Archivio SLAI Cobas Regione Lombardia

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FALLITO IL DISEGNO REPRESSIVO DI QUESTA AMMINISTRAZIONE!

DAVANTI AL GIUDICE DEL LAVORO DI MILANO E’ STATO RIDIMENSIONATO RADICALMENTE IL PROVOCATORIO PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE DELLO SCORSO ANNO  CONTRO GIORGIO RIBOLDI!

LA VOLONTA’ INTIMIDATORIA E REPRESSIVA DELL’AMMINISTRAZIONE E DEL SUO APPARATO BUROCRATICO NON E’ PASSATA ED E’ STATA SCONFITTA!

La regione, nell’impossibilita’ oggettiva di  dimostrare contro il nostro compagno accuse su responsabilità inesistenti e di fronte al rischio di vedersi contestare le proprie carenze riguardanti la tempestività di assegnazione di incarichi di lavoro a Giorgio Riboldi, ha dovuto assoggettarsi alla proposta originaria del giudice Alba Chiavassa ed accettare una soluzione conciliativa che prevede in sintesi:

a)      LA RESTITUZIONE del denaro corrispondente ad 8 giorni di stipendio, trattenuto lo scorso anno a fronte di una originaria penalizzazione di 10 giorni. In sostanza la penalizzazione si riduce da  10 a 2 giorni, corrispondenti alla formale sospensione.

b)      L’ANNULLAMENTO della cosiddetta “RECIDIVA” che costituiva la parte più grave del provvedimento disciplinare (per capirci, se questa non fosse stata tolta, il provvedimento disciplinare avrebbe pesato per due anni sul nostro compagno).

c)      CONSEGUENTEMENTE non saranno inficiati ne’ il percorso di carriera, ne’ eventuali reinquadramenti  automatici, ne’ l’erogazione della quota individuale d’incentivo.

d)      LE PARTI IN CAUSA  non avranno più nulla da “pretendere” o “rivendicare” reciprocamente per il periodo in contestazione marzo-settembre 2003.

e)      RIMBORSO di una quota delle spese processuali sostenute da Giorgio Riboldi.

f)        RESTITUZIONE della quota di contributi previdenziali, trattenuti lo scorso anno in concomitanza con l’attuazione del provvedimento disciplinare.

IN SOSTANZA IL GRAVE PROVVEDIMENTO  E’ STATO SVUOTATO  DI CONTENUTO E DEL SUO SIGNIFICATO ESEMPLARE.

Questo risultato é il frutto di un nostro impegno rigoroso e determinato e costituisce la risposta  a chi ci voleva chiudere la bocca e impedire di pensare. Infatti e’ il caso di ricordare che la decisione di ricorrere  alla sanzione giunse immediatamente dopo la diffusione di un volantino dello Slai-Cobas, in cui veniva denunciato il pericolo della presenza di amianto nei locali del Pirellone squassati dall’incidente aereo e la strumentalizzazione politica che aveva fatto l’amministrazione su quell’episodio. Evidentemente, in modo del tutto arbitrario, l’amministrazione o qualche suo dirigente attribuì la stesura del volantino a Giorgio Riboldi e poiché non poteva colpirlo per un “reato” d’opinione o per il suo intransigente impegno sindacale, cercò di intimidirlo, propinandogli un pesante provvedimento disciplinare basato sulla contestazione di fatti e responsabilità inesistenti o strumentali.

E’ EVIDENTE CHE LA SOLUZIONE POSITIVA DI QUESTA VICENDA CI DA’ ANCORA PIU’ FORZA E VOLONTA’ PER PROSEGUIRE NELLA DIFESA  INTRANSIGENTE DEGLI INTERESSI DEI LAVORATORI  E PER DENUNCIARE  LE GRAVI CONSEGUENZE CHE PROVOCA LA POLITICA LIBERISTA E  DI PRIVATIZZAZIONE DI QUESTA AMMINISTRAZIONE.

LA CONCLUSIONE DI QUESTA VICENDA DIMOSTRA, FRA L’ALTRO, CHE SE NON SI ABBASSA LA TESTA E SE NON SI SUBISCE IN SILENZIO, E’ ANCORA POSSIBILE NON SOLO RESISTERE, MA ANCHE REALIZZARE DEI BUONI RISULTATI . QUESTO E’ VALIDO PER TUTTI/ E PER IL FUTURO.

Cogliamo l’occasione per ringraziare gli avvocati Fezzi, Borali e Federico e Alessandro Riboldi che hanno operato, nelle varie fasi della vicenda in modo preciso, intelligente e senza cedimenti, permettendo di raggiungere questo positivo risultato su una questione molto complessa e difficile da gestire.

SLAI COBAS REGIONE LOMBARDIA

Milano, 4/11/2003


CONTRATTO: UN’ ALTRA TRUFFA!

Sottoscritto un contratto nazionale a perdere.

E’ un contratto truffa!

Diciamo NO o BOICOTTIAMO le assemblee convocate da CGIL CISL E UIL

- L’inflazione annua reale è di oltre il 7% (dati ufficiali ISTAT, ma l’inflazione reale è molti più alta). Gli aumenti salariali sottoscritti sono del 5,66% - UN’ INEZIA E UNA PROVOCAZIONE!! Ricordiamoci che lo stipendio minimo dell’”ultimo” dirigente è di 6 milioni delle vecchie lire (3100 euro) e si arriva fino a 15 milioni per alcuni direttori generali.

- Il nuovo contratto (valenza 2002-2005) prevede che i contratti integrativi decentrati abbiano una durata di 4 anni, non più di 2, INCREDIBILE, MA VERO!

