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COMUNICATO SINDACALE

Lo SLAI/COBAS di Modena e la sua RSU presente in CNH – Modena, soddisfatti per il positivo risultato del primo sciopero avvenuto il 6 marzo, contro lo straordinario comandato dall’azienda per i 4 sabati del 6, 13, 20, 27 di Marzo, auspicano che gli operai continuino sino in fondo alla lotta intrapresa.

Operai teniamo alta la testa e mostriamo al padrone la nostra tenacia, nel resistere di fronte all’ennesimo e spudorato ricatto, che dopo averci costretto a periodi di cassa integrazione ora mira a farci accettare dell’ulteriore sfruttamento, per obbiettivi che non serviranno a salvarci il posto di lavoro.

L’azienda ha dimostrato ancora una volta, che non si fa scrupoli pur di raggiungere i suoi obbiettivi e non a caso, al di l’à di ogni operazione ostruzionistica verso lo sciopero, ha messo a rischio la stessa incolumità fisica di operai e lavoratori, facendoli entrare anche attraverso varchi di norma chiusi (vedi l’ex-Comau) perché non idonei al passaggio, non essendo illuminati e interdetti da materiale accatastato e potenzialmente pericolante.

La prossima volta faranno il tunnel CNH dopo quello della Manica?…

Inoltre denunciamo il fatto che l’azienda ha utilizzato un lavoratore della SIRIO (vigilanza), mettendolo a lavorare in condizioni che ricordano “ARBEIT MACHT FREI” (AUSCHWITZ. 1945 ) chiuso in un gabbiotto senza riscaldamento, senza illuminazione.

Questo in piena sintonia con il codice etico di CNH, che viene tanto strombazzato dalla direzione?

Alla faccia della L.626 che l’azienda tanto predica, ma che poi disattende a suo uso e consumo.

Per non parlare poi di quando l’ostruzionismo aziendale allo sciopero ha preso una tinta grottesca, nel vedere il capo del personale con altri capi e dirigenti essere presenti in azienda già alle ore 04.00 della mattina e il Barrile trasformarsi in vigile urbano a sbracciarsi nel dirigere i crumiri ad entrare.

Ma che i dirigenti, i capi si prestino a tanto non ci fa meraviglia, con i compensi che ricevono.

Quello che è triste e squallido e che ci porta a dire “quanta amarezza” è il vedere che ci sono ancora operai che perseverano nel rompere il fronte comune, perché si illudono che agendo così loro si salveranno.

Non solo si pongono come nemici degli operai che lottano, nemici della classe operaia, ma si prestano ad essere lo strumento dell’accelerazione della nostra e loro stessa fine.

Ringraziamo le RSU FIOM e gli operai della Ferrari, gli operai e i lavoratori militanti del C.A.M., del CLARMO, e del COORCOLMO presenti al picchetto a sostenere la nostra lotta.

Ricordiamo agli operai e ai lavoratori della CNH di partecipare ai prossimi picchetti, perché non è solo sufficiente scioperare, rimanendo a casa, bisogna essere presenti in prima persona, sul fronte delle lotte.

Il sostegno di operai e lavoratori di altre realtà lavorative è utile, ma è prioritaria la presenza dei diretti interessati alla lotta.

SLAI COBAS MODENA                                                                                           10/03/2010
RSU SLAI COBAS MODENA


Comunicato stampa

Il Coordinamento Provinciale e la RSU dello SLAI COBAS dello stabilimento NEW HOLLAND di Modena avendo dichiarato sciopero unitariamente con le altre RSU FIM, FIOM, UILM e FISMIC con picchetto, contro lo straordinario comandato dall’azienda sabato 6 e sabato 13 di marzo, mandano a dire alla NEW HOLLAND che:

SE RESTITUISCE IL MALLOPPO, PUÒ ANCHE ANDARE….. SU MARTE!!!

(oltre che in Brasile, Turchia, Russia, Polonia, Serbia, Cina ecc. ecc…)

Perché la FIAT, è da oltre cento anni che grazie a governi di tutti i colori politici intasca soldi pubblici, mentre invece quello che ha dato e continua a dare in cambio è solo sfruttamento e disoccupazione, esportando le realtà produttive all’estero.

