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QUEST'ANNO L'AZIENDA HA GIÀ PENSATO ALLE NOSTRE FERIE:
MENO GIORNI E PIÙ “CROCIERE”

Mentre si continuano a chiedere ulteriori straordinari agli operai è sotto gli occhi di tutti che all'interno dello stabilimento non c'è più spazio per parcheggiare le crociere e i ponti incompleti, che si accumulano.
Straordinari per fare incompleti e straordinari per recuperare gli incompleti.
Ma dove cazzo è la logica in tutto ciò?
Abbiamo i manager più pagati d'Europa, con questi bei risultati nell'organizzazione del lavoro.
Mentre noi operai siamo i meno pagati d'Europa e facciamo la fame con un salario di merda implorando straordinari, nell'illusione di mettere una pezza alla nostra miseria.
In tutto questo andazzo, il sopruso che più viene praticato dai capi e capetti è quello di negare le ferie agli operai a priori, diffondendo un forte malessere, quando tra l'altro ci sono alcuni che hanno accumulato addirittura, oltre 300 ore negli anni.
Confermando invece agli “amici”...la bellezza di un mese intero di ferie.
E non stiamo parlando di agosto!
Alcuni operai che hanno chiesto le ferie con circa due mesi di anticipo, si sono sentiti rispondere che per esigenze tecniche e produttive non potevano essere accontentati.
Ma ci prendono proprio per dei coglioni, se non riescono neanche ad organizzare il lavoro da una settimana all'altra, come dimostrano al montaggio nella linea crociere e non solo, dove dovendo fare questo sabato straordinario, per mancanza di materiale lo hanno rinviato al successivo.

E vengono a dirci che non possono accontentarci con le ferie, perché in questo caso, loro sanno già come sarà la situazione dell'organizzazione da qui a tre mesi.
Come diceva Totò “ma mi faccia il piacere!!!”

Se poi come già gira la voce, che per fare la terza settimana di ferie in agosto dobbiamo dare altri sabati straordinari, da questi ricatti non se ne esce più!

NON CI RESTA ALTRO DA FARE CHE SCIOPERARE!!!!!!!!!!!

SABATO 10 E SABATO 17 DI MAGGIO
SCIOPERO DELLO STRAORDINARIO
LO SCORRIMENTO NEL GIORNO DI RIPOSO

RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA 09/05/08
SLAI COBAS COORDINAMENTO PROV. DI MODENA


OPERAI CHE FARE?

VOGLIAMO COMINCIARE A RISALIRE O CONTINUARE A SCAVARE OLTRE IL FONDO DEL BARILE

I padroni vogliono mantenerci divisi e passivi, perché è grazie a questa nostra condizione di sfruttati, sottomessi e ricattati che loro possono continuare a godere indisturbati nello spartirsi la torta dei profitti, che cresce costantemente.

Da un recente studio pubblicato dalla BRI, (banca regolamenti internazionali) si attesta che i profitti sono passati dal 23,12% nel 1983, al 33% nel 2005. da Repubblica del 03/05/08.

Sottraendo così ai salari 7000 \ all'anno che significano al mese in busta paga 583 \.

Altro che il taglio dell'IRPEF e la detassazione degli straordinari propagandati mistificatoriamente dai sindacati confederali e i politici di destra e di sinistra borghesi.

Noi operai, dobbiamo comprendere che la pratica di correre ognuno per se, di arrangiarsi individualmente facendo straordinari o secondi lavori non ci salverà, perché non è una soluzione reale ai nostri problemi.

Più ci addentriamo in questa logica, più continueremo a scavarci la fossa lottando tra poveri, sempre più poveri, così facendo ci ridurremmo solo a dei miserabili.

Noi operai dobbiamo reagire a tutto questo, riorganizzandoci riconoscendo che la vera soluzione dei nostri problemi nasce solo da noi stessi.

Ricominciamo a stabilire come riappropriarci degli strumenti di lotta e di difesa, per fronteggiare il ricatto padronale sempre più forte, per affrontare l'aumento di sfruttamento stabilito attraverso i nuovi orari flessibili plurisettimanali.

Rafforzando la resistenza in atto da oltre dieci anni contro i sabati straordinari, che vengono concordati tra azienda e i sindacati concertativi FIM, FIOM, UILM e FISMIC.

Riportare la questione del salario dentro un ottica rivendicativa seria per il suo aumento. Contrastare le condizioni di lavoro alle quali siamo costretti, perché andare al lavoro oggi è come partire per la guerra, sai che parti ma non sai se torni.

Operai, non possiamo più sfuggire alle nostre responsabilità personali e lasciare così la nostra vita, il nostro presente e futuro che è anche quello delle nostre famiglie, nelle mani di avvoltoi e parassiti (politici e sindacalisti) venduti all'interesse padronale che vivono sulle nostre spalle. Decidiamo noi operai chi ci deve realmente rappresentare cominciando a rappresentarci in prima persona.

Per tutte queste ragioni e per discutere dei sabati straordinari indiciamo:

una assemblea per gli operai della NEW HOLLAND

per lunedì 05/05/08 dalle ore 21,00 in poi

presso il CAM in via Carteria 50 in centro a Modena.

RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA
SLAI COBAS COORDINAMENTO PROV. MODENA

 05/05/08


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

OPERAI CONTRO IL PIANO-MARCHIONNE ED I REPARTI CONFINO

PRESSOCHE’ TOTALE L’ADESIONE DEI LAVORATORI DEL 1° TURNO E DI QUELLO CENTRALE ALLO SCIOPERO DI 2 ORE (DALLE 12.00 ALLE 14.0) DECISO NELL’ASSEMBLEA GENERALE DI STAMATTINA DAI 3.000 ADDETTI ALLA FIAT ED ALLE AZIENDE COLLEGATE E CHE VEDE UNITI SINDATI CONFEDERALI E SLAI COBAS NELL’INDIZIONE DELLO SCIOPERO: CENTINAIA DI LAVORATORI HANNO MANIFESTATO SOTTO IL COMUNE DI POMIGLIANO D’ARCO DALLE 12.30 ALLE 14.30 MENTRE UNA DELEGAZIONE SINDACALE E’ STATA RICEVUTA DAL SINDACO ANTONIO DELLA RATTA E DAL VICESINDACO AGOSTINO LIBIO CHE SI SONO IMPEGNATI A CONVOCARE UN URGENTE CONSIGLIO COMUNALE SULLA QUESTIONE SPECIFICA DEI 316 LAVORATORI TRASFERITI AL REPARTO-CONFINO DEL POLO LOGISTICO DI NOLA E SU ‘PIANO MARCHIONNE E PROSPETTIVE PRODUTTIVE ED OCCUPAZIONALI A POMIGLIANO”.

INTANTO SI PREPARA L’ASSEMBLEA DEL 2° TURNO CHE SI TERRA’ IN FABBRICA DALLE 15.30 ALLE 16.30

SLAI Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 28/4/2008


Col ‘piano Marchionne’ la Fiat vorrebbe riportarci ai tempi bui degli anni ’20 e ’50, quando i militanti sindacali e gli ammalati venivano deportati ai reparti-confino e licenziati ed i vigilantes controllavano gli operai fin dentro al cesso. Queste cose accadevano ai tempi del fascista Valletta, ma già allora la lotta degli operai - a partire dalle grandi fabbriche del nord, dall’Alfa di Arese alla Fiat di Mirafiori - sconfisse prima il regime e poi la collegata dittatura Fiat.

RIPROPONENDO OGGI LA DITTATURA IN FABBRICA
LA FIAT SI COLLOCA FUORI DALLA STORIA!

Col cosiddetto ‘piano Marchionne’ la Fiat sta portando allo sfascio la fabbrica in una inquietante prospettiva di ridimensionamento produttivo ed occupazionale: a tre mesi dalla ripresa lavoro non si riescono a fare nemmeno 700 vetture al giorno sui due turni di lavoro e di queste la stragrande maggioranza è scartata per difetti di assemblaggio, verniciatura, e particolari mancanti. Gli impianti - e le strozzature tecniche - permangono ‘tal quali’ e cioè vecchi, fatiscenti di 40 anni e pericolosi per i lavoratori, e inalterata rimane la pretesa Fiat di scaricare sui lavoratori le gravi colpe aziendali del prospettato disastro industriale: accadde così Anche per l’Alfa di Arese! Non è un caso che la Fiat si rifiuta di fornire alle O.S. un credibile piano industriale per Pomigliano.

Nelle due precedenti assemblee generali del 10 e del 23 aprile i lavoratori dell’Alfa e delle terziarizzate hanno deciso - unanimi e a chiare lettere - che alcun accordo è possibile sul reparto-confino del ‘polo logistico’ di Nola in quanto ciò significherebbe ‘accettare e coprire’ le scelte aziendali di grave rappresaglia in atto nei confronti di iscritti e militanti sindacali nonché dei lavoratori RCL: i 316 lavoratori vanno tutti riportati in fabbrica nei posti di lavoro precedentemente occupati! Poi, a ‘bocce ferme’, si dovrà incalzare la Fiat sul reale futuro produttivo ed occupazionale dello stabilimento di Pomigliano partendo dalla constatazione che, ad oggi, il cosiddetto ‘piano Marchionne’ è rivelato - come all’epoca già denunciato dallo Slai Cobas - un vero e proprio bluff. Quali veri e seri investimenti economici la Fiat intende avviare per rammodernare e mettere in sicurezza gli impianti e quali modelli ed in che quantità saranno prodotti a Pomigliano? Su questo, e per sconfiggere la pretesa aziendale dei reparti confino e del peggioramento delle condizioni di lavoro, vanno discusse ed approvate in assemblea le proposte sindacali e le conseguenti ed ulteriori forme di lotta per far valere le ragioni dei lavoratori!

Lo Slai Cobas fa appello a tutti i lavoratori affinché le assemblee di oggi decidano la “messa a punto di strategie ed iniziative forti ed unitarie” tra tutti i sindacati presenti in fabbrica con proprie RSU. Iniziative ‘chiare, forti ed unitarie - e su mandato assembleare - come quelle che, lo scorso dicembre, hanno piegato DHL e Fiat bloccarono il licenziamento dei 103 giovani lavoratori interinali della DHL e ne imposero l’assunzione! Ciò perché, oggi, nessun sindacato degno di questo nome si può sottrarre alle proprie responsabilità ed al contrasto forte con la Fiat che pretende di instaurare logiche reazionarie e repressiva in fabbrica. A fronte del grave attacco alla democrazia ed ai diritti dei lavoratori ed a supporto alle lotte in corso lo Slai Cobas presenterà nei prossimi giorni un ricorso giudiziario con la procedura d’urgenza prevista dall’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori richiedendo la repressione della condotta antisindacale dell’azienda ed il rientro in fabbrica dei 316 lavoratori confinati al ‘polo logistico’. Anche su questo lo Slai Cobas richiede ai sindacati presenti in fabbrica con proprie RSU la disponibilità ad una iniziativa comune.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 28/4/2008


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO / OPERAI CONTRO IL PIANO MARCHIONNE E I REPARTI CONFINO

LE ASSEMBLEE DEI LAVORATORI SI SCHIERANO CONTRO IL PIANO MARCHIONNE ED I REPARTI CONFINO: UNITI I SINDACATI CONFEDERALI E LO SLAI COBAS CHE PROCLAMANO DUE ORE DI SCIOPERO AL GIORNO (STAMANE DALLE 12.00 ALLE 14.00) CON MANIFESTAZIONE A POMIGLIANO

LO SLAI COBAS (IL SINDACATO PIU’ COLPITO CON 100 ISCRITTI DEPORTATI AL POLO LOGISTICO DI NOLA E CHE STAMATTINA HA DISTRIBUITO 5.000 VOLANTINI AI LAVORATORI E SOTTOPOSTO UNA MOZIONE APPROVATA ALL’UNANIMITA’ IN ASSEMBLEA) ESPRIME FORTE SODDISFAZIONE PER L’ESITO DEL VOTO DEI LAVORATORI E DELLE INIZIATIVE UNITARIE

PRONTI I RICORSI LEGALI

Uniti fiom-fim-uilm e Slai Cobas contro il ‘piano Marchionne’ ed il reparto-confino del polo logistico all’interporto di Nola. Anche i sindacati confederali - dopo lo Slai Cobas - predispongono eventuali denunce contro la Fiat per antisindacalità.

