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FIRMATA DAI CONFEDERALI LA “PREINTESA” SUL CONTRATTO INTEGRATIVO DECENTRATO (CCDI)

«VIVA BRUNETTA!»

24 dicembre 2009


CONTRATTO INTEGRATIVO DECENTRATO
MEGLIO TARDI CHE MAI …

… verrebbe da dire. Sono passati due mesi dall’approvazione da parte del consiglio RSU di una piattaforma per il contratto decentrato priva di contenuti adeguati alla gravità della situazione economica e dalla decisione di sottrarla al confronto con le lavoratrici e i lavoratori. Solo ora qualcuno sembra sposare le nostre proposte per una divisione delle risorse decentrate caratterizzata da maggiore equità rispetto al passato.

Abbiamo proposto, fra l’altro, l’istituzione di un’indennità di crisi di almeno 2500 euro annui da attribuire a tutte/i i dipendenti che non beneficiano già di altre indennità di importo pari o superiore. Le nostre proposte sono state approvate all’unanimità da parte dell’unica assemblea di lavoratori finora svoltasi sul contratto, quella da noi organizzata il 3 novembre scorso.

I confederali ci avevano accusato di fare proposte demagogiche, irrealizzabili perché non previste dal Contratto nazionale e perché non ci sarebbero le risorse necessarie.

Ora la CGIL tira fuori dal cilindro la proposta di estendere l’indennità per i “progetti strategici” (1000 euro l’anno) a tutti i dipendenti! Con ciò dimostrano che il problema NON E’ di natura contrattuale, ma sindacale. Sanno che nel momento attuale sarebbe difficile far approvare in assemblea un contratto decentrato indecente come quello approvato lo scorso anno, la cui caratteristica principale era fornire all’amministrazione la leva per dividere i lavoratori.

Ma non dubitate: di fronte alle scontate obiezioni da parte dell’amministrazione, si limiteranno a fare marcia indietro, dimostrando la strumentalità del loro atteggiamento.

Se volessero veramente raggiungere qualche risultato in questa trattativa dovrebbero mobilitare le lavoratrici e i lavoratori, proporre iniziative di agitazione e di lotta, unico modo per smuovere la controparte. Ma hanno paura che questa scelta abbia, come spesso accade, degli “effetti collaterali”: una presa di coscienza da parte dei lavoratori, che li porterebbe a voler essere protagonisti, e non testimoni passivi, della trattativa che incide sulle loro condizioni di lavoro. E questa è l’ultima cosa che vogliono.

L’UNICO MODO PER OTTENERE QUALCHE RISULTATO UTILE NEL CONTRATTO DECENTRATO E’ PRENDERE L’INIZIATIVA: DIAMO FORZA AL COMITATO DI LOTTA E FACCIAMOCI SENTIRE!

SLAI Cobas
Regione Lombardia

21-12-2009


E' ORA DI CAMBIARE!

La partecipata assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori convocata dai delegati RSU dello SLAI Cobas e tenutasi ieri, martedì 3 novembre 2009, dopo aver denunciato la totale mancanza di democrazia tra l'agire dell'attuale esecutivo RSU e i lavoratori (trattativa con l'Amministrazione con una piattaforma non discussa ne approvata dai lavoratori) e dopo un'animata discussione ha approvato una mozione sul contratto decentrato integrativo (CCDI).

I contenuti principali della mozione sono:

modifiche alla piattaforma per il CCDI, partendo dal presupposto che questo debba portare un beneficio economico per tutte e tutti, distribuendo le risorse a disposizione nel modo più equo possibile e invertendo la tendenza alla divisione fra lavoratori prodotta dagli ultimi contratti nazionali e decentrati;

fra le proposte approvate:

  • l'istituzione di una indennità di crisi pari ad almeno 2500 euro annui per tutte e tutti coloro che non usufruiscono di indennità di importo superiore;

  • il blocco di tutti i progetti di esternalizzazione;

  • la stabilizzazione di tutti i precari del sistema allargato regionale;

  • la condanna del comportamento della maggioranza RSU, che ha avviato le trattative senza un preventivo confronto con lavoratrici e lavoratori sulla piattaforma;

  • la costituzione di un comitato di lotta per organizzare "dal basso" la battaglia per conquistare migliori condizioni economiche e lavorative.

Si è deciso infine di incontrarsi venerdì prossimo, 6 novembre, alle ore 14.30 davanti al Pirellone, per portare tutte/i insieme la mozione all'esecutivo RSU e all'amministrazione, in occasione dell'incontro di trattativa.

PARTECIPIAMO NUMEROSE/I!

PIU' SAREMO, PIU' FACILE SARA' FAR SENTIRE LA NOSTRA VOGLIA DI CAMBIAMENTO!

I delegati RSU
SLAI Cobas
Aldo Milani
Arturo Pinotti

4/11/2009


PIATTAFORMA CONTRATTO DECENTRATO
«IL PARERE DI LAVORATORI E LAVORATRICI? NON CI INTERESSA!»

26/10/2009


PIATTAFORMA CONTRATTO INTEGRATIVO
DEVONO DECIDERE LAVORATRICI E LAVORATORI

Domani mattina si riunisce nuovamente il Consiglio RSU, dopo il tentativo fallito lo scorso 8 ottobre, per assenze fra i delegati di maggioranza (CGIL, CISL, UIL), di far approvare la piattaforma del nuovo contratto integrativo decentrato (CCDI 2008 – 2009).

In quell’occasione non era stato possibile, per volontà della maggioranza, mettere in discussione realmente la loro proposta, caratterizzata da estrema vaghezza e priva di contenuti “forti”. Della nostra proposta di piattaforma, elaborata con i compagni dell’SdL, sono stati recepiti dall’esecutivo solo l’indizione di nuovi concorsi con punteggio per il servizio prestato dai precari e una formulazione più precisa relativamente alla progressione orizzontale per tutte/i quelle/i che non l’avevano conseguita nel biennio 2006-2007, oltre all’applicazione di misure di pari opportunità nell’attribuzione del premio incentivante a favore delle lavoratrici in maternità (vedi qui il testo della bozza dell'esecutivo "emendata" (Document link: Bacheca Elett. Sindacale).

La nostra proposta, però, oltre ai punti recepiti era incentrata sulla necessità di recupero salariale da parte di tutti i dipendenti dovuta alla situazione di grave crisi economica che falcidia le risorse delle famiglie (vedi qui (Document link: Bacheca Elett. Sindacale) il testo). Resa ancor più urgente a causa di rinnovi contrattuali nazionali da anni nel segno dell’arretramento e della perdita salariale.

Altrettanto grave il fatto che la maggioranza del consiglio RSU (CGIL, CISL e UIL) abbia respinto le nostre proposte di un percorso democratico di elaborazione dei contenuti della piattaforma per il contratto integrativo, che avrebbe favorito la partecipazione e il coinvolgimento dei dipendenti della giunta regionale. Fanno quello che vogliono per il bene del governatore. Non sottopongono a lavoratrici e lavoratori la piattaforma perché se ne strafregano del parere dei lavoratori, nonostante lo stesso regolamento vigente della RSU lo preveda.

Senza questo passaggio, con l’esclusione dalle trattative di delegate e delegati ,che rappresentano il 40% dei dipendenti, avranno mano libera a fare carta straccia della piattaforma, firmando l’ennesimo contratto bidone !

FERMIAMOLI!

Usciamo dalla rassegnazione e dall’apatia. Diamoci un comitato di lotta per costruire una piattaforma dal basso: questo è il primo passo per invertire il processo di divisione e separazione fra i lavoratori basato su pagelline, indennità, premi vari, per liberarci dai sindacalisti “servitori” del potere.

Le nostre proposte:

  1. Una progressione orizzontale per tutte e per tutti, a cominciare da chi non ne ha fruito nel 2006/2007, senza alcuna discriminazione;

  2. Istituzione di un’indennità “di crisi” pari ad almeno 2500 euro annui, uguale per tutte e per tutti e da distribuire a tutto il personale che non fruisce di altre indennità (o ad integrazione di indennità di importo minore);

  3. Riduzione percentuale della quota del premio incentivante legata alla valutazione individuale (parametro C), a favore di quelle collettive.

  4. Modalità certe per l’incasso dell’indennità della l.r. 38/81, al 100% alla data della cessazione del servizio.

  5. Stabilizzazione di tutti i precari del sistema allargato presso l’ente ove normalmente prestano attività, mediante concorsi riservati per soli titoli, con punteggio per l’anzianità di rapporto contrattuale con i vari enti.

  6. Ripristino della legalità, abrogando le circolari su ferie e assenze per terapie/visite mediche.

RESPINGIAMO i nuovi progetti di esternalizzazione di servizi e personale, a partire da quello riguardante il servizio di protocollo contenuto nella dgr n. 10337 del 13 ottobre 2009 (vedi qui (Document link: Bacheca Elett. Sindacale) il testo) sulla dematerializzazione (dei dipendenti?). Il percorso di esternalizzazione, partito con gli SPAFA e i Centri di formazione professionale e proseguito, fra gli altri con i commessi, il fitosanitario, il genio, ha come effetto la disarticolazione dell’ente e la riduzione di potere contrattuale di lavoratori e lavoratrici. Non rimaniamo con le mani in mano!

20 ottobre 2009

SLAI Cobas
Regione Lombardia


Noi non piangiamo i soldati caduti per una guerra di rapina imperialista

Per cosa sono morti i soldati italiani? Questa è la prima domanda che dobbiamo porci, al di là della retorica che in questi momenti sommergerà l’Italia e che cercherà di nascondere i veri motivi perché questi soldati con le armi più sofisticate erano in questo Afganistan.
I politici, i pennivendoli del regime, i sindacati confederali, vi racconteranno parecchie bugie. Diranno in sostanza che i “nostri” soldati sono lì per aiutare le popolazioni (in sostanza quasi dei missionari), per combattere il “terrorismo”e per la “pace”.
Quello che nascondono è che i soldati italiani sono in Afghanistan (come negli altri paesi) per gli interessi politici dell’imperialismo italiano in alleanza con quello USA.
Per tale motivo partecipano nei vari teatri di guerra alle più orrende carneficine, non distinguendo gli obiettivi civili da quelli militari, mietendo numerose vittime anche e soprattutto tra ragazzi/e di giovane età che hanno la sola colpa di vivere in questi paesi. I militari sono lì per la volontà da parte del “proprio” paese imperialista il quale è in quell’area per dominare e spartire il bottino dei profitti insieme agli altri predoni imperialisti.
I lavoratori non hanno nulla in comune con queste borghesie predatrici e hanno tutto l’interesse ad opporsi alla partecipazione italiana alla guerra che si sta combattendo in Afganistan.
Per questo, il primo obiettivo urgente è quello di opporsi a tutte le guerre e, come denunciamo da tempo, per evitare altri lutti alle famiglie italiane e alle popolazioni afgane, lottare per l’immediato ritiro delle truppe italiane in Afganistan e negli altri paesi nei quali sono presenti.
Nessuna partecipazione a lutti patriottici o a mobilitazioni per cause volute dalla borghesia italiana, così come viene chiesto dai sindacati tricolori anche nel nostro Ente.

Lavoratori e delegati sindacali dello Slai Cobas della Regione Lombardia

18 settembre 2009


MESSAGGIO URGENTE!

MENTRE VI SCRIVIAMO, I SINDACATI CONFEDERALI (CGIL-CISL-UIL) STANNO APPROVANDO LA SVENDITA DELLA NOSTRA INTEGRAZIONE ALLA LIQUIDAZIONE!
Ricevuta ieri pomeriggio una delega in bianco, dopo una “discussione approfondita” durata 20 minuti, con l’assenso dei loro “amici di merende” all’interno della RSU, si accingono a firmare la proposta dell’amministrazione.

DI COSA SI TRATTA?
> La legge regionale 38/81 prevedeva di integrare con fondi regionali la magra liquidazione dei dipendenti regionali, riducendo almeno in parte la differenza con quella dei lavoratori privati. Si tratta di una cifra calcolata in base all’ultimo stipendio, pari per un C3 a circa 260 euro per anno di anzianità, per chi si pensionasse oggi (ovvero, 9.000 euro per 35 anni di anzianità).
> Nel maggio 2000, sulla base di una tendenziosa interpretazione di una norma nazionale, la Regione ha abrogato la legge, rifiutandosi di pagare il pregresso a chi andava in pensione. Diversi colleghi hanno fatto ricorso, appoggiati anche dal Sindacato autonomo, riuscendo a vincere nel massimo grado di giudizio, vedendosi riconosciuto il diritto a questi importi, considerati salario differito. L’importo, calcolato in base all’ultima retribuzione, dovrà essere corrisposto ai ricorrenti limitatamente agli anni di anzianità fino al maggio 2000.
> Diverse piattaforme contrattuali approvate dalla RSU e dai lavoratori hanno chiesto, da anni, il ripristino di questo beneficio, riconoscendolo a tutti anche per gli anni di servizio successivi al 2000.

COSA STA SUCCEDENDO?
> Nonostante gli sforzi della minoranza RSU (Autonomo, SLAI Cobas, SdL Intercategoriale, Diccap) di bloccare la svendita, i confederali hanno tirato dritto, approvando ieri una piattaforma senza limiti alla riduzione degli importi già dovuti, nonostante i malumori fra i loro stessi delegati, visto che 4 su 19 hanno votato a favore di una riduzione massima del 10% per chi sceglie il pagamento immediato degli importi.
> Ora si apprestano a firmare la proposta dell’amministrazione che è un furto nei nostri confronti:

  • niente per gli anni dopo il 2000;

  • per chi è in servizio e chiede il pagamento immediato, riduzione del 25% delle somme dovute, calcolate sulla base degli stipendi 2000 (circa 90 euro per anno di anzianità), dai quali detrarre gli “interessi” per gli anni di servizio rimanenti. Cioè, non ci pagano gli interessi sui nostri soldi dal 2000, mentre li pretendono da noi per l’”anticipo”!

  • per chi non chiede l’anticipo, restano solo le vie legali per ottenere il maltolto.

Pregiudicando, inoltre, anche la posizione dei colleghi trasferiti o delegati in questi anni (SPAFA, CFP, Fitosanitario, ecc.) e tutti i dipendenti del Sistema allargato, neanche invitati in trattativa.

PERCHE’?
> Cgil – Cisl – Uil sono diventati strumenti collaterali alle amministrazioni e direttamente cointeressati ad usare questi soldi per far partire la “previdenza integrativa”: fondi deficitari, che perdono ogni anno circa la metà della rivalutazione rispetto a quella del TFS, ma consentono ai loro burocrati di avere diverse poltrone e poltroncine nei consigli di amministrazione!

GIU’ LE MANI DALLE NOSTRE LIQUIDAZIONI
Non restiamo inerti a lamentarci davanti alla macchina del caffè anche di fronte a questo sopruso!
Non firmiamo nessuna delega per l’anticipo dei soldi!
Costituiamo un comitato di lotta!

A breve terremo un’assemblea generale per discutere della legge 38 e costruire insieme una piattaforma per il contratto integrativo!

NEL FRATTEMPO, CONTINUATE A INVIARE E-MAIL AI DELEGATI RSU:
“GIU’ LE MANI DALLE NOSTRE LIQUIDAZIONI! Nessuna riduzione degli importi dovuti in base alla legge 38/81! Ripristino integrale dei benefici previsti da quella legge!”

12-6-2009

I delegati RSU
SLAI Cobas
Regione Lombardia


FIRMATA L’IPOTESI DI CONTRATTO NAZIONALE
15 EURO IN MENO AL MESE!

