Sull'ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL autonomie locali 2006-07
14-3-2008
LA CASTA
Le organizzazioni sindacali confederali hanno vinto martedì una gloriosa battaglia in nome del diritto alla rappresentanza: i delegati RS* non conformi (seppure votati dai dipendenti) e i componenti della delegazione di lavoratrici e lavoratori, che, su mandato dell’assemblea di tutto il personale fitosanitario, volevano partecipare alla trattativa sul proprio futuro lavorativo sono stati respinti. Pur di non sedersi allo stesso tavolo, hanno rinunciato al confronto con
l’amministrazione, che pur forse si traduceva solo nel ricevere un’informativa. Le norme che si sono dati per garantirsi il monopolio della rappresentanza sono salve!
Il resto sono solo “danni collaterali”: dopo due mesi di rifiuto del confronto (4 – quattro –assemblee disertate dalla maggioranza della RS), è stata inflitta a lavoratrici e lavoratori l’umiliazione supplementare di ignorare anche la facoltà di scegliersi la propria delegazione. Le segreterie confederali pretendevano di imporre anche i nomi dei due unici fitosanitari ammessi.
Per noi, la rappresentanza è altro: quello che cerchiamo di fare, che abbiamo cercato di fare finora anche in questo caso, è farci portavoce delle istanze dei diretti interessati, senza riguardi per il quadro politico o gli equilibri di potere. Certo, fornendo il più possibile strumenti di conoscenza, consigliando, anche battendoci, se ritenevamo che certe posizioni potessero configgere con gli interessi più generali dei lavoratori regionali. Ma sempre con il massimo rispetto dei lavoratori e delle loro istanze.
E sempre con la ricerca della massima unità, dentro e fuori dalla RS della regione.
Qualcun altro ha rotto questa unità, basata sull’opposizione al trasferimento del Servizio fitosanitario fuori dalla regione. I confederali hanno poi scelto di modellare a loro somiglianza anche la delegazione trattante dell’RS, calpestando a maggioranza il diritto alla rappresentanza di più di un terzo dei lavoratori dell’ente.
Una scelta autistica, compiuta evitando il confronto con i loro rappresentati (o chi dovrebbe esserlo) e con gli altri delegati.
Sarà forse per questo che i fitosanitari si fidano poco delle loro rassicurazioni, circa il futuro roseo che li attende in Ersaf, ente nato con difficoltà, dalle quali non è mai uscito, fortemente sottofinanziato dalla regione e attualmente oggetto di una pesante ristrutturazione che riguarda compiti, strutture e fa temere un doloroso bilancio occupazionale. Con il “privato amico” sempre in agguato.
Certo, i fitosanitari hanno da parte loro tanti difetti. Primo fra tutti amare troppo il proprio lavoro, nonostante le grosse responsabilità (non riconosciute dall’amministrazione) e i disagi che comporta. Forse proprio l’amarezza, che ci prende a vedere anni di sforzi andare in fumo per la noncuranza di chi ci considera solo una dote o cavie, o un’occasione per affermare la propria Intesa monopolistica, ci ha fatto perdere di vista qualche aspetto della situazione.
Ma non ancora tutto è deciso e, dopo tutto, il primo aprile forse ci aspetta solo un pesce…
PS * siamo costretti a scrivere RS, perché qualcuno si è mangiato la U.SLAI Cobas
Regione Lombardia
MOZIONE
dell’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori
del Servizio fitosanitario regionaleLe lavoratrici e i lavoratori del Servizio fitosanitario (SFR) della Regione Lombardia, riuniti in assemblea il 26 febbraio 2008, valutano negativamente il mancato accoglimento della propria richiesta di partecipazione mediante delegazione all’incontro di trattativa del 22 febbraio 2008 e ribadiscono la medesima richiesta per i prossimi incontri.
Osservano inoltre che, se secondo le dichiarazioni di amministrazione e sindacati Cgil, Cisl e Uil, verranno mantenute inalterate le condizioni dei dipendenti trasferiti, allora è legittimo chiedersi i motivi del trasferimento. Non ritenendosi garantiti dal ricorso, per la determinazione delle condizioni di trasferimento, a un atto come la convenzione, modificabile in ogni momento sulla base di trattative fra dirigenti, chiedono di individuare opportuni strumenti giuridici con i quali, pur rimanendo i lavoratori nei ruoli regionali a parità di condizioni salariali e normative, ne sia possibile la dipendenza funzionale da Ersaf.DANNO MANDATO VINCOLANTE
all’esecutivo RSU in qualità di delegazione trattante
di attenersi alle decisioni assunte nel corso delle assemblee finora effettuate relativamente alla piattaforma di trattativa, alla cui base sta l’opposizione al trasferimento coatto dei lavoratori nei ruoli dell’Ersaf, con l’obiettivo di garantire gli attuali livelli di efficienza e il carattere pubblico del servizio e di conservare il proprio presente trattamento economico/giuridico
di consultare le lavoratrici e i lavoratori interessati prima della sottoscrizione di qualunque accordo con l’amministrazione, riconvocando un’assemblea per la presentazione della bozza di accordo scritta e del testo integrale della convenzione prevista dalla norma sul trasferimento.
DANNO MANDATO
alle RSU e alle Organizzazioni sindacali:
di proseguire lo stato di mobilitazione degli addetti al Servizio fitosanitario, con pubblicizzazione dei contenuti della vertenza tramite manifestazioni pubbliche e ricorso ai mezzi di comunicazione;
di confermare perciò le nuove iniziative di sciopero previste per il giorni dal 3 al 6 marzo 2008 e di ricorrere ad altre incisive iniziative di lotta;
di coinvolgere nella mobilitazione le altre lavoratrici e gli altri lavoratori della giunta, anche mediante iniziative di sciopero di solidarietà.
Milano, 26 febbraio 2008
Le lavoratrici e i lavoratori del Servizio fitosanitario della Regione Lombardia
approvata a maggioranza
(11 favorevoli, 1 contrario, 0 astenuti)
comunicato stampa
REGIONE LOMBARDIA:
NIENTE FIORI A S.VALENTINO… ?
RIUSCITO LO SCIOPERO DEL FITOSANITARIOI lavoratori del Servizio fitosanitario regionale (SFR), in sciopero oggi per l’intera giornata, hanno partecipato al presidio davanti al Pirellone e hanno consegnato una ‘lettera aperta’ ai colleghi della Giunta chiedendo solidarietà alla lotta in corso e denunciando che il trasferimento previsto del Fitosanitario è solo un assaggio per quanto avverrà per centinaia di altri lavoratori della Regione.
Dopo il 21 gennaio, anche questa seconda giornata di sciopero ha visto l’adesione totale dei dipendenti del Servizio, che si scusano con i ‘fidanzati’ per i possibili disagi che lo sciopero odierno può provocare per gli omaggi floreali per San Valentino: il mancato sdoganamento a Malpensa e Orio al Serio delle partite di rose e orchidee provenienti da Asia e America Latina potrebbe, infatti, comportare difficoltà per il reperimento e l’aumento dei prezzi.
E’ tempo ormai che l’Amministrazione receda dalla decisione di trasferimento del Servizio all’Ersaf evitando così lo scadimento dei livelli di efficienza dello stesso con effetti negativi sull’agricoltura e il commercio dei vegetali.
I lavoratori del Servizio Fitosanitario proseguono lo stato di mobilitazione non escludendo nuove iniziative di sciopero.lavoratrici e lavoratori del servizio fitosanitario regionale
delegate/i RSU Giunta regionale SdL Intercategoriale e SLAI CobasMilano, 13 febbraio 2008
comunicato stampa
REGIONE LOMBARDIA:
NUOVO SCIOPERO DEI LAVORATORI DEL FITOSANITARIO
MERCOLEDÌ 13 FEBBRAIO 2008L’assemblea di ieri delle lavoratrici e dei lavoratori del Servizio fitosanitario regionale (SFR) (sede centrale di Milano, sedi periferiche e uffici presso le dogane aeroportuali e terrestri) ha confermato una nuova iniziativa di SCIOPERO, PER L’INTERA GIORNATA DI MERCOLEDÌ 13 febbraio 2008 contro il trasferimento dalla Regione Lombardia all’Ersaf (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) di alcune attività del SFR e dei dipendenti addetti, che, in base a una recente informativa dell’amministrazione, dovrebbe avvenire il 1° aprile 2008.
I lavoratori si oppongono al trasferimento del SFR, convinti che ne metterebbe in discussione il carattere di servizio pubblico e ne ridurrebbe i livelli di efficienza, con effetti negativi sull’agricoltura e il commercio di prodotti vegetali.
Inoltre, le modalità di esternalizzazione previste dalla Giunta regionale di fatto produrrebbero un peggioramento delle condizioni economiche e giuridiche dei dipendenti.