- “Non è consentita la distribuzione generalizzata dei compensi per la produttività sulla base di automatismi comunque denominati” (citiamo dal testo contrattuale), ovvero il nostro salario variabile (incentivo) sarà completamente nelle mani delle valutazioni del dirigente! COMPLIMENTI!!! E’ ANDATA A FARSI BENEDIRE UNA DELLE POSSIBILITA’ PER RECUPERARE IL VALORE DEL SALARIO EROSO DALL’INFLAZIONE.

- Con questo contratto si ufficializza la perdita netta del 7% del nostro stipendio (rispetto all’aumento del costo della vita in questi anni), ma CGIL-CISL-UIL ve lo spacceranno come grande vittoria! SI VERGOGNINO!

- Noi chiediamo di bocciare il contratto e di rilanciare le rivendicazioni chiedendo 300 euro netti d’aumento e l’istituzione di una 14 esima mensilità per tutti, in sostituzione dell’incentivo nelle mani dei dirigenti.

- Rimanendo iscritti ai sindacati che firmano contratti-truffa perdete mediamente altri 7 euro al mese, fate voi!

- Nella nostra bacheca sindacale, da lunedì 20 ottobre 2003 è consultabile il contratto-truffa. 

Chi volesse le autentiche spiegazioni ed interpretazioni sul contratto nazionale telefoni ai nostri esponenti RSU

Giorgio Riboldi 0372 485 327 (oppure 41 327) cell. N. 339 195 66 69

Aldo Milani  2 2100 – Arturo Pinotti   2 8005

Antonio Mantovan 2 2466 – Daniele Pace  031 320 345

ADERITE ALLO SLAI COBAS

La mobilitazione continua

SCIOPERO GENERALE CONTRO LA CONTRORIFORMA DELLE PENSIONI E CONTRO IL NUOVO CONTRATTO TRUFFA IL 24 OTTOBRE 2003

Milano 18 ottobre 2003


MOBILITAZIONE PERMANENTE

E SCIOPERI GENERALI

IL 24 OTTOBRE E IL  7 NOVEMBRE 2003

PER IMPEDIRE

LA CONTRORIFORMA DELLE PENSIONI

LA CONTRORIFORMA BERLUSCONI COLPISCE SOPRATTUTTO I GIOVANI E I SOGGETTI DI MEZZA ETA’ COME LA CONTRORIFORMA DINI DEL 1995.

Vogliono giustificare questa controriforma sostenendo che la spesa pensionistica è eccessiva: FALSO! La spesa pensionistica italiana è leggermente superiore a quella europea (0,5%); ma la spesa sociale è nettamente inferiore e questo aggrava le condizioni della classe lavoratrice.

Ecco quali sono le gravi decisioni approvate dal Consiglio dei Ministri del governo Berlusconi in tema pensionistico:

Dal 2008 in pensione con 40 anni di contributi

Dal 2008 si potrà andare in pensione o con 65 anni di età (60 per le donne), o con almeno 40 anni di contributi a prescindere dall’età.

Non c’è neppure un minimo di gradualità

57 anni di età e 35 di contributi: solo con calcolo contributivo

Chi dal 2008 volesse andare comunque in pensione, prima di aver raggiunto 40 anni di contributi, potrà farlo, ma riceverà una pensione interamente calcolata sulla base dei contributi versati  (e quindi decurtata anche del 38% rispetto all’assegno calcolato sulla base del metodo retributivo).

Con la riforma Tremonti-Berlusconi-Maroni, dal 2008 in poi, lasciando il lavoro dopo 35 o 36 anni, si avrà una prestazione pensionistica pari a meno della metà dell’ultimo stipendio, se si andrà in pensione col sistema retributivo.

Per chi andrà col sistema contributivo l’importo sarà molto più basso.

Il calcolo contributivo della pensione si basa sui contributi effettivamente versati dal lavoratore e dal datore di lavoro durante tutta la vita lavorativa.

Il calcolo su tutta la vita risulta micidiale nel falciare il rendimento delle pensioni. E’ stato stimato che con quarant’anni di lavoro si raggiungerà, per il solo effetto di questa manovra, una pensione inferiore al 50% degli ultimi salari ricevuti” ( fonte: Sindacato Pensionati CGIL).

I contributi pagati per ogni lavoratore dipendente sono attualmente pari al 33% della retribuzione. Essi verranno rivalutati annualmente sulla base del tasso annuo di capitalizzazione risultante dalla variazione media quinquennale del prodotto interno lordo (PIL) calcolata dall’ISTAT.

Chi è in grado di verificare quanto si perde con questa complicata rivalutazione? Chi controllerà la giustezza dei calcoli?

Dal 2004 al 2007 valgono i diritti acquisiti

Fino alla fine del 2007 sarà possibile andare in pensione con le regole attuali (57 anni di età e 35 di contributi).

Si tenga presente che già la riforma Dini aveva introdotto il metodo contributivo per chi non aveva un minimo di 18 anni di anzianità e per i nuovi assunti.

Incentivi

Chi decide di rinviare l’andata in pensione potrà restare al lavoro, nel settore privato, chiedendo di avere in busta paga l’intero ammontare dei contributi previdenziali (32,7 % del salario esentasse).

PER I LAVORATORI PUBBLICI  QUESTO PROVVEDIMENTO E’ POCO PIU’ DI UNA BURLA. Questi incentivi non sono estesi automaticamente, saranno estendibili solo dopo una nuova trattativa “previo confronto con le parti sociali, le Regioni e gli Enti Locali e tenuto conto della specificità dei singoli settori e dell’interesse pubblico connesso all’organizzazione del lavoro e all’esigenza dell’efficienza dell’apparato amministrativo pubblico”.

Traduzione: se ci saranno i soldi e se le amministrazioni decideranno di utilizzarli in tal senso, si potrà usufruire di questo incentivo.

Si preannunciano quindi  ulteriori differenziazioni non solo tra lavoratori pubblici e privati, ma tra gli stessi lavoratori pubblici.

