VERTENZA PRECARI ATESIA
Pubblichiamo alcuni comunicati di un gruppo autorganizzato di lavoratori,
che ha dato vita ad una significativa lotta contro il precariato,
coinvolgendo lavoratori di altri Call Center ed assumendo rilevanza nazionalehttp://precariatesia.altervista.org
precariatesia@yahoo.it
Pubblichiamo il Comunicato del Collettivo PrecariAtesia, esprimendo la completa solidarietà dello SLAI Cobas ai lavoratori in lotta
Comunicato Stampa
Venerdì 19 gennaio 2007 in Atesia è indetta una giornata di sciopero. Le assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori hanno deciso questo sciopero per rispondere al licenziamento (taciuto da tutti) di quattro lavoratrici a tempo indeterminato e per ribadire il no all’accordo truffa firmato da azienda e sindacati confederali che, invece di stabilizzare, garantirà ulteriore precarietà e povertà ai lavoratori.
Riassumiamo brevemente quello che è avvenuto: il 1 gennaio dell’anno scorso la direzione di Atesia modificò unilateralmente l’orario di lavoro a tutti i part-time a tempo indeterminato, senza concordarlo con i lavoratori interessati come previsto dalle leggi e dal CCNL. Alcune lavoratrici, per le quali i nuovi orari non erano in alcun modo conciliabili con i tempi di vita personali, comunicarono all’azienda che, in assenza di una soluzione concordata, avrebbero proseguito le matrici sottoscritte al momento dell’assunzione a part-time. Dopo un anno di vessazioni e minacce, venerdì 12 gennaio u.s. l’azienda ha comunicato il licenziamento a 4 di queste colleghe.
Guarda caso questo ennesimo sopruso di padron Tripi avviene a un mese esatto dalla sottoscrizione dell’accordo tra Gruppo Almaviva e sindacati confederali per la “stabilizzazione” di 6300 contratti, tutti part-time, di cui 2800 riguardanti Atesia. Il segnale è chiaro e non riguarda solo coloro a cui è stato comminato il licenziamento ma anche le centinaia di lavoratrici e lavoratori con contratto part-time di Atesia/COS e, soprattutto, le migliaia di precari che si apprestano a sottoscrivere i nuovi contratti part-time.
Altro che contrattazione di 2° livello e/o stabilità nei turni! Tripi intende disporre totalmente delle lavoratrici e dei lavoratori e dei loro tempi di vita nelle 24 ore di ogni giorno per 365 giorno l’anno. Questo in cambio di circa 7000 euro l’anno, un reddito al di sotto della soglia della povertà che è impossibile non definire precarietà.
Ricordiamo che solo 20 giorni fa l’accordo è stato bocciato dai lavoratori attraverso un referendum gestito dalla stessa Cgil. E’ quindi chiara la volontà delle lavoratrici e dei lavoratori.
Per questo scioperiamo contro i licenziamenti e contro l’applicazione di un accordo che, se verrà applicato così com’è, ci condannerà ad una condizione di povertà stabilizzata, a tempo indeterminato e con turni di lavoro insostenibili.Assemblee dei lavoratori alle 12,00 e alle 16,00 durante le quali verranno distribuite copie del verbale dell’ispettorato del lavoro, e saranno occasione per manifestare la nostra solidarietà alle lavoratrici licenziate.
La piattaforma delle lavoratrici e dei lavoratori:
Contratti a tempo indeterminato full o part-time a richiesta del lavoratore
Turnazioni fisse
Contrattazione sul pregresso
Reintegro di tutti i licenziati
COLLETTIVO PRECARIATESIA COBAS ATESIA
precariatesia@yahoo.it comitatodibaseatesia@gmail.com
http://precariatesia.altervista.org http://www.cobas.it
Le lavoratrici ed i lavoratori di Atesia respingono l’accordo-truffa voluto da padron Tripi e firmato da CGIL-CISL-UIL
Nei giorni di giovedì 21 e venerdì 22 dicembre si è svolto in Atesia, organizzato dalla CGIL, il referendum sull’accordo firmato da sindacati ed azienda il 13/12/2006.
Malgrado la calata massiccia in azienda di sindacalisti esterni ad affiancare le RSU di COS, malgrado il tentativo di falsare i risultati sia facendo votare capi e dirigenti del gruppo sia inserendo nel referendum anche la contrattazione di 2° livello per chi è già dipendente, la maturità delle lavoratrici e dei lavoratori di Atesia, sia con contratto a progetto che con altre tipologie contrattuali si è chiaramente espressa con il 60% di NO (612 voti) contro il 40% di SI (426 voti).
Il Collettivo PrecariAtesia si è mobilitato in questi giorni affermando con chiarezza che dell’accordo del 13/12/06 andava conservato solo il contratto a tempo indeterminato mentre andava espresso un chiaro NO alle modalità di applicazione (550 € di salario, su turni h24 e rinuncia a tutto il pregresso con la firma della liberatoria).
Le lavoratrici ed i lavoratori hanno ancora una volta come in tutti questi due anni di lotta affermato che solo l’autorganizzazione nel collettivo rappresenta le loro richieste.
Dopo questo importantissimo risultato la lotta continua per contratti a tempo indeterminato per tutte e tutti con le seguenti caratteristiche:
Contratti full o part time per singoli lavoratori/trici che ne facciamo richiesta
Recupero di almeno una parte del pregresso
Turni fissi
A queste condizioni si aggiunge la richiesta di reintegro per tutti/e coloro che nell’ultimo anno e mezzo sono stati licenziati da Atesia in tronco o tramite mancato rinnovo contrattuale.
La lotta sta pagando
ora spetta ad Atesia pagare!Collettivo PrecariAtesia
precariatesia@yahoo.itRoma, 22 dicembre 2006
MANIFESTAZIONE
NAZIONALE LAVORATORI e LAVORATRICI
dei CALL CENTER
venerdì 29 SETTEMBRE 2006
PIAZZA DELLA REPUBBLICA ore 17.00
PIATTAFORMA di CONVOCAZIONE
approvata il 09/09/06 nel corso dell’assemblea tenuta
all’Istituto S. Francesco d’Assisi in Viale della Primavera a
Roma
Trasformazione di tutti i contratti precari (a progetto, somministrazione, tempo determinato etc) in contratti a tempo indeterminato full-time
Riduzione degli orari di lavoro a parità di salario, diversa organizzazione dei turni e dei tempi al fine di migliorare le condizioni di lavoro e ridurre lo stress psico-fisico, riconoscimento del carattere usurante del lavoro nei call center
Inquadramenti adeguati alla professionalità acquisita e all’anzianità
Blocco dei processi di esternalizzazione e di precarizzazione del lavoro
Reintegro di tutte le lavoratrici e i
lavoratori licenziati (attraverso i mancati rinnovi e/o le
interruzioni dei rapporti di lavoro per rappresaglia contro
le lotte)
Contro la legge TREU, la legge 30/2003 e le politiche governative di taglio ai servizi sociali.
La manifestazione si concluderà davanti la sede del Ministro del Lavoro Cesare Damiano al quale si richiederà un incontro; a conclusione (ore 19.30) si terrà uno spettacolo/denuncia sulle condizioni del lavoro precario con la partecipazione di Ascanio Celestini e altri artisti.
Collettivo PrecariAtesia (Roma), Collettivo Precari Telegate (Livorno), Zona deprecarizzata – movimento sindacale sardo, Coordinamento Precari Studenti Operai La Spezia, , Lavoratori Contact Center nazionale Inps Inail - Bari, Confederazione COBAS, FLMUniti-CUB, Slai COBAS, SNATER, Assemblea Coordinata e Continuativa Contro la Precarietà – Roma, Rete 28 Aprile CGIL, USI-AIT, Giovani Comunisti, Federazione romana PRC, PC-ROL
Per info e adesioni: precariatesia@yahoo.it, tappabuchi@claronet.it, iniziativecc2006@yahoo.it
Roma, 20 settembre 2006
Il Collettivo PrecariAtesia e l’Assemblea Coordinata e Continuativa Contro la Precarietà ieri sera 13 settembre hanno interrotto il dibattito, su lavoro e sviluppo, della festa nazionale della “Rinascita” (organo del PdCI), di cui erano protagonisti il Ministro del lavoro Damiano Cesare ed il segretario nazionale dell CGIL Epifani Guglielmo, responsabili della condizione di precarietà che caratterizza il mercato del lavoro.
Malgrado il tentativo del servizio d’ordine della festa di impedirci di parlare abbiamo imposto un nostro intervento dal palco del dibattito: sottolineando le contraddizioni di questi uomini di partito che parlano di precarietà e ne sono gli artefici, ribadendo la nostra lotta contro gli accordi sindacali che spacciano per stabilità i contratti di apprendistato ed inserimento e affermando la nostra determinazione a perseguire l’obiettivo del contratto a tempo indeterminato come unica soluzione reale per garantire la stabilità lavorativa a proletarie e proletari e chiedendo a Ministro e Segretario una chiara presa di posizione sulla vertenza Atesia e sulle risultanze dell’indagine dell’ispettorato del lavoro (indagine nata dall’esposto del collettivo).
Naturalmente gli imbarazzati interlocutori hanno “abilmente” usato le chiacchiere da politicanti per eludere le nostre domande cosa che ci ha fatto decidere ad abbandonare quel triste luogo al grido di “andate a lavorare”.
Di seguito il volantino che abbiamo distribuito per non fargli “dimenticare” le nostre posizioni.
NON ACCETTEREMO COMPROMESSI SULLA PELLE DEI LAVORATORI
Dopo l’esito degli accertamenti
dell’Ispettorato del Lavoro, nati dalla denuncia delle
lavoratrici e dei lavoratori del collettivo precariAtesia, che
ha riconosciuto il carattere subordinato dell’attività
lavorativa sia inbound che outbound, del resto evidente a chi
lavora in Atesia e a chi conosce l’organizzazione del lavoro, i
lavoratori di Atesia devono essere assunti a tempo
indeterminato. Questo è quanto prevede la legge.
Non si capisce perché non dovrebbe essere applicata, a meno
che non si consideri il proprietario di Almaviva/COS/Finsiel/Atesia,
Alberto Tripi, al di sopra della legge.
Ma chi è Alberto Tripi? l’ennesimo imprenditore diventato tale
grazie alle amicizie politiche (Prodi, Veltroni, Rutelli ma
anche il gruppo Fininvest) da cui ottenere: appalti pubblici,
l’impunità di licenziare, far fallire aziende in modo dubbio (XCos),
acquistarne altre senza presentare neanche un piano industriale
(Finsiel), il tutto sfruttando i lavoratori senza neppure
rispettare le leggi compreso la 626 sulla sicurezza sul lavoro.
Tutto ciò è stato reso possibile anche per l’assoluta complicità
dei sindacati confederali del resto l’illegalità di Atesia si
protrae da oltre 15 anni perché prima di Tripi era la Telecom a
gestire questa enorme fabbrica di precarietà e sfruttamento con
le stesse complicità.
Per questo è nato il collettivo PrecariAtesia perché le
lavoratrici ed i lavoratori non ce la facevano più a sopportare
ricatti e arbitrio ed hanno sperimentato sulla propria pelle il
comportamento delle OO.SS. CGIL-CISL-UIL. Per questo abbiamo da
subito rivendicato il contratto a tempo indeterminato e abbiamo
pubblicamente denunciato l’illegalità di Atesia e le complicità
di partiti e sindacati. Per questa nostra sacrosanta lotta
abbiamo subito licenziamenti, circa 400 solo lo scorso 31 maggio
di cui molti membri attivi del collettivo (attendiamo ancora il
reintegro che il Ministro Damiano aveva detto di aver richiesto
all’azienda), e denunce: solo per aver richiesto che anche
Atesia rispetti le leggi. Per oltre un anno e mezzo si è cercato
di isolare la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Atesia
- istituzioni, partiti del centrosinistra e sindacati
confederali nel migliore dei casi ci davano degli avventuristi
perché osavamo chiedere i contratti a tempo indeterminato – ma
senza riuscirci grazie al forte movimento di sostegno che si è
sviluppato fra le lavoratrici ed i lavoratori non solo dei call
center.
Mentre noi lottavamo i sindacati confederali hanno continuato a
firmare accordi ILLEGALI, l’ultimo lo scorso 11/4, dove si
supera in peggio persino la legge 30. Per inciso facciamo notare
che anche recentemente ad una interrogazione dei consulenti del
lavoro sulle modalità di proroga previste dalla legge 30 per i
co.co.co. si è confermato che tali proroghe (possibili fino
all’ottobre 2005) potevano essere concesse solo dalle
strutture sindacali aziendali e non territoriali o nazionali e
dunque la proroga concessa dalla SLC-CGIL FISTEL-CISL e
UILCOM-UIL nazionali ad Atesia era illegale così come illegale è
la modalità di applicazione dei contratti di inserimento part
time previsti dagli accordi sindacali.
