Da: La Repubblica 18-11-2008
Lavoro nero all'Ortomercato, Sogemi sotto accusa
Anche il prefetto chiede una relazione dettagliata su quanto rivelato nell'inchiesta di Repubblicadi Oriana Liso
Due interrogazioni parlamentari, un'interpellanza in Consiglio regionale, un'altra in Consiglio comunale. Fatte da maggioranza e opposizione, perché temi come il lavoro nero e la sicurezza sul lavoro riguardano tutti. L'inchiesta di Repubblica sul lavoro irregolare all'Ortomercato ha provocato ieri le reazioni di Partito Democratico, Lega, Verdi. Che chiedono immediati controlli e rassicurazioni su cosa davvero avviene in via Lombroso dove, come documentato dall'inchiesta, per due euro e mezzo l'ora si lavora in totale irregolarità. Anche il prefetto Gian Valerio Lombardi ieri ha chiesto una relazione su quanto denunciato da Repubblica.
I deputati del Pd Emanuele Fiano, Daniele Marantelli e Antonio Misiani chiedono al ministro dell'Interno «se sia a conoscenza di tale gravissima situazione, se esista e come sia dimensionato un sistema di controllo e contrasto da parte delle forze dell'ordine» e «quali provvedimenti intenda intraprendere per porre rimedio a questa clamorosa violazione della legge in una struttura gestita da una società di proprietà pubblica».
La gravissima situazione è quella che, anche secondo le indagini delle forze dell'ordine (l'ultimo blitz della Guardia di Finanza aveva scoperto 35 stranieri irregolari), riguarderebbe ogni notte decine e decine di lavoratori, spesso irregolari e clandestini, impegnati a scaricare cassette lì dove la Sogemi, la società che gestisce l'Ortomercato, ha promesso un anno e mezzo fa tornelli, pass e telecamere mai installati. Lì dove a gestire il lavoro nero non ci sarebbe più «soltanto la criminalità organizzata ma anche probabilmente nuove e autonome organizzazioni di sfruttamento della manovalanza clandestina».
Si rivolge ai ministri di Interno, Giustizia e Lavoro, Salute e Politiche sociali l'onorevole leghista Giacomo Stucchi, che parla delle inchieste passate sull'Ortomercato e di quello che lì avviene ogni notte. Sottolinea anche come gli extracomunitari lo considerino «l'unico posto dove si trova lavoro senza problemi, gestito da cooperative che spesso chiudono l'attività, per poi riaprirla sotto altre identità», chiede interventi per «verificare la gravità di quanto descritto» al fine di «intraprendere, con i mezzi e le modalità proprie, urgenti iniziative, per porre fine a questo stato di illegalità e per tutelare la sicurezza e i diritti dei lavoratori».
In Regione il consigliere dei Verdi Marcello Saponaro, in Comune il suo collega di partito Maurizio Baruffi evidenziano anche un altro tema. «In vista di Expo 2015 - scrivono nelle loro interpellanze - Sogemi è promotrice di uno dei principali progetti di azione presentati nel dossier di candidatura». Per questo chiedono «quale possa essere il contributo positivo per sviluppare una cultura della legalità e del rispetto dei diritti di ogni lavoratore offerto dalla integrazione dei progetti di Sogemi nell'ambito di Expo 2015».
Da parte sua il presidente della Sogemi Roberto Predolin, in un'i ntervista radiofonica, ieri ha contrattaccato: «Non è solo colpa nostra, anche la magistratura e le forze dell'ordine dovrebbero fare di più».
