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[2004]

 

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Elezioni RSU 15-18 novembre 2004

SEGGIO N.  LISTA  1                   C.S.A. COORDINAMENTO SINDACALE AUTONOMO  LISTA 2         UIL - F.P.L.  LISTA 3        FP CGIL  LISTA 4         SdB Sin COBAS  LISTA 5          SLAI COBAS  LISTA 6       CISL  FPS TOTALE SEGGIO N.
1 61 166 202 161 43 86 719 1
2 10 18 38 22 2 75 165 2
3 49 29 47 20 21 47 213 3
4 11 26 45 78 5 17 182 4
5 11 13 19 35 0 8 86 5
6 8 12 51 11 21 34 137 6
7 19 10 41 53 10 15 148 7
8 3 6 33 0 0 8 50 8
9 28 1 20 1 3 3 56 9
10 6 1 5 1 29 12 54 10
11 2 3 4 3 0 21 33 11
12 5 0 10 3 3 17 38 12
13 34 1 6 2 2 19 64 13
14 13 10 12 0 0 12 47 14
15 23 4 4 6 4 11 52 15
16 6 1 5 2 0 12 26 16
17 14 2 4 5 4 4 33 17
18 3 3 1 1 2 0 10 18
  306 306 547 404 149 401 2113  

 

    ATTRIBUZIONE DEI 42 SEGGI RSU 2004:      Quorum   =   votanti  2205 52,5000
            seggi 42
                   
Voti di lista / quorum     5,829 5,829 10,419 7,695 2,838 7,638 Totali
Seggi assegnati da quorum 5 5 10 7 2 7 36
resti     43,500 43,500 22,000 36,500 44,000 33,500  
Seggi attribuiti dai resti 1 1 1 1 1 1 6
Totale seggi attribuiti     6 6 11 8 3 8 42
                 
                   
Milano, 19 novembre 2004           p.La Commissione Elettorale      
            Gian Piero Barracchia    

Elezioni RSU e Accordo Contratto Decentrato Integrativo

Dal 15 al 18 novembre i lavoratori della Regione Lombardia, tutti quelli del pubblico impiego eleggeranno i nuovi delegati sindacali, che per i prossimi tre anni li rappresenteranno e firmeranno accordi con i dirigenti e amministratori.
In quest’occasione si stanno attivando tutti: aspiranti delegati e organizzatori sindacali, come non si era visto neanche nei periodi di maggior attacco, riempiranno le bacheche di manifesti e volantini.
Gli slogans e le parole d’ordine si sprecheranno, tutti si professeranno strenui difensori dei diritti e degli interessi dei lavoratori.

MA E’ VERAMENTE COSI’?

