[2006]
L’IMPORTANTE E’ L’OPINIONE PUBBLICA
Fra pochi giorni in Sevel ci sarà il FAMILY DAY una giornata dove tutti gli operai della grande Sevel potranno portare le proprie famiglie a vedere la fabbrica dove lavorano.
L’ospite d’onore sarà Marchionne l’A.D. della Fiat, la giornata verrà allietata dal DJ Francesco e ci sarà un concerto dei POOH, in più panini con porchetta e da bere per tutti.
Visto così sembra proprio che lavoriamo in una azienda che ha a cuore i suoi operai e soprattutto le rispettive famiglie.
Allora non capiamo perché la nostra grande azienda invece di sperperare decine di migliaia di euro per fare feste e festarelle non investe i soldi per farci lavorare in condizioni migliori dandoci saturazioni che siano più per esseri umani che per robot.
Non capiamo perché la sicurezza sul posto di lavoro è importante solo dopo il verificarsi di infortuni gravi.
Non capiamo perché per farci dare qualche euro in più dobbiamo fare decine di ore di sciopero.
E soprattutto, non capiamo il perché alle nostre famiglie dobbiamo dire che durante le feste dobbiamo lavorare anche se tutti noi abbiamo una settimana di ferie (forse perché dobbiamo pagare noi i POOH e la porchetta con la produzione del 27/28/29 dicembre?).
Non riusciamo a capire perché noi non dobbiamo apparire buoni e belli per l’opinione pubblica, perché siamo semplici operai che tutti i giorni si alzano alla 4:30 per 1000 euro al mese e sappiamo bene che la vera Sevel non è quella dei POOH e dei panini con la porchetta ma quella che ci fa lavorare in condizioni pessime dove la dignità del lavoratore è stata sacrificata per il dio furgone.
Avremmo preferito passare i giorni fra le festività a casa usufruendo delle nostre meritate e promesse ferie (vedi accordo per la chiusura estiva) ma questo non è importante per la Sevel visto che non diamo un ritorno di immagine.Invitiamo tutti i lavoratori a disertare il Family Day perché la nostra famiglia non è la Sevel ma quella che abbiamo a casa.
SLAI COBAS
Coord. Provinciale di Chieti - SEVEL VAL DI SANGRO tel: 348/3828243
SI PADRONE !!!!!
Quello che succede da un po’ di tempo nelle nostre officine ricorda molto le usanze di alcuni “padroncini” delle epoche passate quando il sottoposto non era un uomo come lui ma un essere inferiore che doveva solo ubbidire.
Il 24 ottobre scorso lo SLAI COBAS ha indetto uno sciopero per contestare uno spostamento ingiustificato di alcuni lavoratori che avevano esercitato il proprio diritto di sciopero;
visto che nella UTE 12 l’adesione è stata molto alta il capo della UTE ha pensato bene di richiamare alle regole un lavoratorecontestandogli di essere andato in mensa
BEN 6 MINUTI PRIMA !!!!!!E visto questo suo comportamento grave e non regolamentare è stato sanzionato con un ora di multa.
Crediamo che anche il “capo” quando era un semplice operaio si sia avvantaggiato per andare prima in mensa e mai nessuno gli abbia contestato alcunché.
La lettera di richiamo è evidentemente pretestuosa e siccome non si è potuto contestare nulla sul lavoro ci si è attaccati ad una sciocchezza.
Visto il malcontento in aumento nella UTE 12 ricordiamo al capo di rispettare le regole che riguardano il comportamento da tenere con gli operai:
“ In armonia con la dignità del lavoratore i superiori impronteranno i rapporti con i dipendenti a sensi di collaborazione ed urbanità”
(art. 18 CCNL metalmeccanici Disc. Gen.-Sez. terza )CONTRO LE LETTERE PRETESTUOSE E MINATORIE
E PER LA LIBERTA’ DI ADERIRE AGLI SCIOPERI
COME PREVISTO DALLO STATUTO DEI LAVORATORILO SLAI COBAS DICHIARA SCIOPERO
dalle 09:30 alle 10.30 del 15/12/06
nella UTE 12 dell’ U.O. montaggioR.S.U. Tortella Francesco
SLAI COBAS
Coord. Provinciale di Chieti - SEVEL VAL DI SANGRO tel: 348/3828243
Aumenti salariali, stop alla precarietà, democrazia nei posti di lavoro
ASSEMBLEA PUBBLICA
CONTRO IL GOVERNO PRODI- CONTRO LA FINANZIARIA
Sabato 11 ottobre h. 9:30 presso l’Associazione
Amici di Lanciano Vecchia, via Fenaroli, Lanciano (CH)
in preparazione dello sciopero generale nazionale del
17 novembre indetto da tutti i sindacati di base contro la FinanziariaIn cambio di pochi euro al mese in busta paga per il cuneo fiscale e di qualche propagandistico provvedimento come quello contro chi possiede i fuoristrada, (nel mentre aumentano tutti gli altri bolli auto), ARRIVA UNA MAREA DI SOLDI AI PADRONI, e sui lavoratori e pensionati piove una stangata peggiore di quella fatta da Berlusconi:
PENSIONI – Il giorno prima del varo della finanziaria, Governo e Cgil-Cisl-Uil si sono accordati che taglieranno le pensioni a marzo: chi ha 35 anni di contributi, se andrà in pensione prima dei 60 anni, avrà taglieggiata la pensione stessa..
TFR – Anche Bertinotti e Ferrero sono saliti sul carro dei fondi pensione; dare un po’ di Tfr all’Inps è solo fumo negli occhi per nascondere che eliminano la liquidazione e danno i nostri soldi agli speculatori di Borsa. E la somma tra la pensione pubblica taglieggiata e il fondo pensione privato non eguaglierà neanche la vecchia pensione Inps!
SANITA’ – Ticket a volontà, anche su prestazioni ospedaliere. Vogliono introdurre i fondi sanitari privati (assicurazioni) come per le pensioni e come negli Usa, ove chi non ha soldi sufficienti non è curato e lo lasciano crepare.
PRECARIATO – L’eliminazione del precariato è stata lasciata alla campagna elettorale. Rimangono sia la legge Treu (lavoro in affitto, ecc...) che la legge 30 (lavoro a progetto, ecc..), e vengono zittiti gli stessi ispettori del lavoro che un mese fa hanno ordinato all’Atesia di Roma (call center del gruppo Cos con 5.000 precari) di stabilizzare tutti i lavoratori.
ENTI LOCALI e PUBBLICO IMPIEGO – I grossi tagli ai fondi per i comuni e la pubblica amministrazione peseranno non solo su chi lavora in quei comparti (taglio organico e pochi soldi per i contratti) ma -con il taglio dei servizi sociali- su tutti i lavoratori e i pensionati.AUMENTANO INVECE LE SPESE MILITARI !!!
FISCO – A lavoratori e pensionati, alleggeriti con la stangata di cui sopra, viene restituita solo una minima parte, con aliquote e detrazioni fiscali. Da decenni le tasse sono pagate solo da lavoratori e pensionati, e da anni non hanno più neanche il fiscal drag (calcolo dell’inflazione): per dare un colpo a un’evasione fiscale e contributiva di almeno 250 miliardi di € all’anno bisognava introdurre una tassa sui grandi patrimoni e sulle grandi ricchezze; DIRE CHE “ANCHE I RICCHI PIANGONO” PERCHÉ SI È CAMBIATA QUALCHE VIRGOLA SUL FISCO VUOL DIRE PRENDERE IN GIRO CHI PAGA LE TASSE! E per di più c’è il via libera ad aumentare l’Irpef regionale e comunale!
SUI PADRONI INVECE PIOVONO DECINE DI MILIARDI DI € CON IL CUNEO FISCALE, LA LEGGE 488, I RIMBORSI IVA PER LE AUTO AZIENDALI (13 MLD DI € IN TRE ANNI SOLO QUESTO!).
COSA PROPONIAMO
La finanziaria del governo Prodi, in continuità con quella del governo Berlusconi, non offre nessuna soluzione dei lavoratori. Dopo anni di salari e pensioni da fame, di diritti negati nei posti di lavoro e di totale precarietà, sono cambiati i suonatori ma la musica è sempre la stessa: a rimetterci sono sempre le classi più deboli.
L’unica “novità”, inserita nella finanziaria, è l’insignificante aumento delle tasse per i ceti medi, scatenando la loro reazione. Questa opposizione, gestita dal centro-destra, non ha nulla a che fare con gli interessi dei lavoratori.
Se nella ricerca di risorse finanziarie il governo Prodi ha cercato di colpire anche i ceti medi si è ben guardato dal toccarne i profitti, le rendite finanziarie e i grandi patrimoni.
Deve essere chiaro che non otterremo dei risultati sul piano dei salari, delle pensioni, dei diritti e della lotta alla precarietà sostenendo questo governo e la sua finanziaria concertativa.
I lavoratori devono cominciare ad esprimere un proprio punto di vista, ad organizzarsi in modo indipendente, contrapponendo la difesa dei propri interessi alla salvaguardia di quelli del padronato (che sono spacciati come interessi di tutti).
Lo Slai Cobas chiama ad un confronto tutti i lavoratori, a prescindere dalla tessera sindacale, con l’obiettivo di realizzare dal basso l’unità di tutti i lavoratori contrari alla concertazione tra governo, padronato e sindacati confederali.
CON L’ASSEMBLEA DI SABATO 11 NOVEMBRE CI RIPROMETTIAMO DI ORGANIZZARE AL MEGLIO LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI ALLO SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DEL 17 NOVEMBRE, MA ANCHE DI DARE VITA A UNA MOBILITAZIONE, CHE PRIMA E DOPO DI ESSO, ORGANIZZI IN MODO PERMANENTE SEMPRE PIÙ LAVORATORI NELLE AZIENDE E SUL TERRITORIO, RIVENDICANDO:
FORTI AUMENTI SALARIALI PER POR FINE A PAGHE SEMPRE PIÙ BASSE.
LA REINTRODUZIONE DELLA RIVALUTAZIONE AUTOMATICA DI SALARI E PENSIONI
LA RIDUZIONE GENERALIZZATA DELLA GIORNATA LAVORATIVA.
LA FINE DELLA PRECARIZZAZIONE CON LA STABILIZZAZIONE A TEMPO INDETERMINATO DI TUTTI I PRECARI E L’ABOLIZIONE DEL “PACCHETTO TREU” E DELLA “ LEGGE 30”.
IL RIPRISTINO DELLA PENSIONE PUBBLICA (CON IL VECCHIO SISTEMA DI CALCOLO RETRIBUTIVO E DIMINUENDO L’ETÀ PER LA PENSIONE), PERCHÉ NON SIA TRASFERITO IL TFR NÉ AI FONDI PENSIONE, NÉ ALL’INPS.
LA DEMOCRAZIA NEI POSTI DI LAVORO, PONENDO FINE AL MONOPOLIO DELLA RAPPRESENTANZA AI SINDACATI FIRMATARI DI CONTRATTO E CONFERENDO DIRETTAMENTE AI LAVORATORI I DIRITTI SINDACALI.
PARTECIPATE ALL’ASSEMBLEA DI SABATO 11 NOVEMBRE SCIOPERATE IL 17 NOVEMBRE
SLAI COBAS
Coord. Provinciale di Chieti - SEVEL VAL DI SANGRO tel: 348/38282437/11/2006
sabato 28 ottobre 2006
S C I O P E R O
dalle 06.00 alle 14.00
in Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’ArcoCercare di sopperire alle note e scandalose magagne produttive scaricando le gravi colpe aziendali sulla pelle dei lavoratori allo scopo di salvare i traballanti responsabili Fiat significa rendersi complici dell’imminente disastro occupazionale e produttivo a Pomigliano:
TEXEIRA SE NE DEVE ANDARE
CGIL-CISL-UIL-FISMIC DEVONO VERGOGNARSIIeri al montaggio 147 per un pelo non ci è scappato il morto a causa della rottura delle catene di trascinamento vettura che hanno comportato caduta delle bilancelle sulle postazioni di lavoro all’Ute A6 con blocco della produzione dalle 13.30 alle ore 17.00.
Oggi per la rottura del gancio di trasferimento bilancella si è fermata la produzione dalle ore 7.00 alle 11.00 al montaggio 159.
Decine sono in queste settimane i gravi infortuni dati dalle colpevoli e ripetute violazioni di Fiat e TNT in relazione alla viabilità interna ed alla fatiscenza dei mezzi di movimentazione materiale e le aree di stoccaggio.
LA LASTRATURA NONOSTANTE IL LAVORO FISSO AL SABATO E DI NOTTE NON RIESCE A PRODURRE PIU’ DI 250 SCOCCHE AL MONTAGGIO IMPEDENDO LA PRODUZIONE.Prodi e la “melfizzazione” in fabbrica sono due facce della stessa medaglia antioperaia ed antipopolare:
bisogna fermarli…!!