Gli operai e i lavoratori italiani con tutti i soldi che hanno pagato in tasse nel tempo, dovrebbero essere loro i veri padroni della FIAT!

Lanciamo un appello agli operai e ai lavoratori del gruppo FIAT e non che sono cassintegrati, licenziati ad aderire a questa lotta. Perché è ora che gli operai e i lavoratori si ricolleghino tra di loro, sostenendosi a vicenda nelle lotte in corso delle varie realtà lavorative.

Pratica che è stata dimessa, ma deve essere ripresa perché solo con l’unione si diventa forti e si riescono a contrastare i padroni.

Il presidio sarà fatto davanti allo stabilimento della NEW HOLLAND di via Pico della Mirandola in corrispondenza con il primo turno di lavoro del mattino che va dalle ore (6-14).

SLAI COBAS Modena
RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND Modena                                                                                04/03/2010


NON ESISTONO PADRONI BUONI E PADRONI CATTIVI!!!

I capitalisti (padroni) non sono cattivi, hanno solo un chiodo fisso in testa, quello di fare maggior profitto con minore costo del lavoro.
E per raggiungere lo scopo sono disposti a tutto, altrimenti crollerebbe il sistema dove loro vivono molto bene, a differenza nostra.
Invitiamo gli operai ed anche gli impiegati ad aderire allo sciopero che è stato indetto dalle RSU unitarie per i sabati comandati.
Agli impiegati, diciamo inoltre, non pensiate di poter vivere sempre di rendita sulle lotte operaie.
Non siete così indispensabili nel sistema, come alla stessa FIAT.
Il vostro lavoro non produce profitto, ma serve di supporto alla gestione stessa dei profitti.
Se il padrone con la crisi riduce il numero degli operai che sono la forza lavoro che crea profitto, non fatevi troppe illusioni per ciò che riguarda il vostro futuro.
Chi ha subito le due casse integrazioni passate a zero ore, può testimoniare che nella seconda fermata del 91/92, la maggioranza di lavoratori cassintegrati consisteva proprio in impiegati, tenendo conto che nella la seconda ondata c’erano oltre 700 dipendenti.
Per non parlare poi di quanto è accaduto a Torino nell’80 quando la FIAT ha prima usato gli impiegati i capisquadra, bottegai e ruffiani di ogni sorta per sconfiggere la lotta in atto allora degli operai, e poi quando questi non gli sono stati più funzionali, sono stati ripagati con il licenziamento, (vedi gli stessi organizzatori delle manifestazioni anti-operaie contro gli scioperi degli operai).
Agli operai di Imola che lavorano con noi, facciamo appello perché aderiscano pienamente a questa lotta, anche per la ragione, che proprio loro hanno già vissuto in prima persona il fatto che pur facendo tutti i sabati straordinari richiesti, la fabbrica non è rimasta aperta e il posto non si è salvato.
Questa loro esperienza, deve servire da esempio e restare in memoria anche agli operai di Modena.
Le minacce neanche tanto velate di Retus, dirigente della NEW HOLLAND il quale dice che non accettando i sabati straordinari si rischia la chiusura dello stabilimento, sono l’ennesimo tentativo fatto con il ricatto di piegare gli operai, a un ulteriore sfruttamento per il raggiungimento dell’interesse padronale.
E sono al tempo stesso ragionamenti che hanno lo scopo di mistificare la realtà, essendo ormai palese e sotto gli occhi di tutti il fatto che tante fabbriche e aziende sono state chiuse, sebbene gli operai e i lavoratori abbiano accettato di tutto e di più perché ciò non accadesse.
Lo stabilimento della NEW HOLLAND di Imola, oggi chiuso è uno tra gli esempi più recenti di tutto ciò. La fabbrica “fiore all’occhiello” del gruppo a detta di Marchionne.
E un ulteriore prova di quanto stiamo dicendo e sostenendo, viene dalle ultime notizie apparse sugli organi di stampa e non solo:
Vedi il Resto del Carlino 27/02/2010 che riporta “aperta maxi fabbrica della New Holland in Brasile a San Paolo, dove si produrranno mietitrebbia, trattori e scavatrici e la produzione non sarà rivolta solo al mercato brasiliano, inaugurata il 2 marzo 2010 da Marchionne in persona assieme a Lula presidente del Brasile”.

