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CRISI FINANZIARIA
TFR e FONDI PENSIONE

La crisi finanziaria esplosa in questi mesi sta provocando danni tremendi: banche fallite, economia reale in piena recessione, per i lavoratori disoccupazione e cassa integrazione, risparmi falcidiati del 30, 40 o 70% per chi aveva investito nel mondo della finanza ed ora rischi sui Fondi Pensione.

Infatti in questi giorni la stessa COVIP, l’organo di vigilanza sui fondi pensione, sta chiedendo un intervento governativo in quanto dalle rilevazioni fatte sui rendimenti dei Fondi nei primi dieci mesi dell’anno, risulta che siamo in presenza di performance medie del –8% !

I lavoratori che stanno andando in pensione in questi mesi rischiano di vedere il loro montante, accumulato negli anni passati, fortemente decurtato con la grave conseguenza che le rendite vitalizie, che costituiscono la pensione complementare, saranno notevolmente inferiori alle aspettative.

Ciò che sta accadendo dimostra la giustezza della battaglia condotta dallo SLAI COBAS contro il dirottamento del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) nei fondi pensione per alimentare la pensione complementare come stabilito dalla legge concordata dai Sindacati Confederali, Confindustria e Governi.

Prima ci hanno tagliato le pensioni passando dal sistema “retributivo” a quello “contributivo” poi ci hanno allungato l’età pensionabile infine ci hanno chiesto di farci la pensione complementare con il nostro TFR.

In questo modo il Trattamento di Fine Rapporto (che è salario garantito e ben rivalutato, il 75% dell’inflazione più un fattore fisso pari a 1,5%), viene dato in mano ad assicurazioni e finanziarie le quali ricavano un guadagno garantito tramite il tasso tecnico che si trattengono, mentre ai lavoratori, se le cose vanno male come sta accadendo, rimangono le briciole.

Siamo in presenza di una grande TRUFFA consumata ai danni dei lavoratori alla quale si può parzialmente rimediare permettendo ai lavoratori di rescindere il contratto con i fondi pensione e riprendersi il proprio TFR!!!

Ai sindacati Confederali (CGIL-CISL-UIL) non rimane che chiedere scusa ai lavoratori per il disastro provocato che non era difficile prevedere, infatti i fallimenti dei fondi pensione erano cronaca quotidiana in tutto il mondo anche prima della crisi finanziaria.

In questo contesto consideriamo una “burla” oppure una provocazione la comunicazione inviata a tutti i dipendenti da parte del Fondo Pensione IBM il quale annuncia che da gennaio 2009 viene introdotto l’investimento multicomparto cioè la possibilità di impiegare i propri contributi anche in comparti a medio ed alto rischio!!!

SLAI Cobas IBM Roma, che già nell’assemblea dei soci del Fondo IBM aveva condotto una battaglia contro l’introduzione del multicomparto raccogliendo oltre il 30% delle deleghe, oggi invita i lavoratori a far tesoro della drammatica situazione che stiamo vivendo per rinviare al mittente l’offerta.

27/11/2008                                                                                              SLAI Cobas IBM Roma – FLMU/CUB IBM Vimercate


Referendum sul protocollo del 23 luglio

Risultati in IBM Italia Roma: vince il NO

votanti 498
SI 202
NO 296

volantino distribuito dallo SLAI Cobas IBM Roma


ASSEMBLEA AUTOCONVOCATA ROMANA CONTRO IL PROTOCOLLO DAMIANO

A ROMA il 26 SETTEMBRE 2007 alle ORE 17,30 presso la sede di CLARO a via Passino, 20 (Metro B Garbatella)


Pensioni. Un altro furto del “governo amico”

Le redazioni territoriali di PM promvuovono 2 assemblee-seminario
per approfondire l'accordo sottoscritto alla fine di luglio su pensioni e "welfare"

Venerdì 14 settembre 2007 ore 21 c/o Croce Bianca, Via Crispi, MASSA (MS)

Venerdì 28 settembre 2007 ore 21 c/o Aula Magna IPSIA Garbin (sezione distaccata), via Marconi 24, SCHIO (VI)

Ad entrambe le assemblee parteciperanno in qualità di relatori:

Severo LUTRARIO (Consiglio Nazionale ATTAC)
15 anni di smantellamento della previdenza pubblica. Dalla "riforma Amato" del 1992 ai "protocolli di luglio" del 2007

Corrado DELLE DONNE (Coordinatore Nazionale SLAI COBAS)
I "protocolli di luglio". Dopo il TFR, il governo amico torna all'attacco su pensioni e precarietà. La battaglia necessaria

Dopo 15 anni di continue riforme (da Amato nel 1992 fino a Prodi nel 2007, passando per Dini nel 1995) il centro-sinistra approva una ennesima bastonata per i lavoratori. Una nuova “riforma” delle pensioni, ovviamente, non serviva; il bilancio dell’INPS è in attivo e per renderlo passivo non è bastata nemmeno l’unificazione con la cassa previdenziale dei dirigenti d’azienda (in rosso di 2 miliardi di euro, così le pensioni dei dirigenti le pagano i lavoratori dipendenti !!) e il mancato scorporo dell’assistenza (malgrado le sentenze della Cassazione al riguardo). Dopo mesi di dichiarazioni “bellicose” dei sindacati confederali e della sedicente “sinistra radicale” si è arrivati alla firma del peggior accordo possibile:

  • Lo “scalone” è stato diluito, ma allungato. L’età pensionabile cresce fino a 62 anni. Sembrava impossibile, ma sono riusciti persino a peggiorare la contro-riforma di Maroni-Berlusconi.

  • La “cassa previdenziale” viene posta nella completa disponibilità contabile del governo. I “coefficienti di rendimento previdenziale” (peraltro ritoccati al ribasso già dal 2010 del 6-8%) verranno calcolati anche sulla base di parametri come l'andamento demografico, l'aspettativa di vita, il PIL, gli obiettivi di bilancio del governo... Se l’economia e il bilancio dello Stato andranno male le pensioni diminuiranno. E con questi ladroni e incapaci che si aumentano continuamente lo stipendio può mai, il bilancio, andare “bene” ?

  • Mettono i contributi previdenziali figurativi (che in un sistema a capitalizzazione servono a ben poco) per i precari, ma mantengono integralmente il precariato (Pacchetto Treu e Legge Biagi). De-tassano gli straordinari (di cui già oggi i padroni abusano per evitare di assumere i lavoratori); consentono l’uso di CFL oltre i 3 anni; annullano la tassazione per i premi aziendali. Eh sì, una bella lotta contro la precarietà, non c’è che dire !

  • Dopo le mille “accorate” dichiarazioni sui lavori usuranti che dovevano essere esclusi dalla contro-riforma viene fuori che i soldi a disposizione sono fissi (massimo 5.000 lavoratori all’anno). Se gli “aventi diritto” sono di più scatta una “lista di priorità” ovvero una “guerra tra poveri” (e usurati). Non è vergognoso, pensando ad esempio all’aumento del 13% delle spese militari nella finanziaria 2007 ? Lì i soldi non mancavano.

  • Le “finestre” per andare in pensione aumentano da 2 a 4 ma vengono inserite anche per le pensioni di vecchiaia (neppure Maroni ci aveva pensato che si potevano spremere anche i pensionandi più poveri). I ritardi di questi “pensionandi” sono a tutti gli effetti innalzamenti di età pensionabile e i soldi risparmiati andranno a pagare i 5.000 usurati all’anno che vanno in pensione.

Questa contro-riforma è un ennesimo attacco alla previdenza pubblica, un ennesimo peggioramento del trattamento pensionistico dei lavoratori per spingerli ulteriormente nella fauci dei pescecani di borsa con i loro Fondi Pensione Integrativi (che i lavoratori hanno bocciato anche recentemente rifiutandosi in massa di destinarvi il proprio TFR e dribblando l’ignobile truffa del silenzio-assenso anticipata dal governo Prodi al 2007, quando persino Maroni la prevedeva al 2008).

Ovviamente, questa operazione sporca viene fatta alla fine di luglio, alla vigilia della chiusura delle fabbriche, per impedire la sollevazione dei lavoratori che si pensa, a settembre, dopo le ferie, saranno meno incazzati.
Beh, anche a causa di questa “previsione” dei “nostri” politici, sindacalisti e padroni, noi siamo (e saremo) incazzati ancora di più.

Chiediamo i referendum nei luoghi di lavoro (che il sindacato cercherà, come sempre, di truccare) ma vogliamo, soprattutto una lotta senza quartiere contro questo ceto di parassiti che specula e ingrassa sulle spalle di pensionati, lavoratori, precari.

PRIMOMAGGIO
WEB: http://xoomer.virgilio.it/pmweb

Redazione della Toscana
VIAREGGIO (LU), Via IV novembre 51
RONCHI, MARINA DI MASSA (MS), Via stradella 57d
TEL: 339.4505810, 339.6473677
EMAIL: primomaggio.info@virgilio.it

Redazione del Veneto
SCHIO, (VI), Piazzetta San Gaetano 1
TEL: 348.2900511, 340.4063172
EMAIL: primomaggio.veneto@libero.it

PRIMOMAGGIO è un collettivo di lavoratori e lavoratrici, precari e disoccupati che produce un foglio aperiodico distribuito nei luoghi di lavoro. Se vuoi collaborare entra in contatto con le sedi delle redazioni.


Dopo il flop dei fondi pensione
(solo 4 lavoratori su 100 hanno rinunciato al TFR)

Cgil-Cisl-Uil-Ugl firmano senza alcun mandato la
controriforma pensionistica di Prodi,
peggiore di quella di Maroni

  • 2008: 58 anni e 35 di contributi, luglio 2009: 59 e 36, 2010: 60 e 35, 2013: 61 e 36 (o 62 e 35) per andare in pensione.

  • lavori usuranti: chi ne ha diritto sarà deciso in futuro, il costo sarà tutto a carico dei lavoratori (cui la finanziaria ha già aumentato i contributi pensionistici).

  • dal 2010 saranno modificati i coefficienti del sistema contributivo, con una riduzione del 6-8% delle pensioni Inps e delle pensioni integrative, anch’esse agganciate. Dal 2013 i coefficienti saranno riesaminati ogni 3 anni, non più ogni 10.

Più uno è giovane, più gli riducono la pensione, più gli allungano l´età lavorativa, più gli aumentano i contributi.

OGGI E´ PRECARIO IL LAVORO,
DOMANI LA PENSIONE

  • No alla privatizzazione delle pensioni pubbliche

  • Abolizione secca dello scalone e diminuzione dell’età per andare in pensione

  • No al taglio delle pensioni (con la modifica dei coefficienti)

  • SI a consistenti aumenti delle pensioni per poter vivere

  • Ripristino del sistema di calcolo retributivo

  • Contributi a carico del padronato per i periodi di disoccupazione dei precari

REFERENDUM ANTIDEMOCRATICO

Il referendum sull'ccordo sarà antidemocratico perché fatto senza regole. Chi si oppone non può neanche verificare i voti. E’ come se alle elezioni l'opposizione non potesse partecipare allo spoglio delle schede.

A settembre sciopero generale contro l´accordo

Contro l´accordo-truffa sulle pensioni la lotta è già cominciata!

Lo Slai Cobas, che ha già indetto scioperi alla Fiat di Pomigliano e in altre fabbriche, propone di organizzare a settembre una grande mobilitazione unitaria.

LAVORO STABILE, SALARIO, DIRITTI

Slai Cobas
www.slaicobas.it

25 luglio 2007


CONTRO L’ACCORDO SULLE PENSIONI - CONTRO L’ATTACCO AI SALARI

Cigl-Cisl-Uil prima e Ugl poi, senza alcun mandato da parte dei lavoratori, hanno sottoscritto l’accordo sulle pensioni che sarà “perfezionato” lunedì 23/7/2007. Al di là di tutte le polemiche di questi giorni, governo e opposizione sono concordi sulla necessità di tagliare ulteriormente le pensioni, di allungare la vita lavorativa altrui e di comprimere i salari, usando così le disponibilità economiche risultanti per coprire i conti pubblici.
Per sostenere questa necessità entrambi si sono appellati alla necessità di un sistema pensionistico “più giusto” (ma per chi?) e sulla difesa delle nuove generazioni e così garantire loro una pensione in vecchiaia.

Ma le nuove generazioni avranno il sistema di calcolo pensionistico contributivo, per cui la loro pensione sarà calcolata in base ai contributi versati e non col sistema a ripartizione attuale. Questo significa che risparmiando sulle pensioni oggi non ci sarà alcun contributo per le pensioni di domani. I “risparmi” sulle nostre pensioni saranno utilizzati per altri sgravi fiscali ai padroni, l’assistenza e le ristrutturazioni.

I lavoratori, in modo particolare i giovani, pagheranno due volte: la prima con una riduzione delle pensioni e l’aumento della vita lavorativa, la seconda finanziando il padronato che li sfrutta e li precarizza .

L’ammorbidimento dello scalone è uno specchietto per le allodole, che nasconde l’obiettivo di modificare i coefficienti per ridurre le pensioni, demandato ad un’apposita commissione.

I tre anni di riduzione dell’età pensionabile per i lavori usuranti sono nuovamente demandati ad una futura analisi, come avviene da anni, mentre nei posti di lavoro la produttività aumenta logorando i fisici e la salute dei lavoratori e mietendo sempre più vittime del lavoro.

Quest’accordo è un altro passo verso il tentativo di privatizzare definitivamente le pensioni, nonostante il flop del versamento del TFR nei fondi pensione, cui hanno aderito solo 4 lavoratori su 100, pur con un’impressionante campagna a seno unico, finanziata con milioni di euro (risparmiati dalle pensioni?).

Di fronte a questo accordo, come sempre a luglio, va registrato il fallimento dell’intera sinistra governativa e “radicale”, che avanza dubbi e perplessità da presentare in parlamento. La sua illusione di una “gestione più equa e sociale” del capitalismo italiano si infrange sui risultati che Montezemolo e la Confindustria portano a casa, incassando così l’appoggio dato al centro sinistra alle elezioni politiche.

