[2009]
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO / PIANO MARCHIONNE: MA QUALCUN CI CREDE…!?
OCCUPATO IL COMUNE DI POMIGLIANO, CHIEDONO GARANZIE E SI INCATENANO I GIOVANI CONTRATTISTI PRECARI CONTRO I PROSSIMI 93 LICENZIAMENTI
DUE MILIARDI E MEZZO DI EURO NEL 2003 PER POMIGLIANO, OTTO MILIARDI OGGI: IL ‘PIANO MARCHIONNE E’ UNA “FARSA” COME QUELLI PRECEDENTI
E INTANTO LA FIAT SI APPRESTA A CHIUDERE TERMINI IMERESE E ARESE, DIMEZZARE POMIGLIANO E RIDIMENSIONARE GLI STABILIMENTI DEL GRUPPO DELOCALIZZANDO LA PRODUZIONE ALL’ESTERO E CONTINUANDO A ‘RAPINARE’ A PIENE MANI ULTERIORI E MULTIMILIARDARI FINANZIAMENTI PUBBLICI
AVEVANO RAGIONE IERI I LAVORATORI A ROMA A GRIDARE “VERGOGNATEVI”Il cosiddetto “piano marchionne” presentato ieri a governo e parti sociali dall’a. d. della Fiat è solo una farsa, una bolla mediatica mirante a ‘scroccare’ ulteriori e multimiliardari finanziamenti pubblici e nello stesso tempo licenziare, chiudere e ridimensionare gli stabilimenti avendo nel frattempo realizzato in questi anni il doppio della capacità produttiva rispetto alle richieste di mercato.
Già nel 2003, col “piano di rilancio dello stabilimento di Pomigliano” sottoscritto all’epoca e con enfasi tra Fiat e Fiom, Fim e Uilm, l’azienda si impegnava ad investimenti per 2.500 milioni di euro a Pomigliano, previsti per il quinquennio 2003/2007, per… “il riammodernamento impiantistico, la reingegnerizzazione, l’allocazione produttiva nello stabilimento dell’intera gamma delle vetture Alfa”. Il ‘piano’ non è stato mai attuato ed i due miliardi e mezzo di euro mai spesi!
All’inizio del 2007 “Marchionne” ha millantato ‘supercorsi di formazione” per i lavoratori ed un “nuovo” riammodernamento impiantistico mai realizzato!
Ieri ha presentato a Roma l’ennesimo “piano magliaro” di fumosi investimenti per 8 miliardi di euro ( di cui 5 per il gruppo Fiat in Italia), ed intanto licenzia, si appresta a chiudere Termini Imprese ed Arese e a dimezzare Pomigliano, già in ‘cassa’ per almeno un altro anno con i lavoratori - tra poco scienziati - da oltre due anni in corsi di formazione (per la produzione delle “Panda” occorre circa un terzo della manodopera occupata per la produzione della gamma Alfa Romeo delocalizzata altrove: chi intascherà - stavolta - e farà “sparire” i soldi già promessi da Bassolino ad ‘usum’ elettorale…?!
Altra era la volontà manifestata ieri in piazza Montecitorio dai lavoratori delle fabbriche Fiat e dell’indotto: i cori di ‘vergogna-vergogna’ gridati all’indirizzo della ‘trattativa addomesticata’ in corso a palazzo Chigi da tutti i lavoratori indipendentemente dalla loro collocazione sindacale e la forte e visibile presenza dei lavori di Slai Cobas, Rdb e Sdl hanno segnato in tendenza un significativo spartiacque politico-sindacale: sotto i lavoratori che respingono il ‘famigerato piano Marchionne’ chiedendo che la Fiat restituisca le ingenti risorse pubbliche ricevute in questi decenni per rilanciare gli stabilimenti, anziché ristrutturare e licenziare, sopra il ripetersi della ‘storica sudditanza’ alla Fiat da sempre dimostrata dai sindacati confederali e dalle istituzioni compiacenti e dall’intero quadro politico sia di centro destra che di centrosinistra.
Ed intanto nelle fabbriche Fiat, contro il ‘pano Marchionne, da sempre osannato da FIOM-FIM-UILM, la tensione è alle stelle… anche sotto Natale.Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 23/12/2009
FIAT: BASTA COL PRENDI I SOLDI E SCAPPA
GLI OPERAI DAVANTI MONTECITORIO CONTRO PIANO MARCHIONNE E PER L'UNITA' DELLA LOTTA IN TUTTI I SITI PRODUTTIVIRoma - martedì, 22 dicembre 2009
Consistente, nonostante il maltempo, la partecipazione al presidio in corso a Roma dei lavoratori della Fiat e dell'indotto, che da Termini Imerese, Pomigliano, Cassino, Arese, e dalla Sevel di Adessa sono giunti in Piazza di Monte Citorio mentre a Palazzo Chigi è in corso il confronto fra vertici Fiat ed organizzazioni sindacali.
"Se l'unione fa la forza, in tutto il gruppo Fiat una sola lotta", grida la piazza, dove moltissime sono le bandiere di RdB, Slai Cobas e Sdl Intercategoriale, e dove gli operai di tutti i siti produttivi si oppongono a chi tenta di metterli l'uno contro l'altro.
Così, mentre i confederali accettano il piano Marchionne, i sindacati di base lo respingono e chiedono che la Fiat restituisca le ingenti risorse pubbliche ricevute per rilanciare gli stabilimenti, anziché ristrutturare e licenziare.
"Quella di Marchionne, che mantiene inalterato il suo piano, è una grave provocazione" dichiara Vittorio Granillo, dello Slai Cobas di Pomigliano. "E' incredibile che Cgil Cisl Uil accettino di rimanere al tavolo mentre tutta la piazza grida vergogna".
RdB, Slai Cobas e Sdl continueranno a mantenere alta la mobilitazione unitaria e già dai prossimi giorni rilanceranno le iniziative per difendere i diritti dei lavoratori Fiat contro gli interessi delle elite imprenditoriali e sindacali.RdB - SdL - Slai Cobas
MANIFESTAZIONE A ROMAIn occasione dell’incontro Fiat-governo-sindacati collaborazionisti.
Partenza pulman:
• Napoli: Hotel Terminus h 6.30
• Pomigliano: vecchia stazione Circumvesuviana h 7.00
Col cosiddetto Piano Marchionne la Fiat, con
l’avallo sostanziale del governo, si appresta a chiudere da
subito gli stabilimenti di Arese e Termini Imerese dimezzare
Pomigliano d’Arco e ridimensionare in progressione l’intero
gruppo auto nella prospettiva di un pesante azzeramento della
produzione in Italia in funzione della delocalizzazione verso
l’estero .
Fiom-Fim-Uilm dopo aver accettato in questi anni - nascondendolo
ai lavoratori - la sostanza antioperaia del Piano Marchionne
ancora oggi insistono nella strategia di divisione di fatto del
conflitto sindacale tra gli stabilimenti in immediato pericolo,
e tra questi e tutti gli altri. Una scellerata scelta che mette
i lavoratori in concorrenza tra loro, all’evidente scopo di
aziendalizzare, indebolire e controllare la lotta operaia per
renderla compatibile alle politiche di
concertazione/consociazione politica e sindacale. Una politica,
che nel corso dei decenni, ha favorito l’offensiva padronale che
sta portando nel baratro della precarietà l’insieme dei
lavoratori dipendenti ed assimilati sia del settore privato che
di quello pubblico.
E’ ora di rilanciare l’iniziativa dentro e fuori le fabbriche
Fiat.
Da Arese (già in piena mobilitazione dove la lotta operaia ha
costretto la Fiat a sospendere la deportazione a Torino dei
lavoratori, e la chiusura della fabbrica) a Termini Imerese, da
Pomigliano all’insieme delle fabbriche del gruppo a quelle
dell’indotto, è necessario rilanciare l’iniziativa e dare
segnali forti e visibili di tendenza alla riunificazione delle
lotte dei lavoratori.
Con la manifestazione del 22 dicembre a Roma non solo vogliamo
mettere in atto un ulteriore passo in avanti nella difesa dei
livelli occupazionali in Fiat ed indotto ma, a partire dal
gruppo Fiat, vogliamo iniziare a costruire una più efficace
difesa dell’insieme delle aziende pubbliche e private colpite
dagli effetti antisociali della crisi economica e nello stesso
tempo rilanciare ed allargare la mobilitazione contro il
gravissimo attacco ai diritti sindacali dei lavoratori.
Non è un caso che, dopo il ripristino dei reparti-confino ed il
sequestro del voto dei lavoratori per l’elezione delle RSU alla
Fiat Pomigliano da parte di Fiom-Fim-Uilm stiamo registrando una
vera e propria Emergenza Democratica nei posti di lavoro e
nell’intera società. Questo non è più tollerabile perché senza
una vera democrazia sindacale non vi può essere alcuna
prospettiva futura per far valere le ragioni e gli interessi dei
lavoratori nonché quelli dei settori sociali che ai lavoratori
fanno riferimento.
Slai cobas coordinamento nazionale
Rdb Federazione Nazionale
SdL Intercategoriale
In occasione dell’incontro
Fiat - governo - sindacati collaborazionisti
MANIFESTAZIONE A ROMA
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
SECONDA GIORNATA DI BLOCCO IMPIANTI
IL 22 SCIOPERO E MANIFESTAZIONE A ROMAIN COINCIDENZA CON LA MANIFESTAZIONE DI ROMA LO SLAI COBAS INDICE UNA GIORNATA DI SCIOPERO PER IL PROSSIMO MARTEDI’ 22 DICEMBRE, CONTRO IL “PIANO MARCHIONNE” E PER L’IMMEDIATA ASSUNZIONE DEI GIOVANI CONTRATTISTI PRECARI A RISCHIO-LICENZIAMENTO. L’INIZIATIVA E’ STATA PRESA DOPO LA DECISIONE DELLA FIAT DI SOSPENDERE LA CASSA INTEGRAZIONE E RICHIAMARE IN FABBRICA (IN FUNZIONE ANTISCIOPERO) I LAVORATORI PER I GIORNI 21/22/23 DICEMBRE. LO SLAI COBAS AUSPICA CHE LA STESSA DECISIONE VENGA PRESA DA TUTTI GLI ALTRI SINDACATI DI FABBRICA ANCHE PER CONSENTIRE LA MASSIMA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI ALLA MANIFESTAZIONE DI ROMA DI MARTEDI’ PROSSIMO CONTRO IL “PIANO MARCHIONNE”.
Slai cobas Fiat e terziarizzate – Pomigliano d’arco, 18/12/2009
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
IERI SUI TETTI DELLA FABBRICA, OGGI COI PICCHETTI BLOCCANO LA PRODUZIONE: CONTRO IL “PIANO MARCHIONNE” ESPLODE LA PROTESTA DEI 93 GIOVANI CON CONTRATTO DI APPRENDISTATO A RISCHIO-LICENZIAMENTO
ROVENTE IL CLIMA NELLE FABBRICHE FIAT IN ATTESA DELL’INCONTRO A PALAZZO CHIGI TRA GOVERNO-FIAT-SINDACATI CONFEDERALI, CHE SI TERRA’ A ROMA IL PROSSIMO 22 DICEMBRE DOVE, IN TALE DATA, E “CONTRO IL PIANO MARCHIONNE” I SINDACATI DI BASE HANNO INDETTO UNA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA: BEN VENGANO A ROMA IL 22 DICEMBRE ANCHE I LAVORATORI DELLE FABBICHE FIAT ISCRITTI AI SINDACATI CONFEDERALISono 93 i giovani precari il cui contratto è in scadenza, per 38 di loro con contratto a termine il 31 dicembre, mentre per gli altri 55, questi con contratto di ‘apprendistato, la scadenza è prevista per il prossimo marzo. Con la fabbrica in ‘cassa’ da circa un anno e mezzo, ed un nuovo anno di cassa integrazione, questa volta straordinaria, a tutto il 2010, si avvicina la prospettiva del prossimo licenziamento (già preannunciato dalla Fiat) per tutti loro.
Lo Slai cobas, che si associa e copromuove ogni iniziativa di lotta necessaria a scongiurare questa prima ondata di licenziamenti, non può non rilevare che questo grave attacco ai livelli occupazionali è conseguenza del cosiddetto ‘piano Marchionne’ con cui a Fiat si appresta nei fatti a chiudere gli impianti di Arese e Termini Imprese e dimezzare quello di Pomigliano d’Arco nella prospettiva di una sostanziale e progressiva delocalizzazione all’estero della produzione.
Le contraddizioni di FIOM-FIM-UILM sono date dalla loro “inguaribile e controversa” radice genetica che, da un lato “li vuole” quali “sindacati consociativi e di governo” (nella concertazione col padronato), e dall’altro “sindacati simulanti” la rappresentazione della protesta operaia in funzione delle compatibilità padronali. Ciononostante, se l’unità fa la forza, ben vengano a manifestare a Roma, contro il “piano Marchinne” anche i lavoratori delle fabbriche Fiat e dell’indotto iscritti ai sindacati confederali.Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 17/12/2009
Slai cobas - coordinamento nazionale
In occasione dell’incontro Fiat-governo-sindacati collaborazionisti.
MANIFESTAZIONE A ROMA
Martedì 22 dicembre - ore 14.30 - ROMACol cosiddetto Piano Marchionne la Fiat, con l’avallo sostanziale del governo, si appresta a chiudere da subito gli stabilimenti di Arese e Termini Imerese dimezzare Pomigliano d’Arco e ridimensionare in progressione l’intero gruppo auto nella prospettiva di un pesante azzeramento della produzione in Italia in funzione della delocalizzazione verso l’estero .
Fiom-Fim-Uilm dopo aver accettato in questi anni - nascondendolo ai lavoratori - la sostanza antioperaia del Piano Marchionne ancora oggi insistono nella strategia di divisione di fatto del conflitto sindacale tra gli stabilimenti in immediato pericolo, e tra questi e tutti gli altri. Una scellerata scelta che mette i lavoratori in concorrenza tra loro, all’evidente scopo di aziendalizzare, indebolire e controllare la lotta operaia per renderla compatibile alle politiche di concertazione/consociazione politica e sindacale. Una politica, che nel corso dei decenni, ha favorito l’offensiva padronale che sta portando nel baratro della precarietà l’insieme dei lavoratori dipendenti ed assimilati sia del settore privato che di quello pubblico.E’ ora di rilanciare l’iniziativa dentro e fuori le fabbriche Fiat.
Da Arese (già in piena mobilitazione dove la lotta operaia ha costretto la Fiat a sospendere la deportazione a Torino dei lavoratori, e la chiusura della fabbrica) a Termini Imerese, da Pomigliano all’insieme delle fabbriche del gruppo a quelle dell’indotto, è necessario rilanciare l’iniziativa e dare segnali forti e visibili di tendenza alla riunificazione delle lotte dei lavoratori.
Con la manifestazione del 22 dicembre a Roma non solo vogliamo mettere in atto un ulteriore passo in avanti nella difesa dei livelli occupazionali in Fiat ed indotto ma, a partire dal gruppo Fiat, vogliamo iniziare a costruire una più efficace difesa dell’insieme delle aziende pubbliche e private colpite dagli effetti antisociali della crisi economica e nello stesso tempo rilanciare ed allargare la mobilitazione contro il gravissimo attacco ai diritti sindacali dei lavoratori.
Non è un caso che, dopo il ripristino dei reparti-confino ed il sequestro del voto dei lavoratori per l’elezione delle RSU alla Fiat Pomigliano da parte di Fiom-Fim-Uilm stiamo registrando una vera e propria Emergenza Democratica nei posti di lavoro e nell’intera società. Questo non è più tollerabile perché senza una vera democrazia sindacale non vi può essere alcuna prospettiva futura per far valere le ragioni e gli interessi dei lavoratori nonché quelli dei settori sociali che ai lavoratori fanno riferimento.Slai cobas coordinamento nazionale
Rdb Federazione Nazionale
SdL Intercategoriale
Natale bimbi… ma
il vero “pacco”
Marchionne lo ha fatto a papà !
Slai Cobas Fiat e terziarizzate – Pomigliano, dicembre 2009
Comunicato SLAI Cobas FIAT Termoli
2/12/2009
APPELLO ALLA MOBILITAZIONE ED ALLA LOTTA ORGANIZZATA
Dopo le bellicose dichiarazioni di Marchionne,
con cui il management della Fiat, annuncia pesanti tagli a
carico dei lavoratori dell’intero gruppo la mobilitazione
operaia è costretta a confrontarsi con una situazione irta di
difficoltà.
L’intransigenza padronale trova facile gioco nell’azione
collaborazionista di Cisl e Uil e nella palese ambiguità della
Cgil. Questa situazione determina pericolose situazioni di
sfiducia e di rassegnazione che, attraverso il perverso
meccanismo della cassa integrazione e delle lunghe sospensioni
delle settimane lavorative, colpiscono pesantemente le
condizioni di vita e di lavoro operaie.
E’ ora di riprendere l’iniziativa e la lotta fuori e dentro gli stabilimenti.
Da Arese (già in piena mobilitazione) a
Termini Imerese, a Pomigliano, è necessario costruire una
risposta di massa all’attacco padronale smascherando la politica
di Cgil, Cisl, Uil la quale – per anni – è stata totalmente
subalterna alle promesse di Marchionne ed alle scelte di parte
operate dai vari governi nazionali.
I lavoratori non sono disposti ad ingoiare chiusure di
stabilimenti e nuovi tagli occupazionali assieme ad ulteriore
peggioramento delle condizioni di lavoro.
Una partecipata Assemblea di operai – tenuta a Pomigliano d’Arco
il giorno mercoledì 25 novembre – ha deciso di rilanciare
l’iniziativa di mobilitazione e proponendo alcuni appuntamenti
per le prossime settimane:
Mercoledì 2 dicembre lo Slai/Cobas di Pomigliano d’Arco e la Federazione Campana dell’RdB hanno indetto un Presidio alla Prefettura di Napoli per ribadire la netta contrarietà ad ogni piano di ridimensionamento o di chiusura dello stabilimento di Pomigliano e denunciare l’uso abnorme e discrezionale dello strumento della cassa integrazione nonché per il pagamento in busta paga delle spettanze.
Inoltre vogliamo costruire una Manifestazione a Roma (il 21 dicembre) non solo a difesa dei livelli occupazionali in Fiat ed indotto, ma dell’insieme delle aziende pubbliche e private colpite dagli effetti antisociali della crisi economica. Parimenti vogliamo continuare a denunciare il gravissimo attacco alla democrazia sindacale nei luoghi di lavoro. Dopo il sequestro del voto dei lavoratori per l’elezione delle RSU operato a Pomigliano da parte di Fiom-Fim-Uilm, costoro si apprestano a ripetere questa vergognosa manovra nel settore Trasporti ed in quello della Sanità impedendo autoritariamente la libera espressione dei lavoratori. Questo non è più tollerabile perché senza una vera democrazia sindacale non vi può essere alcuna prospettiva futura per far valere le ragioni e gli interessi del mondo del lavoro.
Slai/Cobas coordinamento provinciale Napoli
Federazione Campana dell’RdB
Napoli, 25/11/09
Comunicato stampa
Se FIOM-FIM-UILM sono lieti di prendere gli schiaffi in faccia da Marchionne lo Slai Cobas ed i lavoratori non ci stanno, e rilanciano:
ASSEMBLEA LAVORATORI FIAT A POMIGLIANO: LA CALMA CHE PRECEDE LA TEMPESTA!