Assunzioni a tempo indeterminato in tutti i call center
d’Italia. Ma la realtà di Atesia è solo l’iceberg della
condizione delle lavoratrici e dei lavoratori dei call center,
simbolo di precarietà e palestra per le politiche di
abbattimento dei diritti e del peggioramento delle condizioni
dei lavoratori favorite dai governi di questi anni (sia di
centrodestra che di centrosinistra) e dai sindacati confederali,
per questo la nostra lotta è la lotta di tutti. Non può il
Ministro ritenere che la recente circolare, che in una paginetta
e mezza propone un’inesistente distinzione tra inbound e
outbound, e le successive dichiarazioni frenino il sacrosanto
diritto del lavoratori all’assunzione. Non staremo a guardare
mentre per aiutare imprenditori amici, che in questo caso non
avendo pagato il dovuto all’INPS hanno truffato tutti non solo i
lavoratori di Atesia, vengano calpestati i nostri diritti.
Ma magari il Ministro del Lavoro Damiano si è trovato ad
affrontare la vertenza Atesia dopo poco tempo dall’insediamento,
senza dunque conoscerla a fondo ed è stato mal consigliato,
può rimediare: si attivi SUBITO per dare piena
applicazione alle conclusioni a cui è giunto l’Ispettorato del
Lavoro di Roma.
Ad Epifani segretario della Cgil, chiediamo di
ritirare la firma della sua organizzazione da tutti gli accordi
firmati in Atesia in questi anni, di riconoscere le pesanti
responsabilità del sindacato che ha firmato accordi ILLEGALI, e
finalmente di mettersi al servizio delle lavoratrici e dei
lavoratori sostenendo con forza la lotta per il contratto a
tempo indeterminato e impegnando la propria organizzazione nelle
prossime scadenze di lotta organizzate autonomamente dalle
lavoratrici e dai lavoratori a cominciare dalla manifestazione
nazionale dei call center del prossimo 29 settembre a Roma.
Per quanto ci riguarda sappiamo che l’assunzione a tempo
indeterminato è un nostro diritto, non accetteremo altro.
PARTECIPIAMO TUTTE E TUTTI ALLA
manifestazione nazionale a Roma
DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DEI CALL CENTER
il 29 settembre 2006
Al termine della manifestazione chiederemo un
incontro al Ministro del Lavoro Cesare Damiano;
la manifestazione si concludera’ con uno spettacolo/denuncia
sulle condizioni del lavoro precario con la partecipazione di
Ascanio Celestini e altri artisti.
Collettivo PrecariAtesia
Assemblea Coordinata e Continuativa Contro la Precarietà
Per info:
http://precariatesia.altervista.org
precariatesia@yahoo.it
http://www.claronet.it
tappabuchi@claronet.it
http://icc2006.oltreover.org
iniziativecc2006@yahoo.it
Roma, 13 settembre 2006
Appello per una mobilitazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dei call center
Il 9 settembre ore 10.00 - ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA presso Istituto "IISS DI VIALE DELLA PRIMAVERA 207"
In quest’ultimo anno le lotte delle
lavoratrici e dei lavoratori hanno imposto all’attenzione di
tutti il mondo dei call center.
Mass media, politici e istituzioni ne hanno esaltato lo sviluppo
occupazionale e la flessibilità produttiva per contrapporlo alle
denunce dei lavoratori sulle condizioni di lavoro che in tali
luoghi si è costretti a subire in cambio di retribuzioni
bassissime.
Ma le lotte esplose nei call center più importanti del panorama
nazionale, unitamente ad alcuni isolati interventi dei servizi
ispettivi di ASL e ispettorati del lavoro, hanno in parte
imposto la vera realtà produttiva, mettendo in luce:
il sistematico utilizzo di ogni forma di contratto precario, anche quelle palesemente illegittime, il lavoro a progetto, la somministrazione, il tempo determinato, l’apprendistato, il lavoro nero, tutte, quasi sempre, in versione part-time;
i turni massacranti e gli orari di lavoro totalmente flessibili, la struttura fortemente gerarchizzata e le indebite pressioni esercitate sugli addetti al fine di aumentare i livelli di vendita di prodotti e servizi, la totale assenza di autonomia professionale e di possibilità di carriera, gli insostenibili ritmi e tempi di risposta, le pesanti condizioni di stress lavorativo, le gravi carenze dei percorsi formativi;
l’abuso del contratto di lavoro a part-time (tanto da costituire la tipologia contrattuale prevalente sia nelle grandi aziende, come Telecontact center spa ed Atesia spa, che nei call center a “conduzione familiare”), quasi mai determinato dalla libera scelta della lavoratrice o del lavoratore ma individuato dal datore di lavoro quale strumento di ulteriore flessibilità attraverso il quale ottimizzare il rapporto tra riduzione del costo del lavoro e copertura delle fantomatiche “curve di traffico”;
l’uso dei call center quale volano di esternalizzazione delle attività e di precarizzazione dei rapporti di lavoro, sia da parte della pubblica amministrazione che delle grandi aziende private.
Il call center, quindi, non solo luogo fisico
ma anche precisa modalità organizzativa che, a seguito delle
regole di flessibilità e precarietà vigenti, sta determinando un
insostenibile disagio sociale e gravi ripercussioni sullo stato
psico-fisico della stragrande maggioranza degli addetti, siano
essi operatori con contratto a tempo indeterminato piuttosto che
con contratti precari.
Contro tali condizioni, noi, lavoratrici e lavoratori dei call
center e delegati RSU delle aziende del settore, riteniamo
oramai irrinunciabile la costruzione di un percorso unitario di
lotta di tutti gli addetti dei call center che realizzi, entro
il mese di settembre p.v., una prima manifestazione nazionale.
In tal senso proponiamo di incontrarci in una ASSEMBLEA
NAZIONALE, a ROMA, il 9 SETTEMBRE, dove elaborare la piattaforma
rivendicativa comune e stabilire tempi e modalità delle
iniziative di lotta.
Luglio 2006.
Per info e adesioni:
http://icc2006.oltreover.org email:
iniziativecc2006@yahoo.it
Prime adesioni: Collettivo Precari Atesia (Roma), Collettivo Precari Telegate (Livorno), Marina Biggiero (Rsu COBAS del lavoro Privato - Telecom Italia 119 – Roma), Elisa Puddu (portavoce Zona deprecarizzata – movimento sindacale sardo), Mariano Cardili (Slai Cobas Cosmed – Catania), Riccardo De Angelis (Rsu FLMU-CUB Telecom Italia – Roma), Domenico Teramo (RSU COBAS del Lavoro Privato Telecom Italia – Roma), Manuela Giovanetti (Rsu FLMU-CUB Telecom Italia - Bologna), Pina R. (Slai Cobas Action – Arese), Luigi Glave (Rsu COBAS del Lavoro Privato H3G – Roma), Nicoletta Frabboni (Rsu FLMU-CUB MPF azienda esternalizzata Telecom – Bologna), Maxim Santelia (Rsu COBAS del Lavoro Privato Telecontact Center – Roma), Stefano Masala (FLMU-CUB Telecom Italia 119 Bologna), Giancarlo D’Amato (Cobas del Lavoro Privato Telecom Italia 187 – Roma), Nicoletta Salsini (FLMU-CUB Telecom Italia 191 – Bologna), Marco Vitelli (Cobas del Lavoro Privato Telecom Italia 191 – Roma), Alessandro Pullara (Rsu Cobas del Lavoro Privato Telecom Italia – Roma), Fulvio Macchi (Rsu SNATER Telecom Italia – Trieste), Giorgio Ziantona (Rsu FLMU-CUB Telecom Italia – Roma), Mauro Cittadini (Rsu SNATER Telecom Italia – Roma, Roberto Piazza (Rsu Cobas del Lavoro Privato Telecom Italia – Roma), MIkaela Petrocchi Rsa CUB Trasporti Call Center Alitalia, COBAS Sepa – Roma, COBAS Precari Call Center ex B2win/Acea - Roma, , Claudio Cugusi (consigliere Prc Comune Cagliari), Raffaele Granito (Rsu Cobas Telecom Italia – Roma), Fulvio Freschi (Rsu Cobas Telecom Italia – Roma), Cristiano Muccini (Cobas Atesia – Roma), Marcantonio Lunardi (Lucca), Carmela Losco (Rsu Snater Telecom Italia 119 – Bologna), Fabio Obbia (Rsu Snater Telecom Italia – Udine), Renato Coletta (Rsu Snater Telecom Italia – Messina), Lavoratori precari dei call center (E-care, Europe Assistance, Team promotion- Milano), Fabbrizio Dubbini (Rsu Snater Telecom Italia – Ancona), Andrea Lugli (Rsu Snater Telecom Italia – Ancona), Carlo Giacchetta (Rsu Snater Telecom Italia – Ancona), Franco Alessandrini (Rsu Snater Telecom Italia – Ancona), Bruno Brandoni (Rsu Snater Telecom Italia – Ancona), Francesco Befani (Rsu Snater Telecom Italia – Terni), Ilario Succi Cimentini (Rsu Snater Telecom Italia – Bologna), Voci Stonate Comitato lavoratori (ex) Tim (Roma), Alessandro Pelati (part-time simpatizzante CUB Telecom Italia Roma), Massimiliano Burioli (Rsu Snater Telecom Italia – Rimini), Massimo Dotti (Rsu Snater Telecom Italia – Bologna), Luigi Mezzedimi (Rsu Snater Telecom Italia – Bologna), Maria Rita Selvaggio (Rsu Snater Telecom Italia – Bologna), Margherita Serraglia (Milano), Andrea Restaino (Uil Tele2 Trascom – Bari), Circolo delle Telecomunicazioni PRC, Francesco F. (Atesia), Slaicobas call center Teleperformance (Taranto), Alberto Burgio (deputato PRC-SE), Coordinamento Precari Studenti Operai La Spezia, Marcello Governatori (Cobas Atesia – Roma), Stefano Pennacchietti (Coord. RSU ferrovie – FS RFI – Roma), Assemblea Coordinata e Continuativa Contro la Precarietà – Roma, Coordinamento Lavoratrici e lavoratori Roma Ovest, Usi-AIT, Federazione Romana PRC, Confederazione Cobas, Snater, Flmuniti/Cub, Slai Cobas, Assemblea Nazionale Ferrovieri, Dante De Angelis (Macchista e delegato alla sicurezza licenziato dalle FS).
COMUNICATO STAMPA
Finalmente dopo un anno di lotte autorganizzate, Atesia è apparsa sulla stampa, nella sua vera veste di "fabbrica di precarietà".
Finalmente grazie alle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici autorganizzati di Atesia, emerge l’abuso di illegalità perpetuato per anni alla periferia della "città eterna".
Tanto per far luce sull’intera "vicenda", che ha colpito nel cuore la questione "precarietà", oggi si è tenuta una conferenza stampa davanti ad Atesia in cui sono stati chiariti (e speriamo una volta per tutte) i seguenti punti:
L’ispezione all’ufficio provinciale del lavoro è stata richiesta dalle lavoratrici e dai lavoratori del Collettivo Precari Atesia dopo l’illegittimo licenziamento di quattro di loro, colpiti solo perché hanno osato contestare gli accordi precedentemente firmati tra azienda e sindacati confederali che per l’ennesima volta imponevano contratti precari.
Durante tutte le mobilitazioni (scioperi pressoché totali, manifestazioni cittadine, sit in, incontri con le istituzioni ecc. ecc.) i sindacati confederali, Cgil compresa, hanno violentemente ostacolato le nostre iniziative definendoci addirittura dei violenti-pazzi solo perché chiedevamo un contratto a tempo indeterminato. Non è affatto vero che la Cgil si sia spesa a nostro favore, anzi, la firma dell’ultimo accordo dell’aprile 2005 che stabilizza la precarietà, dimostra proprio il contrario.
Ma soprattutto riteniamo di fondamentale importanza l’esito dell’ispezione che chiarisce che TUTTO IL LAVORO SVOLTO AD ATESIA E’ DI NATURA SUBORDINATA. Un’ispezione che ha fotografato la drammatica realtà della nostra di lavoro. Non solo, un ispezione che ha CHIARITO UNA VOLTA PER TUTTE CHE FUORI LEGGE E’ TRIPI (che ha lucrato sulla nostra pelle e sulle casse dell’INPS) E NON I LAVORATORI E LE LAVORATRICI CHE RIVENDICANO I LORO SACROSANTI DIRITTI.