Breve nota ortomercato di Milano
Milano 30-10-2008
Ho incontrato Zizo, ieri notte, sul piazzale 63 di carico dei furgoni degli acquirenti. Zizo è egiziano, è infuriato, da tre anni carica i camion sempre lavorando in nero perchè è clandestino. Lui parlava, intorno una decina di altri lavoratori in nero, marocchini e egiziani e albanesi, descriveva il loro vivere. Caricano manualmente centinaia di casse di frutta poi seguono il padrone al mercato o nel magazzino e per tutto questo ricevono quei pochi soldi che permettono loro di campare. È arrabbiato Zizo che al suo paese, l'Egitto, vanta il titolo di avvocato. Da tre anni lavora onestamente, si succedono i governi, tuttavia la soluzione più semplice, cioè quella di rilasciare il permesso di soggiorno a queste persone che si quadagnano la vita al servizio della economia del paese, non viene attuata. Lascio Zizo e i suoi compagni. Cammino amareggiato e malinconico, incontro Shaid. Lui è un "vecchio" dell'ortomercato. Lavora al parcheggio 60, in nero, caricando camioncini e raccogliendo bancali vuoti che rivende a 50 centesimi ai grossisti ortofrutticoli. Shaid, in precedenza era un regolare, lavorava in edilizia, cadde dal ponteggio con gravi conseguenze, restò in coma e risultò non più abile al lavoro. Oggi tira a campare caricando i furgoncini. Si avvicina Omar, tunisino, parla poco l'italiano, anche lui vuole raccontare, vuole il permesso di soggiorno, lavora, vuole la legalità, vuole uscire dal timore, dalla incertezza, dal ricatto quotidiano.
Parlo, e altri clandestini si avvicinano, dico che spetta anche a loro riuscire a sconfiggere il male che li attanaglia. A Milano siete migliaia e migliaia perchè non organizzate una grande marcia dei diritti? Perché non scendete in piazza come una marea umana per dire che esistete,che lavorate, che pagate l'affitto?...
Vedo dai loro volti una condivisione, una partecipazione.
Torno sui miei passi e penso ai tanti lavoratori italiani che si sono lasciati irretire dal razzismo coscientemente coltivato dal regime e che si riassume nella frase, "ci rubano il lavoro, mandiamoli a casa!". Pur sapendo che non rubano nulla a nessuno e che non si rimanderà a casa nessuno.
C'è anche della viltà e del conigliume in questo dire, serve a giustificare il loro non fare nulla verso il signor padrone che li usa e poco li paga e li riduce a una vita di topi mentre lui si arricchisce e da buon razzista si considera razza eletta dall'ingegno e ben gli piace che anche i sui sottoposti condividano il razzismo volgendolo verso i più deboli, verso quelli che il sistema più sfrutta e che più sono impotenti a reagire. E qui il pensiero si perde, e ben sovviene alla memoria il concetto di egemonia gramsciano la onde si avvede che il regime non vive solo sulla oppressione bensì sulla conquista delle coscienze. Ecco il concetto di falsa coscienza di Karl Marx... qui mi fermo e ritorno alla terra pensando a come poter tessere una rete, un suono di tamburo, che da via a via, da casa a casa, da luogo a luogo posso creare la magia di una grande marcia dei diritti che porti migliaia e migliaia di persone, di uomini e donne, a occupare la piazza del Duomo di Milano, cosi che la quantità di sentimenti, di bisogni, di dignità umana soffochi il male tutto umano della indifferenza complice.
A tutti saluti.
IOSE
ORTOMERCATO DI MILANO: UN DICEMBRE DI GUERRA
Ai Compagni, ai Lavoratori, agli
amici
Gli Operai dell'Ortomercato di Milano constatano che
la condizione di vita e di lavoro assume sempre più
i toni cupi dello schiavismo in una realtà dove
torna a dominare il ruolo infame di "cooperative"
organizzate dai caporali su mandato dei padroni più
reazionari e razzisti, dove la sicurezza e la salute
dei Lavoratori è messa continuamente a repentaglio,
dove è evidente la complicità di chi gestisce l'area
con i padroni sfruttatori, dove i salari sono da
fame e condannano a orari di lavoro enormi,
estenuanti, criminali.
Di fronte a tale drammatica condizione è ripreso a
risuonare il tamburo che chiama alla battaglia.
Sarà l'occupazione dell'Ortomercato; sarà la grande
battaglia, nella città di Milano, per la libertà e
la giustizia. Sarà un dicembre infuocato dalla lotta
dei Lavoratori.
Compagni, Lavoratori, amici, questa nostra voce di
preannuncio risuoni nel vostro cuore generoso e
solidale. In tutti possa vibrare il richiamo alla
solidarietà attiva e operante.
