Archivio SLAI Cobas del settore Sanità

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N.18 novembre 2004

Dallo SLAI Cobas A.O. Niguarda

Volantino del 21/12/2004

E’ BASTATO IL TENTATIVO DI CONCILIAZIONE PER DAR RAGIONE ALLO SLAI COBAS E AZZERARE IL DEBITO ORARIO DEI LAVORATORI.

Volantino del 17/12/2004

I SILENZI SULLA SCABBIA


VENERDI 26 NOVEMBRE 2004
ASSEMBLEA RETRIBUITA
DEI SOCI DELLA COOPERATIVA K.C.S.


Risultati delle elezioni RSU 2004

Ospedale di Niguarda A.S.P. Golgi-Redaelli

A. O. Salvini

Istituti Clinici di Perfezionamento

 

Elezioni RSU 15-18 novembre 2004

Casa di Riposo S.Pertini Garbagnate

i candidati dello SLAI Cobas

volantino


CHI PECORA SI FA… LUPO SE LO MANGIA!

Con la puntualità di un orologio svizzero, all’indomani della firma della pre-intesa con la Direzione Aziendale che non fa altro che “concederci” quello che ci spetterebbe di diritto, e a pochi giorni dalle elezioni che andranno a rinnovare le Rappresentanze Sindacali Unitarie, i due sindacati maggiormente rappresentati hanno scatenato una vera e propria guerra, a colpi di volantino, per accaparrarsi i “meriti” dei risultati ottenuti dall’ultima trattativa.
Come in ogni guerra che si rispetti, i colpi bassi non si risparmiano e gli stessi uomini che hanno passato gli ultimi tre anni a braccetto con l'azienda, si riscoprono nemici acerrimi, si scambiano accuse pesanti, invitano i lavoratori ad aprire gli occhi nei confronti di chi li sta ingannando…
Gli uni e gli altri si sprecano in ringraziamenti nei confronti dei lavoratori per la fiducia che è stata loro accordata e chiedono agli stessi lavoratori di rinnovarla…

Ma la fiducia è una cosa seria!

Perché dovremmo la nostra fiducia nelle mani di chi ha siglato in questi anni tutti quegli accordi che hanno contribuito a peggiorare le nostre condizioni di lavoro?
Perché dovremmo fidarci di chi, considerandoci dei pecoroni , ci illude con “soluzioni”, quali ad esempio l’area a pagamento, che mirano a monetizzare problemi come quello della carenza di personale?
Perché dovremmo fidarci di chi sbandiera come risultato positivi il passaggio di fascia per tutti e non spende una parola sulla “contropartita”che ci costringe a lavorare di più per avere gli stessi soldi che abbiamo trovato in busta paga lo scorso anno?
Perché dovremmo fidarci di chi accetta e sottoscrive accordi che prevedono l’introduzione della cosiddetta “pagellina”per valutare il nostro impegno?
Perché dovremmo fidarci di chi non si pone il minimo scrupolo nel candidare come rappresentante degli interessi dei lavoratori le figure che nella gerarchia dei reparti ricoprono posizioni di vertice? quelle stesse figure che si troveranno tra non molto a dividerci tra “buoni” e “cattivi”?

Noi, come delegati dello SLAI/cobas, non abbiamo mai chiesto la fiducia dei lavoratori, chiediamo la loro complicità per realizzare un obbiettivo che riteniamo prioritario: difendere la nostra dignità di uomini e donne.
Chiediamo la loro complicità per affermare e difendere i nostri interessi di lavoratori e lavoratrici.
Chiediamo la loro complicità per salvaguardare e riqualificare il senso di servizio pubblico che il luogo dove lavoriamo dovrebbe mantenere.

Lavoratori e delegati
SLAI/cobas – A.O.Salvini

Rho,14 novembre 2004


LE BATTAGLIE CHE SI PERDONO
SONO QUELLE CHE NON SI COMBATTONO!

Il 18 di ottobre i delegati dell’istituto di Milano si sono incontrati con il direttore; nonostante la richiesta d’incontro era stata fatta dai delegati dello Slai Cobas, gia dal 1° settembre, sulle questioni che maggiormente ci preoccupano ultimamente:

Un mese e mezzo dopo per sentirci dire da Natalucci che quello che è stato deciso dalla direzione è ben fatto.
In ogni caso abbiamo evidenziato che la situazione nel modo come sta procedendo non ci trova d’accordo.
Per quanto riguarda gli spostamenti, abbiamo sottolineato con forza il fatto che questi cambiamenti hanno portato a delle difficoltà evidenti e che i lavoratori hanno evidenziato con prese di posizioni e firme, è stato fatto, per esempio, dai portantini, dagli ausiliari del laboratori, si sono lamentati gli operatori della farmacia.
Il direttore non ha potuto negare che per portare i pazienti in palestra spesso manca il personale e bisogna ricorrere ad altri operatori è ha sostenuto che l’aumento dei carichi di lavoro, per i tre portantini, è regolare, ha invece prospettato di utilizzare un obiettore per trasportare gli anziani dai reparti alla palestra al posto di operatori di ruolo.
In riferimento alla farmacia ha dovuto riconoscere che le sue decisioni autoritaria hanno creato problemi al normale svolgimento del servizio, e su questo servizio forse rivedrà le sue decisioni.
La politica che aumenta il carico di lavoro per tutti dipendenti e che diminuisce la dotazione organica, è stata ufficializzata e non osteggiata dalla maggioranza dei delegati.
Anche in questa occasione sono stati solo i delegati dello SLAI COBAS a chiedere di ripristinare le cose come stavano, è evidente che se neanche i delegati della RSU sono sicuri di quello che è giusto fare, i nostri dirigenti continueranno a ridurre la dotazione organica a loro piacimento.
Sulle altre questioni nessun, nessuna certezza, come al solito loro decidono e noi subiamo.
Ai colleghi che hanno pensato che questa manovra è stata corretta bisogna far notare che con questa operazione la dirigenza ha ridotto di altre 15 unità le maestranze a Milano.

Dobbiamo chiederci il perché di tutto questo?

I delegati della RSU, non hanno più nel loro patrimonio genetico la volontà di resistere e sconfiggere contro una dirigenza che ci sta portando a grandi passi verso una gestione autoritarie e decisionista, come la peggior azienda privata, contro dirigenti che non rischiano niente e che per far tornare i conti hanno impiantato un sistema di risparmio feroce e ottuso sui materiali e sul personale.

LA NUOVA RSU DEVE ORGANIZZARE I LAVORATORI CONTRO QUESTA POLITICA FORCAIOLA,
I DELEGATI DEVONO ATTIVARSI PER DIFENDERE GLI INTERESSI DI TUTTI NON I PROPRI TORNACONTO PERSONALI.

DICIAMO BASTA AL SINDACATO DELLA CONCERTAZIONE! DICIAMO BASTA A DELEGATI CHE NELLA PUGNA GETTANO LA SPUGNA , E A CHI PENSA CHE IL SINDACATO E’ UN TRAMPOLINO DI LANCIO PER FAR CARRIERA.

Milano 30-10-2004

SLAI COBAS A.S.P. "Golgi-Redaelli"


Richiesta di incontro pubblico sull'accorpamento delle strutture territoriali ambulatoriali dalle A.O. agli I.C.P

Lettera degli Operatori dei Poliambulatori dell'Azienda Ospedaliera Niguarda Cà-Granda ai responsabili della Sanità lombarda, a proposito della delibera della Giunta Regionale Lombarda relativa alla costituzione della Fondazione Policlinico, con acquisizione dei Poliambulatori della città di Milano e il loro scorporo dalle Aziende Ospedaliere.


PIU’ SOLDI IN BUSTA QUESTO MESE !?