La polemica politica su quest’accordo, in cui il centro sinistra vorrà far credere che ha reso più “eque le pensioni” e il centro destra che si sono persi i vantaggi acquisiti e peggiorati i conti pubblici, non nasconde il fatto che quest’accordo peggiora il sistema pensionistico più di quanto abbia fatto la controriforma Maroni.

Lo Slai Cobas si schiera risolutamente contro questo accordo e appoggerà tutte le mobilitazioni contro di esso che si svilupperanno nei posti di lavoro. Si impegna fin d’ora per preparare una forte mobilitazione unitaria e nazionale da costruire alla ripresa del lavoro, dopo le ferie, per contrastare la controriforma pensionistica e rilanciare l’iniziativa sul salario e contro la precarietà.

La mobilitazione già comincia: sabato 21 luglio lo Slai Cobas contro l’accordo truffa sulle pensioni ha indetto otto ore di sciopero (dalle 6.00 alle 14.00) dei lavoratori della Fiat e delle collegate aziende terziarizzate di Pomigliano d’Arco.

SCIOPERO GENERALE A SETTEMBRE

20/7/2007

Slai Cobas


Flop dei fondi pensione
Solo 4 lavoratori su 100
hanno rinunciato al TFR

[17 luglio 2007]


TUTTI CONTRO I LAVORATORI!!!

Sull’attuale discussione della riforma delle pensioni si gioca un grandissimo scontro politico che vede come preda già definita le sole classi lavoratrici che ancora una volta sono lasciate sole da destra e da sinistra per essere immolate (politicamente) sull’altare del capitalismo.
Parlamentari di destra e di sinistra, commercianti, artigiani, confindustria, banca europea, banca mondiale, giornalisti, economisti, sindacalisti. In parole povere tutti i parassiti sociali, che vivono sulle spalle degli operai e dei lavoratori che producono la ricchezza, si schierano, con bugie e propaganda, per farci pagare il prezzo della loro crisi.

ASCOLTIAMOLI!

Rutelli: “non è accettabile che circa il 90% degli italiani va in pensione a 57 anni e poi continua a lavorare” . il sole24h del 6-7-2007. facile per lui che non ha mai lavorato in vita sua.

Di Pietro:” a 58 o 60 anni le persone sono in piena efficienza psico-fisica,non si può pesare sulle spalle delle generazioni future”.il sole 24h 4luglio2007.

Bonino: “Superare lo scalone spendendo tra i 5 e i 7 miliardi per un problema che riguarda 120.000 persone è una follia”. Il sole 24h, 4 luglio2007.

Dini: “se è così(leggi superamento dello scalone) io non voto la riforma. La caduta di Prodi? Sono affari suoi…”. Per uno che prende 7500€ al mese di pensione senza quello di parlamentare e che ha fatto la riforma del 1996 che ha tolto la pensione ai giovani è quanto meno arrogante e sfacciato contro chi lavora.

Dalema: “ non abbiamo i soldi per abolire lo scalone”. Un’ altro parassita sociale di “sinistra” che si schiera contro i lavoratori.

Questi sono i “migliori”. Poi ci sono quelli che stanno giocando, ideologicamente e propagandisticamente insieme a questi, per mettere i figli contro i padri e non contro l’ attuale sistema economico-sociale che non è più in grado di creare posti di lavoro perché pensano solo a riempire il loro portafoglio.
Poi c’è tutta una schiera di parassiti che pur di dimostrare che l’ abolizione dello scalone crea un deficit non sopportabile perle casse dello stato c’è la mette tutta a dire bugie.
A smentire questi parassiti ci pensa un loro pari, Giuliano Amato, che afferma:
“abbiamo fatto le riforme sulle pensioni più significative d’ Europa. Forse pochi sanno che dal punto di vista della spesa previdenziale l’Italia è messa molto meglio di tanti altri paesi europei.”il sole 24h,11-7-2007
Quindi tutta la propaganda che viene fatta in questi giorni,secondo la quale, il superamento dello scalone costerebbe 10 miliardi di€ annui sono pura fantasia, che serve solo a rendere plausibile verso i lavoratori l’ accettazione della riforma.

L’ INPS E’ IN ATTIVO PER CIRCA TRE MILIARDI DI €.

Intanto si prospetta una “riforma” delle pensioni anche per i nostri “amati” parlamentari.
Anziché prendere la pensione dopo due anni e mezzo la prenderanno solo dopo cinque anni ,ma attenzione , a 65 anni di età. Poveretti. Però dal primo gennaio 2008 non avranno più i rimborsi per viaggi di studio all’ estero, udite, udite, pari a 3100€ mensili. Ma quanto magnano questi.
Lavoratori. Queste poche righe dimostrano che abbiamo bisogno di ricostruire un nostro partito ed un sindacato di classe che abbia come prospettiva l’ instaurazione di un altro sistema economico-sociale per toglierci di dosso queste piattole sociali che ci succhiano il sangue.
*PER IL RIPRISTINO DEL SISTEMA RETRIBUTIVO.
*PER IL MANTENIMENTO DEI 35 ANNI DI CONTRIBUTI PER ANDARE IN PENSIONE.
*NO AL TFS GIOCATO IN BORSA.

Rho,13-7-2007

DELEGATI SLAI-COBAS -A.O. SALVINI.


30 giugno: scadono i termini imposti per la destinazione del TFR (volantino uscito dall'assemblea del 14 giugno)
assemblea RSU su TFR e previdenza: mozione presentata all’assemblea di delegati e lavoratori - Milano - 14 giugno 2007
30 giugno: scadono i termini per la scelta del TFR (13 video clips sul TFR)
Giovedì 14 giugno ’07 ore 21 ASSEMBLEA PUBBLICA presso la sede RSU del Comune di Milano
Lascia il tuo TFR in azienda: mercoledì 13 giugno Assemblea Pubblica a Cologno Monzese
8 giugno a Rovereto: L’attacco al TFR ed alle pensioni pubbliche, due facce della stessa medaglia! (Dibattito pubblico organizzato dal Comitato Trentino contro lo scippo del TFR ed in difesa delle Pensioni Pubbliche)
30 GIUGNO: SCADONO I TERMINI PER LA SCELTA DEL TFR
TFR: che fare? Sabato 26 maggio a Sassuolo incontro organizzato dal Coordinamento contro lo scippo del TFR di Modena
TFR Cosa sta succedendo? - Assemblea mercoledì 9 maggio a Bologna organizzata dal Comitato TFR di Bologna
GIÙ LE MANI DAL TFR DEI LAVORATORI - Assemblea Pubblica martedì 8 maggio 2007 ore 21.00 – Piadena (CR)
NO ALLO SCIPPO DEL TFR - 27 aprile a Trento INCONTRO/DIBATTITO organizzato dal Comitato contro lo scippo del TFR di Trento
I lavoratori dicono NO allo Scippo del TFR - Nei primi tre mesi del 2007 i nuovi iscritti ai fondi pensione sono solo l’uno per cento!
Giù le mani dal TFR dei lavoratori - ASSEMBLEA PUBBLICA GIOVEDÌ 19 APRILE 2007 ORE 21.00 – SORESINA (CR)
Costituito a Trento il "COMITATO TRENTINO CONTRO LO SCIPPO DEL TFR"
Come compilare i moduli per non farsi fregare il TFR (dal Comitato provinciale di Cremona contro lo scippo del TFR)
Comunicato stampa sull'iniziativa "Contro lo scippo del TFR" organizzata a Carpi il 24 marzo
Milano: iniziative del 23 e 24 marzo contro lo scippo del TFR e per il rilancio della previdenza pubblica
TFR: dopo l’esposto penale dello Slai Cobas la CISL esce da UNIONVITA
Venerdì 23 Marzo ore 10 a Milano: Presidio presso la sede RAI, contro lo scippo del TFR e per il rilancio della previdenza pubblica
Assemblea pubblica sul TFR a Cremona il 23 marzo e a Crema il 24 marzo
"Assemblea - Pubblico dibattito" sul TFR a Trento il 30 marzo
Fondi Pensione inglesi: licenziamenti in 1.535 società!
Appello contro lo scippo del TFR e per il rilancio della previdenza pubblica (Conf. Cobas - CUB - SdL - SLAI Cobas)
23-24 Marzo: giornate di Mobilitazione Nazionale in difesa del TFR e per il rilancio della previdenza pubblica (organizzate da Conf. Cobas, CUB, SdL, SLAI Cobas)
Presidio e assemblea pubblica sul TFR Sabato 24 Marzo a Carpi
Guida alla compilazione dei moduli per la scelta del TFR
Pensa al tuo futuro, conserva il TFR, non versarlo nei fondi pensione! (SLAI Cobas Milano)
Giù le mani dal TFR (Comitato provinciale di Cremona contro lo scippo del TFR e per il rilancio della previdenza pubblica)
8 marzo, tfr e fondi pensione
TFR: smascheriamo la truffa dei Fondi Pensione (assemblea pubblica 9 marzo a Prato)
Nasce anche a Bologna il Comitato cittadino contro lo scippo del TFR
CRACK di 42.285 AZIENDE sui mercati finanziari - IL BUCO VERRA' COPERTO CON IL FURTO DEL TFR
Costituiamo il Comitato Contro lo Scippo del T.F.R. (assemblea pubblica 3 marzo a Piombino)
Mobilitazione nazionale contro il furto del TFR il 23 e 24 marzo
Milano si mobilita contro lo scippo del TFR
Crack del Fondo Pensione del Teatro Carlo Felice
No allo scippo del TFR (Assemblea pubblica a Modena il 28-2-2007)
Sportello consulenza sul TFR
Diciamo NO alla truffa dei Fondi Pensione! Ribelliamoci al furto del nostro TFR! (documento dello SLAI Cobas di Prato)
Prima di gettar via il TFR ... (Dibattito pubblico a Trento il 23/2/2007)
Assemblea pubblica su TFR e Fondi pensione a Chieti il 24/2/2007
Damiano in conflitto d'interessi sul TFR
7 febbraio a Milano: manifestazione e denuncia di massa contro lo scippo del TFR
Esposto su TFR: disinformazione, conflitti d'interessi, consenso forzato (7-2-2007)
Testo dell'esposto alla Procura della Repubblica su TFR e Fondi pensione
Comunicato stampa sull'esposto alla Procura della Repubblica (6-2-2007)
Notizie false e tendenziose sul deficit dell'INPS
Crack del Fondo pensione CARIPLO
Moduli da utilizzare per il rifiuto del versamento del TFR ai fondi pensione
Numero speciale del Giornale Nazionale interamente dedicato al TFR (Documento in formato PDF - 441 KB)
Comunicato stampa sull'esposto alla Procura della Repubblica (25-1-2007)
Documento dello SLAI Cobas SOGEI sui Fondi Pensione
Documentazione di archivio su Riforma delle pensioni e TFR

assemblea RSU su TFR e previdenza
mozione presentata all’assemblea di delegati e lavoratori - Milano - 14 giugno 2007

Le delegate e i delegati RSU, le lavoratrici e i lavoratori, le organizzazioni presenti all’assemblea tenutasi presso la sede RSU del Comune di Milano il 14 giugno, ritengono necessario un percorso di lotta e mobilitazione per difendere la pensione pubblica e per impedire l’innalzamento dell’età pensionabile e l’abbassamento delle pensioni che il governo Prodi intende realizzare entro questo giugno.

Occorre perciò una mobilitazione a partire dai posti di lavoro, aperta e senza preclusioni, che tenda a contrastare l’attacco complessivo contro i lavoratori e, nello specifico delle pensioni, per:

L’assemblea ritiene che le adesioni coatte ai fondi pensione imposte con il silenzio-assenso debbano essere annullate e che debba essere ottenuta la possibilità di recesso dai fondi di chi ha deciso di versarvi il TFR. L’obbiettivo dall’apertura di vertenze ed azioni di lotta deve rientrare nei nuovi compiti improrogabili.

L’assemblea ritiene quindi indispensabile:

Per l’immediato l’assemblea si riconvoca lunedì 18 giugno alle 21, nella stessa sede RSU del Comune di Milano, per dar vita a un coordinamento operativo, realizzare un volantinaggio di massa per la prossima settimana e organizzare un presidio su TFR e difesa della pensione pubblica, con gli obbiettivi di:

  1. fare un ulteriore sforzo affinché la gran parte delle lavoratrici e dei lavoratori non rimanga prigioniera del trasferimento del TFR attraverso la trappola del silenzio-assenso

  2. costruire iniziative di lotta e sciopero contro le politiche di controriforma pensionistica del governo, e, laddove le RSU siano già in grado di realizzarle, proclamarle per il 21 e 22 in contemporanea alle iniziative dei metalmeccanici (per diffondervi questi contenuti) e prepararsi ad una mobilitazione nazionale.

  3. costruire un’iniziativa forte in prossimità dell’apertura del tavolo sulla previdenza - ricercata attraverso un ampia convergenza con organismi sindacali e di lotta che si oppongono alla privatizzazione delle pensioni - che sappia rilanciare e mettere in campo una propria autonoma proposta in difesa della pensione pubblica, discussa e condivisa con tutti i lavoratori.

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30 giugno: scadono i termini per la scelta del TFR

 

 Se non farai alcuna scelta (silenzio-assenso) o se aderirai ai fondi pensione il tuo TFR verrà versato per sempre in un fondo e non potrai mai più cambiare idea.

 

 Il fondo pensione subordina la tua pensione all’andamento dei mercati finanziari. Se vanno male puoi perdere fino a tutto il TFR che ci hai investito.

 

 Anche in Italia i fondi pensione hanno già oggi problemi: quello della Comit è “fallito” (e i pensionati non percepiscono più un euro), quello della ex IBI (Cariplo fin dal 1991) è commissariato, quello del Teatro Carlo Felice ha fatto crack, ...

