Archivio Cobas SLAI del gruppo FIAT

[2005]

 

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comunicato stampa

Slai Cobas Fiat di Termoli: la Fiat condannata
a restituire 5.000 euro a testa a 100 lavoratori.

La Fiat Powertrain Italia è stata condannata dal Tribunale di Termoli a restituire 5.000 euro a 100 lavoratori. Dopo il terremoto di San Giuliano, nel Molise, da gennaio 2003 gli operai di Termoli e della provincia di Campobasso hanno iniziato a usufruire della sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi di natura tributaria, così come stabilito dall'art. 4 del decreto legge n. 145/02. Da gennaio 2003, mensilmente, la Fiat versa nelle buste paga circa 130 euro sotto la voce "sospensione contributi". Tale agevolazione dovrebbe durare fino a gennaio 2006, dopodichè bisognerebbe restituire all'Inps in 300 rate la somma avuta. Ma la Fiat, quando un lavoratore va in mobilità o in pensione, trattiene tutti i soldi sull'ultima busta paga, sotto la voce "recupero sospensione contributi". Tale somma è di circa 5.000 euro. Ora il Tribunale ha condannato la Fiat a restituire ai lavoratori questi 5.000 euro. Lo Slai Cobas, dopo le prime sentenze, ha consigliato alla Fiat di non trattenere più ingiustamente i contributi, ma, dato che ciò non si è verificato, continueranno le vertenze legali.

Termoli, 21-10-2005

Slai Cobas


comunicato stampa

Fiat di Termoli
Oggi sciopero degli straordinari
Gli operai in assemblea votano NO AL FURTO DEL TFR

In riferimento alla comunicazione di Fiat Powertrain Italia fatta alle RSU nella quale si dice che bisogna lavorare in straordinario, lo Slai Cobas di Termoli indice

8 ore di SCIOPERO contro lo straordinario di
Sabato 22 ottobre 2005 1° turno
Lunedì 24 ottobre 2005 1° e 2° turno
per i lavoratori di Fiat Powertrain Italia Srl e TNT-Arvil Spa che lavorano nei motori dell' 8 e 16 valvole.

SCIOPERO nelle ultime due ore di lavoro (dalle ore 20.00 alle ore 22.00)
Sabato 22 ottobre 2005 - 2° turno
per per tutti i lavoratori che lavorano nelle aziende :
- Fiat Powertrain Italia Srl
- TNT-Arvil Spa
- Fenice Spa.

CONTRO
1. questo disumano orario di lavoro
2. il sistema partecipativo e la concertazione sindacale;
3. la modifica dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori (libertà di licenziamento);
4. la mobilità e la chiusura di stabilimenti Fiat.

Costruisci con noi un nuovo sindacato dalla parte dei lavoratori
Sostieni le iniziative dello SLAI-COBAS !

******************
Le assemblee retribuite convocate dallo Slai Cobas il 20 ottobre 2005 nello stabilimento Fiat di Termoli si sono concluse con l'approvazione per alzata di mano di una mozione che decide di battersi contro il furto della liquidazione e di costituire a Termoli e in tutta Italia comitati unitari contro lo scippo del TFR e per una pensione pubblica dignitosa.

Le assemblee, svoltesi sui tre turni, sono state partecipate da quasi tutti i lavoratori dello stabilimento.

Sono intervenuti all'assemblea anche un compagno dell'esecutivo nazionale dello Slai Cobas e il nostro compagno Stefano Musacchio, "il più grande delegato e sindacalista che hanno mai avuto i lavoratori di Termoli", che - appena prima di andare in pensione - ha vinto la sua battaglia contro il licenziamento di rappresaglia avuto a suo tempo per aver esposto la bandiera della pace.

Termoli, 22-10-2005

SLAI COBAS


DIFENDIAMOCI E DIFENDIAMO I LAVORATORI
DAI CONFAZIENDALI E DAL DATORE DI LAVORO

Interrogazioni parlamentari e comizi nelle officine
contro i licenziamenti per malattia dei lavoratori di Fiat Termoli

Adesso licenziano anche i lavoratori che si ammalano: anche se non hanno superato il periodo di malattia previsto dal contratto (c.d. periodo di comporto).
Lo fanno nel silenzio e con l'appoggio delle Sigle Confaziendali che, abbiamo scoperto, consigliano ai lavoratori di non fare ricorso ma di mettersi d'accordo ed accettare un piccolo incentivo.