Omissione d’informazione
nel verbale dell’incontro del 28 settembre 2004
tra Rsu ed Azienda

Un accordo siglato il 28 settembre 2004 tra le RSU ed Azienda, assegna incentivi ai dirigenti e risorse economiche spettanti ai lavoratori.
La Direzione aziendale non ha comunicato ai lavoratori i progetti aziendali assegnati e previsti da direttive regionali. Il rimedio alla grave negligenza è l’approvazione di un accordo che prevede la distribuzione delle quote rimanenti: “a prescindere dal raggiungimento degli obiettivi” tenendo conto del peso di categoria e della presenza in servizio.
Perché? Perché i dirigenti hanno timore di rimetterci soldi e poltrone ! E i sindacati ... la faccia!
I dirigenti hanno sempre omesso la comunicazione dei progetti aziendali ai lavoratori, e i criteri utilizzati nella distribuzione dei fondi sono stati manipolati e inquinati da negligenze, clientelismo, nepotismo, favoritismo con il silenzio-assenso di OOSS ed RSU.
Il 20 ottobre lo Slai-Cobas aprirà il contenzioso su incentivi ’99, ’00, schede di valutazione, passaggi di fascia ’01-02. Contesteremo la circolare del 25 nov. 2003 firmata dalla Direzione Generale dell’ASL Provincia Milano 1 attraverso la quale si comunicava la piena “condivisione dell’operato dei propri dirigenti”.

13 ottobre 2004

I lavoratori che si presentano alle elezioni delle RSU
sotto il simbolo dello Slai-Cobas
Casa di riposo Pertini - Garbagnate


LE AZIENDE PUBBLICHE ARRICCHIRANNO I PRIVATI!!

 

I padroni italiani dimostrano di avere sempre più fame insaziabile di profitti; oltre alle male fatte operate negli altri settori stanno divorando quelli gestiti dallo Stato e pagati dalle tasse dei cittadini italiani.
Il pubblico impiego è appetibile oggi e lo sarà ancora di più domani, perché si occupa da sempre di prestare servizi di cui nessuno può fare a meno.
Amministratori compiacenti, politici amici e sindacalisti servi del sistema stanno regalando ospedali, scuole, case di cura, istituti geriatrici e asili nido agli investimenti e al profitto, trasformando il bisogno di sicurezza sociale in merce da acquistare al mercato.
I lavoratori, i disoccupati, i pensionati, i lavoratori immigrati, tutti, assisteremo al peggioramento delle nostre condizioni di vita e di lavoro.
Siamo già obbligati a fare i conti con l’inflazione galoppante che taglieggia i nostri salari, gli accordi che le organizzazioni sindacali firmano a livello nazionale tolgono diritti e riducono gli stipendi aumentando i carichi di lavoro, e quelli aziendali ne peggiorano gli effetti.
Tutto lascia presagire anche in Italia sia nel settore pubblico che in quello privato, governo, padroni e sindacati vogliono gettare le basi per un nuovo modello di schiavitù del salario.
Dobbiamo chiederci se serve resistere alla cessione dei rami d’azienda, alla liberalizzazione dei contratti, alla devolution e al dilagare del lavoro precario ? la risposta può essere una sola : SI !!
Di fronte a questi problemi ogni lavoratore dovrà sentirsi coinvolto, cercando gli strumenti per reagire e per organizzarsi. Le votazione per eleggere i delegati delle R.S.U. nel pubblico impiego possono essere l’occasione per dotarsi di questi strumenti.
Mantenere fede alle aspettative e ai bisogni della classe è difficile; i delegati delle altre organizzazioni, anche di base, purtroppo, spesso cedono alle lusinghe e si lasciano comperare per qualche livello in più, per una manciata di quattrini o solamente per avere la vita tranquilla e portare a casa lo stipendio senza lavorare.
Contro questi burocrati e contro coloro che svendono gli interessi dei lavoratori pubblici dobbiamo autorganizzarci, solo in questo modo possiamo contenere la prepotenza dei dirigenti ed infine vincere.
BASTA CON LA SVENDITA DEGLI INTERESSI DEI LAVORATORI !
NO ALLA CONCERTAZIONE A PERDERE !
Lo SLAI COBAS, propone ad ogni lavoratore di attivarsi e di presentarsi nelle nostre liste per cominciare ad organizzare i lavoratori dal basso partendo dalla difesa minima per stabilire rapporti di forza che invertano la tendenza liberista e di oppressione dell’uomo sull’uomo.
Nel pubblico impiego i problemi con cui dobbiamo fare i conti sono legati alle norme previste dai contratti. Le amministrazioni pubbliche riducono le dotazione organiche per risparmiare; cedono interi rami d’azienda alle cooperative e agli appalti, sfruttando e ricattando sempre di piu’ i lavoratori. Questo prevedono i contratti firmati dai sindacati: nessun aumento di stipendio sarà più automatico, ma tutto è legato alla meritocrazia e al comportamento per risparmiare risorse ingenti, mantenendo perennemente in conflitto tra loro le maestranze e aumentando anziché ridurre l’orario di lavoro.
DAL 15 AL 18 NOVEMBRE CI SARANNO LE ELEZIONE DELLE RSU NEL PUBBLICO IMPIEGO.
PRESENTARSI NELLE LISTE DELLO SLAI COBAS, VOTARE I SUOI DELEGATI APPOGGIARNE LE INIZIATIVE E SOSTENERNE L’ATTIVITA’ APPOGGIANDO LE INIZIATIVE, SIGNIFICA DIRE NO A TUTTO QUESTO!

LAVORATORE, COMPAGNO CI SONO ANCORA 10 GIORNI PER DECIDERE, PRESENTATI NELLE LISTE DELLO SLAI COBAS, CONTRIBUISCI A COSTRUIRE UN SINDACATO DI CLASSE, LE ALTRE ORGANIZZAZIONI SINDACALI HANNO USATO DA SEMPRE LA TUA CAPACITA’ DI LOTTA PER DIFENDERE I LORO INTERESSI E PER SISTEMARE I LORO ADEPTI.

NON TI SEMBRA SIA ORA DI DIRE BASTA?

 

Milano 4-10-2004

SLAI COBAS A.S.P. "Golgi-Redaelli"


RSU casa di cura Santa Rita di Milano
34% dei voti allo Slai Cobas

Lo Slai Cobas si è da poco costituito anche presso la casa di cura Santa Rita di via Catalani 20 – Milano (presso viale Lombardia-piazzale Loreto).
I lavoratori che hanno costituito il Cobas vogliono contrastare lo strapotere padronale autorganizzandosi in un sindacato che contrasta anche i compromessi di Cgil-Cisl-Uil.
Questa casa di cura, collocata nel centro di Milano, è privata, e si sta enormemente ampliando (è in corso un raddoppio delle strutture) con funzioni prettamente ospedaliere (pronto soccorso, ecc..).
Vi lavorano attualmente oltre 400 lavoratori.
Nelle elezioni RSU svoltesi ieri, lo Slai Cobas ha ottenuto il 34% dei voti e tre delegati.
Nelle elezioni RLS (delegato alla sicurezza) ha ottenuto il 35% con un delegato.

Milano, 1-10-2004

Slai Cobas Casa di cura Santa Rita


PIU' DIRITTI PER I SOCI LAVORATORI DELLA K.C.S.!

Si è costituita nella casa di riposo Giuseppe Cerosa Brighetti, l’organizzazione sindacale SLAI COBAS, ci presentiamo ai soci della cooperativa sociale “K.C.S. caregiver, per spiegare in breve con questo primo intervento, che cosa significa per i lavoratori aderire allo SLAI COBAS, e quali sono le battaglie che contraddistinguono la nostra organizzazione.
SLAI COBAS significa “Sindacato dei Lavoratori Autorganizzato Intercategoriale”; autorganizzato perché nasce dal basso vicino ai problemi e ai bisogni dei lavoratori, senza burocrati intrallazzoni, e senza imbrogli, per i soci delle cooperative è ancora più urgente il bisogno di dotarsi di strumenti teorici, pratici, legali per difendere le condizioni di vita e di lavoro di tutti.
Distingue il nostro lavoro dagli altri sindacati, che da anni ci costringono a subire trattative a perdere, da anni concertano a nostro danno, il fatto che lavoriamo perché gli stessi lavoratori decidano cosa fare e come farlo senza sottostate a regole e limitazioni. E’ sotto gli occhi di tutti che le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, appoggiano le scelte delle amministrazioni per avere vantaggi personali o di bottega ai danni dei lavoratori.
La costituzione dello SLAI COBAS nella casa di riposo “Gerosa Brighetti” nasce dalle esigenze di rispondere alla perdita di diritti che l’amministrazione, tacitamente appoggiata da questi sindacati, che da anni non si oppongono a niente in modo che l’azienda peggiora le condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti in tutta tranquillità.
Nel vostro luogo di lavoro la maggior parte degli ausiliari e infermieri sono operatori exstracomunitari con mille problemi e molte difficoltà, una situazione condivisa da migliaia d’altri lavoratori che come voi a Milano e in Italia, arricchiscono pescecani d’ogni specie fino ai caporali dei settori edili e ai mafiosi che s’ingrassano sfruttando il male affare. Una situazione inaccettabile che solo con la lotta unitaria di tutti i lavoratori, in prima fila gli italiani, si può condurre e vincere.
Il nostro impegno, all’interno del vostro luogo di lavoro, è di cercare l’unità di tutti i lavoratori, per lottare in modo da migliorare le condizioni di lavoro di tutti, difenderne i diritti.
In questo periodo di scarsa resistenza alla ristrutturazione e di forte attacco ai nostri stipendi e ai nostri diritti, serve la partecipazione, l’autorganizzaziuone e la lotta.
I primi obiettivi, su cui insieme a voi impegneremo, serviranno a regolare le norme in materia di sicurezza sul lavoro, con l’applicazione delle regole previste dalla 626, legge che tutela la salute dei lavoratori, a rivendicare piattaforme aziendali per adeguare gli stipendi al caro vita, a chiedere la riduzione dell’orario di lavoro.

