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[2007]

 

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Esposto-denuncia nei confronti di Fiat Group e D.H.L. Pomigliano

per reiterata violazione  normative  antinfortunistiche al reparto montaggio alfa 147


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

“PIANO MARCHIONNE”: SARANNO LICENZIATI ALLA VIGILIA DI NATALE I 100 GIOVANI LAVORATORI INTERINALI ADDETTI ALLA DHL POMIGLIANO

LE AZIENDE TERZIARIZZATE OPERANTI ALL’INTERNO DEL PERIMETRO DELLO STABILIMENTO E LE AZIENDE FORNITRICI DELLA PROVINCIA DI NAPOLI AVVIANO LE PROCEDURE DI CASSA INTEGRAZIONE PER IL PERIODO DAL 7 GENNAIO AL 2 MARZO 2008 COINCIDENTE CON LA PROSPETTATA FERMATA PRODUTTIVA PER ‘RISTRUTTURAZIONE’ DELLA FIAT POMIGLIANO

LO SLAI COBAS RICHIEDE INCONTRO CONGIUNTO TRA AZIENDE ‘TERZE’ E RESPOSABILI ISTITUZIONLI REGIONALI E PROVINCIALI PER TUTELARE DA SUBITO IL POSTO DI LAVORO DEGLI INTERINALI DHL E GARANTIRE LO STIPENDIO ‘PIENO’ (COME PER LA FIAT) PER ‘TUTTI’ I LAVORATORI E DENUNCIA: FIAT ED AZIENDE COLLEGATE AD OGGI NON HANNO DATO ALCUNA CERTEZZA DI RIPRESA LAVORATIVA SUCCESSIVA AL 2 MARZO 2008

Sono 94, per l’esattezza, i giovani lavoratori interinali addetti da quasi due anni -per conto della DHL- alla movimentazione materiali ed all’alimentazione delle catene di montaggio della Fiat Alfa Romeo di Pomigliano: Già dal prossimo 24 dicembre, alla vigilia di Natale, si troveranno licenziati e disoccupati in conseguenza del ponte previsto dal 21 dicembre al 4 gennaio 2008 e della successiva lunga fermata impiantistica prevista dal 7 gennaio al 2 marzo 2008, ciò senza nemmeno poter fruire del relativo ‘paracadute’ economico della cassa integrazione essendo ‘solo’ forza lavoro ‘prestata’ alla DHL dalle agenzie private di somministrazione di lavoro precario.

Se la Fiat è stata costretta dallo Slai Cobas ad un repentino cambiamento di strategia (con il cosiddetto ‘Piano Marchionne’ ammette ad obtorto collo il grave deficit impiantistico in cui versa lo stabilimento di Pomigliano: altro che colpa dei lavoratori ‘scansafatiche’ come solo poche settimane prima l’a.d. Fiat cercava di far intendere grazie anche ai media compiacenti), la filosofia aziendale, in soldoni, resta la stessa: scaricare, sempre sui lavoratori, le note magagne aziendali, ridimensionare i livelli occupazionali, continuare ad attingere a piene mani a multimiliardari finanziamenti pubblici (per i corsi di formazione professionale nell’immediato, per il prospettato accordo di programma nei prossimi mesi con la regione Campania). Già nel 2003 si varò il ‘piano di sviluppo’ che prevedeva il ‘riammodernamento impiantistico e la reingegnerizzazione di Pomigliano per avviare la produzione in loco dell’intera gamma Alfa Romeo. Dei 2,5 miliardi di euro allora stanziati per il periodo 2003/2007 - per una ristrutturazione mai avvenuta - si sono perse da tempo le tracce. Oggi si ricomincia daccapo con un ancora più fumoso piano industriale sguarnito di alcuna attendibilità tecnica: nessuno (né azienda, né sponsor sindacali, politici ed istituzionali) è in grado di garantire il rientro al lavoro dal 3 marzo 2008 dei 5.000 addetti Fiat e delle migliaia di addetti alle aziende terziarizzate e fornitrici, né che non ci sarà successiva cassa integrazione per un periodo di circa 15 mesi per migliaia di lavoratori! Gravi le complicità sindacali, politiche ed istituzionali che in questi anni hanno concesso miliardi di euro di finanziamenti pubblici alla Fiat per chiudere e/o vendere fabbriche, e ancora continuano a farlo.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 12/12/2007


Comunicato stampa

FIAT ALFAROMEO POMIGLIANO

SCIOPERO AUTOTRASPORTATORI: FERMI GLI IMPIANTI DELLA FIAT ALFAROMEO
SI SVELA IN ANTICIPO IL BLUFF DEL “PIANO “MARCHIONNE”: IMMINENTI 100 LICENZIAMENTI (PRIMA DI NATALE) DI GIOVANI LAVORATORI INTERINALI D.H.L.
PREVEDIBILE RICORSO ALLA CASSA INTEGRAZIONE PER L’ANNO 2008 PER I 7.000 ADDETTI DI FIAT E TERZIARIZZATE

La direzione aziendale Fiat Alfa Romo di Pomigliano ha comunicato la fermata degli impianti della fabbrica a partire dalle ore 14.00 di oggi pomeriggio per la mancanza di particolari da assemblare al montaggio in conseguenza dello sciopero degli autotrasportatori. La messa in ‘senza lavoro’ riguarderà non solo gli addetti alla Fiat Alfa Romeo di Pomigliano ma anche quelli della miriade di aziende terziarizzate e/o di servizio operanti all’interno del perimetro dello stabilimento, e quelli delle aziende fornitrici della provincia di Napoli. Analogo provvedimento, col persistere dello sciopero degli autotrasportatori, potrebbe essere messo in atto dalla direzione Fiat (e dalla aziende collegate) anche per le lavorazioni del turno di notte e per il primo ed il secondo turno lavorativo di domani, e ciò fino al prossimo venerdì in funzione della durata della protesta dei camionisti.

Intanto, si prospetta il rischio-licenziamento per 94 giovani lavoratori interinali addetti da quasi due anni in D.H.L. alla guida dei carrelli a forcole e delle tradotte per l’alimentazione dei particolari da montare sulle catene di montaggio. Lo Slai Cobas ha già richiesto l’immediata stabilizzazione lavorativa dei 94 lavoratori precari a riprova della ‘bontà’ del piano Marchionne, un “piano-boutade che non convince e già fa acqua da tutte le parti a cominciare proprio dal prospettato licenziamentio degli interinali“! Infatti, se anche la Fiat è stata costretta dallo Slai Cobas ad un repentino cambiamento di strategia in ‘zona cesarini’ ammettendo finalmente, anche se all’ultimo minuto, che…”il deficit tenico-impiantistico impedisce la produzione in qualità e quantità” (è della scorsa settimana l’ennesima e dettagliata denuncia in Procura presentata dallo Slai Cobas sui gravi infortuni serial e la continua esposizione dei lavoratori a rischi mortali), il cosiddetto ‘piano Marchionne’ si sta svelando come l’ennesimo Bluff per scaricare ancora una volta sui lavoratori le note ‘magagne aziendali’, ridimensionare livelli occupazionali ed ancora attingere a piene mani a multimiliardari finanziamenti pubblici (finanziamento corsi di formazione e prospettati accordi di programma): già nel 2003 la Fiat varò il ‘piano di sviluppo’ che prevedeva il riammodernamento impiantistico e la reingegnerizzazione di Pomigliano per dare l’avvio alla produzione dell’intera gamma Alfa Romeo. Circa 2,5 miliardi di euro allora stanziati per una ristrutturazione mai avvenuta. Ed oggi si ‘ricomincia da capo’ con un piano fumoso e senza alcuna attendibilità tecnica. Infatti, nessuno, né azienda, ne ‘sponsor’ sindacali, garantisce il rientro certo dei 5,000 addetti Fiat e dei 2000 addetti alle terziarizzate per il 3 marzo 2008. facile prospettare invece una cassa integrazione per un periodo presumibile di circa 15 mesi. Lo Slai Cobas ed i lavoratori non staranno a guardare!

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo - Pomigliano d’Arco, 10/12/2007


Piano Marchionne: nuovo coniglio dal cappello
Fiat per ridimensionare e melfizzare la fabbrica

Chiudono la fabbrica per due mesi ( e poi…?!) per ristrutturarla e nel frattempo spedire i lavoratori ad un “severo” corso di formazione-farsa per insegnargli ad… avvitare i bulloni (mentre i funzionari della giunta Bassolino sono sotto inchiesta per la tangentopoli della formazione professionale). Grazie alle lotte dello Slai Cobas in questi anni sono sempre stati rispediti al mittente i tentativi Fiat di addossare sui lavoratori le note magagne impiantistiche: è dei giorni scorsi una nuova e dettagliata denuncia in Procura presentata dallo Slai Cobas sugli infortuni-serial e la continua esposizione degli operai a rischi anche mortali. Oggi Marchionne è costretto ad accusare il colpo e raddrizzare il tiro e a ‘confessare’ che le magagne impiantistiche in fabbrica ci sono e sono il principale motivo per cui non si riesce a produrre in quantità e qualità.

Se la stessa Fiat è costretta ad ammettere il grave deficit impiantistico e le gravi colpe aziendali, che senso ha la pretesa di mandare a i lavoratori a ‘severi corsi di formazione’? Ma quante decine di milioni di euro di finanziamenti pubblici saranno stanziati per questi corsi?! Alcuni anni fa la Fiat già incassò 110 milioni di euro per corsi di formazione-farsa in tutto il gruppo (anche a Pomigliano). E gli accordi di programma previsti con Regione Campania e sindacati confederali quante centinaia di milioni di euro di soldi pubblici a ‘perdere’ porteranno all’azienda? Per Termini Imerese la Fiat chiede 700 milioni di Euro, a Termoli la Fiat ha già incassato 480 milioni di euro (80% all’azienda ‘madre’ ed il resto a aziende terziarizzate e collegate). Quanti soldi ha incassato per Pomigliano nel 2003 e che fine hanno fatto i 2,5 miliardi di euro stanziati per riammodernamenti impiantistici mai avvenuti come confessa oggi candidamente Marchionne?
Che senso ha prospettare la <Melfizzazione alla giapponese> (Toyotizzazione), con lavoro a ciclo continuo notturno e festivo per produrre volumi che possono benissimo essere realizzati con gli attuali 2 turni su 5 giorni e senza incremento dei ritmi di lavoro oggi già insostenibili se l’azienda aggiusterà gli impianti?!

Questo piano lo abbiamo già visto all’Alfa di Arese!

Cominciò come oggi a Pomigliano: dopo il regalo dell’Alfa alla Fiat fatto nel 1986 da Prodi, allora presidente dell’IRI, la Fiat ottenne - con l’aiuto dei sindacati confederali - la chiusura ‘momentanea’ dell’Alfa Arese ( lo chiamarono l’<arrocco>) per ristrutturazione. Poi, invece del ‘previsto’ rientro buona parte dei lavoratori fu messa in cassa integrazione in una ristrutturazione senza fine che in questi anni ha comportato un multimiliardario business speculativo per la Fiat con l’aggiunta di un malloppo stimato in oltre 1000 miliardi di finanziamenti pubblici regalatigli per… chiudere la fabbrica. Oggi infatti la Fiat, complici istituzioni locali e nazionali e FIOM-FIM-UILM, sta facendo di tutto per ‘liberarsi’, coi licenziamenti, degli 800 operai che hanno resistito strenuamente per la difesa del posto di lavoro (con le lotte condotte con lo Slai Cobas - primo sindacato in fabbrica) e dei 1.500 precari addetti nell’area di Arese: 2 milioni e 350.000 m.q.da trasformare in alberghi serviti dalla metropolitana di Milano per l’Expo 2015.

NON LO CONSENTIREMO!