I dipendenti regionali in sciopero renderanno visibile la loro protesta mediante unPRESIDIO presso l’auditorium ‘GABER’
piazza Duca d’Aosta, 3
mercoledì 13 febbraio dalle ore 9.00 alle 12.00
lavoratrici e lavoratori del servizio fitosanitario regionale
delegate/i RSU Giunta regionale SDL Intercategoriale e SLAI CobasMilano, 12 febbraio 2008
per contatti: delegati Rsu
Arturo Pinotti (334.8048116), Donatella Biancardi (338.2968859)
comunicato stampa
REGIONE LOMBARDIA:
SCIOPERO TOTALE DEL FITOSANITARIO
BLOCCATE LE IMPORTAZIONI DI FRUTTA,VERDURA E PIANTEAdesione totale dei dipendenti regionali addetti al servizio Fitosanitario allo sciopero indetto per oggi (intera giornata) da SdL Intercategoriale e Slai Cobas contro il trasferimento del servizio (personale e attività) all’Ersaf.
Bloccate quindi le importazioni di frutta, sementi, fiori e piante fino a domani mattina e la certificazione all’ortomercato milanese.
Forte adesione dei dipendenti in sciopero anche al presidio attuato a Malpensa dove i ‘medici delle piante’ - che certificano la merce alla dogana aeroportuale - hanno raccolto la solidarietà dei colleghi regionali e dei lavoratori della Sea.
Le lavoratrici e i lavoratori del Fitosanitario continuano la mobilitazione contro lo sfascio del Servizio, derivante dal trasferimento illegittimo verso un Ente autonomo dalla Giunta - l’Ersaf appunto - di attività ispettive e di compiti di Polizia Giudiziaria, e nei prossimi giorni decideranno altre azioni di lotta.
L’articolo della legge regionale (n. 33/2007 approvata il 18 dicembre scorso) che stabilisce - in contrasto con la normativa comunitaria e nazionale - questo trasferimento deve essere abrogato.lavoratrici e lavoratori del servizio fitosanitario regionale
delegate/i RSU Giunta regionale SDL Intercategoriale e SLAI CobasMilano, 21 gennaio 2008
per contatti: delegati Rsu
Arturo Pinotti (334.8048116), Donatella Biancardi (338.2968859)
comunicato stampa
REGIONE LOMBARDIA:
I LAVORATORI DEL FITOSANITARIO
IN SCIOPERO LUNEDI’ 21 GENNAIO 2008Le lavoratrici e i lavoratori delle sedi del Servizio fitosanitario regionale (SFR) (sede centrale di Milano, sedi periferiche e uffici presso le dogane aeroportuali e terrestri) scendono in SCIOPERO PER L’INTERA GIORNATA DI LUNEDI’ 21 gennaio 2008 contro il trasferimento dalla Regione Lombardia all’Ersaf (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) di alcune attività del SFR e dei dipendenti addetti, stabilito da una legge regionale (n. 33/2007) approvata il 18 dicembre scorso.
I lavoratori considerano illegittimo il trasferimento verso un Ente autonomo dalla Giunta di attività ispettive e di compiti di Polizia Giudiziaria, ritenendolo in contrasto con la Costituzione e incompatibile con la normativa vigente (comunitaria, nazionale e regionale). La divisione in due enti che ne deriverebbe porterà allo sfascio il Servizio fitosanitario.
Inoltre, effettuare l’esternalizzazione di lavoratori mediante una convenzione (atto per sua natura con durata temporale limitata) di fatto avrà come conseguenza la precarizzazione del loro rapporto di lavoro.
I dipendenti regionali in sciopero renderanno visibile la loro protesta mediante unPRESIDIO presso l’aeroporto di MALPENSA
(PARCHEGGIO DIPENDENTI TERMINAL 1)
lunedì 21 gennaio dalle ore 11:00 alle 13:00
lavoratrici e lavoratori del servizio fitosanitario regionale
delegate/i RSU Giunta regionale SDL Intercategoriale e SLAI CobasMilano, 18 gennaio 2008
per contatti: delegati Rsu
Arturo Pinotti (334.8048116), Donatella Biancardi (338.2968859)
Comunicato di un gruppo di lavoratori della Regione Lombardia compresi i delegati RSU dello SLAI COBAS
Con una nota inviata a tutte le sedi della Giunta e in tutti gli Enti Strumentali via e-mail da parte della dirigente Neva Sbrissa, si invitava i dipendenti ad una manifestazione di solidarietà Benedetto XVI, a seguito della rinuncia, da parte di questi, a partecipare all’apertura del nuovo anno accademico.
Come lavoratori della Regione Lombardia siamo contrari a questa iniziativa strumentale che vuole costringerci ad assumere posizioni e decisioni a favore di una parte, quella di Ratzinger, dogmatica e reazionaria in campo etico e religioso, ma non solo (fecondazione assistita,aborto, copie di fatto, ecc.).
Questa campagna nata dalla scelta del papa di rinunciare ad andare all’innaugurazione della Sapienza, in realtà mira ad eliminare la libertà di manifestare il dissenso e l’opposizione verso i poteri costituiti. L’accusa che viene formulata, è che a tale scelta il vaticano sia arrivato, “grazie” all’azione di alcuni “cattivi professori” e studenti contestatori, che hanno impedito il confronto e il riconoscimento del diritto altrui di replica. La realtà è proprio l’opposto, infatti diversi professori venuti a sapere che l’anno accademico fosse egemonizzato esclusivamente dal Papa hanno avuto il “coraggio” di manifestare le loro opinioni e di rivendicare contro l’onnilaterale subordinazione al papa, il loro diritto di critica rispetto alle posizioni della gerarchia ecclesiastica.
Anche in questa circostanza (con la cassa di risonanza dei giornali, TV) si tenta di far passare un messaggio chiaro: chi dissente dalla posizioni dettate dai poteri dominanti deve essere tacciato di intollerante, pericoloso, va isolato e piegato. Mentre, invece, chi è pronto a scattare sull’attenti alle telefonate del Cardinale Bertone o ascoltare la voce formigoniana all’auditorium Gaber , potrà godere dei benefici economici e/o politici.
Non che i fautori della lettera (67 docenti di Fisica dell’università) prendessero le distanze dall’ideologia dominante, il che sarebbe pretendere troppo da questa elité, soprattutto per quanto riguarda la prostituzione dei tecnici, della tecnica e della scienza al mondo degli affari e del profitto. Il punto è che hanno osato criticare le posizioni del Papa, nelle quali si suppone una superiorità del Dio (cristiano) quindi della chiesa rispetto alla scienza in generale e rispetto alle altre religioni.
Alcuni professori della Sapienza hanno evidenziato nella lettera la pericolosità di questo programma dal punto di vista politico e culturale:
“basta pensare alla reazione sollevata nel mondo islamico dall'accenno alla differenza che ci sarebbe tra il Dio cristiano e Allah - attribuita alla supposta razionalità del primo in confronto all'imprevedibile irrazionalità del secondo - che sarebbe a sua volta all'origine della mitezza dei cristiani e della violenza degli islamici. Ci vuole un bel coraggio sostenere questa tesi e nascondere sotto lo zerbino le Crociate, i pogrom contro gli ebrei, lo sterminio degli indigeni delle Americhe, la tratta degli schiavi, i roghi dell'Inquisizione che i cristiani hanno regalato al mondo”.
Crediamo che si vogliono mettere a tacere questi elementi di denuncia e di critica contro la gerarchia ecclesiastica che ha le sue responsabilità anche nell’attuale epoca della guerra infinità, dei nuovi capitoli che si vogliono aprire (vedi Iran), nel sostegno a regimi dispotici e sanguinari e sulla responsabilità della borghesia e dei propri governi nella situazione di crisi, come quella attuale, che impone il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro nelle metropoli imperialiste, di una guerra non dichiarata scatenata dai padroni contro i lavoratori, guerra fatta dai morti sul lavoro (i morti della Thyssen Krupp sono un episodio tragico) e di repressione verso chi lotta per difendere le proprie condizioni di vita e lavoro (lo vediamo con i licenziamenti politici di questi giorni a Pomigliano, Termoli e Melfi, la criminalizzazione di chi protesta a Napoli , le denunce contro il movimento No Tav e No dal Molin).
Che poi il papa, con una sapiente comunicazione, abbia annunciato che non intendesse obbligare nessuno a credere, non cambia nulla. Semplicemente il papa non ha più il potere per farlo. Quando ha potuto lo ha fatto.
Che poi la religione si serva delle vie “umane” messe a disposizione dalla divina provvidenza per preparare sulla terra la venuta del regno di dio è ampiamente confermato, in Regione Lombardia, dalla presenza di enti religiosi nella gestione di grosse fette di denaro pubblico.17-1-2008
NO ALLO SFASCIO DEL FITOSANITARIO!
SCIOPERO delle lavoratrici e dei lavoratori del Fitosanitario
per
l’intera giornata di lunedì 21.1.08 indetto da Sdl e SLAI Cobas
REGIONE LOMBARDIA: NUOVA CURA DIMAGRANTE
Con l’approvazione del Collegato 2008 alla Finanziaria regionale, parte una nuova ondata di esternalizzazioni di funzioni e dipendenti della giunta regionale lombarda.
La maggioranza che sostiene Formigoni si è spaccata, ma ciò non è bastato: per due soli voti è stato bocciato lo stralcio dell’articolo che prevede il trasferimento all’Ersaf, un ente strumentale autonomo dalla giunta, di parte del Servizio fitosanitario regionale (SFR, che tutela i vegetali dalle malattie) e dei relativi dipendenti.
Due ci sembrano le considerazioni più importanti.