Giovedì 4 giugno (2 giorni prima delle elezioni…) i 3 sindacati confederali, di nuovo tutti felicemente assieme, hanno firmato il nuovo contratto nazionale per gli enti locali. Nonostante le cifre strombazzate, gli aumenti lordi mensili calcolati sui 2 anni di validità del contratto per un C3 sono pari a 36 euro (circa 24 euro netti al mese)! L’indennità di vacanza contrattuale rimane infatti l’unico “aumento” per il 2008. Se si considerano l’inflazione ufficiale per i mesi già trascorsi e quella programmata per quelli restanti (dati, cioè, fortemente sottostimati) si ottiene una perdita di potere d’acquisto minima di 260 euro nel biennio.
I nostri eroi rivendicano perciò come una vittoria l’ulteriore impoverimento dei nostri stipendi, già fra i peggiori in Europa! Tutto sulla base di una piattaforma scritta in pratica dal governo: l’annullamento di fatto delle progressioni orizzontali è solo rimandato al 2010.
Scontato il risultato della “consultazione certificata” su tale ipotesi di contratto nazionale: risultati bulgari a favore del furto.
Ciò è tanto più grave se si considera che, a causa della pesantissima crisi economica che stiamo attraversando, con migliaia di licenziamenti, lo stipendio pubblico rimane l’unica entrata di molte famiglie di lavoratori.
Se non contrastiamo questa politica da sindacato giallo, nel nostro Ente oltre al danno nazionale si aggiungerà tra poco la beffa locale: i confederali si apprestano ad approvare nel corso della riunione RSU di giovedì 11 la scandalosa proposta dell’amministrazione in merito all’integrazione della liquidazione (la famosa legge 38/81). Se nulla cambia, CGIL, CISL e UIL ci chiederanno, fra poco, di rinunciare a parte dei soldi che l’amministrazione ci deve, come stabilito con sentenza definitiva dalla magistratura.

SEPPELLIAMOLI SOTTO UN MARE DI E-MAIL DI PROTESTA (in allegato gli indirizzi dei delegati RSU)!

COSTITUIAMO UN COMITATO DI LOTTA PER RIVENDICARE:

- UN CONTRATTO INTEGRATIVO CON AUMENTI PER TUTTI DI ALMENO 150 EURO MENSILI DAL 1.1.2008!
- RIPRISTINO INTEGRALE DEI BENEFICI DELLA LR 38/81 DAL 2000 PER TUTTE/I!

- STABILIZZAZIONE DEI PRECARI CON CONCORSI PER TITOLI RISERVATI!

- SOSPENSIONE DI TUTTE LE DECURTAZIONI BRUNETTA, FINO ALL’ESITO DEI RICORSI LEGALI NAZIONALI!

- IL RIPRISTINO DELLA DEMOCRAZIA SINDACALE ALL’INTERNO DELL’ENTE PER DELLE CORRETTE RELAZIONI SINDACALI, permettendo, così, ai delegati eletti dal 40% dei lavoratori di esprimere liberamente le proprie posizioni (ad oggi i delegati eletti in quattro liste diverse da CGIL, CISL e UIL non partecipano alle trattative, non sono informati ufficialmente dall’amministrazione).

I delegati RSU
SLAI Cobas Regione Lombardia

8-6-09


Care compagne, cari compagni,

Gabriella Cosseta ci ha lasciato stamattina. Di lei ricorderemo la forza, la coerenza, la tenacia, la dignità, conservate anche nella malattia.
Dalla nascita del Cobas della Regione ha condiviso i nostri sforzi per difendere, con l'autorganizzazione, diritti e condizioni di lavoro delle colleghe e dei colleghi.

Il suo sorriso dolce ci mancherà

Ciao, Gabriella

SLAI Cobas
Regione Lombardia

Milano, 13 maggio 2009


Compagne/i, voglio aggiugere al cordoglio dello Slai Cobas regionale un mio particolare ricordo:
Dopo una assemblea del Pirellone, dove intervenni come delegato RSU, della lista "Quelli che non ci stanno", fui avvicinato da una signora dai tratti dolci e un sorriso malinconico, la quale mi elogiò per le cose che avevo detto e dopo uno scambio di opinioni sull' "azienda" in cui lavoravamo, ci scambiammo i numeri telefonici con la promessa di risentirci. Una settimana dopo, la invitai ad una riunione che aveva l'ordine del giorno la costituzione dello Slai Cobas alla Regione Lombardia. Fu così che ci incontrammo la seconda volta: lei, impiegata nell'amministrazione, insieme ad un ristretto numero di insegnanti della Formazione Professionale regionale si impegnavano in questo difficile compito. Dopo di me, fu la seconda, in ordine, ad iscriversi all'organizzazione per la quale ha militato fino agli ultimi giorni della sua vita. Con Arturo, negli ultimi mesi ci siamo incontrati con lei in un ristorante vicino a casa sua, perchè lei voleva sentirsi, così, parte della nostra attività e quando noi la invitavamo a dar seguito ad alcune richieste amministrative e ad accelerare le pratiche per farsi riconoscere alcuni diritti al prepensionamento, lei abassava lo sguardo dando l'impressione di non capire, ma nella realtà Gabriella in cuor suo pensava (non dicendoci nulla, perchè non voleva provocare in noi dei turbamenti) " a che servono queste pratiche se mi restano poche settimane di vita".
Come una piuma ha attraversato la vicenda dell'organizzazione dello slai, in tutte le occasioni, anche quando era piegata nel fisico è stata presente. Io ed Arturo, che gli siamo stati vicini negli ultimi mesi , ci sentiamo immensamente onorati di aver conosciuto una così nobile persona. Ciao Gabriella
Aldo Milani


FIRMATI GLI ACCORDI SULLE PROGRESSIONI ORIZZONTALI DI PARTE DEGLI ESCLUSI

LUNEDÌ GRASSO

L’occasione del carnevale era ghiotta e non se la sono fatta scappare. Lunedì scorso i sindacati padronali (CGIL-CISL-UIL-CISAL-UGL) hanno firmato definitivamente gli accordi sulle ultime progressioni economiche orizzontali, che riguardano i lavoratori esclusi nel 2006 e 2007. Ovvero i D5 discriminati dall’accordo truffa del 24 luglio 2007 (il 40% degli aventi diritto, circa 240) e il personale neo-assunto o immesso in ruolo (qualche decina). Dopo una dura battaglia (?), alla fine come al solito hanno tutti sottoscritto il testo dell’amministrazione: nuova discriminazione per i D5 (più della metà restano esclusi, senza parlare di chi è andato in pensione senza progressione) e criteri “selettivi” anche per i livelli base. In questo modo, lungi da sanare i misfatti perpetrati nel passato contro i lavoratori, accettano l’applicazione di criteri arbitrari che puzzano di provvedimento ad personam (cioè scegliendo le persone fra le varie clientele) e creano, così, precedenti devastanti, perché si nega nei fatti, per sempre (vedi nuove regole nazionali), l’unico reale beneficio che il contratto decentrato poteva concedere a un centinaio di colleghe e colleghi. PER QUESTO ANDIAMO AVANTI CON IL RICORSO LEGALE, chiedendo anche gli arretrati.

Con buona pace dei vari (finti!) mal di pancia della sigla che, ricorrendo a bizantine dichiarazioni a verbale, pretende di coprire il proprio voltafaccia rispetto ai proclami di 10 giorni prima. E delle grida per i torti (?) patiti sui tavoli nazionali (non si governa senza di noi!) dall’altra organizzazione, che si rifà applicando in sede decentrata la stessa politica (a spese dei lavoratori). E, infine, della presunta coerente difesa delle norme da parte di chi, poi, finisce spesso, per “responsabilità”, per firmare.

Salvo poi darsi da soli la medaglia, sottoscrivendo con la controparte (ndr: scusate il refuso, volevamo dire la parte pubblica…) un documento di auto-lode del proprio lavoro (neanche il giudizio sul loro operato lo lasciano fare ai lavoratori) e, questa è la vera novità, mettendo finalmente nero su bianco ciò che fanno da anni: l’impegno a costruire insieme la piattaforma del prossimo contratto decentrato. Insieme con l’amministrazione, non con lavoratrici e lavoratori, avete capito bene!

Ci sarebbe di che preoccuparsi, a maggior ragione visto che il contratto decentrato, grazie a CISL-UIL-CSA-UGL sarà privo di risorse e potrà solo derogare in peggio alle già scarse tutele del contratto nazionale…… MA… CI SIAMO RICORDATI CHE E’ CARNEVALE: il mondo alla rovescia.

Da domenica tutto tornerà normale: i sindacati sulle barricate a difenderci e noi a goderci in pace i nostri 30 centesimi giornalieri di vacanza contrattuale che hanno strappato di già al Governo.

SLAI Cobas
Regione Lombardia

25 febbraio 2009


Sotto a chi tocca
ORA TOCCA ANCHE ALLA CGIL

La Cgil diceva…

Quando hanno “normalizzato” i Consigli di fabbrica, la Cgil diceva tanto sono solo casinisti e neanche iscritti.

Quando hanno regolamentato gli scioperi ridotti a sterili proteste virtuali, la Cgil diceva che tutto si poteva risolvere nel tavolo che conta.

Quando hanno tolto la scala mobile, la Cgil diceva i salari si difendevano con la concertazione.

Quando hanno tagliato le pensioni, la Cgil diceva ma “tanto noi gestiremo i loro tfr nei fondi pensione”.

Quando hanno istituito, complici i sindacati, il lavoro in affitto e i co.co.pro, la Cgil diceva, tanto noi contrattiamo le assunzioni.

Quando escludevano i sindacati di base dalla trattativa e negavano ai Cobas il diritto di assemblea, la Cgil diceva che erano solo degli estremisti corporativi antiunitari.

Quando nonostante il no delle assemblee operaie, decidevano i funzionari o i voti dei pensionati usati come massa di manovra, La Cgil diceva che la democrazia era l’interesse generale del paese

Quando faceva fuori la sinistra sindacale a Brescia e nella Fiom di Milano, la Cgil diceva di difendere l’unità dei lavoratori e della democrazia.

Quando i salari italiani sono diventati i più bassi d’Europa, la Cgil non aveva più niente da dire...

Venerdì 13 la FIOM e la Funzione Pubblica CGIL hanno indetto lo sciopero contro la riforma del contratto firmato invece dalla CISL, UIL, UGL e FISMIC.

Lo SLAI COBAS, sebbene non creda nella buona fede del gruppo dirigente di questa organizzazione sindacale e nella maggioranza dei suoi delegati, vista la storia passata e recente, invita i lavoratori a scioperare, perché l’attacco portato da questa riforma mina ulteriormente, in modo ancora più grave, le nostre condizioni di vita lavorativa e salariale.

Come lavoratori dobbiamo scendere in campo, smettendo una volta per tutte di delegare senza mai partecipare in prima persona! Perché altrimenti non potremmo mai decidere e incidere su niente, per il nostro futuro!!!

RSU SLAI Cobas Regione Lombardia

11-2-2009


Lo SLAI Cobas della Regione Lombardia contribuisce e appoggia la

CAMPAGNA DI SOTTOSCRIZIONE

promossa da Salaam Ragazzi dell’Olivo Comitato di Milano ONLUS,dopo l’orrendo massacro compiuto dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza.

PERCHE' LE BAMBINE E I BAMBINI DI GAZA POSSANO VIVERE, CRESCERE, GIOCARE, STUDIARE, SORRIDERE...
E SPERARE IN UN FUTURO DEGNO DI ESSERE VISSUTO NELLA LORO TERRA

I contributi saranno inviati ad alcune associazioni palestinesi impegnate in progetti di sostegno all'infanzia di Gaza e in particolare all'associazione Remedial Education Center R.E.C. di Jabalia, per interventi di emergenza a favore dei bambini e delle famiglie del territorio, per recupero delle strutture educative del REC danneggiate, per ripresa delle attività educative, didattiche, psico-sociali e culturali che il REC organizza da molti anni rivolte a bambini ed adolescenti, ora brutalmente traumatizzati e quindi ancora più bisognosi.
Salaam sostiene il REC dal 2000, riconoscendone l’enorme capacità professionale e creativa, il profondo radicamento nella realtà locale, le caratteristiche di associazione laica e democratica e il significativo ruolo che svolge nella società civile palestinese.

PER CONTRIBUIRE:

  • Contattare il delegato SLAI Cobas Arturo Pinotti (2.8005), oppure:

  • Versamento su c/c postale N° 27125202 intestato a “Salaam Ragazzi dell’Olivo Comitato di Milano – Onlus”

  • Bonifico presso Banca Popolare Etica – Sede di Milano – IBAN IT53 T050 1801 6000 00000104771 intestato a “Salaam Ragazzi dell’Olivo Comitato di Milano – Onlus” – Via Bagutta 12 – 20121 Milano.

    CAUSALE: "un futuro per i bambini di Gaza"

I versamenti a Salaam possono essere detratti dalla dichiarazione dei redditi (secondo le normative vigenti sui contributi alle onlus); come giustificativi valgono le relative ricevute postali e bancarie.

Per avere ulteriori informazioni su Salaam e sul progetto con i bambini e adolescenti del R.E.C. di Jabalia scrivete a: comitatosalaam@virgilio.it (oppure telefonate in sede tel. 02/780811 il venerdì ore 18.30-19.30)

Milano, gennaio 2009


Venerdì 7 Novembre 2008

E sciopero sia!

Per un contratto che non sia la solita elemosina
Per una reale opposizione al governo Berlusconi

SLAI Cobas Regione Lombardia


sciopero generale contro il capitale!

Come un terremoto, le fondamenta del sistema di produzione e di distribuzione vengono scosse.
Grande paralisi del credito mondiale ! Il Fondo Monetario Internazionale sentenzia : “la recessione globale è vicina!” Una crisi mai vista che si manifesta nel sistema finanziario mondiale ma che è espressione e parte integrante di una crisi strutturale del sistema capitalistico. “Crisi tremenda” urla la Confindustria, siamo in recessione, una recessione che ha in un secondo polverizzato miliardi di dollari e di euro in titoli azionari con indici da incubo per gli investitori: da -9,8% di New York, a -21,1% di Londra, -21,2% di Milano, -21,6% Francoforte e –24,3% di Tokyo e siamo solo agli inizi.
Ma prima la crisi ha il suo epicentro nel cuore del sistema di produzione; le principali case automobilistiche mondiali hanno registrato crolli nelle vendite e nei profitti spaventosi, da –10,4% della Volkswagen a –3,1% all’anno della FIAT a –23,9% della Toyota, -23,8% della General Motors e via di questo passo, mentre centinaia di piccoli e medi imprenditori si appellano agli aiuti dello Stato per sopravvivere. Possono anche negare le cause , dare la colpa ai mutui sub-prime, agli speculatori o al terrorismo, infine ai “fannulloni” del pubblico impiego italiani; sta di fatto che chi ne pagherà maggiormente le conseguenze sono i lavoratori, i quali si domandano

COSA SUCCEDERA’ DOMANI ?

Chi ieri trovava nel liberismo sfrenato la soluzione ai mali economici della società oggi si sgola per chiedere l’intervento dello Stato nell’economia, nella finanza. Risorse ingenti vengono sistematicamente sottratte ai lavoratori per continuare a a sostenere un sistema che arricchisce i padroni e i banchieri mentre fino a ieri mancavano i soldi per finanziare lo stato sociale , la scuola, la sanità e l’assistenza. Contro questo stato di cose, contro coloro che ne hanno gestito e continuano a gestirne gli effetti, anche noi del sindacato SLAI Cobas aderiamo alle iniziative di lotta di questi giorni.
Scioperiamo perché questa è l’unica arma dei lavoratori con la consapevolezza che ormai uno sciopero ogni tanto per contare non basta più, né possiamo renderci complici dei sindacati confederali che con la loro politica concertativa, con gli accordi di programma con il governo e i padroni hanno creato a tavolino la sconfitta dei lavoratori italiani e hanno preparato il terreno fertile al decreto Brunetta. La CGIL, che oggi si presenta più dura, qualche tempo fa, per bocca del suo segretario Epifani, tuonava contro i lavoratori pubblici e contro il posto di lavoro sicuro (sono stati accontentati).
Lo sciopero della scuola, indetto da CGIL CISL UIL per il 30 ottobre è fuori tempo massimo, perché a fine mese la Legge Gelmini sarà definitivamente votata dal Parlamento tradendo le mobilitazioni. Anzi, dalle parole dei dirigenti nazionali di CISL e UIL è evidente la loro volontà di favorire la Gelmini, anziché fermarla.
Scioperiamo avendo chiaro che è giunta l’ora della coerenza. Gli slogan che scriviamo sulle nostre bandiere, nelle giornate di lotta propagandistiche devono tradursi in programmi politici su cui costruire le nostre iniziative nei luoghi di lavoro, fra i disoccupati, i precari, nel sociale.
I delegati delle RSU nelle aziende pubbliche e in quelle private non possono più pensare alla loro sopravvivenza istituzionale. Ogni sindacato, se vuole essere un organismo “vicino” ai lavoratori, deve fare un salto di qualità, allargare la propria presenza tra i lavoratori, mostrare alla classe la propria prospettiva nella difesa economica e i limiti politici opportunisti del sindacato tradizionale.