Giovedì 6 dicembre, durante la sosta, box ristoro centrali, INFORMATIVA:
• 1° sosta al centro del montaggio 147
• 2° sosta al centro del montaggio 159

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 6/12/2007


Comunicato stampa

SCIOPERO METALMECCANICI

FIAT POMIGLIANO: FALLISCE LO SCIOPERO DI FIOM-FIM-UILM E LA MANIFESTAZIONE DI RINALDINI A NAPOLI

Nonostante i ‘picchetti anomali’ messi in atto dai sindacalisti confederali che stamattina - nel tentativo di tenere materialmente fuori dalla fabbrica i lavoratori contro la loro volontà - hanno parcheggiato le loro vetture ostruendo i viali d’ingresso al parcheggio centrale della Fiat Alfa Romeo di Pomigliano d‘Arco, le tute blu della Fiat e della miriade di collegate aziende terziarizzate hanno disertato in massa lo ‘sciopero contro se stessi’ indetto da FIOM-FIM-UILM in appoggio alla trattativa in corso sul contratto-bidone dei metalmeccanici: il 50% degli operai si è recato al lavoro, il 20% è in mutua, il 5% in permessi personali, ed appena il 25% ha aderito allo sciopero. Stessa sorte è toccata alla manifestazione con corteo prevista a Napoli stamattina con partenza alle ore 9.30 da piazza Municipio e conclusione a piazza dei Martini con comizio di Rinaldini (il segretario generale Fiom inviso ai lavoratori dell’Alfasud perché lo scorso anno appoggiò la Fiat negli 8 licenziamenti illegittimi messi in atto contro lo Slai Cobas). All’appello per la manifestazione di stamattina invece dei 10.000 lavoratori ‘preventivati’ dalla Fiom e dagli altri sindacati confederali hanno risposto solo in poche decine, in prevalenza funzionari sindacali esterni ai luoghi di lavoro, il corteo non si è potuto fare e a piazza dei Martiri più che un comizio si è tenuta una ‘chiacchierata di famiglia tra sindacalisti di mestiere’ con gli operai in fabbrica al lavoro in segno di chiara protesta contro la concertazione sindacale di FIOM-FIM-UILM ed e gli accordi a perdere sponsorizzati dal governo Prodi.

Gli stessi lavoratori che, a Pomigliano, hanno partecipato in massa (con adesioni del 60%) allo sciopero generale dello scorso 9 novembre indetto dallo Slai Cobas ed altri sindacati di base, oggi hanno scelto di disertare lo sciopero protestando contro FIOM-FIM-UILM e la loro piattaforma contrattuale che, in sintonia con il quadro politico Prodiano ed il recente accordo su precarietà, welfare e pensioni (imposto d’arbitrio e con referendum-truffa a milioni di lavoratori e pensionati) promette ulteriori e pesanti sacrifici per gli operai metalmeccanici a vantaggio dei profitti aziendali con irrisori aumenti salariali (meno di una tazzina di caffè al giorno) e peggioramento delle condizioni di lavoro (meritocrazia, paghe di posto, restaurazione del cottimo collettivo ed ulteriore precarietà e flessibilità).

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 16/11/2007


Comunicato stampa

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

DOMANI LO SLAI COBAS PREVEDE LA FORTE ADESIONE DEGLI OPERAI DELLA FIAT DI POMIGLIANO ALLO SCIOPERO GENERALE DI 24 ORE DEI SINDACATI DI BASE CONTRO IL GOVERNO PRODI-MONTEZEMOLO

LO SLAI COBAS LANCIA L’ALLARME: A CAUSA DELLE NOTE MAGAGNE TECNICO-IMPIANTISTICHE SI PROSPETTA IL CROLLO PRODUTTIVO E CASSA INTEGRAZIONE NEL 2008 PER I LAVORATORI FIAT POMIGLIANO IN CONTINUITA’ CON I 3.135 LICENZIAMENTI MESSI IN ATTO DALL’AZIENDA CON SOLO RICORSO ALLA MOBILITA’ NEGLI ULTIMI SETTE ANNI.

In forte salita i sondaggi tra gli operai in relazione all’adesione allo sciopero generale di 24 ore indetto per domani dallo Slai Cobas e da tutte le altre sigle del sindacalismo di base. Nelle assemblee a ‘tappeto’ di reparto svolte in questi giorni a ‘tappeto’ dallo Slai Cobas durante i 20 minuti di sosta collettiva in tutti i capannoni ed in ogni turno ieri davano un ‘gradiente’ di volontà di sciopero dei lavoratori del 50%, percentuale destinata a salire (AL 60-70%) nella giornata di oggi in cui proseguono le fitte assemblee nel primo e nel secondo turno di informativa sulla necessità di costruire una forte opposizione sociale e politica al governo di ‘centrosinistra & Confindustria’ ed alla collegata concertazione dei sindacati confederali a danno dei lavoratori e della povera gente.

Intanto i numeri dicono che: negli ultimi 7 anni (dal 2001 al 2007) la Fiat dei Pomigliano ha fruito senza soluzione di continuità di innumerevoli procedure di mobilità per un totale di 1.925 licenziamenti con ‘accompagnamento’ alla pensione tramite la cassa integrazione. Nello stesso periodo le aziende terziarizzate (Stola sud, Logint, D.H.L., Magneti Marelli, Novafero, Lifi, Autostamp, La Fenice, De Vizia) cui la Fiat aveva ceduto negli anni scorsi parti di processo produttivo e lavoratori collegati, hanno fruito di 1.210 licenziamenti con messa in mobilità e prepensionamenti, il tutto a carico di finanziamenti pubblici: in totale negli ultimi 7 anni vi è stato un uso improprio degli ammortizzatori sociali (sempre con le stesse fumose motivazioni) per un totale di 3.115 lavoratori,a fronte di un esiguo numero di assunzioni interessanti giovani lavoratori precari. Lo sfascio impiantistico e tecnologico degli impianti e dei centri direzionali messo in atto in questi anni dalla Fiat a Pomigliano ha fatto si che oggi, per ogni 100 vetture prodotte, 94 sono scartate per difetti di lastratura e/o verniciatura e/o incomplete per mancanza di particolari da montare dato il fallimento del “just in time”. Il tentativo aziendale di sopperire alle carenze impiantistiche con l’innalzamento dei ritmi di lavoro ha fatto si che ormai la percentuale di operai ammalati da evidenti sintomi di patologie professionali da sforzo prolungato sulle catene di montaggio sia arrivata al 40%. Dei due miliardi e mezzo di euro (nell’ordine di 500 milioni all’anno) da investire nel quinquennio 2003/2007 per… ”garantire la missione produttiva della gamma Alfa a Pomigliano con iniziative finalizzate a ricerca, sviluppo, innovazione ed ingegnerizzazione delle nuovi produzioni”, previsti dagli accordi sindacali del 24 aprile 2003 con Fiat ed Unione degli Industriali di Napoli e l’avallo dei massimi vertici delle istituzioni della Campania, si è perso ogni traccia. Nel 2008 la produzione prevista a Pomigliano sì aggirerà a scarse 500 vetture a fronte del circa 730 vetture mediamente prodotte nel 2007: poiché due più due fa quattro: ci sarà un proporzionale ricorso a massicce ‘dosi’ di cassa integrazione mensile che falcidieranno i già miseri salari dei lavoratori resi ancor più ‘leggeri’ dalle manovre del governo Prodi-Confindustria-CGIL-CISL-UIL. E’ anche per questo che la partecipazione operaia allo sciopero di domani acquisterà ‘ampia valenza nell’immediato e di prospettiva specifica e generale’.

Slai Cobas – coordinamento provinciale di Napoli – Pomigliano d’Arco, 8/11/2007


FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

Comunicato stampa

  • IL TRIBUNALE DI NOLA CONDANNA LA FIAT PER LE MULTE DI ‘SCARSO RENDIMENTO’ IRROGATE A UN LAVORATORE ‘RCL’ (RIDOTTA CAPACITA’ LAVORATIVA PER MOTIVI DI SALUTE) IMPOSSIBILITATO A SVOLGERE LE MANSIONI ASSEGNATE: LO SLAI COBAS RISPEDISCE AL MITTENTE LE ACCUSE DI MARCHIONNE E NE CONDANNA LA ‘STRATEGIA DELLA TENSIONE’

  • ANCORA FISCHI E CONTESTAZIONI DEI LAVORATORI AI SINDACATI CONFEDERALI NELLE ASSEMBLEE GENERALI DI STAMATTINA: MOLTI I LAVORATORI SCHIERATI PER L’ASTENSIONE DALLE OTTO ORE DI SCIOPERO INDETTE DOMANI DA FIOM-FIM-UILM

  • SEQUESTRI GIUDIZIARI ALLA DATITALIA PROCESSING PER OLTRE 500.000 EURO PER RISARCIRE I LAVORATORI

  • DOMANI ASSEMBLEA OPERAIA A NAPOLI DELLO SLAI COBAS

Lo scorso 17 ottobre, la dott.ssa Stefania Basso, in funzione di giudice del lavoro del Tribunale di Nola, ha accolto le tesi sostenute dall’ufficio legale Slai Cobas ( avv. Arcangelo Fele) e dichiarato l’illegittimità delle sanzioni disciplinari irrogate ad un lavoratore ammalato condannando la Fiat al pagamento delle spese legali. Soddisfazione per l’importante sentenza esprimono il sindacato ed i lavoratore interessato. Si tratta di Felice De Cicco, operaio addetto al montaggio carrozzeria dell’Alfa 147, che si è visto annullare dalla magistratura le tre ore di multa somministrategli dalla Fiat per costringerlo a svolgere un lavoro che poteva esporlo all’aggravamento delle sue già precarie condizioni fisiche consistenti in gravi lesioni osteo-tendinee del tronco. I provvedimenti disciplinari per scarso rendimento lavorativo si contano a centinaia in fabbrica, ed in più di un caso, (per ‘recidiva’, cioè l’accumularsi nel tempo di ripetute sanzioni disciplinare della stessa tipologia) hanno portato al licenziamento di lavoratori ammalati. “Questo, In una fabbrica”, dichiara lo Slai Cobas, “dove si verifica una media superiore del 600% - se riferita alla media nazionale - delle patologie da lavoro (lesioni muscolari ed osteo-tendinee) derivate dalla ripetitività forzata delle operazioni svolte alla catena di montaggio connesse agli insopportabili ritmi di lavoro. In soldoni, a Pomigliano, sono oltre 2000 i lavoratori divenuti invalidi alle catene di montaggio in questi anni e sofferenti per ernie discali, tendiniti, epicondiliti, tunnel carpali ecc. Gli accertamenti specialistici, con relative perizie medico legali che, a proprie spese, lo Slai Cobas sta facendo effettuare a ‘campionatura’ dai propri tecnici ai singoli lavoratori confermano l’elevatissimo dato di nocività delle linee di montaggio. Dopo un lungo ed intenso lavoro oggi siamo in grado di dimostrare ‘scientificamente’ il diretto rapporto causale tra lavoro svolto e patologia accusata dai lavoratori. E’ questa la risposta che intendiamo dare all’a.d. della Fiat Marchionne che sta lanciando sui media una strumentale campagna stampa contro i lavoratori per coprire le magagne impiantistiche aziendali. Come la “strategia della tensione” innescata ad arte dalla Fiat e relativa al ‘sabotaggio’ di decine di vetture. Ai fini dell’efficacia delle indagini, suonare la grancassa sulla stampa come ha fatto la Fiat significa scegliere di vanificare ogni possibilità di risalire ai ‘veri’ colpevoli: è evidente che all’azienda non interessa scoprire i colpevoli (chissà perché) ma solo gettare fango sull’insieme dei lavoratori”.

Lo Slai Cobas che stamattina ha disertato le assemblee di fabbrica indette da Fiom-Fim-Uilm e convocato gli iscritti nella propria sede sindacale in azienda per organizzate l’assemblea operaia che si terrà domani a Napoli – Sala Gemito – ore 16.00, dove tra l’altro saranno presentati alla stampa dettagliati dossier sia sulla reale situazione tecnico-impiantistica-sanitaria alla Fiat di Pomigliano che sulla ex Datitalia Processing di Napoli e Arzano, sottoposta a sequestri giudiziari per oltre 500.000 euro dallo Slai Cobas per risarcire i lavoratori costretti ad anni di cassa integrazione illegittima.

Slai Cobas – coordinamento provinciale di Napoli – Pomigliano, 29/10/2007


Comunicato stampa

Fiat Auto Pomigliano

SCOCCA PRECIPITA SU POSTAZIONE DI LAVORO: INCOLUME L’OPERAIO. POTEVA SCAPPARCI IL MORTO
NUOVA DENUNCIA IN PROCURA DELLO SLAI COBAS

L’inquietante episodio, è accaduto stamattina alle ore 06.40 al capannone del montaggio dell’Alfa 147: una scocca proveniente dalla verniciatura si è distaccata dalle bilancelle di traslazione precipitando a ‘carambola’ dalla rampa di discesa sul reparto - da diversi metri di altezza - sulla sottostante postazione di lavoro n. “9” dove si effettuano le operazioni di allestimento dei cablaggi elettrici ai pianali-vettura. Fortuitamente incolume - tranne che per il grosso spavento - il sig. C.V. (l’operaio addetto al cablaggio-pianali) salvato dall’urto casuale della scocca sugli armadi metallici contenenti gli attrezzi in uso nel reparto: la vettura si è rimbalzata fermandosi ribaltata all’interno del varco-tecnico (foto su www.slaicobas.it) all’interno del varco tecnico. Per un pelo non c’è scappato il morto!