Prima di tutto va rilevato un dato statistico relativo alla RSU: gli ultimi tre coordinatori della RSU, in ordine due della CGIL e uno della CISL, sono diventati quadri. Questa constatazione ci porta forse a dire che chi occupa questa posizione è una persona capace e meritevole più di tante altre? Oppure che un dirigente sindacale bravo (la normativa prevede che siano nominate persone che svolgono particolari mansioni nell’organizzazione del lavoro e non i sindacalisti staccati dal posto di lavoro), merita una posizione nell’organizzazione del lavoro ai livelli alti?
Noi pensiamo che abbiano avuto canali preferenziali per le loro carriere, perché hanno contribuito a far passare la politica dell’Amministrazione lasciando molti colleghi, che hanno creduto al loro agire sindacale, nella confusione e nella sconfitta.
Qualche lavoratore non condividerà questo tono nella critica, ma è per noi doveroso segnalare, prima di tutto, che chi si pone a rappresentare gli interessi dei lavoratori dovrebbe avere coerenza e saper rispondere agli interessi dei lavoratori e non a quelli dell’Amministrazione.
I militanti dello SLAI COBAS si sono caratterizzati, qui nell’Ente come nel resto dell’Italia, come quelli più risoluti nel portare avanti gli interessi dei lavoratori.
Nelle lotte dell’ATM, dell’ALFA ROMEO, a Melfi (per citare gli esempi più eclatanti) i lavoratori iscritti allo SLAI COBAS si sono distinti nell’organizzare le risposte più dure agli attacchi che i lavoratori subivano e in Regione Lombardia hanno, per un periodo in cui erano nell’Esecutivo delle RSU grazie all’appoggio di molti lavoratori, 1) ridimensionato lo strapotere dei sindacati confederali che cercavano di imporre accordi capestro; 2) prodotto il più alto livello di democrazia nei rapporti con i lavoratori; 3) ostacolato, con successo, il tentativo dei confederali di svuotare il potere delle RSU; 4) impedito che il sistema incentivante diventasse ancor più selettivo, sedimentando nella coscienza dei propri colleghi la volontà di superare questo sistema di divisione e controllo dei lavoratori, volontà di superare questo sistema di divisione e controllo dei lavoratori; 5) grazie all’appoggio dei sindacati confederali, l’Amministrazione, con un atto legale, ha in questi ultimi tre anni escluso la nostra rappresentanza dalle trattative, rendendo (per i lavoratori) quest’ultima, una inutile rappresentazione del solo potere di chi controlla l’Ente.
I delegati delle altre organizzazioni, al contrario di noi, accettano la concertazione a perdere, la pratica del clientelismo e spesso appoggiano gli amministratori, boicottando le genuine volontà di risposta dei lavoratori.
Qualche esempio della politica sindacale di quest’ultimo periodo (prendiamo in esame alcune posizioni della CGIL, perché per alcuni lavoratori essa rappresenta il punto di vista che sembra più di sinistra):

1) SULLA CATEGORIA A
sul programma della CGIL sulle lezioni delle RSU si legge a proposito:“ va definita e superata la categoria A” ; leggiamo dal volantino del 25 ottobre 2004 a proposito del piano occupazionale: “E’ stato fatto un notevole passo in avanti rispetto all’obiettivo della CGIL di superare la categoria A. Le 60 progressioni verticali dalla categoria A alla categoria B rappresentano, infatti, oltre il 50% della consistenza complessiva dell’attuale categoria A”.
Come sarà possibile superare la categoria A con la contrattazione integrativa dell’Ente, se si accetta nel piano occupazionale che dura tre anni, solo il passaggio di 60 dipendenti? Di fatto, con questo risultato che loro definiscono “buono”, hanno affossato ciò che avevamo imposto nella piattaforma contrattuale che andranno a discutere. In essa si sosteneva: “E’ divenuto ormai improrogabile il superamento della categoria A e il conseguente inquadramento di tutti i lavoratori, attraverso idoneo percorso formativo, alla categoria superiore entro il 31-12-2004”.

2) SULLA PRODUTTIVITA’
Nel programma CGIL si legge:“aumentare per il personale di tutte le categorie la quota di produttività riferita ai risultati, con l’introduzione di una quota collettiva legata alla produttività dell’Ente nel suo insieme e la riduzione di quella riferita alla valutazione individuale”.
Nella piattaforma approvata dai lavoratori e dalla RSU sul contratto collettivo decentrato integrativo si sostiene:“La quota minima spettante per il raggiungimento degli obiettivi per tutte le figure professionali non può essere inferiore all’80%; per il restante 20% legato alla valutazione degli Apporti Individuali si propongono tre livelli, minimo 98%, intermedio 99%, massimo 100%.
Siccome il contratto di categoria prevede la quota relativa alla valutazione individuale, noi avevamo fatto introdurre nella piattaforma questo meccanismo, che rende quasi nulla la differenza residua e questo perché lo SLAI COBAS è categoricamente contro il sistema incentivante che serve solo alle Amministrazioni per mantenere divisi e subalterni i lavoratori.