DA SUBITO

Una battaglia che non pensiamo si presenti facile ma che dobbiamo iniziare, i colleghi di lavoro sappiano che la partecipazione è importante, perdere un po’ del proprio tempo per migliorare le condizioni di vita di lavoro è l’unica strada su cui possiamo incamminarci.
Dal nostro canto seguiremo tutte le vicende di queste iniziative per rilanciare e per vincere sui problemi che abbiamo esposto e sulle richieste che faremo insieme con voi in futuro.

Milano 24-09-2004

TUTTI I SOCI LAVORATORI DELLA COOPERATIVA SONO INVITATI ALLA RIUNIONE CHE SI TERRA’ DAVANTI L’ISTITUTO ALLE ORE 14,30 DI MERCOLEDI’ 29 SETTEMBRE 2004.

PARTECIPATE PER NUMEROSI!

SLAI COBAS K.C.S. "GEROSA BRIGHETTI"


Giullari di corte

 

sul "premio incentivante" pagato con lo stipendio di giugno

 

SLAI COBAS della A.S.P. "Golgi-Redaelli"


GRANDE SUCCESSO DELLO SLAI COBAS NELLE ELEZIONI R.S.U.
ALL’ISTITUTO PALAZZOLO DI MILANO.
45% nelle elezioni Rls
31% nelle elezioni Rsu

 

Nei giorni scorsi si sono conclusi gli scrutini delle votazioni R.S.U./R.L.S. all’Istituto Palazzolo don Carlo Gnocchi di Milano , ove lavorano più di 600 dipendenti.
Il neonato Cobas, formato appena due mesi fa da lavoratori fuoriusciti dalle confederazioni Cgil-Cisl-Uil, in contrasto con le linee politiche dei rispettivi sindacati, si è trovato da subito una importante e difficile sfida sulle elezioni delle R.S.U.
Nelle elezioni che si sono tenute il 7-8-9 giugno lo Slai Cobas è riuscito ad avere una importante e grossa affermazione e riconoscimento da parte dei lavoratori.
La lista RSU dello SLAI COBAS ha ottenuto il secondo posto con pochi voti di scarto da quella della CGIL e distanziando le altre due organizzazioni CISL e UIL.
La lista RLS dello Slai Cobas ha invece ottenuto il primo posto, anche se un anomalo regolamento ha assegnato 2 delegati alla Cgil e 1 allo Slai Cobas.

I delegati RSU da eleggere erano 12, otto dei quali da eleggere da parte dei lavoratori e 4 riservati per diritto divino (33%) ai sindacati confederali che ancora non si decidono ad abrogare questo regolamento di stile sudamericano.

 

RSU
La lista SLAI COBAS ha ottenuto il 30,99% e 3 delegati
La lista CGIL il 43,13% e 3 delegati
La lista CISL il 17,89% e 1 delegato
La lista UIL il 7,89% e 1 delegato.

CGIL CISL UIL, grazie al regolamento che si sono fatti per continuare ad ereditare la loro discendenza (33%) al di là di ciò che votano i lavoratori, si sono accaparrati altri 4 delegati.
La CGIL se ne è presi altri tre in aggiunta a quelli spettanti, e la Cisl 1.


RLS
Slai Cobas 45,01% e 1 delegato
Cgil 42,26% e 2 delegati
Cisl 12,71% e 0 delegati.
Sono stati eletti i primi tre delegati con più voti, a prescindere dai voti di lista.

 

Lo SLAI COBAS, che era svantaggiato da queste norme antidemocratiche, si è comunque presentato pur di avere un suo riconoscimento all’interno delle RSU e soprattutto per dare una risposta ed una svolta ai problemi che i lavoratori stanno subendo .

Lo SLAI COBAS dell’istituto Palazzolo intende dare da subito battaglia su tutti questi problemi.

SIAMO MOLTO CONTENTI DI QUESTO RISULTATO CHE DIMOSTRA CHE OLTRE AI LAVORATORI DELL’A.T.M. E DELL’ALFA ROMEO QUALCOSA COMINCIA A MUOVERSI ANCHE NEL SETTORE DELLA SANITA’.

Milano 20.6.2004

SLAI COBAS ISTITUTO PALAZZOLO


NO AL RISPARMIO SULLA PELLE DEI LAVORATORI
E DEGLI ANZIANI !!

550 dipendenti nel 2002, 515 nel 2004, mentre i bisogni dei ricoverati sono aumentati, questo vuole dire una sola cosa stiamo lavorando di più a danno della nostra salute, dell’occupazione e della qualità del servizio che prestiamo!
Il direttore Generale Francesco Fascia, la Direttrice del Personale Carla Zagonel, d’accordo anche il direttore d’Istituto Stefano Natalucci, sono decisi a ridurre le spese di quest’Ente attraverso la riduzione degli organici.
Solo in questo modo dobbiamo leggere i cambiamenti che vogliono imporci sui riposi:

due settimane lunghe ogni sei settimane di lavoro per chi non lavora di notte; riduzione dei riposi in cucina con riduzione degli organici, lavoro di domenica anche per i part-time; ma le sorprese non sono ancora finite ! E’ volontà del direttore di spostare personale dai servizi anche con ridotte capacità lavorative, senza che i carichi di lavoro siano effettivamente diminuiti, da sostituire ai lavoratori delle cooperative nei reparti. Bisogna risparmiare dicono e sono messi subito alla porta i lavoratori meno tutelati mentre per noi diminuiscono le sicurezze, non sono rimpiazzati i colleghi di ruolo che vanno in pensione o quelli che si licenziano, tutto questo insieme alla ventilata ipotesi della modifica degli attuali turni di lavoro per chi lavora di notte, sta creando un clima di paura e di repressione alla faccia della missione umanitaria che professano di assolvere i politici di questo Ente.

La nostra protesta, e la lotta che ne seguirà, serve a mettere l’accento sulla politica della Regione Lombardia e dai partiti che la governano, serve a smascherare i nostri dirigenti sia politici sia amministrativi i quali, come al solito parlano bene ma razzolano male.
com’è pensabile garantire una qualità dell’assistenza buona, così come ripetono in ogni occasione, se poi ristrutturano e ragionano come i padroni della FIAT di Melfi?
Com’è possibile che possiamo lavorare serenamente, visto il delicato compito che svolgiamo, con sempre la paura della repressione per chi non si disciplina ai ritmi sempre più infernali, nei reparti e nei servizi?
Stanno trasformando i reparti e i servizi dove sono curate e assistite persone bisognose che sborsano tra l’altro un bel mucchio di quattrini al mese, in campi di lavoro da bagno penale!