MANIFESTAZIONE A NAPOLI E POI TUTTI A ROMANonostante il tentativo di CGIL-CISL-UIL di ‘rassicurare’ i lavoratori nel tentativo di tenere bassa la tensione, l’aria che si è respirava nell’affollata assemblea degli operai Fiat tenuta stamattina a Pomigliano era di quelle che… “precedono la tempesta”!
“Attendere ancora il ‘piano Marchionne’, come fanno finta di fare i sindacati confederali, “significa giocare con le parole nascondendo gli imminenti tagli occupazionali e produttivi nelle fabbriche del gruppo”: è quanto sottolineato da tutti i lavoratori intervenuti nonché di rappresentanti del sindacato di base RdB e le forze politiche presenti…”ciò nasconde il tentativo di dividere ed indebolire lo lotte dei lavoratori Fiat e dell’indotto, strategia del tutto funzionale ai prospettati tagli di interi stabilimenti (dall’Alfa Romeo di Arese a Termini Imerese alla Fiat di Pomigliano) ed al ridimensionamento degli altri, con l’a. d. Marchionne, che ‘batte cassa’ al governo per ristrutturare e licenziare e si permette addirittura di delegare all’INPS il pagamento ai lavoratori di quest’altro anno di ‘cassa integrazione infinita’ a Pomigliano”.
Lo Slai Cobas, che già richiesto a Ministro del Lavoro, Giunta Regionale, Ispettorato del Lavoro, un immediato controllo della liceità dell’uso abnorme della ‘cassa’ alla Fiat Pomigliano (erogata senza soluzione di continuità da oltre 20 anni) nonché immediate ispezioni contabili ai fini del doveroso pagamento anticipato dalla Fiat in busta paga delle spettanze mensili ai lavoratori, ha indetto, per il prossimo mercoledì 2 dicembre, una manifestazione-presidio alla Prefettura di Napoli.
Proposta (da definire nei prossimi giorni, con tutte le forze sindacali, politiche e sociali disponibili a sostenere le ragioni dei lavoratori di tutto il gruppo, una MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA in occasione dell’incontro del 21 dicembre tra Fiat, governo e sindacati confederali sui piani industriali Fiat e sui futuri assetti degli stabilimenti del gruppo. Manifestazione non solo a difesa dei livelli occupazionali in Fiat ed indotto, ma dell’insieme delle aziende pubbliche e private nonché per la difesa della democrazia sindacale nei luoghi di lavoro: dopo il sequestro del voto dei lavoratori per l’elezione delle RSU operato a Pomigliano da parte di FIOM-FIM-UILM, i ‘sindacati di Stato’ si apprestano a sequestrare il voto dei lavoratori nel settore ‘trasporti’ ed in quello della sanità. E questo non è più tollerabile perché senza una vera ‘democrazia sindacale’ non vi può essere alcuna prospettiva futura per far valere le ‘ragioni dei lavoratori’.
Forte sintonia su contenuti e proposte di mobilitazione tra Slai Cobas ed RdB che, insieme alle forze politiche presenti, proporranno un appello di mobilitazione nei rispettivi posti di lavoro sia pubblici che privati per costruire quell’unità di tutti i lavoratori che a tutti i costi i sindacati confederali ed il fronte padronale intendono osteggiare.Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 25/11/2009
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
“SE I SINDACATI CONFEDERALI ‘ABDICANO’ AL PROPRIO RUOLO E NON BATTONO CIGLIO MENTRE LA FIAT SI APPRESTA A FAR RIPIOMBARE NEL MEDIOEVO I DIRITTI DEI LAVORATORI, LO SLAI COBAS NON CI STA:
I sindacati confederali cercano di ‘tenere basse’ le ragioni dei lavoratori continuando a ’pendere’ dalle labbra di Marchionne e del suo ‘piano’ e a ‘prendersi’ gli ‘schiaffi in faccia’ datigli dalla Fiat (che sta smantellando Pomigliano e precarizzando ‘a vita’ salari e posto di lavoro degli 8.000 addetti - inclusi quelli delle terziarizzate): lo Slai cobas non ci sta e convoca per domani un primo momento assembleare coi lavoratori per mettere a punto le prossime iniziative a tutela del salario e del posto di lavoro contro il ridimensionamento occupazionale e produttivo in atto da oltre un anno!
MERCOLEDI’ 25 NOVEMBRE ASSEMBLEA PUBBLICA DEI LAVORATORI FIAT A POMIGLIANO, ORE 9.30, BIBLIOTECA COMUNALE (SALA DELL’OROLOGIO), VIA V. EMANUELE
Slai cobas Fiat Alfa Romeo – Pomigliano d’Arco, 24/11/2009
I SINDACATI CONFEDERALI CHE CONTINUANO A PENDERE DALLE LABBRA DI MARCHIONNE HANNO TOCCATO IL FONDO
MERCOLEDI’ 25 NOVEMBRE, ORE 9.30
ASSEMBLEA A POMIGLIANO
Pomigliano d'Arco 19/11/2009
FACCIAMO NOSTRA LA PROPOSTA DI TOLLARI
SEGRETARIO PROVINCIALE DELLA UIL DI MODENA
Conti al netto del favoloso contratto di FIM e UILM.
Categoria |
1° tranche gennaio 2010 |
Al giorno sarebbero per tutto il 2010 |
2° tranche gennaio 2011 |
Al giorno sarebbero per tutto il 2011 |
3° tranche gennaio 2012 |
Totale a regime nel 2012 |
Al giorno sarebbero per tutto il 2012 |
|
1° |
12.77 |
0.42 |
18.25 |
0.60 |
19.16 |
50.18 |
1.67 |
|
2° |
14.95 |
0.49 |
21.35 |
0.71 |
22.41 |
58.71 |
1.95 |
|
3° |
17.62 |
0.58 cent. |
25.18 |
0.83 cent. |
26.44 |
69.24 |
2.03 euro |
|
4° |
18.65 |
0.62 |
26.64 |
0.88 |
27.98 |
73.27 |
2.44 |
|
5° |
20.44 |
0.68 |
29.20 |
0.97 |
30.66 |
80.30 |
2.67 |
(neanche un caffè al bar)
La parte normativa: distrugge il contratto nazionale e limita il contratto aziendale, dato che potrà essere esclusivo o concorrente si può peggiorare così anche il contratto nazionale. In azienda si potrà solo contrattare salario variabile legato alla produttività, detto non in sindacalese ti devi rompere il culo per portarti a casa da mangiare, ottimo soprattutto se c'e' una crisi in atto come adesso.
Il fondo di sostegno al reddito: questo fondo è una vera truffa, in pratica dobbiamo pagarci la cassa noi, però per pagare milioni di euro a banche e padroni non c'è problema.
La precarietà: che sancisce il superamento del vincolo dei 36-44 mesi ed introduce la stagionalità fino a 6 mesi tenendo un operaio precario a vita.
Per evitare questa porcata, facciamo nostra la proposta di Tollari, quando dice nell'intervista rilasciata al quotidiano L'informazione di Modena che chi è contrario a questo magnifico contratto può rivolgersi al proprio ufficio paghe e rifiutare l'aumento.
Caro Tollari a queste condizioni non rifiutiamo solo l'aumento salariale, ma anche la parte normativa che la applichi ai tuoi iscritti. Capito!!!
Operai, vogliamo renderci schiavi di soggetti del genere, che ci ricattano dicendo che dobbiamo rifiutare l'aumento concesso da FIM, UILM e i padroni se non ci piace.
Con l'aumento di merda che ci vogliono elemosinare (2.03 euro al giorno per un terzo liv.) a regime nel 2012 diciamo che possiamo farne anche a meno, non sono questi euro a salvarci dalla miseria nella quale ci hanno fatto finire, questi nemici della classe operaia.
La stessa FIOM, che ora si atteggia a paladino dei nostri interessi, ha delle gravi responsabilità in merito alla condizione operaia.
Tutto questo, avviene perché gli operai continuano a delegare in bianco e non si assumono le proprie responsabilità, non agendo in prima persona per i propri interessi.
SLAI COBAS MODENA
RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA
12/11/09
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
LAVORATORI IN ASSEMBLEA PREPARANO LA MANIFESTAZIONE DI DOMANI ALLA GIUNTA REGIONALE DELLA CAMPANIA < PER IL RIPRISTINO DELLA DEMOCRAZIA SINDACALE IN FABBRICA E CONTRO IL ‘PIANO MARCHIONNE’, I REPARTI-CONFINO, LA CASSA INTEGRAZIONE ED I PROSPETTATI TAGLI OCCUPAZIONALI > IN OCCASIONE DELL’INCONTRO IN SEDE DI GIUNTA REGIONALE TRA FIAT-SINDACATI-DIREZIONE PROVINCILE DEL LAVORO PER L’ESAME CONGIUNTO AI FINI DELLA CONCESSIONE DELL’ANNO DI CIGS RICHIESTO DALLA FIAT
Dopo oltre un anno di cassa integrazione in cui i 5.128 addetti allo stabilimento Fiat di Pomigliano e i circa 8.000 dell’indotto hanno lavorato meno di una settimana al mese cresce la rabbia tra i lavoratori che stamattina si sono riuniti in due assemblee, una svolta nella sede dello Slai Cobas di Pomigliano, l’altra indetta dalla Fiom nella Sala Borsellino.
Scarsa credibilità ha riscontrato la Fiom tra i lavoratori iscritti allo Slai Cobas: “ma come può pretendere di parlare credibilmente di democrazia sindacale quando, insieme e FIM,UILM E FISMIC, continua a sequestrare il diritto di voto dei lavoratori con le RSU decadute già dalla scorso giugno, e nulla fa per riportare in fabbrica i 316 deportati al reparto confino di Nola di cui circa la metà sono iscritti allo Slai Cobas…?! Pretendere di rifarsi una ‘verginità sindacale’ per continuare a cogestire la caduta nel baratro dei diritti e delle certezze occupazionali dei lavoratori conseguenti alla precedente accettazione e sottoscrizione del ‘piano Marchionne’ parrebbe oggi una barzelletta se non rappresentasse un vero e proprio dramma per i lavoratori e le loro famiglie coinvolte”.
Il ripristino della democrazia sindacale con il voto dei lavoratori per scegliersi i propri rappresentanti sindacali ed il collegato rientro in fabbrica dei 316 confinati di Nola sono pregiudiziali irrinunciabili a qualunque confronto perché rappresentano la inaccettabile compressione delle più elementari libertà democratiche dei lavoratori (voluta dal ‘piano Marchionne’ e appoggiata da FIOM-FIM-UILM-FISMIC per sottrarsi al giudizio ed al controllo dei lavoratori) nella speranza di ‘assorbire’ nelle nefaste pratiche di concertazione le rivendicazioni e le ragioni dei lavoratori e vanificarne i contenuti delle mobilitazioni.Domani, dalle 9.30, manifestazione dei lavoratori, Centro Direzionale Isola a/6 - sede Giunta Regionale della Campania - Napoli.
Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - coordinamento provinciale di Napoli
9-11-2009
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
L’AZIENDA AVVIA LE PROCEDURE PER UN ANNO DI “CASSA” STRAORDINARIA (DAL 16 NOVEMBRE 2009 AL 14 NOVEMBRE 2010) PER I 5.128 ADDETTI TRA OPERAI, IMPIEGATI E QUADRI DELLO STABILIMENTO DI POMIGLIANO D’ARCO
FIOM-FIM-UILM CHE HANNO CONSENTITO E PLAUDITO IL PIANO MARCHIONNE DOVREBBERO CHIEDERE SCUSA A TUTTI I LAVORATORI PER AVERLI CONDOTTI NEL BARATRO INVECE DI CONSENTIRE ALLA FIAT I REPARTI-CONFINO COME QUELLI DI NOLA E SEQUESTRARE DA BEN 4 MESI IL VOTO PER LE RAPPRESENTANZE SINDACALI DI FABBRICA PER EVITARE DI ESSERE SCONFITTI DALLE URNE
INTANTO SI PREPARA LO SCIOPERO GENERALE DI VENERDI 23 OTTOBRE CON MANIFESTAZIONE A ROMA DEI SINDACATI DI BASECon una lettere a inviata stamane alle organizzazione organizzazioni sindacali ed alla Giunta regionale della Campania la Fiat ha comunicato l’avvio della procedura di cassa integrazione straordinaria interessante i 5.128 addetti dello stabilimento di Pomigliano d’Arco per “un periodo di 12 mesi decorrente dal 16 novembre 2009 e con termine il 14 novembre 2010”. “si precisa”, dichiara inoltre la Fiat… “che la ‘cassa’ potrà nei corso dei 12 mesi, subire modificazioni correlate alle richieste di mercato, con la possibilità di periodi di attività produttiva giornaliera e/o settimanale che prevedono, nel caso, il richiamo al lavoro degli addetti o parte di essi”.
“Il sequestro del voto RSU da parte di FIOM-FIM-UILM alla Fiat di Pomigliano (il mandato del parlamentino sindacale è decaduto lo scorso giugno e ancora oggi la ‘triplice’, che detiene la maggioranza in commissione elettorale, non intende stabilire la data del voto) è dato dalla evidente preoccupazione dei sindacati confederali di confrontarsi col giudizio dei lavoratori sul loro operato”, denuncia lo Slai Cobas: “non gli sono bastati reparti-confino come quello di Nola nel tentativo di ‘regnare’ indisturbati dai lavoratori ed al servizio dei piani di ridimensionamento occupazionale e produttivo concertati con Marchionne. No, questi sindacati, compresa la Fiom del segretario nazionale ‘no global’ Rinaldini (che tanto sbandiera una ‘democrazia parolaia e di bandiera’) come nelle migliori dittature rifuggono dal voto nonostante hanno già un appannaggio contrattuale del 33% dei seggi indipendentemente dalle scelte dei lavoratori ed in Fiat un altro 100% dei seggi spettanti alle organizzazioni sindacali firmatarie dei contratti-bidone. La sospensione della democrazia furtivamente attuata da FIOM-FIM-UILM a Pomigliano anticipa la svolta autoritaria in atto delle relazioni sindacali sia nel settore privato che in quello pubblico ed è funzionale al tentativo di scaricare i costi della crisi sui lavoratori, sui precari, sui disoccupati, sugli immigrati e sui ceti popolari. In questo senso la questione ‘sindacale’ diviene oggi una vera e propria ‘emergenza democratica con forte valenza politica’ necessaria a ridare efficacia e forza alle lotte dei lavoratori ed a quelle sociali. In questo senso va, tra l’altro, la partecipazione dei lavoratori Fiat e dell’indotto allo sciopero ed alla manifestazione a Roma di venerdì prossimo.Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 20/10/2009
DITTATURA E RAZZISMO ALLA NEW HOLLAND
Che gli operai non vivono una condizione di
uomini liberi, ma siano degli schiavi sfruttati oppressi degli
schiavi moderni, questa è una verità assodata.
Un dato di fatto che la stessa realtà di vita della fabbrica ci
sbatte in faccia brutalmente, attraverso l’applicazione
dell’unica legge che lì conta e domina, quella del padrone.
Tutto il resto la democrazia, l’uguaglianza, la libertà di
pensiero, di parola di espressione, i diritti, sono solo tanta
aria fritta.
Nella storia degli operai ci sono stati tanti
periodi bui e terribili riguardo la nostra condizione di vita e
lavorativa, la nostra capacità di antagonismo, ma questo momento
storico risulta essere il più tragico e drammatico, per la
presente situazione di totale sbando, di arretramento culturale
in cui gli stessi operai oggi sono precipitati.
La fabbrica mostra quotidianamente il metro di misura di un
fondo che pare senza fine, a una situazione e condizione degli
operai che li rende inermi ed esposti alla totale mercé del
padrone.
Riportiamo alcuni episodi avvenuti alla New Holland di Modena:
Abbiamo il capo squadra della linea APH (1570) Imparato che minaccia e ricatta gli operai con frasi del tipo: “se vuoi il giorno di ferie che mi hai chiesto oggi devi farmi più pezzi di quello che comporta la cartella di produzione” e viene di prassi coperto dall’azienda malgrado le proteste delle RSU.
Abbiamo il capo squadra del reparto macchine utensili (1012) Carugati, che sempre pronto e solerte nel soddisfare il volere del suo superiore Marcucci, pur di compiacerlo si inventa sul momento leggi o normative contrattuali del tipo: non si può uscire in più di due operai dal reparto o andare a prendere il caffè in più di due (diversamente ciò potrebbe risultare un assembramento sedizioso?) o chi non fuma non può uscire dal capannone a prendere una boccata d’aria , un invito al tabagismo? Mentre il reparto che gestisce è allo sfascio lui pensa solo a contestare ad alcuni operai quella produzione prevista dai tempisti impossibile da ottenere anche a causa dei macchinari spappolati dietro la minaccia “vi metto al turno centrale” sapendo che la causa sta nell’incuria dell’azienda, che comporta gravi rischi alla sicurezza del lavoro nel reparto!!!
Abbiamo il capo squadra della linea APL (1572) Chiatto che durante l’applicazione del WCM nella propria squadra, trovando alcune giacche personali di alcuni suoi operai appese a degli attaccapanni; e chiedendo a chi appartengono le riconsegna a mano agli operai italiani, mentre all’operaio di colore che si appresta ad andarla a ritirare la butta nel bidone dell’immondizia. Il tutto davanti agli altri operai della squadra e al delegato della FIOM che restano esterrefatti per il gesto. Come RSU unitarie abbiamo chiesto un provvedimento disciplinare nei confronti del capo, che infliggesse almeno un giorno di sospensione vista la gravità del gesto e il problema del razzismo crescente. Ma come volevasi dimostrare la legge non è uguale per tutti, mentre per noi operai basta una piccola infrazione per essere ripresi, multati o sospesi a loro tutto è concesso.
Abbiamo il “forse” capo del personale Colacicco, che di fronte a delle banali richieste delle RLS di stabilimento, tipo le liste di nominativi di chi è autorizzato a fare determinate mansioni e cose, o per effettuare un semplicemente controllo su quanto avviene all’interno dello stabilimento in merito alle norme della L.626, è solo capace di prendere a pretesto la legge sulla privacy, impedendo così ai delegati addetti alla sicurezza di acquisire dati e informazioni ed essere messi così in condizione di esercitare il loro ruolo nel modo migliore.
Abbiamo il certo capo del personale Barrile che non tiene informate le RSU sui cambiamenti e le modifiche che l’azienda vorrebbe intraprendere, oppure se anche le informa poi avviene spesso tutto il contrario mettendo in difficoltà le RSU. Al suo sfogo fatto all’unione industriali dove diceva dopo aver ricevuto le critiche dalle RSU “d’ora in avanti allora vi faccio firmare un verbale di informazione, cosi nessuno può dire che non vi avevamo informato o abbiamo cambiato i piani”, noi diciamo ma magari fosse cosi, avremmo modo anche per dimostrare che lo SLAI COBAS non viene neanche chiamato agli incontri!
Poi abbiamo il caso, del funzionario Franchi quello che con la macchina ha investito il delegato della UILM nell’ultimo picchetto organizzato dalle RSU, cosa voleva dimostrare costui, forse che era anche disposto ad ammazzare un operaio pur di entrare. Ma non c’era nessun bisogno di questo gesto, perché gli impiegati e i capi in quell’ occasione venivano lasciati entrare. (non abbiamo paura che ci rubate il lavoro, avete fatto di tutto per andare in ufficio) ed inoltre i profitti li rendono gli operai che producono merci, non gli impiegati davanti al monitor.
