Archivio SLAI Cobas Regione Lombardia
[2005-2006]
TRATTATIVA:
ennesima provocazione dell’Amministrazione!Nel corso delle assemblee di settembre/ottobre sulla pre-intesa per il Contratto integrativo decentrato (CCDI) ci siamo spesi per una modifica del testo siglato (anche da noi) il 28 luglio, affermando che era una buona base di partenza per le risorse economiche che metteva in campo, ma che andava modificato, restringendo il più possibile i margini di discrezionalità per l’amministrazione ed eliminando gli aspetti iniqui, riguardo a indennità e progressione D5-D6.
I confed-autonomi ci attaccarono allora, sostenendo per un po’ che era pericoloso toccare il testo della pre-intesa: si rischiava di perdere tutto. Nelle ultime assemblee di Milano, sotto la pressione di lavoratrici e lavoratori si convinsero che era possibile effettuare due piccole e contraddittorie modifiche, approvate a maggioranza, salvo poi tradirle al momento della firma.
Uno dei punti che contestavamo come SLAI Cobas era il rimando alla concertazione per la metodologia da adottare per le progressioni orizzontali: si rischiava di regalare all’arbitrio della controparte ciò che per contratto è soggetto a trattativa.
ORA I FATTI CI STANNO DANDO RAGIONE.
Nell’ultimo incontro di trattativa, svoltosi il 30 novembre, l’amministrazione ha presentato una proposta di metodologia fortemente discriminatoria, che vanifica nei fatti la promessa fatta in assemblea dai firmatari della pre-intesa di una progressione per tutti, salvo i D5.
Infatti, secondo quella proposta, saranno esclusi dalla progressione lavoratrici e lavoratori inquadrati in Regione da meno di 1 anno; quelli che non sono nel parametro economico “immediatamente inferiore” (a quale?) da meno di 1 anno; quelli sottoposti a sanzione disciplinare (di qualsiasi gravità, dal richiamo verbale in su) nei 2 anni precedenti la progressione; quelli con voto di pagellina inferiore a 22 (79 per i quadri).
ALTRO CHE PROGRESSIONE PER TUTTI!
L’atteggiamento provocatorio e dilatorio dell’amministrazione in trattativa, anche sugli altri temi, quale il piano occupazionale e il precariato, sui quali torneremo al più presto, deve ricevere una risposta chiara da parte, soprattutto, di lavoratrici, lavoratori ed essere recepita dalle RSU.
Solo se i lavoratori si fanno sentire possono impedire che gli altri sindacalisti non accettino le proposte oscene dell’Amministrazione
Nonostante la nostra ripetuta sollecitazione, le altre componenti della RSU non hanno finora accettato neanche di esprimere una posizione pubblica unitaria sullo stato della trattativa.
E nei comunicati di CGIL-CISL non si fa alcun cenno alle progressioni, oppure si esprime disponibilità ad accettare un percorso discriminatorio (UIL: le proposte “saranno attentamente valutate dalla RSU”). Se passa un’ulteriore divisione tra i lavoratori sulle progressione orizzontali, l’Amministrazione passerà anche sul resto.
LA POLITICA CONSOCIATIVA DEI CONFEDERALI NON PAGA!
SOLO LA LOTTA PUO’ FARCI OTTENERE RISULTATI AL TAVOLO DELLA TRATTATIVA!
Milano, 4.12.2006Delegati RSU SLAI Cobas Ente Regione Lombardia
TRATTATIVA:
sempre più presi per il naso!E’ sempre antipatico affermare: l’avevamo detto. Purtroppo in questo caso è proprio così: lo stato attuale della trattativa con l’amministrazione è il prodotto della sconsiderata strategia adottata nei mesi scorsi dai sindacati confederali e autonomo e dalla maggioranza della RSU. Aver accettato di firmare l’intesa sul Contratto Decentrato senza legare questa firma alla soluzione degli altri problemi del lavoro in Regione si è confermato un grave errore.
COSA STA SUCCEDENDO? dalla firma definitiva del 00.00.2006 sull’intesa, che contraddiceva il mandato ricevuto in assemblea da parte dei lavoratori, si sono svolti diversi incontri con la controparte, compreso un “tavolo tecnico”, per dirimere le questioni relative alle famigerate “circolari” di luglio su part-time, malattia e ferie. Quelli che sembravano solo strumenti di pressione per una rapida conclusione dell’intesa sul Contratto integrativo, una volta raggiunto questo obiettivo politico sono di nuovo in campo. Un passo avanti si è avuto solo sul part-time, con la modifica della circolare che ora non parla più di contratti a termine (illegittimi): il concetto però resta nell’introduzione alla circolare, sempre al suo posto sull’intranet, che riporta il progetto a medio termine dell’amministrazione. Su ferie e malattia non si riesce a fare un passo in avanti, e cominciano ad arrivare i primi ordini di servizio e minacce di provvedimenti disciplinari.
PERCHÉ STA SUCCEDENDO? In sostanza l’amministrazione continua a far melina, per non affrontare i problemi veri, quali piano occupazionale, precariato, sistema regionale allargato (con i corollari di ulteriori ristrutturazioni, esternalizzazioni e riduzioni di diritti). Senza parlare della concertazione sui criteri dei passaggi orizzontali, che aleggia minacciosa. L’atteggiamento dilatorio ed estremamente arrogante della delegazione trattante dell’ente, al di là del carattere dei singoli componenti, lancia però anche un altro messaggio diretto in primo luogo ai lavoratori e poi a quelli che dovrebbero rappresentarli: benessere organizzativo e dei lavoratori sono solo balle. La reale volontà è quella di aumentare il controllo sul lavoro e LA VITA delle/dei dipendenti, anche fine a se stesso (vedi fruizione ferie), per renderli docili alle prossime riduzioni di personale. Intanto, siamo già scesi sotto il “muro” dei tremila lavoratori, 100 in meno in due anni scarsi, mentre le lavoratrici e i lavoratori precari rimangono invisibili: la loro esistenza viene negata senza tema di ridicolo dai fieri rappresentanti dell’azienda che ci governa (o, meglio, “ci comanda”…).
I SINDACATI CHE FANNO? A parte quelli che trattano su tavoli separati (salvo irridere l’RSU al tavolo comune…), fra i sindacati confed-autonomi regna il disorientamento. Non possono negare di sentirsi presi in giro, ma non osano alcun passo di denuncia della politica negoziale dell’amministrazione. La RSU è sempre più marginalizzata, è finora riuscita solo a firmare due dichiarazioni a verbale su ferie e malattia. Senza una spinta dei lavoratori, si rischia di marcire in questa situazione. Le assemblee di ottobre si rivelano sempre più un’occasione mancata, anzi: UN VERO SPRECO DELLA FORZA DEI LAVORATORI. CI AUGURIAMO CHE ANCHE LA LORO PAZIENZA (come la nostra) SIA VICINA AL LIMITE…
I delegati RSU
SLAI CobasMI 27.11.2006
CONTRATTO INTEGRATIVO: SIGLATA UN'INTESA DISCRIMINATORIA
Nella tarda serata di lunedì 30 ottobre 2006 è stata sottoscritta dai sindacati confederali (CGIL-CISL-UIL), dalla Cisal e dalle relative componenti della RSU l'intesa per il contratto collettivo decentrato integrativo (CCDI).