In migliaia (circa 3.000 tra addetti Fiat ed aziende collegate) hanno partecipato alle assemblee tenute stamattina dalle 9.30 alle 10.30 nello stabilimento della Fiat Alfa Romeo di Pomigliano. Dopo l’introduzione di Andrea Amendola per la Fiom che bolla come …”inaccettabile la pretesa Fiat dei reparti-confino e l’incertezza produttiva data dalla mancanza di un valido piano industriale e propone 2 ore di sciopero al giorno con manifestazioni esterne alla fabbrica), è intervenuto Angelo Panico, operaio Fiat trasferito al reparto confino di Nola ed appartenente al coordinamento provinciale di Napoli dello Slai Cobas che ha presentato una mozione approvata per voto palese ed alzata di mano (nessun astenuto, nessun contrario):…”col cosiddetto piano Marchionne la Fiat sta portando allo sfascio la fabbrica come già è successo per l’Alfa Romeo di Arese”…”approviamo la proposta del segretario della Fiom ed invitiamo tutti i sindacati presenti in fabbrica con proprie RSU di supportare le lotte dei lavoratori anche con ricorsi giudiziari ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori richiedendo al giudice del lavoro la repressione della condotta antisindacale della Fiat e la discriminazione contro gli operai invalidi ed il rientro ai posti di appartenenza di tutti e 316 lavoratori deportati”. Anche la UILM (Crescenzo Auriemma interviene e si schiera per le due ore di sciopero al giorno condotte unitariamente e da mandato ai propri avvocati di verificare la percorribilità del ricorso legale) e la FIM (sugli stessi toni: intervento di Michele Liberti).

Oggi appuntamento alle 12.00 agli ingressi della fabbrica per le prime 2 ore di sciopero con manifestazione a Pomigliano.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 28/4/2008


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO / CONTRO IL ‘PIANO MARCHIONNE’ ED I REPARTI-CONFINO

“MISSION SEVEL NEVER DIE”: IN ELICOTTERO ALLA ‘APOCALYPSE NOW’ GLI UOMINI FIAT CONTROLLANO ‘DAL CIELO’ LA FORTE LOTTA DEI LAVORATORI DI POMIGLIANO CONTRO IL ‘PIANO MARCHIONNE’ E L’ISTITUZIONE DEL REPARTO-CONFINO AL POLO LOGISTICO DI NOLA DOVE L’AZIENDA, CON VERE E PROPRIE LISTE DI PROSCRIZIONE, INTENDE TRASFERIRE 316 LAVORATORI TRA POLITICIZZATI (DI CUI 100 ISCRITTI ALLO SLAI COBAS) ED AMMALATI PER EVIDENTI PATOLOGIE PROFESSIONALI. IN ELICOTTERO GLI UOMINI FIAT SCAVALCANO I ‘PICCHETTI’ SINDACALI PER TRASFERIRE LE FIANCATE DEL DUCATO DAL REPARTO STAMPAGGIO DI POMIGLIANO ALLA SEVEL DI VAL DI SANGRO.

Scoop dello Slai Cobas che, nella sua TV in internet (www.mogulus.com/slaicobastv) pubblica un filmato girato dagli ‘uomini-Fiat’, messo da loro su youtube e poi immediatamente ritirato: questo importante documento si commenta da solo e rappresenta la vera ‘filosofia’ autoritaria e repressiva della Fiat rilanciata dal ‘piano Marchionne’ e che punta alla ‘militarizzazione della fabbrica’ ed alle ‘epurazioni’ di infausta memoria dei militanti sindacali.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 24/4/2008


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO / CONTRO IL PIANO-FARSA DI MARCHIONNE ED I REPARTI-CONFINO

COME SLAI COBAS ABBIAMO FORTI RAGIONI E SIAMO CONSAPEVOLI DELLA NOSTRA FORZA DI RAPPRESENTANZA COLLETTIVA CONFERITACI CON VOTO FORMALE E PALESE DAI LAVORATORI DELLA FIAT E DELLE COLLEGATE AZIENDE TERZIARIZZATE OPERANTI ALL’INTERNO DEL PERIMETRO DELLO STABILIMENTO NELLE ASSEMBLEE GENERALI DI FABBRICA TENUTE SIA IL 10/4/2008 (APPROVAZIONE UNANIME DELLA MOZIONE PRESENTATA DA LUIGI APREA, DELEGATO RSU SLAI COBAS NELL’ASSEMBLEA DEL 1° TURNO E IN QUELLA DEL 2° TURNO), CHE IN QUELLE DI IERI (1° TURNO: MOZIONE PRESENTATA DA VITTORIO ZUCCHERINO PER LO SLAI COBAS ED APPROVATA UNANIMAMENTE - 2° TURNO: MOZIONE PRESENTATA DA SERGIO D’ALESSANDRO PER LO SLAI COBAS ED APPROVATA UNANIMAMENTE)

Tentare di ‘declassare’ le assemblee di ieri ad ‘riunioni’ di poche centinaia di lavoratori come fatto da qualche sindacato confederale significa offendere l’intelligenza dei lavoratori e dei giornalisti: possibile che alle assemblee sindacali retribuite convocate ieri congiuntamente da FIOM-FIM-UILM-FISMIC abbiano partecipato (nel primo e nel secondo turno) appena ‘”poche centinaia di lavoratori?! Assemblee svolte a ‘caldo’ su tematiche e forti vertenze sindacali in atto contro il ‘piano Marchionne’ che sta portando allo sfascio lo stabilimento ed contro il collegato reparto-confino del polo logistico?! Vertenze interessanti circa 7.000 lavoratori del primo e secondo turno e di quello centrale della Fiat e delle aziende collegate operanti all’interno del perimetro dello stabilimento di pomigliano: delle due l’una: o è una bufala (come in effetti è avvenuto per ‘coprire’ la scelta assembleare e pubblica dei lavoratori di accettare le argomentazioni presentate dallo Slai Cobas e di votarne tutti la mozione presentata), oppure in fabbrica FIOM-FIM-UILM-FISMIC non rappresentano neppure se stessi.

Né fa gli interessi dei lavoratori chi, isolato, tenta di trasformare in questioni di ordine pubblico (con tafferugli per mera propaganda mediatica) nel ruolo di ‘sindacato civetta’ con azioni attuate da persone esterne ed estranee ai lavoratori della fabbrica: il cosiddetto ‘sciopero’ di oggi (tanto gonfiato da alcuni media compiacenti) è miseramente fallito, mancando l’indizione di sindacati rappresentativi presenti in fabbrica.

Resta il fatto che tutti i lavoratori della fabbrica hanno rispedito al mittente il ‘piano Marchionne’ ed il reparto-confino e FIOM-FIM-UILM e FISMIC (e quindi non più solo lo Slai Cobas), nelle assemblee di ieri hanno fatto retromarcia (dall’auspicato accordo con ‘garanzie’ sul ‘polo logistico’ al… “rientro di tutti i 316 lavoratori - di cui 100 iscritti allo Slai Cobas - nei posti di lavoro precedentemente occupati nei reparti Fiat”. Altro fatto interessante è che, dopo le assemblee di ieri, e davanti alle migliaia di lavoratori presenti (4.000 in entrambe le assemblee), FIOM-FIM-ULIM-FISMIC hanno ‘sposato’ le tesi di Slai Cobas sull’esistenza di vere e proprie liste di proscrizione redatte dalla Fiat per allontanare dalla fabbrica 316 lavoratori tra militanti sindacali ed invalidi. In questo caso, oltre alla programmazione di prossime lotte congiunte per sconfiggere il grave attacco antisindacale e discriminatorio messo in atto dalla Fiat nei confronti delle O.S. e dei lavoratori ammalati, lo Slai Cobas propone ‘coerenza con quanto pubblicamente affermato dai confederali e l’avvio comune e congiunto di un ricorso ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori contro la Fiat per la repressione di condotta antisindacale ed il rientro in fabbrica dei 316 lavoratori. Comunque, su mandato assembleare dei lavoratori ed in appoggio alle lotte sindacali in corso, lo Slai Cobas, anche da solo, avvierà il ricorso legale con l’attivazione della prevista procedura d’urgenza.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 24/4/208


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO / OPERAI CONTRO I REPARTI CONFINO

VOTATA ALL’UNANIMITA’ ANCHE DAGLI OPERAI DEL 2° TURNO LA MOZIONE DELLO SLAI COBAS CHE RITIRA IL MANDATO A TRATTARE AI SINDACATI CONFEDERALI NELL’INCONTRO IN SVOLGIMENTO PRESSO L’UNIONE DEGLI INDUSTRIALI DI NAPOLI: “I 316 LAVORATORI TRASFERITI DALLA FIAT AL REPARTO-CONFINO DI NOLA DEVONO TUTTI RIENTRARE AI POSTI DI LAVORO PRECEDENTEMENTE OCCUPATI”…”TRATTARE CON L’AZIENDA SULLE ‘GARANZIE’ SIGNIFICA ACCETTARE LE LISTE DI PROSCRIZIONE E LE GRAVI DISCRIMINAZIONI IN ATTO”…”UN ACCORDO IN TAL SENSO METTEREBBE LE O.SS. CHE DOVREBBERO FIRMARLO ‘FUORI’’ DALLA DEMOCRAZIA SINDACALE E DALLE DECISIONI DEI LAVORATORI FORMALMENTE ESPRESSE NELLE ASSEMBLEE ORDIERNE CONVOCATE DAGLI STESSI SINDACATI CONFEDERALI”.

LO SLAI COBAS, CHE E’ IL SINDACATO PIU’ COLPITO DALLE REPRESSIONE AZIENDALE (CON CIRCA 100 ISCRITTI TRASFERITI DALLA FIAT ALL’UNITA’ CONFINO DI NOLA), A SUPPORTO DELLE LOTTE DI QUESTI GIORNI E SU MANDATO DELLE DECISIONI ASSEMBLEARI FORMALMENTE ESPRESSE DAI LAVORATORI, PREANNUNCIA PER I PROSSIMI GIORNI L’ATTIVAZIONE DELLA PROCEDURA D’URGENZA PREVISTA DALL’ART. 28 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI CON LA RICHIESTA ALLA MAGISTRATURA DEL LAVORO DI INVALIDARE IL TRASFERIMENTO IN ATTO NONCHE’ EVENTUALI ACCORDI SINDACALI LESIVI DEI DIRITTI SOGGETTIVI DEI LAVORATORI NONCHE’ DI QUELLI SINDACALI”.

Anche i lavoratori del 2° turno (come già stamattina quelli del 1° turno e del turno centrale), nell’assemblea generale svoltasi nel pomeriggio in fabbrica dalle 15.30 alle 16.30, hanno votato unanimi e per alzata di mano (nessun contrario, nessun astenuto) la mozione, presentata questa volta da Sergio D’Alessandro, operaio e militante dello Slai Cobas trasferito (insieme ad altri 315 lavoratori) alla costituenda unità-confino di Nola.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 23/4/2008


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO / OPERAI CONTRO I REPARTI CONFINO

LE ASSEMBLEE DEI LAVORATORI APPROVANO UNANIMI LA MOZIONE DELLO SLAI COBAS: “ I 316 LAVORATORI TRASFERITI DALL’AZIENDA AL REPARTO-CONFINO DI NOLA IN VIOLAZIONE DELLO STATUTO DEI LAVORATORI DEVONO RIENTRARE IN FABBRICA AI POSTI DI LAVORO PRECEDENTEMENTE OCCUPATI ”… “IL COSIDDETTO PIANO MARCHIONNE STA PORTANDO ALLO SFASCIO LA FABBRICA”…”ALCUN ACCORDO SINDACALE IN ‘PEJUS’ - E LESIVO DEI DIRITTI INDIVIDUALI DEI LAVORATORI NONCHE’ DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI - PUO’ ESSERE SOTTOSCRITTO DA ALCUN SINDACATO IN QUANTO I LAVORATORI RITIRANO IN TAL SENSO IL MANDATO A TRATTARE”

SI PRESENTA DIFFICILE L’INCONTRO PREVISTO ALLA 11.00 DI STAMATTINA TRA FIAT E SINDACATI CONFEDERALI PRESSO L’UNIONE DEGLI INDUSTRIALI DI NAPOLI

Clima sereno ma estremamente fermo in fabbrica nella volontà di rispedire al mittente il ‘piano Marchionne’ ed il collegato ed inaccettabile ‘reparto-confino del polo logistico di Nola’ dove la Fiat intende trasferire 316 tra lavoratori sindacalizzati - 100 tra loro iscritti allo Slai Cobas - ed invalidi (con ridotte capacità lavorative per evidenti patologie da lavoro da sforzo prolungato).