Alle RSU di FIM, FIOM, UILM e FISMIC,
vorremmo dire che di fronte a tutti questi accadimenti non si
può più stare zitti oppure, accontentarsi di un volantino di
denuncia.
Mentre agli operai diciamo che pensare di tacere e abbassare la
testa di fronte a questi soprusi, e credere così di salvarsi il
culo è solo una pura illusione. Un modo di pensare e di agire
sbagliato perché più accettiamo queste cose, più sprofondiamo
verso il basso e risalire dopo sarà ancora più duro. Dobbiamo
smetterla di ragionare e muoverci individualmente, ma dobbiamo
unirci: OPERAI contro PADRONI e di conseguenza contro i capi che
in fabbrica li rappresentano. Dobbiamo mettere da parte le beghe
personali e ragionare come se fossimo un'unica testa, per gli
interessi della nostra classe, la classe operaia.
RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA
14/10/09
SLAI COBAS MODENA
OPERAI, FERMIAMOLI PER IL NOSTRO BENE!!!
La FIM e la UILM fanno 10 domande alla FIOM, la FIOM che fa una domanda alla FIM e alla UILM.
Dobbiamo farli smettere con tutte queste tarantelle.Lo SLAI COBAS ne fa una sola agli operai; veramente crediamo che quello che stanno facendo sia negli interessi della classe operaia e dei lavoratori?
Basta guardare le richieste salariali, fatte sia di una fazione che dell’altra per rendersi conto che non sono i nostri interessi.
Basta leggere le dichiarazioni di: Draghi (governatore banca d’Italia), Montezemolo, i sindacati (tutti), vari politici di tutti gli schieramenti, dove ammettono che i salari in Italia sono tra i più bassi d’Europa.
E questi eroi, hanno il coraggio di chiedere per il biennio 2010-2011 solo 130 euro di aumento (la FIOM) perché FIM e UILM chiedono anche meno, poi vengono a parlare di democrazia e dei diritti.
Ma quale democrazia e quali diritti, se gli operai non sono in grado di arrivare a fine mese, si sottomettono a qualsiasi ricatto, con la repressione che avviene all’interno delle fabbriche e non solo, ci vorrebbe uno sciopero al giorno.
Poi ci vengono a parlare di democrazia proprio loro, che per diritto “divino” hanno il “diritto” ad avere il 33% dei delegati nelle elezioni delle RSU senza passare dalle elezioni.
Ci vogliono far credere anche che se si fa un referendum coinvolgendo tutti gli operai (la FIOM) invece di fare votare solo i propri iscritti (FIM e UILM), c’è la democrazia.
Solo cosi, si legge nel volantino della FIOM “si prende l’impegno reciproco di assumere unitariamente quella che sarà votata dalle lavoratrici e dai lavoratori”.
Non fate i Ponzio Pilato, sicuramente gli operai voteranno si, altrimenti quale sarebbe l’alternativa votiamo no e poi dobbiamo fare la lotta dura con tanti scioperi per solo 130 euro? Cosa andremmo a recuperare con questa elemosina.
La FIOM deve finire il giochino di prendere le distanze dagli altri 2 sindacati venduti per poi tornare insieme alla prima occasione. Questo paravento per recuperare un pò di consenso e apparire il meno peggio non convince più. È tempo di schierarsi.
Ma questi lo faranno solo se non stiamo alla finestra a guardare, contro questa gentaglia che ci manda in rovina, non si può pensare, diamo il voto a tizio perché è combattivo (che sia COBAS o FIOM o di altri sindacati) e poi non si sostiene quando c’è da lottare, in questo modo anche il più determinato si deve arrendere, quando si trova da solo davanti al padrone.Noi venerdì 9 scioperiamo, per rendere più stabile questa rottura per impedire una accelerazione della nostra discesa nel baratro e per compattare le fila degli operai che non intendono comunque collaborare col padrone.
RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA 07/10/09
SLAI COBAS MODENA
UDIENZA ALLA CORTE DI CASSAZIONE:
CESARE ROMITI contro 100 operai ALFA/ FIAT.
Il Procuratore generale respinge le
richieste di Romiti.
Tra qualche settimana il deposito della sentenza.
5 ottobre 2009
Comunicato sindacale
RESOCONTO DELL’ INCONTRO IN CONFINDUSTRIA
Il giorno 25 settembre 2009 si è svolto
l’incontro in Confindustria a Modena tra le O.O.S.S. provinciali
le RSU di stabilimento e la Direrzione aziendale di CNH per la
discussione sulla ulteriore richiesta di C.I.G.O.
Dopo la discussione le organizzazioni sindacali hanno ritenuto
di non siglare il verbale di esperita procedura.
La decisione è scaturita dalla non condivisione dei temi che il
sindacato ha esposto come contraddittori con le richieste
aziendali:
Effettuazione di straordinario in azienda per carenze organizzative, in area scorrimento addirittura si saltano i turni di riposo.
Aumenti produttivi su alcune linee di montaggio.
E' mancata una discussione in merito alla mobilità interna ed all’integrazione dei lavoratori di Imola, dove l’azienda ha proceduto in modo unilaterale, dimostrando di volere intraprendere relazioni sindacali solo per propria convenienza.
In merito alle problematiche dei reparti cavi e verniciatura, in luglio, la RSU aveva sottoscritto con la direzione un impegno ad effettuare corsi di formazione, al fine di riqualificare parte dei lavoratori dei due reparti in difficoltà, ancora manca una risposta ed un impegno serio su questo versante.
Le O.O.S.S. e le RSU avevano chiesto all’azienda, di inserire nel verbale di esperita procedura un passaggio che riassumesse le motivazioni del Sindacato e di contro avrebbe sottoscritto l’accordo, ma la direzione aziendale ancora una volta ha preferito non avere un confronto sui temi descritti.
A quei lavoratori che ancora oggi, in un momento così difficile, continuano a fare straordinario chiediamo come gesto di contrasto alle scelte aziendali, di rifiutarsi, di perseguire in questa pratica individualista e opportunista. Non solo per rispetto di quei soggetti più sfortunati che ad oggi si trovano ad effettuare molti giorni di cassa integrazione, percependo un salario ridotto.
Ma anche perché facendo così, non fanno altro che accelerare i tempi della loro-nostra cassa integrazione. Invece di essere solidali tra operai, si rendono utili alla (FIAT) incrementando lo sfruttamento operaio.
Modena 28/09/2009 Le rsu cnh modena
FIM – FIOM – UILM – FISMIC - SLAI COBAS
Quanto si perde con la mensilizzazione
(da SLAI Cobas FIAT Termoli 4-5-2009)
Comunicato stampa
FIAT-RSU: CONTINUA IL SEQUESTRO DEL VOTO A POMIGLIANO
LA FIAT SI SCHIERA A FIANCO DI FIOM-FIM-UILM E RIFIUTA DI CONSEGNARE I TABULATI NOMINATIVI PER CONSENTIRE IL VOTO
INTANTO PER IL PROSSIMO VENERDI’ 11 SETTEMBRE E’ INDETTA PRESSO LA SEDE SLAI COBAS DI POMIGLIANO D’ARCO, ORE 11, LA RIUNIONE PREPARATORIA DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE UNITARIA DEL 26 SETTEMBRE A NAPOLI PER LA DIFESA DELLA DEMOCRAZIA SINDACALE
Nonostante la richiesta formalizzata dai sindacali già dallo scorso 22 luglio, oggi 7 settembre la Fiat ha rifiutato di fornire i tabulati dei lavoratori in forza nonché la messa a disposizione dei locali per l’espletamento delle operazioni elettorali per il rinnovo delle RSU/RLS.
L’iniziativa aziendale si colloca in un momento di evidente difficoltà dei sindacati confederali a giustificare il sequestro del voto sindacale a Pomigliano in atto da giugno scorso, data di scadenza del mandato elettivo triennale delle RSU/RLS di fabbrica. La discesa in campo della Fiat in prima persona a soccorso di FIM-FIOM-UILM evidenzia, se ancora ce ne fosse bisogno, l’inquietante livello di intreccio collusivo in atto tra le forze padronali e quelle sindacal-confederali tese alla trasformazione autoritaria e concertata in atto (in funzione di ‘unità nazionale anticrisi’), dei diritti sindacali e di quelli sociali.
“dalla Fiat ai settori pubblici e privati la democrazia sindacale è qualcosa che si mangia perché, senza, vi è scarso futuro e scarsa possibilità per i lavoratori nella mobilitazione per l’efficace difesa dei propri diritti - sia nel settore pubblico che in quello privato - e di quelli di quelli sociali”: di questo si discuterà venerdì prossimo a Pomigliano e nell’Assemblea Nazionale Unitaria di sabato 26 settembre a Napoli per la difesa della democrazia sindacale.Slai Cobas Fiat e terziarizzate - Pomigliano
Pomigliano d’Arco, 7/9/2009
Assemblea del 17/7/2009 alla sala Borsellino di Pomigliano d’Arco
DALLA FIAT AL PUBBLICO IMPIEGO LA QUESTIONE SINDACALE E’ EMERGENZA DEMOCRATICA IN OGNI POSTO DI LAVORO: ASSEMBLEA NAZIONALE A SETTEMBRE NAPOLI
Nell’affollata assemblea di venerdì 17 luglio vi è stata una forte convergenza delle forze presenti (SLAI COBAS, RDB-CUB, PCL, CARC, SLL) sulla necessità di costruire un idoneo percorso di mobilitazione a difesa della democrazia sindacale, a cominciare da una assemblea nazionale da tenersi a Napoli a fine settembre. Iniziativa che si propone a tutte le organizzazioni sindacali, sociali e politiche disponibili e non colluse col ‘vigente andazzo’.
La beffa referendaria che nel 1995 portò all’approvazione della sola abrogazione parziale dell’art. 19 dello Statuto dei lavoratori passò con uno scarto di soli 13.000 voti a fronte di 25 milioni di voti validi e fu frutto di evidenti brogli elettorali. Brogli però consentiti dall’inquinante comportamento della cosiddetta ‘sinistra’ FIOM-CGIL, rifondazione comunista e qualche collegato sindacato di base che organizzarono la raccolta di firme anche sul quesito parziale (di fatto contrapposto a quello ‘totale’ per l’abrogazione secca di tutto l’art. art. 19). Ciò contribuì alla vanificazione della pur notevole iniziativa politico-sindacale dei lavoratori che, consapevoli dell’irriformabilità di tutto il sindacalismo confederale, e forti di quella che passò alle cronache negli anni precedenti come la “stagione dei bulloni”, si ponevano l’obiettivo di abbattere una norma liberticida che imponeva il monopolio di CGIL-CISL-UIL e precludeva (e ancora preclude) ogni possibilità di democrazia per i lavoratori stessi.
Anche alla luce della trasformazione autoritaria in atto dello Stato, delle relazioni sindacali e del sistema politico-istituzionale (appoggiata dall’insieme delle forze politiche di governo e finta opposizione, dal rilancio della concertazione-consociazione sindacal-confederale, e finalizzata alla repressione di ogni conflitto sociale non funzionale) necessaria al padronato per realizzare la pesante ‘ristrutturazione da crisi’ dei rapporti di produzione e distribuzione di merci e servizi, la questione della democrazia sindacale oggi diventa emergenza democratica in ogni posto di lavoro pubblico e privato perché la democrazia è ‘qualcosa che si mangia’ senza la quale i lavoratori fanno la fame e sono condizionati nella mobilitazione e nella lotta per la difesa dei propri diritti e di quelli sociali.
Le elezioni-truffa delle RSU che vedono un appannaggio del 33% dei seggi elargito per accordo ai sindacati confederali indipendentemente dal voto espresso dai lavoratori cui si somma, in Fiat, un ulteriore numero di ‘delegati-esperti’ da designare equivalenti al numero totale delle RSU stesse e concesso gentilmente dalla Fiat a FIOM-FIM-UIL la dice lunga sul reale concetto di ‘rappresentanza’ perseguito da questi sindacati: democrazia ‘per se’ e dittatura per i lavoratori.
La progressiva normativa di controllo-virtualizzazione dello sciopero nei settori e servizi pubblici, le vicende Fiat a Pomigliano che vedono FIOM-FIM-UILM scrivere una delle pagine più nere della democrazia sindacale (dall’appoggio ai licenziamenti politici ai famigerati reparti-confino ai corsi di formazione-disciplinare al sequestro delle elezioni delle RSU - che si dovevano tenere in giugno scorso e tentano di rinviare a data da destinarsi) fanno da ponte al sequestro concertato delle assemblee sindacali e tirano la volata all’ulteriore stretta predisposta dal ministro Brunetta per affermare d’imperio nel pubblico impiego l’esclusivo monopolio confederale.BASTA CON LA REPUBBLICA DELLA BANANE DELLA RAPPRESENTANZA SINDACALE
Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano - cobasslai@fastwebnet.it
Slai Cobas coordinamento nazionale - www.slaicobas.it
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
FALLISCE L’ASSEMBLEA INDETTA STAMATTINA DALLA FIOM: SOLO 100 DEGLI OLTRE 3.000 OPERAI DI FIAT ED INDOTTO DEL PRIMO TURNO DI LAVORO E DI QUELLO CENTRALE VANNO AD ASCOLTARE CREMASCHI… TUTTI GLI ALTRI AI BOX CAFFE’
Preceduta dall’affollata assemblea pubblica di venerdì scorso ‘per la difesa della democrazia sindacale dal monopolio confederale’, promossa dallo Slai Cobas e tenuta presso la sala Borsellino di Pomigliano d’Arco, nonché dai tafferugli ‘interconfederali’ di ieri avvenuti agli ingressi della Fiat di Pomigliano al cambio turno durante il volantinaggio delle piattaforme contrapposte relative al biennio 2010/2011 del contratto metalmeccanici (Fiom da una parte e FIM-UILM dall’altra) e dal recente accordo separato sul ‘premio di risultato’ l’assemblea retribuita indetta stamattina dalla FIOM dalle ore 9.00 alle 10 è fallita: appena in 100 (sugli oltre 3000 addetti presenti stamattina in Fiat Pomigliano e nella miriade di aziende dell’indotto operanti all’interno del perimetro dello stabilimento) si sono recati ad ascoltare i comizi di Andrea Amendola responsabile Fiom per il settore Auto e Giorgio Cremaschi della segretaria nazionale della Fiom, nonché riconosciuto braccio destro di Rinaldini e leader della ‘rete 28 aprile’ (la cosiddetta componente di ‘sinistra’ in CGIL).
Affollatissimi invece,durante l’ora di assemblea retribuita, i box caffè interni ai reparti dove, vox populi, teneva banco, nelle disincantate discussioni dei lavoratori, la parabola de ‘i ladri di Pisa che di giorno litigavano per la spartizione del bottino e la notte facevano comunella per andare a rubare insieme i diritti dei lavoratori” (titolo del volantino stampato in 5.000 copie e distribuito stamattina ai cancelli dallo Slai Cobas), nonché il rinvio-sequestro (a data da destinarsi) del voto per le RSU a Pomigliano il cui mandato è decaduto lo scorso luglio ed operato in ‘comunella’ dai ‘ladri di Pisa’ di FIOM-FIM-UILM. Le paure confederali di andare in ‘debacle’ nel voto RSU sono evidenti!
“La democrazia sindacale è ‘qualcosa che si mangia’ senza la quale i lavoratori fanno la fame, come sta avvenendo oggi perché, in tutti i settori, dal pubblico al privato, il monopolio della rappresentanza sindacale conferito a CGIL-CISL-UIL dal riconoscimento padronale tramite la firma (anche posticipata) dei contratti-bidone è qualcosa di ignobile: abrogare il monopolio della rappresentanza confederale è oggi una vera emergenza democratica per tutti i lavoratori”, dichiara lo Slai Cobas che conferma l’assemblea nazionale di fine settembre a Napoli “per la difesa della democrazia sindacale nei luoghi di lavoro”, iniziativa proposta unitariamente a tutte quelle forze politiche, sindacali e sociali non colluse col ‘vigente andazzo’.Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 22/7/2009
COME I LADRI DI PISA CHE DI GIORNO LITIGAVANO E LA NOTTE ANDAVANO A RUBARE INSIEME
Assistiamo al rituale ‘bisticcio’ tra Fiom-Fim-Uilm con toni oggi esasperati dal voto per le RSU, nonostante questi stessi sindacati stanno tentando insieme di rimandare a tempi per loro più ‘proficui’ le operazioni di voto. Infatti il mandato delle RSU è decaduto lo scorso giugno ma tutti loro, in Commissione Elettorale (ad eccezione di Slai Cobas), fanno ‘melina’ all’evidente scopo di rinviare a ‘data da destinarsi’ il voto, operando un illegittimo sequestro del diritto dei lavoratori di scegliere, confermare o cambiare i propri rappresentanti. Ciò è ancor più grave in un momento in cui è necessaria una forte e rinnovata rappresentanza sindacale in relazione ai gravi tagli occupazionali previsti dal ‘piano Marchionne’.
E intanto ‘litigano’ sul ‘premio di risultato’. L’anno scorso, a fine luglio, i lavoratori hanno avuto un importo pdr di circa 1.100 euro in busta paga. A fine mese ne troveranno 600. FIM e UILM firmano l’accordo, la Fiom no facendo finta di fare la ‘voce grossa’ con Fiat e FIM-UILM. Il fatto è che i ‘buoni accordi’ per i lavoratori si fanno solo quando i lavoratori ‘contano’: cosa che oggi non è! Il ‘piano Marchionne’, appoggiato da tutti i sindacati confederali compreso il segretario ‘no-global’ della Fiom Rinaldini (vedi retro) sta portando allo sfascio l’occupazione nel gruppo Fiat e nell’indotto preludendo alla chiusura-ridimensionamento delle fabbriche con particolare riferimento a Termini Imerese, Pomigliano, Arese e Modena. A Pomigliano ad esempio, è da dicembre 2007 (da quando presso l’Unione degli Industriale di Napoli tutti quanti insieme hanno accettato il ‘piano Marchionne’ con i corsi-disciplinari e l’istituzione del reparto-confino di Nola) che tutti i lavoratori si trovano ricattati, a salari dimezzati e futuro precarizzato da cassa integrazione senza fine: l’integrazione regionale tramite corsi-fantasma conferma la lunga durata della ‘cassa’ ed il ridimensionamento occupazionale. E intanto continuano ad ‘accapigliarsi’ sulle ‘piattaforme di rinnovo contrattuale del biennio 2010/2011’ ma, nello stesso tempo, tutti quanti insieme, concordano nella necessità di tenere ingabbiati i lavoratori nel loro monopolio della rappresentanza sindacale appoggiato dalla Fiat: è forse per ‘caso’ che godono dell’appannaggio del 33% delle RSU indipendentemente dalle scelte dei lavoratori a cui si somma il 100% di ‘esperti’ nominati grazie alla gentile accordo con la Fiat?
Oggi ci vuole un forte e reale rinnovamento democratico della rappresentanza sindacale per il semplice fatto che <la democrazia è qualcosa che si mangia senza la quale i lavoratori fanno la fame> perché sono deboli ed indifesi di fronte al devastante attacco padronale: tenere la dittatura sui lavoratori e la democrazia sindacale ‘per se’ come fanno i sindacali confederali compresa la Fiom non può portare niente di buono per i lavoratori… ma tanto di buono per ‘loro’ a discapito dei lavoratori stessi. Fanno come nel vecchio adagio dei i ‘ladri di Pisa’ che di giorno litigavano dando a intendere che non erano d’accordo mentre nel buio della notte facevano comunella per rubare insieme: E’ PER QUESTO CHE PER CONTARE BISOGNA CAMBIARE !