Come si può notare, non è stato rispettato il mandato espresso dai lavoratori, che, seppur in forme diverse nelle varie assemblee, avevano espresso dubbi o aperta contrarietà alle parti normative del testo che portano ad un aumento delle discriminazioni fra i lavoratori e danno ulteriore spazio alla discrezionalità dell'amministrazione (indennità; progressioni orizzontali).
Inoltre non viene rispettata neppure la volontà, espressa dai lavoratori nell'assemblea del 18 luglio, di ottenere il ritiro delle disposizioni provocatorie e pretestuose su ferie, part-time e malattia prima di firmare alcunché.
Come componente SLAI Cobas non abbiamo siglato l'intesa (insieme al Sin Cobas), perchè discrimina una buona parte di lavoratori e crea, così, una condizione di maggior difficoltà nel contrastare l'Amministrazione. Non avremmo firmato, anche se fossero stati accolti i due emendamenti proposti dal Sin Cobas nelle assemblee di Milano, perchè non creavano nessuna condizione favorevole per eliminare le negatività presenti nella preintesa.
Invece, solo l'emendamento al punto 4 (indennità di funzione specialistica) è stato recepito nel testo definitivo, ma, in assenza dell'individuazione dei criteri per l'attribuzione, la modifica non tutela da arbitri dell'amministrazione.
Il punto sulle progressioni orizzontali rimane invariato, anzi, in una dichiarazione congiunta si ribadisce che la progressione da D5 a D6 interesserà solo una parte dei dipendenti, selezionati sulla base di criteri lasciati alla concertazione.
Questi lavoratori non avranno perciò da questa intesa alcun beneficio economico, se non l'aumento del 5% del premio incentivante. Come del resto sarà per quei dipendenti che si trovano nei parametri economici apicali di ogni categoria (es. C3).
La scelta di confederali e autonomi di agire in contrasto con le indicazioni dei lavoratori è di estrema debolezza, data l'elevata partecipazione degli stessi alle varie assemblee. E' per questo che non vogliono testimoni scomodi delle loro manovre con l'amministrazione.
Non è un caso che il segretario della CISL Ducci ha suggerito e scritto di suo pugno la nota che prefigura una prossima trattativa dove i delegati RSU contrari all'intesa siano esclusi, come confermano, con toni diversi, i comunicati delle varie sigle e dell'amministrazione.LORSIGNORI SE LO METTANO BENE IN TESTA: NON RIUSCIRANNO A TAGLIARCI FUORI TANTO FACILMENTE. SE LO FACESSERO, SAREBBE UN GRAVE ATTO DI ANTISINDACALITA', PERCHE' ESCLUDEREBBERO UNA PARTE IMPORTANTE DELLA RSU DALLE TRATTATIVE.
SI DOVRANNO ASSUMERE DI FRONTE A LAVORATRICI E LAVORATORI LA RESPONSABILITA' DEGLI ACCORDI LIQUIDATORI CHE SI PREPARANO A FIRMARE "SENZA TESTIMONI".I delegati RSU SLAI Cobas
Di seguito riportiamo il testo della dichiarazione messa a verbale dal delegato Aldo Milani, che partecipa per la componente SLAI Cobas alla delegazione trattante.
L’intesa di oggi non raccoglie le richieste di equità e trasparenza espresse da un buon numero di lavoratori regionali.
In particolare, l’Amministrazione accoglie solo una modifica di quelle proposte dall’esecutivo RSU, quella relativa all’articolo 4 della preintesa.
L’intesa, così definita, è alquanto negativa perché discrimina la parte di lavoratori della categoria D5, che nei fatti verranno giudicati con criteri (da decidere nella commissione “concertativa”) in modo differente a quelli utilizzati per le altre categorie e, quindi una parte di loro non avrà accesso alla D6 nell’anno 2007. I lavoratori che non avranno accesso alla D6 avranno, per il biennio economico, solo un aumento del 5% dell’istituto del premio incentivante.
Pur giudicando positivamente la modifica dell’articolo 4 della preintesa relativo alle 40 unità (parte che va eliminata), rileviamo il fatto che nell’intesa non c’è nessun elemento oggettivo per determinare l’indennità di funzione specialistica, che inevitabilmente l’Amministrazione utilizzerà per premiare solo qualche “unto del Signore”.
Pertanto noi non sigliamo l’attuale intesa.Per la delegazione Slai Cobas nella RSU
Aldo Milani
“PREINTESA” E CONTRATTO DECENTRATO
BASTA CON LA DELEGA!Le assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori sulla preintesa si sono concluse da qualche giorno. Sarebbero dovute servire ad esprimere una valutazione della preintesa sottoscritta il 28 luglio, a conferire alle rappresentanze sindacali un mandato per il prosieguo della trattativa sulla preintesa stessa e sul contratto decentrato (che riguarda non solo gli istituti di parte economica).
Il buon livello di partecipazione dimostra che lavoratrici e lavoratori hanno compreso l’importanza della scadenza. Molti interventi hanno colto anche i limiti della preintesa, che, discreta quanto ad entità delle risorse stanziate dalla Regione, era pericolosa per la delega in bianco all’amministrazione sui criteri per l’attribuzione delle varie indennità e per la progressione orizzontale di una parte dei lavoratori (i famosi D5). E’ stata espressa in tanti interventi anche la volontà di ottenere pregiudizialmente il ritiro delle circolari pretestuose su part-time e malattia e delle disposizioni illegittime sulle ferie.
Avevamo perciò diffuso degli schemi di mozione che servissero da traccia per le varie assemblee, perché ritenevamo (e ne siamo ancora convinti) che solo la forza dei lavoratori potesse portare miglioramenti significativi nella preintesa e porre dei punti fissi per la piattaforma contrattuale. Senza questo passaggio si rischiava che la trattativa avvenisse sulla base delle proposte dell’Amministrazione e perciò si rendesse dall’inizio impossibile ottenere risultati decenti sui temi più importanti e urgenti: esternalizzazioni e “sistema integrato regionale”, precariato, diritti (legge 54, integrazione della liquidazione ex legge 38, ticket pranzo e servizio mensa), criteri per la nomina dei quadri, sistema premiante. In alcune sedi territoriali sono state approvate mozioni con questi contenuti.
La pressione da parte dei lavoratori ha costretto i confederali ad accettare all’ultimo di toccare il testo della preintesa, cosa dai loro rappresentanti dichiarata impossibile e “pericolosa” nelle assemblee delle Sedi territoriali. Ma la mozione presentata da tutti i sindacati (dai confederali al Sin Cobas) con l’eccezione del solo SLAI Cobas e di un pezzo di Saderl e approvata dalle due assemblee di Milano (cioè dalla maggioranza dei lavoratori) non raccoglie sostanzialmente le richieste di equità e trasparenza espresse, anzi mantiene intatti tutti gli elementi di delega ai sindacati e gli spazi di arbitrarietà per l’amministrazione, senza fissare alcun paletto per la trattativa successiva.
In breve, i lavoratori hanno firmato ancora una volta una delega in bianco ai sindacati. Questo è il presupposto per un contratto integrativo dove una parte di lavoratori non avranno nulla, senza parlare degli effetti su esternalizzazioni ecc.
