/03/2010
SLAI COBAS MODENA
COMUNICATO SINDACALE
Lo SLAI/COBAS di Modena e la sua RSU presente in CNH – Modena, soddisfatti per il positivo risultato del primo sciopero avvenuto il 6 marzo, contro lo straordinario comandato dall’azienda per i 4 sabati del 6, 13, 20, 27 di Marzo, auspicano che gli operai continuino sino in fondo alla lotta intrapresa.
Operai teniamo alta la testa e mostriamo al padrone la nostra tenacia, nel resistere di fronte all’ennesimo e spudorato ricatto, che dopo averci costretto a periodi di cassa integrazione ora mira a farci accettare dell’ulteriore sfruttamento, per obbiettivi che non serviranno a salvarci il posto di lavoro.
L’azienda ha dimostrato ancora una volta, che non si fa scrupoli pur di raggiungere i suoi obbiettivi e non a caso, al di l’à di ogni operazione ostruzionistica verso lo sciopero, ha messo a rischio la stessa incolumità fisica di operai e lavoratori, facendoli entrare anche attraverso varchi di norma chiusi (vedi l’ex-Comau) perché non idonei al passaggio, non essendo illuminati e interdetti da materiale accatastato e potenzialmente pericolante.
La prossima volta faranno il tunnel CNH dopo quello della Manica?…
Inoltre denunciamo il fatto che l’azienda ha utilizzato un lavoratore della SIRIO (vigilanza), mettendolo a lavorare in condizioni che ricordano “ARBEIT MACHT FREI” (AUSCHWITZ. 1945 ) chiuso in un gabbiotto senza riscaldamento, senza illuminazione.
Questo in piena sintonia con il codice etico di CNH, che viene tanto strombazzato dalla direzione?
Alla faccia della L.626 che l’azienda tanto predica, ma che poi disattende a suo uso e consumo.
Per non parlare poi di quando l’ostruzionismo aziendale allo sciopero ha preso una tinta grottesca, nel vedere il capo del personale con altri capi e dirigenti essere presenti in azienda già alle ore 04.00 della mattina e il Barrile trasformarsi in vigile urbano a sbracciarsi nel dirigere i crumiri ad entrare.
Ma che i dirigenti, i capi si prestino a tanto non ci fa meraviglia, con i compensi che ricevono.
Quello che è triste e squallido e che ci porta a dire “quanta amarezza” è il vedere che ci sono ancora operai che perseverano nel rompere il fronte comune, perché si illudono che agendo così loro si salveranno.
Non solo si pongono come nemici degli operai che lottano, nemici della classe operaia, ma si prestano ad essere lo strumento dell’accelerazione della nostra e loro stessa fine.
Ringraziamo le RSU FIOM e gli operai della Ferrari, gli operai e i lavoratori militanti del C.A.M., del CLARMO, e del COORCOLMO presenti al picchetto a sostenere la nostra lotta.
Ricordiamo agli operai e ai lavoratori della CNH di partecipare ai prossimi picchetti, perché non è solo sufficiente scioperare, rimanendo a casa, bisogna essere presenti in prima persona, sul fronte delle lotte.
Il sostegno di operai e lavoratori di altre realtà lavorative è utile, ma è prioritaria la presenza dei diretti interessati alla lotta.
SLAI COBAS MODENA 10/03/2010
RSU SLAI COBAS MODENA
Comunicato stampa
Il Coordinamento Provinciale e la RSU dello SLAI COBAS dello stabilimento NEW HOLLAND di Modena avendo dichiarato sciopero unitariamente con le altre RSU FIM, FIOM, UILM e FISMIC con picchetto, contro lo straordinario comandato dall’azienda sabato 6 e sabato 13 di marzo, mandano a dire alla NEW HOLLAND che:
SE RESTITUISCE IL MALLOPPO, PUÒ ANCHE ANDARE….. SU MARTE!!!
(oltre che in Brasile, Turchia, Russia, Polonia, Serbia, Cina ecc. ecc…)
Perché la FIAT, è da oltre cento anni che grazie a governi di tutti i colori politici intasca soldi pubblici, mentre invece quello che ha dato e continua a dare in cambio è solo sfruttamento e disoccupazione, esportando le realtà produttive all’estero.
