Archivio Cobas SLAI del gruppo FIAT

[2004]

 

home

rubriche

notizie dai cobas

link ad altri siti

archivio

 

Comunicato stampa

PARALISI IMPIANTISTICA E 'PRODUZIONE-ZERO' PER SCIOPERO SLAI COBAS ALLA FIAT ALFA ROMEO DI POMIGLIANO D'ARCO REPARTI E CATENE DI MONTAGGIO DESERTI DA STAMATTINA ALLE 06.00 PER LA PROTESTA DI 8 ORE PER OGNI TURNO DI LAVORO IN FIAT E NELLA MIRIADE DI AZIENDE TERZIARIZZATE E FORNITRICI CHE HA REGISTRATO UNA STRAORDINARIA ADESIONE (IL 90%) TRA I 6.000 LAVORATORI DEL PRIMO TURNO E DI QUELLO CENTRALE PARALIZZANDO LETTERALMENTE GLI IMPIANTI L'INIZIATIVA SINDACALE E' STATA INDETTA CONTRO I LICENZIAMENTI, IL PIANO DEMEL E LE POLITICHE LIBERISTE DEL GOVERNO

Eccezionale la partecipazione dei lavoratori alla assemblee ed ai presidi sindacali indetti sin dall'alba dal sindacato di base fuori ai cancelli della più grossa fabbrica del mezzogiorno dove ai contenuti dello sciopero generale di oggi dei sindacati di base contro il liberismo attuato dal governo e per la tutela dei diritti dei lavoratori, si è aggiunta la forte protesta operaia contro i licenziamenti in atto nel complesso operaio di Pomigliano ed i processi di ridimensionamento produttivo ed occupazionale che si profilano all' orizzonte.

Infatti, al fallimento della commercializzazione della nuova Alfa 147 F.L. che, presentata lo scorso settembre al salone dell'auto di Parigi, rischia di trasformarsi in 'vettura fantasma' per gli elevati livelli di difettosità dati dalla fatiscenza impiantistica che non consente l' adeguato rifornimento delle vetture alla filiali di vendita si affianca la mancata messa in produzione del nuovo modello Alfa 156, che gli impianti dovevano sfornare a regime lo scorso marzo e che si riuscirà a produrre solo da settembre 2005. strozzature tecnico-impiantistiche ed 'errori' gestionali alla 'Stanlio ed Ollio' stanno seriamente pregiudicando il futuro produttivo ed occupazionale dello stabilimento e delle collegate aziende dell'indotto mettendo a repentaglio, nell' immediato futuro, migliaia di posti di lavoro. Infatti, anche a Pomigliano si fermeranno gli impianti dal prossimo 24 dicembre e si riprenderà il lavoro solo il 12 gennaio 2005 per consentire all'azienda di smaltire le migliaia di vetture difettate ed incomplete che si stanno accumulando sui piazzali. A differenza delle altre fabbriche in crisi della Fiat come Cassino, Mirafiori, Termini Imerese e Melfi che ricorreranno alla cassa integrazione per il 'lungo ponte' di fine d' anno, a Pomigliano la 'chiusura forzata' sarà pagata dagli stessi lavoratori con il ricorso a ferie e permessi personali come da accordo sottoscritto dai sindacati confederali nel vano tentativo di coprire le magagne impiantistiche e gestionali dell'azienda.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d'Arco, 3/12/2004


UNA PROPOSTA CONTRO LA CHIUSURA DELLE FABBRICHE: COMITATO DI LOTTA DEGLI OPERAI

Noi operai stiamo vivendo una situazione sempre più pesante: cassa integrazione, mobilità, aumento dei ritmi e dei carichi di lavoro, straordinari, bassi salari, chiusura di interi stabilimenti sono ormai all’ordine del giorno.
In nome dei loro profitti i padroni chiudono le fabbriche non senza prima spremerci fino alla fine.
Non è vero che non hanno i soldi per far funzionare le fabbriche, è che preferiscono investire i soldi, accumulati grazie al nostro lavoro, in affari più redditizi altrove.
Di fronte a tutto questo proponiamo di costituire un COMITATO DI NOI OPERAI CONTRO LA CHIUSURA DELLE FABBRICHE, in difesa dei nostri posti di lavoro.

IL COMITATO DI LOTTA DEGLI OPERAI CONTRO LA CHIUSURA DELLE FABBRICHE E’ LA PROPOSTA DEI LAVORATORI E DELEGATI DEI SEGUENTI STABILIMENTI:

ALFA ROMEO DI ARESE - ALFA SUD DI POMIGLIANO – FIAT MIRAFIORI – FIAT RIVALTA – NEW HOLLAND DI MODENA – LEAR DI TORINO – POWER TRAIN DI TERMOLI – IVECO PART SERVICE DI TORINO.

SOLO SUPERANDO LA DIVISIONE PER SIGLE SINDACALI, LA FORZA OPERAIA PUO’ ESPRIMERSI.

INVITIAMO TUTTI GLI OPERAI DI TUTTE LE FABBRICHE A UNIRE LA LORO FORZA
PER LA DIFESA DEL POSTO DI LAVORO E DEL SALARIO.

redatto da Lavoratori di Mirafiori, dell' Iveco e della Lear di Torino

novembre 2004


CRONACA DI ORDINARIO
POMPIERAGGIO SINDACALE

FIAT MIRAFIORI - Giovedi 18.11.04 ore 6,00 - I° Turno Lastratura:

I carrellisti della TNT ARVIL sono pronti per il loro normale turno di lavoro, ma quasi subito vengono fuori i soliti problemi: carrelli con le batterie che non tengono la carica, che non vanno avanti, che non frenano in modo adeguato, che non sono in grado di sollevare i contenitori, ecc.

(Qualche giorno fa a Mirafiori, in occasione della visita del Presidente Luca Cordero di Montezemolo, tutti i carrelli sono stati riverniciati, per fare bella figura, senza badare alla manutenzione e alle norme di sicurezza: sostituzione delle luci che non funzionano, lampeggianti rotti, clacson che non suonano, leve che ti rimangono in mano nell’atto di farle funzionare e gomme lisce come delle piastrelle da salotto).

Alle ore 6,15 una carrellista deve cambiare carrello perché il suo non va più. Chiede quale può prendere ed è subito una lotteria: “prendi quello” dice qualcuno e la scelta viene fatta tra tutti quei carrelli addormentati in attesa di pensionamento. Percorre circa cinquanta metri, quando si ode un boato che attira molti operai, preoccupati: qualcosa di grave deve essere successo.
E’ scoppiata la batteria del carrello, l’operaia è stata sbalzata a terra assieme al coperchio del sedile sganciato e la batteria è visibile con tutti gli elementi ridotti in frantumi. Prestiamo subito aiuto alla carrellista rimasta a terra terrorizzata e tremante come una foglia al vento. Chiamiamo l’ambulanza di soccorso interno che però dice di non poter intervenire se non indichiamo il punto di raccolta di soccorso che nessuno di noi conosce.

Pieni di rabbia contattiamo subito un delegato, vogliamo fare un’ora di sciopero per la sicurezza dei lavoratori! Arrivano dei delegati sindacali che cominciano a fare opera di pompieraggio dicendo che prima bisogna rispettare la “prassi”, aspettare i responsabili che arriveranno non prima delle ore 9.
Noi non vogliamo mollare; arrivano dei delegati dei sindacati di base e dei compagni del Comitato di lotta operaia di tutte le categorie formatosi di recente che ci appoggiano, ma i delegati della TNT ARVIL mettono i bastoni tra le ruote, dicono persino che lo sciopero è senza copertura e quindi illegale e che poi ci penseranno loro ad organizzarlo a tempo debito (STIAMO ANCORA ASPETTANDO!).
La cosa così si sgonfia: incazzatura tra delegati TNT e FIAT, tra iscritti e delegati, scappano parolacce, inizi di rissa, ma intanto lo sciopero è stoppato. Gli operai rientrano con sdegno e vengono interrogati dai capi.
Così uno sciopero sacrosanto, una lotta per la difesa della sicurezza sul lavoro è stata strappata dalle mani dei lavoratori proprio da coloro che li dovrebbero rappresentare.

Torino 22 novembre 2004

SLAI COBAS TNT


Comunicato stampa

FIAT AUTO ALFA ROMEO

NUOVA PARALISI PRODUTTIVA A POMIGLIANO PER SCIOPERO SLAI COBAS CONTRO IL PIANO DEMEL E IL SABATO LAVORATIVO. FALLITA ANCORA UNA VOLTA LA STRATEGIA ANTISCIOPERO DELLA FIAT CHE AVEVA PREDISPOSTO PER OGGI DUE TRENI SPECIALI DELLA FERROVIA CIRCUMVESUVIANA NEL TENTATIVO DI INVOGLIARE GLI OPERAI AL SABATO LAVORATIVO

Se il nuovo amministratore delegato della Fiat Herbert Demel sperava di 'passarla liscia' nei suoi progetti di abbassare il costo del lavoro azzerando i diritti dei lavoratori e raddoppiando i già faticosi ritmi delle catene di montaggio, nonché con turni a 'ciclo continuo e il lavoro obbligatorio al sabato, notturno e festivo, ha trovato a Pomigliano 'pane per i suoi denti'! Già sabato scorso lo sciopero dello Slai Cobas contro il sabato lavorativo registrò fortissime adesioni mandando in tilt impianti e produzione. Anche oggi, fin dalle prime ore dell'alba, nelle affollate assemblee ai cancelli, i lavoratori hanno ribadito il proprio consenso alla protesta contro il sabato lavorativo ed il 'Piano demel' che punta alla 'melfizzazione' del gruppo per aumentare lo sfruttamento degli operai delle catene di montaggio in alcune fabbriche del sud e chiudere gli stabilimenti di Arese, Mirafiori e Termini Imerese': paralizzati ancora una volta gli impianti per l'altissima adesione allo sciopero
(85%) dei lavoratori della Fiat Alfa e dell'insieme delle aziende fornitrici e di servizio operanti all'interno dello stabilimento.

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate - Pomigliano d'Arco, 20/11/2004


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO

E' RIVOLTA A POMIGLIANO CONTRO DEMEL: SABATO ALTRE 8 ORE DI SCIOPERO CONTRO LA 'MELFIZZAZIONE' E L'USO DISTORTO DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI. INTANTO SI COSTITUISCE IL COMITATO NAZIONALE DI LOTTA DEI LAVORATORI DELLA FIAT

Se il nuovo amministratore delegato di Fiat Auto Herbert Demel pensava di 'passarla liscia' nei suoi progetti di abbassare il costo del lavoro mediante la compressione dei diritti dei lavoratori e l'aumento dello sfruttamento operaio alle catene di montaggio come già avviene nelle fabbriche fiat di Turchia, Polonia e Sud America, nelle fabbriche italiane, trovarà 'pane per i suoi denti':

DOPO ANNI DI CRISI, SMANTELLAMENTI PRODUTTIVI E FORAGGIAMENTI PUBBLICI SI E' COSTITUITO VENERDI' SCORSO NELLA SEDE DELLO SLAI COBAS DELL'ALFA DI ARESE IL COMITATO DI LOTTA DEI LAVORATORI DEL GRUPPO FIAT E DELLE AZIENDE COLLEGATE CONTRO LA CHIUSURA DEI ALCUNI STABILIMENTI DA UNA PARTE E L'INTENSIFICAZIONE DELLO SFRUTTAMENTO NELLE ALTRE FABBRICHE. PER LA RIDUZIONE DEGLI INFERNALI RITMI DELLE CATENE DI MONTAGGIO, LA SOPPRESSIONE DEL LAVORO A CICLO CONTINUO, NOTTURNO E FESTIVO A MELFI, PRATOLA SERRA E TERMOLI, LA PEREQUAZIONE SALARIALE E NORMATIVA IN TUTTI GLI STABILIMENTI, SOSTANZIALI AUMENTI SALARIALI IN BUSTA PAGA PER COMPENSARE L'EROSIONE DEL POTERE D'ACQUISTO

Si prospetta massiccia l'adesione dei lavoratori della Fiat Alfa Romeo di Pomigliano d'Arco allo sciopero dello Slai Cobas di sabato prossimo indetto contro la comandata di 2000 addetti tra Fiat ed aziende collegate alla lavorazione dell'Alfa 147. Già sabato scorso la protesta operaia ha registrato una forte adesione: a fronte delle 312 vetture da produrre programmate dall'azienda ne sono state prodotte solo 120, tutte incomplete, mancanti di particolari e 'difettate', che sono andate ad aggiungersi alle circa 900 vetture che da qualche mese ingombrano i piazzali in attesa di riparazione.