Solo riprendendo nelle mani la soluzione dei nostri problemi lavorativi potremo migliorare la nostra condizione in Regione: siamo ancora in tempo! Lo SLAI Cobas si presenterà al tavolo della trattativa per migliorare concretamente la condizione dei lavoratori. I sindacati, che con mozioni fumose hanno confuso i dipendenti, dovranno pagare un prezzo: a questo punto, i lavoratori dovranno abbandonarli ed organizzarsi con lo SLAI Cobas.
Milano, 24/10/2006
SLAI Cobas REGIONE LOMBARDIA
GIÙ LA TESTA!
Lunedì 16 ottobre si è svolta la penultima delle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori della Regione convocata dall’RSU sulla preintesa e il Contratto decentrato. La partecipazione è stata molto buona: circa 200 persone.
Le componenti confederali (CGIL-CISL-UIL) dell’RSU hanno dato un’ennesima prova di mancanza di dignità, facendo gestire l’assemblea ai funzionari sindacali, che hanno presentato la consueta tesi secondo cui la preintesa non può essere modificata e che comunque ci penseranno loro a farla applicare correttamente.
Dagli interventi è emersa invece la volontà dei lavoratori di modificare la preintesa e di andare oltre, discutendo finalmente di diritti calpestati dall’ente, esternalizzazioni, precarietà, condizioni di lavoro. In breve: della vera e propria piattaforma del Contratto integrativo decentrato.
Da parte dei delegati SLAI Cobas presenti è stata alfine presentata una mozione, simile a quelle votate e approvate in alcune Sedi territoriali, che raccoglieva questi contenuti e impegnava la RSU a inserire nella preintesa modifiche dei punti che consentono all’amministrazione di gestire arbitrariamente materie importanti come progressioni orizzontali e indennità varie.
A questo punto, con un colpo di mano i confederali impedivano di mettere ai voti la mozione e, abbandonata la posizione mantenuta fino ad un’ora prima di immodificabilità della preintesa, facevano votare un presunto “Ordine del giorno”(che assume le posizioni espresse nella mozione del Sin Cobas) assolutamente riduttivo rispetto alla discussione avutasi. Purtroppo una rilevante maggioranza dei presenti ha votato a favore di questo documento, che, al di là delle apparenze, non migliora SOSTANZIALMENTE la preintesa e anzi si traduce nella firma di un assegno in bianco da parte dei lavoratori nei confronti dei confederali.CONDANNIAMO
il comportamento assolutamente antidemocratico e non rispettoso dei risultati del dibattito tenuto da CGIL-CISL-UIL.
Constatiamo che ancora una volta, quando si tratta di rompere con questi individui e assumere posizioni coerenti con le battaglie condotte con lo SLAI Cobas per ampliare diritti e benefici economici per lavoratrici e lavoratori, il SIN Cobas (che nelle assemblee delle sedi provinciali si era mosso unitariamente con noi) preferisce salvaguardare le proprie compatibilità politiche e accodarsi alla CGIL.SVEGLIA!
Se non prendiamo in mano in prima persona la difesa dei nostri diritti, questi saranno sempre alla mercé di organizzazioni che li barattano con contropartite su altri tavoli, locali e nazionali, calpestando le minime regole democratiche pur di perseguire i loro scopi.
SLAI Cobas REGIONE LOMBARDIA
17/10/2006
Proposta di mozione da proporre anche in altre situazioni e da diffondere
MOZIONE
L’Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della Sede …..
impegna
la R.S.U. e la Delegazione trattante affinché nella pre-intesa siano inserite modifiche normative che garantiscano:
una corretta applicazione degli istituti contrattuali vigenti e che non siano affidate alla discrezionalità dell’Amministrazione le parti che sono materia di contrattazione;
una progressione orizzontale per tutti i lavoratori che non hanno avuto alcuna progressione nel 2005, entro il 1° Luglio 2006, e per quelli che hanno avuto una progressione nel 2005, entro il 1° Luglio 2007, compresi quelli in categoria D5 che nella preintesa vengono discriminati
premesso che l’introduzione del livello economico D6 è prevista nel CCNL, sia eliminato dalla pre-intesa ogni riferimento ad una metodologia specifica e differenziata per il passaggio da D5 a D6, perché arbitraria: l’accesso in D6 deve essere garantito a tutto il personale in D5, secondo gli stessi criteri di progressione previsti per tutto il restante personale;
si riduca al minimo la quota a disposizione per le INDENNITA’ di FUNZIONE SPECIALISTICA , che serve solo a differenziare ulteriormente i dipendenti regionali e che tale quota venga suddivisa tra tutti i lavoratori che utilizzano il computer;
si stabiliscano criteri più oggettivi e trasparenti per definire chi ha diritto alle indennità di disagio lavorativo.
PROPONE
che nella piattaforma sul contratto integrativo siano rivendicate le seguenti posizioni :
si definisca un meccanismo, legato al periodo di permanenza nella categoria e all’aggiornamento con Formazione interna;
miglioramento della legge 54, vedi ad esempio, sostegno a chi fa il mutuo per la prima casa;
ripristino della ex legge 38 a garanzia dei diritti acquisiti sulle liquidazione;
un aumento del ticket legato ad un meccanismo di rivalutazione automatico basato sull’aumento del costo medio dei pasti;
la determinazione di un tempo per la pausa pranzo uguale a quello fissato per i dirigenti (perché loro sono figli di un Dio maggiore?);
verifica della pianta degli organici assumendo i lavoratori presenti nell’Ente a tempo indeterminato, sanando così la situazione di precariato generalizzato presente, a vario titolo in Regione.
(a cura dello SLAI Cobas Regione Lombardia)
Discutiamo di preintesa e definiamo una nostra piattaforma
La prima cosa da chiarire è che la preintesa non è avvenuta sul contratto integrativo decentrato, ma “aggiorna gli istituti economici del Contratto Collettivo Decentrato Integrativo 2004-2005”
Non può essere altrimenti, visto che la RSU non ha ancora proposto all’Amministrazione la propria piattaforma.
Questa era la posizione dell’esecutivo Rsu , il 24 luglio, che in un volantino sosteneva: “Da mesi la RSU chiedeva all’Amministrazione di aprire la trattativa sulle risorse economiche da destinare alla contrattazione decentrata…….. E’impegno della RSU di avviare , a partire da settembre la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori sulla piattaforma del CCDI”.
Oggi, invece, scopriamo che CGIL, CISL, UIL, CISAL non sono più d’accordo su questo percorso: come sempre “promesse da marinai”.
Dopo aver accettato di affrontare la questione economica a luglio (quando Pazzali ha sostenuto la necessità di aprire e chiudere la trattativa entro la fine di luglio, la CGIL, contro il parere della maggioranza dei delegati in esecutivo, rispondeva: “ Bene, NOI SIAMO PRONTI, si tratta ora di passare dalle parole ai fatti”), in una situazione di debolezza contrattuale, cercano ora di fare passare tra i lavoratori la preintesa come se fosse la bibbia che nessuno può mettere in discussione e neanche migliorare.
La preintesa al posto di essere la base economica sulla quale impostare la piattaforma, diventa, addirittura, il totem dell’Amministrazione dove i vari sindacalisti confederali si genuflettono in adorazione.