 

 Governo (e opposizione), padroni e sindacati, che ti invitano ad aderire, sono nei consigli di amministrazione dei fondi pensione, delle banche depositarie, delle società di gestione che investiranno nelle Borse il TFR e in quello del Covip (che dovrebbe vigilare sui fondi pensione).

 

 A parità di contributi versati una donna riceverà una rendita inferiore del 30% rispetto a un maschio (per la maggior aspettativa di vita). In caso di licenziamento dovrai aspettare 4 anni (di disoccupazione continuativa) per avere indietro la tua quota dal fondo pensione!

 

 Il TFR è certo e sicuro, è rivalutato e garantito per legge (anche in caso di fallimento dell’azienda o di mancato versamento dei contributi). Se cambi lavoro o sei licenziato hai diritto ad avere subito tutto il tuo TFR.

 

 Non aderire ai fondi pensione e, se nel passato hai versato una quota del tuo tfr nei fondi, limitati a confermare quella percentuale (la legge ti impedisce di cambiare idea)!

 

 Chi ieri ti ha tagliato le pensioni vuole oggi farti aderire ai fondi. A giugno il governo ridurrà ancora il rendimento delle pensioni, con l’ennesima controriforma. 

 

 Mobilitiamoci per il ripristino del calcolo retributivo delle pensioni, per diminuire l’età pensionabile, per i salari, per i diritti nei posti di lavoro, per un lavoro stabile e sicuro, contro la precarietà.

 

PENSA AL TUO FUTURO, CONSERVA ILTFR, 

NON VERSARLO NEI FONDI PENSIONE!

 

Informazioni sul TFR nei nostri siti: www.slaicobas.it e www.slaicobasmilano.org. Sul sito www.youtube.com/ digitando nel campo ricerca (search) slai cobas troverai una raccolta di video  sul TFR

 

Tutto sul TFR: Tredici Video Clips!

Tredici Video Clip realizzati dallo SLAI Cobas per dare un'informazione completa contro la disinformazione e il bombardamento per adescare i lavoratori nei Fondi Pensioni.

www.youtube.com/slaicobas

 

TFR 1: Cosa sono i Fondi Pensioni e lo scippo del TFR

TFR 2: Storia della Riforma e del Fondo Pensione

TFR 3: Meccanismo dei Fondi Pensioni e la truffa finanziaria

TFR 4: Fallimento dei Fondi Pensione e Crack Finanziari

TFR 5: Che tipo di pensione ci sarà se tutto andrà bene?

TFR 6: L'inganno dell'agevolazio ni fiscali e detrazioni

TFR 7: Il Conflitto d'interesse nei Fondi Pensioni

TFR 8: Rischi, costi gestione, rivalutazioni economiche

TFR 9: Il legame perverso tra lavoratore e azienda

TFR 10: Le Falsità sul deficit dell'INPS

TFR 11: Precariato e Fondi Pensioni

TFR 12: Pubblico Impiego, Fondi Pensione e TFS

TFR 13: Esposto Penale SLAI Cobas sullo scippo del TFR

 

 

Slai Cobas

Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale

giugno 2007

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dal rifiuto del gioco in borsa di una parte del nostro salario,
all’opposizione contro l’ennesimo taglio delle pensioni

30 GIUGNO: SCADONO I TERMINI IMPOSTI
PER LA DESTINAZIONE DEL TFR

I lavoratori devono collegare il NO al versamento del TFR nei fondi pensione
all’opposizione alla trattativa per il taglio della pensioni in corso tra governo e sindacati.
Contro l’aumentare della precarietà di tutti i lavori,
contro la precarizzazione e privatizzazione delle pensioni.

Giovedì 14 giugno ’07 ore 21

ASSEMBLEA PUBBLICA

Presso la sede RSU del Comune di Milano, via Borsieri, 4
(MM Garibaldi – sottopasso stazione fino in via Pepe)

Questa volta non c’è nemmeno stata la pantomima di una “democratica” consultazione tra tutti i lavoratori, e il confronto in corso tra Governo e Cgil Cisl Uil ha già generato prese di posizione di tutto rilievo da parte di organismi sindacali più combattivi e scioperi in numerose aziende.

Del resto è ormai evidente quale sia la proposta del Governo: un graduale peggioramento dei coefficienti di rendimento (diminuendo così le pensioni pubbliche) e l’aumento graduale dell’età per il pensionamento.

Una proposta e un’impostazione che vanno contrastati!!!

Dobbiamo ricercare un’ampia convergenza per un’immediata proclamazione di uno “sciopero generalizzato”, dove i lavoratori, le RSU, gli organismi di lotta e sindacali che si oppongono alla privatizzazione delle pensioni, costruiscano e mettano in campo una propria autonoma proposta in difesa della pensione pubblica, discussa e condivisa con tutti i lavoratori.

Milano, 6/6/2007

Promuovono l’assemblea i lavoratori e i delegati RSU (prime adesioni):

Dell'Orfano Massimo A.S.P. Golgi Readelli; Totaro Daniele A.T.M.; Pierpaolo Sali Alcatel Vimercate, Orsini Gino Az. Ospedaliera Salvini; Maccarello Paolo Bormioli Cernusco S/N; Falcone Laura, Maria Destefani Colser; Negri Giovanni Comune di Cologno Monzese; Ascolese Vittorio, Beppe Bettenzoli, Bettini Ivan, Cusimano Antonio, Michelino Alberto, Michelino Michele, Arnaldo Monga, Giovanni Santoni, Vito Summa Comune di Milano; Placenotti Yuri, Adriano Fregoni DOM-PLA; Rocco Capalbo Dufrital; Parascandolo Carlo, Sbarra Raffaele FFSS; Renato Pomari IBM Vimercate; Piccoli Luca Industriale Chimica; Rizzo Francesco Intesa Sanpaolo; Fabrizio Muolo, Leonardo Procopio, Alessandro Imbriani Ipercoop Bonola; Amato Giuseppina Istituti Clinici Perfezionamento; Maestri Roberto Italtel; Casamassima Paolo Mediaset; Cunati Silvano, Carvelli Salvatore Provincia di Milano; Binosi Giuseppe, Milani Aldo, Pace Daniele, Pinotti Arturo, Sacchi Marco, Salvi Michele Regione Lombardia; Nicosia Umberto Sea Linate; Ardis Andrea, Lauriola Annarosa, Magri Roberto Sea Malpensa; Maria Schinaia Sodexho; Di Giorgio Fulvio Uffici Giudiziari Crema; Iovane Roberto VLM.

Hanno comunicato il loro sostegno all’iniziativa:

“Ancora in marcia” rivista dei macchinisti delle FFSS, Confederazione Cobas, Coordinamento Milanese di Solidarieta' “dalla parte dei lavoratori”, Dipartimento Sindacale del Partito di Alternativa Comunista, Rete 28 Aprile – Milano, SdL-intercategoriale, Slai Cobas.

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GIÙ LE MANI DAL TFR DEI LAVORATORI
SMASCHERIAMO LA TRUFFA DEI FONDI PENSIONE

ASSEMBLEA PUBBLICA
MARTEDÌ 8 MAGGIO 2007 ORE 21.00 – PIADENA (CR)
presso sala pubblica del Comune di Piadena

Presentazione di Fulvio Di Giorgio– Relazione di Carmine Fioretti
A seguire interventi di operai e lavoratori

FACCIAMO APPELLO AI LAVORATORI/TRICI, AI DELEGATI DELLE RSU, ALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI/SOCIALI/POLITICHE E ALLE SINGOLE SOGGETTIVITÀ AD ADERIRVI E PARTECIPARE

Vogliono mettere le mani sulle liquidazioni dei lavoratori, trasferendoli sui fondi da investire in borsa, raccontandoci la favola che solamente così potremo avere una pensione decente. Il vanto di Cgil-Cisl-Uil è che ultimamente alcuni Fondi hanno reso più del TFR. Ma è uno specchietto per le allodole; si tratta dei Fondi con investimenti a rischio, gli altri rendono poco e il gioco di mercato non ci dà alcuna garanzia.
Il TFR ha un rendimento certo e garantito per legge (1,5% + 75% dell'inflazione ISTAT ogni anno).
La difesa delle nostre pensioni può avvenire soltanto riprendendo la lotta. Il nostro obiettivo non è solo una campagna limitata a far firmare ai lavoratori il rifiuto di aderire ai fondi, ma di costruire una più ampia mobilitazione che, partendo da questa scadenza imposta dal governo, si colleghi alla questione più generale della difesa delle pensioni pubbliche rivendicando il ripristino del sistema di calcolo retributivo, la diminuzione dell’età pensionabile, l´opposizione alla trattativa in corso per la diminuzione delle pensioni, ...), alla Finanziaria, alla precarietà del lavoro e del salario, al nuovo accordo sul costo del lavoro, alle liberalizzazioni.

SMASCHERIAMO E DENUNCIAMO
La truffa del silenzio-assenso, per fregare i lavoratori. La campagna di stampa di Lorsignori su giornali e tv pagata da pantalone; il silenzio stampa su chi dissente. La volontà di padroni e banchieri di prendersi i nostri risparmi per alimentare i loro sempre più asfittici mercati finanziari.

LAVORATORI E PENSIONATI RIBELLIAMOCI
SI A PENSIONI PUBBLICHE DIGNITOSE !
NO ALLO SCIPPO DEL TFR ! NO AI FONDI PENSIONE PRIVATI !

Comitato Provinciale di Cremona contro lo scippo del TFR e per il rilancio della previdenza previdenza pubblica

Hanno finora aderito: C.U.B. – S.L.A.I. Cobas - S.d.L. – A.L. Cobas – Delegati RSU e Lavoratori della Prov. di Cremona.
e-mail controloscippodeltfr@libero.it Tel. 3335986270 – 3400583639

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NO ALLO SCIPPO DEL TFR
INCONTRO / DIBATTITO

interverranno rappresentanti del
Comitato contro lo scippo del TFR e per la difesa delle pensioni pubbliche

SALA PUBBLICA “CASA EX OTTAVIO” di Albiano
venerdì 27 aprile 2007 alle ore 20.30

IL 30 GIUGNO E’ VICINO
SE DECIDI DI VERSARE IL TUO TFR NEI FONDI PENSIONE
NON POTRAI TORNARE INDIETRO

Il silenzio-assenso non è forse un modo per imbrogliarmi nel caso che mi dimentichi di firmare e consegnare il modulo con cui devo dire che non voglio che il mio TFR venga dato ai fondi pensione?

Togliermi il TFR per avere una pensione decente è la mossa giusta per la mia vecchiaia, o è al servizio degli interessi di vecchi e nuovi affaristi e speculatori?

Se il mio TFR va ai fondi pensione chi mi potrà garantire il rendimento? Ed in caso di crolli dei valori dei fondi pensione sui mercati azionari chi mi garantisce che il governo in carica non mi imporrà di aggiungere una parte ulteriore del mio stipendio dicendomi che è l’unico modo per evitare di perdere tutto il TFR investito?

Chi può garantirmi che le scelte d’investimento dei fondi saranno fatte in funzione dei miei interessi di lavoratore quando dal meccanismo dei fondi pensione vogliono guadagnare i sindacalisti ed i padroni che compongono i consigli di amministrazione?

Con i fondi pensione si creeranno fondi d’investimento a carattere speculativo che dovranno competere con banche, finanziarie e giganteschi fondi pensione di altre potenze ben più forti di quella italiana. Chi mi garantirà che tutto non finirà come con la Parmalat?

In caso di licenziamento non avrò più il mio TFR, se l’indennità di disoccupazione non arriva presto e non ho dei risparmi messi da parte chi penserà a me? Forse i sindacalisti ed i padroni?

E’ giusto che alle donne venga dato un rendimento minore sul TFR versato nei fondi pensione,inferiore del 30% rispetto agli uomini a parità di contribuzione, e questo solo perché hanno una prospettiva di vita più lunga?

Se hai dei dubbi o vuoi avere altre informazioni sulla questione TFR, è stato costituito un Comitato aperto a tutti/e presso la sede SLAI COBAS di Via degli orti, 24 – Trento tnslai@tin.it tel 3482448231.

Comitato contro lo scippo del TFR e per la difesa della pensione pubblica
Tn 17/04/07 via Orti 24

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Comunicato Stampa

GIÙ LE MANI DAL TFR DEI LAVORATORI
SMASCHERIAMO LA TRUFFA DEI FONDI PENSIONE

ASSEMBLEA PUBBLICA
GIOVEDÌ 19 APRILE 2007 ORE 21.00 – SORESINA (CR)
presso il Circolo ARCI
Via Bertesi, 2
Presentazione di Fulvio Di Giorgio– Relazione di Carmine Fioretti
A seguire interventi di operai e lavoratori

FACCIAMO APPELLO AI LAVORATORI/TRICI, AI DELEGATI DELLE RSU, ALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI/SOCIALI/POLITICHE E ALLE SINGOLE SOGGETTIVITÀ AD ADERIRVI E PARTECIPARE

Vogliono mettere le mani sulle liquidazioni dei lavoratori, trasferendoli sui fondi da investire in borsa, raccontandoci la favola che solamente così potremo avere una pensione decente. Il vanto di Cgil-Cisl-Uil è che ultimamente alcuni Fondi hanno reso più del TFR. Ma è uno specchietto per le allodole; si tratta dei Fondi con investimenti a rischio, gli altri rendono poco e il gioco di mercato non ci dà alcuna garanzia.
Il TFR ha un rendimento certo e garantito per legge (1,5% + 75% dell'inflazione ISTAT ogni anno).
La difesa delle nostre pensioni può avvenire soltanto riprendendo la lotta. Il nostro obiettivo non è solo una campagna limitata a far firmare ai lavoratori il rifiuto di aderire ai fondi, ma di costruire una più ampia mobilitazione che, partendo da questa scadenza imposta dal governo, si colleghi alla questione più generale della difesa delle pensioni pubbliche rivendicando il ripristino del sistema di calcolo retributivo, la diminuzione dell’età pensionabile, l´opposizione alla trattativa in corso per la diminuzione delle pensioni, ...), alla Finanziaria, alla precarietà del lavoro e del salario, al nuovo accordo sul costo del lavoro, alle liberalizzazioni.