PREPARIAMO LO SCIOPERO GENERALE
DEL PROSSIMO 17 NOVEMBRESlai cobas coordinamento provinciale di Napoli – Pomigliano d’Arco, 26/10/2006
DIVIDI ET IMPERA
Dividi et Impera è una antica prassi inventata dai romani ma ancora molto usata nella nostra azienda.
Ogni volta che in una UTE un gruppo di lavoratori non si piega davanti ai metodi autoritari e ingiusti imposti dall’azienda e/o aderisce compatta ad uno sciopero, questi vengono, quasi sempre, sparpagliati e spostati in altre UTE alla faccia del TEAM di lavoro!!!!
Precisiamo che la postazione di lavoro non è di nostra proprietà (anche se qualcuno l’ha acquistata vendendo la propria dignità e libertà) ma, anzi, è lecito e spesso utile spostare gli addetti nelle officine.
Quando questo avviene senza che ci sia una motivazione di carattere tecnico organizzativo ma solo perché quei lavoratori hanno aderito ad uno sciopero, lo spostamento diventa pretestuoso e serve solamente ad attaccare la libertà e la dignità di quel lavoratore usandolo come “ cattivo esempio “ per i colleghi cercando di intimorirli con il ricatto che i prossimi esiliati dalla UTE saranno loro.
Mentre sui media gli Amministratori Delegati della grande FIAT sbandierano il rispetto delle risorse umane, alcuni suoi dirigenti si comportano in modo esattamente contrario.
Per questi motivi auguriamo a questi dirigenti una grandiosa sconfitta come quella del “romano impero” contestando fortemente, non lo spostamento di per sé, ma l’atto di violenza psicologica a cui sono sottoposti tali lavoratori ai quali diamo e daremo tutto il nostro supporto augurando loro buon lavoro e buona lotta.CONTRO LO SPOSTAMENTO PRETESTUOSO
E INGIUSTIFICATO E PER LA LIBERTA’ DI ADERIRE
AGLI SCIOPERI COME PREVISTO DALLA STATUTO DEI LAVORATORILO SLAI COBAS DICHIARA SCIOPERO
dalle 16:00 alle 18.00 del 24/10/06
nelle UTE 1, 5, 12 dell’ U.O. montaggioR.S.U. Tortella Francesco
SLAI COBAS
Coord. Provinciale di Chieti - SEVEL VAL DI SANGRO tel: 348/3828243
Comunicato stampa
FIAT AUTO POMIGLIANO: DEBACLE PRODUTTIVA
SABATO SI STRAORDINARIO ANNULLATO DALL’AZIENDA CON PRETESTUOSE MOTIVAZIONI: “AL PETTINE IL GRAVE GAP TECNOLOGICO, IMPIANTISTICO ED ORGANIZZATIVO DELLA FIAT POMIGLIANO”,,, DENUNCIA LO SLAI COBAS CHE AVEVA INDETTO LO SCIOPERO PER DOMANI E PER GLI ALTRI 3 SABATO DI LAVORO STRAORDINARIO PROGRAMMATI DALL’AZIENDA ENTRO DICEMBRE…”LA FABBRICA FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI, A COMINCIARE DALLA LASTRATURA CHE PRODUCE APPENA 500 VETTURE AL GIORNO A FRONTE DELLA PRODUZIONE PROGRAMMATA DI 830 VETTURE AL GIORNO SUI DUE TURNI DI LAVORO. OGNI SETTIMANA SI DOVREBBERO PRODURRE 4150 VETTURE TRA ALFA 159, 147 E G.T. MA DALLA LASTROSALDATURA SI DELIBERANO APPENA 2.500 SCOCCHE… SI ACCUMULA COSI’ UN DEFICIT DI MANCATA PRODUZIONE SETTIMANALE DI 1650 VETTURE. LO SLAI COBAS CHE HA INDETTO SCIOPERI PER OGNI TURNO DI LAVORO IN OCCASIONE DI OGNI SABATO DI STRAORDINARIO (CHE STANNO RISCONTRANDO AMPI LIVELLI DI ADESIONE TRA I LAVORATORI) RICHIEDE LA ‘DECAPITAZIONE’ DELL’INTERO GRUPPO DIRIGENTE AZIENDALE CHE, PER COPRIRE LE NOTE ‘MAGAGNE’ TECNOLOGICHE, CERCA DI SCARICARE SUI LAVORATORI LA DEBACLE PRODUTTIVA CHE HA PORTATO LO STABILIMENTO SULL’ORLO DEL DISASTRO. …”QUA NON SI TRATTA DI INTERVENIRE SULL’ALLUNGAMENTO DELLA SETTIMANA LAVORATIVO COL SABATO DI STRAORDINARIO STRUTTURALE E DI AUMENTARE I RITMI DI LAVORO GIA’ INSOPPORTABILI, MA DI RISANARE GLI IMPIANTI.
Slai Cobasd Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano, 13/10/2006
IL VERO VOLTO DELLA SEVEL:
Giovedì 12 Ottobre nell’U.O Montaggio, alla nostra R.S.U Tortella Francesco è stato negato un permesso sindacale.
La Sevel gli ha impedito di fatto di poter svolgere il ruolo di tutela e di difesa dei diritti degli operai che lo hanno scelto come loro rappresentante.
Questo è il vero volto dell’azienda, un volto autoritario e antidemocratico, che calpesta i diritti dei più deboli e reprime chi come noi questi diritti vuole proteggere.
I problemi abbondano nelle officine e non c’è volontà né convenienza nel risolverli.
Per la direzione è meglio che lo SLAI COBAS non veda e non senta niente.L’AZIENDA E’AVVISATA NOI SIAMO COME LA GRAMIGNA:
L’ERBA CATTIVA NON MUORE MAI!!!Siamo stati eletti dagli operai e mai tradiremo il loro mandato, mai scenderemo a compromessi per il tornaconto personale.
DOVE TENTERETE DI ISOLARCI COSTRUIREMO BARRICATE, QUANDO TENTERETE DI REPRIMERCI NASCERANNO RIVOLTE.
Contro l’aumento dei ritmi e dei carichi di lavoro, per il ripristino della sicurezza nelle officine, per la democrazia sindacale:VENERDI’ 13 OTTOBRE
8 ORE DI SCIOPERO
IN TUTTO IL SITO SEVEL
TURNO A DALLE 14:15 alle 22:15
TURNO C DALLE 22:15 alle 05:45R.S.U. Tortella Francesco
SLAI COBAS
Coord. Provinciale Slai Cobas di Chieti - SEVEL VAL DI SANGRO
ATTIVO OPERAIO A POMIGLIANO
sabato 7 ottobre - ore 9.30
sede Slai Cobas via Masseria Crispi n. 4
Melfizzazione e Finanziaria sono
figlie della concertazione sindacaleIl progredire del processo di Melfizzazione (rilanciato dall’ultimo contratto nazionale dei metalmeccanici e dal successivo accordo integrativo per le fabbriche del gruppo Fiat e delle collegate aziende terziarizzate, fornitrici e di servizio) sta di nuovo investendo l’Alfasud nella prospettiva del suo allargamento alle altre categorie metalmeccaniche ed industriali.
IL GIORNO PRIMA DEL VARO DELLA FINANZIARIA, CGIL-CISL-UIL HANNO FIRMATO COL GOVERNO PRODI UN ‘MEMORANDUM’ PER ULTERIORI E PESANTI TAGLI ALLE PENSIONI PUBBLICHE DAL PROSSIMO MARZO: SALTERA’ DA SUBITO UNA ‘FINESTRA’ E CHI ANDRA’ IN PENSIONE CON MENO DI 60 ANNI RICEVERA’ UN IMPORTO ULTERIORMENTE RIDOTTO !
Come per i contratti (4 spiccioli di aumento scambiati con sabato lavorativo, incremento dei ritmi di lavoro, ‘giro di vite’ sugli operai ammalati, licenziamenti e precarietà a vita per i giovani con i contratti d’apprendistato, l’ulteriore smantellamento delle pensioni pubbliche per convogliare il TFR nel business delle pensioni private - vedi Cometa - lo smantellamento dei residui di sanità pubblica per i fondi sanitari privati ecc.ecc. )
così per la finanziaria il governo Prodi con la solita sceneggiata di CGIL-CISL-UIL invece di prendere i soldi a chi li ha rubati (metà padroni sono in nero, l’evasione fiscale e contributiva è di oltre 250 mld di euro all’anno!) sta per varare l’ennesima stangata annuale prendendo i soldi, come sempre, da lavoratori e pensionati : nuovi pesanti tagli per i lavoratori a pensioni e sanità, alla pubblica amministrazione ed agli enti locali (che ridurranno i servizi sociali ed aumenteranno le tasse), aumenti di luce e gas per 1400 euro a famiglia nel solo 2006, valanga di mld di euro regalati ai padroni col cuneo fiscale per la riduzione del 5% del costo del lavoro che si aggiunge ai 10 mld di euro restituiti dallo Stato per una sentenza della corte europea sul risparmio dell’IVA sulle vetture aziendali che si sommano alla marea di sodi a ‘sbafo’ con la legge 488, sgravi fiscali e contributi vari a fondo perduto con leggi nazionali ed europee… ed ai lavoratori solo la demagogia dello ’zuccherino’ di una decina di euro lordi al mese di sgravi fiscali.
La pesante sconfitta della Fiat col reintegro in fabbrica degli otto licenziati dello Slai Cobas ha fatto rialzare la testa ai lavoratori: la riuscita degli scioperi di sabato 2 e 23 settembre scorsi, gli scioperi di ieri al montaggio 159 (contro i ritmi e i mix contraffatti per accordo sindacale) dimostrano che oggi esiste tra i lavoratori la volontà e la capacità di far valere le proprie ragioni: un forte Slai Cobas può consentirlo!
Slai Cobas coordinamento provinciale - Pomigliano, 5/10/2006
CENTINAIA DI LAVORATORI DALLE ALTRE FABBRICHE FIAT E 4 SABATI DI RECUPERO A POMIGLIANO PER LICENZIARE GLI INTERINALI: E’ QUESTO L’ACCORDO FIRMATO IERI TRA FIOM-FIM-UILM-FISMIC E FIAT
Ieri, all’Unione degli Industriali di Napoli, hanno firmato l’ennesimo accordo-capestro che concede all’azienda
la messa in mobilità di 300 lavoratori ‘anziani’
il licenziamento ingiustificato, da lunedì prossimo, di 284 ragazzi interinali
ancora quattro sabato di lavoro nel trimestre ottobre/dicembre
un processo di graduale innalzamento (partirà dal prossimo lunedì) dei ritmi sulle catene di montaggio, ed anche nelle postazioni di preparazione a ‘lato linea’ dove sono addetti i lavoratori RCL
lo spostamento in trasferta a Pomigliano, da altri stabilimenti Fiat, di un numero consistente di lavoratori per compensare il taglio occupazionale di 584 unità.
Già da mesi lavorano in fabbrica circa 300 lavoratori provenienti dallo stabilimento di Cassino e altre decine di lavoratori provenienti inoltre dagli stabilimenti Fiat di Mirafiori ed addirittura della Polonia: ALLORA, DI LAVORO CE NE’, IN AVANZO E PER TUTTI ! PERCHE’ SI LICENZIANO GLI INTERINALI ?! PERCHE’ SI PROSPETTA LA MOBILITA’ PER 300 ADDETTI E NON SI PARLA DI REINTEGRO DEI VUOTI DI ORGANICO ?! VERO E’ CHE LA FIAT ED I SUOI SINDACATI ‘COMPIACENTI’ DA ANNI SCARICANO SUI LAVORATORI LE NOTE MAGAGNE TECNOLOGICHE PER SALVARE I DIRIGENTI AZIENDALI CHE STANNO IMPEDENDO IL DECOLLO E LA TENUTA PRODUTTIVA DELLA FABBRICA!
