Archivio Cobas SLAI del gruppo FIAT

[2003]

 

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UNA VITTORIA DI TUTTI

I LAVORATORI E DELLO SLAI COBAS

 

Stefano Musacchio è stato reintegrato. Sono contenti per questo lo Slai Cobas, i suoi compagni di lavoro, i lavoratori di Termoli e d' Italia, tutti quelli che hanno scmpre creduto che la dignità ed i diritti di chi lavora non sono merce di scambio, né oggetto dì trattativa politica o peggio sindacale.

Non lo sono invece il datore di lavoro che con il licenziamento di Stefano ha creduto di indebofire, proprio prima delle elezioni per il rinnovo delle RSU, lo Slai Cobas, il primo primo e il più importante sindacato di fabbrica.

Non lo sono tutte le sigle sindacali e i sindacalisti confaziendali che da anni non fanno più sindacato e che appena dopo il licenziamento di Musacchio hanno rifiutato di partecipare ad azioni di lotta nello stabilimento, che si sono limitati alla solita solidarietà morale e di facciata finalizzata a salvare innanzitutto la propria di faccia soprattutto nei confronti dei lavoratori che li hanno ingenuamente votati.

 

Ora con la vittoria ottenuta nelle aule di giustizia, sono stati smascherati.

La giustizia del Tribunale ha sancito e dimostrato la loro inutilità.

Ora i lavoratori sanno su chi poter contare,

su quale sindacato in fabbrica difende i diritti dei lavoratori.

 

Questa vittoria dimostra ancora una volta che nei luoghi di lavoro c’è bisogno di tutele come quella dell' articolo 18 che datori, mestieranti della politica, sindacati gialli e confaziendali vogliono cancellare.

 

LO SLAI COBAS

Invita tutti i lavovoratori a votare il prossimo 15 giugno, per la difesa dell'articolo 18 e per la sua estensione anche alle imprese con meno di 15 dipendenti.

 

Al referendum del 15 giugno votiamo SI.

Alle elezioni per il rinnovo delle RSU non facciamoci ingannare di nuovo votiamo solo per i candidati dello Slai Cobas

Contro i faccendieri dei sindacati confaziendali

Contro l'arroganza padronale

Per un lavoro più sicuro e più giusto

    Per i diritti di tutti

PER LO SLAI COBAS

L'UNICO SINDACATO DALLA PARTE DEI LAVORATORI.

  

Coord.nto Prov.le Cbasso -Termoli, 26 maggio 2003                   SLAI COBAS


CONDANNATA LA FIAT,

RIASSUNTO STEFANO MUSACCHIO

 

Proprio così. Il 21 maggio 2003, presso il Tribunale di Larino, è stato depositato il provvedimento con il quale è stata disposta la riassunzione di Stefano Musacchio, il sindacalista dello Slai Cobas licenziato il 14 marzo 2003 per aver affisso una bandiera della pace durante il “Family Day”.

Il lavoratore difeso dagli Avv.ti Gaetano Caterina, Tiziana Cotella e Giuseppe Maziale, ritenendo illgittimo il provvedimento adottato dall'azienda nei suoi confronti, anche in prossimità del rinnovo delle Ru di stabilimento, ha ritenuto di ricorrere al giudice dei Lavoro per far valere unitamente allo Slai Cobas, sindacato dallo stesso rappresentato in fabbrica, le proprie ragioni.

Il 21 maggio finalmente, Stefano Musacchio e lo Stai Cobas si sono visti riconoscere le ragioni a lungo dibattute nell'udienza condotta dal Giudice, dott.ssa Laura D'Arcangelo, con l'assistenza del Cancelliere Costantino Jannaccio.

 

Nel provvedimento si legge infatti che li Giudice del Lavoro dichiara “l'antisindacalità della condotta - costituita dal licenziamento di Musacchio Stefano in data 14.3.2003 - posta in essere da Fiat G.M. Powertrain Italia s.r.l. per le causali e circostanze di cui in motivazione e per l'effetto ordina alla stessa di cessare dal comportamento antisindacale e di rimuovere gli effetti, e pertanto :

1)               “ … dichiara la nullità del licenziamento irrogato a Musacchio Stefano in data 14.3.2003 e per l'effetto ordina alla FIAT GM Powertrain Italia srl di reintegrare immediatamente il predetto nel posto di lavoro.