3) PROGRESSIONI ORIZZONTALI
Dal programma CGIL: “a partire dal 2005 vanno programmati i tempi e risorse per realizzare una nuova progressione orizzontale per tutto il personale”.
Dalla piattaforma RSU presentata all’Amministrazione si legge:
“Nel periodo di ……….. contrattuale, ovvero entro il 31-12-2004, dovrà essere previsto un percorso che comporti per tutti i lavoratori di tutte le categorie professionali una professione orizzontale …. La progressione orizzontale deve prevedere, poi, un percorso che si basa sulla temporalità nella categoria (passaggio economico entro due anni)”.

Abbiamo fatto questi pochi esempi, per brevità di spazio, ma sono significativi di ciò che faranno questi delegati se ancora una volta li voterete nella RSU. A proposito di ciò abbiamo appena ricevuto la notizia che ieri sera hanno siglato l’accordo. A “caldo” facciamo alcune considerazioni.
Ancora una volta i nostri prodi sindacalisti hanno lottato strenuamente per "la valorizzazione delle persone che lavorano in Regione" e "i risultati di questo percorso (contrattuale) sono eccellenti" (valutazioni attendibili, visto che è l'Amministrazione a farle attraverso la Direttore Organizzazione e Personale).
E' PROPRIO COSI'? PERCHE' L'AMMINISTRAZIONE CONCEDE IN POCHE SEDUTE (prima dell'elezione delle RSU), CIO' che ha negato di voler trattare nei due anni precedenti?
Facciamo notare che:
1) E’ un metodo scorretto e non paga, quello di accordarsi su certi punti e poi essere costretti ad accettare la mediazione al ribasso sugli altri per non mettere in discussione quello che prima si aveva accettato;
2) la pratica è scorretta nella misura in cui l’esecutivo firma a nome di tutta la RSU senza sentire il parere degli altri delegati e senza consultare i lavoratori;
3) il contenuto è a sfavore dei lavoratori: come si fa ad accettare che il premio incentivante sia diviso in tre parti: A) quota legata all'obiettivo dell'Ente B) al risultato dell'unità Organizzativa C) alla valutazione individuale? E' un invito a nozze per l'Amministrazione, che nei momenti difficili potrà sostenere che l'obiettivo nell’Ente non è stato raggiunto, soprattutto quando ciò viene sottolineato dalla presenza della Finanza che in pianta stabile presidia qualche Unità Org. o l'Ente stesso;
4) in questo modo qualche sindacato si fa aiutare e condizionare dall'Amministrazione anche determinare il voto dei delegati RSU?
DOMANDA AGGIUNTIVA: ma il SIN COBAS pensa forse che scaldando la seggiola alle trattative possa contribuire all'innalzamento della temperatura del globo terrestre? Scopo quest'ultimo più che ammirevole, ma che dubitiamo abbia efficacia nell'ottenere risultati per i lavoratori.

NON VOTATE PIU’ I DELEGATI CHE ABUSANO DELLA VOSTRA FIDUCIA, MA FATE SENTIRE LA VOSTRA VOCE VOTANDO I RAPPRESENTANTI DELLA LISTA SLAI COBAS N° 5


ELEZIONI RSU 15-18 NOVEMBRE

[alcune considerazioni sulle elezioni RSU in Regione Lombardia - i candidati della lista SLAI Cobas]


