SLAI Cobas del Pubblico Impiego
VENERDÌ 7 NOVEMBRE 2008
E SCIOPERO SIA!
CHI RINGRAZIARE
La proposta del ministro
brunetta, che riguarda gli aumenti contrattuali per
il biennio 2008/09 ha già incassato il sì di CISL e
UIL. Con loro si è schierato anche l'UGL della
Polverini.
Tutto questo quando un mese fa, il parlamento in
gran silenzio, ha votato all'UNANIMITÀ e SENZA
ASTENUTI (ma che strano!?) un'aumento di
stipendio per i parlamentari, di circa euro 1.135
al mese. (ma allora i soldi ci sono!?)
STIPENDIO Euro 19.150
STIPENDIO BASE Euro 9.980
PORTABORSE Euro 4.030 (generalmente parenti o
familiari)
RIMBORSO SPESE AFFITTO Euro 2.900
INDENNITA' DI CARICA tra i 335 e 6.455 Euro
Per non parlare di tutti gli altri privilegi che per
motivo di spazio non mettiamo.
TUTTO ESENTASSE
Hanno Diritto alla pensione dopo
35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a
35 anni di contributi. La sola camera dei deputati
costa al cittadino euro 2.215 al minuto.
E non ci sono i soldi per il nostro contratto????
LE CIFRE
L'aumento medio mensile proposto è di 8 euro lorde mensili per il 2008, 70 euro lorde a regime (Dicembre 2009), di cui 60 sul salario tabellare e i restanti 10 sul trattamento accessorio.
€ 40 NETTI IN BUSTA PAGA!!!
A Dicembre 2008 ci sarà il
recupero della vacanza contrattuale (110 euro
circa). Il governo inoltre si è impegnato a
restituire le risorse tagliate dal decreto Tremonti
per la produttività (quelle che se confermate
porteranno a gennaio 2008 riduzioni in busta paga
fra gli 80 ai 250 euro al mese): 700 milioni circa,
di cui 200 già disponibili e 500 che Brunetta
s'impegna a recuperare. Somme che avrebbero
decorrenza dal prossimo gennaio, ma saranno
disponibili soltanto a giugno 2008.
Di certo è che non vi è alcuna certezza che questa
cifra possa essere recuperata:
Così come è ora, il rinnovo del contratto non
garantisce nemmeno l'inflazione programmata,
figuriamoci quella reale.
IN PIAZZA COI LAVORATORI
PER CHIEDERE UN CONTRATTO DIGNITOSO, CON AUMENTI
CHE DAVVERO GARANTISCANO IL RECUPERO
DELL'INFLAZIONE, QUELLA REALE.
SLAI COBAS prov.le di Cremona - Pubblico Impiego
3 novembre 2008
PUBBLICO IMPIEGO : QUELLO CHE IL DOTT. BRUNETTA NON DICE !Il decreto DL 118 /08 del 25/06/08 proposto dal ministro della funzione pubblica Brunetta e convertito in legge ( L 133 / 08 ) dal governo, ha lo scopo di far cassa a scapito, ancora una volta dei lavoratori, ma anche quello di destare un grande dibattito in merito al problema della spesa pubblica e della produttività dei dipendenti pubblici.
Quando si parla di spesa pubblica è bene, per rendere onore alla verità,indicare le spese che incidono in maniera più evidente. Tra queste quelle militari, che servono a continuare all'infinito le solite guerre per interessi economici e politici.
Altro capitolo della spesa pubblica di cui purtroppo non si parla sono le risorse economiche assorbite in 60 anni di repubblica dalla cassa integrazione e guadagni. Chiunque abbia la curiosità di approfondire l'argomento constaterà che la cifra con cui i vari governi hanno finanziato questo istituto è sbalorditiva.
L'unico risultato ottenuto è stato la riduzione al minimo del rischio d'impresa, per cui di fronte a crisi di mercato o macroscopici errori di politica industriale è lo Stato ad accollarsi l'onere del mantenimento di centinaia di migliaia di lavoratori, e non dal datore di lavoro.
Di questi argomenti, come era logico, non si parla nella legge 133, ovvia per tanto la nostra bocciatura netta e di principio!
La nostra storia sindacale ci permette comunque di poter entrare nel merito del provvedimento con grande serenità ed orgoglio perchè se il tema dei “Fannulloni” va trattato noi abbiamo le carte in regola per farlo.