Gli operai e i lavoratori italiani con tutti i soldi che hanno pagato in tasse nel tempo, dovrebbero essere loro i veri padroni della FIAT!
Lanciamo un appello agli operai e ai lavoratori del gruppo FIAT e non che sono cassintegrati, licenziati ad aderire a questa lotta. Perché è ora che gli operai e i lavoratori si ricolleghino tra di loro, sostenendosi a vicenda nelle lotte in corso delle varie realtà lavorative.
Pratica che è stata dimessa, ma deve essere ripresa perché solo con l’unione si diventa forti e si riescono a contrastare i padroni.
Il presidio sarà fatto davanti allo stabilimento della NEW HOLLAND di via Pico della Mirandola in corrispondenza con il primo turno di lavoro del mattino che va dalle ore (6-14).
SLAI COBAS Modena
RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND Modena
04/03/2010
NON ESISTONO PADRONI BUONI E PADRONI CATTIVI!!!
I capitalisti (padroni) non sono cattivi,
hanno solo un chiodo fisso in testa, quello di fare maggior
profitto con minore costo del lavoro.
E per raggiungere lo scopo sono disposti a tutto, altrimenti
crollerebbe il sistema dove loro vivono molto bene, a differenza
nostra.
Invitiamo gli operai ed anche gli impiegati ad aderire allo
sciopero che è stato indetto dalle RSU unitarie per i sabati
comandati.
Agli impiegati, diciamo inoltre, non pensiate di poter vivere
sempre di rendita sulle lotte operaie.
Non siete così indispensabili nel sistema, come alla stessa
FIAT.
Il vostro lavoro non produce profitto, ma serve di supporto alla
gestione stessa dei profitti.
Se il padrone con la crisi riduce il numero degli operai che
sono la forza lavoro che crea profitto, non fatevi troppe
illusioni per ciò che riguarda il vostro futuro.
Chi ha subito le due casse integrazioni passate a zero ore, può
testimoniare che nella seconda fermata del 91/92, la maggioranza
di lavoratori cassintegrati consisteva proprio in impiegati,
tenendo conto che nella la seconda ondata c’erano oltre 700
dipendenti.
Per non parlare poi di quanto è accaduto a Torino nell’80 quando
la FIAT ha prima usato gli impiegati i capisquadra, bottegai e
ruffiani di ogni sorta per sconfiggere la lotta in atto allora
degli operai, e poi quando questi non gli sono stati più
funzionali, sono stati ripagati con il licenziamento, (vedi gli
stessi organizzatori delle manifestazioni anti-operaie contro
gli scioperi degli operai).
Agli operai di Imola che lavorano con noi, facciamo appello
perché aderiscano pienamente a questa lotta, anche per la
ragione, che proprio loro hanno già vissuto in prima persona il
fatto che pur facendo tutti i sabati straordinari richiesti, la
fabbrica non è rimasta aperta e il posto non si è salvato.
Questa loro esperienza, deve servire da esempio e restare in
memoria anche agli operai di Modena.
Le minacce neanche tanto velate di Retus, dirigente della NEW
HOLLAND il quale dice che non accettando i sabati straordinari
si rischia la chiusura dello stabilimento, sono l’ennesimo
tentativo fatto con il ricatto di piegare gli operai, a un
ulteriore sfruttamento per il raggiungimento dell’interesse
padronale.
E sono al tempo stesso ragionamenti che hanno lo scopo di
mistificare la realtà, essendo ormai palese e sotto gli occhi di
tutti il fatto che tante fabbriche e aziende sono state chiuse,
sebbene gli operai e i lavoratori abbiano accettato di tutto e
di più perché ciò non accadesse.
Lo stabilimento della NEW HOLLAND di Imola, oggi chiuso è uno
tra gli esempi più recenti di tutto ciò. La fabbrica “fiore
all’occhiello” del gruppo a detta di Marchionne.
E un ulteriore prova di quanto stiamo dicendo e sostenendo,
viene dalle ultime notizie apparse sugli organi di stampa e non
solo:
Vedi il Resto del Carlino 27/02/2010 che riporta “aperta maxi
fabbrica della New Holland in Brasile a San Paolo, dove si
produrranno mietitrebbia, trattori e scavatrici e la produzione
non sarà rivolta solo al mercato brasiliano, inaugurata il 2
marzo 2010 da Marchionne in persona assieme a Lula presidente
del Brasile”.