Lo Slai Cobas già nei giorni scorsi, ha comunicato all’azienda l’indisponibilità a firmare un accordo inaccettabile, che peggiora le insostenibili condizioni di lavoro, e risulta lesivo degli interessi e della dignità non solo dei lavoratori interinali ma di tutti i lavoratori della fabbrica. Nella prossima e prevista riunione con la Fiat ribadirà tale posizione e preannuncia le opportune iniziative sindacali, istituzionali e giudiziarie per contrastare il sistematico uso distorto ed illegale degli ammortizzatori sociali e dei contratti flessibili da parte della Fiat.SCIOPERO DI OTTO ORE PER OGNI TURNO DI LAVORO AL SABATO NEI MESI DI OTTOBRE, NOVEMBRE E DICEMBRE
Da anni grazie allo Slai Cobas ed alle lotte dei lavoratori all’Alfasud non è passata la Melfizzazione (sabato lavorativo, TMC”, espulsione forzata degli RCL) nonostante i tentativi della Fiat e dei suoi sponsor sindacali che hanno fatto del raket del voto di scambio e delle assunzioni clientelari il ‘cappio di precarietà’ da stringere al collo dei lavoratori. La sconfitta aziendale sugli otto licenziati dello Slai Cobas e la forte mobilitazione dimostrata dai lavoratori in occasione degli scioperi di sabato 2 e 23 settembre, che hanno riscontrato rispettivamente il 50% ed il 60% di adesioni tra i lavoratori della Fiat e della terziarizzate (senza nemmeno il bisogno di effettuare i presidi ai cancelli) dimostrano che oggi esiste tra i lavoratori della fabbrica la volontà e la capacità di far valere le proprie ragioni: un forte Slai Cobas può consentirlo!
Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano, 29/9/2006
SOLO I LAVORATORI POSSONO DECIDERE!
Oggi 27 settembre 2006 tutte le RSU sono state convocate dal datore di lavoro per far finta di discutere di una nuova richiesta di straordinari obbligatori da fare ogni sabato mattina e volontari di pomeriggio, oltre le 32 ore già previste da contratto.
Questa richiesta di modifica dell’orario di lavoro dovrebbe interessare per ora solo i mesi di ottobre e novembre.
Come sempre l’incontro era stato organizzato perché le RSU ratificassero, fingendo di essere d’accordo, le proposte datoriali.Ma le cose non sono andate così.
Hanno firmato solo Fim Cisl, Ugl e Fismic.
Solo lo Slai Cobas ha ribadito la necessità che a pronunciarsi su tali tematiche siano tutti i lavoratori convocati in assemblea, rifiutandosi di firmare prima di ogni consultazione.
Questa posizione ha convinto anche la Cgil a non firmare subito, mentre la Uilm aveva per altre ragioni abbandonato la riunione dall’inizio.LO SLAI COBAS
alla luce di quello che sta accadendo in fabbrica, senza che vi sia alcuna assunzione a tempo indeterminato, con il continuo ricorso ai lavoratori interinali, con l’utilizzo dei lavoratori di Verrone a Termoli, dopo che erano stati spostati da Arese a Verrone
PROPONE
che qualsiasi ulteriore richiesta di lavoro straordinario obbligatorio o volontario e quindi di modifica del normale orario di lavoro, così come tutte le altre questioni, deve essere decisa dai lavoratori in assemblea.
Contro le finte decisioni dei Confaziendali,
contro il peggioramento delle condizioni di lavoro e la precarietà
per i diritti dei lavoratori, con lo Slai Cobas,
l’unico sindacato dalla parte dei lavoratori.27 settembre 2006
Coord.nto Prov. Campobasso-Termoli
SLAI COBAS
comunicato stampa
584 LICENZIAMENTI ALLA FIAT ALFA ROMEO DI POMIGLIANO
La Fiat ha comunicato stamattina alle organizzazioni sindacali la imminente messa in mobilità di 300 lavoratori (anziani e con ridotte capacità lavorative per evidenti patologie prevalentemente professionali) mentre, in conseguenza di ciò, si prospetta il licenziamento ( a partire dal prossimo lunedì) di 284 giovani lavoratori interinali addetti da oltre un anno alle catene di montaggio il cui contratto scade domani venerdì 29 settembre, e che dalla prossima settimana si troveranno disoccupati.
Lo Slai Cobas ha già comunicato alla Direzione Aziendale l’indisponibilità alla sottoscrizione di qualsiasi accordo in tal senso perché ciò significherebbe dare copertura sindacale ad un uso gravemente distorto ed illecito dei contratti flessibili e degli ammortizzatori sociali anche tenendo conto che alla Fiat Auto di Pomigliano da oltre un mese lavorano in trasferta circa 300 addetti spostati dallo stabilimento Fiat di Cassino, nonché diverse decine di operai provenienti dalla Fiat Mirafiori di Torino ed addirittura dallo stabilimento Fiat della Polonia, e dal prossimo lunedì, in occasione dell’ingiustificato licenziamento degli interinali, altre centinaia di lavoratori giungeranno dalla Fiat di Cassino per rimpiazzare il relativo vuoto di organico. In stridente contrasto con i tagli occupazionali appare inoltre la richiesta aziendale di ricorrere a quattro sabato di lavoro straordinario da effettuare tra ottobre e novembre prossimi.
Stamattina, presso l’Unione degli Industriali di Napoli, sono riuniti i vertici Fiat con quelli di FIOM-FIM-UILM-FISMIC territoriali per sottoscrivere le incongrue richieste aziendali. Alla certezza dell’ingiustificato ed illecito licenziamento di 584 addetti corrisponderebbe la ‘promessa’ fumosa dell’incerto rientro nei prossimi mesi dei 284 ragazzi interinali. Questo accade quando i sindacati confederali vengono definitivamente meno alla loro ‘ragione sociale’ abdicando al ruolo di rappresentanti dei lavoratori per ‘sposare’ quello di rappresentanti acritici degli esclusivi ed illegittimi interessi aziendali.
Lo Slai Cobas, che si incontrerà con i vertici aziendali la prossima settimana preannuncia la presentazione, in quell’occasione, di una dettagliata denuncia in Procura nonché ai vertici erogatori degli ammortizzatori sociali quali Ministero del Lavoro, Giunta Regionale, INPS, Ispettorato del Lavoro.
Già indette dal sindacato 4 giornate di sciopero in occasione dei 4 sabato di recupero prospettati dall’azienda tra ottobre e novembre. Lo scorso sabato 23 settembre lo sciopero di otto ore indetto dallo Slai Cobas ha riscontrato il 60% di adesioni: tale dato appare ancor più significativo considerata la scelta sindacale di non effettuare né presidi né picchetti ai cancelli per ‘contare’ la libera volontà di adesione tra i lavoratori alla protesta sindacale.
28/9/2006Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate
Pomigliano d’Arco
RLS: CHI L’HA VISTO?
Mercoledì sul turno “A” in Lastratura si è verificato l’ennesimo incidente sul lavoro.
Un operaio è stato investito da un “carrello”, solo per caso l’accaduto non si è trasformato in tragedia.C’E’ DEL MARCIO IN SEVEL!!!
Da qualche tempo nessuno è al sicuro, neanche nella propria postazione…soprattutto in lastratura:
Corridoi occupati da contenitori, ossature, autotelai, pavimenti, ecc…
Uscite di emergenza perennemente ostruite, buche nel terreno, passaggi pedonali coperti.
Al X-250 di tutto di più…
DA GENNAIO SIAMO GIÀ AL QUINTO INCIDENTE: PROBABILMENTE PER INTERVENIRE SI ASPETTA IL MORTO, E ALLA LUCE DEI FATTI UN FURGONE VALE PIÙ DI UN OPERAIO!
Di chi è la colpa di questo e degli altri incidenti? Non dei carrellisti, non degli operai… siamo entrambi vittime…
I CARNEFICI SONO QUEI CAPI CHE FANNO TRASPORTARE, CON UNA CERTA FRETTA, CONTENITORI NON A NORMA; I CARNEFICI SONO I CAPI DEI CAPI CHE, NEL NOME DELLA PRODUZIONE, SONO PRONTI A SACRIFICARE LA SALUTE DI NOI OPERAI.CARNEFICE È LA GESTIONE SEVEL!!!
Ma ancora più colpevoli sono coloro che dovrebbero tutelarci, sono le RSU/RLS che abbiamo votato, mai presenti quando ci sono i problemi, sempre imboscati quando c’è da prendere una decisione.
SONO ANNI CHE SCRIVETE VOLANTINI SULLA SICUREZZA…MA QUANDO PASSERETE ALL’AZIONE???
LO SLAI COBAS INVITA TUTTE LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI AD ESPRIMERE UNA FORTE CONDANNA NEI CONFRONTI DELLA AZIENDA, ED A ORGANIZZARE, AL PIÙ PRESTO, UNITARIAMENTE UNA GIORNATA DI MOBILITAZIONE IN TUTTO IL SITO SEVEL.SLAI COBAS
Coord. Provinciale di Chieti - SEVEL VAL DI SANGRO Tel: 348/382824321/7/2006
QUANDO IL PROVOCATORE SBAGLIA
Da quando gli operai affrontano a viso aperto i datori, rivendicando i propri diritti, hanno avuto modo di fare molta esperienza sulle tecniche di reazione e ritorsione dei padroni.
Col passare del tempo si sono accorti che non solo i datori tutelano senza remore i propri interessi ma, seguendo lale logica, spesso si trasformano in veri e propri provocatori.
Solo in questo senso piò infatti essere spiegato quanto accaduto a Termoli Uno qualche giorno fa ad una RSU dello SLAI COBAS mentre era al lavoro alla Ute 106.
Improvvisamente è comparso alle spalle del sindacalista Slai il direttore di stabilimento Ennio D'Antonio che, con fare illegittimo, si è allungato nel cassone posizionato accanto alla postazione del lavoratore e si è impossessato del giornale stesso.
Andando via, è andato sbandierando il periodico come se si trattasse di un trofeo di guerra.
La cosa non è sfuggita a due sindacalisti presenti all'accaduto, ai molti operai al lavoro soprattutto mentre il nostro compagno Andrea Di Paolo chiedeva al direttore di restituirgli il giornale di sua proprietà e quanto vi era al suo interno.
Dopo quasi un'ora il giornale è tornato al suo legittimo proprietario, restitito però dal gestore operativo Antonio Canale.
Ricapitolando le cose sono andate così.
Il giornale è stato prima sottratto contro la volontà del suo legittimo proprietario.
Non è stato restituito malgrado il sindacalista intimasse al direttore di farlo.
Ed inoltre è stato restituito senza i documenti che lo stesso conteneva, alcuni di carattere personale altri di carattere sindacale, in particolare un esposto sulla sicurezza, da presentare.
Naturalmente il direttore risponderà dell'accaduto dinanzi all'Autorità Giudiziaria già investita del fattaccio.
Resta comunque il grave atto antisindacale posto in essere dal direttore con la chiara finalità di provocare una qualche reazione proprio in prossimità delle elezioni delle RSU e contro il più attivo sindacalista dello stabilimento, già da tempo marcato a vista.
Sia chiaro che i lavoratori e lo Slai Cobas non si lasciano intimidire da nessuno e continueranno la lotta, come sempre, a tutela dei diritti e degli interessi dei dipendenti.
Questo anche se dovessero continuare le provocazioni, anche perchè è solo questione di tempo; prima o poi qualcuno, trascinato in Tribunale, paga sempre.
Lo Slai Cobas non scherza ed i datori lo sanno bene!8 luglio 2006
SLAI COBAS
Coord.to Prov.le Campobasso-Termoli
comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO / ELEZIONI RSU
VOTO DI SCAMBIO ALLA FIAT PER FARE USCIRE LA QUADRUPLICE SINDACALE (UILM-FIOM-FISMIC-FIM) DALLE SECCHE DELLA CONTESTAZIONE OPERAIASettecentocinquanta assunzioni di lavoratori interinali assunti con contratto Fiat a tempo determinato lo scorso aprile in concomitanza delle elezioni politiche, ed altri 550 giovani lavoratori interinali col contratto in scadenza a fine luglio sono stati ‘passati al pettine’ e costretti a votare (assieme ai loro padri già dipendenti dell’azienda), prima Prodi e nei giorni scorsi i sindacati confederali. …“E’ facile prendere il voto così”… commenta lo Slai Cobas…”agendo sul bisogno di fame di lavoro esistente al sud e costringendo i lavoratori a mettere la testa nel ‘cappio’ in cambio delle assunzioni clientelari concertate tra l’azienda ed i suoi sindacati”. …”Elezioni da repubblica delle banane, con i tabulati degli organici dei lavoratori forniti dalla Fiat comprensivi di lavoratori dimessi o trasferiti ad altri stabilimenti e con percentuali bulgare ed inattendibili di votanti: il 95%. (come a dire che centinaia di lavoratori ammalati hanno repentinamente ‘avvertito’ lo ‘strano’ bisogno di recarsi in fabbrica a votare… ma tant’è…! )”... “Ed inoltre, alla faccia della tanto millantata democrazia’, questi cosiddetti sindacati, nella qualità di firmatari di contratti nazionali, si beccano un appannaggio del 33% di delegati in più (non sottoposto al voto dei lavoratori) ed inoltre in Fiat ed aziende collegate raddoppiano i loro sindacalisti designando altrettanti esperti sempre per accordi sindacali precedentemente stipulati.