Analoghi incidenti (con caduta scocche sulle postazioni di lavoro) avvengono da anni anche alla rampa di risalita scocche dello stesso reparto. Caduta di scocche e pezzi di catena di montaggio sulle postazioni di lavoro fanno parte di incidenti-serial che avvengono con cadenza settimanale e sono chiaramente dovuti all’incuria aziendale ed al mancato riammodernamento e messa in sicurezza degli impianti, che restano quelli - ormai fatiscenti - di 35 anni fa nonostante i sostanziosi finanziamenti pubblici erogati all’azienda senza alcun controllo. Sono queste le cause che determinano lo sfascio impiantistico e produttivo della Fiat Alfa Romeo di Pomigliano, e non, come vorrebbe far credere l’azienda con una ‘pelosa’ campagna mediatica, <l’assenteismo e gli scioperi>. Dopo i ‘ratti in mensa’ (www.slaicobas.it) è appena della scorsa settimana la rottura dell’impianto di ‘traballamento’ al montaggio Alfa 159, con le vetture trascinate a mano pericolosamente per tre giorni (dal martedì al giovedì) nelle corsie interne di circolazione mezzi e sottoposte a alla convergenza-ruote senza il necessario assestamento meccanico: “Marchionne… ma ci fai o ci sei!?”: lo Slai Cobas nello stigmatizzare le strumentalizzazioni in atto della Fiat che cerca maldestramente di scaricare sui lavoratori precise colpe aziendali preannuncia un’ulteriore denuncia in Procura per le gravi e strutturali violazioni antinfortunistiche ed igienico-sanitarie nonché le necessarie iniziative sindacali utili alla messa in sicurezza degli ambienti di lavoro ed al necessario riammodernamento impiantistico.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 17/10/2007


Referendum-welfare: consenso truccato alle politiche dell’asse Prodi-Montezemolo-Cgil-Cisl-Uil
e una ‘foglia di fico’ per la sinistra ‘radicale’ e la Fiom:

la banana republic della democrazia confederale

CGIL-CISL-UIL sottraggono il voto ad ogni controllo ‘terzo’ nel chiuso delle sedi sindacali e infilano mazzi di schede false nelle cosiddette ‘urne’ per millantare la ‘vittoria dei si’. Un risultato autocertificato a ‘voce’ e senza alcun riscontro in relazione alla partecipazione ed alla volontà di quella stessa minoranza (il 15% di 36milioni di lavoratori e pensionati) che, ‘assicurano’ i confederali (qualcuno ci crede?!) si sarebbe recata alla urne scegliendo il ‘si’.

NEMMENO NELLE REPUBBLICHE DELLE BANANE SI VOTA COSI’!

Sponsorizzato con enfasi asmatica da Prodi e magnificato da Montezemolo e dalle forze collegate, il broglio elettorale è funzionale al salvataggio dell’asse della concertazione antioperaia (Governo-Confindustria-Cgil-Cisl-Uil) dall’irreversibile crisi di rappresentanza politica e sociale in cui versa, fornendo la ‘foglia di fico’ alla finta opposizione della cosiddetta ‘sinistra radicale’ (smentita dallo stesso Bertinotti che da ex sindacalista FIOM dichiarava di possedere “l’esperienza sindacale per predire la certa vittoria dei si” (e Bertinotti di brogli se ne intende!). La Fiom col ‘fiato sul collo’ dei lavoratori delle grandi e medie fabbriche cerca di strumentalizzare la protesta per rifarsi una ‘verginità-impossibile’ (data l’età e le condizioni): un sindacato contro le scelte di governo e padroni organizza gli scioperi e non li sostituisce con i referendum consultivi!

Intanto sono in corso le trattative per il CCNL metalmeccanici su flessibilità, precarietà, merito, paghe di posto e melfizzazione, con turni a ciclo continuo e sabato lavorativo: anche a Pomigliano, con FIM-UILM-FISMIC-UGL, la FIOM ha dato disponibilità all’accordo di melfizzazione, facendo sponda al tentativo Fiat di addossare le colpe dello ’sfascio’ sui lavoratori, accusati su stampa e TV di essere ‘fannulloni, assenteisti e sfaticati’: non chiedono conto alla Fiat dei 2,5 miliardi di euro stanziati per il 2003/2007 per un ‘ammodernamento impiantistico mai avvenuto! Dopo i ratti in mensa (www.slaicobas.it e you tube) è di questi giorni l’invasione di mosche in mensa e nei servizi igienici. Continua a rompersi pezzi la catena di montaggio: ultimo il traballamento in 159 con le vetture trasportate a mano e sottoposte a ‘convergenza ruote’ senza ‘assestamento’.

Questo scempio della democrazia sindacale e di quella politica perpetrato dai sindacati confederali collegati al governo di Prodi e della Fiat, e lo stato di precarietà e sfruttamento estremo in cui versano i lavoratori, costringono oggi tutti a porsi seriamente la necessità di ‘voltare pagina’, cominciando da subito ad organizzare la mobilitazione per lo sciopero generale del 9 novembre 2007 contro il governo della concertazione e l’accordo su welfare e pensioni, tutti i licenziamenti politici e per le tutele lavorative ed occupazionali in fabbrica, preceduto il 30 ottobre da una assemblea pubblica a Napoli dei lavoratori dell’Alfasud.

Slai Cobas Fiat e terziarizzate Pomigliano - coordinamento provinciale di Napoli - 12/10/2007


Vittoria dei no al referendum sul protocollo del 23/07/07 alla CNH di Modena

Risultati referendum accordo 23 luglio 2007 alla CNH di Modena

Urna 1 (notte)
NO 45
SI 17
BIANCHE 0
NULLE 5

Urna 2
NO 115
SI 50
BIANCHE 3
NULLE 1

Urna 3
NO 88
SI 69
BIANCHE 0
NULLE 1

Urna 4
NO 99
SI 39
BIANCHE 1
NULLE 0

Urna 5 impiegati
NO 22
SI 41
BIANCHE 1
NULLE 0

Urna 6 interinali e Rep. fili
NO 68
SI 30
BIANCHE 0
NULLE 3

totale
NO 437
SI 246
BIANCHE 5
NULLE 10

Le nulle erano tutte per il no.

Su 1057 aventi diritto al voto, sono 698 i votanti

Schiacciante vittoria dei no al referendum, grazie al lavoro svolto dallo SLAI COBAS E DALLA RETE 28 APRILE sia nelle assemblee che nei volantinaggi.
Malgrado la campagna mediatica di supporto del Governo e dei sindacati confederali.

10 ottobre 2007


Comunicato stampa

ASSEMBLEE-WELFARE ALLA FIAT ALFA ROMEO – POMIGLIANO
BOCCIATO IL PROTOCOLLO ANCHE NELLE ASSEMBLEE DEL SECONDO TURNO

Come già avvenuto per le assemblee del primo turno e di quello centrale, anche nelle assemblee del 2° Turno, svoltesi in fabbrica dalle ore 15.30 alle 16.30, i lavoratori hanno bocciato l’infame protocollo sul welfare, con voto pubblico e palese e per alzata di mano, approvando all’unanimità (nessun contrario, nessun astenuto) la stessa mozione dello Slai Cobas già deliberata dalle assemblee di stamattina, presentata anche stavolta da Luigi Aprea, delegato RSU dello Slai Cobas.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 5/10/2007


Comunicato stampa

Fiat Alfa Romeo Pomigliano

RATTI IN FABBRICA: LO SLAI COBAS FA CHIUDERE I LOCALI MENSA E PREDISPONE DENUNCE IN PROCURA ED AI NAS: IL FILMATO “FIAT TOPO IN MENSA” SUL SITO YOU TUBE.

CONTROFFENSIVA SLAI COBAS SULLE REALI CAUSE CHE STANNO PORTANDO ALLO SFASCIO IMPIANTISTICO E PRODUTTIVO LO STABILIMENTO DI POMIGLIANO-

POLEMICHE ALLE STELLE TRA SLAI COBAS E SINDACATI CONFEDERALI ANCHE IN OCCASIONE DEL REFERENDUM-FARSA SUL WELFARE: E’ GESTITO ED AUTOCERTIFICATO DA QUEGLI STESSI SINDACATI CHE LO HANNO FIRMATO. ALTRO CHE CONFLITTO DI INTERESSE. NEMMENO NELLE REPUBBLICHE DELLE BANANE SI E’ MAI VOTATO COSI’. L’ESITO GENERALE SARA’ IL SI ‘AIUTATO’ DAI BROGLI ELETTORALI

“La colpa è della Fiat se non si riesce a produrre le vetture Alfa Romea in quantità e qualità a Pomigliano: i reparti sono fatiscenti, vecchi di quasi 40 anni. la fabbrica se ne sta cadendo a pezzi, il 60% degli addetti al montaggio soffre di gravi patologie professionali invalidanti”… “il tentativo della Fiat di scaricare sui lavoratori le gravi colpe aziendali dello sfascio impiantistico e produttivo in cui versa la fabbrica troverà ‘pane per i suoi denti”: i lavoratori e lo Slai Cobas sanno ribaltare e ‘spedire al mittente’ le strumentali accuse sugli “operai fannulloni che farebbero troppi scioperi e malattia”.

Che fine hanno fatto i 2,5 miliardi di euro (nell’ordine di investimento di 500 milioni all’anno per il quinquennio 2003/2007) per garantire la missione produttiva della gamma Alfa a Pomigliano, ricerca, sviluppo, innovazione ed ingegnerizzazione delle nuove produzioni”, previsti dagli accordi sindacali firmati il 24 aprile 2003 all’Unione degli Industriali di Napoli alla presenza del presidente della regione Campania Antonio Bassolino? Le istituzioni locali e nazionali, ed i sindacati confederali hanno il coraggio e la dignità di chiedere conto alla Fiat dell’insieme dei multimiliardari finanziamenti pubblici erogatigli “a perdere” (inclusi quelli della comunità europea) nel corso di questi anni? Qualcuno ha il coraggio e la dignità di chiedere: “chi si è messo in tasca miliardi di euro di finanziamenti pubblici - a carico della collettività - per investimenti tecnologici ed impiantistici mai fatti e per smantellare la fabbrica?!
Preannunciate dal sindacato inoltre prossime iniziative di protesta dei lavoratori ed ulteriori di denunce in Procura per all’altissimo tasso di patologie professionali invalidanti tra gli addetti alle catene di montaggio ed mancato riammodernamento e messa in sicurezza degli impianti a fronte dei finanziamenti pubblici fruiti dall’azienda nonché in relazione alle gravi e strutturali violazioni degli obblighi datoriali sulla prevenzione sanitaria ed antinfortunistica.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 4/10/2007


GLI OPERAI NON SI FARANNO CALARE LE BRACHE DA
FIOM-FIM-UILM … NE’ DAI RICATTI DELLA FIAT

E’ sotto gli occhi di tutti: gli impianti sono fatiscenti, vecchi di 40 anni, e cadono a pezzi! Le conosciute ‘strozzature’ tecniche diffuse in ogni reparto (Lastrosaldatura, verniciatura, montaggio, aree stoccaggio ed approvvigionamento materiali) impediscono la realizzazione dei volumi produttivi e quella di adeguati standard di qualità, nonché la lineare programmazione dei mix vettura.

E’ di appena ieri, alle 13.00 circa, che i massimi dirigenti aziendali, convocati dallo Slai Cobas, hanno passato oltre un’ora a caccia dei topi che hanno invaso i locali mensa del CS 2. L’episodio, che dà il senso del ‘degrado totale’ in cui hanno precipitato la fabbrica, è stato immortalato sui telefonini dagli esterrefatti lavoratori tedeschi delle ditte esterne, nonché da numerosi operai presenti.

  • Ma è mai possibile che ogni 100 vetture prodotte ci sono percentuali di scarto del 94% per difetti o mancanza di particolari…?! Qualcuno può forse onestamente imputare ai lavoratori questo gravissimo deficit tecnico-impiantistico…?!

