Contratto:
Buone notizie
per padroni e sarchiaponi
31-1-2008
Protocollo su previdenza, lavoro e competitività del 23 luglio 2007
VOTARE NO E' PURA ILLUSIONE, IL SI HA GIA' VINTO
3-10-2007
Il Riformismo liberista del centrosinistra è l’unica possibilità di rinascita per le Destre!
Nella logica dell’alternanza bipolare borghese tutto è scontato, persino le dichiarazioni ipocrite dell’anoressico Fassino suonano come una presa in giro.
Perché se delusione per il risultato esiste, al di là delle apparenze, essa è ridotta a mera constatazione che l’operazione trasformista e mimetista del Partito Democratico (operazione che serviva ad arginare quello che i sondaggisti dicevano da mesi), ha difettato perlomeno in comunicazione.
In sostanza l’apparato di DS e Margherita non è riuscito a proporsi al grande pubblico e imbalsamare l’illusione che la luna di miele inaugurata con le primarie e suggellata con le elezioni del 2006 potesse durare ancora un pochino.
Pazienza, c’è un lavoro da terminare, le Borghesie europea e nazionale non possono perdere tempo nell’opera di riforma dell’Umanità solamente perché il terminale politico di turno non ha più il sostegno popolare, lo spettacolo deve andare avanti, i mercati non devono subire contraccolpi, ne va della “ripresina”.
Perciò nessuno si aspetti ripensamenti di linea al di là della sterile propaganda a cui però sembra che pochi possano veramente credere, risultati alla mano.
Invece, prevedibili, scontate arrivano le letture che danno di questa prima sconfitta elettorale, la stampa borghese come il Chiamparino di turno che giustamente lamentano il lento rilancio dell’agenda liberista ostaggio dei capricci della “sinistra radicale”, mentre proprio Rifondazione “Comunista” lancia una campagna di propaganda pubblicista quanto disperata davanti alle fabbriche con cui pretenderebbe di portare via alla BCE di Trichet il maggiore gettito frutto dei condoni bipolari, per sopravvivere a se stesso e al suo destino segnato nel solco della tradizione del comunismo italiano dal PCI in avanti, incentrato sulla collaborazione di classe staliniana, rispolverando dopo più di un’anno di fuliggine, quell’altro mondo che è possibile, ovvero la teoria di cachemire del Bertinotti pensiero che potremmo sintetizzare in ciò secondo il quale gli interessi dei lavoratori si difendono solamente e meglio al governo con la Borghesia.
Cari “Comunisti riformisti” siete alla frutta, conviene riorganizzarvi anche Voi in un nuovo soggetto magari chiamato “Sinistra Europea” perché entro questa legislatura vi dissolverete! Voi che con le mani votate finanziarie a vantaggio dei Padroni e Guerre a Vantaggio dei Padroni e con i piedi state nei movimenti su incarico del Padronato, non incantate più nessuno !
La vostra teoria del “o con il Centrosinistra o con Berlusconi”, non funziona più, perché e proprio con Voi riformisti e le Vostre politiche antioperaie che Berlusconi torna redivivo e vegeto, e questa campagna grottesca “Facciamo il vostro gioco – è l’ora del risarcimento sociale” è il coronamento di un fallimento giustamente previsto da chi denunciò al VI Congresso del Partito la deriva Burocratico-governista, del borghese Presidente Bertinotti magistralmente descritta nel suo testamento politico intitolato “Verso un Mondo Nuovo” (edizioni Liberazione, ne consigliamo vivamente la lettura a chiunque voglia passare una serata in allegria).
E come pretendete di risarcire gli operai e i pensionati ?
Con il programma di acquisto delle Fregate FREMM o con i 120 caccia Eurofighter da circa 150 milioni di euro l’uno (che se ne cadono un paio mica sono a buon mercato come gli AMX, bisognerà fare una manovrina finanziaria correttiva, neh), oppure con la portaerei Cavour che verrà varata tra il 2007 e il 2008 alla modica cifra di circa 1,4 miliardi di euro ?
E intanto nel sinedrio della Sinagoga dell’FMI il capo di Goldman & Sachs riceve il testimone dal falco Wolfowitz, l’artefice insieme a Cheney e Blair dell’attacco all’Iraq e del teorema Sionista delle armi di distruzione di massa.SLAI Cobas I T A L T E L
06 Giugno 2006
SLAI Cobas ITALTEL:
Chiusure aziendali - bisogna risparmiare, perciò è meglio se te ne stai al mare.
(E se non hai la grana stattene a casuccia tua uguale).Al di là dell’ironia non ci pare proprio che esista, rispetto al passato anche recente, una qualche difficoltà nel fare accordi con questa Azienda.
Giacchè non si capisce perché questa dovrebbe fare a meno della preziosa e ultracollaudata sponda della centrale sindacale aziendale, che centimetro dopo centimetro regala sempre qualcosa e chiede in cambio solo una qualche attenzione, come per le piante da interno.
E bene fanno i lavoratori a stare “vicini-vicini” a questa Rsu (l’hanno votata e che se la tengano), dando loro il mandato alla trattativa.
Hanno detto che concedere le due settimane consecutive ad Agosto avrebbe significato tornare indietro di anni ma a noi sembra, contrariamente a quanto si asserisce, che al massimo si sarebbe tornati indietro di qualche mese, all’Agosto del 2006 più precisamente dove ricordiamo già si fecero due settimane consecutive senza che nessuno si “inalberasse”, eccettuate le solite sterili critiche ai ritardi, alle assenze, insomma alla solita cronica insostenibile leggerezza d’essere Azienda (retorica).
Anche in questa circostanza, il Cobas di Castelletto attraverso i pochissimi voti contrari nelle varie assemblee, è stata l’unica resistenza flebile all’imponente avanzata riformatrice aziendale, che è riuscita ad inserire una settimana di interruzione di servizi al posto della seconda settimana consecutiva con tutto quello che ne deriva come risparmio sul salario di quei lavoratori che avrebbero voluto lavorare, perché fanno le ferie quando costa meno.
Paradossalmente infatti, chi andava predicando che il periodo consecutivo era contro gli interessi dei lavoratori accetta di fatto una vera e propria terza settimana spontanea che costringe chi ha (ma forse ora è meglio dire aveva), intenzione di venire al lavoro, tra il “pietismo di maniera” del comunicato Rsu del 5 Aprile nel quale si promette la verifica per un’autobus e il condizionamento che non sarà spento (ma sugli impianti) e il perentorio “non saranno erogati servizi” che l’Azienda contrappone invece, nel comunicato al personale del 6 Aprile.
Perché terza settimana ? Semplice !
Perché come abbiamo appena detto molti fanno la prima tra Giugno e Luglio mentre la seconda, quella prima di Ferragosto sono come dire, non messi nelle migliori condizioni per venire nonostante le Rsu “promettano pure” in assemblee (scarsamente partecipate perché convocate qualche ora prima), le indennità di mancata mensa e un “rimborsino” di mancato mezzo per chi ne ha diritto però “casualmente” non ne fanno cenno nel comunicato diffuso attraverso i canali informatici aziendali e certo nella sua comunicazione l’Azienda non recupera questa lacuna interessata.
I “sostenitori a prescindere” della Rsu, quelli tanto per capirci che vogliono prenderci per il Sedere, dicono: perché tre settimane ? Se la fai prima non la fai dopo ! No?
Ma intanto nel comunicato Rsu non ci sta scritto nulla, nella logica tra gentiluomini niente è nero su bianco, tutto molto aleatorio, tutto lasciato all’immaginazione, all’interpretazione dei lavoratori in un posto dove ancora oggi qualcuno si chiede se deve fare entro Dicembre le ferie che ha maturato il Gennaio prima, complimenti!
La perdita salariale e i disagi per i pochi temerari della canicola non sono di poco conto.
Attualmente il pasto erogato in Italtel con bevande contorno e frutta compresi ha un valore commerciale (non nei bar ma nelle strutture della ristorazione), che si aggira attorno ai 12 euro, mentre l’indennità di mancata mensa arriva ad un valore di poco inferiore rispetto al valore di gara corrisposto alla ditta appaltatrice Pellegrini per erogare i pasti nella mensa aziendale (l’indennità è un pochino più di 6 euro, cioè un paio di panini e una bottiglietta da 50cc di acqua al Bar, se va bene).
A ciò si aggiunga che chi prende i mezzi di trasporto non abita certo dietro l’angolo e certo due litri di benzina al giorno (il rimborsino), gli servono forse solo per fare l’andata, forse.
Vorremmo cercare anche di capire com’è possibile che si firmi un accordo dove si dà per scontato la corresponsione dell’indennità di mancata mensa, in una settimana di chiusura non ufficiale mentre quando le lavoratrici di Pellegrini devono difendere diritti minimali, l’esecutivo FIOM si fa in quattro per “garantire” la distribuzione del ridicolo sacchetto sostitutivo (2 panini, 1 mela e 1 bottiglietta d’acqua), e il risparmio della medesima indennità.
Si è detto che il clima è cambiato ed è difficile fare accordi ? A noi non pare proprio !SLAI Cobas ITALTEL
24/04/2007
SLAI Cobas ITALTEL: Delocalizzare la ricerca per diventare una azienda piccola che opera nel core
Si sono dissolti come nebbia nell’anticipo di primavera, i toni a tratti anche preoccupanti (e a buona ragione), calati sull’incontro del 12 Gennaio in Assolombarda quelli, tanto per intenderci, che avevano portato le nuove Rsu a scrivere “Itaca e Usedsa”.
In poco tempo l’ottimismo è tornato a splendere e ad illuminare persino e ci mancherebbe, il sottosegretario “comunista” Alfonso Gianni che col suo assegno spettante come membro dell’esecutivo non parlamentare di circa 192 mila euro annui – (L’Espresso 22 Febbraio 2007 alla faccia del, citiamo dalla tessera del Prc:….”chiamiamo marxismo quella condizione che abolisce lo stato di cose presente”), ripercorre il tratto stilografico dei tanti sottosegretari bipolari prima di Lui , siglando nuovi aiuti di Stato ai fondi americani in cambio della solita manfrina sul mantenimento occupazionale , sullo sviluppo, ed etcetera, etcetera, cui ovviamente nessuno si assumerà, come da sempre, l’onere della verifica.
Merito del miracolo liturgico “dell’etica della responsabilità” quella sorta di stringiamoci a corte, quell’unità nazionale del trilobo che ci è stata spiegata nelle assemblee, dall’officiante funzionario dalla centrale sindacale di Stato, serve per superare le piccole e grandi crisi tutti assieme facendo però pagare sempre ai soliti.
Ma c’è anche la necessità di uscire dal cilindro, di riproporsi come parte della discussione, di rilanciare la propria esistenza per ricondurre alla ragione-concertativa, cercando di bacchettarli tra le righe dei comunicati, gli slanci unilaterali di H.R., vale a dire quelle fughe sulla fascia auspicate dagli azionisti per “accelerare il gioco”, che spiazzano la controparte, ridotta a comparsa e ridicolizzata, come nel caso dell’una-tantum di Febbraio.
Ma il ruolo non si riconquista con la propaganda e la dietrologia di chi afferma ignavo (o finto tale) che questa azienda è ancora strategica per il Paese perché chi lo dice in assemblea dovrebbe anche avere il coraggio di spiegare magari ai fantasmi di Tecnosistemi o ai tanti lavoratori che si sono trovati in mezzo ad una strada, perché una filiera strategica (di cui faceva parte anche Italtel), è stata regalata agli squali e ai magnaccioni, cosa che nessun governo di destra o sinistra ha permesso, per esempio, in Francia o in Germania, tanto per citare due vicini più intelligenti di noi.