L'enfasi con cui si sono portati allo scoperto certi dati riguardanti l'assenteismo o la produttività nel pubblico impiego li registriamo come la scoperta dell'acqua calda in salsa demagogica!
Il clientelismo e l'assenteismo, nel pubblico impiego sono un dato costante della storia d'Italia, noi non siamo un sindacato clientelare ed anzi i più grandi avversari che abbiamo sono i raccomandati, sia dirigenti che semplici dipendenti, che non a caso aderiscono alle sigle sindacali che più ci osteggiano.
Il problema va trattato in modo serio partendo dall'alto, lì dove si prendono le decisioni che consentono alla casta politica di nominare i dirigenti della pubblica amministrazione al di là di meriti o titoli, molte volte neppure richiesti.
In altri Paesi (vedi Francia) esiste una scuola di formazione per chi ambisce a diventare dirigente nella P.A., da noi prevalgono logiche spartitorie. Le segreterie dei partiti decidono chi dovrà occupare determinati posti chiave nella pubblica amministrazione.
Anche nella soluzione dei problemi seri, come la stabilizzazione dei dipendenti con contratto di lavoro atipico, abbiamo assistito, con il precedente governo, alla attivazione di procedure surreali come quella di trasformare il contratto di collaborazione in quello a tempo determinato (anticamera dell'assunzione in pianta stabile) dei portaborse dei partiti, negli Enti Locali del territorio nazionale.
Con l'attuale legge 133/08 la situazione è divenuta paradossale, i contratti a tempo determinato hanno un limite temporale rigido, senza la possibilità di prolungamento, per le assunzioni a tempo indeterminato, infatti la nuova norma pone severi vincoli di spesa.
Noi ci siamo battuti perchè questi meccanismi distruttivi fossero azzerati ed invece scopriamo, per esempio, che si approva un decreto che colpisce indiscriminatamente chiunque si ammali con proposte operative (controllo fiscale anche con un giorno di malattia) inattuabili, se non con l'assunzione di migliaia di medici nella ASL di competenza, con il compito di arrivare a casa di tutti i malati!
Per verificare se esistono dei certificati di malattia fasulli basta inviare un ispettore dal Ministero negli uffici del personale delle pubbliche amministrazioni e richiedere copia dei certificati di malattia di un intero anno. Se la verifica mette in luce abusi o altro esistono tutti gli strumenti per intervenire, non è necessario come prevede il decreto confinare dentro casa per tante ore al giorno una persona che magari ha un problema di tipo ortopedico il cui recupero ben si concilia con il movimento.
Per il dipendente ammalato le disgrazie non finisco qui, infatti la stessa norma prevede una drastica riduzione, delle indennità remunerate normalmente in busta paga, nel periodo di assenza per malattia.
L'efficienza di un servizio pubblico dipende da tanti fattori: la formazione del personale, che richiede investimenti non tagli, le capacità organizzative del dirigente, la dotazione organica al completo.
Ridurre i problemi ad un giorno in più di malattia è un approccio perdente e vessatorio.
I dirigenti della P.A. hanno avuto sempre un grande potere, rafforzato da un anacronistico codice disciplinare che i sindacati concertativi hanno permesso di inserire nei CCNL nazionali.
Si registrano innumerevoli casi che dipendenti della P.A. si sono dovuti rivolgere al giudice del lavoro (a proprie spese!) per riuscire a lavorare! Sono numerosi i casi di mobbing (fenomeno molto esteso in Italia) a danno di dipendenti contro cui il dirigente si accanisce per ragioni le più diverse, ma nessuna legata al rendimento lavorativo.
Altra questione della massima importanza è il riconoscimento della causa di servizio in relazione all'infortunio sul lavoro. Anche in questo ambito il decreto intende sterilizzare la normativa in vigore.
Sarebbe molto facile rendere ridicoli i presupposti di una legge che dovrebbe annullare gli sprechi, ma che risulterà impotente perchè non mette in discussione interessi, anche consociativi, ormai strutturati.
Un solo esempio: nel comparto della sanità esistono reparti e servizi con due dirigenti (primari), uno universitario ed uno ospedaliero. Basterebbe un confronto tra gli esami svolti nei servizi interni ad un ospedale, e le richieste archiviate con la prescrizione del medico di base per accorgersi di quanti amici degli amici continuano ad utilizzare le strutture pubbliche come ambulatori privati senza pagare un euro.
Ci sono patologie strettamente collegate ai diversi ambiti lavorativi che sono evitabili solo avendo a disposizione gli strumenti adeguati (Dispositivi di Prevenzione Individuale) previsti già dal Dlgs 626/94, obbligatori, ma quasi mai messi a disposizione dei dipendenti.