."E' scandaloso". dichiara lo Slai Cobas ."quello che sta succedendo alla Fiat Alfa Romeo di Pomigliano dove persiste un incongruo mix di licenziamenti collettivi, cassa integrazione, assunzioni precarie e ricorso strutturale al lavoro straordinario al sabato e dove l'azienda, per evidenti e strumentali motivi di 'immagine', trasferisce lavoratori dalle fabbriche in crisi da Melfi, Cassino e Termini Imerese per incrementare (?!) la produzione della nuova Alfa 147. La vettura e stata presentata appena un mese fa al salone di Ginevra. E già lo scorso mese la produzione di questo ha subito una incredibile battuta d'arresto con l'inspiegabile ricorso a 2 settimane di cassa integrazione motivate dalla Fiat con incongrue 'difficoltà di mercato', tra l'altro subito smentite dai sabato di recupero in straordinario. E sempre a Pomigliano, dal gennaio 2004, è stata attivata un procedura di licenziamento collettivo ancora in corso per 580 lavoratori (pagata dallo Stato per mezzo della cassa integrazione in attesa del futuro pensionamento). Negli stessi posti di lavoro e mansioni dei licenziati sono stati assunti giovani con contratti precari mentre già si prospettano altre due settimane di cassa integrazione (dal 23 dicembre al 9 gennaio - questa volta per i 4.000 addetti di Fiat e collegate alla produzione del modello Alfa 156): infatti la produzione a regime del nuovo modello della 156, che doveva partire a marzo di quest'anno, è inspiegabilmente slittata a novembre 2005. Le negative conseguenze occupazionali saranno evidenti già nei prossimi mesi. Sparita inoltre dai programmi la produzione del fuoristrada Kamal prevista tra un anno".

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d'Arco, 18/11/2004


CON LO SLAI COBAS POMIGLIANO NON SARA’ MAI MELFI!

La bocciatura dello sciopero di venerdì (che ha visto un’irrisoria partecipazione media del 6%) esprime la FERMA VOLONTA’ dei lavoratori della Fiat di Pomigliano e delle collegate aziende terziarizzate di RESPINGERE AL MITTENTE i piani aziendali (appoggiati dai sindacati confederali ed assimilati) per estendere progressivamente anche nella nostra fabbrica il “Modello Melfi” basato sul lavoro a ciclo continuo con sabato, festivi e notte obbligatori, precarietà e salari da fame, gabbie salariali differenziate tra i vari stabilimenti, ritmi e ambienti di lavoro ancora più massacranti.

Nelle assemblee di giovedì scorso questi stessi sindacati hanno confessato che volevano l’appoggio dei lavoratori per firmare l’accordo di melfizzazione anche a Pomigliano: BENE HANNO FATTO I LAVORATORI A DELEGITTIMARLI !

Con la devastante politica degli accordi ‘corporativi e a perdere’, azienda per azienda, firmati in questi anni con la Fiat e le terziarizzate, questi ‘sindacati a svendere’, da un lato cercano di eliminare il contratto integrativo del gruppo Fiat e aziende collegate (il contratto aziendale è scaduto ormai da ben 5 anni determinando tra l’altro una ingente perdita salariale per i lavoratori), dall’altro puntano ad ingenerare una ‘gara al ribasso’ tra i lavoratori e contrapporre stabilimento contro stabilimento alimentando ad arte vane illusioni per coprire lo sfascio tecnologico e produttivo in cui versano la nostra e le altre fabbriche del gruppo.

E INTANTO, MENTRE PARLANO DI CRISI, HANNO GIA’ ACCORDATO ALTRI 4 SABATO
DI STRAORDINARIO OBBLIGATORIO IN 147 E L’ENNESIMO AUMENTO DEI RITMI DI LAVORO

Proprio mentre indicevano le 4 ore di sciopero venerdì scorso già concordavano i sabato di straordinario in 147 ( il 13 ed il 20 di questo mese più altre due giornate in dicembre già decise e ancora da definire) e l’ulteriore innalzamento dei ritmi di lavoro fingendo di dimenticare che appena il mese scorso hanno firmato l’accordo per due settimane di cassa integrazione sempre in 147.

PIU’ MACCHINE SI FANNO CON PIU’ SALARIO E PIU’ OPERAI E MIGLIORI CONDIZIONI DI LAVORO: SU QUESTI PUNTI VA COSTRUITA E AVVIATA LA PIATTAFORMA AZIENDALE DI TUTTO IL GRUPPO FIAT E AZIENDE COLLEGATE PER:

Sabato 13 e 20 novembre:
8 ORE DI SCIOPERO
in Fiat Auto e terziarizzate con presidi ed assemblee ai cancelli

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 9/11/2004


Fiat-GM Powertrain di TERMOLI

Grande adesione allo SCIOPERO
indetto dallo Slai Cobas
contro il lavoro nei giorni di riposo

Lo sciopero di otto ore indetto alla Fiat-Gm Powertain e alla TNT Arvil di Termoli dallo Slai Cobas per oggi, sabato 6 novembre, è pienamente riuscito.
Lo sciopero proseguirà - sempre per otto ore giornaliere - anche domenica e lunedì.
Il 20 ottobre scorso la Fiat aveva comunicato alle RSU 7 settimane di Cig per il reparto 16V e l’obbligo di lavorare nei giorni di riposo del 23-25 ottobre e del 6-8 novembre con recupero successivo a dicembre nel reparto 8V.

La lotta dei lavoratori di Termoli è la lotta di tutti i lavoratori del gruppo Fiat.
Una rappresentanza dello Slai Cobas Fiat-GM Powertrain di Termoli parteciperà venerdì 12 novembre prossimo a Milano alla manifestazione contro la Fiat dei cassintegrati dell’Alfa Romeo di Arese.

Costruiamo insieme una piattaforma rivendicativa di tutti gli stabilimenti e organizziamo una lotta unitaria!

Il piano di smantellamento del settore auto in Italia va fermato!

Termoli, 6 novembre 2004

Slai Cobas

 [volantino distribuito a Termoli il 20 ottobre 2004]


A tutti i compagni dello Slai Cobas del gruppo Fiat

Durante il presidio di mercoledì scorso a Torino è stato deciso dai compagni dello Slai Cobas di Arese e dai compagni di Mirafiori (gruppo di cassintegrati, Sincobas e alcuni delegati Fiom) di lanciare la proposta di un riunione nazionale del gruppo Fiat.

Questa riunione sarà fatta per decidere una piattaforma di lotta unitaria in tutto il gruppo.
Alcuni punti di questa piattaforma verranno fatti circolare dai compagni di Arese e di Mirafiori prima della riunione nazionale.
Di questa proposta ne abbiamo già parlato con i nostri compagni di Pomigliano.

L’obiettivo è di fare una piattaforma alternativa rispetto alle proposte di Cgil-Cisl-Uil-Fismic.

A breve faremo avere una prima bozza.
I compagni che vogliono mandare dei contributi, anche da subito, lo facciano.

L’idea attuale è di puntare su pochi ma qualificanti punti (salario, ritmi, turni, no alla chiusura degli stabilimenti, divisione del lavoro tra tutti, no al precariato, diritti).

Arese, 12-10-2004
Tel/fax 02-44428529 3333368603

Slai Cobas Alfa Romeo

Alleghiamo un volantino distribuito in questi giorni a Mirafiori, ove hanno scioperato mercoledì e venerdì scorso


comunicato stampa

RSU alla Fiat Sata di Melfi : ricorso dello Slai Cobas

Nei giorni scorsi 493 lavoratori hanno firmato con nome e cognome la presentazione della lista dello Slai Cobas alle elezioni Rsu della Fiat Sata di Melfi.
Ora, all’apertura delle urne, lo Slai Cobas non ottiene neanche un delegato.
Ciò è del tutto inverosimile e pone pesanti interrogativi sul regolare svolgimento delle votazioni e sulla custodia delle urne durante i 4 giorni di votazione.
Lo Slai Cobas ha chiesto perciò di verificare tutte le schede.

Nelle due precedenti votazioni del 1998 e del 2001 la lista dello Slai Cobas non era stata ammessa alle votazioni in modo arbitrario da parte degli altri sindacati, nonostante una regolare presentazione. Nel maggio 2001 era stato il giudice di Melfi a ordinare la sospensione delle votazioni, le quali si tennero poi a ottobre con la presenza della lista dello Slai Cobas. Lo Slai Cobas ottenne 351 voti e 3 delegati, il più votato dei quali fu quasi subito licenziato dalla Fiat.

In queste elezioni la lista dello Slai Cobas è stata ammessa subito, ma evidentemente qualcuno ha pensato di usare altri sistemi per sbarazzarsi di noi.
Moltissimi dei compagni lavoratori che in questi anni si messi in lista per lo Slai Cobas sono stati licenziati, trasferiti, tartassati in ogni modo, oggetto di miriadi di provvedimenti disciplinari.
Abbiamo comunque resistito per difendere i nostri diritti e la nostra dignità.
E continueremo a farlo, assieme ai lavoratori, ai compagni di Alternativa sindacale e ai delegati più combattivi della Fiom.

La grande lotta della scorsa primavera, nella quale noi siamo stati in prima fila, ha fatto rialzare la testa agli operai di Melfi.
Non la riabbasseremo certo ora!

Melfi, 1-10-2004

Slai Cobas Fiat Sata di Melfi


Fiat Alfa Romeo - Pomigliano

Comunicato stampa 37

PARTONO DAL 27 SETTEMBRE LE DUE SETTIMANE DI CASSA INTEGRAZIONE A POMIGLIANO. IN GIORNATA LA SIGLA DELL’ACCORDO. LO SLAI COBAS SI DISSOCIA DENUNCIANDO L’USO DISTORTO DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI A COPERTURA DELLE GRAVI MAGAGNE IMPIANTISTICHE, E PREANNUNCIA LA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI ED INIZIATIVE GIUDIZIARIE.

L’azienda si appresta a siglare in giornata all’Unione degli Industriali di Napoli i provvedimenti di cassa integrazione per oltre 2000 lavoratori addetti alla lavorazione dei modelli Alfa GT e 147 annunciando la fermata degli impianti nel secondo turno lavorativo (dalle 14.00 alle 22.00) per le prossime due settimane: dal 27 settembre all’8 ottobre.