Naturalmente per chi usufruirà dell’incentivo, la pensione al momento del ritiro sarà quella calcolata al momento dell’opzione.

Qui sta il trucco e l’inganno. Si lavora due anni di più, ma la pensione sarà sempre la stessa.

Questa controriforma va rifiutata e combattuta perché:

1. pretende di far cassa per ridurre deficit e debito pubblico, che non sono certo provocati dai lavoratori. Il problema del deficit pubblico riguarda la fiscalità generale, cioè tutti i cittadini, non solo i lavoratori dipendenti;

2. dal 2008 abolisce di fatto le pensioni di anzianità;

3. non riduce le disuguaglianze dei contributi previdenziali fra le diverse categorie;

4. nega le esigenze di gradualità sempre necessarie quando si tocca la vita di uomini e donne.

Con questa operazione il governo colpisce, come sempre, le condizioni materiali dei lavoratori dipendenti, in una fase in cui gli aumenti spropositati ed ingiustificati dei prezzi e gli insufficienti e  provocatori aumenti previsti dal rinnovo contrattuale erodono progressivamente i nostri stipendi e salari.

Ricordiamoci: le pensioni sono nostro salario differito, quindi non devono servire a risanare i bilanci di governanti incapaci, ricchi e corrotti, i quali quando si parla di ridurre le pensioni non partono mai dalle loro.

I politici non partono mai dalla riduzione delle loro vergognose pensioni d’oro, che percepiscono dopo 10 anni, cioè due legislature.

SALARI – INFLAZIONE – RINNOVO CONTRATTUALE

L’inflazione reale supera il 7 % (l’ISTAT ufficialmente sostiene il 6 %) e hanno voluto rinnovare i contratti sulla base di un’inflazione programmata annua del 2.3 % (cioè un’inflazione non vera, ma quella ipotetica definita tre anni fa). Se ne fregano addirittura del loro istituto di statistica.

La vita di molti di noi è diventata insostenibile, la politica di diversificazione salariale, attuata attraverso gli incentivi personalizzati e le valutazioni arbitrarie, sta producendo risultati pessimi e drammatici: divisioni tra di noi, progressiva individualizzazione dei problemi, demoralizzazione rispetto alla volontà di reagire e di lottare.

HANNO FIRMATO UN CONTRATTO INADEGUATO ED INSUFFICIENTE! LE ASSEMBLEE DEI LAVORATORI LO BOCCINO! (AMMESSO CHE I FIRMATARI LO SOTTOPONGANO ALLA APPROVAZIONE DEI LAVORATORI)

Apprendiamo proprio mentre stiamo scrivendo che le confederazioni si apprestano a firmare un contratto nazionale che prevede un aumento medio mensile di euro 125 lordi, scaglionati nel tempo e distribuiti non solo sul salario base, ma su tutte le voci del salario accessorio.

RIBADIAMO CHE QUESTI AUMENTI SONO INSUFFICIENTI E RISIBILI  E CHE E’ NECESSARIO RILANCIARE LA LOTTA PER RICHIEDERE AUMENTI DI STIPENDIO ADEGUATI E LEGATI ALL’ANDAMENTO DEL COSTO DELLA VITA

NON MENO DI 300 EURO MENSILI NETTI

È LA CIFRA MINIMA PER COPRIRE GLI AUMENTI DEI PREZZI DEGLI ULTIMI DUE ANNI

In Regione Lombardia le cose non vanno certo meglio.

L’amministrazione tiene inchiodate le OO.SS. e le RSU da circa due anni, senza che si sia rinnovato il contratto decentrato. L’amministrazione, grazie anche all’incapacità di alcune organizzazioni sindacali e della maggioranza delle RSU e all’oggettiva complicità di alcuni sindacati confederali, sceglie di disarticolare il complesso delle rivendicazioni e di posticipare nel tempo le trattative. Probabilmente vogliono arrivare, con la complicità di alcuni sindacalisti di Forza Italia, a ridosso di alcune scadenze elettorali per poi far credere ai “grulli” che essa elargisce quattrini ai propri “fidi” collaboratori.

Finora sono stati resi esecutivi alcuni accordi che erano già stati sottoscritti due o tre anni prima (come l’aumento del ticket o la cosiddetta indennità trasporti).

NESSUNO PIU’ PARLA DEL RIPRISTINO DELLA VECCHIA LEGGE 38 CHE CONSENTIVA UN MIGLIOR TRATTAMENTO PENSIONISTICO PER I REGIONALI. NOI CHIEDIAMO FORMALMENTE CHE SI RIAPRA IL CONFRONTO CON L’AMMINISTRAZIONE. SU QUESTO PUNTO NON DAREMO TREGUA. GLI IMPEGNI ASSUNTI DALL’AMMINISTRAZIONE VANNO ONORATI!

L’amministrazione non sta trovando opposizione sufficiente all’introduzione di rapporti di lavoro precari e alla sua politica di riduzione progressiva del personale di ruolo.

SI STA AFFERMANDO LA CRIMINALE POLITICA DELLA PRECARIETÀ CHE RENDE SEMPRE PIÙ INSTABILE ED INSICURA LA VITA DEI LAVORATORI SOPRATTUTTO GIOVANI.

Il lavoro precario è sempre più diffuso a causa della Legge 30 che ha legalizzato la precarietà nei rapporti di lavoro (lavoro a chiamata, a progetto, in coppia…chi più ne ha più ne metta). I giovani di oggi rischiano di non vedere la pensione neppure a settant’anni.

Si indicono concorsi interni le cui procedure e vincoli stanno tra il ridicolo e il provocatorio. I bandi dei concorsi per il passaggio dalla categoria B a quella C contengono, fra l’altro, dei vincoli che stanno al limite dell’illegalità. Esempio:  il tener conto delle valutazioni individuali al fine della costituzione della graduatoria, quando è noto che l’accordo sottoscritto con le OO.SS e le RSU prevedeva esplicitamente il non utilizzo di questo dato al fine del percorso di carriera. Oppure il far pesare eventuali provvedimenti disciplinari.