2)               ordina l'affissione della parte dispositiva del predetto decreto, a cura della resistente, nelle bacheche agli ingressi e nei reparti dell' unità produttiva di Termoli per un periodo non inferiore a dieci giorni

3)               condanna la Fiat GM Powertrain Italia alla rifusione in favore dello Slai Cobas delle spese da questi sostenute per il giudizio ………”

 

Con questa pronuncia viene ancora una volta ribadito che, contrariamente a quanto teorizzato dai datori di lavoro, la fabbrica non è un luogo a sé stante dove il lavoratore cessa di essere cittadino ed è costretto solo alla produzione.

Nei prossimi giorní il coordinamento provinciale dello SIAI Cobas deciderà le azioni sindacali a sostegno dell'importante vittoria ottenuta in Tribunale.

 

Coord.nto Prov.le Campobasso – Termoli                    SLAI COBAS


Comunicato stampa

 

FALLITO LO SCIOPERO FIOM ALLA FIAT DI POMIGLIANO DOVE PROSEGUE LA RIVOLTA OPERAIA CONTRO "ACCORDI-CAPESTRO & CONTRATTI-BIDONE". DOPO GLI SCIOPERI ED I CORTEI INTERNI DI IERI ANCORA OTTO ORE DI PROTESTA DOMANI, CON PICCHETTI AI CANCELLI, INDETTE DALLO SLAI COBAS.

 

La 'rivolta operaia' è targata Slai Cobas alla Fiat di Pomigliano dove i lavoratori sono letteralmente infuriati contro il recente accordo sulla melfizzazione della fabbrica siglato lo scorso 24 aprile dai sindacati confederali -inclusa la Fiom- e basato su una nuova organizzazione del lavoro ('team' e 'TMC 2') per innalzare alle stelle (di oltre il 20%) i ritmi di lavoro individuali - già intollerabili.  In poche parole, secondo l'accordo ed i suoi sottoscrittori,  la chiusura dell'Alfa di Arese verrebbe 'pagata' dal raddoppio della fatica degli operai di Pomigliano.

 

E se i lavoratori hanno snobbato, facendole fallire, (adesioni: zero) le due ore di sciopero proclamate oggi dalla Fiom a fine turno (dalle 12.00 alle 14.00), scegliendo con ciò visibilizzare la loro indisponibilità ad aderire agli scioperi di un sindacato, la Fiom, che a livello aziendale firma accordi-capestro ed a livello nazionale chiama in sciopero i lavoratori per la ...difesa dei loro diritti nel contratto nazionale,  ciò non significa che  mancano della determinazione a fare valere il loro diritto di 'rispedire al mittente', con un crescendo di forte lotta sindacale sia l'accordo-capestro che i pericolosi contenuti antioperai dell'intesa separata del CCNL metalmeccanici che non si discosta dalle logiche concertative generali di 'scempio in atto' di ogni diritto e tutela dei lavoratori.

 

MASSICCIA INVECE SI PREVEDE L'ADESIONE DEI LAVORATORI ALLO SCIOPERO DI SABATO 10 CON PRESIDI ALLE PORTINERIE E DOVE LO SLAI COBAS TERRA' ALLE ORE 05.45 - INGRESSO PRINCIPALE PARCHEGGIO DIPENDENTI - UNA CONFERENZA STAMPA PER ILLUSTRARE LE RAGIONI DELLA LOTTA.

 

Slai Cobas Fiat Auto e terzairizzate  -  Pomigliano d'Arco, 9/5/2003


Comunicato stampa

 

ANCORA SCIOPERI ALLA FIAT POMIGLIANO CONTRO GLI ACCORDI-CAPESTRO: FERMATI GLI IMPIANTI STAMATTINA PER PROTESTA SLAI COBAS

 

Riesplode la rivolta operaia alla Fiat di Pomigliano d'Arco: dalle 08.00 alle 09.00 di stamattina scioperi e cortei interni hanno paralizzato per un'ora le catene di montaggio della carrozzeria - officina assemblaggio modello "Alfa 147". Alle forti proteste in atto contro il recente accordo-capestro sottoscritto con la Fiat da tutti i sindacati confederali per l'estensione del 'modello Melfi' nella fabbrica della cittadella vesuviana, si aggiunge oggi la lotta dei lavoratori contro i contenuti del nuovo CCNL metalmeccanici sottoscritto ieri da FIM ed UILM: "un contratto-capestro, quello nazionale siglato ieri che, in cambio di una tazzina di caffè al giorno in aumenti salariali prepara un futuro fatto di flessibilità selvaggi e precarietà intollerabile per tutti gli addetti all'intero comparto metalmeccanico. Un accordo che prosegue nella politica di smantellamento di ogni tutela e diritto operaio e che fa il paio con l'accordo-capestro per la melfizzazione di Pomigliano d'Arco e di tutte le fabbriche Fiat del sud. I lavoratori rispediranno al mittente con la lotta entrambi gli accordi"...