L’esultanza dei Confederali mostrata all’indomani della preintesa ha teso a far passare in second’ordine il fatto che si era ottenuto quel risultato di 2 milioni di euro in più sul fondo, malgrado i vincoli del contratto nazionale che loro avevano siglato.
La preintesa migliorava nella quantità economica l’incremento stabilito nel contratto naz.(dell’1,2 % del monte salari dell’anno 2003), ma c’è poco da essere contenti, di fronte ad una situazione dove il dipendente regionale fatica ad arrivare a fine mese.
Abbiamo strappato una preintesa sull’incremento economico che è discreta, date le basi di partenza, ma che PUO’ ESSERE MIGLIORATA se i lavoratori lo decidessero in forza di fare.
Noi saremo con loro e ci attiviamo per far emergere dalle assemblee le modifiche necessarie per strappare un risultato superiore a quello ottenuto a luglio.
Le assemblee non possono essere trasformate in una discussione per essere pro o contro la preintesa, ma per discutere e migliorare la preintesa e per definire una piattaforma da sottoporre all’Amministrazione, per risolvere le questioni aperte e che non sono meno importanti degli istituti economici del fondo.
A tal proposito, tanto per fare un esempio, non dobbiamo limitarci a rivendicare che tutti i lavoratori della D5 ( salvo eventualmente chi ha già la posizione organizzativa) passino in D6 entro il 1007, ma che si istituisca un meccanismo che permetta il passaggio automatico orizzontale per tutti dopo un certo periodo di tempo; oppure, a proposito delle varie indennità: perché non si danno a tutti i lavoratori sotto forma di sostegno a chi utilizza per molte ore i computer.
Oltre a ciò, bisogna rivendicare un miglioramento della legge 54, il ripristino della legge 38, l’aumento dei ticket e definire percorsi efficaci per contrastare il lavoro a vario titolo precario.I DELEGATI SLAI COBAS FIRMERANNO L’INTESA SOLO SU MANDATO CHE USCIRA’ DALLE ASSEMBLEE DEI LAVORATOR, PERCHE’ SOLO COSI’ TERREMO FEDE AL MANDATO RICEVUTO DAI LAVORATORI CHE CI HANNO VOTATO NELLE RSU.
DELEGATI RSU SLAI COBAS
Milano 4-10-2006
Milano, 26 Settembre 2006
BREVE INFORMATIVA SULLA RIUNIONE DELLA RSU DI IERI, 25 SETTEMBRE
La riunione della RSU del 25 Settembre 2006 ha segnato una spaccatura tra SinCobas e SlaiCobas da un lato e CGIL CISL UIL e sindacati autonomi dall’altro.
Nonostante la preintesa del 28 luglio sia stata siglata dall’esecutivo RSU e da tutte le organizzazioni sindacali presenti al tavolo di trattativa, nonostante il risultato ottenuto, dal punto di vista delle risorse economiche complessive (fondo 2006) sia tutt’altro che irrilevante, a nostro avviso in quella preintesa c’è una serie di elementi che devono essere rivisti. A cominciare dalle progressioni orizzontali per tutti, dalla quale rimangono però esclusi i D5, per i quali non è prevista alcuna garanzia circa i tempi e le modalità per il passaggio in D6 di tutti, per arrivare alle indennità, per le quali non è prevista alcuna metodologia oggettiva e trasparente che garantisca a tutti i lavoratori e le lavoratrici con le medesime caratteristiche di poterne fruire.
Per questo noi abbiamo richiesto delle modifiche esclusivamente nelle parti normative e non economiche riguardanti le progressioni orizzontali da D5 a D6 e nella voce indennità, per inserire quei criteri oggettivi che riteniamo fondamentali affinché i soldi non finiscano sempre nelle stesse conosciute tasche. Abbiamo insistito poi perché la preintesa venga posta in discussione tra le lavoratrici e i lavoratori, assieme alla PIATTAFORMA complessiva per la contrattazione decentrata, documento fondamentale per inquadrare tutte le richieste e le rivendicazioni del personale, discusso e approvato dalla RSU, proposto a lavoratrici e lavoratori nell’assemblea di giugno, contenente anche le rivendicazioni riguardanti progressioni verticali e orizzontali, indennità di categoria, forme efficaci per contrastare il lavoro a vario titolo precario, legge 54, ticket, legge 38.
La chiusura dei sindacati confederali è stata però assoluta, si sono assunti il ruolo della controparte nel dichiarare che la preintesa dev’essere accettata in tutte le sue parti o fatta saltare completamente, anche nella parte economica, una minaccia che potrebbe fare semmai l’amministrazione al tavolo di trattativa, ma che avrebbe grosse difficoltà ad attuare visto che i fondi necessari a coprire l’accordo sono stati già stanziati e che le modifiche richieste non riguardano le risorse ma il rispetto delle regole contrattuali nella loro assegnazione.E LE ASSEMBLEE CHE FINE HANNO FATTO ?
Dopo una serie infinita di spostamenti e di modifiche al calendario delle assemblee, concordato fin dal 3 agosto e che prevedeva la consultazione di tutto il personale entro il mese di settembre, causate da continue difficoltà sollevate dai sindacati confederali, e dopo mille richieste nostre di definire le date e di informare lavoratrici e lavoratori, al 25 settembre scopriamo che sono state indette le assemblee a Bergamo e Lecco per l’indomani, senza che le delegate e i delegati di Sincobas e Slai Cobas ne fossero al corrente, e soprattutto senza alcuna garanzia che le colleghe e i colleghi delle sedi interessate lo sappiano. Tranne per quanto riguarda gli iscritti CISL, che per ammissione di un loro delegato sono stati gli unici che si è curato di informare! Un curioso concetto di democrazia sindacale, visto che l’accordo, se ratificato, riguarderà anche tutte le altre e tutti gli altri. Forse non vogliono che lavoratrici e lavoratori possano esprimersi, ma anche se così non fosse, questo è quanto rischia di accadere con questa gestione delle cose.
Di fatto è ormai evidente che l’amministrazione vuole chiudere in fretta, e CGIL, CISL e UIL non vogliono causarle “rogne” e preferiscono evitare rischi di dissenso.
La trattativa di luglio ha apportato risorse importanti e ora è il momento di discutere del loro utilizzo e di come questo si inserisce nel quadro più ampio di un nuovo contratto integrativo. Un contratto, infatti, non è fatto solo di soldi ma anche di diritti, che non possono essere messi in discussione surrettiziamente in un accordo che riguarda solo le risorse, come rischia di avvenire se la preintesa non viene modificata. ESIGIAMO QUINDI LA CONVOCAZIONE TRASPARENTE E ADEGUATAMENTE PUBBLICIZZATA DI TUTTE LE ASSEMBLEE e dal canto nostro faremo di tutto per tenere informati, come sempre, i colleghi e le colleghe.