La scelta della maggioranza della commissione elettorale di riunirsi solo durante i pochi giorni di lavoro e non durante i giorni di cig non è soltanto una intollerabile scelta ‘ricottara’ che da sempre contraddistingue certi comportamenti. Stavolta vi è qualcosa di più: la volontà di fare ‘melina’ per ritardare all’infinito il voto dei lavoratori sequestrandone i diritto a decidere sulle proprie rappresentanze sindacali.
Anche di questo si è discusso nell’affollata assemblea pubblica dello Slai Cobas di venerdì scorso a Pomigliano in preparazione della mobilitazione nazionale di settembre a difesa della democrazia sindacale e della condizione operaia dalle nere prospettive del ‘piano Marchionne’ plaudito all’epoca da tutti i sindacati confederali, quegli stessi che oggi dovrebbero semplicemente dimettersi e chiedere scusa ai lavoratori per il disastro in cui li hanno precipitati.
Lo Slai Cobas farà come al solito e fino in fondo la sua parte: per il resto tocca ai lavoratori.Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - www.slaicobas.it - Pomigliano d’Arco, 22/7/2009
COMUNICATO SINDACALE
RSU FIOM E SLAI COBASFirmato accordo Fiat sul PDR che restituisce poco agli operai!
L’accordo firmato venerdì 17 luglio, dalle segreterie nazionali di FIM, UILM e FISMIC per avere come saldo del premio 600 euro trova la contrarietà delle RSU FIOM e SLAI COBAS della NEW HOLLAND di Modena che oltre a giudicare poco la cifra “voluta” dalla FIAT e sottoscritta dalle segreterie di FIM-UILM-FISMIC, introduce un elemento di divisione tra stabilimenti con le 200 euro ulteriori al raggiungimento di obbiettivi legati al wcm.
Solo a Melfi avranno le 200 euro nell’anno in corso, Sevel e lo stabilimento Fiat di Cassino nel corso del 2010.
A nostro avviso non si è tenuto conto del movimento che i lavoratori Fiat avevano espresso con le lotte dei giorni scorsi.
Anche le RSU della FIM hanno aderito all’iniziativa esprimendo così il loro disagio di fronte all’accordo.
Lo sciopero si è svolto per il primo turno e centrale dalle ore 9, 30 alle 11, 30 con assemblea informativa alla saldatura poi con un corteo interno nei vari reparti, concludendosi con l’occupazione a singhiozzo della rotatoria della Sacca con informazione agli automobilisti di passaggio. Per il secondo turno e il turno di notte lo sciopero si svolgerà le ultime due ore del turno.RSU FIOM E SLAI COBAS CNH MODENA
MODENA 20/07/2009
FIAT: basta con la repubblica delle banane della democrazia sindacale
Pomigliano: Assemblea pubblica per la difesa della democrazia sindacale
Venerdì 17 luglio, ore 10.30
Sala Borsellino - Via Locatelli 29
Da: denaro.it 4-7-2009
Pomigliano, nuova cassa Elezioni Rsu in autunno
Giovanni Brancaccio
Nuova cassa integrazione per gli operai della Fiat di Pomigliano d'Arco (Napoli), che sono fermi da giovedì scorso dopo una ripresa produttiva durata tre giorni. L'azienda ha comunicato nuova Cassa integrazione anche per il mese di agosto. "Si ritorna in fabbrica il 20, 21 e 22 luglio - spiega Vittorio Granillo, del coordinamento nazionale dello Slai Cobas - e poi cassa integrazione fino al 6 settembre prossimo". Fiat aveva comunicato nei giorni scorsi la Cassa integrazione di luglio, ed il fermo produttivo fino al 2 agosto. Gli operai dallo scorso anno lavorano con una media di una settimana al mese. Con lo stabilimento aperto per soli tre giorni, a questo punto appare improbabile che i lavoratori possano andare al voto per rinnovare le Rsu. Più probabile che se ne riparlo in autunno. In ogni caso l'ultima parola spetta alla commissione elettorale di fabbrica. Intanto ieri fumata grigia, in Regione, per quanto riguarda le indennità di cassa integrazione e mobilità in deroga. La Regione, dopo il chiarimento avuto giovedì sera con il Governo, dovrebbe firmare lunedì la convenzione con l'Inps necessaria per l'erogazione delle risorse, che alcuni lavoratori aspettano da dicembre. Dopo tanti rinvii, però, i sindacati ci vanno con i piedi di piombo. "Siamo a luglio, e il confronto è stato avviato ad aprile - ricorda il leader regionale della Uilm Giovanni Sgambati - da quello che ci dicono lunedì ci dovrebbe essere un passo in avanti importante, ma aspettiamo prima di cantare vittoria". A Napoli e in Campania sono migliaia i lavoratori che attendono lo sblocco dei 59 milioni stanziati dal Governo. Fondi che peraltro, secondo i sindacati, che lo hanno ribadito nei giorni scorsi in un incontro con il sottosegretario al Welfare, Pasquale Viespoli, sono assolutamente insufficienti a coprire il fabbisogno di tutto l'anno, che ammonterebbe a circa il doppio della cifra stanziata. Intanto i sindacati nazionali rivelano che il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola ha convocato per mercoledì 8 il tavolo tecnico sull'auto con sindacati, Fiat e Regioni.
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO/ELEZIONI RSU RIMANDATE
I CONFEDERALI PUNTANO AL RINVIO A DATA DA DESTINARSI (“ALMENO UN ANNO”) DELLE ELEZIONI DELLE RSU. LO SOSTIENE GERARDO GIANNONE, CANDIDATO FIM, A FRONTE DI UN CONSENSO OPERAIO CHE SI PAVENTA DI MASSA ALLA LISTA SLAI COBAS
La commissione elettorale è riunita da ieri ‘ad oltranza’ all’interno della fabbrica a seguito della procedura avviata dallo Slai Cobas lo scorso 8 giugno e suffragata da 700 firme di lavoratori presentatori della lista per l’elezione delle RSU/RLS (iniziativa seguita a ruota da FIOM-FIM-UILM-FISMIC). Stamane le componenti in commissione di FIOM-FIM-UILM-FISMIC hanno respinto con voto a maggioranza la proposta della componente Slai Cobas di andare al voto nelle giornate del prossimo 20/21/22 luglio con la pretesa che occorrerebbero due settimane di lavoro continuo per poter svolgere le elezioni. Ciò in perfetta sintonia con le recenti dichiarazioni di tal Giannone del 14 luglio scorso, candidato nelle liste per la elezione delle RSU della FIM-CISL ed inoltre appartenente al cosiddetto “Cantiere comunista della Fiat Pomigliano”(sic!): …”a fronte della recente attivazione delle procedure per il rinnovo delle rappresentanze sindacali da parte dello Slai Cobas”…”ritengo che il rinnovo dovrebbe essere posticipato di un anno, tempo utile per fare in modo che lo stabilimento ritorni in una normalità di lavoro, che consenta a tutti gli operai di votare serenamente e di avere il tempo giusto per fare la campagna elettorale”… perché…”se le elezioni dovessero avere luogo a luglio, si correrebbe il rischio di un’astensione per protesta”…”o si avrebbe l’elezione di molti rappresentanti sindacali di base”… (dichiarazione che si allega).
“Vero è che dallo scorso anno non si è mai lavorato per due settimane di seguito, né si prospetta ciò per i prossimi mesi”... dichiara lo Slai Cobas… “considerato inoltre che il mandato delle RSU decade a tre anni dal voto (quindi da giugno le rappresentanze sindacali aziendali sono decadute dall’incarico elettivo a tutti gli effetti), nonché la chiusura per ferie in agosto e la strutturalità dei cicli di cassa integrazione che investono lo stabilimento, la decisione a maggioranza presa in commissione elettorale da FIOM-FIM-UILM-FISMIC mira a privare i lavoratori - a tempo indeterminato - delle proprie rappresentanze sindacali in un momento in cui è necessaria una forte rappresentatività sindacale in relazione ai tagli produttivi ed occupazionali prospettati dal piano Marchionne e che investono, tra gli altri stabilimenti, in particolare gli impianti di Pomigliano”.
FIOM-FIM-UILM-FISMIC HANNO PAURA E SEQUESTRANO IL VOTO DEI LAVORATORI A POMIGLIANO NONOSTANTE I GLI ACCORDI CHE GLI DANNO UN ‘APPANNAGGIO’ DEL 33% DEI SEGGI ED UN’ULTERIORE 100% DI DELEGATI-ESPERTI AGGIUNTA INDIPENDENTEMENTE DALLE SCELTE DI VOTO DEI LAVORATORI.
QUESTO SCHIFO DA SINDACALISMO GIALLO DEVE FINIRE:Venerdì 17 luglio - ore 10.30 - Sala Borsellino - Pomigliano d’Arco
ASSEMBLEA PUBBLICA A DIFESA DELLA
DEMOCRAZIA NEI LUOGHI DI LAVOROSlai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco www.slaicobas.it
Da: primonumero.it 26-6-2009
ELEZIONI RSU IN FIAT, SLAI-COBAS PRESENTA RICORSO
Termoli. A dieci giorni dalle elezioni per il rinnovo degli organismi sindacali della Fiat Powertrain, il coordinamento provinciale di Campobasso dello Slai-Cobas presenta un ricorso agli enti competenti per «L’inspiegabile mancata assegnazione della della Rls (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza). Dopo aver riconquistato la Rsu nel voto del 16 e 17 giugno, infatti, lo Slai-Cobas denuncia irregolarità relative dell’operato della commissione elettorale interna per per l’assegnazione della Rls.
«Ancora una volta tentano di bloccare la parola allo Slai-Cobas – denunciano dal sindacato metalmeccanico autonomo – nonostante le norme vigenti e le prassi consolidate dicono di assegnare la Rls al primo candidato eletto di ogni sindacato (6 Rls da nominare, su altrettante sigle che hanno ottenuto almeno una rappresentanza). In questo caso, invece, con un colpo di spugna viene assegnata alla lista Fismic (ex Sida) seppure il loro primo eletto abbia riportato minor voti di preferenza del candidato dello Slai-Cobas il perché – secondo loro – alla Fim-Cisl ne vengono addirittura date 2, incoronandola come reginetta dell’anno».
«E’ un nostro diritto – conclude lo Slai - difendere la sicurezza dei lavoratori dalle speculazioni di convenienza di qualcuno. I lavoratori ci hanno votato e andremo fino in fondo nella battaglia sindacale e legale per riavere quello che ci spetta, contro chi muove i fili di questo capitalismo sfasciato e che vorrebbe sempre di più di attanagliare chi dice la verità sulle condizioni e sui pericoli che corrono spesso i lavoratori dentro le fabbriche alienati e mossi a bacchetta dal carretto della concertazione e della flessibilità».
Da: termolionline.it 26-6-2009
Rinnovo sindacale in Fiat, sull'esito pende l'ombra del ricorso voluto dallo Slai-Cobas
TERMOLI. L’ombra del ricorso pende sull’esito del rinnovo della rappresentanza sindacale unitaria allo stabilimento Fiat Powertrain Technologies di contrada Rivolta del Re a Termoli. A promuoverlo è stato il coordinamento provinciale di Campobasso dello Slai-Cobas, una delle sette organizzazioni che hanno preso parte alla consultazione di fabbrica una decina di giorni fa.
Dopo aver riconquistato la Rsu nel voto del 16 e 17 giugno, infatti, già in clima di conflittualità per essersi dovute ri-aggiudicare in sede giudiziaria le chance delle assemblee tra i lavoratori, le componenti militanti dello Slai-Cobas denunciano irregolarità in seno all’operato della commissione elettorale interna per quanto attiene all’assegnazione degli Rls (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza).
“Ancora una volta tentano di bloccare la parola allo Slai-Cobas – denunciano dal sindacato metalmeccanico autonomo – nonostante le norme vigenti e le prassi consolidate dicono di assegnare la Rls al primo candidato eletto di ogni sindacato (6 Rls da nominare, su altrettante sigle che hanno ottenuto almeno una rappresentanza).
In questo caso, invece, con un colpo di spugna viene assegnata alla lista Fismic (ex Sida) seppure il loro primo eletto abbia riportato minor voti di preferenza del candidato dello Slai-Cobas il perché – secondo loro – alla Fim-Cisl ne vengono addirittura date 2, incoronandola come reginetta dell’anno”.
Intanto lo Slai-Cobas ha presentato ricorso al comitato dei garanti.
“E’ un nostro diritto difendere la sicurezza dei lavoratori dalle speculazioni di convenienza di qualcuno. I lavoratori ci hanno votato e andremo fino in fondo nella battaglia sindacale e legale per riavere quello che ci spetta, contro chi muove i fili di questo capitalismo sfasciato e che vorrebbe sempre di più di attanagliare chi dice la verità sulle condizioni e sui pericoli che corrono spesso i lavoratori dentro le fabbriche alienati e mossi a bacchetta dal carretto della concertazione e della flessibilità”.
PERCHE’ SONO IMPORTANTI
LE PROSSIME ELEZIONI DELLE RSUNon tutti i sindacati volevano andare al voto nonostante il mandato dei tre anni delle RSU era in scadenza. Lo Slai Cobas, ritenendo invece che la lotta dei lavoratori diventa più forte quando i delegati sono effettivamente rappresentativi dei lavoratori lo scorso 8 giugno ha avviato le procedure elettorali e presentato le proprie liste di candidati sottoscritte da circa 700 lavoratori. A questa iniziativa ha seguito a ‘ruota’ l’indizione delle procedure elettorali anche da parte dei sindacati confederali.
E’ dallo scorso settembre 2008 che in fabbrica, quando va bene, si lavora pochi giorni al mese. E il ‘piano Marchionne’ (all’epoca sconsideratamente applaudito da FIOM-FIM-UILM-FISMIC che hanno concesso in cambio alla Fiat pesantissimi sacrifici ‘a perdere’ dei lavoratori, incluso il clima disciplinare da ‘caserma’ e la creazione del reparto confino di Nola) si è rivelato oggi per il ‘bluff’ che era (nonostante gli entusiasmi dei confederali): una ‘pietra tombale’ per l’Alfa Romeo Pomigliano, nonché preludio a nuove e pesanti ristrutturazioni antioperaie e tagli occupazionali in tutto il gruppo Fiat e nelle collegate aziende fornitrici e dell’indotto.
A questo punto più di un sindacato dovrebbe fare una seria autocritica pubblica e chiedere innanzitutto scusa a tutti i lavoratori per averli precipitati nel baratro, invece di precipitarsi in pompa magna e con le braghe ormai calate all’incontro di oggi col governo e la Fiat.
QUESTI SINDACATI, D'ACCORDO COL PADRONATO, VANNO AL VOTO DELLE RSU CON LE ‘CARTE TRUCCATE’: COLMARE QUESTA GRAVE LACUNA E’ COMPITO DI TUTTI I LAVORATORI (INDIPENDENTEMENTE DALLA LORO ISCRIZIONE SINDACALE)!
Lo Slai Cobas denuncia il vergognoso regolamento elettorale prodotto da patto privato tra Confindustria e CGIL-CISL-UIL (l’accordo interconfederale del 20/12/93) in cui si prevede che i sindacati confederali - in collusione con le controparti datoriali e in evidente conflitto di interessi - si accaparrano il 33% dei seggi indipendentemente dal voto espresso dai lavoratori. Cioè a fronte di 28 seggi RSU sottoposti al voto se ne aggiungono altri 14 seggi RSU nominati dai confederali per ‘appannaggio’ contrattuale e mai eletti dai lavoratori.
In Fiat, inoltre, FIOM-FIM-UILM-FISMIC-UGL beneficiano (e si ripartiscono fra loro) di un numero aggiuntivo di sindacalisti cosiddetti ‘esperti’ pari al numero complessivo delle RSU (28 eletti + 14 designati) anche questi sottratti al voto dei lavoratori: praticamente si fregano 56 delegati su 84 prima ancora di votare e fanno eleggere ai lavoratori solo 28 delegati.
E’ dai tempi della ‘rivoluzione francese’ che si è sancito il principio di ‘una testa un voto’! Ciononostante questo elementare diritto è ancora oggi negato ai lavoratori. Su questa grave vicenda persiste un vergognoso silenzio che lega a filo doppio e trasversalmente l’intero sistema politico-sindacale alla complicità coi padroni. Non è un caso che i ‘fautori della democrazia sindacale consociativa’ (di destra, della cosiddetta sinistra e di centro) si ‘indignano’ contro lo Slai Cobas per la scivolata sulla ‘buccia di banana’ di Rinaldini a Torino ma tacciono da oltre 16 anni su questo schifo della democrazia negata ai soli lavoratori.
Senza democrazia non vi è alcun futuro e alcuna possibilità di difesa dal potere padronale per i lavoratori: che senso avrebbe mobilitarsi e lottare contro i tagli prospettati dal piano Marchionne affidandosi nello stesso tempo ai ‘cavalli di Troia sindacali’ che già svendono le lotte prima ancora di farle?LA PAROLA AI LAVORATORI !
Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 18/6/2009
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO / ELEZIONI SINDACALI
ATTIVATE LE PROCEDURE ELETTORALI:
SI VA AL VOTO ALLA FIAT DI POMIGLIANO CON LE REGOLE DELLA BANANA’S REPUBLIC CONFEDERALE CHE TRUCCANO IL VOTO IN PARTENZA E OFFENDONO LA DEMOCRAZIAStamattina Slai Cobas, con una comunicazione ai lavoratori, alle organizzazioni ed alla direzione aziendale, ha attivato l’iter per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie dei lavoratori (RSU) nonché dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS). Bruciando tutte le tappe il sindacato ha inoltre contemporaneamente già presentato le proprie liste di candidati (34 candidati) sostenute dalla firma di circa 700 lavoratori.
Superate nei fatti anche le titubanze manifestate nei giorni scorsi da qualche organizzazione sindacale confederale: in tarda mattinata, infatti, all’iniziativa dello Slai Cobas ha seguito a ‘ruota’ l’indizione congiunta anche di FIM-FIOM-UILM-FISMIC delle procedure elettorali.
L’accordo interconfederale del 20/12/93 prevede entro 15 giorni la presentazione delle liste elettorali di ogni organizzazione sindacale che intende partecipare alle elezioni, dopodichè la commissione elettorale - costituita da due rappresentanti per ogni sindacato partecipante - esperite le procedure, deciderà la data del voto previsto per il prossimo luglio.
I 4.935 lavoratori ( di cui 4.459 operai e 476 impiegati/quadri) dovranno eleggere 28 rappresentanti sindacali (di cui 26 RSU nel collegio operai e 2 nel collegio impiegati) e 6 rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza (RLS).