Nell’assemblea generale di stamattina del 1° turno e di quello centrale e svolta dalle ore 09.00 alle 10.00, i circa 2.500 lavoratori Fiat e delle aziende collegate operanti all’interno del perimetro di Pomigliano d’Arco presenti hanno approvato per alzata di mano ed all’unanimità (nessun contrario, nessun astenuto) la mozione dello Slai Cobas presentata da Vittorio Zuccherino, uno dei militanti dello Slai trasferito dalla Fiat al reparto-confino di Nola.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 23/4/2008


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

LO SLAI COBAS AVVIA LA VERTENZA LEGALE:
A FINE MESE SI PRESENTA IL RICORSO CONTRO IL REPARTO-CONFINO
L’INIZIATIVA A SUPPORTO DELLE LOTTE DEI LAVORATORI

…”SE LA FIAT CON VERE E PROPRIE LISTE DI PROSCRIZIONE AVVIA AL REPARTO-CONFINO DEL POLO LOGISTICO 316 OPERAI SINDACALIZZATI ED INVALIDI, RICHIEDERE ALLA FIAT UN ACCORDO DI ‘GARANZIA’ PER QUESTI LAVORATORI (COME FANNO I SINDACATI CONFEDERALI E TUTTI GLI ALTRI AD ESCLUSIONE DELLO SLAI COBAS) SIGNIFICA ACCETTARE DI FATTO LE SCELTE AZIENDALI DI DISCRIMINAZIONE E TRASFERIMENTO PUNITIVO DI MASSA VIETATE DALLO STESSO STATUTO DEI LAVORATORI”.

PER QUESTI MOTIVI LO SLAI COBAS (CHE CON 100 ISCRITTI TRASFERITI DALLA FIAT AL REPARTO CONFINO DELLA LOGISTICA E’ IL SINDACATO MAGGIORMENTE COLPITO A FRONTE DELLE POCHE DECINE DI ISCRITTI APPARTENENTI A TUTTE LE ALTRE SIGLE CONFEDERALI E NON) NON SI E’ PRESENTATO ALLA RIUNIONE DI IERI CON LA FIAT NE’ HA PARTECIPATO ALLA MANIFESTAZIONE DI POCHE DECINE DI PERSONE CHE RICHIEDEVANO DI INCONTRARSI CON LA FIAT E SVOLTA IERI IN PIAZZA DEI MARTIRI A NAPOLI) ED HA GIA’ PREDISPOSTO L’ATTIVAZIONE DELLE PROCEDURE DI LEGGE PER L’IMMEDIATA ATTIVAZIONE DI UN RICORSO GIUDIZIARIO D’URGENZA EX ART. 28 L. 300/1970 CON LE RICHIESTE DI REPRESSIONE DELLA GRAVE CONDOTTA ANTISINDACALE MESSA IN ATTO DALLA FIAT E DI IMMEDIATO RIENTRO - AI POSTI DI LAVORO PRECEDENTEMENTE OCCUPATI - DI TUTTI I 316 LAVORATORI DISCRIMINATI: GIA’ 100 LAVORATORI HANNO IMPUGNATO E CONTESTATO ALLA FIAT, CONGIUNTAMENTE AL SINDACATO, “IL PROVVEDDIMENTO DI TRASFERIMENTO GEOGRAFICO E DI MUTAMENTO DELLE MANSIONI IN QUANTO ILLEGITTIMO, IRRITUALE E DISCRIMINATORIO E RICHIESTO, AI SENSI DI LEGGE, LA SPECIFICAZIONE DEI MOTIVI DEL PROVVEDIMENTO SETSSO, CIO’ ANCHE CON RIFERIMENTO AI CRITERI DI SCELTA ADOTTATI NELL’INDIVIDUAZIONE DEI LAVORATORI DESTINATI ALL’UNITA CONFINO’ DI NOLA”.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 17/4/2008


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

I LAVORATORI SCIOPERANO COMPATTI AL PRIMO E SECONDO TURNO CONTRO IL ‘PIANO MARCHIONNE’ ED I REPARTI-CONFINO: PARALIZZATA LA PRODUZIONE

Dopo l’approvazione nelle assemblee generali di ieri della mozione presentata da Luigi Aprea delegato RSU dello Slai Cobas, stamattina, già dalle prime ore dell’alba, mobilitazione compatta dei lavoratori - appartenenti a tutte le sigle sindacali - contro il ‘piano Marchionne’ ed i suoi disastrosi effetti che ha portato alla paralisi totale degli impianti. Paralizzate le catene di montaggio anche al 2° turno. Una unità ‘tecnica’ che non nasconde le forti divergenze e polemiche ancora in atto tra lo Slai Cobas ed i sindacati confederali di Fiom-Fim-Uilm-Fismic.

“Accettare una trattativa-farsa con la Fiat da parte di Fiom-Fim-Uilm-Fismic significa nei fatti accettare la sostanza dei reparti-confino e dello liste di ‘proscrizione’ con cui l’azienda intende ghettizzare i lavoratori ‘indesiderati’ per motivi sindacali o per ridotte capacità lavorative conseguenza delle diffuse patologie professionali da sforzo prolungato che ormai colpiscono alcune migliaia di lavoratori”… dichiara lo Slai Cobas…” il passo successivo porterà alla prossima cessione di questi lavoratori a ditte esterne col prevedibile e collegato carico di cassa integrazione, mobilità e licenziamenti come tra l’altro già è avvenuto per la KSS di Arzano o per la procedura di mobilità avviata dalla Novafero con l’accordo dei sindacati confederali e lo Slai Cobas che è l’unico sindacato che non ha firmato l’accordo. Un processo – quello delle liste di proscrizione e dei reparti-confino destinato ad estendersi ad altri lavoratori sia della Fiat che delle collegate aziende di servizio e fornitrici in funzione dell’incapacità produttiva data dal mancato riammodernamento impiantistico.Oggi, ad oltre due mesi dalla ripresa lavoro, gli impianti (fatiscenti di 40 anni) restano’ tal quali’ e non consentono la produzione: 4.000 vetture difettate sono in questi giorni accatastate nei reparti della fabbrica e l’azienda non è nemmeno riuscita, a casusa dello note strozzature tecniche, a fare i 4 sabato di recupero programmati. Inoltre, della logistica già si occupa la DHL: a che serve un ‘secondo’ polo logistico, se non alla sola espulsione dei lavoratori”?

Intanto, in crisi per lo sciopero in corso, la Fiat ha convocato in extremis, nel pomeriggio, un incontro ‘urgente’ con i soli sindacati confederali (alle 14.30 presso la sede dell’Unione degli Industriali di Napoli) mentre lo Slai Cobas, che è il maggior sindacato colpito dalle liste di proscrizione (circa 100 dei 316 lavoratori sono iscritti allo Slai Cobas a fronte di 50 appartenenti a tutti gli altri sindacati) già preannuncia, inoltre, una nuova denuncia alla magistratura del lavoro attivando la procedura d’urgenza prevista per i sindacati dall’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, e con la richiesta di ‘rimozione del reparto confino del polo logistico’ (per effetto del comportamento illegittimo ed antisindacale messo in atto dall’azienda in violazione della legge n. 300/70) ed il ‘rientro di tutti i 316 lavoratori nei precedenti reparti di appartenenza in quanto l’esternalizzazione dei lavoratori è inficiata dal grave e reiterato comportamento antisindacale messo in atto dalla Fiat nei confronti dello Slai Cobas ed in consapevole e reiterata violazione dell’obbligatorio principio di correttezza e buonafede incombente su parte datoriale.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 11/4/2008


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

PREVALGONO LE POSIZIONI SLAI COBAS ANCHE NELLE ASSEMBLEE DEL 2° TURNO: TUTTI I LAVORATORI E TUTTI I SINDACATI SCHIERATI CONTRO MARCHIONNE ED IL SUO ‘PIANO’ E CONTRO I REPARTI-CONFINO
SI PREVEDE ALTISSIMA LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI ALLO SCIOPERO DI DOMANI

Assemblea affollata e ad altissima partecipazione anche al del secondo turno (dalle 16.00 alle 17.00). Unanime il consenso espresso per alzata di mano dagli oltre 2.000 lavoratori presenti (nessun contrario, nessun astenuto) alla mozione presentata da Luigi Aprea, delegato RSU della componente dello Slai Cobas:

…“il piano Marchionne sta portando al voluto sfascio produttivo ed occupazionale della fabbrica con migliaia di vetture che si accatastano difettate nei piazzali. La costituzione del cosiddetto polo logistico - che a nulla serve tranne che a sbattere fuori i lavoratori - è la logica delle liste di proscrizione e dei reparti confino con cui la Fiat punta a scaricare sulla pelle dei lavoratori le scelte aziendali di ridimensionamento produttivo ed occupazionale: nessun mandato a trattare con l’azienda in merito al polo logistico è dato dai lavoratori ai sindacati confederali e lo sciopero di domani è non solo contro i reparti confino ma anche contro l’interezza del ‘piano Marchionne’ che già ha portato tra l’altro alla chiusura della KSS di Arzano ed alla nuova procedura di mobilità alla Novafero e sta pregiudicando il futuro produttivo ed occupazionale di Pomigliano”.

Questa in sintesi la parte conclusiva della mozione dello Slai Cobas approvata dall’assemblea sugli stessi contenuti espressi dai lavoratori in quella di stamattina. Da domani ci vorrà un piano di vero sviluppo e tutela occupazionale e produttiva, nonché dei diritti sindacali e soggettivi dei lavoratori: l’a.d. della Fiat è stato ‘rispedito al mittente’. Intanto domani riparte la lotta: appuntamento alle ore 05.00 alle portinerie.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo – Pomigliano d’Arco, 10/4/2008


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

SI RIBALTANO LE POSIZIONI SINDACALI NELLE ASSEMBLEE GENERALI: TUTTE LE ORGANIZZAZIONI SI SCHIERANO – SENZA ‘SE’ E SENZA ‘MA’ - CONTRO IL ‘PIANO MARCHIONNE’ ED I REPARTI CONFINO
DOMANI SI SCIOPERA A POMIGLIANO MENTRE ALLA PROCURA DI NOLA INIZIA LA DISCUSSIONE DELLE PRIME CAUSE CONTRO LA FIAT DENUNCIATA DALLO SLAI COBAS PER COMPORTAMENTO ANTISINDACALE

Pieno consenso ha riscosso tra i lavoratori la posizione dello Slai Cobas illustrata da Luigi Aprea, delegato RSU di fabbrica, nella affollata assemblea che si è tenuta questa mattina nel grande piazzale antistante la portineria n. 3 e che nei fatti ha ‘ribaltato’ le originarie posizioni dei sindacati confederali che fino ad ieri ancora plaudivano al piano-Marchionne. “Un ‘piano’ che sta portando allo sfascio produttivo ed occupazionale lo stabilimento ed alla predisposizione aziendale di vere e proprie ‘liste di proscrizione e reparti confino’ per lo ‘sfoltimemto antisindacale’ degli organici”. La chiusura della KSS di Arzano dalla scorso gennaio con 103 licenziamenti sono figli del ‘piano Marchionne’, come l’annuncio dato proprio stamattina dalla Novafero (movimentazione vetture interna alla Fiat) di licenziare e collocare in mobilità, dal prossimo 1° maggio, 9 lavoratori su un organico di 60 addetti”.

Lo Slai Cobas ‘incassa’ il risultato delle assemblee di stamattina e ‘rilancia’ indicendo a sua volta, sempre per domani, otto ore di sciopero coincidenti con l’iniziativa di fiom-fim-uilm-fismic.