I delegati sindacali SinCobas e SlaiCobas
Nessun s'illuda
sulle gestione del Fondo Sociale Europeo
2 giugno: i
lavoratori italiani
non hanno niente da festeggiare
Accordo contratti pubblici - Al peggio non c'è mai fine
Coordinamento precari di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano
Per l´abrogazione delle leggi Moratti; Per la difesa e il potenziamento del carattere pubblico e della gratuità di scuola, sanità e di tutti i servizi pubblici;
Per il recupero salariale con aumento di 250 euro eguali per tutti/e;
Contro la precarizzazione, passaggio a tempo indeterminato di tutte le assunzioni a termine; no all´applicazione della legge 30 e del pacchetto Treu nei servizi e nelle pubbliche amministrazioni;
No alle privatizzazioni, no all´aziendalizzazione, agli appalti, alle esternalizzazioni dei servizi pubblici; piano nazionale per l´assorbimento del precariato in pianta stabile nella Pubblica Amministrazione;
riequilibrio del turn over;Contro l´aumento dell´età e dei minimi contributivi per il pensionamento; ripristino per tutti/e del sistema retributivo; No allo scippo delle liquidazioni (TFR/TFS), contro i fondi pensione e il meccanismo truffaldino del silenzio/assenso;
Per la piena fruizione per tutti/e i lavoratori/trici, per tutte le OO.SS. dei diritti sindacali, a cominciare da quello di assemblea in orario di servizio.
Milano, Largo Cairoli ore 9,30
CORTEOIl sindacalismo di base
(Confederazione Cobas, SinCobas, Slai Cobas)
CONTRATTO INTERGRATIVO: IL PACCO È ARRIVATO!
Come avevamo preannunciato nel volantino precedente, il 3 marzo a “notte fonda” le confederazioni sindacali CGIL-CISL-UIL-CISAL e la delegazione trattante RSU, con l’esclusione dello SLAI Cobas, del Sin Cobas e del Sindacato autonomo, hanno siglato l’ipotesi di contratto integrativo.
Questa firma conclude degnamente il processo avviato con la firma del 10 novembre, portando all’annullamento della piattaforma unitaria approvata da lavoratrici e lavoratori nelle assemblee di luglio 2004.
Ricordiamo sinteticamente i contenuti economici salienti della piattaforma: 1) progressioni orizzontali: una progressione per tutti le/i dipendenti entro il 2005, più sanatoria per vincitori di concorso e comandati esclusi dalle precedenti progressioni; istituzione di un meccanismo di passaggio automatico per tutti/e ogni 2 anni; 2) categoria A: superamento e inquadramento di tutti in B; 3) produttività: riduzione delle differenziazioni fra lavoratrici/lavoratori, garantendo a tutte/i almeno il 99,6% del premio incentivante e miglioramento delle procedure per garantire maggiore imparzialità nelle valutazioni e nei ricorsi; 4) istituzione di un’indennità fissa mensile di 1000 € per tutte/i; 5) previdenza: ripristino dei benefici della legge 38/81; 6) legge 54/76: incremento dei rimborsi. Come già abbiamo avuto il modo di evidenziare, con l’accordo di novembre si è accettato di stabilire risorse economiche insufficienti per il contratto decentrato; tale accordo si è dimostrato una camicia di forza per le rivendicazioni di lavoratrici e lavoratori giustificando così il “ridimensionamento” delle rivendicazioni.
Sono cadute su questo fronte sia l’indennità di 1000 €, sia il superamento della categoria A, sia gli aumenti della l. 54/76, sia il ripristino della 38/81. Cosa quest’ultima ancora più grave visto lo scippo del TFR (o indennità di quiescenza), che le confederazioni stanno preparando a livello nazionale.
La trattativa successiva è stata condotta nel modo peggiore possibile. Ancora una volta la maggioranza della delegazione trattante dell’RSU si è mostrata succube degli esecutivi delle confederazioni sindacali, che già sono responsabili dei contratti-bidone a livello nazionale, rinunciando alle prerogative della RSU e lasciando di fatto la trattativa in mano alle confederazioni invece di gestirla in maniera unitaria sulla base della piattaforma.
Si è arrivati così alla sigla del 3 marzo. Di quest’ipotesi di accordo segnaliamo due aspetti che segnano un ulteriore deciso peggioramento delle condizioni delle lavoratrici/ lavoratori, senza giustificazioni legate alla ristrettezza delle risorse disponibili:
Progressioni orizzontali: riguarderanno solo un terzo delle lavoratrici/lavoratori nel periodo di vigenza contrattuale (fino al 31.12.2005). Si è persa l’occasione per instaurare un meccanismo automatico che preveda una progressione ogni due anni per tutto il personale. Si poteva prevedere un passaggio per tutte/i gli escluse/i al 31.12.2005, senza gravare sulle disponibilità del contratto in discussione. E’ già stato fatto in passato: questa volta ne è mancata la volontà.
Premio incentivante: si è accettato un meccanismo che, invece di ridurla, aumenta la differenziazione fra i lavoratori. Inoltre l’ipotesi su cui si sta discutendo per i criteri di valutazione comporta un aumento dell’arbitrarietà e rende più difficili i ricorsi.
Ora, dopo la sigla, la parola a lavoratrici e lavoratori, passaggio che tutti definiscono “doveroso”. Ci si arriva senza prima una decisione da parte del consiglio della RSU, con una bozza espressione della sola delegazione trattante. Inoltre, dilatando volutamente i tempi della trattativa, si è trovata nella prossima fine della legislatura la scusa per restringere le possibilità di confronto con lavoratrici e lavoratori, che dovrebbero essere gli unici titolari delle decisioni che li riguardano. Il confronto avverrà così nel corso di un’assemblea mal preparata e ancor meno divulgata, che rischia di vedere la partecipazione di una minoranza male informata.
Eccetto lo SLAI Cobas, tutte le altre componenti della RSU si sono dimostrate condiscendenti o succubi di questa modalità decisionale poco democratica. Noi chiedevamo invece assemblee informative il più possibile capillari, seguite da un referendum decisionale.
La battaglia non è però ancora perduta! Invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori a partecipare all’ASSEMBLEA GENERALE (cod. 41) del 16 marzo dalle 10.00 alle 12.30 presso la tensostruttura di via Restelli e a RESPINGERE L’IPOTESI DI ACCORDO! Solo così sarà possibile rimettere in discussione l’accordo bidone!Milano, 15/3/2005 SLAI Cobas Regione Lombardia
E’ in arrivo (1 marzo 2005) il “pacco” regalo dell’Amministrazione
Il 3 marzo 2005, è il giorno fissato dall’Amministrazione con la parte sindacale, per arrivare all’accordo sul contratto integrativo decentrato. Questo possibile accordo apprezzato da TUTTI gli altri sindacati e delegati RSU (vedi l’atteggiamento rinunciatario espresso dal Sin Cobas in più occasioni) va contrastato e respinto perché va contro gli interessi dei lavoratori. Il 22 febbraio, giorno d’incontro con l’amministrazione, si è affrontato la questione del sistema premiante e il risultato che loro tutti hanno accettato produrrà un ulteriore discriminazione tra lavoratori.