Non accettiamo la peregrina distinzione tra lavoro in outbound e lavoro inbound della circolare Maroni/Damiano, distinzione smentita dall’accurata verifica della prestazione di lavoro fatta dagli stessi ispettori.
Rigettiamo con forza le minacce di Padron Tripi di delocalizzare la produzione. Una buffonata tenendo conto che Atesia, come molti altri call center, vere e proprie fabbriche di precarietà illegale, lavorano per amministrazioni, enti e servizi pubblici o di pubblica utilità. Vuole il governo "amico" permettere anche questo? Padron Tripi, insieme a tutta assocontact, intende fare dei corsi accelerati di italiano in tutto il terzo mondo?
E per finire, abbiamo rilanciato l’assemblea nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori di tutti i call center, che si terrà il 9 settembre a Roma, per discutere delle drammatiche condizioni in questi luoghi dove la precarietà, la flessibilità del lavoro, i turni massacranti, le pressioni per la produttività e di conseguenza lo stress, sono oramai insostenibili. Questo al fine di costruire finalmente in Italia un percorso unitario di lotta di tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore.Roma, - 28 agosto 2006
COLLETTIVO PRECARI ATESIA
Comunicato stampa
In questi giorni in cui il caso Atesia è finalmente scoppiato. Occupa le prime pagine di tutti i giornali. Finalmente diciamo noi, che da oltre un anno stiamo lottando per ottenere i nostri diritti.
Ma, come Collettivo Precariatesia, vogliamo anzitutto sottolineare alcuni aspetti della questione in corso.
In primo luogo, va chiarito una volta per tutte che l’esposto all’ispettorato del lavoro è stato presentato da 5 componenti del collettivo Precariatesia 4 dei quali licenziati negli ultimi mesi.
Che nell’arco di tutta la vertenza l’opposizione dei sindacati confederali è stata una delle maggiori difficoltà incontrate dal collettivo, sindacati che in questi anni sono stati complici nel processo di precarizzazione, firmando accordi sempre peggiorativi per i lavoratori in Atesia. Solo pochi mesi fa avevano indicato i lavoratori del Collettivo come “violenti” accusandoli anche di fare il gioco dell’azienda.
Ci pare ironico (se non paradossale) come molti di questi sindacalisti ORA esultino per l’esito dell’ispezione, e ci domandiamo il motivo per cui non l’abbiano richiesta loro precedentemente.
A tutti diamo appuntamento lunedì 28 agosto 2006 alle h. 12.00 alla conferenza stampa che il collettivo Precariatesia terrà alla presenza di tutti i lavoratori in assemblea nel piazzale antistante Atesia, Via Vincenzo Lamaro 25 (Cinecittà 2).
Collettivo Precariatesia
24/8/2006
Sulla relazione dell’ispettorato del lavoro riguardo la situazione dei lavoratori e delle lavoratrici di Atesia
In data 22 agosto 2006 l’ispettorato provinciale del lavoro ha terminato l’indagine in Atesia, il call center più grande d’Italia e laboratorio padronale di precarietà, riconoscendo la natura subordinata del rapporto di lavoro. Da anni l’azienda utilizza contratti di collaborazione a progetto (prima ancora coordinata e continuativa e con partita i.v.a.) per mascherare la natura subordinata del rapporto di lavoro grazie anche alla compiacenza dei sindacati confederali che, siglando accordi vergognosi (come quello a seguito della precedente ispezione, datata 1998, che raggiunse le stesse conclusioni dell’attuale ma venne sminuita dall’intesa sindacati-azienda che non riconobbe la subordinazione del rapporto di lavoro), hanno finora favorito il perdurare di tale situazione. Dopo anni di precarietà, che hanno naturalmente fatto montare la rabbia di lavoratori e lavoratrici, nel marzo del 2005 si è autorganizzato il collettivo Precariatesia per rivendicare quei diritti dati per scontati fino a pochi anni fa: malattia, ferie, contributi previdenziali, permessi, maternità, garanzia sulla continuità del rapporto di lavoro. Lavoratori e lavoratrici in diverse occasioni hanno scioperato e hanno sfilato in corteo per protestare contro gli accordi-bidone dei sindacati (firmati senza alcun mandato dei lavoratori) che volevano sostituire i contratti a progetto con contratti di Apprendistato ed Inserimento, o che prevedono l’esubero di circa 1000 unità, per ottenere finalmente un contratto a tempo indeterminato. Un percorso di lotta che è costato 5 licenziamenti in tronco e vari licenziamenti perpetrati tramite mancato rinnovo contrattuale: è chiaro che fra questi sono presenti i firmatari dell’esposto in questione presentato all’ispettorato provinciale del lavoro nel luglio del 2005 dal Collettivo Precariatesia.
Le conclusioni raggiunte sono indubbiamente positive per il lavoratore, anche se, dal punto di vista vertenziale, l’ultima parola spetterà al tribunale del lavoro, presso il quale si terranno le prossime udienze sui ricorsi di centinaia di lavoratori e lavoratrici del call center. Alla luce delle recenti novità, ed in vista delle prossime scadenze contrattuali previste per il 30 settembre c. a., siamo pronti a continuare la lotta finché non verranno ritirati tutti i licenziamenti politici, ricontrattualizzati i circa 400 mancati rinnovi del 1 giugno scorso e venga avviato un reale percorso di stabilizzazione tramite l’apertura di un tavolo delle trattative che dovrà vedere la reale partecipazione dei lavoratori, finalizzato al contratto a tempo indeterminato per tutti e tutte. Inutile specificare come le minacce padronali riguardo un’eventuale chiusura dell’azienda ci sembrano un vero e proprio atto di terrorismo psicologico nei confronti di lavoratori che hanno “osato” alzare la testa, visti gli alti profitti dell’ultimo anno vantati da Atesia e le dichiarazioni di Alberto Tripi sulle sue intenzioni di quotare in borsa il gruppo ALMAVIVA (ex Gruppo COS), per non parlare della continua crescita del settore. Ci teniamo a precisare che non riconosciamo come stabilizzanti i contratti di Apprendistato ed Inserimento (a termine e senza alcuna garanzia sulla continuità del rapporto di lavoro), esattamente come i contratti di collaborazione a progetto e che non potremo mai condividere la politica di chi pensa subordinazione uguale stabilizzazione.Collettivo Precariatesia
23/8/2006
Il Ministro del Lavoro Cesare Damiano rifiuta di ricevere i precari di Atesia e chiede l’intervento della Polizia. Solo alla fine della giornata la sottosegretaria Rosa Rinaldi incontra una delegazione del collettivo Precariatesia.
Questa mattina, dalle ore 10.30, si è tenuto il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori precari del call center di Atesia. Ancora una volta, come 10 giorni fa, il Ministro Cesare Damiano ha rifiutato di incontrare una delegazione dei precari in presidio. Alle 12,30 il ministro ha richiesto l’intervento della forza pubblica per impedire l’accesso al ministero della delegazione. Le lavoratrici e i lavoratori precari, su ordine del Ministro, sono stati spintonati dalla polizia e gli accessi al ministero sono stati sbarrati per impedire il passaggio al suo interno, un manifestante è stato colto da malore ed è stato portato con l’ambulanza al pronto soccorso.
A quel punto, vista la decisione del Ministro, i precari hanno mantenuto il presidio davanti al ministero occupando via Veneto. Solo intorno alle 14 una delegazione dei precari è stata ricevuta presso la sede della Provincia di Roma dalla sottosegretaria al Ministero del Lavoro, Rosa Rinaldi.
Il comportamento di Cesare Damiano, che rifiuta il dialogo con i lavoratori mentre apre le porte del ministero ai rappresentanti di Federcomin, del quale Alberto Tripi è il presidente, e ai rappresentanti dei sindacati Cgil-CIsl-Uil responsabili degli accordi contro i quali i precari di Atesia stanno lottando da più di un anno, pone seri dubbi sulle intenzioni del nuovo ministro in merito alla vertenza Atesia e più in generale sul problema della precarietà.
Non vorremmo che il Ministro si stia già avviando a ribaltare gli esiti delle verifiche dell’ispettorato del lavoro di Roma, che ha già definito illegittimi i contratti a progetto in uso in Atesia, per favorire l’amico Alberto Tripi, grande elettore della Margherita, che si è già candidato ad intercettare buona parte degli appalti futuri dell’amministrazione pubblica e degli enti locali, tutte istituzioni oramai saldamente gestite dal centro sinistra.
Diversamente, se questo ministero intende seriamente prendere posizione, al fine di trovare una soluzione positiva della vertenza, deve impegnarsi per l’immediato reintegro di tutti i lavoratori non riconfermati, nonchè dei 5 lavoratori licenziati nel corso dell’ultimo anno di lotta, e per l’immediata trasformazione degli illegittimi contratti a progetto in contratti a tempo indeterminato.
E ciò deve passare per il confronto diretto con i lavoratori e le lavoratrici, rappresentati dal Collettivo PrecariAtesia, protagonisti/e della vertenza.
Confronto che i precari e le precarie di Atesia sono determinati a conquistare con nuove e più incisive iniziative di lotta.Roma, 9 giugno 2006
Collettivo Precariatesia
precariatesia@yahoo.it
COMUNICATO
La vertenza dei precari e delle precarie di Atesia è giunta ad una fase decisiva della lotta che richiede il sostegno e la partecipazione di tutte e tutti coloro che si battono contro la precarietà.
Per questo riteniamo necessario, dopo la grandiosa riuscita dello sciopero del 1 giugno ad Atesia, sostenere la mobilitazione davanti al Ministero del lavoro (via Veneto, 56), organizzata dal Collettivo PrecariAtesia, per venerdì 9 giugno 2006 dalle ore 11, per chiedere:
il reintegro dei 400 licenziati/e anche sotto forma di mancati rinnovi contrattuali;
il rifiuto dell’accordo dell’11/4/06 e l’apertura di un tavolo di trattative con il Ministro C. Damiano, l’azienda e la partecipazione diretta delle lavoratrici e dei lavoratori per la stabilizzazione di tutte e tutti con il contratto a tempo indeterminato.
ARCI
ATTAC ITALIA
CLaRO
Confederazione Cobas
ESC
FIOM – CGIL
FP – CGIL
LOA Acrobax
PRC – Dipartimento nazionale lavoro
Sincobas
Sullo sciopero del 1/06/2006 in Atesia
Giovedì 1 giugno si è tenuto in Atesia uno sciopero con assemblea permanente davanti ai cancelli del call center per protestare contro l'accordo del 11/04/06, siglato da azienda e sindacati confederali, che prevede l'applicazione di contratti previsti dalla Legge 30 (apprendistato professionalizzante, inserimento e contratti a progetto) ed un esubero di circa mille unità. Tali esuberi sono cominciati a risultare con il licenziamento di circa 400 lavoratori/trici al 31 di maggio, effettuati nella forma di mancati rinnovi contrattuali.
A presidiare l'azienda erano presenti lavoratori e lavoratrici di Telecom, Aci informatica, Telecontact, operatori sociali, pubblico impiego,scuola, sanità, nonché una nutrita delegazione di operai della Fiat-Alfa Romeo di Pomigliano d'Arco e Arese;
presenti anche le seguenti strutture: Confederazione Cobas, Slai Cobas, A.C.C.C.P., c.s.o.a. IPO', EX-51 e Macchia rossa, L.R.O. Gatto selvaggio, Coop. Militant, CLARO, COCITTOS oltre a singoli compagni e compagne intervenuti nel corso dell'intera giornata.Iniziativa quindi riuscita non solo nella partecipazione allo sciopero (pressoché totale), ma anche nella presenza fisica di tutte e tutti coloro che danno seguito, con l'azione, alle tante parole che, soprattutto in questi ultimi periodi di campagna elettorale, si sono sentite riguardo la precarietà.
Consapevoli del fatto che la giornata in questione non è stata altro che l'ennesimo passo all'interno dei vari percorsi di lotta contro l'infame flessibilità della vita alla quale sono costretti centinaia di migliaia di proletari/e, continueremo su questa strada con nuove iniziative alle quali invitiamo sin da ora tutti e tutte a partecipare, a partire dall'assemblea di lunedì 5 giugno presso la sede del comitato di quartiere Alberone, in via Appia nuova 357.
Collettivo Precariatesia
IL 1 GIUGNO FESTA DEI LICENZIATI:
ATESIA RIMARRA’ CHIUSA!!!