LAVORATORI ORTOMERCATO
Milano, ottobre 2008
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SCIOPERO VIDEO DOCUMENTARIO “SOCIETÀ ALLA FRUTTA”
AUTOPRODUZIONE Per contatti: spaziopopolarelaforgia@gmail.com - tel. 0373470015 |
Comunicato stampa
Milano 8 ottobre 2007
ORTOMERCATO DI MILANO
SCIOPERO! SCIOPERO! SCIOPERO!La notte che ha accompagnato il trapasso di domenica 7 ottobre all’alba di lunedì 8 ottobre ha visto centinaia di Lavoratori dell’Ortomercato aderire massicciamente allo sciopero spontaneo, che ha paralizzato l’attività e ha bloccato centinaia di camion nelle vie esterne.
La lotta per un salario dignitoso, per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, per sconfiggere i criminali sfruttatori di lavoro nero è anche la lotta per la dignità, la libertà e il diritto ad esistere dei Lavoratori. Il diritto ad esistere come persone che hanno una voce ed una volontà, che lottano per affermare i propri legittimi diritti. Anche nel corso di questa magnifica manifestazione di coraggio dei Lavoratori non sono mancati episodi sinistri. Una frangia di datori di lavoro in alleanza con i caporali del lavoro nero si raggruppavano e inveivano minacciosamente verso alcun compagni gridandone il nome e promettendo vendetta.
A queste minacce, a queste urla sguaiate, sin da ora replichiamo che nessun Lavoratore sarà lasciato solo. Se dovesse accadere anche ad un solo Lavoratore di subire ritorsioni, interverranno tutti i Lavoratori di Milano e non solo, a difesa e in aiuto ai fratelli dell’Ortomercato. Questo vale anche per la SO.GE.MI.. Si astenga da ripicche, vendette, minacce. Ogni ritorsione avrà la giusta e adeguata reazione.
Infine si esprime un sentito apprezzamento ai Lavoratori e Lavoratrici giunti da altri luoghi di lavoro a portare la loro solidarietà, a far sentire ai Lavoratori dell’ortomercato che il loro problema è il problema di tutti.Tutti i Lavoratori dell’Ortomercato di Milano
Comunicato di proclamazione di sciopero all’Ortomercato di Milano
MILANO - OTTOBRE 2007
SCIOPERO!!!!!!
NOI OPERAI, SOCI LAVORATORI, IMPIEGATI DELL’ORTOMERCATO DI MILANO PROCLAMIAMO SCIOPERO PER TUTTA LA GIORNATA DI LUNEDÌ 8 OTTOBRE 2007. LA NOSTRA LOTTA RIVENDICA:
1- UN CONTRATTO DI ORTOMERCATO CHE PREVEDA L’INSERIMENTO IN BUSTA PAGA DI 300 EURO LORDI COME RICONOSCIMENTO PROFESSIONALITÀ ORTOMERCATO
2- FUORI DALL’ORTOMERCATO GLI SFRUTTATORI DI LAVORO NERO CHE CON IL LORO CRIMINALE OPERATO DANNEGGIANO PESANTEMENTE LA CONDIZIONE PROFESSIONALE E RETRIBUTIVA DI TUTTI I LAVORATORI.
3- LA SO.GE.MI. RISPETTI GLI ACCORDI E SI PONGA FINE AL TRANSITO DI CAMION NELLE STRADE ADIACENTI AI POSTEGGI AL FINE DI GARANTIRE SICUREZZA E SALUTE DEI LAVORATORI.
4- OCCORRE PORRE FINE AI LICENZIAMENTI ARBITRARI.
NOI LAVORATORI DELL’ORTOMERCATO DICHIARIAMO CHE SE NELLE PROSSIME SETTIMANE LE NOSTRE RAGIONI NON TROVERANNO ASCOLTO E RICONOSCIMENTO DAREMO VITA AD ALTRE E PIÙ INCISIVE FORME DI LOTTA.