Facciamo un esempio di comparazione per comprendere il nuovo meccanismo che si vuole introdurre nel sistema premiante (su 100 euro stanziate quant’è il minimo che si può percepire?):
COME AGIVA IL SISTEMA PREMIANTE 2003
Sul “collettivo”che era 70% il minimo garantito era del 65quindi su 100 euro si aveva 45,50 euro
La parte “individuale 30% con un min. garantito del 65% quindi su 100 euro si aveva 19,50 euro
Totale 65,00 euroCOME AGIRA’ IL NUOVO SISTEMA
Risultato “d’Ente” 45% il minimo garantito sarà 98%, quindi su 100 euro su avrà 44,10 euro
Risultato nell’U.O. 30% con un minimo garantito del 50%, quindi su100 euro si avrà 15,00 euro
La parte individuale 25% con un minimo del 20% , quindi su 100 euro si avrà 5,00 euro
Totale 64,10 euroLe due applicazioni danno, sul piano economico più o meno lo stesso risultato (addirittura inferiore nel secondo schema) , i termini, invece, cambiano sul piano degli effetti che avranno sui lavoratori, i quali saranno alla totale merce dei loro Dirigenti che hanno la possibilità di dare il 25% sui minimi “individuali”.
Sull’accordo complessivo che si sta determinando, noi siamo contrari come lavoratori e come delegati RSU, perché non difende minimamente le nostre condizioni di vita e di lavoro, e perché accentuerà la divisione tra i lavoratori a vantaggio di un controllo maggiore da parte dell’Amministrazione.
Lo SLAI COBAS è contro l’accordo che lor signori vogliono siglare, perché è in contrasto con le richieste fatte dai lavoratori nella loro piattaforma. Infatti : 1) non si otterrà l’aumento richiesto di 1000 euro annuali; 2) si da ai dirigenti un maggior potere nel discriminare e dividere i lavoratori in buoni e cattivi (minimo “pagellina” del 25%); 3) si creano le condizioni perché nei momenti di crisi, siano i lavoratori a pagare (il possibile deficit dell’Ente si riflette direttamente su di noi); 4) si vuol dare, solo, a circa 1000persone il passaggio orizzontale e lo si nega ad altri 1600 lavoratori (nella piattaforma chiedevamo il passaggio per tutti entro il dicembre 2005), non si instaura nessun meccanismo di passaggio automatico tra i livelli (ogni 2 anni come chiesto nella piattaforma) : si soddisfa, oggi, le richieste di una parte di lavoratori (mille), per penalizzarli, domani, quando i passaggi probabilmente andranno ai 1600 lavoratori penalizzati oggi, insomma la solita “guerra tra poveri”; 5) non viene preso in considerazione e risolta la questione relativa all’ex legge 38 con una perdita sostanziale di una parte di liquidazione; 6) l’aumento medio di 60 euro lorde , non recupera minimamente la perdita del potere d’acquisto del nostro stipendio.
La forma salvifica dell’alzata della manina in assemblea proposta dal Sin Cobas, servirà a ben poco quando le cose saranno già decise nei primi giorni di marzo (pensate al ricatto che faranno valere, sindacati ed Amministrazione, sul fatto che siamo alle fine del mandato della Giunta Formigoni) le cose vanno contrastate da subito senza esitazioni. Nelle fasi della trattativa è mancato un reale sostegno alle QUESTIONI POSTE NELLA PIATTAFORMA SINDACALE, da parte anche di CGIL e Sin Cobas (se qualcuno è interessato possiamo anche fare avere i report fatti dall’amministrazione sul confronto) e questo non può che favorire un esito negativo finale: in questa “guerra” non si può stare su una posizione attendista che si basa sul “non aderire, ne sabotare” , ma si deve organizzare già da oggi (anche se in ritardo) una risposta dei lavoratori che faccia tornare i conti e alzare la mano per votare nella maniera giusta.
Un delegato sindacale si batte perché siano i lavoratori a decidere, ma che posizione hanno i vari delegati sull’insieme dell’accordo che si sta affermando?
Ci si limita a fotografare la situazione, senza dare un giudizio complessivo, oppure si denuncia questo possibile accordo come un bidone da rimandare al mittente?
Noi dello SLAI COBAS non ci limitiamo a fare gli “operatori delle luci” indicando col dito “le luci e le ombre”, soprattutto quando le luci sono basse e le ombre sono buie, profonde e nere per i lavoratori.
I delegati RSU dello SLAI COBAS (speriamo di avere con noi altri delegati) si attiveranno per contrastare questa ipotesi d’accordo, perchè tradisce le richieste fatte dai lavoratori nella loro piattaforma, invitano i delegati del Sin cobas a riflettere sulla vicenda e i lavoratori ad organizzare la più ampia protesta per contrastare l’accordo votando contro nelle assemblee.
NESSUN “SE, NE MA”, NESSUN SPAZIO ALLE AMBIGUITA’, PERCHE’ I LAVORATORI HANNO BUONA MEMORIA E BUONA VISTA PER DISTINGUERE L’OPPORTUNISMO DI CHI NON FA NULLA PER CONTRASTARE QUESTO “PACCO REGALO” CHE L’AMMINISTRAZIONE E I VARI SINDACALISTI STANNO CONFEZIONANDO AL TAVOLO DELLA CONTRATTAZIONE E CI RECAPITERANNO IL 3 MARZO.
Milano 28 – 02 2005SLAI COBAS REGIONE LOMBARDIA
Sulle trattative in corso con l’Amministrazione
Ieri 14-02-2005 si è svolta la trattativa sul contratto integrativo decentrato.
La questione si è sviluppata, per ora, intorno alla quantificazione delle risorse e un accenno sul come queste saranno utilizzate.
Il risultato, di questi confronti con l’Amministrazione, mette in evidenza quello che abbiamo sostenuto all’indomani dell’accordo del 10 novembre, rivendicato dalle confederazioni sindacali come positivo: i soldi sono pochi e comunque sono insufficienti a soddisfare le minime esigenze economiche dei dipendenti regionali e, cosa ulteriormente negativa, si è introdotto un sistema del premio incentivante che nei primi anni di applicazione l’Amministrazione cercherà di garantire ai livelli economici precedenti, ma che in seguito potrà applicare in senso restrittivo, perché il sistema introduce ulteriori variabili legate agli andamenti aziendali e le decisioni politiche di chi è a capo dell’Ente Regione Lombardia.
Allo stato attuale le cose stanno in questi termini e la novità , che il SIN COBAS ci ha svelato nel volantino del 9 febbraio, è una fantastica balla che può scaturire solo dalla mente di un apprendista stregone che non si rende conto che è proprio di questa cifra (scaturita da questo aumento di spesa del 12% ) che stiamo discutendo e che noi dello SLAI COBAS denunciamo come insufficiente a soddisfare le rivendicazioni poste nella piattaforma.
Allo stato attuale le cose sul tappeto sono queste:
1) sul premio incentivante: L’Amministrazione propone un aumento di 757 Euro lordo indistintamente per le categorie A, B, C, D. Chiaramente si parla di cifra stanziata e devoluta totalmente, solo in condizione, di raggiungimento del risultato massimo negli obiettivi di Ente, di Unità Organizzativa e contributo individuale.
2) Una indennità di 50.000 euro da distribuire alla categoria D (quale indennità art. 36) e 50.00 euro per il disagio orario, (il contratto nazionale prevede l’istituzione di questi due istituti ).