  • Che fine hanno fatto i due miliardi e mezzo di euro (nell’ordine di 500 milioni all’anno) da investire nel quinquennio 2003/2007 …“per garantire la missione produttiva della gamma Alfa con iniziative finalizzate a ricerca, sviluppo, innovazione ed ingegnerizzazione delle nuove produzioni”, previsti dagli accordi sindacali presso l’Unione degli Industriali di Napoli del 24 aprile 2003 presenti i massimi vertici della regione Campania?

  • Qualcuno ha il coraggio e la dignità di chiedere conto alla Fiat dell’insieme dei multimiliardari finanziamenti pubblici erogatigli in questi anni dalle compiacenti istituzioni locali e nazionali, e dalla comunità europea?! Qualcuno ha il coraggio e la dignità di chiedere: “chi si è messo in tasca miliardi di euro per investimenti mai fatti”?!

In questi anni i sindacati confederali, i partiti politici e le collegate istituzioni sono stati complici dell’inquietante ‘malaffare industriale’ che sta portando allo sfascio l’Alfa di Pomigliano: ed ancora coprono il maldestro ed indegno tentativo aziendale di addossare le colpe dello sfascio ai lavoratori (‘accusati’ su stampa e TV dalla Fiat di essere “fannulloni e lavativi, assenteisti e sfaticati”! E ancora concordano impossibili aumenti di ritmi già insostenibili (che in questi anni hanno procurato nel 60% degli addetti al montaggio gravi patologie professionali e invalidanti da sforzo prolungato), ancora ripropongono la ‘melfizzazione’ col sabato lavorativo fisso sui due turni, ed il notturno.

Un sindacato degno di questo nome non dovrebbe coprire l’azienda a spese degli operai (pregiudicandone e precarizzandone la vita lavorativa e sociale) ma inchiodare la Fiat alla sue gravi responsabilità a partire dall’incontestabile fatto che: i lavoratori hanno già dato ed oggi ‘devono avere’! La produzione richiesta si può fare su due turni per 5 giorni settimanali, recuperando il malloppo ‘desaparecido’ di 2,5 miliardi di euro per ammodernare e mettere in sicurezza finalmente gli impianti.

Giovedì 4 ottobre ASSEMBLEE durante la sosta

primo turno:
• 1° sosta al centro della 147
• 2° sosta al centro della 159

secondo turno:
• 1° sosta al centro della 147

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 4/10/2007


FIAT DI TERMOLI:
SE NON TI PIEGHI… TI LICENZIO

Licenziamenti, flessibilità, precarietà, contratti-bidone, accordi di ‘luglio,’ delocalizzazioni: smantellano i diritti sindacali e materiali dei lavoratori con la concertazione e l’appoggio dei governi di centrodestra e centrosinistra.

Sabato 29 settembre, ore 10.00 - sala consiliare del comune di Termoli

ASSEMBLEA NAZIONALE
LAVORATORI FIAT E METALMECCANICI

CONTRO I LICENZIAMENTI E INTIMIDAZIONI PER
UN LAVORO STABILE, SALARIO E DIRITTI

  • Luigi Cravero dello Slai Cobas licenziato dalla Fiat Powertrain di Termoli per l’opposizione all’intensificazione dei ritmi di lavoro;

  • Domenico Martelli dello Slai Cobas, licenziato dalla Ecocall di Vazzano (Vibo Valenzia) per le ferite invalidanti da arma da fuoco riportate sventando un attentato mafioso durante il turno di notte, a pochi mesi dalla reintegra al lavoro disposta dal tribunale è stato ri-licenziato per …’ inidoneità al lavoro’;

  • Stefano Federici dello Slai Cobas licenziato dalla Gepin-Datitalia di Napoli per l’opposizione allo smantellamento impiantistico

  • Franco Zanon della Fiom licenziato dalla Saceccav di Desio per l’opposizione allo smantellamento impiantistico;

  • Iose Dioli animatore dello sciopero dell’Orto Mercato di Milano che ha subito (da parte della mafia che gestisce il mercato comunale) a scopo intimidatorio, pochi mesi, fa un tentativo incendiario dell’abitazione dove vive coi familiari;

  • Carmela Tassone e Vincenzo Lilliu, delegati Slai Cobas dell’Alfa Romeo di Arese, pestati in fabbrica da un “guardiano paramilitare”.

Forte dell’asse Prodi-Montezemolo-CGIL-CISL-UIL il padronato estende licenziamenti e intimidazioni dalla Fiat alle altre fabbriche per imporre pace sociale, precarietà e bassi salari. All’accordo sul welfare, i contratti dei chimici e del pubblico impiego, segue la trattativa dei metalmeccanici su orari, paghe di posto e meritocrazia. Alle delocalizzazioni produttive in Polonia (Fiat 600 e nuova 500, motori diesel) segue l’intesa Fiat- Chery per la produzione Alfa Romeo in Cina (e lo smantellamento di Arese e Pomigliano) e la produzione e commercializzazione di 100.000 motori all’anno (c.c.1.600 e 1.800 ) in Europa.
Come lavoratori slai cobas, con l’appoggio di molti lavoratori, e organismi sociali e politici, abbiamo già contrastato con successo la Fiat - apripista in Italia della ristrutturazione globale - sui precedenti licenziamenti di Termoli e Pomigliano. La lotta per il rientro al lavoro di tutti i licenziati politici è ‘interesse concreto’ di ogni organismo di resistenza sociale e politica per la ‘reale’ opposizione alle politiche economiche e di guerra dei governi e padronato.

LAVORO STABILE - SALARIO - DIRITTI
NO AI LICENZIAMENTI

SLAI COBAS
Coordinamento nazionale e Prov. Campobasso - Termoli


LAVORO STRAORDINARIO
TERMOMETRO DI DEMOCRAZIA O DI MISERIA???

la massiccia presenza al sabato di volontari e non, per noi è un eloquente dimostrazione del progressivo impoverimento della classe operaia, grazie anche al vostro interessato contributo.

Tra le fila dei ministri e dei parlamentari aumentano i sindacalisti (ex) ben foraggiati dai padroni mentre agli operai sono aumentati gli anni di lavoro, la precarietà, morti e feriti (UNA ECATOMBE), manca solo l'art. 18: ci penserà Veltroni?

Là dove (FIOM) è massiccia la presenza operaia lo scontro con i vertici sindacali è sempre più evidente a testimonianza della fondatezza della nostra posizione e della vostra “democrazia”.
(LA CASTA 2)

Finché ci saremo, ci opporremo alle vostre manovre tendenti ad aumentare gli straordinari (decontribuzione) riducendo salari e occupazione.

Complimenti per l'impiego delle informazioni fornite dall'Azienda per usarle contro gli operai a ulteriore testimonianza delle complicità e del vostro ruolo assunto all'interno dell'azienda (FUNZIONARI).

SE CI FOSSE GRILLO DIREBBE:
FIM, FIOM UILM E FISMIC VAFFAAAN..........OOOOOOOOOOO

RSU SLAI COBAS CNH MODENA

21/09/2007


QUESTI GIUDA CI HANNO SVENDUTI PER 30 DENARI

Le RSU in azienda hanno firmato l'ennesimo accordo per ulteriori 2 sabati straordinari.

È un film che ripropongono ciclicamente, stavolta c'è la variante dell'elemosina di 30 euro lordi.

Anche il pretesto è sempre quello.

Sabati in cambio di assunzioni e calendario di fine anno.

  1. Con le dimissioni di molti e il raggiungimento della pensione di altri, se l'azienda vuole produrre dovrà pure assumere o no?

  2. La comunicazione del calendario di chiusura di fine anno ha scadenza ad ottobre da contratto (firmato da loro).

Mentre televisione e giornali danno risalto allo strappo prodottosi tra FIOM e CIGL sul rifiuto della FIOM di firmare l'accordo sulle pensioni e i lavori usuranti nelle fabbriche le nostre RSU, FIOM in testa firmano incodizionatamente l'incremento dello sfruttamento.

Ma ormai di cosa possiamo più stupirci?

Dobbiamo resistere.

Lo sciopero è un mezzo di resistenza contro i padroni e chi li supporta.

Difendiamo i nostri interessi e i nostri bisogni.

Perciò :
dichiariamo sciopero di 8 ore
nei giorni 15 - 22 - 29 di settembre e 6 di ottobre.

RSU SLAI COBAS CNH MODENA

12/09/2007


dalla Sevel val di Sagro

non si muove foglia ...
che il "sindacato" non voglia!!!

... e continuiamo ad essere merce!

settembre 2007


FALLISCE LO SCIOPERO-BALNEARE DI ‘ORESTE SCALZONE’ ALLA FIAT POMIGLIANO

18% di assenteismo fisiologico di questi tempi e dato dalle condizioni climatiche e i giorni pre-ferie (in prevalenza per cassa mutua, il resto per permessi di ferie), e ‘zero % di adesioni’ allo sciopero indetto circa un mese fa da qualche ‘giovin cultore’ del pensiero del prof. Scalzone. E’ questo il ‘bilancio’ dell’ iniziativa di protesta furbescamente ‘congegnata’ circa un mese prima per oggi 3 agosto in coincidenza dell’ultimo venerdì prima delle ferie estive. Forse, se si fosse spostata la data al 15 agosto, magari poteva riuscire! A quando il prossimo sciopero di ‘Potere Operaio’ a Pomigliano… forse il 24 dicembre, alla vigilia di Natale?!

Siamo seri! La lotta operaia non è quella fatta a mezzo e. mail con scioperi virtuali (e dati falsi) diffusi su intenet!

Slai Cobas Fiat e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 3/8/2007


messaggi di solidarietà a Luigi Cravero

 


Solidarietà al compagno Luigi

Ancora una volta il Capitalismo affila i suoi denti aguzzi su un povero operaio.
Alla FPT di Termoli (ex Fiat), un attivista dello Slai-Cobas (membro del direttivo) viene colpito con la “massima pena” : LICENZIATO
Tempo fa il compagno veniva destinato ad un altro posto di lavoro, dove lui (causa problemi fisici “documentati”) per tre volte chiedeva di essere spostato, dicendo che non riusciva a tenere la produzione richiestagli.
Ma il suo capo ed il responsabile dell’Unità non ritenevano necessario spostarlo (evidentemente la produzione che per l’operaio sembrava poca, a loro andava bene).
Soltanto che pur non spostandolo, cominciarono le prime disapprovazioni tra lui e il capo.
Le venivano più volte contestate le sue assenze dal posto di lavoro (comunissime “pisciate”) che soltanto per lui venivano cronometrate.
Due furono le contestazioni seguite da provvedimenti disciplinari.
Sappiamo che una giusta causa o giustificato motivo possono dare effetto di licenziamento.
Il terzo provvedimento è causa quindi di licenziamento.
Pochi giorni fa il compagno Luigi ha avuto una lettera che testualmente:

“Le contestiamo formalmente il comportamento da Lei tenuto il giorno…… sul primo turno lavorativo, avente inizio alle ore 06.00 e termine alle ore 14.00, consistente nell’aver svolto il lavoro assegnatoLe con ingiustificata lentezza, nell’aver abbandonato il proprio posto di lavoro senza giustificazione né autorizzazione alcuna e nell’essersi rifiutato di svolgere il proprio lavoro rivolgendosi inurbanamente al suo Capo Unità, arrecando grave disguido all’organizzazione del lavoro della sua U.T.E. di appartenenza e provocando una fermata e relativa perdita produttiva, pari a 25 cambi.
Ella, infatti, addetto alla preparazione degli alberini retromarcia, dalle ore 06.00 alle ore 10.30 eseguiva il lavoro assegnatole con ingiustificata lentezza causando una fermata produttiva dei carrelli filoguidati, dalle ore 10.30 alle 10.40 e dalle 11.00 alle 11.15 della mancanza dei particolari da Lei non preparati. Abbandonava la propria postazione senza giustificazione né autorizzazione alcuna dalle ore 10.30 alle ore 10.40 e, al Suo ritorno in postazione, il suo responsabile di Unità, accompagnato dal Suo capo UTE, le contestava di aver eseguito la produzione con ingiustificata lentezza e la invitava a riprendere la preparazione degli alberini retromarcia al fine di evitare il prolungarsi della fermata produttiva dell’area montaggio cambi. Ella gli rispondeva proferendo la seguente frase: “fatteli tu”. Da quel momento, si rifiutava la mansione specifica ed inoltre dichiarava di voler star seduto sulla Sua postazione senza effettuare la produzione. Comportamento da Lei tenuto fino alle ore 11.15, inizio pausa refezione mensa. Infine, Lei risultava ingiustificatamente assente dalla Sua postazione di lavoro dalle ore 13.50 fino alle ore 14.00.
Detti comportamenti sono stati preceduti, negli ultimi due anni, da ripetute mancanze per le quali Le sono stati comminati i seguenti provvedimenti disciplinari:

  • in data 15/11/2006 provvedimento disciplinare di 3 giorni di sospensione

  • in data 15/02/2007 provvedimento disciplinare di 3 giorni di sospensione

Ella potrà presentare le Sue giustificazioni al “personale”, anche con l’assistenza di un rappresentante sindacale, entro 5 giorni dalla presentazione della presente.
Ci riserviamo di adottare, nei Suoi confronti, i provvedimenti adeguati alla gravità dell’accaduto, anche ai fini del risarcimento del danno per la perdita produttiva arrecata all’Azienda e conseguente al Suo comportamento.”