In questi giorni c’è stato un taglio netto dell’organico di Atesia: circa 400 le lavoratrici e i lavoratori che dal 1 giugno si ritroveranno a spasso, privati anche di quel misero salario che l’azienda è solita elargire. Questi primi licenziamenti (chiamati “mancati rinnovi”) rientrano nell’accordo siglato da azienda e sindacati l’11.04.2006 che prevede un esubero di circa mille persone: questo quindi è solo l’inizio!
Entro il 30 settembre almeno altre 500/600 persone verranno tagliate fuori mentre per le altre ci sarà la contrattualizzazione secondo il famigerato accordo con tutto quello che ne consegue: contratti di Inserimento, Apprendistato o LAP su turnazioni nell’arco di 18 ore e salari da fame, senza alcuna garanzia sulla stabilizzazione del rapporto di lavoro (con tanto di liberatoria!). In poche parole: la stabilizzazione della precarietà!
Inutile specificare che all’interno di questa mattanza una particolare attenzione è stata riservata a quei lavoratori/trici che hanno cercato di farsi rispettare esigendo un trattamento dignitoso; contemporaneamente l’azienda continua ad assumere altri LAP avendo acquisito nuove commesse pubbliche (come apprendiamo dal quotidiano Milano Finanza del 19 maggio 2006).
Tutto questo non è più accettabile e
riteniamo necessario scioperare nella maniera più partecipata
possibile per dimostrare all’azienda che lavoratrici e
lavoratori hanno alla fine perso la pazienza: il 1 giugno
invitiamo tutte/i nel piazzale antistante Atesia per partecipare
alla festa dei licenziati in occasione della quale Atesia sarà
chiusa.
Richiediamo:
Immediato reintegro dei lavoratori/trici licenziati negli scorsi mesi ed il rinnovo contrattuale per tutti/e
Blocco delle nuove assunzioni fino alla reale stabilizzazione di tutti i lavoratori già contrattualizzati
Annullamento dell’accordo sindacale dell’11 aprile e apertura di un tavolo delle trattative
IL 1 GIUGNO FESTA DEI LICENZIATI:
SCIOPERO INTERA GIORNATA DALLE 06.00
NON CI SONO PIU’ GIUSTIFICAZIONI PER CHI VOLESSE ENTRARE A LAVORARE IN AZIENDA IL 1 GIUGNO DOPO I 400 LICENZIAMENTI DEI NOSTRI COLLEGHI…
Collettivo PrecariAtesia
Lavoro: il banco di prova del centro sinistra
L’undici aprile scorso CGIL-CISL-UIL e Atesia hanno firmato un accordo che conferma la condizione di precarietà per i circa 4000 collaboratori/trici di Atesia. Un accordo che prevede l'applicazione dell'infame Legge 30 anche un po’ peggiorata: 426 contratti di inserimento; 1100 contratti di apprendistato, a fronte di una presenza di dipendenti non superiori alle 300 unità, non tenendo quindi conto del rapporto di uno a uno per quanto riguarda tempi indeterminati ed apprendisti previsto dalla legge stessa (c’è un deroga in proposito); solo 170 lavoratori da giugno ed altri 124 entro ottobre a tempo indeterminato; circa 1000 rimangono a progetto mentre altri 1000 spariscono (licenziati/e o desaparecido).
Considerando la data in cui è stato firmato l'accordo ci viene da pensare che sia questo un bel regalo al nuovo governo Prodi, all’indomani delle richieste di Epifani di abrogazione delle legge 30! Come dire la legge 30 la superiamo: peggiorandola!
Il regalo fatto dai confederali a padron Tripi non fa altro che confermare le nostre ipotesi sul rapporto clientelare e di amicizia fra il magnate dei call-center e la classe politica al governo e all’opposizione. Mentre finora nessuno ha neanche preso in considerazione l'idea di metter mano a quel mostro di precarietà che è Atesia, leader nazionale nel settore precarietà e sfruttamento.
Dal primo giugno del 2006, data in cui verranno applicati i contratti previsti dal summenzionato accordo, 4000 persone si ritroveranno con contratti di inserimento (anche se non hanno bisogno di essere inserite nel mercato del lavoro dato che lo sono già da anni), apprendistato (anche se non hanno nulla da apprendere dato che sono anni che rispondono al telefono), ancora a progetto e, per circa mille persone, la disoccupazione causa mancato rinnovo contrattuale; per pochi “fortunati”, circa 300 (il 5% dei lavoratori/trici di Atesia), ci saranno contratti a tempo indeterminato. Tutti i contratti, a parte la differenza del nome, hanno in comune la miseria del salario previsto: circa 650 euro mensili, per part time a 25 ore su turni a coprire le 24 ore. Inutile specificare come tali stipendi non garantiscano neanche la sussistenza in una metropoli come Roma! In sostanza si passerà da una forma di precarietà ad un altra.
Le lavoratrici ed i lavoratori di Atesia si stanno preparando per rimandare al mittente l'accordo bidone, ma consideriamo importante, sul piano politico e sindacale, l'esito della vertenza Atesia per la classe lavoratrice in generale, dato quello che Atesia stessa rappresenta tanto per chi subisce quanto per chi impone la precarietà: invitiamo quindi tutti e tutte, lavoratrici e lavoratori, collettivi contro la precarietà, sindacati di base, istituzioni locali e chiunque sia interessato a lottare contro la precarietà a partecipare all'assemblea che si terràvenerdì 21 aprile nel piazzale antistante Atesia, in via Lamaro 25, alle ore 17:00
PER LA STABILIZZAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO
PER SALARI DIGNITOSI
PER IL REINTEGRO DEI 5 LICENZIATI POLITICI DI ATESIA
NO A CONTRATTI PRECARI (PROGETTO, APPRENDISTATO, INSERIMENTO, SOMMINISTRAZIONE, ECC...)
NO ALLE ESTERNALIZZAZIONI E ALLE CESSIONI DI RAMI D'AZIENDA
STABILITÀ PER TUTTI/E, PRECARIETÀ PER NESSUNO18 aprile 2006
Collettivo PrecariAtesia
ENNESIMA TRUFFA DI AZIENDA E SINDACATI
DICIAMO NO!!! IN FRANCIA L'HANNO FATTO...
L'11 aprile azienda e sindacati hanno raggiunto un'ipotesi di accordo sul futuro dei lavoratori Atesia. Il 31 maggio scadono i contratti ma i lavoratori non sono mai stati interpellati prima dell'accordo su quali fossero le loro richieste ed esigenze. I sindacati confederali con la consueta arroganza, e non essendo stati eletti da nessuno, sono andati a contrattare sulla nostra pelle. Dentro Atesia si sono limitati a spacciare una serie di fandonie più o meno rassicuranti, ma purtroppo per loro (ma soprattutto per noi) i nodi vengono al pettine... L'accordo sinteticamente è questo:
170 contratti a tempo indeterminato (meno del 5%) dei lavoratori; quelli che da almeno 7 anni lavorano in Atesia. Come dicevamo alla Cgil da tempo oltre 5/6 anni significa 7 anni... Lavorando 25 ore a settimana lo stipendio sarà di circa 650 euro lordi, e non gli 800, 750, 700 promessi dai vari sindacalisti... Sui turni attendiamo che ci facciano sapere (orari e stipendi sono gli stessi anche per inserimento e apprendistato)
coloro che hanno l'inserimento (124 circa) avranno il contratto a tempo indeterminato entro ottobre 2006
426 contratti di inserimento. Applicabile a donne oltre 29 anni e uomini oltre i 49. Ricordiamo che si applicano a chi deve essere inserito nel mercato del lavoro, avranno durata di 18 mesi non prevedono in alcun modo la trasformazione a tempo indeterminato
1100 apprendistati professionalizzanti con durata di 36 mesi Inseriti da Cgil, Cisl e Uil nei contratti di categoria non prevede nessun obbligo di trasformazione in contratti a tempo indeterminato. Incredibilmente i sindacati concedono (tanto mica se li tengono loro) una deroga alla Legge 30 per poterli applicare, dato che non potrebbero se non ci fossero almeno 1110 contratti a tempo indeterminato.
Per tutti gli altri, la maggioranza assoluta dei lavoratori attuali, rimarranno i Lap quindi nessun diritto, nessuna certezza di guadagno
Dulcis in fondo "in conseguenza di tali misure il lavoro a progetto risulterà ridotto di circa 900 unità". Ci licenziano. Buttano fuori 900 persone.
Inoltre quasi certamente una volta firmato il contratto la lavorazione delle campagne sarà a discrezione dell'azienda, il che significa che potranno decidere di cambiarci campagna o farcene lavorare più di una.
Un accordo vergognoso che ripropone tutta la
precarietà degli accordi del 24 maggio 2004 (550 inserimento,
1100 apprendistato, lap per tutti gli
altri). Per 650 euro una "fortunata" minoranza di lavoratori
subordinati sarà sempre a disposizione dell'azienda, per gli
altri cottimo, nessun diritto e licenziamenti. Attendiamo di
sapere perché dovremmo esserne contenti L'accordo era già pronto
ma la Cgil che è contro la Legge 30 non poteva firmarlo prima
delle elezioni. Ora prima che venga insediato il nuovo governo
amico ci vuole lasciare questo regalo con le solite risibili
scuse tipo la legge è questa, meglio questo che niente. Se i
signori si degneranno di venire a riportarci l'accordo e a
sottoporci la sua approvazione in assemblea dobbiamo tutti
insieme ribadire l'inaccettabilità di questo accordo truffa dopo
tutti gli anni in cui siamo stati sfruttati e a fronte dei
fatturati in continua crescita (grazie a noi) di Telecom ed
Atesia.
L'esempio di Parigi è evidente, non limitiamoci a subire.
Facciamo conoscere a tutti quello che sta succedendo: 4500
lavoratori costretti ad ulteriore precarietà e licenziamenti.
Quello che rispetto al maggio 2004 ci viene proposto in più è
ancora pochissimo, ma si è ottenuto grazie alla mobilitazione e
ai 5 licenziamenti,
possiamo ottenere molto di più. Se lo possono permettere
tranquillamente...
Il futuro è nelle nostre mani, per questo già a partire dai
prossimi giorni organizziamo iniziative di lotta contro questo
ennesimo accordo-truffa: perché vogliamo almeno 1000 euro al
mese con ferie, malattie e maternità pagate!
COLLETTIVO PRECARIATESIA
Per l’unità delle lotte sociali
e contro la precarietà
In tutto il paese, e anche nella nostra città, in questo ultimo anno si sono sviluppate sui posti di lavoro, numerose lotte. Nei call center, nelle Poste s.p.a. (vedi vertenza trimestrali), nel trasporto aereo, negli appalti del comune di Roma (vedi operatori sociali), negli enti di ricerca e nelle università, nei cantieri della TAV, nelle ferrovie, nel trasporto urbano la lotta contro la precarietà, del lavoro e del reddito, ha ormai assunto dimensioni di massa.
Queste lotte si sono dovute scontrare direttamente, oltre che con la controparte padronale (licenziamenti nel gruppo Cos, fra gli edili dei cantieri TAV, nelle ferrovie, fra gli operatori sociali, ecc.), spalleggiata dai sindacati confederali, anche con le istituzioni. Sia il Governo di centro-destra, sia Regione, Provincia e Comune, governate dal centro-sinistra, si sono posti - nei fatti - contro queste lotte.
In particolare a partire dalla vertenza di Atesia – il più grande call center d’Europa, con 5000 lavoratori, tutti con contratti precari – è iniziato un percorso cittadino che, in momenti diversi e in diversa misura, ha visto partecipi lavoratori e delegati delle aziende metalmeccaniche (ACI Informatica, Sogei, Finsiel, EDS, Softlab, Cap Gemini, etc.), del settore delle telecomunicazioni (TIM, Telecom, H3G, XCOS, ALICOS, Telecontact center, Unicab), i Precari della Ricerca e dell’Università, gli Operatori Sociali, i precari della Sanità, i lavoratori, precari e non, dell’Alitalia.
Un percorso da rafforzare ed estendere, che ha visto ulteriori momenti di sviluppo nella lotta contro la direttiva Bolkestein, partorita dalla commissione europea presieduta dal signor Prodi Romano, che altro non è che la generalizzazione a livello europeo di quei processi di esternalizzazione, privatizzazione e liberalizzazione dei servizi sociali e del mercato del lavoro che caratterizzano le politiche dei governi e delle istituzioni locali. Ne sanno qualcosa i precari che lavorano, direttamente o attraverso appalti, sotto il Comune di Roma (uno dei massimi utilizzatori di lavoro precario), la Regione e la Provincia.