RESPINGIAMO AL MITTENTE IL DECRETO BRUNETTA!
RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO A PARITA’ DI SALARIO!
CONTRO IL PRECARIATO E LE COOPERATIVE SOCIALI LOTTA INFINITA SENZA ESITARE!
AUMENTI DI STIPENDIO CHE RECUPERINO L’INFLAZIONE REALE SENZA MERITOCRAZIA!
RESPINGIAMO AL MITTENTE LE NUOVE REGOLE CHE STANNO PREPARANDO SUI CONTRATTI NAZIONALI DI LAVORO E SULLE RELAZIONI SINDACALI!

venerdì 17 ottobre
SCIOPERO GENERALE
per l'intera giornata
corteo da l.go Cairoli ore 10

oggi più che mai contro il capitale
nessun compromesso né collaborare!

SLAI Cobas
Regione Lombardia


SIGLATA L’IPOTESI DI CONTRATTO DECENTRATO INTEGRATIVO

SEMPRE PIU’ POVERI, SEMPRE PIU’ DIVISI
BEN FATTO, ‘CARI’ SINDACALISTI CONFEDERALI

Per trattare senza indisturbati, in teneri tête-à-tête con l’amministrazione, hanno escluso i sindacati di base dalla trattativa: così, dicevano, avrebbero ottenuto “tutto e subito”. Per avere maggior mano libera, hanno fatto approvare una piattaforma estremamente vaga e “aperta”, impedendo la messa ai voti di emendamenti di contenuto. Dopo soli cinque mesi, ‘casualmente’ di nuovo nel pieno delle ferie, hanno firmato un documento zeppo di punti da definire, sul quale pure si sono divisi (ma faranno pace, non vi spaventate…).
Ma alcune certezze già ci sono: si sono rimangiati la maggior parte dei loro pur vaghi impegni, lasciando ogni libertà d’azione all’amministrazione sulla distribuzione delle risorse per la contrattazione integrativa. Stabilizzazione dei precari, procedure più trasparenti per la nomina delle posizioni organizzative (quadri) e l’attribuzione delle indennità, adeguamento alle norme contrattuali di banca ore, straordinari festivi, permessi, ferie, malattia, part-time, ripristino legge 38, formazione: tutto scomparso come neve al sole!
Ma, direte, tutto questo riguarda “solo” le condizioni di lavoro (i nostri diritti…) e, stando per la maggior parte nei contratti nazionali o nelle leggi dovrebbe essere applicato e basta.

Parliamo invece di soldi! L’inflazione è sopra il 5%, la pasta aumenta del 20, la benzina e il gasolio… meglio non parlarne.

Qui i nostri confederali raggiungono grandi successi! Pochi soldi in più e utilizzati per dividere ancora i lavoratori. In sintesi:
 per tutti ben 10 euro (!) medi in più al mese sul premio incentivante: l’aumento dovrebbe essere del 6%, ma il fondo stabilizza solo l’aumento del 3% anticipato nel 2007;
 progressioni orizzontali solo per pochissimi, discriminando nuovamente sulla base di criteri arbitrari e non oggettivi (perché solo i livelli base delle categorie?);
 sanatoria della discriminazione dei D5 frutto del loro accordo precedente e da loro ripetutamente promessa, rimandata a tempi migliori (?): progressione per pochissimi, di nuovo con una selezione, i cui criteri sono rimandati illegalmente alla concertazione;
 la quota destinata alle varie indennità aumenta di ben il 25%. In cambio di una informazione a posteriori dei rappresentanti sindacali, si introducono “sperimentalmente” nuovi istituti. A beneficiarne, possiamo scommetterlo, nuovamente pochi “unti” dai dirigenti;
 come sempre, i quadri si beccano più di un quarto delle risorse: criteri di attribuzione e valutazione, invece di migliorare, sono sempre più discrezionali;
 i soldi messi a disposizione per i lavoratori trasferiti per delega dai CFP alle province sono gli stessi, malgrado molti di loro non siano più in forza presso tali enti (pensionati, ecc.). Non recuperando nemmeno un euro per i lavoratori regionali.

E la RSU? L’hanno trasformata nella longa manus delle tre confederazione sindacali, che hanno permesso il depredamento del nostro stipendio in questi anni. Ora che le cose si faranno più pesanti per noi, vedi Brunetta, i sindacalisti interni fanno i cani da guardia affinché non ci sia nessuna opposizione e difesa dei nostri diritti. Solo una risposta dal basso può cambiare la situazione, altrimenti no non ci sarà fine al peggio.
BOCCIAMO LA PREINTESA – PROSEGUIAMO NELLE BATTAGLIE LEGALI SU D5, FERIE, MALATTIA, DIRITTI SINDACALI.

SLAI Cobas – Regione Lombardia

1.8.08

Fondo salario accessorio - Confronto 2006-2008


CLINICA PRIVATA S. RITA: L’ORRORE DEL MERCATO E DEL PROFITTO

Dieci casi di pazienti con tubercolosi curati con l’asportazione del polmone. In altri casi sarebbero state asportate mammelle a donne in giovane età, compresa una ragazza di 18 anni, senza motivo. Una donna di 88 anni affetta da tumore sarebbe stata operata 3 volte in tre mesi. I casi che vengono alla luce stanno aumentando di giorno, in giorno.

La causa di questi orrori? Far soldi a palate. È l’obiettivo che ha portato ad altre mostruosità, dal vino al metanolo, alla mucca pazza, al pollo alla diossina. L’obiettivo che detta legge in ogni ambito della vita della società contemporanea. Non si dica che i medici del Santa Rita hanno esagerato. Essi hanno applicato a puntino la logica del mercato e della ricerca del massimo profitto. Le strutture sanitarie come gli ospedali sono diventati da tempo aziende come le altre (industria, distribuzione, trasporti, ecc) che guardano solo al profitto. Sono dei perfetti esecutori del modello formigoniano della cura della salute alle persone. Ci danno un’idea, ancora vaga, di quello che diventerebbe la Lombardia con il passaggio al federalismo spinto, all’assistenza mediante le assicurazioni (come negli Usa) o alla secessione.

Quello che sta venendo alla luce sugli orrori del S. Rita è solo la punta di un iceberg. Oltre il danno, poi, c’è anche la beffa. Il danno, perché le persone sottoposte ai macellai del profitto, chiamati impropriamente medici-chirurghi, hanno subito mutilazione e perfino la perdita della propria vita. La beffa, perché per questi interventi chirurgici i lavoratori hanno pagato fior di quattrini, visto che 85% delle entrate dello Stato derivano dalle tasche dei lavoratori dipendenti.
Il rischio ora è che quanto accaduto al S. Rita venga presentato come l’”orrore”, un caso isolato di degenerazione di un sistema per altro “sano”, addirittura di “eccellenza”, che, anzi, è capace di autocura, di scoprire le mele marce. Niente di più falso: in Lombardia sono 35 i Centri Medici convenzionati con la Regione indagati dalla procura, tra cui San Raffaele, Humanitas, San Giuseppe, San Donato, Sant’Ambrogio, Galeazzi, San Pio X e San Carlo.

Il sistema di privatizzazione della sanità, avviato dai governi di centro-sinistra con il decreto 502 del Governo Amato (lo stesso degli accordi del luglio 1992 che ci tolsero la scala mobile) l’aziendalizzazione delle ASL e delle aziende ospedaliere che è proseguita con il successivo decreto legislativo del 19-06-1999 n. 229 del Ministero della Sanità del ministro Rosy Bindi (Centro-sinistra), ha rafforzato la logica del profitto nella sanità pubblica, trasformando il diritto alla salute, conquistato con dure lotte dai lavoratori, in merce. La Regione Lombardia ha solo portato coerentemente questa logica fino in fondo, sostituendo l’accreditamento alla convenzione e creando un sistema “misto” in cui il privato, costituito da grandi gruppi , ha acquisito sempre più peso, tanto che si succhia più di un terzo delle risorse economiche. In questo quadro, il sistema di rimborso Drg (Diagnosis Related Group), copiato a livello nazionale dalla sanità Usa, ha lasciato mano libera alle imprese della “salute”, che ovviamente devono incrementare il valore dei capitali investiti. Sta in questa semplice legge del capitale, la trasformazione dei medici in torturatori al servizio del profitto e del proprio tornaconto. Sono le virtù del libero mercato. Che meraviglia!

In questi giorni si straparla di sicurezza, la grande stampa vuol far credere che i problemi che angustiano la vita dei lavoratori derivino dagli immigrati, dai rom o dalla gente dell’Italia meridionale. L’orrore alla Santa Rita permette di tornare con i piedi per terra. Di vedere quali sono i veri problemi e chi li genera per davvero nel sistema capitalistico. La sicurezza alla salute per noi e per i nostri figli, ad esempio.

È un caso che il governo Berlusconi-Bossi-Fini abbia eliminato il ministero della Sanità? Abbiamo il dovere, discendendo in campo direttamente, di difendere ed imporre i nostri interessi alla classe dei profittatori degli speculatori e degli affaristi di ogni genere. Buttando a mare la religione del mercato e del profitto. Basta con il primato delle aziende, dell’impresa, del mercato. Basta con partiti di destra e di “sinistra” piegati a questa logica.
Lavoratrici e lavoratori, non accettiamo più di sacrificare le nostre condizioni di vita e di lavoro alle leggi del mercato, ovvero alla competitività, alla produttività e all’altare della cosiddetta crescita economica. Il motto deve essere uno: prima le persone, prima i lavoratori. A partire dalle lavoratrici e dai lavoratori ospedalieri per una parte cospicua migranti, delle cooperative, pagati male e trattati come schiavi, che rischiano di pagare anche in questo caso, con la perdita del posto di lavoro, le “colpe” (e i guadagni) di altri. E in questo motto dobbiamo affermare le nostre sicurezze insieme agli altri lavoratori, a quelli delle altre Regioni e agli immigrati, ancor meno tutelati di noi sulla “sicurezza salute”.

È la sicurezza alla salute che, ad esempio, stanno chiedendo le popolazioni martoriate della Campania contro un uso scriteriato del loro territorio utilizzato come discarica dagli affaristi industriali del nord Italia, in combutta con gli affaristi e camorristi del Sud, sempre, guarda caso per fare più profitti. La Campania è stata la regione dove è avvenuto lo sversamento clandestino di rifiuti tossico–nocivi che hanno coinvolto vastissime aree di quella regione. I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità riguardo la Campania parlano di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro (pancreas, polmoni, dotti biliari): più del 12 per cento rispetto alla media nazionale. Le donne le più colpite. Altro dato agghiacciante: l’80 per cento delle malformazioni fetali in più rispetto alla media nazionale. Ecco il tributo di sangue e sofferenza pagato al profitto e al mercato per gli interessi dei soliti noti del Nord e del Sud.

Lavoratrici e lavoratori, sicurezza per noi significa sicurezza alla salute, sicurezza di una casa, di un lavoro sicuro e remunerato sufficientemente, per noi e le nuove generazioni, di un lavoro che non uccida. Basta pensare alle stragi nei luoghi di lavoro, ultime le 10 morti di mercoledì 11 giugno di cui 6 soli in Sicilia. Peraltro la Lombardia è la regione con più infortuni e morti sul lavoro in Europa e tutto ciò viene vissuto, al momento, con rassegnazione, come se fosse normale uscire da casa per lavoro e non ritornare mai più tra la propria famiglia. Eppure dietro le fredde statistiche sugli infortuni e le morti di lavoro c’è sempre quella maledetta logica: fare profitti, soldi a scapito della comunità dei lavoratori e della “gente comune”.

Queste sono le sicurezze che dobbiamo affermare, contro le paure dettate dall’insicurezza economica e contro il razzismo irradiato dall’alto delle istituzioni e dai poteri forti capitalistici, che vogliono distoglierci dai veri responsabili (loro stessi) e scagliarci contro un capro espiatorio: l’immigrato, il rom, il meridionale.
Le disgustose vicende della clinica Santa Rita ci svelano chi è che minaccia la nostra sicurezza: il profitto il mercato e la classe sociale che fa soldi sulla nostra pelle.

Alcuni dipendenti della Regione Lombardia.

Per preparare insieme una discussione approfondita e un’iniziativa. Contattateci.
Aldo: 22100, Arturo: 28005, Carmelo: 25861, Marco: 23379

Milano 11-06-2008


Pubblico Impiego: sarà il caso di rialzare la testa?

[dal Cobas Pubblico Impiego Pisa]

giugno 2008


CONTRATTO INTEGRATIVO
Commento alla piattaforma presentata da CGIL,CIL , UIL e nostre proposte

Prima di entrare nel merito della piattaforma, facciamo alcune considerazioni sulle relazioni sindacali vigenti nell’Ente.
Come i colleghi sanno, l’esecutivo RSU si presenterà al tavolo della trattativa privo di una reale rappresentanza unitaria dei lavoratori: Cgil, Cisl e Uil (“i tre porcellini”) inizieranno il confronto con l’Amministrazione senza che una parte sindacale (quattro componenti sindacali che hanno ottenuto più del 40% dei voti nelle ultime elezioni RSU) sia presente.
Perché i porcellini pensano che i sindacati divisi possano contare di più? Perché non hanno accettato le proposte di miglioramento della piattaforma che avevamo, come Slai Cobas, SdL, proposto nel momento della discussione nella RSU?
Perché vogliono essere liberi da ogni impiccio, per scambiare gli interessi dei lavoratori con i loro vantaggi personali.
Come Slai Cobas, chiedevamo che la piattaforma licenziata da questa assemblea dei lavoratori, fosse sostenuta realmente dai delegati in trattativa e non cestinata, come è stato fatto in passato (a parte le nostre rimostranze), di fronte alle proposte dell’Amministrazione. Noi chiedevamo di non invertire i ruoli e che la trattativa non fosse delegata ai capi delegazione dell’Amministrazione e i segretari porcellini capo.
Hanno mutilato la delegazione dei delegati più combattivi e non disposti a svendere gli interessi dei lavoratori.
Così avviene in Regione Lombardia,così sul piano nazionale: i dati, delle statistiche borghesi, dimostrano che dal 1993 chi lavora ha perso, grazie anche a questi sindacati, mediamente 500 euro all’anno a vantaggio della rendita e del profitto (c’è un libro interessante sulla casta sindacale che dimostra come i bonzi della triplice abbiano costruito un impero economico e di potere politico).
Se li lasciamo agire indisturbati, anche questa volta, non potremo poi lamentarci dalla loro azione nefasta. Nell’assemblea di oggi, dobbiamo condizionarli alla definizione di obiettivi chiari in modo da essere “misurati” nella fase conclusiva della trattativa.
Per prima cosa va detto cosa intendiamo come sistema allargato regionale
A seguito dell’intesa del 16 novembre 2007 fra amministrazione e confederali e la legge regionale 33/2007, è stata avviata una trattativa e aperto un tavolo per l’”armonizzazione” delle condizioni giuridiche ed economiche dei dipendenti degli enti e degli altri soggetti costituenti il Sistema allargato regionale. La vera finalità delle parti firmatarie è stata quella di spostare la contrattazione decentrata a livello di segreterie regionali confederali, svuotando il ruolo delle RSU. Cosa proponiamo: accesso di tutte le RSU alla trattativa per l’armonizzazione, con creazione da subito di un coordinamento di RSU dal basso. Solo così si potrà sconfiggere ogni tentativo di equiparazione al ribasso. Per l’integrativo della Giunta regionale, decisivo perché riguarda l’Ente più grande: inserimento automatico delle condizioni di maggior favore presenti già negli altri Enti; clausola di salvaguardia delle condizioni ottenute con questo e i precedenti contratti decentrati (e con eventuali altri accordi) contro il rischio di un’armonizzazione penalizzante.
A proposito dell’ipotesi presentata da CGIL,CISL e UIL va subito detto che non è un caso che è in tutta la sua articolazione una piattaforma eterea, non definisce il quantum, come si debbono attuare i “lirici” propositi .
Non si dice nulla sul Quantum economico totale sul quale è possibile fare delle richieste, si indicano i titoli inerenti alle questioni che si vogliono trattare, evitando, così, di far dire a priori quanti soldi l’Amministrazione è disposta a cacciare perché ci sia un recupero salariale e diritti normativi. Per prima cosa va fatta una premessa alla trattativa: ci debbono dire quali sono le reali risorse rese libere dalla cessazione dei rapporti di lavoro, compresi quelli degli ex dipendenti regionali dei CFP trasferiti alle Province con specifico “zainetto” economico.
Sulle figure professionali si sostiene che si vogliono “arricchire quelle esistenti”, creare “nuove figure professionali”, non dicendo quali sono quelle nuove che si vogliono creare, come si vogliono arricchire quelle esistenti (quindi si fa del bla, bla,bla).
Dicono, inoltre, che vogliono un “riesame delle modalità in essere previste per le selezioni”, ma non propongono qual’ è il loro punto di vista.
Sulle Progressioni orizzontali sostengono che vogliono un “sistema di applicazione contrattato e trasparente”, che non vuol dire nulla. Noi, come le altre volte, proponiamo un sistema che preveda una progressione orizzontale ogni due anni (eventualmente sta all’Amministrazione organizzare corsi di aggiornamento per elevare la nostra professionalità). Vogliamo da subito il passaggio dei lavoratori, che non hanno avuto precedentemente il passaggio dalla D5 alla D6 (ricordiamo che abbiamo promosso a tal proposito una causa con loro su tale questione) e il superamento definitivo dell’attuale categoria A senza nessuna mediazione temporale.
Sul premio incentivante, va detto senza tentennamenti che nel caso che non siano stati definiti gli obiettivi da raggiungere o non fatto le verifiche nei tempi prefissati, i lavoratori debbono avere il massimo della valutazione e visto che una differenziazione avviene già attraverso i diversi parametri deve essere abolita la valutazione individuale (pagellina), che è solo uno strumento di discriminazione in mano ai dirigenti. Gli aumenti salariali non vanno collegati alla produttività e redditività dell’Ente com’è successo fino ad oggi.