SMASCHERIAMO E DENUNCIAMO
La truffa del silenzio-assenso, per fregare i lavoratori. La campagna di stampa di Lorsignori su giornali e tv pagata da pantalone; il silenzio stampa su chi dissente. La volontà di padroni e banchieri di prendersi i nostri risparmi per alimentare i loro sempre più asfittici mercati finanziari.

LAVORATORI E PENSIONATI RIBELLIAMOCI
SI A PENSIONI PUBBLICHE DIGNITOSE !
NO ALLO SCIPPO DEL TFR ! NO AI FONDI PENSIONE PRIVATI !

Comitato Provinciale di Cremona contro lo scippo del TFR e per il rilancio della previdenza previdenza pubblica

Hanno finora aderito: C.U.B. – S.L.A.I. Cobas - S.d.L. – A.L. Cobas – Delegati RSU e Lavoratori della Prov. di Cremona.
e-mail controloscippodeltfr@libero.it Tel. 3335986270 – 3400583639

15 febbraio 2007

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COMUNICATO STAMPA

Venerdì 30 marzo in occasione di un incontro-dibattito pubblico tenutosi, in V.Orti 24 a Trento presso la sede dello Slai Cobas, contro la campagna messa in atto da CGIL-CISL-UIL a favore della destinazione del TFR nei fondi pensione, i lavoratori presenti hanno dato vita ad un “COMITATO CONTRO LO SCIPPO DEL TFR”.
Si tratta di un comitato ad adesione individuale che raccoglie e intende raccogliere lavoratori provenienti da diverse esperienze e realtà lavorative, politiche e sindacali, che ritengano importante e necessario dare il proprio personale contributo alla costruzione di iniziative in difesa dei loro reali interessi.
L’attacco in atto al TFR ed alle pensioni pubbliche, s’inserisce in un quadro generale di attacco alle condizioni di vita e di lavoro di milioni di lavoratori, di donne, di giovani e di disoccupati. I salari sono sempre più bassi a fronte di una vertiginosa crescita del costo della vita. I lavoratori pagano sempre più tasse.
Contemporaneamente i servizi sociali pubblici, la sanità, l’assistenza agli anziani, la scuola, i trasporti, ecc., vengono smantellati e privatizzati e lo Stato alleva una schiera parassitaria di politici e di burocrati.

Per iniziare a costruire iniziative contro lo scippo del TFR, in difesa della pensione e dei servizi sociali pubblici, il comitato si riunirà VENERDÌ 6 APRILE ALLE ORE 20.30 IN V.ORTI 24 A TRENTO (terzo piano).

COMITATO TRENTINO CONTRO LO SCIPPO DEL TFR

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COMUNICATO STAMPA

Sabato 24 u. s., nell’ambito di una campagna a carattere nazionale indetta dalle organizzazioni del sindacalismo di base , si è svolta a Carpi analoga iniziativa locale, in piazza Garibaldi

“Contro lo scippo del TFR”.

Contro una propaganda univoca in favore del trasferimento del TFR nei fondi pensione, tesa a promuovere le aleatorietà borsistiche (Parmalat, Argentina !!) quale occasione salvifica per le sorti pensionistiche di milioni di lavoratori, sottraendo loro una parte consistente di salario(ex). Inutile la semplice constatazione che basterebbe aumentare la contribuzione conseguente all’incremento della produttività. Aumenta invece il precariato, minando così i principi solidaristici della previdenza pubblica, promuovendo l’innalzamento dell’età pensionistica, quale “inevitabile” rimedio. E’ la politica che accomuna Governi “amici” o meno dei lavoratori nel trasferire le ingenti risorse prodotte dal lavoro, verso la speculazione finanziaria di riferimento: Unipol, Mediolanum ecc. E’ ormai costume mediatico catalogare momenti di comunicazione come questi tra gli “eventi irrilevanti” sul piano sociale. Nel nostro caso, siamo stati liquidati venerdì con un trafiletto (grazie comunque), mentre l’indomani si è taciuto nonostante il buon esito dell’iniziativa che ha visto la partecipazione di molti lavoratori sollecitare un’opinione fuori dal “coro”, peraltro molto avvertita dalle statistiche recenti comparse su La Repubblica, Il Sole 24 Ore, ecc.

Pur consapevoli che la linea editoriale competa esclusivamente al giornale, come lettori delle vostre testate, siamo convinti che l’importanza della notizia riguardi la massa di cittadini interessati, considerando un valore aggiunto quando risultasse scomoda al “potere imperante”. Con tutto il rispetto delle tante disgrazie che affollano le cronache locali, lo “Scippo del TFR” da tanti considerato un’altrettanto grave disgrazia (se non la peggiore) è rimasta ancora una volta emarginata se non occultata. Questo non ci sembra un buon servizio all’informazione…..e alla democrazia. Confidando in uno sguardo più attento verso l’opinione dissonante (maggioritaria) che circonda l’argomento TFR porgiamo i nostri

Cordiali saluti

Carpi 26/3/07

ANARCHICI di CARPI, C.A.M , LOTTA e UNITA’, SLAI COBAS

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Nel quadro delle due giornate di mobilitazione nazionale del 23 e 24 marzo
contro lo scippo del TFR e per il rilancio della previdenza pubblica:

VOLANTINAGGI CONTRO LO SCIPPO DEL TFR

RICORDIAMO IL:

PRESIDIO PRESSO LA SEDE DELLA RAI
DI CORSO SEMPIONE - MILANO
VENERDI' 23 MARZO ORE 10

contro la campagna stampa a senso unico a favore del versamento nei fondi pensione del TFR dei lavoratori

promosso da Confederazione Cobas, CUB, SdL Intercategoriale, Slai Cobas

PARTECIPATE

ogni martedì, dalle 18 alle 20
Sportello di consulenza sul TFR
sede dello Slai Cobas
Viale Liguria 49, Milano
(MM2 Romolo, 90 e 91)
tel 02.8392177
slaicobasmilano@libero.it

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Nel quadro delle due giornate di mobilitazione nazionale del 23 e 24 marzo nazionale
contro lo scippo del TFR e per il rilancio della previdenza pubblica,
indette da Confederazione Cobas, CUB, SdL Intercategoriale, Slai Cobas

PRESIDIO PRESSO LA SEDE DELLA RAI
DI CORSO SEMPIONE - MILANO
VENERDI' 23 MARZO ORE 10

contro la campagna stampa a senso unico a favore del versamento nei fondi pensione del TFR dei lavoratori

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Gran Bretagna: solo nel 2006, con i soldi dei fondi pensione,
i mega fondi speculativi di PRIVATE EQUITY
hanno comprato e smembrato 1.535 società
e hanno licenziato decine di migliaia di lavoratori!

Solo nel 2006 in Gran Bretagna i fondi di private equity “hanno comprato 1.535 società inglesi per 34 miliardi di sterline, portando il totale dei dipendenti delle società controllate a 2 milioni e 800mila, pari al 19% della forza lavoro delle aziende a capitale privato” di tutta la nazione (IlSole24ore,27-2-2007).

“I sindacati” dopo aver fatto scappare i buoi, “sono sul piede di guerra e accusano di «pirateria» e «avidità» i responsabili di fondi come Permira, 3i, Cvc e Apax Partners”… e “accusano i fondi di fare soldi in fretta, portando le società fuori dalla Borsa, potando brutalmente gli organici per ridurre i costi per specularci rivendendole o reimmettendole in Borsa”.
Persino “Paul Myners, ex presidente dei supermarket Marks & Spencer e uno dei padri della riforma delle pensioni britanniche, ha detto al «Financial Times» che i fondi di private equity creano insicurezza ed erodono il benessere dei lavoratori” (IlSole24ore,27-2-2007).

E Lorsignori ci prendono pure in giro dicendo che:
“se da un lato i lavoratori ci rimettono con i licenziamenti, dall'altra ci guadagnano investendo (con i fondi pensione) in fondi che rendono, tra l'altro, licenziando loro colleghi....” (IlSole24ore,27-2-2007)!

  • I fondi di private equity sono megafondi speculativi nei quali investono i super ricchi, i più grossi speculatori del pianeta e - per oltre il 35% del capitale - i fondi pensione.
  • Comprano tutto e poi decidono che cosa fare. Magari dividono l’azienda in tre per venderla meglio, oppure la ristrutturano. E sempre sulla pelle dei lavoratori.
  • Chi ha a che fare con loro li chiama FONDI LOCUSTA perché divorano le aziende.

Secondo il banchiere Giovanni Tamburi, lui stesso presidente di un fondo di private equity (Tip), «sta emergendo una nuova forma di potere, che nei prossimi anni sarà ancora più forte, più grande: quello dei fondi di private equity. Poco a poco stanno diventando una vera potenza. Sono loro ormai a stabilire la geografia economica dei paesi. Sono ricchissimi e di fatto incontrollabili» (AFFARI&FINANZA,26-2-2007).

  • I fondi di private equity «sono pieni di soldi. Quantità quasi inimmaginabili ».
    «Negli Stati Uniti si calcola che i fondi di private equity abbiano, nel loro insieme, disponibilità liquide per qualcosa come 2500 miliardi di dollari», il 50% dei quali arrivano dai fondi pensione.
    «Ma, grazie a questi soldi, possono farsene prestare altri dal mercato finanziario. E questo è .. l’effetto leva. Si stima che possa andare da tre a cinque volte il capitale originario. Insomma, si arriva da sette-otto mila a oltre dodici mila miliardi di dollari. E qui siamo davvero nel campo di cifre mostruose».
  • «In Europa questi fondi sono partiti dopo ma si stima che abbiano già una disponibilità di 500 miliardi di euro», dalla Gran Bretagna alla Germania e ora anche all’Italia. « Se teniamo conto anche di un po’ di effetto leva, ci sono tanti di quei soldi da comperare quindici volte le Generali».
  • Finora nel mondo «nessun soggetto ha mai avuto le disponibilità finanziarie dei fondi di private equity. «E’ un po’ come se avessero inventato la polvere da sparo o la bomba atomica.
    I fondi di private equity sono «sempre alla ricerca di nuove occasioni per fare soldi …. vanno e vengono senza guardare in faccia a nessuno. Anni fa abbiamo dibattuto a lungo sullo strapotere delle multinazionali. Ecco, i fondi di private equity stanno, se possibile, ancora un gradino più sopra. E’ difficile immaginare qualcosa che abbia più potere»(AFFARI&FINANZA,26-2-2007).

Le superspeculazioni dei fondi di private equity, hedge fund e altri tipi di mega fondi, oltre a divorare le aziende come locuste e a buttare sulla strada una marea di lavoratori, stanno preparando il più grande crack della storia, le cui conseguenze faranno impallidire quelle del tracollo nel 1998 negli USA del mega fondo speculativo LTCM che rischiò di travolgere l’intero sistema capitalistico mondiale.
Nelle settimane scorse abbiamo avuto solo un primo sentore di quello che sta per accadere: le Borse mondiali hanno bruciato 1.000 miliardi di dollari in un giorno solo per un piccolo starnuto della (per ora) piccola borsa cinese. Cinque mesi fa l'hedge fund Amaranth (USA) ha mandato in fumo in meno di tre settimane 6 miliardi di dollari su 9 come conseguenza di scommesse sbagliate sui futures del gas, e subito dopo Vega Asset Management ha perso il 75% (cioè altri 6 miliardi di dollari) a seguito di scommesse sbagliate sui titoli del Tesoro USA. E ora c’è chi prevede che “la prossima recessione farà sembrare la Grande Depressione del 1929 una passeggiatina al parco”.

  • SI A PENSIONI PUBBLICHE DIGNITOSE !
  • NO AI FONDI PENSIONE PRIVATI
  • LAVORO STABILE - SALARIO - DIRITTI

Lo Slai Cobas nei giorni scorsi ha presentato un esposto penale contro il furto del TFR.

Leggi il testo integrale dell’esposto.

Milano, 19-3-2007

SLAI Cobas

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23/24 Marzo giornate di Mobilitazione Nazionale
in difesa del TFR e per il rilancio della previdenza pubblica

In Italia c´è una torta potenziale di 21 miliardi di euro annui, costituita dal TFR di quasi 17 milioni di lavoratori e lavoratrici, che sarà amministrata e spartita tra banche, finanziarie, assicurazioni, imprese e sindacati concertativi come Cgil-Cisl-Uil-Ugl. Il governo Prodi ha anticipato all’1/1/2007 l´entrata in vigore della legge, già varata da Berlusconi, che generalizza i Fondi "pensione".

Le stesse forze politiche-sindacali-padronali, responsabili delle “riforme” previdenziali di Amato (1992) e Dini (1995) - che hanno pesantemente ridotto le pensioni pubbliche ed elevato l’età pensionabile, e che ora vogliono peggiorarle attraverso la trattativa a perdere sulla previdenza - oggi impongono ai lavoratori il sacrificio del proprio TFR da affidare ai mercati finanziari.
Perciò ricorrono a campagne pubblicitarie della presidenza del consiglio “drogate” e finanziate con 17 milioni di euro di soldi pubblici, a trasmissioni televisive cui partecipano solo i favorevoli ai Fondi “pensione”, ad una campagna di stampa a senso unico. 

Governo, Confindustria, Cgil-Cisl-Uil-Ugl promuovono la truffa del silenzio/assenso; infatti, da che mondo è mondo, se interviene una nuova norma facoltativa (così è presentata quella dei Fondi pensione), il lavoratore che non dice nulla mantiene il precedente status e non finisce ingabbiato nel Fondo pensione, come invece accadrà attraverso il capovolgimento del silenzio/assenso. Mentre il lavoratore, che mantiene il TFR in azienda, può revocare questa decisione in ogni momento; se si aderisce ad un Fondo pensione, tale scelta è irrevocabile, una sorta di ergastolo.  