N.B. NON TOLLEREREMO NESSUNA RITORSIONE A DANNO DEI LAVORATORI CHE HANNO ADERITO ALLO SCIOPERO ESERCITANDO UN DIRITTO DI LIBERTÀ SE RITORSIONI CI SARANNO LA RISPOSTA SARÀ IMMEDIATA E DURISSIMA.
OPERAI, SOCI LAVORATORI, IMPIEGATI DELL’ORTOMERCATO DA OGGI RISUONI UN SOLO GRIDO UNITÀ! UNITÀ UNITÀ!TUTTI I LAVORATORI DELL’ORTOMERCATO
Lo Slai Cobas Nazionale comunica tutta la propria solidarietà a Josef Dioli, vittima di un attentato intimidatorio, effettuato per contrastarne l'attività sindacale contro il precariato, il lavoro nero e per la difesa dei lavoratori all'interno dell'Ortomercato di Milano.
A più riprese abbiamo sostenuto le lotte dei lavoratori dell'Ortomercato di Milano e oggi siamo nuovamente al loro fianco e accanto a Josef che si vuole intimidire e far smettere col tentativo di bruciargli la casa, dopo le ripetute minacce di morte.
Siamo con te Josef e saremo nuovamente presenti alle vostre iniziative all'Ortomercato di Milano.
Il coordinamento nazionale dello Slai Cobas
Milano 10.7.2007
da "La Repubblica"
NEL MIRINO DIOLI, IL DELEGATO GIA' MINACCIATO DI MORTE PERCHE' AVEVA GUIDATO LO SCIOPERO PER LA LEGALITA'
Ortomercato, il racket all'attacco
Sandro De Riccardis
Fuoco alla casa del sindacalista che lotta contro il lavoro nero.
La Cgil: situazione intollerabile Il prefetto Lombardi: convocherò quanto prima i vertici Sogemi
Cauto il presidente Roberto Predolin "Fatto gravissimo ma verifichiamo se c'è un nesso tra l'attentato e l'attività sindacale"
Di nuovo emergenza sicurezza all'Ortomercato, dopo l'attentato incendiario della scorsa notte all'abitazione un sindacalista del mercato di via Lombroso. "Più polizia e più controlli" hanno chiesto ieri i sindacati in un incontro urgente col prefetto Gian Valerio Lombardi che, da parte sua, ha assicurato "una vigilanza specifica nei pressi dell'abitazione del sindacalista" e "la convocazione quanto prima dei vertici della Sogemi", che gestisce il mercato.
L'incendio - per gli inquirenti, "un atto vandalico dimostrativo e altamente simbolico" - colpisce Josef Dioli, delegato alla sicurezza dei lavoratori dell'Ortomercato, l'uomo che lo scorso ottobre era stato già minacciato di morte per le sue battaglie contro il lavoro nero e per aver indetto il primo e unico sciopero "per il ripristino della legalità" in via Lombroso. Le fiamme, alle tre di notte, bruciano la porta della sua abitazione a due piani a Casaletto Vaprio, in provincia di Crema. Qualcuno cosparge di gasolio l'ingresso della casa, appicca l'incendio e mette a rischio le tubature esterne del gas. Solo l'intervento della suocera, che vede le fiamme, impedisce che l'attentato faccia più gravi danni: con la canna da giardino ha spento il fuoco quando aveva già raggiunto i trenta centimetri sui muri esterni della casa.
"La nostra preoccupazione è alta - dice Graziella Carneri, segretario generale Filcams Cgil -. Chiediamo che sia garantita la sicurezza per i nostri delegati, ma anche di rendere sicura tutta l'area con un presidio di polizia. All'ortomercato non bastano i normali strumenti sindacali. E' necessario far vedere che c'è davvero la volontà di fare pulizia e ripristinare la legalità. Il problema è il lavoro nero con l'impiego a dismisura di clandestini. Una situazione intollerabile in una struttura pubblica, di proprietà del comune." Il prefetto ha assicurato ieri ai sindacati che sarà garantita "maggiore vigilanza nei pressi dell'abitazione" della vittima. "Tuttavia - ha spiegato Lombardi - non si può risolvere tutto con la polizia. Chiederò presto un incontro coi vertici della Sogemi, per migliorare il profilo organizzativo all'interno." E mentre Paolo Weber, direttore dell'Ispettorato del lavoro, fa sapere che "i controlli non si sono mai fermati tra i bancali del mercato" e che in questa fase "sono sotto la nostra lente i contratti tra cooperative di facchinaggio e operatori", predica prudenza il presidente di Sogemi Roberto Predolin: "Se l'attentato fosse collegato all'attività del sindacalista, sarebbe un atto gravissimo - dice - Ma bisogna ancora verificare se c'è un nesso tra le due cose". Secondo Predolin, "negli ultimi mesi, molto si è fatto: tutti gli operatori usano tessere per entrare ed è stato anticipato l'orario di apertura per lo scarico e il carico, riducendo la necessità di manodopera".