Intanto, mentre l’ufficio legale dello Slai Cobas sta predisponendo vertenze legali a supporto della mobilitazione in atto per il rientro ai precedenti posti di lavoro dei 316 ‘confinati’ ai corsi-fantasma di Napoli, sempre domattina, alle ore 11.00 (Tribunale di Nola, giudice Pizzella) inizia la causa intentata contro la Fiat dallo Slai Cobas per la repressione di condotta antisindacale messa in atto dall’azienda in occasione degli scioperi dello scorso gennaio con una miriade di provvedimenti disciplinari ed il tentato licenziamento di 3 delegati dello Slai Cobas, ed altri dei sindacati confederali. E sempre al Tribunale di Nola, giudice Basso, il prossimo 9 maggio inizierà la causa (ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori) contro il l’inaudita pretesa di Fiat-Fiom-Fim-UIlm-Fismic di ‘sequestrare’ l’intero monte ore annuo di assemblee sindacali retribuite per impedirne allo Slai Cobas l’indizione.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano, 10/4/2008


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

IL ‘PIANO MARCHIONNE’ E’ SOLO UNA FARSA: CONTESTATO STAMATTINA IL DIRETTORE DI STABILIMENTO GAROFALO DAI LAVORATORI CHE PARTECIPANO AI CORSI-FANTASMA

Non se l’aspettava di certo, Sebastiano Garofano, direttore dello stabilimento Fiat Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco, di essere duramente contestato, stamattina, dai 316 lavoratori spostati al reparto-confino dei corsi fantasma di Napoli e da lui convocati presso la ‘Sala Conferenze’ dell’ Hotel Holiday del Centro Direzionale di Napoli. Alle 12.00 l’azienda sospendeva le ‘lezioni’, tenute presso i locali dell’INAIL ed in pulman trasferiva i lavoratori all’ Holiday dove Sebastiano pretendeva, ancora una volta, di ‘magnificare’ il cosiddetto ‘piano Marchionne’ che sta portando alla sfascio la fabbrica. I lavoratori hanno disertato la ‘conferenza’ lasciandolo da solo a ‘parlare a se stesso’.

A UN MESE DALLA RIPRESA LAVORO GLI IMPIANTI (VECCHI DI 40 ANNI) DELLA ‘NUOVA POMIGLIANO’ RESTANO ‘TAL QUALI’ E CONSENTONO A MALAPENA LA REALIZZAZIONE DEL 50% DELLA PRODUZIONE PROGRAMMATA. MIGLIAIA DI VETTURE INCOMPLETE O DIFETTATE CONTINUANO AD ESSERE ACCATASTATE NEI VIALI DELLO STABILIMENTO IMPEDENDO ANCHE IL TERZO SABATO DI STRAORDINARIO PROGRAMMATO PER DOPODOMANI 5 APRILE

NON DOVRANNO ESSERE I LAVORATORI A PAGARE
IL DISASTRO PRODUTTIVO-SPECULATIVO DEL ‘PIANO MARCHIONNE’:

sabato 5 aprile, ore 9.00, Sala ‘Orologio’ della Biblioteca Comunale

ASSEMBLEA PUBBLICA A POMIGLIANO

Le ragioni dei lavoratori nelle prove-tecniche di trasmissione della nascente ed innovativa TV sul web dello Slai Cobas (www.mogulus.com/slaicobastv) che trasmetterà l’assemblea in ‘differita’ dal prossimo martedì 8 aprile.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo - Slai Cobas Coordinamento Provinciale - Pomigliano d’Arco, 3/4/2008


Sabato 5 aprile - ore 9.00

Assemblea pubblica a Pomigliano


SCIOPERO!!!

Perché non è facendo degli straordinari che difendiamo il nostro salario sempre più in discesa.
Accettando lo straordinario ci indeboliamo, rafforzando solo l'interesse del padrone (FIAT).
Comprendiamo, che la condizione di ricatto attualmente è senza limite.
Ma è solo nella resistenza allo sfruttamento, che possiamo cominciare a porre le basi per la ripresa di significativi aumenti salariali e migliori condizioni di lavoro.
Senza dimenticarsi che agli operai, non è mai stato concesso niente a gratis.
Tutto ciò che è stato conquistato (e che stiamo perdendo), lo si deve, alle dure lotte degli operai che ci hanno preceduto.
Per questo la RSU dello SLAI COBAS dichiara lo sciopero degli straordinari per sabato 29 marzo e sabato 5 aprile.
Per lo scorrimento è da effettuarsi nel giorno di riposo

RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA

25/03/08


RISPOSTA ALLE DIFFAMAZIONI E ALLE FALSITÀ SOSTENUTE DAL FICIARÀ FRANCESCO DEL 21/03/08 SU INDYMEDIA E REDDITO E LAVORO DI ECN.ORG

Lo SLAI COBAS della NEW HOLLAND che in fabbrica ci vive e non ha interesse a fare nessuna strumentalizzazione riporta i fatti per quello che sono.

  1. Ai picchetti hanno partecipato circa 30 persone comprendendo il supporto di "operai" provenienti da altri stabilimenti, mentre agli scioperi hanno aderito circa il 25% perciò è una balla spudorata che abbiano partecipato il 70%. Nell'assemblea di febbraio sono stati contestati dagli operai i delegati di FIM, FIOM E UILM mentre i delegati e i militanti dello SLAI sono stati attaccati dai pasdaran dei confederali.

  2. Non è stata data nessuna una tantum unilaterale e discrezionale dalla FIAT a "sindacalisti di base radicali" e tanto meno "spostati" in posticini puliti a spostare carte. Sostenere questo è voler calunniare e infangare non avendo argomenti concreti ed oggettivi sui quali attaccare lo SLAI COBAS e i suoi sostenitori.

  3. I "signori" dello SLAI COBAS di Modena proprio perché non hanno tempo da perdere in polemiche gratuite e strumentali, non hanno niente da spiegare agli operai in merito alla loro credibilità. La loro credibilità tra gli operai è data dai fatti prodotti negli anni, con lotte e scioperi veri, in opposizione all'aumento dello sfruttamento operaio. Lotte come quelle contro lo scorrimento, o scioperi come quelli che durano da oltre dieci anni, contro i sabati straordinari voluti dalla FIAT e concessi al ribasso dai confederali. Queste iniziative dello SLAI che sono tanto scellerate e anti operaie per il Ficiarà, lo sono solo a parole perché poi nei fatti vi aderisce quando gli torna più conveniente. Le iniziative dello SLAI non hanno niente da spartire con il cinema, le manovre di svendita quotidiana orchestrate sulla pelle operaia, messe in campo dai confederali, con i loro scioperi farsa concertati a tavolino con il padrone, e poi fatti recuperare agli operai con straordinari obbligatori.

  4. Tra i beneficiari della lotteria che ha elargito a contratto firmato dai 3000 ai 4000 € in busta paga non rientrano di certo coloro che infastidiscono o disturbano il manovratore come lo SLAI.

  5. Invitiamo quindi il sig. "F.F." Ficiarà Francesco a ricordare che se è rientrato, lo deve allo SLAI e operai vicini allo SLAI.

  6. Il sig. Ficiarà Francesco è liberissimo di partecipare agli scioperi indetti dai confederali e di illudersi che oggi in essa trovi espressione la necessità di lotta degli operai, come pure di criticare la politica dello SLAI COBAS, ma è invitato a farlo sui suoi contenuti, rivendicazioni e pratiche reali. Il metodo da lui usato della calunnia è vecchio e stantio, indica solamente che alla mancanza di contenuti reali si supplisce con l'invenzione. Un metodo vecchio che ha ha creato guasti a non finire nel movimento operaio, contribuendo a consegnarlo alla sconfitta e alla subordinazione agli interessi padronali. Un metodo fondato sul prediligere l'attacco a chi si oppone, piuttosto che ai padroni.

  7. Di questa triste vicenda ride solo la FIAT-New Holland la quale sta dimostrando come sia facile sbarazzarsi di operai che in qualche modo ostacolano i suoi piani vedi Melfi e Pomigliano, ecc. C'è molto da fare per costruire una alternativa concreta, la battaglia sulle posizioni è sacrosanta quelle personali fanno un po pena, soprattutto quando sono balle gigantesche.
    La Fiat non ha bisogno di essere aiutata, hanno già tanti strumenti e noi operai tanti problemi.
    Lavoriamo per superarli, è vero che le contraddizioni sono più acute ma la fase è tutta in evoluzione chi ha del buono tiri. I fatti lo dimostreranno chi ha ragione. Le chiacchiere da Web, spesso rimangono tali.

22/03/08

SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA

SLAI COBAS COORDINAMENTO PROVINCIALE MODENA


Piazzali stracolmi di vetture da recuperare, magagne impiantistiche che a malapena consentono il 50% della produzione con abnorme difettosità:

NON DEVONO ESSERE I LAVORATORI A PAGARE IL DISASTRO PRODUTTIVO DEL ‘PIANO- MARCHIONNE’!

Il Piano ‘magliaro’ di Marchionne’ è stato solo uno strumentale ‘maquillage mediatico’ messo in atto in totale malafede dalla Fiat (con l’aiuto di giornalisti compiacenti e forze politico-istituzionali e sindacali) per continuare a nascondere le note magagne tecniche e continuare ad addossare le colpe del ‘disastro’ sui lavoratori: il ‘decollo’ produttivo della ‘nuova’ Pomigliano - millantato da Marchionne e dagli ‘sponsor’ collegati - resta ‘impedito’ dalle solite e vecchie strozzature aziendali fatte di impianti e tecnologie ormai obsolete che restano ‘tal quali’ come le ‘ecoballe’ napoletane, al punto che l’azienda è stata costretta a sospendere i sabato di straordinario perché non aveva più spazio dove accatastare le vetture incomplete e/o difettate.

Lo sciopero di ieri mattina in 147 dei lavoratori dell’ UTE A 9 contro gli insostenibili ritmi di lavoro del wcm e la pretesa aziendale di far lavorare addirittura in mancanza dei cartellini di saturazione manifesta una ‘necessità operaia’ da generalizzare per riorganizzare la mobilitazione e la necessaria difesa delle condizioni di lavoro e di sicurezza in fabbrica, di democrazia e dignità, e per contrastare efficacemente la svolta autoritaria, paternalistica ed antisindacale (coi vigilantes nel ruolo di secondini di reparto) tentata dalla Fiat a Pomigliano per costringere i lavoratori a subordinarsi ‘mente e corpo’ all’azienda.

Le scelte del ‘piano Marchionne’, operate con la concertazione dei sindacati confederali e delle forze politiche collegate, ormai sono ‘evidenti a tutti’: aumento delle saturazioni con un forte recupero di produttività sulla pelle dei lavoratori e conseguenti esuberi di personale in proporzione del dimezzamento dei volumi produttivi. Il trasferimento di 316 lavoratori ai nuovi corsi-fantasma a Napoli prospetta il VERO piano industriale Fiat per Pomigliano: precostituire generici ‘rami d’azienda’ e la possibilità di cessione dei lavoratori a ditte esterne (col collegato carico di precarietà, cassa integrazione, precarietà e mobilità) come primo tassello di un processo di reparti-confino e cessioni destinato ad estendersi.

QUESTO ‘PIANO’ E I REPARTI ‘CONFINO’ LI ABBIAMO GIA’ VISTI ALL’ALFA DI ARESE

Lo Slai Cobas, insieme ai lavoratori (a differenza delle posizioni filoaziendali e/o defilate degli altri sindacati) è come al solito in campo per riorganizzare ed estendere la mobilitazione ed ha inoltre già organizzato l’impugnativa giudiziaria dei 316 trasferiti ai corsi-confino di Napoli.

