[2005]
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il grimaldello Giornale alternativo dell’Ospedale Niguarda |
ARGENTO VIVO giornalino della ASP ex II.PP.A.B. |
I RICORSI LEGALI INSIEME ALLA LOTTA
CI RESTITUISCONO LA DIGNITA'Il 30 di novembre 2005 la direzione della K.C.S. è stata portata davanti al giudice per rispondere di un licenziamento, meschino e immotivato, di una lavoratrice.
Una lavoratrice che lavora da sempre con gli anziani e continua tuttora a farlo senza problemi e con la giusta professionalità.
Nella RSA Gerosa Brighetto di Milano questa lavoratrice non andava più bene alla coordinatrice e alla dirigente, e per questo con una scusa è stata licenziata. Chiedere di ritornare al proprio posto era necessario e giusto; la nostra organizzazione sindacale non ha lasciato sola questa dipendente, che per sua fortuna, subito dopo la repressione subita ha trovato un altro posto di lavoro, e anche per questo non abbiamo chiesto la procedura d’urgenza alla magistratura milanese.
In ogni caso siamo soddisfatti del risultato perché la cooperativa è stata condannata a risarcire la lavoratrice della mancata retribuzione e a pagare le spese processuali e il conto degli avvocati.
I dirigenti della cooperativa sappiano che da oggi gli costerà caro attivare qualsiasi forma di repressione nei confronti di chi si ammala o di chi vuole difendersi dai soprusi.
L’arroganza dei dirigenti e il loro decisionismo non lasciano spazi a richieste in difesa degli interessi dei lavoratori ingannati con la formula di soci/lavoratori, noi vi diciamo che è una battaglia dura e lunga, ma che possiamo vincere.Non dimentichiamoci che abbiamo richiesto:
condizioni di lavoro e turni più umani
la riduzione dell’orario di lavoro e l’aumento degli organici
il lavaggio della divisa a spese della cooperativa
tutela e sicurezza della salute per gli anziani ricoverati e per gli operatori, attraverso mezzi di protezione individuali, ausili per la mobilizzazione idonei e in numero di operatori sufficienti.
su ogni questione la risposta è stata sempre NO !
Abbiamo avuto spesso l’impressione che questa cooperativa abbia protezioni politiche altolocate che gli permettono di non rispettare la legge 626 e la dignità dei lavoratori, di riflesso anche gli anziani ricoverati.
I lavoratori di via Mecenate e di Brugherio sappiano che la lotta e l’unità è la formula vincente contro ogni azienda con qualsiasi appoggio politico. Solo la dignità e la sicurezza di chi lavora può garantire che il servizio che svolgiamo sia di qualità e che gli anziani che assistiamo si sentano sicuri e tranquilli.
In queste RSA tra i lavoratori e le lavoratrici serpeggia la paura, il licenziamento volontari spesso serve a sottrarsi a processi di Mobbing e di repressione psicologica feroce, solo l’autorganizzazione e le lotta possono cambiare le cose.
Ogni provvedimento disciplinare va’impugnato ogni sopruso va denunciato !
Cominciamo ad aver fiducia in noi stessi organizziamoci con lo Slai Cobas contro le ingiustizie dei dirigenti e i soprusi delle coordinatrici.
Firmiamo il ricorso per recuperare le ore di lavoro regalate alla cooperativa con il cambio tuta per comunicare a rivendicare anche se con le cause legali la riduzione dell’orario di lavoro senza riduzione della paga.
AUTORGANIZZIAMO CON LO SLAI COBAS PER LA DIGNITA’ E PER DIFENDERE LE NOSTRE CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO!Milano 7-12-2005
slai cobas cooperativa K.C.S. Gerosa Brighetto
Bosco in Città
UNA BATTAGLIA LEGALE SULLE FESTIVITA'
PROMOSSA DALLO SLAI COBASFESTIVITA’ NAZIONALI COINCIDENTI CON LA DOMENICA: ANCHE PER I DIPENDENTI DI NIGUARDA DOPPIA RETRIBUZIONE.
In questi giorni i delegati dello SLAI COBAS invitano i lavoratori di Niguarda a sottoscrivere una richiesta di conciliazione obbligatoria per chiedere ai nostri dirigenti di riconoscere la retribuzione o il riposo compensativo per le giornate di festività nazionale coincidenti con la domenica.
Si tratta delle festività di domenica del 2 giugno 2002, del 25 aprile 2004 e 1° maggio 2005.
Questa iniziativa, promossa dallo Slai Cobas è volta a promuovere una serie di lotte per il recupero di diritti acquisiti che vengono continuamente ridotti o svenduti da accordi e intese che governo e sindacati firmano sulla nostra pelle.
E’ necessario resistere ai continui attacchi alle nostre condizioni di vita e di lavoro, rafforzandoci con l’autorganizzazione promuovendo anche iniziative legali.
FIRMIAMO LA RICHIESTA PER FARCI PAGARE LE FESTIVITA’ NAZIONALI COINCIDENTI CON LA DOMENICA !
L’ART. 5 comma 3 della legge 27-5-1949 n° 260 ha sancito il diritto a godere di un’ulteriore retribuzione nel caso in cui le festività nazionali del 25 aprile, del 1° maggio e del 2 giugno ricorrano di domenica.
Nel settore privato questo diritto è già riconosciuto; Per ottenere il riconoscimento anche per i lavoratori del Pubblico Impiego sono state avviate specifiche cause legali che hanno portato a numerose sentenze favorevoli.
Il compenso aggiuntivo trova la sua giustificazione nel fatto che, se la festività non coincidesse con la domenica, il lavoratore avrebbe avuto un giorno di riposo in più.
TUTTI I LAVORATORI CHE VOGLIONO RECUPERARE LE FESTIVITA’ DEL 2 GIUGNO 2002, 25 APRILE 2004 E 1° MAGGIO 2005, POSSONO RIVOLGERSI AI DELEGATI DELLO SLAI COBAS ai seguenti n°. Amato int.5507, Comensoli int.2310, Sommella int.5259, Arruga int.5508. fax/n. 02 64442557
ORGANIZZEREMO UNA RACCOLTA FIRME DAVANTI ALLA MENSA NELLE GIORNATE DI LUNEDI 5 e 12 DICEMBRE DALLE ORE 12 ALLE ORE 14.
E’ NECESSARIO RACCOGLIERE LE FIRME IN FRETTA PER FERMARE LA PRESCRIZIONE, NEL FRATTEMPO CHIEDEREMO ALL’AZIENDA UN’INCONTRO SINDACALE PER IL RICONOSCIMENTO DI QUESTO DIRITTO.
CHI E’ INTERESSATO ALLA FIRMA E AL RICORSO DEVE PORTARE LE BUSTE PAGA DEI MESI GIUGNO E LUGLIO 2002, APRILE E MAGGIO 2004, MAGGIO E GIUGNO 2005.Milano 30-11-2005
SLAI COBAS A.O. NIGUARDA
Comunicato
L'esecutivo della RSU è stato convocato dal nostro direttore generale lunedì 14 novembre, per valutare la proposta dell'azienda sulle due progressioni orizzontali richiesta dalla RSU e dai lavoratori. La proposta presentata quel giorno, è un vero è proprio sberleffo all'esecutivo e ai lavoratori di questo Ente. Masto, Zagonel e Fascia hanno proposte delle condizioni inaccettabili per noi dello Slai Cobas. Hanno proposto delle condizioni inaccettabili sulla 2° progressione orizzontale peggiorando le condizioni sulla proposta della 1° progressione. Nella proposta del 4 novembre l'azienda era disposta a concedere una sola progressione orizzontale articolata in questo modo: per coloro che non avevano usufruito del passaggio in orizzontale a seguito dell'accordo sottoscritto dalla RSU nel febbraio 2003, (gli Operatori Socio Sanitari) passaggio in orizzontale da gennaio 2005, per le categorie B, BS passaggio gennaio 2006, per le cat. C, D, DS passaggio gennaio 2007.
La proposta nuova sottoposta all'esecutivo della RSU e ai provinciali di Cgil, Cisl e Uil, (proposta che avrebbe dovuto inviare alla RSU gia da 15 giorni, che volutamente non hanno fatto per far passare più tempo, succede anche nelle partite di pallone ad opera della squadra che vince), prevede il passaggio dei famosi OSS fregati, da luglio 2005; dal gennaio 2006 invece le categorie B e BS e a dicembre 2006 passerebbero i colleghi inquadrati in C, D e DS.
Nella proposta è prevista anche una seconda fase di applicazione, l' eventuale seconda progressione orizzontale. La quale dovrebbe decorrere dal 2007. Secondo loro deve essere data rispettando le seguenti modalità :
dopo aver costituito una commissione che stabilirà i criteri elaborati dalla Zagonel, come è stato sempre fatto, si dovrebbe andare ad inventare dei progetti obiettivi che efficientizzano i reparti e i servizi, costituire dei criteri per la valutazione individuale e poi una volta risparmiato con questo nuova organizzazione l'azienda si impegnerebbe a destinare il 50% delle risorse risparmiate, da stabilire per costituire il fondo per finanziare la 2° progressione orizzontale. Nella proposta viene anche chiesto che la RSU sottoscriva un impegno a non rivendicare più aumenti di organici e ad accettare per buoni quelli stabiliti che hanno deciso loro. La "legislatrice" di questa proposta ha voluto strafare, sarebbe previsto che se ci dovessero essere degli aumenti del contratto nazionale, sul salario accessorio, questi assorbirebbero quelli che l' azienda cosi "generosamente" ci ha concesso. Non si sono dimenticare di ricordarci, con quella bozza, che i delegati sono loro ostaggi perché hanno splafonato con le ore di permesso e ne chiedono la regolamentazione Il presidente, dopo aver venduto molto bene la sua merce politica, si è impegnato a riconvocare l'esecutivo subito dopo il 21 novembre, per comunicare una nuova proposta che dovrebbe articolarsi nel seguente
modo:
Passaggio in orizzontale per tutti da un mese del 2006, in questi giorni la dott.sa Zagonel farà i conti per individuare quale può essere il mese giusto, speriamo bene. Sulla seconda se mai si entrerà nel merito dovranno essere applicati i criteri prevista dalla loro proposta come si diceva sopra.
Siamo in un evidente situazione di debolezza, dovuta al fatto che nessuna iniziativa è stata condotta dopo il 28 di settembre e questo condiziona molto la trattativa. In questi giorni la RSU si incontrerà per decidere le forme di lotta o come arrivare ad un eventuale accordo. I lavoratori sappiano che questo è il momento di mettersi in gioco, i nostri dirigenti vogliono darci una pedata nel sedere e niente soldi, ma cominciano a parlare di riorganizzazione del lavoro, infatti hanno gia deciso di modificare i turni ad Abbiategrasso e poi in tutti gli istituti, questo è il momento di tornare in piazza come il 28 di settembre anche con sciopero. Cominciamo a bloccare lo straordinario e a ridurre i ritmi di lavoro Lottiamo per due progressioni orizzontali senza pagellina, i soldi ci sono ma non vogliono darceli.Milano 17/11/2005
SLAI COBAS A.S.P. GOLGI-REDAELLI
FAREMO IL NOSTRO LAVORO FINO IN FONDO
NONOSTANTE LE DIFFICOLTA'!A 15 giorni dal passaggio dei lavoratori alla nuova azienda vi diciamo che il nostro impegno è uguale a quello di prima, nonostante le difficoltà e il clima di sfiducia creato ad arte per dividere i lavoratori e renderli più deboli, non ci siamo arresi, non ci siamo fatti trovare impreparati.
Dovete pensare che lo Slai Cobas, firmando l’accordo che ha permesso di passare alla nuova azienda con un danno di molto inferiore a quello che si prospettava senza nessun intervento sindacale, ha gestito sin dai primi giorni gli effetti della nuova ristrutturazione operata dalla direzione Colser.
La sera stessa del 1° novembre fu chiesto formalmente all’azienda di eliminare subito i tre rientri così come era stato programmato per 5 o 6 lavoratori, e l’azienda ha rispettato questa procedura.
C’eravamo impegnati di entrare nel merito della pausa mensa che era stata aumentata anziché diminuirla, soprattutto perché era una richiesta avanzata ai dirigenti del Gruppo B&B, un primo tentativo è stato rifiutato dall’istituto anche se le motivazioni non sono plausibili, (lavorare 4 ore la mattina in solo due operatori e poi andare a casa senza pausa, altri due che si occupano del ripasso anche loro senza pausa il pomeriggio, questa è una proposta che ci sentiamo di portare avanti, ancora adesso, anche se dovremo smuovere i dirigenti di via Olmetto), nel frattempo la Colser proporrà all’A.S.P. una riduzione della pausa di un'ora anche per i reparti del 1°, 2° e 3° piano, e del 1°, 2° reparto e Narsa.
Vi dobbiamo dire però che l’intervento delle organizzazioni sindacali firmatari di contratto, come ha fatto la CGIL, dopo che i lavoratori erano stati lasciati alla mercé dell’azienda, la dice lunga sul fatto che forse alcuni dirigenti del nostro ente giocano le loro carte proprio per favorire questi sindacati.
Noi chiediamo e diciamo a voi: cosa sarebbe successo se non ci fosse stato lo Slai Cobas a trattare con il Direttore Generale della Colser la dismissione del Gruppo B&B, sicuramente le ore di lavoro che vi sarebbero state ridotte erano quelle che Poletti aveva prospettato, 169 invece che 81,00 poi concordate, una riduzione d’orario noi sappiamo non giustificata perché i carichi di lavoro sono aumentati e vogliono ancora aumentarli, ma secondo l’articolo 4 del contratto nazionale di lavoro delle imprese di pulizie, firmato proprio da quei sindacati che in questi ultimi giorni vengono a chiedervi la tessera per bocca di persone che sono anche vostri controllori, questo può essere fatto per legge, sottoscritto a livello nazionale da Cgil, Cisl e Uil.