Durissimo il giudizio dello Slai Cobas sulle richieste aziendali: “dopo che già dallo scorso lunedi l’azienda ha ridotta di 230 vetture al giorno la produzione delle Alfa GT (in commercio da solo pochi mesi) e Alfa 147 restyling (la nuova vettura sarà presentata al prossimo salone dell’auto di Parigi), l’ulteriore taglio produttivo con due settimane di ‘fermo-impianti’ programmate per questi modelli significa che a Pomigliano si è ormai sull’orlo del disastro produttivo determinato da note strozzature impiantistiche che impediscono il soddisfacimento delle richieste del mercato e determinano il notevole incremento dei livelli di difettosità del prodotto. Le impossibili condizioni di lavoro date dall’innalzamento dei ritmi di lavoro a compensazione del gap impiantistico hanno già fatto ammalare circa 1000 lavoratori affetti da gravi patologie professionali e invalidanti da sforzo prolungato. Abbiamo inoltre notizia dello spostamento in altri stabilimenti della progettazione e messa in produzione della Kamal, il fuoristrada progettato per il mercato americano nel quadro dell’accordo di programma per il rilancio dello stabilimento di Pomigliano del 23 aprile 2003. I drastici tagli produttivi in atto, l’esaurimento della produzione dell’Alfa 156 (passata da giugno 2004 da una produzione giornaliera di 600 vetture alle attuali 250 su un unico turno lavorativo, non compensata dall’incremento produttivo del nuovo modello (Alfa 157) che entrerà in produzione a regime solo nell’ottobre 2006, confermano le preoccupanti prospettive occupazionali e produttive dello stabilimento e delle collegate aziende terziarizzate e fornitrici”.

Comunicato stampa 38

CONFERMATE 2 SETTIMANE DI ‘CASSA’ A POMIGLIANO: FIRMATO OGGI L’ACCORDO TRA FIAT E FIM, FIOM, UILM, FISMIC, UGL
L’ANNUNCIATO CONTENZIOSO GIUDIZIARIO DA PARTE DELLO SLAI COBAS IMPONE ALLA FIAT L’AVVIO DEL CONFRONTO DI MERITO COL SINDACATO DI BASE CHE CONFERMA IL DURO GIUDIZIO NEGATIVO:
"LA COESISTENZA DI PROVVEDIMENTI DI LICENZIAMENTO COLLETTIVI PER 570 ADDETTI ALLA FIAT POMIGLIANO, I PAVENTATI NUOVI PERIODI DI C.I.G.S. E DI ASSUNZIONI PRECARIE SOSTITUTIVE DI MANSIONI A CARATTERE CONTINUATIVO CONFERMANO IL GIUDIZIO DI NON CONFORMITA’ DI LEGGE DI QUEST’ACCORDO. INCONTREREMO LA FIAT MA SE L’AZIENDA NON DESISTE ATTIVEREMO UNA FORMALE DENUNCIA ALLA MAGISTRATURA PER CENSURARE L’USO DISTORTO DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI A COPERTURA DELLO SFASCIO IMPIANTISTICO IN ATTO CHE PONE GRAVI INTERROGATIVI SULLE PROSPETTIVE PRODUTTIVE ED OCCUPAZIONALI DELLO STABILIMENTO E DELLE COLLEGATE AZIENDE TERZIARIZZATE E FORNITRICI.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 21/9/2004


Comunicato stampa

CASSA INTEGRAZIONE A POMIGLIANO
PER CRISI IMPIANTISTICA E PRODUTTIVA

Continua l’incontro no stop cominciato ieri all’Unione degli Industriali di Napoli tra i vertici aziendali ed i sindacati sulle strozzature impiantistiche che stanno mettendo a repentaglio il decollo produttivo dello stabilimento ed il lancio e la commercializzazione della nuova Alfa 147 restyling che sarà presentata al prossimo salone di Parigi.

Lo Slai Cobas insiste : “già abbiamo segnalato per tempo - lo scorso marzo - ai massimi vertici della Fiat nazionale e di Pomigliano che le note strozzature impiantistiche impediscono il soddisfacimento delle richieste del mercato ed il decollo produttivo dello stabilimento quali, ad esempio, quelle del reparto montaggio Alfa 147 e Alfa GT, dove le linee di montaggio sono troppo corte per ospitare l’incremento produttivo ed i lavoratori sono costretti ad ‘accavallarsi’ pericolosamente nelle stesse postazioni di lavoro impediti al corretto svolgimento delle loro mansioni. Il tutto, tra l’altro, determina il notevole incremento dei livelli di difettosità del prodotto a causa delle impossibili condizioni di lavoro determinate dal grave deficit tecnologico”.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo – Pomigliano d’Arco, 17/9/2004


Comunicato stampa

Acerra/inceneritore

CDR E TERMOVALORIZZATORI ABUSIVI IN CAMPANIA PER VIOLAZIONI DI CONFORMITA’ E OMISSIONE DEGLI ATTI DI LEGGE?
LO SLAI COBAS CHIEDE CHIAREZZA E L’IMMEDIATA SOSPENSIONE DEI LAVORI DI COSTRUZIONE DELL’IMPIANTO DI ACERRA PREANNUNCIANDO RICORSI ALLA MAGISTRATURA

Ai sensi della vigente normativa sulla ‘trasparenza degli atti amministrativi’ - legge n. 241/90 - lo Slai Cobas ha inoltrato stamane una formale comunicazione ( vedi allegato ) al presidente della giunta regionale della Campania, a quello della provincia di Napoli, al sindaco di Acerra ed all’ASL NA 4, comunicazione inoltre spedite per conoscenza anche alla Procura ed al Prefetto di Napoli, con la richiesta di accesso a tutti gli atti amministrativi, istituzionali e di legge necessari alla costruzione ed all’esercizio degli impianti di CDR e termovalorizzazione. Impianti tutti classificati al punto B.100 dell’allegato del Decreto del Ministero della Sanità del 5/91994 quali “industrie insalubri di 1° classe”.

La costruzione e l’esercizio di tali attività richiedono specifici e vincolanti pareri di conformità ed idoneità rilasciati dalle istituzioni preposte, quali ad esempio:

parere di idoneità dei nuovi insediamenti produttivi rilasciato dall’ASL competente
specifica autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Napoli
procedura di valutazione di impatto ambientale fatta dalla Regione come disposto da Decreto Presidenziale del 124/96 in forza della stessa Delibera della Regione Campania n. 7636 del 29/10/94 di recepimento del richiamato Decreto Presidenziale

…” L’estremo grado di allarme e tensione sociale suscitati dalla costruzione del mega-inceneritore di Acerra e che ha determinato la forte e legittima protesta dei cittadini, e quella dei lavoratori delle fabbriche di Pomigliano (lo sciopero di venerdì scorso ha riscosso la plebiscitaria adesione degli addetti alla Fiat Alfa Romeo ed alla miriade di aziende terziarizzate e fornitrici) devono trovare l’immediata adesione delle istituzioni (a partire dall’odierna riunione del Consiglio Regionale della Campania) alla richiesta di sospensione dei lavori di costruzione dell’impianto in località Pantano e l’immediata verifica di legittimità degli atti amministrativi che stanno consentendo un vero e proprio scempio ambientale e sociale”… dichiara Mara Malavenda responsabile provinciale del sindacato.

In caso contrario il sindacato già preannuncia l’attivazione di ogni idonea iniziativa giudiziaria a tutela della salute pubblica ed ambientale nonché dell’incolumità dei lavoratori della fabbriche della vicina cintura industriale di Pomigliano d’Arco.

Slai Cobas - coordinamento provinciale di Napoli - Pomigliano d’Arco, 14/9/2004


Comunicato stampa

Inceneritore Acerra / Fiat Alfa Romeo Pomigliano

STRAORDINARIA ADESIONE ALLO SCIOPERO INDETTO DALLO SLAI COBAS
GLI OPERAI SI SCHIERANO A SOSTEGNO DELLA LOTTA DEI CITTADINI DI ACERRA.
PARCHEGGI DESERTI ED IMPIANTI FERMI ALLA FIAT ALFA ROMEO DI POMIGLIANO D’ARCO

Massiccia l’adesione alla giornata di protesta indetta stamane dallo Slai Cobas alla Fiat Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco contro il costruendo maga-inceneritore di Acerra ad opera delle Fibe, consorziata Fiat. Lo sciopero di otto ore per ogni turno di lavoro proclamato dal sindacato ha riscontrato l’adesione dell’85%: 6.000 sono i lavoratori che hanno ‘incrociato le braccia’ sui 7.000 addetti al primo turno ed al turno centrale alla Fiat ed alla miriade di aziende terziarizzate e di servizio operanti a Pomigliano (Comau, Autostamp, TNT, Magneti Marelli, Stolasud, Fenice, Sepin, De Vizia, Novafero, ecc.). Il blocco degli impianti ha inoltre determinato il crollo produttivo anche di altre aziende fornitrici, come alla Lear di Caivano che stamattina, in conseguenza della protesta, è stata costretta ad abbassare del 70% (per ‘mancato assorbimento’) la produzione dei sedili delle Alfa 156, 147 e nuova GT.

“Come lavoratori delle fabbriche di Pomigliano abbiamo ‘ragioni da vendere’… spiega Mara Malavenda per lo Slai Cobas, …”perché con la costruzione di questa megastruttura con tecnologie da ‘business’ e a devastante impatto ambientale in spregio alla tutela della salute pubblica, condannerebbe non solo i cittadini di Acerra, ma anche i lavoratori di Pomigliano, e l’insieme dei lavoratori e dei cittadini della Campania, ad una forte e costante esposizione ai veleni chimici rilasciati a tonnellate nell’atmosfera. La straordinaria partecipazione dei lavoratori allo sciopero di oggi suona da severo monito nei confronti di quelle forze che ancora pensano di fare ‘business’ sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini.”

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 10/9/2004


POMIGLIANO – ACERRA: UNA LOTTA SOLA !!
Venerdì 10 settembre
SCIOPERO DI 8 ORE
per ogni turno di lavoro in Fiat Auto e aziende terziarizzate

Lo Slai Cobas invita tutti i lavoratori,
indipendentemente dalla loro iscrizione o meno a qualsiasi sindacato, ad aderire compatti alla lotta e a partecipare in massa ai presidi all’alba ai cancelli cui parteciperanno lavoratori e cittadini di Acerra e i centri sociali della Campania

Il Comitato Cittadino di Acerra contro l’Inceneritore garantirà le partenze dei pullman dai cancelli della fabbrica per consentire la partecipazione di una folta delegazione dei lavoratori dell’Alfa e terziarizzate alla manifestazione regionale a Napoli

Slai Cobas Fiat Auto Pomigliano
Slai Cobas Coordinamento Provinciale di Napoli


Comunicato stampa

Acerra - inceneritore

IN CAMPO LE RAGIONI DEI LAVORATORI: VENERDI’ UNA GIORNATA DI SCIOPERO CON PRESIDI AI CANCELLI ALLA FIAT DI POMIGLIANO INDETTA DALLO SLAI COBAS. QUATTRO ORE DI ASSEMBLEA SINDACALE INDETTE IN CAMPANIA DAI SINDACATI DI BASE (SLAI Cobas - RdB) NEI CONSORZI DI BACINO PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA. SI DEFILA LA CGIL CHE SI PRONUNCIA CONTRO LA SOSPENSIONE DEI LAVORI PER LA COSTRUZIONE DELL’IMPIANTO

Divisi i sindacati intervenuti ieri all’incontro promosso dal Comitato di Acerra contro l’inceneritore e svolto nel pomeriggio nell’antico Castello Baronale. I sindacati di base (Slai Cobas, Rd B, Cobas Scuola e Confederazione Cobas) si schierano compatti a fianco dei cittadini di Acerra contro l’inceneritore, aderiscono alla manifestazione di venerdì prossimo a Napoli e indicono per lo stesso giorno scioperi e assemblee nei luoghi di lavoro. Si defila la Fiom-Cgil, contraria sia agli scioperi che alla sospensione dei lavori per la costruzione dell’impianto che, a giudizio del sindacato ’di sinistra’ collegato alla giunta Bassolino, deve comunque essere costruito ad Acerra.