La giunta, rappresentata in aula dall’assessore al bilancio Romano Colozzi, ha affermato che il provvedimento fa parte di un progetto più ampio di esternalizzazioni, giustificandolo con la necessità di applicare la riforma costituzionale approvata nel 2001 dal centrosinistra e il memorandum di intesa sul pubblico impiego firmato a gennaio dai sindacati confederali e dal governo Prodi. L’assessore ha detto che tale progetto produrrà nel prossimo futuro «massicci movimenti di personale regionale», evidentemente su una via a senso unico, in uscita.
La regione, che ha già perso 2000 dipendenti negli ultimi 7 anni, intende dimezzare ulteriormente l’organico, attualmente pari a circa 2900 lavoratori. Quelli che non saranno mandati in delega alle province (come già accaduto con i lavoratori della formazione professionale e degli ex ispettorati agrari, con effetti disastrosi quanto a condizioni di lavoro e efficienza dei servizi), saranno «girati», come i fitosanitari, al “sistema allargato regionale”, una nebulosa composta da più di 50 soggetti controllati o partecipati dalla regione, con diversi gradi di commistione con il privato “amico”. Con due obiettivi principali: sottrarre porzioni sempre più ampie di attività della giunta al controllo democratico (una cosa è decidere in consiglio regionale davanti ai giornalisti, ben diverso è farlo nel chiuso di un consiglio d’amministrazione); vantarsi di avere una regione snella, che offre servizi all’avanguardia, con un quarto del personale della Sicilia.
Per raggiungere l’obiettivo di esternalizzare il SFR, la giunta Formigoni non è andata per il sottile: ha calpestato direttive europee e leggi statali, che prevedono la competenza regionale per questo servizio; ha ignorato il conflitto d’interessi presente in Ersaf, che gestisce vivai e li controllerà; ha sovvertito le regole di funzionamento del consiglio regionale stesso, ignorando lo stralcio del provvedimento già deciso all’unanimità da una commissione.
La lotta finora condotta dalle lavoratrici e dei lavoratori del Servizio fitosanitario (SFR) non è stata vana: l’amministrazione è stata costretta a inserire un emendamento, con cui si assicura loro il mantenimento delle attuali condizioni economiche anche nel nuovo ente, almeno in un primo tempo.
La mobilitazione continua e intendiamo estenderla a tutto il personale della giunta. Rimane confermato lo sciopero del SFR al termine della tregua festiva.SLAI Cobas Regione Lombardia
SdL Intercategoriale Regione LombardiaMilano, 20/12/2007
Accordo firmato dalla CGIL con la Regione Lombardia nel 2001
Che fossero dei venduti (in questo caso la CGIL) lo sappiamo e lo verifichiamo in ogni loro atto o rapporto con l'Amministrazione.
Ora, però, sono arrivati a formalizzare con la cogestione il rapporto organico con la politica di Formigoni. In pubblico si scagliano contro il processo di privatizzazione dell'Ente e portano in piazza i gonzi lavoratori che ancora in parte credono in loro, nelle stanze del potere siglano accordi che permettono l'esternalizzazione di importanti funzioni e lavoratori dell'Ente Regione Lombardia. (ricordiamo che in pochi anni i lavoratori sono passati da 5000 unità a 2900).
Uno dei motivi delle scelte dalla CGIL interna alla Regione Lombardia, come si può capire, dal patto siglato, sono determinate dagli accordi fatti dalla CGIL regionale con l'Amministrazione regionale.
In questo accordo l'impianto privatistico è chiaro quando ci sono affermazioni sulla "diffusione delle logiche di managerialità e di trasparenza gestionale nel no profit".
Tra i firmatari dell'accordo anche la Lega delle Cooperative e Compagnia delle OpereSlai Cobas Regione Lombardia
Elezioni RSU 2007
ACCORDI ... E STONATURE
19 novembre: la campagna elettorale per la RSU dovrebbe essere terminata, ma i comunicati e i volantini continuano a piovere sui nostri schermi e sulle nostre scrivanie.
Certo, venerdì nel tardo pomeriggio c'è stato un incontro fra la delegazione trattante sindacale (RSU + Confederali + Autonomi) e l'amministrazione: la tentazione di rivendicare i "successi" lì ottenuti dai con-federali è stata troppo forte, tanto che qualcuno non ha saputo resistere.
A questo punto, qualche precisazione si impone.
Innanzi tutto, l'atto più pericoloso è stato consumato prima dell'incontro con l'RSU.
In separata sede (su tavolo separato direbbero loro), TUTTI i sindacati "rappresentativi" [CGIL-CISL-UIL-CSA(=Autonomo)-DICCAP] hanno firmato un Protocollo di Intesa sulle relazioni sindacali che interessa tutti gli enti del "Sistema Regione", nebulosa già di per se poco definita (in base alla legge 30/2006, si tratta di 25 fra enti dipendenti, società partecipate e fondazioni, più ASL, Aziende ospedaliere, IRCCS, ALER, Consorzi di bonifica e Enti parco). Lo scopo è apparentemente condivisibile: armonizzare i contratti integrativi, anche dal lato economico, si spera per livellarli al punto più elevato (attualmente, a quello dei lavoratori del consiglio regionale).
Con questo pretesto, però, si lavora ad un sistema che porterà, se attuato:alla concertazione "come strumento più adatto" (per dare maggior potere all'amministrazione) per "trasferimenti di funzioni ad altri livelli istituzionali, che comportano trasferimento di lavoratori o che hanno comunque ricadute sulla condizione lavorativa";
allo svuotamento delle funzioni delle RSU, a favore delle segreterie sindacali regionali (cd. 2° livello contrattuale);
alla limitazione delle libertà sindacali previste dallo Statuto dei lavoratori e dai contratti nazionali: diritto di affissione, diritto di assemblea, diritto di sciopero, permessi sindacali, uso dei locali. Per tutti questi, anche per quelli costituzionalmente garantiti (!) si prevede un esercizio compatibile con le esigenze della Regione e degli altri enti, "secondo il principio della consapevolezza"...
alla riesumazione del Memorandum di aprile 2007 per quanto riguarda i precari, per i quali non si prevede neanche un percorso di stabilizzazione, ma solo di valutare le condizioni di applicabilità delle finanziarie 2007 e 2008 e del memorandum stesso.In pratica, si tratterebbe di una vera spogliazione dei diritti sindacali ai danni di tutte le lavoratrici e i lavoratori del "Sistema" a favore delle varie burocrazie sindacali, che, attraverso la concertazione (periodo di durata della trattativa 30 giorni, passati i quali, se le parti non trovano l'accordo, l'Amministrazione può portare avanti unilateralmente la propria politica), accetteranno il nostro trasferimento. A questa politica filo aziendale ci opporremo, proponendo al suo posto la creazione di un coordinamento fra le varie RSU per una politica di contrattazione della nostra forza lavoro.
Veniamo poi all'incontro fra RSU e amministrazione.
Unici, noi dello SLAI Cobas non abbiamo firmato l'"addendum" sulle progressioni verticali relative alle graduatorie in essere. Questo non solo per coerenza: non avevamo sottoscritto l'accordo concertativo dell'8 giugno scorso sul piano occupazionale 2007-2008, perché vanificava i pochi elementi positivi presenti nell'accordo sul piano triennale 2007-2009 e ne rendeva più arduo il controllo. Anche l'"addendum" sottoscritto venerdì 16 non è condivisibile: prevede un incremento nel numero delle assunzioni solo apparente, in quanto frutto dell'anticipo di alcune assunzioni previste per il 2009, senza precisare inoltre, tranne che per pochi posti, se si prevedono concorsi pubblici o contratti formazione-lavoro, cioè precari.
Il secondo punto in discussione era l'informativa sul progetto di legge (PdL) relativo al Collegato alla finanziaria regionale 2008. Questo testo, approvato il 7 novembre dalla giunta, contiene il trasferimento all'Ersaf, ente strumentale della Regione, di attività "gestionali" e "servizi sul territorio" relativi al Servizio fitosanitario regionale (servizio ispettivo per la tutela dalle malattie delle colture vegetali e delle piante spontanee e ornamentali), nonché del personale addetto.
L'amministrazione si è presentata all'incontro impreparata, senza nemmeno il testo in questione (unici ad averlo eravamo noi dello SLAI Cobas) e, contraddicendo i doveri di informazione preventiva, solo a cose fatte.