Nella riunione tenuta il 15 novembre chiesta dallo Slai Cobas per verificare la gestione che l’azienda e sottoporle le nostre rivendicazioni, così come avevamo deciso nelle assemblee e per difendere tutti i lavoratori in modo indistinto e senza guardarle la tessere, non come ha fatto la CGIL che ha chiesto un incontro solo per rivendicare la restituzione delle 2 ore di lavoro ridotte ai suoi scritti, riduzione accettata anche da questi iscritti nelle assemblee.
L’altro punto alla discussione a cui non siamo riusciti a venire a capo è la restituzione delle ore che secondo noi la Colser in base all’accordo sottoscritto il 31 ottobre non ha restituito, è un capitolo ancora aperto che verificheremo nella prima busta paga.
Nell’incontro del 15 novembre è stata ripreso l’obiettivo che c’eravamo già prefissati con il Gruppo B&B, il pagamento del pasto per i lavoratori presenti in istituto nelle ore di pranzo, ci attiveremo anche per il locale da destinare alla consumazione del pasto, in istituto. L’azienda ci risponderà su questo tema quanto prima.
In quest’incontro è stato concordato l’assunzione di una lavoratrice che per errore è stata licenziata dal Gruppo B&B, con gli stessi criteri previsti nell’accordo del 31 novembre.
Dal canto nostro invitiamo tutti lavoratori e lavoratrici ad avere fiducia nello Slai Cobas perché fino ad oggi, nonostante la rivoluzione che la Colser ha operato nell’organizzazione e nella distribuzione dell’orario di lavoro, stiamo agendo per sanare tutte le anomalie che man mano si sono evidenziate.
Non pensiamo sia una cosa facile, i dirigenti della Colser anche se sono una cooperativa, nata sul progetto della mutualità, non sono dei benefattori, devono guadagnare e da sempre i padroni di qualsiasi specie guadagnano in un solo modo; estorcendo plus valore dalla forza lavoro che impiegano, in parole povere appropriandosi di quello che i lavoratori producono, nel nostro caso appropriandosi dei costo che l’A.S.P. finanzia per la produzione di un servizio che voi con il vostro lavoro assicurate agli anziani e agli operatori del Redaelli.Milano 15 –11 –2005
slai cobas colser
NON LASCIAMO A LORO
LA GESTIONE DEI NUOVI REPARTI !A seguito delle preoccupate denuncie dei colleghi dei reparti interessati alla selezione per essere trasferiti ai nuovi reparti IDR, i delegati sindacali insieme ai lavoratori devono immediatamente farsi carico di entrare nel merito su quando e come pensano di gestire questi nuovi servizi nuovi.
Oltre alle misure di sicurezza che devono essere adottate e alla messa a norma delle strutture,
VOGLIAMO SAPERE SUBITO:
QUANTI LAVORATORI VENGONO IMPIEGATI E QUALI STANDARD VENGONO UTILIZZATI PER FARE I CALCOLI DEGLI ORGANICI.
VOGLIAMO DECIDERE INSIEME I CARICHI DI LAVORO E LE FIGURE PROFESSIONALI CHE VI ANDRANNO AD OPERARE.
NON VOGLIAMO STRAVOLGIMENTI DELL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO E DELLE TURNAZIONI.
Conoscendo i nostri dirigenti che pensano di essere dei veri e propri dei sulla terra e che quello che fanno loro non può essere messo in discussione solo da Giove che è il Re degli dei, noi lavoratori, delegati della RSU siamo già in ritardo di parecchio nell’entrare ne merito della questione.
NON VOGLIAMO TROVARCI DI FRONTE SCELTE CHE CI COSTRINGERANNO A FORME DI LOTTA DURE E DECISE.
NON VOGLIAMO CHE I NUOVI REPARTI SIANO REPARTI CONFINO DOVE VIGONO REGOLE DIVERSE DAGLI ALTRI REPARTI.PER RISPONDERE ALLE ESIGENZE DEL RISPARMIO,
LO FARANNO VOLENTIERI SULLA NOSTRA PELLEDOBBIAMO DIRE UN FORTE NO !
L’assenza spaventosa della RSU in questo ultimo mese denuncia a chiare lettere il cedimento della struttura della contrattazione con l’azienda, l’immobilismo non è dettato solo da fatto che è preferibile far fare all’azienda come è stato sempre fatto, ma anche dal fatto che non ci sono più spazi, i delegati che hanno gestito fino adesso li hanno ristretti ai minimi termini.
L’azienda passerà su tutto, se non si muovono i lavoratori.
LO SLAI COBAS SPINGERA’ PER UN INCONTRO SUBITO CON I DIRIGENTI PER AFFRONTARE LA QUESTIONE NUOVI IDR.
INTANTO TUTTI SAPPIANO CHE I SIGNORI DI VIA OLMETTO VOGLIONO MODIFICARE I TURNI DI LAVORO IN TUTTO L’ENTE CON UNA BANALE SCUSA, E’ FACILE VOGLIONO PARTIRE PROPRIO ALL’APERTURA.
NON FACCIAMOCI FREGARE ANCHE SU QUESTO !
COMPAGNI RIPRENDIAMO IL CONFLITTO CON QUESTI MANAGER DEL PROFITTO E NON DELL’ASSISTENZA, L’ABBIAMO DIMOSTRATO IL 28 DI SETTEMBRE NE SIAMO CAPACI.
A TA L PROPOSITO LO SLAI COBAS ORGANIZZA UNA RIUNIONE FUORI ORARIO DI LAVORO DALLE ORE 14,30 IN POI PRESSO LA SALA R.S.U. D’ISTITUTO VENERDI’ 11 novembre ’05Milano 7-11-2005
SLAI COBAS A.S.P. GOLGI-REDAELLI
LA LOTTA IN FRANCIA SCUOTERA’ TUTTA L’EUROPA!
INTERI QUARTIERI IN FIAMME, CENTINAIA DI AUTO BRUCIATE, MORTI E CENTINAIA DI ARRESTI.
I GIOVANI ABBANDONATI DALLO STATO E ALLONTANATI DAL LAVORO E DAI CONSUMI SI SONO RIBELLATI, SI STANNO SCONTRANDO CON LO STATO DI POLIZIA CHE IL GOVERNO FRANCESE HA DOVUTO INSTAURARE, PER CONTROLLARE LA CITTA’.
“QUELLO CHE STA SUCCEDENDO IN FRANCIA PRIMA O POI TOCCHERA’ ANCHE ALL’ITALIA”, HA AFFERMATO PRODI, UNA EVENTUALITA’ CHE NESSUNO PUO’ ESCLUDERE.
LA FRANCIA E’ UN PAESE ECONOMICAMENTE PIU’ AVANZATO DELL’ITALIA, MA LE CONTRADDIZIONI DEL SISTEMA MOSTRANO I SEGNI ANCORA PIU’ PROFONDI SULLE CARNI DELLE NUOVE GENERAZIONI.
AI GIOVANI, AI NOSTRI FIGLI, ALLE NUOVE GENERAZIONI DI OPERAI, E’ RISERVATA UNA SORTE DISGRAZIATA, DI POCHI DIRITTI E SEMPRE PIU’ POVERTA’ E DISOCCUPAZIONE.
IN ITALIA 20 MILIONI DI LAVORATORI SONO PRECARI ED AUMENTA SEMPRE DI PIU’ LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE, MENTRE DIMINUISCE LO STATO SOCIALE, UNA POLVERIERA CHE NON TARDERA’ AD ESPLODERE.
LA NOSTRA SOLIDARIETA’ ALLE LOTTE DURE DEL GIOVANE PROLETARIATO FRANCESE, SALUTANDO LE LORO LOTTE ANCHE SE DURE E ESTREME COME UN SEGNALE CHE DEVONO RACCOGLIERE OLTRE I PADRONI E I GOVERNI, ANCHE I LAVORATORI.SENZA GIUSTIZIA NON SI SARA’ MAI PACE !
LA GIUSTIZIA CHE CHIEDIAMO NEI NOSTRI LUOGHI DI LAVORO E’ LA STESSA CHE CHIEDONO COSI DURAMENTE I NOSTRI FRATELLI FRANCESI, PERCIO’ BATTIAMOCI DA SUBITO TUTTI UNITI PER :
RITMI DI LAVORO ACCETTABILI SIA PER I LAVORATORI DELL’A.S.P. CHE PER QUELLI DELLA COLSER.
AUMENTI DI STIPENDIO SUBITO CON LE 2 PROGRESSIONI ORIZZONTALI RICHIESTE
RISPONDIAMO NO ALL’AUMENTO DEI CARICHI DI LAVORO
BATTIAMOCI OGGI CONTRO LE STORTURE DI QUESTO SISTEMA E CONTRO I NOSTRI PADRONI ALTRIMENTI NON CI RESTERA’ ALTRO CHE PREPARARCI A LOTTARE DURAMENTE MAGARI COME QUELLA CHE STANNO CONDUCENDO I GIOVANI PROLETARI FRANCESI.
SLAI COBAS A.S.P. GOLGI REDAELLI
COOPERATIVA COLSER
COLSER IL NUOVO APPALTO DELLE PULIZIE E’ SERVITO !
Anche i colleghi dell’A.S.P. devono sapere cosa succedi agli altri lavoratori, quelli di serie B, delle cooperative e degli appalti, il destino di chi lavora è legato a doppio filo dalle condizioni di vita e di lavoro che peggiorano per gli uni e per gli altri.
Per i lavoratori dell’appalto delle pulizie in questo fine d’anno è successo il terremoto. In silenzio il 31 d’ottobre il gruppo B&B ha lasciato l’appalto, la cooperativa che gli è subentrata ha rivoluzionato l’orario e l’organizzazione del lavoro; la scadenza dell’appalto delle pulizie avviene ad intervalli regolari, vere e proprie forche caudine sotto cui i lavoratori devono passare.
E’ previsto nel Contratto Nazionale di Lavoro di questo settore, che alla scadenza dell’appalto, che subentri una nuova impresa o che sia la stessa a continuare, se il capitolato cambia, i padroni possono tranquillamente diminuire il personale, diminuire le ore di lavoro, spostare ad altro appalto gli “esuberi”, utilizzare la flessibilità oraria.
Queste regole danno mano libera alla ditta che rileva l’appalto sia a quella che lo concede, questa norma contrattuale gli permette di giocare sempre al ribasso; i nostri dirigenti di via Olmetto hanno ridotto la base d’asta chiedendo la diminuzione delle prestazioni, la Colser che è subentrata ha scaricato sui lavoratori le conseguenze di questa riduzione.
Noi siamo convinti che A.S.P. e Colser non si faranno mai la guerra ma s’intenderanno molto bene tra di loro, sicuramente le riduzioni di prestazioni scritte sui capitolati non saranno poi di fatto operate, (per esempio, è previsto nel nuovo capitolato che il lavaggio delle scale avvenga una volta la settimana mentre prima erano lavate una volta al giorno, e l’entrata dell’istituto, dove l’immagine dell’azienda è più evidente al pubblico, mentre prima si lavava tutti i giorni adesso è previsto il lavaggio una volta la settimana.
I lavoratori delle Colser saranno obbligati a lavare tutti i giorni anche dove non è previsto, dovranno sobbarcarsi un carico di lavoro maggiore con meno ore.Una situazione che non possiamo accettare, con cui dovremo fare i conti prossimamente.
Questi lavoratori sono stati seguiti dallo Slai Cobas nel passaggio da una ditta all’altra e nonostante l’accordo sottoscritto sia un buon accordo non tutte cose sono a posto.
L’accordo sottoscritto il 31 di ottobre, sul filo del tempo, con scarsissimo tempo per prepararsi sulle questioni economiche e visionare i capitolati, con il boicottaggio sistematico sull’informazione da parte dell’A.S.P. e del Gruppo B&B, questo per precisare che altrimenti non si sa cosa sarebbe successo, la CISL aveva abbandonato il tavolo delle trattative e lasciato i lavoratori al loro destino.
Nell’accordo è previsto:
Che a fronte d’una riduzione di 169,50 ore a causa della riduzione delle prestazioni, la Colser si impegna a ridistribuire ai lavoratori 88,50 circa il 50%,
Di gestire insieme al sindacato la riorganizzazione del servizio.
Di verificare a fine novembre l’andamento dell’appalto.
Di ridistribuire le ore tolte qualora uno o più lavoratori svolgano attività di straordinario che comprano un turno di lavoro.
Di ridistribuire gradualmente a tutti i lavoratori il monte ore contrattuale prima del passaggio alla Colser, all’apertura dei nuovi reparti.
Di mantenere nell’istituto Redaelli le 4 lavoratrici che non avendo quatto mesi d’anzianità e dovevano tornare alla B&B, così come prevedeva il contratto nazionale di settore.
L’assunzione a tempo indeterminato dell’unica lavoratrice che assunta da un’agenzia interinale al 31 ottobre restava senza la loro.
Un buon accordo, sottoscritto dopo l’approvazione dell’assemblea dei lavoratori.
Un accordo che va gestito giorno per giorno perché è inutile dirlo i dirigenti della Colser non sono benefattori, e cercano di aumentare i loro profitti.L’INTERVENTO DEL SIN COBAS NELLA VICENDA COLSER.