…”abbiamo ‘ragioni da vendere’ sullo sciopero indetto come sindacati di base”… dichiara Mara Malavenda per lo Slai Cobas …”perché sappiamo che la costruzione del mega-impianto di Acerra condanna anche i lavoratori delle fabbriche di Pomigliano, e l’insieme dei cittadini della Campania, ad una fortissima esposizione ai veleni chimici rilasciati nell’atmosfera. Schierarsi a sostegno degli scioperi e delle mobilitazioni di venerdì potrebbe rappresentare, per la Fiom-Ggil, un’occasione di ‘riscatto’ utile per realizzare una credibile autonomia sindacale dai palazzi della politica. Una condizione indispensabile per chi lotta all’interno di questa organizzazione per collocarla dalla parte dei lavoratori e dei cittadini. Le decisioni assunte ieri sulla vicenda di Acerra non lasciano molto sperare.”

“la realizzazione dell’impianto di Acerra”… dichiara Antonio di Nardo responsabile provinciale del Settore Ambiente dello Slai Cobas…è incompatibile con una seria politica ambientale dei rifiuti e frenerebbe il necessario sviluppo della raccolta differenziata ferma in Campania ad un misero 10%. Per questo con gli altri sindacati di base ci apprestiamo a costruire una vertenza regionale del settore, a partire dai Consorzi Regionali di Bacino- dove abbiamo indetto per venerdì quattro ore di assemblea sindacale - e centrata sul potenziamento della raccolta differenziata ed il conseguente incremento occupazionale”.

Slai Cobas – Coordinamento Provinciale

Pomigliano d’Arco, 8/9/2004


Comunicato stampa

Megainceneritore Acerra

SCIOPERO DI 24 ORE ALLA FIAT ALFA DI POMIGLIANO IL 10 SETTEMBRE

I SINDACATI DI BASE SLAI COBAS, RDB, CONFEDERAZIONE COBAS INDICONO PER LA STESSA GIORNATA LO SCIOPERO REGIONALE IN CAMPANIA CUI ADERISCONO L’AREA ANTAGONISTA E DEI CENTRI SOCIALI, IL MOVIMENTO DI LOTTA CITTADINO CONTRO L’INCENERITORE DI ACERRA, IL MOVIMENTO DEI DISOCCUPATI AUTORGANIZZATI DI ACERRA

LA FIAT SBORSA 650.000 EURO IN ASSEGNI EMESSI DA SAN PAOLO IMI PER CONTO DI CESARE ROMITI SANZIONATO ALL’EPOCA PENALMENTE PER LA TANGENTOPOLI FIAT ED IN OTTEMPERANZA ALLE RECENTI DISPOSIZIONI DEL TRIBUNALE CIVILE DI TORINO (CORTE DI APPELLO) AI 300 LAVORATORI DELLE MAGGIORI FABBRICHE FIAT GIA’ COSTITUITI PARTE CIVILE NEL PROCESSO PENALE

Si è svolta stamattina l’affollata assemblea indetta dallo Slai Cobas di Pomigliano contro il megainceneritore unanimemente ribattezzato dai lavoratori… “il Mostro di Acerra”.

Nell’introduzione Vittorio Granillo ha confermato la giornata di sciopero nelle fabbriche di Pomigliano del 10 settembre. Nella stessa giornata i sindacati di base Slai Cobas, RdB (presente Gaetano Marati) Cobas Scuola e confederazione Cobas (presente Tullio Coppola) anche in coincidenza della manifestazione regionale a Napoli indetta dal Comitato Cittadini di Acerra hanno inoltre indetto lo sciopero regionale cui hanno già dato l’adesione il Movimento di Lotta Cittadino di Acerra contro l’Inceneritore, l’Area Antagonista e dei centri sociali della Campania, il movimento dei Disoccupati Autorganizzati di Acerra. Alla richiesta sottoposta dal Comitato Cittadino di Acerra per “verificare la possibilità di costruire un’unica iniziativa comune di sciopero da concordare il prossimo martedì 7 settembre anche con i sindacati confederali” è stato ribadita la disponibilità alla costruzione di iniziative unitarie di lotta tenendo comunque ferma la scadenza del prossimo 10 settembre in caso di esito negativo.

Antonio Di Nardo di Slai Cobas e Claudio Lamari per l’RdB hanno denunciato il sabotaggio istituzionale in atto della raccolta differenziata (ferma in Campania ad un misero 10 % a fronte del 75% attuato in altre regioni) e la necessità di adeguate normative regionali per la realizzazione di una ‘raccolta differenziata pura’ a reale tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini con impianti tecnici conseguenti un alternativa al megainceneritore.

La biologa Rori Brancia ha denunciato la mancanza di trasparenza sugli atti pubblici inerenti le valutazioni di impatto ambientale nonché della conformità tecnica, sanitaria, e l’insieme di autorizzazioni e atti formali istituzionali necessari per la eventuale costruzione e messa in opera dell’impianto.

L’avv. Giuseppe Senatore per il coord. Provinciale di Napoli dei Comunisti Italiani ha criticato gli oggettivi ritardi istituzionali auspicando un drastico cambiamento delle politiche della giunta regionale dalla parte dell’ambiente e dei cittadini.

…”proprio in questi giorni stiamo consegnando assegni di oltre 1.600 euro ad ognuno dei 300 lavoratori del gruppo Fiat che negli scorsi anni denunciarono in Procura a Torino Cesare Romiti per le migliaia di miliardi di tangenti elargite dalla Fiat nel periodo 85/95 a politici ed istituzioni. All’epoca Romiti era presidente del gruppo Fiat : oggi è presidente della FISIA, la società capogruppo della FIBE cui è stata appaltata la costruzione e la gestione del "mostro di Acerra". E ciò nonostante il ‘colpo di spugna’ sui ‘falsi in bilancio’ attuato dal governo Berlusconi”… dichiara Mara Malavenda dello Slai Cobas…”gli assegni, emessi dall’istituto San Paolo IMI per un importo complessivo - comprensivo del risarcimento danni ai lavoratori costituitisi parte civile e spese legali - di 650.000 euro pagati dalla Fiat per contro di Cesare Romiti.

La stessa ‘testardaggine’ già dimostrata dai lavoratori della Fiat (e che ha già fatto condannare Romiti a 2 anni di reclusione con la condizionale) sarà messa in campo per impedire la costruzione del megainceneritore e scongiurare così un pericoloso inquinamento ‘a diossina’ non solo di Acerra e della cintura industriale di Pomigliano, ma che altrimenti si riverserà sull’intero territorio regionale”.

Slai Cobas Coordinamento Provinciale di Napoli - Pomigliano d’Arco, 4/9/2004


Comunicato stampa

CONTRO IL MEGAINCENERITORE DI ACERRA 24 ORE DI SCIOPERO A POMIGLIANO ALLA FIAT ALFA ROMEO E NELLE DECINE DI AZIENDE FORNITRICI E DI SERVIZIO COLLEGATE

CESARE ROMITI, PRESIDENTE DELLA FISIA, CAPOGRUPPO DELLA FIBE SOCIETA’ INTERESSATA AL COSIDDETTO ‘TERMOVALORIZZATORE’ RISARCISCE 450.000 EURO A 300 OPERAI DELLE PRINCIPALI FABBRICHE FIAT CHE LO DENUNCIARONO PER FALSO IN BILANCIO E MAZZETTE ALL’EPOCA DI TANGENTOPOLI

CON IL ‘RITORNO AL PASSATO’ DI TECNOLOGIE OBSOLETE COME QUELLA DI ACERRA SI RISCHIANO MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI TRA GLI ADDETTI AL SETTORE PER LE EVIDENTI SCELTE DI RIDIMENSIONAMENTO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN CAMPANIA: L’EFFETTO DIOSSINA E’ ASSICURATO NON SOLO PER ACERRA MA PER L’INTERO INTERLAND VESUVIANO E LA PERIFERIA DI NAPOLI

Proprio in questi giorni stanno arrivando gli assegni di 1.500 euro ad ognuno dei 300 operai - 40 a Pomigliano - che, in rappresentanza dello Slai Cobas delle maggiori fabbriche della Fiat (Lecce, Termoli, Pomigliano, Modena, Arese e Torino) denunciarono nel 1997 i massimi vertici dell’azienda accusandoli di falso in bilancio e mazzette all’epoca di Tangentopoli. I 300 lavoratori si erano costituiti parte civile in conseguenza delle recentissime decisioni del Tribunale di Torino sezione civile, a coronamento di un iter penale concluso a fine 2000 con la condanna del top manager Romiti a 11 mesi e 20 giorni comminatagli a dicembre 2000 dalla magistratura penale di Torino in terzo grado per le accuse mossegli dallo Slai Cobas.

…”Se queste sono le credenziali di correttezza tecnica della società che dovrebbe gestire l’inceneritore garantendo nel contempo la tutela ambientale stiamo freschi”… dichiara lo Slai Cobas..” le illecite o comunque illegittime modalità con cui fu assegnato qualche anno fa l’appalto alla Fibe per il megainceneritore di Acerra trovano una evidente chiave di lettura nella logica da business di malaffare che da sempre contraddistingue l’azione della Fiat e delle sue controllate in illeciti ed oscure trame istituzionali tutte e sempre interne alla filosofia di Tangentopoli”.

Intanto i lavoratori della Fiat di Pomigliano, che oggi si riuniscono in assemblea nella sede sindacale di fabbrica dello Slai Cobas durante le pause collettive dal lavoro, già dichiarano che essendo le fabbriche di Pomigliano ad un ‘tiro di schioppo’ dal devastante inceneritore, faranno ‘le barricate’ pur di fermare un impianto che rappresenta un vero e proprio attentato alla pubblica incolumità dei lavoratori e dei cittadini, e preannunciano la massiccia adesione alla giornata di lotta con manifestazione ai cancelli (24 ore di sciopero no-stop, 8 ore per ogni turno di lavoro) prevista per il prossimo 10 settembre.

Alla riunione di domani che si terrà domani, inizio ore 9.30, nella sede di Pomigliano dello Slai Cobas sita in via Olbia 24, parteciperanno esponenti del Comitato dei Cittadini di Acerra, forze politiche e sociali, i lavoratori dei bacini regionali per la raccolta ed il riciclaggio dei rifiuti solidi urbani e delle aziende collegate. Hanno anche aderito e interverranno delegati della Fiom-CGIL della Fiat Alfa di Pomigliano schierati in favore della giornata di lotta.

Slai Cobas coordinamento provinciale di Napoli - Pomigliano d’Arco, 3/9/2004


Comunicato stampa

GLI OPERAI DI POMIGLIANO ANNUNCIANO SCIOPERI A SOSTEGNO DELLA LOTTA DEI CITTADINI DI ACERRA CONTRO IL TERMOVALORIZZATORE

Si terrà a Pomigliano il prossimo sabato 4 settembre, ore 10, nella sede del sindacato di base di via Olbia 24, una riunione operativa dello Slai Cobas, con la partecipazione di esponenti del Comitato Cittadino di Acerra e forze politiche e sociali territoriali, per la messa a punto di iniziative di mobilitazione sindacale nelle fabbriche del comprensorio - a partire dalla Fiat Alfa Romeo dove folta è tra l’altro la presenza di lavoratori residenti ad Acerra. Azioni di sciopero sono previste per la prossima settimana con l’intento di rafforzare ed estendere la mobilitazione in atto contro l’installazione del termovalorizzatore e la ‘longa mano’ della Fiat sul territorio.