Certo, ora il testo deve passare al vaglio e all'approvazione del Consiglio regionale, ma la volontà della giunta è scritta nero su bianco ed è stata ribadita in riunione: trasferire all'Ersaf una buona parte degli addetti, scelti sulla base di una convenzione. Bontà loro, sulla parte riguardante il personale è stata garantita l'apertura di un confronto, che, se si vorranno rispettare le norme contrattuali, dovrà avere carattere di contrattazione (e NON concertazione). La lotta contro l'espulsione di queste attività, come di tante altre dalla giunta continua!SLAI Cobas
Regione Lombardia20 novembre 2007
ELEZIONI RSU 19-22 NOVEMBRE 2007
GLI ALTRI TI PROMETTONO
LA LUNA PER UN VOTO…
Ricorso contro l'esclusione dalla progressione orizzontale D5>D6
Care/i colleghi,
abbiamo letto il comunicato inviatovi ieri da Donatella Biancardi per l'SdL a proposito dell'accordo discriminatorio per la progressione orizzontale D5>D6 e il ricorso legale. Crediamo necessario fornirvi alcuni chiarimenti, affinché non emergano dubbi o speranze immotivate.
condividiamo le valutazioni sugli accordi che hanno sancito le modalità discriminatorie per l'accesso alla D6 e il giudizio fortemente negativo nei confronti delle organizzazioni sindacali e delle componenti RSU che, firmandoli, hanno provocato (se non lo rimettiamo in discussione con l'azione legale) l'esclusione di centinaia di colleghe e colleghi dall'unico beneficio economico rilevante previsto dall'ultimo contratto decentrato. Lo SLAI Cobas nelle assemblee di ottobre 2006 sul contratto decentrato ha condotto una battaglia fra l'altro per una progressione D5>D6 per tutte e tutti e lo ha fatto in modo unitario con l'allora Sin Cobas, fintanto che ciò è stato possibile. Nel corso dell'ultima assemblea di Milano il Sin ha poi, però, optato per una posizione di mediazione con la Cgil;
vista la firma degli accordi da parte dei confederali e la successiva approvazione del decreto che ne ha dato applicazione, abbiamo scelto di percorrere la via del ricorso legale. Anche in questo caso abbiamo contattato le organizzazioni sindacali contrarie agli accordi, proponendo la costituzione di un collegio legale unico;
data la non disponibilità espressa dalle altre organizzazioni, ci siamo rivolti al nostro legale, l'avv. Mirco Rizzoglio, per un parere. Come già comunicatovi, l'avvocato ha ritenuto praticabile la via legale, pur avvertendo che l'esito non è scontato da un punto di vista puramente legale e che comunque vale la pena percorrerla soprattutto nella prima fase di conciliazione sul piano collettivo, puntando anche sull'effetto "politico" del ricorso sulla futura contrattazione che recuperi gli esclusi.
La via legale non è e non sarà l'unica via da seguire per sanare questa e altre discriminazioni compiute dall'amministrazione ai danni di una parte dei suoi dipendenti. Promuoveremo e aderiremo alle lotte dei D5 esclusi dalla progressione per veder affermati i loro diritti.
Certo, se l'unica forma di lotta proposta, come sembra emergere nelle ultime righe del comunicato SdL, è il voto per coloro che "lottano al fianco di tutte le lavoratrici e i lavoratori", allora non ci resta che invitarvi a votare SLAI Cobas!
SLAI Cobas Regione Lombardia
RSU 2005-2007: UNA GESTIONE “OCULATA”
Nello stendere un bilancio dell’attività 2005-2007 dell’RSU e della gestione da parte dei confederali e della Cgil in particolare viene spontaneo riferirsi agli ultimi avvenimenti: l’accordo discriminatorio sulle progressioni orizzontali (Peo) in primis, con l’esclusione del 41% dei D5 mediante la previsione di una graduatoria assente nelle altre Peo, oltrettutto basata su di un sistema di calcolo del punteggio che favorisce chi già riceve molto (i quadri, o PO che dir si voglia) a scapito degli altri. Ma altrettanto grave è aver accettato per tutte le Peo di far dipendere un (pur misero) incremento economico dai voti ottenuti con un sistema premiante caratterizzato dall’arbitrio dirigenziale e, non contenti, aver sottoscritto la discriminazione dei lavoratori colpiti da provvedimenti disciplinari. La concertazione sui D5 ha incluso lo scambio pre-elettorale fra un acconto sul premio incentivante 2008 e la proroga tombale (nel nuovo contratto nazionale probabilmente scompariranno) delle indennità attribuite con criteri affatto trasparenti.
Non bisogna però fermarsi a questi ultimi accordi. Basti accennare ai criteri per il nuovo bando telelavoro, modificati senza confronto sindacale; al piano triennale sulla formazione, scatola vuota su cui si doveva attivare una trattativa mai partita; all’accordo che prolunga all’infinito la risoluzione del problema categoria A; ai progetti di esternalizzazione mai portati in trattativa e in alcuni casi eseguiti sulla testa dei lavoratori.
Di fronte all’offensiva dell’amministrazione, volta ad una nuova riorganizzazione della struttura regionale e all’ennesima riduzione di personale, perseguite mediante una svolta autoritaria nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori e la marginalizzazione delle rappresentanze sindacali, la maggioranza dell’RSU, ovvero la sua parte confederale (Cgil-Cisl-Uil) è apparsa inerte, se non connivente. Se alcuni settori confederali appaiono infatti completamente interni alle logiche politiche della giunta, gli altri ne sposano comunque le ideologie ( e pratiche) di differenziazione dei dipendenti, in applicazione convinta delle politiche sindacali nazionali (vedi l’ichinismo dei “fannulloni”).
Con questa ottica si possono leggere più agevolmente fatti altrimenti “incomprensibili”: la passività della maggioranza Rsu nei confronti degli attacchi della giunta a diritti acquisiti dei lavoratori, alla salute (circolare unilaterale sui permessi per visite e terapie), alla gestione del proprio tempo di vita (circolare sulle ferie) e al restringimento dell’agibilità sindacale mediante riscrittura unilaterale degli accordi in merito alle relazioni sindacali, con corollario di provvedimenti disciplinari attivati nei confronti dei delegati scomodi, guarda caso facenti parte di componenti estranee a questa gestione disastrosa, fra cui lo SLAI Cobas. Anche dopo la mancata applicazione di accordi recenti (vedi progressioni verticali mediante graduatorie
Di più: i confederali hanno applicato in questi anni un progetto di svuotamento e marginalizzazione del ruolo contrattuale e di tutela proprio della Rsu. Il consiglio si è riunito raramente; le linee strategiche sono state elaborate fuori da esso; addirittura negli ultimi sei mesi le trattative sono state gestite dalle segreterie confederali, con l’esecutivo Rsu ridotto al ruolo di spettatore. Il progetto va oltre, puntando a spostare il confronto sulle politiche occupazionali verso il sistema regionale allargato (concetto piuttosto indefinito), con l’attivazione di un tavolo che esclude le Rsu della Regione e dei vari enti, e portando il confronto a livello di segreterie di confederali +autonomi.
In questo quadro la presenza dello SLAI Cobas nell’Rsu è stata fondamentale per smascherare e denunciare le malefatte dei confederali e tenere vivo il confronto con lavoratrici e lavoratori, che ha portato alle mozioni votate nelle assemblee di fine 2006, poi disattese dalla maggioranza della Rsu.
Solo riprendendo nelle proprie mani l’azione e (se possiamo osare) la lotta per la difesa delle proprie condizioni lavorative ed economiche i lavoratori possono modificare i rapporti di forza con l’amministrazione e dentro le proprie rappresentanze.
Solo dando forza alla delegazione dello SLAI Cobas dentro all’Rsu avranno la possibilità di veder rappresentati i propri bisogni e rivendicati i propri diritti all’esterno di qualsiasi compatibilità con le logiche politiche e di burocrazia sindacale.19-22 novembre 2007 elezioni RSU
vota i candidati della lista slai cobas9 novembre 2007
SCIOPERO GENERALE
Contro l’accordo sindacati-Governo-padroni su precarietà, welfare e pensioni5-11-2007
SLAI Cobas Regione Lombardia
Comunicato stampa
Dopo tanto tuonare finalmente piovve: nell’ultimo articolo del “CORRIERE DI COMO”, a firma E. C., per la campagna massmediatica sull’utilità del “Pirellino, si apprende (dall’intervista ad un politico di grande carattere e tempra morale, tal consigliere comunale di Forza Italia Roberto Rallo) che la struttura regionale di via Einaudi è “uno dei pochi edifici di elevata qualità edilizia e architettonica realizzati in città dal dopoguerra ad oggi. Una fortuna questa che, però, va sfruttata”. Come? Passandola al Comune che ne farebbe un buon uso! L’intervistato dà un giudizio tranciante sull’attività del “Pirellino” dicendo che se qualcuno ha degli affari da sbrigare, in mezz’ora può andare al “Pirellone” e ivi giunto, sbrigare questi affari con chi di dovere: questo perché nella sede regionale di Como si trovano solo “impiegati o funzionari senza alcun potere realmente decisionale su pratiche e procedure”. Non c’è che dire, il personaggio dimostra di conoscere bene la realtà della vita politica italiana: senza tanti giri di parole sostiene che se uno vuole ottenere qualcosa deve bussare alle porte di chi conta, di chi può decidere.
Lui è sicuramente un politico decisionista, non ha tempo da perdere e non crede (come noi poveri illusi dipendenti regionali) che il “Pirellino “ e il “Pirellone” siano luoghi dove si svolge attività di progettazione, di controllo delle domande dei partecipanti ai bandi, di finanziamento delle attività secondo le regole stabilite dall’Amministrazione, di controllo della qualità dei servizi svolti dai soggetti pubblici e privati sul territorio regionale, in modo che gli utenti ne possano beneficiare senza dover ricercare appoggi particolari dai dirigenti o dai politici.