 

Intanto si prevede massiccia l'adesione dei lavoratori della Fiat di Pomigliano e delle aziende collegate alla giornata di sciopero - con picchetti all'alba alle portinerie -indetta dallo Slai Cobas per sabato prossimo 10 maggio.

 

 

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate   -   Pomigliano d'Arco, 8/5/2003


Comunicato stampa

 

Fiat Auto Pomigliano:

parcheggi vuoti ed impianti fermi stamane per le 24 ore di sciopero no-stop indette dallo Slai Cobas contro l'accordo capestro

 

 ..."se la Fiat ed i sindacati confederali si accordano per chiudere l'Alfa di Arese e le fabbriche del nord per raddoppiare la fatica e lo sfruttamento dei lavoratori 'melfizzando' le fabbriche del sud a cominciare da Pomigliano, sappiano che qui... troveranno pane per i loro denti. I parcheggi vuoti e gli impianti fermi di oggi dimostrano la piena riuscita di uno sciopero condiviso dalla prevalenza degli 8.000 lavoratori addetti in Fiat e aziende terziarizzate, soprattutto dei giovani, che hanno aderito in massa alla protesta dello Slai cobas".

Scontata l'adesione in massa dei lavoratori ai prossimi scioperi già proclamati dallo Slai Cobas per i primi due sabato lavorativi obbligatori (10 e 31 maggio) concordati dalla Fiat con i sindacati confederali.

 

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate  -  Pomigliano d'Arco, 2/5/2003


Comunicato stampa
 
Fiat Pomigliano: lo sviluppo del 'sottosviluppo'
 
Anche a Pomigliano lo Slai Cobas si schiera a difesa dell' Alfa di  Arese e contro l'accordo-capestro a Pomigliano.

23/4/2003

 

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate   - Pomigliano d'Arco


La “melfizzazione ” a Pomigliano

 

Da circa una settimana Fiat, mezzi di informazione e sindacati compiacenti  stanno ‘pompando’ una campagna pubblicitaria e propagandistica per ‘vendere’ Pomigliano come ‘isola felice’. Questo in una fase di smantellamento impiantistico ed occupazionale (che vede la chiusura di Arese e i licenziamenti di massa a Mirafiori, Termini Imerese, Cassino e Termoli), ‘compensato’ dal raddoppio dello sfruttamento operaio nelle fabbriche ‘dimezzate’ ed in quelle che rimangono ‘in piedi’ o ‘tirano’, e dalla sostituzione di migliaia di contratti di lavoro a tempo indeterminato con contratti precari.

 

La scelta di estendere gli accordi-capestro di Melfi, Pratola Serra e Termoli in tutto il gruppo significa condannare - con accordi sindacali -  l’insieme dei lavoratori Fiat (e delle aziende terziarizzate e collegate) a ‘raddoppiare il lavoro’ con ritmi proibitivi, l’eliminazione dei diritti sindacali e di ogni tutela in fabbrica, l’instaurazione di un clima reazionario e repressivo interno come nella famigerata Fiat di Valletta degli anni ’50.

Il ‘tmc 2

 

Dopo settimane di incontri clandestini oggi, la Fiat e i suoi sindacati, si apprestano a firmare l’accordo sul primo passo per la  melfizzazione a Pomigliano  con cui si vorrebbe:

 

-         aumentare di oltre il 20%  i ritmi e le saturazioni individuali di lavoro 

-         ridurre ulteriormente i fattori di riposo e fisiologici, le pause ecc

-         rendere le ferie ‘a scorrimento’ (tra giugno e settembre) per esigenze produttive

il tutto rendendo impossibile qualsiasi controllo diretto ed immediato dei lavoratori sui cartellini di saturazione individuale:

“…il lavoratore potrà fare reclamo sui tempi al caposquadra che risponderà entro sette giorni”…”in caso di risposta insoddisfacente poi potrà rivolgersi al sindacato aspettando altri sette giorni per la risposta”…”successivamente, in caso di mancata soluzione, il problema sarà sottoposto alla commissione mista ‘fabbrica integrata’ (fatta da azienda e sindacati compiacenti) che risponderà  nei successivi cinque giorni”. Per tutto questo tempo i sindacati si asterranno da intraprendere ogni azione di sciopero”.