Non possiamo che criticare perciò il lavoro delle Rsu, che prosegue nel solco del passato, a tessere questa sorta di patchwork, senza una prospettiva e senza un progetto diverso che quello di tappare le falle ogni qualvolta si presentino.
Emblematica in questo senso la vicenda dei lavoratori coinvolti nei colloqui, dove si è passati dalla rabbia per lo “scavalcamento” culminato nello scritto ilare “prepariamoci alla risposta” a quello più congeniale e collaudato dell’assistenza psicologica ai traumatizzati e del convincimento.
Ovviamente pure nulla condividiamo su molte questioni sollevate dal management di Italtel.
Non la fantasiosa teoria del mese sfortunato dell’IPO (se avessimo tentato di piazzare in borsa lo Slai Cobas avvalendoci del commercialista Pizzaballa come advisor anziché di “dilettanti a poco prezzo” del calibro di PriceWatersHouseCoopers, Goldman & Sachs , banche affini e chi più ne ha più ne piglia, semmai NOI, avremmo accampato la sfortuna) ! ! !
Forse se si ritentasse sarebbe meglio mettere nel mazzo, è proprio il caso di dire, anche un esperto di tarocchi, non si sa mai con i chiari di luna del mercato !
Se è vero poi che tutti gli azionisti vogliono ricapitalizzare, ci domandiamo perché spesso si è parlato della consueta e naturale propensione a tempo della permanenza dei Fondi nei capitali societari in genere, e come si inquadrano in questo senso le trattative che ci sono state con Alcatel e Siemens ? (battaglia tra Cda finanziario contro Cda Industriale).
Quanto poi al recupero di efficienza e flessibilità a senso unico (al solito), o alla questione India, anche su questo, ci permettiamo di sollevare non poche perplessità.
Si è detto che se Italtel è fuori dall’India la società è più debole nel senso che non può risparmiare sui salari ! Ma diciamo le cose come stanno e soprattutto lasciamo stare la concorrenza, vuoi perché ha un catalogo prodotti proprietari un pochetto più pingue del nostro e non certo per colpa dei lavoratori di Italtel, vuoi perché ha qualche migliaia, se non decina di migliaia di addetti in più distribuiti, a volte su qualche decina di siti industriali in più di italtel.
La realtà è che gli azionisti vogliono pagare meno salario perchè questa e non altre, è l’unica cosa in comune che hanno con la concorrenza. Recuperare margini di Profitto !
Si sono inventati questa storia meschina della massa celebrale matematica e della formazione anglossassone solamente per recuperare efficienza (salario): eccola qua !
Ma se pensano che tutto possa filare liscio alla coda di chi in 9 mesi di governo ha già visitato India e Cina per piazzare prodotti e mercati a oriente e ammortizzatori sociali in Italia, si sbagliano di grosso !
Certo a noi non interessa la demagogia soporifera, quella la lasciamo ai pompieri della centrale sindacale aziendale, si veda in proposito il volantino dello scorso anno intitolato progetto india che auspica che i diritti dei lavoratori indiani siano salvaguardati (eddì qualcosa di sinistra).
Non riescono a fare nulla contro la carneficina delle morti sul lavoro in questo Paese, ma si preoccupano dei lavoratori a qualche decina di migliaia di chilometri da qua. Singolare !
Gli auspici non costano nulla, quelli son gratis soprattutto in questa legislatura redistributiva !
Il Cobas di Castelletto si rivolge invece ai lavoratori della ricerca, ai giovani, perché boicottino e sabotino qualsiasi passaggio di attività, di trasferimento di conoscenze, procedure e lavorazioni anche quelle che posson sembrare marginali quali quelle cosiddette di testing a personale esterno che non sia riconducibile al customer di Italtel e alla sua normale formazione sul prodotto.
Perché dal basso del nostro Q.I. ci appare molto improbo che a matematici eccelsi vengano affidate attività “povere” nel senso di conoscenza e che invece esse non rappresentino invece, null’altro che lo scalino base dal quale salire per conoscere (e sviluppare), il cuore del prodotto stesso.
Quando le condizioni si renderanno necessarie, i lavoratori si dovranno difendere e potranno farlo contando unicamente sulla loro forza di gruppo sulla loro capacità di aggregazione politica autonoma e autorganizzata, di questo dovrà prenderne atto prima o poi anche la roccaforte della CGIL, la Ricerca.
Nel futuro la difesa occupazionale, la difesa del diritto al reddito e alla sopravvivenza contro chi sbandiera i 1400 ricercatori alla bisogna (operazione Borsa e aiuti governativi), passa per la difesa incondizionata e a oltranza del rimanente prodotto proprietario e contro lo spezzatino e lo smembramento aziendale e nuove riduzioni del personale occupato.
Bisogna essere vigili adesso come nel prossimo biennio, la moratoria sull’affitto di terreni e fabbricati presto finirà e allora i fondi nordamericani accelereranno i loro progetti di uscita dal capitale societario attraverso scorciatoie poco simpatiche.SLAI Cobas ITALTEL
23/04/2007
SLAI COBAS di Castelletto: IL RICONOSCIMENTO POLITICO di FiOM-FIM e Azienda
Un’imperdibile balletto che suggella la comunione tra esecutivo Rsu-Azienda.
Finalmente, a 2 anni dalla sua costituzione in Italtel avvenuta nella primavera del 2005, il Cobas, i suoi militanti e il loro lavoro hanno avuto il sacrosanto riconoscimento politico in calce ad un documento ufficiale siglato dalla centrale sindacale aziendale e dal rappresentante di Italtel Massimiliano Traversa dell’Associazione dei Padroni Lombardi detta anche Assolombarda.
Unico neo dell’operazione la mancanza della Uilm che, furbescamente e forse con un po’ di rancore, non ha partecipato all’evento per noi veramente importante.
Siamo riusciti comunque a trascinare le organizzazioni maggiormente rappresentative dei lavoratori, quelle che sotto dettato aziendale avevano il compito di fare terra bruciata intorno per impedire un nostro radicamento in una fase molto delicata quale quella attuale e di medio periodo, costrette in un ambito ufficiale, per loro inaspettato ed esageratamente preoccupato, in questo caso efficacemente rappresentato dalla Direzione Provinciale del Lavoro per conto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, a dover rispondere dei propri atti in un ricorso presentato mesi fa dal Cobas di Castelletto, Giovedì 22 Marzo alle ore 09.30.
L’occasione è stata quella del rinnovo delle Rsu di Novembre, rinnovo avvenuto nella migliore tradizione quasi ad un anno di distanza dalla scadenza naturale (tre anni), incalzato dalla nostra campagna di primavera del 2006 di raccolta firme per spingere alle elezioni, avvenute soltanto nell’autunno successivo dopo gli accordi che portarono allo scorporo di molte decine di lavoratori e lavoratrici in One-Ans. Campagna che aveva il compito di preparare il terreno al lancio di una lista dei Cobas aperta a tutti coloro, iscritti oppure no, che si riconoscono nell’autodeterminazione e nell’autonomia, nel rifiuto della delega come strumento per rifuggire dalle responsabilità politiche che ogni lavoratore e lavoratrice ha nei propri confronti e in quelli della collettività intesa come classe che difende il proprio diritto ad un giusto lavoro e ad un giusto salario e che alla successiva prova dei fatti (la raccolta firme a sostegno della lista medesima), non aveva permesso di raggiungere una quantità sufficiente di firme, anche perché Azienda e centrale sindacale allarmati dalla nostra azione impetuosa, giocano sempre il Jolly degli addetti assunti a Castelletto e distaccati 365 giorni all’anno nei presidi aziendali presso il cliente e sparsi ad ogni latitudine nazionale ed internazionale. I numeri a volte sono come i pneumatici, più son gonfi, meno si consuma.
Gioco valido sul fronte pubblicista (IPO), col Governo (CIG e Mobilità) come sul quello interno e che conferma la presenza a Castelletto di quasi 2000 dipendenti tra dirigenti, lavoratori Italtel e One-Ans!
In questo senso il nostro ricorso serviva intanto per fare lavorare le surrenali dei numerosi, ben 9, accorsi in “soccorso” dell’esecutivo tra cui i pezzi da 80 delle segreterie milanesi di FIOM-FIM (la FIOM schierava addirittura due Funzionari dei quali addirittura un Nobile, tale Lorenzo Chiodo-Grandi), eppoi per ribadire che FIOM-FIM e Azienda non possono più fare quello che vogliono come in passato, o almeno non possono farlo senza avere qualche grattacapo, d’adesso in avanti e accordi compresi.
E questo possiamo farlo anche all’esterno delle Rsu perché come abbiamo detto in passato noi ci andremo quando ci andremo per fare le barricate giacchè di tale vastità è il divario che ci separa dalle idee dei sindacati di Stato. La questione ferie attualmente altro non è che un esempio (disdire accordi ? Due giorni in più a chi ha le pregresse ? Provateci ! Vi sfidiamo in questo senso), sono solo uno dei molteplici casi, ma si può spaziare in ogni ambito.
Non speravamo certo che venisse accolta la nostra richiesta da un Comitato dei Galanti dove pronti, partenza e via, i sindacati del Regime partono da +3 (+4 con il voto dei Padroni che comunque non regalano un voto senza avere qualcosa in cambio), o se preferite con +1/3 ad urne ancora “socchiuse”.
Dal cantuccio nostro noi continuiamo la nostra opera. Abbiamo stretto nuovi contatti, è arrivata la 5° iscritta, nuove simpatie ed interesse si avvicinano alle nostre idee sul sentiero della costruzione del Comitato di Base, molti lavoratori si sono dichiarati disposti a votarci nel segreto dell’urna ma non ad esporsi in una firma. Firma che diciamo una volta per tutte essere firma per la liberà e la democrazia in fabbrica e non sostegno all’eversione (le BR le cerchino tra i Confederali, noi alle avanguardie non abbiamo mai creduto perché o sono i lavoratori intesi come massa del lavoro precario ad imporre con democratici rapporti di forza il cambiamento oppure altrimenti saranno i Padroni in quanto tali su ogni bene sia esso pubblico che privato e i loro servi a completare la loro opera di distruzione sociale, ambientale e perciò umana).
Il Cobas senza entrare nel merito dei tecnicismi usati in questa questione, esce rafforzato e trae ulteriori elementi per la sua attività che, ad eccezione del portavoce deve essere ancora necessariamente sotto copertura. Un lavoro sotterraneo ma utilissimo per ultimare il primo cerchio di difesa dell’Organizzazione.
Il seme è germogliato ma la piantina che ne scaturisce non ha ancora la necessaria forza e lungo e non privo di difficoltà ancora è il paziente lavoro di semina.
Ma il terreno che sembra arido e assente, nelle Aziende attorno al comprensorio industriale di Castelletto, potrebbe improvvisamente rifiorire di virgulti forti e decisi, i papaveri tra le messi di Giugno.
La Natura, a volte, è dotata di risorse davvero inaspettate.SLAI COBAS DI CASTELLETTO
23/04/2007
Chi paga il conto di Goldman & Sachs?