Amareggiato al massimo livello devo scrivere su questa vicenda dando le giuste connotazioni al problema non perché mi sento fregato o perché temo che qualche decina d’iscritti dallo Slai passino al Sin Cobas, in tutti i luoghi di lavoro la battaglia sulle tessere c’è sempre stata e sempre ci sarà, il sottoscritto Dell’Orfano, che ha condotto la trattativa per conto dello Slai Cobas provinciale sul passaggio dei lavoratori delle pulizie da una ditta ad un’altra, non sono un procacciatore di tessere né lo sono gli altri delegati dello Slai; alla nostra organizzazione di base, non firmataria dei contratti nazionali perché tolgono invece che dare, serve il riconoscimento dei lavoratori con l’iscrizione, per avere accesso alla trattative, che conduciamo sempre nell’interesse dei lavoratori, queste tessere non sono mai state utilizzate per sistemare qualche delegato o qualche amico, come spesso succede per altre sigle, anche non confederali, il nostro lavoro costante in controtendenza in questo Ente da anni, senza mai cedere ai ricatti e alla lusinghe di qualche dirigente lo dimostra..
Che cosa è successo, il 4° giorno del nuovo appalto, lo Slai Cobas indice un’assemblea dei lavoratori delle Colser per verificare in itinere l’andamento dell’appalto, in considerazione del fatto che l’azienda non si muove in modo trasparente e sta organizzando il sevizio in modo diverso dalle regole e dall’accordo sottoscritto, il giorno dopo il Sin Cobas organizza a sua volta un’altra assemblea con una decina di lavoratori, alla presenza di Lo Presti Giuseppe di Vimodrone e di Norma Patratti di Milano, ex iscritta allo Slai Cobas che conosciuto Lo Presti qualche tempo fa viene folgorata sulla via di Damasco e si iscrive al Sin Cobas.
Fino a questo punto niente di male ogni uno è libero di militare in qualsiasi organizzazione; questa ex iscritta dello Slai si attiva per operare a favore di una sua amica il quale essendo presente solo da un mese al Redaelli dovrebbe tornare al suo vecchio cantiere, lontano da casa con le difficoltà che questo crea.
Lo scrivente si adopera perché questa dipendente resti al Redaelli, vincendo la resistenza del Direttore Generale della Colser in una trattativa estenuante che durata dalle 14,00 fino alle 21,30 del 31-10-2005, riuscendo a spuntarla su questo punto.
Il 1° di novembre appena subentra la nuova gestione tra i lavoratori si crea il panico, molti non capiscono i nuovi orari, molti vengono spostati dal posto dove avevano operato fino allora, questo diventa il momento buono per intervenire ad aumentare la confusione e lo scoramento non solo lo fa qualche responsabile del Colser, ma anche la neo eletta rappresentante sindacale del Sin Cobas, si adopera in tal senso.
A questo punto lo scrivente pena bene di avvisare il responsabile di questa collega, dicendogli:
“guarda che le tessere li puoi benissimo fare dopo, oppure anche adesso ti prego vivamente di non mettere confusione tra i lavoratori perché questo è il momento dove bisogna la massima unità”
Lo Presti mi assicurava che non ci sarebbero state interferenze al mio operato anzi si congratulava del buon accordo raggiunto.
Ora alla luce di quanto è accaduto, voglio porre all’attenzione dei lavoratori della Colser e dei colleghi dell’A.S.P., questa vicenda, perché i comportamenti che vanno contro il corretto rapporto politico e sindacale almeno da parte di chi predica di essere giusto e leale di fronte ai lavoratori di fronte ai compagni, no può macchiarsi di simili bassezze solo, come in questo caso, per qualche tessera.
Nell’assemblea del 5 novembre senza la presenza dello Slai Cobas, mentre a quelle condotte dallo Slai Norma Patratti era sempre presente, Lo Presti conduce la sua assemblea e tessera una lavoratrice alla sua organizzazione e la promuove sul campo delegata del Sin Cobas, una lavoratrice iscritta alla Slai, una di quelle che non aveva diritto a rimanere al Redaelli e grazie alla trattativa condotta dallo Slai è restata, una bella riconoscenza da parte della dipende non c’è che dire, ma è da iscrivere solo a lei questo strano voltafaccia ?
Anche la lavoratrice che si è iscritta al Sin Cobas, per prima per fare da apri pista, era una di quelle che non avevano diritto di essere al Redaelli perché in cantiere solo da un mese invece che i quattro previsti da contratto.
Compagni lavoratori, queste non sono polemiche di basso profilo, voi ritroverete sempre di fronte a queste situazioni, resterete sempre confusi da queste beghe, anche nell’Azienda dove lavoriamo ne abbiamo viste di tutti i colori, purtroppo il sindacato è fatto d’uomini, spesso alcuni sono caporali purtroppo, come diceva Totò, e questo mi rattrista molto perché io credo ancora nell’onesta e nel rispetto, mi sazio ancora di camminare a testa alta in mezzo ai lavoratori e sapere che da parte loro non possono rimproverarmi niente del mio comportamento.
Assistere a questa meschinità, a questa condotta di basso profilo che nel gergo degli addetti ai lavori si chiama sciacallaggio polito mi rattrista molto ma nello stesso tempo mi da ancora più carica di combatte contro i padroni e contro l’opportunismo da qualsiasi parte provenga, sia esso benedetto dalla repressione a cui è stato sottoposto Lo Presti nella sua ex associazione sindacale, siano i confederali o altri a farlo; e non vengono accettate le scuse da parte sua perché quando si gioca sulla pelle lavoratori e sui rapporti politici non ci sono scuse che tengono.
Ho fatto questo riassunto parlando in prima persona, perché in qualità di coordinatore provinciale dello Slai Cobas ho anche la responsabilità politica di informare la mia organizzazione e le altre con cui abbiamo formato il coordinamento contro lo scippo del TRF, tra cui il Sin Cobas perché il movimento dei lavoratori ha bisogno di persone coerenti, corrette politicamente, altrimenti non vengono macchiate solo le coscienze individuali ma la coscienza coltiva dell’autorganizzazione e del sindacalismo di base.Milano 6-11-2005
SLAI COBAS A.S.P. GOLGI REDAELLI COOPERATIVA COLSER
COMUNICATO dello Slai Cobas RSU ASL Provincia Milano 1
Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) “Sandro Pertini” (ex Onpi)
Garbagnate Mil.seIn occasione dell’incontro del 2 novembre 2005 per l’esame dello stato di avanzamento del progetto Centro Multiservizi di Garbagnate Mil.se, la RSU Agata DeMatteis eletta nelle liste dello Slai Cobas a nome della sua organizzazione sindacale Slai Cobas, e dei lavoratori che a lei si affidano, esprime la propria contrarietà alla trasformazione della RSA Sandro Pertini in altre forme giuridiche che si possano configurare come Fondazione appositamente costituita d’intesa tra i due soggetti coinvolti ASL ed il Comune di Garbagnate Milanese.
A tal proposito, invito i presenti ad analizzare le situazioni che hanno fatto seguito alle trasformazioni delle strutture sanitarie (già attuate dalla regione), in fondazioni, che non hanno prodotto benefici per gli utenti, né qualità del servizio, né contenimento delle rette, né maggiore professionalità degli operatori.
E’ solo una scellerata operazione d’immagine.
Se si dovesse procedere in questo senso, il futuro è già scritto: l’unica realtà pubblica della Regione Lombardia, la RSA Sandro Pertini, è destinata a scomparire per dare vita ad operazioni commerciali con finalità speculative.
Noi auspichiamo, che la parte più sana e coerente del centro sinistra del Comune di Garbagnate, respinga questa intesa già sottoscritta l’8 marzo 2005 dalla sindaca del Comune di Garbagnate.
Ciò ha costituito un favore all’ASL ed un regalo alle donne e uomini anziani che risiedono nella RSA Sandro Pertini di Garbagnate. Soprattutto donne che hanno elargito cure con tanta abnegazione a figli, disabili, mariti e genitori anziani ed oggi nell’ultima fase della loro vita, sono costrette a pagare quelle cure che hanno dato gratuitamente per tutta la loro vita.
Noi abbiamo il compito ed il ruolo di agitare la protesta, faremo presidi, organizzeremo assemblee convegno, indiremo un referendum, stiamo vagliando l’opportunità di occupazioni
Rho, 2 novembre 2005Agata Dematteis
DUE PROGRESSIONI ORIZZONTALI
CON GLI ARRETRATI E SUBITO !Più di un mese è passato dal 28 settembre, giornata di lotta e di aspettativa per i lavoratori che presidiavano via Olmetto . Ma tutto tace, forse in silenzio si sta consumando un’altra sconfitta dei lavoratori.
Ci eravamo lasciati con l’impegno di mantenere alta la tensione, di continuare l’agitazione, questo serviva a convincere l’azienda che facevamo sul serio.
In queste settimane non c’è stata nessuna agitazione, il lavoro è continuato con i soliti problemi, anzi responsabili di ogni tipo sono passati nei reparti a controllare le bottiglie d’acqua e a sgridarci come si fa con i bambini, senza dimenticare le minacce gratuite arrivate a casa anche a chi di riposo non ha ottemperato a disposizioni aziendali, come le assemblee di reparto, un clima di controllo non di lotta.
Nell’ultima riunione della R.S.U. tenuta il 7 ottobre 2005, una buona parte dei delegati, della CGIL e della CISL, ha votato per accettare la progressione orizzontale più o meno come ha proposto l’azienda, nella riunione dopo con i dirigenti è stato ribadito dai delegati presenti che le due progressioni orizzontali sono soldi nostri e ci devono essere dati.
Il nostro presidente con la Zagonel e Fascia ci hanno risposto che ufficializzeranno per iscritto la loro proposta alla R.S.U. che prevede una sola progressione orizzontale scaglionata fino a gennaio 2007.
Per onestà dobbiamo dire ai lavoratori che su queste rivendicazioni pesa come un macigno l’accordo siglato dalla maggioranza della R.S.U. nell’ottobre del 2003.
Di quest’accordo condannato con fermezza dallo SLAI COBAS, non è stata mai chiesta la revoca, nonostante per più riunioni erano stati sempre i delegati dello Slai a chiederne la revoca, parliamo dell’inizio 2004, quando cominciò ad imperversare la pagellina, ma allora nessun delegato delle altre organizzazioni sindacali appoggiò questa scelta.
L’azienda con la proposta che ha fatto vuole risparmiare due progressioni orizzontali e vuole applicare quell’accordo nefasto fino al 2007.Non serve ricordare che le cose volgono al peggio!
Le organizzazioni sindacali confederali sono disposte a firmare quello che offre l’azienda, mentre nessuno prende posizione su cosa fare.
TOCCA AI LAVORATORI DARE UN SEGNALE
AI DIRIGENTI DI VIA OLMETTOBISOGNA RICOSTRUIRE DAL BASSO L’AUTORGANIZZAZIONE E COMINCIARE A DECIDERE DEL NOSTRO DESTINO !
VOGLIAMO LA DISDETTA DELL’ACCORDO DEL 2003 CON LA PAGELLINA CONTINUARE LA LOTTA PER LE DUE PROGRESSIONI ORIZZONTALI SENZA MERITOCRAZIA.
RIDUCIAMO I RITMI DI LAVORO.
RESPINGIAMO AL MITTENTE LA POLITICA DEL RISPARMIO SULLA PELLE DEI LAVORATORI.
BASTA CON I CONTROLLI INTIMIDATORI SI AI CONTROLLI SULL’EFFICIENZA DELLE LAVAPADELLE E ALLA SOSTITUZIONE DEI LETTI NON A NORMA.
Milano 3.11.2005
SLAI COBAS A.S.P. "Golgi-Redaelli"
E' STATA RAGGIUNTA UNA PREINTESA
CHE I LAVORATORI DEVONO APPROVARELa cooperativa COLSER, è la nuova ditta che ha vinto l’appalto delle pulizie nell’istituto Redaelli di Milano e il Golgi di Abbiategasso.
Nell’istituto di Milano è stata raggiunta una preintesa con la quale si normano i trasferimenti dei lavoratori della B&B alla nuova impresa.
Lo Slai Cobas a cui la i lavoratori hanno dato mandato per la trattativa informa i colleghi di Milano che il preaccordo prevede i seguenti punti:
Tutti i lavoratori dell’istituto Redaelli saranno assunti come dipendenti e non come soci-lavoratori.
La riduzione dell’orario settimanale che la Colser aveva individuato di 4 ore a testa, a seguito della riduzione delle prestazioni di sanificazione che l’A.S.P. Golgi-Redaelli ha stabilito nel capitolato, rispetto al vecchio appalto, sono state ridotte a due ore settimanali, che andranno operate a seguito di una riorganizzazione dei servizi facente seguito alla riduzione delle prestazioni suddette, concordata con il sindacato.
Si è stabilito che allo scadere dei 30 giorni ci sarà una verifica, con il sindacato, delle ore di straordinario effettuate, e se risultasse che in qualche settore le ore in più rispetto a quelle contrattuali, sono fisse e ricorrenti verranno restituite le ore decurtate ai lavoratori interessati.
Si è stabilito che all’apertura dei nuovi reparti IDR gradualmente i lavoratori a cui è stato decurtato l’orario verranno integrate le ore sottratte. In ogni caso ad apertura ultimata dei reparti nuovi, a tutti i lavoratori che hanno subito una decurtazione verranno restituite le ore sottratte dalla COLSER.
Riguardo alle 4 colleghe che avrebbero dovuto abbandonare il cantiere perché con un’anzianità di servizio inferiore ai 4 mesi, esse sono state riconfermate.
Nell’accordo è prevista l’assunzione della lavoratrice con contratto a termine, assunta per il periodo estivo, da agenzie interinale, con periodo di prova come previsto dal contratto nazionale di lavoro settore.
I lavoratori presenti alla trattativa, la delegata dell’appalto, il coordinatore provinciale dello Slai Cobas che ha condotto la trattativa, reputa tale accordo buono, ed invita i lavoratori a partecipare all’assemblea per ratificarlo con il voto.
Ricordiamo che è nostro dovere politico vigilare sull’andamento dell’appalto nei prossimi mesi soprattutto in considerazione dell’apertura dei nuovi reparti.