Questo fatto, statisticamente provato, ha provocato migliaia di infortuni sul lavoro o il manifestarsi di patologie professionali.
Siccome la responsabilità è del massimo dirigente o dei preposti debitamente incaricati, visto che le sanzioni previste dal Dlgs 626/94 sono economiche e penali, ci saremmo aspettati fortissime multe da pagare e migliaia di avvisi di garanzia per altrettanti dirigenti della Pubblica Amministrazione. Ad oggi non registriamo nulla di tutto questo.
Queste argomentazioni spiegano lo stato di efficienza della pubblica amministrazione, le cui cause dipendono dalle politiche di gestione ed amministrazione del Pubblico Impiego in Italia.
La legge 133/08 introduce diversi elementi negativi. Due i più importanti:
Interviene sulla derogabilità al ruolo dei contratti nazionali di lavoro.
In continuità con la politica del precedente governo, depotenzia il Dlgs 66/03.
Riteniamo centrale la questione dell'orario di lavoro nella politica sindacale.
Non vogliamo esaltare le qualità del Dlgs 66/03, ma riteniamo che era ed è uno strumento utilizzabile per una azione sindacale incisiva che rimetta al centro della discussione il problema dell'orario di lavoro e di conseguenza delle dotazioni organiche.
Abbiamo iniziato delle cause sul territorio nazionale per recuperare i riposi compensativi così come previsti dal Dlgs 66/03 riferiti agli anni 2003/08 e denunciando comunque la violazione delle 11 ore di riposo tra un turno di lavoro ed il successivo.
La classe politica, notoriamente assenteista in Italia, attua politiche clientelari ed anacronistiche che portano alla devastazione dello stato sociale, ad una inefficienza della Pubblica Amministrazione che ben si concilia con il desiderio di appaltare parte dei servizi ad aziende private magari politicamente affini!
La casta politica è stata ben descritta da un recente libro che ha avuto un grandissimo successo e che descrive, nei particolari, le nefandezze del clientelismo e la protervia del potere.
“La casta sindacale” (che descrive il potere economico e politico dei sindacati confederali) e “La paga dei padroni” ( dove vengono rivelati gli importi percepiti dai managers pubblici e privati), due libri che con il primo descrivono costi ingiustificati, ancora più intollerabili, per alcune frazioni della stessa borghesia, in questa fase di crisi economica.
Queste “disfunzioni” sono connaturate al sistema economico–politico basato sul libero mercato, un modo di produzione che ha fatto il suo tempo e del quale ci dobbiamo liberare per porre le premesse per una società senza sfruttamento.
In tutti i posti di lavoro bisogna organizzarsi per battere questa politica governativa che fa ricadere sui lavoratori la crisi economica e politica di un sistema marcio e putrescente.SLAI – COBAS PUBBLICO IMPIEGO
13 Ottobre 2008
Una battaglia legale
per il riconoscimento dell'indennità
di
amministrazione pensionabile al 100%
e per la corresponsione dell'indennità di
amministrazione nella tredicesima mensilità
maggio 2008
Risultati delle elezioni RSU al Comune di Pero.
Aventi diritto 75
Votanti 65
Voti validi 65
Delegati da eleggere 5
Risultati :
cgil 39 - slai cobas 8 - csa 11 - cisl 7
Seggi:
CGIL 3 - SLAI COBAS 1 - CSA 1
giovedì 15 novembre h. 21.00
assemblea organizzativa del Pubblico Impiego
in preparazione delle elezioni RSU del 19-22 novembre prossimi
presso la sede provinciale SLAI Cobas di viale Liguria 49 Milanoodg:
obiettivi e partecipazione nelle RSU
proposte della sanità
aspetti tecnico-organizzativi delle elezioni, scrutini
ecc.
Sono invitati anche i cobas che non appartengono al pubblico impiego.
La prevista assemblea pubblica presso la Casa della Cultura di via Borgogna è annullata per motivi tecnici.
LO SLAI COBAS E LE ELEZIONI RSU NEL PUBBLICO IMPIEGO
La presenza dei militanti dello Slai Cobas nelle RSU, non solo ha permesso di contrastare la politica delle Amministrazioni, ma anche quella dei sindacati confederali, i quali sono sempre in prime fila nel difendere le compatibilità capitalistiche, a danno degli interessi dei lavoratori.