Il lavoratore licenziato ha il diritto di vedersi liquidato subito il TFR maturato al momento del licenziamento, ora invece, se aderisce ad un Fondo, riscuoterà la metà del TFR dopo 12 mesi e ne riscatterà la totalità solo dopo 4 anni dall’avvenuto licenziamento. 

Li chiamano Fondi pensione perché la pensione rappresenta per i lavoratori una certezza ed un diritto, ma sono fondi speculativi, esposti ai rischi dei mercati finanziari, capaci (come il 27 febbraio) di bruciare in un sol giorno 700 miliardi di euro; ed alla fine dell’attività lavorativa non danno una pensione integrativa, ma una rendita finanziaria sempre più sostitutiva della pensione pubblica, di importo incerto e senza garanzia reale che sia erogata. Essa è legata alle aspettative di vita, discrimina e penalizza le donne che, a parità d’età e contributi versati, riceveranno una rendita “pensionistica” nettamente inferiore a quella degli uomini

L’obiettivo dei Fondi “pensione” non è garantire pensioni dignitose ai giovani, bensì movimentare l’asfittico mercato finanziario italiano; sono stati lanciati dalla “riforma” Dini che, introducendo il sistema di calcolo contributivo, ha tagliato soprattutto le pensioni dei neoassunti.
In più Cgil-Cisl-Uil, sponsorizzando direttamente il trasferimento del TFR ai Fondi privati, snaturano il ruolo del sindacato, trasformato in gestore finanziario di quote di salario dei lavoratori

Investire nei Fondi privati significa sottrarre risorse alle pensioni pubbliche; significa alimentare l´egoismo e la concorrenza tra i lavoratori, minando il carattere universalistico e di solidarietà intergenerazionale su cui si basa la previdenza pubblica; significa aprire la strada alla definitiva privatizzazione di tutte le pensioni. 

Ora è indispensabile mantenere il TFR in azienda e non consegnarlo alla speculazione finanziaria.

Solo facendo fallire, boicottando attivamente i Fondi privati, si difenderà il TFR, che è salario differito dei lavoratori, e si potrà rilanciare nel Paese la previdenza pubblica, a partire dalla rivendicazione del ripristino del sistema retributivo di calcolo della pensione.

Confederazione COBAS - CUB - SdL Intercategoriale - SLAI COBAS

13.3.2007

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Continua lo smantellamento dello stato sociale attraverso decreti e controriforme: dalla sanità alla previdenza, ai servizi e “riforme” sul lao.
Oggi propagandano facili guadagni mettendo le mani sul nostro salario del TFR e per erodere ulteriormente le pensioni pubbliche.

SABATO 24 MARZO
Piazza Garibaldi a Carpi
Ore 10.00
Presidio e assemblea pubblica

  • Per informare sulla nuova legge

  • Promuovere delle risposte organizzate

  • Fornire spiegazioni e materiale informativo

  • Valutare politicamente l’ennesima manovra contro i lavoratori.

A sostegno della campagna contro lo scippo delle liquidazioni (tfr), promossa per i giorni 23 e 24 marzo, anche a Carpi viene indetto un presidio con assemblea pubblica promossa da sindacati di base: ( Cobas slai, Cobas scuola, Usi-ait )

varie organizzazioni: (Aslo, Cam, Carc) e singoli che hanno costituito un

“Coordinamento Contro lo scippo del tfr”.

Invitiamo tutti alla partecipazione e costruire insieme un percorso organizzato non solo per fermare la manovra del passaggio ai fondi del tfr ma ad intervenire ed avere il diritto di poter decidere sulle questioni che riguardano le nostre condizioni di vita e di lavoro.

Operai, lavoratori, immigrati, pensionati:                     Partecipate
Workings classes remain together!
Travailleurs unis

Sarà presente Francesco Rizzo

del Coordinamento Nazionale Slai Cobas

in collaborazione con:     Circolo Operaio Lotta Unità v. Matteotti 48 Carpi
                                         Gruppo anarchici carpigiani

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COMUNICATO STAMPA

Nasce anche a Bologna il Comitato cittadino contro lo scippo del TFR architettato da Governo, CGIL CISL, UIL e Confindustria.

L’obiettivo del Comitato sarà di organizzare varie iniziative (assemblee, banchetti informativi, volantinaggi, ecc.) al fine di informare la classe lavoratrice in merito alla grande truffa organizzata per scippare il nostro TFR e deviarlo nei fondi pensione attraverso i quali sarà investito in speculazioni finanziarie dove il rendimento non è garantito.

Dinanzi a quest’ennesimo attacco al salario e al sistema previdenziale pubblico e dinanzi al metodo truffaldino del silenzio-assenso è necessario ricompattare i lavoratori affinché esprimano un sonoro dissenso!

Il Comitato, costituito inizialmente da: Confederazione COBAS, Slai COBAS, Movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori, Autorganizzazione Operaia, STOP e VAG, resta aperto all’adesione e alla partecipazione di tutte quelle soggettività individuali e collettive che intendono contrastare lo scippo del TFR e lo smantellamento dello Stato Sociale.

Bologna, 23.02.2007

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Le organizzazioni sindacali alternative e di base, che già da mesi stanno sostenendo la campagna contro lo scippo del TFR, hanno deciso di intensificare la stessa attivando, congiuntamente, una due giorni di contro informazione che si svolgerà nei giorni 23 e 24 marzo in tutte le città italiane dove le nostre organizzazioni sono presenti.

Le giornate saranno caratterizzate da presidi, volantinaggi, assemblee e ogni tipo di azione che le strutture locali, congiuntamente, riterranno opportune.

Invitiamo tutte le realtà locali ad attivarsi al più presto per assumere le decisioni al riguardo, facendo arrivare l'informazione alle rispettive organizzazioni, con l'obiettivo di allargare al massimo la mobilitazione in difesa del TFR tramite il più largo coinvolgimento di lavoratori, delegati e associazioni, comitati, organizzazioni che condivideranno questa iniziativa.

CUB - Confederazione Cobas - Slai Cobas - SdL Intercategoriale

24-2-2007

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Milano si mobilita contro lo scippo del TFR

  • Venerdì 16 marzo in mattinata si terrà a Milano un'assemblea su TFR e Fondi Pensione promossa da RSU e lavoratori e sostenuta dal Comitato di Milano contro lo scippo del TFR e dalle organizzazioni sindacali che vi partecipano (al momento Slai Cobas, SdL Intercategoriale, Rete 28 Aprile).

  • Sabato 3 e sabato 10 marzo si svolgeranno due giornate di volantinaggio in centri commerciali di Milano e hinterland, in preparazione dell'assemblea, con un volantino del comitato.

  • In aprile verrà organizzata una serata, con musiche, teatro, ecc. contro lo scippo del TFR.

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Dopo il crack dei fondi pensione
di Cassa Ibi, Bnl e Comit

CRACK DEL FONDO PENSIONE
DEL TEATRO CARLO FELICE

“Si è salvato dal crack del fondo pensione solo chi, giunto alla fine della sua carriera lavorativa, ha riscattato tutto il capitale prima del 2002. Dopo, il diluvio” (IlSole24ore,17-2-2007) .
“Oggi gli oltre 300 tra pensionati e lavoratori attivi del Teatro Carlo Felice di Genova non sanno se riusciranno a recuperare quanto versato nel fondo di previdenza integrativa a favore del personale dell’Ente autonomo Teatro comunale dell’Opera di Genova”.
“Il Fondo fondato nel 1971 con un accordo tra i sindacati e l’Ente Teatro è andato in liquidazione nel maggio del 2004 – il primo in Italia – con un deficit, secondo il conteggio del commissario liquidatore Ermanno Martinetto, di quasi 9 milioni di euro. E ormai a dare una risposta a questi lavoratori e pensionati saranno solo le carte bollate e la moneta fallimentare”.
Il Fondo pensione “era gestito da amministratori e revisori divisi in misura paritetica tra Ente e sindacati” (IlSole24ore,17-2-2007).

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In questi giorni sono uscite ulteriori notizie sul CRACK da 40 milioni di euro del fondo pensione della Cassa Ibi (in Cariplo dal ’91):
- Il fallimento è avvenuto nonostante prima Ibi, poi Cariplo, poi Intesa e infine Intesa-Sanpaolo dessero una contribuzione record del 14% della busta paga ad ogni lavoratore iscritto al fondo!

Questo fatto dovrebbe aprire gli occhi a chi si fa abbagliare dal fatto che, iscrivendosi ai fondi pensione contrattuali, si può avere il contributo dell’1% da parte del padrone; il fondo pensione della Cassa Ibi è infatti fallito nonostante una contribuzione padronale del 14% della retribuzione mensile!

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Negli Usa e nel Regno Unito ci sono stati anche recentemente numerosi casi di fallimento di fondi pensione.
Ma, come si vede, anche in Italia diversi fondi pensione hanno già fatto crack.
E dovrebbe far riflettere il fatto che hanno avuto problemi con i rispettivi fondi pensione interni Comit, BNL e Intesa-Sanpaolo, dato che le banche monopolizzano la gestione di gran parte dei fondi pensione.
E quando c’è il crack le conseguenze sono pesanti per i lavoratori e i pensionati.

SI' A PENSIONI PUBBLICHE DIGNITOSE !
NO AI FONDI PENSIONE PRIVATI
LAVORO STABILE - SALARIO - DIRITTI

Lo Slai Cobas nei giorni scorsi ha presentato un esposto penale contro il furto del TFR; il testo integrale dell’esposto è consultabile sui siti dello Slai Cobas.

Milano, 24-2-2007

Slai Cobas

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Da: ilGiornale, 8-2-2007

«Damiano in conflitto d'interessi sul Tfr»

di Alessandra Pasotti
da Milano

Il Tfr? «Una mega-torta». I fondi pensione? «Un coacervo infinito di conflitti di interesse e adesso di tutta la faccenda se ne occuperà la magistratura». È un esposto lungo nove pagine quello che più di trecento lavoratori hanno sottoscritto e consegnato ieri mattina alla Procura di Milano. Oggetto della denuncia: il prelievo forzoso della cara e vecchia liquidazione. A portare sui tavoli della magistratura il provvedimento del governo Prodi è stato nientemeno che un sindacato, lo Slai-Cobas. «Siamo di sinistra - dice il coordinatore nazionale Corrado Delle Donne - ma gli interessi di Prodi non sono quelli dei lavoratori». «Il prelievo - dicono - non solo è anti costituzionale, ma quel che è peggio è infarcito di una miriade di conflitti di interesse». Il dito è puntato contro il ministro del Lavoro Cesare Damiano e soprattutto contro il suo più stretto collaboratore, Giovanni Pollastrini. «Damiano - si legge nell’esposto - ferreo sostenitore del fondi pensione è stato presidente del Fondo pensione Cometa (fondo integrativo per i metalmeccanici ndr). Ma consulente del ministro Damiano al ministero è Giovanni Pollastrini. L’esperto Ds di previdenza integrativa attualmente è presidente del fondo FonTe (per i lavoratori del commercio), è consigliere del fondo Priamo (per i trasporti pubblici) ed è commissario straordinario dell’Enasarco (fondo per gli agenti e rappresentanti del commercio)». «Il conflitto di interessi è evidente in maniera plateale. Si tratta di persone che hanno le mani in pasta e a cui va comodo convogliare i miliardi del Tfr in una direzione ben precisa», accusa Delle Donne. Non va meglio riguardo all’authority: «La Covip, incaricata di vigilare sui fondi pensione, è diretta da Luigi Scimìa, ex presidente del fondo pensione Bnl». «Non c’è dubbio - si legge - che la nomina di Scimìa a vigilare su qualcosa che ha diretto fino a poco tempo prima rappresenti un inequivocabile conflitto di interessi». Nell'esposto si chiede anche che venga giudicato anticostituzionale il principio del silenzio-assenso. Spiega Mirko Rizzoglio, l’avvocato dello Slai-Cobas: «Il principio adottato per il prelievo del tfr è in assoluto contrasto con i fondamenti del nostro diritto: chi tace non dice niente». «Non è lecito ritenere - continua il legale - che l’esercizio di un diritto possa essere svolto con una non-scelta rappresentata dal silenzio anziché con una esplicita manifestazione di volontà che dimostri l’esatta conoscenza e percezione dei termini del problema». E non solo. Si parla anche di pubblicità ingannevole. «I fondi pensione, non affidati all’Inps, promettono dei sicuri vantaggi, quando in realtà non c’è una vera garanzia di rendimento - spiega Rizzoglio - è fuorviante parlare di pensione integrativa: si tratta invece di un investimento finanziario, legato all’andamento dei mercati borsistici e all’abilità del gestore del fondo. Siamo di fronte a una sorta di inganno. I lavoratori sono indotti a credere che otterranno sicuramente vantaggi maggiori, mentre invece mettono a rischio il loro patrimonio, con l’aggravante di non trovarselo magari quando saranno anziani e ne avranno più bisogno».

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COMUNICATO STAMPA

OGGI A MILANO MANIFESTAZIONE E DENUNCIA DI MASSA CONTRO LO SCIPPO DEL TFR

Così come annunciato, questa mattina in numerose Procure della Repubblica di tutta l’Italia è stata depositata una denuncia penale sulle illegalità commesse da governo-aziende-banche-assicurazioni e sindacati per costringere i lavoratori a farsi derubare della propria liquidazione (TFR) e a consegnarlo in mano ai fondi pensione privati.

A Milano circa 300 lavoratori appartenenti a numerose fabbriche hanno anche dato vita ad un corteo da piazza San Babila al tribunale dove tutti i lavoratori hanno sottoscritto un esposto alla Procura della Repubblica di Milano col quale si chiede di indagare su tutte le illegalità attuate da costoro per accaparrarsi 21 milioni di euro annui del T.F.R. dei lavoratori per rimpinguare le loro borse ed erigersi a padroni e controllori della vita economica del Paese.

SILENZIO ASSENSO DELLA STAMPA E DELLE T.V. ?
Anche questo è anticostituzionale.