(10 luglio 2007)
La campana suona, la battaglia si avvicina.
Ortomercato di Milano
giugno 2007A tutti i resistenti anticapitalisti, a tutti quelli che due anni fa vissero la notte magica dello sciopero all'ortomercato di Milano, a tutti i combattenti della causa della giustizia sociale.
La rabbia dei lavoratori dell'ortomercato cresce col crescere delle promesse tradite. Il lavoro nero, gli abusi di ogni genere, la mancanza di tutele, gli orari lunghissimi, i salari miserabili, tutto questo non è più accettabile. Due anni di promesse tradite, la complicità e la corruzione dilagante in chi dovrebbe garantire il rispetto dei regolamenti, il rispetto della legalità del lavoro. La collera dei lavoratori è come una lava che poco a poco si è venuta accumulando. La campana della riscossa ha cominciato a suonare i sui rintocchi. L'annuncio del prepararsi alla battaglia in difesa dei diritti dei lavoratori risuoni nel cuore di tutti gli amanti della libertà, della giustizia sociale, della dignità operaia. Compagni e amici di tutta Italia quando vi giungerà il segnale dell'inizio della lotta dei lavoratori dell'ortomercato accorrete ai cancelli a portare la vostra generosa solidarietà: impegneremo tutto nei stessi nel grido di resistenza che, costi quel che costi, quella notte nessun camion entrerà, nessun mafioso sfruttatore metterà piede nell'ortomercato. I lavoratori, i soci lavoratori sanno che voi sparsi nelle città, nei paesi, sarete lì nel fronte di combattimento, in prima fila, col vostro coraggio indomito sarete barriera invincibile, catena di solidarietà fusa con la speranza e la persona del lavoratore dell'ortomercato che mai ha dimenticato l'apporto da voi dato.Movimento Autonomo Lavoratori Ortomercato
Giovedì 23 febbraio 2006 alle ore 21
presso il CSA Garibaldi
C.so Garibaldi 89/b Milanoproiezione del video sullo sciopero effettuato all'ortomercato di Milano nel maggio 2005, sciopero alla cui riuscita lo Slai Cobas insieme ad altre realtà di Milano ha dato un contributo importantissimo
seguirà un dibattito con alcuni lavoratori dell'ortomercato.
Info dall'ortomercato di Milano
Ortomercato-29 luglio 2005
Assisto al seguente evento. Un "piccolo" segno di una umana realtà che chiede risposte, che denuncia un governo italiano colpevole e complice di moderna schiavitù.
Passa rapido un muletto diesel e con sbadataggine investe un passante lesionandogli il piede. Il passante è un immigrato marocchino. Diverbio, parole, gestacci. Il guidatore con il mezzo se ne va. L'altro dolente si massaggia il piede.
Siamo intorno a lui in tre. Suggeriamo di recarsi presso la ditta dell' investitore e chiedere conto. L'immigrato non ha il permesso di soggiorno e ha paura. Sa che se vengono i vigili o altri per raccogliere la denuncia dell'incidente sarà lui a essere preso e portato al centro di permanenza temporanea.
Cala il silenzio. C'è imbarazzo tra noi tre , cittadini italiani. Discutendo il ragazzo mi dice "Sono quattro anni che vivo in Italia, da due sono qui all'ortomercato a svolgere questi lavori occasionali. Non ho mai avuto tremila o quattromila euro per comprarmi il permesso di soggiorno."