Forse non è così, perché Roberto Rallo, più esperto di noi su come “gira il mondo” ci dice che per ottenere qualcosa uno deve far mezz’ora di viaggio per parlare con le persone che contano. Tutt’al più, se deve sbrigare qualche pratichetta, l’istituzione per eccellenza è il Comune. Forse, secondo questo signore, i nostri colleghi di Palazzo Cernezzi appartengono a una razza “superiore” capace di svolgere compiti che i fannulloni (di Ichiniana memoria) del “Pirellino” non sono capaci di fare.
Dopo tanti dibattiti sul ruolo e sul funzionamento dei vari Enti Locali, sul decentramento delle attività, sulla razionalizzazione delle procedure al servizio dei cittadini, su chi deve fare questo o quel servizio, con scontri che vedono coinvolte anche le cariche istituzionali, apprendiamo dal nostro navigato politico, nonché consigliere comunale di Forza Italia, che le attività delle Sedi decentrate della Regione Lombardia le può svolgere tranquillamente il Comune.
Noi poveracci che avevamo, fino ad oggi, assistito a furibondi scontri tra politici di destra e di sinistra e tra correnti all’interno degli stessi poli, pensavamo che la discussione fosse effettivamente un po’ viziata dal rapporto che i politici hanno con gli interessi “forti” del territorio, ma che la questione non fosse così semplice da risolvere, quindi lasciamo perdere Rallo e le sue sparate, probabilmente dirette contro i suoi stessi colleghi di partito, ma non di cordata.
Diverse sono le ipotesi in campo e le spinte che si contrappongono sulla scena politica, ma evidentemente anche il “CORRIERE DI COMO” ha già scelto con chi stare e si fa interprete di una campagna faziosa, nel senso che è promossa da una fazione i cui interessi probabilmente sono divergenti da quelli di chi governa la Regione, anche se è della sua stessa area politica di centro-destra; una campagna che non parte dalla volontà di migliorare la qualità e razionalizzare i servizi degli Enti, ma dalla scelta, a priori, che l’attività del “Pirellino” vada stroncata.
A tal scopo utilizza i dati “oggettivi” enfatizzandone alcuni e sottostimandone altri per dar forza alla propria campagna scandalistica, intervistando persone che, dopo aver detto di non essere mai entrate nel palazzo della Regione, si dichiarano convinte che le attività ivi svolte le farebbe meglio il Comune o la Provincia.
Ma allora perché il “CORRIERE DI COMO” dice che lo studio sulla “customer satisfaction” (cioè: studio sulla soddisfazione degli utenti), commissionato dalla Regione Lombardia, dà una valutazione complessivamente alta delle 15 strutture regionali dislocate nelle province, sottolinea che la struttura di Como, a pari merito con Monza, è al terz’ultimo posto, prima di Cremona e Mantova, con un punteggio di gradimento di 8,9 su 10 e poi, saltando questo dato, sentenzia che il “Pirellino” va chiuso?
I parametri che il “Corriere di Como”usa per valutare la struttura regionale sono poco convincenti, anzi diremmo pretestuosi: come si può mettere in relazione la qualità e i contenuti del lavoro svolto sulla base delle persone che entrano nello stabile di via Einaudi?
Sanno i giornalisti che, ad esempio, all’ufficio “Genio Civile” (ora chiamato “Sviluppo del territorio”) i colleghi per la maggior parte sbrigano pratiche presentate da Comuni sui bandi della Regione, sulle barriere architettoniche, sulla viabilità delle strade primarie e secondarie ecc. e che per farlo bisogna verificare se la documentazione è regolare e conforme con i requisiti richiesti dalle normative? Sanno che se i decreti di finanziamento sono fatti a Milano, la relativa valutazione dei loro elementi tecnici e amministrativi avviene in sede locale?
Sanno i giornalisti che il gruppo di lavoratori adibiti al “Genio Civile” ha anche il compito di controllare la documentazione per le concessioni sulle aree demaniali (concessioni per il passaggio sulle aree demaniali di reti elettriche, fognarie, scarichi vari ed anche lo scarico delle acque reflue nei fiumi e/o torrenti), calcolare i canoni da presentare ai soggetti richiedenti l’autorizzazione ?
Sanno i giornalisti che lo stesso organico è preposto anche al servizio di pronto intervento (per frane, dissesti idro-geologici, ecc.) e per ogni evento bisogna fare una verbalizzazione (cioè un resoconto ufficiale) della situazione riscontrata ecc. ecc.?
I lavoratori addetti ai servizi devono essere giudicati in base al tipo di pratiche e funzioni che svolgono e se questi sono più o meno effettuati secondo criteri di qualità.
Può anche darsi che certi servizi non debbano essere più svolti da quella struttura, ma i lavoratori non hanno voce in capitolo sulle scelte d’indirizzo, le quali sono politiche e quindi i giornalisti dovrebbero cercare di favorire la discussione politica, esercitare il loro “potere” per informare su ciò che è in discussione, se i dati forniti corrispondono, fare inchieste serie sul personale e non condizionare le scelte istituzionali a favore di lobby precostituite, criminalizzando, nei fatti, i lavoratori, coloro che a malapena arrivano alla terza settimana perché il loro stipendio è appena al di sopra dei mille euro.
Se si voleva fare una seria indagine moralizzatrice sull’attività lavorativa del “Pirellino”, si doveva partire da una valutazione delle funzioni che l’Ente dovrebbe svolgere, su come funziona il rapporto con gli altri Enti locali, su come si devono eliminare i doppioni, sul perché sono stati esternalizzati diversi servizi, sul perché si sono delegate ad altri Enti certe funzioni della Regione (agricoltura, trasporti, formazione professionale e parte dell’edilizia) che occupavano, prima del 2000, 250 persone, se è giusto che la Regione al posto di servizi eroghi progettazione e programmazione politico-amministrativa.
Qual è lo scandalo se quasi la totalità della spesa va a coprire i salari dei 53 operatori impegnati nelle suddette e necessarie attività ?
La Regione si riserva, per legge, compiti di progettazione, indirizzo, comunicazione, controllo, quindi ha ridotto drasticamente le proprie strutture, mezzi tecnici e attività di intervento diretto sul territorio.
Gli articolisti hanno descritto come sono divise le funzioni, ma non hanno spiegato i contenuti di queste funzioni, come si istruiscono le pratiche, come vengono certificate le domande.
Noi non vogliamo difendere le scelte di Formigoni, la sua politica e le attività dell’ Ente. Il più delle volte abbiamo dovuto subire scelte che contrastavamo e che hanno modificato profondamente l’operatività della struttura e la stessa nostra professionalità, ma non accettiamo che si possano fare delle campagne di parte sulla nostra pelle.
Per noi, delegati R.S.U. della componente SLAI COBAS, e per la gran parte di lavoratori della Regione non sono accettabili campagne moralizzatrici, che per la maggior parte sviliscono e ridicolizzano il nostro lavoro per colpire qualche politico di quella o quell’altra corrente avversaria. Siamo invece favorevoli a campagne che denunciano il malaffare, l’inutilità (dimostrata) di certi servizi, per modificare le scelte politiche e ristrutturare i servizi pubblici veramente a favore dei cittadini-utenti.Per i delegati RSU Slai Cobas Aldo Milani Tel 338 1168898
23-10-2007
PER CONTARE
PER CAMBIARE
Elezioni RSU
Pubblico Impiego
19-22 Novembre 2007
(Manifesto SLAI Cobas Regione Lombardia)
È stato firmato l'accordo per il rinnovo contrattuale degli oltre 200mila ministeriali.
Venerdì 14 settembre 2007 presso l'Aran si è conclusa, con la stipula definitiva del contratto comparto Ministeri, scaduto da ben 21 mesi. Un Contratto annunciato come fortemente innovativo, quasi rivoluzionario.
Si ringrazia CGIL CISL e UIL che vegliano su di noi e ci proteggono .... e andiamo a vedere di cosa si tratta:Per prima cosa (art. 6) spariscono le aree A B e C con le loro suddivisioni interne, al posto loro prenderanno posto nuove e più entusiasmanti
denominazioni: Prima Area, Seconda Area e Terza Area. All'interno delle stesse sono state individuate delle semplici posizioni economiche e non più giuridiche che partono dal numero 1 a salire precedute dalla lettera F (comma 5 …ogni dipendente è tenuto a svolgere le mansioni considerate professionalmente equivalenti all'interno dell'area… Ogni dipendente è tenuto, altresì, a svolgere tutte le attività strumentali e complementari a quelle inerenti allo specifico profilo attribuito.) . Per esempio un ex C1 sarà ricollocato nell'Area Terza - posizione economica F1; un ex B2 sarà ricollocato nell'Area Seconda – posizione economica F2.
Insomma all'interno delle aree saremo potenzialmente equivalenti e
eventuali incarichi di responsabilità saranno determinati da atti di organizzazione dei capi degli uffici che possono non tener conto della posizione economica in cui si è inquadrati.
Ma lo stipendio no! Quello resta uguale per ogni posizione economica,
indipendentemente dagli incarichi attribuiti, pertanto sarà possibile
che un ex C1 (ora Area Terza – F1) diriga colleghi inquadrati in profili corrispondenti a C3 o C2 e continui a percepire uno stipendio più basso.
Evidentemente questo non accadrà lunedì, ma sicuramente, con questa innovazione, si sono aperti gli argini verso la ricerca di compiacenza del Capo Ufficio (vedi lecchinaggio).