Ma la ‘forzatura’ del voto operaio, condotta dalla Fiat non solo con le assunzioni clientelari ed il voto di scambio ma anche con l’ausilio di una pesantissima repressione antisindacale senza precedenti (coadiuvata dalla Fiom-Cgil) nei confronti dello Slai Cobas e che ha visto il licenziamento strumentale della struttura Slai Cobas di fabbrica cui si è impedito di svolgere la campagna elettorale, reintegrata dal giudice del lavoro a pochi giorni dalle elezioni, dovrà fare i conti con la ribellione operaia che come sempre negli scioperi e nelle vertenze si schiera con lo Slai Cobas -che ciononostante ha tenuto- proprio come avvenuto nelle ultime assemblee generali del 14 febbraio con la clamorosa ed unanime bocciatura del contratto truffa dei metalmeccanici.Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano, 23/6/2006
FIAT ALFA ROMEO / TNT – POMIGLIANO
IL TRIBUNALE DI NOLA ACCOGLIE IL RICORSO DELLO SLAI COBAS E CONDANNA LA FIAT E LA TNT PER COMPORTAMENTO ANTISINDACALE ORDINANDO ALLE AZIENDE LA REINTEGRA DEI LICENZIATI NEL LORO POSTO DI LAVORO
…”Repubblica Italiana – In nome della legge comandiamo a tutti gli ufficiali giudiziari che ne siano richiesti ed a chiunque spetti di mettere ad esecuzione il presente titolo, al pubblico ministero di darvi assistenza e a tutti gli ufficiali della forza pubblica di concorrervi quando ne siano legalmente richiesti… Nola li 25 mag. 2006”: accogliendo il ricorso d’urgenza (presentato dagli avv. dello Slai Cobas Arcangelo Fele e Giuseppe Marziale “per la repressione di condotta antisindacale” ai sensi dell’art. 28 dello Statuto dei lavoratori), con ordinanza immediatamente esecutiva e “protetta” penalmente, depositata ieri mattina presso la cancelleria del Tribunale di Nola, la dott.ssa Paola Martorana, quale giudice del lavoro, ha censurato…” il carattere antisindacale dei licenziamenti intimati dalla Fiat Auto spa in danno di Domenico Mignano, Marco Cusano, Modestino Gambardella, Ciro D’Oria e Andrea Prete, e dalla spa TNT ARVIL spa in danno di Vittorio Granillo, Rosario Monda e Francesco Manna, e ordinando alle due aziende… “l’immediata sospensione degli effetti dei provvedimenti di licenziamento e la reintegra dei licenziati nel loro posto di lavoro.
Gli 8 licenziamenti sono avvenuti in conseguenza delle “infuocate” assemblee svolte in Fiat Alfa Romeo dove nel primo e secondo turno di lavoro circa 6.000 operai dell’Alfasud e delle collegate aziende terziarizzate (tra cui la TNT) contestarono a “muso duro” FIOM-FIM-UILM-FISMIC accusati di aver sottoscritto l’accordo-bidone dei metalmeccanici che scambiava risibili aumenti salariali col lavoro obbligatorio al sabato e le assunzioni alla catena di montaggio di giovani in apprendistato fino a 5 anni. Nelle assemblee volarono alcune uova e qualche leggera asta di plastica ed i sindacalisti confederali furono zittiti dai lavoratori infuriati che, dando una grossa lezione di Democrazia, svolsero pacificamente le assemblee approvando unanimi (a voto palese e per alzata di mano) la mozione di bocciatura dell’accordo presentata dalla Slai Cobas. Licenziamenti del tutto immotivati ed utili -oltre alle due aziende-solo a chi, come il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini (e quello regionale Maurizio Mascoli), definirono lo Slai Cobas …”una squadraccia fascista” con la malcelata intenzione di coprire i paventati licenziamenti e tenere fuori dalla fabbrica lo Slai Cobas in occasione delle imminenti elezioni dei rappresentanti sindacali. Non è un caso che a giustificazione degli otto licenziamenti illeciti e politici le aziende hanno esibito al giudice le loro bugiarde dichiarazioni: questi uttini…”tacciono ed acconsentono”!
“Questa importante vittoria è stata resa possibile dalla straordinaria solidarietà degli 8.000 lavoratori dell’Alfa e delle terziarizzate, dai loro scioperi ancora in corso contro i licenziamenti politici e lo straordinario obbligatorio al sabato (domani il prossimo) e dalla solidarietà espressa dai lavoratori delle maggiori fabbriche d’Italia, e dall’ <altra sinistra di classe> che non si rivede nella coalizione di centrosinistra al servizio dei poteri forti industriali e finanziari, nelle assemblee nazionali del 25 marzo a Napoli e del 13 maggio a Roma: OGGI LA FIAT ED I SUOI SINDACATI HANNO PERSO LA FACCIA E TUTTI I LAVORATORI ITALIANI SONO PIU’ FORTI”… dichiara Mara Malavenda, del coordinamento provinciale di Napoli di Slai Cobas…”adesso ci vuole una vera legge sulla rappresentanza sindacale dalla parte dei lavoratori (e non della combine-concertativa tra aziende e CGIL-CISL-UIL) e da subito saremo tutti al lavoro con assemblee nelle maggiori fabbriche Fiat da tenere fin dai prossimi giorni, per organizzare la manifestazione nazionale a Roma in autunno, decisa unitariamente con tutte le forze della sinistra di classe sociale, sindacale e politica, contro i licenziamenti, la precarizzazione in atto in tutto il mondo del lavoro, per i diritti sindacali ai lavoratori e non il monopolio della rappresentanza conferito dai padroni a CGIL-CISL-UIL con la stipula dei contratti-bidone, per forti aumenti salariali e contro il costituendo ‘regime di centrosinistra’ di Prodi, Montezemolo Bertinotti e Rinaldini”.Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 26/5/2006
comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO OTTO LICENZIATI: IL TRIBUNALE DI NOLA CON ORDINANZA ESECUTIVA ACCOGLIE IL RICORSO PRESENTATO DALLO SLAI COBAS E REINTEGRA AL LAVORO GLI OTTO LICENZIATI DICHIARANDO IL CARATTERE ANTISINDACALE DEI LICENZIAMENTI
domani, venerdì 26 maggio ’06
ASSEMBLEA – CONFERENZA STAMPA
ore 13.15 - all’ingresso n. 2 della Fiat Alfa Romeo di Pomigliano
Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate
comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
IERI LO SLAI-COBAS HA PRESENTATO UNA QUERELA IN PROCURA CONTRO LA FIOM.
OGGI SESTA E ULTIMA UDIENZA IN TRIBUNALE: LO SLAI-COBAS ACCUSA LA FIAT E LA TNT DI COMPORTAMENTO ANTISINDACALE PER GLI 8 INGIUSTIFICATI LICENZIAMENTI SEGUITI ALLA CONTESTAZIONE DEI LAVORATORI DELL’INTERA FABBRICA, CHE NELLE ASSEMBLEE GENERALI DEL 14/2 SCORSO BOCCIARONO L’INTESA SUL CCNL DEI METALMECCANICI.E’ cominciata stamane alle 14.00, presso il Tribunale di Nola, giudice del lavoro dott.ssa Paola Martorana, la sesta e ultima udienza nella causa che vede la FIAT e la TNT accusate dallo Slai-cobas di comportamento illecito ed antisindacale con la richiesta di immediato reintegro al proprio posto di lavoro degli 8 dirigenti ed iscritti del sindacato di base licenziati. Dopo il dibattito tra gli avvocati dei rispettivi collegi di difesa di Slai-cobas, FIAT e TNT il giudice si riserverà la decisione e in pochi giorni emetterà l’ordinanza. “La verità che è emersa nel corso delle 5 precedenti udienze-fiume solleva legittimi sospetti che ci troviamo di fronte ad una gravissima provocazione a danno dei lavoratori e del nostro sindacato …commenta lo Slai-cobas…”Le infamanti dichiarazioni dei massimi vertici della FIOM nazionale (contro cui ieri abbiamo sporto querela) non sono dovute ad errori (infatti non sono mai state rettificate dai soggetti interessati), ma a precise scelte di convenienza che danno copertura al tentativo aziendale di decapitare lo Slai-cobas estromettendo dalla fabbrica otto tra i suoi dirigenti e militanti più impegnati in un momento di forte tensione sindacale: la conclusione del CCNL dei metalmeccanici, l’avvio della vertenza per l’integrativo aziendale del gruppo FIAT, l’imminenza del voto per i delegati sindacali a Pomigliano prevista il 21-22-23 Giugno. Tanto è vero che nelle memorie depositate dalla FIAT e dalla TNT (nel corso della causa in svolgimento al Tribunale di Nola) le stesse si sono difese riportando le dichiarazioni del segr. Nazionale della FIOM Gianni Rinaldini così come quelle di analogo tenore rilasciate da FIOM-FIM-UILM-FISMIC aziendali. Dichiarazioni che fanno seguito a quelle diffuse il giorno stesso delle assemblee dal segr. Regionale della FIOM Maurizio Mascoli e riprese –sia pure con maggior prudenza- dal segr. Nazionale della FIOM stessa e dalla stampa di cosiddetta “sinistra” (IL MANIFESTO), e successivamente diffuse dall’insieme dei media, che hanno prodotto un effetto di gravissima ed irreparabile lesione dell’immagine pubblica dello Slai-cobas, e dell’insieme dei lavoratori iscritti al sindacato”
Slai Cobas – Coordinamento Provinciale di Napoli – Pomigliano d’Arco 16/5/2006
comunicato stampa
IN DIRITTURA D’ARRIVO LA CAUSA DEGLI OTTO LICENZIATI DI POMIGLIANO
LICENZIATO DELEGATO SLAI COBAS DELLA DATITALIA DI NAPOLIDOMANI A ROMA ASSEMBLEA NAZIONALE “CONTRO I LICENZIAMENTI POLITICI E PER RILANCIARE UN FORTE MOVIMENTO DI MASSA DI RESISTENZA E CONTROFFENSIVA NEI POSTI DI LAVORO E SUL TERRITORIO SU SALARIO, PRECARIETA’ E DEMOCRAZIA SINDACALE”
DOMANI ANCORA SCIOPERI ALL’ALFA FIAT DI POMIGLIANO
L’altro ieri la Gepin Datitalia di Napoli ha licenziato - per la seconda volta in pochi mesi - Stefano Federici, delegato RSU dello Slai Cobas, che appena lo scorso febbraio, per un precedente licenziamento, era stato reintegrato al posto di lavoro da una sentenza del Tribunale di Napoli che condannava l’azienda per antisindacalità. Il nuovo licenziamento coincide con ripetute sentenze del Tribunale di Napoli che, su denuncia dello Slai Cobas, in queste settimane ha dichiarato illegale la procedura di cassa integrazione che da tre anni sta falcidiando i salari dei lavoratori mettendo a rischio il futuro produttivo ed occupazionale degli stabilimenti di Napoli ed Arzano.
Si è conclusa ieri la quinta udienza presso il Tribunale di Nola per gli otto licenziati politici di Fiat Alfa Romeo e TNT di Pomigliano. Il sindacato ha denunciato le aziende per la violazione dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori chiedendo il rientro in fabbrica dei licenziati e la repressione del comportamento antisindacale datoriale. Martedì prossimo 16 maggio è prevista la discussione tra i legali delle parti e la conclusione della causa:… “le lacunose e contraddittorie deposizioni delle aziende e la visionatura del filmato dell’assemblea dello scorso 14 febbraio hanno dimostrato, fatti alla mano”… a giudizio del sindacato … “la malafede della Fiat e della TNT che hanno architettato una illecita montatura antisindacale e, per copertura, hanno depositato agli atti, nelle memorie difensive, le ingiuriose e bugiarde dichiarazioni rilasciate proprio il 14 febbraio scorso dal compiacente e consenziente segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini che tace ed acconsente! Tra l’altro all’epoca dei fatti, Rinaldini non era nemmeno presente in fabbrica”
Proseguono gli scioperi contro il lavoro obbligatorio al sabato indetti dallo Slai Cobas in Fiat Alfa Romeo di Pomigliano, che effettuati senza alcun presidio alle portinerie stanno riscontrando una adesione di oltre il 50% degli addetti ai turni di lavoro comandati (dopo gli scioperi del 4/11/18 e 25 marzo, del 22 e del 29 aprile e del 6 maggio scorsi, domani altre otto ore di sciopero, ed ancora scioperi per l’intero turno di lavoro sono previsti per il 20 e 27 maggio ed il 3 e 10 giugno prossimi).