I ponti che prima facevamo per la Turchia ora li producono lì.
Ci sono stati già degli incontri tra Putin presidente della Russia e i vertici FIAT per aprire un nuovo stabilimento della NEW HOLLAND in Russia.
Di fronte a tutto questo sarebbe fondamentale
e prioritario che gli operai comprendessero che la difesa del
posto di lavoro, passa dal rifiuto di ogni ricatto e l’impedire
ogni ulteriore forma di sfruttamento come lo è lo straordinario.
Se vogliamo resistere uniamoci a quanti lottano strenuamente
contro un sistema che ci sta portando alla rovina e lo
straordinario non fa che accelerare la nostra fine.
Migliaia di operai sono licenziati o in cassa integrazione e noi
dovremmo fare straordinario....
Se vogliamo che le cose cambino dobbiamo schierarci con la
nostra classe non come semplice solidarietà ma coscienti
soggetti che non accettano passivamente d'essere pezzi di un
ingranaggio che si può buttare quando non serve.
RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA
02/03/2010
SLAI COBAS MODENA
AGLI AZIONISTI
DIVIDENDI D’ORO…
…AGLI OPERAI MELFIZZAZIONE, LICENZIAMENTI E MISERIA
Venerdì 19 febbraio, ore 10.00 - sede Slai Cobas Pomigliano
ASSEMBLEA
Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano, 17/2/2010
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO: PIANO INDUSTRIALE FIAT: L’<ASPETTANDO GODOT> DI FIOM-FIM-UILM
Venerdì 19 febbraio - assemblea a Pomigliano
Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 16/2/2010
Come sconfiggere gli operai
Di fronte all’attacco portato da Marchionne nel gruppo FIAT, invece di unificare il fronte da nord a sud, si continua a scioperare fabbrica per fabbrica individualmente oppure si dichiara uno sciopero di sole 4 ore del gruppo, una tantum.
Per quale motivo, i dirigenti di Fim, Fiom, uilm, fismic e UGL non dichiarano uno sciopero vero con blocco delle merci, nelle fabbriche dove Marchionne e gli azionisti hanno maggior interesse a produrre e dove si fanno anche meno fermate di cassa integrazione.
Hanno forse paura che si saldi il fronte operaio, non vogliono correre il rischio di compattare gli operai della FIAT.
Da nord a sud il problema è uguale, espulsione della mano d’opera in “esubero” e successivo incremento di sfruttamento degli operai che rimangono per innalzare i profitti, che tra l’altro hanno raggiunto livelli stratosferici negli ultimi anni.
Il divario tra profitti e salari è aumentato a dismisura a discapito di noi operai, se vogliamo provare ad invertire la tendenza dobbiamo mobilitarci e smettere di ragionare come individui, ma cominciare a ragionare come classe con gli stessi interessi.
Solo così possiamo avere la possibilità di cambiare!
Quindi bisogna cominciare a collegarsi tra le varie realtà ed imporre i nostri interessi, non scimmiottare gli interessi della classe al potere (la borghesia).
Se i delegati o funzionari sindacali non cambiano rotta, un calcio nel culo e via, ma gli operai devono smettere di delegare in bianco, ed agire in prima persona.
E non dimentichiamo le dichiarazioni di Epifani perché sono illuminanti, nel rivendicare il merito: “che se in Italia a differenza della Francia i sequestri dei dirigenti non erano ancora avvenuti era grazie a loro”. Perché è come dire ai padroni, “non preoccupatevi, gli operai in Italia sono sottomessi e supini, ben tenuti sotto il nostro controllo”. (sebbene a livello salariale e ammortizzatori sociali in Francia siano messi meglio dell’Italia)
Non possiamo più indugiare, dobbiamo cominciare a collegarci, cominciamo a far pagare cara la nostra pelle!!!
RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA
29/01/2010
SLAI COBAS MODENA
FIAT AVIS
RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA - 21/01/2010
dai Cobas SLAI del gruppo FIAT (archivi 2009, 2008, 2007, 2006, 2005, 2004, 2003, 2002)