Lo Slai Cobas denuncia il vergognoso regolamento elettorale prodotto da patto privato tra confindustria e CGIL-CISL-UIL (l’accordo interconfederale del 20/12/93) in cui si prevede che i sindacati confederali - in collusione con le controparti datoriali ed in macroscopico conflitto di interessi - si assegnano il 33% dei seggi indipendentemente dal voto espresso dai lavoratori. Ai 28 seggi in lizza in fabbrica se ne aggiungeranno altri 14 (il numero delle RSU nominate dai confederali per ‘appannaggio’ contrattuale e mai elette dai lalvoratori. Inoltre, in Fiat, CGIL-CISL-UIL, ‘beneficiano’ di un numero di sindacalisti cosiddetti ‘esperti’ pari al numero complessivo delle RSU: praticamente altri 42 sindacalisti, anche questi ‘esonerati’ dalla verifica elettorale e concessi benevolmente dalla Fiat con gentile accordo sindacale.
E’ dai tempi della rivoluzione francese che si è sancito il diritto di ‘una testa un voto’… perché questo non dovrebbe valere per i lavoratori?! Ci piacerebbe che i ‘fautori delle democrazia’ (quelli indignati per la recente scivolata di Rinaldini a Torino) si indignassero con altrettanto impeto (questa volta a ragione) per questo schifo di democrazia sindacale che va avanti da oltre 16 anni!
Lo Slai Cobas chiede a tutti i lavoratori - iscritti e non - di colmare questa gravissima lacuna con ul voto alle proprie liste a reale difesa della democrazia sindacale e del posto di lavoro!Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 8/6/2009
Da: "Il sole 24ore" del 5 giugno 2009
Fiat: Pomigliano; nuova cig per luglio
Nuova cassa integrazione per gli operai della Fiat auto di Pomigliano d'Arco (Napoli), con uno stop produttivo dal 1 al 18 luglio prossimi. Variazione anche per il calendario di giugno, con tre giorni di recupero per la produzione del modello Alfa 159 (17, 18 e 19 giugno), e due per l'Alfa 147 (18 e 19). Restano invariati i giorni di ripresa per il 29 e 30 giugno. Lo ha reso noto Vittorio Granillo, del coordinamento nazionale dello Slai Cobas. «Una cassa integrazione ballerina - ha sottolineato Granillo - che mette ancora più in risalto il 'flop' del piano Marchionne attuato in fabbrica l'anno scorso. Un piano che avrebbe dovuto rendere Pomigliano all'avanguardia, e che invece non riesce nemmeno ad influire per il futuro occupazionale di oltre 5mila lavoratori. Chi ha applaudito e lodato quel piano lo scorso anno, ora dovrebbe chiedere scusa agli operai».
Dal Corriere del Mezzogiorno del 26/5/2009:
Pomigliano, la sfida dello SLAI: subito al voto per le nuove RSU
Da primonumero.it
28/05/09 - INFORTUNIO IN FIAT: SI SCHIACCIA LA MANO. OPERATO IN CHIRURGIA
Termoli. Stava lavorando sulla linea bielle, nel capannone Termoli 3 della Fiat che produce motori 8 valvole, quando la mano sinistra è rimasta intrappolata nel meccanismo. Un brutto infortunio quello capitato questa mattina, intorno alle ore 11, a G.I., un operaio 42enne dello stabilimento metalmeccanico termolese, con mansione di braccio destro del caposquadra, trasportato d’urgenza in Pronto Soccorso. Qui è stato tempestivamente medicato e soccorso dal personale medico e trasferito in ortopedia per un primo intervento chirurgico. Il 42enne, originario di un paese della Provincia di Isernia ma residente a Termoli con la famiglia, ha riportato quello che in gergo sanitario si definisce “trauma da schiacciamento”. Due dita compromesse da lesioni profonde, sulle quali sta lavorando l’equipe di ortopedia per scongiurare i rischi di danni permanenti. Inizialmente si è temuto che potesse perdere l’uso della mano, ma questa ipotesi è stata scongiurata dai medici. In Fiat, dove i sindacati hanno già chiesto un incontro urgente per valutare la dinamica esatta dell’infortunio, è arrivata la polizia scientifica che ha ispezionato il luogo in cui è avvenuto l’episodio e avviato l’indagine.28/05/09 - DOPO L’INFORTUNIO, LO SCIOPERO: ’VOGLIAMO SPIEGAZIONI DA FIAT’
Termoli. Un nutrito gruppo di lavoratori iscritti al sindacato dello Slai Cobas, con colleghi anche della Fiom e alcune Rsu, si è riunito in Fiat proclamando uno sciopero straordinario in seguito all’infortunio sul lavoro avvenuto nella mattinata odierna, e per il quale un lavoratore del reparto motori, nel capannone Termoli 3, è finito in ospedale con danni seri alla mano sinistra. I dipendenti chiedono all’azienda di spiegare il perchè e il come dell’incidente, che attiene alla delicata materia della sicurezza. E proprio un responsabile della sicurezza segnala quello che definisce un "episodio gravisismo" avvenuto oggi, dopo la vicenda. «Mi sono recato in fabbrica chiedendo di parlare con la sicurezza per conoscere i particolari dell’accaduto, e non mi hanno fatto entrare. Ho atteso oltre un’ora e emzza, il che è un fatto assurdo visto che parliamo della sicurezza» racconta il sindacalista, annunciando di aver chiamato anche il 112 e di aver dato mandato ai legali per valutare le strade da percorrere nei confronti della Fiat. Lo sciopero è durato dalle ore 15 alle 16 circa.
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
700 LAVORATORI SOTTOSCRIVONO LA PRESENTAZIONE DELLE LISTE SLAI COBAS PER LE ELEZIONI DELLE RAPPRESENTANZE SINDACALI: AL VOTO IN GIUGNO
In appena due giorni sono 693 i lavoratori che hanno firmato i moduli per la presentazione delle liste dei candidati dello Slai Cobas alle prossime elezioni delle RSU alla Fiat di Pomigliano d’Arco. La precedente elezione del parlamentino sindacale della Fiat Pomigliano si tenne il 19 giugno del 2006 (il mandato è triennale).
Nonostante le strumentali montature messe in atto dalla Fiom a danno dello Slai Cobas nella manifestazione di Torino del 16 maggio scorso, una ‘minoranza’ di 693 lavoratori ha sottoscritto con la propria firma la presentazione delle liste dello Slai Cobas. Tra loro sono centinaia quelli iscritti ai sindacati confederali che - a prescindere dagli schieramenti - sono scesi in campo dando una esemplare lezione di democrazia ai sindacati confederali ed allo stesso Rinaldini.
A Fronte dell’imminente attivazione delle procedure di voto da parte dello Slai Cobas e 700 lavoratori, le ‘resistenze’ manifestate da alcuni sindacati confederali ad andare al voto in giugno, allo scadere del mandato delle RSU (adducendo a pretesto che oggi è prioritario, rispetto alle elezioni sindacali, la tutela occupazionale) rappresenterebbero, se reiterate, l’ennesimo autogol di chi relega ormai la democrazia sindacale ad una sorta di ‘optional’ flessibile in funzione dei propri interessi di organizzazione: sarebbe come se, a causa della crisi, ed in attesa della sua soluzione, in Italia oggi si sospendessero le elezioni europee e quelle provinciali in corso.
Vero è che, ad oggi, nessuno dei sindacati concertativi ha dato risposta alle domande che più preoccupano i lavoratori di Pomigliano, Nola e della Fiat in tutta Italia, a fronte delle notizie stampa di chiusura e ridimensionamento degli stabilimenti (contenute nel piano industriale Fiat-Opel dato ai sindacati tedeschi e mai smentito dalla Fiat) da tempo a conoscenza dei sindacati confederali e mai divulgato dagli stessi - che fino a pochi mesi fa plaudivano al ‘piano Marchionne’ - ai lavoratori interessati.
La discesa in campo dei lavoratori affinché si arrivi al voto in fabbrica nelle scadenze stabilite, e che va ben oltre i 700 sottoscrittori delle liste Slai Cobas, sta a significare la volontà di massima chiarezza su una questione che influisce sui destini di tutti e che non si può più relegare ad un tavolo concertativo lontano dalla fabbrica e dai lavoratori, come invece qualche sigla sindacale vorrebbe.Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 26/5/2009
CGIL CISL E UIL: I CANI DA GUARDIA DEL CAPITALE
Non hanno più ritegno, hanno disintegrato la classe operaia ed hanno anche la faccia tosta di ergersene a difensori.
Hanno tolto la scala mobile, hanno fregato il tfr illudendo gli operai che sarebbero diventati ricchi, abbiamo i posti di lavoro più pericolosi d’Europa (basta vedere quanti morti abbiamo) e non è vero che sono calati gli infortuni, perché la cifra è vero che è leggermente più bassa confronto l’anno scorso, ma bisogna calcolare tutti gli operai e lavoratori in generale che hanno perso il lavoro oppure sono in cassa integrazione, quindi sono addirittura aumentati altro che le loro chiacchiere. Abbiamo i salari più bassi d’Europa, a parità o superiore del costo della vita.Fanno un accordo con la FIAT che prevede la ghettizzazione di 316 operai in un capannone da Pomigliano a Nola con circa l’80% di questi deportati dello SLAI COBAS e il 20 % di invalidi, la FIOM fa finta di non ricordarsi, ma negli anni 50 a Mirafiori la FIAT fece la stessa cosa con gli operai e militanti della stessa FIOM, ma almeno lo fece la FIAT, non ci fu un accordo sindacale ad avvallare quella attività antisindacale. (vorrebbero farci credere che mettono tutta la logistica dello stabilimento in mano allo Slai Cobas, ma veramente credete che gli operai siano così coglioni?)
Fateci sapere, quando farete un accordo dove per i contestatori ci sarà il campo di concentramento e per gli invalidi le camere a gas dato che non sono produttivi.Ma veniamo alla NEW HOLLAND di Modena, dovevamo incontrarci il 18 c.m. per discutere della cassa integrazione, stabilire le ferie estive, la scadenza contratto di 70 interinali a fine mese (pare che vengano lasciati tutti a casa) dopo tutti gli accordi di assunzione falsi che hanno fatto i nostri eroi, ma con tutta la tirata di borsa che stanno facendo sui fatti del 16 a Torino, stanno dimostrando effettivamente quanto gli fotte degli operai, non possiamo che avere delle divergenze con dei cialtroni come voi, veniamo esclusi dagli incontri in Azienda come RSU ed anche all’unione industriali, non veniamo avvisati degli incontri in programma e il nostro coordinatore provinciale viene buttato fuori dall’unione industriali su ordine FIAT con il vostro avvallo.
Care RSU, ma non vi ricordate più il volantino che avevamo fatto in maniera unitaria dove si intimava alla FIAT che se non avvisava più tutte le componenti non ci saremmo presentati agli incontri, il rappresentante dello Slai Cobas non viene mai avvisato e voi zitti, dobbiamo pensare che vi eravate scomposti perché era toccato a qualcuno di voi?
Del resto è vostra tradizione chiedere solidarietà e non darla, ci ricordiamo ancora quando fu licenziato Ficiarà Francesco noto caso nazionale, non solo boicottaste lo sciopero, ma addirittura fu fatto un volantino che praticamente dava ragione alla FIAT e se è tornato in fabbrica a lavorare non è certo grazie a voi.Però quando fu sospeso un operaio della FIOM noi come Slai Cobas aderimmo immediatamente allo sciopero indetto da voi senza se e senza ma, FIM e UILM no.
Senza tirare fuori la vicenda amianto alla New Holland di Modena, non basterebbe la pagina…
Fanno bene ad essere preoccupati i cittadini di Modena sulle varie demolizioni che stanno avvenendo per la riqualificazione urbana.Operai, la colpa però è anche nostra non si può più concedergli tutte queste cambiali in bianco, dobbiamo intervenire in prima persona, il delegato deve sentirsi il fiato sul collo, non deve essere eletto per farsi i cazzi suoi. Si può anche cacciare a pedate nel culo! Non ci si può lamentare e poi non sostenere attivamente gli operai e i delegati che si danno da fare!
FIM, FIOM e UILM minacciano sempre di chiamare la medicina del lavoro per le condizioni igienico sanitarie ma non lo fanno mai, se lo facciamo da soli o non intervengono oppure telefonano all’Azienda.Si parla delle prime due settimane di giugno in cassa ma contemporaneamente si fanno straordinari senza tregua, ma le RSU di FIM, FIOM, UILM e FISMIC fanno finta di non vedere!!!
Ed è per questo, che vi definiamo i cani da guardia del capitale
Con tutto il rispetto per i cani…RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA 21/05/09
SLAI COBAS MODENA
IL VERO RUOLO DEI SINDACATI CONCERTATIVI
L’articolo si trova su Repubblica di sabato 16/05/09
Alla Global Garden di Castelfranco Veneto, fanno fare un finto referendum per decidere se accettare il piano del padrone di licenziare tutti gli interinali, per non spostare la produzione all’estero. (sostenuto anche da FIM e UILM)
A questo referendum, possono partecipare però solo gli operai a tempo indeterminato, gli interinali ne sono esclusi quindi possiamo immaginare che non avrebbe avuto nessuna possibilità la vittoria del no a questo piano, minacciato il delegato della FIOM “TI SPEZZIAMO LE GAMBE” se non accettate il referendum.
Ma guardiamo i risultati: sono 650 dipendenti fissi, più oltre 400 interinali votando solo i fissi ed essendo stato approvato il quesito del padrone con il 68% dei voti, significa che i si sono 442 quindi sommando i 208 contrari agli oltre 400 interinali il Totale è 608, avrebbero stravinto i no al referendum.
Alla New Holland di Modena invece avviene l’operazione inversa, qui per far vincere la linea del padrone, si fanno votare anche gli interinali.
Perché il quesito era, se accettate non spostiamo le lavorazioni e in più assumiamo a tempo indeterminato oltre 100 interinali su 200 ( cosa poi non mantenuta ).
Chiaramente ha vinto il si, ma non è questo che vogliamo dibattere.
Vogliamo mostrare con chiarezza quale ruolo hanno questi sindacati, pur di far passare la posizione padronale mescolano e rimescolano le carte senza tregua, cambiando regole e modificando le prassi a seconda di cosa devono far passare.
Emerge sempre di più la loro alleanza coi PADRONI per ingabbiare il malessere operaio e i tentativi di ribellarsi a questo stato di cose.
METTENDO OPERAI CONTRO OPERAI.
RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA
19/05/09
SLAI COBAS MODENA
LA FIAT e I PADRONI HANNO FATTO CRACK
e ora, da falliti, “comprano” il mondo?
BASTA PRESE IN GIRO !!
Solo negli ultimi 30
anni la Fiat, con i favori di tanti
politici, ha avuto dallo Stato decine di
miliardi di euro, usati dagli Agnelli
per riempirsi i portafogli, costruire e
ristrutturare gratis gli stabilimenti,
chiudere fabbriche in Italia e portare
lavorazioni all’estero. Lo Stato, 20
anni fa, ha regalato l’Alfa Romeo alla
Fiat, e gli Agnelli hanno ringraziato
eliminando 40.000 operai prima ad Arese
e ora a Pomigliano.
E mentre i padroni della Fiat hanno
intascato enormi profitti, gli operai
sono stati ammazzati di lavoro -con
salari da fame- da Melfi a Torino. E il
reparto confino di Nola, ove sono stati
deportati un anno fa 316 lavoratori di
Pomigliano, in gran parte iscritti allo
Slai Cobas e invalidi, è il simbolo
della politica Fiat e di Marchionne
fatta di licenziamenti politici,
continui provvedimenti disciplinari, uso
di sindacati gialli e di comodo.
Oggi, con il crack del capitalismo, il
titolo Fiat è classificato dagli stessi
finanzieri come spazzatura. E non
possiamo quindi farci prendere in giro
credendo alle storielle di una Fiat che
si compra tutto il mondo dell’auto.
La verità è che i padroni della Fiat
stanno scappando con il malloppo,
lasciando sulla strada i lavoratori di
Termini, Pomigliano, Arese, Mirafiori,
Melfi, Pratola, Termoli, Sevel, Cassino,
Modena … Marchionne, col
silenzio-assenso di Berlusconi che
appoggia la Fiat come ieri Prodi, sta
costituendo una multinazionale
dell’auto, di fatto multistatale,
cercando di relegare i lavoratori
italiani a spettatori dei giochi svolti
in USA, Canada, Germania, ecc..
Al fallimento della
concertazione va contrapposto il
rilancio della
LOTTA UNITARIA DEI LAVORATORI per:
i tesori nascosti dei padroni fiat devono essere requisiti e le loro società devono essere nazionalizzate
nessun posto di lavoro deve essere perso sia in fiat che nell’indotto
riduzione dell’orario di lavoro
salario dignitoso e garantito
assunzione stabile di tutti i precari
lotta unitaria e internazionalista
Più forza e più
potere ai lavoratori
nelle fabbriche, nei posti di lavoro,
nella società
16 maggio 2009 ore 10
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
a Torino da Mirafiori al Lingotto
La Fiat ha sempre fatto da battistrada per tutto il padronato italiano, le sue misure di ristrutturazione rappresentano il modello da imitare per tutte le aziende, pubbliche e private. Per questo la manifestazione di Torino non riguarda solo i metalmeccanici, ma tutti i lavoratori! Partecipa con lo Slai Cobas alla manifestazione di Torino, contro la Fiat contro la crisi.
Pullman da Milano sabato 16 mattina h. 7.45, info 3400021679
Coordinamento nazionale SLAI COBAS www.slaicobas.it
12-5-2009
Da: Primonumero.it 7-5-2009
07/05/09 - CRISI E PRECARIATO: ASSEMBLEE DELLO SLAI COBAS ALLA FPT
Termoli. Giornata di
assemblee ieri 6 maggio sui tre turni alla Fpt,
su iniziativa dello Slai Cobas. Numerosi gli
argomenti sui quali sono sono state incentrate
le riunioni, molto partecipate, mentre si
avvicinano le elezioni per il rinnovo delle Rsu
ed Rls. Si è parlato della crisi economica, del
problema del precariato, della mensilizzazione
che comporta riduzioni nelle retribuzioni delle
maestranze.
Agli incontri coi lavoratori ha partecipato il
coordinatore nazionale del sindacato Corrado
Delle Donne.
Nelle assemblee è stato ribadito l’intento di
agire compatti, con sempre più slancio, per
combattere per la salvaguardia del lavoro e dei
diritti dei lavoratori.