Nell’assemblea discuteremo sui dettagli e sul comportamento politico-sindacale che si lavoratori manterranno prossimamente.PER CHI NON L’HA ANCORA FATTO, FACCIA PERVENIRE QUANTO PRIMA LA SCHEDA INFORMATIVA PER L’ASSUNZIONE COMPILATA E I DOCUMENTI RICHIESTI PER GLI IMMIGRATI EXTRACOMUNITARI.
E’ IMPORTANTE !!
SABATO 29 OTTOBRE 2005 DALLE 11,00 ALLE ORE 13,30 ASSEMBLEA RETRIBUITA PER TUTTI I LAVORATORI DEL GRUPPO B&B. L’ASSEMBLEA SI TERRA’ O DAVANTI ALL’UFFICIO DI FELICE ALTRIMENTI NELLA SALA DELLA R.S.U. VICINO AGLI SPOGLIATOTI.
FACCIAMO LO SFORZO DI VENIRE TUTTI ANCHE SE IN GIORNATA DI RIPOSOMilano 27-10-2005
SLAI COBAS GRUPPO B&B
RIPRENDIAMO LA LOTTA, RIPRENDIAMOCI LA VITA !
Lo Slai Cobas, a cui molti soci lavoratori della cooperativa K.C.S. hanno aderito, della struttura R.S.A. Gerosa Brighetto di Milano e della RSA Bosco in città di Brugherio, è un sindacato di lotta che lavora per costruire tra i lavoratori italiani e immigrati solidarietà e collaborazione, per rafforzare l’organizzazione di tutti i lavoratori al di fuori delle pastoie burocratiche e accomodanti di altre sigle. I soci lavoratori sappiano che questo lavoro non può essere interrotto, la perdita di ogni conquista di ogni lieve passo in avanti, succede non perché i padroni sono forti ma perché i lavoratori sono deboli.
Nelle cooperative sociali il regime di sfruttamento senza regole è un fatto consolidato, molti di voi ricorrono a periodi di malattia, per sottrarsi a carichi di lavoro sempre in aumento; tanti altri si sono ammalati, le loro malattie invalidanti e si sono cronicizzzate, nonostante tutto si lavora con ritmi massacranti, senza pause (neanche per mangiare), spesso senza ausili, sempre in meno.
La situazione in queste strutture peggiora sempre, chi comanda e chi dirige volutamente non considera questa situazione perché risparmiare sul personale significa guadagnare di più e dividersi più utili.
In Italia si è creato un mercato di lavoro sottopagato e super fruttato, migliaia di lavoratori exstracomunitari insieme ad italiani, meno pagati e con meno diritti, vengono usati come carne da macello per far arricchire speculatori di ogni risma.
Risollevarsi da questa situazione e resistere a tutto questo è possibile.
Bisogna che ogni uno faccia la sua parte:
- difendere sui posti di lavoro la propria dignità, respingendo con forza gli arbitrii e rivendicando condizioni di lavoro migliori è un posso importante che serve a creare fiducia in voi stessi e a mettere in crisi i disegni aziendali.
- Organizzarsi tra immigrati e italiani per discutere le problematiche del lavoro e delle divisione che i padroni stanno attuando, per indebolire ancora di più il movimento dei lavoratori.
- L’impegno di riprendere la lotta insieme a voi è l’obiettivo che ci siano dati per i prossimi periodi discutiamo ancora nelle assemblee e negli incontri.
- Organizziamoci per respingere la mobilità punitiva decisa dalla Gualandi nella struttura RSA di Brugherio
Lunedì 24 ottobre dalle ore 13,30 alle 15,30 assemblea retribuita per tutto il personale nella struttura RSA Giuseppe Gerosa Brighetto in via Mecenate Milano.
Martedì 25 agosto dalle ore 13,30 alle 15,30 assemblea retribuita per tutto il personale presso la RSA Bosco in Città di BrugherioSLAI COBAS K.C.S.
VIA MECENATE MILANO
BOSCO IN CITTA' BRUGHERIO
UNA GIORNATA DI LOTTA DA VALORIZZARE !
L’assemblea presidio tenuto in via Olmetto il 28 di settembre è servita a rinsaldare l’unità fra gli istituti e la sede centrale. Nessuno può più sostenere che i lavoratori non sono capaci a rispondere alle provocazioni della nostra direzione.
Infatti prima del presidio ci sono stati vari tentativi di dissuadere e spaventare i colleghi nei reparti e nei servizi per sabotare l’iniziativa e farla naufragare, l’operazione non solo non è riuscita ma ha spinto tutti a partecipare.
La partecipazione generosa dei colleghi di Abbiategrasso, è la conferma che lavorare con chiarezza e serietà informando i lavoratori e invogliandoli alla partecipazione mette in crisi i disegni aziendali, denuncia a chiare lettere la politica accomodante dei delegati tenuta negli anni passati.
Anche i lavoratori di Milano, i più attivi negli anni novanta contro le pagelline, contro gli accorpamenti, (solo per citare alcuni momenti delle lotte passate), sono stati demotivati, grazie ad una politica sindacale accomodante e collaborazionista, ad un lento ma graduale disimpegno. In questa occasione questi lavoratori hanno saputo dimostrare con la loro partecipazione, (parecchi venuti anche essendo di riposo), che non siamo ancora domati dalle politiche aziendali e siamo disposti a lottare per difendere le nostre condizioni di lavoro. Senza contare i colleghi della sede che sfidando le prevedibili ire di chi comanda in molti non hanno fatto mancare la loro presenza.
I colleghi di Vimodrone in questo periodo di lotta sono stati attenti e hanno partecipato in numero maggiore alle iniziative. Delle circa 400 persone presenti nel cortile della sede centrale, la metà erano loro e come tutti gli altri stanno contribuendo attivamente a consolidare il potere contrattuale della RSU, non bisogna deluderli ne svendere la volontà di lotta di tutti.
La presenza degli iscritti e dei delegati dello Slai Cobas al presidio, è stata improntata all’unità con tutti, nonostante le differenziazioni che esistono tra di noi, abbiamo lavorato perché ci fosse chiarezza con i lavoratori e si rispettassero le regole democratiche, visto gli episodi di intolleranza nei confronti degli stessi lavoratori e nei confronti di lavoratori di altre sigle sindacali.
La giornata del 28 è stata positiva e deve essere vista come inizio di una stagione di lotta contro questi dirigenti, sicuri di aver incassato tante vittorie in questi ultimi anni non vogliono fare nessun passo indietro.
Il presidente Rodolfo Masto, che quel giorno ha ufficializzato le posizioni dell’Azienda, ha sostenuto a più riprese che soldi per pagare le due progressioni orizzontali chieste dalla RSU non ci sono, sono disposti a trattare su una solo, senza dimenticarsi di precisare che il pagamento sarà possibile se riusciranno a reperire le risorse. Il presidente si meravigliava del livello alto dello scontro perché, diceva, in 6 anni non ci sono mai stati problemi con la RSU.
A tutti i colleghi non ci stancheremo di ricordare che la piattaforma aziendale serve a recuperare quello che abbiamo perso, gli obiettivi che bisognava raggiungere sono stati votati nelle assemblee e crediamo che bisogna partire da questo per iniziare qualsiasi trattativa.
Il nostro presidente, quel giorno, ha ribadito quello che anche nei primi mesi del 2004 aveva detto “ci sono soltanto 250 mila euro e con questi soldi non possiamo dare neanche una solo progressione a tutti”. Questi signori fanno bene il loro mestiere, hanno risparmiato e si sono premiati per il loro lavoro, nessuno di noi ha mai verificato questi conti, non siamo a conoscenza dei bilanci e non sappiamo perché hanno i conti in rosso, dobbiamo prendere per buono quello che ci viene detto.
Gli eventuali deficit che lamentano sicuramente non possono essere attribuiti alle spese per il personale: hanno ridotto gli organici e da tre anni non ci danno il becco di un quattrino !
Dobbiamo far pesare nelle trattative con i dirigenti il fatto che hanno risparmiato sulla nostra pelle: 1°) con l’aumento dei carichi di lavoro, che tutti ben conosciamo. 2°) perché non è stato finanziato da 10 anni il fondo per il premio incentivante, ne sono state aggiunte risorse al fondo per il finanziamento delle progressioni orizzontali; questi incrementi erano previsti dai contratti nazionali, sono soldi nostri che non ci hanno dato.
Altro che rispetto del contratto, così come ha scritto il nostro presidente nella letterina consegnata con la busta paga.
Recuperare quello che abbiamo perso in questi anni è possibile se ci crediamo tutti. I colleghi sappiano che quello che abbiamo perso in questi è stato perso per il cedimento di una politica sindacale accomodante e per la delega in bianco data da molti di noi senza poi chiederne il resoconto. E’ ora di dire basta !
Continuare la lotta se non vengono raggiunti gli obiettivi che ci siamo posti nella piattaforma è una strada obbligata altrimenti vinceranno ancora loro i dirigenti di questo Ente.Milano 3-10-2005
SLAI COBAS A.S.P. "Golgi-Redaelli"
Dallo SLAI Cobas A.S.P. "Golgi-Redaelli"
NE' TRIONFALISMI NE' CEDIMENTI!
il 28 settembre tutti in via Olmetto![19-9-2005]
NON E' MAI TROPPO TARDI!
Settembre sarà il mese delle iniziative e della lotta per tutti noi dell’A.S.P. , i delegati della R.S.U. hanno capito finalmente, che la nostra direzione, la direttrice Zagonel, il direttore generale, Fascia e il presidente Masto, non sono disposti a pagarci le fasce di progressione orizzontali che sono state richieste nella piattaforma rivendicativa.
Nella piattaforma chiediamo che ci vengano riconosciuti gli aumenti di stipendio attraverso le progressioni orizzontali: una progressione per tutti, da gennaio 2004 con gli arretrati, una da gennaio 2005 ed un’altra da gennaio 2006, per tutti e senza pagellina.
Queste progressioni orizzontali recupereranno l’assenza di aumenti di stipendio per noi dell’A.S.P. in questi ultimi tre anni. Risparmi enormi o sconti favolosi concessi da una politica sindacale accomodante, che non hanno permesso all’azienda di chiedere i bilanci in attivo, i signori amministratori di via Olmetto lamentano perdite per qualche milione di euro.
Insieme alla richiesta economica, nella piattaforma parliamo di organici, vogliamo che vi sia un aumento degli effettivi. La Regione Lombardia con il piano socio sanitario dice, secondo l’interpretazione dei legislatori di via Olmetto, che nei reparti siamo in tanti e bisogna ridurre ancora di qualche unità gli operatori. questo è :
Un colossale imbroglio ai nostri danni e ai danni degli anziani!
Solo la responsabilità degli operatori garantisce oggi la qualità del servizio a danno della propria salute, e sacrificando la propria vita privata. I lavativi a cui molti danno la caccia, non si trovano certo nei reparti, ma nelle aree dirigenziali e nelle figure apicali che per grazia ricevuta spesso prendono lo stipendio per fare un bel niente, o solo per gravare di lavoro gli altri.
Anche Natalucci, sollecitato dal presidente, ha inoltrato da tempo il suo ringraziamento agli operatori, “ricordandoci di rafforzare il nostro impegno per svolgere al meglio il nostro lavoro di cura e assistenza”, una bella gratificazione, che ha il sapore della beffa oltre al danno.
Dobbiamo pensare che la nostra disponibilità e la nostra responsabilità ( si lavora con delle persone, come facciamo a non garantire loro quello di cui hanno bisogno anche se siamo in pochi?) .Con questa filosofia ci stiamo fregando da soli, i nostri dirigenti senza nessuno scrupolo hanno ridotto ultimamente gli organici, a Milano di 11 unità, e altre decine a Vimodrone e ad Abbiategrasso, aumentando i carichi di lavoro per tutti.
I numeri degli operatori è sempre al minimo ma in questo periodo assicuriamo l’assistenza ad anziani che pagano circa 5 milioni di vecchie lire al mese, con giovani allievi che non beccano una lira, con operatori delle cooperative che sono sottopagati e super sfruttati; qualche dirigente dovrebbe provare a lavorare 15 ore al giorno in corsia con il ricatto del salario, e poi sentire cosa ne pensa.
Ecco chi si occupa di garantire la missione sociale di cui i nostri dirigenti si sciacquano spesso la bocca.
Forse l’autunno sarà scaldato dalle nostre lotte, è dobbiamo credere che anche i delegati della RSU si vogliono incamminare su questa strada, dopo aver concesso troppo all’azienda è ora di smettere. NON E’ MAI TROPPO TARDI per recuperare quello che ci spetta, noi dello SLAI COBAS saremo attivi in questo progetto, sperando che non finisca tutto in una bolla di sapone o vanificato da qualche compromesso a cui ci hanno abituato i delegati più accreditati e compromessi con la direzione.
PREPARIAMO IL NOSTRO AUTUNNO CALDO.
PIU’ ORGANICI, MENO ORARIO DI LAVORO.
PROGRESSIONI ORIZZONTALI SENZA PAGELLINA A PARTIRE DAL 1-01-2004
RIFIUTIAMO DA SUBITO GLI STRAORDINARI E L’AUMENTO DEI CARICHI DI LAVORO.
Milano 17-07-05
SLAI COBAS A.S.P. "Golgi-Redaelli"
COSTRUIAMO UN SINDACATO DI CLASSE
PER DIFENDERE I NOSTRI INTERESSI !Si è costituito nell’A.S.P. Istituzioni Assistenziali Riunite, (II.AA.RR.) di Pavia il “Sindacato dei Lavoratori Autorganizzato Intercatategoriale” (SLAI COBAS), uno strumento di lotta e di autorganizzazione per i lavoratori e le lavoratrici che non vogliono più accettare le regole imposte dalla nostra direzione; condannano il clientelismo operato dalle organizzazioni sindacali presenti nella R.S.U., vogliono contare nelle trattative sindacali di questo Ente.