“con la pretesa messa in opera dell’impianto di Acerra sarà a rischio-inquinamento l’intero comprensorio e la salute dei cittadini e dei lavoratori. Un territorio già fin troppo compromesso dalle scellerate politiche di questi anni che invece richiederebbe un urgente intervento di bonifica e risanamento ”… dichiara Mara Malavenda del coordinamento provinciale dello Slai Cobas…”gravi ed illegali connivenze politiche hanno ‘assegnato’ alla FIBE, società a capitale Fiat, la progettazione, costruzione e gestione del termovalorizzatore: un megaimpianto obsoleto, con tecnologie vecchie di oltre 30 anni e a certo rischio di devastante impatto ambientale. Queste stesse forze oggi si rendono consapevolmente responsabili della dissipazione di ingenti risorse economiche pubbliche devolute a favore dei forti potentati economici e a discapito della tutela del territorio e della salute pubblica. Sarà convinta e massiccia l’adesione dei lavoratori delle fabbriche di Pomigliano alle iniziative sindacali di protesta proposte dal sindacato”.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e aziende terziarizzate
Slai Cobas coordinamento provinciale di Napoli

Pomigliano d’Arco, 1/9/2004


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

PARALIZZATA LA PRODUZIONE DALLA PROTESTA OPERAIA CONTRO LA “RIFORMA-TRUFFA DELLE PENSIONI ED IL FURTO DELLE LIQUIDAZIONI DEI LAVORATORI” VARATI DAL GOVERNO
80% DI ADESIONI ALLO SCIOPERO DELLO SLAI COBAS: CATENE DI MONTAGGIO IN TILT E PRODUZIONE ZERO AL 2° TURNO DI LAVORO DALLE 14.00 ALLE 22.00! E STASERA SI BISSA NEL TURNO DI NOTTE!

…”Praticamente questo sciopero è stato un plebiscito”… dichiara il sindacato …”contro la rapina pensionistica varata dal governo con il complice e sostanziale ‘silenzio-assenso’ dei sindacati confederali che ‘intascano’ una lauta fetta della torta di 13 miliardi di euro tolti dalle liquidazioni dei lavoratori e ‘stornati’ alle finanziarie paritetiche dei fondi pensione privati”… A settembre sono previsti altri scioperi e non solo a Pomigliano per affossare questa riforma liberticida ed ottenere congrui aumenti salariali in busta paga anche considerando che il contratto nazionale del gruppo Fiat e collegate terziarizzate è scaduto da ben 5 anni”…

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 30/7/2004


Autoferrotranvieri - Fiat Sata di Melfi - Alfa Romeo
domenica 4 luglio 2004 ore 9.30 – 13.00
Rionero in Vulture (PZ)
in via Rosselli 9/a (presso distributore Esso)
Assemblea pubblica
con i protagonisti delle lotte

Saranno presenti i lavoratori dell’ATM di Milano, della Fiat Sata di Melfi, dell’Alfa Romeo di Arese e di Pomigliano, della Fiat di Termoli, Lecce, Torino, Modena, Verrone.

Prepariamo le lotte dell’autunno per

  • aumenti salariali

  • migliori condizioni di lavoro

  • eliminazione dei lavori precari

  • pensioni pubbliche dignitose e mantenimento del Tfr

La Fiat in questi anni ha cercato in tutti i modi di eliminare lo Slai Cobas e i delegati e i lavoratori più combattivi. Ma i licenziamenti e i provvedimenti disciplinari non ci hanno fermato.
E dopo questa lotta siamo rientrati in fabbrica a testa alta, coscienti tutti della nostra grande forza.
Lavoratori,
organizziamoci in tutti i reparti e -al rinnovo delle Rsu- rafforziamo lo Slai Cobas.
Oltre 500 lavoratori hanno già sottoscritto la presentazione della lista SLAI COBAS per le RSU.
Nei prossimi giorni continueremo a raccogliere altre firme, per dare ancor più spessore e credibilità alla nostra proposta organizzativa.

Melfi, 28-6-2004

Slai Cobas Fiat Sata di Melfi - Slai Cobas Atm di Milano
Coordin. naz. Slai Cobas gruppo Fiat

Tel/fax 0972-724211


MELFI
4 luglio 2004
ore 9.30 – 13.00

Autoferrotranvieri
Alfa Romeo
Melfi

Lo Slai Cobas promuove una
Assemblea pubblica
con i protagonisti delle lotte

Saranno presenti i lavoratori dell’ATM di Milano, della Fiat Sata di Melfi, dell’Alfa Romeo di Arese e di Pomigliano, della Fiat di Termoli, Lecce, Torino, Modena, Verrone.

Prepariamo le lotte dell’autunno per

Giù le mani dal Tfr
SI a una vertenza nazionale di tutto il gruppo Fiat
No al lavoro al sabato e alla domenica, no al TMC2
SI alla divisione del lavoro fra tutti gli stabilimenti

Melfi, 19-6-2004

info e adesioni: 333.3368603

Slai Cobas Fiat Sata di Melfi

Slai Cobas Atm di Milano
Coordin. naz. Slai Cobas gruppo Fiat


Fiat Sata: cosa propone lo Slai Cobas

Dopo la lotta delle settimane scorse, noi lavoratori siamo rientrati in fabbrica a testa alta perché abbiamo visto tutti quale può essere la nostra forza se siamo compatti e decisi.

Abbiamo ottenuto qualcosa ma – è inutile negarlo – tutte le questioni che ci interessano di più non sono state risolte.
Abbiamo dovuto fare i conti con l’accordo separato di Fim-Uilm-Fismic e con le cariche della polizia, ma abbiamo visto che anche la Fiom ha gradualmente fatto spegnere la rabbia dei lavoratori.
Per certi sindacati la grande vittoria era “ottenere il tavolo”, con relativi privilegi da difendere (monte ore sindacale, direttivi, ecc..).
Per i lavoratori invece gli obiettivi da ottenere erano (e sono) altri.

Lo Slai Cobas sottopone alla discussione dei lavoratori queste proposte:

Lavoratori, non è sufficiente fare solo le lotte.
È necessario anche avere dei delegati e dei sindacati che rappresentino veramente gli interessi dei lavoratori !
Lo Slai Cobas negli scorsi anni ha dovuto lottare per la sopravvivenza, bersagliato dalla repressione della Fiat, assecondata da Fim-Fiom-Uilm-Fismic.

Ora lo Slai Cobas, in vista della prossima elezione dei delegati, vuol fare un salto di qualità per poter dare risposte adeguate alla volontà di riscatto dei lavoratori di Melfi.
Perciò:

Melfi, 24-5-2004

Slai Cobas Fiat Sata di Melfi


Melfi
Domenica 23 maggio 2004
Ore 9,30 – 13,00

Coordinamento nazionale Slai Cobas
delle fabbriche del gruppo Fiat
e terziarizzate

a RIONERO, presso la sede dello Slai Cobas
in via fratelli Rosselli 9/A
(presso distributore Esso)

o.d.g. :

  1. Cosa cambia dopo la lotta dei lavoratori di Melfi.

  2. Iniziative di lotta negli altri stabilimenti Fiat (Pomigliano, Termoli, Arese, ecc.. ).

  3. Come costruire una vertenza nazionale di tutto il gruppo Fiat

  • generalizzando la lotta contro ritmi di lavoro, turni massacranti, lavoro al sabato e alla domenica, notte e straordinari,

  • richiedendo consistenti aumenti salariali,

  • dividendo il lavoro tra tutti gli stabilimenti, compreso Arese.

  1. Iniziative legali e di lotta contro i licenziamenti dei nostri compagni a Melfi, Termoli e Torino.

  2. Organizzazione e rafforzamento dello Slai Cobas a Melfi e nelle altre fabbriche.

Melfi, 16-5-2004

Slai Cobas
coordinamento nazionale gruppo Fiat


Slai Cobas Fiat Sata di Melfi:
Potevamo ottenere molto di piu',
ma non abbiamo lottato invano.

Dopo venti giorni di lotta Fim-Fiom-Uilm-Fismic-Ugl hanno raggiunto un accordo con la Fiat.
A Roma la fase finale della trattativa è stata condotta dalle segreterie nazionali dei sindacati, con l'esclusione dello Slai Cobas.

Sui punti dell'accordo:

  1. doppia battuta.
    E' positiva l'eliminazione, ma i riposi a scorrimento non ci soddisfano:
    VOGLIAMO IL RIPOSO IL SABATO E LA DOMENICA PER TUTTI.
    E con ritmi di lavoro più umani aumenterebbe pure l'occupazione.

  2. salario.
    Qualcosa abbiamo ottenuto. Ma la Fiat concede solo una parziale e non immediata equiparazione con gli altri stabilimenti.

  3. 30' di mensa.
    15' di mensa sono stati scambiati con 7 gg di Par
    Per mangiare decentemente 30' sono pochi.
    Mangiare a fine turno, con gli attuali ritmi di lavoro, è una liberazione per
    tanti lavoratori. Così però dobbiamo tutti fare i conti prima o poi con gastriti
    o altre malattie.
    VOGLIAMO UNA DIMINUZIONE DEI RITMI DI LAVORO (TMC2) E LA PAUSA MENSA A META' ORARIO.

  4. provvedimenti disciplinari.
    La commissione "conciliazione e prevenzione" è una presa in giro.
    i licenziamenti e i provvedimenti disciplinari devono essere ritirati subito!
    CHI LAVORA A MELFI NON PUO' ESSERE CONSIDERATO UN CITTADINO DI SERIE B !

A Melfi ci siamo ribellati.
Abbiamo fatto 20 gg di dura lotta, abbiamo resistito al vergognoso accordo di Fim-Uilm-Fismic e alle cariche della polizia.
La Fiat voleva le trattative senza lotta ma ha dovuto fare marcia indietro.
Con la forza che abbiamo finalmente messo in campo potevamo ottenere molto di più, ma al dunque anche la Fiom ha mollato, lasciando isolato -e fuori dalla trattativa - lo Slai Cobas.

Con questo accordo noi lavoratori non ci sentiamo sconfitti. Non abbiamo lottato invano.
Abbiamo visto tutti quale può essere la nostra forza se siamo compatti e decisi.
Occorre ora fare tesoro di questa lotta e organizzarci in modo adeguato in fabbrica, in ogni reparto.
Invitiamo tutti i lavoratori a rafforzare lo Slai Cobas.
Se saremo più organizzati e più forti potremo in futuro farci valere di più e portare a casa gli obiettivi che oggi non siamo riusciti a conquistare.
Unifichiamo la lotta in tutto il gruppo Fiat
In questi giorni abbiamo avuto la solidarietà delle altre fabbriche del gruppo e dei metalmeccanici, ma nei prossimi giorni - invece di unificare la lotta- ogni stabilimento (Mirafiori, Cassino, Sevel, ecc..) avrà trattative separate con la Fiat.
E a Pomigliano, venerdì scorso, tutti i sindacati (compresa la Fiom) hanno boicottato lo sciopero indetto dallo Slai Cobas contro i massacranti ritmi di lavoro.
Basta con queste divisioni dei lavoratori orchestrate dalla Fiat e dai suoi reggicoda!
E' ora di costruire una piattaforma unitaria di tutto il gruppo Fiat:

Melfi, 9-5-2004

Slai Cobas Fiat Sata Melfi
Coordinamento nazionale gruppo Fiat


Comunicato stampa

Fiat Melfi-Pomigliano: basta col lavoro ‘penitenziario’!