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
NELL’IMMINENZA DELLE ELEZIONI SINDACALI IN AZIENDA LO SLAI COBAS E 165 LAVORATORI DENUNCIANO LA FIAT IN TRIBUNALE E CHIEDONO UN PROVVEDIMENTO D’URGENZA DI REINTEGRA NELLO STABILIMENTO DI POMIGLIANO DEI 316 “DEPORTATI” AL REPARTO CONFINO DI NOLA DISCRIMINATI PER ILLECITI E/O ILLEGITTIMI MOTIVI DI MILITANZA SINDACALE E/O INVALIDITA’ LAVORATIVA
Gli avvocati Arcangelo Fele e Giuseppe Marziale del collegio di difesa dello Slai Cobas, ai sensi degli art. 669 bis e seguenti ed ex 700 c.p.c. hanno presentato ieri mattina al Tribunale di Nola in funzione di Giudice del Lavoro il ricorso d’urgenza sottoscritto dallo Slai Cobas e da 165 lavoratori: …” se col trasferimento geografico di 316 lavoratori da Pomigliano all’unità logistica di Nola la Fiat ha inteso attuare una evidente e grave vulnerazione delle attribuzioni e dei diritti sindacali dello Slai Cobas, l’iniziativa aziendale comporta, per altro verso, una rilevante lesione dei diritti soggettivi dei 165 lavoratori ricorrenti e ciò non solo in ragione dell’ illegittimità del provvedimento di trasferimento geografico di tutti i 316 ex addetti alla Fiat Pomigliano, ma altresì in relazione alle prossime elezioni sindacali delle RSU in Fiat Pomigliano che si terranno,per scadenza di mandato, in giugno 2009. Con l’allontanamento strumentale dalla fabbrica dell’80% degli iscritti allo Slai Cobas (nonché di ogni altro lavoratore che in questi anni abbia avuto conflitti sindacali, giudiziari e per patologie professionali con la Fiat) l’azienda ha inteso mettere lo Slai Cobas in una condizione di rilevantissima quanto illegittima condizione di difficoltà o meglio di impedimento all’espletamento dell’attività sindacale e della presentazione di lista, fattori che se non rimossi per tempo avranno inevitabilmente conseguenze negative sugli esiti del voto delle RSU. Il ricorso, quindi, all’azione cautelate e di urgenza, è adeguato alla descritta condizione di pluriofffensiva antisindacale della Fiat nei confronti dello Slai Cobas in quanto, nel mentre il giudizio di merito rischia di essere intempestivamente celebrato, nessun ‘ristoro a posteriori’ apparirà possibile o ipotizzabile in ragione della innegabile circostanza che il mancato conseguimento di una componente di delegati sindacali nell’organismo delle RSU e la ‘scomparsa’ dello Slai Cobas dall’organismo sindacale rappresentativo determinerà (o rischia fortemente di determinare) una gravissima vulnerazione dell’azione sindacale dell’organizzazione ricorrente, peraltro in un periodo di forte crisi produttiva e di grave rischio per la salvaguardia dei posti di lavoro in Fiat Pomigliano, come dichiarato dalla stessa società resistente e come testimoniato dal massiccio ricorso a sospensioni in cassa integrazione per l’intero stabilimento. La descritta e denunciata situazione - connotata indubbiamente dal carattere dell’attualità al momento della proposizione dell’azione avviata col presente atto - lede in uno i diritti dell.O.S. Slai Cobas e dei 316 lavoratori trasferiti di poter ricorrere all’elezione della propria rappresentanza sindacale con riferimento allo stabilimento nel quale hanno diritto a prestare la loro attività lavorativa e cioè in quello di Pomigliano d’Arco”.
Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 23/4/2009
Comunicato stampa
Fiat Alfa Pomeo Pomigliano presidio alla Prefettura di Napoli
LO SLAI COBAS DECLINA L’INCONTRO COL PREFETTO E DENUNCIA: E’ TUTTA UNA COMBINE TRA FIAT, SINDACATI CONFEDERALI, COLLEGATE FORZE POLITICHE ED ISTITUZIONI
NUMEROSA LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI DELLO SLAI COBAS E DI QUELLI DEPORTATI DALLA FIAT POMIGLIANO AL REPARTO-CONFINO DI NOLA AL PRESIDIO TENUTO STAMATTINA ALLA PREFETTURA DI NAPOLI CONGIUNTAMENTE AI SINDACATI CONFEDERALI
POLEMICHE ACCESE CON I SINDACATI CONFEDERALI ACCUSATI DALLO SLAI COBAS CHE DI AVER PRIMA SOTTOSCRITTO (“AL BUIO” E SENZA PROSPETTIVE PER LO STABILIMENTO DI POMIGLIANO) L’ACCORDO SUL PIANO MARCHIONNE ED OGGI, A “BUOI SCAPPATI SI APPRESTANO A CHIUDERE LA STALLA”
QUESTO INQUIETANTE SCENARIO E LE CONTRADDITTORIE RICHIESTE DI FIOM-FIM-UILM-FISMIC A FIAT ED ISTITUZIONI PRELUDONO AD UNA INACCETTABILE PROSPETTIVA DI ACCORDO CONCERTATIVO STILE ALITALIA (ULTERIORI E MULTIMILIARDARI FINANZIAMENTI PUBBLICI A PERDERE ALL’AZIENDA E DIMEZZAMENTO OCCUPAZIONALE E PRODUTTIVO PER LO STABILIMENTO E LE COLLEGATE AZIENDE DELL’INDOTTO) CON LA COSTITUZIONE DI ALTRE UNITA’ CONFINO COME NOLA SUCCESSIVAMENTE TERZIARIZZATE AD AZIENDE-PRESTANOME CUI SPETTERA’ IL COMPITO DEI LICENZIAMENTI DI MASSA: NON AVVENNE COSI’ PER LA SELCA E CABLAUTO?
SE COL ‘PIANO MARCHIONNE’ LA FIAT ED I COLLEGATI SINDACATI CONFEDERALI HANNO MILLANTATO IL RIAMMODERNAMENTO IMPIANTISTICO E LA PROFESSIONALIZZAZIONE AD ALTO LIVELLO DEI LAVORATORI TRAMITE I CORSI OGGI PERCHE’ CHIEDONO ALLA REGIONE ED ALLO STATO NUOVI ED INGENTI FINANZIAMENTI PUBBLICI PER RISTRUTTURARE DA CAPO GLI IMPIANTI E NUOVI CORSI PROFESSIONALI PER I LAVORATORI?! L’UNICA SPIEGAZIONE DI QUESTO PATERACCHIO MESSO IN MALEFADE IN PIEDI DA FORZE POLITICO-SINDCALI-ISTITUZIONALI E’ FAR ‘FUMO’ PER MIMETIZZARE IL PROGRAMMATO SMANTELLAMENTO DELLA FABBRICA, E LA FARSA DELL’AUTO ELETTRICA VA IN QUESTO SENSO!
A FRONTE DEL DISASTRO PRODUTTIVO ED OCCUPAZIONALE PROSPETTATO LA FIAT DOVREBBE INVECE RESTITUIRE I MILIARDI DI EURO DI FINANZIAMENTI PUBBLICI ALLEGRAMENTE VERSATEGLI DALLE COMPIACENTI ISTITUZIONI E RISARCIRE I LAVORATORI E LA COLLETTIVITA’ E NON RICHIEDERE NUOVE PREBENDE PER TAGLIARE ANCORA POSTI DI LAVORO E PRODUZIONI
LA FORTE E RAGIONEVOLE POLEMICA MESSA IN ATTO DAL SINDACATO DI BASE HA INDOTTO I CONFEDERALI A SUGGERIRE AL PREFETTO INCONTRI DISGIUNTI. LA DECISIONE DEL PREFETTO DI SOTTOMETTERSI A TALE RICHIESTA ESCLUDENDO I RAPPRESENTANTI DELLA RSU SLAI COBAS FIAT POMIGLIANO HA FATTO SCATURIRE LA DECISIONE DELLO SLAI COBAS DI RINUNCIARE AD UN INCONTRO ‘POSTUMO’ E DENUNCIARE PUBBLICAMENTE LA ‘GRAVE COMBINE IN ATTO IN UN PARTECIPATO ED APPLAUDITO COMIZIO TEENUTO AI LAVORATORI SOTTO LA PREFETTURA DA MARA MALAVENDA E LUIGI APREASlai Cobas - coordinamento provinciale di Napoli - Pomigliano d’Arco, 23/3/2009
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
CON ORDINANZA DEPOSITATA STAMATTINA IL GIUDICE DI NOLA REINTEGRA IN FABBRICA GLI ALTRI TRE DEGLI OTTO LICENZIATI (ALL’EPOCA DIPENDENTI TNT, POI DHL - OGGI IL RAMO D’AZIENDA E’ STATO RILEVATO DI NUOVO DALLA FIAT) PER LE ASSEMBLEE DI ‘SAN VALENTINO’ DEL 2006 TENUTE NELLO STABILIMENTO DI POMIGLIANO D’ARCO IN CUI 6.000 LAVORATORI - CON LO SLAI COBAS - CONTESTARONO FIOM-FIM-UILM-FISMIC PER LA STIPULA DEL CONTRATTO-BIDONE DEI METALMECCANICI : SI SGONFIA COSI, DOPO ALTERNE VICENDE GIUDIZIARIE, LA PROVOCAZIONE ANTISINDACALE ORDITA ALL’EPOCA DALLA FIAT CONTRO LO SLAI COBAS. INTANTO GRANILLO, DOPO IL DISPOSITIVO DEL GIUDICE DEL LAVORO DI STAMANE, POTRA’ IMPUGNARE L’ENNESIMO LICENZIAMENTO (COLLOCAZIONE IN MOBILITA’ FORZATA) COMMINATOGLI DALL’AZIENDA IL 1° GENNAIO 2007
SUCCESSIVAMENTE LA FIAT DEPORTO’ DALLO STABILIMENTO DI POMIGLIANO AL REPARTO-CONFINO DI NOLA 316 LAVORATORI TRA ATTIVISTI SINDACALI ED AMMALATI DI CUI 137 MILITANTI DELLO SLAI COBAS: L’ ILLECITA OPERAZIONE DI ‘DEPURAZIONE SINDACALE’ FU SOTTOSCRITTA TRA FIAT E FIOM-FIM-UILM-FISMIC ALL’UNICO SCOPO DI ‘FAR FUORI’ UN SINDACATO SCOMODO PER POTERE DARE IL VIA ALL’ACCORDO SUL ‘PIANO MARCHIONNE”: ACCORDO CHE OGGI STA CHIUDENDO LA FABBRICA.
LO SCANDALO DEL REPARTO CONFINO DI NOLA SARA’ SOLLEVATO DALLO SLAI COBAS, OLTRE CHE IN MAGISTRATURA DEL LAVORO, ANCHE IN OCCASIONE DELLA MANIFESTAZIONE DI LUNEDI’ PROSSIMO ALLA PREFETTURA DI NAPOLI MENTRE E’ IMMINENTE LA DENUNCIA IN TRIBUNALE DI 165 LAVORATORI CON LA RICHIESTA DI REINTEGRO A POMIGLIANO ANCHE ALLA LUCE CHE NEI PROSSIMI MESI E’ PREVISTO IL RINNOVO DELLE RSU IN FIAT
LA DEBOLEZZA-CONGENITA DELLA PIATTAFORMA CONFEDERALE DI ‘SALVATAGGIO CONCERTATIVO’ DELLA FIAT POMIGLIANO (CHE, NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI SORTIRA’ - DOPO LE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE E LE COOLLEGATE STRUMENTALIZZAZIONI IN INCUBAZIONE - UN ACCORDO DI DIMEZZAMENTO PRODUTTIVO ED OCCUPAZIONALE ‘STILE DATITALIA’ IN CAMBIO DI NUOVI FINANZIAMENTI PUBBLICI MOLTIMILIARDARI PER LA FIAT CHE TAGLIA ANCORA UNA VOLTA PRODUZIONE ED ORGANICI) CONVINCE SEMPRE MENO LA MAGGIORANZA DEI LAVORATORI DI POMIGLIANO IN RELAZIONE ALLA MANCANZA DI CREDIBILI PROSPETTIVE PRESENTI E FUTURE, LA SCARSISSIMA ADESIONE RISCONTRATA DALLO SCIOPERO DI FINE TURNO DI STAMANE INDETTA DA FIOM-FIM-UILM-FISMIC LO CONFERMA.Slai Cobas - coordinamento provinciale di Napoli - Pomigliano d’Arco, 20/3/2009
Comunicato stampa
Fiat Alfa Romeo Pomigliano:
CONTRO LA CENSURA DEI MASS MEDIA LO SLAI COBAS METTE IN RETE LA PROTESTA E LE RAGIONI DEI LAVORATORI
DOMANI ASSEMBLEA DEI LAVORATORI FIAT POMIGLIANO E DELLE AZIENDE COLLEGATE
POLEMICA DURISSIMA CON SINDACATI CONFEDERALI ACCUSATI DI STARE PRECOSTITUENDO LA ‘SOLUZIONE ALITALIA’ ANCHE PER LA FIAT ALFA ROMEO DI POMIGLIANO
I LAVORATORI DEPORTATI CON ACCORDO SINDACALE AL REPARTO CONFINO DI NOLA SI APPRESTANO A PRESENTARE NEI PROSSIMI GIORNI UNA DENUNCIA ALLA MAGISTRATURA CON LA RICHIESTA DI REINTEGRO NELLO STABILIMENTO DI POMIGLIANO, ANALOGA E CONTESTUALE INIZIATIVA SARA’ ATTUATA DALLO SLAI COBAS
Si terrà domattina a Pomigliano d’Arco, alle ore 9.30, presso la Sala Caffè Vesuvio (Colosseum), sita in via Indipendenza, 13 (angolo piazza Primavera) l’assemblea indetta dallo Slai Cobas per fare il punto sulla drammatica situazione venutasi a creare per i lavoratori della Fiat Alfa Romeo resa oggi tale dagli ‘accordi di comodo’ e di scambio politico-clientelare tra azienda, sindacati confederali e collegate forze istituzionali. Oggi, queste stesse forze sono ‘sostanzialmente consorziate’ - aldilà della formale ed apparente diversità - per garantirsi (e garantire alla Fiat) una ‘soluzione’ stile Alitalia che, a fronte di ulteriori ed ingenti finanziamenti pubblici punta a tagliare drasticamente livelli occupazionali e produzioni, nonché a togliere ogni possibilità di iniziativa di dissenso ai lavoratori con la creazione di nuovi reparti confino da terziarizzare ad aziende esterne cui ‘appaltare’ la prospettiva dei licenziamenti. In questo senso hanno concertato la ‘necessaria epurazione’ dello Slai Cobas dallo stabilimento di Pomigliano deportando a Nola 316 lavoratori tra i più sindacalizzati di cui 137 iscritti e militanti allo Slai Cobas. Uno degli scopi acclarati è tagliare fuori lo Slai Cobas dalla prossime elezioni sindacali che si terranno in Fiat Pomigliano a giugno 2009. Già la Fiat ed i sindacati confederali tentarono il colpaccio nel 2006 col licenziamento a febbraio 2006 di nove rappresentanti sindacali dello Slai Cobas nel tentativo di tenerli fuori dalle elezione sindacali di giugno 2006. Il tentativo di non dare la parola ai lavoratori deportati l’anno scorso dalla Fiat al reparto-confino nel comizio della manifestazione di Pomigliano dello scorso venerdì di Nola conferma l’inquietante iniziativa antisindacale a danno dello Slai Cobas concertata tra Fiat e Fiom-Fim-Uilm. La pacifica e ferma determinazione dei lavoratori di ‘prendersi la parola’ e tenere un contro-comizio dallo stesso palco dei confederali e censurata sia dai media locali che nazionali è stata messa in rete sul sito www.slaicobas.it e su youtube col titolo “Manifestazione del 27 febbraio la democrazia è un fatto politico non si rivendica ma si esercita: LA PAROLA AGLI OPERAI”. Siamo certi che, come già avvenne per il filmato delle assemblee del 14 febbraio 2006 (dove, per rappresaglia antisindacale, l’azienda licenziò otto rappresentanti dello Slai Cobas), anche questa volta le forti ragioni dei lavoratori sapranno superare le censure della stampa grazie alla rete internet.Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 13/3/2009
Slai Cobas coordinamento provinciale di Napoli
| S.L.A.I. cobas LA MOBILITAZIONE E LE FORTI LOTTE DI RESISTENZA DEI LAVORATORI, ANCHE SE INDISPENSABILI, OGGI DA SOLE NON BASTANO: Reparti-confino e
licenziamenti politici ASSEMBLEA DEI LAVORATORI FIAT A POMIGLIANO Sabato 14 marzo 2009 DIVERSAMENTE DAGLI ‘ANNI 50’ OGGI I REPARTI-CONFINO E I LICENZIAMENTI POLITICI IN FIAT SONO FIGLI DELLA CONCERTAZIONE SINDACALE E DEL PIANO MARCHIONNE CHE STA SMANTELLANDO L’ALFA DI POMIGLIANO COME GIA’ AVVENNE PER QUELLA DI ARESE. PRATICHE CHE FANNO INOLTRE DA APRIPISTA ALLA TRASFORMAZIONE AUTORITARIA DELLA DEMOCRAZIA SINDACALE, DI QUELLA POLITICA E DEI DIRITTI SOCIALI E RILANCIATE DAL SISTEMA MEDIATICO CHE CENSURA LE RAGIONI DEI LAVORATORI COME PER LA MANIFESTAZIONE DI POMIGLIANO O PER LA VICENDA ALITALIA. Durante l’assemblea sarà proiettato il video: “manifestazione del 27 febbraio 2009 a Pomigliano: le democrazia è un fatto politico non si rivendica ma si esercita: LA PAROLA AGLI OPERAI” (video già disponibile sul sito: www.slaicobas.it) Slai Cobas Fiat e
terziarizzate - Pomigliano |
Comunicato stampa
POMIGLIANO: MANIFESTAZIONE FIAT E CONTRO COMIZIO DELLO SLAI COBAS
GLI OPERAI DEL REPARTO CONFINO FIAT DI NOLA CONTESTANO RINALDINI E PRENDONO LA PAROLA ACCUSANDO I RESPONSABILI SINDACALI ED ISTITUZIONALI PRESENTI DI COMPLICITA’ NELLO SMANTELLAMENTO DELL’ALFA ROMEO E DEL GRUPPO FIATUna lunga contestazione ha accompagnato stamattina gli interventi degli oratori intervenuti nel comizio conclusivo della manifestazione dei lavoratori della Fiat e del collegato indotto nonché delle fabbriche del comprensorio che hanno scioperato per quattro ore.
Il lungo corteo, partito dall’area industriale, ha attraversato le vie della cittadella operaia raggiungendo poi piazza Primavera dove erano ad attendere sindacalisti confederali, politici, sindaco e prelati che, con l’arroganza che consuetamente li contraddistingue, pretendevano di negare la parola agli operai. La contestazione ha raggiunto toni forti quando gli organizzatori si apprestavano a smontare l’impianto di amplificazione, ed è stato allora che, i lavoratori deportati all’impianto-confino di Nola si sono appropriati del palco tra gli applausi delle migliaia di lavoratori presenti (indipendentemente dalla loro iscrizione ai vari sindacati compresi quelli confederali) e che si rifiutavano di sciogliere la manifestazione per ascoltare finalmente i lavoratori ed i rappresentanti dello Slai Cobas.
Nell’intervento di Luigi Aprea, delegato RSU della componente Slai cobas della Fiat Pomigliano la “serrata critica sulla deportazione al reparto confino di Nola di 320 lavoratori ammalati o sindacalizzati tra cui 120 iscritti allo Slai Cobas la cui difesa per il rientro a Pomigliano è sostenuta solo dallo Slai Cobas perché i confederali tutti all’epoca firmano l’accordo”.
E’ toccato poi a Vittorio Granillo, plurilicenziato dalla Fiat Pomigliano sintetizzare la paradossale giornata di lotta di stamattina in cui quegli stessi sindacati che (dall’Alitalia a Pomigliano) continuano a sottoscrivere accordi di licenziamenti e precarietà per i lavoratori poi pretenderebbero pure di negargli la parola: “ LA DEMOCRAZIA E’ UNA QUESTIONE POLITICA, NON LA SI RIVENDICA MA LA SI ESERCITA ED OGGI MIGLIAIA DI LAVORATORI DELLE FABBRICHE SI SONO RIPRESI LA PAROLA: BISOGNA CONTINUARE COSI’ ”.