   

Col ‘trionfalismo‘ dei suoi sindacati la Fiat si appresta all’imminente chiusura di impianti (da Arese A Mirafiori) puntando ad investire al sud per speculare su condizioni contrattuali da “terzo mondo” a Pomigliano (e al sud), con la farsa delle “1000” assunzioni ( a termine e senza alcun futuro come è già accaduto in questi anni ed alla faccia di qualsiasi seria politica di rilancio industriale). Mentre già prepara la successiva tappa dei 18 turni settimanali col lavoro a ciclo continuo, festivo e notturno.

 

Se la Fiat vuole mettere in ‘concorrenza al ribasso’ tra loro i lavoratori di ogni sua fabbrica per facilitare i suoi piani di ‘smantellamento per la svendita alla G.M.’ bisogna organizzare la solidarietà e la mobilitazione unitaria di tutti i lavoratori del gruppo rafforzando i sindacati di base come unica garanzia a difesa dei diritti e delle tutele dei lavoratori e delle prospettive occupazionali immediate e future.

 

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate  -  Pomigliano d’Arco, 23/4/2003


1° maggio a Pomigliano

 

Villa Comunale – struttura centrale – ore 10.00

 

ASSEMBLEA NAZIONALE

 DEI SINDACATI DI BASE

DEL GRUPPO FIAT E

DELL’INDOTTO

 

Con finanziamenti pubblici multimiliardari la Fiat chiude le fabbriche, dimezza l’occupazione nel gruppo e specula sulla ‘fame di lavoro’ del Sud nel tentativo di  imporre nel meridione precarietà lavorativa, sottosalario, ritmi intollerabili, turni di lavoro a ciclo continuo, notturno e festivo.

 

Contro la chiusura dell’Alfa di Arese ed i licenziamenti di massa nelle fabbriche  del gruppo e dell’indotto:

 

·        vanno eliminati i turni a ciclo continuo a Melfi, Pratola Serra e Termoli

·        va ridotto l’orario di lavoro  a parità di salario

·        va realizzata la parità normativa e salariale in tutte le fabbriche

·        va ricomposto il processo produttivo polverizzato dalle terziarizzazioni

·        vanno bilanciate le produzioni in tutti gli stabilimenti

·        vanno contrastati i licenziamenti politici e la repressione antisindacale

 

Se la Fiat vuole mettere in ‘concorrenza al ribasso’ tra loro i lavoratori di ogni sua fabbrica per facilitare i suoi piani di svendita alla General Motors bisogna organizzare da subito la solidarietà e la mobilitazione unitaria di tutti i lavoratori del gruppo rafforzando i sindacati di base come unica garanzia a difesa dei diritti e delle tutele dei lavoratori e delle prospettive occupazionali immediate e future. 

 

Slai Cobas:   slaipom@tin.it          -          CUB: Cub.nazionale@tiscali.it

DOCUMENTO CONCLUSIVO ASSEMBLEA SINDACATI DI BASE

DELLA FIAT E INDOTTO Termoli 12-4-2003

 

L'assemblea nazionale dei sindacati di base del gruppo Fiat riunita a Termoli il 12-4-2003 ritiene indispensabile riaprire nel gruppo Fiat una nuova fase di mobilitazione in tutti gli stabilimenti che abbia come obiettivo le esigenze dei lavoratori .

 

È necessario modificare l'accordo di programma stipulato tra Fiat e governo che è inaccettabile per i lavoratori in quanto non apre alcuna prospettiva futura e consente all'azienda il progressivo smantellamento occupazionale e produttivo in previsione della vendita - già concordata - alla GM. Tale accordo prospetta soltanto anni di mobilità per alcuni, periodi di Cigs per altri, il peggioramento delle condizioni di lavoro nelle realtà produttive con il restringimento delle libertà sindacali e individuali.

 

Sono necessari ingenti investimenti per rilanciare il prodotto e i nuovi modelli, con il rilancio del marchio Alfa, oltre che Fiat e Lancia, condizione indispensabile per salvaguardare gli stabilimenti e l'occupazione.

 

La Fiat deve poi investire sulla ricerca, progettazione e produzione delle vetture ecologiche che rappresentano il futuro.