In continuità con l’ampia solidarietà data agli otto licenziati di Pomigliano già manifestata nell’affollata assembla nazionale tenutasi al Politecnico di Napoli lo scorso 25 marzo, domani 13 maggio ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA - ore 9.00 Aula Magna Casa Generalizia Istituto Fratelli e Scuole Cristiane, Via Aurelia n. 476
Slai Cobas – Coordinamento Provinciale di Napoli – 12/5/2006
Il contratto integrativo nel gruppo Fiat
Per il referendum dell’ultimo contratto nazionale, nelle aziende del gruppo Fiat, la bocciatura dell’accordo è stata netta.
Per chi ha protestato contro la firma di quel contratto chiedendo più salario e rifiutando di cedere ancora flessibilità, la risposta del padrone (con il consenso sornione del sindacato) è stata il licenziamento dei compagni dello Slai Cobas a Pomigliano D’Arco.
A pochi mesi da questi fatti, dopo dieci anni di silenzio quasi totali, si torna a parlare del contratto integrativo per tutto il gruppo.
Bene! La lotta per il salario è fondamentale, la lotta per i diritti sindacali è fondamentale e se adesso se ne torna a parlare nell’integrativo è perché qualcuno questa lotta non l’ha mai messa da parte, perché gli operai non hanno mai smesso di chiedere migliori condizioni di vita e di lavoro.Come ci viene presentata la piattaforma per questo contratto?
Dopo i famosi dieci anni di silenzio oggi sembra che il contratto ci stia quasi cadendo fra le braccia, addirittura “l’auspicio” è che si vada alle ferie d’agosto con il contratto in tasca.
L’esperienza ci fa drizzare le orecchie!
Il padrone non regala niente, tutto quello che abbiamo è sempre stato conquistato con la lotta, l’unica altra strada (già rovinosamente e troppo a lungo percorsa) è quella dello scambio.
L’ultimo è così recente che ancora brucia sulla pelle degli operai: pochi euro di aumento in cambio dell’accordo sulla stagionalità (le 40 ore settimanali che diventano medie al mese con il risultato di lavorare il sabato straordinario pagato al 15% con il recupero delle ore a piacimento dell’azienda).
È improponibile che dopo tutti gli anni passati senza un rinnovo, con la Fiat che sbandiera guadagni in tutti i settori e fior fiore di dirigenti che snocciolano dati sulle vendite in grande ripresa, si possa anche solo pensare di dover dare qualcosa in cambio per ottenere quello che ci spetta di diritto.
Il legittimo sospetto che tutta questa fretta ci fa venire è che qualche volpone abbia già preso accordi e voglia chiudere prima del rinnovo dell’RSU (osteggiando l’aumento salariale e nascondendo le concessioni sulla flessibilità) nel tentativo di recuperare il terreno perso con un colpo di coda.
La flessibilità, la mano libera sugli orari di lavoro, l’attacco al contratto nazionale, queste sono, in maniera esplicita, le mire dei padroni; lo scrivono su tutti i giornali e lo dichiarano in ogni occasione!
Potremmo dire di aver firmato un buon contratto solo quando riusciremo a smorzare questi appetiti e ad ottenere quello che ci spetta per quanto riguarda il salario e i diritti sindacali.
Per questi motivi noi invitiamo tutti i lavoratori a bocciare l’attuale piattaformavotando NO al prossimo referendum
proponiamo
che si voti una piattaforma in cui si specifichi che
i lavoratori danno il mandato a trattare per il contratto integrativo chiedendo l’eliminazione dell’accordo sulla stagionalità e non dando nessuna disponibilità a concedere sul terreno della flessibilità e dell’orario di lavoro.
gli aumenti salariali che si raggiungeranno siano uguali per tutti.
si vuole la stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari.
si chiede una rappresentanza sindacale che dia potere di contrattazione all’RSU superando la ripartizione automatica del 33% introdotta con gli accordi del ’93.
si ritirino immediatamente i licenziamenti nei confronti dei compagni licenziati di Pomigliano.
le RSU SLAI COBAS delle FIAT
CNH MODENA - TERMOLI - POMIGLIANO - ARESE10/5/2006
comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO – OTTO LICENZIATI
sabato 25 marzo
ASSEMBLEA NAZIONALE A NAPOLI
ore 9.00 – Aula Magna del Politecnico (Facoltà di Ingegneria)
Piazzale Tecchio ( nei pressi stazione M/M Campi Flegrei)
per una mobilitazione unitaria e di massa su salario, pensioni. democrazia sindacale,
e contro i licenziamenti e la repressione padronale“Un’assemblea per andare oltre alla solidarietà contro i licenziamenti politici e tutte le repressioni padronali ed autoritarie e costruire, organizzare e rilanciare insieme la diffusa volontà di opposizione dei lavoratori alle devastanti politiche di concertazione sindacale e contratti-bidone. che condannano alla precarietà a vita ed in fascia di povertà (a sotto-diritti e sotto-salari) milioni di lavoratori con le loro famiglie. Per questo gli otto licenziati dell’Alfa e della TNT di Pomigliano, e lo Slai Cobas Nazionale, hanno lanciato un appello a tutti i lavoratori, a tutti i sindacati di base, a tutti gli organismi di resistenza e di lotta nei posti di lavoro e nel sociale”.
Copromotori dell’assemblea: gli otto licenziati Alfa e Tnt Pomigliano; Slai Cobas, Assemblea Coordinata e Continuativa Contro la Precarietà – Roma, Area Antagonista Campana, Campo Antimperialista, Centro Documentazione le Radici e le Ali – Aversa, Centro Sociale Autogestito Vittoria – Milano, Collettivo Internazionalista – Napoli, Collettivo Precari Atesina – Roma, Collettivo Prendiamo la Parola – Comune di Milano, Collettivo Red Link, Comitato Iraq Libero, Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunisto (Carc), confederazione Cobas, Coordinamento Lavoratori Comunisti, Coordinamento Lavoratrici e Lavoratori Roma RdB, Federazione Regionale della Campania RdB/CUB, F.I.G.C.I. – Bergamo, Laboratorio Resistenza sulla Guerra – Roma, Libreria Quarto Stato – Aversa, Precari ASU e PUC Enti Locali della Sicilia, Presidio di Lotta contro l’inceneritore di Acerra, Progetto Comunista (ROL), Redazione di Roma Operai Contro – ASLO, Redazione Legittima Difesa di Umbria e Toscana… (adesioni collettive pervenute al 21/3/2006) - continuano a pervenire altre adesioni.
Intanto si stanno svolgendo assemblee preparatorie con i licenziati Fiat e TNT con proiezione del filmato delle assemblee all’Alfa del 14 febbraio nelle principali fabbriche e città: ieri al Valentianum di Vibo Valentia, oggi Assemblee generali alla Fiat Powertrain di Termoli, domani: Firenze (ore 21 Centro Popolare Autogestito FI-Sud), Torino (ore 21 Circolo Dravelli), Roma (ore 17 Facoltà di Psicologia all’assemblea cittadina col Collettivo Precari Atesia ed altri Cobas e collettivi).
e insieme perdono le staffe…
LA FIAT “PERDE LE STAFFE” ED IMPEDISCE LA PARTECIPAZIONE ALLE ASSEMBLEE DEL 2° TURNO DEI SINDACALISTI LICENZIATI DI POMIGLIANO ALLA POWERTRAIN DI TERMOLI.
dopo il regolare svolgimento delle affollate assemblee generali del 1° turno e del turno centrale indette oggi dallo Slai Cobas alla Fiat Powertrain di Termoli con la presenza di una delegazione dei lavoratori licenziati di Pomigliano (Domenico Mignano, Ciro D’oria e Andrea Prete) che hanno riscosso scroscianti applausi e forte solidarietà dai lavoratori di Termoli, la Fiat ha “perso le staffe” e - dopo averne consentito l’ingresso stamattina, ha impedito nel pomeriggio l’accesso in fabbrica agli stessi licenziati che dovevano partecipare anche alle assemblee del secondo turno (dalle ore 14.00 alle 15.30). Lo Slai Cobas, che preannuncia una nuova denuncia contro la Fiat per il reiterato comportamento antisindacale dichiara che “il provocatorio ed illecito comportamento aziendale è la prova provata dell’isolamento in cui si sta cacciando la Fiat in relazione ai licenziamenti politici e strumentali di Pomigliano”.
RINALDINI PERDE LE STAFFE PER I FILMATI CHE LO SBUGIARDANO: QUERELE E CONTRO-QUERELE TRA SLAI COBAS E FIOM
Il segretario generale della Fiom preannuncia querela contro lo Slai Cobas richiedendo il “sequestro giudiziario” dei filmati dai siti internet (che sconfessano le sue menzognere dichiarazioni). Lo Slai Cobas preannuncia nuove querele contro la Fiom e contro lo stesso Rinaldini accusati di aver diffuso in perfetta malafede e consapevolezza comunicati stampa falsi ed oltraggiosi nei confronti degli otto licenziati di Pomigliano e dello Slai Cobas. “Rinaldini è un emerito bugiardo” dichiara Vittorio Granillo (uno dei licenziati e dell’Esecutivo Nazionale dello Slai Cobas)… ”questo ‘signore’ e la sua organizzazione, la Fiom, sono tra gli oggettivi mandanti morali dei licenziamenti: dovrebbero semplicemente vergognarsi. Proietteremo i filmati anche nell’assemblea di sabato a Napoli: devono sapere i lavoratori iscritti alla Fiom con chi hanno a che fare!”
Intanto è fissata per il prossimo 4 aprile (Tribunale di Nola, giudice in funzione Lavoro dott.ssa Martorano) l’udienza relativa alla denuncia di Slai Cobas contro Fiat Alfa Romeo e TNT per comportamento antisindacale e relativa al “licenziamento illecito” degli otto operai.Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 22/3/2006
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
MASSICCIA PARTECIPAZIONE ALLO SCIOPERO INDETTO DALLO SLAI-COBAS CONTRO I
LICENZIAMENTI DEGLI 8 OPERAI E IL CONTRATTO “TRUFFA” FIRMATO DAI CONFEDERALI.Senza alcun blocco ai cancelli , con la sola presenza dei lavoratori licenziati, gli operai della Fiat Alfa Romeo di Pomigliano e delle collegate aziende terziarizzate hanno aderito in massa allo sciopero indetto dallo Slai-cobas (percentuali del 70%).
Un' ulteriore dimostrazione, all'azienda e ai sindacati confederali, del rifiuto, da parte della stragrande maggioranza dei lavoratori dell'accordo “bidone” e della protesta, sempre più forte, contro i licenziamenti per rappresaglia antisindacale .
Lo sciopero è riuscito nonostante la Fiat e le aziende terziarizzate hanno obbligato a presentarsi fuori dal proprio turno di lavoro, col ricatto del licenziamento, i circa 500 giovani a contratto precario, che hanno smontato ieri sera dal lavoro. Tenendo conto che nello stabilimento di Pomigliano vi sono circa mille giovani con contratto precario, è fallita l'operazione Fiat che pretendeva di far marciare gli impianti.
Gli otto licenziamenti si stanno rivelando, ogni giorno di più, un vero e proprio boomerang contro l'azienda.: non si ferma la lotta dei lavoratori di Pomigliano contro il sabato-lavorativo, per forti aumenti salariali, l'abrogazione della flessibilità (pacchetto Treu – legge Biagi) e l'assunzione dei ragazzi a tempo indeterminato, la fine del monopolio sindacale di CGIL-CISL e UIL per una vera DEMOCRAZIA SINDACALE.
Dopo la grossa assemblea di solidarietà con gli 8 licenziati svolta ieri sera a Milano, stasera nella nuova sede di Acerra dello Slai Cobas in via U. La Malfa , 49 – ore 17, verrà proiettato il filmato dell'assemblea del 14 febbraio.
Sabato 25 marzo è indetta una ASSEMBLEA NAZIONALE DEI LAVORATORI A NAPOLI , per dare forza e voce alle loro ragioni e in preparazione di una MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA , da tenersi all'indomani delle prossime elezioni politiche.Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano 11/3/2006
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO / LICENZIAMENTI
Dopo i licenziamenti Fiat e Fiom-Fim-Uilm hanno concordato 4 sabati di lavoro obbligatorio (11/18/25 marzo e 4 aprile). Lo Slai Cobas indice altrettante giornate di sciopero, la prima domani:
Sabato 11 marzo
SCIOPERO
di otto ore in Fiat Alfa Romeo e terziarizzate
con assemblee alle portinerieLo Slai Cobas invita tutti i lavoratori a proseguire la mobilitazione contro il contratto di “miseria e flessibilità” firmato da FIOM-FIM-UILM-FISMIC, per forti aumenti salariali, l’abrogazione dei contratti precari (pacchetto Treu e legge Biagi) e l’assunzione dei ragazzi a tempo indeterminato, contro gli otto licenziamenti strumentali attuati da Fiat e TNT su commissione della Fiom nazionale, nonchè per imporre nelle fabbriche una DEMOCRAZIA sindacale dalla parte dei lavoratori e rompere il monopolio della rappresentanza conferito dai padroni a CGIL-CISL-UIL tramite il riconoscimento derivante dalla firma dei contratti-bidone.