La tendenza verso la riunificazione delle varie lotte sociali va estesa e rafforzata: il livello espresso sinora rende oggi possibile, almeno a livello cittadino, questo obiettivo. Le lotte di questi mesi nei settori di lavoratori, “stabili” e precari, devono collegarsi con quelle dei movimenti di lotta per la casa, degli immigrati autorganizzati, degli studenti delle scuole e delle università, alle iniziative nei quartieri contro il carovita, ecc. Soltanto lottando insieme potremo combattere la sempre crescente e generale condizione di precarietà della nostra vita.
Raccogliamo gli obiettivi emersi dalle piattaforme (costantemente in costruzione) delle varie lotte:
l’immediato reintegro dei lavoratori licenziati per le lotte, da XCOS ad Atesia, ai Canili di Roma, alle Cooperative, alla FIAT, fino agli ultimi licenziamenti in ferrovia ed ai cantieri TAV;
la trasformazione di tutti i contratti di lavoro precario (progetto, apprendistato, inserimento, somministrazione, tempo determinato ecc....) in contratti a tempo indeterminato;
salari adeguati ai bisogni reali;
l’abrogazione della legge 30/2003 e del pacchetto Treu;
la garanzia del reddito;
la casa per tutti/e a prezzi popolari;
servizi sociali (scuola sanità e trasporti) pubblici e gratuiti per tutti;
il permesso di soggiorno per tutti, sganciato dal contratto di lavoro, la chiusura dei CPT e l’abrogazione delle leggi razziste Bossi/Fini e Turco/Napolitano.
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ASSEMBLEA CITTADINA |
MANIFESTAZIONE
CITTADINA |
SOLO UNITI SI VINCE !
Collettivo Precari Atesia, Coordinamento Precari della Ricerca e dell’Università, Cobas Telecontact center, Lavoratrici/tori Cobas XCOS, Lavoratrici/tori autorganizzati ACI Informatica, Cobas Lavoro Privato – settore comunicazioni, Cobas Atesia, Assemblea coordinata e continuativa contro la precarietà, Lavoratori e delegati EDS – Softlab – Sogei, Lavoratrici e lavoratori Finsiel – TSF – Nexans (LT) – Ex Copel (LT) - , Cobas Garboli/TAV cantiere Casal Bertone, Cobas Ospedale Sant’Andrea, Cobas Poste, Coordinamento lavoratrici e lavoratori Roma Ovest, COCITTOS - Coordinamento cittadino operatori sociali, Confederazione Cobas, CSOA “I PO’ “, Comitato Precari Roma Est, LOA Acrobax, S.O. “Ex51”, CSOA “ExSnia”, Comitato di quartiere Alberone, L.S. “La Talpa”, Associazione Dhuumcatu, Comitato Immigrati in Italia, reteComune, Laboratorio contro la guerra, Vis-à-vis, Corrispondenze Metropolitane, Operai contro-Aslo Roma, CSOA “Sans papiers”
Alla manifestazione saranno presenti anche i lavoratori SLAI Cobas della Fiat-Alfa di Milano e Napoli, coi licenziati.
COMUNICATO STAMPA
ATESIA LO SCIOPERO GENERALE DEI PRECARI INIZIA CON I PICCHETTI DI FRONTE AL PIU' GROSSO CALL CENTER D'ITALIA
Alle 7.00 di questa mattina 25 novembre, centinaia di precari e precarie di ATESIA, dei COBAS di TELECONTACT e di TELECOM, dell'Assemblea Coordinata e Continuativa contro la Precarietà, hanno iniziato la giornata dello sciopero generale con un picchetto di fronte alle entrate del più grosso call-center d'Italia, utilizzato tra l'altro per sostituire i lavoratori e le lavoratrici di Telecom in sciopero.
Legge finanziaria, politiche del Governo ma anche tanta precarietà che da più di un decennio ha caratterizzato la vita lavorativa di migliaia di persone.
I precari e le precarie di Atesia hanno voluto così caratterizzare la loro partecipazione allo sciopero generale di tutta la giornata proclamato dai COBAS, prendendo poi la testa della manifestazione partita da piazza Esedra alle ore 10.00.
Le lotte dei precari vanno oramai avanti da mesi e hanno prodotto anche 4 licenziamenti politici nel mese di Luglio. Gli scioperi di settembre con adesioni elevatissime hanno riproposto alla città di Roma e al mondo politico in generale la questione dei contratti precari della legge 30 e del pacchetto Treu.
A tutt'oggi oltre alle dichiarazioni di principio poco è stato fatto. I sindacati confederali di settore continuano nella loro intenzione di applicare attraverso gli accordi con il Gruppo COS la legge 30, le istituzioni politiche chiamate a mediare in questo conflitto oltre alle dichiarazioni poco hanno fatto per costringere l'azienda a trattare direttamente con chi effettivamente rappresenta le istanze di più di 4.000 dipendenti del Call-Center.
Alla fine del corteo alcune decine di lavoratrici e di lavoratori di Atesia, sostenuti da altre delegazioni di lotta del corteo, hanno occupato il palazzo del Comune di Roma sulla piazza del Campidoglio per imporre la trasformazione degli impegni verbali delle Istituzioni in fatti concreti per l'obiettivo dei contratti a tempo indeterminato e della continuità del reddito, ottenendo per il 6 dicembre la convocazione di un tavolo con tutte le parti coinvolte.
Roma 25/11/05
COLLETTIVO PRECARIATESIA
COBAS TELECONTACT CENTER
ASSEMBLEA COORDINATA E CONTINUATIVA CONTRO LA PRECARIETA'
COBAS GRUPPO TELECOM
In data 3/11/2005, in seguito all'interruzione del Consiglio Comunale di Roma da parte del collettivo PrecariAtesia, è stato aperto un tavolo di discussione tra i lavoratori ed alcuni rappresentanti del Consiglio stesso. Tale trattativa ha portato ad un impegno formale da parte del Consiglio Comunale il quale si impegnerà entro quindici giorni ad aprire un tavolo politico al quale saranno invitati a partecipare: Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma, le OO.SS, l'azienda Atesia ed il collettivo PrecariAtesia al fine di trovare un percorso unitario e condiviso per stabilizzare i lavoratori e le lavoratrici Atesia-Cos.
In allegato è possibile consultare il comunicatoCollettivo PrecariAtesia
http://precariatesia.altervista.org
precariatesia@yahoo.it
COME COORDINAMENTO LAVORATORI SOSTENIAMO LA LOTTA DEI PRECARI ATESIA E LA LORO CASSA DI RESISTENZA, RITENENDO CHE ESSA ABBIA UNA VALENZA POLITICA GENERALE PER TUTTI I LAVORATORI, COME QUELLE DEL TRASPORTO (AUTOFERROTRANVIERI), DI MELFI, ECC.
OCCUPATI, DISOCCUPATI, PRECARI O IMMIGRATI: SOLO UNITI SI VINCE!
Pertanto stiamo raccogliendo fondi per sostenere la lotta dei precari di Atesia.
Nel caso di raccolta fondi sui luoghi di lavoro, allego un file coi blocchetti di sottoscrizione per la cassa di resistenza;chi vuole può utilizzare questa matrice (che non è adattissima per stampare da stampante, essendo stata stampata in tipografia), oppure farsene una propria. Sotto troverete le coordinate bancarie della cassa di resistenza.
C.La.R.O. - Coordinamento Lavoratrici e Lavoratori Roma Ovest
http://www.claronet.itRoma, ottobre 2005
Collettivo precariatesia
Sito internet: http://www.precariatesia.altervista.orgPosta elettronica: precariatesia@yahoo.it
Indirizzo: Via Appia 357, Roma
c/c 000065814246 ABI 07601 CAB 03200,
intestato a BOSI CHRISTIAN e/o GENTILE VALERIO ALESSANDRO.
CAUSALE CASSA DI RESISTENZA PRECARI ATESIA
APPELLO PER IL SOSTEGNO ALLA CASSA DI RESISTENZA DEI PRECARI DI ATESIA.
I lavoratori di Atesia, impegnati da tempo in una accesa lotta, contro l’azienda, proprietaria del più grande call center d’Europa con oltre 4.000 lavoratori, hanno deciso di istituire una cassa di resistenza.
La cassa di resistenza serve per sostenere la lotta, già costata il licenziamento per rappresaglia di quattro lavoratori – Manuela, Mariella, Riccardo e Valerio – il 22 luglio scorso, e le conseguenti mobilitazioni. L’esperienza della cassa di resistenza è patrimonio del movimento dei lavoratori sin dall’inizio del secolo scorso in tal senso è, secondo noi, paradigmatica la scelta di riproporle oggi proprio perché per certi versi ci si vuole riportare in una condizione simile a quella che vissero i nostri nonni: salario a cottimo, impossibilità di organizzarsi senza essere vittima di una indiscriminata persecuzione, contratti e dunque conservazione del posto di lavoro al continuo arbitrio dei padroni.
Noi non abbiamo né padrini, né poteri forti, e spesso anche l’informazione ha nei nostri confronti “orecchie da mercante”, forse anche perché dietro Atesia c’è Telecom unica proprietaria per svariati anni e oggi unita insieme al gruppo COS (di Alberto Tripi) nell’attività. Per cui ogni sostegno alle nostre iniziative, ogni manifesto, ogni volantino è il frutto di sacrifici che spontaneamente i lavoratori di Atesia fanno, al contempo, siamo altresì convinti che la nostra lotta non è solo la nostra lotta, ma è anche quella di altri milioni di lavoratori precari e non, che attaccati nei diritti fondamentali, resistono all’ingranaggio che li vorrebbe soffocati in una precarietà sempre più aggressiva e si attivano per contrastarla. E’ una precarietà che vorrebbe porre i lavoratori in condizioni sempre più subordinate, ma al contempo, paradossalmente, ne nega la natura. Proprio per questo convinti che molti altri vivono condizioni simili alla nostra, e ancor di più saranno in un futuro non lontano se non si svilupperà un movimento generale di lotta invitiamo tutti a sostenere questa lotta, convinti che se riusciremo a spuntarla, sarà una vittoria di tutte e tutti coloro che lottano contro un modello di vita che ponendoci in precario equilibrio, cerca di renderci divisi e più sottomessi.
L’unica lotta che si perde è quella che si abbandona.
OBIETTIVI E PIATTAFORMA DEI LAVORATORI DI ATESIA
- Trasformazione di tutti i contratti di lavoro precario (progetto, apprendistato, a chiamata, inserimento, somministrazione, ecc....) in contratto a tempo indeterminato full o part time, a richiesta del lavoratore;
- Adeguato inquadramento nei termini della professionalità acquisita nel corso degli anni per tutti i lavoratori e le lavoratrici;
- Applicazione della normativa esistente in merito alla sicurezza ed alla salute dei lavoratori ed eliminazione dei fattori di nocività sul posto di lavoro;
- NO ai processi di esternalizzazione e alla cessione di rami di azienda;
- Salari adeguati a soddisfare i bisogni dei lavoratori.
- Immediato reintegro di tutti i lavoratori licenziati
- Smantellamento del pacchetto Treu e della legge 30/03.
ALCUNE NOTIZIE SULLA SITUAZIONE DEI LAVORATORI
Generalità
Atesia si costituisce nel 1989, all’interno del gruppo Seat Pagine Gialle, per le ricerche di mercato. Nei primi anni ’90 viene quindi acquisito con tutta la Seat dalla Telecom e da allora si trasforma in call center con servizi di contact center oltre alle ricerche di mercato.Il 24 maggio 2004 un accordo fra Telecom e CGIL-CISL-UIL stabilisce che a partire dal 1 luglio 2004 le sue attività e le lavoratrici ed i lavoratori coinvolti vengano suddivisi: trasferendo a Telecontact Center (gruppo Telecom) le attività relative al 187 mentre le restanti attività (119 e campagne esterne a Telecom/Tim) rimangono ad Atesia che però viene acquisita per l’80,1% del capitale dal gruppo COS.
Atesia ha sede nella piattaforma del centro commerciale e direzionale Cinecittà2 (via Lamaro) anche per quanto riguarda la parte trasferita a Telecontact Center.
Personale e contratti
Attualmente gli addetti “alle cuffiette” sono circa 3000 ad Atesia/COS e circa 1200 a Telecontact Center.Ad Atesia/COS sono tutti con contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa a progetto (lap) che scadono il 30 settembre 2005, il pagamento è “a cottimo”.