 

Devono rientrare al più presto in fabbrica tutti i lavoratori in Cigs, va impedita la chiusura e lo smantellamento produttivo,  va mantenuta l'integrità strategica e produttiva del gruppo Fiat e delle collegate aziende terziarizzate e dell'indotto.  Per fare ciò:

 

q    vanno eliminati i turni a ciclo continuo a Melfi, Pratola Serra e Termoli

q    va ridotto l'orario di lavoro a parità di salario

q    va realizzata la parità normativa e salariale in tutte le fabbriche

q    va ricomposto il processo produttivo polverizzato dalla terziarizzazioni

q    vanno bilanciate le produzioni in tutti gli stabilimenti

q    vanno contrastati i licenziamenti politici e la repressione antisindacale

 

Va ridefinita la piattaforma del CCNL metalmeccanici per:

salari europei, abolizione del lavoro precario, art.18 per tutti i lavoratori, no allo scippo del tfr, riduzione dell'orario di lavoro, orario ridotto per la cura dei figli, maggiori tutele per chi si ammala, elezioni democratiche delle rsu, assemblee per decidere sugli accordi, no alla quota di servizio e alla discriminazione salariale per chi non aderisce a Cometa.

 

Va ridefinita e lanciata un'unica vertenza integrativa aziendale per il gruppo Fiat e le collegate aziende terziarizzate e dell'indotto per portare ai lavoratori un sostanzioso incremento salariale ed abbattere gli intollerabili ritmi di lavoro

 

Occorre costruire una fase di mobilitazione in tutte le fabbriche Fiat e collegate  per contrastare i piani aziendali e le compatibilità concertative dei sindacati confederali senza richiudersi nel localismo e rafforzare la presenza dei sindacati di base come unica garanzia a difesa dei diritti e delle tutele dei lavoratori. 

 

Per raggiungere questi obiettivi si decide di aprire una fase di discussione tra i lavoratori del gruppo attraverso assemblee da tenersi nelle realtà dove è presente la Fiat a partire dal primo maggio a Pomigliano. Tale percorso si concluderà con una grande assemblea nazionale dei Sindacati di Base che si terrà a Milano entro la metà di giugno e che lancerà i contenuti della piattaforma su cui costruire le lotte dei lavoratori.

 

Slai Cobas:  Slaipom@tin.it       -      CUB:  Cub.nazionale@tiscali.it.


Comunicato stampa

Fiat Auto Pomigliano 

La Fiat chiude gli impianti e fa 'serrata' contro lo sciopero ad oltranza dello Slai Cobas che preannuncia denunce alla magistratura per antisindacalità.

Dalle 14.00 in sciopero contro i ripetuti comportamenti antisindacali della Fiat che ha innalzato alle stelle i cartellini di saturazione lavorativa individuale truccando illecitamente i tempi di lavoro ed ha consegnato decine di lettere di contestazione disciplinare agli addetti che non ce la fanno a sostenere le infernali condizioni di lavoro e lasciano le scocche incomplete sulle catene di montaggio, i circa 1000 addetti alla lavorazione del montaggio dell'Alfa 147 sono stati 'messi in libertà' e mandati a casa, alle ore 16.30, dalla direzione aziendale.

Lo Slai Cobas preannuncia l'immediato ricorso alla magistratura per la repressione di condotta antisindacale messa reiteratamente in atto dalla Fiat contro le lotte dei lavoratori.

Della vicenda si discuterà domani a Termoli all'assemblea nazionale dei lavoratori Fiat indetta dal sindacalismo di base. 

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate  -  Pomigliano d'Arco, 11/4/2003


ASSEMBLEA NAZIONALE

DEI SINDACATI DI BASE

GRUPPO FIAT E INDOTTO

TERMOLI 12-4-2003

AULA CONSILIARE  -   VIA  SANNITICA 1      -    ORE 9.30

 

L'accordo di programma stipulato tra Fiat e governo è inaccettabile per i lavoratori in quanto non apre alcuna prospettiva futura e consente all’azienda il progressivo smantellamento occupazionale e produttivo in previsione della vendita - già concordata - alla GM.

 Per fare rientrare in fabbrica i lavoratori in cigs, impedire la chiusura e lo smantellamento produttivo,  mantenere l’integrità strategica e produttiva del gruppo Fiat e delle collegate aziende terziarizzate e dell’indotto:

·        vanno eliminati i turni a ciclo continuo a Melfi, Pratola Serra e Termoli

·        va ridotto l’orario di lavoro a parità di salario

·        va realizzata la parità normativa e salariale in tutte le fabbriche

·        va ricomposto il processo produttivo polverizzato dalla terziarizzazioni

·        vanno bilanciate le produzioni in tutti gli stabilimenti

·        vanno contrastati i licenziamenti politici e la repressione antisindacale

 

Va ridefinita la piattaforma del CCNL metalmeccanici per:

 

salari europei, abolizione del lavoro precario, art.18 per tutti i lavoratori, no allo scippo del tfr, riduzione dell’orario di lavoro, orario ridotto per la cura dei figli,maggiori tutele per chi si ammala, elezioni democratiche delle rsu, assemblee per decidere sugli accordi, no alla quota di servizio e alla discriminazione salariale per chi non aderisce a Cometa.