I ponti che prima facevamo per la Turchia ora li producono lì.

Ci sono stati già degli incontri tra Putin presidente della Russia e i vertici FIAT per aprire un nuovo stabilimento della NEW HOLLAND in Russia.

Di fronte a tutto questo sarebbe fondamentale e prioritario che gli operai comprendessero che la difesa del posto di lavoro, passa dal rifiuto di ogni ricatto e l’impedire ogni ulteriore forma di sfruttamento come lo è lo straordinario.
Se vogliamo resistere uniamoci a quanti lottano strenuamente contro un sistema che ci sta portando alla rovina e lo straordinario non fa che accelerare la nostra fine.
Migliaia di operai sono licenziati o in cassa integrazione e noi dovremmo fare straordinario....
Se vogliamo che le cose cambino dobbiamo schierarci con la nostra classe non come semplice solidarietà ma coscienti soggetti che non accettano passivamente d'essere pezzi di un ingranaggio che si può buttare quando non serve.

RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA                                                                                                            02/03/2010
SLAI COBAS MODENA


AGLI AZIONISTI DIVIDENDI D’ORO…
…AGLI OPERAI MELFIZZAZIONE, LICENZIAMENTI E MISERIA

Venerdì 19 febbraio, ore 10.00 - sede Slai Cobas Pomigliano

ASSEMBLEA

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano, 17/2/2010


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO: PIANO INDUSTRIALE FIAT: L’<ASPETTANDO GODOT> DI FIOM-FIM-UILM

Venerdì 19 febbraio - assemblea a Pomigliano

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 16/2/2010


Come sconfiggere gli operai

Di fronte all’attacco portato da Marchionne nel gruppo FIAT, invece di unificare il fronte da nord a sud, si continua a scioperare fabbrica per fabbrica individualmente oppure si dichiara uno sciopero di sole 4 ore del gruppo, una tantum.

Per quale motivo, i dirigenti di Fim, Fiom, uilm, fismic e UGL non dichiarano uno sciopero vero con blocco delle merci, nelle fabbriche dove Marchionne e gli azionisti hanno maggior interesse a produrre e dove si fanno anche meno fermate di cassa integrazione.

Hanno forse paura che si saldi il fronte operaio, non vogliono correre il rischio di compattare gli operai della FIAT.

Da nord a sud il problema è uguale, espulsione della mano d’opera in “esubero” e successivo incremento di sfruttamento degli operai che rimangono per innalzare i profitti, che tra l’altro hanno raggiunto livelli stratosferici negli ultimi anni.

Il divario tra profitti e salari è aumentato a dismisura a discapito di noi operai, se vogliamo provare ad invertire la tendenza dobbiamo mobilitarci e smettere di ragionare come individui, ma cominciare a ragionare come classe con gli stessi interessi.

Solo così possiamo avere la possibilità di cambiare!

Quindi bisogna cominciare a collegarsi tra le varie realtà ed imporre i nostri interessi, non scimmiottare gli interessi della classe al potere (la borghesia).

Se i delegati o funzionari sindacali non cambiano rotta, un calcio nel culo e via, ma gli operai devono smettere di delegare in bianco, ed agire in prima persona.

E non dimentichiamo le dichiarazioni di Epifani perché sono illuminanti, nel rivendicare il merito: “che se in Italia a differenza della Francia i sequestri dei dirigenti non erano ancora avvenuti era grazie a loro”. Perché è come dire ai padroni, “non preoccupatevi, gli operai in Italia sono sottomessi e supini, ben tenuti sotto il nostro controllo”.     (sebbene a livello salariale e ammortizzatori sociali in Francia siano messi meglio dell’Italia)

Non possiamo più indugiare, dobbiamo cominciare a collegarci, cominciamo a far pagare cara la nostra pelle!!!

RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA                               29/01/2010
SLAI COBAS MODENA


FIAT AVIS
Qui si succhia il sangue e il salario agli operai

Dopo aver raggiunto il fondo del barile, ora ci tocca anche scavare

RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA  -  21/01/2010


dai Cobas SLAI del gruppo FIAT (archivi 2009, 2008, 2007, 2006, 2005, 2004, 2003, 2002)

 

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