INVITIAMO GLI INTERESSATI AD IMPUGNARE ENTRO TRENTA GIORNI DALLA PUBBLICAZIONE DEL BANDO LA VALIDITÀ DEL PROVVEDIMENTO!

Le RSU elette nel 2001 hanno dimostrato la loro impotenza ed incapacità a operare. Hanno scelto di tenere fuori lo SlaiCOBAS dalla delegazione trattante e come risultato hanno ottenuto il nulla e prodotto solo continui litigi fra le piccole burocrazie sindacali.

Solamente nell’ultima riunione del consiglio RSU convocato dalla maggioranza del mutilato esecutivo, si è intravista una piccola volontà di svolta: decisione (non è mai troppo tardi) di presentare una piattaforma rivendicativa  all’amministrazione per il rinnovo del contratto decentrato e mandato vincolante a non firmare alcun accordo sulla produttività se il fondo non sarà aumentato rispetto al 2002 previa consultazione di tutti i lavoratori. Dovranno essere tenute assemblee in tutte le sedi di lavoro di Milano e delle province! Chi si opponesse a questa decisione unanime se ne assumerà tutte le responsabilità!

Ci auguriamo che la parte più responsabile delle RSU tenga fede a questo impegno altrimenti ne risponderà davanti a tutti i lavoratori che se ne ricorderanno quando andranno fra un anno a votare per il rinnovo delle stesse. CON LE LAMENTELE E ANCOR PEGGIO CON LA RASSEGNAZIONE  NULLA SI RISOLVE, ANZI SI AVALLANO GLI INTERESSI DEI POTENTI.

E’ INVECE NECESSARIO REAGIRE CON L’UNICA ARMA CHE ABBIAMO, CIOÈ LA MOBILITAZIONE E GLI SCIOPERI, AL FINE DI IMPEDIRE L’ATTUAZIONE DELLA CONTRORIFORMA DEL GOVERNO BERLUSCONI.

Facciamo appello affinché si aderisca agli scioperi generali già proclamati per il 24 ottobre da CGIL, CISL e UIL e il 7 novembre 2003 dallo SlaiCOBAS, CUB e USI. Noi con le nostre forze faremo in modo di operare affinché si arrivi al massimo di unità e ad un’unica scadenza generale di mobilitazione

                                               SLAI COBAS REGIONE LOMBARDIA

9 ottobre 2003


COMUNICATO  STAMPA

LO SPROLOQUIO PSEUDO-BOCCACCESCO DEL

VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE PROSPERINI

In questi tempi in cui la volgarità, la vacuità, la superficialità e l’ignoranza (intesa nel senso latino di non conoscenza) sono ELEMENTI DISTINTIVI  di chi esercita il potere piccolo e grande, noi misuriamo molto la quantità dei nostri interventi, per non mischiarci nella “buzzurraggine” imperante.

Ma questa volta siamo costretti ad intervenire per denunciare a tutto il personale della Regione Lombardia e a tutti i cittadini lombardi quanto ha detto ad un giornalista di “Repubblica” questo Prosperini: personaggio inquietante, che non si sa per quale misterioso motivo è anche consigliere regionale e vice presidente dello stesso Consiglio.

Questo personaggio, sulle pagine di Milano di “Repubblica” del 30/08/2003, si esercita a vomitare giudizi, calunnie e volgarità prodotti da una sub-cultura nazi-razzista contro tutti coloro che operano nella nuova sede della Regione Lombardia.

Egli accusa praticamente la maggior parte dei lavoratori di dedicarsi prevalentemente ad attività erotico-sessuali sul luogo di lavoro. Evidentemente il suddetto individuo si è lasciato andare a questo vaniloquio essendo accecato da “fobie” e “invidie” sessuali, sinonimi di gravi problemi infantili irrisolti, di protervia, di arroganza, di maschilismo sterile-impotente e di “carenza affettivo-sessuale”.

Facciamo appello a tutti i lavoratori, e anche ai dirigenti che sono tirati in ballo dal suddetto, affinché facciano in modo di trovare gli strumenti per denunciarlo al pubblico ludibrio e per isolarlo politicamente e moralmente.

Si rifiuteranno i consiglieri dell’opposizione, d’ora in avanti, di partecipare a trasmissioni televisive in cui sarà presente questo personaggio? Noi li invitiamo a farlo.

E il massimo esponente della Regione Lombardia, che teorizza solidi principi morali, non ha nulla da dire di fronte alle dichiarazioni squallide e offensive di un simile individuo che si permette di mettere alla berlina 1600 lavoratori, paragonando il palazzo della regione ad un postribolo? Non ci sarebbero gli estremi in consiglio regionale per una mozione di censura contro Prosperini chiedendone le dimissioni?

Noi chiediamo comunque alle RSU e a tutte le sigle sindacali presenti in Regione di verificare se esistano le condizioni per querelare questo personaggio, in difesa dell’onore di tutti i lavoratori regionali. Per queste ragioni chiediamo formalmente la convocazione del consiglio RSU per discutere le iniziative da assumere.

E il Comitato delle Pari Opportunità non ha nulla da dire in questa circostanza?

Ricordiamo inoltre che le gesta di questo tizio avvengono in un momento in cui è in atto una radicale ristrutturazione della Regione che rischia di ridurre i livelli occupazionali, di introdurre sempre più lavoro precario e di rendere sempre più insicura e difficoltosa la vita quotidiana dei lavoratori regionali, i cui salari sono ormai alla soglia della sopportabilità.