VOGLIAMO OPPORCI ALLA FILOSOFIA DELLA PRODUTTIVITA’ PER IL PROFITTO E ALLA PRIVATIZZAZIONE PER ARRICCHIRE QUALCHE PESCECANE DELLA FINANZA, COME VUOLE FORMIGONI.
VOGLIAMO DIRE NO AI NOSTRI DIRIGENTI CHE NASCONDONO LE LORO RESPONSABILITA’ DIETRO LE REGOLE IMPOSTE DALLA REGIONE E INTANTO CI FANNO TIRARE LA CINCHIA PER RISPARMIARE.
VOGLIAMO FAR CHIAREZZA UNA BUONA VOLTA SUI BILANCI E SUGLI AMMANCHI, COM’E’ POSSIBILE CHE DIMINUISCE IL PERSONALE, NON AUMENTANO I FONDI (PER ESEMPIO QUELLO DEL PREMIO INCENTIVANTE E’ RESTATO FERMO AL 1996) E SI’ LAMENTANO SEMPRE DELLE PERDITE ?
segue
TUTTI I GIORNI FACCIAMO IL SACRIFICIO DI LAVORARE CON PERSONALE AL DISOTTO DEL LIVELLO MINIMO D’OPERATORI NECESSARI PER UN BUON LIVELLO D’ASSISTENZA; PER DARE DA MANGIARE E PER GARANTIRE
UN’ESISTENZA DECOROSA ALLE PERSONE RICOVERATE, NON PER AUMENTARE IL PRESTIGIO A DIRIGENTI PREPOTENTI E SENZA SCRUPOLI.

VOGLIAMO DIRE BASTA E METTERE IN PRIMO PIANO LA DIFESA DEI NOSTRI INTERESSI E DEGLI ANZIANI CHE ASSISTIAMO!!

I PARTITI MAGGIORITARI NEL CONSIGLIO REGIONALE SONO I RESPONSABILI DI QUESTA POLITICA FALLIMENTARE, I NOSTRI DIRIGENTI NE CONDIVIDONO LA FILOSOFIA, SCAMBIANDO IL LORO PRESTIGIO CON LA NOSTRA QUALITA’ DELLA VITA E CON QUELLA DEI NOSTRI ASSISTITI, SOLO PER RISPARMIARE E PER MEGLIO FAR INGRASSARE I POLITICI E LACCHE’ DEL PIRELLONE E LORO STESSI.

CONTRO QUESTA POLITICA E PER FAR RECEDERE I NOSTRI DIRIGENTI DALLE LORO ASSURDE DECISIONI LA RSU D’ISTITUTO ORGANIZZA UN’ASSEMBLEA RETRIBUITA CON PRESIDIO MERCOLEDI 9 GIUGNO ’04 DALLE ORE 11,00 IN POI IN VIA BARTOLOMEO D’ALVIANO N.78 DAVANTI ALL’ISTITUTO GERIATRICO PIERO REDAELLI.

PARTECIPARE E’ UN DIRITTO DIFENDERE L’ASSISTENZA PUBBLICA E DI QUALITA’ E’ DIFENDERE LE NOSTRE CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO E’ UN DOVERE

SONO INVITATI I PARENTI DEI NOSTRI ASSISTITI, SONO INVITATI I LAVORATORI DELLA SANITA’ MILANESE E TUTTI COLORO CHE SENTONO PROPRIA LA LOTTA CONTRO IL LIBERISMO E LA POLITICA DELLA PRIVATIZZAZIONE PER IL PROFITTO, A PARTECIPARE AL PRESIDIO A DIBATTERE SU QUESTE TEMATICHE INSIEME A NOI E AGLI INFERMIERI, TERAPISTI, AUSILIASI, AMMINISTRATIVI DEL L’ISTITUTO PIERO REDAELI IN VIA BARTOLOMEO D’ALVIANO 78

Milano 7-6-04

LA R.S.U. D'ISTITUTO DELLA A.SP.
"Golgi Redaelli"


ELEZIONI DELLE R.S.U. 2004 NEL PUBBLICO IMPIEGO

DOBBIAMO BATTERCI PER:

• PIU’ SALARIO
• PIU’ ORGANICI
• PIU’ DIRITTI

MA COME OTTENERLI?

LE ALTRE ORGANIZZAZIONI SINDACALI CON PROPAGANDE DEMAGOGICHE, CON LA CONCERTAZIONE A PERDERE HANNO INGINOCCHIATO I LAVORATORI PUBBLICI ALLE POLITICA LIBERISTA E FORCAIOLA DEI GOVERNI.

HANNO FIRMATO CONTRATTI DI LAVORO CHE CI TOLGONO DIRITTI, RIDUCONO GLI ORGANICI , CONTENGONO I NOSTRI STIPENDI!

NELLE TRATTATIVE DECENTRATE NOTIFICANO LE DISPOSIZIONI AZIENDALI, ACCETTANO LE PAGELLINE E L’AUMENTO DEI CARICHI DI LAVORO!

NON VOGLIONO SCONTRARSI CON CHI COMANDA!

I DELEGATI DELLO SLAI COBAS DA SEMPRE COMBATTONO QUESTA POLITICA PERDENTE PER DIFENDERE GLI INTERESSI ECONOMICI DEI LAVORATORI E PER RAFFORZARE L’AUTORGANIZZAZIONE E LA NOSTRA COSCIENZA DI CLASSE, ANTAGONISTA A QUESTO SISTEMA E ALLA BUROCRAZIA SINDACALE CHE CI INCATENA AL CARRO DEI PADRONI E DEGLI AMMINISTRATORI.

DICIAMO NO ALLA CONCERTAZIONE E SI ALLA AUTORGANIZZAZIONE .

RESISTERE PER DIFENDERE I NOSTRI INTERESSI ECONOMICI SENZA SVENDERE LA NOSTRA DIGNITA’ POLITICA!!

LAVORATORE :

ISCRIVITI ALLO SLAI COBAS, PRESENTATI NELLE SUE LISTE
VOTA I SUOI DELEGATI ! RAFFORZA IL SINDACATO DI CLASSE!

I lavoratori della sanità possono contattare i delegati dello Slai Cobas ai seguenti n. 02 8392117, via Liguria al 49; allo 02413751 A.S.P. “Golgi Redaelli”; allo 0264445507 Azienda Ospedaliera di Niguarda; allo 02 994303207 Azienda Ospedaliera Salvini di Rho

CON LO SLAI COBAS PER VINCERE, PER CONTARE!

giugno 2004


RIDIAMO VOCE AI LAVORATORI
COSTRUIAMO INSIEME IL COBAS

Lavoratrici/ori nelle settimane scorse assieme ai rappresentanti dello SlaiCobas di Milano e del Cobas Alfa Romeo (realtà più rappresentativa nel territorio) abbiamo deciso di avviare un nuovo percorso sindacale e di dar vita al Cobas all'interno dell'istituto Palazzolo.

Quello che ci ha spinto a uscire dai sindacati confederali e decidere di aderire e costruire il cobas all'interno dell'istituto è il senso comune che ormai da anni e anni continua a covare dentro ognuno di noi.
Da troppi anni infatti siamo diventati tutti prigionieri della politica di concertazione e collaborazione dei vertici sindacali con le amministrazioni sia pubbliche che private.
Da anni va avanti la politica di rinuncia ad obiettivi di miglioramento delle condizioni dei lavoratori mentre al contrario si concorda sistematicamente la demolizione di tutte le conquiste ottenute in anni e anni di lotta.
E' quasi inutile fare l'elenco di tutto ciò; basti pensare che si è cominciato con l'abolizione della contingenza e adesso con il peggioramento delle pensioni, se mai ci arriveremo vivi.

In questa situazione buon gioco hanno avuto le amministrazioni che vanno sempre più assumendo posizioni più arroganti, discriminando e contrapponendo i lavoratori tra di loro, (vedi le pagelline di merito) forti del fatto che manca un sindacato degno di questo nome che sappia contrastarle. Rimediare a questo stato di cose fortemente compromesso non sarà facile, ma pensiamo valga la pena provarci se vogliamo riscattare la dignità che in tutti questi anni ci hanno tolto.
Ricreare un fronte che sappia riportare i lavoratori a lottare nuovamente per migliorare le proprie condizioni e ritornare a vincere è l'obiettivo e lo spirito che muove noi lavoratori dell'istituto con migliaia di altri lavoratori impegnati nello Slai Cobas.
NELLE PROSSIME SETTIMANE ORGANIZZEREMO UNA PRIMA RIUNIONE DI TUTTI GLI ISCRITTI PER COMINCIARE A DISCUTERE TUTTI INSIEME, CONOSCERCI E FORMALIZZARE LA NASCITA DEL COBAS AL DON CARLO GNOCCHI E NOMINARE I SUOI RESPONSABILI INTERNI.