All'ortomercato sono in tantissimi senza permesso di soggiorno. Fanno lavori pagati pochissimo. Uomini "che non esistono", vivono nella non legalità vittime di soprusi, ridotti a senza una parvenza di diritti. Infine se hanno dei soldi possono "comprare la legalità", il "permesso di soggiorno". Che il canagliesco, criminale governo Berlusconi sia presto spazzato via e si dia la possibilità alle migliaia di "clandestini" di emergere alla normalità e di vivere alla luce del sole.D.I. lavoratore Ortomercato
15 LUGLIO 2005 ORE 4,30
MORTE ALL'ORTOMERCATO
Da tempo i lavoratori dell'ORTOMERCATO, con diverse iniziative, sfociate nello sciopero del 31 Maggio 2005, hanno evidenziato i gravi problemi legati alla sicurezza delle persone che operano nell'ortomercato.
Sicurezza gravemente compromessa dalle modalità di scarico delle merci.
Nonostante volantini di denuncia, presidi di protesta, sciopero per esprimere nel modo più fermo le ragioni dei lavoratori e per sostenere le proposte di modifica e miglioramento della condizione di vivibilità dell'ortomercato nulla è mutato dalla criminale realtà ove non c'e' regola, non c'e' controllo, c'e' solo l'arbitrio, caos e l'accatastarsi e l'aggrovigliarsi pericoloso e mortale di decine di camion.
OGGI 15 LUGLIO 2005 ALLE ORE 4,30 LA MORTE PREANNUNCIATA SI è RIPRESENTATA CON LE RUOTE DI UN CAMION A TRANCIARE IL CORPO DI UN OPERATORE DELL'ORTOMERCATO.
UNA FINE ORRIBILE ED INACCETTABILE.
Chi scrive trovandosi a pochi metri,accorreva a raccogliere gli ultimi rantoli di un tronco umano.
Una scena agghiacciante.
Invio questa breve nota perché colpevolmente i capi, i dirigenti, i padroni, il Sindaco di Milano, la dirigenza SO.GE.Mi, la direzione del Mercato ortofrutticolo ecc., ecc., non hanno mosso un dito per ricreare un ambiente che tuteli la vita delle persone.
Un lavoratore dell'ORTOMERCATO
31 Maggio 2005 - Sciopero Ortomercato
Lo sciopero di Lunedì 30 Maggio all'Ortomercato di Milano ha visto l'adesione, ampia e massiccia, dei lavoratori. Fatto nuovo e, da tanti, inaspettato nel risultato. Nuovo perché da oltre 25 anni all'Ortomercato non si effettuava una astensione del lavoro, inaspettato nel risultato, poiché erano non molti a prevedere una così ampia e salda adesione. Alla riuscita della giornata di lotta, che trovava nella tarda serata di Domenica 29 Maggio il suo avviso, con la formazione di presidi alle porte di ingresso, contributo rilevante era il concorso generoso e solidale dei militanti della causa proletaria provenienti dalla città di Milano e area metropolitana. Così come dalla città di Crema, testimoni dell'ideale sociale, un folto gruppo di giovani accorreva a prestare energia, volontà e tenacia. In questo primo, rapido, sommario è intanto da sottolineare come a presidiare non la libertà dei lavoratori dell'Ortomercato di liberarsi dal lavoro nero, dal caporalato, dai salari infami, bensì a tutelare la "libertà di transito delle merci" si trovavano dislocati in loco, in via preventiva, decine e decine di agenti di polizia in tenuta antisommossa. Un segnale e un simbolo preciso: alla civile lotta dei lavoratori , accorreva a far barriera, lo stato al servizio dei padroni. Davanti a questa presenza intimidatoria il trascorrere delle ore, vedeva l'accorrere ai presidi di decine, centinaia di lavoratori che, verso l'alba di lunedì, sommergevano definitivamente con la loro presenza, ogni ipotesi provocatoria e lanciavano nel cielo di Milano il loro gesto di sfida all'oppressore. Davano poi vita a un vivace corteo che si snodava per la città sino a raggiungere la sede del Comune di Milano governato da coloro che sono in prima persona responsabili del degrado dell'area pubblica dell'Ortomercato.