Noi siamo nati e sviluppato la nostra attività per dare potere alle rivendicazioni dei lavoratori, per dar loro la possibilità di difendere le proprie condizioni di vita e di lavoro.
Ad ogni tornata delle elezioni RSU del pubblico impiego, i sindacati confederali cercano di rilegittimarsi con un bagno di “democraticismo”, che ha l’unico scopo di mantenere in piedi la macchina burocratica borghese ed il loro potere di concertazione con Governo, amministrazioni e padroni.
L’ultima intesa tra CGIL, CISL e UIL e Governo sul contratto dei dipendenti pubblici, è l’ennesima conferma del ruolo da cani da guardia dei padroni che i sindacati esercitano tra i lavoratori.
Contratti, firmati all’insegna dell’aumento della produttività, flessibilità, precarietà e aumenti salariali bassi, al di sotto dell’aumento del costo della vita.
L’azione dei lavoratori organizzati dallo SLAI COBAS hanno in diverse occasioni:
ridimensionato e contenuto lo strapotere dei sindacati confederali, che, in tutti i casi, cercavano di far passare accordi capestro sui lavoratori;
prodotto un più alto livello di democrazia nei rapporti con i lavoratori;
ostacolato il tentativo di CGIL, CISL,e UIL di svuotare le RSU e di “ridurle ad un tramite poco intelligente” delle stesse organizzazioni confederali;
fatto vivere l’esigenza di avere delle rappresentanze costruite dal basso, come espressione della libera volontà organizzata dei lavoratori.
Il progetto a cui lo Slai Cobas si dedica, non è l’avvitamento intorno a se medesimo, come nuovo soggetto rigeneratore di tutto, ma quello di favorire un processo di lotta della maggioranza dei lavoratori sul terreno autonomo per la difesa della qualità della vita , dignità e per un mondo diverso da quello dominato dal capitale.
Per questo:
Noi siamo per un sindacato auto organizzato, senza burocrati e funzionari pagati e distaccati dall’attività lavorativa. Ci battiamo per tutti i lavoratori iscritti o non iscritti ai sindacati.
Noi cerchiamo di essere sempre coerenti e capaci di interpretare nel miglior modo possibile i bisogni dei lavoratori.
Noi non facciamo promesse campate per aria, solo perché siamo in campagna per le elezioni RSU.
Noi contrastiamo il taglio dei servizi pubblici, degli organici, delle retribuzioni dei dipendenti e siamo contro ogni politica di divisione dei lavoratori.Come associazione nazionale riconosciuta, mettiamo a disposizione la nostra sigla a tutti quei
lavoratori che vogliono presentare liste aperte in chiara alternativa a quelle confederali.In questo progetto c’è spazio per tutti i compagni che hanno a cuore la riapparizione di un forte movimento dei lavoratori su posizioni classiste e anticapitaliste.
SLAI COBAS Pubblico Impiego
Milano 25-08-2007
NO all’ennesimo accordo sottoscritto senza alcun mandato da CGIL CISL UIL, con l’istituzione della “previdenza complementare” per i lavoratori pubblici.
CONTRO la privatizzazione delle pensioni pubbliche, lo smantellamento dello stato sociale, la precarizzazione del lavoro e del salario.Dopo 6 mesi di campagna (finanziata anche con spot di varie decine di milioni di € pagati con i soldi pubblici) a senso unico a favore dei fondi pensione fatta da Governo, "opposizione", sindacati confederali, Confindustria, banche, assicurazioni.
Dopo il flop dei fondi pensione in cui solo 4 lavoratori su 100 hanno rinunciato al TFR.Dopo che LA MAGGIORANZA DEI LAVORATORI HA DETTO NO ALLO SCIPPO DEL TFR, E NON SI SONO FIDATI DELLA BORSA E DEI MERCATI FINANZIARI, NON LEGANDO LE LORO SORTI A QUELLE DEI LORO PADRONI (con buona ragione, visto l’accentuarsi della crisi che si manifesta apertamente nelle Borse di tutto il mondo).
Dopo tutto ciò, come sempre e puntualmente accade nel periodo estivo - quando i lavoratori sono in ferie - il 1 agosto 2007, CGIL-CISL-UIL insieme ad altri sindacati gialli e di comodo, hanno firmato un'altra nefandezza contro i lavoratori: presso l'Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, hanno sottoscritto l'ipotesi di accordo per l'istituzione del fondo nazionale di previdenza complementare per i lavoratori dei ministeri, degli enti pubblici non economici, della presidenza del consiglio dei ministri, dell’enac e del cnel.