Incremento valore buono pasto
L’aumento dei prezzi, in particolare nel settore della ristorazione, ha eroso in misura rilevante il valore del buono pasto. Si calcola che i prezzi nel periodo intercorso dall’ultimo aumento a 10 euro siano cresciuti del 40-45%. Cosa proponiamo: ripristino di un servizio mensa interno, possibile negli spazi della nuova sede e unica misura per calmierare effettivamente i prezzi, con effetto trascinatore anche sugli esercizi privati (bar, self-service). Oltre a questa, dovranno essere rivendicate da subito altre strutture di servizio per i dipendenti all’interno della sede in costruzione. Aumento da subito del valore del Ticket almeno a 13 euro, come richiesto da numerosi colleghi che hanno aderito alla raccolta firme promossa da SdL, legato a un aggiornamento annuale automatico del valore, sulla base del costo medio del pasto a Milano. Sia però chiaro: l’aumento del ticket non può costituire l’unica o principale via di incremento salariale. La finalizzazione del buono produce infatti inevitabilmente un incentivo all’incremento del costo del pasto negli esercizi limitrofi alle sedi regionali, vanificando in parte gli effetti dell’aumento.

Posizioni organizzative (quadri)
La nomina dei quadri è indecentemente arbitraria. Inoltre, a causa dell’entità della retribuzione di posizione e risultato e del numero dei dipendenti con posizione organizzativa, gli oneri per i quadri costituiscono una fetta abnormemente grande del fondo per il salario accessorio (fra 1/4 e 1/3), di poco inferiore alla somma del sistema premiante dei rimanenti dipendenti. Dando per scontato che, come detto all’inizio, il fondo globale vada aumentato in misura rilevante, è chiaro che questa sperequazione va sanata. Cosa proponiamo: che le risorse per i quadri vengano attinte da altri capitoli di bilancio, permettendo così un raddoppio degli importi per il restante personale. Se ciò non fosse possibile, un dimezzamento dell’importo globale del fondo, adattando di conseguenza il numero dei quadri e/o la loro retribuzione. Riguardo all’individuazione del personale cui attribuire la posizione organizzativa, che avvenga in base a selezione pubblica sulla base di titoli e anzianità.

Formazione
La formazione è troppo spesso ideologica e avulsa dall’attività lavorativa. L’accesso è soggetto alle scelte dei singoli dirigenti, che fanno passare le informazioni e autorizzano solo i favoriti. Cosa proponiamo: progetti di formazione su proposta dei dipendenti delle varie strutture. Formazione obbligatoria per una settimana all’anno: solo così è garantito un accesso di tutti i lavoratori indipendentemente dalle “clientele”.

Indennità
Anche in questo caso l’attribuzione, pur sperimentale, è stata decisa in maniera arbitraria dall’amministrazione, privilegiando presidenza e segreterie. Cosa proponiamo:
Indennità di disagio orario: deve essere attribuita solo per attività di sportello che comporta la rinuncia a parte dell’elasticità oraria. Negli altri casi non deve essere accettato lo scambio economico con il diritto a organizzare gli orari della propria vita;
Indennità di funzione specialistica: deve essere mantenuta solo per attività che comportino responsabilità verso l’esterno. Ove possibile va sostituita con la stipula di un’assicurazione per responsabilità civile per gli atti amministrativi dei funzionari (ora è prevista solo per li dirigenti).

Telelavoro
Le selezioni e la gestione di questo istituto è stata caratterizzata più di altre da arbitrarietà e personalismo da parte dell’amministrazione, in assenza di controllo da parte della maggioranza dell’RSU. L griglia di valutazione è stata decisa nell’istruttoria per l’ultimo bando a posteriori, dopo la presentazione delle domande; frequenti sono i casi di colleghe e colleghi spinti ad accettare attività “telelavorate” non adeguate alla loro professionalità; sono note risoluzioni del contratto pur in presenza di requisiti che avrebbero consentito di accedervi. Cosa proponiamo: Testo del contratto di telelavoro sottoposto a contrattazione sindacale. Raddoppio del numero dei posti disponibili e loro copertura immediata. Conferma automatica a parità di requisiti allo scadere del biennio. Selezione d’accesso basata su tutti i parametri previsti dalle norme nazionali e griglie di valutazione esplicitate nel bando. Contenuto delle mansioni compatibile con le attività svolte al momento dell’accesso al telelavoro. In caso di perdita o modifica di uno o più dei requisiti, ricalcolo del punteggio e non esclusione automatica. Assunzione di tutti i costi da parte dell’amministrazione, come previsto dalle norme nazionali.

Assenze e permessi
Le norme introdotte dalla metà del 2006 hanno portato la gestione delle assenze nell’ente fuori dalla regola stabilita dai contratti, a scapito delle condizioni di lavoro e di vita dei dipendenti, senza alcun beneficio per l’efficienza e l’organizzazione degli uffici. Cosa proponiamo:
Ferie: possibilità di fruizione entro giugno del secondo anno successivo a quello di riferimento, come da normativa UE e come applicato in altri enti pubblici;
Assenze per terapie e visite specialistiche: possibilità di ricorrere al codice di malattia, dietro presentazione della dichiarazione del medico o della struttura sanitaria.
Inoltre, proponiamo la fruibilità a ore del permesso per motivi famigliari. L’ente deve dotarsi di un sistema di trasmissione dei documenti sensibili, riguardanti lo stato di salute dei dipendenti, che garantisca la necessaria riservatezza.

Contributi legge regionale 54/76
Cosa proponiamo: reintroduzione contributo per muti prima casa; contributo per spese affitto, trasporto pubblico e tutte le spese farmaceutiche.

Legge regionale 38
Cosa proponiamo: ripristino dei “benefici” precedenti.

Il momento economico difficile richiede una piattaforma adeguata alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori.

L’ASSEMBLEA È IL LUOGO DOVE COSTRUIRLA: NON PERDIAMO QUESTA OCCASIONE!

SLAI Cobas Regione Lombardia

maggio 2008


Sull'ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL autonomie locali 2006-07

14-3-2008


LA CASTA

Le organizzazioni sindacali confederali hanno vinto martedì una gloriosa battaglia in nome del diritto alla rappresentanza: i delegati RS* non conformi (seppure votati dai dipendenti) e i componenti della delegazione di lavoratrici e lavoratori, che, su mandato dell’assemblea di tutto il personale fitosanitario, volevano partecipare alla trattativa sul proprio futuro lavorativo sono stati respinti. Pur di non sedersi allo stesso tavolo, hanno rinunciato al confronto con
l’amministrazione, che pur forse si traduceva solo nel ricevere un’informativa. Le norme che si sono dati per garantirsi il monopolio della rappresentanza sono salve!
Il resto sono solo “danni collaterali”: dopo due mesi di rifiuto del confronto (4 – quattro –assemblee disertate dalla maggioranza della RS), è stata inflitta a lavoratrici e lavoratori l’umiliazione supplementare di ignorare anche la facoltà di scegliersi la propria delegazione. Le segreterie confederali pretendevano di imporre anche i nomi dei due unici fitosanitari ammessi.

Per noi, la rappresentanza è altro: quello che cerchiamo di fare, che abbiamo cercato di fare finora anche in questo caso, è farci portavoce delle istanze dei diretti interessati, senza riguardi per il quadro politico o gli equilibri di potere. Certo, fornendo il più possibile strumenti di conoscenza, consigliando, anche battendoci, se ritenevamo che certe posizioni potessero configgere con gli interessi più generali dei lavoratori regionali. Ma sempre con il massimo rispetto dei lavoratori e delle loro istanze.
E sempre con la ricerca della massima unità, dentro e fuori dalla RS della regione.
Qualcun altro ha rotto questa unità, basata sull’opposizione al trasferimento del Servizio fitosanitario fuori dalla regione. I confederali hanno poi scelto di modellare a loro somiglianza anche la delegazione trattante dell’RS, calpestando a maggioranza il diritto alla rappresentanza di più di un terzo dei lavoratori dell’ente.
Una scelta autistica, compiuta evitando il confronto con i loro rappresentati (o chi dovrebbe esserlo) e con gli altri delegati.
Sarà forse per questo che i fitosanitari si fidano poco delle loro rassicurazioni, circa il futuro roseo che li attende in Ersaf, ente nato con difficoltà, dalle quali non è mai uscito, fortemente sottofinanziato dalla regione e attualmente oggetto di una pesante ristrutturazione che riguarda compiti, strutture e fa temere un doloroso bilancio occupazionale. Con il “privato amico” sempre in agguato.

Certo, i fitosanitari hanno da parte loro tanti difetti. Primo fra tutti amare troppo il proprio lavoro, nonostante le grosse responsabilità (non riconosciute dall’amministrazione) e i disagi che comporta. Forse proprio l’amarezza, che ci prende a vedere anni di sforzi andare in fumo per la noncuranza di chi ci considera solo una dote o cavie, o un’occasione per affermare la propria Intesa monopolistica, ci ha fatto perdere di vista qualche aspetto della situazione.
Ma non ancora tutto è deciso e, dopo tutto, il primo aprile forse ci aspetta solo un pesce…

PS * siamo costretti a scrivere RS, perché qualcuno si è mangiato la U.

SLAI Cobas
Regione Lombardia


MOZIONE
dell’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori
del Servizio fitosanitario regionale

Le lavoratrici e i lavoratori del Servizio fitosanitario (SFR) della Regione Lombardia, riuniti in assemblea il 26 febbraio 2008, valutano negativamente il mancato accoglimento della propria richiesta di partecipazione mediante delegazione all’incontro di trattativa del 22 febbraio 2008 e ribadiscono la medesima richiesta per i prossimi incontri.

Osservano inoltre che, se secondo le dichiarazioni di amministrazione e sindacati Cgil, Cisl e Uil, verranno mantenute inalterate le condizioni dei dipendenti trasferiti, allora è legittimo chiedersi i motivi del trasferimento. Non ritenendosi garantiti dal ricorso, per la determinazione delle condizioni di trasferimento, a un atto come la convenzione, modificabile in ogni momento sulla base di trattative fra dirigenti, chiedono di individuare opportuni strumenti giuridici con i quali, pur rimanendo i lavoratori nei ruoli regionali a parità di condizioni salariali e normative, ne sia possibile la dipendenza funzionale da Ersaf.

DANNO MANDATO VINCOLANTE

all’esecutivo RSU in qualità di delegazione trattante

DANNO MANDATO

alle RSU e alle Organizzazioni sindacali:

Milano, 26 febbraio 2008

Le lavoratrici e i lavoratori del Servizio fitosanitario della Regione Lombardia
approvata a maggioranza
(11 favorevoli, 1 contrario, 0 astenuti)


comunicato stampa

REGIONE LOMBARDIA:
NIENTE FIORI A S.VALENTINO… ?
RIUSCITO LO SCIOPERO DEL FITOSANITARIO

I lavoratori del Servizio fitosanitario regionale (SFR), in sciopero oggi per l’intera giornata, hanno partecipato al presidio davanti al Pirellone e hanno consegnato una ‘lettera aperta’ ai colleghi della Giunta chiedendo solidarietà alla lotta in corso e denunciando che il trasferimento previsto del Fitosanitario è solo un assaggio per quanto avverrà per centinaia di altri lavoratori della Regione.
Dopo il 21 gennaio, anche questa seconda giornata di sciopero ha visto l’adesione totale dei dipendenti del Servizio, che si scusano con i ‘fidanzati’ per i possibili disagi che lo sciopero odierno può provocare per gli omaggi floreali per San Valentino: il mancato sdoganamento a Malpensa e Orio al Serio delle partite di rose e orchidee provenienti da Asia e America Latina potrebbe, infatti, comportare difficoltà per il reperimento e l’aumento dei prezzi.
E’ tempo ormai che l’Amministrazione receda dalla decisione di trasferimento del Servizio all’Ersaf evitando così lo scadimento dei livelli di efficienza dello stesso con effetti negativi sull’agricoltura e il commercio dei vegetali.
I lavoratori del Servizio Fitosanitario proseguono lo stato di mobilitazione non escludendo nuove iniziative di sciopero.

lavoratrici e lavoratori del servizio fitosanitario regionale
delegate/i RSU Giunta regionale SdL Intercategoriale e SLAI Cobas

Milano, 13 febbraio 2008


comunicato stampa

REGIONE LOMBARDIA:
NUOVO SCIOPERO DEI LAVORATORI DEL FITOSANITARIO
MERCOLEDÌ 13 FEBBRAIO 2008

L’assemblea di ieri delle lavoratrici e dei lavoratori del Servizio fitosanitario regionale (SFR) (sede centrale di Milano, sedi periferiche e uffici presso le dogane aeroportuali e terrestri) ha confermato una nuova iniziativa di SCIOPERO, PER L’INTERA GIORNATA DI MERCOLEDÌ 13 febbraio 2008 contro il trasferimento dalla Regione Lombardia all’Ersaf (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) di alcune attività del SFR e dei dipendenti addetti, che, in base a una recente informativa dell’amministrazione, dovrebbe avvenire il 1° aprile 2008.
I lavoratori si oppongono al trasferimento del SFR, convinti che ne metterebbe in discussione il carattere di servizio pubblico e ne ridurrebbe i livelli di efficienza, con effetti negativi sull’agricoltura e il commercio di prodotti vegetali.
Inoltre, le modalità di esternalizzazione previste dalla Giunta regionale di fatto produrrebbero un peggioramento delle condizioni economiche e giuridiche dei dipendenti.
I dipendenti regionali in sciopero renderanno visibile la loro protesta mediante un

PRESIDIO presso l’auditorium ‘GABER’
piazza Duca d’Aosta, 3
mercoledì 13 febbraio dalle ore 9.00 alle 12.00

lavoratrici e lavoratori del servizio fitosanitario regionale
delegate/i RSU Giunta regionale SDL Intercategoriale e SLAI Cobas

Milano, 12 febbraio 2008

per contatti: delegati Rsu
Arturo Pinotti, Donatella Biancardi


comunicato stampa

REGIONE LOMBARDIA:
SCIOPERO TOTALE DEL FITOSANITARIO
BLOCCATE LE IMPORTAZIONI DI FRUTTA,VERDURA E PIANTE

Adesione totale dei dipendenti regionali addetti al servizio Fitosanitario allo sciopero indetto per oggi (intera giornata) da SdL Intercategoriale e Slai Cobas contro il trasferimento del servizio (personale e attività) all’Ersaf.