RIESPLODE LA PROTESTA A POMIGLIANO: IMPIANTI FERMI PER L’INTERA GIORNATA ALL’ALFA FIAT PER LA MASSICCIA ADESIONE DEI LAVORATORI ALLO SCIOPERO DELLO SLAI COBAS IN SOLIDARIETA’ CON GLI OPERAI DI MELFI E CONTRO GLI INFERNALI RITMI DI LAVORO IN FABBRICA.
DURA POLEMICA DEL SINDACATO DI BASE CHE ACCUSA DI COMPORTAMENTO STRUMENTALE ED AMBIGUO LA FIOM CHE A MELFI SI ‘APPROPRIA’ DELLA LOTTA DEI LAVORATORI E A POMIGLIANO INVITA GLI OPERAI A NON SCIOPERARE.

Nuova giornata di completo stop produttivo nello stabilimento dell’Alfa di Pomigliano d’Arco per le 8 ore di sciopero per ogni turno di lavoro proclamato dallo Slai cobas: l’adesione alla protesta sfiora il 100% tra i circa 9.000 lavoratori addetti allo stabilimento Fiat ed alla miriade di aziende collegate. Ferme a ‘produzione zero’ tutte le catene di montaggio. Disatteso dai lavoratori l’appello dei sindacati confederali (inclusa la Fiom) che ieri hanno invitato i lavoratori a non scioperare.

“Con lo sciopero di oggi” (si tratta della tredicesima giornata di sciopero effettuata a Pomigliano dall’inizio dell’anno), dichiara lo Slai Cobas, “i lavoratori della Fiat e dell’indotto di Pomigliano si sono schierati compatti in appoggio alla dura vertenza in corso dei loro colleghi della Fiat di Melfi e per dare un consistente contributo alla lotta per riportare nelle fabbriche Fiat la democrazia sindacale e la tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori proprio a cominciare dagli stabilimenti di Melfi e Pomigliano, dove in quest’ultimo i lavoratori hanno ingaggiato da mesi un vero e proprio braccio di ferro contro l’azienda disintegrando nei fatti l’accordo del TMC 2 (tempo dei movimenti collegati) sottoscritto tra Fiat e FIOM-FIM-UILM con cui l’azienda intendeva aumentare del 20% i già massacranti ritmi di lavoro: in conseguenza delle lotte dei lavoratori quest’anno il marchio Alfa ha già registrato una caduta complessiva della produzione e delle vendite del 4,5%”. “E’ inaccettabile”, continua il sindacato di base, “ assistere al supersfruttamento a ‘sotto diritti e sotto salari’ del lavoro operaio al sud collegati alla chiusura delle fabbriche del nord come sta avvenendo all’Alfa Romeo di Arese”.

Slai Cobas Alfa Fiat e aziende terziarizzate

Pomigliano d’arco, 7/5/2004


solidarietà ai lavoratori di Melfi in lotta dai Cobas di altri settori

LO SLAI COBAS DI PRAIA A MARE SOLIDARIZZA CON MELFI

La Basilicata come la regione meridionale del riscatto? Sono in molti a sostenerlo e Scanzano e Melfi vengono additati come esempio di resistenza; per quanto riguarda la Sata era inevitabile che accadessero, anche se l’azienda aveva liquidato i focolai di protesta definendoli: “intemperanze d’individui con difficoltà d’adattamento alla fabbrica avanzata”. Basta andarci a S.Nicola di Melfi, località dove la Fiat di Romiti insediò una fabbrica affatto isolata, studiata a tavolino, senza il tradizionale marchio , per rendersi conto di quanto sia allucinante quell’insediamento industriale. E noi la Sata la conosciamo bene avendovi volantinato per mesi, di giorno e di notte per conto dello Slai Cobas, con l’intento palese di farvi germogliare il seme della dignità “perché il lavoro non è una merce”: Altro che Melfi come avvenire della Basilicata, provate a chiederlo all’autore del libro “Un calcio alla Fiat”, l’ex capo Ute divenuto scrittore che ebbe la forza di licenziarsi piuttosto che subire le rituali angherie ricattatorie. La rivolta di Melfi covava sotto la cenere e dopo i recenti episodi quella fabbrica non sarà più come prima, nonostante le repressioni cruente della polizia. Melfi salda il movimento operaio tra le fabbriche Fiat e lo fa il 25 aprile, Anniversario della Liberazione, dal nord al sud, in tutte le fabbriche. La Fiat deve puntare a produrre qualità se vuole aggredire il mercato, senza piangere miseria col governo e col far gravare le perdite sulla testa dei lavoratori. Ovviamente lo Slai Cobas di Praia a Mare solidarizza coi lavoratori di Melfi e di tutte le altre aziende Fiat sparse per l’Italia, aggiungendo che non si possono dismettere aree industriali come quella dell’Alfa Romeo di Arese, scaricando i costi delle ristrutturazioni sulle casse dello stato e sulle tasche dei lavoratori.

I delegati e le delegate RSU, aderenti allo SLAI COBAS, del Comune di Gallarate esprimono la loro solidarietà ai lavoratori ed alle lavoratrici di Melfi brutalmente caricati questa mattina dalla polizia.

Esprimiamo, inoltre, la nostra preoccupazione per il clima di guerra che si vorrebbe costruire rispondendo con operazioni militari alle giuste rivendicazioni dei lavoratori e delle lavoratrici, perciò invitiamo tutt@ a mobilitarsi per fermare sul nascere questi pericolosi atteggiamenti autoritari e militaristi, attraverso comunicati pubblici, così come volantinaggi nei vari posti di lavoro e nel territorio e laddove possibile sostenendo le prossime iniziative già indette ad iniziare dallo sciopero di quattro ore di mercoledì

Delegati RSU SLAI COBAS del Comune di Gallarate
 

Esprimiamo la nostra totale solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici della FIAT di Melfi, duramente attaccati dalla Polizia durante lo sciopero di ieri.

I lavoratori sono in lotta da oltre una settimana per rivendicare elementari diritti, quali la parità salariale con gli altri dipendenti Fiat, ritmi e condizioni di lavoro meno massacranti (no alla doppia battuta, cioè due settimane obbligatorie consecutive di notti lavorate), un clima interno meno dispotico (negli ultimi tre anni 9.000 sanzioni disciplinari si sono abbattute contro i lavoratori della FIAT di Melfi).

Sosteniamo la lotta di tutti i lavoratori che, da Arese a Termoli, da Mirafiori a Pomigliano, si oppongono al dispotismo padronale e ai piani della FIAT, che da una parte chiude aziende e trasferisce produzione e dall’altra aumenta lo sfruttamento a livelli insostenibili.

Affinché questa lotta possa servire a dare dignità e forza a tutto il movimento dei lavoratori.

MERCOLEDI' 28 APRILE UNA DELEGAZIONE DELLO SLAI COBAS SERVIZI ICT PARTECIPERA’ ALLA MANIFESTAZIONE DEI METALMECCANICI CHE SI TERRA' DAVANTI ALL'ALFA ROMEO DI ARESE DALLE ORE 9.00

Delegati RSU SLAI Cobas Servizi ICT

Milano, 27 aprile 2004

 


comunicato stampa

Alcuni lavoratori di Melfi sono stati ricoverati in ospedale perché aggrediti dalla carica della polizia.
Tra di essi c'è Lo Monaco Antonio delegato Rsu dello Slai Cobas della Fiat Sata di Melfi.

Coordinamento nazionale Slai Cobas Fiat

26/4/2004


Sabato 24 aprile
MANIFESTAZIONE A MELFI
FACCIAMO COME GLI AUTOFERROTRANVIERI

Sabato mattina dalle 9 in poi saranno presenti ai picchetti di Melfi delegazioni dei lavoratori Slai Cobas di tutte le fabbriche del Gruppo Fiat.

Melfi, 22-4-2004

Slai Cobas
Coordinamento Nazionale Gruppo Fiat


FACCIAMO COME GLI AUTOFERROTRANVIERI
Sosteniamo la lotta dei lavoratori di Melfi
UNIAMO LE LOTTE DI TUTTO IL GRUPPO FIAT
Sabato 24 aprile
Sciopero di 8 ore alla Fiat di Termoli
Blocco degli straordinari all’Alfa Sud, all’Alfa di Arese e nelle altre fabbriche del gruppo Fiat.

La lotta dei lavoratori di Melfi è la lotta di tutti i lavoratori!
NESSUNO STABILIMENTO DEVE ESSERE CHIUSO A PARTIRE DA ARESE.
IL LAVORO VA DIVISO TRA TUTTI

I lavoratori di Melfi, in lotta da una settimana, non devono rimanere isolati!
Da quando la Fiat, un anno e mezzo fa, ha espulso 8.000 lavoratori, i sindacati confederali non hanno mai unificato le lotte.
Cisl-Uil e Fismic hanno tranquillamente firmato in tutti gli stabilimenti i piani della Fiat, ma anche la Fiom, con una regìa nazionale,

E’ ora che nel gruppo Fiat la si smetta di giocare sulla pelle dei lavoratori!
Ci auguriamo che, così come sembra stia avvenendo a Melfi sotto la pressione dei lavoratori, la Fiom abbia dei ripensamenti e si schieri dalla parte dei lavoratori anche negli altri stabilimenti.
Le condizioni di lavoro sono insopportabili, non c’è nessuna certezza sul futuro di ogni lavoratore ed è sempre più difficile arrivare a fine mese.

DICIAMO BASTA!
ESTENDIAMO LA LOTTA IN TUTTO IL GRUPPO

Arese 21.4.2004

02-44428529 - 081-8037023

SLAI COBAS

coordinamento nazionale gruppo Fiat

Da questa mattina una delegazione di lavoratori dello Slai Cobas dell’Alfa Sud di Pomigliano è presente alla Fiat Sata di Melfi.


Dalla stampa

Venerdi' scorso i lavoratori della Arvil (societa' terziarizzata interna alla Fiat Sata che si occupa del magazzino e dei trasporti) sono scesi in agitazione per chiedere aumenti salariali, eliminazione della doppia battuta, miglioramento dell'orario e delle condizioni di lavoro.
La Fiat Sata ha messo in “liberta'” i lavoratori del primo e secondo turno.
Si sono poi fermati anche i lavoratori della Lear, azienda fornitrice di componentistica.
Questo è continuato anche sabato e lunedì.
Dopo tre giorni di “senza lavoro” è scoppiata la protesta degli operai di Melfi della Fiat che hanno bloccato l’area industriale che ospita sia la “fabbrica integrata” sia le aziende dell’indotto.
Melfi ha una diversa organizzazione del lavoro e anche il salario dei lavoratori è più basso rispetto a quello del resto del gruppo: i sindacati calcolano questa differenza in circa 1.500 euro l’anno. Inoltre, da anni i lavoratori chiedono una diversa organizzazione del lavoro, in particolare, una rotazione dei turni che elimini la cosiddetta “doppia battuta”, cioè la ripetizione per due settimane consecutive del turno notturno. Il documento che ha avviato la protesta è stato firmato da delegati di tutte le organizzazioni, poi Fim, Uilm e Fismic hanno sconfessato le “firme”. Fiom, Failms, Slai-Cobas e Ugl continuano i blocchi per portare l’azienda ad un tavolo di trattativa.