 

Va ridefinita e lanciata un’unica vertenza integrativa aziendale per il gruppo Fiat e le collegate aziende terziarizzate e dell’indotto per portare ai lavoratori un sostanzioso incremento salariale ed abbattere gli intollerabili ritmi di lavoro

 

Occorre costruire una fase di mobilitazione in tutte le fabbriche Fiat e collegate  per contrastare i piani aziendali e le compatibilità concertative dei sindacati confederali senza richiudersi nel localismo e rafforzare la presenza dei sindacati di base come unica garanzia a difesa dei diritti e delle tutele dei lavoratori. 


Comunicato stampa

Pomigliano d’Arco: la Fiat non paga la malattia coincidente con gli scioperi contro la guerra

In Procura il conflitto sindacale a Pomigliano

Dopo gli scioperi contro la guerra del 14 marzo e del 2 aprile scorsi lo scontro tra l’azienda ed il sindacato di base si è spostato alla Procura di Nola dove sono già state presentate denunce,         contro-denunce e querele. Nel frattempo stamattina la Fiat ha annunciato a tutte le organizzazioni sindacali presenti in fabbrica di aver presentato esposti alla Procura di Nola ed all’INPS in relazione al fenomeno dell’incidenza malattia durante gli scioperi e… “che non pagherà l’intero periodo di mutua ai 400 lavoratori ammalati in coincidenza degli scioperi indetti dallo Slai Cobas contro la guerra del 14 marzo e 2 aprile scorsi”. Immediata la risposta del sindacato Slai Cobas che ha presentato stamattina un esposto ed una querela in Procura contro la Fiat accusata di illecito comportamento antisindacale… “il tentativo strumentale di licenziamento del delegato Domenico Mignano - su cui si terrà oggi un incontro sindacale in azienda sollecitato dallo Slai Cobas - si accompagna oggi alla ‘boutade’ dell’assenteismo durante gli scioperi: l’ennesima ‘bufala’ inventata dall’azienda per danneggiare l’immagine del sindacato di base. Basti pensare che su circa 8.000 addetti nel complesso industriale di Pomigliano quelli della Fiat ammontano ad oltre 4.000 per cui l’assenteismo di appena il 10% dichiarato dalla stessas Fiat è praticamente fisiologico anche tenendo contro dei ritmi di lavoro disumani esistenti in fabbrica” .

Domenica 6 aprile, ore 10.00

sede Slai Cobas di Pomigliano d’Arco in via Olbia n. 24:

conferenza stampa

dei lavoratori della Fiat di Pomigliano

sulle ulteriori iniziative di lotta

a tutela dei diritti operai e sindacali

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate


Sciopero di 8 ore alla POWERTRAIN, COMAU e ARVIL di Termoli proclamato dallo SLAI Cobas contro la guerra di aggressione all'Iraq

dalle ore 22:00 di Venerdì 21/03/03  alle ore 22:00 di Sabato 22/03/03

Termoli, 20 Marzo 2003


Comunicato stampa

 

Contro la guerra è sciopero alla Fiat Auto di Pomigliano

 

Dalle ore 07.15 di stamattina i cortei interni paralizzano le catene di montaggio della più grande fabbrica del mezzogiorno. Ferma la produzione anche nelle collegate aziende terziarizzate. 
Lo Slai Cobas che già lo scorso venerdì ha indetto una protesta con sciopero no- stop che ha paralizzato per 24 ore la produzione alla Fiat di Pomigliano “contro le politiche di guerra - contro la guerra ai lavoratori” ritiene indispensabile “saldare le lotte sindacali contro i licenziamenti e l’aumento dei ritmi di lavoro in Fiat al rifiuto di questa sporca guerra che massacra i lavoratori e la povera gente dell’Iraq”.

Operai Fiat contro la guerra: 
dopo Pomigliano scioperi alla Fiat SATA di MELFI

La protesta dei lavoratori della fabbrica San Nicola di Melfi è stata indetta dalle 11.00 alle ore 13.00 dalle RSU di Slai Cobas e FAILM in segno di protesta “contro la guerra all’Iraq e contro i licenziamenti e il peggioramento delle condizioni di lavoro”.
Intanto alla Fiat Auto di Pomigliano, dopo gli scioperi dello scorso venerdì, ancora stamattina, dalle ore 7.15 alle ore 9.30, scioperi e cortei di protesta ‘contro la guerra all’Iraq, contro i licenziamenti in Fiat’ hanno paralizzano le catene di montaggio. Previste azioni di sciopero anche al secondo turno.