Per rilanciare una prospettiva di efficace contrasto dei piani Fiat fatti di
smantellamento di diritti e tutele dei lavoratori nonché di impianti ed occupazione

Per ridare ‘forza e voce’ alle ragioni dei lavoratori:

sabato 5 aprile - ore 9.00 - Sala Palazzo Orologio - C.so V. Emanuele

ASSEMBLEA PUBBLICA A POMIGLIANO


Slai Cobas Fiat e terziarizzate - coordinamento provinciale di Napoli - Pomigliano, 19/3/2008


NO AL PROLUNGAMENTO DELL’ORARIO DI LAVORO

Mentre tra gli impiegati si è scatenata la caccia ai nomi dei fortunati destinatari dei premi in euro elargiti dall’azienda, tra gli operai ci si scambia consigli su come lucidare e conservare al meglio la medaglia commemorativa generosamente donataci qualche settimana fa.
In questa festosa atmosfera la direzione chiede le prime otto ore di straordinario obbligatorio da effettuarsi (per ora) dalle sei alle quattordici di sabato otto marzo e quindici marzo.

La ricetta dei padroni per l’aumento salariale è il prolungamento dell’orario.
Questo è il messaggio che ci hanno mandato con il contratto.
Abbiamo bocciato il contratto, bocciamo questa logica.
Vogliamo aumenti salariali senza essere costretti a lavorare più ore e più forte.
Per incrementare i profitti di chi li sfrutta gli operai si rompono la schiena e crepano.
Non saranno certo i corsi fatti dall’azienda, fuori dall’orario lavorativo, ad invertire questa tendenza, quando ricatti e pressioni spingono al massimo lo sfruttamento.

Per questo

SABATO 8 E SABATO 15 marzo 2008

SCIOPERO DELLO STRAORDINARIO

Per lo scorrimento da effettuarsi nel giorno di riposo

RSU-SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA 5 /3/2008


comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

TRA IMPIANTI “TAL QUALE”, INCIDENTI IN FABBRICA, OPERAI A ‘CORSI-CONFINO’, SCIOPERI E PRODUZIONE DIMEZZATA LA FIAT RIAVVIA GLI IMPIANTI E ATTUA I PRIMI TAGLI OCCUPAZIONALI - LO SLAI COBAS PREANNUNCIA ULTERIORI INIZIATIVE GIUDIZIARIE E SINDACALI ED UNA CONFERENZA DEI LAVORATORI DELL’ALFASUD ENTRO MARZO

Si spaccano sindacati: allo sciopero dei corsi indetto stamattina dallo Slai Cobas (contrari la Fiom che ieri ha fatto un presidio di protesta fuori la fabbrica e tutti gli altri sindacati) hanno aderito il 30% dei 316 lavoratori (in prevalenza affetti da evidenti patologie professionali nonché i più sindacalizzati - tra cui 70 tra iscritti e dirigenti dello Slai Cobas) ‘spediti’ dalla Fiat ad altri due mesi di ‘corso’ svolti stavolta nei locali dell’INAIL di Napoli, con la prospettiva di essere ‘esternalizzatati’ (ceduti) a ditte di logistica operanti tra Nola, Caserta e Caivano. La scelta di dimezzamento produttivo prevista dalla Fiat per il 2008 (circa 450 vetture al giorno invece delle 1.000 potenziali) evidenzia la prospettiva di ulteriori esternalizzazione dei ‘lotti’ di lavoratori che man mano saranno resi ‘esuberi’ dal ‘piano Marchionne’: è avvenuto così per l’Alfa Romeo di Arese, o per Selca e Cablauto a Pomigliano

Intanto stamattina, primo giorno di ripresa lavorativa e primo grave incidente sul lavoro: alle 7.20 una vettura Alfa 159 si è distaccata dal gancio girevole della catena di montaggio ribaltandosi pericolosamente sulla postazione di lavoro dove operavano gli operai addetti al montaggio sottoscocca dei tubicini dell’impianto freni vettura e tubi carburante. Solo per un caso fortuito non si è verificato l’ennesimo grave infortunio.

A nulla valgono le ossequiose montature mediatiche confezionate ad hoc dalle prevalenti testate giornalistiche compiacenti sulla bontà del cosiddetto ‘piano Marchionne’ per ‘rilanciare’ le sorti della fabbrica di Pomigliano: già devastata dalla fatiscenza impiantistica e tecnologica vecchia di circa 40 anni: dopo due mesi di ‘ristrutturazione’ gli impianti permangono “ tal quali “ (sono stati solo riverniciati) e “ tal quali “ permangono le strozzature che pregiudicano il decollo produttivo.

Sul peggioramento delle condizioni di lavoro e l’incremento dell’esposizione a pericoli di infortunio anche gravissimi dati dal mancato riammodernamento impiantistico e dal
la nuova organizzazione del lavoro, sui corsi-fantasma svolti in questi due mesi in fabbrica e l’utilizzo dei lavoratori a supporto delle attività delle ditte esterne che hanno riverniciato e spostato (impupazzandoli) gli impianti, lo Slai Cobas preannuncia una conferenza di controinformazione e denuncia dei lavoratori dell’Alfasud da tenersi fine marzo in coincidenza con la presentazione di una raffica di denunce al giudice del lavoro ed a quello penale per riportare in fabbrica la democrazia sindacale, gli esternalizzati ed i diritti e le tutele dei lavoratori.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo - coordinameto provinciale di Napoli - Pomigliano d’Arco, 3/3/2008


CHI HA INTERESSE A MANTENERE QUESTO ANDAZZO?
GLI OPERAI NO!!!

Com’è possibile che, in periodo di recessione, costretti a tirare la cinghia e lo dimostra il fatto che nessuno arriva alla terza settimana del mese, alla NEW HOLLAND di Modena ad alcuni dipendenti la FIAT quasi raddoppi lo stipendio.

Vi chiederete, chi sono questi fortunati vincitori del premio?
Sono quei “giovani” che, pur avendo maturato la pensione, rimangono al lavoro.
Ma anche tra questi fortunati il premio si differenzia ad alcuni vengono dati delle briciole, mentre ad altri lauti compensi come riconoscimento per “l’onore al merito”

RICICLAGGIO DI “LAVORO” SPORCO?

Se ad un normale operaio, per avere un minimo riconoscimento, di prassi non bastano sei o sette anni e poi non è detto che arrivi, quali attività eserciteranno mai di tale importanza per la direzione questi soggetti.

La risposta occorre trovarla nella solerte attività antisindacale tenuta da tali personaggi, individui che riportavano nei reparti il volere della Direzione e viceversa riportavano alla direzione gli umori degli operai allo scopo di consentirle di averne il controllo.

LARGO AI GIOVANI !!!

Invece che investire sull’aumento dei salari, sulla formazione e la sicurezza dei giovani operai, vengono così dilapidate ingenti risorse economiche.
La “riesumazione”di questi soggetti, che dire maturi per la pensione è dir poco, in quanto patocchi ha un solo scopo per la FIAT, quello che continuino a fare il “loro” lavoro.
Quel loro lavoro che non è ne di utilità produttiva ne tanto meno di capacità organizzativa, in quanto sa solo rendere dei problemi e dei disagi nei rapporti di lavoro con gli operai.

IL RAZZOLARE MALE PAGA BENE, MA PER LORO!!!

Modena 29/02/08

SLAI COBAS CNH MODENA


Risultati referendum contratto metalmeccanici 2008 alla NEW HOLLAND di Modena

aventi diritto al voto tra gli operai 834 votanti 642, aventi diritto al voto tra gli impiegati 146 votanti 53

  No Si Bianche nulle
Urna 1 108 43 1 4
Urna 2 107 45 0 5
Urna 3 107 38 1 1
Urna 4 impiegati 18 35 0 0
Urna 5 interinali turno di notte e REP. fili 149 30 0 3
totale 489 191 2 13

RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA                                                                 26/02/08


no a questa monnezza!!!

RSU SLAI Cobas New Holland Modena

25-2-2008


COMUNICATO STAMPA

Ancora rischio sicurezza sul posto di lavoro alla Fiat Powertrain di Termoli un altro principio d'incendio,  è il terzo in 15 giorni.
Investiremo del problema l'autorità giudiziaria.

Questa mattina 15 febbraio verso fine turno alle ore 13 circa, sempre nel reparto lavorazione cambi per la terza settimana consecutiva l'appuntamento con il rischio per i lavoratori si è ripresentato. E' di nuovo principio di incendio, questa volta la macchina resasi pericolosa è la Famar (tornio a controllo numerico lavorazione prima e seconda velocità) si è reso necessario l'intervento dei Vigili del fuoco. Esprimiamo indignazione e rabbia per questo grave incidente che avrebbe potuto mettere in pericolo i lavoratori dello stabilimento Fiat di Termoli. E' inaccettabile da parte nostra vedere subire padri madri di famiglie e giovani precari con il timore che da un momento e l'altro si possa rischiare la vita sul posto di lavoro. Troppo facile organizzare manifestazioni contro le morti bianche e rilasciare dichiarazioni ad effetto emotivo da parte dei sindacati confederali quando succedono gli incidenti, ma non sono loro che insieme ai datori di lavoro puntano alla flessibilità in nome degli aumenti dei ritmi di lavoro e della produttività? Così non solo il lavoro è una merce, ma lo sono i lavoratori stessi. In queste ore stiamo lavorando con i nostri legali in merito a questi incidenti gravissimi accaduti alla Fiat Powertrain di Termoli investendo del problema l'autorità giudiziaria e l'ispettorato del lavoro. Intanto già da subito dichiariamo lo stato di agitazione con iniziative di lotta sindacale all'interno e all'esterno dello stabilimento Termolese.

La RLS ed RSU, coordinamento prov. di Campobasso SLAI - Cobas

15-2-2008


‘PIANO MARCHIONNE’ E FORMAZIONE ‘PESANTE’ PER GLI OPERAI DELL’EX ALFASUD NEI CANTIERI DELLA RISTRUTTURAZIONE: LO SLAI COBAS DENUNCIA L’AMMINISTRATORE DELEGATO DELLA FIAT ALLE PROCURE DI TORINO E NOLA.

Con un dettagliato esposto denuncia di 6 pagine fitte, 26 fogli in allegato più altri 12 ‘incontrovertibili reperti probatori’ consistenti in filmati e foto già resi pubblici su internet in youtube (http://www.youtube.com/slaicobas con il titolo: “ SLAI Cobas denuncia l’amm. della Fiat in Procura”… e a seguire con 2/3/4 ecc. fino a 12), depositato stamattina alla Procura della Repubblica di Nola, ed inviato a mezzo fax (segue spedizione in posta veloce) alla Procura di Torino - Sicurezza sul Lavoro, nonché ad Asl NA 4 di Acerra, Direzione Provinciale del Lavoro - Ispettorato, Direzione Regionale INAIL Napoli, Vigili del Fuoco Nola, Carabinieri di Pomigliano, assessorati a Sanità, Formazione lavoro ed a tutti i consiglieri componenti il Consiglio Regionale della Campania, al Ministero del Lavoro ed alla Commissione Ministeriale sulla Salute nei Luoghi di Lavoro Roma) lo Slai Cobas ha denunciato Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat (e quant’altri responsabili e preposti aziendali sia dello stabilimento di Pomigliano che della Fiat Group nazionale) per ‘gravi, reiterate e generalizzate violazioni datoriali delle normative per la sicurezza sul lavoro, e nei cantieri di ristrutturazione alla Fiat Pomigliano” ed i cosiddetti ‘corsi pesanti’ in pericoloso svolgimento all’interno dei cantieri aperti per la ristrutturazione impiantistica e dei reparti, condotti dalle ditte esterne di edilizia e carpenteria metallica pesante. Sono decine i lavoratori che ogni giorno accusano malori, crisi dì asma e svenimenti in conseguenza dell’intollerabile tossicità ambientale, sottoposti dai medici aziendali finanche ad ore di inalazione di ossigeno per rianimarli per poi rispedirli di nuovo al reparto come se niente fosse accaduto.