Le pagelle, altra novità! La corresponsione di una buona parte del fondo di amministrazione sarà assegnato previo superamento di un esame, basato su vari parametri tra cui il gradimento dell'utenza e la valutazione del Dirigente (art. 23 comma 8 - grado di soddisfacimento dei cittadini e dell'utenza, registrato mediante rilevazioni ed indagini dirette: a tal fine sarà destinato il 30% delle somme variabili del FUA; - merito ed impegno individuale: a tal fine sarà destinato il 20% delle somme variabili del Fondo stesso e quote dei risparmi di gestione sulle spese per il personale.). Il paradosso è che non ci sono pagelle per i dirigenti!
Ed ora veniamo agli aumenti. Probabilmente precepiremo gli arretrati del biennio 2006-07 nella busta paga di novembre, non fosse altro perché si vota per le RSU e chi ha firmato vuole giocare sull'effetto psicologico.
Ma, nonostante il fatto che ci spettano arretrati per 24 mensilità, quello che arriverà in busta paga di un ex B3 non sarà lontano dai € 380 netti ed un aumento mensile di € 30 scarsi, sempre netti.
Ma non si era parlato di € 101? Ricordiamo che era un importo lordo e che arriveremo al massimo a € 94 e non ai € 101 sbandierati, inoltre dovremo aspettare il 2008 nonché l'approvazione della Finanziaria (speriamo bene ma allora avremo già votato!!) ed infatti l'art. 35 dice che il riconoscimento
dei benefici economici in ordine alla integrazione delle risorse
contrattuali per il biennio 2006-2007, saranno oggetto di contrattazione non appena verrà approvata la legge finanziaria per l'anno 2008, contenente gli appositi stanziamenti aggiuntivi.LAVORATRICE/TORE:
VUOI CHE I SINDACALISTI FACCIANO CARRIERA SULLA TUA PELLE SENZA LAVORARE?
VUOI UNO STIPENDIO DI MERDA E L'INCENTIVO IN BASE ALLA PAGELLINA?
VUOI ESSERE PIU' FLESSIBILE E SENZA DIRITTI?
LAVORATRICE/TORE:
VUOI UNO STIPENDIO ADEGUATO AL COSTO DELLA VITA E LA QUATTORDICESIMA?
VUOI UN SINDACATO DI LOTTA IN DIFESA DI TUTTI GLI SFRUTTATI?
VUOI DIGNITA' E DIRITTI
LAVORATRICE/TORE: PENSACI ADESSO!
NON LAMENTARTI, POI, QUANDO I SINDACALISTI DI CGIL-CISL E UIL
TI VENDONO ALL'AMMINISTRAZIONE.
SCROLLATI DI DOSSO QUESTI PARASSITI .
SLAI COBAS
E SARAI RAPPRESENTATO MEGLIO.(Il testo del nuovo CCNL Ministeri 2006-09)
ELEZIONI RSU 2007
Dal 19 al 22 novembreQuante volte vi siete chiesti:
Perché i sindacati confederali non chiedono il nostro parere prima di firmare contratti nazionali e/o decentrati?
Come mai la mia busta paga, nonostante i tanto sbandierati aumenti contrattuali finisce sempre prima della fine del mese?
Perché, invece di un premio incentivante spartito a colpi di progetti, pagelline e sudditanza, non abbiamo la quattordicesima o una qualsiasi altra forma di salario senza nessuna differenziazione tra gli stessi livelli?
Come mai i sindacati confederali hanno contribuito a peggiorare il nostro sistema pensionistico e fanno una campagna per distruggere la pensione pubblica, a favore dei Fondi Pensione sapendo che questi sono a rischio di fallimento?
Perché i sindacati confederali si ergono a difesa dei precari e poi firmano accordi che non permettono di modificare la loro situazione e nelle elezioni delle RSU essi accettano che l'ARAN li escluda di ogni diritto di rappresentanza?
Tutto ciò avviene perché questi sindacati non difendono più i tuoi interessi
C'E' BISOGNO DI UN ALTRO MODO DI RIVENDICARE I NOSTRI DIRITTI E LA NOSTRA DIGNITA'
Vuoi uno stipendio adeguato al costo della vita e la quattordicesima?VOTA I CANDIDATI DELLO SLAI COBAS PER LA NUOVA RSU
Affinché i lavoratori possano contare bisogna avere delle rappresentanze costruite dal basso,
come espressione della libera volontà organizzata dei lavoratori e per questoVOTA I CANDIDATI DELLA LISTA SLAI COBAS E SARAI RAPPRESENTATO MEGLIO
Enti Locali: sostenete l’azione legale dello SLAI COBAS sulle ferie e malattia
LAVORATORE ATTENTO: TI DICONO CHE HAI UN “DIRITTO” IN REALTA’ TI FREGANO
(dal sito del Partito dei Pensionati: Gestione Crediti)
PROGRESSIONE ECONOMICA D5>D6
ESITO POSITIVO(?)…Nella corso della notte passata, come avevamo purtroppo previsto, è stato concluso fra l’amministrazione e una parte della rappresentanza sindacale (CGIL-CISL-UIL e loro componente dell’RSU) l’accordo sulle progressioni orizzontali D5>D6, che era aperto da un anno.
Questi i contenuti in sintesi: sono esclusi i dipendenti con anzianità in D5 inferiore ad un anno (o passati in D5 per effetto delle ultime progressioni orizzontali) e quelli con sanzione disciplinare superiore alla censura scritta dal 1° luglio 2006 al 30 giugno 2007.
Fra i rimanenti, accede chi ottiene almeno 70 punti, così attribuiti: massimo 30 per l’anzianità in D3 e 8^ qualifica; max 60 in base alle valutazioni individuali (pagelline) 2004, 2005 e 2006, valorizzate non proporzionalmente al punteggio attribuito, ma sulla base di una tabella che amplifica artificialmente le differenze di punteggio; max 10 punti per l’anzianità di quadro o UOO.Si tratta di un accordo iniquo, discriminatorio e illegittimo.
Coloro che l’hanno firmato, si sono assunti la responsabilità di violare il mandato ricevuto nelle assemblee di settembre/ottobre 2006 sul contratto decentrato, dove i lavoratori si erano chiaramente espressi per un passaggio orizzontale per tutti senza discriminazioni.
Già nell’accordo sulle progressioni dei dipendenti da A a D4, questo principio era stato abbandonato, escludendo un 2-5% di lavoratrici e lavoratori.
Questa volta, se nella simulazione effettuata dall’amministrazione nella notte di ieri sulla base dei parametri di cui sopra tutto ha funzionato al meglio, gli esclusi saranno 2 su 5!
E il restante 60% otterrà la progressione, «compatibilmente con le risorse disponibili»: contrariamente a quanto chiesto in trattativa dalla nostra componente e dall’Sdl, la definizione del fondo è infatti rimandata a una contrattazione successiva, per cui ora ci dobbiamo fidare delle assicurazioni (verbali) dell’amministrazione circa la copertura dell’operazione…Fin da ottobre da unici abbiamo sostenuto che volontà dell’amministrazione era quella di utilizzare le risorse, pur cospicue, messe a disposizione per il contratto decentrato per dividere i lavoratori e metterli l’uno contro l’altro. E l’amministrazione ha svolto il proprio lavoro coerentemente fino in fondo!
Chi invece ha presentato nelle assemblee la bozza di accordo del luglio 2006 come una vittoria perché si era strappato un passaggio orizzontale PER TUTTI, avrà il suo daffare a spiegare come mai dopo un anno firma l’esclusione di 250 D5 (oltre a 50 A-D4), oltrettutto (CGIL) aderendo in maniera convinta alla logica “meritocratica” (per noi = discriminatoria) dell’amministrazione e condendo la firma con apprezzamenti sulla valanga di soldi da loro finora garantita ai dipendenti regionali (ichinismo d’istinto?).
E il massimo di ipocrisia è stato raggiunto con la dichiarazione a verbale dei confederali, una promessa di lotta futura, fatta mentre si cede al menopeggio adesso… E sì che una posizione unitaria e per questo più forte si sarebbe potuta ottenere sulla base di un passaggio per tutti scaglionato nel tempo sulla base dell’anzianità. Ma, come si vede ormai anche a livello nazionale, il referente di costoro sono sempre più il quadro politico e la controparte piuttosto che lavoratrici e lavoratori.
Apprezziamo in questo caso invece la coerenza del Sindacato autonomo e del suo rappresentante, facendo ammenda per la previsione non azzeccata nel precedente comunicato.Agli esclusi non rimane che il ricorso legale. Lo SLAI Cobas sosterrà i gruppi (e i singoli) lavoratrici e lavoratori che vorranno intraprendere questa via, fornendo supporto legale, gratuitamente agli iscritti e per un importo modico (80-90 euro) per gli altri.
Delegati RSU SLAI Cobas:
Aldo Milani tel. 22100; Arturo Pinotti tel. 28005; Daniele Pace tel.4234526 luglio 2007
ACCORDO PIANO OCUPAZIONALE 2007-2008
UN PUGNO DI MOSCHEVenerdì 8 giugno si è conclusa la trattativa sul piano occupazionale 2007-2008. Grazie alla condotta dei confederali, l’amministrazione ha ottenuto quasi tutti gli obiettivi che si era prefissa, vanificando quasi per intero i pochi elementi positivi che si era riusciti ad inserire nel Programma triennale dei fabbisogni professionali 2007-2009 concertato il 13 aprile.