Mentre a Telecontact Center dal 1 gennaio 2005 ci sono: circa 700 somministrati a tempo determinato (scadenza contratto 31/12/2005) e 500 fra contratti di apprendistato (contratto a 38 mesi) o d’inserimento (scadenza contratto 30/6/2006) e viene applicato il contratto nazionale delle telecomunicazioni. Inoltre prima di stipulare i nuovi contratti dal 1 gennaio 2005 le lavoratrici ed i lavoratori hanno dovuto firmare una transazione tombale (chiamata “verbale di conciliazione”).
Per inoltrarci nel racconto della nostra attvità ci piace partire citando l’ Art. 36 della Costituzione “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa… Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.”
Dal 2001 in Atesia gli operatori di call center, definiti telemarketing operators, hanno dei contratti di co.co.co. Ricordiamo che ci sono persone che da 15, 10, 5 anni lavorano continuativamente presso Atesia. Non stiamo parlando di lavoretti occasionali a breve termine. Possiamo valutare qualche decina di migliaia le persone che sono passate per Atesia. Molti non sono stati “rinnovati”, molti hanno dovuto lasciare data l’insostenibilità economica, chi ha potuto ha trovato altro. La precarietà si autoalimenta, fornisce bacino di reclutamento a se stessa. Non è utile alla creazione di posti di lavoro ma semplicemente all’abbattimento del costo del lavoro.
Chi invece ha lavorato per Atesia in questi anni si è visto rinnovare il contratto prima ogni mese, poi ogni tre mesi, ora per dodici mesi. In futuro sarà lo stesso, contratti non stabili. Che logica c’è in questo? Si può lavorare nello stesso posto facendo lo stesso lavoro senza poter essere assunti? Questi lavoratori non hanno goduto di un giorno di ferie retribuite, non hanno diritto alla malattia, e non avranno una pensione dignitosa, se mai ne avranno una. Il lavoro che fanno è fondamentalmente lo stesso da sempre, smentendo il carattere innovativo e in trasformazione falsamente propagandato dall’azienda. Atesia dai committenti riceve campagne Inbound e Outbound. Nelle Inbound è il cliente che chiama per richiedere il servizio mentre nelle Outbound è l’operatore che chiama per proporre il servizio. I committenti principali in questi anni sono stati Tim e Telecom. Il che vuole dire che lo stesso servizio che offre un operatore di Atesia lo offre un dipendente Tim o Telecom con contratto “garantito”. Noi sostanzialmente facciamo lo stesso lavoro di un dipendente ma costiamo la metà. Questa è la funzione di Atesia. I volumi di lavoro sono crescenti e le prospettive anche. Il ricorso a forme di contratto precario come il co.co.co. si manifesta quindi nella sua doppia valenza. Da una parte abbatte il costo del lavoro dei lavoratori esternalizzati, dall’altra serve a ricattare i lavoratori garantiti ed ad erodere quindi anche i loro diritti.
Il co.co.co. in Atesia, nonostante quello che hanno concordato Azienda e sindacati firmatari, è semplicemente un mascheramento di un rapporto di subordinazione. Numerose sono le evidenze di ciò. In Atesia l’evidenza nasce dal fatto che i contratti proposti (li analizzeremo in seguito) con la nuova normativa sono contratti di subordinazione. La situazione è paradossale: continueremo a fare le stesse cose ma mentre prima eravamo collaboratori ora saremo subordinati. Altra evidenza del mascheramento della subordinazione ad opera di azienda e sindacati è la richiesta di firma di una liberatoria. In sostanza si chiede al lavoratore, come condizione vincolante (ricatto) per poter firmare uno dei nuovi contratti di subordinazione, la rinuncia a richiedere il riconoscimento della subordinazione stessa per il pregresso. Quindi quello che abbiamo fatto finora non era un lavoro subordinato ma da ora, semplicemente firmando, continuando a svolgere lo stesso lavoro saremo subordinati!!! Ulteriori evidenze sono le centinaia di vertenze fatte dai lavoratori verso Atesia, per il riconoscimento della subordinazione, che l’Azienda ha sempre chiuso con transazioni economiche.
Vita in Atesia
Adesso tenteremo brevemente di descrivere come effettivamente si svolge il lavoro all’interno di Atesia. Il collaboratore ha un orario da rispettare. Un turno all’interno del quale può scegliere liberamente se lavorare o meno. Se volesse lavorare in altri orari dovrebbe richiedere l’autorizzazione dagli assistenti di sala (ats). Generalmente si lavora 6 giorni su 7. Non esistono festività che chiudono l’azienda. Atesia, ovvero gli operatori di call-center, è attiva 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno.Come abbiamo già detto non è riconosciuto alcun pagamento per ferie o malattia. L’unico elemento di retribuzione è il contatto utile. Con questo si intende ogni attività (generalmente una telefonata ricevuta od effettuata) chiusa positivamente. La definizione dell’utilità del contatto è quella decisa dall’azienda sulla base della durata della chiamata o delle risposte ricevute dal cliente. In sostanza è un lavoro a cottimo. Il cottimo però è condizionato perché non è il lavoratore che decide quante chiamate effettuare o ricevere ma è l’azienda che decide i volumi di lavoro. In teoria un lavoratore potrebbe prestare il suo tempo (elemento vincolante della quantificazione della retribuzione secondo la Costituzione) e non ricevere nulla in cambio. La realtà non si discosta molto da questa ipotesi. Spesso, per logiche aziendali oscure, i volumi di lavoro sono bassi e si guadagnano anche meno di 10 euro lordi al giorno.
Quello che succede spesso è che a prescindere del volume generale del lavoro la distribuzione di esso non è equamente distribuita tra i lavoratori. Quello che avviene concretamente è che l’azienda ha la possibilità di dirottare un numero maggiore o minore di chiamate su un lavoratore anziché su un altro. Inoltre all’interno di un stessa commessa l’azienda può assegnare a suo piacimento una campagna migliore a chi preferisce. Ad esempio nelle outbound una telefonata per promuovere un servizio può essere pagata meno di quella per promuoverne un altro. Quindi due lavoratori che lavorano la stessa quantità di chiamate avranno guadagni differenti. E’ chiaro quindi il potere, che si spinge fino al ricatto, che l’azienda ha sui lavoratori per imporre determinati comportamenti. Altro che collaborazione! Il ricatto e l’intimidazione ha negli assistenti di sala (ats) i suoi principali esecutori. Nel posto di lavoro l’attività viene coordinata dagli ats, in realtà spesso a loro volta precari (un po’ la logica del kapò). In teoria, secondo il contratto, dovrebbero fungere da riferimento per il collaboratore per le problematiche inerenti allo svolgimento del lavoro. In pratica quello che avviene è che la loro principale attività è quella di controllo. In modi a volte anche autoritari impongono l’attività e le sue modalità di svolgimento.
Tornando alla retribuzione essa viene cambiata dall’azienda in modo unilaterale, anche retroattivamente. Vi sono situazioni limite che sembra paradossale non possano essere sanzionate nonostante siano state oggetto di interrogazioni parlamentari. Ad esempio nella campagna Tim Business, dedicata ai contratti di telefonia mobile aziendale, al lavoratore la telefonata di oltre 3 minuti viene pagata meno di quella che dura da 2 minuti e 40 fino a 3 minuti. Oltre all’evidente danno per l’utente, dato che necessariamente su indicazione aziendale si tenderà a “tagliare” i tempi della chiamata, risulta palese l’incostituzionalità di un pagamento che avviene in aperto contrasto con la norma di proporzionalità tra tempo e retribuzione.
Nelle campagne inbound la chiamata fino a 20 secondi non è pagata. L’assurdità della situazione è che invece il committente comunque paga Atesia. Si lavora gratis!
Oltre a tutto ciò dovremmo segnalare l’assoluta mancaza di rispetto della Legge 626 sulla sicurezza sul lavoro. Come operatori lavoriamo costantemente di fronte a monitor che non sono a norma di legge. L’igiene del posto di lavoro è spesso scadente. L’impianto di condizionamento non è sufficiente, d’inverno fa freddo e d’estate fa caldo. La struttura stessa è fatiscente e presenta spesso pavimenti dissestati e controsoffitti cadenti. In concomitanza con la brutta stagione piove all’interno della struttura compromettendo la praticabilità di alcune postazioni. L’inquinamento acustico dovuto alla mancanza di insonorizzazione non permette di svolgere le normali mansioni di lavoro, compromettendo la salute stessa degli operatori. Gli strumenti tecnici forniti, necessari allo svolgimento della mansione (cuffietta e microfono), sono inadeguati e difficilmente reperibili.
Per quanto riguarda la rappresentanza sindacale essa in Atesia, per i collaboratori, è costituita da Rsa. Quindi i sindacati nominano ed impongono le rappresentanze senza che i lavoratori possano votare i propri rappresentanti. La situazione è costante: lavoratori a cui sono negati continuamente diritti, anche quelli sindacali.
Non possiamo fare a meno di constatare il fatto che Atesia in questi anni è cresciuta esponenzialmente mentre ha prodotto migliaia di lavoratori con guadagni infimi, nessuna garanzia, nessuna possibilità di assicurare a sé e alla propria famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
L’assoluta mancanza di trasparenza aziendale fa sì che non si conoscano i rapporti economici tra committenti ed Atesia. Quello che è certo dalle nostre conoscenze è che i margini di profitto sul lavoro degli operatori è enorme.
Tra queste, in particolare rivendichiamo:
- Ripristino dei compensi abbassati nell’ultimo anno senza nessuna motivazione o rimodulazione degli stessi secondo criteri che rispettino e incentivino la condizione di lavoratore “a cottimo” .
- Miglioramento delle condizioni dell’ambiente lavorativo ai sensi della legge 626/94
- Sostituzione delle attuali tipologie contrattuali (Co.co.co e L.a.p. in scadenza 30/09/2005) con contratti a tempo indeterminato full-time o part-time
Questa iniziativa nasce dal crescente disagio di una classe lavorativa condannata al precariato, che assurto a sistema finisce col provocare una perdita d’identità sociale. In una realtà in cui destabilizzazione e timore di esporsi sono diventati tratti distintivi, continueremo a perorare con forza le nostre ragioni.
Lavoratori precari Atesia
COMUNICATO:
Al termine della manifestazione contro la precarietà le realtà presenti hanno rilanciato il percorso di lotta e di coordinamento cittadino convocando una ASSEMBLEA CITTADINA per il prossimo Venerdì 7 ottobre alle ore 17 presso aula 2 della facoltà di Lettere Università “La sapienza”Collettivo Precari Atesia, Cobas Telecontact center, RSU Cobas XCOS, Lavoratrici e lavoratori autorganizzati ACI Informatica, Lavoratrici e lavoratori Alicos, Lavoratrici e lavoratori CRONOS, Cobas Lavoro Privato – Cobas gruppo Telecom, Alcuni iscritti CGIL Telecom, Lavoratori e delegati EDS, Lavoratori e lavoratrici Cap Gemini, Lavoratrici e lavoratori Call Center American Express, Assemblea coordinata e continuativa contro la precarietà, Cobas H3G, Coordinamento lavoratrici e lavoratori Roma Ovest, Confederazione Cobas, Comitato Precari Roma Nord/Est, Comitato autorganizato lavoratori/trici UNICAB USI AIT, Coordinamento cittadino operatori sociali, Coordinamento precari della ricerca e università, Coordinamento precari Apat
CORTEO CITTADINO CONTRO LA PRECARIETA’
Il 15 settembre ha visto la straordinaria riuscita dello sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori di Atesia autorganizzato dal Collettivo PrecariAtesia, per rivendicare l’assunzione per tutti con contratto a tempo indeterminato. La determinazione con cui oramai da oltre sei mesi le lavoratrici ed i lavoratori conducono questa lotta è servita da un lato a respingere l'accordo del 24/05/04 sottoscritto da TELECOM e CGIL CISL UIL, in cui si prevedeva di trasformare gli oltre 4600 attuali co.co.co. in contratti di inserimento, di apprendistato e a progetto (quindi sempre precari), e dall’altro a trasformare questa vertenza in un momento esemplare della lotta contro la precarietà.
In questi anni in Atesia, come in tanti altri luoghi di sfruttamento, abbiamo visto un tripudio di partite IVA, CO.CO.CO, interinali/somministrati ecc. Contemporaneamente gli stessi padroni, Tripi (COS), Tronchetti Provera (Telecom) e compagnia realizzavano processi di esternalizzazione, dismissioni e licenziamenti per gli ex “garantiti”. Tutto questo non fa che ridurci alla miseria salariale, all'incertezza contrattuale, alla mancanza delle garanzie minime del lavoro dipendente, a scaricare sulla fiscalità generale quel minimo di versamenti INPS che dovrebbero garantire una qualche pensione.