Dopo l’intervento di un lavoratore dell’Alitech di Capodichino molto critico nei confronti dei confederali, ha preso la parola Mara Malavenda (già deputata Cobas della Fiat Pomigliano): “nel 71 fui assunta all’Alfasud di Pomigliano poi regalata da Prodi alla Fiat e da sempre questi politici e sindacalisti continuano a firmare accordi di lacrime e sangue per i lavoratori: oggi i lavoratori delle fabbriche di Pomigliano hanno saputo dare a tutti una grande lezione di democrazia!”
Il comizio si è concluso con scroscianti applausi dei lavoratori a Marcello, del gruppo operaio dei “ZEZI” che, con una nota, ‘colorita’ ma fortemente politica, denunciava le drammatiche condizioni di vita dei lavoratori oppressi dallo sfruttamento padronale e dalla concertazione sindacale.Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 27/2/2009
CONTRO IL PIANO MARCHIONNE
CONTRO IL REPARTO CONFINO DI NOLADa mesi i lavoratori dell’Alfa di Pomigliano sono costretti a disastrose condizioni di salario e precarietà per i feroci cicli di cassa integrazione derivati dal cosiddetto ‘piano Marchionne’, all’epoca firmato e plaudito dai sindacati confederali e forze politico-istituzionali e mediatiche. Questo ‘piano’ è stato varato con la contestuale deportazione al reparto-confino di Nola di 320 lavoratori ammalati ed attivisti sindacali di cui ben 137 iscritti allo Slai Cobas. Scopo evidente: annientare lo Slai Cobas ed impedire ogni espressione di dissenso alla concertazione tra Fiat e confederali che, con anni di accordi, hanno dimezzato i diritti dei lavoratori e stanno chiudendo la fabbrica, proprio come già chiusero la SEVEL sempre a Pomigliano”.
Oggi lavoriamo una settimana al mese (quando va bene) con la prospettiva del ridimensionamento produttivo ed occupazionale dato dall’accordo con la Chrysler: una “pietra tombale” sull’Alfa Romeo di Pomigliano nonché preludio a pesanti ristrutturazioni antioperaie in tutto il gruppo Fiat. Non solo le Alfa Romeo per il mercato USA saranno prodotte in America (e non più a Pomigliano come spergiurato nel 2003 da Fiat-Fim-Fiom-Uilm-Fismic-Ugl, politici e stampa compiacente) ma anche le vetture Fiat in generale, le cui produzioni sono già state in parte spostate in Turchia, Serbia, Polonia, India ecc. mentre, con il solito ricatto (“o mi danno nuovi finanziamenti pubblici o licenzio”) Marchionne, insieme ai confederali, si prepara a confezionare l’ennesimo piano-farsa di rilancio industriale per lucrare nuovi finanziamenti pubblici: e i suoi ‘amici’ già stendono la mano…
Sono gli stessi sindacati che già nel 2003 firmarono l’accordo sul precedente ‘piano industriale’ che prevedeva, per Pomigliano, …”investimenti per 2.500 milioni di euro - nel quinquennio 2003/2007 - finalizzati a ricerca, sviluppo, innovazione ed ingegnerizzazione dei nuovi prodotti col rinnovo della gamma dei modelli Alfa Romeo, la produzione delle vetture dei segmenti “C” e “D” del marchio nonché il ritorno della commercializazione negli USA dei modelli prodotti a Pomigliano”. Adesso gli stessi responsabili sindacali che nel 2003 firmarono il cosiddetto “accordo quinquennale di rilancio dell’Alfa” SOFFRONO DI AMNESIA! Ma come aspettarsi qualcosa di buono da chi ha sempre brillato in complicità aziendale nell’annientamento dei diritti dei lavoratori e della democrazia sindacale consentendo oggettivamente l’affossamento produttivo ed occupazionale ?
Quanto accade oggi all’Alfa sud è lo specchio dell’attuale, ‘sinistra’, situazione politico-sindacale che (preceduta dal ‘pacchetto Treu’ e le controriforme del diritto sindacale) tira la volata al recente accordo quadro sulla contrattazione che prospetta ulteriori tagli salariali rispetto all’inflazione, reintroduce le gabbie salariali abrogate nel ’70 dallo Statuto dei Lavoratori, stabilisce che saranno padroni e sindacati confederali a dettare le nuove regole-capestro sulla rappresentanza sindacale, la cancellazione del diritto di sciopero a partire dai trasporti: praticamente il ritorno al monopolio del sindacalismo corporativo di infausta memoria già spazzato via dalla storia dalla lotta operaia.
L’Alfa di Pomigliano non deve diventare una nuova “Alitalia”. Ma perché ciò non avvenga è necessario (a fronte del consumato suicidio dell’intera ‘sinistra’ sia di governo che di ‘opposizione’) predisporsi alla non facile ricostruzione, riorganizzazione e rilancio di una credibile prospettiva di classe sindacale e politica.Se non ora… quando !?
Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 27/2/2009
ANSA 16- 02- 2009 16:24
FIAT, MONTEZEMOLO: CON CRISI VENDIAMO PIÙ IN GERMANIA
La crisi dei consumi in Italia e' ''grave'', tanto che la Fiat ''vende oggi piu' macchine in Germania'' che nel nostro paese. Lo ha detto il presidente del gruppo Luca Cordero di Montezemolo sottolineando anche la sua ''preoccupazione'' e il suo ''dispiacere'' per tutti i cassaintegrati dell'azienda. A margine dell'inaugurazione dell'anno accademico della Luiss Montezemolo ha ribadito il suo parere favorevole agli incentivi alla rottamazione: ''La fortuna della Fiat e' che oggi il gruppo ha dei prodotti molto competitivi; questo incentivo a portare le persone negli showroom e' un fatto estremamente positivo. Pensate che oggi, a proposito di quanto sia in crisi il mercato in Italia, vendiamo piu' macchine in Germania che nel nostro paese, il che e' tutto dire - ha affermato -. Questo significa la forza del prodotto Fiat da un lato e la grave crisi dei consumi che c'e' in Italia dall'altro''.
GERMANIA: FIAT A PREZZI STRACCIATI
REPUBBLICA.IT 29/01/09
Le concessionarie italiane spiazzate dalla concorrenza estera. Enormi differenze di prezzo e rischio paralisi per la nostra rete di vendita Panda a 4900 euro, Punto a 6400 Tutti a comprare in Germania
di VINCENZO BORGOMEO
Un'immagine sulla rottamazione dal sito Fiat.de
Solo 4990 euro per una Panda, 6450 per una Grande Punto e 9.990 per una Bravo: no, non sono usate, ma nuove di zecca e con tre anni di garanzia. Questi i prezzi di listino Fiat in Germania dove sono stati appena lanciati gli incentivi statali: non c'è bisogno di essere grandi analisti per scoprirlo, basta andare un secondo sul sito www.fiat.de per verificare come il mondo dell'auto, in Italia, sia davvero sull'orlo del baratro.OPERAI CONTRO lun, 23 feb @ 23:14
FIAT: LICENZIAMENTI PER GLI OPERAI E MILIARDI A MARCHIONNE
Pubblicato in:: Numero 493-09
Il consiglio di amministrazione di Fiat mentre prepara i licenziamenti per gli operai ha varato un nuovo piano di incentivazione dei manager.
Lo si è appreso da una nota secondo la quale l'amministratore delegato Sergio Marchionne potrà ricevere diritti che gli consentiranno di ottenere fino a 2 milioni di azioni Fiat, su un totale di 8 milioni disponibili per l'operazione.
Il piano - spiega la nota del Lingotto - «tiene conto dell'attuale situazione dell'economia reale e dei mercati finanziari e della scarsa attrattività dei piani in essere» e dunque «sarà basato su parametri di misurazione delle performance coerenti con la nuova situazione di mercato», con l'obiettivo di «assicurare il coinvolgimento
e la retention (motivazione, ndr) delle persone chiave per la crescita del gruppo, allineandone gli interessi a quelli degli azionisti».
FIAT: operai licenziati e Marchionne ricoperto d'oro
Questa e' la politica di quei bastardi dei padroni
Ma non dobbiamo nemmeno illuderci che avendo le stesse condizioni della Germania, risolveremo il problema. Perché non appena il mercato tedesco si saturerà, il problema si ripresenterà ancora più aggravato dato che non risarà più una valvola di sfogo. Finché si continuerà a produrre per questo sistema (capitalismo) l’unica soluzione vera che hanno, è la guerra. Perché solo distruggendo hanno la possibilità di rimettere in moto l’economia, ma quanto ci verrebbe a costare? Ci sembra che sia giunta l’ora che cominciamo ad organizzarci, non possiamo farci trovare disorganizzati nelle prossime scadenze future, altrimenti saranno “LACRIME, SUDORE e SANGUE”.
RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA 24/02/09
SLAI COBAS MODENA
Divide et impera
La Fiat a Melfi ha comunicato che sarà
chiesto agli operai a Marzo 3 giorni di straordinario comandato.
Anche le previste settimane di cassa integrazione di marzo sono
state annullate.
Gli enormi incentivi elargiti dai governi sembrano produrre
alcuni effetti per i padroni.
Pare che da parte dei cittadini della Germania sia aumentata la
richiesta della Grande Punto e gli operai dopo settimane di
cassa integrazione dovranno lavorare senza fruire del riposo
settimanale.
D’altronde la musica è sempre la stessa: quando la produzione
aumenta gli operai devono lavorare di giorno e di notte sempre
più flessibili, caricati di lavoro e per un salario miserabile,
invece, quando la produzione scende, gli operai devono rimanere
a casa e sopravvivere con i quattro soldi della cassa
integrazione.
Come succede per gli operai di Pomigliano per i quali la
continua cassa integrazione è diventata una solfa.
Operai che compreso gli assegni familiari non arrivano a
prendere mille euro al mese.
Operai che una volta fuori dalla fabbrica non trovano altro che
disoccupazione, miseria e monnezza.
Eppure non sono in pochi quelli che a Melfi affermano che gli
operai di Pomigliano se la sono cercata, che non sono
competitivi, che sono degli scansafatiche.
Adesso incominciano a dirlo anche alcuni operai, ma in verità
costoro se ne vanno appresso alle chiacchiere di chi operaio non
è. È interesse della Fiat alimentare queste maldicenze. Troppo
forte è il ricordo dell’azione degli operai di Termini Imerese
che bloccarono per giorni lo stabilimento di Melfi, con la
solidarietà degli operai lucani. Una lezione da cui noi operai
di Melfi imparammo molte cose, che mettemmo in pratica un anno
dopo, nella lotta dei 21 giorni.
Grande è il timore della Fiat che gli operai di Pomigliano
possano decidere di bloccare la SATA di Melfi, proprio in un
periodo in cui la produzione tira, ecco perché si cerca di
alimentare la diffidenza fra noi operai di Melfi e i nostri
compagni di Pomigliano.
La Fiat dopo avere imposto il TMC2 a Pomigliano e i
trasferimenti a Nola continua a
utilizzare e dividere gli operai con l’obiettivo di poter
chiedere ancora di più.
Gli operai di Melfi dal canto loro rischiano seriamente di
cadere nella trappola del “divide et impera” della Fiat.
E se per gli operai di Melfi scattasse lo stesso ragionamento?
Se all’orizzonte, magari in Polonia o in Serbia, apparisse per
gli operai di Melfi uno stabilimento più competitivo, cioè in
grado di sfruttare di più gli operai?
È giunta l’ora anche per gli operai di Melfi di prendere
coscienza: il padrone vuole continuare a dividere e distribuire
le briciole agli operai per continuare a prendere per se
l’intera torta.
La stessa torta fatta e allestita dagli operai che potrebbero
unirsi e appropriarsene.
Un operaio della SATA di Melfi
RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA
23/02/09
SLAI COBAS MODENA
Da: Primonumero.it 18-2-2009
18/02/2009 - FPT, GLI OPERAI DI ’TERMOLI 1’ RESTANO SENZA MENSA
Termoli. Una brutta sorpresa quella riservata ai dipendenti Fpt di Termoli che ieri sera non hanno potuto usufruire del servizio mensa. L’inconveniente ha riguardato esclusivamente gli operai del reparto ’Termoli 1’ impiegati sul secondo turno che, una volta arrivati davanti ai cancelli della mensa intorno alle 18, hanno trovato le porte chiuse e nessun avviso che potesse spiegare questa scomoda anomalia. Molto probabilmente il servizio è stato interrotto a causa della mancanza di forniture di cibo dovuta al maltempo ma questa ipotesi è stata semplicemente formulata dagli operai infreddoliti e non ha trovato nessuna conferma da parte dei vertici aziendali. «Si tratta dell’ennesimo gesto che testimonia la mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori - si è lamentato l’rsu dello Slai-Cobas - sicuramente chi di divere sapeva già da ore che non ci sarebbe stata la mensa alle 18 e nessuno ci ha detto niente, neanche i capisquadra». Alcuni operai hanno cercato di rimediare un pasto caldo nella mensa del settore ’Termoli 3’ non avendo però la certezza di trovare posto.
E IO PAGO!!!
E SE COMINCIASSIMO A FAR PAGARE AI PADRONI!!!
Dopo anni che si è accettato di tutto,
facendo straordinari su straordinari mentre ci venivano negate
le ferie per “necessità produttive”, o se concesse con il
contagocce ma sempre dietro ricatto, tanto che il monte ore di
quelle non usufruite è salito a dismisura, sino ad oltrepassare
in alcuni casi le quattrocento ore; senza mai opporci realmente
a tutto questo, nei fatti abbiamo agevolato il padrone
nell’opera di sfruttamento. Ora il padrone non ha più bisogno di
noi, ci ha spremuto a sufficienza quando gli servivamo per
contrastare la concorrenza sui mercati, ed ora per logiche di
mercato dobbiamo toglierci dalle palle, inizialmente facendo
delle ferie vecchie, ma poi?
I padroni, FIAT in testa hanno chiesto ancora una volta dei
soldi al governo, quei sostegni economici che verranno elargiti,
con la giustificazione che servono per salvare l’occupazione.
Ma noi sappiamo che questo non è vero, la FIAT come al solito
prenderà i soldi, li spartirà in famiglia, tra azionisti,
vertici, sindacalisti fedeli, politici e amministratori
compiacenti, ma per noi operai non ci sarà nulla come al solito.
Mentre noi viviamo in miseria o veniamo estromessi dal ciclo
produttivo, senza più un misero salario per sopravvivere, i
padroni, i banchieri, i politici, i sindacati di regime e tutta
quella cricca di loro lacchè, fanno la bella vita e non
subiscono di certo le conseguenze della crisi, che invece fanno
pagare pagare a noi operai.
Cosa possiamo fare? Non possiamo di certo contrastare ne la
cassa ne i licenziamenti, se non comprendiamo l’importanza, la
necessità improrogabile di riorganizzarci in maniera
indipendente sia sindacalmente che politicamente, preparandoci
alle lotte presenti e future che ci attendono, ne va la nostra
sopravvivenza, questo è in gioco!
La nostra sopravvivenza e delle nostre famiglie è un nostro
problema, una nostra priorità.
Non ripetiamo più gli errori del passato, accettando soluzioni
preparate da chi con noi non ha nulla da spartire e che si
rivelano solo illusorie e strumentali. Come la proposta che ci
viene fatta di barattare le nostre ferie accumulate negli anni
(grazie alla FIAT) per i giorni di fermata previsti in marzo
(che comunque non garantisce l’assunzione a tempo indeterminato
degli interinali). Una simile proposta è ingannevole e
strumentale, perché mira a far pagare tutto il costo della
fermata a noi operai. Così sia il padrone che l’INPS, eviteranno
di sborsare la loro parte dovuta nel pagare la cassa
integrazione. Ma non possiamo nemmeno subire la cassa
integrazione, già abbiamo dei salari di merda, proviamo a
pensare questi salari con il 25% in meno.
Dobbiamo dire forte e chiaro “ i soldi li date a noi non alle
banche e ai padroni”.
La storia insegna che un sacrificio ne impone sempre un altro e
poi un altro ancora è cosi che noi operai siamo diventati più
deboli, mentre invece i padroni si sono ingrassati diventando
più forti sulle nostre spalle. Perché i nostri sacrifici,
servano a dare dei frutti è fondamentale e prioritario che come
operai, ritorniamo ad identificarci in un'unica classe.
Una classe unita e con una propria politica indipendente,
smettiamola di delegare sempre ad altri in bianco e se poi le
cose non vanno bene ci lamentiamo! Solo se sapremo organizzarci
e unirci, di fronte alle difficoltà del presente e del futuro
potremo difenderci cercando di uscire dal baratro che la crisi
economica del sistema capitalistico ha spalancato nella nostra
esistenza.
RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA
16/02/09
SLAI COBAS MODENA
Da: IlNolano.it
Slai Cobas: "Fiat allo sfascio"
POMIGLIANO D'ARCO - “No alle manganellate ma neanche alle provocazioni. E’ ora di correre ai ripari prima di entrare in crisi, in ritardo ci si è accorti del buco Fiat”. Il grido di allarme arriva dagli operai aderenti allo Slai Cobas, riuniti in assemblea con le delegazioni di lavoratori e Rsu delle fabbriche del gruppo Fiat e dell’intero indotto. Obiettivo: discutere delle iniziative di mobilitazione a sostegno della lotta operaia contro i licenziamenti e per il reintegro dei dipendenti che sono stati spostati nello stabilimento di Nola. Durante l’incontro si è discusso anche della preparazione del VI° Congresso nazionale che si terrà a marzo. “La posizione dello Slai Cobas è di solidarietà ai lavoratori fermati durante le mobilitazioni dei giorni scorsi- sostiene Luigi Aprea, dirigente locale- ma allo stesso tempo di critica nei confronti delle altre organizzazioni sindacali confederali.” E’ scontro tra le organizzazioni di categoria. “A nostro avviso- continua Aprea, -chi ha firmato in precedenza il piano Marchionne, ha contribuito a questo sfascio, che ha portato al disastro attuale dello stabilimento di Pomigliano D’Arco e delle fabbriche Fiat, perché nel tempo han portato alla polverizzazione dell’intera produzione.”. Ma a puntare il dito sono anche altri iscritti allo Slai Cobas. Secondo alcuni c’è un tentativo occulto di delegittimare le iniziative dell’organizzazione dei lavoratori. “Vogliono mandarci via da Pomigliano- afferma Giuseppe De Crescenzo, operaio fiat da vent’anni- “tutti gli iscritti a queste liste, quasi trecento, sono stati spostati nella sede di Nola, noi vogliamo restare qui”. Giuseppe è provato dagli ultimi avvenimenti, ci ha raccontato la sua esperienza nelle catene di montaggio, in molti casi anche drammatica come quando a causa del cattivo funzionamento di una macchina ha perso la funzionalità di una parte della mano destra. “Molte volte- ripete Giuseppe De Crescenzo- “si è costretti a lavorare in condizioni disagiate, chiediamo per questo oltre ad un salario dignitoso, anche una maggiore sicurezza nella fabbrica.” .
di ornella scognamiglio 09/02/2009
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
LO SLAI COBAS ESPRIME CONVINTA SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI FERMATI DURANTE LE MOBILITAZIONI DI STAMATTINA INDIPENDENTEMENTE DALLA LORO APPARTENENZA AI SINDACATI CONFEDERALI. CIO’ SENZA TACERE LE GROSSE RESPONSABILITA’ DEGLI STESSI SINDACATI CONFEDERALI CHE – RICOPRENDO TUTTORA IL RUOLO DI MAGGIORI ‘SPONSOR’ DEL COSIDDETTO ‘PIANO MARCHIONNE’ – SONO CONSAPEVOLI COMPLICI DEL PESANTE RIDIMENSIONAMENTO IN ATTO DELLO STABILIMENTO DI POMIGLIANO D’ARCO E DELLE FABBRICHE FIAT
SABATO 7 FEBBRAIO, DURANTE I LAVORI DEL COORDINAMENTO NAZIONALE - CHE SI TERRA’ PRESSO LA SEDE SLAI COBAS DI POMIGLIANO IN PREPARAZIONE DEL CONGRESSO NAZIONALE DI MARZO - SI RIUNIRANNO DELEGAZIONI DI LAVORATORI E RSU DELLE PRINCIPALI FABBRICHE DEL GRUPPO FIAT E DELL’INDOTTO PER CONCORDARE INIZIATIVE DI MOBILITAZIONE A SOSTEGNO DELLA LOTTA OEPRAIA CONTRO LA RESTAURAZIONE AUTORITARIA IN ATTO DEI DIRITTI SINDACALI E A TUTELA DEI SALARI E DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI, NONCHE’ PER CONTRASTARE I LICENZIAMENTI POLITICI E LA RESTAURAZIONE DEI REPARTI-CONFINO COME QUELLO DI NOLA.Slai Cobas Fiat Alfa Romeo
Slai Cobas - coordinamento provinciale di Napoli
Pomigliano d’Arco, 5/2/2009
Da: Primonumero.it 4-2-2009
Termoli. Prosegue la cassa integrazione alla Fpt
di Termoli. L’annuncio è stato dato alle rsu dei
lavoratori nel pomeriggio di oggi 4 febbraio. La cig
partirà il 2 marzo e proseguirà fino al 6 dello stesso
mese. Lo stop forzato riguarderà gli 861 lavoratori
dell’area Cambio 510 e Cambio 546 e i 1726 lavoratori
dell’area Motore 8 e 16 valvole.