Ci chiediamo e chiediamo alla RSU:
Perché non vengono mai indette assemblee retribuite per i lavoratori ?
Perché nessun accordo tra direzione e RSU non viene mai fatto votare nelle assemblee?
Lo stipendio di noi operatori è uno tra i più bassi, le progressioni orizzontali, unico istituto per aumentare i nostri stipendi, in circa 5 anni non sono state attribuite a tutti i lavoratori ma solo ad alcuni segnalati dagli amici degli amici.
Una gestione clientelare che danneggia i nostri interessi economici favorendo delegati sindacali meglio piazzati nelle sfere della direzione e coloro che supinamente accettano principi e regole dei nostri dirigenti.
Dobbiamo reagire e combattere contro questo clima di repressione economica e politica, mettendo in discussione il connubio che da sempre esiste tra delegati sindacali e dirigenti, dobbiamo perciò rompere questo accerchiamento e cominciare a contare con il nostro peso con la nostra intelligenza.
Lo SLAI COBAS si batte a livello nazionale contro la politica della concertazione, contro la meritocrazia e la divisione dei lavoratori operata dai sindacati CGIL CISL UIL, e FIALS, attraverso le progressioni verticali per categorie.
Dobbiamo batterci contro il furto delle nostre liquidazioni deciso dal governo e concordato dai sindacati.
Lo SLAI COBAS ha organizzato a livello nazionale una campagna contro questo furto ai danni dei lavoratori, appena il decreto attuativo, (che il governo conta di emanare entro il mese di settembre 2005) sarà operativo i lavoratori pubblici italiani hanno tempo sei mesi per scegliere se destinare la propria liquidazione nei fondi complementari gestiti dai padroni e dai sindacati o farsi retribuire questo istituto prima di andare in pensione.
ADERIAMO ALLO SLAI COBAS, COMINCIAMO A FAR VALERE I NOSTRI INTERESSI ECONOMICI E SINDACALI.
COMINCIAMO AD AUTORGANIZZARCI PER RIVENDICARE
UN SOLO CONTRATTO PER TUTTI GLI OPERATORI E OPERATRICI DELL’A.S.P., DI PAVIA, QUELLO DELLA SANITA’.
AUMENTI DI STIPENDIO CHE RECUPERINO IL POTERE D’ACQUISTO DEL NOSTRO STIPENDIO.
VOGLIAMO CHE LE PULIZIE NON VENGANO FATTE DA CHI ASSISTE GLI ANZIANI.
SLAI COBAS A.S.P. II.AA.RR. PAVIA
17-07-05
RESPINGIAMO AL MITTENTE L'AUMENTO
DEI CARICHI DI LAVORO.Il dottor Pedrana si è impegnato in questa settimana ad integrare nell’organico almeno 3 o 4 dipendenti per compensare in parte quelli in ferie o in malattia. E’ evidente che in questi giorni i lavoratori dell’impresa B&B hanno avuto un aumento dei carichi di lavoro.
Ma anche prima la situazione non era rosea: la scelta di impiegare un solo operatore per sanificare un reparto, è tesa al risparmio e a sfruttare di più i lavoratori. Inizialmente nei reparti del Redaelli l’Ente aveva assunto due operatori al 3° livello che garantivano le pulizie con condizioni di lavoro più accettabili e assicurando una qualità del servizio migliore.
Anche l’impresa IME-CO, appena entrata, aveva garantito 2 operatori per reparto; ma la logica del profitto e di far cassa sulla pelle dei dipendenti, ha fatto scuola anche tra i dirigenti di questa impresa, la riduzione del personale senza riduzione di carichi di lavoro è la prima cosa che hanno fatto.
Si è stabilizzata la riduzione del personale; un solo dipendente per reparto assicura nel periodo delle vacanze o quando ci sono assenze per malattia o infortunio, il servizio.
Come se non bastasse oggi questi stessi lavoratori sono obbligati a lavorare in due reparti differenti nella stessa giornata.
Lo Slai Cobas è intervenuto presso la direzione della B&B rivendicando l’assunzione di personale per il periodo estivo. Pedrana si è impegnato verbalmente ma sappiamo che non possiamo fidarci, solo la nostra volontà di lotta può cambiare le cose e fare assumere veramente il personale che manca.
NON ACCETTIAMO DI ANDARE IN UN ALTRO REPARTO DOPO AVER LAVORATO NEL NOSTRO !
Sembra che in questo periodo l’azienda è disposta a concedere le ore di straordinario, questa manovra non deve trarre in inganno nessuno, il gruppo B&B ha la disponibilità economica per assumere più personale, per il periodo estivo e per garantire condizioni di lavoro più accettabili in tutto l’anno.
Di fronte al maggior bisogno per garantire una qualità del servizio e ritmi di lavoro accettabili, dobbiamo chiedere, per chi è interessato, il raddoppio delle ore di lavoro sottoscritto nel contratto individuale, passare così dalle 3 o 4 ore giornaliere alle 8.
DOBBIAMO CHIEDERE PAUSE DI LAVORO BREVI E’ ORARIO DI LAVORO PIU’ LUNGO.
DOBBIAMO PRETENDERE IL TICKET MENSA, ALTRIMENTI LA MENSA PAGATA INTERAMENTE DAL GRUPPO B&B.
LA RIORGANIZZAZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO PER INTRODURRE QUESTE MODIFICHE.
ABBIAMO ‘GIA’ DENUNCIATO ALLA A.S.L. L’ASSENZA DI MISURE DI SICUREZZA COME STABILITO DALLA LEGGE 626, CONTINUEREMO SU QUESTA STRADA, PER LA PREVENZIONE, LA FORMAZIONE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI DELLA B&B DEL REDAELLI.
VENERDI’ 22 LUGLIO DALLE ORE 10 ALLE ORE 12,00, ASSEMBLEA RETRIBUITA. PARTECIPATE TUTTI DISCUTEREMO DI QUESTI PROBLEMI.
Milano 16-07-05
SLAI COBAS B&B Redaelli
Appello a tutte le lavoratrici ed i lavoratori
Lo Slai Cobas ed RdB organizzano un presidio
il 15 luglio venerdì dalle ore 14,00 alle ore 16,30invitiamo le lavoratrici ed i lavoratori, i cittadini, i famigliari degli utenti a manifestare con noi davanti ai cancelli della RSA Pertini partecipate al presidio, tutti al presidio è in gioco il lavoro, la qualità della nostra vita e quella degli utenti! Ribadiamo il nostro rifiuto al protocollo d’intesa firmato tra ASL e Comune di Garbagnate con il sostegno delle OOSS confederali.
Cosa chiediamo:
Una struttura in sicurezza in grado di offrire un’assistenza di qualità
Operatori qualificati e posti nelle condizioni di spendere la propria professionalità al servizio dell’utenza
Progetti aziendali con valore economico pari a quello di altri servizi: la professionalità degli operatori della Pertini equivale a quella di altri operatori dell’Asl, a ciò si aggiunge la condizioni di elevato rischio e di forte disagio (agli operatori della RSA Pertini sono assegnati progetti aziendali con peso/valore economico minore - 1 -(meno peso ha il progetto, meno soldi ci sono in busta.)
Formazione qualificata
Maggiori servizi al femminile per l’utenza anziana della RSA Pertini
Sanzioni per tutti quei dirigenti che abusano dei loro poteri, l’Azienda è tenuta a salvaguardare la vita e la dignità dei lavoratori e non solo a preoccuparsi di difendere il buon nome di dirigenti
Porre fine alle accuse offensive ed ingiuriose nei confronti delle lavoratrici e lavoratori
Ripristino di avvisi pubblici per portineria e i servizi carenti di figure professionali
Contrastare le chiamate ad personam, la discrezionalità, il clientelismo, il nepotismo, la mafia!
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Fate pervenire i vostri suggerimenti: invitiamo le lavoratrici a dotarsi di striscioni multicolori da esporre sui balconi della Pertini, facciamo appello a televisioni, radio e stampa locale, gruppi musicali, associazioni ecc. per sostenere la nostra lotta.
E’ importante la partecipazione di tutti, è in gioco la salute, il lavoro, la famiglia!
Garbagnate Mil.se 11 luglio 2005
stato di agitazione alla RSA S. Pertini di Garbagnate Mil.se
IN RISPOSTA ALLA PREPOTENZA DEI DIRIGENTI
LOTTA SINDACALE INTELLIGENTE!Non finiremo mai di meravigliarci, i soci lavoratori della K.C.S. Caregiver, devono muoversi sul filo del rasoio.
Ogni occasione è buona per i dirigenti e per la responsabile più intransigente, signora Gualandi, per punire e per fare sentire il peso della schiavitù del salario a chi lavora nelle strutture gestite da questa cooperativa.
In più occasioni ad essere inquisiti e poi puniti sono soci/cie lavoratori/ci, che come unica colpa cercano di migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro, cercano di svolgere al meglio il loro lavoro per garantire un’assistenza di qualità agli anziani nonostante gli organici ridotti all’osso.
Ma spesso e volentieri si verifica che le minacce e i procedimenti disciplinari vengono decisi perché chi si disciplina suo malgrado, a disposizioni di lavoro inaccettabili è costretto poi a pagarne le conseguenze.
Le ultime minacce di provvedimento disciplinare sono partite per due socie lavoratrici che avevano, deciso di effettuare una doccia ad un ospite anziché un bagno in vasca.
In verità la pratica incriminata è usuale è tollerata ed incentivata dalle coordinatrici che per far rispettare i tempi di marcia le inventano tutte, oltre a tenere sotto pressione chi non accelera nel lavoro, questo lo sa la signora Gualandi questo lo sanno le responsabili della struttura, perché punire allora ?
Nelle strutture RSA, soprattutto dove vengono impiegati lavoratori immigrati, più ricattabili e meno tutelati, far lavorare perennemente al limite della sopportabilità significa guadagnar di più, meno personale che garantisce le stesse prestazioni significa più guadagni e meno qualità del servizio.
Di fronte a questa situazione dobbiamo tutti insieme cambiare atteggiamento !
Dobbiamo tutti insieme stabilire che i ritmi di lavoro li decidiamo noi !
Ne coordinatrici ne nessun altro deve permettersi di utilizzare le minacce e la repressione per aumentare i ritmi e i carichi di lavoro.
Cominciamo a non lavorare più da soli, sia nella mobilizzazione che nei bagni assistiti pretendiamo di essere in due operatori.
Ricordiamoci che il nostro lavoro è un lavoro usurante, alla fine molti di noi possono trovarsi con patologie invalidanti che interessano la colonna vertebrale, perciò usiamo sempre il sollevatore, non lavoriamo mai da soli.
Partecipiamo alle iniziative sindacali perché solo in questo modo possiamo creare le condizioni per rivendicare obiettivi vitali per gli operatori della KCS.
Abbiamo chiesto ai dirigenti della KCS di retribuirei minuti che ogni giorno regalate alla cooperativa nella vestizione e nella vestizione della divisa, abbiamo chiesto che si facciano carichi del lavaggio delle divise stesse, abbiamo rivendicato il rispetto delle norme che tutelano la sicurezza dei socie e delle socie, ma nella maggior parte dei casi hanno fatto orecchie da mercanti.
Possiamo convincerli a cambiare atteggiamento solo con la lotta e la presa di coscienza collettiva.
La debolezza dei soci e delle socie è la loro forza !
Lo Slai Cobas si batte per difendere i diritti de soci, per emanciparne la coscienza e per spingere all’autorganizzazione e alla partecipazione. Abbiamo intenzione, insieme ai vostri delegati di organizzare una manifestazione davanti alla Regione Lombardia per denunciare all’opinione pubblica la realtà delle cooperative e ai responsabili regionali.
LA VOSTRA PARTECIPAZIONE E’ IMPORTANTE, PARLATENE TRA VOI COMINCIAMO AD ORGANIZZARCI!Milano 2-7-2005
SLAI COBAS K.C.S.
G.GEROSA BRIGHETTO (MI)
BOSCO IN CITTA' BRUGHERIO
Front-office a spese dei dipendenti
Il nuovo servizio di front-office è la continuazione della politica di privatizzazione dei servizi degli ospedali pubblici milanesi. Vi ricordate la famosa SIOM ?
Oggi la gestione organizzativa del front-office dei 7 ospedali milanesi è stata affidata agli ICP.
Tutto il personale amministrativo degli ospedali interessati è coinvolto in questo progetto e vedrà le proprie condizioni di lavoro peggiorare.Cosa sta succedendo?
Il progetto prevede di tenere aperto questo servizio dalle ore 8 alle ore 20 compreso il sabato, utilizzando i fondi regionali per retribuire le ore di straordinario, in modo da garantire un servizio senza incrementare l’organico.
I responsabili a vario titolo si stanno attivando per cercare di aumentare le mansioni di tutti , vogliono modificare gli orari di servizio al personale amministrativo interessato, a secondo dell’esigenza aziendale, prevedono corsi di formazione obbligatoria, mobilità indiscriminata, tutto per “rendere efficiente il servizio”
Questi dirigenti, tra cui il signor Marigo Libero, precedente coordinatore della RSU, e braccio destro dell’azienda, così come più volte avevamo denunciato; “studiano” il modo di sfruttare i lavoratori, negando ogni diritto e calpestando la loro dignità. Un Leader sindacale per tanti anni sa bene come colpire alle spalle i lavoratori.
Manca personale nei servizi amministrativi e di accettazione, niente paura ci pensa Libero: contatta tutte le persone con ridotte capacità lavorative e li obbliga a svolgere mansioni che non gli competono. Che dire della richiesta di aumentare lo straordinario e di utilizzare la banca ore per tenere aperti gli sportelli oltre l’orario di servizio ?