Lorsignori, portano, così, a compimento la costituzione dei fondi pensione complementari anche per i lavoratori del pubblico impiego. Siamo certi che di seguito all'accordo istituiranno anche il meccanismo truffaldino del "silenzio assenso".
Questo schifo non avrà mai fine fino a quando i Lavoratori e le Lavoratrici non ritorneranno ad essere i protagonisti del loro destino sui posti di lavoro mettendo in campo la propria auto/organizzazione, indipendente dai governi, dai padroni e dai sindacati confederali.
Solo attraverso la lotta e l’unità sarà possibile invertire la corsa verso il baratro, colmo di ingiustizia sociale, di sfruttamento e di guerra, a cui ci stanno spingendo.NO AI FONDI PENSIONE PRIVATI
CONTRO LA POLITICA DI CGIL - CISL - UIL
SI A PENSIONI PUBBLICHE DIGNITOSE !Prepariamo un autunno caldo e una vera
mobilitazione nazionale unitariaNO ALLA LEGGE 30, LAVORO STABILE, SALARIO, DIRITTI
Slai Cobas Pubblico Impiego
24-8-2007
CONTRO
INFORMABollettino di controinformazione per i lavoratori pubblici
- Fermiamo il tentativo di smantellare i servizi pubblici, ribelliamoci!
- La truffa continua: lo scippo del tfr si estende agli enti locali e alla sanità
- La proposta di legge Ichino
- Le liberalizzazioni della Lanzillotta
- Verso una stagione contrattuale a tinte fosche
- All'ICP di Milano costituiti i fondi per la contrattazione aziendale
- Il memorandum Governo-Confederali sul pubblico impiego
- Qualche buon motivo per essere contro i fondi pensione
- 17 novembre sciopero generale
- Pubblico impiego: attenti al TFR!!!
- Natura caratteristiche ed obiettivi del Governo Prodi
- L'angolo del diritto
- Approvata la riforma del Tfr
- Fondo Comit: un fallimento italiano
- Accordo Governo-Sindacati sul contratto degli Statali
- La Costituzione tutela il diritto di associazione, le norme sindacali No!
- Comune di Milano: reintegrati i 5 elettricisti
- Contro una "Finanziaria" di sacrifici e precarietà
- Una Finanziaria sinistra
- Dopo Bassanini: Lanzillotta e Nicolais all'assalto del pubblico impiego
- La Finanziaria in pillole: alcuni punti critici
- Maggiore rappresentatività per i Cobas al CNEL di Roma
- Comune di Pisa: Vertenza per la produttività del Personale a tempo determinato
- Comune di Milano: riorganizzazione e comportamento antisindacale
- Lo sporco accordo Governo-Confederali
- Cento euro, è questo il valore dei lavoratori?
- Enti locali: ancora un contratto con pochi spiccioli e tante fregature
- La lotta dei precari siciliani
- Sanità: chi non vuole gli aumenti contrattuali?
- Pisa: morti e incidenti sul lavoro. Quando viene meno la sicurezza?
- Solito rinnovo al ribasso del biennio delle Agenzie Fiscali
- Il dramma dell'arsenale di Taranto e dintorni
- Raffica di licenziamenti alla Fiat di Pomigliano
- Comune di Milano: i Confederali vanno da soli al referendum sul decentrato e assassinano la Rsu
- Riforma del Tfr, cosa succede nel Pubblico Impiego?
- Contratto integrativo Agenzia delle Entrate: tra aziendalismo e flessibilità
- I tempi degli aumenti contrattuali e la continua perdita del potere d’acquisto
- Cronache locali: Comune di Milano – firmata la preintesa sul contratto decentrato
- Speciale TFR
- Contratto agenzie fiscali: cronaca di un disastro annunciato
- Comune di Milano: uno sguardo sulle R.S.U.
- Dal Cobas del Comune di Genova: "Democrazia sindacale, concertazione e lotte…"
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CONTROINFORMA
nasce da un lavoro comune che alcune organizzazioni
sindacali di base (Slai Cobas e i Cobas del Pubblico
Impiego) insieme a strutture autorganizzate come il
Collettivo “Prendiamo la Parola” del Comune di Milano,
il Coordinamemto lavoratori e delegati RSU dei
Monopoli di Stato, hanno messo in piedi per costruire
uno strumento di dibattito, di circolazione dei
contenuti e di proposizione di iniziative per i
lavoratori pubblici. |