Il sindacalismo di base (USI, CUB e Slai Cobas) preannuncia l’indizione dello sciopero generale nazionale di 8 ore per ogni turno di lavoro da tenersi la prossima settimana, indicativamente nella giornata di mercoledì 26 marzo).

 

20 marzo 2003


TUTTI INSIEME

CONTRO I LICENZIAMENTI

PER LA PACE

 

Domani Martedì 18 marzo 2003 alle 13.00

tutti davanti alla Fiat di Termoli

per protestare contro il licenziamento di Stefano Musacchio e per la PACE.

 

All'insegna di questo slogan domani si ritroveranno insieme, davanti al cancelli della Fiat Powertrain, tutti i Cobas di Molise, Abruzzo e Campania, tutti i militanti dei circoli di Rifondazione Comunista della regione ed i disobbedienti di mezz'Italia.

Al presidio con comizio, organizzato dallo Slai Cobas della provincia di Campobasso e da Rifondazione Comunista-Gruppo regionale, saranno presenti, tra gli altri, Italo Di Sabato e Titti De Simone, rispettivamente segretario regionale e deputata di Rifondazione Comunista, Don Vitaliano della Sala e Francesco Caruso leader dei disobbedienti meridionali.

Dopo il sit in dei 13 marzo scorso, quello di domani 18 marzo è il secondo importante appuntamento organizzato per protestare contro l'ingiusto licenziamento di Stefano Musacchio sindacalista dello Slai Cobas, RSU ed RLS più votato alle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze dei lavoratori.

In attesa della battaglia legale questo è solo il secondo di una lunga serie di proteste già in cantiere, predisposte, contro l'arroganza aziendale.

 

17 marzo 2003

SLAI COBAS

Coord.nto Prov.le Campobasso-Termoli


LICENZIATO PER LA PACE

Oggi 14 marzo 2003, presso lo stabilimento Fiat Powertrain di Termoli è stato licenziato Stefano Musacchio , RSU dello Slai Cobas, primo sindacato di fabbrica per numero di consensi conseguiti alle elezioni delle RSU.

Stefano Musacchio, il sindacalìsta che nelle ultime due elezioni ha preso il più alto numero di voti tra i candidati di tutte le sigle sindacali in lizza, è stato licenziato dopo essere stato sospeso cautelativarnente perché il 1 marzo scorso durante il Family Day, ricorrenza utilizzata dall'azienda per far visitare lo stabilimento ai flamilìari dei dipendenti, ha affisso su una delle porte, di ìngresso della fabbrica una bandiera della PACE.

Stefano Musacchio stava svolgendo attivìtà sindacale insieme ad un'altra RSU dello Slai Cobas, Umberto Mastronardi, quando la responsabile delle relazioni sindacali di Fiat gli ha intimato di toglìere la bandiera, malgrado questo fatto non comportasse alcun danno e nocumento né alle persone né alle cose.

Mentre i due sindacalisti stavano discutendo con il dirigente aziendale è intervenuto un sorvegliante che pensando di fare cosa gradita all'azienda ha improvvisamente aperto con violenza la porta su cui era affissa la bandiera, colpendo così il sindacalista dello Slai.

Dopo questo gesto il sorvegliante, temendo una qualche reazione, è indietreggiato ed è caduto a terra da solo senza che venisse. toccato o spinto da nessuno.

A nulla sono valse le giustificazioni rese dal lavoratore e confermate dagli altri presenti.

Stefano Musacchio è stato infatti prima sospeso e poi licenziato.

Lo Slai Cobas nel preannunciare prossime iniziative di lotta e legali in difesa di Musacchio sottolinea che già in passato il sindacato si è più volte rivolto alla Procura della Repubblica di Larino contro l'illegittima condotta di alcuni sorveglianti che come prevede il CCNL devono solo salvaguardare il patrimonio aziendale.

Lo Slai Cobas evidenzia infine che Stefano Musacchio è stato licenziato ingiustamente tre mesi prima delle elezioni per il rinnovo delle RSU.