Vogliono che tutto il personale sia interscambiabile (per esempio l’infermiera professionale deve essere disponibile a svolgere mansioni amministrative, e gli amministrativi non devono più fare caso alle loro mansioni e genuflettersi in ogni momento quando manca personale al front-office.
Come si può pensare che un operatore/ce sia in continua mobilità, da Niguarda ai vari poliambulatori sul territorio e viceversa; e il solito metodo della coperta corta che dovunque la tiri lascerà sempre scoperto qualcosa.
Dal nostro canto pensiamo che per garantire anche in questo caso un servizio di qualità all’utenza necessitano subito nuove assunzioni di ruolo; per difendere i nostri diritti occorre bloccare le manovre che i dirigenti stanno attuando e che aumentano i disagi e i carichi di lavoro ai colleghi amministrativi.
Il prodotto della vecchia RSU e subito individuabile, il coordittatore di una volta è passato dalla parte dell’azienda , ed insieme a dirigenti senza scrupoli si adoperano per imporre la mobilità coatta a coloro che lo avevano votato ed osannato in precedenza, punendo chi si rifiuta di spostarsi e di lavorare di più.
Questa è la strada per garantire profitti ai nuovi padroni e affossare i diritti dei lavoratori.
La Slai Cobas si è sempre battuto per la difesa degli interessi dei lavoratori e degli utenti, scontrandosi con dirigenti imprenditori e sindacalisti intrallazzoni. Ci batteremo contro i nuovi padroni siano essi senza scrupoli o ex venditori di fumo associati e sponsorizzati dai sindacati confederali, per la difesa degli interessi economici dei lavoratori e per la difesa della nostra prospettiva di classe.
NON ACCETTIAMO LA MOBILITA’ SENZA COMBATTERE
RIFIUTIAMO L’AUMENTO DEI CARICHI DI LAVORO
RIFIUTIAMO L’AUMENTO DEGLI STRAORDINARI
FORMAZIONE SI MA SENZA IMBROGLI
VOGLIAMO CHE LA REGIONE FINANZI LE AZIENDE PER ASSUMERE NUOVO PERSONALE
VOGLIAMO SUBITO UN’ASSEMBLEA DI TUTTI I LAVORATORI PER RESPINGERE QUESTO NUOVO ATTACCO AI NOSTRI DIRITTI E ALLE NOSTRE CONDIZIONI DI LAVORO.
Milano 30-06-05
SLAI COBAS A. O. NIGUARDA
PRESIDIO AL REDAELLI
VENERDI’ 3 giugno DALLE ORE 13,00 ALLE ORE 15,00 BEVIAMO UNA BIRRA E MANGIAMO UN PANINO INSIEME AGLI OPERATORI DELL’ISTITUTO REDAELLI E CON TUTTI COLORO CHE VOGLIONO PARTECIPARE.
DOPO LA REVOCA DELLO SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DI CGIL, CISL e UIL, A SEGUITO DELLA FIRMA DELL’ACCORDO PER I DIPENDENTI PUBBLICI, LO SLAI COBAS CON I LAVORATORI DELL’A.S.P. “GOLGI-REDAELLI” INDICONO UN PRESIDIO PER VENERDI’ 3 GIUGNO DALLE ORE 13,00 ALLE ORE 15,00 DAVANTI ALL'ISTITUTO GERIATRICO “PIERO REDAELLI”, VIA BARTOLOMEO D’ALVIANO 78.
RIVENDICHIAMO ASSUNZIONI DI RUOLO CON INDIZIONE DI CONCORSI PER INFERMIERI PROFESSIONALI, TERAPISTI DELLA RIABILITAZIONE, AUSILIARI SOCIO ASSISTENZIALI, OPERATORI SOCIO SANITARI.
I DIRIGENTI AMMINISTRATIVI E POLITICI DI QUESTO ENTE SI SONO INCAMMINATI DA TEMPO VERSO LA GESTIONE PRIVATISTICA DEGLI ISTITUTI GERIATRICI DI VIMODRONE, MILANO E ABBIATEGRASSO.
A MILANO E’ PROSSIMA L’APERTURA DI UN NUOVO LOTTO (120 POSTI LETTO) CHE RISCHIA DI FINIRE ESTERNALIZZATO E AFFIDATO ALLA GESTIONE DELLE COOPERATIVE.
DOBBIAMO BATTERCI PERCHE’ QUESTO PROGETTO NON PASSI.LA QUALITA’ DELL’ASSISTENZA AGLI ANZIANI E LE CONDIZIONI DI VITA DEGLI OPERATORI SI RIDUCONO SE NON CI SONO DIRITTI, SE NON C’E’ LIBERTA’.
VOGLIAMO PROTESTARE CONTRO L’ACCORDO QUADRO RAGGIUNTO A ROMA TRA LE PARTI SOCIALI, (GOVERNO E SINDACATI).
CON QUESTO ACCORDO AI 3 MILIONI E MEZZO DI DIPENDENTI PUBBLICI, TOCCHERANNO AUMENTI DI STIPENDIO IRRISORI, CHE CI LASCERANNO SEMPRE AGLI ULTIMI POSTI IN EUROPA SENZA RECUPERARE IL POTERE D’ACQUISTO PERSO.
IN CAMBIO I SINDACATI HANNO CONCESSO L’INTRODUZIONE DELLA MOBILITA’ NEL PUBBLICO IMPIEGO ED UN ULTERIORE RIDUZIONE DI POSTI DI LAVORO INTORNO ALLE 60 MILA UNITA’.
NON VEDIAMO ALTRA STRADA, CONTRO UN GOVERNO E UN PADRONATO, RAFFORZATI DALLA POLITICA ACCOMODANTE DELLE ORGANIZZAZIONI MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVE, DI DECIDERE NOI LA STRADA DA SEGUIRE, LA LOTTA E L’AUTORGANIZZAZIONE !
LA REVOCA DELLO SCIOPERO E’ UN ATTO DI COLLABORAZIONE CON IL GOVERNO, LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI FIRMATARIE, MIRANO AD ALTRO.
VOGLIONO GESTIRE UNA FETTA DEI FONDI PER L’ISTITUZIONE DELLA PENSIONE COMPLEMENTARE.
LA POLITICA ACCOMODANTE SINDACALE NON VUOLE CONFLIGGERE CON IL GOVERNO PER RITAGLIARSI UNA BUONA FETTA DEI 13 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, CIFRA A CUI AMMONTANO LE LIQUIDAZIONI MATURATE DEGLI OPERAI ITALIANI.
DICIAMO NO A TUTTO QUESTO !!
VOGLIAMO ASSUNZIONI DI RUOLO SUBITO NEL PUBBLICO IMPIEGO.
AUMENTI DI STIPENDIO CHE RECUPERINO L’INFLAZIONE E IL DISAVANZO CON GLI ALTRI PAESI EUROPEI.
FACCIAMO SALTARE I FONDI PER LA PENSIONE COMPLEMENTARE, IL SINDACALISMO DI BASE TRA CUI LO SLAI COBAS, HA COSTITUITO UN COMITATO DI DIFESA DELLA LIQUIDAZIONE PER DISDIRE IN MASSA I FONDI COMPLEMENTARI E TENERCI LE NOSTRE LIQUIDAZIONI, APPOGGIAMONE LA LOTTA, ADERIAMO ALLE INIZIATIVE CHE PROMUOVERANNO.
A seguito di una brutta vicenda accaduta ad una ausiliaria della casa di riposo Sandro Pertini di Garbagnate, lo Slai Cobas presente in questa struttura ha pensato di mandare questo comunicato per denunciare il clima pesante che si è stabilizzato nelle case di riposo per raggiungere gli obiettivi di produttività e risparmio che i nuovi manager devono perseguire.
Le lavoratrici e i lavoratori sono sottoposti quotidianamente a condizioni di stress nei luoghi di lavoro, denigrazioni e accuse, intimidazioni e ricatti sono all’ordine del giorno, soprusi e persecuzioni, molestie costringono alle dimissioni e ai trasferimenti alla mobilità per sfuggire alla barbarie e all’inciviltà di chi gestisce le nostre strutture con autoritarismo ed efficientismo, molti di noi non c’e la fanno più; per questo si consumano drammi familiari che hanno una ragione comune che attecchisce nei luoghi di lavoro e si trasforma in tragedie familiari.
Suicidi che non si riesce a spiegare e che troppo in fretta si concludono con diagnosi di depressione.
Nella RSA Sandro Pertini si Garbagnate il clima è pesante, impedire l’accesso ad una rappresentante dello Slai Cobas a semplici informazioni di una propria iscritta testimonia il clima di paura che c’è nei reparti e nei luoghi di lavoro.
I lavoratori hanno riportato nell’ultima assemblea, molti nostri compagni e colleghi non riescono a sopportare questa situazione.
Tutto questo avviene nell’indifferenza delle Organizzazioni Sindacali e delle RSU, incapaci o non disponibili a produrre una qualsiasi opposizione a questa situazione.
Noi dello Slai Cobas insieme ai lavoratori stiamo cercando di creare le condizioni perché si umanizzino le nostre condizioni di vita e migliori l’assistenza agli anziani ricoverati.Slai cobas A.S.P. Golgi-Redaelli
Milano, 2 giugno 2005
dallo SLAI Cobas Niguarda:
UN CONTRATTO CONTRO I LAVORATORI!
ORGANIZZIAMOCI
PER RIVENDICARE I NOSTRI DIRITTI
E QUELLI DEGLI ANZIANI !Venerdì 20 maggio dalle ore 13,00 alle 15,30 assemblea presidio davanti alla RSA di Brugherio “Bosco in città”, il sindacato Slai Cobas, insieme ai lavoratori organizza questa iniziativa per rivendicare condizioni di vita e di lavoro più umane per i soci e le socie lavoratrici, una migliore qualità dell’assistenza agli anziani.
I dirigenti della cooperativa KCS, con metodi intimidatori e repressivi, hanno creato questa situazione; i responsabili a vari grado della struttura non si discostano da questo metodo.
La carenza di personale, la gestione liberesti e tesa al risparmio abbassa la qualità dell’assistenza agli anziani. Anche il comitato parenti ha preso posizione e ha denunciato questa situazione sul giornale di Brugherio.
E’ un clima pesante che si respira nelle strutture di nuova gestione e che comincia a consolidarsi in quelle storie e in tutto il pubblico impiego, l’impegno dei lavoratori e degli utenti è di opporsi a questa deriva produttivistica per la qualità di chi lavora e di chi è assistito.
Abbiamo più volte domandato ai dirigenti della cooperativa se è corretto obbligare gli operatori nei reparti a non fermasi mai dalle 7 di mattina fino alle ore 14,00 di pomeriggio, ci hanno risposto che è regolare per le persone che lavorano nelle strutture gestite dalla KCS non hanno il diritto di fermarsi per pranzare, possono mangiare solo alla fine della loro giornata lavorativa.
Abbiamo chiesto che gli ausili, come i sollevatori, siano in numero sufficiente almeno due per piano ed elettrici, anche in questo caso le nostre richieste sono restate lettera morta.
Anche i dispositivi di protezione individuale scarseggiano, per evitare lo spreco bisogna lavorare senza protezione.
Richieste legittime e necessarie a cui è stato risposto sempre di no!
Diciamo alle socie e a soci della cooperativa, è evidente che i dirigenti della cooperativa KCS non sono disposti a regalare niente bisogna conquistarsi tutto con la lotta !
PARTECIPIAMO ALL’ASSEMBLEA PRESIDIO PER ORGANIZZARCI, PER CREARE SOLIDARIETA’ E COLLABORAZIONE TRA GLI OPERATORI PER COINVOLGERE I PARENTI, PER SENSIBILIZZARE I MASS MEDIA E LA STAMPA, INFINE LA REGIONE LOMBARDIA.
DOBBIAMO RIVENDICARE PIU’ ORGANICI NEI REPARTI per assistere meglio gli anziani per poter usufruire della pausa mensa.
RICORREREMO DAVANTI AL GIUDICE perché l’orario di lavoro inizia nel momento che indossiamo la divisa, la mezza ora di pausa ogni uno di voi la regala tutti i giorni all’azienda timbrando con già indosso la divisa.
DOBBIAMO PRESENTARE UNA PIATTAFORMA RIVENDICATIVA CHE RIVENDICHI AUMENTI DI STIPENDIO EQUIPARATI AGLI ALTRI SETTORI, E CHE RECUPERINO LA PERDITA DI POTERE D’ACQUISTO DELLO STIPENDIO.
DOBBIAMO BATTERCI PER LA RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO A PARITA' DI SALARIO.
La partecipazione di tutti è un segnale importante per i lavoratori e ancora più significativo per l’azienda, per anni vi ha diviso mettendovi gli uni contro gli altri, è ora di dire basta !
L’autorganizzazione e la partecipazione alle lotte è la strada giusta per l’emancipazione e per non perdere la propria dignità.
SOLIDARIETA’ DI TUTTI GLI OPERATORI DELLA COOPEATIVA KCS,
LOTTIAMO PER CONQUISTARE LA NOSTRA DIGNITA’ E UNA ASSISTENZA DI QUALITA’ PER I NOSTRI ANZIANI !Milano 17-05-05
SLAI COBAS COOPERATIVA K.C.S.
"Giuseppe Gerosa Brighetto" MI
"Bosco in città Brugherio"
LA STRADA LUNGA DEL GAMBERO
Con il primo di aprile abbiamo scoperto che il direttore Natalucci ha messo in pratica i suoi propositi, ha trasferito in via Olmetto un nostro collega addetto alla farmacia contro la sua volontà, senza discuterne e senza nessun comunicato ufficiale a tuta la RSU d’istituto.
Un trasferimento coatto e punitivo, ai danni di un lavoratore e di tutti coloro che non accettano il metodo e l’arroganza dei dirigenti di ogni grado, che va respinto con la lotta.