3) Circa 770.000 lorde da distribuire per le progressioni orizzontali: se ogni passaggio orizzontale mediatamente costa 600 euro annue, solo una parte dei lavoratori potrà beneficiare di questo passaggio.La piattaforma approvata dai lavoratori e consegnata all’Amministrazione, prevedeva 1)un passaggio orizzontale per tutti entro il 31-12-2005 ;2)il riconoscimento di una progressione per il personale vincitore di concorso come sanatoria; 3) un passaggio di parametro economico automatico entro due anni per tutto il personale; 4)una valutazione degli apporti individuali con una minima differenziazione; 5)una indennità non inferiore a 1.000 euro annui per la totalità dei lavoratori;6) un sostanziale intervento a favore dei precari, ecc.
Tutto questo, date le indisponibilità economiche, non si potrà fare:
l’accordo del 10 novembre ha, di fatto, ridimensionato la possibilità di soddisfare la piattaforma da noi presentata all’Amministrazione e i conti sono subito fatti: per la maggioranza dei lavoratori un aumento massimo di 40 euro mensili, per poche centinaia di persone che usufruiranno del passaggio orizzontale 60 euro mensili: una vera e propria miseria!
A questo punto, per quanto ci riguarda, abbiamo denunciato in sede di trattativa questa terribile condizione, ma da soli non possiamo fare nulla, a meno che ci sia una mobilitazione dei lavoratori che chieda spiegazione ai propri delegati i quali , in tempi brevi, rendano conto, in un’Assemblea dei lavoratori, come intendano proseguire nella trattativa
Se non si farà nulla, noi da parte nostra, anche con le esigue forze che abbiamo, svilupperemo una battaglia contro una politica regionale che è ricca e dispendiosa nei confronti di amici con consulenze milionarie e povera con l’insieme dei lavoratori.
A tutti i lavoratori chiediamo un segnale, per non restare soli in questa battaglia per una condizione di vita e di lavoro migliori.Slai Cobas
Milano 15-02-‘05
CHI HA PAURA DEI DELEGATI ELETTI DEMOCRATICAMENTE E CERCA DI MANTENERE UNA PRATICA DA "DA CUPOLA" (leggi esecutivo RSU) DOVE POCHI DECIDONO PER GLI ALTRI 42 MEMBRI?
In risposta a Luciano M.
Un bel volantino d'inno alla democrazia, non c'è che dire: in nome della democrazia, si cerca di mantenere e perpetuare un modello di rappresentanza dove pochi "caporali" decidono per tutti.
Non a caso nel volantino si prende a pretesto ciò che è avvenuto il 10 novembre, dove è stato necessario prendere in 10 minuti decisioni importanti: Per la miseria, non ha sostenuto........ (l’innominabile) che ci sono giorni che valgono degli anni e quindi : si deve dare al Sin Cobas il delegato in più nell'esecutivo e poi Luciano .....ci farà vedere.
A noi sembra il caso che vada ribaltata la questione: se si vuole che i delegati e i lavoratori abbiano più potere sulle decisioni da prendere bisogna che essi siano i protagonisti in prima persona dell’attività sindacale. IN ORDINE COME VA POSTA LA QUESTIONE: 1) LAVORATORI (con assemblee, referendum...) ; 2) CONSIGLIO DEI DELEGATI RSU portano a sintesi ciò che i lavoratori hanno proposto e cercano, con la rappresentatività che gli deriva dal voto, di tradurre coerentemente le decisioni prese dai lavoratori ; 3) l'esecutivo non fa che essere l'interfaccia del consiglio della RSU e rappresenta quest'ultimo in sede di trattativa con l'Amministrazione.
A PROPOSITO DI COERENZA:
Quando coerentemente, rispetto alla strada intrapresa ,la CGIL ha chiesto di mettere nel documento PROGRAMMATICO RSU la dizione ASSUMERE l'accordo del 10 novembre 2004 come elemento programmatico, solo lo SLAI COBAS ha sostenuto una posizione contraria, perchè assumere quell'accordo sui fondi 2004-2005 è in contrasto con le proposte fatte sulla piattaforma RSU nell'articolazione sostanziale del premio incentivante.
Non si può fare i democratici quando si parla ai lavoratori ed, in nome del decisionismo, dare più potere alla cupola (pardon, governo della RSU) quando fa comodo alla propria organizzazione. Anche noi abbiamo e condividiamo l'impianto complessivo del documento programmatico RSU, ma sul punto in questione abbiamo espresso il nostro dissenso prima e accettato di presentarlo poi, alla discussione dei delegati in modo unitario e loro decideranno.NOTA PER GLI SMEMORATI:
lo SLAI COBAS, quando rappresentava il 19% dei lavoratori è entrato nell'esecutivo con un solo delegato (GIORGIO RIBOLDI), al pari del SIN COBAS (SILVIA BARATELLA) che aveva ottenuto dai lavoratori pochi voti (una percentuale 5volte di meno).
NOI RIBADIAMO, PER L’ENNESIMA VOLTA, CHE L’ESECUTIVO E’ L’ ESPRESSIONE DI CIO’ CHE SI DECIDE NELLA RSU E, QUINDI, DEVE CONVOCARE TUTTI I DELEGATI NELLE FASI PARTICOLARI DELLA TRATTATIVA E A SUA VOLTA LA RSU DECIDE STRUMENTI E METODI PER CONSULTARE I LAVORATORI PER SAPERE COSA PENSANO E VOGLIONODELEGATI RSU SLAI COBAS
Milano-24-01-2005
Un "gruppo di lavoratori precari della Regione
Lombardia (Giunta)"
ha indetto
sabato 22 gennaio alle ore 10 in v.le
Liguria 49 Milano
un’ASSEMBLEA aperta a
tutti i precari della Regione
per costituire un comitato di lotta
RSU NUOVA – ARIA VECCHIA?
Le elezioni del 15-19 novembre hanno portato grossi cambiamenti nella composizione della RSU dei lavoratori della Regione Lombardia.
I lavoratori hanno voluto punire col voto la componente che aveva gestito la precedente RSU e premiato chi, nei programmi e documenti, aveva proposto metodi di gestione diversi: meno autoritarismo, più democrazia all’interno del consiglio RSU e nei rapporti fra RSU e lavoratrici/lavoratori, applicazione nei fatti (a parole nessuno è mai stato contrario) dei principio di sovranità delle lavoratrici e dei lavoratori sulle scelte relative alle proprie condizioni di lavoro. In altri termini, dare l’ultima parola ai diretti interessati rispetto alle piattaforme da presentare alla controparte (=l’amministrazione) e agli accordi da firmare al termine della trattativa.
A due mesi scarsi dalla proclamazione dei risultati ci sembra che questi propositi si stiano sciogliendo come neve al sole.
Ora si sta discutendo della composizione dell’esecutivo e del nuovo regolamento interno della RSU: sembra roba burocratica, aria, in confronto alla durezza crescente delle condizioni vissute da tante/i qua dentro, ma al contrario è decisivo per stabilire quanto e come la RSU può funzionare.
Nel dibattito possono prevalere posizioni che porterebbero ad una situazione simile a quella della scorsa RSU: creazione di un esecutivo forte, che decide a maggioranza e toglie qualunque potere e funzione al consiglio RSU, cioè all’insieme dei delegati, che finirebbero per essere convocati due volte all’anno solo per ratificare posizioni già decise dal “vertice”. La possibilità di portare le proprie necessità all’interno della discussione da parte dei “rappresentati” si ridurrà ai soliti metodi che non fanno dei delegati (tutti) l’asse portante di un forte sindacalismo unitario.