Come avevamo previsto nei nostri precedenti comunicati lo scontro tra capitalisti nel CDA di Italtel tra i fondi Nord-Americani Dubilier, Clayton e Rice, da una parte, e il fornitore tecnologico Cisco e il cliente azionista Telecom dall’altra ha avuto un duplice effetto.
Il primo effetto è quello di un’operazione inutile e costosa (la quotazione in Borsa), nella quale il soggetto maggioritario, gli equity founds, non credevano tanto che avevano cercato precedentemente di appioppare la loro quota azionaria prima ad Alcatel e poi a Siemens,
Come abbiamo già detto ciò andava contro gli interessi di mercato (italiani), del fornitore Cisco perché Alcatel ha il suo VOIP casalingo mentre Siemens lavora con la concorrente Juniper (azienda di neanche 10 anni, che sta strappando importanti quote di mercato che grazie ad Italtel e Telecom era fino a poco tempo fa ad appannaggio esclusivo di Cisco), ma anche contro gli interessi di Telecom che dopo il “buco Provera” ha ancora meno soldi e voglia di investire nelle rete.
Il secondo effetto è stato quello di indebolire l’immagine dell’azienda sopratutto sul mercato interno.
Nonostante il tentativo dell’Amministratore Delegato, Dott.Righetti, di spiegare internamente ed esternamente che il flop dell’operazione era da ricercarsi nell’”estrema volatilità dei mercati” (caro Dottore è dall’11 Settembre del 2002 che i mercati sono volatili perché ciò e più conveniente alla speculazione finanziaria, se avesse chiesto un nostro parere avremmo fatto volentieri risparmiare a Lei e agli azionisti un bel mucchio di soldini), nonostante ciò appunto rimane la sensazione che ci si prepari a scaricare le responsabilità sugli unici soggetti che colpe non hanno: i lavoratori.
Infatti questi dovrebbero essere molto preoccupati, dall’attività febbrile della “nuova” Rsu che dopo avere dormito per mesi sulla questione flop Borsa, adesso prepara la sceneggiatura del film che porterà all’accordo sugli esuberi (già lo anticipano nel comunicato del ). Tutto già visto ?
Ai lavoratori che vengono chiamati dall’azienda per gli incentivi ad andarsene diciamo intanto che se vogliono rimanere possono farlo anche in presenza di un accordo sindacale che invece dice che devono andarsene in Cig o in qualsiasi altra forma o sostanza, (sempre vogliano realmente rimanere).
Se invece decidono di uscire diamo loro due consigli: il primo e che si rechino agli incontri da soli senza timore, fate per una volta i sindacalisti di voi stessi e sopratutto fatelo senza procuratori al seguito (l’unica procura che a noi tutti serve è quella della Repubblica, ma solo quando sarà il momento), mentre il secondo è quello di tirare al rialzo sulla cifra perché i dindi ci sono, ricordate di scorporare dall’incentivo che vi viene proposto la quota della liquidazione (il TFR), perché quei soldi sono già di proprietà vostra mica dell’azienda che ne ha semmai il comodato d’uso.
Sulla questione RLS invece vorremmo dire ai giovani ingenui eletti recentemente nella Rsu di non scherzare col ruolo e con le grandi responsabilità giuridiche che si sono accollati.
Si informino su che cosa è accaduto ai rappresentanti sindacali che dovevano vigilare sulle normative di sicurezza all’istituto Galeazzi e non fidino sempre sulla fortuna, li consigliamo in questo senso.
Se un muratore di una azienda appaltatrice dei lavori di sistemazione dei tetti cammina con delle travi sulle spalle nel saliscendi dei lucernai a mezzo metro da un bordo tetto protetto da un ridicolo parapetto fermato alla soletta con delle viti a morsa (la 626 infatti prevede di risparmiare sui ponteggi), cade e si fa male o peggio crepa, forse chi passa dei guai potrebbe non essere solo l’Azienda.
Invece a quelli meno giovani e più furbi vorremmo chiedere sulla questione del crollo di pezzi di copertura in ethernet nel magazzino del Service: Dove eravate quando è successo, chi vi ha mai visto ? ?
Sia gli operai della ditta Mateco che stavano effettuando le operazioni di trasloco del magazzino , sia il portavoce del Cobas di Castelletto, che lavora in quel magazzino e che avvedutosi dei rumori forti provenienti dal soffitto aveva provveduto a bloccare i lavori due attimi prima che cadessero pezzi di varia grandezza e molta polvere da sbriciolamento degli stessi, entrambi dicevamo non hanno visto ne dopo ne poi anche a distanza di giorni, nessun capacchione ne tanto meno RLS da quelle parti.
Per la verità non si sono visti neanche i lavori di bonifica (aspirazione della polvere specie sulle scatole di materiale per assistenza tecnica poste più in alto sugli scaffali), che pure la funzione medica aziendale prontamente chiamata dal Cobas, aveva promesso ma le cui chiacchere invece sono state riportate fedelmente sul comunicato di incontro tra Azienda e questi Prodi (sic), difensori della salute.
Il Cobas di Castelletto, l’unico che si occuperà in maniera seria e definitiva della questione Amianto in Italtel, invece oltre ad aver immediatamente avvertito i lavoratori del Service dell’accaduto ed avere apposto agli ingressi del magazzino una nota che invita a soggiornare il meno possibile nei locali, fornisce ai lavoratori che ne fanno richiesta la mascherina gratuita antipolvere.SLAI Cobas (scrivici a PcRolSettimomilanese@virgilio.it)
13.12.2006
La questione Telecom, gli inutili scioperi radiocomandati e il sottile filo rosso
che porta all’anno 1992, sul panfilo Britannia della regina Elisabetta.Il 2 Giugno scorso ricorreva l’anniversario di quello che solo alcuni ricorderanno come l’anno dello sbracamento del gioiello Italia, quel made in Italy oramai relegato alla sola moda ( ma per quanto ancora ) ?
Esattamente quasi 14 anni fa si diede il via alla svendita delle grandi aziende pubbliche ai gruppi stranieri, in un incontro tra i cosiddetti “Boiardi di Stato” e magnati dell’alta finanza a bordo del panfilo Britannia della Regina D’Inghilterra.
Riguardo quell’annus horribilis della sovranità nazionale ed economica italiana, i giornalisti Fabio Andriola e Massimo Arcidiacono scrissero un libro che noi consigliamo a tutti, cronaca di un tempo che vi terrà inchiodati alla poltrona non senza avere prima assunto un antiacido, dal titolo “L’anno dei complotti“, edito da Baldini & Castoldi.
Accaddero tante cose in quei 365 giorni in fondo così anonimi, e paradossalmente la riunione sul Britannia rappresentò obiettivamente nulla più che una ciliegina sulla torta. Il 1992 fu anno denso di accadimenti.
La crisi della I° Repubblica e il successivo ciclone tangentopoli (Elmut Kohl “la pagò” in ritardo, guarda caso esattamente dopo aver rifiutato l’intervento in Kosovo nel 1999) . Sempre nel 1992 un misterioso e spaventoso attacco speculativo alla Lira pilotato da forze transnazionali (Craxi parlò di intreccio di forze e circostanze diverse…di quantità di capitali speculativi provenienti sia da operatori finanziari che da gruppi economici…di potenti interessi che pare si siano mossi allo scopo di spezzare le maglie dello SME…di avversari dell’Europa), seguite al declassamento dei bot da parte dell’agenzia di rating Moody’s, porta a una svalutazione della Lira del 30% ed al prosciugamento delle riserve della Banca d’Italia presieduta da Ciampi che per arginare la catastrofe brucierà 48 Mld. di dollari della riserva, crisi che porterà successivamente allo scioglimento del Sistema Monetario Europeo (SME).
Nell’incontro segreto sul natante della Regina si parlò proprio di come rimettere in sesto i conti e in particolare di come privatizzare le partecipazioni statali, asse portante dell’economia italiana, a prezzi stracciati grazie alla svalutazione.
Compito affidato ai Governi dei partiti del centrosinistra degli anni 90, Governi di salute pubblica per governare l’emergenza e la bancarotta del 1992 che attraverso le organizzazioni sindacali confederali e la dottrina della concertazione per il contenimento dei salari e delle lotte, garantirono alla borghesia il controllo determinante di massa.
Passano in mani straniere, oltre a buona parte del sistema assobancario, i colossi dell’energia e delle comunicazioni e tutto il settore agroalimentare, settore tradizionalmente importante per la nostra economia, l’IRI, Buitoni, Invernizzi, Locatelli, Galbani, Ferrarelle, Peroni, Moretti, Perugina, Mira Lanza, Negroni, Fini e tante altre.
Le conseguenti ristrutturazioni dovute al cambio di proprietà, accompagnate da vaste campagne di ammortizzazione sociale a carico dei contribuenti (Cig, Cigs, Mobilità, Pre-pensionamenti, ecc.), espulsero forzosamente milioni di uomini e donne soprattutto dalla grande industria e dall’indotto dal 93, creando le basi per il tracollo del sistema previdenziale pubblico ( e le conseguenti riforme di cui ancora oggi vediamo la coda, per esempio lo scippo del TFR per la “seconda gamba previdenziale” ), sul quale sono stati addossati i costi sociali di questa colossale operazione, unica in Europa.
Si innescò quindi un circolo virtuoso dove mentre i privati compravano a prezzi di realizzo queste “galline dalle uova d’oro” scaricavano le iniziali spese di esercizio delle nuove società ex-pubbliche, attraverso i tagli del personale a carico dello Stato svenditore che a sua volta vedeva giustificati politicamente i tagli successivi e le riforme lacrime e sangue.
In otto anni di privatizzazioni gestite in larga parte da uomini del centrosinistra lo Stato svende aziende per un valore di 163000 Mld, quasi l’8% del PIL dello stesso periodo.
Romano Prodi è il vero artefice di tutta l’operazione, prima come timoniere del colosso pubblico IRI e poi direttamente come presidente del Consiglio.
1993-94 : Credito Italiano (1801 Mld.), Cirio-Bertolli-De Rica (2573 Mld.), Comit e pezzi di IMI. INA, Sme, Eni, Nuovo Pignone e Acciai Speciali Terni (12704 Mld.).
1995 : Ulteriori pezzi di IMI, INA, Sme ed Eni, Ilva laminati piani, Enichem, Agusta, ecc. (13462 Mld.).
1996 : L’anno del Prodi-One, l’anno dei record. Oltre ad ulteriori tranches di INA. IMI, Eni e Sme se ne vanno Dalmine, Italimpianti, Nuova Tirrena e altre per un totale di (14051 Mld.).
1997 : Sempre con Prodi (e la benedizione di Bertinotti), avviene il salto di qualità, gli introiti superano 40000 Mld. di cui 23000 dalla sola vendita di Telecom (e quindi di Italtel), cui si aggiungono ulteriori e varie tranches di Eni, BancaRoma, Seat, Aeroporti Roma ecc.
1998 : Vengono cedute la quarta tranche di Eni, BNL e Saipem.
1999 : E’ l’anno della torta di compleanno dei Capitalisti che festeggiano gli affari d’oro del ciclo delle sinistre riformiste col governo dello skipper D’Alema, che sfonda il tetto dei 48000 Mld. con due sole dismissioni: Enel e Autostrade.