Come se la dignità di un lavoratore ed il suo posto di lavoro
potessero essere venduti ad una elemosina del padrone.

Grave è questa condotta padronale che ritiene di fregarsene delle leggi e dei contratti inventandosi delle nuove modalità per licenziare.
Altrettanto grave è la condotta delle Sigle Sindacali Confaziendali che, in silenzio, non fanno nulla di efficace per difendere i diritti sia dei propri iscritti che di tutti i lavoratori.
Il diritto ad ammalarsi, senza per questo perdere il posto di lavoro, i lavoratori se lo sono guadagnati sul campo. Non si tratta né di un regalo dei padroni né del risultato delle scaramucce sindacali dei Confaziendali.
Sul quotidiano "Le Libertà” del 15 aprile u.s., De Santis e la Fismic chiamano i lavoratori “malati immaginari” e definiscono “estremamente negativo l'atteggiamento di lavoratori e organizzazioni sindacali conniventi con chi predilige passeggiate lungo il corso nazionale, fingendo chissà quali mali fisici". Sul numero del 19 aprile anche Fim e Fiom per la prima volta i riconoscono di aver sbagliato e dicono che “è opportuno mettere in discussione alcuni passaggi fatti in questi anni dalle organizzazioni sindacali, che non hanno sempre saputo mediare tra le esigenze produttive dell'azienda e le esigenze di vita dei lavoratori”.

Vogliono farci credere che si sono sbagliati.

I lavoratori non si accontentano di queste "riflessioni" e vogliono sapere:

dove erano queste organizzazioni sindacali con i loro numerosi delegati?

Lo Slai Cobas, reagisce contro questa ennesima vergogna dei licenziamenti per malattia, lanciando la conflittualità legale e sindacale e preannunciando la preparazione di interrogazioni parlamentari su quanto sta accadendo nello stabilimento di Termoli.
Avviamo un volantinaggio all’interno della fabbrica con comizi nelle Ute di lavoro, nelle officine e nelle mense.

13/5/2005

SLAI COBAS
Coord.nto Prov.le Campobasso - Termoli


LO SLAI COBAS BATTE LA FIAT
DOPO UNA DURA LOTTA
SINDACALE E GIUDIZIARIA,
STEFANO MUSACCHIO
TORNA IN FABBRICA!

Ci è voluto un po' di tempo ma alla fine lo Slai Cobas, l'unico sindacato che da anni si batte da solo contro la prepotenza dei datori di lavoro ha battuto la Fiat.
Venerdì 25 marzo infatti la Corte di Appello di Campobasso ha stabilito che la condotta posta in essere nei confronti dello Slai era antisindacale e che il conseguente licenziamento di Musacchio era illegittimo.
Con questo verdetto dovrebbe essere stata detta la parola fine alla vicenda di chi come Musacchio era solo responsabile di aver affisso la bandiera della pace dentro lo stabilimento automobilistico il primo marzo del 2003, durante il family day.
Le bugie dei capi e capetti durante il processo non sono servite a convincere i giudici che ripetutamente hanno dato torto all'azienda.
Così come non sono servite i falsi attestati di solidarietà ed il rifiuto di testimoniare delle altre sigle sindacali Confaziendali abituate a svendere i diritti dei lavoratori anziché tutelarli con la lotta sindacale e all'occorrenza anche in Tribunale.
Questa grande vittoria degli operai, oltre che dello Slai Cobas, dimostra che quando vi è una organizzazione sindacale seria, ben organizzata e soprattutto fatta non da sindacalisti di professione le cose funzionano e come.
Cosi come dimostra che quando gli operai sono uniti, non si dividono, non si iscrivono ai Confaziendali ma danno forza al sindacalismo di base quasi sempre hanno la meglio sui datori.
Questo insegnamento è tanto più importante soprattutto in questa fase in cui non vi è reale certezza sul futuro dello stabilimento termolese malgrado le rassicurazioni dei soliti compari dell'azienda.
Sono anni che dicono agli operai di non preoccuparsi, che siglano accordi inutili e le cose vanno sempre peggio per tutti.