Fiat: in lotta come i ferrotranvieri

Dopo la decennale e permanente resistenza dei lavoratori dell’Alfa di Arese, le settimane di scioperi e blocchi all’ Alfa Sud di Pomigliano, è esplosa la Fiat Sata di Melfi e stanno per scendere in campo anche i lavoratori della Fiat di Termoli.
Lo Slai Cobas, presente in tutte queste fabbriche e coinvolto in queste lotte, lancia la proposta di generalizzare una lotta nazionale di tutte le fabbriche Fiat

Coordinamento nazionale Gruppo Fiat
Slai Cobas

19/4/2004


Coordinamento nazionale gruppo Fiat

Si è svolta sabato scorso a Termoli la riunione nazionale Slai Cobas delle fabbriche del gruppo Fiat e terziarizzate.
Erano presenti i compagni di Arese, Pomigliano, Termoli, Lecce, Melfi e Modena.
E’ stato deciso:

  1. costituzione di uno stabile coordinamento nazionale Slai Cobas delle fabbriche del gruppo Fiat;

  2. iniziative legali e di lotta contro i licenziamenti di alcuni nostri delegati a Termoli, a Melfi e all’Iveco di Torino;

  3. riunione a Melfi per i prossimi giorni;

  4. manifestazione a Torino e assemblee dei lavoratori a Termoli;

  5. volantone nazionale da distribuire in tutto il gruppo.

Apriamo una discussione fra tutti i lavoratori

  • per generalizzare la lotta contro ritmi di lavoro, turni massacranti e straordinari,

  • per la divisione del lavoro fra tutte le fabbriche, impedendo la chiusura di Arese,

  • per consistenti aumenti salariali.

Il 1° maggio

Giornata di lotta e di festa all’Alfa Sud e all’Alfa Romeo di Arese:

Termoli, 17-4-2004

Slai Cobas
coordinamento nazionale gruppo Fiat

Tel. 02-44428529
081-8037023


LAVORARE TUTTI(meno)
distribuendo il lavoro tra gli stabilimenti del gruppo

La situazione del gruppo Fiat vede, da una parte chiusure di stabilimenti e cassa integrazione, dall’altra taglio dei tempi e straordinari; opposte situazioni, identico risultato: nella competizione del profitto neppure le briciole… soltanto i conti da
pagare. Grazie all’ impegno solidale nei confronti della FIAT di CGIL CISL e UIL, possiamo “vantare” questi record:

IL SALARIO PIU’ BASSO D’ EUROPA

I RITMI PIU’ MASSACRANTI ( Tmc2 ) CON PATOLOGIE CONSEGUENTI

GLI ORARI PIU’ DISGRAZIATI, CON I GIOVANI COSTRETTI A LAVORARE 48 ORE PER “GUADAGNARSI UN FUTURO”

A QUANDO IL COTTIMO ?

Gli operai stanno pagando sulla propria pelle la china fallimentare delle concessioni al padrone.
Mentre i nostri avvertimenti, bollati come demagogici, si stanno tristemente materializzando nella disoccupazione e nella miseria, leggi governative e complicità sindacali sostengono l’offensiva padronale, impedendo con ogni mezzo un’efficace risposta.
Occorre ricostruire una presenza sindacale che non si limiti ad eseguire le volontà della Fiat ma ribatta colpo su colpo: contro i tagli occupazionali,sui tempi, sugli orari, riducendo il ricatto padronale con richieste salariali consistenti

PIU’ SALARIO MENO STRAORDINARIO

SABATO 17 APRILE 2004
SCIOPERO
DELLO STRAORDINARIO 8 ORE

Modena 15/4/04                                                                                                                                                                                 RSU Slai COBAS CNH


Termoli
Sabato 17 aprile 2004
Ore 9,30 – 13,00
Riunione nazionale Slai Cobas
delle fabbriche del gruppo Fiat
e terziarizzate

presso la sede dello Slai Cobas
in via Luigi Sturzo 17
(a 300 metri dalla stazione FS, vicino alla Pretura)

o.d.g. :

  1. Iniziative di lotta contro il licenziamento del nostro compagno Stefano Musacchio, delegato della Fiat Powertrain di Termoli, “colpevole” di aver esposto un anno fa in fabbrica la bandiera della pace.

  2. Eliminazione dei turni massacranti – a partire dal sabato e dalla domenica – a Termoli, Melfi e Pratola Serra.

  3. Alfa sud in rivolta contro TMC 2 e straordinari.

  4. Alfa Romeo di Arese: dopo un anno e mezzo di lotta ininterrotta i lavoratori non mollano.

  5. La situazione negli altri stabilimenti Fiat.

  6. Occupazione, salario, orario, condizioni di lavoro, diritti:
    come unificare le lotte in tutto il gruppo Fiat.

  7. Fiat: costituzione di uno stabile coordinamento nazionale dello Slai Cobas.

No alla chiusura di Arese!
No agli straordinari, ai turni massacranti e all’aumento dei ritmi di lavoro!
Il lavoro va diviso fra tutti gli stabilimenti Fiat!

Arese/Pomigliano, 10-4-2004

Slai Cobas Alfa Arese e Alfa sud


Comunicato stampa

FIAT AUTO – ALFA ROMEO POMIGLIANO D’ARCO

BRACCIO DI FERRO TRA OPERAI E FIAT, FERMA DA DUE GIORNI LA PRODUZIONE DELLA NUOVA ALFA GT PER SCIOPERI SELVAGGI CONTRO GLI INFERNALI RITMI DI LAVORO
OGGI GLI OPERAI CON QUATTRO ORE DI BLOCCHI STRADALI E CORTEI PER POMIGLIANO HANNO PROTESTATO CONTRO L’ATTEGGIAMENTO ANTISINDACALE DELLA FIAT CHE HA FATTO SERRATA MANDANDO A CASA I LAVORATORI
TENSIONE ALLE STELLE AL MUNICIPIO DI POMIGLIANO DOVE ASSEDIATI DAI LAVORATORI INFURIATI IL SINDACO E GIUNTA COMUNALE SI BARRICANO NEL MUNICIPIO DIFESI DALLA POLIZIA
INTANTO VENERDI PROSSIMO ALTRE 8 ORE DI SCIOPERO PER OGNI TURNO DI LAVORO INDETTE DALLO SLAI COBAS

Continuano gli scioperi alla Fiat – Alfa di Pomigliano contro il TMC 2: la nuova metrica del lavoro in atto in azienda che aumenta del 20% i già insostenibili ritmi di lavoro sulle catene di montaggio.

Dopo le proteste di ieri ( che hanno visto susseguirsi scioperi dei lavoratori e serrate di rappresaglia antisindacale della Fiat che dalle 13 alle 14 prima e dalle 17 alle 22 dopo mandava a casa con la messa in libertà migliaia di lavoratori addetti al montaggio del nuovo modello GT e dell’ Alfa 147), anche questa mattina, dopo appena un quarto d’ora di sciopero effettuato all’inizio turno, dalle ore 06.00 alle ore 06.15, l’azienda ha messo ancora in libertà gli addetti al montaggio GT e 147 per l’intero turno di lavoro (fino alle ore 14), Una pratica illecita ed intollerabile, quella della ‘messa in libertà’, che lo Slai Cobas denuncerà in Tribunale per consentire il recupero economico ai lavoratori.

Alle 06.30 di stamattina i lavoratori, infuriati contro l’ingiustificato provvedimento aziendale, hanno varcato i cancelli della fabbrica ed hanno prima occupato il grosso incrocio stradale al centro di Pomigliano tra via Roma e via Nazionale delle Puglie dalle 6.45 alle 9.15, e successivamente si sono recati in corteo al al palazzo municipale di Somigliano per protestare contro il sindaco e la giunta di centrosinistra responsabili, insieme ai sindacalisti di CGIL-CISL-UIL, della sottoscrizione del Patto Territoriale per la Fiat-Alfa di Pomigliano che tra l’altro prevede l’intensificazione delle sfruttamento del lavoro operaio in fabbrica e l’ulteriore precarizzazione delle condizioni di lavoro già oggi intollerabili e che hanno prodotto circa 700 invalidi per patologie professionali da sforzo prolungato riconosciuti tali dallo stesso servizio sanitario aziendale.

L’iniziativa sindacale, dopo un’ora di assedio del municipio e fortissime tensioni tra operai e forze dell’ordine (dalle 9.30 alle 10.30) si è sciolta dopo un’affollata assemblea che, prendendo atto della ‘fuga’ dal Palazzo di sindaco ed assessori, rilanciava le prossime iniziative di lotta:

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 6/4/2004


Comunicato stampa

FIAT AUTO – ALFA ROMEO POMIGLIANO

LO SLAI COBAS CONFERMA: IERI MATTINA LA DIREZIONE AZIENDALE HA COMUNICATO ANCHE A FIOM-FIM-UILM-FISMIC L’IPOTESI DI DISDETTA DELL’ACCORDO DI PROGRAMMA PER POMIGLIANO.
CONTROFFENSIVA DELLO SLAI COBAS: 10.000 VOLANTINI DISTRIBUITI OGGI A TUTTI I LAVORATORI DELLE FABBRICHE DEL COMPRENSORIO, ASSEMBLEE IN FABBRICA, INDIZIONE DI UNA NUOVA GIORNATA DI SCIOPERO, BLOCCO DELLO STRAORDINARIO E STATO DI “AGITAZIONE SINDACALE PERMANENTE” IN FABBRICA

Lo Slai Cobas conferma : alle 11.30 di ieri mattina la Direzione Aziendale ha convocato i sindacati presenti in fabbrica comunicandogli l’ ipotesi di disdetta dell’accordo di programma per lo sviluppo dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Tra i motivi addotti dai responsabili aziendali “l’impossibilità a far fronte alle richieste di mercato ed alla programmata salita produttiva”.

Dopo l’incontro gli stessi sindacati confederali FIOM-FIM-UILM (nonchè il FISMIC) diffondevano un preoccupato volantino sulle “gravi comunicazioni ricevute dalla Direzione Aziendale riguardanti i futuri assetti produttivi”, richiedevano nello stesso comunicato “l’immediata convocazione delle segreterie regionali e provinciali”.

Determinata la risposta dei lavoratori : oggi nelle affollate assemblee svolte dallo Slai Cobas durante le pause collettive (dove tra l’altro sono state ribadite le note magagne e strozzature impiantistiche che sono l’unico e reale impedimento al decollo produttivo) si è deciso una nuova giornata di sciopero (la nona) da tenersi in aprile, il blocco dello straordinario al sabato, e lo stato di ‘agitazione sindacale permanente’ contro i ritmi infernali e per la tutela dei livelli occupazionali.

10.000 volantini a supporto delle ragioni dei lavoratori della Fiat sono stati distribuiti oggi in tutte le fabbriche del più grosso polo industriale d’Europa.