LA DIREZIONE

Lo Slai-Cobas di Termoli non si lascerà intimorire da questo ulteriore attacco e sarà solidale col compagno Luigi.

28 luglio 2007


Comunicato stampa

CONTRO L’ACCORDO SULLE PENSIONI IL 60% DEI LAVORATORI HA SCIOPERATO QUESTA MATTINA CON LO SLAI COBAS IN FIAT AUTO E COLLEGATE AZIENDE TERZIARIZZATE DI POMIGLIANO D’ARCO.

La prima risposta all’accordo sulle pensioni firmato con il governo da CGIL, CISL, UIL e UGL senza alcun mandato da parte dei lavoratori, non si è fatta attendere ed è venuta dagli operai della Fiat Auto di Pomigliano e delle aziende terziarizzate ad essa collegate. Questa mattina infatti ad incrociare le braccia a seguito dello sciopero di 8 ore (dalle 06.00 alle 14.00) indetto dallo Slai Cobas sono stati il 60% dei lavoratori ( 2000 sui 3500 comandati da Fiat e terziarizzate).

L’alta percentuale di scioperanti sta a testimoniare la determinazione dei lavoratori nel rifiutare un accordo che peggiora il sistema pensionistico più di quanto abbia già fatto la controriforma Maroni e boccia, senza appello, il tentativo di un ulteriore passo verso la definitiva privatizzazione delle pensioni nonostante il flop del versamento del TFR nei fondi, cui hanno aderito solo 4 lavoratori su 100 !

A questa prima, immediata mobilitazione, seguirà la preparazione di forti, unitarie iniziative da costruire alla ripresa del lavoro dopo le ferie, per contrastare la controriforma pensionistica, l’attacco ai salari e contro la precarietà.

Pomigliano, 21 Luglio 2007

Slai Cobas Fiat Auto e Terziarizzate


Comunicato stampa

COBAS BOCCIANO L’ACCORDO-PENSIONI:
SCIOPERO ALLA FIAT DI POMIGLIANO D’ARCO

L’accordo-truffa sulle pensioni firmato stamattina alle 8.20 tra Governo e CGIL-CISL-UIL ha definitivamente trasformato in farsa il fallimento dell’intera sinistra governativa e ‘radicale’ questuante l’impossibile illusione di un ‘padronato più equo e sociale”. Se Prodi e la sua coalizione di governo (sponsorizzati da Montezemolo alle politiche del 2006) sono stati eletti, anche se risicatamene, grazie al surplus di voti all’epoca garantiti da Fiat e Confindustria, come lavoratori non potevamo aspettarci niente di diverso da una nuova stangata pensionistica, peggiorativa della stessa riforma Maroni (in relazione alle ‘quote’ e non solo).

Come lavoratori dipendenti in Italia abbiamo già detto con forza un sonoro “NO” allo scippo del TFR (dopo 6 mesi di martellante campagna mediatica a “senso unico” condotta con spot di varie decine di milioni di euro pagati dal governo coi soldi pubblici e a favore degli ‘interessi privati’ dei gestori dei ‘fondi pensione’ (sindacati confederali, aziende, banche, agenzie di assicurazione ecc.), appena il 3,8% dei lavoratori dipendenti ha aderito ai fondi pensione: solo 4 lavoratori su 100 hanno rinunciato al TFR per darlo in gestione alla speculazione finanziaria privata. Lo stesso sapremo fare con gli scioperi e la preparazione di una forte mobilitazione unitaria e nazionale da costruire alla ripresa del lavoro dopo le ferie per contrastare la controriforma pensionistica. Intanto domani a Somigliano sciopero a ‘botta calda’ ad appena 24 ore dalla firma della grave controriforma delle pensioni pubbliche concertata e sottoscritta stamattina dal governo Prodi ed i sindacati confederali.

SABATO 21 LUGLIO LO SLAI COBAS HA INDETTO OTTO ORE DI SCIOPERO (DALLE 6.00 ALLE 14.00) DEI LAVORATORI DELLA FIAT E DELLE COLLEGATE AZIENDE TERZIARIZZATE DI POMIGLIANO D’ARCO.

Slai Cobas Fiat e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 20/7/2007


ASSEMBLEA CONGRESSUALE SLAI COBAS FIAT E TERZIARIZZATE – POMIGLIANO

MOZIONE CONCLUSIVA

In questi anni la Fiat ha sempre e ripetutamente ottenuto il ‘via libera’ dai sindacati confederali ed affini per far passare in tutti gli stabilimenti del gruppo e nelle aziende collegate il metodo di lavoro di Melfi (la cosiddetta ’melfizzazione’), fatto di turni pressoché a ciclo continuo sei giorni su sette, ritmi di lavoro sempre più massacranti, sostanziale e generalizzato azzeramento delle normative antinfortunistiche e di sicurezza sul lavoro. Metodo che, dopo averlo applicato - sempre con accordi sindacali - in pressoché tutti gli altri stabilimenti (da Termoli a Pratola Serra, dall’Avio di Pomigliano a Cassino), si appresta a breve ad attuare a Mirafiori, ed a ritentarne l’attuazione a Pomigliano dove grazie alle lotte dello Slai Cobas e dei lavoratori, ad oggi la ’melfizzazione’ è stata sempre rispedita al mittente insieme ai gruppi dirigenti aziendali che l’hanno proposta e che si sono dovuti dimettere (ultimo il superdirigente Teixeira, cui è fallito il tentativo di ‘eliminare’ lo Slai Cobas dalla fabbrica e se ne è dovuto ritornare in Brasile). I contratti nazionali dei metalmeccanici passati, e quello in chiusura a luglio, rafforzano la filosofia della Fiat fatta di ‘precarietà, gabbie salariali e melfizzazione’. Considerato l’influenza che ha la Fiat nel contesto industriale, politico ed istituzionale italiano, possiamo ben dire che la ‘melfizzazione’ sarà il sistema che tutto il padronato cercherà a breve di utilizzare per meglio sfruttare il lavoro operaio.

Il preoccupante restringimento delle democrazia nei luoghi di lavoro e nella società, la rappresentanza sindacale consegnata al riconoscimento datoriale con la firma dei contratti-bidone, la progressiva deregolamentazione e ‘flessibilizzazione’ del mercato del lavoro e dei diritti sociali sono il devastante frutto avvelenato maturato in questi anni grazie alla concertazione sindacale appoggiata dai cosiddetti governi ‘amici’ che sono li a dimostrare la provata impossibilità di qualsiasi ed utile (per i lavoratori) uscita da ‘sinistra’ dalla ristrutturazione dei meccanismi della produzione. Per loro la cosiddetta ‘modernità’e la qualità della vita (e della prestazione in fabbrica) dei lavoratori e della ’povera gente’ diventa una ‘variabile dipendente’ in funzione delle scelte dei ’poteri forti’ e delle esigenze di profitto dell’impresa. Basta guardare la filosofia di smantellamento e privatizzazione dello stato sociale e delle aziende pubbliche (sanità, energia, servizi,scuola ecc.) che è tra l’altro oggi ben esplicitata dalla grottesca ‘vicenda pensioni e TFR’ per cui destra e sinistra litigano ‘solo’ sui modi e sui tempi per togliere le liquidazioni ai lavoratori e dare il taglio definitivo alla previdenza pubblica. Sulla vicenda è in corso la trattativa ‘in conflitto di interessi’ tra governo e Confindustria/Confederali che hanno le mani in pasta nei fondi integrativi.

Il governo Prodi (sponsorizzato da Montezemolo ed eletto grazie al consistente surplus di voti garantito dalla Fiat e dalla Confindustria) rappresenta la strutturale ‘radicalizzazione a destra’ uno sciagurato processo antioperaio ed antipopolare, che sta determinando tra l’altro una pericolosa ripresa della destra sociale e politica e sta trasformando in farsa il fallimento dell’intera sinistra governativa e cosiddetta ‘radicale’, incluse le funzionali miniformazioni politiche e aree di centri sociali foraggiati dalle istituzioni (ad es. “Officina 99”: 1.300.000 euro gentilmente concessi all’uopo dall’ex democristiana e sindaco di Napoli Iervolino… ed un deputato da Prodi) quali quelle del napoletano il cui compito assegnato consiste nel formare un ‘sottosistema” funzionale al sistema di governo dato nel malcelato intento di ingabbiare le lotte dei lavoratori e quelle sociali invischiandole nell’impotente imbuto del neo-riformismo questuante l’impossibile e paradossale rivendicazione di un ‘padronato più equo e sociale’. E’ questa una delle ragioni per cui assistiamo in questi anni (anche all’Alfasud) alla sistematica ed effimera ‘nascita’ di sindacatini-civetta e virtuali, sempre aiutati dalla Fiat in fase iniziale, nel vano tentativo di confondere i lavoratori e spaccare lo Slai Cobas per far passare la ‘melfizzazione’.

A questo punto, attuale più che mai, rimane la scelta di non omologazione sindacale e politica, di resistenza, riorganizzazione e di forte rilancio dello Slai Cobas per ricostruire un sindacato come strumento alternativo di classe e di massa per dare ‘forza e voce’ alle ragioni dei lavoratori.

APPROVATA ALL’UNANIMITA’ – NESSUNO CONTRO, NESSUNO ASTENUTO

l’Assemblea Congressuale di Slai Cobas Fiat e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 7/7/2007


PER DEMOCRAZIA SINDACALE SI INTENDE:
SOLO SINDACATI COMODI AL PADRONE

Negli ultimi tre incontri fatti tra RSU e azienda, in merito alle recenti problematiche emerse in fabbrica è accaduto che il delegato dello SLAI/COBAS, o non venisse per niente convocato, o lo si informava degli incontri che guarda caso venivano stabiliti in orario di lavoro, si per gli altri ma mai in coincidenza al suo, in quanto sempre decisi fuori dal suo stesso turno.

Quando invece è più che fattibile, decidere un orario per gli incontri, coincidente con l'orario di lavoro di tutti gli RSU, come quando in passato l'Azienda ha dimostrato di essere più che disponibile ad andare incontro alle necessità dei delegati delle altre organizzazioni.

Ci domandiamo se questo agire sia stato puramente casuale e non intenzionale, perchè nel creare una discriminante, ciò ha consentito e garantito agli altri RSU di esercitare il proprio ruolo in orario di lavoro mentre per il delegato dello SLAI/COBAS si sarebbe così preteso, di ridurne il ruolo e l'attività sindacale a semplice pratica di volontariato, visto che per partecipare agli incontri avrebbe dovuto rinunciare al suo tempo di riposo, dovutogli dopo il turno lavoro.

È forse per applicare al meglio il principio di legge che sancisce, “l'obbligo da parte del datore di lavoro, di rispettare riconoscere, con pari opportunità tutte le RSU e di tutte le diverse organizzazioni elette dai lavoratori”, che l'azienda ha agito in questo modo?

Ma non sono da meno FIM FIOM UILM che parlano tanto di diritti, di democrazia sindacale e poi nei fatti non perdono occasione nell'utilizzare ogni mezzo e mezzuccio, in collusione con il padrone pur di escludere testimoni scomodi dagli incontri ed eliminare chi produce un contraddittorio nell'interesse degli operai.

Di fronte a questi fatti hanno preso forza i nostri sospetti e si è concretizzata l' ipotesi da noi fin dall'inizio sostenuta, che lo spostamento imposto al delegato RSU dello SLAI/COBAS, dal turno di lavoro centrale a quello su due turni, non sia stato la conseguenza di necessità produttive, ma di una precisa logica, quella di limitarne l'azione e l'agibilità politica sindacale.

Si ricorda agli operai che hanno votato per l'organizzazione dello SLAI/COBAS, che questo agire dell'azienda e dei sindacati confaziendali è un chiara negazione della loro volontà politica sindacale, l'annullamento stesso del loro voto dato.