TFR, TFS e FONDI PENSIONE

A fine luglio 2004, il Governo ha varato la riforma previdenziale, dove prevede l’uso del TFR (trattamento di fine rapporto) nei FONDI pensione.
A tal fine è bene fare alcune precisazioni tra PRIVATO e PUBBLICO.
Premesso che come SLAI COBAS siamo contrari a questa “riforma” sia perché ruba, letteralmente, i soldi ai lavoratori per far mangiare i vari parassiti (compresi i sindacati Confederali che hanno costituito i loro Fondi) che gestiranno questi fondi pensione, sia perché allorquando andremo in pensione non è scontato che i nostri soldi li avremo ancora (il fallimento di alcuni fondi pensione americani ed inglesi insegnano) visto l’accrescersi della crisi economica e della Borsa.
Per dare il senso di quello che stiamo dicendo, è bene che sapere che il flusso annuale del TFR ammonta a 13 miliardi di euro (circa 25 mila miliardi di vecchie lire): come si può comprendere, non si tratta di bruscolini, la cifra fa gola a borghesi e loro lacchè.
Premesso questo, diciamo subito che la riforma non è ancora entrata in vigore (entra in vigore al 15° giorno successivo alla pubblicazione sulla G.U.) e dal momento in cui entra in vigore, il Governo ha dodici mesi di tempo per emanare i decreti attuativi. Da quel momento, o dal momento dell’assunzione,tutti i lavoratori privati e i soci di cooperative e i nuovi assunti ( eluso il pubblico impiego) avranno sei mesi di tempo per fare la scelta di come utilizzare il proprio TFR. Se non sarà fatta nessuna scelta il TFR finirà d’ufficio nel fondo negoziale (aziendale o di categoria), o in quello della Regione, o per alcune quote residuali in quello dell’IMPS.
Il Governo prevede che tutto ciò possa partire dalla metà del 2005.

Per i lavoratori pubblici

Diversa è la storia per i lavoratori del pubblico impiego: l’attuale “riforma” del TFR non riguarda questo settore.
Nel Pubblico Impiego non c’è il TFR , ma il TFS ( trattamento di fine servizio), il quale non è un salario differito com’è nel privato, ma un salario previdenziale istituito per legge, con un diverso trattamento fiscale (più favorevole ai lavoratori del P.I.) rispetto a quello privato. Nel P.I. solo il 40% del TFS viene tassato) e con un prelievo del 2%, che viene effettuato tutti i mesi sulla busta paga del lavoratore.
E’ chiaro che la tendenza del Governo è quella di far passare anche nel Pubblico impiego lo stesso ladrocinio che si farà sui fondi pensione, in modo che il TFS venga messo a disposizione sul mercato finanziario alla mercè della Borsa e dei borsaioli. Secondo le stime, per istituire i Fondi Pensione, lo Stato, come datore di lavoro; dovrà mettere una quota di capitale proprio che si aggira intorno ai 500 miliardi di vecchie lire, modificando, con una legge, lo stato giuridico del TFS, oppure cambiando la ragione sociale delle aziende (es. con la costituzione di Fondazioni). In questo senso, qualche esempio è già in circolazione.
Quindi, la strada nel Pubblico è già segnata da quello Privato. I lavoratori Se vogliono contrastare la tendenza, che è già in azione, devono, da subito scendere in lotta per non lasciare il proprio destino nelle mani del Governo e dei sindacati Confederali i quali. Quest’ultimi sono a piene mani invischiati nella “torta di miele”preparata dai padroni.

01-ottobre-2004

SLAI COBAS Regione Lombardia


FINALMENTE APPROVATA LA PIATTAFORMA DEL CONTRATTO INTEGRATIVO.

Dopo un anno e mezzo di lavoro, l'istituzione di diversi gruppi di lavoro, numerose riunioni del consiglio e dell'esecutivo RSU e, da ultimo, le assemblee dei lavoratori, finalmente la RSU ha inviato all'amministrazione il testo definitivo della piattaforma per il contratto decentrato integrativo della giunta regionale, che potete trovare in allegato.

Un percorso così lungo e "accidentato" non si spiega, se non si tiene conto della precisa volontà da parte di alcune componenti della RSU di sabotare i lavori, tornando alla vecchia prassi regionale, superata solo con la precedente RSU di farsi scrivere le piattaforme dalla controparte (leggi: l'amministrazione). Controparte che evidentemente non individuano come tale, essendone politicamente e attivamente parte.

Grazie ad alcune altre componenti della RSU, al lavoro tenace dei delegati SLAI Cobas e, soprattutto, alla pressione dei lavoratori questo tentativo è stato battuto e si è potuti arrivare al testo odierno. La piattaforma non è certamente la migliore possibile, ma crediamo che, nel quadro normativo nazionale e con i rapporti di forza presenti nel nostro ente, si possa definire una mediazione accettabile.