Questa mattina, nonostante centinaia di lavoratori abbiano firmato un esposto penale nell’aula magna del Tribunale su una questione della quale Lorsignori straparlano da settimane, non era presente nessuna televisione.

E’ vergognoso che mentre T.V. Giornali e Spot vari spendono ore di trasmissione e miliardi di pubblicità per sponsorizzare l’adesione ai fondi pensione e l’affossamento delle pensioni pubbliche, non si dia voce a chi la pensa diversamente e a chi pensa che questa sia una grossa fregatura.

Milano, 7-2-2007

Slai Cobas

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Da: www.osservatoriosullalegalita.org

TFR, esposto: disinformazione, conflitti d'interessi, consenso forzato.

di osservatoriosullalegalita.org

Lo Slai Cobas e diversi cittadini firmatari hanno presentato presso la Procura della Repubblica di Milano e in altre sedi un esposto sulla nuova disciplina del TFR in cui vengono evidenziati diversi punti critici di un tema del quale si parla in questi giorni solo in termini didattici o positivi, chiedendo se non vengano ravvisati profili penali.

L'esposto parla di sottrazione ai lavoratori della possibilita' di scelta su somme di loro spettanza e di rischi laddove dovrebbe esserci certezza. Denuncia poi la disinformazione sul tema e i conflitti d'interesse di coloro che andranno a gestire le ingenti somme derivanti dall'operazione.

Disinformazione Nell'esposto si afferma che il deficit dell’INPS e' inesistente e che la campagna in atto da anni per accreditare tale notizia e' "corredata da notizie false e tendenziose", mentre e' vero il contrario: "nel 2004 l’attivo è stato addirittura di 5,26 mld di euro, e le previsioni di bilancio per il 2006 parlano di un attivo superiore ai 2,3 miliardi di euro dell’attivo che c’è stato pure nel 2005".

Per contro, "in questi anni all’Inps c’è stata una rapina continuata ai danni dei lavoratori", mediante spese assistenziali e massicci aiuti alle aziende, uso per il ripianamento dei "continui mastodontici deficit dei fondi Inps di altre categorie come i commercianti e i coltivatori diretti, che percepiscono pensioni senza aver pagato normali contributi", e accorpamento all’Inps del "fondo dei dirigenti d’azienda che ha un passivo di oltre 1 miliardo di euro".

La legge 88 del 1989 - sottolinea Slai Cobas - ha stabilito l’obbligo di separare le spese assistenziali, da mettere a totale carico dello Stato e della fiscalità generale, da quelle previdenziali, da mettere in carico all’Inps, "ma questa legge non è mai stata applicata dai governi e dai ministri competenti succedutisi in tutti questi anni!" L’Inps, grazie ai contributi previdenziali riscossi negli scorsi decenni, "aveva un enorme patrimonio immobiliare, garanzia per la solidità dell’Istituto e per il pagamento delle future pensioni; questo patrimonio è stato quasi tutto dissipato per tappare il deficit dello Stato.... con le cartolarizzazioni", sottratte al controllo parlamentare.

Secondo Slai Cobas, questa campagna sul “deficit” dell’Inps, ha facilitato il passaggio dal sistema retributivo al sistema contributivo e l’innalzamento dell’età pensionabile, nonostante una fortissima opposizione dei lavoratori: "Mentre i parlamentari prendono una pensione (chiamato “vitalizio”) di 3.108 euro dopo una sola legislatura (non cumulabile, e goduta 10 anni prima delle cosiddette “scandalose” pensioni di anzianità), è stata scatenata in questi anni una vergognosa canea contro chi, spesso, si è ammazzato di lavoro per 35 o 40 anni e va in pensione con 900/1100 euro al mese!".

Rischi per il lavoratore Con la normativa fatta sui Fondi pensione italiani, si denuncia poi, "sono solo i lavoratori a rischiare: se gli investimenti fatti sui mercati finanziari andranno bene, ci sarà una rendita (o “pensione”), altrimenti niente. Invece i gestori, la banca depositaria e gli amministratori dei fondi pensione avranno i loro compensi e le loro commissioni sia con un buon andamento dei fondi stessi sia con un loro tracollo", e "la campagna di stampa su presunti mega-rendimenti dei fondi pensione privati e delle polizze 'previdenziali' che investono in azioni è falsa e tendenziosa".

Infatti, evidenzia l'esposto, "se non c'è garanzia di rendimento, è fuorviante parlare di 'pensione integrativa': si tratta di un investimento finanziario, legato all'andamento dei mercati borsistici e all'abilità del gestore del fondo... facendo così si ingannano i lavoratori. Vogliono far credere che i Fondi Pensione rappresentino una realtà diversa o meno rischiosa delle migliaia di fondi bancari e finanziari già esistenti; in realtà si tratta di una finzione che crea una duplicazione di costi di gestione per ciascun fondo pensione nuovo, che poi affida la gestione del rischio finanziario ancora agli stessi operatori bancari che già gestiscono i loro fondi".

L'esposto ricorda poi che negli Usa e nel Regno Unito ci sono stati anche recentemente numerosi casi di fallimento di fondi pensione e che cio' e' accaduto anche in Italia. Inoltre, "la creazione e la gestione di questi fondi ha un costo molto superiore di quello della gestione già strutturata, organizzata e collaudata affidata all'INPS... nel caso di Cometa viene applicata una commissione dell’1,25 su ogni rata mensile della rendita pensionistica oltre a una commissione dello 0,7% operato dall’assicurazione sul rendimento della gestione. E per alleviare le spese dei fondi pensione privati diversi enti pubblici (Inps, Metof, ecc...) forniscono loro incredibilmente servizi a basso costo con queste stesse strutture pubbliche".

Il silenzio-assenso Poiche' i fondi pensione sono stati scelti finora solo dall’11% dei lavoratori interessati, "arriva il decreto legislativo del ministro Maroni e del governo Berlusconi, anticipato di un anno, al 1° gennaio 2007, dal ministro Damiano e dal governo Prodi" sottolinea l'esposto, che denuncia: "1. I lavoratori “devono” obbligatoriamente dire SI o NO al versamento del TFR nei fondi pensione o nelle polizze “previdenziali” private. 2. In modo palesemente incostituzionale, rispetto al principio di uguaglianza dei lavoratori, si opera una differenza di trattamento tra i lavoratori delle aziende con meno di 50 addetti e con più di 50. 3. Viene istituito il 'silenzio/assenso'", in quale pero' non costituisce una esplicita manifestazione di volonta' e non attesta che si sia presa visione di tutti gli aspetti del problema".

I lavoratori che, entro il 30 giugno 2007, non faranno nessuna scelta, "saranno privati d’autorità del TFR, che finirà in modo forzoso a un fondo pensione contrattuale o aperto (nel caso di accordo sindacale) se esistenti, oppure a un fondo speciale Inps, con rendimento obbligazionario, cioè inferiore a quello attualmente garantito dal TFR". "Tutto ciò - sottolinea l'esposto - nonostante il TFR sia salario differito di titolarità esclusiva del lavoratore!".

"Del tutto illegittima - denuncia Slai Cobas - e solo finalizzata a imporre in modo coercitivo la scelta dei fondi pensione, è anche la norma che esclude ripensamenti futuri rispetto alla decisione di devolvere il TFR ai fondi pensione... L’impossibilità di cambiare idea e di riavere il TFR penalizza soprattutto i nuovi assunti. All’assunzione - e comunque entro sei mesi - devono decidere se tenersi o meno il TFR; la loro condizione di debolezza faciliterà scelte pilotate da altri". Il TFR che non è destinato ai fondi pensione viene poi tassato il doppio o il triplo rispetto a pochi anni fa per costringere di fatto i lavoratori a versarlo ai fondi pensione stessi, "in spregio sia della Carta Costituzionale che della Corte Costituzionale stessa la quale, con la sentenza 231/1991, intervenne contro un eccesso di tassazione del TFR".

Conflitti d'interessi L'esposto punta anche il dito sulla questione del conflitto d'interessi di coloro che hanno deciso e di coloro che gestiranno l'aspetto finanziario: "Il TFR che i lavoratori maturano in un solo anno ammonta alla enorme cifra di 21 miliardi di euro", sottolineando che il ministro del lavoro Cesare DAMIANO è stato presidente del fondo pensione COMETA, Alberto Brambilla, sottosegretario al Lavoro con Maroni e autore del decreto Maroni del 2005 sul TFR, "prima di diventare sottosegretario era il dirigente responsabile dei fondi pensione di Intesa/Cariplo" e nel Cda di alcune banche (Banco di Chiavari) ed è nel Cda di Credieuronord, la banca della Lega Nord salvata dal fallimento da Giampiero Fiorani (BPL) di cui proprio in questi giorni la Procura della Repubblica di Milano ha chiesto il fallimento. Brambilla è stato membro del consiglio di amministrazione dell'Inps dal ’94 in poi.

Inoltre "i fondi pensione contrattuali hanno un consiglio di amministrazione paritetico: tot rappresentanti delle aziende e tot rappresentanti dei sindacati. Ma sia le aziende che i sindacati sono presenti anche nelle banche depositarie (tra l’altro fissano i rendimenti) e nelle società di gestione. E le società di gestione sono controllate dalle banche". CGIL-CISL-UIL sono presenti ad esempio nell’UNIPOL, che secondo il Sole24ore “gestisce 16 mandati sui 43 fondi collettivi che risultavano autorizzati dalla Covip al 30 giugno dello scorso anno” e la CISL "ha anche una propria assicurazione e un proprio fondo pensione".

Insomma, un esposto che potrebbe non piacere a molti nelle 'stanze del potere', soprattutto se avra' un seguito nelle aule di tribunale.

Speciale giustizia

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Comunicato stampa

Esposto penale
alla Procura della Repubblica
sul FURTO DEL TFR
e sui fondi pensione

> Notizie false e tendenziose su un inesistente deficit dell’Inps
> Spese assistenziali a carico deIl’Inps, in barba alla legge 88 del 1989 che le separa dalle spese previdenziali
> Banche che danno finanziamenti agevolati alle aziende che “convincono” i propri dipendenti a dare il TFR alle stesse banche
> Neo assunti che, all’atto dell’assunzione, devono “liberamente” dire sì o no al definitivo trasferimento dcl TFR a fondi gestiti dai propri padroni
   e sindacati
> Silenzio/assenso sul TFR per chi non sceglie, SI definitivo per chi dice SI, NO provvisorio per chi dice NO
> Utilizzo di salario (TFR) in borsa anche senza consenso del lavoratore
> Fondi pensione a totale ed esclusivo rischio per i lavoratori
> Detassazione per i fondi pensione e raddoppio delle tasse per il TFR
> Copertura di buchi di bilancio dello Stato con il TFR
> Soldi dei contratti riservati a chi aderisce ai fondi pensione privati, nulla per chi non vi aderisce
> Decine di milioni di € di soldi pubblici per fare pubblicità ai fondi pensione privati
> Conflitti di interesse di padroni e sindacalisti, col ministro del lavoro ex presidente del fondo pensione Cometa.
> In questi giorni è stato scoperto “un ammanco di bilancio per oltre 40 milioni di euro nella cassa Ibi il fondo pensione degli ex dipendenti
   dell’istituto bancario Italiano, incorporato in Carjplo nel 91, ora nel gruppo Intesa - Sanpaolo”.
   L’ammanco è superiore alla metà dell’intero patrimonio del fondo “a cui è iscritto oggi circa un migliaio di dipendenti del gruppo".
   (ilSole24ore, 31-01-2007)

Il coordinamento nazionale dello Stai Cobas ha deciso di presentare a tutte le Procure della Repubblica un esposto penale.

A Milano L’ ESPOSTO PENALE VERRA’ PRESENTATO
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
MERCOLEDI' 7 FEBBRAIO 2007 alle ore 10.30

Appuntamento per tutti i lavoratori alle ore 10.00 in piazza San Babila dove si partirà in corteo che si concluderà da vanti alla scalinata del Tribunale in corso di Porta Vittoria.

Slai Cobas
www.slaicobas.lt
Sede nazionale: Vie Liguria 49, Milano, tel.fax 02/8392117, 3400021679
Sede legale: Via Masseria Crispi 4, Pornigllano (Na), tel.fax: 081/8037023, 3683600543

Milano, 6-2-2007

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NOTIZIE FALSE E TENDENZIOSE
SUL DEFICIT DELL’INPS

Fondo Monetario e Corte dei Conti chiedono a gran voce l’aumento dell’età pensionabile, il taglio delle pensioni Inps, l’applicazione della legge Dini sull’aumento della aspettativa ?! di vita;
PERCHE’ INVECE NON FATE APPLICARE LA LEGGE n. 88 del 1989 che prevede di non accollare all’INPS spese assistenziali?

  • 2004: attivo Inps di 5,26 miliardi di euro;

  • 2005: attivo Inps di 2,3 miliardi di euro;

  • 2006: attivo Inps (stima provvisoria) maggiore del 2005.

► Il PATRIMONIO INPS è di 24,2 mld € nonostante decenni di spese assistenziali, storni di fondi per i padroni, ripiano deficit commercianti e dirigenti (!), 50 mld annui di evasione contributiva, svendita del patrimonio immobiliare, ecc.

TAGLIANO LE PENSIONI PUBBLICHE
PER RUBARCI ANCHE IL TFR

Il coordinamento nazionale dello Slai Cobas presenterà
MERCOLEDI 7 FEBBRAIO 2007
alla Procura della Repubblica un
ESPOSTO PENALE
CONTRO LO SCIPPO DEL TFR

  • SI A PENSIONI PUBBLICHE DIGNITOSE !