SLAI COBAS DI MODENA

Modena 02/07/2007


 

 

LA FIAT SI PREPARA A SCARICARE SUI LAVORATORI
LE MAGAGNE AZIENDALI: NON LO CONSENTIREMO!

DOMANI ANCORA SCIOPERO CONTRO IL SABATO LAVORATIVO ED IL TENTATIVO DI SCARICARE SUI LAVORATORI LE MAGAGNE AZIENDALI

RINASCE ‘POTERE OPERAIO’ ALLA FIAT DI POMIGLIANO: L’ANNUNCIO NEL ‘SALOTTO BUONO’ DELLA BORGHESIA NAPOLETANA… IL ‘GAMBRINUS’

29-6-2007


Marchionne: ci fai ... o ci sei?

21-6-2007


ANCHE I CANI...

ANCHE I CANI, SI RIVOLTANO AL PADRONE SE QUESTO LI BASTONA O LI MALTRATTA.

PERCHÈ ACCETTIAMO QUESTE CONDIZIONI LAVORATIVE, CON ANCORA SITUAZIONI PRESENTI E DIFFUSE IN TUTTO LO STABILIMENTO:
VENTOLE CHE NON FUNZIONANO, VETRI CHE NON SI APRONO, RIBADIAMO CHE GLI OPERAI NEI REPARTI NON HANNO L'ARIA CONDIZIONATA COME NEGLI UFFICI, QUINDI LE VENTOLE FUNZIONANTI E LE FINESTRE APRIBILI SONO VITALI, CROCERE CHE PRECIPITANO SULLE POSTAZIONI, AMBIENTI DI LAVORO SPORCHI E PERCIÒ INSANI, REGOLE ANTINFORTUNISTICHE CHE VENGONO ELUSE PERCHÈ HANNO UN COSTO.

E PER COMPLETARE COME CILIEGINA SULLA TORTA, CHIEDONO AGLI OPERAI DI STARE A CASA IN FERIE DURANTE LA SETTIMANA PER POI FARLI ANDARE DI SABATO.

DI FRONTE A QUESTO NOI CI DOMANDIAMO, O CHE LA CNH HA DEI RESPONSABILI DELL'ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO CHE SONO DEGLI INCAPACI, OPPURE DIETRO A TUTTO CIÒ STA UNA PRECISA LOGICA.

QUELLA DI VOLER ULTERIORMENTE SOTTOMETTERE GLI OPERAI, CON L'OBBIETTIVO DI INCREMENTARE IL NOSTRO SFRUTTAMENTO.

NON DIMENTICHIAMO LA RECENTE SCENEGGIATA, ( LA SOLITA VECCHIA STORIA ) IMBASTITA DALL'AZIENDA PER OTTENERE DA FIM, FIOM E UILM QUESTI SABATI STRAORDINARI "OBBLIGATORI".

E TUTTO QUESTO, PER CONCEDERCI I DUE GIORNI DI FERIE A FINE LUGLIO.

A RIGOR DI LOGICA, CHE SENSO HA AVUTO DOVER DARE DUE SABATI STRAORDINARI IN CAMBIO DI DUE GIORNI DI FERIE, DIETRO RICATTO DELL'AUMENTO DI VOLUME DI LAVORO, QUANDO POI SI CHIEDE AGLI OPERAI DI STARE A CASA IN FERIE DURANTE LA SETTIMANA, PERCHÈ C'È CARENZA DI MATERIALE.

PER QUESTI MOTIVI DICHIARIAMO SCIOPERO DEGLI STRAORDINARI NELLE GIORNATE DI
SABATO 23 GIUGNO E SABATO 30 GIUGNO

LA RSU SLAI COBAS DELLA CNH DI MODENA

20/06/2007


DEPORTATI!

NELLA CNH LA DEPORTAZIONE POLITICA DEGLI OPERAI È ORMAI PRATICA CONSOLIDATA.
NELL'EX REPARTO MANUTENZIONE, ORA CENTRO DI SMISTAMENTO DEPORTATI, TALE ATTIVITÀ È INIZIATA CON L'ARRIVO DELL'ULTIMO CAPOREPARTO.
SE UN BUON MANAGER SI VEDE DA QUANTI OPERAI RIESCE AD ELIMINARE, SENZ'ALTRO DEVE A QUESTO LA SUA FULMINEA CARRIERA (CON IL VALIDO AIUTO DEI SUOI PORTABORSA O PSEUDO TALI).

OCCORRE CHIEDERSI A CHE SCOPO?

SICURAMENTE PER LA SOLITA CONSOLIDATA E SINO AD ORA IMPUNITA INTIMIDAZIONE: NON FA STRAORDINARI, NON VIENE AL SABATO, PARTECIPA AGLI SCIOPERI ECC. E PER TALI "NEFANDEZZE" VIENE PUNITO...

OPPURE C'È DELL'ALTRO
SECONDO NOI QUEST'ULTIMA OPERAZIONE PRELUDE ALLA PROGRESSIVA ROTTAMAZIONE DELL'INTERO REPARTO RIMUOVENDO OGNI OSTACOLO POLITICO ALLA ESTERNALIZZAZIONE DELLE COMPETENZE DELLA MANUTENZIONE A DITTE ESTERNE PIU' VERSATILI E RICATTABILI.

OPPURE C'È DELL'ALTRO, ANCORA PIU' GRAVE?

VI SIETE CHIESTI COME MAI SONO ANNI CHE NON SI VEDONO INVESTIMENTI IN NUOVE MACCHINE UTENSILI E TECNOLOGIE? E QUELLE ESISTENTI VENGONO IN PARTE USATE COME PEZZI DI RICAMBIO E LE RESTANTI RIPARATE "CON IL FILO DI FERRO"?.
SECONDO NOI SI INIZIA DALLA MANUTENZIONE PER POI SMANTELLARE TUTTO O QUASI LO STABILIMENTO.

NOI SIAMO PER CONTRASTARE QUALSIASI MANOVRA TENDENTE A RIDURRE I DIRITTI DEGLI OPERAI IN TUTTE LE SEDI OPPORTUNE.

19 GIUGNO 2007

RSU SLAI COBAS CNH MODENA


Lo Slai Cobas DIFFIDA la dirigenza Fiat di Pomigliano dal proseguire nelle devastanti politiche di questi anni che hanno prodotto migliaia di lavoratori RCL con patologie professionali invalidanti da sforzo prolungato e rischiano di portare lo stabilimento ad un stato di irreversibile sfascio impiantistico e produttivo. Il sabato lavorativo fisso sui 2 turni manderebbe definitivamente in tilt gli impianti (già fuori norma in relazione agli obblighi di sicurezza sul lavoro) già resi inoltre precari dalle conosciute ‘strozzature’ impiantistiche, vedi lastratura e verniciatura che impediscono la lineare alimentazione dei mix produttivi al montaggio, linee produttive che crollano a pezzi sui lavoratori e fermano impediscono il processo produttivo, mancanza spazio nei reparti (vedi lastratura e 147, ed aree di stoccaggio materiali per fare solo alcuni esempi) che rendono altamente pericoloso il lavoro operaio, lavoratori costretti ad accavallarsi intralciandosi nelle risicate postazioni di lavoro, circolazione dei carrelli e tradotte Hdl, Fiat e De Vizia a doppio senso nelle strette corsie con sistematica invasione dei percorsi pedonali (ancora circa 50 mezzi mancano dell’obbligatorio dispositivo di limitazione di velocità per parlare solo dei carrelli) ecc.

Nel 2000 abbiamo prodotto oltre 1000 vetture al giorno: se l’azienda vuole realizzare una seria e strutturale risalita produttiva non ha che da fare 600 nuove assunzioni e riammodernare gli impianti: di vetture in questo caso se ne potrebbero fare anche 1.500 al giorno con le attuali turnazioni e sui 5 giorni settimanali. Qualcuno pensa forse che i nuovi modelli Alfa Romeo si possono fare fuori dalle fabbriche Alfa Romeo?

Martedì 12 giugno ’07 comunicazione dell’avvio della fase
congressuale dello Slai Cobas di Fiat e terziarizzate Pomigliano:

presso la saletta sindacale aziendale dello Slai Cobas

  • 1° turno: durante la prima sosta

  • 2° turno: durante la prima sosta

grazie allo Slai Cobas all’Alfasud fino ad oggi sono state fatte valere con forza le ragioni dei lavoratori e siamo tra le poche fabbriche italiane dove non è passata la melfizzazione ed il sabato lavorativo. Con questo congresso, che si terrà a fine mese, intendiamo meglio strutturare le nostre modalità organizzative capacità sindacali perché con uno Slai Cobas più forte ed organizzato saranno più forti le tutele e le ragioni dei lavoratori!

Non è certo con isolati e velleitari ‘protagonismi’ individuali (che sono l’esatto opposto dei principi dello Slai Cobas e dell’autorganizzazione dei lavoratori) che si possono seriamente tutelare i diritti e le ragioni dei lavoratori, né sono utili strumentali ed estranee manifestazioni ‘giovanili’ e da ceto-politico in ‘riciclaggio’ fuori ai cancelli della fabbrica. Questi, il giorno dopo, dopo aver incassato il risultato mediatico sulla pelle dei lavoratori, non ci saranno piu! I lavoratori in fabbrica ci restano con i loro problemi…! Lo Slai Cobas diffida chiunque dall’uso improprio della sigla sindacale!

Slai Cobas Fiat e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 8/6/2007


I SOLDI BISOGNA PRETENDERLI
Non sempre e solo lavorando di più

Se continuiamo così perché i padroni dovrebbero pagarci meglio, se possono sfruttarci oltre l'orario di lavoro?

CI AVETE STANCATO CON QUESTI SABATI LAVORATIVI E POI, CI CHIEDETE DI PRENDERE DEI GIORNI DI FERIE DURANTE LA SETTIMANA!

CI VOGLIONO ABITUARE A STARE IN FABBRICA AL SABATO E POI SI STA A CASA DURANTE LA SETTIMANA,

CI RICORDA TANTO L'ORARIO PLURISETTIMANALE DELL'ULTIMO CONTRATTO.


LE FINESTRE CHE NON SI POSSONO APRIRE, LE VENTOLE CHE NON FUNZIONANO, GLI ASPIRATORI, LE PERDITE DELLE “FONTANE” MACCHINE UTENSILI, L'AUMENTO DEI RITMI DI LAVORO, I LICENZIAMENTI DEGLI INTERINALI IN SCADENZA PER POI ASSUMERNE DEI NUOVI (SEMPRE RICATTABILI E COSTANO MENO).

QUESTI SONO SOLO ALCUNI DEI PROBLEMI, MA SUFFICIENTI PER FARCI DICHIARARE LO SCIOPERO DELLO STRAORDINARIO.

NON BASTA SOLO LA DENUNCIA, MA COME OPERAI DOBBIAMO RICOMINCIARE A SOSTENERE LE AZIONI DI LOTTA.

DOBBIAMO IMPARARE A DIFENDERCI PERCHÈ NESSUNO LO FARÀ PER NOI!

SABATO 09/06/2007
E
SABATO 16/06/2007
LO SLAI COBAS DICHIARA SCIOPERO
DI 8 ORE

RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA

06/06/2007


ATTACCANO NOI OPERAI PER COPRIRE IL LORO CULO!!!

Come al solito in questa fabbrica per coprire le responsabilità di questo gruppo dirigente, bisogna colpire gli operai.

Un operaio ha osato dire no allo straordinario e subito è stato trasferito in discatura cabine.
È ora di dire ci avete rotto i coglioni!!!!!!!!

Lavoriamo in condizioni quasi da terzo mondo, con delle macchine utensili che non sfigurerebbero alla Reggia di Caserta (come fontane), però i “responsabili” guardano se un operaio si siede 5 minuti o se si distacca dalla macchina per ossigenarsi dai miasmi prodotti dalle stesse.

In lastroferratura, abbiamo gli aspiratori che funzionano che è uno schifo e anche qui stanno a guardare se l'operaio si allontana troppe volte.
MA FATEVELI VOI QUESTI AEREOSOL CANCEROGENI.

In discatura (sempre lastroferratura) abbiamo una situazione demenziale, operai che devono stare abbardati come palombari, per evitare di respirare la polvere prodotta dalla lavorazione dovrebbero lavorare, secondo questi dirigenti senza aria condizionata e con gli aspiratori che non funzionano, è un anno che si trascina questa porcheria, ma il responsabile dell'Azienda alla sicurezza e ambiente dovè?