NOI NON CI STIAMO!
Questo sistema non solo è antidemocratico e viola il diritto ad essere rappresentati da parte di tutte le lavoratrici e i lavoratori, ma non è neanche efficiente, come dimostra la scorsa RSU, che, paralizzata per anni, non è stata in grado di ottenere alcun risultato positivo. L’esecutivo RSU deve avere funzione organizzativa e di portavoce delle decisioni del consiglio RSU alla controparte, salvaguardando le prerogative e i diritti di tutte/tutti i delegati (informazione, indizione di assemblee, partecipazione alle trattative, contributo alla discussione della RSU e alla formazione delle decisioni al suo interno).I delegati RSU
SLAI COBAS20/1/2005
Durante l'incontro, tra la delegazione RSU e rappresentanti dell'Amministrazione del giorno 14-01-2005, sulla firma del pre-accordo del 10-11-2004 relativo al contratto decentrato integrativo, il rappresentante RSU dell'esecutivo (provvisorio) per lo SLAI COBAS Aldo Milani si è dissociato, con motivazione, formulando la dichiarazione da allegare al verbale che qui si invia per opportuna informativa:
DICHIARAZIONE A VERBALE
La componente dei delegati RSU SLAI COBAS non concorda sulla diversa ripartizione del fondo relativo al sistema premiante, perchè offre all'Amministrazione uno strumento in più per legare questa quota agli "indici di gradimento" dei Dirigenti e crea la condizione più favorevole affinchè la quota del premio incentivante possa essere condizionato e ridotta a seconda delle congiunture aziendale. L'accordo, inoltre, contrasta con la parte della piattaforma presentata dalla RSU nella quale si esprimeva la volontà di portare la quota minima all'80% e non suscettibile di variazione al ribasso a secondo degli obiettivi stabiliti dall'Amministrazione e che la restante parte del 20% sia valutato su tre livelli (98%, 99%, 100%).
L'accordo, poi, non è stato sottoposto alle RSU e ai lavoratori.Sulle progressioni orizzontali: la dizione presente nel capitolo contrasta con ciò che la RSU chiede nel contratto collettivo decentrato, ove si afferma che "entro il 31-12-2005 dovrà essere previsto un percorso che comporti per tutti i lavoratori di tutte le categorie professionali una progressione orizzontale".
Pertanto, i delegati RSU SLAI COBAS sono contrari alla firma di questo accordo.
Per la componente RSU SLAI COBAS
Aldo Milani17/1/2005
UNA CATASTROFE POCO “NATURALE”!
Decine, forse centinaia di migliaia di morti, donne uomini e bambini che non saranno mai neppure censiti, come gli “zingari del mare” o i villaggi temporanei di pescatori sulle rive di Sumatra, dell’India e dello Sry Lanka. Un’area grande quanto l’Europa, una tragedia oltre l’immaginazione: se ne sono accorti persino i nostri tg, dopo ore spese nelle vergognose interviste per le vacanze rovinate dei vip. “Un’enorme catastrofe naturale” ci dicono, le prove di “suicidio” del pianeta.
Ma è così? Esistono davvero catastrofi naturali, che sono solo catastrofi “naturali”?
Perché il terremoto in Irpinia non fa le stesse vittime di uno uguale a San Francisco!?
In realtà, nella tragedia del Sud Est asiatico c’è tutta la miseria immane cui dello “sviluppo” capitalista ha costretto quei popoli, spingendo miliardi di persone a un’urbanizzazione forzata sulle coste, alla ricerca di estemporanei lavori di mare, ed esposte a tutti i pericoli naturali di quell’area. Dal 1991 le vittime di catastrofi naturali in quest’enorme Regione sono almeno 600.000!
In un area dagli altissimi rischi sismici non è stata mai predisposta una rete di avvistamento dei maremoti, come pure prescritto da innumerevoli conferenze sul clima e sull’ambiente. Capita così che un istituto americano riesca a leggere gli avvenimenti in anticipo, ma non trovi nessuno da allertare !
Perché non esiste questa rete di protezione? Per soldi, solo per soldi, pochi spiccioli delle centinaia di miliardi di dollari che ogni giorno circolano nelle a scopo speculativo sulle autostrade informatiche del pianeta, ma non hanno “tempo” per calarsi nella vita e nei bisogni reali di miliardi di sfruttati e poveri del mondo.
In molte aree, tra i superstiti ci sono i pochi “privilegiati” che possiedono una casa in mattoni. Anche di fronte alla violenza di un maremoto il mondo si divide secondo i suoi ordinamenti sociali... E’ così che il dramma dell’Asia parla all’Occidente imperialista, al suo cinismo basato sul profitto, al rapporto di dominio che sta asfissiando il resto del pianeta. Le continue violazioni agli accordi di tutela del clima, dettate dall’avidità dei profitti , potrebbero produrre eventi paragonabili o maggiori a questo maremoto nei prossimi decenni.
La compassione riversata a piene mani sui media non impedirà sicuramente di chiudere le porte alle migliaia di profughi provenienti da quell’area. Al momento anche comunità come quella cingalese non hanno certezze sulla possibilità di rientro in Italia per quanti vanno nel proprio paese per dare assistenza ai familiari. I tempi infiniti della burocrazia dei permessi non danno garanzie, come non ve ne sono circa la possibilità di ricongiungimento in Italia coi familiari rimasti senza casa dopo l’impatto dello tsunami. (Solo in Sry Lanka ci sono un milione di sfollati su una popolazione di diciotto milioni di persone). Per non parlare degli “irregolari”, il cui stesso dolore deve restare clandestino...
Ai lavoratori delle metropoli imperialiste, alle organizzazioni politiche, sindacali, sociali che si battono per una società diversa non basata sul profitto, spetta il compito di lottare insieme ai popoli di queste aree arretrate (che subiscono il dominio della borghesia autoctona e, soprattutto, quella delle metropoli imperialiste) per aprire le porte blindate delle cittadelle occidentali, come pure di garantire, oltre la solidarietà politica, che vengano stanziate immediatamente risorse vere e non le cifre ridicole di cui si è parlato nelle prime ore. Aiuti che non devono in alcun modo essere utilizzati (come invece sempre accade) per alimentare la spirale del debito,e quindi del dominio imperialista in queste Aree. Senza un autentico protagonismo degli sfruttati delle metropoli imperialiste e della maggioranza povera della popolazione la “ricostruzione” rischia di diventare solo un’enorme torta per le burocrazie locali e le multinazionali, sulla pelle delle vittime e dei sopravvissuti.
L’impatto della tragedia va, però, anche oltre queste considerazioni: senza una decisa inversione di rotta nel modello di globalizzazione, e quindi una rivoluzione sociale, politica ed economica, la devastazione prodotta negli ecosistemi e nelle fragili strutture economiche di questi paesi potrebbe ridurre ulteriormente alla fame miliardi di persone.
E se anche la voracità dei mezzi di comunicazione di massa cercherà di dimenticare in poche settimane la catastrofe dell’Asia, come cerca di fare con la guerra in Iraq, questo non toglie che, prima o poi, la storia venga a presentare il conto in nome degli sfruttati e dei dannati della terra.
SLAI COBAS REGIONE LOMBARDIA (Giunta)
Milano 03-01-2005