Già ieri sera , 13 marzo alle 22.00, lo Slai Cobas ha organizzato al carnbio turno un sit in di solidarietà e di protesta al quale hanno partecìpato quasi tutti i dipendentí che uscivano per fine turno e rnolti compagni dei circoli di Rifondazione del Basso Molise, il tutto alla presenza di un nutrito gruppo di rappresentantì delle forze dell'ordine.

14 marzo 2003

Coordinamento Prov.le SLAICOBAS

Campobasso - Termoli


Comunicato stampa

Fiat: operai contro la guerra

 

GLI OPERAI ADERISCONO IN MASSA ALLO SCIOPERO COBAS

PARALIZZATA LA PRODUZIONE A POMIGLIANO D’ARCO

RISOSPESO DAL LAVORO L’OPERAIO PACIFISTA DI TERMOLI

 

Pienamente confermate le previsioni di altissima adesione dei lavoratori della Fiat Auto di Pomigliano e delle collegate aziende terziarizzate alle ‘24 ore di protesta no-stop contro le politiche di guerra - contro la guerra ai lavoratori’’ indetta dallo Slai Cobas.

 

Già alle prime luci dell’alba erano in centinaia gli operai presenti all’assemblea indetta dal sindacato all’ingresso principale della più grossa fabbrica automobilistica del mezzogiorno. Unanime la volontà operaia espressa in assemblea  di …“ saldare la lotta contro i licenziamenti e l’aumento dei ritmi di lavoro al consapevole rifiuto di una guerra che massacrerà ancora una volta i lavoratori e la povera gente in Iraq e peggiorerà i diritti e le condizioni di vita dei lavoratori e della povera gente nel nostro Paese perché i miliardi di dollari e di euro che si spenderanno per la guerra saranno tolti alle nostre pensioni, dalla sanità e da ogni altro servizio e tutela sociale”.

Unica nota stonata la massiccia presenza di polizia e carabinieri costretti in malo modo dai lavoratori ad allontanarsi dall’assemblea sindacale…e relegati all’inutile presidio di un parcheggio dipendenti letteralmente svuotato dal successo dello sciopero che, nel 1° turno e quello centrale, ha riscontrato l’adesione del 95% dei lavoratori paralizzando l’intero ciclo produttivo.  Scontata l’adesione massiccia alla protesta anche dei lavoratori del 2° turno e di quello di notte.

La fermata produttiva di Pomigliano si riflette sull’indotto Fiat: già ferma la produzione alla Lear di Caivano dove si producono i sedili delle vetture modelli Alfa 156 e 147.

Intanto alla Fiat Powertrain di Termoli Stefano Musacchio (il delegato sindacale dello Slai Cobas che già era stato sospeso per 6 giorni dal lavoro per avere esposto la bandiera della pace all’ingresso dello stabilimento) si è visto recapitare ieri un nuovo provvedimento di altri 5 giorni di sospensione, dal 14 al 18 marzo. Lo Slai Cobas preannuncia un immediato ricorso giudiziario con la procedura d’urgenza prevista dall’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori per la repressione di condotta antisindacale.

 

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate  -  Pomigliano d’Arco, 14/3/2003


Comunicato stampa

  

“L’estremo disagio che si avverte in fabbrica e che ormai emerge clamorosamente nell’intera società ‘globalizzata’ (dalle lotte dei lavoratori Fiat contro i licenziamenti alle manifestazioni che si susseguono nel mondo contro la sporca guerra di Bush all’Iraq )  è un disagio non più tollerabile”

 

CONTRO LE POLITICHE DI GUERRA

CONTRO LA GUERRA AI LAVORATORI:

VENERDI  14  SCIOPERO IN FIAT A POMIGLIANO

 

Organizzata dal sindacato Slai Cobas la giornata di "sciopero non-stop" (8 ore per ogni turno di lavoro) ed assemblee operaie ai cancelli già dall’alba, mira a paralizzare per 24 ore di seguito la produzione della più grande azienda automobilistica del mezzogiorno (8.000 addetti tra Fiat e la miriade di aziende collegate):    ”la lotta sindacale in fabbrica contro i licenziamenti e per la difesa dei diritti e delle condizioni di lavoro va ‘saldata’ alle mobilitazioni in corso contro una guerra che massacrerà, come al solito,  i lavoratori e la povera gente dell’Iraq e peggiorerà i diritti e le condizioni di vita dei lavoratori e della povera gente nel nostro paese perché i miliardi di dollari ed euro che si spenderanno per la guerra saranno sottratti alle nostre pensioni, alla sanità e ad ogni servizio e protezione sociale”.

 

Slai Cobas -  Pomigliano d’Arco, 10/3/2003

 

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