Milano, maggio 2004

SLAI COBAS MILANO
SLAI COBAS ISTITUTO PALAZZOLO


Taglio dei posti - letto nella Casa di riposo
“Sandro Pertini” di Garbagnate

Garbagnate Milanese 27 maggio 2004

SLAI-COBAS


Questa mattina conferenza stampa dello Slai Cobas

La casa di riposo Sandro Pertini di Garbagnate milanese è stata tappezzata di tricolori per l’imminente “visita elettorale” della presidente della Provincia Ombretta Colli.
E il direttore della “Pertini” Arcangelo Ceretti si presenta come candidato alla Provincia per il centro-sinistra.

Intanto …

Lo Slai Cobas non ci sta e fa appello ai lavoratori, ai sindacati, ai sindaci, ai cittadini e alle associazioni dei famigliari.

Garbagnate mil. 27-5-2004

Slai Cobas Casa di cura Sandro Pertini

P.S.
Giovedì 3 giugno alle ore 11 al Tribunale di Milano in via Pace davanti al giudice Amedeo Santosuosso si terrà la causa intentata da 97 lavoratori organizzati e difesi dallo Slai Cobas.
4 anni fa il servizio mensa, che serviva lavoratori e degenti, è stato smantellato e privatizzato.
Risultato: i lavoratori si trovano con un servizio peggiore e molti di essi non possono nemmeno usufruirne.
Lo Slai Cobas chiede per i 97 lavoratori in causa un indennizzo di 4068 euro a testa.


I padroni dell’auto italiana la FIAT un sistema scientifico di sfruttamento dell’uomo, per il profitto, per il potere oggi come ieri, non si risparmiano dimostrano il loro vero volto!!
Licenziano, sfruttano senza ritegno gli operai, portano all’esasperazione e cacciano senza pietà verso la miseria centinaia di famiglie operaie.
Lo Stato del capitale, in appoggio alle misure disumane della FIAT arma e schiera migliaia di poliziotti a manganellare e a reprimere i lavoratori della FIAT di Melfi, ad umiliarne la vita a colpirne la dignità.
I lavoratori e i delegati dello SLAI COBAS della SANITA’ solidali con i compagni e i lavoratori di Melfi, di Pomigliano, della ex Alfa Romeo di Arese, con tutto il gruppo FIAT e con i lavoratori dell’indotto, insorgono contro questo vile tentativo del padronato e dello Stato di piegare la volontà di lotta dei compagni lavoratori della FIAT e dell’Indotto, e mai come questo momento si sentono vicini alle rivendicazioni dei lavoratori del settore auto italiano, coscienti che questa è la strada giusta e che solo in questo modo la classe dei lavoratori può difendersi.

La scellerata concertazione e l’appoggio dato al padronato FIAT da FIM e UILM , che hanno firmato l’accordo, e dalla CGIL che si presenta diversa e partecipa in prima fila alle lotte, per poi svendere la volontà e la capacità di lotta dei lavoratori metalmeccanici, come è successo ad Arese, come è successo con gli autoferrotranvieri italiani,

E’ LA CAUSA PRINCIPALE DELLE SCONFITTE POLITICHE DEL MOVIMENTO DEI LAVORATORI ITALIANI !

A causa delle contraddizioni sempre in aumento altre categorie di lavoratori si metteranno per forza in movimento, il nostro compito e di indicargli la strada ed organizzarne le lotte.

LA LOTTA DI MELFI, DI ARESE, DI POMIGLIANO E DI TUTTO IL GRUPPO FIAT E IL SUO INDOTTO E’ LA LOTTA DI TUTTI BISOGNA SOSTENERLA, BISOGNA APPOGGIARLA, SCIOPERIAMO INSIEME A LORO !!!

Milano 26-04-04

L'ATTACCO ALLE CONDIZIONI DI VITA
DEI LAVORATORI DELLA FIAT
E' UN ATTACCO ALLA CLASSE OPERAIA ITALIANA
RISPONDIAMO COME CLASSE UNITI !!!

SLAI COBAS SANITA'


NE' SOLDI NE' ONORE !!

Gli arretrati dei dipendenti della sanità pubblica sono stati bloccati dalla Corte dei Conti ; Forse adesso i sindacati firmatari del contratto ci chiameranno alla lotta !
Ma quale fiducia possiamo avere in questi burocrati intrallazzoni se:

  1. hanno preparato una piattaforma senza coinvolgere i lavoratori del settore.

  2. hanno chiesto aumenti irrisori che sentiremo in busta paga solo perché sono arretrati di due anni (se il governo trova i soldi per finanziarli)

  3. hanno legato quasi la metà di questi aumenti alla valutazione individuale e alle pagelline.

  4. hanno firmato per ridurre legalmente gli organici e norme restrittive che aumentano la repressione

Per questo il governo gioca con noi come il gatto con il topo !

Il governo, il padronato, i sindacati ad ogni nuovo accordo ci spogliano sempre più della nostra dignità di classe, ci offendono con aumenti di stipendio simbolici.

Ma al peggio non c’è mai fine !

Sono capaci di tutto per risparmiare e non pagare; se dobbiamo ancora lottare per avere i sodi di un contratto già firmato, cosa ci toccherà fare per avere gli aumenti del biennio economico in scadenza a gennaio del 2004 ?
La feroce ristrutturazione che stanno attuando nella sanità pubblica; il contenimento del salario e la riduzione dell’occupazione; stanno passando perché il governo è deciso ad imporsi sempre di più;
perché le organizzazioni sindacali da sempre collaborano con qualsiasi governo per i loro interessi. Ma anche perché centinaia, migliaia di lavoratori si sono rasseganti alla sconfitta, perciò colpevoli anche loro dei nostri guai.

Per difendere il nostro stipendio bisogna cominciare a difendere la nostra dignità di classe !!

L’autorganizzazione è l’unica strada la lotta è l’unico mezzo !!!

Nessun compromesso con il governo; vogliamo subito i soldi arretrati; autorganizziamoci per rivendicare norme contrattuali a nostro favore; per aumenti che recuperino il potere d’acquisto del nostro salario senza valutazioni individuali e senza pagelline.

LE LOTTE CORAGGIOSE DEGLI
 AUTOFERROTRANVIERI HANNO VINTO.
IMITIAMOLI!

slai cobas sanità

1/4/2004


Lettera aperta ai medici
che hanno scioperato il 9 febbraio
e a tutti i lavoratori e cittadini che, come loro,
 lottano in difesa di una sanità pubblica

Se un grande merito ha avuto lo sciopero dei medici dello scorso 9 febbraio, è quello di aver riportato all'attenzione di tutti la situazione disastrosa che sta attraversando la sanità pubblica nel nostro paese.
E’ bastato un solo giorno di sciopero, insieme all' attenzione che tutti gli organi di Informazione gli hanno dato, perché venissero confermate tutte le cose che noi come Slai/Cobas stiamo dicendo ormai da più di dieci anni...
Isolati e attaccati dalle "grandi" organizzazioni sindacali, lasciati soli anche dalle forze politiche oggi disposte ad alzare, almeno a parole, barricate, abbiamo sempre sostenuto che il male dei nostri ospedali si chiamava "aziendalizzazione", abbiamo sempre denunciato i pericoli derivanti da quella filosofia che sottopone l'erogazione di salute ai bilanci economici, abbiamo da sempre fatta nostra la concezione che la salute non sia una merce e cha la sanità non sia un mercato.
Oggi non siamo più soli a dire queste cose, questo non può che farci piacere, ma siamo convinti che sia necessario percorrere ancora tanta strada per trasformare le parole in fatti concreti.
Aver individuato un problema non vuole dire automaticamente averne trovato anche la soluzione, anzi...
Noi non abbiamo ricette in tasca, siamo però sicuri che unire più forze sia un passo indispensabile da fare se vogliamo veramente vincere la battaglia per ostacolare i disegni di chi ipotizza una sanità a misure di profitto per i privati ed una sempre più immiserita per i poveri cristi.
Disegni che trovano tra i principali attori proprio i governanti della Regione Lombardia che in questi giorni hanno promosso una legge che permette agli ospedali pubblici di trasformarsi in Fondazioni, offrendo così un altro regalo miliardario al privato e che potrebbe trovare una sperimentazione nel futuro della nostra Azienda.
Convinti di ciò, vogliamo fare una proposta ai medici che hanno scioperato il 9 febbraio, a tutti i lavoratori che condividono le ragioni della loro protesta, a tutti i cittadini che si sono mobilitati a favore della rivalorizzazione degli ospedali della nostra azienda, affinché il 22 marzo prossimo, giornata in cui i medici sciopereranno ancora, si trasformi in una giornata di mobilitazione concreta con un presidio/assemblea che dia voce al lavoratori, ai cittadini e alle forze politiche e sociali che lottano per difendere la sanità pubblica.