LAVORATORI ORTOMERCATO DI MILANO
"PRIMULA ROSSA"
Postscritto: a tutti voi giunti a prestare aiuto ai lavoratori dell'Ortomercato arriva il nostro sincero apprezzamento per la vivace, coraggiosa testimonianza.
Milano, 26 Maggio 2005
Sciopero lavoratori ortomercato
A tutti i militanti per la causa della dignità e dei diritti dei lavoratori, che vedono nella lotta aperta dai lavoratori dell’ortomercato di Milano un segnale e un simbolo di rinascita, di riorganizzazione, di protesta e di lotta contro il continuo degradarsi dei diritti e delle condizioni di vita dei lavoratori.
I lavoratori dell’ortomercato scesi in campo nella lotta al lavoro nero, al caporalato, a salari infami, alla estrema precarizzazione della vita, rivolgono a voi l’invito a contribuire alla riuscita della giornata di sciopero di lunedì 30 Maggio 2005, partecipando alla organizzazione dei presidi alle porte d’ingresso dell’ortomercato.
Il concentramento dei militanti che intendono aderire concretamente è fissato alla porta n°1 a cui si accede da via Cesare Lombroso alle ore 22.00 di domenica 29 Maggio.
I presidi si prolungheranno nell’arco della notte fino alla mattinata di lunedì.Movimento Autonomo Lavoratori Ortomercato
per ulteriori info: mal.ortomercato@libero.it
SCIOPERO DEI LAVORATORI DELL'ORTOMERCATO DI MILANO
In data 24 maggio 2005 alcuni Lavoratori dell'Ortomercato di Milano sono stati ricevuti dal prefetto di Milano al fine di addivenire ad una soluzione del problema della piaga enorme del lavoro nero e dei fenomeni di caporalato e di intimidazione di manodopera. Non essendo stato raggiunto un accordo soddisfacente alle richieste avanzate dai lavoratori è stato confermato lo sciopero dei lavoratori dell'Ortomercato di Milano per
domenica 29 maggio 2005 dalle ore 22,00 (puntuali)
appuntamento alla porta 1 in via Cesare Lombroso
a seguire fino alla mattina del lunedì con l’organizzazione di presidi alle porte d’ingresso in Via Varsavia al fine di bloccare l’accesso alle decine e decine di camion e l'accesso alle merci.
I Lavoratori dell'Ortomercato di Milano al fine di organizzare la riuscita della lotta
invitano a partecipare tutte le realtà in lotta, tutti i lavoratori, i precari, gli antagonisti ad una concreta riuscita dello sciopero e a tutti coloro che nella battaglia aperta all’Ortomercato vedono la battaglia di tutti i Lavoratori, per difendere la propria vita, la propria dignità, il proprio futuro.
Entro venerdì verrà diffuso un altro comunicato.
I Lavoratori chiedono di far girare l'appello a tutte le realtà interessate.
La loro lotta è la nostra lotta.
per ulteriori info: mal.ortomercato@libero.itMOVIMENTO AUTONOMO LAVORATORI ORTOMERCATO
E' stato proclamato
lo sciopero dei lavoratori dell'Ortomercato di Milano
domenica 29 maggio 2005 dalle ore 22,30
(forse anche prima) a seguire fino alla mattina del lunedì
con l’organizzazione di presidi alle porte d’ingresso al fine di bloccare l’accesso alle decine e decine di camion e l'accesso alle merci.I Lavoratori dell'Ortomercato di Milano, per una concreta riuscita dello sciopero invitano a partecipare tutte le realtà in lotta, tutti i lavoratori, i precari, gli antagonisti e tutti coloro che nella battaglia aperta all’Ortomercato vedono la battaglia di tutti i Lavoratori, per difendere la propria vita, la propria dignità, il proprio futuro,
I Lavoratori dell'Ortomercato, al fine di organizzare "tecnicamente" la riuscita della lotta, fissano un incontro di preparazione dello sciopero per sabato 21 maggio dalle ore 16,00 davanti la porta 4 in Via Varsavia.
Chiedono di far girare l'appello a tutte le realtà interessate.