In un simile contesto il suo intervento è casuale e frutto del caldo torrido d’agosto, o piuttosto si può pensare che queste dichiarazioni facciano parte di un disegno teso ad infangare il personale regionale, per giustificarne il suo ridimensionamento?

                                                            Slai COBAS provinciale

                              Slai COBAS Regione Lombardia

Milano, 3 settembre 2003


VERGOGNA !

LA MAGGIORANZA DEL CONSIGLIO RSU TRAMA UN ALTRO INGANNO CONTRO I LAVORATORI DELLA REGIONE LOMBARDIA!

LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO RSU DEL 15.5.2003, PER LE DECISIONI ASSUNTE E LE PROCEDURE  SEGUITE, HA SEGNATO DI FATTO LA FINE DEL RUOLO DELLE RSU. Questo hanno sempre voluto CISL, UIL ma anche la CGIL e, in questo caso assistiamo pure alla – speriamo ingenua – complicità del SIN-COBAS. Quest’ultimo, pur di avere un “posto inutile” nell’esecutivo, ha smentito la sua stessa battaglia per il vero rilancio delle RSU sulla piattaforma concordata due mesi fa da tutte le componenti. In realtà, l’ingresso nell’esecutivo non è un successo del SIN-COBAS che avrebbe emarginato la UIL e la CISL, ma una trappola tesa da queste alla CGIL e al SIN-COBAS, il cui “stratega” non si è mosso all’interno di una “grande strategia” ma come un vero e proprio dilettante allo sbaraglio. UIL e CISL hanno scelto di lasciare fuori dall’esecutivo i loro responsabili, poiché in futuro condizioneranno e ricatteranno dall’esterno questo debole esecutivo e questi ultimi, comunque, continueranno a partecipare alle trattative come responsabili delle rispettive sigle. Non aver capito questo è grave e colpevole.

CGIL, CISL, UIL, SINDACATO AUTONOMO E SIN-COBAS, RINNEGANDO LA PIATTAFORMA UNITARIA per un nuovo contratto decentrato, approvata due mesi fa, riscrivono e si accordano su un PROGRAMMA GENERICO, VUOTO, INCONSISTENTE e BUROCRATICO che non hanno avuto nemmeno il coraggio di diffondere e che l’amministrazione userà e riempirà come meglio vorrà!

LA DELEGAZIONE DELLO SLAI COBAS HA ABBANDONATO I LAVORI DEL CONSIGLIO RSU, non volendo essere complice di questa “manfrina” e lasciando solo un osservatore con il compito di ascoltare e riferire le malefatte. Noi abbiamo denunciato il ritardo con cui era stata convocata la riunione e l’arbitrarietà prevaricatoria con cui era stato fissato l’ordine del giorno. Infatti ricordiamo che noi, insieme ad altri delegati, ci eravamo fatti promotori di una convocazione straordinaria sulla base di un ordine del giorno che prevedeva la discussione della piattaforma sul contratto decentrato approvata all’unanimità. Quell’ordine del giorno, in contrasto con lo stesso regolamento delle RSU, è stato invece violato e disatteso dall’arroganza e prevaricazione di CGIL,CISL e UIL. La nostra è stata una scelta lucida e lungimirante che rilancia il nostro ruolo in Regione, dove restiamo l’unica forza di opposizione all’amministrazione e alle politiche sindacali di subordinazione dei  sindacati confederali e ahimè anche del SIN-COBAS, che con questa scelta, secondo noi, ha commesso un grave errore politico. Riflettete e ripensateci cari compagni. Ricordiamo che lo Slai COBAS aveva rifiutato mesi fa una proposta informale di entrare nell’esecutivo per emarginare il SIN-COBAS, escludendolo dallo stesso,

IL NUOVO ESECUTIVO NASCE MALE E FINIRÀ PEGGIO E PRESTO. E’ inadeguato, volutamente composto in modo ricattatorio, burocratico e vincolante e comunque non all’altezza della situazione. Sarà ostaggio delle componenti sindacali e politiche esterne all’Ente. CGIL-CISL-UIL ecc. la faranno definitivamente da padroni e le RSU non conteranno più nulla. La presenza di un esponente del SIN-COBAS nella delegazione trattante servirà “solo a coprire” la nullità di questa struttura nei mesi che ci separano dalle prossime elezioni RSU e l’impotenza e l’inefficacia dimostrata in questi due anni, nel corso dei quali nulla è stato fatto a favore dei lavoratori.

CHIEDIAMO AI LAVORATORI DI MANDARE SEGNALI DI RIBELLIONE contro questo inganno, iniziando ad abbandonare (i pochi rimasti) quei sindacati che si son resi protagonisti di questa scelta.

CHIEDIAMO AGLI ISCRITTI AL SIN-COBAS di premere sulla propria delegazione affinché riveda la sua scelta minoritaria e fondamentalmente opportunista.

Delegazione RSU   Slai COBAS Regione Lombardia

 P.S. Successivamente diffonderemo un volantino con i testi delle due piattaforme a confronto

Milano, 19 maggio 2003


CONTRO LA GUERRA

 

L’aggressione degli USA e dei loro alleati contro l’Iraq è in pieno svolgimento. Le immagini drammatiche di distruzione, di bambini e adulti massacrati, mutilati, feriti sono sotto gli occhi di tutti, grazie soprattutto alle televisioni arabe. Come in tutte le guerre, la propaganda diffonde giornalmente con entusiasmo i numeri dei soldati avversari uccisi e catturati e nasconde quelli delle vittime civili.

Come in tutte le guerre, i costi maggiori sono pagati dalle classi subalterne di entrambe le parti.

È evidente che a soffrire maggiormente sono coloro che vivono sotto i bombardamenti.

Anche gli altri popoli del Medio Oriente e in particolare palestinesi e curdi hanno visto peggiorare sensibilmente la loro condizione, già disperata.