MA NON ILLUDIAMOCI! Ora viene la parte più difficile, la trattativa con la controparte, dalla quale i delegati SLAI sono esclusi. Chi nella RSU difende gli interessi dell'amministrazione (e i propri personali, sa va sens dire) cercherà di indebolire la posizione dei lavoratori e svuotare il contratto decentrato da qualunque progresso economico e normativo.

Come SLAI non abbasseremo la guardia, mantenendo costante l'attenzione sull'andamento della trattativa e vigilando affinché le componenti che hanno finora sostenuto la piattaforma non facciano retromarcia davanti all'amministrazione.

Solo la pressione dei lavoratori sui delegati può però permettere di conquistare un contratto integrativo decente: punire questi figuri alle prossime elezioni RSU è importante, ma sarà una magra consolazione se riusciranno a svuotare i contenuti del contratto.

SLAI Cobas Ente Regione Lombardia

luglio 2004

Piattaforma per il rinnovo del
Contratto collettivo decentrato integrativo

della Giunta regionale della Lombardia

a cura RSU Regione Lombardia

Lettera inviata all'Amministrazione Regionale
con il testo definitivo
approvato dalle assemblee dei lavoratori


LA LOTTA GIUSTA PAGA
LA PRESA IN GIRO NO!

Uno sciopero ogni tanto per ricordare al governo che CGIL, CISL e UIL hanno il monopolio della trattativa sindacale e possono usare le centinaia di migliaia di lavoratori come massa di manovra per sostenere la loro politica di concertazione (IL SALARIO LEGATO ALLA PRODUTTIVITA’ E ALLE SCELTE DELLE AMMINISTRAZIONI )e d’appoggio condizionata alle scelte del governo e del padronato.
Questo ai lavoratori non serve !
Come non servono le belle rivendicazioni che restano, il più delle volte, sistematicamente sulla carta.
Le burocrazie sindacali con il codazzo di delegati d’ogni colore intrallazzoni e compiacenti, hanno imposto ai lavoratori del pubblico impiego accordi ogni volta a perdere.
Non finivamo di scandalizzarci delle norme che ci toglievano diritti e c’inchiodavano al profitto e alle esigenze delle Amministrazioni, che altre ne venivano firmate.
L’ultimo contratto nazionale, i cui aumenti di stipendio irrisori e super inflazionati ci vengono dati in questi mesi dopo ben due anni e mezzo di ritardo, ha introdotto la regionalizzazione dei contratti; questo voleva il governo e questo i sindacati hanno concesso, niente più riduzione dell’orario di lavoro, se vi ricordate la richiesta del passato contratto, le famose 35 ore di lavoro, oggi sono completamente sparite dall’orizzonte contrattuale.
Mentre non sono sparite invece le clausole che prevedono che le pubbliche amministrazioni possono aumentare le loro risorse diminuendo le dotazioni organiche.