Delegati RSU Slai/Cobas
A.O. Salvini

17/3/2004


I dipendenti delle amministrazioni e degli enti pubblici non economici, i quali a causa dello svolgimento dell'attività lavorativa riportano infermità o lesioni hanno diritto a conseguire benefici economici.

ITER PER LA RICHIESTA DI RICONOSCIMENTO DELLA CAUSA DI SERVIZIO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

  1. Domanda al direttore generale dove si allega la certificazione medica più completa (relazione specialista, referti esami tc, rmn). Dichiarare se sussiste violazione del DLgs 626/94 (assenza dei presidi atti alla prevenzione o mancanza di informazione).

  2. L'azienda invia un questionario al responsabile del servizio che lo compila specificando le condizioni di lavoro nel servizio o nel reparto.

  3. La direzione medica invia un rapporto informativo all'ufficio cause di servizio.

  4. L'ufficio cause di servizio chiede un parere all'ASL che visiona la documentazione chiedendone a volte dell'altra.

  5. La risposta può essere positiva o negativa comunque l'ufficio cause di servizio invia la pratica alla commissione territoriale competente.

  6. La commissione territoriale invita a visita il dipendente chiedendo a volte ulteriore documentazione. Alla visita il dipendente si presenta accompagnato da un medico legale o del lavoro di fiducia.

  7. L'ufficio cause di servizio comunica al dipendente l'esito della visita.

  8. L'amministrazione se il dipendente riceve già da INAIL una rendita integra con un importo l'indennità.

  9. Se al dipendente viene negata la rendita INAIL la pratica deve essere inviata a Roma presso il COMITATO DI VERIFICA DELLE CAUSE DI SERVIZIO che si pronuncia in merito.

  10. Il comitato conferma la correlazione tra patologia e causa di servizio o meno e la rispondenza con la tabella assegnata.

  11. Se il parere del comitato territoriale competente e del comitato di verifica delle Cause di servizio è discorde la pratica è inviata all'UFFICIO MEDICINA LEGALE del Ministero della Sanità che pronuncia parere definitivo.

  12. Se la commissione territoriale competente colloca la patologia in una delle Categorie della tabella A il dipendente avrà diritto ad un indennizzo, in busta paga, fisso e pensionabile.

  13. La domanda per il riconoscimento della causa di servizio deve contemplare l'immediato indennizzo, in caso di accoglimento della stessa, per non dover sottostare ai tempi molto stretti previsti tra il momento del pronunciamento positivo e la successiva domanda di indennizzo.

  14. La domanda per l'accertamento della causa di servizio va inoltrata entro 6 mesi dall'evento traumatico.

  15. La domanda per l'accertamento della causa di servizio può essere inoltrata anche se la patologia non ha avuto origine da specifico episodio traumatico.

  16. Risulta importante specificare le proprie condizioni lavorative ed ogni violazione del DLgs 626 del 1994 (assenza di DPI , Mancata informazione e formazione).

  17. Per un accesso completo alla normativa vedere DPR 29/10/01 n 461.

  18. In allegato modulo tipo per la richiesta di riconoscimento della correlazione tra patologia manifestatasi e causa di servizio.

TESTI CONSIGLIATI
1) CAUSA DI SERVIZIO,EQUO INDENNIZZO E PENSIONAMENTO PRIVILEGIATO DEI DIPENDENTI PUBBLICI.
di ROCCO DI PASSIO - MAGGIOLI EDITORE
2) I TRATTAMENTI PENSIONISTICI PRIVILEGIATI E L'EQUO INDENNIZZO
di R.CASTRICA e G.BOLINO - GIUFFRÈ EDITORE

SLAI COBAS SANITA' - Perugia


8 MARZO : LAVORATRICI E LAVORATORI UNITI NELLA LOTTA

Il Cobas dell’Istituto Tumori aderisce e fa propria la piattaforma/appello delle lavoratrici dello Slai COBAS per il sindacato di classe e delle compagne del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario, che ha indetto uno sciopero per l’8 marzo. Le ragioni stanno nel contenuto dell’appello, che evidenziano come le politiche governative pesino doppiamente sulla pelle delle donne e delle lavoratrici.

SE in generale la privatizzazione della Sanità rende sempre più incerto il futuro per migliaia di lavoratori, questo penalizza maggiormente le lavoratrici ( le prime ad essere licenziate; le prime ad essere incentivate a rimanere a casa);

SE la riforma pensionistica rappresenta un barbaro attacco al giusto e sacrosanto diritto di godersi i frutti di anni di sacrifici, questo lo è doppiamente per le lavoratrici sulle cui spalle pesa anche il ruolo loro imposto o a cui le si vuole relegare di lavoratrici domestiche;

SE l’aumento dei prezzi, i mancati, e quando ci sono miseri, rinnovi contrattuali, ci rendono tutti sempre più poveri, sulle lavoratrici, alle donne si aggiunge la "delega", comunque, di far quadrare i magri bilanci;

SE la politica dei tagli per "sanare" i bilanci, vede blocco delle assunzioni e conseguente aumento dei carichi di lavoro, tutto ciò rappresenta per le lavoratrici un ulteriore riduzione dei tempi da dedicare alle proprie relazioni (familiari, sociali, affettive);

SE sui giornali, nei media si scrive e si parla delle continue violenze, molestie, subite dalle donne, in famiglia come in strada, è anche vero che quotidianamente nelle corsie degli ospedali, come in fabbrica o negli uffici, le lavoratrici sono oggetto di molestie, ricatti o battute offensive, a sfondo sessuale, senza che ne commissioni "pari opportunità" e dirigenti vari denuncino e perseguano queste violenze, tendendo anzi a minimizzare o a eludere il problema.

SE TUTTO CIO’ E’ LA REALTA’ NON SI PUO’ NON LOTTARE AL FIANCO DELLE LAVORATRICI

Per queste e le altre ragioni dello sciopero indetto dalle lavoratrici dello Slai COBAS per il sindacato di classe e dalle compagne dell’MFPR, perché consideriamo queste ragioni una vertenza interna alle altre vertenze e non la mobilitazione di un giorno all’anno, il COBAS dell’Istituto Tumori l’8 marzo aderisce e partecipa allo sciopero: NON PER COSTRUIRE UN SINDACATO AL FEMMINILE, UN SINDACATO DELLE DIFFERENZE, MA PER SCATENARE IL PROTAGONISMO DELLE LAVORATRICI NELLE LOTTE, PER RAFFORZARE E RENDERE VINCENTI LE RIVENDICAZIONI DI TUTTI I LAVORATORI, PER CACCIARE IL GOVERNO BERLUSCONI.

LUNEDI’ 8 MARZO IL COBAS INT INVITA LE LAVORATRICI ALL’ASSEMBLEA CHE SI TERRA’ PRESSO L’AULETTA SINDACALE DALLE ORE 11.00 ALLE 12.00, A CUI E’ STATA INVITATA LA STAMPA, PER DISCUTERE E COSTRUIRE UNA VERTENZIALITA’ SU QUESTI TEMI.

Slai COBAS "Istituto Tumori

per il sindacato di classe tel. 338/7211377

3/03/04


LO DIREMO ALLE ASSEMBLEE!!

Non possiamo forse chiedervi di lottare contro una politica che ci sta riportando agli anni 50; c’è forse in gioco la vostra tranquillità ma tenersi buoni i responsabili, non può essere l’unico sentimento che attecchisce in quest’Ente.
Non possiamo forse chiedere ai nostri colleghi/ghe di lavoro di astenersi da rispondere sempre Sì ad ogni richiesta: straordinari e cambio turno continui, aumento dei ritmi di lavoro senza sosta, scontri con i propri compagni se non accettano all’aumento dello sfruttamento!