Lo Slai Cobas non ci ha mai creduto ma chi lo ha fatto lo sa bene.
Perché continuare a credervi ora?

Non dare credito a chi per difendere i propri privilegi
svende i tuoi diritti e mette in pericolo il tuo posto di lavoro
ISCRIVITI
allo Slai Cobas l'unico sindacato dalla parte dei lavoratori.

Termoli, 30 marzo 2005

SLAICOBAS
Coord.nto Prov.le Campobasso


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

TAFFERUGLI TRA OPERAI E FORZE DELL’ORDINE CHE TENTANO DI IMPEDIRE L’ASSEMBLEA INDETTA DALLO SLAI COBAS. FINISCE IN OSPEDALE UN DELEGATO SINDACALE.
LO SLAI COBAS PREANNUNCIA UNA DENUNCIA IN PROCURA CONTRO L’USO ILLEGITTIMO DEGLI AGENTI DI POLIZIA IN FUNZIONE ANTISINDACALE
ADESIONI AL 90% ALLO SCIOPERO CHE PARALIZZA GLI IMPIANTI DALLE SEI ALLE OTTO

Alle 5.30 un centinaio di agenti dei carabinieri e della polizia in tenuta antisommossa, a freddo e senza alcun motivo, ha caricato e disperso i lavoratori convocati dalla Slai Cobas in assemblea all’ingresso principale della Fiat Alfa Romeo di Pomigliano, in occasione degli scioperi di 2 ore per ogni turno indetti stamane dal sindacato per protestare contro le pericolose condizioni di lavoro cui l’azienda costringe gli addetti. L’ultimo gravissimo episodio è accaduto al collaudatore Domenico Porcelli, da giorni ricoverato in rianimazione, in gravissime condizioni e, con prognosi tuttora riservata, all’ospedale civile di Caserta.
Mentre svolgevamo una pacifica assemblea sindacale, tra l’altro indetta ai sensi di legge con formale comunicazione alla Questura di Napoli, siamo stati aggrediti e caricati senza alcun motivo ed in modo premeditato dagli agenti, precedentemente schieratisi in forze in tenuta antisommossa! Un nostro delegato di fabbrica, Domenico Mignano, è finito in ospedale colpito da una ginocchiata al basso ventre ed è rimasto esanime, a terra, svenuto per circa mezz’ora e poi è stato trasportato in autoambulanza al pronto soccorso della Clinica Villa dei Fiori di Acerra dove gli hanno refertato un “trauma contusivo alla regione ” e lo hanno sottoposto a terapia antinfiammatoria con prognosi di 5 giorni s.c. Ma l’uso in funzione antisindacale degli agenti, richiesto dalla Fiat, non ha ottenuto l’effetto sperato: i lavoratori hanno aderito in massa allo sciopero paralizzando le linee di montaggio e tutte le attività produttive anche nelle decine di aziende terziarizzate! Non sarà certo il ritorno alla ‘Stato di Polizia’ a sospendere la democrazia sindacale e fermare le lotte dei lavoratori, e lo ha dimostrato l’eccezionale riuscita dello sciopero di oggi! L’inquietante episodio di stamattina prova la debolezza politica e l’ estraneità sociale delle istituzioni quando si schierano al servizio dei poteri forti e contro i lavoratori ed i cittadini !

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo – Pomigliano d’Arco,10/3/2005


BELLA SOLIDARIETA’ DI CLASSE !!

Al venerdì, FIM, FIOM e UILM portano in piazza gli operai del gruppo auto perché non hanno lavoro, mentre nel resto del gruppo FIAT al sabato si lavora.

SIAMO TUTTI OPERAI FIAT!!!

Anziché estendere la lotta a partire da Iveco e CNH, intervenendo come classe nelle nostre sorti future, si asseconda la FIAT nel reperire dal governo i capitali per salvaguardare rendite (banche) e profitti, immiserendo le nostre buste paga con la Cassa Integrazione.