Bloccate quindi le importazioni di frutta, sementi, fiori e piante fino a domani mattina e la certificazione all’ortomercato milanese.
Forte adesione dei dipendenti in sciopero anche al presidio attuato a Malpensa dove i ‘medici delle piante’ - che certificano la merce alla dogana aeroportuale - hanno raccolto la solidarietà dei colleghi regionali e dei lavoratori della Sea.

Le lavoratrici e i lavoratori del Fitosanitario continuano la mobilitazione contro lo sfascio del Servizio, derivante dal trasferimento illegittimo verso un Ente autonomo dalla Giunta - l’Ersaf appunto - di attività ispettive e di compiti di Polizia Giudiziaria, e nei prossimi giorni decideranno altre azioni di lotta.
L’articolo della legge regionale (n. 33/2007 approvata il 18 dicembre scorso) che stabilisce - in contrasto con la normativa comunitaria e nazionale - questo trasferimento deve essere abrogato.

lavoratrici e lavoratori del servizio fitosanitario regionale
delegate/i RSU Giunta regionale SDL Intercategoriale e SLAI Cobas

Milano, 21 gennaio 2008

per contatti: delegati Rsu
Arturo Pinotti, Donatella Biancardi


comunicato stampa

REGIONE LOMBARDIA:
I LAVORATORI DEL FITOSANITARIO
IN SCIOPERO LUNEDI’ 21 GENNAIO 2008

Le lavoratrici e i lavoratori delle sedi del Servizio fitosanitario regionale (SFR) (sede centrale di Milano, sedi periferiche e uffici presso le dogane aeroportuali e terrestri) scendono in SCIOPERO PER L’INTERA GIORNATA DI LUNEDI’ 21 gennaio 2008 contro il trasferimento dalla Regione Lombardia all’Ersaf (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) di alcune attività del SFR e dei dipendenti addetti, stabilito da una legge regionale (n. 33/2007) approvata il 18 dicembre scorso.
I lavoratori considerano illegittimo il trasferimento verso un Ente autonomo dalla Giunta di attività ispettive e di compiti di Polizia Giudiziaria, ritenendolo in contrasto con la Costituzione e incompatibile con la normativa vigente (comunitaria, nazionale e regionale). La divisione in due enti che ne deriverebbe porterà allo sfascio il Servizio fitosanitario.
Inoltre, effettuare l’esternalizzazione di lavoratori mediante una convenzione (atto per sua natura con durata temporale limitata) di fatto avrà come conseguenza la precarizzazione del loro rapporto di lavoro.
I dipendenti regionali in sciopero renderanno visibile la loro protesta mediante un

PRESIDIO presso l’aeroporto di MALPENSA
(PARCHEGGIO DIPENDENTI TERMINAL 1)
lunedì 21 gennaio dalle ore 11:00 alle 13:00

lavoratrici e lavoratori del servizio fitosanitario regionale
delegate/i RSU Giunta regionale SDL Intercategoriale e SLAI Cobas

Milano, 18 gennaio 2008

per contatti: delegati Rsu
Arturo Pinotti, Donatella Biancardi


Comunicato di un gruppo di lavoratori della Regione Lombardia compresi i delegati RSU dello SLAI COBAS

Con una nota inviata a tutte le sedi della Giunta e in tutti gli Enti Strumentali via e-mail da parte della dirigente Neva Sbrissa, si invitava i dipendenti ad una manifestazione di solidarietà Benedetto XVI, a seguito della rinuncia, da parte di questi, a partecipare all’apertura del nuovo anno accademico.
Come lavoratori della Regione Lombardia siamo contrari a questa iniziativa strumentale che vuole costringerci ad assumere posizioni e decisioni a favore di una parte, quella di Ratzinger, dogmatica e reazionaria in campo etico e religioso, ma non solo (fecondazione assistita,aborto, copie di fatto, ecc.).
Questa campagna nata dalla scelta del papa di rinunciare ad andare all’innaugurazione della Sapienza, in realtà mira ad eliminare la libertà di manifestare il dissenso e l’opposizione verso i poteri costituiti. L’accusa che viene formulata, è che a tale scelta il vaticano sia arrivato, “grazie” all’azione di alcuni “cattivi professori” e studenti contestatori, che hanno impedito il confronto e il riconoscimento del diritto altrui di replica. La realtà è proprio l’opposto, infatti diversi professori venuti a sapere che l’anno accademico fosse egemonizzato esclusivamente dal Papa hanno avuto il “coraggio” di manifestare le loro opinioni e di rivendicare contro l’onnilaterale subordinazione al papa, il loro diritto di critica rispetto alle posizioni della gerarchia ecclesiastica.
Anche in questa circostanza (con la cassa di risonanza dei giornali, TV) si tenta di far passare un messaggio chiaro: chi dissente dalla posizioni dettate dai poteri dominanti deve essere tacciato di intollerante, pericoloso, va isolato e piegato. Mentre, invece, chi è pronto a scattare sull’attenti alle telefonate del Cardinale Bertone o ascoltare la voce formigoniana all’auditorium Gaber , potrà godere dei benefici economici e/o politici.
Non che i fautori della lettera (67 docenti di Fisica dell’università) prendessero le distanze dall’ideologia dominante, il che sarebbe pretendere troppo da questa elité, soprattutto per quanto riguarda la prostituzione dei tecnici, della tecnica e della scienza al mondo degli affari e del profitto. Il punto è che hanno osato criticare le posizioni del Papa, nelle quali si suppone una superiorità del Dio (cristiano) quindi della chiesa rispetto alla scienza in generale e rispetto alle altre religioni.
Alcuni professori della Sapienza hanno evidenziato nella lettera la pericolosità di questo programma dal punto di vista politico e culturale:

“basta pensare alla reazione sollevata nel mondo islamico dall'accenno alla differenza che ci sarebbe tra il Dio cristiano e Allah - attribuita alla supposta razionalità del primo in confronto all'imprevedibile irrazionalità del secondo - che sarebbe a sua volta all'origine della mitezza dei cristiani e della violenza degli islamici. Ci vuole un bel coraggio sostenere questa tesi e nascondere sotto lo zerbino le Crociate, i pogrom contro gli ebrei, lo sterminio degli indigeni delle Americhe, la tratta degli schiavi, i roghi dell'Inquisizione che i cristiani hanno regalato al mondo”.

Crediamo che si vogliono mettere a tacere questi elementi di denuncia e di critica contro la gerarchia ecclesiastica che ha le sue responsabilità anche nell’attuale epoca della guerra infinità, dei nuovi capitoli che si vogliono aprire (vedi Iran), nel sostegno a regimi dispotici e sanguinari e sulla responsabilità della borghesia e dei propri governi nella situazione di crisi, come quella attuale, che impone il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro nelle metropoli imperialiste, di una guerra non dichiarata scatenata dai padroni contro i lavoratori, guerra fatta dai morti sul lavoro (i morti della Thyssen Krupp sono un episodio tragico) e di repressione verso chi lotta per difendere le proprie condizioni di vita e lavoro (lo vediamo con i licenziamenti politici di questi giorni a Pomigliano, Termoli e Melfi, la criminalizzazione di chi protesta a Napoli , le denunce contro il movimento No Tav e No dal Molin).
Che poi il papa, con una sapiente comunicazione, abbia annunciato che non intendesse obbligare nessuno a credere, non cambia nulla. Semplicemente il papa non ha più il potere per farlo. Quando ha potuto lo ha fatto.
Che poi la religione si serva delle vie “umane” messe a disposizione dalla divina provvidenza per preparare sulla terra la venuta del regno di dio è ampiamente confermato, in Regione Lombardia, dalla presenza di enti religiosi nella gestione di grosse fette di denaro pubblico.

17-1-2008


NO ALLO SFASCIO DEL FITOSANITARIO!

SCIOPERO delle lavoratrici e dei lavoratori del Fitosanitario
per l’intera giornata di lunedì 21.1.08 indetto da Sdl e SLAI Cobas


REGIONE LOMBARDIA: NUOVA CURA DIMAGRANTE

Con l’approvazione del Collegato 2008 alla Finanziaria regionale, parte una nuova ondata di esternalizzazioni di funzioni e dipendenti della giunta regionale lombarda.
La maggioranza che sostiene Formigoni si è spaccata, ma ciò non è bastato: per due soli voti è stato bocciato lo stralcio dell’articolo che prevede il trasferimento all’Ersaf, un ente strumentale autonomo dalla giunta, di parte del Servizio fitosanitario regionale (SFR, che tutela i vegetali dalle malattie) e dei relativi dipendenti.
Due ci sembrano le considerazioni più importanti.
La giunta, rappresentata in aula dall’assessore al bilancio Romano Colozzi, ha affermato che il provvedimento fa parte di un progetto più ampio di esternalizzazioni, giustificandolo con la necessità di applicare la riforma costituzionale approvata nel 2001 dal centrosinistra e il memorandum di intesa sul pubblico impiego firmato a gennaio dai sindacati confederali e dal governo Prodi. L’assessore ha detto che tale progetto produrrà nel prossimo futuro «massicci movimenti di personale regionale», evidentemente su una via a senso unico, in uscita.
La regione, che ha già perso 2000 dipendenti negli ultimi 7 anni, intende dimezzare ulteriormente l’organico, attualmente pari a circa 2900 lavoratori. Quelli che non saranno mandati in delega alle province (come già accaduto con i lavoratori della formazione professionale e degli ex ispettorati agrari, con effetti disastrosi quanto a condizioni di lavoro e efficienza dei servizi), saranno «girati», come i fitosanitari, al “sistema allargato regionale”, una nebulosa composta da più di 50 soggetti controllati o partecipati dalla regione, con diversi gradi di commistione con il privato “amico”. Con due obiettivi principali: sottrarre porzioni sempre più ampie di attività della giunta al controllo democratico (una cosa è decidere in consiglio regionale davanti ai giornalisti, ben diverso è farlo nel chiuso di un consiglio d’amministrazione); vantarsi di avere una regione snella, che offre servizi all’avanguardia, con un quarto del personale della Sicilia.
Per raggiungere l’obiettivo di esternalizzare il SFR, la giunta Formigoni non è andata per il sottile: ha calpestato direttive europee e leggi statali, che prevedono la competenza regionale per questo servizio; ha ignorato il conflitto d’interessi presente in Ersaf, che gestisce vivai e li controllerà; ha sovvertito le regole di funzionamento del consiglio regionale stesso, ignorando lo stralcio del provvedimento già deciso all’unanimità da una commissione.
La lotta finora condotta dalle lavoratrici e dei lavoratori del Servizio fitosanitario (SFR) non è stata vana: l’amministrazione è stata costretta a inserire un emendamento, con cui si assicura loro il mantenimento delle attuali condizioni economiche anche nel nuovo ente, almeno in un primo tempo.
La mobilitazione continua e intendiamo estenderla a tutto il personale della giunta. Rimane confermato lo sciopero del SFR al termine della tregua festiva.

SLAI Cobas Regione Lombardia
SdL Intercategoriale Regione Lombardia

Milano, 20/12/2007


Accordo firmato dalla CGIL con la Regione Lombardia nel 2001

Che fossero dei venduti (in questo caso la CGIL) lo sappiamo e lo verifichiamo in ogni loro atto o rapporto con l'Amministrazione.
Ora, però, sono arrivati a formalizzare con la cogestione il rapporto organico con la politica di Formigoni. In pubblico si scagliano contro il processo di privatizzazione dell'Ente e portano in piazza i gonzi lavoratori che ancora in parte credono in loro, nelle stanze del potere siglano accordi che permettono l'esternalizzazione di importanti funzioni e lavoratori dell'Ente Regione Lombardia. (ricordiamo che in pochi anni i lavoratori sono passati da 5000 unità a 2900).
Uno dei motivi delle scelte dalla CGIL interna alla Regione Lombardia, come si può capire, dal patto siglato, sono determinate dagli accordi fatti dalla CGIL regionale con l'Amministrazione regionale.
In questo accordo l'impianto privatistico è chiaro quando ci sono affermazioni sulla "diffusione delle logiche di managerialità e di trasparenza gestionale nel no profit".
Tra i firmatari dell'accordo anche la Lega delle Cooperative e Compagnia delle Opere

Slai Cobas Regione Lombardia


Elezioni RSU 2007

I risultati


ACCORDI ... E STONATURE

19 novembre: la campagna elettorale per la RSU dovrebbe essere terminata, ma i comunicati e i volantini continuano a piovere sui nostri schermi e sulle nostre scrivanie.

Certo, venerdì nel tardo pomeriggio c'è stato un incontro fra la delegazione trattante sindacale (RSU + Confederali + Autonomi) e l'amministrazione: la tentazione di rivendicare i "successi" lì ottenuti dai con-federali è stata troppo forte, tanto che qualcuno non ha saputo resistere.

A questo punto, qualche precisazione si impone.

Innanzi tutto, l'atto più pericoloso è stato consumato prima dell'incontro con l'RSU.
In separata sede (su tavolo separato direbbero loro), TUTTI i sindacati "rappresentativi" [CGIL-CISL-UIL-CSA(=Autonomo)-DICCAP] hanno firmato un Protocollo di Intesa sulle relazioni sindacali che interessa tutti gli enti del "Sistema Regione", nebulosa già di per se poco definita (in base alla legge 30/2006, si tratta di 25 fra enti dipendenti, società partecipate e fondazioni, più ASL, Aziende ospedaliere, IRCCS, ALER, Consorzi di bonifica e Enti parco). Lo scopo è apparentemente condivisibile: armonizzare i contratti integrativi, anche dal lato economico, si spera per livellarli al punto più elevato (attualmente, a quello dei lavoratori del consiglio regionale).

Con questo pretesto, però, si lavora ad un sistema che porterà, se attuato:

alla concertazione "come strumento più adatto" (per dare maggior potere all'amministrazione) per "trasferimenti di funzioni ad altri livelli istituzionali, che comportano trasferimento di lavoratori o che hanno comunque ricadute sulla condizione lavorativa";
allo svuotamento delle funzioni delle RSU, a favore delle segreterie sindacali regionali (cd. 2° livello contrattuale);
alla limitazione delle libertà sindacali previste dallo Statuto dei lavoratori e dai contratti nazionali: diritto di affissione, diritto di assemblea, diritto di sciopero, permessi sindacali, uso dei locali. Per tutti questi, anche per quelli costituzionalmente garantiti (!) si prevede un esercizio compatibile con le esigenze della Regione e degli altri enti, "secondo il principio della consapevolezza"...
alla riesumazione del Memorandum di aprile 2007 per quanto riguarda i precari, per i quali non si prevede neanche un percorso di stabilizzazione, ma solo di valutare le condizioni di applicabilità delle finanziarie 2007 e 2008 e del memorandum stesso.

In pratica, si tratterebbe di una vera spogliazione dei diritti sindacali ai danni di tutte le lavoratrici e i lavoratori del "Sistema" a favore delle varie burocrazie sindacali, che, attraverso la concertazione (periodo di durata della trattativa 30 giorni, passati i quali, se le parti non trovano l'accordo, l'Amministrazione può portare avanti unilateralmente la propria politica), accetteranno il nostro trasferimento. A questa politica filo aziendale ci opporremo, proponendo al suo posto la creazione di un coordinamento fra le varie RSU per una politica di contrattazione della nostra forza lavoro.