Malgrado tutte le sollecitazioni delle RSU e delle RLS cosa aspetta ad intervenire?

Siamo in estate e non si riescono ad aprire tutte le finestre dei vari capannoni, le poche ventole che potrebbero smuovere un po di aria non funzionano d'ovunque, malgrado sia sempre dall'estate 2006 che sapevano di queste problematiche, però loro hanno l'aria condizionata in ufficio, sono in ambienti puliti, comodi e a sedere, non lavorano in piedi come i cavalli o i somari...in una stalla (la nostra officina).

Per questi motivi dichiariamo sciopero con le altre RSU oggi 31/05/2007 le ultime 2 ore del turno

RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA

31/05/07


Comunicato stampa

FIAT AUTO POMIGLIANO: LE ASSEMBLEE DEI LAVORATORI BOCCIANO LA PROPOSTA CONFEDERALE SUL CONTRATTO NAZIONALE DEI METALMECCANICI E IL SABATO LAVORATIVO A POMIGLIANO

Come era prevedibile dalla forte riuscita degli scioperi contro gli otto sabato di straordinario obbligatorio indetti dallo Slai Cobas in Fiat e collegate aziende terziarizzate (sabato scorso ancora adesioni al 70), nelle affollate assemblee generali del 1° turno e centrale indette da FIOM-FIM-UILM-FISMIC e svoltesi stamattina tra le 9.00 e le 10.30, i lavoratori hanno bocciato all’unanimità, per alzata di mano e voto palese, l’ipotesi conclusiva del contratto nazionale dei metalmeccanici in scadenza a giugno e proposta dai sindacati confederali, e approvato, ancora unanimemente, la mozione sottoposta al voto da Domenico Mignano, della componente RSU dello Slai Cobas. Il voto dei lavoratori sulla mozione Slai Cobas è stato netto, plebiscitario ed unitario: nessuno contro e nessuno astenuto. Hanno votato la mozione proprio tutti, compresa l’intera RSU confederale e tutti hanno ritirato il mandato a trattare ai sindacati confederali sia sull’ipotesi contrattuale (che ‘va di molto migliorata’ nella parte normativa e in quella economica) sia contro la recente proposta aziendale del sabato fisso col riposo a scorrimento durante la settimana a Pomigliano che dovrebbe partire dal prossimo settembre..

Dichiarazione dello Slai Cobas: …”I ricchi diventano sempre più ricchi e gli operai sempre più poveri e sempre più precari: l’ipotesi contrattuale di FIOM-FIM-UILM-FISMIC non pone fine a questa preoccupante deriva (né economicamente, con la risibile cifra di 67 euro netti, scaglionati a più riprese nel corso di 2 anni - né rispetto alla precarietà della prestazione lavorativa, con la concessione dei contratti flessibili a tempo indeterminato pari al 15% della forza lavoro, ‘derogabile’ per eccesso per contratto aziendale, cui vanno aggiunti i ‘contratti di apprendistato che non concorrono alla formazione di tale percentuale (praticamente a Pomigliano, su un organico complessivo di 6.000 addetti sarebbero ben oltre 1000 quelli condannati alla precarietà a vita). Inoltre la proposta dell’orario plurisettimanale, nella nostra fabbrica,ad esempio, servirebbe esclusivamente a compensare (col sabato lavorativo strutturale) le note magagne aziendali che stanno mettendo una seria ipoteca sul futuro produttivo ed occupazionale di Pomigliano. Con una seria ‘bonifica’ e ristrutturazione impiantistica, e 600 nuove assunzioni) si possono realizzare, nei 2 turni lavorativi sui 5 giorni la settimana, ben oltre le 5000 vetture a settimana (altro che sabato lavorativo): ed è questo che abbiamo chiesto e sottoposto al voto di tutti i lavoratori della fabbrica, ed i lavoratori hanno approvato!

Slai Cobas Fiat e Terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 28/5/2007


Comunicato stampa

FIAT AUTO POMIGLIANO: LE ASSEMBLEE DEI LAVORATORI BOCCIANO LA PROPOSTA CONFEDERALE SUL CONTRATTO NAZIONALE DEI METALMECCANICI E IL SABATO LAVORATIVO A POMIGLIANO

Bocciata anche al 2° turno la piattaforma contrattuale ed il sabato lavorativo fisso dai lavoratori della Fiat e collegate aziende terziarizzate di Pomigliano d’Arco riuniti nell’assemblea generale svoltasi tra le 15.00 e le 16.00 nell’affollato piazzale antistante l’infermeria centrale.

Stavolta a presentare la mozione (approvata all’unanimità come nell’assemblea di stamattina nessuno astenuto, nessuno contrario) è stato Luigi Aprea, RSU della componente SLAI Cobas.

Slai Cobas Fiat e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 28.05.2007


SABATO LAVORATIVO FISSO E RIPOSO A SCORRIMENTO DURANTE LA SETTIMANA:

PERCHE’ GLI ALTRI SINDACATI TACCIONO?!

Nell’incontro svoltosi a Roma l’8 maggio scorso tra la Fiat e le segreterie nazionali e territoriali di FIOM-FIM-UILM-FISMIC, l’azienda ha annunciato che, al rientro dalle ferie, nel prossimo ottobre, partirà col sabato lavorativo fisso sui 2 turni (mattino e pomeriggio) ed il riposo a ‘scorrimento’ durante la settimana. Con questo meccanismo, secondo la Fiat, le catene di montaggio devono funzionare 6 giorni la settimana ed il sabato diventa un giorno di lavoro normale e nemmeno più lavoro straordinario!

FIOM-FIM-UILM-FISMIC (e tutti gli altri sindacati presenti in fabbrica) hanno già chinato il capo perchè: chi tace (e nasconde le cose ai lavoratori) acconsente!

Nell’incontro tenuto lo scorso lunedì 21 c.m. con la Fiat all’Unione degli Industriali di Napoli lo Slai Cobas ha sollevato la questione delle strozzature impiantistiche che limitano il perseguimento di adeguati volumi produttivi nonché degli atteggiamenti ‘arroganti ed inconcludenti’ di un gruppo dirigente che già a dicembre dell’anno scorso tentò di attuare la mobilità forzata e che, addirittura, in violazione di legge, rifiutò di pagare ai lavoratori le giornate di ‘messa in libertà’ di febbraio per poi fare marcia indietro ed oggi ‘lamentarsi’ dell’assenteismo sopraggiunto in aprile nelle innumerevoli fermate per ‘senza lavoro’. E’ proprio vero: chi semina vento raccoglie tempesta! Poiché a Pomigliano, in tempi non sospetti, si sono prodotte 1000 vetture al giorno (basta ricordare gli anni 2000/2001) lo Slai Cobas ha fortemente ‘sconsigliato’ la Fiat dal proseguire con la solita logica per cui, invece di affrontare e superare correttamente le note magagne impiantistiche, cerca a tutti i costi di aggirare il problema intensificando i carichi di lavoro, la precarietà e la flessibilità dell’orario nell’ormai ‘sgamato’ tentativo di scaricare sempre sui lavoratori le responsabilità aziendali. Vi è oggi la necessità di migliorare le condizioni di lavoro (e non peggiorare i carichi di lavoro che stanno ingenerando preoccupanti patologie professionali di massa), e l’esigenza di fare chiarezza sulla ‘incomprensibile’ richiesta aziendale di nuovi tagli occupazionali con la mobilità per altri 300 lavoratori che seguono i 300 usciti tra settembre e novembre 2006. Lo Slai Cobas ha ribadito alla Fiat la propria disponibilità ad una seria politica di interventi strutturali sugli impianti, la sola che può garantire la idonea tenuta produttiva della fabbrica. Ciò in corretta alternativa a velleitarie proposte di sabato lavorativo fisso. Oggi abbiamo in organico 4635 operai cui va sottratto il numero di 300 inerente la mobilità per 300 lavoratori che sarà operativa a fine luglio. Nel 2000, con circa 5000 operai abbiamo prodotto 1000 vetture al giorno: se l’azienda vuole veramente realizzare la risalita produttiva per i nuovi modelli basta fare 600 nuove assunzioni e bonificare gli impianti per produrre - chiavi in mano - oltre 1000 vetture certe al giorno, sui 2 turni e su 5 giorni. La riunione tra Fiat e Slai Cobas è stata riaggiornata tra 15 giorni. Qualcuno forse pensa che i nuovi modelli Alfa si possano fare fuori dalle fabbriche Alfa…??!! Che dicono gli altri sindacati…??!! Che dicono le forze politiche presenti in fabbrica…??!!

Sabato 26 maggio S C I O P E R O di 8 ore in Fiat e terziarizzate

Slai Cobas - Fiat e terziarizzate - Pomigliano d’Arco


TNT: SPARITI I CONTRIBUTI PENSIONISTICI
DEI LAVORATORI DELLA DHL

Una sentenza del tribunale di Nola presentata dallo Slai Cobas per un lavoratore della D.H.L ha accertato l’omissione del versamento dei contributi pensionistici (mancano 13 settimane nel 2004, 15 settimane nel 2005, 15 settimane nel 2006) e condannato l’azienda (TNT) all’immediata copertura contributiva. Lo Slai Cobas, ha già formalmente richiesto fin dal 17 aprile alla DHL (in relazione agli obblighi aziendali derivanti dall’acquisizione del ramo d’azienda) la regolarizzazione delle scoperture contributive che riguardano la maggioranza dei lavoratori. Invita i lavoratori a controllare in tempi rapidi le posizioni retributive presso gli sportelli INPS territoriali. Nel richiedere un’immediata riunione con la DHL preannuncia, in caso di mancata e tempestiva risoluzione del problema, ogni idonea iniziativa di mobilitazione sindacale e tutela legale dei diritti dei lavoratori nonché azioni di accertamento e repressione di eventuali ipotesi di reato.

IERI 2 ORE DI SCIOPERO DEI LAVORATORI DHL CONTRO
LA REPRESSIONE E LE VIOLAZIONI ANTINFORTUNISTICHE

Lettere di contestazione e strumentali minacce ai lavoratori stanno diventando un inaccettabile fenomeno diffuso non solo in Fiat ma anche nelle terziarizzate a dimostrazione della pochezza di capacità di gestione aziendale: bene hanno fatto ieri i lavoratori della DHL a fermarsi per 2 ore al secondo turno! I carrelli e tradotte non sono a norma, si distaccano le ruote, mancano i limitatori di velocità in violazione di precise disposizioni della Procura che tempo fa, su richiesta dello Slai Cobas, pose sotto sequestro giudiziario 70 carrelli. Mancano i dispositivi elettrici di segnalazione e frenanti, nonché di sicurezza, ecc. Ieri, durante lo sciopero, un responsabile della DHL ha imposto ad un giovane interinale di lavorare nonostante il carrello fosse visibilmente non a norma: questi accadimenti vergognosi devono finire una volta per sempre! Dopo lo sciopero l’azienda si è impegnata a togliere dal reparto i carrelli CESAB (non a norma) ed a risolvere in tempi strettissimi le inerenti problematiche per gli altri. Lo Slai Cobas richiede un incontro proficuo ed immediato con l’azienda per definire in tempi stretti e certi l’eliminazione e sostituzione di tutti i carrelli, le tradotte ed i pianali non a norma, la idonea ristrutturazione delle fatiscenti e pericolose aree di deposito materiali e moli di carico e scarico dell’intero stabilimento. In mancanza si vedrà costretto a richiedere sequestri giudiziari ‘a tratti’, mezzo per mezzo, reparto per reparto, impianto per impianto, e ciò per non aiutare l’azienda nella preoccupante deriva di affossamento produttivo dello stabilimento di Pomigliano e nello stesso tempo tutelare la vita e l’incolumità di tutti i lavoratori di Fiat e terziarizzate.

FACCE TOSTE:

Stamattina, in 147, sindacalisti di FIOM-FIM-UILM-FISMIC hanno cercato di organizzare strani scioperi dicendo ai lavoratori che l’azienda vorrebbe farci andare in ferie solo per due settimane in agosto… ma nello stesso tempo hanno accordato i sabato di straordinario: come è possibile ‘combattere’ le prepotenze aziendali pretendendo di scioperare per qualche ora il giovedì e poi fare accordare lo straordinario al sabato e far finta di niente sul consenso dato alla Fiat sul sabato lavorativo strutturale come per il recente accordo sottoscritto all’Alfa Avio di Pomigliano? Bene hanno fatto i lavoratori a mandarli a quel paese. Si sciopera sabato, tutti insieme e seriamente! Nel caso si programmeranno serie azioni di sciopero dell’intera fabbrica comprese le terziarizzate: 3 settimane di ferie in agosto, necessarie nuove assunzioni e lavoro su 5 giorni la settimana!