Ma non solo: in tutto il mondo le lavoratrici e i lavoratori vedranno ridursi i propri redditi e il proprio livello di vita, mentre la militarizzazione della società e le politiche cosiddette “antiterrorismo” restringeranno gli spazi di azione politica e sindacale.

 

PERCHÉ CONTINUARE LA MOBILITAZIONE

 

Nonostante la stragrande maggioranza della popolazione mondiale sia contraria a questa guerra e lo manifesti da mesi, l’attacco è iniziato. Questo può produrre un senso di frustrazione e di impotenza: la volontà popolare sembra non contare nulla, neanche nelle “democrazie” occidentali. Allora, perché un altro sciopero? Meglio seguire i sindacati confederali e stare ad aspettare…?

In realtà è grazie a un movimento ampio, radicale e creativo come quello che si è sviluppato in questi mesi che diversi stati europei hanno avuto difficoltà a schierarsi con gli USA e hanno scelto l’opposizione aperta contro la guerra (vedi Francia, Spagna e Russia); mentre altri, fra cui l’Italia berlusconiana, pur appoggiando concretamente lo sforzo bellico, sono stati costretti ad assumere un atteggiamento defilato e reticente.

Conservare e rafforzare il movimento contro la guerra è l’unica condizione per mantenere viva la solidarietà con il popolo iracheno e per elevare un grido contro i massacri.

Allo stesso tempo permette di accumulare forze per lottare contro il peggioramento delle proprie condizioni di vita e di lavoro.

 

MERCOLEDÌ 2 APRILE 2003

SCIOPERO GENERALE

Per le lavoratrici e i lavoratori della Regione:

4 ORE (mattina)

Ritrovo ore 8,45 Palazzo Pirelli

Manifestazione ore 9.30 Largo Cairoli

SdB COBAS                                                 SLAI-COBAS


QUANDO LA GUERRA INIZIA FERMIAMO IL MONDO

Gli Stati Uniti d’America entro la fine di questa settimana attaccheranno l’Iraq perché lo accusano pretestuosamente di essere uno stato che favorisce il cosiddetto terrorismo islamico, perché ritengono che possegga armi chimiche ed atomiche, e anche per porre fine alla dittatura di Saddam Hussein.

Queste sono le motivazioni pretestuose sostenute dagli USA e smentite dalla stessa ONU:

¨      gli USA hanno sostenuto Saddam Hussein per oltre un decennio in funzione della guerra contro l’Iran (finita nell’88) e lo hanno finanziato e armato per reprimere ed annientare migliaia di curdi;

¨      vari dittatori hanno violato e violano costantemente i diritti umani, organizzando golpe e squadroni della morte, massacrando gli oppositori, senza che l’amministrazione USA intervenisse, anzi spesso con il suo appoggio;

¨      l’Iraq è già stato aggredito nel 1991 e in quelle circostanze gli USA non eliminarono Saddam Hussein pur potendolo fare. Da allora è iniziato contro l’Iraq un embargo criminale che ha procurato la morte di circa 70 mila bambini all’anno (il tutto con l’avallo dell’ONU).

 

Questa guerra serve agli USA per estendere il loro controllo sui pozzi petroliferi e superare la crisi economica all’interno del loro paese.

Il governo di Berlusconi é complice di questa scelta sciagurata. Sta violando l’art 11 della nostra Costituzione, che bandisce la guerra come strumento per risolvere le controversie fra stati.

 

LE CONSEGUENZE DI QUESTA GUERRA SI ABBATTERANNO SU TUTTE LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DEL MONDO. LE CONDIZIONI DI VITA PEGGIORERANNO, GLI SPAZI DI LIBERTÀ DIMINUIRANNO E I PREZZI SALIRANNO SENZA ALCUN LIMITE.

 

QUESTA E’ UNA GUERRA PREVENTIVA

CHE PRODURRA’ MORTE, SOFFERENZA, DISTRUZIONI

E VIOLENZE CONTRO LA POPOLAZIONE INNOCENTE

ALLA PRIMA BOMBA

FERMIAMO IL MONDO

Per le lavoratrici e i lavoratori della Regione Lombardia

PRESIDIO ALLE ORE 9.00

DAVANTI AL GRATTACIELO PIRELLI (via Filzi, 22)

 

 

FP Cgil 

Sin Cobas

Slai Cobas

Giunta Regione Lombardia

                                         

18 marzo 2003


CONTRO LA GUERRA

 SENZA “SE” E SENZA “MA”:

LA RISPOSTA DEL MONDO DEL LAVORO ALLE MINACCE DI GUERRA ALL’IRAQ

               

In questi giorni gli Stati uniti stanno ultimando i preparativi per l’attacco finale all’Iraq.

E’ ormai evidente che intendono entrare in guerra con o senza l’avallo del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

 

E’ necessario che tutte le lavoratrici e i lavoratori si organizzino per fermare la guerra.

 

Sarà fondamentale sviluppare il massimo della mobilitazione in solidarietà con il popolo iracheno, principale vittima della guerra che porterà  innumerevoli lutti, inasprendo le condizioni di miseria causate da dodici anni di embargo.

 

Dobbiamo, inoltre, essere consapevoli che la guerra provocherà peggioramenti anche delle nostre condizioni di vita e di lavoro aggravando la crisi economica e contribuendo allo smantellamento delle tutele e dei diritti.

 

Per discuterne insieme e preparare le iniziative dei prossimi giorni, ci riuniamo nella

 

assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dell’ente Regione Lombardia (cod. 41)

 

VENERDI’ 14 MARZO 2003

ORE 10,30

 

C.G.I.L.     S.d.B COBAS     SLAI COBAS


RILANCIAMO L’INIZIATIVA PER CONQUISTARE UN NUOVO CONTRATTO DECENTRATO 

 

DENUNCIAMO LA VOLONTA’ INTIMIDATORIA, DISCRIMINATORIA E REPRESSIVA DI QUESTA AMMINISTRAZIONE CONTRO I DIRIGENTI DELLA NOSTRA ORGANIZZAZIONE

 

Fra breve dovrebbe partire la contrattazione per il rinnovo del contratto decentrato ormai scaduto. Questo è l’unico ambito in cui i lavoratori possono almeno tentare di incidere sulle proprie condizioni di lavoro e sul proprio reddito.