I lavoratori di Telecom sono giustamente preoccupati per il futuro, ma invece di esigere con la mobilitazione permanente la nazionalizzazione ad indennizzo = 0 dell’impresa e la costituzione di proprie autonome e autorganizzate rappresentanze consiliari proletarie, perpetuano gli errori del passato e seguono i Pifferai magici che li hanno traghettati verso la ristrutturazione, il risanamento dei debiti lasciati da Provera, l’inevitabile esubero.
Le “dimissioni di Provera” (come se un padrone possa essere dimesso), servono unicamente per rendere presentabili all’opinione pubblica borghese e fare contenti i sindacati, aiuti pubblici ed incentivi all’esodo come solo un ex-boiardo delle partecipazioni statali può garantire (non a caso si doveva occupare del buco della Federcalcio).
Il ripiegamento del Tronchetti si è reso necessario nello scontro interno alla diarchia capitalistica di Centrodestra e Centrosinistra, scontro di Interessi economico-corporativi tra l’asse Berlusconi-Provera-Murdoch e quel che resta.
Tutti i lavoratori Italiani devono cominciare a preoccuparsi perché Il presidente Prodi ora è in Cina con i maggiori rappresentanti della media e grossa industria Italiana per delocalizzare prodotti e costo del lavoro.
Perché questo è il solo Sviluppo del Paese (lo sviluppo delle dimensioni delle tasche dei padroni), che i sindacati di regime e le loro comari politiche bipolari, possono prospettare a tutti noi !25.9.06
SLAI COBAS ITALTEL
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ESTERNALIZZATI
Le “cessioni di ramo d’azienda” sono ormai diventate in Italia un comodo strumento concesso ai padroni per segmentare maggiormente il processo produttivo per consentire loro un controllo più efficace della forza lavoro e quand’anche all’occorrenza, si vedano i casi del recente passato riguardo a Italtel Sistemi e Italtel Tecno-elettronica, per procedere a licenziamenti collettivizzati, (questi si).
CHE FARE IN CASO DI DEPORTAZIONE COERCITIVA DEL PROPRIO RAPPORTO DI LAVORO ?
Intanto ad ogni lavoratore si dovrebbe almeno dare visione della lettera, dovrebbe la Rsu ma il condizionale è d’obbligo, con la quale l’amministrazione del personale ha comunicato alle organizzazioni sindacali rappresentate nelle Rsu (scadute a Febbraio 2006), l’inizio della procedura di cessione o almeno 25 gg. prima del cambio di azienda.
In questa lettera debbono comparire ai sensi dell’art.47 legge 428/90: a)I motivi del programmato trasferimento d’azienda, b)le sue conseguenze giuridiche, economiche, sociali per i lavoratori, c)eventuali misure previste nei confronti di questi ultimi.
Una volta esperita la procedura di consultazione sindacale , arriva ai lavoratori la comunicazione scritta (contestuale normalmente), sia da parte dei padroni che esternalizzano sia da quelli che subentrano.
Come Slai Cobas consigliamo i lavoratori di firmare queste due comunicazioni delle aziende con le diciture o “per ricevuta” o “con riserva”. Dal giorno della comunicazione partono i termini (60 gg.) affinchè i lavoratori “ceduti” possano dichiarare la loro contrarietà a tale decisione che può avvenire tramite lettere individuali o collettive in cui comunicare la propria contrarietà al passaggio di azienda.
Molti lavoratori comprensibilmente non se la sentono di firmare da subito il rifiuto a passare al nuovo padrone ma sono comunque preoccu-pati perché, al di là delle garanzie che vengono loro esaltate al momento della cessione, hanno ben chiari i molti pericoli cui andranno incontro, soprattutto in futuro. Infatti questa impugnativa al trasferimento serve proprio e anche nel caso in cui tale cessione si riveli col tempo un trucco per liberarsi di loro. Perchè chi fa l’impugnativa si riserva il diritto di poter fare entro 5 anni causa al padrone cedente per avere utilizzato la cessione per fini diversi da quelli del punto a) nella comunicazione di avvio della procedura di cessione (che abbia-mo).
LA COSIDETTA “ARMONIZZAZIONE”.
Secondo un diffuso ma errato concetto il cambiamento di padrone può comportare il cambiamento di contratto e di accordi aziendali vigenti. Normalmente quindi assieme alla cessione i padroni auspicano l’apertura di un confronto sindacale sul problema dell’armonizzazione tra i trattamenti previsti dal contratto in vigore nell’azienda cessante e quelli del contratto a cui appartiene l’azienda subentrante. Le leggi e il CC da questo punto di vista sono molto chiare: essi stabiliscono che le normative esistenti all’atto della cessione vanno mantenute con il nuovo padrone.
Sono quindi false le strombazzate propagandistiche con cui i sindacati di regime cgil, cisl e uil dicono di aver strappato il rispetto dei trattamenti di cui i lavoratori godevano perché questo è già semplicemente imposto per legge, non c’è bisogno di trattative sindacali perché il mantenimento assoluto dei livelli occupazionali e delle normative è già cosa automatica e prevista ampiamente per legge.
L’UTILE E IL DILETTEVOLE.
I lavoratori si chiedono ma perché cambiare azienda se dovremo fare lo stesso lavoro che facevamo in una nuova realtà controllata al 100% da Italtel ?
Semplice, il motivo è immediatamente economico. Il lavoratore Pippo, dipendente Italtel fino al 30 Agosto e dipendente One-Ans dal 1° Settembre, svolge esattamente la medesima prestazione che svolgeva prima, compila esattamente gli stessi programmi che compilava prima, inserito in un ciclo produttivo analogo e funzionale agli stessi obiettivi di mercato. Ad Italtel, poiché One-Ans di fatto è emanazione diretta di Italtel controllata con capitale al 100% Italtel, il lavoratore Pippo costa molto meno per accesso a forme di decontribuzione di credito di imposte, di sgravi contributivi per operazioni all’interno dello stesso gruppo o per operazioni che non fossero assunzioni che determinavano effettivo e concreto aumento della forza lavoro occupatale.
Così abbiamo che il lavoratore Pippo non ha mai smesso di lavorare, la mattina è sempre andato nello stesso posto di lavoro a prestare lo stesso lavoro, a certi fini viene considerato un neo assunto, il che significa che il suo costo del lavoro che grava teoricamente su One-Ans ma grava in concreto su Italtel, dal 1° Settembre sarà decisamente inferiore.SLAI COBAS ITALTEL
01 Settembre 2006
NESSUN DORMA
L’esposizione fatta dall’esecutivo Rsu FIOM il giorno 19 Giugno nell’assemblea del 1° piano Service, l’unica assemblea dove siamo potuti intervenire come Cobas in quanto non disponiamo del bene-placet aziendale alla rappresentatività, non ci ha convinti per niente anzi, proprio per nulla.
Come già detto in passato, abbiamo anche questa volta la sensazione di aver rivisto il solito film e persino lo scoop dei tagli e ritagli (tagli vecchi e tagli nuovi), che l’azienda avrebbe presentato all’incontro del 13 Giugno all’interno di una sorta di contro-piattaforma, se confrontati neanche troppo attentamente per esempio, con il comunicato a firma Rsu di Castelletto del 17 Marzo 2005 (ma va benissimo anche quello di un mese prima), dal titolo “Italtel vorrebbe mettere mano …” si scopre che in realtà di nuovo c’è poco o nulla ma invece c’è il solito tentativo sponsorizzato dall’azienda di recuperare autorevolezza, questa volta in vista delle elezioni Rsu, che sono poi l’unica cosa che interessa veramente.
Noi non crediamo proprio che ci siano colpi di scena in una trattativa tra amici riformisti-miglioristi-efficentisti-meritocratico-competitivi, semmai forse esiste un problema di equilibrio tra la funzione aziendale che deve rispondere alla proprietà e ai profitti della proprietà e le esigenze di copione, nella direzione politica sui lavoratori.
Ma ci pare proprio che quest’ultima non sia minimamente in discussione !
Si è lavorato molto bene in tutti questi anni, alimentando passività e individualismo e che bisogno c’è di ripescare dalla soffitta i vecchi megafoni impolverati e arrugginiti per l’uso di poche ore ?
Servirebbe semmai dire le cose come stanno, per esempio che la disdetta unilaterale del Maggio 2003 era ed è illegittima e che FIM e FIOM avrebbero dovuto impugnare il provvedimento !
Invece di cantare il “nessun dorma” e sventolare lo spauracchio della benzina e della mensa a poche settimane dalla chiusura c’erano oltre due anni di tempo per arrivare a sentenza o ad un accordo veramente giusto (che vuol dire quando si dice : “ci chiudiamo dentro e non ne usciamo senza l’accordo ?” Qualche scambio in vista ? ).
Certo lo avremmo impugnato volentieri noi in loro assenza ma senza lanciare loro la ciambella di salvataggio per redimerli dal ruolo che si sono ricuciti addosso e metterli magari in condizione di vantaggio nella trattativa, a spese dei nostri compagni avvocati.
Nell’assemblea, come Cobas, abbiamo espresso la nostra contrarietà alla richiesta aziendale sul calcolo della variabile riferita agli indicatori di bilancio dell’anno solare, (prima comprendeva i semestri a cavallo di due bilanci, cosa che poteva diluire eventuali perdite nella formula).
Abbiamo altresì espresso la nostra contrarietà alla richiesta di un accordo a “tempo determinato” ovvero precarizzare il premio in base alla convenienza aziendale (ma non c’è già la disdetta unilaterale ? Sennò succede come per il calendario annuo delle ferie che qualche baldo giovane in Rsu stava per stabilizzare).
Abbiamo anche ribadito che nella piattaforma votata dei lavoratori c’erano molti punti che non condividevamo e infine chiesto alla commissione trattante di cogliere una reale occasione di redistribuzione salariale in favore dei livelli più bassi 5° e 6° (che sono anche quelli che più abboccano quando serve).
Si trattava in sostanza di alzare maggiormente la richiesta al livello medio e di renderla disponibile in parti uguali per tutti e anche se per qualche meritocrate questa può sembrare una bestemmia, va ricordato a costoro che alla meritocrazia pensano già più che abbondantemente l’azienda, con i suoi premi individuali, il CCNL e la stessa quota fissa del premio di risultato.
il sindacato, secondo noi, dovrebbe occuparsi di tutti i lavoratori e qualche volta anche di quelli più sfortunati dal punto di vista professionale.
La risposta che ci è stata data ha eluso e deluso la nostra richiesta arrovellandosi addirittura in un ragionamento sulle joint-venture che si stanno realizzando nel settore delle telecomunicazioni, e che vedono, secondo questi, Italtel ai margini, ignorando invece che le occasioni ci sono state e che solo lo scontro campale tra capitalisti nel Cda ha, per il momento respinte o più semplicemente solo rinviate.SLAI COBAS ITALTEL
27 Giugno 2006
PIATTAFORMA E RINNOVO DELLA RSU
Noi delegati della RSU di Castelletto abbiamo ottenuto 3 anni fa…..
RSU Italtel Castelletto
8/5/2006…………..è vero e ci mancherebbe, effettivamente oltre tre anni fa, nel Febbraio 2003, le RSU di Castelletto ottennero il mandato dai lavoratori a rappresentarli sindacalmente.
Ma spesso capita che anche le cose belle finiscano e anche i mandati che generalmente non sono a tempo indefinito giungano al loro termine. Infatti questo mandato è terminato nel febbraio 2006.