“Il lasso di tempo troppo stretto (dal 7 gennaio al 2 marzo 2008 - il 3 marzo sarebbe prevista la ripresa produttiva) deciso da Sergio Marchionne per ‘effimeri motivi di immagine’ per la ristrutturazione degli impianti e dei luoghi di produzione è impossibile a rispettarsi (inoltre considerato che negli stessi cantieri ed in risicate ‘aule’ la Fiat pretenderebbe di ‘formare’ - si fa per dire - i circa 4.500 addetti usandoli invece a supporto manuale del lavoro svolto dalle ditte, con mansioni di pulizia generale ed impiantistica, verniciatura ecc.) a meno che non si violino, in maniera consapevole e per premeditata ed illecita scelta aziendale, l’insieme degli obblighi di legge incombenti su parte datoriale in materia di sicurezza e tutela della salute e dell’incolumità dei lavoratori, come in effetti sta avvenendo”…

Lo Slai Cobas, richiede inoltre “l’indispensabile e solerte intervento dell’autorità giudiziaria ed ispettiva affinché sia imposto l’obbligo per “chiunque”, anche per la Fiat, di rispettare le vigenti obbligazioni di legge”, nonché solerti ed immediati indagini ed ispezioni in loco affinché siano individuate eventuali ipotesi di gravi reato, e nel caso represse, a carico dei vertici Fiat. Ipotesi che, in effetti, appaiono riscontrate dal materiale depositato dallo Slai Cobas. “In mancanza di ciò si incorrerebbe invece nel consueto rituale del versamento di ‘lacrime di coccodrillo’ ogni qualvolta si ripetono i cicli di omicidi bianchi nei luoghi di lavoro come troppe volte avviene in Fiat per non arlare dei gravi accadimenti come quelli recenti, ad esempio, della Thyssenkrupp”. I responsabili sindacali hanno inoltre formalmente richiesto alla Procura di essere ascoltati per fornire ogni ulteriore e necessaria informazione e documentazione in relazione ai gravissimi fatti tutti esposti e denunciati.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate Pomigliano - coordinamento provinciale di Napoli

15/02/2008


da: www.primonumero.it

Termoli
Principio di incendio in Fiat. “E’ già successo 8 giorni fa, è pericoloso”

Fumo nero dai filtri dei macchinari di Termoli 2, operai allontanati dalla postazione. La denuncia dello Slai-Cobas: “Colpa della scarsa manutenzione, ora i dipendenti hanno paura”. Lo stesso episodio si era verificato solo 8 giorni fa, nel reparto cambi.

Termoli. E’ la seconda volta che accade a distanza di otto giorni. Mentre gli operai lavorano, da uno dei macchinari comincia a uscire un fumo denso e acre. E’ un principio di incendio, scatta il piano di evacuazione e arrivano i pompieri. Per ben due volte si è ripetuta questa scena alla Fiat Powertrain di Termoli, esattamente nell’area Termoli 2 dove si fabbricano cambi. Per due volte in soli otto giorni, la seconda venerdì pomeriggio - 8 febbraio - intorno alle 16,30.

Mentre però otto giorni fa gli operai avevano pensato a un incidente, di quelli che capitano una tantum, ed erano tornati subito alla loro postazione, questa volta in tanti hanno avuto paura e hanno iniziato a temere per la loro incolumità. «Sulla sicurezza non si può più scherzare – dichiara Andrea Di Paolo, Rsu ed Rls dello Slai Cobas – dobbiamo continuare a fare finta di niente e poi versare lacrime da coccodrillo quando succedono gli incidenti?». Di Paolo fa chiaramente riferimento alle morti delle acciaierie ThyssenKrupp di Torino (quando, a dicembre, perirono sei operai) e poi aggiunge: «I nostri macchinari sono sicuramente più nuovi di quelli della Thyssen e c’è più controllo, ma due volte in otto giorni è un campanello d’allarme, non ci sentiamo tranquilli».

Il principio di incendio si è sviluppato nelle officine di Termoli 2 nella postazione della ‘Pallinatrice’ una macchina per la lavorazione delle corone che vengono inserite nei cambi. Sei operai stavano lavorando sotto il macchinario quando dal filtro è cominciato a uscire un fumo nero. Gli operai hanno riconosciuto il principio di incendio e si sono allontanati dalla postazione, secondo quanto previsto dal piano di evacuazione. Nel frattempo è intervenuta la squadra dei vigili del fuoco interna alla Fiat Powertrain. «Adesso basta – tuona Di Paolo – queste cose non devono più succedere, quando capitavano in estate le giustificavamo con le alte temperature che si raggiungono nelle officine ma adesso ci chiediamo perché continuano ad accadere». Il sindacalista dello Slai Cobas aggiunge anche che l’Rspp (responsabile della sicurezza prevenzione e protezione) sta ancora aspettando la diagnosi del primo principio di incendio e che della cosa è già stata messa al corrente la direzione dello stabilimento. «Anche l’altra volta abbiamo subito cercato di capire cosa fosse successo – spiega Di Paolo – quando abbiamo avuto tra le mani i registri con le date in cui è stata fatta la manutenzione ci siamo accorti che si trattava di date a dir poco ‘futuristiche’. Non sappiamo di chi sia la responsabilità di quello che sta succedendo e abbiamo sempre più paura».

Di Paolo, che di recente è rientrato dall’incontro che si è tenuto a Firenze sulla sicurezza nei posti di lavoro, spiega che l’unico modo per evitare che si verifichino ancora morti bianche è quello di sensibilizzare tutti i lavoratori sui temi della sicurezza. A questo scopo è nato un sito www.bastamortisulavoro.org che propone iniziative e materiale informativo sul tema.


Firmato il contratto
Sono questi gli interessi operai?
Ci prendono proprio per coglioni, se il contratto non era buono quando è partito, figuriamoci ora che è peggiorato.

I padroni sono contenti, i sindacati pure e con ragione, perché anche questa volta sono riusciti ad ottenere quello che volevano.
Difendere l'interesse dei padroni a scapito degli interessi operai e tutto ciò con il minor sforzo e senza pagare un prezzo.
Ma per noi operai è una vera schifezza, l'ennesimo colpo basso alla nostra condizione di vita e lavorativa, un ulteriore incremento di sfruttamento in cambio di una inarrestabile miseria.
Ma noi operai potevamo aspettarci altro da questi sindacati?
Chi ancora una volta tra noi si era illuso che potesse andare diversamente è bene che ne tragga una lezione per il futuro!
Salario: tutti si sono riempiti la bocca che gli operai prendono poco e questo è quello fanno avere ad un 3° livello, 109 euro lordi compresi i 6 mesi di prolungamento che puliti diventano 70 euro scaglionati in 3 riprese.
Una tantum di 300 euro che caleranno vistosamente calcolando la sottrazione degli anticipi che la FIAT ha dato.
Riduzione orario di lavoro: concesso un ulteriore sabato obbligatorio e posticipato un PAR, in più concesso anche l'orario plurisettimanale (32 o 48 ore di lavoro a settimana, secondo le esigenze di produzione).
Al sabato i padroni potranno anche richiedere 2 turni da 6 ore pagati al 25% invece che al 50% il tutto concordato con le RSU amiche, in caso di resistenza si ricorre ai provinciali esterni di FIM, FIOM e UILM.
Inquadramento (livelli): passa la proposta di FEDERMECCANICA di introdurre la categoria 3° ERP. In questo modo si ritorna agli anni 50, prima delle lotte che, negli anni 70, hanno eliminato quella che allora si chiamava 3°+. Infatti con questa nuova categoria “intermedia” si impedisce definitivamente ai lavoratori di 3° livello di passare al 4°.
Ingresso dei giovani nel mondo del lavoro: con un tetto massimo di 44 mesi di precariato prima di essere confermati, gli interinali potranno rimanerlo tutta la vita.
Parificazione operai impiegati: Si allunga per gli operai il periodo di preavviso per le dimissioni che passeranno a 10, 20 o 30 giorni per un 3° livello, un mese e mezzo, due mesi o due mesi e mezzo per un 4° livello e così via a seconda dell’anzianità di servizio.
Gli operai, avranno diritto ad avere un giorno di ferie in più tra 10 anni e ad averne 5 in più tra 18 anni.

I padroni con poca spesa hanno ottenuto molto, i sindacalisti di professione interni ed esterni si sono assicurati la partecipazione a molte commissioni, in un intreccio sempre più stretto con i padroni per gestire ogni fase dell’attività produttiva, dove tutto deve essere compatibile alle esigenze delle imprese.
Sempre più coinvolti, tanto che alcune notizie sensibili sui progetti dell’azienda, solo sindacalisti fidati ne verranno a conoscenza (sta scritto), non potranno essere comunicate al “popolo” e a noi racconteranno solo comode balle.
Insieme si preparano a superare anche questa conflittualità dopo averla resa arma spuntata. Si preparano a cambiare le regole per i nuovi contratti sempre più in armonia con il capitale.

Noi operai diciamo no a questo accordo, no ai servitori dei padroni che non ci rappresentano che vanno delegittimati e cacciati.
Per rincominciare a dare un nostro peso alle cose, ricolleghiamoci, partecipiamo personalmente, sul fronte dei nostri interessi, delle nostre questioni; solo così saremo realmente rappresentati, la situazione lo richiede.

Questa “OPERA” sarà rilegata in volume e costerebbe 30 euro, questi almeno possiamo risparmiarli.

RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA                                                                                                                         25/01/2008


L’ALFATRAZ DEL PIANO MARCHIONNE VA RISPEDITA AL MITTENTE

A differenza dei sindacati confederali che hanno ‘gettato la spugna’ (firmando con la Fiat l’accordo di definitiva sottomissione nello scellerato tentativo di ‘calare le brache’ a lavoratori e lavoratrici per renderli impotenti e passivi spettatori della ‘concordata’ svendita di ogni loro diritto) lo Slai Cobas non ha firmato alcun accordo di resa alla Fiat. A differenza dei licenziati dei sindacati confederali, i nostri (Luigi Aprea, Ciro Colella, Francesco Mazzella) sono rientrati al lavoro ‘forti e a testa alta’, ancora più motivati nella necessità di ricostruire quel necessario contrasto sindacale per sconfiggere il fantozziano e tragicomico piano Marchionne: un piano inverosimile sul piano tecnico-impiantistico ed inaccettabile su quello sindacale e della civiltà in relazione alle pretese autoritarie della Fiat. Inaccettabile rimane inoltre la illecita e reazionaria volontà della Fiat di impedire ai lavoratori (sottoposti a pesanti intimidazioni e minacce in grave violazione dello stesso codice penale), ed allo Slai Cobas, l’esercizio delle libertà e dell’iniziativa sindacale, e il diritto di sciopero: inalienabili diritti di <civiltà>, collettivi e soggettivi, dei lavoratori e del sindacato, tra l’altro protetti dalla Costituzione e dal vigente ordinamento normativo e di legge. Come inqualificabile ed inaccettabile è l’uso dei vigilantes (accordato da FIOM-FIM-UILM-FISMIC) nel compito di metodico ‘controllo’ dei lavoratori, ormai spiati anche nella loro privacy, e quando vanno al cesso, ed in ogni loro ‘intimo’ comportamento, anche in quello che dicono e fanno parlando in privato tra loro.

COSTRETTA A RIMANGIARSI I LICENZIAMENTI LA FIAT E’ GIA’ STATA STRATEGICAMENTE SCONFITTA: BISOGNA IMPEDIRE LA TRASFORMAZIONE IN PRIGIONE DELLA FABBRICA PER TUTELARE CON FORZA I DIRITTI DEI LAVORATORI, I LIVELLI OCCUPAZIONALI E QUELLI PRODUTTIVI, E IL SALARIO: LO SLAI COBAS STA PREPARANDO NUOVE E FORTI INIZIATIVE PER RIPORTARE IN FABBRICA GLI INDISPENSABILI LIVELLI DI LEGALITA’, LIBERTA’ E TUTELA SINDACALE!

Nei prossimi giorni saranno presentate, tra l’altro, una serie di denunce all’autorità giudiziaria, sia civile che penale, a tutela e supporto dei diritti fondamentali dei lavoratori e per la repressione di comportamento antisindacale; per il rientro in fabbrica anche di Vittorio Granillo, per l’attivazione delle assemblee sindacali retribuite indette dallo Slai Cobas ( e sequestrate in ‘combine’ dalla Fiat e dai sindacati confederali per annichilire i lavoratori privandoli delle necessarie difese sindacali: responsabilità aziendali e complicità sindacali che saranno accertate a breve in Tribunale), il ripristino delle libertà sindacali in fabbrica, e per l’individuazione e la repressione di eventuali ipotesi di reato configurabili a carico, individualmente, dei vari responsabili aziendali di Fiat ed aziende collegate ad ogni livello.