Veniamo poi all'incontro fra RSU e amministrazione.

Unici, noi dello SLAI Cobas non abbiamo firmato l'"addendum" sulle progressioni verticali relative alle graduatorie in essere. Questo non solo per coerenza: non avevamo sottoscritto l'accordo concertativo dell'8 giugno scorso sul piano occupazionale 2007-2008, perché vanificava i pochi elementi positivi presenti nell'accordo sul piano triennale 2007-2009 e ne rendeva più arduo il controllo. Anche l'"addendum" sottoscritto venerdì 16 non è condivisibile: prevede un incremento nel numero delle assunzioni solo apparente, in quanto frutto dell'anticipo di alcune assunzioni previste per il 2009, senza precisare inoltre, tranne che per pochi posti, se si prevedono concorsi pubblici o contratti formazione-lavoro, cioè precari.

Il secondo punto in discussione era l'informativa sul progetto di legge (PdL) relativo al Collegato alla finanziaria regionale 2008. Questo testo, approvato il 7 novembre dalla giunta, contiene il trasferimento all'Ersaf, ente strumentale della Regione, di attività "gestionali" e "servizi sul territorio" relativi al Servizio fitosanitario regionale (servizio ispettivo per la tutela dalle malattie delle colture vegetali e delle piante spontanee e ornamentali), nonché del personale addetto.
L'amministrazione si è presentata all'incontro impreparata, senza nemmeno il testo in questione (unici ad averlo eravamo noi dello SLAI Cobas) e, contraddicendo i doveri di informazione preventiva, solo a cose fatte.
Certo, ora il testo deve passare al vaglio e all'approvazione del Consiglio regionale, ma la volontà della giunta è scritta nero su bianco ed è stata ribadita in riunione: trasferire all'Ersaf una buona parte degli addetti, scelti sulla base di una convenzione. Bontà loro, sulla parte riguardante il personale è stata garantita l'apertura di un confronto, che, se si vorranno rispettare le norme contrattuali, dovrà avere carattere di contrattazione (e NON concertazione). La lotta contro l'espulsione di queste attività, come di tante altre dalla giunta continua!

SLAI Cobas
Regione Lombardia

20 novembre 2007


ELEZIONI RSU 19-22 NOVEMBRE 2007
GLI ALTRI TI PROMETTONO
LA LUNA PER UN VOTO…


Ricorso contro l'esclusione dalla progressione orizzontale D5>D6

Care/i colleghi,

abbiamo letto il comunicato inviatovi ieri da Donatella Biancardi per l'SdL a proposito dell'accordo discriminatorio per la progressione orizzontale D5>D6 e il ricorso legale. Crediamo necessario fornirvi alcuni chiarimenti, affinché non emergano dubbi o speranze immotivate.

  1. condividiamo le valutazioni sugli accordi che hanno sancito le modalità discriminatorie per l'accesso alla D6 e il giudizio fortemente negativo nei confronti delle organizzazioni sindacali e delle componenti RSU che, firmandoli, hanno provocato (se non lo rimettiamo in discussione con l'azione legale) l'esclusione di centinaia di colleghe e colleghi dall'unico beneficio economico rilevante previsto dall'ultimo contratto decentrato. Lo SLAI Cobas nelle assemblee di ottobre 2006 sul contratto decentrato ha condotto una battaglia fra l'altro per una progressione D5>D6 per tutte e tutti e lo ha fatto in modo unitario con l'allora Sin Cobas, fintanto che ciò è stato possibile. Nel corso dell'ultima assemblea di Milano il Sin ha poi, però, optato per una posizione di mediazione con la Cgil;

  2. vista la firma degli accordi da parte dei confederali e la successiva approvazione del decreto che ne ha dato applicazione, abbiamo scelto di percorrere la via del ricorso legale. Anche in questo caso abbiamo contattato le organizzazioni sindacali contrarie agli accordi, proponendo la costituzione di un collegio legale unico;

  3. data la non disponibilità espressa dalle altre organizzazioni, ci siamo rivolti al nostro legale, l'avv. Mirco Rizzoglio, per un parere. Come già comunicatovi, l'avvocato ha ritenuto praticabile la via legale, pur avvertendo che l'esito non è scontato da un punto di vista puramente legale e che comunque vale la pena percorrerla soprattutto nella prima fase di conciliazione sul piano collettivo, puntando anche sull'effetto "politico" del ricorso sulla futura contrattazione che recuperi gli esclusi.

La via legale non è e non sarà l'unica via da seguire per sanare questa e altre discriminazioni compiute dall'amministrazione ai danni di una parte dei suoi dipendenti. Promuoveremo e aderiremo alle lotte dei D5 esclusi dalla progressione per veder affermati i loro diritti.

Certo, se l'unica forma di lotta proposta, come sembra emergere nelle ultime righe del comunicato SdL, è il voto per coloro che "lottano al fianco di tutte le lavoratrici e i lavoratori", allora non ci resta che invitarvi a votare SLAI Cobas!

SLAI Cobas Regione Lombardia


RSU 2005-2007: UNA GESTIONE “OCULATA”

Nello stendere un bilancio dell’attività 2005-2007 dell’RSU e della gestione da parte dei confederali e della Cgil in particolare viene spontaneo riferirsi agli ultimi avvenimenti: l’accordo discriminatorio sulle progressioni orizzontali (Peo) in primis, con l’esclusione del 41% dei D5 mediante la previsione di una graduatoria assente nelle altre Peo, oltrettutto basata su di un sistema di calcolo del punteggio che favorisce chi già riceve molto (i quadri, o PO che dir si voglia) a scapito degli altri. Ma altrettanto grave è aver accettato per tutte le Peo di far dipendere un (pur misero) incremento economico dai voti ottenuti con un sistema premiante caratterizzato dall’arbitrio dirigenziale e, non contenti, aver sottoscritto la discriminazione dei lavoratori colpiti da provvedimenti disciplinari. La concertazione sui D5 ha incluso lo scambio pre-elettorale fra un acconto sul premio incentivante 2008 e la proroga tombale (nel nuovo contratto nazionale probabilmente scompariranno) delle indennità attribuite con criteri affatto trasparenti.
Non bisogna però fermarsi a questi ultimi accordi. Basti accennare ai criteri per il nuovo bando telelavoro, modificati senza confronto sindacale; al piano triennale sulla formazione, scatola vuota su cui si doveva attivare una trattativa mai partita; all’accordo che prolunga all’infinito la risoluzione del problema categoria A; ai progetti di esternalizzazione mai portati in trattativa e in alcuni casi eseguiti sulla testa dei lavoratori.
Di fronte all’offensiva dell’amministrazione, volta ad una nuova riorganizzazione della struttura regionale e all’ennesima riduzione di personale, perseguite mediante una svolta autoritaria nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori e la marginalizzazione delle rappresentanze sindacali, la maggioranza dell’RSU, ovvero la sua parte confederale (Cgil-Cisl-Uil) è apparsa inerte, se non connivente. Se alcuni settori confederali appaiono infatti completamente interni alle logiche politiche della giunta, gli altri ne sposano comunque le ideologie ( e pratiche) di differenziazione dei dipendenti, in applicazione convinta delle politiche sindacali nazionali (vedi l’ichinismo dei “fannulloni”).
Con questa ottica si possono leggere più agevolmente fatti altrimenti “incomprensibili”: la passività della maggioranza Rsu nei confronti degli attacchi della giunta a diritti acquisiti dei lavoratori, alla salute (circolare unilaterale sui permessi per visite e terapie), alla gestione del proprio tempo di vita (circolare sulle ferie) e al restringimento dell’agibilità sindacale mediante riscrittura unilaterale degli accordi in merito alle relazioni sindacali, con corollario di provvedimenti disciplinari attivati nei confronti dei delegati scomodi, guarda caso facenti parte di componenti estranee a questa gestione disastrosa, fra cui lo SLAI Cobas. Anche dopo la mancata applicazione di accordi recenti (vedi progressioni verticali mediante graduatorie
Di più: i confederali hanno applicato in questi anni un progetto di svuotamento e marginalizzazione del ruolo contrattuale e di tutela proprio della Rsu. Il consiglio si è riunito raramente; le linee strategiche sono state elaborate fuori da esso; addirittura negli ultimi sei mesi le trattative sono state gestite dalle segreterie confederali, con l’esecutivo Rsu ridotto al ruolo di spettatore. Il progetto va oltre, puntando a spostare il confronto sulle politiche occupazionali verso il sistema regionale allargato (concetto piuttosto indefinito), con l’attivazione di un tavolo che esclude le Rsu della Regione e dei vari enti, e portando il confronto a livello di segreterie di confederali +autonomi.
In questo quadro la presenza dello SLAI Cobas nell’Rsu è stata fondamentale per smascherare e denunciare le malefatte dei confederali e tenere vivo il confronto con lavoratrici e lavoratori, che ha portato alle mozioni votate nelle assemblee di fine 2006, poi disattese dalla maggioranza della Rsu.
Solo riprendendo nelle proprie mani l’azione e (se possiamo osare) la lotta per la difesa delle proprie condizioni lavorative ed economiche i lavoratori possono modificare i rapporti di forza con l’amministrazione e dentro le proprie rappresentanze.
Solo dando forza alla delegazione dello SLAI Cobas dentro all’Rsu avranno la possibilità di veder rappresentati i propri bisogni e rivendicati i propri diritti all’esterno di qualsiasi compatibilità con le logiche politiche e di burocrazia sindacale.

19-22 novembre 2007 elezioni RSU
vota i candidati della lista slai cobas

9 novembre 2007
SCIOPERO GENERALE
Contro l’accordo sindacati-Governo-padroni su precarietà, welfare e pensioni

5-11-2007

SLAI Cobas Regione Lombardia


Comunicato stampa

Dopo tanto tuonare finalmente piovve: nell’ultimo articolo del “CORRIERE DI COMO”, a firma E. C., per la campagna massmediatica sull’utilità del “Pirellino, si apprende (dall’intervista ad un politico di grande carattere e tempra morale, tal consigliere comunale di Forza Italia Roberto Rallo) che la struttura regionale di via Einaudi è “uno dei pochi edifici di elevata qualità edilizia e architettonica realizzati in città dal dopoguerra ad oggi. Una fortuna questa che, però, va sfruttata”. Come? Passandola al Comune che ne farebbe un buon uso! L’intervistato dà un giudizio tranciante sull’attività del “Pirellino” dicendo che se qualcuno ha degli affari da sbrigare, in mezz’ora può andare al “Pirellone” e ivi giunto, sbrigare questi affari con chi di dovere: questo perché nella sede regionale di Como si trovano solo “impiegati o funzionari senza alcun potere realmente decisionale su pratiche e procedure”. Non c’è che dire, il personaggio dimostra di conoscere bene la realtà della vita politica italiana: senza tanti giri di parole sostiene che se uno vuole ottenere qualcosa deve bussare alle porte di chi conta, di chi può decidere.
Lui è sicuramente un politico decisionista, non ha tempo da perdere e non crede (come noi poveri illusi dipendenti regionali) che il “Pirellino “ e il “Pirellone” siano luoghi dove si svolge attività di progettazione, di controllo delle domande dei partecipanti ai bandi, di finanziamento delle attività secondo le regole stabilite dall’Amministrazione, di controllo della qualità dei servizi svolti dai soggetti pubblici e privati sul territorio regionale, in modo che gli utenti ne possano beneficiare senza dover ricercare appoggi particolari dai dirigenti o dai politici.
Forse non è così, perché Roberto Rallo, più esperto di noi su come “gira il mondo” ci dice che per ottenere qualcosa uno deve far mezz’ora di viaggio per parlare con le persone che contano. Tutt’al più, se deve sbrigare qualche pratichetta, l’istituzione per eccellenza è il Comune. Forse, secondo questo signore, i nostri colleghi di Palazzo Cernezzi appartengono a una razza “superiore” capace di svolgere compiti che i fannulloni (di Ichiniana memoria) del “Pirellino” non sono capaci di fare.
Dopo tanti dibattiti sul ruolo e sul funzionamento dei vari Enti Locali, sul decentramento delle attività, sulla razionalizzazione delle procedure al servizio dei cittadini, su chi deve fare questo o quel servizio, con scontri che vedono coinvolte anche le cariche istituzionali, apprendiamo dal nostro navigato politico, nonché consigliere comunale di Forza Italia, che le attività delle Sedi decentrate della Regione Lombardia le può svolgere tranquillamente il Comune.
Noi poveracci che avevamo, fino ad oggi, assistito a furibondi scontri tra politici di destra e di sinistra e tra correnti all’interno degli stessi poli, pensavamo che la discussione fosse effettivamente un po’ viziata dal rapporto che i politici hanno con gli interessi “forti” del territorio, ma che la questione non fosse così semplice da risolvere, quindi lasciamo perdere Rallo e le sue sparate, probabilmente dirette contro i suoi stessi colleghi di partito, ma non di cordata.
Diverse sono le ipotesi in campo e le spinte che si contrappongono sulla scena politica, ma evidentemente anche il “CORRIERE DI COMO” ha già scelto con chi stare e si fa interprete di una campagna faziosa, nel senso che è promossa da una fazione i cui interessi probabilmente sono divergenti da quelli di chi governa la Regione, anche se è della sua stessa area politica di centro-destra; una campagna che non parte dalla volontà di migliorare la qualità e razionalizzare i servizi degli Enti, ma dalla scelta, a priori, che l’attività del “Pirellino” vada stroncata.
A tal scopo utilizza i dati “oggettivi” enfatizzandone alcuni e sottostimandone altri per dar forza alla propria campagna scandalistica, intervistando persone che, dopo aver detto di non essere mai entrate nel palazzo della Regione, si dichiarano convinte che le attività ivi svolte le farebbe meglio il Comune o la Provincia.
Ma allora perché il “CORRIERE DI COMO” dice che lo studio sulla “customer satisfaction” (cioè: studio sulla soddisfazione degli utenti), commissionato dalla Regione Lombardia, dà una valutazione complessivamente alta delle 15 strutture regionali dislocate nelle province, sottolinea che la struttura di Como, a pari merito con Monza, è al terz’ultimo posto, prima di Cremona e Mantova, con un punteggio di gradimento di 8,9 su 10 e poi, saltando questo dato, sentenzia che il “Pirellino” va chiuso?
I parametri che il “Corriere di Como”usa per valutare la struttura regionale sono poco convincenti, anzi diremmo pretestuosi: come si può mettere in relazione la qualità e i contenuti del lavoro svolto sulla base delle persone che entrano nello stabile di via Einaudi?
Sanno i giornalisti che, ad esempio, all’ufficio “Genio Civile” (ora chiamato “Sviluppo del territorio”) i colleghi per la maggior parte sbrigano pratiche presentate da Comuni sui bandi della Regione, sulle barriere architettoniche, sulla viabilità delle strade primarie e secondarie ecc. e che per farlo bisogna verificare se la documentazione è regolare e conforme con i requisiti richiesti dalle normative? Sanno che se i decreti di finanziamento sono fatti a Milano, la relativa valutazione dei loro elementi tecnici e amministrativi avviene in sede locale?
Sanno i giornalisti che il gruppo di lavoratori adibiti al “Genio Civile” ha anche il compito di controllare la documentazione per le concessioni sulle aree demaniali (concessioni per il passaggio sulle aree demaniali di reti elettriche, fognarie, scarichi vari ed anche lo scarico delle acque reflue nei fiumi e/o torrenti), calcolare i canoni da presentare ai soggetti richiedenti l’autorizzazione ?
Sanno i giornalisti che lo stesso organico è preposto anche al servizio di pronto intervento (per frane, dissesti idro-geologici, ecc.) e per ogni evento bisogna fare una verbalizzazione (cioè un resoconto ufficiale) della situazione riscontrata ecc. ecc.?
I lavoratori addetti ai servizi devono essere giudicati in base al tipo di pratiche e funzioni che svolgono e se questi sono più o meno effettuati secondo criteri di qualità.
Può anche darsi che certi servizi non debbano essere più svolti da quella struttura, ma i lavoratori non hanno voce in capitolo sulle scelte d’indirizzo, le quali sono politiche e quindi i giornalisti dovrebbero cercare di favorire la discussione politica, esercitare il loro “potere” per informare su ciò che è in discussione, se i dati forniti corrispondono, fare inchieste serie sul personale e non condizionare le scelte istituzionali a favore di lobby precostituite, criminalizzando, nei fatti, i lavoratori, coloro che a malapena arrivano alla terza settimana perché il loro stipendio è appena al di sopra dei mille euro.
Se si voleva fare una seria indagine moralizzatrice sull’attività lavorativa del “Pirellino”, si doveva partire da una valutazione delle funzioni che l’Ente dovrebbe svolgere, su come funziona il rapporto con gli altri Enti locali, su come si devono eliminare i doppioni, sul perché sono stati esternalizzati diversi servizi, sul perché si sono delegate ad altri Enti certe funzioni della Regione (agricoltura, trasporti, formazione professionale e parte dell’edilizia) che occupavano, prima del 2000, 250 persone, se è giusto che la Regione al posto di servizi eroghi progettazione e programmazione politico-amministrativa.
Qual è lo scandalo se quasi la totalità della spesa va a coprire i salari dei 53 operatori impegnati nelle suddette e necessarie attività ?
La Regione si riserva, per legge, compiti di progettazione, indirizzo, comunicazione, controllo, quindi ha ridotto drasticamente le proprie strutture, mezzi tecnici e attività di intervento diretto sul territorio.
Gli articolisti hanno descritto come sono divise le funzioni, ma non hanno spiegato i contenuti di queste funzioni, come si istruiscono le pratiche, come vengono certificate le domande.
Noi non vogliamo difendere le scelte di Formigoni, la sua politica e le attività dell’ Ente. Il più delle volte abbiamo dovuto subire scelte che contrastavamo e che hanno modificato profondamente l’operatività della struttura e la stessa nostra professionalità, ma non accettiamo che si possano fare delle campagne di parte sulla nostra pelle.
Per noi, delegati R.S.U. della componente SLAI COBAS, e per la gran parte di lavoratori della Regione non sono accettabili campagne moralizzatrici, che per la maggior parte sviliscono e ridicolizzano il nostro lavoro per colpire qualche politico di quella o quell’altra corrente avversaria. Siamo invece favorevoli a campagne che denunciano il malaffare, l’inutilità (dimostrata) di certi servizi, per modificare le scelte politiche e ristrutturare i servizi pubblici veramente a favore dei cittadini-utenti.