Riteniamo perciò una ulteriore forzatura (che non ci stupisce affatto), la pretesa di “finire il lavoro” in due mesi a distanza di due anni dalla presentazione e votazione, a quasi 11 mesi suonati dalla sospensione dell’estate del 2005 per scarsa partecipazione alle lotte “in orario flessibile” e a 9 mesi suonati dal quel settembre 2005 nel quale la Rsu aveva promesso di riprendere il confronto, salvo rimandarlo nuovamente con la scusa grossolana che “vieta” durante il rinnovo del CCNL (firmato peraltro ai primi di Gennaio), una discussione minima di contrattazione aziendale dopo oltre 20 anni di digiuno.
E invece scientificamente si è guadagnato tempo per arrivare a concentrare le questioni in due mesi a ridosso di chiusura estiva e ristrutturazione con outsorcing, per mettere alle strette i lavoratori, come al solito, costretti perennemente a decidere sul filo del rasoio e magari votarsi addosso l’uno contro l’altro.
Chi accede alla mobilità contro chi finisce in cigs !
Chi prende la variabile e vuole rimpinguare le entrate fosse anche al ribasso (perché il ribasso è sempre meglio dell’una-tantum), contro chi invece da anni prende solo il ribasso ribassato (i saldi dei saldi) !
Nonostante come Cobas consideriamo universalmente e politicamente le Rappresentanze Sindacali Unitarie luogo dell’effimero, della discussione orfana delle decisioni, cui spettano altri luoghi e soprattutto altri protagonisti che non i lavoratori, riteniamo utile intervenire anche all’interno delle Rsu.
Per questo raccogliamo le firme tra i lavoratori e ti invitiamo a firmare e a candidarti.
Non permettono il rinnovo adesso perché in un regime partecipa di diritto solo chi riga diritto.
Il Cobas dell’Italtel non approva molti punti di questa piattaforma anche se essa è stata votata dalla maggioranza dei lavoratori e benedetta da una Azienda che ha risparmiato due anni e che radiocomanda a distanza l’agenda politica e la somministrazione farmacologica dei tagli ai diritti e ai salari.
Più specificatamente non approviamo nella piattaforma del gruppo (non eravamo Holding nel 2004 ?):
Relazioni industriali: In questo punto la piattaferma contiene elementi di concertazione inaccettabili quali l’accettazione pacifica attraverso il “confronto preventivo” della pratica delle deportazioni coatte dei rapporti di lavoro, dette democraticamente esternalizzazioni od Outsorcing.
Contratti atipici e consulenze: Non si fa il minimo accenno circa la possibilità di convertire in assunzioni a tempo indeterminato chi presta lavoro precario in appalto in Azienda
Diritti Sindacali: Nulla su una partecipazione più consapevole dei lavoratori attraverso permessi sindacali di massa, niente circa diritti per le minoranze. In compenso si chiede la “giornata dell’accoglienza”, la giornata della propaganda di regime nella quale piazzare Cometa e altri cammei.
Valutazioni: Che fine ha fatto la posizione della FIM Italtel sulle valutazioni ? - Aria Fritta ! La nostra valutazione è politica sulle questioni che sfuggono ad un controllo sereno, collettivo e concreto su materie suscettibili di arbitrii come dimostra la vicenda dei passaggi 5°- 6° a macchia.
Orari di lavoro: Aspettando le “commissioni-competitività” di regime (padroni-confederali) che stravolgeranno i tempi di vita e di lavoro soprattutto per i più giovani, concesse in occasione del rinnovo del CCNL metalmeccanici in cambio di quattro spiccioli nel triennio, non accettiamo ne la riduzione di 6 mesi entro i quali il lavoratore deve recuperare gli accumuli (bisogna portarla a 18 mesi come per le ferie), ne la prassi che mensilmente l’azienda trattenga le prime due ore di vita del totale riportato al mese successivo a chi è costretto a fermarsi oltre il normale orario di lavoro.
Premio di risultato: Il punto più fumoso della piattaforma. Le cifre proposte, quelle massimali ovviamente, sarebbero interessanti e svolgerebbero una reale forma di recupero se fossero svincolate per la parte variabile proposta, da indicatori di vario genere e definite e caricate stabilmente nell’accantonamento base. Ma sono irrealizzabili da questa Rsu che ha sempre dato prova di non possedere una reale autonomia contrattuale e vertenziale schiacciata nella macina esecutivo-Azienda.
Slai Cobas Italtel
09.06.2006
Continuano i Tagli al salario e comincia lo “spezzatino controllato”.
E’ ora di rinnovare le RSU per cambiare e candidandarVi nella Vostra lista !
Per affrontare adeguatamente la prossima ristrutturazione!Dopo avere fatto molte scelte consone alla loro natura finanziaria che hanno caratterizzato il loro disimpegno da Italtel attraverso operazioni improntate esclusivamente alla massima remunerazione possibile del capitale investito (alcune delle quali anche molto dolorose per i lavoratori a cominciare dagli Outsorcing passati per finire con i tagli alla busta paga , i fondi americani Dubilier Clayton & Rice (DC&R), stanno per andarsene.
La battaglia nel CdA tra chi avrebbe fino all’ultimo voluto risparmiarsi la quotazione passando all’incasso direttamente vendendo al migliore offerente e chi pensava invece che ciò avrebbe compromesso la stabilità del proprio business, dei propri mercati è terminata con la vittoria di questi ultimi, che hanno respinto prima l’assalto di Alcatel e poi quello di Siemens ed Ericsson ( concorrente di Cisco l’una e partner, ma invisa a Telecom, l’altra).
Ma la quotazione in borsa che dovrebbe garantire alla ricerca le risorse per camminare senza i Jeans americani, diffonde tra molti il timore che alla fine possa fare solo la felicità della pingue casalinga dell’Illinois come pure degli innumerevoli ed interessati consulenti dei consulenti (advisor) che con “l’operazione MIB Storm” porteranno a casuccia loro dei bei soldoni !
Perché i restanti maggiori azionisti e cioè il fornitore tecnologico americano e la gallina dalle uova d’0ro ex statale di Provera (il vero proprietario dell’area di Castelletto abilmente nascosto dietro alle immobiliari), hanno deciso di utilizzare Italtel per rispondere ai propri bisogni e profitti immediati e cioè, commerciali di consolidamento ed ulteriore espansione di Cisco e dei suoi prodotti e di gestione del parco installato, per quanto riguarda Telecom, in termini di affidabilità e continuità di integrazione e assistenza che solo alcuni pezzi di Italtel hanno e possono garantire all’interno della torta di quel 50% del parco installato non ancora su tecnologia Ims, vero spuntino dei coccodrilli multinazionali che corteggiavano DC&R.
Un accordo quindi che tiene solo molto parzialmente conto della necessità di sviluppare le potenzialità di Italtel attraverso lo sviluppo di nuovi prodotti (magari anche qualche tentativo sganciato dal core di Cisco), e più in generale di rilancio reale di quel poco che rimane in Italia come ricerca, magari con qualche aiuto pubblico giusto per smascherare i fanfaroni bipolari.
I lavoratori da molto tempo sono costretti sulla difensiva aggrappati ad un sindacato confederale unicamente preoccupato di accompagnare i cambiamenti societari e le ristrutturazioni a suon di ammortizzatori, incapaci di esprimere una politica di difesa reale dell’occupazione, del salario e dei veri interessi nazionali vuoi per priorità diverse nello scontro economico nazionale tra centrodestra e centrosinistra (la gestione del monte TFR annuo di 13-14 mila mld, di Euro per esempio), vuoi per vocazione scambista e concertante (fidelizzazione questa sì), che sfugga al solito volantino contro l’Azienda brutta e cattiva, ma che fa il suo lavoro alacremente, che ci informa della disdetta di questo o quello oppure, ancor peggio, propinandoci grottesche interpellanze parlamentari a quei partiti co-responsabili del massacro industriale e quindi occupazionale di settori considerati strategici in tutta Europa tranne qui da noi !
Nonostante tutto ciò la maggioranza di essi, votando a favore di un rinnovo del bi(tri)ennio economico nel referendum del CCNL dei metalmeccanici che in realtà nasconde abilmente, visti i risultati, una ipoteca pesante sui tempi di vita e di lavoro soprattutto per i giovani, ha di fatto confermato la linea politica sindacale (e aziendale) fin qui seguita.
Una scelta questa temiamo dettata dalla opportunità e dall’illusione che lo strumento della delega sia uno strumento tutto sommato comodo di disimpegno dalle incombenze alla partecipazione e alla costruzione e riappropriazione del proprio futuro, per quanto dipendente, dove comprensivo nel prezzo non vi sia solo il diritto alla lagna fine a se’ stessa.
Eppure l’ultimo comunicato a firma Rsu sulle valutazioni dove ci si rammarica per tre quarti ½ dello scritto salvo recuperare nel finale del fatto che qualche opera d’arte valutata in passato non è detto che possa essere valutata in futuro (una volta entrati nel giro delle variabili), ci dice che anche in materia di salario questa Rsu uscente parla solo ad una parte (piccola) dei lavoratori di questa Azienda. Rimandando i diritti degli altri ad una fantomatica piattaforma per ridistribuire le briciole.
Ma solo se l’Azienda nella sua magnanimità darà il benestare !
Ci sono molti lavoratori e lavoratrici che condividono le nostre preoccupazioni sul futuro, sulla necessità di capire la differenza tra allestimenti esterni (Holding o Group) e sostanza, sugli interessi che gravitano sopra l’area del comprensorio per separare la voci di ulteriori outsorcing (One Ans, IT e Securmatics), dal possibile e realizzabile (lavoro e occupazione qui a Castelletto e dentro Italtel), ma solo se ci mettiamo tutti in marcia, se ne siamo tutti i principali attori.
Per questo diviene assolutamente necessario rinnovare le Rsu, decadute lo scorso Febbraio e firmare per sostenere la lista dello SLAI COBAS e candidarsi, per liberare le migliori idee dei giovani delegati uscenti e speriamo entranti su calendario annuo, come su orario e salario per esempio, da troppo tempo stroncate dagli staccati fissi come dai colonnelli esterni. Idee nuove che dovranno avere le gambe della lotta per concretizzarsi.
Ovviamente è un progetto che riguarda tutti anche coloro i quali sono diffidenti per posizione o per scelta, ma è una necessità che riguarda soprattutto quel 9% che col voto contro il contratto bidone ha alzato la testa. Lo Slai è a vostra disposizione !
Conosciamo bene questi lavoratori, molti di loro sono tra i 217 che aderirono alla raccolta firme della Rsu Uil di Castelletto contro l’accordo sulle liste di proscrizione che riguardavano 60 addetti tra le decine di centinaia presenti tra Milano e Palermo.
Il nostro è progetto temuto, lo dimostrano i tanti atti vandalici su commissione contro i nostri punti di controinformazione autogestiti (INFOSLAI), a questo proposito cogliamo l’occasione per ringraziare i compagni che ci segnalano in merito.
Ringraziamo anche le tante e i tanti che hanno sottoscritto con i pochi centesimi che si trovavano in tasca per il primo numero del giornale nazionale del nostro Sindacato. La sottoscrizione che continuerà ha raccolto per la cassa di resistenza Italtel 32 e.
La raccolta firme avverrà ogni mercoledì al laghetto dalle 12.00 alle 14.00 .
(I dati sensibili saranno trattenuti esclusivamente dal Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale con sede in V.le Liguria 49, Milano) .