Slai Cobas - Fiat e terziarizzate - Pomigliano d’Arco


Contratto Metalmeccanici
Quanto dobbiamo dare?

Il rito si rinnova ma va sempre peggio una piattaforma costruita per rispondere alle esigenze del padrone.
Ovviamente la procedura segue la sua prassi il consenso manovrato, i padroni che si lamentano il sindacato che ribassa e nel nome della competitività gli operai devono ingugnare il rospo.
Ci sarà più attenzione a non farsi sfuggire la mano come nel contratto scorso, dove pur in presenza di modeste richieste si era compattato il fronte operaio e il controllo della lotta stava sottraendosi ai riti "democratici" del sindacato, gli operai incazzati stavano prendendo il sopravvento, così in fretta si è deciso di firmare.
Ma veniamo all'oggi
· Commissioni stiamo ancora a rivendicare commisioni sindacati-padroni sulle informazioni che i padroni dovrebbero darci, sia sui loro piani strategici che sui problemi di fabbrica. Come se sindacalisti buoni a raccontarla facessero cambiare parere ai padroni e non fossero i rapporti di forza a determinare anche la più piccola conquista.
L'esperienza insegna che queste commissioni fanno solo guadagnare ore di riposo ai nostri sindacalisti che sempre più sintonizzati sull'onda del capitale ci devono convincere sull'inevitabilità dei sacrifici.
· Categorie le 5 fasce in cui dovrebbero essere distribuite le nuove categorie non cambieranno proprio niente, gli operai saranno raggruppati in fascia A o B e li rimarranno, modesti aumenti di salario e spostamenti dentro queste categorie sono legati più che alla professionalità alla completa disponibilità operaia ad accettare di tutto. In compenso sul sito internet della Cisl leggiamo .
Anche per i Quadri e le alte professionalità ci sono importanti richieste che andranno adeguatamente sostenute nelle forme che comunemente individueremo nei prossimi mesi. Per loro c'è qualche speranza in più.
· Orario non ci si schioda dalle 40 ore dopo aver concesso l'orario plurisettimanale cioè 32 o 48 ore a seconda delle esigenze aziendali.
Non sono più un tabù i 15 turni si possono allungare, che vuol dire lavorare il sabato e perché no alla domenica, ma qui il Papa non interverrà come con i Dico, l'unica condizione che pone il sindacato essere avvisati per tempo. I loro burocrati saranno ovviamente esenti.
· Precari Si stabilisce un tetto 15% di operai precari con i vari contratti capestro che oltre a danneggiare loro danneggiano anche gli altri operai e li dividono. Questo è un tetto già sfondato, perché contratti d'inserimento e apprendistato che non hanno nessuna garanzia di assunzione sono in aggiunta. In più in certi casi per provata necessità stagionale dopo una consultazione si può andare oltre il 15%.
La strada del Governo non doveva essere in senso opposto?
· Salario Qui si fa un po di fumo per confondere le miserie. La cifra che riguarda la maggioranza degli operai al terzo livello è 70 euro puliti trattabili e scaglionabili. E' questo un adeguamento al costo della vita? O è un favore ai padroni che sfruttano una manodopera tra le più a buon mercato d'Europa. Poi parlano di aggiuntivi 30 euro lordi per quei disperati che non hanno nemmeno un contratto aziendale. Per noi "fortunati"che abbiamo il contratto aziendale non ci riguardano. Due conti sul costo della vita li sappiamo fare per cui non serve nessun commento.
Per noi queste proposte vanno bocciate in tutte le sedi. Servirà per valutare il punto di vista operaio su una politica sindacale che non ci appartiene più da tempo.
Ma è solo un primo passo perché questa linea va interrotta le nostre proposte vanno esattamente nella direzione opposta aumenti salariali più consistenti, ridurre il precariato, orari al passo con le esigenze operaie, se questo oltre che scontrarsi con i padroni si scontra con chi li sta servendo dobbiamo seriamente pensare a come costruire un sindacato operaio e tutte le occasioni che si presentano devono essere colte.
Dobbiamo cominciare a considerare i loro accordi, estranei ai nostri interessi, e per questo non vincolanti e dove c'è un minimo di forza combatterli, mettendo dei paletti al fine di contrastare questa regressione alle nostre condizioni di vita lavorativa. Perciò diciamo NO a questa piattaforma contrattuale e organizziamo dei momenti di incontro con quei delegati RSU ed operai del gruppo FIAT disposti a rimettere in moto la capacità di difesa e di lotta per i nostri bisogni ed interessi di classe.

Modena 25 maggio 2007

RSU SLAI-COBAS CNH MODENA


SCIOPERO

Per l'ennesima volta non abbiamo il calendario delle ferie in tempo utile, per giunta saranno merce di scambio per ulteriori sabati straordinari.

Alla faccia di chi (CGIL, CISL, UIL) si riempie la bocca parlando di diritti e poi li svende incrementando lo sfruttamento.

Tutte le problematiche legate a sicurezza e ambiente sollevate già da tempo nei reparti aspettano ancora soluzioni.

Problemi più volte evidenziati per i quali lo SLAI COBAS chiedeva alle altre RSU delle iniziative mirate ad assemblee o scioperi di stabilimento che aggregassero gli operai diversamente invece delle sporadiche iniziative isolate fatte fino adesso che non li hanno risolti.

Se vogliamo intraprendere un percorso a difesa dei nostri diritti e dei nostri interessi, seguiamo l'esempio dei compagni delle RSU FIM, FIOM e UILM della FERRARI che per gli stessi motivi scioperavano anche i sabati “obbligatori”.

Scioperiamo nelle giornate di

sabato 12 maggio per il primo turno
e
sabato 19 maggio per il primo e centrale.

Per lo scorrimento il giorno dello sciopero è da effettuarsi sul giorno di riposo.

LA RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA

10/05/07


Con settimane di sciopero ad oltranza i sindacati confederali hanno mandato allo sbaraglio i lavoratori dell’Ergom per poi firmare l’accordo-bidone di smantellamento occupazionale:

HANNO STRUMENTALIZZATO I LAVORATORI
PER AIUTARE LA FIAT A SMALTIRE LE ECCEDENZE PRODUTTIVE
E COPRIRE LE MAGAGNE AZIENDALI

Fiom-Fim-Uilm-Fismic che nel contratto nazionale scorso hanno accordato la ‘banca ore’ oggi hanno la faccia tosta di far finta di indignarsi perché la Fiat e le aziende terziarizzate minaccerebbero di non pagare questi 14 giorni di ‘senza lavoro’ (pretendendo di accollarli agli operai con le ferie ed i sabato di recupero)… ma, questi sindacati, non firmarono già nello scorso ponte natalizio l’uso della ferie al posto della cassa integrazione? Sono gli stessi che, consapevoli della necessità aziendale di abbassare i volumi produttivi, il 27 marzo scorso proclamarono all’alfasud otto ore di sciopero in appoggio alla vertenza dell’Alfa Avio mentre all’Avio lo sciopero fu di quattro ore. Gli stessi che hanno sottaciuto e coperto le scelte aziendali di non pagare ai lavoratori le giornate di ‘senza lavoro’ del 22 e 23 febbraio 2007.

LO SLAI COBAS:

INTIMA

ALLA FIAT E ALLE AZIENDE TERZIARIZZATE L’IMMEDIATO PAGAMENTO DELLA RETRIBUZIONE AI LAVORATORI PER TUTTI I GIORNI DI SENZA LAVORO

DIFFIDA

QUALSIASI SINDACATO DAL SOTTOSCRIVERE ACCORDI ILLEGALI DI COPERTURA IN FERIE O SABATO DI RECUPERO DEI GIORNI DI SENZA LAVORO

ATTIVA

LE NECESSARIE ED IMMEDIATE INIZIATIVE GIUDIZIARIE PER LA TUTELA ECONOMICA DEI LAVORATORI

giovedì 19/4/2007
assemblee informative nella saletta sindacale Slai Cobas:

- 1° turno alla 1° sosta
- 2° turno alla 1° sosta

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco


Assemblea informativa o televendita!

Per mercoledì 7 marzo è in programma un assemblea sulla riforma del TFR.
Informarsi sul contenuto di questa manovra è necessario per la portata dei temi in discussione; la nostra liquidazione e più in generale il futuro della nostra pensione.
L’informazione per essere utile e per rispondere alle nostre esigenze deve essere libera e il più possibile oggettiva.
Noi come sindacato denunciamo che chi verrà a parlare il 7 non potrà e non vorrà fare un informazione libera e oggettiva ma verrà esclusivamente per vendere il proprio prodotto.
La ragione per cui denunciamo questa cosa è evidente: i sindacati confederali (CGIL, CISL e UIL) hanno un conflitto di interesse enorme perché partecipano allo scippo del TFR in quanto promotori dei fondi chiusi come, nel nostro caso, Cometa.
Avere informazioni da questi soggetti sarebbe come chiedere al macellaio se la carne è buona, la risposta sarebbe certa; la carne è ottima e la sua senza dubbio è la migliore!
Ricordiamoci di come strombazzavano i sindacati per denunciare il conflitto di interessi di Berlusconi, adesso che loro sono con le mani in pasta in un affare che si aggira sulla cifra totale di 21 miliardi di euro è tutto regolare, tutto lecito, anzi quasi quasi si presentano come i garanti della democraticità di questa manovra.
Su una torta così grossa come quella del TFR si sono abbuffati tutti e il sindacato, il governo e l’associazione industriali hanno fatto una vera e propria società a delinquere in cui a tutti spetta qualcosa e gli unici che subiscono la rapina sono gli operai.
Non possiamo e non dobbiamo accettare che le nostre ore di assemblea vengano usate per fare promozione a Cometa.
Nei prossimi giorni distribuiremo ulteriori informazioni che smascherano la truffa in corso ai nostri danni.
Ribadiamo che per noi l’unica scelta utile per i lavoratori è quella di non aderire a nessun tipo di fondo pensione, di non giocare parte del proprio salario in borsa ma di lasciare il TFR al datore di lavoro e allo stesso tempo lottare per una pensione pubblica dignitosa.

2/03/07 Modena

La RSU Slai Cobas CNH


LA STORIA SI RIPETE!

Cambiano le gestioni si avvicendano i capi ma i metodi della Sevel sono sempre gli stessi, e così come gia successo per il blocco degli straordinari del 2005 la direzione invia alle 7 r.s.u che hanno indetto lo sciopero dello scorso 29 Dicembre una richiesta di risarcimento danni.

Oggi come allora la Sevel dovrà fare marcia indietro, visto che la legislazione attuale in materia di scioperi nel settore privato non prevede la possibilità, da parte del datore di lavoro,di contestare lo sciopero.

Evidentemente si vuole giocare sul fatto che alcuni di noi possano intimorirsi, ma non è certo con questi metodi illegittimi, antisindacali e anticostituzionali che gli operai non eserciteranno più il loro diritto costituzionale di indire o aderire ad uno sciopero.

L’Art. 40 della Costituzione recita:

IL DIRITTO DI SCIOPERO SI ESERCITA NELL’AMBITO DELLE LEGGI CHE LO REGOLANO.

Solo alcune sentenze di cassazione danno delle linee guida; lo sciopero è lecito a condizione che:

Con questo grave atto si vuole intaccare il diritto più alto di noi lavoratori, quello dello sciopero, che è l’unica forma di protesta pacifica che abbiamo.
Alla fine dei grassi banchetti e della pulizia di facciata la Sevel ci chiede il risarcimento danni arrogandosi il diritto di voler decidere se si può o non può dichiarare uno sciopero.

CHIEDIAMO A TUTTE LE LAVORATRICI, A TUTTI I LAVORATORI E A TUTTA LA RSU DI MOBILITARSI PER LA DIFESA DEL SACROSANTO “DIRITTO ALLO SCIOPERO”.

Per la libertà sindacale e di opinione e contro il comportamento antisindacale e anticostituzionale della Sevel
lo SLAI COBAS e il SIN COBAS dichiarano

8 ore di sciopero per Venerdì 12 Gennaio

Su tutti i turni e per tutto il sito Sevel

Rsu Slai Cobas / Sin Cobas

Atessa 10/01/07

 

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