Alla convocazione ufficiale hanno preso parte le rsu di
tutti i sindacati maggiormente rappresentati all’interno
dello stabilimento di Rivolte del Re fatta eccezione per
la rsu dello Slai Cobas che ha sottolineato come da
sempre il suo sindacato non abbia condiviso la linea
della cassa integrazione.
ORA TOCCA ANCHE ALLA CGILSotto a chi tocca
"All' inizio vennero a prendere i comunisti,
e io non protestai, non dissi niente,
tanto io non sono mica comunista.
Poi vennero a prendere gli zingari,
e io non protestai, non dissi niente,
perchè si sa, un po' rubacchiano.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e io non protestai, non dissi niente,
perchè un po' mi hanno sempre dato fastidio.
Poi vennero a prendere gli ebrei,
e io non protestai, non dissi niente,
perchè in fondo mi sono sempre stati antipatici.
Infine, un giorno, vennero a prendere me.
E a quel punto non c' era più nessuno a protestare".
( di M. Niemoller)
La Cgil diceva…
Quando hanno “normalizzato” i Consigli di
fabbrica, la Cgil diceva tanto sono solo casinisti e neanche
iscritti.
Quando hanno regolamentato gli scioperi ridotti a sterili
proteste virtuali, la Cgil diceva che tutto si poteva risolvere
nel tavolo che conta
Quando hanno tolto la scala mobile, la Cgil diceva i salari si
difendevano con la concertazione,
Quando hanno tagliato le pensioni, la Cgil diceva ma “tanto noi
gestiremo i loro tfr nei fondi pensione”
Quando hanno istituito, complici i sindacati, il lavoro in
affitto e i co.co.pro, la Cgil diceva, tanto noi contrattiamo le
assunzioni.
Quando escludevano i sindacati di base dalla trattativa e
negavano ai Cobas il diritto di assemblea, la Cgil diceva che
erano solo degli estremisti corporativi antiunitari.
Quando nonostante il no delle assemblee operaie, decidevano i
funzionari o i voti dei pensionati usati come massa di manovra,
La Cgil diceva che la democrazia era l’interesse generale del
paese
Quando faceva fuori la sinistra sindacale a Brescia e nella Fiom
di Milano, la Cgil diceva di difendere l’unità dei lavoratori e
della democrazia
Quando i salari italiani sono diventati i più bassi d’Europa, la
Cgil non aveva più niente da dire
Venerdì 13 la FIOM – CGIL ha indetto lo sciopero contro la
riforma del contratto firmato invece dalla CISL, UIL, UGL e
FISMIC.
Lo SLAI COBAS, sebbene non crede nella buona fede del gruppo
dirigente di questa organizzazione sindacale e nella maggioranza
dei suoi delegati, vista la storia passata e recente: invita gli
operai a scioperare, perché l’attacco portato da questa riforma
mina ulteriormente in modo ancora più grave, le condizioni di
vita lavorativa e salariale di noi operai.
Come operai dobbiamo scendere in campo, smettendo una volta per
tutte di delegare senza mai poi partecipare in prima persona!
Perché altrimenti non potremmo mai decidere e incidere niente,
per il nostro futuro!!!
RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA
04/02/09
SLAI COBAS MODENA
C’È SEMPRE QUALCUNO PIÙ A NORD!
Questa è la fine che fanno gli operai quando non si riconoscono in un'unica classe.
Le frasi rivolte ai lavoratori stranieri sono
più o meno queste: “Sporchi immigrati. Tornate a casa vostra.
Togliete lavoro a gente di qui che ne ha bisogno”.
Quante volte si sentono ripetere espressioni simili, in Italia,
da chi non sopporta la vista degli immigrati di un colore o di
un altro. Bè, in questi giorni le stesse frasi sono state
pronunciate in Inghilterra all’indirizzo di lavoratori italiani.
Alla raffineria Lindsey Oil di Grimsby, gestita dall’azienda
petrolifera francese Total, è stato assunto un gruppo di
manovali italiani e portoghesi, scrive il quotidiano Daily
Express di Londra, apparentemente perchè costano meno.
Una legge europea lo permette. Sono ospitati da una speciale
nave-albergo (ex prigione), con un contratto di lavoro a tempo.
Ma agli operai inglesi la cosa, in piena recessione, non è
andata giù: ieri hanno dichiarato sciopero e protestato
piuttosto vigorosamente per la presenza degli italiani.
Alcuni dei quali, o almeno presunti tali, sono ripresi in una
fotografia del Daily Express mentre agitano il dito medio e
fanno il gesto dell’ombrello davanti al naso degli operai
inglesi.
“Gli italiani lavorano male e non rispettano le norme di
sicurezza”, (potrebbe non essere una bugia, visto l’alto numero
dei morti che ha l’Italia ndr) dice un operaio inglese al
quotidiano di Londra. “La nostra non è una protesta razzista, ma
quei posti di lavoro spettavano a noi. È un’ingiustizia”.
Chiunque abbia ragione, è la prova di come i ruoli possono
cambiare in fretta: in Inghilterra possiamo essere visti come i
vu’cumprà che tanti di noi non sopportano in patria.
Che è stato poi, quello dei poveri immigrati guardati male dai
nativi, il nostro ruolo per secoli. Sarebbe bene non
dimenticarcelo.
Il protezionismo alza la bandiera dell'odio contro gli stranieri
e prepara gli animi alla guerra dei padroni. La guerra è l’unico
modo che i padroni hanno per uscire dalla crisi economica, solo
così possono ricominciare a rimettere in moto il sistema
produttivo, per poter continuare a sopravvivere come classe
dominante con il loro sistema capitalista.
RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA
04/02/09
SLAI COBAS MODENA
Da: Primonumero.it
31/01/2009 - ANCORA CIGO IN FIAT POWERTRAIN, LO SLAI-COBAS PRECISA
Termoli. In seguito alle ultime comunicazioni di cassa integrazione che i vertici della Fiat Powertrain hanno fatto ai lavoratori dello stabilimento di Rivolte del Re interviene la Rsu dello Slai-Cobas per esprimere la propria opinione riguardo agli ultimi avvenimenti accaduti nella fabbrica termolese.
«La Rsu SLAI-Cobas della Fiat-Powertrain di Termoli e’ indignata riguardo la situazione attuale di sbandamento creatasi all’interno dello stabilimento soprattutto per via della numerosa CIGO e della precarieta’ umiliante di tanti lavoratori che ne stanno pagando le conseguenze con l’impotenza e il fallimento di un sindacato confederale che ha scommesso da sempre sulla concertazione aziendale e sulla flessibilità che oggi gli rimane solo la carta di continuare a chiedere soldi pubblici, ma non ne chiarisce il beneficio che ne avranno i lavoratori che in questi mesi vedono le loro buste paga falcidiate. Nella giornata del 30 Gennaio sul primo turno lavorativo la sola Rsu dello SLAI-Cobas volutamente ha scioperato con megafono alla mano per un’ora denunciando appunto la situazione, dove in alcune aree addirittura si battevano i denti dal freddo e rimarcando il concetto di rispetto verso i lavoratori che in questi giorni hanno visto in modo frenetico e di passaggio l’abbellimento delle officine da parte aziendale per via di una visita di certificazione ambientale ma peccato che solo in quella occasione di parata si sono viste per i corridoi e negli ambienti tappeti e piante. Così come si dice ’’La festa è finita gabbato è il Santo’’. Intanto da lunedì riparte come ormai di ’’moda’’ la cassaintegrazione figlia di una crisi capitalistica che come al solito a pagarla saranno solo i lavoratori».
PIANO MARCHIONNE:
… PACCO, PACCOTTO E CONTRO-PACCOTTO !E’ da mesi che i lavoratori dell’Alfa sono costretti a disastrose condizioni di salario e occupazionali conseguenti i feroci cicli di cassa integrazione derivati dal cosiddetto ‘piano Marchionne’, all’epoca sottoscritto ed applaudito da Fiom-Fim-Uilm-Fismic-Ugl.
Già nel 2003 questi stessi sindacati firmarono con la Fiat l’accordo-farsa sul ‘piano Industriale’ che prevedeva per lo stabilimento di Pomigliano: …“investimenti per 2.500 milioni di euro (nel quinquennio 2003/2007) finalizzati a ricerca, sviluppo, innovazione ed ingegnerizzazione dei nuovi prodotti col rinnovo della gamma dei modelli Alfa Romeo, la produzione delle vetture dei segmenti “C” e “D” del marchio nonché il ritorno della commercializzazione negli USA dei modelli prodotti a Pomigliano”.Con quali risultati ?
Oggi ci troviamo a lavorare una settimana al mese (quando va bene) con la prospettiva del drastico ridimensionamento produttivo ed occupazionale dato dall’accordo con la Chrysler, che rappresenta una pietra tombale sull’Alfa Romeo di Pomigliano nonchè il preludio a pesanti ristrutturazioni antioperaie in tutto il gruppo Fiat: non solo le Alfa Romeo per il mercato americano saranno prodotte in America (e non a Pomigliano come spergiurato da Fiat-Fim-Fiom-Ulim-Fismic-Ugl con l’accordo sul piano industriale 2003/2007) ma anche le vetture Fiat in generale, le cui produzioni sono già state in parte spostate in Turchia, Serbia, Polonia, India ecc.
E ancora oggi assistiamo alla farsa della mobilitazione concertata tra la Fiat ed i suoi sindacati confederali ammaestrati che, in sintonia col ricatto di Marchionne (o mi danno nuovi finanziamenti pubblici o licenzio…) già si preparano a confezionare l’ennesimo piano… di “rilancio”. E per questa nuova fregatura vorrebbero pure, e ancora, gli applausi degli operai. Ma come aspettarsi qualcosa di diverso da quegli stessi sindacati che sono stati sempre complici dell’azienda nel brutale annientamento dei diritti dei lavoratori e della democrazia sindacale, nell’affossamento produttivo ed occupazionale della fabbrica e coartefici dei licenziamenti politici e dei reparti-confino come quello di Nola ?
Questi sono gli stessi che, tutti, in questi anni, hanno tirato la volata al recente accordo-quadro sulla contrattazione nazionale che prospetta ulteriori tagli salariali rispetto all’inflazione, reintroduce le gabbie salariali abrogate nel 1970 dallo Statuto dei Lavoratori, stabilisce che saranno padroni e sindacati confederali a dettare le nuove regole-capestro per la rappresentanza sindacale e la limitazione del diritto di sciopero nell’industria: praticamente il ritorno al ‘sindacato unico fascista’ spazzato via dalla storia - all’epoca - dalle lotta operaia.
A differenza di tutte le altre forze in campo - che puntano a fare da ‘cavalli di troia’ della Fiat tra i lavoratori o alla microframmentazione sindacale - lo Slai Cobas rimane l’unica possibilità di ragionevole tutela dei lavoratori: se la Fiat ed i sui sindacati complici stanno facendo di tutto per ‘allontanare’ lo Slai Cobas da Pomigliano, la mobilitazione dei lavoratori per riaffermare i loro diritti in fabbrica non potrà fare a meno dello Slai Cobas.Slai Cobas Fiat e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 2/2/2009
Da: Ansa del 14 gennaio 2009
FIAT, POMIGLIANO: SLAI COBAS, FALLITO PIANO MARCHIONNE
POMIGLIANO D'ARCO - Prorogata la cassa integrazione per i circa cinquemila operai della Fiat auto di Pomigliano d'Arco (Napoli): con una nota inviata ai sindacati, infatti, l'azienda ha comunicato un'ulteriore settimana di cassa integrazione per i lavoratori, che non avrebbero ripreso prima del 9 febbraio prossimo, con sette giorni di ritardo rispetto ai colleghi di altri stabilimenti italiani.
A Pomigliano d'Arco, la cig continuerà fino al 13 febbraio, per una ripresa della produzione slittata al 16 dello stesso mese. "Ma la Fiat - spiega Vittorio Granillo, del coordinamento nazionale dello Slai Cobas - ha anche comunicato che si lavorerà fino al 20 febbraio, per poi attuare un altro stop produttivo fino al 9 marzo prossimo. Una situazione non certo rosea per gli operai dello stabilimento".
Granillo, inoltre, sostiene che "i fatti attuali dimostrano il completo fallimento del piano Marchionne": "Al momento - conclude - lo stabilimento di Pomigliano è l'unico a non avere un piano di produzione futuro.
La crisi, quindi, sta solo facendo venire alla luce tutto quello che dicevamo da tempo, e cioé che il tanto vantato piano che avrebbe dovuto rimettere in sesto la fabbrica pomiglianese, si è rivelato solo un bluff a danno dei lavoratori". (ANSA).
COMUNICATO STAMPA
FIAT AUTO POMIGLIANO / OTTO LICENZIATI DEL 2006
OGGI NUOVA INCREDIBILE E CONTRADDITTORIA DECISIONE EMESSA DAL GIUDICE DI NOLA CHE HA REINTEGRATO AL LAVORO QUATTRO LICENZIATI SU CINQUE: SE ALL’EPOCA FIAT E TNT LICENZIARONO I LAVORATORI CON IDENTICHE E FANTASIOSE MOTIVAZIONI MAI PROVATE IN CAUSA, COME PUO’ OGGI IL GIUDICE CONFERMARNE IL LICENZIAMENTO PER UNO SOLO?! ANCORA PIU’ INCONGRUENTE APPARE IL PROVVEDIMENTO ANCHE CONSIDERATO CHE LO STESSO GIUDICE HA INOLTRE CONDANNATO LA FIAT NON SOLO PER QUATTRO LICENZIAMENTI SU CINQUE MA ANCHE PER I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI COMMINATI ILLEGITTIMAMENTE ALL’EPOCA AD ALTRI QUATTRO LAVORATORI DELLO SLAI COBAS (ANNULLANDO INOLTRE I TRE GIORNI DI SOSPENSIONE DATI DALL’AZIENDA A FRANCESCO GROSSO, L’OPERAIO CHE PER CONTO DEL SINDACATO EFFETTUO’ LE RIPRESE VIDEO DELLA CONTESTAZIONE OPERAIA NELLE ASSEMBLEE DEL 14 FEBBRAIO 2006).UNA INQUIETANTE TELENOVELA GIUDIZIARIA:
A seguito della contestazione operaia avvenuta nelle assemblee sindacali svolte in fabbrica il 14 febbraio 2006 contro il contratto-bidone dei metalmeccanici firmato tra FIOM-FIM-UILM e FEDERMECCANICA, la Fiat di Pomigliano d’Arco e l’azienda terziarizzata TNT licenziarono otto lavoratori ( cinque della Fiat e tre della TNT), tutti all’epoca dei fatti iscrItti e/o dirigenti sindacali dello Slai Cobas, accusandoli di aver “capeggiato una sparuta e violenta minoranza di 50 lavoratori ed impedito lo svolgimento delle assemblee dei sindacati confederali”.
Il 25 maggio 2006 il Tribunale di Nola, giudice Martorano, in accoglimento del ricorso d’urgenza presentato dallo Slai Cobas ai sensi dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, condannava la Fiat e la TNT per comportamento antisindacale e reintegrò al lavoro gli otto licenziati. Nella fase istruttoria lo Slai Cobas presentava tra l’altro i nominativi di 170 lavoratori presenti alle assemblee in qualità di testimoni nonché il filmato delle assemblee girato dallo stesso sindacato. Assemblee che - a differenza di quanto fantasiosamente asserito dalle aziende - si svolgevano e concludevano pacificamente con le migliaia di lavoratori presenti che approvavano unanimità, per alzata di mano e voto palese (come provato dal filmato visionato dal giudice in corso di causa) la mozione presentata da Vittorio Granillo dello Slai Cobas con cui i lavoratori bocciavano l’accordo contrattuale siglato dai sindacati confederali.
Con una nuova sentenza emessa lo scorso 18 settembre 2008 il tribunale di Nola, giudice Vargas, inopinatamente accoglieva l’opposizione presentata da Fiat e TNT che - di conseguenza - rilicenziavano gli otto lavoratori. All’epoca lo Slai Cobas condannò fermamente questa …”inquietante sentenza con cui, ancora in primo grado di giudizio il Tribunale di Nola smentiva se stesso dando adito ad una montagna di gravi e legittimi dubbi da parte sindacale con un provvedimento sconcertante nonchè a dir poco carente di fase istruttoria ed oggettivamente funzionale alla svolta autoritaria in Fiat data dal c.d. “Piano Marchionne” e dal ripristino dei reparto-confino come quello di Nola.
L’ennesimo, paradossale e contorto dispositivo emesso stamattina dal tribunale di Nola, giudice Vargas, potrebbe essere interpretato come oggettivo salvataggio politico della Fiat cui si ‘concede’ il licenziamento di Domenico Mignano a supporto del malconcio teorema aziendale del ‘capeggiamento’ della rivolta operaia nelle assemblee 2006: teorema sconfessato in causa dal filmato e dalle prove testimoniali esibite dallo Slai Cobas. Intanto il prossimo luglio si terrà presso il tribunale di Napoli l’appello sul ricorso presentato dallo Slai Cobas che ha impugnato il provvedimento del tribunale di Nola del 18 settembre 2008 che conseguì il rilicenziamento di tutti gli otto lavoratori chiedendone la reintegra al lavoro (compreso Mignano), mentre il prossimo mese di giugno si terrà invece, al tribunale di Nola, ancora su ricorso dello Slai Cobas, la causa di merito per il reintegro in fabbrica dei tre licenziati TNT (ramo d’azienda oggi riassorbito dalla Fiat).Slai Cobas Fiat auto e terziarizzate - Slai Cobas coordinamento provinciale di Napoli - Pomigliano, 8/1/2009