NO ALLA CHIUSURA DEGLI STABILIMENTI A PARTIRE DALL’ALFA ROMEO
SABATO 12 e 19 Marzo
S C I O P E R O
STRIKE
dello straordinario 8 ore
(ripetiamo che per lo scorrimento è sempre da farsi nel giorno di riposo)

Per quanti hanno capito che lo straordinario non risolve, ma aggrava i problemi degli operai.
Per la maggior parte degli operai che ritiene che lo straordinario volontario basti e avanzi
E anche…per chi intende il sabato come merce di scambio, sperando di ottenere ”qualcosa” in cambio. Ma chi vive sperando….-

Per tutti quelli che… lo straordinario non deve essere obbligatorio.

RSU SLAI COBAS CNH Modena                                                                                                                                                                   10/03/05
E ASLO sez. di Modena


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

CASSA INTEGRAZIONE IN APRILE A POMIGLIANO
DOMANI SCIOPERO DELLO SLAI COBAS CON ASSEMBLEE ALL’ALBA AI CANCELLI
CONTRO LE PERICOLOSE CONDIZIONI DI LAVORO CHE HANNO PROVOCATO IL GRAVE INFORTUNIO AL COLLAUDATORE ANCORA IN RIANIMAZIONE NELL’OSPEDALE CIVILE DI CASERTA

La Fiat ha comunicato stamane ai sindacati un nuovo periodo di tre giorni di cassa integrazione che si terrà tra il 4 ed il 6 aprile. Intanto domani il sindacato di base ha indetto due ore di sciopero per ogni turno di lavoro per protestare contro le intollerabili e pericolose condizioni di lavoro che hanno reso invalidi più di mille operai per evidenti patologie da lavoro e considerati “RCL” (con ridotte capacità lavorative) dallo stesso servizio sanitario aziendale. Lo stesso Domenico Porcello, il collaudatore tuttora ricoverato in rianimazione presso l’ospedale civile di Caserta, è un lavoratore ritenuto con ridotte capacità lavorative, e che ripetutamente aveva segnalato all’azienda le difficoltà che incontrava nel guidare le autovetture per 300 chilometri al giorno. Ma la Fiat gli aveva negato il trasferimento a mansioni compatibili col suo stato di salute.
La Fiat si appresta a nuova cassa integrazione per 4.480 lavoratori e ferma per 3 giorni l’intera attività dello stabilimento con un effetto ‘indotto’ di messa in cassa per altri 5.000 lavoratori delle aziende terziarizzate operanti nello stabilimento e dell’indotto.
Prospettare la fermata delle linee di montaggio anche del nuovo modello dell’Alfa 159, presentato proprio in questi giorni al Salone dell’Auto di Ginevra, rappresenta un vero e proprio ‘suicidio produttivo’ e conferma il grave stato di crisi in cui versa la fabbrica. Regione e governo non possono esimersi dal chiedere conto all’azienda degli ingenti finanziamenti pubblici erogatigli in questi anni, nonché adoperarsi per un serrato controllo pubblico delle attività : pena la possibile sparizione dal mercato di uno dei marchi automobilistici tra i più prestigiosi. Quello dell’Alfa Romeo

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano, 9/3/2005


Comunicato stampa

FIAT AUTO POMIGLIANO/GRAVE INFORTUNIO SUL LAVORO

IN RIANIMAZIONE ALL’OSPEDALE DI NOLA UN COLLAUDATORE DELLA FIAT ALFA ROMEO DI POMIGLIANO. MENTRE SOSTITUIVA UNA RUOTA VENIVA INVESTITO DA UN TIR E SCHIACCIATO SUL LATERALE DELL’ALFA 159 CHE STAVA PROVANDO. L’INCIDENTE E’ AVVENUTO SULLA STATALE NOLA-VILLA LITERNO ALL’ALTEZZA DEL RACCORDO DELLA CITTADINA CASERTANA
GIOVEDI’ SCIOPERO ALLA FIAT ALFAROMEO PER LA SICUREZZA IN FABBRICA