Contrariamente alla lettera e allo spirito di tale accordo, le progressioni verticali strappate a quel tavolo verranno realizzate a discapito di nuove assunzioni dall’esterno, anziché aggiungersi ad esse. A confronto del precedente Programma triennale 2004-2006, che, sebbene non completato, ha prodotto 208 fra nuovi posti e progressioni verticali, ne avremo solo 150, per di più in presenza di un quadro normativo molto più favorevole alle assunzioni. E, di questi, 37 sono eredità del vecchio Programma.
Una volta accettato il principio di cui sopra, la conquista della proroga a ottobre-novembre 2007 della validità delle graduatorie per le progressioni verticali ottenuta con la firma del Programma triennale (e per molti ragione principale di quella firma) è diventata un cappio al collo della trattativa, utilizzato dalla delegazione regionale per ottenere i propri obiettivi; altrimenti i sindacati avrebbero dovuto spiegare i motivi della “beffa” ai lavoratori in graduatoria menati per il naso. Alla fine si spaccerà per vittoria aver ottenuto 38 progressioni su 140 lavoratrici/lavoratori in graduatoria.
Aver accorpato la trattativa sui Piani 2007 e 2008 renderà più ardua la verifica sull’attuazione degli stessi: solo a fine 2008 si potrà controllare l’attuazione dei Piani e l’andamento occupazionale, oltre a vedere se si aprono nuove possibilità di assunzione e progressione verticale, a seguito di un numero di pensionamenti superiore al previsto. A quel punto si avrà però solo un anno (il 2009) per strappare qualche risultato.
In questo meccanismo perverso cascano anche i commessi: lo “svuotamento” della categoria A non si completerà entro il 2009, anzi, inizierà non prima della fine del 2008 e rischia di riguardare solo pochi colleghe/i; per gli altri, la pazienza è l’unico consiglio.
Sulla forma dei contratti per gli assunti a seguito di concorso esterno, l’accordo nulla dice. Ma, vista la predilezione dell’amministrazione per i Contratti formazione lavoro (CFL, che introducono precarietà ed escludono i maggiori di anni 32…), è facile prevedere come andrà a finire. Così si vanifica anche una delle poche conquiste del Programma triennale, ottenuta grazie alle nostre insistenze.
All’ultimo minuto, è stato inserito un punto che prevede, per i concorsi esterni, il riconoscimento del servizio prestato a qualsiasi titolo (anche precario) presso la giunta e gli enti del Sistema regionale allargato. Cosa positiva in astratto, dato che costituisce un implicito riconoscimento di una situazione che la regione finora negava (il precariato); rischia però di avere pochi effetti pratici, dato che alcuni precari dipendono da enti esterni al sistema regionale e che molti saranno penalizzati dal ricorso ai CFL.
In sostanza: la linea di cedimento opportunista dei confederali ha consentito una nuova vittoria dell’amministrazione. Che diversi esponenti di quei sindacati e della loro componente nell’RSU abbiano sottoscritto l’accordo turandosi il naso solo per evitare danni maggiori, non li giustifica.
COME SLAI COBAS NON ABBIAMO FIRMATO QUESTO ACCORDO BIDONE E SIAMO PRONTI AD APPOGGIARE LA GIUSTA PROTESTA DI LAVORATRICI E LAVORATORI.
11-6-07
I delegati RSU
SLAI Cobas
Contro l’accordo bidone
Nella notte tra il 28 ed il 29 di questo mese, è stato firmato il contratto dei dipendenti dello Stato. Per i lavoratori delle Regioni e delle Autonomie locali, incluso il servizio sanitario, lo faranno, su questa falsa riga e al ribasso, nei prossimi giorni.
A dir poco, si può dire che un aumento medio di 42 euro netti per la categoria C e il fatto che concedono un anno in meno di valenza contrattuale (gli aumenti saranno dati a decorrere , non dal 1° gennaio 2006, ma dal 1° febbraio del 2007), è una rapina al salario dei lavoratori.
Inoltre, ciliegina sulla torta, i sindacati di Stato concedono di allungare il periodo di contrattazione da due a tre anni, aprendo così la strada ai padroni privati che da tempo fanno questa richiesta.
Il Governo “amico” colpisce ancora, con la complicità di CGIL, CISL e UIL: lo sciopero, preventivato da quest’ultimi come arma di “ricatto” viene soppresso, perché tanto è bastato loro per svolgere questa brutta sceneggiata.
Con sfacciataggine, questi burocrati, ci verranno a dire che stato conquistato un grande risultato.
La farsa non nasconde il fatto, che i lavoratori peggiorano le loro condizioni di vita: il salario non coprirà l’inflazione, non recupererà l’aumento del carovita che c’è stato e ci sarà.
I burocrati sindacali sono andati alla trattativa senza uno straccio di piattaforma e tentano di mascherare questo deludente risultato, dietro il presunto scontro con il Governo, per non avere i 93 euro di media, ma i 101 euro lordi.
Essi non avevano nessun mandato per accettare l’allungamento del contratto nazionale da due a tre anni e la decorrenza posticipata al 1°febbraio del 2007, del biennio 2006-2007.
L’opera di smantellamento del salario, siamo sicuri che continuerà se non li fermeremo: nei prossimi mesi li vedremo in azione per introdurre i contratti regionali (ulteriori “gabbie salariali”, famose nel passato per frantumare e dividere i lavoratori) , e, non contenti di avere permesso il taglio delle pensioni, attivamente impegnati per farci aderire ai Fondi pensione, subordinando così la nostra vecchiaia all’andamento dei mercati finanziari.
Questi burocrati sindacali, mentre apparentemente si mostrano agguerriti nei salotti televisivi, contro la proposta Ichino (che ha posto l’equazione: dipendente pubblico = a “fannullone”) accettano tale politica sotto il sinonimo di “riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”.L’appello che facciamo ai lavoratori, come delegati SLAI COBAS, è quello di mobilitarci per ottenere le assemblee e il referendum nazionale per bocciare l’intesa, per sconfiggere questa politica di cedimenti fatta anche di attacco alle pensioni. Rifiutiamo di aderire ai fondi pensione, battiamoci per ottenere il ripristino del calcolo retributivo, per aumenti salariali consistenti, contro la precarietà.
SLAI Cobas Regione Lombardia
Milano, 29-5-07
TRATTATIVA PIANO OCCUPAZIONALE 2007
NON C’E’ LIMITE AL PEGGIODopo la firma dell’accordo sul programma triennale dei fabbisogni professionali, è ora in corso la trattativa sul piano occupazionale 2007.
L’amministrazione si è presentata con una proposta provocatoria: 30 assunzioni dall’esterno cat. D, tutte mediante contratto di formazione-lavoro; 10 inquadramenti di comandati; 10 progressioni verticali da graduatorie prorogate!
In sostanza, dopo aver usato la proroga delle graduatorie come arma di ricatto per far accettare ai rappresentanti dei lavoratori le parti indigeste del Programma triennale, l’amministrazione ne faceva carta straccia:
meno di un decimo dei colleghi in graduatoria e solo di cat. D otterrebbero soddisfazione alle loro legittime aspirazioni, confermate dalla proroga stessa;
le progressioni verticali del restante personale sarebbero rimandate ad un futuro incerto;
le assunzioni dall’esterno verrebbero quasi dimezzate rispetto alla previsione del programma triennale, già limitata dalla riduzione unilaterale della pianta organica operata dall’ente. Inoltre, per queste si ricorrerebbe solo a forme di reclutamento che aumentano il potere discrezionale dell’amministrazione (inquadramento dei comandati e contratti formazione e lavoro). Questi ultimi aumentano il precariato, escludono gli interni, sono utilizzati impropriamente per lavoratori diplomati o laureati (cat. D);
nessun accenno allo svuotamento della cat. A, da lungo tempo perseguito dai lavoratori.
A una tale proposta avrebbe dovuto seguire un rifiuto fermo da parte di tutte le rappresentanze sindacali.
Invece, CGIL-CISL-UIL hanno praticato l’ennesimo cedimento alle pretese della controparte, accettando la fantasiosa interpretazione del Programma triennale da questa proposta: che il numero di 150 posti lì previsto non si riferisca solo a nuove assunzioni a copertura del turn-over, ma vi rientrino anche le progressioni verticali e i comandi.
DA UN CEDIMENTO ALL’ALTRO
Contraddicendo l’interpretazione dell’accordo da loro condivisa fino ad un mese fa (vedi volantino del 16 aprile firmato da RSU, confederali e autonomi), hanno anzi attaccato e deriso chi, come noi, in trattativa si è mostrato coerente.
La loro risposta all’amministrazione si è limitata ad una diversa scansione temporale di assunzioni e progressioni, basata su una proposta di discussione congiunta dei tre piani annuali (2007, ’08 e ’09) che riteniamo rischiosa e inutile, perché rimanda nel tempo le verifiche del programma triennale, mettendo in forse un aumento del numero di posti nel caso, prevedibile, di aumento dei pensionamenti nei prossimi anni. Il loro opportunismo è pari solo a quello dei loro vertici nazionali (vedi contratto nazionale e conseguenti continui cedimenti sia salariali sia normativi)!