Finalmente però assistiamo ad un tentativo delle lavoratrici e dei lavoratori di ricostruire un movimento generale contro lo sfruttamento, da Melfi all’Unicab, dagli autoferrotranvieri a Telecontact Center, dall’Alitalia alle poste all’Istat, dai disoccupati organizzati alle iniziative sul reddito. Oggi la lotta di Atesia può mettere in crisi il processo generale di ristrutturazione capitalistica, per questo un ampio arco di realtà lavorative metalmeccaniche (Aci Informatica, Finsiel, Sogei, Softlab ecc.), delle telecomunicazioni (Telecontact, Tim, Telecom, Xcos, H3G ecc.), delle poste, delle cooperative, del pubblico impiego, dei comitati precari e del commercio stanno praticando un tentativo di coordinamento delle lotte e di condivisione di una piattaforma unitaria. Affinché queste lotte non rimangano isolate l’una dall’altra e dal generale movimento dei lavoratori, è importante, infatti, cominciare a coordinarsi per darsi una prospettiva comune che metta insieme gli interessi e i diritti dei lavoratori precari e garantiti. È necessario costruire una forza che sappia vedere nelle istituzioni, governative e locali, comunque connotate, non un semplice interlocutore o un potenziale alleato, ma una controparte con la quale trattare - così come con il padrone - sulla base dei reali rapporti di forza.
La manifestazione del 29 settembre è un altro passo in questa direzione: vogliamo coinvolgere i giovani, i pensionati, le donne, tutti i lavoratori, precari e non, in un ulteriore momento di lotta con un corteo cittadino per:
l’immediato reintegro di 4 lavoratori del collettivo di Atesia licenziati per rappresaglia il 22 luglio scorso, Manuela, Mariella, Riccardo e Valerio;
la trasformazione di tutti i contratti di lavoro precario (progetto, apprendistato, a chiamata, inserimento, somministrazione, ecc....) in contratto a tempo indeterminato full o part time, a richiesta del lavoratore;
l’adeguato inquadramento nei termini della professionalità acquisita nel corso degli anni per tutti i lavoratori e le lavoratrici;
l’applicazione della normativa esistente in merito alla sicurezza ed alla salute dei lavoratori ed eliminazione dei fattori di nocività sul posto di lavoro;
dire NO ai processi di esternalizzazione e alla cessione di rami di azienda;
salari adeguati a soddisfare i bisogni dei lavoratori;
abrogare la legge 30/2003 ed il pacchetto Treu.
MANIFESTAZIONE IL 29 SETTEMBRE ORE 17 DA P.ZZA della REPUBBLICA AL MINISTERO DEL LAVORO
Collettivo Precari Atesia, Cobas Telecontact center, RSU Cobas XCOS, Lavoratrici e lavoratori autorganizzati ACI Informatica, Lavoratrici e lavoratori Alicos, Lavoratrici e lavoratori Slai-Cobas Sogei, Lavoratrici e lavoratori CRONOS, Cobas Lavoro Privato – Cobas gruppo Telecom, FLMU Tim e Telecom, Alcuni iscritti CGIL Telecom, Lavoratori e delegati Finsiel, Lavoratori e delegati EDS, Lavoratori e delegati ATOSORIGIN, Lavoratori e lavoratrici Cap Gemini, Lavoratori e delegati Softlab, Lavoratrici e lavoratori Call Center American Express, Lavoratori e delegati TSF, Assemblea coordinata e continuativa contro la precarietà, Cobas H3G, Coordinamento lavoratrici e lavoratori Roma Ovest, Confederazione Cobas, Comitato Precari Roma Nord/Est, Coordinamento cittadino lotta per per la casa, Comitato Autorganizzato Lavoratori/trici UNICAB – USI AIT, Circolo lavoratori/trici precari Rifondazione Comunista “M.Sanna” - Coordinamento cittadino lotta per la casa - Comitato autorganizzato lavoratori/trici UNICAB USI AIT - Circolo lavoratori/trici precarie di Rifondazione Comunista "M.Sanna"
Roma 21/09/2005
Invitiamo a partecipare allo sciopero del 15/09/2005 in via Vincenzo Lamaro 25 (cinecittà 2) di fronte all'ingresso di Atesia alle ore 17; al fine di sostenere, documentare e condividere un momento di lotta contro una politica del lavoro che nega i diritti fondamentali di dignità e rispetto dei lavoratori e delle lavoratrici.
I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DI ATESIA
SCIOPERANO IL 15 SETTEMBRE 2005!!!!I lavoratori e le lavoratrici di Atesia continuano il loro percorso di lotta per l’assunzione con contratto a tempo indeterminato.
Dopo che “in conformità a quanto concordato con l’organizzazioni sindacali in data 24 maggio 2004 e succ.” (comunicazione interna aziendale) sono stati proposti 550 contratti di inserimento e contratti a progetto per i restanti lavoratori e le restanti lavoratrici, riteniamo necessario indire una giornata di sciopero che risponda ai concreti bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici per il 15 settembre. La giornata vedrà coinvolti, nell’arco della mattinata , il territorio municipale e le relative istituzioni e, nel pomeriggio un’assemblea cittadina con la partecipazione degli Enti locali (Regione, Provincia e Comune), di altre realtà del mondo del lavoro precarie e non, di forze politiche e realtà sociali.
Il contratto a tempo indeterminato, già applicato a molti dipendenti TIM ( rispondono al 119!!), TELECOM, COS, EXPERIAN, VODAFONE, è l’unica forma concreta e praticabile per il superamento della precarietà e per un futuro più certo! Per tanto qualsiasi altra manovra ad esempio del 9 settembre che chiede la mobilitazione dei lavoratori senza richiedere un contratto a tempo indeterminato, è da considerarsi contraria agli interessi dei lavoratori stessi.
L’ampio arco di forze politiche, sociali e del movimento dei lavoratori sarà presente nella giornata di Giovedì 15 perché riconosce nella lotta dei lavoratori e delle lavoratrici di Atesia un valore inestimabile di esempio nella città, per un reale superamento della precarietà, che si manifesterà in una grande mobilitazione cittadina in un corteo nella giornata del 29 settembre prossimo.Il contratto a tempo indeterminato per tutti e tutte
è necessario e realizzabile!Collettivo PrecariAtesia
http://precariatesia.altervista.org
precariatesia@yahoo.it
chi precarizza e licenzia pure
sfrutta anche te, facciamolo smettere
Come già saprete, siamo in mobilitazione da ormai alcuni mesi per rivendicare alla scadenza del contratto (fissata al 30 settembre) qualcosa di più dignitoso di altre contratti precari (tutto il materiale da noi prodotto finora, sul sito del collettivo che è http://precariatesia.altervista.org). Durante la giornata di oggi abbiamo presidiato la sede dell'azienda, volantinando e informando il personale dell'accaduto.
In sintesi la giornata di ieri era cominciata con gli infami di cgil-cisl-uil che hanno attaccato in bacheca (chiuso sotto chiave) il vergognoso volantino che riproduciamo di seguito, poi il pomeriggio hanno comunicato ai circa 850 lavoratori delle out che non c'era più lavoro, per loro, almeno fino a settembre. Per risposta i compagni del collettivo hanno organizzato un'assemblea.
Dopo l'assemblea l'azienda che evidentemente aveva concordato la strategia di attacco con i sindacati ha licenziato, per interruzione di servizio per aver svolto l'assemblea, quattro lavoratori del collettivo. Immediata è partita la risposta dei lavoratori che hanno bloccato le attività e sono stati in presidio per gran parte della notte.
Sono state decise ulteriori iniziative, che comunicheremo, per i prossimi giorni. Chiediamo a lavoratrici e lavoratori, precari o a tempo indeterminato, ai disoccupati organizzati, ai collettivi ed ai centri sociali, ai sindacati di base e ad ogni altra forma di autorganizzazione dei lavoratori di manifestare una concreta solidarietà ai lavoratori ed alle lavoratrici di Atesia così duramente colpiti da Tripi (COS) e Tronchetti Provera (Telecom).
Di seguito il volantino pubblicato dalle OOSS
A TUTTI I LAVORATORI
Finiamola con le strumentalizzazioni
La nostra rivendicazione era, è e rimane stabilizzazione per tutti. E per raggiungerla le OO.SS e la delegazione sindacale unitaria, hanno individuato quale "unico percorso praticabile" (per ottenere il quale non siamo più disposti ad attendere i tempi di nessuno) quello teso a programmare:
tempi certi
criteri oggettivi (es.: anzianità di servizio)
contratti di transizione con retribuzione certi (non elemosine) e garanzie di diritti (malattie, ferie, etc)
AL FINE DI FARE CHIAREZZA UNA VOLTA PER TUTTI:
Diciamo all'azienda che, se fossero vere(noi non ci crediamo) le voci che girano tra i collabo-ratori, che ci siano alcuni "prezzolati" da Atesia, infiltrati con lo scopo di creare caos e darle la scusa per non trattare con le OO.SS. e poter, quindi, continuare con lo stato di assoluta precarietà, non ci cadiamo.Alle pseudo-organizzazioni esterne all'azienda che tentano di determinare uno stato di confusione non fornendo alcun percorso o soluzione valida per i lavoratori, in quanto le loro sede legali non hanno mai portato a termine nessuna causa, ne si sono mai posti come contro parte trattante, diciamo che i nostri colleghi hanno sufficienti indicazioni e conoscenze da non lasciarsi ingannare.
Ai lavoratori che, come noi crediamo, si sono autorganizzati e che se la prendono con tutti sia boicottando le assemblee dei collaboratori, sia mettendosi nelle condizioni di farsi allontanare dalle sede dei partiti, dei sindacati e dei giornali, che hanno sempre seguito e dato voce alle nostre proteste, indichiamo un momento di riflessione. Perseverando con questo atteggia-mento, non solo recano vantaggi all'azienda (prolungando all'infinito i tempi di precariato e determinando la possibilità di un numero consistente di mancati rinnovi), ma rischiano di trovarsi completamente isolati tra i colleghi che già mal sopportano i loro metodi.
P.s.: in democrazia il sindacato ha l'obbligo di rappresentare la volontà della maggioranza dei lavoratori e non solo della piccola minoranza, anche se rumorosa.
nidil cgil fistel cisl e cpo uil delegazione sindacale unitaria
QUESTO E' INVECE IL NOSTRO VOLANTINO:
22 LUGLIO 2005
Atesia attacca frontalmente chi lavora con il rituale appoggio dei sindacati confederaliIn mattinata la direzione ha messo in libertà diverse centinaia (circa 800) persone delle campagne out, invitandole a farsi sentire, eventualmente, ad un numero di telefono privato, tra un mesetto e più. Nel primo pomeriggio lavoratori e lavoratrici del 119 hanno indetto un'assemblea e uno sciopero autorganizzato per contrastare questa decisione aziendale.
Alle 19:00 il personale dirigente, nelle persone dei signori Marchiori, Benini e Pallotta, ha convocato quattro lavoratori e lavoratrici del collettivo Precari Atesia, notificando il loro licenziamento poiché avrebbero ostacolato il lavoro dei colleghi e svolto assemblee non autorizzate.Non casualmente nella mattinata CGIL-Nidil, CISL, UIL avevano affisso un volantino nel quale annunciavano la presenza di elementi "prezzolati" dall'azienda indicandoli proprio tra quei lavoratori che oggi sono stati licenziati. Nell'ignobile scritto, le OOSS confederali accusavano "pseudo organizzazioni esterne", forse l'assemblea coordinata e continuativa contro la precarietà e il COBAS, di minare la capacità contrattuale delle medesime OOSS. Lavoratrici e lavoratori in lotta respingono la provocazione padronale, richiedendo l'immediato reintegro dei licenziati e di tutto il personale sospeso. I licenziamenti saranno immediatamente impugnati anche in sede legale, mentre continua la lotta per i contratti a tempo indeterminato.
Dal 23 luglio alle ore 12:00 è convocato davanti l'ingresso di Atesia in via Lamaro 25 il picchetto di lotta che continuerà secondo le modalità di volta in volta determinate dall'assem-blea, fino alla conclusione della vertenza.
Collettivo Precariatesia
Assemblea coordinata e continuativa contro la precarietà
COBAS Lavoro Privato
RESOCONTO ASSEMBLEE IN ATESIA DEL 14 LUGLIO 2005
Nelle assemblee delle lavoratrice e dei lavoratori di Atesia (sede di Roma), convocate da CGIL, CISL e UIL svoltesi in data 14 luglio 2005, i sindacati confederali sono stati diffidati dal richiedere in sede di trattativa con l'azienda l'applicazione completa o parziale dell'accordo siglato il 24 maggio 2004, vista che la richiesta delle assemblee è unicamente di assunzione con contratto a tempo indeterminato, full-time o part-time a scelta del singolo lavoratore o lavoratrice.