Per i delegati RSU Slai Cobas Aldo Milani Tel 338 1168898

23-10-2007


PER CONTARE
PER CAMBIARE

Elezioni RSU
Pubblico Impiego

19-22 Novembre 2007

(Manifesto SLAI Cobas Regione Lombardia)


È stato firmato l'accordo per il rinnovo contrattuale degli oltre 200mila ministeriali.

Venerdì 14 settembre 2007 presso l'Aran si è conclusa, con la stipula definitiva del contratto comparto Ministeri, scaduto da ben 21 mesi. Un Contratto annunciato come fortemente innovativo, quasi rivoluzionario.

Si ringrazia CGIL CISL e UIL che vegliano su di noi e ci proteggono .... e andiamo a vedere di cosa si tratta:

Per prima cosa (art. 6) spariscono le aree A B e C con le loro suddivisioni interne, al posto loro prenderanno posto nuove e più entusiasmanti
denominazioni: Prima Area, Seconda Area e Terza Area. All'interno delle stesse sono state individuate delle semplici posizioni economiche e non più giuridiche che partono dal numero 1 a salire precedute dalla lettera F (comma 5 …ogni dipendente è tenuto a svolgere le mansioni considerate professionalmente equivalenti all'interno dell'area… Ogni dipendente è tenuto, altresì, a svolgere tutte le attività strumentali e complementari a quelle inerenti allo specifico profilo attribuito.) . Per esempio un ex C1 sarà ricollocato nell'Area Terza - posizione economica F1; un ex B2 sarà ricollocato nell'Area Seconda – posizione economica F2.

Insomma all'interno delle aree saremo potenzialmente equivalenti e
eventuali incarichi di responsabilità saranno determinati da atti di organizzazione dei capi degli uffici che possono non tener conto della posizione economica in cui si è inquadrati.

Ma lo stipendio no! Quello resta uguale per ogni posizione economica,
indipendentemente dagli incarichi attribuiti, pertanto sarà possibile
che un ex C1 (ora Area Terza – F1) diriga colleghi inquadrati in profili corrispondenti a C3 o C2 e continui a percepire uno stipendio più basso.
Evidentemente questo non accadrà lunedì, ma sicuramente, con questa innovazione, si sono aperti gli argini verso la ricerca di compiacenza del Capo Ufficio (vedi lecchinaggio).

Le pagelle, altra novità! La corresponsione di una buona parte del fondo di amministrazione sarà assegnato previo superamento di un esame, basato su vari parametri tra cui il gradimento dell'utenza e la valutazione del Dirigente (art. 23 comma 8 - grado di soddisfacimento dei cittadini e dell'utenza, registrato mediante rilevazioni ed indagini dirette: a tal fine sarà destinato il 30% delle somme variabili del FUA; - merito ed impegno individuale: a tal fine sarà destinato il 20% delle somme variabili del Fondo stesso e quote dei risparmi di gestione sulle spese per il personale.). Il paradosso è che non ci sono pagelle per i dirigenti!

Ed ora veniamo agli aumenti. Probabilmente precepiremo gli arretrati del biennio 2006-07 nella busta paga di novembre, non fosse altro perché si vota per le RSU e chi ha firmato vuole giocare sull'effetto psicologico.
Ma, nonostante il fatto che ci spettano arretrati per 24 mensilità, quello che arriverà in busta paga di un ex B3 non sarà lontano dai € 380 netti ed un aumento mensile di € 30 scarsi, sempre netti.

Ma non si era parlato di € 101? Ricordiamo che era un importo lordo e che arriveremo al massimo a € 94 e non ai € 101 sbandierati, inoltre dovremo aspettare il 2008 nonché l'approvazione della Finanziaria (speriamo bene ma allora avremo già votato!!) ed infatti l'art. 35 dice che il riconoscimento
dei benefici economici in ordine alla integrazione delle risorse
contrattuali per il biennio 2006-2007, saranno oggetto di contrattazione non appena verrà approvata la legge finanziaria per l'anno 2008, contenente gli appositi stanziamenti aggiuntivi.

LAVORATRICE/TORE:

  • VUOI CHE I SINDACALISTI FACCIANO CARRIERA SULLA TUA PELLE SENZA LAVORARE?

  • VUOI UNO STIPENDIO DI MERDA E L'INCENTIVO IN BASE ALLA PAGELLINA?

  • VUOI ESSERE PIU' FLESSIBILE E SENZA DIRITTI?

LAVORATRICE/TORE:

  • VUOI UNO STIPENDIO ADEGUATO AL COSTO DELLA VITA E LA QUATTORDICESIMA?

  • VUOI UN SINDACATO DI LOTTA IN DIFESA DI TUTTI GLI SFRUTTATI?

  • VUOI DIGNITA' E DIRITTI

LAVORATRICE/TORE: PENSACI ADESSO!

NON LAMENTARTI, POI, QUANDO I SINDACALISTI DI CGIL-CISL E UIL
TI VENDONO ALL'AMMINISTRAZIONE.

SCROLLATI DI DOSSO QUESTI PARASSITI .

SLAI COBAS

E SARAI RAPPRESENTATO MEGLIO.

(Il testo del nuovo CCNL Ministeri 2006-09)


ELEZIONI RSU 2007
Dal 19 al 22 novembre

Quante volte vi siete chiesti:

  • Perché i sindacati confederali non chiedono il nostro parere prima di firmare contratti nazionali e/o decentrati?

  • Come mai la mia busta paga, nonostante i tanto sbandierati aumenti contrattuali finisce sempre prima della fine del mese?

  • Perché, invece di un premio incentivante spartito a colpi di progetti, pagelline e sudditanza, non abbiamo la quattordicesima o una qualsiasi altra forma di salario senza nessuna differenziazione tra gli stessi livelli?

  • Come mai i sindacati confederali hanno contribuito a peggiorare il nostro sistema pensionistico e fanno una campagna per distruggere la pensione pubblica, a favore dei Fondi Pensione sapendo che questi sono a rischio di fallimento?

  • Perché i sindacati confederali si ergono a difesa dei precari e poi firmano accordi che non permettono di modificare la loro situazione e nelle elezioni delle RSU essi accettano che l'ARAN li escluda di ogni diritto di rappresentanza?

Tutto ciò avviene perché questi sindacati non difendono più i tuoi interessi

C'E' BISOGNO DI UN ALTRO MODO DI RIVENDICARE I NOSTRI DIRITTI E LA NOSTRA DIGNITA'

Vuoi uno stipendio adeguato al costo della vita e la quattordicesima?

VOTA I CANDIDATI DELLO SLAI COBAS PER LA NUOVA RSU

Affinché i lavoratori possano contare bisogna avere delle rappresentanze costruite dal basso,
come espressione della libera volontà organizzata dei lavoratori e per questo

VOTA I CANDIDATI DELLA LISTA SLAI COBAS E SARAI RAPPRESENTATO MEGLIO


Enti Locali: sostenete l’azione legale dello SLAI COBAS sulle ferie e malattia


LAVORATORE ATTENTO: TI DICONO CHE HAI UN “DIRITTO” IN REALTA’ TI FREGANO

(dal sito del Partito dei Pensionati: Gestione Crediti)


PROGRESSIONE ECONOMICA D5>D6
ESITO POSITIVO(?)…

Nella corso della notte passata, come avevamo purtroppo previsto, è stato concluso fra l’amministrazione e una parte della rappresentanza sindacale (CGIL-CISL-UIL e loro componente dell’RSU) l’accordo sulle progressioni orizzontali D5>D6, che era aperto da un anno.

Questi i contenuti in sintesi: sono esclusi i dipendenti con anzianità in D5 inferiore ad un anno (o passati in D5 per effetto delle ultime progressioni orizzontali) e quelli con sanzione disciplinare superiore alla censura scritta dal 1° luglio 2006 al 30 giugno 2007.
Fra i rimanenti, accede chi ottiene almeno 70 punti, così attribuiti: massimo 30 per l’anzianità in D3 e 8^ qualifica; max 60 in base alle valutazioni individuali (pagelline) 2004, 2005 e 2006, valorizzate non proporzionalmente al punteggio attribuito, ma sulla base di una tabella che amplifica artificialmente le differenze di punteggio; max 10 punti per l’anzianità di quadro o UOO.

Si tratta di un accordo iniquo, discriminatorio e illegittimo.
Coloro che l’hanno firmato, si sono assunti la responsabilità di violare il mandato ricevuto nelle assemblee di settembre/ottobre 2006 sul contratto decentrato, dove i lavoratori si erano chiaramente espressi per un passaggio orizzontale per tutti senza discriminazioni.
Già nell’accordo sulle progressioni dei dipendenti da A a D4, questo principio era stato abbandonato, escludendo un 2-5% di lavoratrici e lavoratori.
Questa volta, se nella simulazione effettuata dall’amministrazione nella notte di ieri sulla base dei parametri di cui sopra tutto ha funzionato al meglio, gli esclusi saranno 2 su 5!
E il restante 60% otterrà la progressione, «compatibilmente con le risorse disponibili»: contrariamente a quanto chiesto in trattativa dalla nostra componente e dall’Sdl, la definizione del fondo è infatti rimandata a una contrattazione successiva, per cui ora ci dobbiamo fidare delle assicurazioni (verbali) dell’amministrazione circa la copertura dell’operazione…

Fin da ottobre da unici abbiamo sostenuto che volontà dell’amministrazione era quella di utilizzare le risorse, pur cospicue, messe a disposizione per il contratto decentrato per dividere i lavoratori e metterli l’uno contro l’altro. E l’amministrazione ha svolto il proprio lavoro coerentemente fino in fondo!

Chi invece ha presentato nelle assemblee la bozza di accordo del luglio 2006 come una vittoria perché si era strappato un passaggio orizzontale PER TUTTI, avrà il suo daffare a spiegare come mai dopo un anno firma l’esclusione di 250 D5 (oltre a 50 A-D4), oltrettutto (CGIL) aderendo in maniera convinta alla logica “meritocratica” (per noi = discriminatoria) dell’amministrazione e condendo la firma con apprezzamenti sulla valanga di soldi da loro finora garantita ai dipendenti regionali (ichinismo d’istinto?).

E il massimo di ipocrisia è stato raggiunto con la dichiarazione a verbale dei confederali, una promessa di lotta futura, fatta mentre si cede al menopeggio adesso… E sì che una posizione unitaria e per questo più forte si sarebbe potuta ottenere sulla base di un passaggio per tutti scaglionato nel tempo sulla base dell’anzianità. Ma, come si vede ormai anche a livello nazionale, il referente di costoro sono sempre più il quadro politico e la controparte piuttosto che lavoratrici e lavoratori.
Apprezziamo in questo caso invece la coerenza del Sindacato autonomo e del suo rappresentante, facendo ammenda per la previsione non azzeccata nel precedente comunicato.

Agli esclusi non rimane che il ricorso legale. Lo SLAI Cobas sosterrà i gruppi (e i singoli) lavoratrici e lavoratori che vorranno intraprendere questa via, fornendo supporto legale, gratuitamente agli iscritti e per un importo modico (80-90 euro) per gli altri.

Delegati RSU SLAI Cobas:
Aldo Milani tel. 22100; Arturo Pinotti tel. 28005; Daniele Pace tel.42345

26 luglio 2007


ACCORDO PIANO OCUPAZIONALE 2007-2008
UN PUGNO DI MOSCHE

Venerdì 8 giugno si è conclusa la trattativa sul piano occupazionale 2007-2008. Grazie alla condotta dei confederali, l’amministrazione ha ottenuto quasi tutti gli obiettivi che si era prefissa, vanificando quasi per intero i pochi elementi positivi che si era riusciti ad inserire nel Programma triennale dei fabbisogni professionali 2007-2009 concertato il 13 aprile.

  • Contrariamente alla lettera e allo spirito di tale accordo, le progressioni verticali strappate a quel tavolo verranno realizzate a discapito di nuove assunzioni dall’esterno, anziché aggiungersi ad esse. A confronto del precedente Programma triennale 2004-2006, che, sebbene non completato, ha prodotto 208 fra nuovi posti e progressioni verticali, ne avremo solo 150, per di più in presenza di un quadro normativo molto più favorevole alle assunzioni. E, di questi, 37 sono eredità del vecchio Programma.

  • Una volta accettato il principio di cui sopra, la conquista della proroga a ottobre-novembre 2007 della validità delle graduatorie per le progressioni verticali ottenuta con la firma del Programma triennale (e per molti ragione principale di quella firma) è diventata un cappio al collo della trattativa, utilizzato dalla delegazione regionale per ottenere i propri obiettivi; altrimenti i sindacati avrebbero dovuto spiegare i motivi della “beffa” ai lavoratori in graduatoria menati per il naso. Alla fine si spaccerà per vittoria aver ottenuto 38 progressioni su 140 lavoratrici/lavoratori in graduatoria.

  • Aver accorpato la trattativa sui Piani 2007 e 2008 renderà più ardua la verifica sull’attuazione degli stessi: solo a fine 2008 si potrà controllare l’attuazione dei Piani e l’andamento occupazionale, oltre a vedere se si aprono nuove possibilità di assunzione e progressione verticale, a seguito di un numero di pensionamenti superiore al previsto. A quel punto si avrà però solo un anno (il 2009) per strappare qualche risultato.

  • In questo meccanismo perverso cascano anche i commessi: lo “svuotamento” della categoria A non si completerà entro il 2009, anzi, inizierà non prima della fine del 2008 e rischia di riguardare solo pochi colleghe/i; per gli altri, la pazienza è l’unico consiglio.