Ieri mattina è stata presentata denuncia contro la Fiat e la TNT, con la richiesta al Giudice del Lavoro del Tribunale di Nola di attivare la “procedura d’urgenza” prevista dall’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori e di reintegrare “immediatamente” al lavoro gli otto licenziati condannando le aziende per comportamento antisindacale. Al Giudice sarà consegnato il filmato dell’assemblea che smentisce la Fiat e la TNT e sbugiarda il segretario nazionale della FIOM Gianni Rinaldini (mandante di questi licenziamenti): lo sciagurato tentativo in atto è di “tener fuori” le liste Slai Cobas dalla prossime elezioni delle RSU previste per maggio. NON CI RIUSCIRANNO!
Sabato 25 marzo è indetta una ASSEMBLEA NAZIONALE DEI LAVORATORI A NAPOLI per dare forza e voce alle loro giuste ragioni e in preparazione di una manifestazione a Roma da tenersi all’indomani delle prossime elezioni politiche.
Assemblee con proiezione del filmato sono programmate in tutte le principali città e zone industriali d’Italia, stasera a Milano, domani nella nuova sede di Acerra dello Slai Cobas di via U. La Malfa, 49 – ore 17.
Il videoclip, con un appello degli otto licenziati a tutti i lavoratori stabili e precari è disponibile sul sito WWW.SLAI-COBAS.ORG
Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano 10/3/2006
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO / OTTO LICENZIATI
DENUNCIATE FIAT E TNT AL TRIBUNALE DI NOLA PER ANTISINDACALITA’: SONO 170 I TESTIMONI (TRA CUI 162 LAVORATORI DELLA FIAT PRESENTI ALL’ASSEMBLEA) CHE CHIEDONO DI ESSERE ASCOLTATI IN CAUSA DAL GIUDICE AL QUALE SARA’ CONSEGNATO IL VIDEO DELLE ASSEMBLEE CHE SMENTISCE LE ACCUSE DELLA FIAT E SBUGIARDA IL SEGRETARIO NAZIONALE DELLA FIOM GIANNI RINALDINI
SABATO 25 MARZO ASSEMBLEA NAZIONALE A NAPOLI CHE SARA’ PRECEDUTA DA ASSEMBLEE IN TUTTE LE MAGGIORI CITTA’ (VENERDI’ SERA A MILANO) PER RILANCIARE LA LOTTA DEI LAVORATORI CONTRO IL CONTRATTO-BIDONE DEI METALMECCANICI E IL SABATO LAVORATIVO, E PER FORTI AUMENTI SALARIALI, L’ABROGAZIONE DELLA FLESSIBILITA’ (PACCHETTO TREU – LEGGE BIAGI) E DEL MONOPOLIO SINDACALE DI CGIL-CISL-UIL
E’ stato depositato stamattina al Tribunale di Nola il ricorso ex art. 28 della legge n. 300 del 1970 (Statuto dei Lavoratori) contro la Fiat Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco e la collegata TNT, con il quale gli avvocati dello Slai Cobas hanno richiesto al Giudice del Lavoro l’attivazione della specifica procedura d’urgenza prevista in caso di attività antisindacale da parte datoriale. La richiesta di immediato reintegro al proprio posto di lavoro per gli otto licenziati (5 dalla Fiat e 3 dalla TNT) è data dall’illecito e strumentale comportamento aziendale.
Contenuti del ricorso: …”non è vero che l’assemblea non si è tenuta. Vero è che i dirigenti sindacali di FIOM-FIM-UILM-FISMIC non hanno potuto, o meglio non hanno ritenuto di prendere la parola in conseguenza del forte dissenso espresso con fischi, urla ed invettive dalla stragrande maggioranza dei 3.000 lavoratori presenti. L’assemblea si è poi regolarmente svolta e conclusa con interventi di Domenico Mignano (RSU di Slai Cobas), e di Vittorio Granillo (dell’esecutivo nazionale del sindacato di base) che ha posto al voto la mozione di bocciatura del contratto metalmeccanici. Mozione formalmente approvata alla pressoché unanimità dai partecipanti all’assemblea per alzata di mano”… “l’art. 20 dello Statuto dei Lavoratori riconosce ai lavoratori il diritto di assemblea. Diritto che viene da loro esercitato su iniziativa delle rappresentanze sindacali. Il forte dissenso espresso è legittimo nell’ambito dell’esercizio collettivo, da parte di migliaia di lavoratori, di diritti sindacali individuali quali anche quello connesso al diritto di riunione in assemblea, e comunque non è in nessuna misura sindacabile dal datore di lavoro, il quale non ha facoltà alcuna di ingerirsi nelle dinamiche sindacali, con il solo limite, per le riunioni svolte all’interno delle unità produttive, che non vengano compiuti illeciti, reati o danni alle persone.
Qualche uova, e qualche asta leggera di plastica lanciate alte sul palco dove erano i dirigenti sindacali confederali (per lo più esterni allo stabilimento), che non colpiscono nessuno, non arrecano danni né a persone né a cose. Infatti le uova e le aste si infrangono sulle ampie vetrate degli uffici retrostanti il palco senza assolutamente infrangere i vetri”...”la stessa ripresa video dell’assemblea (e non certo di reparti produttivi o di altri ambiti di pertinenza aziendale), fatta da un giovanissimo operaio della Fiat…”è comportamento legittimo e non vietato né interdetto da nessuna normativa legale e/o contrattuale legittimamente emanata”…”illegittimo invece l’intervento in assemblea di dirigenti aziendali che hanno minacciato di procedure disciplinari alcuni lavoratori e dirigenti del sindacato di base (condotta gravissima ed illecita posta in violazione dell’art. 3 dello Statuto dei Lavoratori perché trattasi di indebita ingerenza aziendale in una riunione sindacale)”…”di assoluta evidenza è la constatazione che nella vicenda non è esistito quel rischio di grave turbativa e/o di danno di rilevante entità all’attività di Fiat e TNT, tra l’altro malamente, illegittimamente e solo genericamente contestato agli otto licenziati aderenti allo Slai Cobas, e riferito inoltre solo all’esercizio di diritti sindacali e non all’esecuzione della prestazione lavorativa”…”il carattere e la ‘plurioffensività’ dell’illecito comportamento aziendale presuppone tutte le premesse affinché il Giudice del Lavoro voglia condannare le due società all’immediato reintegro in fabbrica dei licenziati e reprimere il grave comportamento antisindacale posto in essere da parte datoriale”.
Intanto lo Slai Cobas ha prodotto un vero e proprio videoclip contenente non solo i filmati dell’assemblea del 14 febbraio di Pomigliano, ma anche il precedente sciopero contro il contratto-bidone attuato il 27 gennaio dai lavoratori della Fiat Alfa Romeo, nonché un appello degli otto licenziati che stigmatizza la collusione tra Fiat e Rinaldini (considerato il mandante politico dei licenziamenti) e si rivolge all’intero mondo dei lavoratori dipendenti e del precariato per ‘costruire insieme a tutti’ l’assemblea nazionale del prossimo 25 marzo a Napoli in preparazione di una successiva manifestazione nazionale a Roma all’indomani delle prossime elezioni politiche …e rilanciare la mobilitazione per il ritiro dei licenziamenti politici, forti aumenti salariali per i lavoratori dipendenti, abrogazione della precarietà, una vera democrazia sindacale dalla parte dei lavoratori data dall’eliminazione del monopolio e dei privilegi sindacali concessi dal padronato a CGIL-CISL-UIL con la stipula dei contratti-bidone Assemblee con proiezione del videoclip, e dibattito, sono in programmazione nelle maggiori città e zone industriali d’Italia (domani alle 21 a Milano sede Slai Cobas di viale Liguria, 49 – sabato sera dalle 17.00 ad Acerra nuova sede Slai Cobas di via U. La Malfa, 47).
Il videoclip è ‘on line’ sul sito www.slai-cobas.org/rubriche/filmati.htmSlai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 9/3/2006
RITORNA LO SLAI COBAS IN VAL DI SANGRO
Ritorna lo Slai Cobas in Val di Sangro per scardinare anni di monopolio interessato dei confederali.
Ritorna per impedire a CGIL, CISL e UIL di continuare ad ingannare i lavoratori, mangiando qua e la, ricattandoci con la formula “Tessera = Tutela”, ottenendo solo favori personali dall’ azienda in cambio della svendita operaia. Dove sono i “lor signori” quando i precari (più di 1000 “muoiono” nella sola Sevel) hanno bisogno di essere difesi, quando agli stessi viene negato il diritto allo sciopero, alla malattia, al voto, alla parola se va contro la volontà del capo di turno? Forse si ricordano di loro quando vogliono spillare soldi in cambio di una dichiarazione dei redditi (tanto era “offerto” nelle bacheche in Sevel da alcuni confederali).
Ritorna perché sente l’esigenza di unirsi alle lotte dei precari della Sicilia che da diciassette anni vivono senza diritti, sottopagati e senza copertura Inps, ed oggi, organizzati nello Slai Cobas, hanno occupato più di 50 comuni mobilitandosi in massa con l’obiettivo di ottenere l’assunzione a tempo indeterminato per tutti i lavoratori. Ritorna nella mobilitazione permanente dell’Alfa di Arese dove da tre anni 300 operai lottano contro la speculazione e lo smantellamento produttivo e che attualmente vivono con uno stipendio Cigs ridotto fino al 30%; ritorna nelle lotte dei lavoratori dell’Alfa sud di Pomigliano dove gli operai si contrappongono alla quotidiana repressione di Fiat e sindacati confederali.
Perché la lotta è una sola…quella per il miglioramento delle condizioni di lavoro!!!
Sabato 4 Marzo - ore 10.30
a LANCIANO – presso l’associazione “Amici di Lancianovecchia” in Via dei Frentani (Salita Fenaroli)
Assemblea Nazionale dello Slai Cobas
Contratto “miseria e flessibilità “
referendum farsa : come smascherare azienda per azienda, delegato per delegato!!!
Quando i confederali diventano azienda, ribellarsi e’ giusto… sconfiggerli e’ necessario!!!
La precarietà va combattuta non governata e regolata
Nasce l’esigenza di autorganizzarsi:
10-100-1000 slai cobas!!!Interverranno tutte le realtà nazionali dello slai cobas presenti nel gruppo Fiat di Termoli-Melfi-Pomigliano-Arese-Torino-Modena, lo Slai Cobas precari della Sicilia e di Roma e tutti i coordinamenti provinciali.
Durante l’assemblea verranno proiettati dei filmati di alcune manifestazioni che si sono svolte all’Alfa sud di Pomigliano.Slai Cobas-Coordinamento prov.le di Chieti tel.3483828243
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
OTTO LICENZIAMENTI DI RAPPRESAGLIA ANTISINDACALE PER IMBAVAGLIARE LA PROTESTA CONTRO IL CONTRATTO-BIDONE E PIEGARE LE RAGIONI DEI LAVORATORI
LO SLAI COBAS ANNUNCIA L’IMMINENTE PRESENTAZIONE DI DUE DENUNCE AL TRIBUNALE DI NOLA, CONTRO LA FIAT E LA TNT, ATTIVATE CON LA PROCEDURA D’URGENZA PREVISTA DALL’ART. 28 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI E CON LA RICHIESTA DELL’IMMEDIATO REINTEGRO AL LAVORO DEI LICENZIATI E LA CONDANNA DELLE AZIENDE PER ATTIVITA’ ANTISINDACALE
…”LICENZIAMENTI COME QUESTI, DI CHIARA MATRICE POLITICA”… DICHIARA LO SLAI COBAS…”NON HANNO PRECEDENTI E RICORDANO LE LOGICHE ANTIDEMOCRATICHE CHE CARATTERIZZARONO I TEMPI BUI DEL FASCISMO, CON VALLETTA CHE ESEGUIVA LE DECIMAZIONI NELLE FABBRICHE IN OSSEQUIO AL REGIME CON ANALOGHI PROVVEDIMENTI. QUESTE SCELTE SCIAGURATE COLLOCANO LA FIAT FUORI DALLA STORIA ”
Dando seguito alle strumentalizzazioni ad hoc fatte circolare sulla stampa da FIOM-FIM-UILM e dalle collegate forze politiche, la Fiat e la ‘controllata’ TNT hanno licenziato otto operai (rispettivamente 5 e 3), facenti parte del direttivo dello Slai Cobas e “rei”, secondo le aziende, di aver “capeggiato” la solenne bocciatura del contratto bidone dei metalmeccanici nelle assemblee generali dello scorso 14 febbraio. Che non si tratta di una “sparuta minoranza violenta di 50 lavoratori” (come hanno tentato di lasciar intendere la Fiat insieme ai sindacati di regime di FIOM-FIM-UILM) lo testimonia il filmato amatoriale girato dagli stessi lavoratori: è stata l’intera fabbrica a mettere in minoranza i sindacati confederali ed a bocciare con voto palese per alzata di mano l’accordo: praticamente, oltre 7.000 addetti di fiat e collegate aziende terziarizzate hanno formalmente approvato la mozione di bocciatura presentata dallo Slai Cobas in entrambe le assemblee.