In caso di pioggia la raccolta viene spostata il giorno successivo.SLAI COBAS ITALTEL
20 Aprile 2006
METALMECCANICI: CONTRATTO DI MISERIA E FLESSIBILITA’
Salario: se anche molti lavoratori e lavoratrici di questa e altre aziende inquadrati nel VI o VII livello dovessero valutare positivamente questo rinnovo contrattuale (magari anche con poco dispendio di ore di sciopero), la stragrande maggioranza dei lavoratori Metalmeccanici inquadrati nel III livello lo boccerà ma non come qualcuno crede col referendum nell’urna , no! Questo succederà in coda alla cassa di un negozio o al mercato con le borse sempre più vuote, alla pompa di benzina come allo sportello della Posta o della Banca per pagare bollette e prestiti sempre più cari.
Per loro l’aumento complessivo è di 86,25 euro (al netto 60,33) così scaglionato: a Gennaio la prima tranche di 36,20 euro netti, in Ottobre la seconda (15,08 euro netti), i rimanenti 9,05 euro netti a Marzo 2007.
Questi aumenti-elemosina che dovevano partire dal 1 Gennaio 2005 (data di scadenza della parte economica del CCNL) sono stati pure “barattati” con una mini-tantum di 320 euro (246,40 netti) ed erogata in ulteriori due tranche: la metà a Febbraio e l’altra a Luglio 2006 invece dei 1200 euro (848 netti) di arretrati ad oggi maturati, cioè i quattro spiccioli di aumento calcolati su 12 mesi, tredicesima e quota TFR.
Su questa mini-tantum ci dovremo pure pagare le tasse mentre non sarà calcolata su TFR e contributi pensionistici. Inoltre l’allungamento di 6 mesi (da Gennaio 2006 a Giugno 2007) della scadenza del biennio economico e lo spostamento in avanti dei futuri aumenti salariali che ne deriva, produrrà un ulteriore evidente perdita salariale per i lavoratori ma sempre a vantaggio dei profitti degli industriali !
La risibile richiesta iniziale dei 25 euro a “compensazione” dei mancati rinnovi dei contratti aziendali è inoltre sparita e trasformata in spettanza fumosa per i lavoratori pagati solo in base ai parametri CCNL. Come a dire: si scordassero gli istituti della contrattazione aziendale !
Accordo sperimentale su flessibilità dell’orario e organizzazione del lavoro: prima si da l’OK da subito allo sfondamento delle 40 ore settimanali ed al sabato lavorativo obbligatorio a discrezione aziendale……poi si allestisce una commissione paritetica nazionale tra aziende e confederali per l’innalzamento della produttività, la modifica dell’orario e dell’organizzazione del lavoro, l’utilizzo dei contratti flessibili ecc. che concluderà i suoi lavori a cose già fatte a fine Luglio 2006.
Da troppi anni i lavoratori “stringono la cinghia” mentre i profitti padronali balzano alle stelle. Nei primi 9 mesi del 2005 hanno visto un incremento stratosferico del 40% rispetto allo stesso periodo del 2004: 30 euromiliardi di profitti (sessantamila miliardi delle vecchie lire) realizzati dalle prime 40 aziende italiane tra gennaio e settembre 2005 (1336 milioni di euro di utili netti solo alla Fiat), mentre il potere d’acquisto dei salari è stato prima dimezzato con la moneta europea e poi falcidiato con la vergognosa spirale di aumenti di prezzi e tariffe che si sussegue anno dopo anno.
Chi ha firmato questo contratto sceglie ancora una volta di non cambiare le cose rilanciando la devastante politica della concertazione a difesa dei profitti padronali (la competitività) e a discapito di quelli dei lavoratori, soprattutto quelli più deboli di fronte al carovita e alla speculazione. E se questo succede con un governo nemico cosa accadrà invece con uno “amico” ?
Risorse a disposizione al livello medio (V) per i prossimi anni. 2 0 0 5
1° gennaio
31 dicembre2 0 0 6
1° gennaio
30 settembre2 0 0 6 - 2 0 0 7
1° ottobre 2006
28 febbraio 20072 0 0 7
1° marzo
30 giugno(scad.)Totale risorse lorde a disposizione dal 1° gennaio 2005 al 30 giugno 2007 (2 anni ½) UNA TANTUM
86euro IVC+320euro1° TRANCHE
60euro X 9 MESI2° TRANCHE
60+25euro X 5 MESI3° TRANCHE
60+25+15euro X 4 MESI1771EURO TOTALE PERIODO RISORSE LORDE 406EURO TOTALE PERIODO RISORSE LORDE 540EURO TOTALE PERIODO RISORSE LORDE 425EURO TOTALE PERIODO RISORSE LORDE 400EURO TOTALE AUMENTI (*) LORDI 2005 1086EURO (**)
TOTALE AUMENTI LORDI 2006 ?
TOTALE AUMENTI LORDI 2007 ?(*) Sono inclusi Luce, Gas, combustibili riscaldamento, acqua, Nettezza Urbana, Banche, Rc auto, carburanti, trasporto e costi di produzione.
Sono esclusi gli affitti, la sanità. Il tempo libero, gli alimentari, i pedaggi e quanto non menzionato.
(**) Fonte Intesa Consumatori (adoc, adusbef, codacons, federconsumatori www.intesaconsumatori.it )S.L.A.I. cobas Italtel-Coordinamento Nazionale
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati IntercategorialeRoma 04 Febbraio 2006
I soldi ci sono, eccome!
Mentre i lavoratori non arrivano a fine mese, Lorsignori grondano di profitti :
NEGLI ULTIMI 40 ANNI NON HANNO MAI GUADAGNATO TANTO COME OGGI !
“I progressi riguardano tutti i comparti – dalle banche alle assicurazioni, dall’industria alle utilities ”
Utile netto nei primi nove mesi in milioni di euro (Sole24ore):Fiat 1.336, Capitalia 663, Rcs MediaGroup 179, Mediobanca 578, Bnl 411, Bpu 593, B.Popolare Milano 212, Banca Mps 573, San Paolo-Imi 1.509, Telecom Italia 2.625, Mediolanum 180, Eni 6.683, Banca Intesa 1.845, B.Popolare Vr e No 445, Pirelli & C. 316, Ass. Generali 1.576, Fondiaria Sai 355, Banca Antonveneta 285, Unicredito Italiano 2.118, Autogrill 125 ( ci asteniamo dal continuare con Enel e Società Autostrade ).
Oltre 30 miliardi di € di profitti solo nei primi 9 mesi del 2005 con una crescita media da gennaio a settembre del 46,4%,
altro che crisi ! Sono solo le nostre tasche ad esserlo !
Per le sole Partecipazioni Statali svendute con l’aiuto dei sindacati di regime dai governi Amato, Berlusconi, Dini, D’Alema e Prodi ai privati (Banche, assicurazioni e immobiliaristi, affaristi e faccendieri) la perdita per le casse statali (Bnl, Telecom Italia, Eni, S.Paolo-IMI, Unicredito, Bancaintesa) è pari a:
Oltre 15,000 mln di euro!
Una signora finanziaria, cui ora e sempre dai palchi della borghesia, il Teocrate Casini e l’ex-Boiardo di Stato Prodi ci chiamano tutte e tutti a sostenerne i sacrifici !
Venerdì 2 Dicembre 2005 ore 08.00-12.00 Sciopero Italtel contro:
Contro chi vorrebbe firmare entro Natale un rinnovo contrattuale dei metalmeccanici addirittura inferiore (già ampiamente insufficiente), a quanto fatto votare nelle assemblee dei lavoratori (135 euro), alcuni mesi fa, magari con l’aggiunta di ulteriore flessibilità che quella non fa mai male !
Contro il governo Teocratico-Reazionario Berlusconi che raddoppia ( un Benedetto 16%00), con il provvedimento dell’esenzione ICI per le immobiliari del Clero, l’8%00 introdotto dal Centrosinistra.
Contro il Centrosinistra e i sindacati sua emanazione, che invocano le riforme pensionistiche nonostante l’INPS sia in attivo, per convogliare il salario dei lavoratori verso il MIB ed il disastro….
Presidio dell’incrocio tra via Monzoro e via Romoli (tra ST e Selital) in solidarietà con gli esuberi presenti, passati e futuri. . . .
Slai Cobas Italtel per l’autorganizzazione di classe
28 Novembre 2005
Dal 21 al 28 ottobre
settimana di mobilitazione nazionale
promossa dallo Slai CobasRUBANO LA LIQUIDAZIONE
con la complicità di Cgil-Cisl-UilTutti parlano dei litigi tra Governo, padroni, finanziarie e speculatori di borsa per spartirsi il malloppo e giocarlo in Borsa;
MA NESSUNO SI PREOCCUPA DEI LAVORATORI,
AI QUALI IL MALLOPPO VIENE RUBATO !!!SALARI E PENSIONI SONO DA FAME
DILAGA IL PRECARIATO
TOLGONO I DIRITTIOrganizziamo assemblee e mobilitazioni in tutta Italia
Costruiamo comitati unitari in tutti i posti di lavoro contro lo scippo del TFR.
Venerdì 21 ottobre sciopero di 8 ore,
a MILANO ore 9.30 piazza San Babila (MM1)
manifestazioni di protesta davanti ad Assolombarda, alla Borsa e alla Prefettura.Contrastiamo la Finanziaria e lottiamo per:
Salari e pensioni pubbliche dignitose, senza farci rubare il TFR/TFS.
Nuova scala mobile per difendere salari e pensioni.
Eliminazione del precariato e delle leggi antisciopero.
Lombardia: la questione degli esuberi prodotti dall’attacco speculativo immobiliare e finanziario sulle ex aree industriali ITALTEL, SELITAL, ST-MICRO E ALFA ROMEO DI CASTELLETTO DI SETTIMO MILANESE E ARESE.
Slai Cobas
Per partecipare alla manifestazione (posto macchina) o anche solo per aderire al comitato di fabbrica contro lo scippo del TFR chiama Roberto al 348-6927485 (i lavoratori in esubero portino gli striscioni).
Le esternalizzazioni di Italtel e sindacati:
“Un bagno di Sangue annunciato”Tecnoelettronica, Italtel Sistemi fu Tecnosistemi, Tecnomeccanica fu Finmec l’Aquila, Access Media fu Finmec S.Maria Capua V., Manutenzione fu Policarbo, fu Cofatech, fu… sono soltanto alcune tappe del massacro, per pochi forse le più conosciute, per molti di certo le più dimenticate, in quella che fu la più grande (non solo in termini di occupati) azienda di telecomunicazioni in Italia.
Operate nella guerra tutta capitalista delle ristrutturazioni permanenti e dei riposizionamenti deindustrial-finanziari a costo zero per chi questa guerra l’ha dichiarata e viceversa, a caro prezzo per chi invece la subisce.
Prima o poi.
Ma tutto questo non è frutto del caso o di una infame perversione solitaria.
Ciò è stato possibile anche grazie all’antica e collaudata collaborazione coi sindacati confaziendali, che hanno profuso le loro migliori energie, la loro migliore professionalità, che invece di contrastare gli outsourcing, li ha accompagnati tragicamente.
Questo di Selital può sembrare l’ultimo capitolo di questa travagliata storia, come poteva sembrarlo altre volte, ma è solo una mera illusione perché essa è una storia scritta a più mani, frutto dell’indolenza e della non-partecipazione.