L’esclusione dall’esecutivo RSU dei delegati Slai-Cobas e SdB Cobas, e conseguentemente l’eliminazione di questi dalle trattative, ha favorito l’azione dell’amministrazione tesa a smantellare tutte le conquiste realizzate in questi ultimi anni. Si sta tentando di eliminare quelle componenti sindacali che coerentemente hanno contrastato le scelte dell’amministrazione regionale.

La piattaforma sindacale deve essere definita sulla base dei bisogni dei lavoratori, non deve essere subordinata ai vincoli economici e alle politiche liberiste del governo Berlusconi e del polo lombardo o, cosa ancora peggiore, non dovrà contenere la difesa di interessi particolari di questo o quel settore in una visione corporativa destinata a creare nuove clientele. PER FARE TUTTO QUESTO HANNO BISOGNO DI ELIMINARE TUTTI I DELEGATI SINDACALI SCOMODI. NOSTRO COMPITO È DI IMPEDIRGLIELO CON TUTTE LE NOSTRE FORZE.

Con questo volantino intendiamo formulare le seguenti proposte da confrontare con il maggior numero possibile di colleghi.

  • Superamento della categoria A. E’ scandaloso che questo obiettivo, già raggiunto in altre regioni da noi è sostanzialmente ignorato.

  • Aumento del buono pasto da 8.78 euro a 11 euro oppure, in alternativa, siamo per introdurre un meccanismo non sottoposto a tassazione che garantisca un’analoga cifra mensile. Chiediamo inoltre un servizio mensa adeguato per le nuove sedi di Taramelli e Cardano.

  • Correggere le disparità di trattamento sulle progressioni orizzontali, in particolar modo quelle relative ai vincitori dei concorsi interni del 1997 e che non hanno usufruito come gli altri lavoratori del doppio passaggio economico.

  • Integrazione della liquidazione (LR 38/81). Si tratta di un diritto acquisito, che ci è stato scippato con vaghe promesse di pronta reintegrazione. Ora lo si vorrebbe inserire nei fondi pensione i cui disastrosi risultati abbiamo più volte documentato. Chiediamo invece di tornare alla situazione precedente all’abrogazione di questa norma, individuando meccanismi normativi appropriati

  • Conferma e aumento dello stanziamento per i contributi previsti dalla legge 54/76. I soldi stanziati sono indispensabili per alleviare i costi di prestazioni non garantite dal Servizio sanitario nazionale e per sostenere le lavoratrici/i lavoratori vittime di situazioni particolarmente disagiate. I soldi della legge 54 NON DOVRANNO essere utilizzati per finanziare altre voci di bilancio.

  • Premio incentivante. Fermo restando la nostra radicale contrarietà ai principi su cui si fonda l’attuale incentivo e che siamo contrari a qualunque discriminazione economica fra i lavoratori, ricordiamo che le pagelline hanno portato solo clientelismo e sopruso! Le nostre proposte di modifica sono le seguenti:

    • aumento della quota collettiva del premio, da intendersi come 14^ mensilità, e conseguente riduzione della quota destinata alla valutazione individuale;                                          

    • nell’eventualità che non si riesca a superare  il meccanismo della valutazione individuale, peraltro non esplicitamente previsto dal contratto nazionale, i parametri di questa dovranno essere ridotti a 2; e la quota minima da erogare dovrà essere portata all’80%;

    • NO all’utilizzazione delle valutazioni individuali per altre finalità diverse dalla quota del premio incentivante (es. progressioni orizzontali o verticali).

  • Coinvolgimento delle lavoratrici/dei lavoratori nella programmazione della propria attività formativa, attraverso assemblee o riunioni di servizio nelle quali possano essere esposte le esigenze da parte degli interessati e valutate le proposte dell’amministrazione. Controllo della RSU sulla redazione e sull’attuazione del piano formativo dell’ente, per evitare corsi inutili con contenuti obsoleti ed il consueto e scandaloso indottrinamento ideologico voluto e gestito da personaggi a noi ben noti.

  • Salvaguardia dei diritti acquisiti dei lavoratori che verranno trasferiti dai CFP alberghieri all’ Agenzia regionale per il lavoro.

  • Definizione della nuova pianta organica, in modo da coprire le attuali carenze di personale con assunzioni a tempo indeterminato.

  • Basta con le attività di controllo sui lavoratori, quali badge elettronici, programmi di sorveglianza sulle operazioni informatiche, ecc. Sono contrarie allo statuto dei lavoratori e alle norme di tutela della privacy e stanno trasformando la Regione in un mondo alienato e difficile da reggere. (Provino i “ben noti e rabbiosi” personaggi a fare per un anno la vita di un impiegato medio in Regione Lombardia).

  • Abolizione delle posizioni organizzative (quadri) e, in subordine, definizione di parametri oggettivi trasparenti da utilizzare per l’attribuzione dell’indennità.

Ci diranno che i soldi per soddisfare queste richieste non ci sono! Noi sappiamo che questo NON è vero. Di soldi in Regione ne circolano molti, basti vedere quanti denari e quanti interessi si sono coagulati attorno alla ristrutturazione del Pirellone e per la sistemazione di altre sedi. Noi, per quanto ci è possibile, controlliamo e sollecitiamo le opposizioni interne alla Giunta, oltre naturalmente a quelle esterne, affinché vigilino sull’uso e il destino del denaro pubblico. Non vorremmo che fra qualche anno se ne dovesse occupare la magistratura (chi vuol intendere, intenda!).