  • NO AI FONDI PENSIONE PRIVATI

  • LAVORO STABILE - SALARIO - DIRITTI

Slai Cobas

3-2-2007

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Crack del Fondo pensione CARIPLO

  • In questi giorni è stato scoperto “un ammanco di bilancio per oltre 40 milioni di euro nella cassa Ibi, il fondo pensione degli ex dipendenti dell’Istituto bancario italiano, incorporato in Cariplo nel ’91, ora nel gruppo Intesa-Sanpaolo”.
    L’ammanco è “superiore alla metà dell’intero patrimonio del fondo” “a cui è iscritto oggi circa un migliaio di dipendenti del gruppo (IlSole24ore, 31-1-2007);

  • Il dirigente responsabile dei fondi pensione di Intesa/Cariplo, sino a poco tempo fa, era Alberto BRAMBILLA, poi sottosegretario al ministero del lavoro con Maroni e autore della legge sullo scippo del TFR;

  • Brambilla è tuttora nel “nucleo di valutazione della spesa previdenziale”, l’organismo ministeriale che ha proposto di diminuire del 10% l’importo delle già taglieggiate pensioni Inps “perché sta aumentando l’aspettativa di vita”, e fino a 6 mesi fa ne è stato presidente;

  • Il ministro del lavoro Cesare DAMIANO è stato presidente del fondo pensione COMETA;

  • IL “VIGILE” DEI FONDI PENSIONE, Luigi Scimìa, presidente della Commissione di Vigilanza sui fondi pensione, era presidente del fondo pensione BNL, il quale è ora in stato pre-fallimentare ed ha lasciato con un pugno di mosche migliaia di lavoratori.

Il coordinamento nazionale dello Slai Cobas presenterà
MERCOLEDI 7 FEBBRAIO 2007
alla Procura della Repubblica un
ESPOSTO PENALE
CONTRO LO SCIPPO DEL TFR

SI A PENSIONI PUBBLICHE DIGNITOSE !
NO AI FONDI PENSIONE PRIVATI
LAVORO STABILE – SALARIO - DIRITTI

Slai Cobas

2/2/2007

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Scelta per la destinazione del trattamento di fine rapporto (TFR)

modulo per i lavoratori assunti entro 31-12-2006

modulo per i lavoratori assunti dopo il 31-12-2006

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COMUNICATO STAMPA

Esposto penale alla Procura della Repubblica
sul FURTO DEL TFR e sui fondi pensione

Notizie false e tendenziose su un inesistente deficit dell’Inps
Spese assistenziali a carico dell’Inps, in barba alla legge del 1989 che le separa dalle spese previdenziali
Banche che danno finanziamenti agevolati alle aziende che “convincono” i propri dipendenti a dare il TFR alle stesse banche
Neo assunti che, all’atto dell’assunzione, devono “liberamente” dire sì o no al definitivo trasferimento del TFR a fondi gestiti dai propri padroni e sindacati
Silenzio/assenso sul TFR per chi non sceglie, SI definitivo per chi dice SI, NO provvisorio per chi dice NO
Utilizzo di salario (TFR) in borsa anche senza consenso del lavoratore
Fondi pensione a totale ed esclusivo rischio per i lavoratori
Detassazione per i fondi pensione e raddoppio delle tasse per il TFR
Copertura di buchi di bilancio dello Stato con il TFR
Soldi dei contratti riservati a chi aderisce ai fondi pensione privati, nulla per chi non vi aderisce
Decine di milioni di € di soldi pubblici per fare pubblicità ai fondi pensione privati
Conflitti di interesse di padroni e sindacalisti, col ministro del lavoro ex presidente del fondo pensione Cometa.

Il coordinamento nazionale dello Slai Cobas ha deciso di presentare alla Procura della Repubblica un esposto penale e invita tutti i lavoratori, i giuristi e le forze politiche e sociali interessate a collaborare alla stesura definitiva di questo esposto.

L’ESPOSTO PENALE VERRA’ PRESENTATO IN TUTTE LE PROCURE DELLA REPUBBLICA D’ITALIA MERCOLEDI' 7 FEBBRAIO 2007

  • SI A PENSIONI PUBBLICHE DIGNITOSE!

  • NO ALLO SCIPPO DEL TFR

  • NO AI FONDI PENSIONE PRIVATI

Prepariamo una grande manifestazione nazionale unitaria a Roma per marzo/aprile

LAVORO STABILE – SALARIO - DIRITTI

Slai Cobas

25/1/2007

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Comitato di Base Slai - Sogei
Gennaio 2007

Fondo Pensione?

No, grazie

Un Fondo Pensione? E’ per sempre!
La decisione di mantenere il Tfr in azienda (che di fatto verrà accumulato presso l’Inps se l’azienda ha almeno 50 dipendenti) non dovrà essere rinnovata in futuro. Potrà essere revocata in qualsiasi momento, qualora il lavoratore decidesse di partecipare alla previdenza complementare.
Al contrario, la decisione (esplicita o tacita) di partecipare alla previdenza complementare è irrevocabile.
Secondo le nuove norme, non si potrà più esercitare neanche la “sospensione dell’erogazione”, secondo quanto previsto, per esempio, dallo Statuto di Cometa; lo stesso Fondo Cometa lo conferma, comunicando che:
“a decorrere dal primo gennaio 2007 … NON sarà più possibile sospendere il versamento del Tfr”.

C’è una garanzia di rendimento minimo?
Cometa offre un minimo garantito solo per il comparto “Sicurezza”; questa clausola è valida per gli aderenti che avranno mantenuto la propria posizione nel comparto fino al 30/04/2010 e comunque fino a quella data; tale minimo garantito non è però concorrenziale con il rendimento del Tfr. Mentre il rendimento del Tfr è “parzialmente reale”, cioè agganciato per il 75% all’inflazione, il rendimento “garantito” del comparto “Sicurezza” è “puramente nominale”, con la percentuale secca del 2,5%; ricordiamo che alcune banche offrono un rendimento superiore (fino al 3,25%) per il denaro presente sul conto corrente bancario. In ogni caso, con un’inflazione del 2,5%, il rendimento reale del comparto “Sicurezza” si riduce a zero.
Nella pratica, nel primo anno di gestione multicomparto, dall’aprile 2005 all’aprile 2006, il comparto ha ottenuto un rendimento dello 0,6%. Si può pensare che se continua così, i gestori del fondo non potranno sostenere oltre il 2010 una garanzia di rendimento che risulta quasi il 2% più alta del rendimento reale del comparto!

C’è una garanzia della conservazione del capitale?
Solo per il comparto “Sicurezza”, nei limiti anzidetti, ma con la penalizzazione di un rendimento basso e che rischia di essere negativo in caso di inflazione superiore al 2,5%. Per gli altri comparti non c’è né la sicurezza di rendimento, né la sicurezza di restituzione del capitale versato: dipende dall’andamento del fondo.

Ma se non c’è garanzia, perché si parla di “pensione integrativa”?
E’ sbagliato parlare di “pensione integrativa”: si tratta di un investimento finanziario, legato all’andamento dei mercati borsistici e all’abilità del gestore del fondo. Si tratta quindi tecnicamente di una “rendita”, e non di una pensione. Perché allora si parla di “pensione integrativa”? Perché ai fini del marketing, parlare di “pensione” è molto più attraente che non di “investimento finanziario”.

E’ certo che il Fondo Pensione renda più del Tfr? Assolutamente NO!
Chi lo dice è in cattiva fede, poiché garantire un rendimento la cui fruizione avverrà tra 35-40 anni è un esercizio da maghi e non da economisti. Crisi di sistema, cali borsistici, impennate inflazionistiche, possono comportare gravi diminuzioni del capitale accumulato.

Ma finora il Fondo Pensione ha reso più del Tfr? NO!
La rivista “Soldi Sette” (servizio di “Altroconsumo”), nel luglio 2006 ha confrontato l’andamento del Tfr e del Fondo Pensione Cometa (considerando solo la gestione monocomparto, essendo i comparti troppo recenti per consentire un’analisi), prendendo in considerazione tutti i 1.830 intervalli temporali (60 mensili, 59 bimestrali, 68 trimestrali...) che è possibile calcolare su di un arco temporale di 5 anni. Il risultato è stato il seguente:
Cometa ha reso più del Tfr in 459 casi
Cometa ha reso come il Tfr in 115 casi
Cometa ha reso meno del Tfr in 1256 casi.
A ulteriore conferma dell’assoluta inconsistenza della tesi secondo la quale il Fondo renda necessariamente più del Tfr, presentiamo questo grafico, tratto dal “Il Messaggero” del 16 gennaio 2007. Prende in considerazione l’intera vita della gestione “multicomparto’ di Cometa (dall’aprile 2005 ci sono 4 comparti, con grado di rischio e rendimenti diversi l’uno dall’altro):

Dunque dal 1998 al 2005 il Tfr ha reso complessivamente il 20,54, mentre il Fondo ha reso il 15,78%.
Dare per scontato una maggior resa dei Fondi rispetto al Tfr è scorretto per il futuro, falso per il passato.

Ma i mercati borsistici nel tempo rendono sicuramente più del Tfr: e chi l’ha detto?
I promotori finanziari certamente presentano grafici basati sui corsi azionari nominali.
L’effetto, sui dati della Borsa Italiana, è questo, che mostra una indubbia crescita tendenziale:

Ma se si mostra il grafico dei corsi azionari deflazionati, cioè dove si tiene conto dell’inflazione, che ovviamente tende ad erodere il valore reale dei corsi azionari, l’effetto è ben diverso e molto più realistico:

Qui eventi storici reali (il “miracolo economico”, lo “shock petrolifero”, la “ristrutturazione industriale”) assumono un’influenza decisiva sui corsi azionari, che il mancato calcolo dell’inflazione impedisce di rilevare. Qui si rileva che nel 1961-1962 (crisi dei missili a Cuba e rischio di guerra) Borsa Italiana ha perso la metà del valore (da circa 200 a circa 100); così come durante lo shock petrolifero del 1973, il calo dovuto al quale è stato recuperato solo a metà degli anni ’80.
Il grafico in termini “reali” dei corsi azionari spiega ampiamente come la garanzia per i Fondi Pensione di un rendimento superiore al Tfr nei prossimi 20-30-40 anni possa rappresentare solo una chimera, buona per chi deve “vendere” un prodotto, ma non per dare una valutazione serena sulla nostra pensione integrativa.
(i dati sono tratti dalle rilevazioni Mediobanca)

Ma se vedo che c’è una fase negativa dei corsi azionari, posso cambiare comparto?
In un anno solo in 4 giorni è possibile il cambio di comparto (1 giorno ogni tre mesi!), e il cambio di comparto deve essere chiesto un mese prima del giorno X. Queste regole rendono impossibile un cambio di comparto tempestivo. Così, in caso di fasi negative del mercato, si ha un bel paradosso: chi possiede fondi normali può smobilizzarli immediatamente, proteggendo il proprio capitale e scontando solo l’inizio della fase negativa, chi ha aderito ad un fondo pensione, dovrà subire per diversi mesi la negatività del mercato prima di poter trasferire il capitale in un comparto più sicuro.

Ma dopo una crisi di borsa, c’è sempre un recupero? Per il mercato, ma non per noi!
Se ho un capitale accumulato di 20.000 euro, in caso di una perdita del 50% mi ritroverò con 10.000 euro. Può darsi che il mercato recuperi il terreno perduto, ma anche con un rendimento, successivo alla perdita, del 50% i miei euro non saranno più 20.000, ma solo 15.000!

I Fondi Pensione sono sicuri? Guardiamo i fatti!
Il Fondo pensione della Banca Commerciale Italiana è un caso di Fondo Pensione in liquidazione, ossia tecnicamente fallito. Nato nel 1905, il fondo ha, nel 2005, 21.935 soci e non è in grado di garantire le prestazioni previste. Ecco cosa succede quando un Fondo Pensione è in crisi: si tagliano (fino ad azzerarle!) le rendite pensionistiche, si nega il capitale maturato a chi esce dal lavoro, si sopprime la reversibilità. Come fonte storica citiamo il comunicato dei sindacati sottoscrittori del Fondo Pensione

COMUNICATO FONTI ISTITUTIVE SINDACALI
SOTTOSCRITTRICI DELL’ACCORDO FONDO COMIT

…sono state assunte le seguenti decisioni, che il Consiglio di Amministrazione del
Fondo dovrà deliberare per non aggravare ulteriormente lo stato di carenza di liquidità e disavanzo, con
il rischio di compromettere la fase liquidatoria, e per ottenere un intervento tempestivo della COVIP:

  • viene sospesa dal 1° gennaio 2005 l’ erogazione degli zainetti (chi esce dal processo produttivo prima della pensione e avrebbe diritto al riscatto del capitale, non potrà esercitarlo);
  • le prestazioni pensionistiche verranno corrisposte in misura percentuale (75%, 50%, 50%
    rispettivamente per gennaio/febbraio/marzo) sotto forma di acconto sulla futura liquidazione in conto
    capitale. Dal prossimo aprile 2005, cesserà ogni forma di erogazione salvo diverse disposizioni del
    commissario liquidatore.
  • vengono soppresse le pensione di reversibilità, con riferimento ai soli nuovi trattamenti.
    FALCRI, FIBA CISL, FISAC CGIL, UILCA, DIRCREDITO, SINFUB
    13 dicembre 2004

Ma non è tutto: sospetti e inquietudini sono recentemente sorti nei confronti di un altro Fondo Pensioni del settore bancario, quello dei dipendenti della Banca Nazionale del Lavoro. Citiamo un comunicato del FALCRI, associazione sindacale bancaria:

“Tra i lavoratori/soci comincia a serpeggiare il dubbio che vi siano problemi legati alla liquidita' del Fondo Pensioni. … Improvvisamente nel 2005, senza una motivazione plausibile e comunque dichiarata, prima si e' verificato un blocco di alcuni mesi delle erogazioni richieste e poi, recentemente, una ripresa di queste con il contagocce e con pesanti restrizioni, come ad esempio un anticipo del solo 10% della cifra per ristrutturazioni e poi anche per i motivi di salute, rinviando l' erogazione totale a presentazione fattura finale. Il vero problema potrebbe essere quello di una possibile carenza di liquidita' del Fondo Pensioni Bnl che verrebbe "nascosta", ipotesi che non puo' non creare preoccupazione tra i lavoratori/soci.”