I lavoratori e le lavoratrici si sono adagiati come tanti prima e dopo di loro, nella morbida e ovattata culla della delega, come lo si fa col vicino di pianerottolo per le riunioni di condominio ma adesso che l’amministratore e i consiglieri di scala presentano il conto si accorgono che in ballo non ci sono le spese del giardiniere ma il futuro delle loro famiglie !!
Sono anni che l’area dei capannoni dove lavorano è interessata ad un progetto edilizio e speculativo legato alla grande tavolata imbandita della fiera di Rho/Pero, ma nessuno si è sentito toccato!
Nemmeno dopo che i lavoratori di Italtel sono stati spostati all’ex-prefa, qualcuno si è posto una domanda, o almeno un dubbio.
E il tempo passava.
Molto tempo prezioso è passato e ora non rimangono che due alternative:
O continuare a seguire i pifferai magici come hanno fatto i cassintegrati poi disoccupati degli ex rami sopraindicati o combattere a forza di carte bollate e di lotta permanente casa per casa per il vostro futuro, per la vostra esistenza.
I capitalisti e i loro vassalli devono sapere che se loro combattono per sopravvivere nel mercato inumano, senza morale e senza etica che si sono cuciti addosso, noi combatteremo e li combatteremo per la nostra stessa vita, per la nostra stessa sopravvivenza.
Costituire immediatamente un comitato di base dei lavoratori e delle lavoratrici in Selital, che sfili l’iniziativa, a chi ha taciuto o ha tergiversato colpevolmente in questi anni, dall’esternalizzazione ad oggi, diviene appunto premessa indispensabile per cercare una sponda d’uscita dall’ennesimo naufragio annunciato.
Il sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale mette a disposizione la sua esperienza e la sua organizzazione per aiutare tutti i proletari in difficoltà, che devono imparare dai propri errori a riappropriarsi nella classe, al diritto di resistenza alla barbarie capitalista.GIOVEDI 29 SETTEMBRE 2005 DALLE ORE 09.00 ALLE ORE 12.00
IN SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI DI SELITAL E IN CONCOMITANZA CON LO SCIOPERO DEI METALMECCANICI, PRESIDIO DI PROTESTA D’AVANTI AI CANCELLI DEI CAPANNONI (VECCHIA ENTRATA).
SE LA MANIFESTAZIONE SARA’ PARTECIPATA, LUNGA MARCIA FINO AL PIRELLI REAL ESTATE POINT CHE HA APERTO I BATTENTI IL GIORNO DOPO L’ACCORDO DI CESSIONE DELLE AREE INDUSTRIALI DI CASTELLETTO, IN PIAZZA DEGLI EROI DI FRONTE AL MUNICIPIO DI SETTIMO MILANESE.SLAI COBAS per l’autorganizzazione dei lavoratori!
20 Settembre 2005
Una volta tantum, avevamo ragione noi.
La vita non è un film.Come avevamo ampiamente previsto siamo arrivati al momento giusto, cioè l’ultimo.
Quello del prendere o lasciare.
Il sipario si è alzato sulla trattativa e sui giochi dietro le quinte.
La melina tra domanda e offerta, il tourbillon fatto di incontri e di tante arrivederci e grazie presunti ci hanno mostrato finalmente che la partita non era in stallo, come ci avevano detto, a causa dei nuovi scenari.
Serviva solo tempo. Per arrivare al ciak definitivo e ai titoli di coda.
Non siamo ad Hollywood ma neanche a Cinecittà e gli scenari non sono nuovi ma piuttosto quelli soliti, sdruciti e impolverati che si usano nei film senza pretese artistiche e di botteghino.
Ma anche i film di serie B hanno bisogno di tempo per essere girati e anche se approssimativamente devono mostrare una trama minimale, devono raccontare una storia che permetta da un lato alle comparse di finire recensiti male ma comunque (al di la del giudizio), e dall’altro lato permetta agli autori, produttori e registi (in questo caso il medesimo soggetto), di recuperare qualche soldo, fosse anche il costo dell’acetato di celluloide sulla quale le immagini rimarranno impresse a futura memoria.
Da oggi e come avevamo previsto, il precariato al quale ci sta abituando la retorica mimetica di Cgil, Cisl , Uil e dell’esecutivo Rsu, ha fatto una nuova vittima e proprio qui da noi a Castelletto.
La variabile della quota accantonata è diventata, per il secondo anno consecutivo, un’opera di carità che Italtel distribuisce come una ONG umanitaria ora per celebrare il trentennale della centrale digitale ora per evitare last minute, etreme e gravi nuove iniziative della Rsu del tipo: timbrare in uscita tutti tra le 16.30 e le 17 e trattenersi ognuno nella propria automobile in parcheggio fino alle 22 tassativamente soli (a meno che non si sia arrivati in dolce compagnia all’arrivo, nel qual caso è ammesso estraniarsi momentaneamente dalla lotta leggendo il giornale sui vetri).
Qualcuno in sala impreca sottovoce per i soldi sprecati del biglietto qualcun altro, (e noi con loro), si leva il cappello al passaggio della Star (pure bionda), che è riuscita da sola e come al solito a supplire ad un cast di dilettanti da scuola serale di recitazione.
Eppure sarebbe bastato un minimo per far meglio, ma forse quei cinque minuti di follia ad Istambul nella finale di Coppa dei Campioni, hanno stroncato persino i più “irridducibbili”.
Meglio perciò giocare di rimessa e recuperare l’uscita anticipata, il giorno successivo all’iniziativa Rsu.
Si dice che i cambiamenti che si consolidano a volte diventano definitivi, quindi da oggi e fin quando non cambieremo padrone (ma è possibile anche di peggio), non discuteremo più solo del se è meglio fare il ponte di Pasqua piuttosto che quello di S.Valentino ma potremmo addirittura misurarci con un se sia più dignitoso percepire come variabile del premio di risultato il corrispettivo di due otturazioni dentali o 50 euro in più.
L’azienda perciò vince e convince tra gli addetti alle riprese e al montaggio della pellicola con almeno 3 nomination: migliore regia, migliore sceneggiatura, migliori effetti speciali sul portafogli.
Ma un’oscar d’estate non lo si nega a nessuno e se sinceramente non pensiamo possa arrivare allo scialbo esecutivo della Rsu, è possibile che possa invece arrivare ad una parte della Rsu stessa.
E cioè a quella cosiddetta “sinistra radicale” di area bertinottiana, ( i fiomunisti per intenderci), che con il coupe de theatre “dell’impossibilità di sottoscrivere l’accordo sui 640 euro” salvano capre e cavoli dando a tutti noi un gustoso assaggio di ciò che ci aspetta col Prodi bis: sacrifici ma per il bene collettivo, quello dei padroni. (poi tanto usciamo e torniamo all’opposizione, che ci frega ?)
La loro proposta di aumento della quota fissa a mille euro prima, mutata in 800 euro di variabile poi e diventata pilatescamente 640 euro infine, (condite con lo specchietto dell’uscita anticipata a targhe alterne), sono perfettamente coerenti alla partecipazione del PRC all’UNIONE di collaborazione di classe.
Nonostante la scarsa adesione all’assemblea degli autoconvocati (31) e alle nostre iniziative indirizzate verso la conquista di una mensilità aggiuntiva (la 14ma), riteniamo importante mantenere aperto con tutti i lavoratori e le lavoratrici uno spiraglio di resistenza che va dal salario all’occupazione.
Per fare questo e per contestare la precaria politica salariale (una volta tantum per tutte) delle RSU, ma anche per rivendicare la 14ma come premio di risultato, il Comitato di Base Italtel di Castelletto indice uno:
SCIOPERO domani Venerdì 15 Luglio con presidio ingresso (Villa) del centro direzione Italtel lato Centro sportivo via Romoli, ore 09.00 - 12.00.
SLAI COBAS7 Luglio 2005
Mr. Dubilier mò caccia il dàner,
before you leave, please.Siamo alla vigilia di un lungo ciclo di lacrime e sangue.
Stormi di gufi tristi dell’economia di destra e sinistra (Fazio, Amato, Bersani, Ciampi, Pera e chi più ne ha…), invocano il rigore e l’unità, (condividiamo il portafogli, il tuo però), tra i lavoratori e le organizzazioni politiche e sindacali che li dirigono. Mentre tutti si rimpallano le responsabilità.
Sono le stesse organizzazioni che denunciano il declino industriale ed economico, la precarietà, per rifarsi una verginità che neanche il bisturi del miglior chirurgo plastico potrebbe ricostruire, dopo essere stati protagonisti e non comparse del sistema capitalista che crolla trascinando i lavoratori verso il baratro argentino.
Sono gli stessi che spalleggiano la Provincia palazzinara, che dopo aver scalzato la signora della Milano-Serravalle si avvia a fare il pieno con un piano viabilistico al servizio di immobiliari, banche come anche degli speculatori edilizi che ammorbano l’area del rhodense.
Chi se la ricorda la panzana del parco scientifico difesa a spada tratta dalla Rsu ?
L’Ostracismo durante il pontificato della Colli da parte delle amministrazioni locali uliviste alla realizzazione della 172bis, ( la superstrada che servirà l’area logistico-shopping-ricettiva di Castelletto), nell’era Penati sembra come per magia svanito. E’ la magia dell’appalto!
Tutto era noto da più di 2 anni ma nonostante ciò, chi doveva vigilare ha continuato a fare il proprio mestiere, cioè quello di amplificatore degli interessi e delle verità aziendaliste, senza mai sollevare un’iniziativa o almeno un dubbio neanche dopo la vendita dei terreni e degli edifici ai Casprini, all’ulivo-polista Tronchetti Provera e alla sua corazzata immobiliare RealEstate.
La concertazione tra politica, impresa e sindacati non ha solo favorito la privatizzazione e il vuoto occupazionale, ma ha dettato i tempi della deindustrializzazione-finanziaria e del risparmio sui salari.
Risparmi realizzati attingendo ai soldi pubblici statali con settimane, mesi di cigs finalizzate esclusivamente all’ottenimento della mobilità e fatte solo e sempre da tutti quei dipendenti che non percepiscono le variabili da 2000 a 7-8000 euro che invece arrivano ad 1/3 dei restanti, col silenzio assenso della Rsu.
Risparmi realizzati con l’accordo che raddoppia la chiusura agostana a 2 settimane e l’utilizzo metodico di 16-17 giorni/anno di calendario chiusure. Risparmi sull’acqua minerale in mensa. Risparmi col contributo provinciale alle spese sui trasporti di una azienda che dimostra ogni anno la propria stima nell’impegno di tutti i lavoratori attraverso i tagli al salario, il ricorso alla cigs nominativa (e al nero per campare con 600 euro al mese), oppure calpestando quel minimo di aiuto socialmente utile alla prevenzione come lo screening annuale del pap-test nell’infermeria aziendale, in favore delle lavoratrici donne.
Per rifiutare questa logica oggi siamo chiamati a mobilitarci e resistere per il diritto al lavoro e ad un giusto salario che ci permetta di sopravvivere alla speculazione degli amici di quel ciccione di Billè, ma allo stesso tempo, per non andare ad ingrossare le file dei precarizzati delle leggi Treu e Biagi.
Come lavoratori oggi e per la prima volta dopo quasi vent’anni, abbiamo la possibilità di tentare in Italtel una difficile risalita alla superficie oppure viceversa continuare la lenta discesa sul fondo fino all’embolia dei nuovi e massicci esuberi scatenati nell’inevitabile merge col nuovo acquirente.