9/3/2004

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate – Pomigliano d’Arco


Comunicato stampa

FIAT AUTO – ALFA ROMEO POMIGLIANO

SALTA L’ACCORDO SUL “TMC2” PER LA RIVOLTA OPERAIA CONTRO I RITMI INFERNALI DELLA CATENE DI MONTAGGIO
LA FIAT PREANNUNCIA AI SINDACATI LA DISDETTA DELL’ACCORDO DI PROGRAMMA E SVILUPPO PER POMIGLIANO

Sono stati gli scioperi ‘selvaggi’ a mettere in crisi e far fallire la disumana organizzazione del lavoro del “TMC 2” recentemente sottoscritta tra la Fiat ed i sindacati 'confederali’. E’ miseramente fallito l’infausto tentativo aziendale di trasformare i lavoratori in mere ‘appendici’ della catene di montaggio caricandoli inoltre un ulteriore 20% di aumento sui già massacranti ritmi di lavoro individuali.
La ventilata disdetta dell’accordo di programma per Pomigliano, preannunciata stamane dalla Fiat ai sindacati, rappresenta una ‘scelta debole e strumentale’: l’alibi disperato di chi, per la sacrosanta ribellione dei lavoratori, non riesce più a coprire le note magagne e strozzature impiantistiche che sono l’unico e reale impedimento al decollo produttivo della fabbrica. Infatti, per dirne una, il capannone carrozzeria del montaggio dell’Alfa GT, ha le linee di montaggio troppo corte per ospitare la produzione del nuovo modello ed i lavoratori sono costretti ad ‘accavallarsi’ pericolosamente nelle stesse postazioni di lavoro. La grave strozzatura impiantistica determina anche un elevatissimo livello di difettosità del prodotto.
I ritmi infernali hanno già ‘prodotto’ centinaia di lavoratori affetti da gravi patologie professionali e invalidanti da sforzo prolungato quali artropatie, ernie del disco, tendiniti, tunnel carpali, turbe e disagi psichici ecc. mentre sono ormai innumerevoli le indagini della Procura in corso e che, tra l’altro, stanno puntualmente riscontrando quanto denunciato dallo Slai Cobas sulle pericolose condizioni di lavoro in fabbrica.

I LAVORATORI SAPRANNO TUTELARE I LIVELLI OCCUPAZIONALI INSIEME A DIGNITOSE CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO.

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 8/3/2004


Comunicato stampa

FIAT AUTO ALFA ROMEO POMIGLIANO

STREPITOSA RIUSCITA DELLO SCIOPERO COBAS
IMPIANTI FERMI E PRODUZIONE ZERO
SI FERMANO LE AZIENDE FORNITRICI
TRAFFICO IN TILT SULL’ASSE MEDIANO

Pienamente riuscito, col 100% DI ADESIONE DEI LAVORATORI E CON PRODUZIONE ZERO, lo sciopero proclamato stamane dallo Slai Cobas in Fiat Auto e nelle collegate aziende terziarizzate. Già dalle ore 03.30 affollate assemblee di lavoratori si tenevano presso tutti gli ingressi dello stabilimento e si sono susseguite fino alle ore 09.30. Intanto la Fiat, in conseguenza della straordinaria riuscita dello sciopero, ha ‘messo in libertà’ per impossibilità produttiva, circa cento tra lavoratori precari e capisquadra entrati in fabbrica alle ore 02.00 della notte.
In conseguenza della protesta dei lavoratori di Pomigliano la LEAR di Caivano, fornitrice dei sedili vettura ed altri particolari, ha chiuso i battenti e messo i lavoratori in cassa integrazione per l’intera giornata per ‘mancanza lavoro’.

Intanto, a causa delle lunghe colonne di camion e tir bloccate dai lavoratori, il traffico è impazzito fino alle ore 09.30 sull’asse mediano tra Pomigliano ed Acerra con lunghissime code di automobili.

Al centro della protesta ancora una volta i massacranti ritmi di lavoro che, con l’applicazione del “TMC 2” dovrebbero essere aumentati ancora del 20%. Patologie professionali da sforzo prolungato hanno già colpito centinaia di lavoratori che hanno in corso altrettante vertenze legali per il riconoscimento del danno biologico subìto.

“Con lo sciopero di oggi”, dichiara lo Slai Cobas, “e con gli scioperi ‘selvaggi’ che ormai mandano in crisi quotidianamente la produzione del nuovo modello GT, è praticamente fallita l’intollerabile organizzazione del lavoro del “TMC 2” sottoscritta tra l’azienda ed i sindacati confederali”...” questi ultimi ormai in fabbrica non rappresentano neanche se stessi perchè in fabbrica si sta ormai affermando con forza una giovane classe operaia già matura per decidere il proprio destino ed imporre all’azienda le proprie sacrosante ragioni suffragate con la forza della lotta sindacale consapevole e di massa”....” quella di oggi è la nona giornata di scioperi con paralisi completa della produzione attuata negli ultimi 5 mesi”...” altre ne seguiranno fino alla definitiva sconfitta dell’arroganza padronale e dei sindacati confederali”!

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 5/3/2004


Comunicato stampa

FIAT - ALFA ROMEO POMIGLIANO

Scioperi selvaggi contro i ritmi infernali bloccano ripetutamente la produzione del nuovo modello Alfa GT
Domani altre 24 ore di sciopero per ogni turno di lavoro
Lo Slai Cobas ha querelato il quotidiano “IL MATTINO”

Si preannuncia ancora altissima l’adesione dei lavoratori dello stabilimento Fiat Auto/Alfa Romeo di Pomigliano e delle collegate aziende terziarizzate allo sciopero per l’intera giornata indetto per domani dal sindacato Slai Cobas contro:
l’ulteriore innalzamento del 20% dei già intollerabili ritmi di lavoro che hanno già provocato centinaia di patologie osteomuscolari invalidanti in centinaia di lavoratori grazie all’accordo-bidone sulla nuova organizzazione del lavoro del “TMC 2” (tempi dei movimenti collegati) recentemente siglato tra Fiat e CGIL-CISL-UIL.
Già ieri dalle ore 12.45 al primo turno e dalle 14.00 alle 16.00 si sono fermate le catene di montaggio della carrozzeria alle lavorazioni dei modelli Alfa 146 e nuova GT. Ancora oggi, dalle ore 07.15 alle ore 07.45 ancora scioperi spontanei e paralisi del processo produttivo sempre al montaggio della nuova Alfa GT.

Intanto, ieri Pomeriggio, lo Slai Cobas ha presentato una formale denuncia-querela contro il quotidiano “IL MATTINO” per la falsa notizia riportata domenica scorsa sul presunto fallimento dello sciopero di sabato scorso che ha invece riscontrato l’ adesione di oltre il 90% dei lavoratori e fatto crollare la produzione dalle programmate 310 vetture ad appena 9 vettura finite e deliberate.

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 4/3/2004


Comunicato stampa

ALFA ROMEO:
NORD-SUD UNITI NELLA LOTTA
MANIFESTAZIONE A TUTTO CAMPO
DEI COBAS ALFA ROMEO
A POMIGLIANO E NAPOLI.
RIUSCITO LO SCIOPERO CON ADESIONI ALTISSIME DEI LAVORATORI
CHE SI SCHIERANO CON LO SLAI COBAS.
PRODUZIONE ZERO IN FIAT.
CONTESTATA LA CGIL

Questa mattina i lavoratori dell’Alfa-Fiat di Pomigliano hanno aderito allo sciopero indetto per l’intero turno di lavoro paralizzando le linee di montaggio. La protesta, che è iniziata sin dalle 3.00 del mattino e ha visto la partecipazione di 120 operai dell’Alfa di Arese, è stata attivata contro l’intollerabile innalzamento dei ritmi di lavoro ed il ricorso al lavoro straordinario fisso a Pomigliano e la contemporanea chiusura in corso dell’Alfa di Arese.
Nel mirino dei lavoratori i sindacati confederali per gli accordi capestro siglati alla Fiat, con i quali si sta consentendo lo smantellamento delle fabbriche al Nord e la precarizzazione dei lavoratori del Sud con sottodiritti e sottosalari, come già precedentemente accaduto per gli stabilimenti di Melfi e Pratola Serra.
Alle ore 10.00 di stamane i lavoratori dell’Alfasud e Nord hanno protestato sotto la sede CGIL di via Torino a Napoli, dove i responsabili confederali si sono barricati.
Alle 10.15 circa, al rifiuto di incontrarsi con i manifestanti, i lavoratori inferociti, hanno centrato con decine di uova le porte e le finestre.

L’ALFA ROMEO DI ARESE NON DEVE CHIUDERE
ED IN QUELLA DI POMIGLIANO VANNO ABBASSATI I RITMI DI LAVORO
ED ELIMINATO LO STRAORDINARIO SELVAGGIO.
VANNO REDISTRIBUITE LE PRODUZIONI
IN TUTTO IL GRUPPO FIAT E ALFA ROMEO.

A fine giornata i lavoratori dell’Alfa hanno partecipato alla manifestazione contro la chiusura del centro sociale Officina 99

Pomigliano d’Arco, 28 Febbraio 2004

SLAI-COBAS ALFA ROMEO ARESE
SLAI-COBAS ALFA ROMEO POMIGLIANO


SABATO 28 FEBBRAIO I CASSINTEGRATI DELL’ALFA DI ARESE, ASSIEME AI LAVORATORI DELLO SLAI COBAS DELL’ALFA SUD, SARANNO DAVANTI AI CANCELLI DELLA FABBRICA DI POMIGLIANO PER CONTESTARE L’USO STRARIPANTE DEGLI STRAORDINARI, IL SUPERSFRUTTAMENTO E L’UTILIZZO DEL LAVORO PRECARIO IN CONCOMITANZA CON LA CHIUSURA DELL’ALFA DI ARESE

BASTA CON GLI STABILIMENTI A PRODUZIONE ZERO
BASTA CON GLI STABILIMENTI PRECARIZZATI E SUPERSFRUTTATI
ALFA SUD - ALFA NORD : UNIAMO LE DUE LOTTE

CONTRO LA POLITICA DI DIVISIONE DELLA FIAT.

IL LAVORO VA DIVISO FRA TUTTI

Arese-Pomigliano, 27-2-2004

Slai Cobas

Alfa Romeo e Alfa Sud

tel. Alfa Arese 3331921518 - 3497492493
tel. Alfa Sud 3334925612 - 3683600543


SE L’AZIENDA PENSA DI AVERE PIU’ PRODUZIONE CON MENO LAVORATORI:

HA... “SBAGLIATO PALAZZO”!

Col lancio del nuovo modello la Fiat sta applicando l’accordo-capestro del “TMC 2”: in soldoni pretende di aumentare del 20% circa le saturazioni ed i ritmi su tutte le lavorazioni a catena e lato linea, prima in 147 e successivamente in 156 e in tutta la fabbrica, questo anche a copertura di organico dei 570 lavoratori per cui è stata attivata una illegale procedura di mobilità.

Gravi patologie invalidanti da sforzo prolungato, quali artropatie, tendiniti, tunnel carpali, turbe e disagi psichici, hanno già colpito centinaia di lavoratori, specialmente giovani sui quali pesa il ricatto della precarietà: ammontano ormai a centinaia i ricorsi giudiziari intentati in Tribunale e/o all’INAIL dai lavoratori ammalati contro Fiat ed aziende terziarizzate per veder riconosciuto il danno biologico subito. Sono ormai innumerevoli le indagini giudiziarie in corso della Procura sulle pericolose condizioni antinfortunistiche e di igiene del lavoro.

NON SONO PIU’ TOLLERABILI LE CONDIZIONI DI LAVORO DA “TERZO MONDO”

CHE SI STANNO INSTAURANDO IN FABBRICA GRAZIE AD ACCORDI-CAPESTRO

FIRMATI TRA FIAT-TERZIARIZZATE-FIOM-FIM-UILM-FISMIC-UGL

Slai Cobas Fiat Auto e Terziarizzate – Pomigliano d’Arco

Pomigliano, 13/2/2004

 

home

rubriche

notizie dai cobas

link ad altri siti

archivio