Per tutta risposta i sindacati, nella persona del segretario nazionale SLC-Cgil Rosario Strazzullo, hanno dichiarato di non sentirsi in dovere e di non avere nessuna intenzione di riportare il volere della maggioranza delle lavoratrici e lavoratori nelle trattative con l'azienda.
Di conseguenza le lavoratrici ed i lavoratori di Atesia hanno trovato conferma, nella presa di posizione di CGIL, CISL e UIL della giustezza e della inevitabilità del percorso di autorganizzazione già avviato da mesi manifestato con l'organizzazione degli scioperi del 12 magio 2005, del 1 giugno 2005 e del corteo del 22 giugno 2005.
Roma, 14 luglio 2005
Collettivo precari Atesia
CHI PRECARIZZA SFRUTTA ANCHE TE
FACCIAMOLO SMETTERE!
Il 22 giugno scorso una significativa
manifestazione ha attraversato il quartiere Cinecittà/Lamaro di Roma
animato da lavoratrici e lavoratori di varie aziende. Questa
manifestazione da un lato ha avviato un processo autorganizzato di
unificazione delle lotte – Atesia, Telecontact, Unicab, Cap Gemini,
XCOS, Alitalia…. – dall’altro ha individuato nella lotta per il
contratto a tempo indeterminato in corso all’interno di Atesia il
nodo centrale dello scontro sulla precarietà in atto a Roma. Del
resto questa manifestazione è nata dalle mobilitazioni che già da
mesi si susseguono in Atesia, a dicembre a Telecontact e da aprile
in Atesia-COS, contro l’accordo del 24 maggio 2004 fra Telecom/COS e
SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL che attua, persino con evidente
illegalità, la legge 30 e per richiedere l’assunzione per tutte e
tutti con contratti a tempo indeterminato.
Siamo consapevoli che questo percorso di lotta, anche per la sua
esemplarità per le lavoratrici ed i lavoratori di Roma, è arduo e
duro per questo continuiamo a ritenere necessaria una mobilitazione
permanente ed estesa. In questo senso abbiamo deciso di convocare un
ASSEMBLEA CITTADINA IL 13 LUGLIO ORE 16,30
AULA CONSILIARE MUNICIPIO X (P.ZZA CINECITTA’)
INIZIATIVA DI FESTA E MUSICA DALLE ORE 20,00
A VIA LAMARO DAVANTI LA SEDE DI ATESIA
All'assemblea sono invitati gli Assessori al
lavoro delle istituzioni locali, Regione – Provincia - Comune,
nonché rappresentanti dei Servizi territoriali dell'ispettorato del
lavoro, a cui consegneremo un dossier sulla situazione di illegalità
dei contratti stipulati a Telecontact Center (gruppo Telecom Italia)
e previsti per Atesia (gruppo Cos), ai quali chiediamo un confronto,
e una conseguente presa di responsabilità, in merito alla
insostenibile condizione di sfruttamento presente in tali aziende e
più in generale in tutti i call center operanti nel territorio
romano.
Invitiamo quindi tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori precari o
in via di precarizzazione, stabili ma stanchi della loro misera
retribuzione, iscritti a sindacati confederali, autonomi o
autorganizzati ed anche semplicemente le realtà sociali solidali con
le motivazioni della lotta, a partecipare numerosi a questa giornata
di mobilitazione sia per rappresentare le proprie specifiche istanze
di lotta sia per sostenere la comune piattaforma rivendicativa,
ampliabile con il contributo di tutti e tutte:
1 - trasformazione di tutti i contratti di lavoro precario
(progetto, apprendistato, a chiamata, inserimento, somministrazione,
ecc....) in contratto a tempo indeterminato full o part time, a
richiesta del lavoratore;
2 - adeguato inquadramento nei termini della professionalità
acquisita nel corso degli anni per tutti i lavoratori e le
lavoratrici;
3 - applicazione della normativa esistente in merito alla sicurezza
ed alla salute dei lavoratori ed eliminazione dei fattori di
nocività sul posto di lavoro;
4 - NO ai processi di esternalizzazione e alla cessione di rami di
azienda;
5 - salari adeguati a soddisfare i bisogni dei lavoratori.
Collettivo Precari Atesia, Cobas Telecontact center, RSU Cobas XCOS, Lavoratrici e lavoratori Unicab, Lavoratrici e lavoratori autorganizzati ACI Informatica, Lavoratrici e lavoratori Alicos, Lavoratrici e lavoratori Slai-Cobas Sogei, Lavoratrici e lavoratori CRONOS, Cobas Tim e Telecom, FLMU Tim e Telecom, Alcuni iscritti CGIL Telecom, Lavoratori e delegati Finsiel, Lavoratori e delegati EDS, Lavoratori e delegati ATOSORIGIN, Lavoratori e delegati Alpitel, Lavoratori e delegati Cap Gemini, Lavoratori e delegati Softlab, Lavoratrici e lavoratori Call Center American Express, Lavoratori e delegati TSF, Assemblea coordinata e continuativa contro la precarietà, Cobas H3G, Coordinamento lavoratrici e lavoratori Roma Ovest
MOBILITAZIONE CONTRO LA PRECARIETA’
22 GIUGNO 2005 A ROMA : DA ATESIA A COS
Ieri 22 giugno 2005 una manifestazione di
centinaia di lavoratrici e lavoratori autorganizzati è sfilata dalla
sede di Atesia a quella di COS per chiedere l'assunzione con
contratti di lavoro a tempo indeterminato. E' il terzo sciopero che
in poco più di un mese si realizza in Atesia organizzato dal
Collettivo Precari Atesia e questa volta partecipato dalla
condivisione della lotta da parte di molti altri lavoratori sia
precari/e che a tempo indeterminato.
Tale iniziativa è molto ben riuscita, sia per i numeri dei
partecipanti sia per la “qualità”, cioè l’aver avviato un percorso,
senz’altro lungo e difficile ma necessario, di ricomposizione fra le
diverse categorie di lavoratrici e lavoratori. In questo senz’altro
significativo è lo stesso percorso intrapreso dal corteo che ha
toccato i luoghi della destrutturazione del mercato del lavoro, l’ex
ufficio di collocamento oggi centro per l’impiego, una
multinazionale dell’informatica metalmeccanica e con processi di
esternalizzazione ed espulsione di lavoratrici e lavoratori come Cap
Gemini, vari call center vere fabbriche di precarietà come Experia e
Telecontact Center oltre naturalmente Atesia e COS.
La mobilitazione di ieri rappresenta un primo importante passo per
una vera battaglia contro il lavoro precario voluto dalle aziende,
contro i governi di centrodestra e di centrosinistra che lo hanno
introdotto, e contro accordi, come quelli del maggio 2004 ad Atesia,
che stabilizzano la precarietà.
Mentre le segreterie sindacali non trovano di meglio che proporre
contratti di apprendistato e di inserimento per lavoratrici e
lavoratori che hanno attualmente la condizione (accettata dai
sindacati confederali) di co.co.co. e co.pro. cioè di lavoratori
parasubordinati. Siamo alla totale illegalità se si pensa che un
lavoratore o lavoratrice autonoma presente in Atesia magari da molti
anni possa improvvisamente diventare un apprendista o con contratti
formativi come quelli di inserimento, fra l’altro con salari che
oscillano fra i 340 e i 500 euro lordi al mese.
Siamo però contenti e consapevoli che la lotta che stiamo conducendo
preoccupa padroni e sindacati, tanto da sollecitare la commissione
di garanzia ad utilizzare, pretestuosamente, la convocazione dello
sciopero confederale del 24/6 per intervenire contro il nostro
sciopero autorganizzato. Ma la piena riuscita della manifestazione
di ieri e della lotta connessa dimostrano che le lavoratrici e i
lavoratori non si lasciano intimidire ed hanno ben chiara la propria
piattaforma:
LA LOTTA CONTINUA CONSAPEVOLI CHE LA STRADA INTRAPRESA E' QUELLA GIUSTA E L'UNICA POSSIBILE PER UN CONTRATTO DI LAVORO SICURO E CON SALARIO ADEGUATO! ABOLIAMO IL PRECARIATO : AUTORGANIZZIAMOCI!
Collettivo Precari Atesia, Collettivo contro la precarietà
Telecontact center,
RSU Cobas XCOS, Lavoratrici e lavoratori Unicab,
Lavoratrici e lavoratori autorganizzati ACI Informatica,
Lavoratrici e lavoratori Alicos, Lavoratrici e lavoratori Slai-Cobas
Sogei,
Lavoratrici e lavoratori CRONOS, Cobas Tim e Telecom H3G,
FLMU-CUB Tim e Telecom, Alcuni iscritti CGIL Telecom,
Lavoratori e delegati Finsiel, Lavoratori e delegati EDS,
Lavoratori e delegati ATOSORIGIN, Lavoratori e delegati IMT,
Lavoratori e delegati Cap Gemini, Lavoratori e delegati Softlab,
Lavoratrici e lavoratori Call Center American Express,
Lavoratori e delegati TSF,
Assemblea coordinata e continuativa contro la precarietà,
Coordinamento lavoratrici e lavoratori Roma Ovest
CHI PRECARIZZA SFRUTTA ANCHE TE
FACCIAMOLO SMETTERE!
In questi mesi a Roma si sono sviluppate numerose
lotte nei posti di lavoro contro i processi di precarizzazione e di
esternalizzazione, per i contratti, gli aumenti salariali e il
corretto inquadramento. Atesia, IMT, XCOS, Telecontact center,
Finsiel, Cap Gemini, Acea, Alitalia, IBM…. sono solo alcuni fra i
nomi più noti delle aziende che hanno visto svilupparsi questa nuova
stagione di lotte.
Sono un esempio per tutti gli scioperi di 3000 co.co.co. ad Atesia,
i blocchi dei cancelli della Ericsson dagli esternalizzati del
gruppo Infotel, le manifestazioni di Cap Gemini: perché precario
o in via di precarizzazione, la lotta è la stessa!
Perché pacchetto treu o legge 30, è sempre il lavoratore a pagare le
spese e a garantire profitti sempre più alti al datore di lavoro,
assistendo ad una progressiva diminuzione dei salari e ad un aumento
della instabilità contrattuale.
E’ giunta l'ora di fermare questo inaccettabile cambiamento delle
condizioni lavorative. Le lotte che ci sono, devono e possono essere
un punto di partenza importante per allargare la mobilitazione e per
costruire un percorso di unificazione e ricomposizione delle lotte
sulla base della seguente piattaforma, ampliabile con il contributo
di tutti e tutte:
trasformazione di tutti i contratti di lavoro precario (progetto, apprendistato, a chiamata, inserimento, somministrazione, ecc....) in contratto a tempo indeterminato full o part time, a richiesta del lavoratore;
adeguato inquadramento nei termini della professionalità acquisita nel corso degli anni per tutti i lavoratori e le lavoratrici;
applicazione della normativa esistente in merito alla sicurezza ed alla salute dei lavoratori ed eliminazione dei fattori di nocività sul posto di lavoro;
NO ai processi di esternalizzazione e alla cessione di rami di azienda;
salari adeguati a soddisfare i bisogni dei lavoratori.
Invitiamo quindi tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori precari o in via di precarizzazione, stabili ma stanchi della loro misera retribuzione, iscritti a sindacati confederali, autonomi o autorganizzati ed anche semplicemente le realtà sociali solidali con le motivazioni della lotta, a partecipare numerosi alla
Assemblea cittadina il 16 giugno ore 16,30
istituto galileo galilei Via Conte Verde, 51
giornata di mobilitazione cittadina con scioperi
il 23 giugno 2005
manifestazione che partirà alle ore 15,00
da via Lamaro davanti la sede di Atesia
Collettivo Precari Atesia, Collettivo contro la precarietà Telecontact center, RSU Cobas XCOS, Lavoratrici e lavoratori Unicab, Lavoratrici e lavoratori autorganizzati ACI Informatica, Lavoratrici e lavoratori Alicos, RSU Slai-Cobas Sogei, Lavoratrici e lavoratori CRONOS, RSU Cobas-FLMU Tim e Telecom, Alcuni iscritti CGIL Telecom, Lavoratori e delegati Finsiel, Lavoratori e delegati EDS, Lavoratori e delegati ATOSORIGIN, Lavoratori e delegati IMT, Lavoratori e delegati Cap Gemini, Lavoratori e delegati Softlab, Lavoratrici e lavoratori Call Center American Express, Lavoratori e delegati TSF, Assemblea coordinata e conti