Insomma, la sicurezza non è una caratteristica che contraddistingue necessariamente i Fondi Pensione!
Se poi guardiamo a paesi dove la previdenza “privata” è maggiormente sviluppata, la casistica diventa amplissima.

In Gran Bretagna, patria delle public companies e dei grandi investitori istituzionali (fondi pensione e fondazioni) pronti a strillare a difesa degli azionisti, i precedenti non mancano.
- Il caso più tristemente famoso accadde a metà degli anni '80, con il crack dell'impero dei media di Robert Maxwell, che sostenne la quotazione del titolo del proprio gruppo usando i soldi del fondo pensione dei dipendenti, debitamente prosciugato a loro insaputa e con la colpevole disattenzione di grandi banche e società di revisione.
- seguì il giovane "broker mariuolo" Nick Leeson, che dalla remota sede di Singapore, tramite ardite operazioni nei prodotti derivati, scavò un cratere da oltre 1 miliardo di sterline nei conti della banca Barings, facendola fallire e trascinando nel fallimento il BC Partners, Fondo che gestiva patrimoni dei lavoratori inglesi e americani
(notizie da IlSole24ore,15-1-02).
Complessivamente, “secondo le attuali stime della Confindustria inglese, il "buco" dei fondi pensione inglesi ha raggiunto i 160 miliardi di sterline, vale a dire 240 miliardi di euro”, afferma Fabio Ortolani, membro della COVIP (commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione).

In Svizzera il fallimento di Swissair, ha mandato "in fumo 4,3 miliardi di franchi di risparmi della gente". I fondi pensione e "i risparmiatori che hanno sottoscritto o acquistato sul mercato le obbligazioni Swissair sono smarriti, delusi e arrabbiati" (Corriere del Ticino,8-11-01).
Il Governo svizzero ha reagito duramente, fissando PER LEGGE il rendimento minimo dei Fondi Pensione al 4% (1 febbraio 2002). In conseguenza SwissLife (una delle assicurazioni svizzere che gestiscono Fondi Pensioni) è andata in perdita: ma è facile capire che cosa sarebbe successo se il Governo svizzero non fosse intervenuto imponendo il rendimento minimo del 4%!!

Ma è negli Stati Uniti che la situazione ha rischiato di arrivare a ripercussioni sociali estreme, nei momenti di crisi dei mercati borsistici, come nel 2002: "Secondo le stime della Pension Benefit Guarantee Corp - l'agenzia federale di garanzia sui fondi pensionistici aziendali - il tracollo di Wall Street nel 2001 ha portato a oltre 111 miliardi di dollari il deficit accertato dei fondi aziendali” (IlSole24ore,6-9-02).
La situazione peggiore è stata quella dei Fondi Aziendali relativi ad aziende high-tech finite in bancarotta o comunque cadute in disgrazia a Wall Street, dalla Enron alla Lucent, i dipendenti hanno perso tutto o quasi tutto.
Fin qui si parla di Fondi “a contribuzione definita”: cioè dove il lavoratore sa quanto deve versare, ma non è garantito sulla rendita finale – esattamente come i Fondi Pensione in cui può essere versato il Tfr. Ma anche i Fondi “a rendita definita”, quelli cioè in cui il lavoratore dovrebbe avere la certezza del rendimento, hanno subito gravi defaillances.
Un “caso di scuola” è quello del fallimento del Fondo Pensione della United Airlines, risalente al maggio 2005: per tamponare la perdita della pensione per 120mila lavoratori, è dovuta intervenire la Pension Benefit Guarantee Corp, un organismo dello Stato Federale, che ha garantito la conservazione di una rendita pensionistica – sia pur drasticamente ridotta – a questi lavoratori. Le spese le ha pagate un ente pubblico (LaStampa 30 maggio 2005).
E ne ha pagate così tante da precipitare esso stesso in una gravissima crisi, come leggiamo dal Sole24Ore del 10 giugno 2005:
L'ente federale americano preposto al salvataggio delle pensioni aziendali ha a sua volta bisogno d'essere salvato. Il Congressional Budget Office, il braccio investigativo del Parlamento, ha previsto che la Pension Benefit Guaranty Corp triplicherà il suo deficit nei prossimi dieci anni. Accumulerà cioè un passivo da 71 miliardi di dollari rispetto ai 23 miliardi dell'anno scorso, già una cifra record e raddoppiata rispetto al 2003…. Tra le società monitorate e assicurate dalla Pbgc, che rappresentano soltanto una parte della Corporate America, questi piani sono ormai " scoperti" per forse oltre 400 miliardi di dollari.

E chi non aderisce esplicitamente? Aderisce per forza!
I fondi pensione “negoziali” (gestiti da accordi tra Organizzazioni Sindacali e Confindustria) hanno questo “privilegio”. Per sottoscrivere i normali fondi, anche quelli a basso rischio, è obbligatorio sottoscrivere l’apposito “Prospetto informativo”, in cui tra l’altro i clienti vengono informati sui rischi dell’investimento; per sottoscrivere i fondi negoziali, non si deve neanche firmare un modulo di sottoscrizione: basta stare zitti!

Alla fine non puoi prendere tutto!
In caso di partecipazione alla previdenza complementare, tutto ciò che si accumula presso la forma pensionistica prescelta verrà erogato al pensionamento. Almeno la metà di quanto accumulato verrà percepito in forma di rendita vitalizia, il restante potrà essere ottenuto in un’unica soluzione in forma di capitale.

E’ il fondo che gestisce le risorse finanziarie? No, sono Banche e Assicurazioni!
Cometa si “convenziona” con soggetti privati per la gestione finanziaria. In particolare, attualmente i gestori reali del fondo sono, per i diversi comparti:
MONETARIO PLUS: Generali Vita SpA (Gestore delegato: Generali Asset Management SGR S.p.A.)
SICUREZZA: Compagnia Assicuratrice Unipol S.p.A; Società Cattolica di Assicurazione (Gestore delegato: Verona Gestioni SGR S.p.A)
REDDITO: AXA Investment Managers –Paris; BNP PARIBAS Asset Management SGR S.p.A (Gestore delegato: BNP Paribas Asset Management); Pioneer Investment Management Sgr S.p.A; Eurizon Capital Sgr RAS SpA (Gestore delegato: Allianz Global Investors Advisory); Epsilon Associati SGR S.p.A
CRESCITA: Duemme Sgr Spa; SG Asset Management SAS

E’ il fondo che gestisce l’erogazione delle rendite? No, è un’Assicurazione!
Per l'erogazione delle rendite, il fondo pensione stipula un contratto con una compagnia di assicurazione. Nel caso di Cometa, si tratta di Assicurazioni Generali. La Compagnia assicuratrice trasferirà il capitale accumulato del pensionato in una “Gestione Separata” e si occuperà del conferimento della rendita.

Il capitale accumulato viene interamente trasformato in rendita?
L’ammontare del capitale versato al Fondo più le rivalutazione annuale che il Fondo otterrà sul mercato costituisce il “montante” accumulato al termine della vita lavorativa. Tale montante viene conferito all’impresa assicuratrice con la quale il Fondo ha stipulato la convenzione. L’assicurazione opererà il cosiddetto “caricamento” dell’1,25% che ridurrà di una percentuale corrispondente il “montante”.
Su questo importo
montante netto = montante lordo – caricamento
verrà calcolata la rendita.

Sai che cos’è il “coefficiente di conversione”?
Come viene operata a questo punto la traduzione tra “montante” e rendita mensile?
Sul “montante netto” verrà applicato il “coefficiente di conversione” che consentirà di calcolare l’importo annuo della “pensione”, secondo la formula:
Importo annuo = montante netto / coefficiente di conversione
Dal coefficiente di conversione dipende quindi l’importo della pensione annua. Ma il coefficiente di conversione viene deciso dalla Compagnia Assicuratrice, e può essere adeguato, in funzione delle modifiche demografiche.
A oggi, l’età che serve per riavere indietro tutto il montante, supponendo di andare in pensione a 65 anni, di 16 anni per i maschi e di quasi 19 per le femmine.
Ovvero per usufruire di tutto il capitale accumulato, si deve vivere fino a 81 anni (se maschio) o fino a 84 (se femmina) (ovviamente se si va in pensione a 65 anni: se si va in pensione prima, il coefficiente di conversione si abbassa considerevolmente).
Nella convenzione tra Fondo e Assicurazione, inoltre, è prevista la possibilità di variare tali coefficienti durante la vita del prodotto, in base alle mutate condizioni di applicabilità delle basi tecniche adottate: in parole povere la Compagnia al variare delle condizioni di aspettativa di vita può decidere autonomamente il variare dei coefficienti adottati, dandone comunicazione al Delegante (Fondo Pensione). In ogni caso, la Convenzione attuale ha valore fino al 2011: più in là, chissà!

Ma la “pensione integrativa” viene rivalutata?
Nel “coefficiente di conversione” è già calcolato un “tasso tecnico” di rivalutazione del 2%. Si deve poi considerare uno 0,7% annuo che l’impresa assicuratrice si assegna ogni anno sul rendimento. Questi due importi vanno sottratti dal rendimento annuale della “gestione separata”. La rivalutazione sarà data da:
rendimento della gestione separata – 2,7%
Dato che la “Gestione Separata” deve essere necessariamente basata su prodotti finanziari a rischio basso o nullo, il suo rendimento difficilmente sarà superiore al 2,7%, e quindi con tutta probabilità la pensione integrativa rimarrà la stessa per sempre.
A titolo di confronto, ricordiamo che nella pensione pubblica (Inps), la rendita pensionistica viene rivalutata ogni anno (“perequazione” = rivalutazione delle somme ricevute al tasso di inflazione Istat) e anche i redditi che costituiscono la base di calcolo della pensione vengono adeguati all'indice dei prezzi al consumo istat.

La reversibilità? Costa!
Le condizioni relative alla rendita (recupero reale di quanto accumulato a 81 o 84 anni) non prevedono la reversibilità: sono quindi una vera e propria “scommessa” sulla durata della vita. La reversibilità è considerata, dal punto di vista commerciale, solo un’opzione, che può essere esercitata, ma a pagamento: il coefficiente di conversione, infatti, diventerà più basso.
Rendere reversibile la propria pensione costerà quindi una riduzione della rendita.

Se si perde – o si lascia - il lavoro, il Tfr arriverà dopo 4 anni!!
Secondo il decreto legislativo 123/2005, in caso di cessazione del rapporto di lavoro prima di avere maturato il diritto alla pensione integrativa, può

1. trasferire la posizione che ha maturato presso il fondo pensione a un'altra forma pensionistica a cui può iscriversi in ragione della nuova attività lavorativa
2. riscattare il 50% della posizione nel caso di cessazione dell'attività lavorativa che comporta inoccupazione per un periodo pari o superiore ai 12 mesi o in caso di ricorso del datore di lavoro a procedure di mobilità o cassa integrazione guadagni
3. riscattare totalmente la posizione se il periodo di inoccupazione supera i 48 mesi o nei casi di invalidità permanente che comporta la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo.

Anticipi? Più difficili!
Regole per la fruizione di anticipi su:
Tfr maturato in azienda
Le condizioni per ottenere un’anticipazione sono:
     - Almeno otto anni di servizio presso l’azienda
     - L’ammontare non deve eccedere il 70% del Tfr accumulato
     - Le somme ricevute devono essere usate per finanziare:
        a) Spese sanitarie;
        b) Acquisto della prima casa per sé o per i figli
        c) Spese per ristrutturazione straordinaria
        d) Congedo di maternità
        e) Congedo per formazione

        f) Congedo per formazione continua
Somme accumulate presso i fondi pensione
Le anticipazioni possono essere ottenute:
     - In qualsiasi momento, per importo inferiore o uguale al 75% se per spese sanitarie
     - Dopo almeno otto anni di partecipazione, per un importo inferiore o uguale al 50% per acquisto prima casa per sé o per i figli
     - Dopo otto anni di partecipazione, per un importo non superiore al 30% per altre esigenze
Le somme percepite a titolo di anticipazione possono essere reintegrate in qualsiasi momento anche con contribuzioni annuali che eccedono i 5.164,57 €.

Ma convengono i Fondi Pensione?
Sì: alle banche, alle assicurazioni, ai mercati finanziari, ai Sindacati che ci sono dentro, a Confindustria.
Guardiamo infatti come si evolverà il capitale dei Fondi Pensione: secondo il sito di informazione economica lavoce.info, i flussi del Tfr dei lavoratori verso i Fondi Pensione passeranno da 0,5 miliardi di euro nel primo semestre 2007, a 5 miliardi di euro nel secondo semestre, per arrivare a 10 miliardi di euro nell’anno 2008.
Un incremento di volume d’affari del 1000%
Certamente non convengono ai lavoratori: per avere una pensione integrativa seria e serenamente riscuotibile senza rischi, basterebbe:
1) aumentare il rendimento del Tfr; ogni punto di rendimento costerebbe 130 milioni di euro; solo il “Fondo di Garanzia” per coprire la “perdita” del Tfr da parte delle Aziende sosterà più di 300 milioni l’anno.
2) trasferire il Tfr all’Inps e considerarlo un contributo pensionistico aggiuntivo, con la stessa gestione della contribuzione obbligatoria.
Il problema è che l’obiettivo non è affatto la convenienza per i lavoratori, che sono considerati dei soggetti passivi, da spremere per le convenienze altrui.

E allora?

Prima si accordano per diminuirci le pensioni…
Poi ci dicono: la vostra pensione è bassa, dovete fare la pensione integrativa…
Poi istituiscono i Fondi Pensione…
Poi finanziano coi soldi pubblici – cioè nostri – una campagna a favore dei Fondi Pensione…
Poi ci fanno aderire anche stando zitti…

Ma se gli facessimo un bello scherzetto e boicottassimo collettivamente i Fondi Pensione?

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Archivio documentazione su Riforma delle pensioni e TFR [2002-2005]

 

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