  • Sulla forma dei contratti per gli assunti a seguito di concorso esterno, l’accordo nulla dice. Ma, vista la predilezione dell’amministrazione per i Contratti formazione lavoro (CFL, che introducono precarietà ed escludono i maggiori di anni 32…), è facile prevedere come andrà a finire. Così si vanifica anche una delle poche conquiste del Programma triennale, ottenuta grazie alle nostre insistenze.

  • All’ultimo minuto, è stato inserito un punto che prevede, per i concorsi esterni, il riconoscimento del servizio prestato a qualsiasi titolo (anche precario) presso la giunta e gli enti del Sistema regionale allargato. Cosa positiva in astratto, dato che costituisce un implicito riconoscimento di una situazione che la regione finora negava (il precariato); rischia però di avere pochi effetti pratici, dato che alcuni precari dipendono da enti esterni al sistema regionale e che molti saranno penalizzati dal ricorso ai CFL.

In sostanza: la linea di cedimento opportunista dei confederali ha consentito una nuova vittoria dell’amministrazione. Che diversi esponenti di quei sindacati e della loro componente nell’RSU abbiano sottoscritto l’accordo turandosi il naso solo per evitare danni maggiori, non li giustifica.

COME SLAI COBAS NON ABBIAMO FIRMATO QUESTO ACCORDO BIDONE E SIAMO PRONTI AD APPOGGIARE LA GIUSTA PROTESTA DI LAVORATRICI E LAVORATORI.

11-6-07

I delegati RSU
SLAI Cobas


Contro l’accordo bidone

Nella notte tra il 28 ed il 29 di questo mese, è stato firmato il contratto dei dipendenti dello Stato. Per i lavoratori delle Regioni e delle Autonomie locali, incluso il servizio sanitario, lo faranno, su questa falsa riga e al ribasso, nei prossimi giorni.
A dir poco, si può dire che un aumento medio di 42 euro netti per la categoria C e il fatto che concedono un anno in meno di valenza contrattuale (gli aumenti saranno dati a decorrere , non dal 1° gennaio 2006, ma dal 1° febbraio del 2007), è una rapina al salario dei lavoratori.
Inoltre, ciliegina sulla torta, i sindacati di Stato concedono di allungare il periodo di contrattazione da due a tre anni, aprendo così la strada ai padroni privati che da tempo fanno questa richiesta.
Il Governo “amico” colpisce ancora, con la complicità di CGIL, CISL e UIL: lo sciopero, preventivato da quest’ultimi come arma di “ricatto” viene soppresso, perché tanto è bastato loro per svolgere questa brutta sceneggiata.
Con sfacciataggine, questi burocrati, ci verranno a dire che stato conquistato un grande risultato.
La farsa non nasconde il fatto, che i lavoratori peggiorano le loro condizioni di vita: il salario non coprirà l’inflazione, non recupererà l’aumento del carovita che c’è stato e ci sarà.
I burocrati sindacali sono andati alla trattativa senza uno straccio di piattaforma e tentano di mascherare questo deludente risultato, dietro il presunto scontro con il Governo, per non avere i 93 euro di media, ma i 101 euro lordi.
Essi non avevano nessun mandato per accettare l’allungamento del contratto nazionale da due a tre anni e la decorrenza posticipata al 1°febbraio del 2007, del biennio 2006-2007.
L’opera di smantellamento del salario, siamo sicuri che continuerà se non li fermeremo: nei prossimi mesi li vedremo in azione per introdurre i contratti regionali (ulteriori “gabbie salariali”, famose nel passato per frantumare e dividere i lavoratori) , e, non contenti di avere permesso il taglio delle pensioni, attivamente impegnati per farci aderire ai Fondi pensione, subordinando così la nostra vecchiaia all’andamento dei mercati finanziari.
Questi burocrati sindacali, mentre apparentemente si mostrano agguerriti nei salotti televisivi, contro la proposta Ichino (che ha posto l’equazione: dipendente pubblico = a “fannullone”) accettano tale politica sotto il sinonimo di “riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”.

L’appello che facciamo ai lavoratori, come delegati SLAI COBAS, è quello di mobilitarci per ottenere le assemblee e il referendum nazionale per bocciare l’intesa, per sconfiggere questa politica di cedimenti fatta anche di attacco alle pensioni. Rifiutiamo di aderire ai fondi pensione, battiamoci per ottenere il ripristino del calcolo retributivo, per aumenti salariali consistenti, contro la precarietà.

SLAI Cobas Regione Lombardia

Milano, 29-5-07


TRATTATIVA PIANO OCCUPAZIONALE 2007
NON C’E’ LIMITE AL PEGGIO

Dopo la firma dell’accordo sul programma triennale dei fabbisogni professionali, è ora in corso la trattativa sul piano occupazionale 2007.
L’amministrazione si è presentata con una proposta provocatoria: 30 assunzioni dall’esterno cat. D, tutte mediante contratto di formazione-lavoro; 10 inquadramenti di comandati; 10 progressioni verticali da graduatorie prorogate!
In sostanza, dopo aver usato la proroga delle graduatorie come arma di ricatto per far accettare ai rappresentanti dei lavoratori le parti indigeste del Programma triennale, l’amministrazione ne faceva carta straccia:

  • meno di un decimo dei colleghi in graduatoria e solo di cat. D otterrebbero soddisfazione alle loro legittime aspirazioni, confermate dalla proroga stessa;

  • le progressioni verticali del restante personale sarebbero rimandate ad un futuro incerto;

  • le assunzioni dall’esterno verrebbero quasi dimezzate rispetto alla previsione del programma triennale, già limitata dalla riduzione unilaterale della pianta organica operata dall’ente. Inoltre, per queste si ricorrerebbe solo a forme di reclutamento che aumentano il potere discrezionale dell’amministrazione (inquadramento dei comandati e contratti formazione e lavoro). Questi ultimi aumentano il precariato, escludono gli interni, sono utilizzati impropriamente per lavoratori diplomati o laureati (cat. D);

  • nessun accenno allo svuotamento della cat. A, da lungo tempo perseguito dai lavoratori.

A una tale proposta avrebbe dovuto seguire un rifiuto fermo da parte di tutte le rappresentanze sindacali.
Invece, CGIL-CISL-UIL hanno praticato l’ennesimo cedimento alle pretese della controparte, accettando la fantasiosa interpretazione del Programma triennale da questa proposta: che il numero di 150 posti lì previsto non si riferisca solo a nuove assunzioni a copertura del turn-over, ma vi rientrino anche le progressioni verticali e i comandi.

DA UN CEDIMENTO ALL’ALTRO
Contraddicendo l’interpretazione dell’accordo da loro condivisa fino ad un mese fa (vedi volantino del 16 aprile firmato da RSU, confederali e autonomi), hanno anzi attaccato e deriso chi, come noi, in trattativa si è mostrato coerente.
La loro risposta all’amministrazione si è limitata ad una diversa scansione temporale di assunzioni e progressioni, basata su una proposta di discussione congiunta dei tre piani annuali (2007, ’08 e ’09) che riteniamo rischiosa e inutile, perché rimanda nel tempo le verifiche del programma triennale, mettendo in forse un aumento del numero di posti nel caso, prevedibile, di aumento dei pensionamenti nei prossimi anni. Il loro opportunismo è pari solo a quello dei loro vertici nazionali (vedi contratto nazionale e conseguenti continui cedimenti sia salariali sia normativi)!

Come componente SLAI Cobas nell’esecutivo RSU abbiamo proposto per il 2007: almeno 50 progressioni verticali e assunzioni dall’esterno solo con concorso per tempo indeterminato con punteggio per i precari del “sistema regionale”.

PROGRESSIONE ORIZZONTALE D5>D6: nella prossima sessione di trattativa, il 4 giugno, si dovrebbe trattare anche di questo. Come al solito la base di discussione sarà una proposta dell’amministrazione. Vedremo chi sosterrà i principi approvati dai lavoratori e chi si adeguerà ai voleri del padrone.
SOLO SE LAVORATRICI E LAVORATORI FARANNO SENTIRE LA LORO VOCE SARA’ POSSIBILE EVITARE L’ENNESIMO ACCORDO AL RIBASSO.

I delegati RSU
SLAI Cobas

Milano, 29-5-07


FIRMATO IL PROGRAMMA TRIENNALE DEI FABBISOGNI PROFESSIONALI 2007-09

Venerdì 13 (!) è stato siglato l’accordo sul programma triennale dei fabbisogni professionali. Si tratta della cornice in cui verranno inquadrati i piani occupazionali annuali della giunta regionale. L’amministrazione si era presentata alla concertazione forte del 1° provvedimento organizzativo 2007: mediante questo provvedimento, violando le norme sul diritto di informazione alla controparte sindacale e limitandone il potere contrattuale, è stata ridotta unilateralmente la pianta organica di 221 unità, portandola al valore di 3.000 unità, quasi in pari con il numero degli assunti in ruolo (2977 ad inizio aprile). In questo modo, si giustifica un piano di assunzioni limitato a reintegrare il turn-over (pensionamenti). La convocazione della trattativa è stata fatta appositamente in ritardo per far scadere la graduatoria della progressione B1-B3 e portarsi molto vicini alla scadenza delle altre graduatorie. Quest’arma di ricatto è stata usata per costringere sulla difensiva la parte sindacale, la cui parte confederale (CGIL-CISL-UIL) e autonoma, succube dell’iniziativa dell’amministrazione, è stata incapace di dare una risposta adeguata perché rifugge il rapporto con lavoratrici e lavoratori e spesso non ne tiene conto – vedi l’esito dell’assemblea del 19 febbraio, pur da loro indetta.
L’accordo non poteva che essere mediocre, basato su una mediazione al ribasso, conseguita accettando un metodo di trattativa ai limiti della legittimità. L’esecutivo Rsu è infatti arrivato alla trattativa in assenza non solo di un confronto con il consiglio RSU, ma anche al proprio interno. Per quanto ci riguarda, garantiamo che non permetteremo che ciò si ripeta! Abbiamo contribuito a introdurre alcune modifiche nel testo del programma, perché l’alternativa sarebbe stata una vittoria piena dell’amministrazione, ottenuta frustrando le aspettative di una parte dei colleghi.

Urge un confronto entro la Rsu e con lavoratrici e lavoratori sulle prossime scadenze di trattativa, a partire da quella sul piano occupazionale 2007 e sulle relazioni sindacali nel sistema Rsu!

Quanto ai contenuti dell’accordo di venerdì 13, sottolineiamo i seguenti punti negativi, da correggere nel corso della trattativa sul piano 2007:

  • scomparsa dei precari: non solo sono stati nascosti dall’amministrazione, che li ha smistati nei vari enti del sistema allargato, ma sono spariti anche dalle parole d’ordine di confederali e autonomi. Ci batteremo perché nei concorsi previsti nel triennio sia previsto un punteggio per il lavoro precario svolto nell’ente negli ultimi 7 anni;

  • contratti di formazione-lavoro come forma prevalente di reclutamento dall’esterno, che rendono più ricattabili i nuovi assunti e impediscono agli interni di concorrere. Abbiamo ottenuto la correzione del punto relativo nel testo dell’accordo, ma l’amministrazione ci riproverà;

  • superamento della cat. A: non è prevista una scadenza, né modalità certe;

  • progressioni verticali: abbiamo contribuito a reinserirle fra le forme di reperimento delle professionalità interne, ma senza una quantificazione. Proponiamo che siano almeno pari alle assunzioni dall’esterno (150 in tre anni), tolte dal conto le graduatorie in essere (143);

  • part-time: con una frase oscura, se ne paventa una limitazione;

  • graduatorie: anche quella scaduta può e deve essere prorogata. L’esperienza e la professionalità acquisita non sono da scartare, ma da valorizzare. Quello che semmai è da gettare è la modalità di formazione finora adottata, tutta improntata all’indottrinamento e poco alla formazione permanente e all’aggiornamento, all’interno di percorsi coerenti.

Solo un rinnovato protagonismo di lavoratrici e lavoratori sarà i grado di costringere l’amministrazione ad accordi positivi. Tanti sono i problemi ancora aperti (circolari ferie-visite mediche in primis, sulle quali stiamo per lanciare un’iniziativa): lottiamo insieme per risolverli a favore di chi lavora!

I delegati RSU
SLAI Cobas

Milano, 17-4-2007


Sostenete l’azione legale dello SLAI COBAS sulle ferie e malattia


DOPO L’ASSEMBLEA DEL 19 FEBBRAIO 2007
… E ORA: MOBILITAZIONE!

La mozione approvata nel corso dell’assemblea del 19.2.2007 è la riprova della determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori della giunta regionale (ostacolati dai confederali completamente chini ai voleri dell’ Amministrazione) nel rivendicare i propri diritti.
Il mandato è chiaro: rimettere in discussione gli accordi bidone siglati da CGIL, CISL, UIL e CISAL contro le decisioni prese dai lavoratori nelle assemblee; proclamare la mobilitazione contro le circolari illegittime su ferie e permessi per diagnosi e terapie; esigere l’applicazione degli accordi firmati (assunzioni e progressioni verticali).
La buona partecipazione all’assemblea e la lucidità dimostrata da lavoratori e lavoratrici presenti nel non lasciarsi infinocchiare da discorsi fumosi di burocrati sindacali e da una gestione arrogante e incurante delle regole democratiche sono al tempo stesso una risposta per chi, CGIL in testa, si nasconde dietro la presunta passività dei dipendenti regionali per mascherare la propria ansia concertativa con l’amministrazione e, cosa che più ci interessa, una base per far crescere la mobilitazione necessaria per imporre all’amministrazione il rispetto dei nostri diritti.
Il vergognoso comunicato emesso dalle segreterie CGIL-CISL-UIL e CISAL dimostra che costoro sono disposti a tutto pur di salvare il loro rapporto privilegiato con l’amministrazione, anche a fare carta straccia della mozione approvata, in contrapposizione alla loro, dall’assemblea dei lavoratori (da loro stessi convocata!), a usurpare la firma della RSU, senza che questa si sia nemmeno riunita per discutere, e a chiedere all’amministrazione di agire in contrasto con le decisioni assunte, mostrando quanto importa a loro il rispetto del mandato dei soggetti che pretendono di rappresentare.
Ricordiamo a costoro che TUTTE LE RAPPRESENTANZE SINDACALI, IN PARTICOLARE LA RSU, SONO VINCOLATE AL RISPETTO DEL MANDATO ASSEMBLEARE.
E’ indispensabile che il consiglio RSU si riunisca in tempi rapidi per mettere in pratica, se possibile unitariamente, quanto deciso in assemblea, a partire dalla costruzione di una mobilitazione, articolata ed efficace, contro le circolari, per seguire con la predisposizione di una piattaforma chiara e vincolante su precariato, esternalizzazioni, piano occupazionale, progressioni orizzontali e altri temi “sepolti” (LR 38, adeguamento ticket, ecc.).
A proposito di unitarietà: è sempre presente nei comunicati di tutti, ma da parte di qualcuno è solo uno strumento abusato per nascondere le sconfitte e tentare di schiacciare chi è minoranza nella RSU, pur avendo
dalla sua spesso la maggioranza dei lavoratori. Perciò, da parte nostra, accogliamo questi appelli, ma solo se i contenuti sono quelli espressi dalle lavoratrici e dai lavoratori!
Tutto è possibile, anche che chi finora ha ignorato le decisioni delle assemblee di luglio, settembre e ottobre su circolari e progressioni orizzontali, firmando accordi con contenuti contrari al mandato assembleare, ora si trasformi in paladino dei diritti e della democrazia…
In caso contrario non resta a noi tutte/i lavoratrici/lavoratori di ASSUMERCI DIRETTAMENTE LA RESPONSABILITA’ DI CONDURRE QUESTA LOTTA.
Sappia chi di dovere che, per quanto ci riguarda, siamo PRONTI a farlo, senza più aspettare le loro piroette opportuniste.

I Delegati RSU SLAI Cobas - Regione Lombardia


PROGRESSIONI ORIZZONTALI 2006/2007: ESCLUSO “SOLO” UN DIPENDENTE SU 100:

«COLPIRNE UNO PER EDUCARNE 100!»

16-1-2007

 

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