Non serve entrare nel merito alle motivazioni di facciata che il direttore ha escogitato, è importante invece, per tutti i colleghi che hanno voglia di ragionare, valutare il clima in cui questo episodio si è sviluppato.
Contro i trasferimenti punitivi, per giunta di un collega con ridotte capacità lavorative, accusato dal direttore di non lavorare abbastanza, tutta la RSU dovrebbe insorgere, ma non si andrà oltre le enunciazione e i propositi, come è di consueto quando le scelte fatte dai dirigenti sono appoggiate sotto banco proprio da chi si dovrebbe opporsi.
Anche in questo caso il nostro, intervento come Slai Cobas, non gradito al direttore messo facilmente in minoranza dagli altri delegati, ha cercato di evidenziare che le accuse di Natalucci erano infondate e che difendere un lavoratore in questa circostanza vuol dire difendere il principio della contrattazione a favore di tutti non solo di qualche fortunato.
Lo Slai Cobas chiederà alla RSU di pronunciarsi su questa vicenda, condanna il comportamento del direttore, ed invita tutti alla mobilitazione, evidenziando con grave disappunto che quello che è successo è odioso e deleterio per tutti.
La mobilità è da sempre materia di trattativa tra le parti, il peso contrattuale della RSU e la sua accondiscendenza determina una perdita di questo potere a danno di tutti i lavoratori, in questo modo possiamo spiegarci il perché i nostri dirigenti si permettono il lusso di agire con autorità, modificando le norme contrattuali, in un Ente dove 10 delegati su 21 appartengono al sindacalismo di base di cui 7 solo di RdB
Una domanda a cui non è difficile rispondere.
Riguardo al trasferimento è lecito pensare che tutto era stato deciso a tavolino, i dirigenti di via Olmetto con Natalucci e qualche delegato meglio piazzato nelle zone della dirigenza, dovevano eliminare un lavoratore “scomodo” (a cui va la nostra solidarietà per il solo fatto che quando viene colpito un collega con uno stratagemma cosi vigliacco, tutti noi dobbiamo sentirci colpiti), perché il suo posto doveva essere liberato per far posto ad un altro impiegato più accreditato; membro di riguardo delle RdB e coordinatore della RSU.
Con questa ennesima prova di forza i nostri dirigenti vogliono costringerci alla rassegnazione, troppe sono le contraddizioni a cui ci fanno assistere: ai delegati dello Slai Cobas provvedimenti disciplinari a fiumi, trasferimenti coatti con la minaccia del licenziamento.
Agli altri invece appoggio nella campagna elettorale per farli eleggere, come è successo per i confederali, trattamenti di riguardo e favoritismi per le Rdb.
Lo sconforto arriverà alle stelle se anche per i delegati delle RdB il trattamento percorre le stesse vie dei confederali, perché “condannati” dalla direzione a diventare capi e capetti; non si rassegnino le centinaia di lavoratori che da anni continuano a votare e a sostenere questa organizzazione, è solo la forza del vostro sostegno che permette questa situazione, finalizzate i vostri sforzi alla lotta non al consociativismo accomodante e le cose cambieranno.
Non e un bel spettacolo quello che stiamo vedendo le cose andranno sempre così, ma solo perché chi si propone difensore dei lavoratori è costretto dall’azienda ad occupare posti di comando e di responsabilità ben retribuiti non per screditarli agli occhi dei lavoratori, ma per premiarli dei loro servigi, a voi le conclusioni.
L’autorganizzazione nasce dal bisogno di combattere il consociativismo e di indicare una prospettiva di classe ai lavoratori difendendone gli interessi economici e la dignità.
Lo Slai Cobas è su queste posizioni da sempre, indica la strada dell’autorganizzazione e delle lotta dove è presente e condanna chiunque si propone in difesa degli interessi dei lavoratori e poi percorre tanta strada come il gambero però, a marcia indietro nella direzione opposta agli interessi dei lavoratori.Milano 2 aprile 2005
SLAI COBAS A.S.P. "Golgi Redaelli"
LOTTA SI MA PER OBIETTIVI DI CLASSE !
VENERDI’ 18 MARZO SCIOPERO GENERALE DEL PUBBLICO IMPIEGO DELLA SANITA’ E DELLA SCUOLA,
LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI CGIL, CISL E UIL VOGLIONO USARE ANCORA UNA VOLTA I LAVORATORI COME MASSA DI MANOVRA PER I PROPRI SCOPI.
PER DIMOSTRARE AL GOVERNO IL LORO PESO IN MODO DA ACCAPARRARSI I PROVENTI DEL FURTO DELLE NOSTRE LIQUIDAZIONE.
LA PENSIONE COMPLEMENTARE, CHE ANDREBBE FINANZIATA CON LE NOSTRE LIQUIDAZIONI, E’ GIA PARTITA IN ALTRI SETTORI, I SINDACATI VOGLIONO CHE PARTA ANCHE NEL PUBBLICO IMPIEGO.
LA MANIFESTAZIONE ROMANA SI PREFIGGE DI FERMARE LA SVENDITA DEI SETTORI PUBBLICI, SI LAMENTANO CHE IL TURN-OVER E’ BLOCCATO, MA SE SONO STATI I SINDACATI CONFEDERALI CHE CON I LORO ACCORDI HANNO PERMESSO TUTTI QUESTO.IMBROGLIANO SAPENDO DI IMBROGLIARE !!
IL SINDACALISMO DI BASE TRA CUI LO SLAI COBAS, PARTECIPA ALLA GIORNATA DI LOTTA DI VENERDI' 18, IN OGNI CITTA’ SI ORGANIZZANO IN MODO AUTONOMO ED ALTERNATIVO ALLE CONFEDERAZIONI.
CONTRO LO SCIPPO DELLE NOSTRE LIQUIDAZIONI
PER IL RECUPERO SALARIALE CON L’AUMENTO DI 250 EURO UGUALI PER TUTTI
PER L’ASSUNZIONE DI TUTTI I PRECARI NEL PUBBLICO IMPIEGO
IL COORDINAMENTO NAZIONALE DI LOTTA DI LAVORATORI DELLE COOPERATIVE SOCIALI E TERZO SETTORE HA INDETTO PER IL 18 MARZO 2005 LO SCIOPERO NAZIONALE
PER
IL RIASSORBIMENTO PUBBLICO DEI SERVIZI ESTERNALIZZATI E L’ASSUNZIONE DI TUTTI I LAVORATORI IN APPALTO
PER L’APPLICAZIONE DEI CONTRATTI COLLETTIVI DI LAVORO A PARITA’ DI TRATTAMENTO E A PARITA’ DI DIRITTTI
PER IL PIENO RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI SINDACALI AI SOCI E SOCIE DELLE COOPERATIVE
PER IL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI SUL SALARIO REALE
VENERDI’ 18 MARZO 2005 ALLE ORE 9,30 IL SINDACALISMO DI BASE TRA CUI LO SLAI COBAS SI TROVA IN LARGO CAIROLI PER MANIFESTARE LA NOSTRA CONTRARIETA’ ALLA POLITICA CONCERTATIVA DELLE CONFEDERAZIONI SINDACALI E RILANCIARE IL MOVIMENTO DEI LAVORATORI PUBBLICI E DELLE IMPRESE PER COSTRUIRE L’AUTORGANIZZAZIONE E L’UNITA’ DI TUTTI I LAVORATORI
SLAI COBAS
A.S.P. GOLGI-REDAELLI
A.O. NIGUARDA
A.O. SALVINI RHO
SANTA RITA (MI)
R.S.A. SANDRO PERTINI GARBAGNATE
ISTITUTO PALAZZOLO
R.S.A. G. GEROSA BRIGHETTO (MI)
R.S.A. BOSCO IN CITTA' BRUGHERIO16 marzo 2005
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Dallo SLAI Cobas Niguarda |
Dallo SLAI Cobas Golgi-Redaelli PER UN RUOLO ATTIVO DELLO SLAI COBAS NELLE RIVENDICAZIONI AZIENDALI |
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GIOVEDI' 3 MARZO DALLE ORE 11,30 ALLE
ORE 15,30 CI TROVIAMO DAVANTI ALLA CASA DI RIPOSO DI VIA MECENATE 96 |
I responsabili della cooperativa K.C.S. caregiver, che gestiscono la casa di riposo comunale “Giuseppe Gerosa Brighetto” di via Mecenate 96, hanno usato ancora l’arma del ricatto e della paura per asservire ancora di più i soci e le socie lavoratrici che assistono gli anziani.
Non è la prima volta e non sarà purtroppo l’ultima.
E’ stata licenziata un’Ausiliaria Socio Assistenziale con accuse infondate e false !
Assistere gli anziani in Lombardia e a Milano è diventato l’affare più redditizio del momento, cooperative e affaristi d’ogni tipo si sono accaparrati la gestione di questi servizi perché in questo settore finiscono molti investimenti regionali. Un settore che permette di arricchire chi ha buoni appoggi politici e competenze in materia.
La politica liberista di Formigoni, sempre più protesa a favorire gli investimenti privati, ha creato questa situazione che ha trasformando il bisogno d’assistenza e sicurezza per gli anziani bisognosi, in un colossale affare dove tutti possono investire per fare soldi.
Le cooperative sociali nate come funghi, stanno facendo la parte del leone; la maggior parte delle strutture pubbliche è gestita da questi nuovi imprenditori.
Un settore variegato con poca sindacalizzazione, il cui contratto nazionale prevede stipendi minimi con più ore di lavoro rispetto al settore pubblico, o altri dello stesso tipo, con meno diritti e più doveri.
Diritti che diventano sempre più precari se oltre al ricatto del posto di lavoro si aggiunge il ricatto del permesso di soggiorno.
In queste strutture, come alla RSA “Giuseppe Gerosa Brighetto”, i soci e socie della cooperativa sono a maggioranza immigrati extracomunitari, sudamericani, africani e dei paesi dell’Est.
Contro di loro si accanisce la dirigenza, chi non rispetta le regole produttivistiche imposte con la forza, e contro chi si oppone alla repressione continua e sistematica, cala la mannaia della repressione.
Controlli per ogni minuto della giornata, sistematici ed antipatici per operatori che assistono anziani ai quali devono trasmettere tranquillità e benessere; nessuna libertà d’espressione tutto è centralizzato dall’alto, dai turni di lavoro alle ferie, ai carichi di lavoro.
Punizioni esemplari per chi cerca di salvaguardare le proprie condizioni di vita e di lavoro.
La qualità dell’assistenza agli anziani con questo stato di cose può solo peggiorare continuamente.
Il licenziamento repressivo deciso dai responsabili della K.C.S. ai danni di un’ausiliaria peruviana va letto in questo modo!
Il presidio d’oggi serve a richiamare l’attenzione dei cittadini e dei parenti, nessuno deve sentirsi estraneo, possiamo migliorare la qualità della vita per gli anziani bisognosi solo se miglioriamo le condizioni di lavoro per gli operatori che li assistono.
NESSUN LICENZIAMENTO DEVE PASSARE
LA DIPENDENTE LICENZIATA VA RIASSUNTA
BASTA CON LA REPRESSIONE E IL RICATTO NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI IMMIGRATI
STESSO LAVORO STESSI DIRITTI
Milano 1-3-05
SLAI COBAS K.C.S. "GIUSEPPE GEROSA BRIGHETTO"
NESSUNA PIETA' PER GLI IMMIGRATI !
I padroni italiani, gli imprenditori per arricchirsi non hanno più limiti, non si accontentano più lo sfruttamento per il profitto deve essere la legge che regola ogni cosa.
Abbassare il costo del lavoro, pagare sempre meno gli operai e farli lavorare sempre di più, ecco la formula a loro tanto cara; gli immigrati soprattutto sono prigionieri di questo meccanismo e pagano il prezzo maggiore.
Nelle aziende edili e nel terziario lo sfruttamento dei lavoratori immigrati è bestiale, lavoro in nero sottopagato, abbiamo avuto notizie d’operai infortunati nei cantieri lasciati abbandonati ad agonizzare o morti per non danneggiare il padrone che si arricchisce sempre di più.
Una moltitudine di persone uomini e donne che in ogni settore sono sfruttati e vessati da condizioni di lavoro sempre più feroci che inchiodano migliaia e migliaia di lavoratori africani, sudamericani e dei paesi dell’est, a condizioni di lavoro insopportabili.PRENDERE O LASCIARE QUESTA E’ L’UNICA REGOLA CHE VIGE !
Anche nel settore Socio Assistenziale, quello delle cooperative sociali che prestano l’opera di migliaia d’ausiliari e infermieri ai comuni e alla Regione l’impiego degli immigrati sta diventando l’affare del secolo.
Nelle strutture RSA gestite dalla cooperativa KCS caregiver si respira questa brutta aria; i responsabili sostengono che le loro dotazioni organiche sono al disopra degli standard regionali, ma nei reparti si lavora sempre con organici ridotti, per questo lavoratori italiani ed immigrati sono obbligati a lavorare da soli in operazioni che invece ne prevedono due.
Chi cerca di far valere i propri diritti a soltanto a difendere il diritto di lavorare senza danneggiare la propria salute e nello stesso tempo operare per garantire qualità nell’assistenza agli anziani, viene sottoposto a controlli ferrei a continue aggressioni ad intimidazioni.
Queste regole non sono scritte ma sono ben attive nei reparti, solo così si può spiegare che gli operatori invece di unirsi e solidarizzare tra loro, si scontrano, alcuni per sostenere la tesi dei capi e capetti che impongono che bisogna lavorare da soli o che non bisogna utilizzare il sollevatore.
Chi non si disciplina a queste regole passa guai seri, provvedimenti disciplinari e minacce si sprecano.