Col ‘piano Marchionne’ e la firma della sciagurata ipotesi di contratto dei metalmeccanici (vedi retro) la Fiat ed il grande padronato (forti della complicità di FIOM-FIM-UILM e di quella del governo) puntano ad una epocale subordinazione dei diritti dei lavoratori e delle loro famiglie a quelli dell’impresa: impedire il ritorno al prospettato ‘medioevo operaio’ è non solo un diritto, ma è anche un dovere per ogni lavoratore, a prescindere da qualsiasi appartenenza politica e sindacale. Con lo Slai Cobas questo sarà possibile se anche i lavoratori faranno la loro parte!

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano, 22/1/2008


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO - POMIGLIANO D’ARCO, 18/1/2008

RIENTRATI STAMANE AL LAVORO ANCHE I TRE SINDACALISTI DELLO SLAI COBAS:
IL SINDACATO CONFERMA LA DECISIONE DI DENUNCIARE L’AZIENDA AL GIUDICE DEL LAVORO ED A QUELLO PENALE IN RELAZIONE ALL’USO IMPROPRIO DELLO STRUMENTO DISCIPLINARE IN FUNZIONI ANTISCIOPERO, NONCHE’ PER L’ILLECITO DIVIETO DI INGRESSO IN FABBRICA DEI DIRIGENTI SINDACALI (TRA CUI VITTORIO GRANILLO LICENZIATO DALLA D.H.L. IL 31 DICEMBRE SCORSO) E LA PRETESA AZIENDALE DI FAVORIRE LE ASSEMBLEE SINDACALI AI CONFEDERALI ED IMPEDIRLE A SLAI COBAS (PRETESA VIETATA DALLO STATUTO DEI LAVORATORI SOTTO LA VOCE “SINDACATI DI COMODO”)

A differenza di altri sindacati - dichiara lo Slai Cobas - non abbiamo gettato la spugna né abdicato al nostro ruolo firmando con la Fiat accordi di sottomissione sindacale e svendita dei diritti dei lavoratori, come invece hanno fatto nei giorni scorsi FIOM-FIM-UILM.

I nostri licenziati (Luigi Aprea, Ciro Coltella, Francesco Gazzella) sono oggi rientrati in fabbrica a testa alta ed sono ancora più motivati di prima nel costruire azioni di forte contrasto sindacale al “fantozziano e tragicomico piano Marchionne”, inverosimile sul piano tecnico-impiantistico ed inaccettabile su quello politico in relazione alle pretese autoritarie dell’azienda.
Né possiamo accettare, per i nostri iscritti e rappresentanti, il ventilato ed illegittimo provvedimento disciplinare di tre giorni di sospensione, tra l’altro già pubblicamente anticipato dai caposquadra ai lavoratori durante i corsi e dalla Fiat alla stampa, prima ancora che ai diretti interessati.
Questo comportamento aziendale ‘anomalo e mediatico’ aggrava l’azione antisindacale della Fiat.
L’azienda sarà inoltre perseguita dallo Slai Cobas anche per l’ipotesi di “abusivo sostegno a sindacati a lei graditi (FIOM-FIM-UILM) all’illecito scopo di indebolire ed ostacolare l’attività dei sindacati a lei non graditi (lo Slai Cobas)”: ipotesi tra l’altro sanzionata penalmente dal combinato disposto degli artt. 17 e 28 legge n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori). Ciò in conseguenza della pesante interferenza Fiat che, collusa con FIM-FIOM-UILM, ha assegnato l’intero monte ore annuo di 10 ore ai sindacati confederali.

Innumerevoli sono le sentenze ed ordinanze della magistratura del lavoro che in questi anni hanno dato ragione allo Slai Cobas in materia di svolgimento delle assemblee sindacali. L’ultima con sentenza del 25 maggio 2007 della Sezione Lavoro della Corte di Appello del Tribunale di Napoli.
Stavolta lo Slai Cobas ha deciso di dare mandato anche ai propri avvocati penalisti, oltre che a quelli del lavoro, per presentare ricorsi d’urgenza in materia di antisindacalità (ex Art. 28SDL) al giudice del lavoro, nonchè a quello penale per repressione di condotta antisindacale di eventuali e collegate ipotesi di reato.

[In allegato stralci sentenza tribunale di Napoli del 25/5/2007 (n. 2 fogli)]

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - coordinamento provinciale di Napoli


comunicato stampa

Pomigliano d’Arco, 17/1/2008

FIAT ALFA ROMEO/LICENZIAMENTI

LO SLAI COBAS DENUNCIA GRAVI DISCRIMINAZIONI PER I LICENZIATI: RIENTRATI QUELLI CONFEREDALI, FUORI TUTTI GLI ALTRI
LA VICENDA DEI LICENZIAMENTI, AGGRAVATA DAL SEQUESTRO ‘PARITETICO’ DELLE DIECI ORE DI ASSEMBLEA RETRIBUITA FINIRA’ IN TRIBUNALE
I RICORSI GIUDIZIARI SARANNO ATTIVATI CON LA PROCEDURA D’URGENZA PREVISTA DALL’ART. 28 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI

Fiom-Fim-Uilm hanno gettato la spugna ed hanno sottoscritto, nella giornata di ieri, un accordo di svendita e sottomissione sindacale e dei lavoratori alle manifestate volontà autoritarie dell’azienda accettando supinamente la svolta repressiva delle relazioni sindacali messa in atto dalla Fiat con i licenziamenti e una caterva di provvedimenti disciplinari, nonchè con ‘fantozziani’ corsi di formazione ‘pesante’ decisi da Marchionne. Corsi ed iniziative aziendali che violano le più elementari norme di democrazia e della libertà di espressione nonché quella di libera organizzazione sindacale dei lavoratori in fabbrica: diritti soggettivi e collettivi costituzionalmente protetti, tutelati inoltre dai contratti e dallo Statuto dei Lavoratori. I corsi in svolgimento in Fiat (e fortemente contestati dai lavoratori), nulla hanno a che fare con qualsiasi, benché minima, formazione tecnico-professionale, ma puntano esclusivamente ad una illecita forzatura disciplinare ‘repressiva’ condotta dall’azienda in plateale repressione e contrazione di ogni diritto soggettivo e collettivo dei lavoratori nonché di quelli sindacali. A conferma di ciò, oggi sono rientrati in fabbrica ed al lavoro, richiamati ad horas dalla Fiat, solo tre dei sette licenziati politici per lo sciopero dei corsi giovedì e venerdì della scorsa settimana. Non a caso sono della Fiom e della Uilm: (Mario di Costanzo RSU Fiom), Aniello Niglio (esperto designato Fiom), Milena Gianmattei (della Fim). Non a caso sono rientrati al lavoro solo dopo l’<accordo di sottomissione> firmato ieri dai sindacati con la Fiat. Alcuna comunicazione aziendale di rientro al lavoro hanno ricevuto invece i lavoratori e delegati sindacali aderenti a Slai Cobas, sindacato che rifiuta di aderire a tale accordo-capestro. Usare, come sta facendo la Fiat, lo strumento dei licenziamenti strumentali per imporre ai sindacati l’accettazione di iniziative illecite è sanzionato dallo Statuto dei lavoratori e dallo stesso codice penale. Tenere illecitamente fuori dalla fabbrica i sindacati ‘non graditi’, consentire le assemblee genralli solo ai sindacati ‘graditi’ e contemporaneamente attuare indisturbati sondaggi-farsa tra i lavoratori per ‘costruire’ presunti consensi ad uso mediatico al comportamento aziendale ricorda tanto le azioni di sindacalismo corporativo del periodo fascista. Iniziative tra l’altro vietate dallo Statuto dei lavoratori che definisce, tali comportamenti come ’sindacalismo giallo’.
Il comportamento aziendale e le collusioni sindacali in atto evidenziano la grande difficoltà in cui si trova l’azienda nel perseguimento dei suoi piani a medio termine di ridimensionamento impiantistico ed occupazionale.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo – Slai Cobas coordinamento provinciale di Napoli


Comunicato stampa

Pomigliano d’Arco 15/1/2008

FIAT ALFA ROMEO – LICENZIAMENTI – CONTRATTO NAZIONALE

I LICENZIAMENTI DI POMIGLIANO SONO ANTISINDACALI : LO SLAI COBAS TIRA FUORI LE PROVE E PREANNUNCIA UNA RAFFICA DI DENUNCE GIUDIZIARIE CONTRO FIAT E DHL. PARTITE LE CONTRODEDUZIONI DEI LAVORATORI LICENZIATI E FORMALIZZATE ALLE AZIENDE LE INTIMAZIONI A CESSARE IL COMPORTAMENTO ANTISINDACALE E RIMUOVERNE GLI EFFETTI

COL PIANO MARCHIONNE A POMIGLIANO E LE DINAMICHE DEL CONTRATTO NAZIONALE DEI METALMECCANICI IN CORSO, IL GRANDE PADRONATO METALMECCANICO PUNTA A FORMALIZZARE LA DEFINITIVA SUBORDINAZIONE DEI DIRITTI DEI LAVORATORI E SINDACALI A QUELLI DELL’IMPRESA: LO SLAI COBAS PROPONE IL RIENTRO DI TUTTI I LICENZIAMENTI POLITICI COME PREGIUDIZIALE ALLA RIPRESA DELLE TRATTATIVE NONCHE’ IL NECESSARIO RIADEGUAMENTO DELLA PIATTAFORMA CONTRATTUALE CHE PREVEDE ULTERIORE FLESSIBILITA’ E SUBORDINAZIONE ALL’IMPRESA DEL LAVORO SALARIATO

Nelle ‘nuove regole’ del piano Marchionne vi è il divieto dell’indizione delle assemblee in fabbrica, come scritto dalla Fiat nel diniego allo svolgimento delle assemblee generali retribuite indette dallo Slai Cobas (in quanto le iniziative sindacali, a detta della Fiat, sarebbero…”oltretutto potenzialmente collidenti con il noto piano di formazione dal 7 gennaio 2008 al 2 marzo 2008”…). Altra novità è che il ‘divieto’ è inoltre esteso finanche all’ingresso in fabbrica dei dirigenti sindacali per dar corso a riunioni sindacali fuori l’orario di lavoro nelle salette RSU. Si apprende inoltre, sempre dalla comunicazione della Fiat inviata il 4 gennaio 2008 a Slai Cobas che la RSU dello stabilimento di Pomigliano ha già prenotato l’intero monte ore delle assemblee retribuite del 2008 quantificate, ai sensi di legge e contratto, in 10 ore. Grave sarebbe se qualche organizzazione sindacale confederale avesse sequestrato, di concerto con la Fiat, l’intero monte ore delle assemblee per impedire allo Slai Cobas lo svolgimento delle stesse. Responsabilità e/o complicità saranno accertate presso il tribunale di Nola in conseguenza dell’imminente denuncia che presenterà lo Slai Cobas su tali gravi fatti.

Nelle lettere di prelicenziamento (sospensione cautelativa) consegnate ai sette lavoratori e delegati sindacali (di cui 3 appartenenti allo Slai Cobas) la Fiat contesta l’esercizio del diritto di sciopero (costituzionalmente e normativamente protetto) accusando sindacalisti e lavoratori di aver ‘turbato’ lo svolgimento dei corsi che, non a caso lo stesso a. d. della Fiat Marchionne aveva definito nelle settimane precedenti come corsi ‘pesanti’ e quindi, più che ‘professionali’… ‘disciplinari’. E’ evidente la volontà aziendale di azzerare ogni conflitto in fabbrica durante questi due mesi: ma proprio da questa illecita volontà deriva l’antisindacalità dei sette licenziamenti ed il licenziamento precedente di tre lavoratori ‘rei’ di aver contestato le intimidazioni subite durante i corsi, nonché l’uso illecito da parte della Fiat di vigilantes di una società terza (la Sirio) col compito - ancora illecito - di segnalare all’azienda il ‘comportamento’ dei lavoratori, individuare quelli che si attivano a difesa dei diritti sindacali nonché di quelli soggettivi e contestando le illecite pretese aziendali , spiare di soppiatto - ed in violazione della privacy - i discorsi personali dei dipendenti come accaduto ad uno dei lavoratori licenziati.