Se queste richieste non sono legittime e non sono capite che cosa bisogna chiedervi?

Dobbiamo accettare tutto senza dire niente? O altrimenti aiutare la nostra amministrazione a ridurci a semplici “sudditi” con accordi capestro e nessuna iniziativa cosi come sta facendo la maggioranza della RSU ?
Sappiate però che chi ci dirige non ha ritegno ne conosce freni:
Parlano di deficit (7 miliardi di vecchie lire), e per farli rientrare oltre alla politica del risparmio senza sosta sui presidi e su tutto quello che si può ridurre, hanno gia ridotto la Dotazione Organica.
Anche al Redaelli di Milano, come negli altri istituti, la riduzione degli organici è stata attuata dal vecchio e dal nuovo direttore; dei 555 operatori tra assunti di ruolo e quelli interinali del 2003, attualmente siamo 527 per raggiungere i 515 così come ordinato dal Direttore Generale al Direttore d’Istituto.

Serve commentare questo fenomeno? Siamo proprio sicuri che il nostro servilismo e la nostra fottuta paura ci garantirà ancora per molto?
Noi vi assicuriamo che questo modo di procedere ci porterà alla rovina, ci porterà a perdere la nostra dignità con il peggioramento in continuazione delle condizioni lavoro, mentre parte dei magri aumenti di stipendi chiesti dai contratti nazionali, serviranno a coprire gli ammanchi dai bilanci del nostro Ente.
L’ultimo accordo sulle progressioni orizzontali con la pagellina favorisce purtroppo questo pericolo.
I dipendenti di quest’Ente sono stati zittiti da una politica fin troppo accomodante delle RSU, bisogna invertire questa brutta tendenza.
Possiamo fare tutte le assemblee che vogliamo ma se non si consolida una linea sindacale che mette in discussione questa politica, i colleghi e le colleghe continueranno a subire passivamente la riduzione degli organici e il contenimento dello stipendio e ogni altra cosa che piace all’Ente.

LA RIDUZIONE DEL PERSONALE NON PASSERA’ SE OGNI UNO DI NOI COMINCIA A RIFIUTARSI DI LAVORARE IN STRAORDINARIO E DI CAMBIARE CONTINUAMENTE TURNO PER COPRIRE QUELLI SCOPERTI !
POSSIAMO RESPINGERE IL CONTROLLO “INDIVIDUALE PERMANEMNTE” FIRMATO NELL’ACCORDO CHE HA INTRODOTTO LA PAGELLINA, RIDUCIAMO I RITMI DI LAVORO E LAVORANDO SEMPRE IN SICUREZZA ! E’ COSI’ DRAMMATICO FARE QUESTO ?

OGGI PIU’ CHE MAI SERVE CHE SI PROPONGANO E S’IMPEGNINO LAVORATORI CHE HANNO A CUORE LA DIFESA DEGLI INTERESSI DELLA NOSTRA CLASSE E S’IMPEGNINO PER ORGANIZZARE LA RESISTENZA ALLO SMANTELLAMENTO DELLE NOSTRI DIRITTI ECONOMICI E POLITICI, AD ENTRARE NELLA R.S.U. PER CAMBIARE LA NATURA CONCERTATIVA E ACCOMODANTE FILO VIA OLMETTO !
NELLE ASSEMBLEE OLTRE A DIRE COMINICIAMO ANCHE A FARE!

SLAI COBAS A.S.P. "GOLGI" "REDAELLI" di MILANO

9 febbraio 2004


CONTRATTO NAZIONALE DELLA SANITA'
2002 - 2005

Le considerazioni che seguono hanno la presunzione di suscitare un confronto tra tutti i cobas che sul territorio nazionale si occupano di sanità.

Il nuovo contratto nazionale è comprensivo di una parte economica che riguarda il biennio 1/1/2002 - 31/12/03 ed una parte normativa inerente il periodo 1/1/02 -31/12/05. I commenti al nuovo ccnl sanità sono stati, come al solito positivi da parte dei sindacati Confederali che hanno sottolineato due aspetti: l'aumento medio di oltre cento euro l'aggiornamento obbligatorio (ECM) a carico delle aziende sanitarie.

LA VERITA' E' BEN DIVERSA!

Il ccnl sanità tratta aspetti diversi sia economici che normativi tutti importanti e rideterminati non tenendo in considerazione i diritti e le aspettative dei dipendenti del sistema sanitario.

In sintesi gli aspetti salienti:

INCREMENTI ECONOMICI

Il tanto decantato aumento lordo di 109 euro non è medio ma è cio' che spetta ai dipendenti in fascia Ds5. Gli aumenti,paradossalmente differenziati a seconda della fascia di appartenenza,sono assolutamente insufficienti a fronteggiare l'aumento del costo della vita. L'inflazione reale,rilevata da aziende statistiche non statali si attesta oltre il 10%,dato che rende ridicoli gli aumenti previsti dal ccnl. Differenziare gli aumenti contrattuali,i quali dovrebbero consentire di recuperare potere d'acquisto degli stipendi,è una operazione demagogica e liberista visto che l'aumento del costo della vita riguarda tutte le fasce,anzi colpisce maggiormente chi ha uno stipendio minore.

INCREMENTO DELLE INDENNITA'

L'aumento delle indennità è microscopico :
Indennità lavoro notturno ( ore 22/ 6 ) da 2,324 euro a 2,74 euro
Indennità lavoro festivo ( turno intero ) da 15,493 euro a 17,8 euro
Indennità lavoro festivo ( turno ridotto) da 7,74 euro a 8,91euro

Questi aumenti sono inconsistenti,e non incidono sul potere d'acquisto degli stipendi. Buon senso vertenziale avrebbe suggerito un aumento consistente della indennità di pronta disponibilità ,rimasta immutata da molti anni,in modo che il ricorso al lavoro straordinario utilizzando la reperibilità avrebbe avuto un costo molto più alto disincentivando la politica delle aziende sanitarie che consiste nella massima compressione degli organici e intensivo sfruttamento del personale in servizio.

ASPETTI DISCIPLINARI
MODIFICHE ART.28 e 29 del CCNL 1/9/95

Anche nell'ambito degli aspetti disciplinari sono state introdotte novità peggiorative degli articoli esistenti. L'articolo 28 (Doveri del dipendente), è stato trasformato in Obblighi del dipendente, mentre nell'articolo 29 (Codice Disciplinare) la modifica rilevante riguarda il punto E del primo comma che prevedeva per l'infrazione di un certo livello la sospensione dal servizio e privazione della retribuzione fino ad un massimo di 10 giorni,mentre adesso la sanzione minima è di 11 giorni fino ad un massimo di 6 mesi. Queste modifiche mi inducono ad alcune considerazioni:

  1. La segnalazione della presunta infrazione,inoltrata alla commissione disciplinare ed anche il ricorso al richiamo verbale è attribuzione esclusiva del dirigente responsabile della struttura (Primario) che la esercita sul personale in servizio,che nella sua stragrande maggioranza è divenuto grazie alla riforma delle professioni sanitarie, laureato.
    Questa norma è palesemente vessatoria e discriminatoria perché nonostante la demagogia confederale che ( a parole) esalta il ruolo delle professioni sanitarie poi nel concreto sottoscrive un accordo che sottopone le professioni stesse ad un controllo gerarchico di tipo medioevale,negandogli il diritto di poter segnalare gli abusi dei Dirigenti alla medesima commissione disciplinare.
    Per quanto ci riguarda qualsiasi dipendente deve poter segnalare abusi e vessazioni alla commissione disciplinare.

  2. L'inasprimento delle sanzioni disciplinari serve solo a colpire quei dipendenti che esercitano i loro diritti o ne fanno esplicita richiesta.
    Le sanzioni esistenti erano sufficienti se applicate a ricondurre a ragione quei dipendenti,di norma assunti perché raccomandati,che scambiano il sistema sanitario pubblico per il paese dei balocchi.
    Questo non si verifica perché i raccomandati di norma godono di impunità e complicità di chi ha il dovere di verificare l'applicazione di protocolli e procedure.