Lo SLAI COBAS ITALTEL invita i lavoratori a non perdere tempo e soldi ai comizi di CGIL-CISL-UIL e UGL (chi propone la globalizzazione degli oneri e la privatizzazione degli utili), ma a partecipare invece alla difesa locale del nostro futuro e contro le trombe aziendaliste:
Per la variabile a 1200-1300 euro come premio di risultato a recupero di oltre 15 anni di mancati aumenti contrattuali interni e contro l’uso di parametri per il calcolo legati ad un mercato moribondo e alla retorica del CCNL dei confaziendali.
Contro lo scippo dei nostri TFR e per non affidare le sorti della vecchiaia ai mercati finanziari tramite i fondi Pensione gestiti da padroni e sindacati.
Contro i tagli proposti dalla direzione Italtel e la concertazione del dare e avere (dare quote di salario diretto e differito sempre maggiori e avere in cambio quote di salario da tagliare ulteriormente l’anno successivo).
Per un rinnovo contrattuale dei metalmeccanici che recuperi realmente il deficit delle famiglie con l’ingresso nell’area euro contrapposto ai 100 eurini che non coprono neanche gli aumenti della bolletta energetica del 2005 figuriamoci il 2006.
SCIOPERO domani Venerdì 10 Giugno con presidio ingresso (Villa) del centro direzione Italtel lato Centro sportivo via Romoli dalle 09.00 alle 12.00.
Chi dovesse avere problemi col proprio responsabile o con l’azienda ne dia immediata comunicazione alla segreteria del collegio di difesa legale per le adeguate contromisure chiamando il 348-6927485 dalle 8.00 alle 17.00.
SLAI COBAS ITALTEL
9 Giugno 2005
Trasformiamo le 10 ore di sciopero proclamate dai Confaziendali per il CCNL
in mobilitazione locale per il p.d.r.PARTE IL MOVIMENTO DEI LAVORATORI ITALTEL AUTOCONVOCATI PER LA 14ma MENSILITA’ E CONTRO I TAGLI.
Il tempo stringe e occorre al più presto recuperare dal cassonetto dei rifiuti il lavoro delle Rsu Italtel di Castelletto e Palermo che tra la scorsa estate e l’autunno ponevano l’esigenza di una redistribuzione salariale che riequilibrasse la situazione creatasi con la disdetta unilaterale aziendale della quota cosiddetta variabile del premio di risultato.
Ovviamente dovremo contrastare la tendenza inversa che si è manifestata nelle assemblee precedenti Pasqua che riproponevano sostanzialmente una quota variabile interamente legata a parametri che sono andati fortemente restringendosi negli anni, grazie alla “dottrina industriale” dei Fondi Americani improntata dal 2000 al taglio del catalogo di tutti quei prodotti no core, (il mercato di nicchia e il fatturato di nicchia tanto per intenderci), che produrrebbe sì un aumento rispetto all’una tantum del Luglio 2004 (anno del giubileo UT), ma sarebbe comunque molto lontana dalla formula antica e dai bisogni moderni.
Lo Slai Cobas propone perciò ai lavoratori e alle lavoratrici un premio di risultato composto da una quota fissa e inattaccabile dalle beghe del mercato e dei fatturati che prescindono dall’impegno e dai sacrifici dei lavoratori (quasi una mensilità aggiuntiva o una quattordicesima direbbero i lavoratori di Siemens) , e una quota variabile con il compito di definizione degli ultimi dettagli marginali per ultimare la formazione del premio complessivo, con cui azienda e appassionati di economia creativa possano dare il meglio di se stessi tra formule e algoritmi.
Una quota fissa da innalzare a 1200 – 1300 euro slegata da qualsiasi parametro economico e una quota variabile legata ai parametri cari a Cgil-Cisl e Uil e Mr. Dubilier (Ebidta, fatturato, cliente).
D’altra parte non ci pare proprio di chiedere la Luna, perché se Italtel è apprezzata anche in Cina, il merito è anche dei lavoratori e delle lavoratrici che si sono impegnati e sacrificati in questi anni.
Per questo noi preferiamo parlare di quattordicesima in antitesi alla retorica contrattuale del CCNL, in cui confederali e aziende insieme hanno pensato bene di spalmare i costi, (ma non i profitti), della crisi sui lavoratori legando il premio di risultato all’andamento della crisi stessa.
Ecco perché per noi il premio, comunque lo si chiami, rivendica null’altro che il recupero di oltre 15 anni di risparmio aziendale e concertativo sulla mancata contrattazione di 2° livello !
Per ottenere ciò proponiamo a tutti i lavoratori di dedicare un minimo di energie e impegno per un fine importante: il nostro diritto al lavoro e ad un giusto salario.
Per prima cosa fotocopia su un foglio bianco 1 moneta da 1 centesimo e sotto, sopra o di fianco disegna il numero 14 in grande, a significare che vogliamo recuperare quanto ci è stato illegittimamente tolto ma in cambio non siamo disposti a regalare nemmeno un centesimo del nostro salario. Esponiamolo tutte le mattine sul parabrezza dell’auto in parcheggio prima di recarci al lavoro. Se saremo in tanti a farlo, daremo fastidio e suoneremo la sveglia ai timorosi delegati della Rsu. Una iniziativa divertente, sicura e anonima oltre che gratuita.
Per seconda cosa, tutti i mercoledì 12.30-13.30 un nostro delegato sarà presente al laghetto per raccogliere a sostegno della 14ma e contro i tagli, il nome (o il soprannome tra gli amici) e la data di nascita, dati innocui ai fini della privacy, oltre a proposte sulle iniziative e adesioni all’assemblea degli autoconvocati di Italtel (che stiamo organizzando al Fungo simbolo della deindustrializzazione dell’area o presso il circolo del PRC Rosa Luxemburg di Settimo in caso di maltempo).
In conclusione il Comitato di base Italtel esprime sincera solidarietà e approvazione ai lavoratori e alle lavoratrici di Cofathec, che hanno deciso di impugnare il provvedimento di deportazione, per ottenere giustizia.SLAI COBAS ITALTEL
Milano, 31-5-2005
Se 100 euro vi sembran tanti.
Alcuni mesi fa in Italtel è avvenuto un fatto molto importante, quasi storico.
Alle votazioni per il referendum sulla piattaforma proposta dai Sindacati confederali (ovviamente non emendabile) per il rinnovo del CCNL dei metalmeccanici, 60 lavoratori hanno detto no ad una richiesta economica largamente insufficiente ai bisogni delle famiglie dei lavoratori metalmeccanici e che reintroduce addirittura la differenziazione di livello negli incrementi salariali, come se un 7° livello mangiasse più e meglio di un 6° livello.
Ciò assume una rilevanza maggiore soprattutto qui in Italtel dove la Rsu ha scelto colpevolmente da oltre 15 anni di defilarsi da qualsiasi rivendicazione salariale di contrattazione aziendale (2° livello), ad integrazione del 1° livello, quello collettivo nazionale.
Infatti non è un caso se dopo 6 mesi, quella che doveva essere una svolta epocale nella politica salariale delle RSU, la piattaforma che doveva risolvere la “paura di non farcela ad arrivare a fine mese” che titolava uno scritto di qualche mese fa, nella migliore tradizione è di fatto “congelata” ma pronta per essere servita bella e come fresca al momento giusto, cioè l’ultimo.
Quello per intenderci del “prendere o lasciare”, in cui uno prende sempre e l’altro lascia sempre.
Ci sono voluti più di 6 mesi, dalla discussione nelle Rsu alle votazioni nelle assemblee di novembre 2004 e fino alla presentazione, per capire che all’azienda le novità in questo campo non piacciono, nonostante la “piattaforma” non si limitasse solamente a rivendicare il ripristino di ciò che ci era stato ingiustamente tolto (il premio di risultato appunto), ma tentava un ragionamento comune (molto comune), su tutto il quadro normativo alla quale l’azienda vorrebbe mettere mano.
Questo nonostante la proposta messa nero su bianco dalle Rsu di Castelletto e successivamente dal coordinamento nazionale Italtel fosse ampiamente e preventivamente moncherizzata dai burocrati nazionali con l’aiuto di quelli provinciali nel testo definitivo posto poi in votazione, facendo sparire, per esempio, l’aumento considerevole della quota fissa del premio di risultato (1000 euro).
Come da sempre in Italtel a decidere su esuberi e salario non sono i timidi delegati legittimamente eletti dai lavoratori in Rsu , ma sono i “tecnici”, i professionisti della “ristretta” (e del risparmio ma sempre aziendale), che come i politici nostrani tagliano agli altri ma non rinunciano a niente di loro, sia che siedano a Roma che in qualche camera del “lavoro” dell’hinterland. Perché questa è la competitività che ci prospettano Cgil, Cisl e Uil.
I dati Eurispes parlano chiaro, ecco ciò che verrà prelevato dai salari dei metalmeccanici nel 2005 a causa degli aumenti di prezzi e tariffe che graveranno ancora di più sulle famiglie italiane:
Energia Elettrica + 15 euro, Gas + 20 euro, Acqua + 11 euro, Banche + 25 euro, Telefono + 37euro, Autostrade + 11 euro, Gasolio trazione + 28 euro, Ici + 54 euro, Bolli + 32 euro.
Inoltre la convergenza degli aumenti di gasolio e autostrade provocherà una ricaduta nella determinazione dei prezzi di beni di largo consumo di circa ulteriori 27 euro l’anno , per un totale di 260 euro per il solo 2005.
Da ciò si evince come sia del tutto insufficiente una richiesta che nella più rosea delle previsioni produrrà una cifra attorno ai 100 euro divisi però su due anni, il 2005 e il 2006.
Diventa perciò non più prorogabile almeno qui in Italtel, il recupero del premio di risultato come prima linea difensiva del nostro salario. Premio che ovviamente e per effetto delle voci su Siemens, non potrà che essere, per quanto ci riguarda, null’altro che la quattordicesima mensilità.
Infatti riteniamo inutile la riproposizione di parametri di calcolo che non riconosciamo come obbiettivamente trasparenti e forieri di vantaggi reali agli interessi dei lavoratori.
Deve essere chiaro a tutti noi che dovremmo recuperare in poche settimane il lassismo di questi mesi, anni, perché il rischio di perdere questo importante caposaldo salariale è grandissimo.
Perché Siemens o chiunque sarà il compratore di Italtel, non sarà disposta a riconoscere nemmeno ciò che sino ad oggi è stato un misero una-tantum. Riteniamo anche che i colleghi che percepiscono le cosiddette variabili debbano lottare per la quattordicesima come obbiettivo di minor danno, in quanto non è affatto scontato che la nuova società acquirente, qualunque sia, riconosca il sistema premiante vigente in Italtel.
Sistema che, va detto, è stato finanziato anche con la disdetta unilaterale della quota accantonata.
Il Sindacato Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale SLAI COBAS recentemente costituitosi in Italtel è a disposizione di tutti i lavoratori e le lavoratrici che vogliono discutere, battersi e mobilitarsi democraticamente per riconquistare quanto ci è stato sottratto e per ribadire, senza trucchi e senza inganni, che siamo stanchi sia dei sacrifici e dei tagli a senso unico come anche delle trombe aziendaliste.S L A I C O B A S I T A L T E L
maggio 2005