 

Esprimiamo inoltre solidarietà al nostro compagno Giorgio Riboldi, dirigente della nostra organizzazione. In questi mesi è stato sottoposto a intimidazioni di carattere disciplinare con motivazioni del tutto strumentali e pretestuose che maldestramente vorrebbero nascondere la volontà di rivalsa nei suoi confronti per il suo costante impegno in difesa dei lavoratori e di denuncia dell’attività di questa Amministrazione (ricordate il volantino sul pericolo amianto dopo l’incidente aereo?).

 

Il nostro compagno è stato colpito da un provvedimento di sospenione di DIECI giorni con relativa trattenuta di stipendio! La gravità di questa decisione si commenta da sé. A Riboldi viene contestata la mancata presenza nella sede di lavoro, nel momento in cui non gli era stata ancora attribuita, poiché era in corso un confronto con l’assessorato competente per individuare la soluzione più appropriata, così come è previsto dalla norma e dalla consuetudine riguardante i dirigenti sindacali.

 

Chiediamo formalmente la revoca del provvedimento avviato nei suoi confronti (così come già peraltro richiesto all’unanimità dal Consiglio della R.S.U. riunitosi in data 24 settembre 2002) e che cessi ogni accanimento nei suoi confronti. Nel frattempo è stato avviato un ricorso legale.

Noi NON abbiamo paura, anzi queste provocazioni e repressioni che mirano allo scoraggiamento ci danno più voglia di organizzarci e di lottare.

 

Milano, 11 novembre 2002                                                  Slai COBAS Ente Regione Lombardia

Tel:  338 11 68 898  -   339 19 56 669


MOZIONE ASSEMBLEA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI
DELLA SEDE DEL PALAZZO PIRELLI

13 MAGGIO 2002

Le lavoratrici e i lavoratori in servizio presso il palazzo Pirelli, riuniti in assemblea il giorno 13/5/2002, esprimono grave preoccupazione per la propria salute e per i rischi corsi con il precoce rientro nel palazzo prima della bonifica completa dell’amianto e delle altre fibre e polveri nocive. Esigono pertanto:

¨  di essere tempestivamente trasferiti in altra sede, sicura e operativa, e in alternativa di essere esonerati dal servizio con l’attivazione del cod. 23 – assenza autoritativa – senza perdita di salario fino all’individuazione di tale sede.

¨  che l’amministrazione fornisca a tutti i Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza e a tutte le rappresentanze sindacali la mappatura quali-quantitativa dell’amianto, completa, nel Pirelli e in tutte le sedi regionali (comprese quelle in via di acquisizione, come via Taramelli)

¨  che dia informazioni complete su quali misure sono state prese per isolare l’impianto di areazione dei piani in cui l’amianto era stato rilevato al di sopra della “norma di legge” di 2 ff/l dai piani in cui il personale è rientrato già dal 22 aprile; quali misure sono state esattamente effettuate per la bonifica del materiale trasferito dai piani ad alta concentrazione di amianto ad altri piani e ad altre sedi; che misure sono in atto per assicurare la sicurezza in generale, antincendio e vie di fuga compresi, in una situazione in cui i piani agibili a lavoratrici e lavoratori sono sovraffollati e in cui la moltiplicazione e generalizzazione dei cantieri comporta non pochi inconvenienti, tant’è vero che si è già verificato un principio d’incendio nel palazzo Pirelli dopo il rientro del personale

¨  che venga convocato al più presto un incontro con tutte/i le/i Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza, tutta la RSU, con il medico competente ai sensi del d.lgs. 626/94 e con la responsabile dell’ASL Città di Milano che ha seguito i rilievi dell’amianto, rilievi che devono essere disposti anche in tutte le altre sedi regionali, soprattutto a fronte del trasferimento di materiali dal Pirelli

¨  che tutte le informazioni, dettagliate e precise, vengano trasmesse a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori interessati, poiché si tratta della loro salute

¨  che si avvii un tavolo di confronto con amministrazione, ASL e ARPA, sullo stato di salubrità e di sicurezza generale delle sedi e sullo stato di applicazione del d.lgs. 626/94 in tutte le sedi, tenendo conto anche delle ricadute del sovraffollamento successivo ai trasferimenti dal Pirellone.

Se entro una settimana l’amministrazione non desse risposta positiva, le lavoratrici e i lavoratori chiederanno autonomamente di essere collocati in cod. 23.  

Mozione approvata all’unanimità con 4 astensioni


SLAI COBAS REGIONE LOMBARDIA

Giorgio Riboldi tel. 339 1956669 Aldo Milani 338 1168898

 

COMUNICATO STAMPA

-    CORDOGLIO per le vittime dell’incidente al grattacielo Pirelli.

-    SOLIDARIETA’ a tutti i lavoratori colpiti direttamente ed indirettamente da questa sciagura.

-    ESECRAZIONE per l’atteggiamento di strumentalità politica della giunta Formigoni-Sanese e di quei dirigenti che accettano di essere “usati” in questa circostanza.

-    GLI INTERESSI DEI LAVORATORI dell’Amministrazione regionale sono diversi e contrapposti a quelli della giunta lombarda, anche in occasione di questo evento tragico.

-    NO ALL’UNANIMISMO DI FACCIATA.

Il terribile e drammatico incidente del 18 aprile che ha causato tre morti e decine di feriti, oltre a  drammatiche e  complesse conseguenze dei lavoratori colpiti psicologicamente nel profondo dell’animo, in quanto presenti nel palazzo al momento dell’incidente, ha prodotto un atteggiamento inqualificabile da parte delle giunta regionale lombarda. Infatti questa fin dagli attimi successivi alla tragedia si è posta come obiettivo primario quello di dimostrare la propria “efficienz