Lo Slai Cobas preannuncia imminenti denunce in tribunale per violazione dell’art. 28 dello Statuto dei lavoratori e per la repressione di condotta antisindacale: contro la Fiat per lo svolgimento delle assemblee generali e quelle fuori orario e l’ingresso in fabbrica dei propri dirigenti sindacali nonché per l’uso anomalo dei vigilantes, e ancora contro la Fiat e la DHL per il reintegro al lavoro di tutti i licenziati. In costituzione un collegio legale unitario di tutti i sindacati per il ricorso in Tribunale con la richiesta di reintegro al lavoro di tutti i licenziati.

Slai Cobas Fiat e terziarizzate Alfa Romeo - coordinamento provinciale di Napoli

Comunicazione FIAT con diniego assemblea (4-1-2008)

Diffida a FIAT sui licenziamenti (10-1-2008)


Comunicato stampa

Pomigliano d’Arco, 11/1/2008

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

ANCORA SCIOPERI E PARALISI DEI ‘CORSI’ PER LA SECONDA GIORNATA ALLA FIAT CONTRO I LICENZIAMENTI, LA REPRESSIONE POLIZIESCA DEI VIGILANTES E LA CATERVA DI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI IN ATTO: GLI OPERAI SALGONO IN ‘CATTEDRA’ E DANNO UNA SONORA LEZIONE DI DEMOCRAZIA E UN DURISSIMO COLPO AL PIANO “NUOVA ALFATRAZZ” PROPOSTO DALLO SCERIFFO MARCHIONNE

Dopo il subitaneo licenziamento di Luigi Aprea, delegato RSU di Slai Cobas, la Fiat ha comminato altre sei lettere di contestazione e sospensione dal lavoro per altrettanti operai, tra cui Mario Di Costanzo (delegato RSU della Fiom) e Aniello Niglio (esperto designato sempre della Fiom). Sette licenziamenti preceduti da quello di Vittorio Granillo (operaio e dirigente nazionale dello Slai Cobas) messo in mobilità forzata dalle DHL (su richiesta Fiat) lo scorso 31 dicembre dopo la settimana di scioperi che paralizzarono la produzione per la difesa del posto di lavoro di 103 giovani lavoratori interinali. Intanto sono già circa 50 le lettere di contestazione inviate dalla Fiat in queste ore ad altrettanti lavoratori ‘rei’ di aver contestato la presenza dei vigilanti ai corsi e le pretese autoritarie e da caserma dei capisquadra e il grave attacco messo in atto dalla Fiat alle garanzie costituzionali e di legge in materia di diritto dei lavoratori e di quello sindacale. Ancora centinaia di provvedimenti disciplinari sono in corso di spedizione.

La due giorni di sciopero dei corsi con affollati cortei interni ed affollate assemblee ai cancelli della fabbrica ha rispedito al mittente Marchionne e la sua “nuova alfatrazz”: su questo, e sul rientro dei licenziamenti e l’attivazione inoltre delle idonee tutele giudiziarie concordano ormai tutti i sindacati, da quelli nazionali di categoria a quelli provinciali e di fabbrica. Lo Slai Cobas, apprezzando il ‘rinsavimento’ dei sindacati confederali che fino ad ieri plaudivano a Marchionne ed al suo sciagurato ‘piano’ (tra l’altro improponibile anche dal punto di vista meramente tecnico), rilancia e propone, oltre alle lotte ‘coindette’ insieme per riportare la democrazia e la legalità in fabbrica (come è avvenuto in questi giorni e a dicembre scorso), l’attivazione comune coi sindacati confederali anche delle prossime denunce alla magistratura ai sensi dell’art. 28 dello Statuto dei lavoratori e per la repressione di condotta antisindacale.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - coordinamento provinciale di Napoli


Da: Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - 2008-01-11

Sciopero alla Fiat, sospesi sette lavoratori

NAPOLI — Sette lettere di contestazione, che tra 5 giorni potrebbero trasformarsi in altrettanti licenziamenti, ed a Pomigliano d'Arco è di nuovo scontro tra i sindacati e la Fiat.

Comincia dunque nel peggiore dei modi il periodo di sospensione dell'attività produttiva, che durerà due mesi, durante i quali gli operai seguiranno corsi di aggiornamento e l'azienda investirà nella riqualificazione dei macchinari.

La scintilla ieri mattina, quando circa 200 tute blu hanno scioperato e sono sfilate in un corteo interno alla fabbrica.

Secondo il comunicato diramato ieri dal Lingotto, «l'iniziativa ha provocato forte disturbo al regolare svolgimento del-l'attività di formazione degli addetti del primo turno e sono state commesse numerose gravi violazioni delle regole di civile convivenza e di comportamento in stabilimento».

Non violenze, sostengono i vertici Fiat, ma insulti pesanti e minacce. Di qui i provvedimenti di contestazione nei confronti dei promotori della protesta.

Opposta la ricostruzione da parte di Gerardo Giannone, il segretario dei comunisti italiani della sezione Fiat: «Nessuna violenza o inciviltà. E' stato uno sciopero più che legittimo, che ha poi coinvolto tutti i reparti della fabbrica».

Vittorio Granillo, dello Slai Cobas, parla apertamente di iniziative antisindacali. Annuncia iniziative legali contro i provvedimenti e un'altra giornata di sciopero.

Scende in campo con gli operai anche Tommaso Sodano, il presidente della Commissione Ambiente di palazzo Madama, mentre Gianni Rinaldini, segretario nazionale Fiom, chiede a Prodi di convocare a Roma un tavolo tra le parti.

Clima nella fabbrica più che mai teso, dunque. La Fiat, secondo Massimo Brancato, il segretario provinciale della Fiom, ha completamente disatteso gli accordi stipulati a dicembre: «Era stato firmato un protocollo per disciplinare le relazioni sindacali durante il periodo di formazione. L'azienda ha invece assunto iniziative unilaterali, in spregio dei diritti dei lavoratori.

Le lezioni, tenute dai responsabili delle Unità tecniche elementari, si svolgono infatti sotto il costante controllo dei vigilantes. Sono state elevate contestazioni perfino ai rappresentanti sindacali i quali si spostano da una Ute all'altra e ai lavoratori del reparto verniciatura per pochi minuti di ritardo dopo la pausa pranzo. Peccato che quegli operai fossero stati costretti a spostarsi per mangiare in un'altra mensa, con aumento delle file e dei tempi, proprio a causa della chiusura di quella della verniciatura, da parte Fiat».
L'azienda replica: «Nell'organizzazione dei corsi di formazione per gli operai non è stato violato in alcun modo lo statuto dei lavoratori».

Fabrizio Geremicca
Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

Pomigliano d’Arco, 10/1/2008

LA FIAT LICENZIA LUIGI APREA, DELEGATO RSU SLAI COBAS

UNITA’ DI TUTTI I SINDACATI CONTRO IL PIANO ‘ALFATRAZZ’ DI MARCHIONNE E I LICENZIAMENTI ED I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI DI MASSA.
SCIOPERI ANCHE AL SECONDO TURNO CON AFFOLLATE ASSEMBLEE-PICCHETTO AGLI INGRESSI

NEL POMERIGGIO, A FABBRICA VUOTA PER SCIOPERO, LA FIAT HA LICENZIATO LUIGI APREA, DELEGATO RSU SLAI COBAS PERCHE’ ,,,”HA CAPEGGIATO LO SCIOPERO”!
EVIDENTE E’ LA RAPPRESAGLIA ANTISINDACALE ED IL GRAVISSIMO ATTACCO AL DIRITTO DI SCIOPERO.
LO SLAI COBAS GIA’ PREANNUNCIA - COME PER GRANILLO - UNA TEMPESTIVA DENUNCIA DELL’AZIENDA IN TRIBUNALE AI SENSI DELL’ART.28 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI

TUTTI I SINDACATI, COMPRESO QUELLI CONFEDERALI, CONVENGONO SULLA NECESSITA’ DI NEUTRALIZZARE I LICENZIAMENTI ED IL GRAVE ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA SINDACALE ED AI DIRITTI SINDACALI E DEI LAVORATORI CONDOTTI DALLO SCERIFFO MARCHIONNE.
LO SLAI COBAS HA INDETTO PER DOMANI ALTRE OTTO ORE DI SCIOPERO COINCIDENTI CON LO SCIOPERO DI FIOM-FIM-UILM.

INTANTO DOMANI POMERIGGIO, ALLE 14,30, PRESSO LA SEDE SLAI COBAS DI POMIGLIANO, ASSEMBLEA-CONFERENZA STAMPA IN PREPARAZIONE DELLE NECESSARIE INIZIATIVE SINDACALI E GIUDIZIARIE PER RIPORTARE IN FABBRICA I LICENZIATI E RIPRISTINARE LA DEMOCRAZIA ANCHE ALL’INTERNO DELLA FIAT DI POMIGLIANO

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - coordinamento provinciale di Napoli


Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

Pomigliano 10/1/2008

OPERAI INFURIATI CONTRO IL PIANO MARCHIONNE: DA STAMATTINA RAFFICA DI SCIOPERI E CORTEI INTERNI IN CORSO NEI REPARTI CONTRO I LICENZIAMENTI E I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI, I VIGILANTES SUI REPARTI

LO SLAI COBAS PREANNUNCIA DENUNCE GIUDIZIARIE PER LA REPRESSIONE DI CONDOTTA ANTISINDACALE CONTRO LA FIAT E LA DHL E INDICE UN’ASSEMBLEA-CONFERENZA STAMPA CHE SI TERRA’ DOMANI, ALLE ORE 14.30 NELLA SEDE DI POMIGLIANO DEL SINDACATO DI BASE.

La protesta è cominciata stamattina, alle ore 9.15 al reparto infiammabili dove gli operai aderivano allo sciopero indetto dallo Slai Cobas per richiedere l’allontanamento del vigilante preposto dalla Fiat per ‘controllare’ la disciplina e la diligenza dei lavoratori durante i cosiddetti corsi di formazione-pesante predisposti dall’ a.d. Fiat Marchionne. La protesta si è estesa immediatamente al montaggio Alfa 147: il corteo, indetto dallo Slai Cobas cui si sono affiancati immediatamente tutti i sindacati presenti in fabbrica si ingrossa man mano che i lavoratori abbandonavano le improbabili ‘aule’ costituite da sedie disposte dall’azienda in mezzo ai reparti per partecipare alla protesta: dal montaggio 147 i lavoratori lo sciopero si è esteso al montaggio 159 e poi in lastratura. Dopo il licenziamento del dirigente Slai Cobas Vittorio Granillo commissionato dalla Fiat alla DHL che lo ha messo in mobilità forzata lo scorso 31 gennaio vietandone da allora l’ingresso in fabbrica e successivamente vietando allo Slai Cobas l’indizione delle assemblee generali in fabbrica con la ridicola motivazione che … tali iniziative sindacali configgono con i programmati corsi dei lavoratori. L’inusitata e grave stretta repressiva messa in questi giorni in atto dalla Fiat è continuata ieri col licenziamento per ‘futili’ motivi di due giovani lavoratori (alla ragazza, moglie di un consigliere comunale di Pomigliano, gli è stato contestato in ritardo, al ragazzo di aver preso la parola durante i corsi), e con decine e decine di procedure disciplinari le cui lettere stanno arrivando in queste ore ai lavoratori, tra cui Luigi Aprea, delegato RSU di Slai Cobas.

La cosiddetta “fabbrica nuova” preannunciata dalla sceriffo Marchionne si basa su politiche d’altri tempi: i lavoratori e lo Slai Cobas sapranno contrastare, come già fecero con gli otto licenziamenti allo Slai Cobas, anche questo vero e proprio attentato aziendale ai diritti sindacali ed alle tutele collettive ed individuali dei lavoratori: lo abbiamo già dimostrato nel 2006, lo stiamo dimostrando oggi.

Slai Cobas Fiat e terziarizzate - Slai Cobas coordinamento provinciale di Napoli


dai Cobas SLAI del gruppo FIAT (archivi 2007, 2006, 2005, 2004, 2003, 2002)

 

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