A tutti i lavoratori regionali lo SLAI COBAS ha denunciato da sempre questa politica che è apertamente contro gli interesse della nostra categoria condotta dal governo, ma appoggiata e fatta accettare dai sindacati firmatari dei contratti, e si domanda :
COM’E’ POSSIBILE CHE QUESTI FACCENDIERI-BUROCRATI ABBIANO ANCORA LA VOSTRA FIDUCIA?
La lotta per difenderci oggi più che mai va fatta con durezza e serietà, come quella che è stata condotta dagli autoferrotranvieri italiani, come gli operai della FIAT di Melfi e d’Arese, come gli aeroportuali dell’Alitalia. Per queste categorie si è giunti alla fine della sopportazione, si rischia il licenziamento, NON POSSIAMO ASPETTARE DI TROVARCI IN QUESTE CONDIZIONI DISPERATE PER REAGIRE.
La cosa pubblica la stanno facendo collassate piano piano, i sindacati confederali sono tiepidi con questa politica, i lavoratori non possono stare sempre a guardare (non sarà un caso che assessori e accoliti si spartiscano scandalosamente le tangenti, organizzando corsi fasulli, aumentano il costo della sanità ….).
Allo sciopero del 21 lo SLAI COBAS aderisce premettendo queste considerazioni .
NON SERVE UNO SCIOPERO OGNI TANTO E POI PERMETTERE CHE LE AMMINISTRAZIONI FACCIANO QUELLO CHE VOGLIONO, NEGLI UFFICI REGIONALI, NEGLI OSPEDALI E NEI LUOGHI DI LAVORO.
Cominciamo a dire basta con ogni forma di meritocrazie e con le “pagelline”, con questo metodo tendono a dividere i lavoratori e aumentare i carichi di lavoro.
Non facciamo passare la riduzione degli organici, in questo modo gli amministratori risparmiano sulla nostra pelle: CHIEDIAMO L’ASSUNZIONE IN RUOLO DEI PRECARI E DI NUOVI LAVORATORI A TEMPO INDETERMINATO (poniamo fine al blocco delle assunzioni) A COMPLETAMENTO DEL TOURN-OVER.
Basta con gli straordinari e il doppio lavoro, lo stipendio deve essere aumentato per recuperare l’aumentato costo della vita introducendo un meccanismo di adeguamento automatico del salario all’inflazione reale.
Scioperiamo, oggi, insieme con coloro che sono responsabili delle nostre sconfitte per indicare ai lavoratori che l’arma dello sciopero non dobbiamo regalarla ha nessuno, i burocrati la usano per fregarci noi dobbiamo usarla per difenderci, lo sciopero deve essere in continuità con quello che i delegati SLAI COBAS combattono tutti i giorni contro l’arroganza di capi e capetti, contro amministratori dispotici e affaristi, contro la politica del risparmio ad ogni costo, la riduzione degli organici e l’aumento dei carichi di lavoro.
PIU' SALARIO- PIU' ORGANICO E MENO ORARIO. LOTTA APERTA PER L’ABOLIZIONE DELLA LEGGE ANTISCIOPERO 146/90.