Vittima del grave infortunio il sig. Domenico Porcelli, 54 anni, di Tufino, autista collaudatore addetto alla ‘prova clienti’. L’incidente è avvenuto ieri alle ore 15.00 circa. Il collaudatore, che provava un’Alfa 159 (il nuovo modello prodotto a Pomigliano dalla Fiat e presentato in questo giorni al salone di Ginevra) mentre era accostato al bordo strada per sostituire una ruota forata, veniva investito dal rimorchio di un tir che sopraggiungeva e finiva schiacciato sul laterale della vettura. Soccorso e trasportato all’ospedale di Castelvolturno il sig. Porcelli veniva successivamente trasferito - per la gravità delle ferite e lesioni da schiacciamento riscontrategli al busto, agli arti ed agli organi interni (milza e polmoni) e - all’ospedale di Caserta dove ha subito un lungo intervento chirurgico (terminato alle 04.00 di stamattina, con l’asportazione della milza, ed interventi al polmone ed altri organi interni, al bacino fratturato ed agli arti superiori) . Attualmente è ricoverato in gravissime condizioni e ‘prognosi riservata’ presso il reparto rianimazione.

Lo Slai Cobas ha indetto per giovedì prossimo alla Fiat Alfa Romo di Pomigliano
due ore di sciopero per ogni turno di lavoro
per protestare contro la mancanza di sicurezza sul lavoro.

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 8/3/2005


CONTRATTO NAZIONALE DEI METALMECCANICI

Un lungo periodo di concertazione ha smantellato decenni di conquiste sindacali e sociali al punto che in questi anni la crescente precarietà lavorativa determina la miseria di chi ha sempre meno ed i profitti di chi ha sempre di più. E’ oggi indispensabile il rilancio del protagonismo di massa e diretto dei lavoratori sulle fondamentali questioni di salario, occupazione, diritti, sicurezza, pensioni e tutele sociali, democrazia sindacale.

Il mancato rinnovo, da oltre cinque anni, del contratto integrativo aziendale del maggiore gruppo industriale italiano (la Fiat) e l’assenza di accordi aziendali nella prevalenza nell’insieme della miriade di aziende terziarizzate per ‘cessione di attività’ dalle aziende cessionarie, non può essere sanata da una risibile richiesta minimale di appena 25 euro lordi ( tra l’altro come elemento distinto dalla retribuzione nonché assorbibile da eventuali accordi aziendali nel prossimo quadriennio), mentre va costruito un efficace percorso di superamento delle intollerabili condizioni lavorative che hanno determinato modelli produttivi da “ipersfruttamento penitenziario” del lavoro operaio (quali quelle esistenti negli stabilimenti di Melfi e Pratola Serra).

ci pagano in lire ma… spendiamo in euro… e allora: salari europei!

L’entrata in vigore dell’euro ha drasticamente contratto il potere d’acquisto delle retribuzioni già depauperato dall’eliminazione di ogni meccanismo di adeguamento automatico di salari e stipendi rispetto all’aumento dei prezzi. E se oggi i lavoratori italiani sono ‘pagati in lire’ ma costretti a fare ‘la spesa in euro’, va riscontrato che il valore medio orario delle loro retribuzioni resta più basso di oltre il 40% rispetto alla media delle retribuzioni del resto d’Europa. Se solo si volesse accorciare la distanza con la Germania, a necessari aumenti retributivi lordi del 60% per colmare il divario retributivo bisognerebbe abbinare la riduzione a 35 ore dell’orario settimanale di lavoro. Alla moneta europea vanno corrisposti salari e stipendi europei: lo Slai Cobas ritiene che per in riallineamento delle dinamiche retributive italiane con il resto d’Europa, la richiesta di aumenti salariali di 250 euro netti ed in paga base per i livelli più bassi, e aumenti di analogo valore su 13°, 14°, premio di performance e di risultato, rappresentano il primo ed indispensabile passaggio per la ‘perequazione europea’ delle retribuzioni.

La ‘valenza generale’ della contrattazione nazionale va rilanciata con proposte a forte valenza strategica, e perequativa dell’insieme delle condizioni di lavoro sia specifiche che generali:

Slai Cobas Fiat Alfa di Pomigliano

7/2/2005

 

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