EDUCAZIONE CONTINUA IN MEDICINA (ECM)

Il miracolo si è avverato! Sono trascorsi alcuni anni da quando è stata introdotta la norma che prevede la formazione obbligatoria per il personale sanitario (ECM), i dipendenti del sistema sanitario sono stati costretti (salvo rarissimi casi) a sborsare di tasca propria ingenti risorse economiche, accrescendo la propria professionalità spesa quotidianamente nelle aziende sanitarie dove sono impiegati. Questo valore aggiunto non ha mai trovato compensazione in alcun incremento economico in busta paga. Che le Aziende sanitarie paghino la formazione dei dipendenti è talmente ovvio che nel settore privato è considerato un dato acquisito. La verità è molto semplice,per anni Aziende private ed anche alcune organizzazioni sindacali anno offerto formazione in cambio di un sostanzioso ritorno economico.

RIDUZIONE DELL'ORARIO DI LAVORO

Nel contratto nazionale del comparto sanità che ha preceduto quello attuale,l'articolo 27 ( Riduzione dell'orario di lavoro) prevedeva la possibilità di contrattare in sede aziendale la riduzione dell'orario di lavoro per il personale turnista arrivando ad un monte ore settimanale di 35 ore.Non ci risulta che esista Azienda sanitaria dove ci sia stata l'introduzione delle 35 ore. La riduzione dell'orario avrebbe comportato un minor stress psico-fisico per il personale turnista costretto a carichi di lavoro disumani,vista la carenza di organici che si registra in tutte le Aziende sanitarie,ed umiliato dalla costrizione a rientri mensili per poter raggiungere il monte ore contrattuale pari a 36 ore settimanali. Nel nuovo ccnl della sanità l'articolo che contempla la possibilità di ridurre l'orario di lavoro a 35 ore è sparito, dimostrando ancora una volta la distanza tra le organizzazioni confederali firmatarie del contratto e le esigenze del personale sanitario.

IL SISTEMA DI VALUTAZIONE

In molte Aziende sanitarie fino ad oggi i fondi a disposizione consentivano la progressione orizzontale per tutti i dipendenti. Con il nuovo contratto,considerati gli scarsi fondi a disposizione che le Aziende sanitarie lamentano,le progressioni orizzontali avverranno mediante l'impiego del famigerato sistema di valutazione. Questo prodotto di ingegneria contrattuale presente anche in sistemi economici non liberisti come CUBA,nella versione Italiana consente di valutare un dipendente attraverso tre parametri:

  1. ANZIANITÀ DI SERVIZIO

  2. FORMAZIONE

  3. VALUTAZIONE DA PARTE DEL RESPONSABILE DEL REPARTO O SERVIZIO DI APPARTENENZA.

Questo sistema alla prova dei fatti si è rilevato inefficace,arbitrario,e vessatorio. Gli aumenti contrattuali non hanno compensato la perdita del potere d'acquisto degli stipendi ragione per cui tutti i fondi disponibili dovevano essere impiegati per risolvere questo importante problema. La formazione dei dipendenti della sanità,fino ad oggi è stata relegata all'ambito dell'iniziativa del singolo cioè direttamente correlata alle possibilità economiche del dipendente o della sua famiglia. La formazione così come come l'abbiamo conosciuta fino ad oggi prima dell'accreditamento,non può essere presa seriamente in considerazione. La valutazione del responsabile del servizio è una intrusione illegittima nella delicata sfera del rapporto del professionista sanitario con il proprio lavoro. Il laureato ( Infermiere, Tsrm, Fisioterapista, ect.) può accettare una valutazione del suo operato dal collega che al suo fianco condivide giornalmente le responsabilita',dettate dal codice deontologico,dal patto con il cittadino (stipulato dall'IPASVI nazionale alcuni anni or sono) e non accetta valutazioni,anche perché professionalmente autonomo,dai dirigenti medici e non spesso impegnati solo nella contabilità dei DRG fulcro della sciagura chiamata aziendalizzazione.

MOBBING

Il fenomeno del mobbing è presente dall'epoca della rivoluzione industriale nelle imprese private ed anche nella pubblica amministrazione. Soltanto adesso ci si accorge delle violenze morali e psicologiche che i lavoratori subiscono quotidianamente. Nel nuovo CCNL della sanità all'articolo 5 il problema del mobbing viene trattato. La soluzione che confederali e governo ritengono idonea è la costituzione di una commissione paritetica tra azienda sanitaria e sindacati confederali aziendali che raccolga dati sul fenomeno e trovi soluzioni concrete. Questo tipo di soluzioni le abbiamo già sperimentate in passato e non portano a nulla! Queste concrete forme di consociativismo cercano solo di nascondere il vuoto di vertenzialità su di un problema drammatico anche nella pubblica amministrazione. L'unico modo per stroncare il mobbing è promuovere migliaia di vertenze sul territorio nazionale ottenendo condanne penali e rilevanti risarcimenti economici da quei dirigenti o pseudo colleghi che per ossequio alle disposizioni ( spesso illegittime) dei vertici aziendali, impegnati quasi sempre, nell'obbiettivo del pareggio di bilancio,si fanno promotori di vessazioni inaccettabili sia professionalmente che umanamente.

SLAI - COBAS SANITÀ

25/1/2004


RESPINGIAMO LA PAGELLINA!!

Mentre gli autoferrotranvieri stanno lottando per difendere lo stipendio dall’inflazione e contro la legge 146, antisciopero; altri lavoratori in Italia cercano di forzare le ferree leggi che ci fanno diventare sempre più poveri di soldi e di dignità, vedi i dipendenti dell’Alitalia, i lavoratori della TIM; i 600 mila operatori della sanità non riescono a dire niente di fronte ad un contratto nazionale con pochi soldi e molti doveri, perché ai sindacati va bene così!
Per noi della sanità, agiscono le micidiali regole della meritocrazia, ancora prima che il contratto nazionale sia ratificato dalla corte dei conti; una primogenitura in negativo per cui dobbiamo ringraziare i delegati della RSU.
Con il solo rappresentate dello SLAI COBAS contrario il 1° d’ottobre è stato firmato l’accordo sulle progressioni orizzontali con l’odiosa pagellina.
In questo modo aumenterà ancora di più la divisione tra i colleghi nei reparti e nei servizi; i nostri dirigenti riusciranno a risparmiare aumentando i carichi di lavoro e riducendo man mano l’organico:

chi si opporrà?

Nessuno può negare che contro il meccanismo della pagellina abbiamo combattuto per anni con la partecipazione di tutti!
E’ deplorevole che con largo anticipo, senza una discussione seria e approfondita nella RSU, e cosa ancora più grave, senza discutere e chiedere il consenso a tutti i dipendenti, capi servizio e capi sala stanno valutando in questo mese ogni uno di noi, come i bambini alla scuole elementari, per stabilire a chi spetta la “progressione orizzontale”, i fortunati che vinceranno questa lotteria, saranno più ricchi di qualche spicciolo ma avranno dovuto dimostrare di essere bravi e di impegnarsi a lavorare di più.
Veniamo trattati come i bambini dopo anni e anni di lavoro, alla faccia della dignità di classe e dell’autostima.
Lo SLAI COBAS ha chiesto ai delegati della RSU di rimettere in discussione l’accordo, e di coinvolgere tutti i lavoratori, per stabilire in primo luogo, a quanto ammontano i fondi che la direzione mette a disposizione per il passaggio di fascia, e decidere solo dopo come devono essere distribuiti.
SE VI SEMBRA RIVOLUZIONARIO QUESTO; considerato che la classe operai italiana è stanca dei bassi salari e dell’aumento dei carichi di lavoro; la risposta degli autoferrotranvieri ne è un esempio, ed altre categorie stanno lottando contro questa politica, noi resteremo sempre il fanalino di coda del movimento operaio, se continuiamo a chinare la testa.

 

I 600 MILA OPERATORI DELLA SANITA’ NON POSSONO STARSENE A GUARDARE ALL’INFINITO, lottare contro il lavoro precario per aumenti in ruolo degli organici, per stipendi che recuperino la perdita del potere d’acquisto del nostro stipendio sono le basi del nostro programma cominciamo a farci sentire!

 

Milano 21-1-2004

SLAI COBAS DELL'A.S.P.

 

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