Come componente SLAI Cobas nell’esecutivo RSU abbiamo proposto per il 2007: almeno 50 progressioni verticali e assunzioni dall’esterno solo con concorso per tempo indeterminato con punteggio per i precari del “sistema regionale”. PROGRESSIONE ORIZZONTALE D5>D6: nella prossima sessione di trattativa, il 4 giugno, si dovrebbe trattare anche di questo. Come al solito la base di discussione sarà una proposta dell’amministrazione. Vedremo chi sosterrà i principi approvati dai lavoratori e chi si adeguerà ai voleri del padrone.
SOLO SE LAVORATRICI E LAVORATORI FARANNO SENTIRE LA LORO VOCE SARA’ POSSIBILE EVITARE L’ENNESIMO ACCORDO AL RIBASSO.I delegati RSU
SLAI CobasMilano, 29-5-07
FIRMATO IL PROGRAMMA TRIENNALE DEI FABBISOGNI PROFESSIONALI 2007-09
Venerdì 13 (!) è stato siglato l’accordo sul programma triennale dei fabbisogni professionali. Si tratta della cornice in cui verranno inquadrati i piani occupazionali annuali della giunta regionale. L’amministrazione si era presentata alla concertazione forte del 1° provvedimento organizzativo 2007: mediante questo provvedimento, violando le norme sul diritto di informazione alla controparte sindacale e limitandone il potere contrattuale, è stata ridotta unilateralmente la pianta organica di 221 unità, portandola al valore di 3.000 unità, quasi in pari con il numero degli assunti in ruolo (2977 ad inizio aprile). In questo modo, si giustifica un piano di assunzioni limitato a reintegrare il turn-over (pensionamenti). La convocazione della trattativa è stata fatta appositamente in ritardo per far scadere la graduatoria della progressione B1-B3 e portarsi molto vicini alla scadenza delle altre graduatorie. Quest’arma di ricatto è stata usata per costringere sulla difensiva la parte sindacale, la cui parte confederale (CGIL-CISL-UIL) e autonoma, succube dell’iniziativa dell’amministrazione, è stata incapace di dare una risposta adeguata perché rifugge il rapporto con lavoratrici e lavoratori e spesso non ne tiene conto – vedi l’esito dell’assemblea del 19 febbraio, pur da loro indetta.
L’accordo non poteva che essere mediocre, basato su una mediazione al ribasso, conseguita accettando un metodo di trattativa ai limiti della legittimità. L’esecutivo Rsu è infatti arrivato alla trattativa in assenza non solo di un confronto con il consiglio RSU, ma anche al proprio interno. Per quanto ci riguarda, garantiamo che non permetteremo che ciò si ripeta! Abbiamo contribuito a introdurre alcune modifiche nel testo del programma, perché l’alternativa sarebbe stata una vittoria piena dell’amministrazione, ottenuta frustrando le aspettative di una parte dei colleghi.
Urge un confronto entro la Rsu e con lavoratrici e lavoratori sulle prossime scadenze di trattativa, a partire da quella sul piano occupazionale 2007 e sulle relazioni sindacali nel sistema Rsu!
Quanto ai contenuti dell’accordo di venerdì 13, sottolineiamo i seguenti punti negativi, da correggere nel corso della trattativa sul piano 2007:
scomparsa dei precari: non solo sono stati nascosti dall’amministrazione, che li ha smistati nei vari enti del sistema allargato, ma sono spariti anche dalle parole d’ordine di confederali e autonomi. Ci batteremo perché nei concorsi previsti nel triennio sia previsto un punteggio per il lavoro precario svolto nell’ente negli ultimi 7 anni;
contratti di formazione-lavoro come forma prevalente di reclutamento dall’esterno, che rendono più ricattabili i nuovi assunti e impediscono agli interni di concorrere. Abbiamo ottenuto la correzione del punto relativo nel testo dell’accordo, ma l’amministrazione ci riproverà;
superamento della cat. A: non è prevista una scadenza, né modalità certe;
progressioni verticali: abbiamo contribuito a reinserirle fra le forme di reperimento delle professionalità interne, ma senza una quantificazione. Proponiamo che siano almeno pari alle assunzioni dall’esterno (150 in tre anni), tolte dal conto le graduatorie in essere (143);
part-time: con una frase oscura, se ne paventa una limitazione;
graduatorie: anche quella scaduta può e deve essere prorogata. L’esperienza e la professionalità acquisita non sono da scartare, ma da valorizzare. Quello che semmai è da gettare è la modalità di formazione finora adottata, tutta improntata all’indottrinamento e poco alla formazione permanente e all’aggiornamento, all’interno di percorsi coerenti.
Solo un rinnovato protagonismo di lavoratrici e lavoratori sarà i grado di costringere l’amministrazione ad accordi positivi. Tanti sono i problemi ancora aperti (circolari ferie-visite mediche in primis, sulle quali stiamo per lanciare un’iniziativa): lottiamo insieme per risolverli a favore di chi lavora!
I delegati RSU
SLAI CobasMilano, 17-4-2007
Sostenete l’azione legale dello SLAI COBAS sulle ferie e malattia
DOPO L’ASSEMBLEA DEL 19 FEBBRAIO 2007
… E ORA: MOBILITAZIONE!La mozione approvata nel corso dell’assemblea del 19.2.2007 è la riprova della determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori della giunta regionale (ostacolati dai confederali completamente chini ai voleri dell’ Amministrazione) nel rivendicare i propri diritti.
Il mandato è chiaro: rimettere in discussione gli accordi bidone siglati da CGIL, CISL, UIL e CISAL contro le decisioni prese dai lavoratori nelle assemblee; proclamare la mobilitazione contro le circolari illegittime su ferie e permessi per diagnosi e terapie; esigere l’applicazione degli accordi firmati (assunzioni e progressioni verticali).
La buona partecipazione all’assemblea e la lucidità dimostrata da lavoratori e lavoratrici presenti nel non lasciarsi infinocchiare da discorsi fumosi di burocrati sindacali e da una gestione arrogante e incurante delle regole democratiche sono al tempo stesso una risposta per chi, CGIL in testa, si nasconde dietro la presunta passività dei dipendenti regionali per mascherare la propria ansia concertativa con l’amministrazione e, cosa che più ci interessa, una base per far crescere la mobilitazione necessaria per imporre all’amministrazione il rispetto dei nostri diritti.
Il vergognoso comunicato emesso dalle segreterie CGIL-CISL-UIL e CISAL dimostra che costoro sono disposti a tutto pur di salvare il loro rapporto privilegiato con l’amministrazione, anche a fare carta straccia della mozione approvata, in contrapposizione alla loro, dall’assemblea dei lavoratori (da loro stessi convocata!), a usurpare la firma della RSU, senza che questa si sia nemmeno riunita per discutere, e a chiedere all’amministrazione di agire in contrasto con le decisioni assunte, mostrando quanto importa a loro il rispetto del mandato dei soggetti che pretendono di rappresentare.
Ricordiamo a costoro che TUTTE LE RAPPRESENTANZE SINDACALI, IN PARTICOLARE LA RSU, SONO VINCOLATE AL RISPETTO DEL MANDATO ASSEMBLEARE.
E’ indispensabile che il consiglio RSU si riunisca in tempi rapidi per mettere in pratica, se possibile unitariamente, quanto deciso in assemblea, a partire dalla costruzione di una mobilitazione, articolata ed efficace, contro le circolari, per seguire con la predisposizione di una piattaforma chiara e vincolante su precariato, esternalizzazioni, piano occupazionale, progressioni orizzontali e altri temi “sepolti” (LR 38, adeguamento ticket, ecc.).
A proposito di unitarietà: è sempre presente nei comunicati di tutti, ma da parte di qualcuno è solo uno strumento abusato per nascondere le sconfitte e tentare di schiacciare chi è minoranza nella RSU, pur avendo
dalla sua spesso la maggioranza dei lavoratori. Perciò, da parte nostra, accogliamo questi appelli, ma solo se i contenuti sono quelli espressi dalle lavoratrici e dai lavoratori!
Tutto è possibile, anche che chi finora ha ignorato le decisioni delle assemblee di luglio, settembre e ottobre su circolari e progressioni orizzontali, firmando accordi con contenuti contrari al mandato assembleare, ora si trasformi in paladino dei diritti e della democrazia…
In caso contrario non resta a noi tutte/i lavoratrici/lavoratori di ASSUMERCI DIRETTAMENTE LA RESPONSABILITA’ DI CONDURRE QUESTA LOTTA.
Sappia chi di dovere che, per quanto ci riguarda, siamo PRONTI a farlo, senza più aspettare le loro piroette opportuniste.I Delegati RSU SLAI Cobas - Regione Lombardia
PROGRESSIONI ORIZZONTALI 2006/2007: ESCLUSO “SOLO” UN DIPENDENTE SU 100:
«COLPIRNE UNO PER EDUCARNE 100!»
16-1-2007
L'archivio 2005-2006 del Cobas Regione Lombardia
L'archivio 2004 del Cobas Regione Lombardia
L'archivio 2001-2003 del Cobas Regione Lombardia