E’ questo che non è andato giù alla Fiat ed ai collegati sindacati confederali che vedono sempre più messa in discussione dai lavoratori la pratica consociativa della concertazione. Infatti, nella procedura disciplinare che ha portato ai licenziamenti non è mossa alcuna accusa specifica ai lavoratori, ma solo di aver “capeggiato” la contestazione a FIOM-FIM-UILM.
Intanto, domani mattina è riunito a Pomigliano il Coordinamento Provinciale del sindacato di base per decidere le adeguate iniziative atte a smascherare e sconfiggere la pretesa Fiat di imporre il consociativismo sindacale confederale con illeciti licenziamenti platealmente strumentali.Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 24/2/2006
cobasslai@fastwebnet.it
RINASCE LO SLAI COBAS ALLA FIAT - SEVEL DI VAL DI SANGRO
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
SCIOPERO CONTRO IL LICENZIAMENTO DI 12 LAVORATORI E SINDACALISTI DELLO SLAI COBAS
INTANTO IL CONTRATTO-BIDONE DEI METALMECCANICI E’ STATO RESPINTO IN UNA MIRIADE DI FABBRICHE METALMECCANICHE GRANDI E PICCOLE DI TUTTA ITALIA
In tilt la produzione alla Fiat Alfa Romeo di Pomigliano. Altissima la percentuale di adesioni allo sciopero (70%) tra gli operai della più grossa fabbrica metalmeccanica del mezzogiorno (e delle collegate aziende terziarizzate e di servizio operanti nel perimetro delle stabilimento). Il dato di adesioni allo sciopero assume una fortissima valenza anche considerato che nessun blocco veniva effettuato e gli ingressi della fabbrica sono stati lasciati volutamente liberi dal sindacato di base per dimostrare pubblicamente il forte consenso dei lavoratori al Cobas ed alla lotta contro i licenziamenti per rappresaglia antisindacale attuati dall’azienda, ribadire la ferma condanna del complice comportamento dei sindacati confederali, nonché del contratto-bidone da loro firmato.Infatti, già nelle assemblee di martedì scorso (come documentato dalla visione del filmato proiettato ieri nell’affollata assemblea dei lavoratori della Fiat Alfa Romeo tenuta a Pomigliano) tutti i 4000 lavoratori presenti all’assemblea del 2° turno hanno formalmente bocciato, per alzata di mano e voto palese, l’accordo di “miseria e flessibilità” recentemente sottoscritto tra Federmeccanica e Fiom-Fim-Uilm. Lo stesso è avvenuto nell’assemblea del primo turno e di quello centrale.
Intanto lo Slai Cobas ha attivato un collegio legale nazionale e preannuncia la presentazione di una formale denuncia in Tribunale (con la procedura d’urgenza prevista dall’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori) per la repressione della condotta illecita ed antisindacale messa in atto dalla Fiat con la richiesta di reintegro in fabbrica dei lavoratori sospesi e licenziandi.Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 20/2/2006
LICENZIAMENTI FARSA DELLA FIAT CONTRO LO SLAI COBAS
SU COMMISSIONE DEI SINDACATI CONFEDERALIDando seguito alle strumentalizzazioni ad hoc fatte circolare sulla stampa da FIOM-FIM-UILM (complici le cosiddette forze politiche a loro collegate), la Fiat ha attuato in queste ore una maldestra ed inaccettabile provocazione politica con una raffica di licenziamenti allo scopo di “decapitare” la struttura dirigente di fabbrica dello Slai Cobas e piegare i lavoratori che finalmente stanno alzando la testa per difendere i loro diritti e le loro ragioni!
Queste cose accadevano nei i tempi bui del fascismo (con i kapò che andavano sui reparti a consegnare le lettere di licenziamento) ma già allora gli operai delle fabbriche del nord, dall’Alfa Romeo di Milano alla Fiat di Torino, con la lotta e la Resistenza, sconfissero il regime dittatoriale ed i dirigenti Fiat capitanati dal servo di regime Valletta! Poi c’è stato l’autunno caldo del 69…RIPROPORRE OGGI LA DITTATURA IN FABBRICA METTE LA FIAT FUORI DALLA STORIA !
Lo Slai Cobas, nel condannare i mandanti e gli esecutori di questa squallida ed illecita manovra, ha già dato mandato al proprio ufficio legale per denunciare l’azienda in Tribunale con la procedura d’urgenza prevista dall’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori.
Domenica 19 febbraio - ore 10.00 - Sala Anziani in Piazza Mercato
POMIGLIANO D’ARCOASSEMBLEA DEI LAVORATORI DELL’ALFA
SI INVITANO TUTTI I LAVORATORI ALLA MASSIMA VIGILANZA E MOBILITAZIONE ED A TENERSI PRONTI ALLA LOTTA!
Slai Cobas – coordinamento provinciale di Napoli
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
RAFFICA DI LICENZIAMENTI A POMIGLIANO CONTRO RESPONSABILI SINDACALI E MILITANTI DELLO SLAI COBAS IN FIAT E T.N.T . TRA I LICENZIATI VITTORIO GRANILLO (OPERAIO T.N.T. E DELL’ESECUTIVO NAZIONALE DELLO SLAI COBAS) E DOMENICO MIGNANO (RSU FIAT ALFA ROMEO DELLA COMPONENTE SLAI COBAS).
SCIOPERI SPONTANEI IN ATTO NEI REPARTI AL 2° TURNO DI LAVORO, SEGUITI DA ASSEMBLEE AL MONTAGGIO CARROZZERIA DELL’ALFA 159 E 147 - DALLE 16.30 ALLE 17.00 - IN ATTESA DELLE DECISIONI DELL’’ASSEMBLEA DI DOMENICA 19 A POMIGLIANOSulle strumentalizzazioni fatte circolare ad “hoc” in questi giorni da fonti sindacali confederali la Fiat sta mettendo in atto una inaudita ed illecita provocazione nei confronti di tutti i lavoratori della più grande fabbrica del mezzogiorno. I fatti si riferiscono alle assemblee dei giorni scorsi durante le quali i lavoratori dell’intera fabbrica e di entrambi i turni di lavoro espressero con fermezza il loro dissenso nei confronti del contratto-bidone dei metalmeccanici recentemente siglato tra Federmeccanica e Fim-Fiom-Uilm, bocciando formalmente con voto palese e per alzata di mano la sciagurata intesa.
Sono già 7 ( se ne preannunciano altre in arrivo) le lettere di contestazione consegnate ad altrettanti lavoratori (con sospensione cautelativa immediata dal lavoro: tecnicamente il preludio al licenziamento)…”rei”, insieme ad altri 6.000 loro colleghi, di aver “turbato il regolare svolgimento delle assemblee generali”… si contesta inoltre che i lavoratori avrebbero partecipato ad un’assemblea da cui sarebbero volate uova e corpi contundenti all’indirizzo dei sindacalisti di CGIL-CISL-UIL.
Si tratta di una maldestra ed inaccettabile strumentalizzazione politica (ben accetta dai sindacati confederali, che tra l’altro, proprio in concomitanza coi licenziamenti, stanno concludendo indisturbati lo spoglio delle schede del referendum-addomesticato sul Contratto) nei confronti dello Slai Cobas. Lo Slai Cobas, nell’assemblea/conferenza stampa che si terrà domenica prossima a Pomigliano d’Arco, presso la Sala Anziani di Piazza Mercato, ore 10.00, esibirà i filmati dell’assemblea e le prove della grave montatura antisindacale messa in atto dall’azienda e concertata con compiacenti organizzazioni sindacali colluse.Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 17/2/2006
Una “sparuta” minoranza di 6.000 operai...
Nelle assemblee di martedì scorso, in entrambi i turni di lavoro, migliaia di lavoratori dell’Alfa, in prevalenza giovani, giovanissimi e precari, hanno espresso in maniera ferma ed inequivocabile il loro netto rifiuto di un contratto-capestro. Un contratto che, come tutti sappiamo, in cambio di quattro miseri spiccioli, condanna i lavoratori ad una vita di sottosalario e sottodiritti mentre regala ai padroni le piene mani libere sul sabato lavorativo, la flessibilità e la precarietà lavorativa. Ma quali strumenti democratici hanno oggi i lavoratori per difendere i loro diritti? Quali strumenti democratici hanno oggi i lavoratori per “dare voce e vita” al profondo malessere di chi è costretto a passare otto ore al giorno alle catene di montaggio, sottopagato e maltrattato, sottoposto ad ambienti e ritmi di lavoro micidiali che ne minano la salute?
Come non prendere atto che nelle fabbriche non esiste alcuna, benché minima, democrazia sindacale dalla parte dei lavoratori ? Ci piacerebbe che quelle stesse forze politiche, quegli stessi giornalisti “benpensanti”, si ponessero il problema, una volta tanto, “dalla parte dei lavoratori”… Ma allora ci sarebbe democrazia! E invece assistiamo all’arroganza di un medioevale monopolio sindacale regalato dai padroni a CGIL-CISL-UIL in cambio della stipula di contratti-bidone che hanno portato milioni di lavoratori, con le loro famiglie, in fascia di povertà come certificato dagli stessi dati ufficiali dell’Istat.
ASSEMBLEA PUBBLICA DEI
LAVORATORI DELL’ALFA
A POMIGLIANO
Domenica 19 febbraio - ore 10.00 - Sala degli Anziani (piazza Mercato)RIBELLARSI E’ GIUSTO!
Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate – Pomigliano d’Arco
Comunicato stampa
LA FIAT POMIGLIANO, ALLE 12.45, HA COMUNICATO ALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI LA FERMATA DEGLI IMPIANTI DALLE 14.00 ALLE 22.00 (SECONDO TURNO) A CAUSA DI MANCANZA DELL’APPROVVIGIONAMENTO MATERIALI PER SCIOPERI INDETTI DA FIOM-FIM-UILM ALL’ERGOM DI NAPOLI: …”UNA SOSPETTA <INTERFERENZA> CHE MANDA ALL’ARIA GLI STESSI REFERENDUM CONFEDERALI SUL CONTRATTO, INIZIATI STAMATTINA CON DUE ORE DI RITARDO A SEGUITO ALLE PROTESTE DEI LAVORATORI”…DICHIARA LO SLAI COBAS… “INFATTI, CON L’INTERA FABBRICA SCHIERATA CONTRO IL <CONTRATTO BIDONE> E’ DURA ACCETTARE LA NUDA REALTA’ DA PARTE DI FIOM-FIM-UILM, MA ANCORA PIU’ DURA SAREBBE STAVOLTA TRUCCARE LE SCHEDE”…
FIAT ALFA ROMEO DI POMIGLIANO: UNA SPARUTA MINORANZA DI 6000 OPERAI
“SONO UNA FARSA I REFERENDUM SUL CONTRATTO COMINCIATI STAMATTINA IN FABBRICA” DICHIARA LO SLAI COBAS CHE INOLTRE PREANNUNCIA UNA QUERELA IN PROCURA CONTRO IL SEGRETARIO GENERALE DELLA FIOM-CAMPANA MAURIZIO MASCOLI
Polemiche e tensione alle stelle oggi in fabbrica dopo le forti proteste dei lavoratori della Fiat Alfa Romeo e delle collegate aziende terziarizzate e di servizio operanti all’interno del perimetro della fabbrica che in 6.000, in entrambe le assemblee generali del primo e del secondo turno di ieri, hanno “rispedito al mittente” la recente intesa di “ miseria e flessibilità ” sul contratto nazionale dei metalmeccanici siglata tra Federmeccanica e FIM-FIOM-UILM. C’è voluto un video, girato dagli stessi lavoratori della fabbrica e poi portato alle agenzie di informazione per documentare, “con prove alla mano”, la rivolta dei lavoratori di un’intera fabbrica. Di lavoratori oggi in prevalenza giovani e giovanissimi, e perlopiù precari, che già non ne possono più di essere relegati al ruolo di servi della gleba da parte delle baronie sindacali confederali. Con queste ultime che traggono (per mancanza di leggi in materia) i loro poteri di rappresentanza dal riconoscimento datoriale attraverso la firma dei contratti truffa”. Dal filmato, girato in fabbrica dagli operai della Fiat, il dato che emerge in modo inequivocabile è che nelle assemblee generali di ieri l’unica esigua minoranza era rappresentata dai burocrati sindacali di FIM-FIOM-UILM-FISMIC. Non a caso la protesta è nata dopo che questi ultimi hanno rifiutato di dare la parola ai lavoratori che volevano presentare e mettere ai voti in assemblea, alla luce del sole e per alzata di mano (per evitare brogli referendari) l’intesa contrattuale, un’intesa tra l’altro non condivisa DA TUTTI i lavoratori della più grossa fabbrica del sud.
