IL VENTO DELLA DEMOCRAZIA
Il percorso dello SLAI CobasGli accadimenti eccezionali di questi giorni che porteranno probabilmente, ad un cambiamento dell’assetto sindacale, ci hanno spinto a scrivere di nuovo, continuando quella piacevole abitudine che abbiamo di informare gli altri (pratica alquanto sconosciuta e poco praticata) utilizzando un titolone roboante e carico di speranze. Facciamo un passo indietro usando poche informazioni per una breve cronistoria.
Da anni lo SLAI COBAS lotta, perché venga riconosciuta all’interno dell’azienda la propria rappresentanza sindacale, numerosi i tentativi di arrivare ad un accordo che ripristinasse le pari opportunità con le altre sigle, ma l’atteggiamento ostracista e di assoluto non rispetto per le regole della controparte, ha fatto sì che questo non avvenisse mai.
Lo SLAI COBAS a questo punto per far valere le proprie istanze, si è visto costretto, ad utilizzare un ufficio, che per sua natura, si trascina una serie infinita di variabili (tempi, sedi, referenti ecc.), quello giudiziario.
Il meccanismo si è messo in moto e, stabilite le date degli incontri, il Giudice ha convocato le parti.
Veniamo ad oggi, in un aula di tribunale si ritrovano lo stesso Giudice, lo SLAI COBAS e l’azienda, ma figuratevi lo stupore, quando come controparte noi LAVORATORI e lo SLAI, ci ritroviamo anche tutte le maggiori figure di spicco a livello nazionale delle tre sigle sindacali confederali.
I testimoni nominati a favore dell’azienda sono i segretari nazionali della CGIL SLC, UIL UILCOM, CISL Fistel. Ogni ordine a questo punto viene stravolto, lavoratori che lottano per i propri diritti, si ritrovano come avversari, quelli che dovrebbero difenderli e rappresentarli.
In questa situazione i sindacati confederali e la loro RSU dimostrano la loro debolezza: quando sono costretti ad esercitare il loro potere, attraverso l’alleanza con l’azienda, ammettono che hanno pochi margini per concedere le briciole ai lavoratori. Questo lo si legge nel contenuto del contratto aziendale sottoscritto. Tredici mesi di contrattazione per concordare gli spiccioli a fronte di un fatturato netto di 600 milioni di euro nel 2005.In questi giorni siamo venuti a conoscenza delle motivazioni della prima sentenza che dobbiamo dire non ci è stata favorevole, punendoci per una richiesta mai fatta, né in sede di ricorso, né in quella dibattimentale.
In pratica la prima sentenza non dà diritto alla rappresentanza sindacale eletta nella lista SLAI Cobas di partecipare ad una trattativa su un “tavolo separato” per il rinnovo del contratto aziendale.
Una presunta richiesta mai avanzata, in quanto la nostra sola rivendicazione è la possibilità, per la nostra componente RSU eletta, di contribuire e discutere insieme alle altre sigle sindacali la contrattazione integrativa aziendale; un diritto sancito dalle parti sociali in sede nazionale per le imprese radio televisive private e nel protocollo del 23 luglio 1993 che regolamenta l’attività della RSU.
Questa sentenza in pratica nega ad una componente eletta dai lavoratori, di esercitare la propria funzione.
E’ chiara la volontà del giudice di scaricare una patata bollente, ad altra sede, vista la nostra determinazione ad impugnare immediatamente la sentenza per un evidente vizio di forma, e considerando la serie di richieste che si trascinerebbero con un eventuale riconoscimento a livello nazionale.
Intanto ci muoveremo perché le RSU vengano rinnovate, ricostruendo finalmente qualche cosa di democratico, lotteremo per un contratto equo, ci siederemo con eguale dignità allo stesso tavolo con l’azienda per dare voce a quei lavoratori che fino ad oggi sono stati dimenticati.
E’ importante, nel prossime votazioni per il rinnovo della RSU appoggiare la lista dello SLAI Cobas perché quando i lavoratori e lavoratrici sono uniti ed organizzati contano.
Questo è l’intento e il percorso dello SLAI Cobas.IL VENTO DELLA DEMOCRAZIA ce lo auguriamo, tornerà a soffiare anche in questi luoghi.
I Lavoratori
iscritti SLAI Cobas VideotimeRSU
eletta nella lista SLAI Cobas Videotime18 marzo 2006