La loro lotta è la nostra lotta.13 maggio 2005
MOVIMENTO AUTONOMO LAVORATORI ORTOMERCATO
Appello dei Lavoratori dell'Ortomercato di Milano.
Si chiede a tutti i compagni/e, a tutte le realtà in lotta, ai sindacati di base, a tutti i lavoratori, di dare la disponibilità a partecipare ad un incontro con i lavoratori dell'ortomercato per costruire un'iniziativa di lotta e sciopero. La riunione si svolgerà:
sabato 7 maggio 2005 alle ore 16,00
in viale Liguria 49 a Milano
presso la sede dello Slai Cobas.SOS ORTOMERCATO DI MILANO
La condizione in cui si trovano a vivere i lavoratori dell’ORTOMERCATO di Milano è venuta negli ultimi anni scadendo a livelli inaccettabili.
Il ricorso massiccio al lavoro nero unito all’utilizzo sempre più intenso di imprese e cooperative (sulla cui legalità molto dubbia si indaga) nate come i funghi e la cui unica politica è offrire manodopera a prezzi sempre più bassi ha comportato il formarsi di una tenaglia mortale per i livelli salariali, per le prospettive occupazionali, per le più generali condizioni professionali e di lavoro.
Di fronte a questa precarizzazione della realtà vissuta dai lavoratori che marcia allegramente verso sempre il meno peggio, da nessuna parte è giunto un segnale di impegno a tutela della legalità e delle norme contrattuali.
Mano libera ai padroni e peggio per i lavoratori questa la filosofia imperante.
La SO.GE.MI. società che gestisce per conto del Comune di Milano il mercato ortofrutticolo non ha dato mai il segno di una volontà di intervenire a ripristinare il rispetto delle regole a fronte di una deregolamentazione di fatto sempre più esplicita.
I grossisti o datori di lavoro a cui fanno capo le singole imprese operanti nell’area (alcune centinaia) anche sfruttando la condizione di frantumazione dei lavoratori (occupati per lo più in piccole imprese sotto i 15 dipendenti) hanno sfruttato a proprio profitto la mancanza di ogni freno istituzionale e la mancanza di ogni resistenza dei Lavoratori.
Ma ecco che dall’interno di questo girone dantesco si è, da qualche mese, venuta levando la voce dell’uomo lavoratore.
Si è ripreso a tessere la tela dell’organizzazione e della resistenza dei Lavoratori.
Dopo volantinaggi di denuncia a nome del Movimento Autonomo Lavoratori Ortomercato, assemblee volanti, riunioni di gruppi, si è dato vita a una raccolta di firme dei Lavoratori a sostegno di un documento di denuncia della situazione. Raccolta di firme che ha visto l’adesione di oltre 400 Lavoratori.
Infine nei giorni di aprile si è dato vita a una manifestazione o presidio dei Lavoratori alla porta n° 4 con distribuzione di volantini e affissione di striscioni di denuncia. Allo stato attuale si è nella fase di grande delicatezza per cui o si addiviene all’avvio di risposte concrete per la risoluzione, in primo luogo, della piaga enorme del lavoro nero e dei fenomeni di caporalato e di intimidazione di manodopera o si arriverà allo sciopero di tutti i lavoratori con l’organizzazione di presidi alle porte d’ingresso al fine di bloccare l’accesso alle decine e decine di camion. Anche in vista di questo possibile esito, servirà il sostegno, l’aiuto, l’intervento concreto di tutti coloro che nella battaglia aperta all’ORTOMERCATO vedono la battaglia di tutti i Lavoratori, per difendere la propria vita, la propria dignità, il proprio futuro.
MOVIMENTO AUTONOMO LAVORATORI ORTOMERCATO
Appello dei Lavoratori dell'Ortomercato di Milano
Si chiede a tutti i compagni/e, a tutte le realtà in lotta, ai sindacati di base, a tutti i lavoratori, una presenza il più possibile numerosa e militante per
GIOVEDI 28 APRILE 2005 DALLE ORE 10,30 ALLE ORE 13,30
davanti la porta n° 4 dell'Ortomercato, in Via Varsavia