…”Non è la prima volta che i sindacati confederali “truccano le schede e manipolano i referendum. Infatti questi referendum sono ‘autocertificati” e gestititi - senza dar conto a nessun obbligo di legge - da quelle stessi parti sindacali che, avendo già sottoscritto gli accordi, hanno interesse a determinarne l’approvazione”. SAREBBE ORA DI AVERE ANCHE IN ITALIA UNA LEGGE CHE PONGA FINE AL MONOPOLIO DELLA RAPPRESENTANZA SINDACALE CONFERITO DALLE ORGANIZZAZIONI IMPRENDITORIALI A CGIL-CISL-UIL TRAMITE LA STIPULA DEI CONTRATTI- BIDONE.
Intanto lo Slai Cobas annuncia che sporgerà una formale querela in Tribunale contro il segretario generale della Fiom Campana che ha definito sulla stampa “squadraccia fascista” la protesta di massa dei lavoratori di ieri, e gravemente ingiuriato lo Slai Cobas.Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 15/2/2006
COMUNICATO STAMPA
Contratto metalmeccanici Fiat - Alfa Romeo - Pomigliano d'Arco
La "Waterloo" dei confederali
Inequivocabilmente seppellito nella ex Alfasud di Pomigliano il contratto di Fim - Fiom e Uilm. Una vera e propria "valanga umana" ( i n 3.000 lavoratori anche al secondo turno) si è riversata nel piazzale dove FIM-FIOM-UILM-FISMIC avevano convocato dalle 14.30 alle 15.30 l'assemblea sul contratto ed hanno per la seconda volta "messo in fuga" i sindacalisti confederali, così come già era successo per l'assemblea del primo turno di questa mattina. Stavolta i lavoratori hanno preso la parola e poi hanno approvato formalmente, con voto palese e plebiscitario, per alzata di mano, la mozione di bocciatura del contratto presentata dallo Slai Cobas.
Quattro spiccioli in cambio di ulteriore flessibilità ed il sabato lavorativo. Questi in massima sintesi i contenuti che hanno fatto scattare la reazione dei lavoratori che , al grido di venduti- venduti, col lancio di centinaia di uova, e slogan che non lasciano dubbi sulla necessità di immediati, cospicui aumenti salariali, hanno rispedito al mittente il contratto - truffa. Una bocciatura senza appello che segue la massiccia giornata di sciopero e di blocchi stradali del 27 gennaio per dire no al contratto bidone.Slai cobas Fiat -Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d'Arco, 14/2/2006
I filmati dell'assemblea sono disponibili presso Videocomunicazione di Napoli
TAFFERUGLI TRA OPERAI E SINDACALISTI
IN FIAT ALFAROMEO POMIGLIANOESPLODE LA RIVOLTA NELLA CITTADELLA OPERAIA CONTRO IL CONTRATTO DI MISERIA E FLESSIBILITA’: IN 3000 CONTESTANO E ZITTISCONO CON LANCIO DI UOVA E GRIDA DI “VENDUTI – VENDUTI” I SINDACALISTI DI FIOM-FIM-UILM E BOCCIANO “L’ACCORDO-TRUFFA”
Dopo l’altissima adesione allo sciopero dello scorso 27 gennaio contro il “contratto-truffa” che paralizzò per due ore le linee di montaggio della Fiat Alfa Romeo di Pomigliano (adesioni al 90% tra i lavoratori compresi gli addetti alla miriade di aziende terziarizzate e di servizio operanti all’interno del perimetro dello stabilimento), e si concluse con un blocco stradale di oltre un’ora dell’asse mediano Napoli nord da parte di 1.500 operai, era prevedibile che alle assemblee indette per oggi nella più grossa fabbrica del mezzogiorno i sindacalisti confederali avrebbero avuto “vita dura”. In massa ed infuriati i lavoratori sono sciamati dai vari reparti di produzione e si sono recati in corteo all’assemblea, che doveva iniziare alle ore 9.30, inalberando cartelloni con su scritto “no al contratto-truffa, alla flessibilità ed al sabato lavorativo”…”sindacalisti venduti andate a lavorare”…” Vulimme ‘e sorde”. Fischi e slogan scanditi da 3000 lavoratori hanno zittito gli “oratori” di FIM-UILM-FIOM e tafferugli sono avvenuti quando il servizio d’ordine dei sindacati confederali ha tentato di impedire ai lavoratori di parlare dal palco. Un’ora di fischi e proteste ha espresso “senza possibilità di appello” la bocciatura pubblica e la “spedizione al mittente” di un contratto irricevibile da parte dei lavoratori! Nell’assemblea generale prevista nel pomeriggio, al secondo turno (dalle 14,30 alle 15.30), la fortissima protesta dei lavoratori è facile prevedere che sarà “bissata”.
14/2/2006
Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate
Pomigliano d’Arco
CONTRATTO METALMECCANICI:
RISPEDIAMOLO AL MITTENTE !
… i bilanci del gruppo Fiat vanno bene… quando si penserà ai salari dei lavoratori? Lo ha dichiarato lo scorso 31 gennaio alla stampa Gianni Rinaldini, segretario generale delle Fiom, pochi giorni dopo aver firmato (con i suoi colleghi di Fim e Uilm) l’accordo di ‘miseria e flessibilità’ per i metalmeccanici… MA E’ SCEMO... O VUOLE PRENDERCI PER IL C…??
Già da mesi si sapeva che, tra gennaio e settembre 2005, la Fiat ha realizzato ben unmiliardotrecentotrentaseimilioni di euro di utili netti… allora delle tre l’una: o Rinaldini si è fatto fregare dai padroni, o è scemo… o ha fregato i lavoratori! In tutti i casi non può certo pretendere gli applausi dei lavoratori !UN CONTRATTO DI MISERIA E FLESSIBILITA’
Sulla già vergognosa piattaforma contrattuale varata a febbraio 2005 non si parlava di orario plurisettimanale e tanto meno di apprendistato, ma solo di ‘briciole’ salariali. Ciononostante hanno firmato: quattro spiccioli di aumento salariale, in 2 anni ed in 3 comode rate per i padroni (con il prolungamento della vigenza contrattuale che riduce ancora del 20% i miserabili aumenti). Orario plurisettimanale (fino ad oggi applicato alle sole aziende di comprovata stagionalità, ad esempio una fabbrica di climatizzatori o ventilatori) per costringerci al sabato lavorativo obbligatorio quando le aziende avranno interesse ad aumentare la produzione (ed alla settimana corta a 32 ore pagata dai lavoratori al posto del ricorso alla cassa integrazione). Apprendistato , che non combatte ma accetta e peggiora la precarietà dei giovani in fabbrica senza combatterla, consolidando e riaffermando i famigerati ‘pacchetto Treu e legge Biagi’: i giovani entreranno in fabbrica come ‘garzoni di barbiere’ e saranno sottoposti ad un lungo periodo di pressioni e ricatti (fino a 60 mesi - pagati al I livello a sola paga contrattuale, potranno stare a casa e senza retribuzione per 1 anno ecc.), senza nessuna garanzia di essere successivamente assunti in pianta stabile. E già oggi i lavoratori precari sono collocati ai margini di ogni possibilità di sindacalizzazione, perché rischiano il posto se cercano di ribellarsi.
Chi ha firmato questo contratto - e chi lo appoggia - sceglie ancora una volta di non cambiare le cose, rilanciando la devastante politica della concertazione a difesa degli interessi padronali e a discapito di quelli operai:ADESSO LA PAROLA PASSA AI LAVORATORI !
Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 13/2/2006
Comunicato stampa
Pomigliano d’Arco (NA) – 27 gennaio 2006
SCIOPERI E BLOCCHI STRADALI DEI LAVORATORI DELLA FIAT ALFAROMEO DI POMIGLIANO CONTRO LA RECENTE INTESA SUL CONTRATTO NAZIONALE DEI METALMECCANICI SIGLATA DA CGIL-CISL-UIL
Altissima l’adesione allo sciopero indetto per questa mattina dallo Slai Cobas per rigettare il recente accordo sul contratto nazionale dei metalmeccanici siglato tra federmeccanica e CGIL-CISL-UIL.Preparata con fitte assemblee svolte ieri durante le pause collettive dal lavoro, oggi la protesta ha paralizzato per due ore gli impianti della Fiat Alfa Romeo, e della miriade aziende terziarizzate e di servizio operanti all’interno del perimetro della più grande fabbrica metalmeccanica del mezzogiorno.
Un affollato corteo di circa 1.500 operai si è riversato fuori dalla fabbrica bloccando per un’ora, fino alle 10.15, la statale 162 (bretella di collegamento della Napoli Nola e ingresso autostradale) bloccando il traffico automobilistico in entrambi i sensi. Soldidarietà e stata espressa da numerosi automobilisti alla protesta sindacale.
La grande adesione (media del 90%) dei lavoratori del primo turno e di quello centrale allo sciopero dello Slai Cobas ha rigettato con forza un accordo fatto di “miseria e flessibilità” (60 euro netti per un operaio di 3° livello, cioè la maggioranza degli addetti al settore metalmeccanico, erogati inoltre a “rate”, l’ultima a marzo 2007), accordo che concede alle aziende, in cambio di ‘briciole salariali’, lo “sfondamento del muro delle 40 ore settimanali con il sabato lavorativo obbligatorio sui due turni”: …”oggi i lavoratori hanno dato una solenne lezione di democrazia sindacale a tutti”, dichiara lo Slai Cobas…”e rispedito al mittente e senza possibilità di appello il contratto-truffa, che sarà certamente ribocciato anche ai referendum dei sindacati confederali. Una forte riuscita dello sciopero è prevista anche stasera al secondo turno (gli impioanti si fermeranno dalle ore 20.oo alle 22.00, ed al turno di notte che sciopera all’alba di domani (dalle ore 04.00 alle 06.00).
Le riprese video della manifestazione sono state effettuate da VIDEOCOMUNICAZIONE E TELECAPRI
Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco.
Via Olbia 24, 80038 Pomigliano d’Arco (Na), tel.fax: 081/8037023,
@mail: cobasslai@fastwebnet.it http://www.slai-cobas.orgSlai Cobas
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
Sede nazionale: Viale Liguria 49, 20143 Milano, tel.fax 02/8392117,
@mail: slaimilano@slaicobasmilano.org http://www.slaicobasmilano.org
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Elemosinieri ed… elemosinati:
MA QUALE CONTRATTO !!
Come si fa a definire CONTRATTO NAZIONALE un ‘contratto’ (si fa per dire) completamente dettato dagli interessi padronali e a discapito di quelli dei lavoratori?! Dove, tra l’altro, il già risibile aumento richiesto di 82 euro al netto per il 3° livello è diventato di 57 euro (sempre al netto), di cui 28,5 euro subito e il resto suddiviso in altre 2 rate, l’ultima erogata addirittura il 31/7/2007. Questi ridicoli aumenti che dovevano partire dall’1/1/2005 sono ‘slittati’ (a misere rate) al gennaio 2006 e barattati con una mini-tantum di 250 euro lordi (al netto 192,50 euro), a fronte dei 1229 euro già maturati e ricavabili dall’ammontare dei quattro spiccioli ottenuti moltiplicato 13 mensilità: su questa ‘tantum’ ci dovremo pure pagare le tasse mentre - grazie al contratto - non ce la vedremo calcolata su TFR e contributi pensionistici). Inoltre, lo ‘slittamento’, con l’allungamento della cosiddetta “vigenza contrattuale” di 7 mesi (al 31/7/2007 invece che al 31/12/2006), produrrà un enorme risparmio economico per le aziende, oltre ad una inaccettabile ed ulteriore decurtazione salariale per i lavoratori.
E mentre l’entrata in vigore dell’euro ha dimezzato il potere d’acquisto dei salari (quello che prima costava 1000 lire oggi costa il doppio: 1 euro), ancora assistiamo alla farsa per cui quegli stessi che, per puri motivi demagogici e strumentali, in TV e sui giornali ci inondano di ‘chiacchiere’ sugli operai che con 1000 euro al mese non possono campare, sono sempre gli stessi che firmano queste SCHIFEZZE CONTRATTUALI: che fanno... sfottono?!
L’u