SLAI COBAS REGIONE LOMBARDIA

Milano, 19/5/2004


ORDINE DEL GIORNO
sulla
STRAGE DI NASSIRIYA

Il consiglio della RSU della Regione Lombardia, venuto a conoscenza della strage provocata stamattina dai soldati italiani a Nassiriya, nella quale hanno perso la vita più di 15 manifestanti iracheni, fra i quali donne e bambini,

ESPRIME LA PROPRIA CONDANNA

per l’operato delle forze occupanti, necessario prodotto della politica di aggressione e occupazione dell’Iraq condotta dagli Stati uniti e dai loro alleati, fra i quali il governo italiano;

IMPEGNA

l’esecutivo della RSU a promuovere mobilitazioni cittadine e nazionali per il ritiro immediato delle truppe italiane dall’Iraq e ad aderirvi.

Milano, 6 aprile 1004

Approvato all’unanimità con 1 astenuto


SERVIZIO FITOSANITARIO:
FERMATO IL TENTATIVO
DI PRIVATIZZAZIONE

Martedì 16 marzo il consiglio regionale ha definitivamente approvato la legge di riordino del Servizio Fitosanitario, del cui testo definitivo siamo appena venuti in possesso. Ecco alcune prime considerazioni.

La mobilitazione dei lavoratori, supportata dall’azione unanime della RSU e affiancata dall’iniziativa dei gruppi consigliari di opposizione e dell’Associazione Nazionale Ispettori Fitosanitari (ANIF), è riuscita ad ottenere la modifica del testo predisposto dalla giunta.
Si è infatti raggiunto un compromesso in base al quale l’amministrazione può avvalersi di soggetti esterni solo in funzione di supporto alle attività di della struttura regionale competente.
E’ stato battuto così il tentativo di inserire nella legge la possibilità per l’amministrazione di privatizzare in tutto o in parte il servizio, esternalizzando funzioni ispettive e di certificazione altamente specializzate a non meglio precisati soggetti “idonei”, che non avrebbero più garantito l’imparzialità e l’indipendenza oggi assicurata dagli ispettori fitosanitari pubblici.
La scelta della Giunta aveva motivazioni puramente ideologiche e si inseriva nella politica di svendita ai privati che tanti guasti sta producendo in altri settori, dalla sanità alla formazione professionale, fino all’esternalizzazione di funzioni interne alla giunta. Scelta puramente politica, come hanno dimostrato le audizioni, nel corso delle quali gli utenti interessati (vivaisti e spedizionieri) hanno smentito le presunte pressioni verso l’affidamento a privati del servizio di certificazione fitosanitaria alla produzione e all’import-export.

Il risultato ottenuto crediamo sia il massimo che si potesse raggiungere in questa situazione. I rischi per la figura professionale dell’ispettore fitosanitario e per il carattere pubblico del servizio fitosanitario non sono del tutto scongiurati. Stando a quanto dichiarato nel corso di una riunione di servizio, è in atto il tentativo di attribuire la qualifica di ispettore fitosanitario a singole persone esterne all’ente regione e dipendenti o precarie dell’ERSAF e della Fondazione Minoprio (CLIFOF).

Riteniamo questa scelta illegittima ai sensi della normativa nazionale e comunitaria (L 987/31, DIR 2000/29 e 2002/89) e in contrasto con la stessa legge regionale appena approvata.
E’ necessario quindi vigilare sulla corretta applicazione della legge e sulla predisposizione dei regolamenti attuativi: rimane infatti il rischio che questi vengano utilizzati per far rientrare dalla finestra ciò che i lavoratori sono riusciti a tenere fuori dalla porta.

NON ABBASSIAMO LA GUARDIA!

SLAI Cobas Regione Lombardia
tel. 0267652100-0266711855-0267652466-0372485327-031320345

marzo 2004


A RISCHIO IL SERVIZIO FITOSANITARIO

Il Servizio Fitosanitario Regionale svolge compiti fondamentali per il sistema produttivo agricolo lombardo e più in generale per i cittadini. Si occupa infatti di controllare i vegetali coltivati ad uso alimentare od ornamentale e anche la flora spontanea, allo scopo di identificare prontamente la presenza di gravi malattie delle piante e impedirne o limitarne la diffusione.

Le funzioni tecniche sono svolte da lavoratori dotati di competenze specialistiche molto elevate, gli ispettori fitosanitari che, nello svolgimento del proprio lavoro, sono autorizzati ad accedere a campi, serre, depositi e mezzi di trasporto in cui siano presenti vegetali e ad ordinare la distruzione di piante e frutti, denunciando al giudice i trasgressori delle leggi in materia.

Il Servizio Fitosanitario è integrato in una struttura nazionale, che a sua volta è referente verso l’Unione Europea e le organizzazioni fitosanitarie della FAO. Attualmente questi compiti di interesse pubblico sono svolti da un ufficio pubblico, dipendente dalla Regione Lombardia. Il progetto di legge presentato in questi giorni dalla giunta di Formigoni prevede invece la privatizzazione del servizio.

NO alla privatizzazione:

  • perché è contraria alle norme nazionali ed europee;

  • perché l’imparzialità e l’indipendenza degli ispettori non sarebbero più garantite, a scapito delle imprese e dei consumatori;

  • perché i costi per le imprese aumenterebbero sicuramente, attraverso nuove tariffe;

  • perché verrebbe disperso un importante patrimonio di professionalità e competenze;

  • perché aumenterebbe il precariato: gli ispettori in servizio verrebbero affiancati e sostituiti da lavoratori atipici, con contratti temporanei e altamente ricattabili.

I lavoratori della Regione Lombardia dicono
NO ALLA PRIVATIZZAZIONE!

RSU Regione Lombardia

gennaio 2004

 

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