I dirigenti hanno dalla loro parte parecchi lavoratori che impauriti da anni di controllo poliziesco e da un’assenza cronica del sindacato conflittuale accettano questo stato di cose e si attivano per rafforzarlo, per vivere più tranquillamente.
Questa premessa si rende necessaria per indicare ai lavoratori immigrati delle strutture di via Mecenate “Giuseppe Gerosa Brighetto” e di Brugherio “Bosco in Città”, che il lavoro non deve in nessun caso imbruttire gli uomini e le donne, deve invece emanciparci e soprattutto trovare l’unità di tutti contro lo sfruttamento e la repressione.
La dignità dei lavoratori è una dei diritti che si sta inflazionando di più in tutti i luoghi di lavoro, anche nelle strutture gestite dalla KCS il profitto ha cancellato sicurezza e tranquillità.
Dobbiamo dire basta ! dobbiamo organizzarci !
Lo SLAI COBAS v’invita ad ingrossare le sue fila con l’adesione ma soprattutto con la partecipazione attiva alle iniziative e alla lotta.
I lavoratori italiani sappiano che lo sfruttamento indiscriminato dei nostri fratelli d’altre nazionalità è solo il preludio di quello che ci aspetta. Il padronato italiano vuole condizioni di vita è di lavoro identiche per tutti
MAGGIORE SFRUTTAMENTO, MENO STIPENDIO, SENZA DIRITTI.
POSSIAMO DIRE BASTA IN UN SOLO MODO ORGANIZZANDOCI!Milano 22-02-2005
VENERDI’ 25 FEBBRAIO 2005 DALLE ORE 14,00 ALLE 16,00 ASSEMBLEA RETRIBUITA DEI LAVORATORI DI VIA MECENATE “GIUSEPPE GEROSA BRIGHETTO”. PARLEREMO ANCHE DELL’ORGANIZZAZIONE DELLE VARIE E DELLA PAUSA MENSA.
TUTTI I SOCI LAVORATORI POSSONO PARTECIPARE
SLAI COBAS K.C.S. "G. GEROSA BRIGHETTO" Milano
"BOSCO IN CITTA'" Brugherio
TASSE E PASSAGGI DI FASCIA
“DOPPIA FREGATURA”
LE SOLITE PROMESSE ELETTORALIDoppia delusione e molta rabbia tra i lavoratori/trici degli ICP.
Il giorno 27 Gennaio 05, la busta paga doveva essere più cospicua sia per la riduzione delle tasse promesse dal sig. Berlusconi, sia per gli arretrati e i relativi passaggi di fascia per tutti gli aventi diritto, promessi dalla maggioranza dei delegati CISL, UIL, RDB ….
L’accordo sindacale si è rivelato una trappola per le RSU, architettato a puntino dalla Direzione Aziendale che ha quasi costretto i delegati alla firma. Tuttavia contenti, vista l’imminente elezione delle nuove RSU.
Basta rileggere i loro volantini, tutti si sono vantati di quell’accordo capestro.
Noi della CGIL e SLAI COBAS non abbiamo firmato l’accordo perché era evidente che il passaggio di fascia non era per tutti, neppure tra gli aventi diritto visto l’esiguo fondo a disposizione.
Per alcuni questo è il secondo anno consecutivo che non prendono una lira.LE PROMESSE ELETTORALI RIMANGONO PROMESSE
Noi delegati RSU della CGIL e SLAI COBAS, abbiamo deciso di raccogliere le firme affinché le RSU in modo unitario tornino al tavolo delle trattative.
Chiediamo ai vertici aziendali maggiori risorse per pagare per l’anno 2003, gli arretrati: cosi com’era stato promesso ai lavoratori esclusi.
Chiediamo inoltre di finanziare adeguatamente il fondo 2004 per il restante personale.
Qualche delegato potrebbe aver firmato in buona fede: se così fosse invitiamo i delegati RSU ad unirsi alla nostra proposta e costruire un fronte unitario per recuperare credibilità tra i lavoratori così tanto sfiduciati da quest’accordo.CGIL - SLAI COBAS
Istituti Clinici di Perfezionamento11/2/2005
BASTA CON LA REPRESSIONE !
Così com’è successo nella casa di riposo Giuseppe Gerosa Brighetto, di Milano gestita dalla cooperativa KCS, anche nella Residenza Sanitaria Assistenziale di Brugherio “Bosco in Città” i dirigenti non vogliono accettare che le operatrici e gli operatori si organizzino fuori le regole concertative e accomodanti delle organizzazioni sindacali CGIL e CSIL.
Dopo la costituzione dello SLAI COBAS in queste strutture, la repressione psicologica è aumentata, chi non si disciplina alle regole ferree dello sfruttamento senza diritti deve essere punito, i dirigenti della cooperativa anche se a malincuore si stanno attivando per rispondere alle richieste fatte dal nostro sindacato e supportate dal responsabile alla sicurezza e alla prevenzione dell’A.S.L., anche se sappiamo che molto c’è ancora da fare i soci lavoratori e le socie lavoratrici sappiano che la nostra azione vuole restituire la dignità del lavoro e la tranquillità insieme con una qualità della vita e condizioni di lavoro accattabili in tutte le strutture geriatriche dove siamo presenti; un compito che possiamo assolvere al meglio se i lavoratori si cominciano ad organizzare contro la gestione autoritaria e punitiva della K.C.S..
La difesa degli interessi materiali e politici dei lavoratori e lavoratrici socie devono essere un obiettivo di tutte le organizzazioni sindacali, a tal proposito ci chiediamo perché la CGIL, da sempre presente in queste strutture ha permesso che si consolidasse un tale regime di controllo?
Un controllo sul personale che non permette di lavorare con serenità e che infine mina alla base la qualità dell’assistenza da prestare agli anziani bisognosi che vi sono ricoverati, questo controllo si capisce è stato possibile perché questo sindacato e gli altri presenti, non hanno compiuto mai nessun’azione di lotta, anzi abbiamo da pensare che accondiscendevano al clima malsano nei confronti dei dipendenti e ne controllavano il malcontento.
Possiamo spiegare solo in questo modo il fatto che la CGIL subito dopo le assemblee tenute dallo SLAI COBAS, ha indetto le assemblee nelle due strutture gestite dalla K.C.S., l’intendo di controllare l’incazzatura dei lavoratori e contenerla per non disturbare i dirigenti è evidente.
Dal nostro canto pensiamo che la battaglia è appena iniziata, ci batteremo insieme ai lavoratori che vogliono organizzarsi al di fuori delle pastoie sindacali per muovere nelle due case di riposo e in tute le cooperative che si occupano d’assistenza e cura degli anziani una battaglia che porti i diritti di questi lavoratori allo stesso livello degli altri del settore.RIVENDICHIAMO E MOBILITIAMOCI PER :
LA RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO A 35 ORE A PARITA’ DI SALARIO
ORGANICI SUFFICIENTI AI BISOGNI DEGLI ANZIANI E PER GARANTIRE UN LAVORO TRANQUILLO SENZA METTERE CONTINUAMENTE A REPENTAGLIO LA SALUTE DEGLI OPERATORI
L’APPLICAZIONE DELLE LEGGI SULLA SICUREZZA E LA PREVENZIONE NEI REPARTI E IN TUTTI I SERVIZI
IL LAVAGGIO DELLA DIVISA PAGATO DALL’AZIENDA PER EVITARE LA PRATICA PERICOLOSA DI PORTARE A CASA INDUMENTI POTENZIALMENTE INFETTI
UN’ORGANIZZAZIONE CERTA E SICURA PER IL PERIODO DI FERIE, PER GLI OPERATORI ITALIANI E PER GLI ESTRACOMUNITARI, CHE DEVONO RECARSI NEI LORO PAESI D’ORIGINE
IL DIRITTO AD USUFRUIRE DELLA PAUSA MENSA DOPO 4/5 ORE DI LAVORO
DOBBIAMO APRIRE UNA TRATTATIVA DECENTRATA PER RIVENDICARE AUMENTI DI STIPENDIO LEGATI ALL’AUMENTO DEL COSTO DELLA VITA IN PIU’ GLI OBIETTIVI SOPRA ESPOSTI.
Milano 10-2-2005
SLAI COBAS K.C.S. "GEROSA BRIGHETTO" MI
"bosco in città" Brugherio
PER UN SINDACATO DI CLASSE PER RAFFORZARE
LO SLAI COBAS NELLA R.S.A. "GIUSEPPE GEROSA BRIGHETTO"!La costituzione dello Slai Cobas nella casa di riposo Giuseppe Gerosa Brighetto non fa dormire sonni tranquilli ai responsabili della cooperativa K.C.S.. In questi anni hanno creato un regime di controllo e di sfruttamento che permette di ridurre al minimo le spese di gestione con:
Organici ridotti al minimo, un solo operatore per reparto, il turno di notte.
Non rispetto della legge 626 e della salute dei soci e socie lavoratori/trici, e stato necessario che lo Slai Cobas si attivasse presso la A.S.L. di zona per cominciare Ad effettuare le vaccinazioni e le visite periodiche.
Provvedimenti disciplinari, tra cui l’utilizzo della sospensione dal lavoro senza stipendio e senza motivo, per chi non si disciplina al loro modo di gestire.
UNA CONDIZIONE DI LAVORO INACCETTABILE CHE BISOGNA CAMBIARE !
La CGIL presente in questa struttura da sempre ha permesso che si consolidasse questo stato di cose, in questo modo i diritti dei lavoratori sono passati in secondo piano facendo passare, in questo modo, in secondo piano anche la qualità dell’assistenza all’ospite.
Per i burocrati sindacali è importante mantenere buoni rapporti con la dirigenza per non dispiacergli, non perdere le tessere e gli iscritti, in modo da controllare qualsiasi malcontento.
Il progetto del nostro sindacato è di coinvolgere gli operatori di tutte le qualifiche per cominciare ad autorganizzarsi senza deleghe in bianco e senza far pesare sulle trattative gli interessi aziendali e gli interessi di bottega sindacali.
GLI UNICI INTERESSI PER CUI DOBBIAMO BATTERCI SONO QUELLI DEI LAVORATORI E DEGLI ANZIANI RICOVERATI !
POSSIAMO GARANTIRE Un’ASSISTENZA DI QUALITA’ SE ANCHE LE NOSTRE CONDIZIONI DI LAVORO SONO BUONE CON ORGANICI SUFFICIENTI !
Nelle strutture gestite dalla K.C.S. lo sfruttamento è feroce in questo modo sono minate le condizioni di lavoro dei soci e delle socie lavoratrici, il ricatto continuo al personale spiega la facilità con cui molti si licenziano.
I soci e le socie lavoratrici sappiano che lo SLAI COBAS vuole far nascere dal basso l’autorganizzazione sindacale, per elaborare una piattaforma unitaria che metta sullo stesso piano i lavoratori assunti a tempo indeterminato, quelli precari e i soci delle cooperative.
Nella cooperativa K.C.S. serve una piattaforma con cui rivendicare:
DIRITTI E DIGNITA’.
INCREMENTI RETRIBUTIVI PER RECUPERARE LA PERDITA DI POTERE D’ACQUISTO.
MENO ORARIO A PARITA DI SALARIO.
PIU’ PERSONALE NEI REPARTI.
Milano 7-2-05
SLAI COBAS K.C.S. "GIUSEPPE GEROSA BRIGHETTO"
UN SINDACATO PER CONTARE
PER DECIDERE DELLA NOSTRA VITALe condizioni di lavoro della casa si riposo “Bosco in città” abbassano la qualità della vita dei soci lavoratori abbassano la qualità dell’assistenza.
Se ci chiediamo perché le condizioni di vita e di lavoro in un istituto geriatrico non sono serene, condizioni per cui si può garantire un’assistenza serena e tranquilla agli anziani ricoverati, pensiamo subito al bisogno di risparmiare per guadagnare sempre di più da parte di chi gestisce e di chi amministra.
Per questo si continua a lavorare con organici insufficienti, per questo gli operatori lavorano da soli nei reparti, sia di giorno che di notte, in questo modo la qualità dell’assistenza e la salute stessa degli operatori passa in secondo piano; viene sacrificata al profitto.
Sempre per utilizzare al massimo gli ausiliari di notte si è costretti a svolgere lavori, (come il lavaggio delle carrozzine) che andrebbero fatti di giorno. Una situazione lavorativa gravida di conseguenze negative per gli operatori e per gli ospiti per cui bisogna lottare per cambiarla.
Solo il bisogno di risparmiare sugli organici permette ai dirigenti della cooperativa K.C.S., di aizzare contro i lavoratori “indisciplinati” le coordinatrici, che con la qualifica di Ausiliare Socio Assistenziali, non sentono il bisogno di aiutare i colleghi e le colleghe che da sole mobilizzano gli anziani totalmente non autosufficienti, ma si permettono di mantenere un clima di paura e di minaccia.
Un clima di paura e di disagio che le organizzazioni sindacali presenti nella struttura (la CGIL e la CISL) tollerano e permettono sicuramente in combutta con i dirigenti, non a caso mai nessuna lotta è stata organizzata, mai nessun problema è stato creato a chi gestisce in questo modo l’assistenza agli anziani, per questo si è potuta sedimentare una situazione lavorativa stile anni 50 quando il padrone poteva pensare ai suoi guadagni in barba alla dignità e alla sicurezza dei lavoratori.
Lo SLAI COBAS, (Sindacato dei Lavoratori Intercategoriale Autorganizzato), da poco costituitosi in questa azienda vuole combatte, insieme ai lavoratori contro questo stato di cose.RIVENDICA :
organici sufficienti per svolgere un lavoro così impegnativo e pesante.
maggiori diritti e dignità per i soci lavoratori della K.C.S.
condizioni di vita e di lavoro dignitose
maggiore sicurezza sul lavoro attraverso l’applicazione della legge 626.
MERCOLEDì 2 FEBBRAIO DALLE ORE 13,30 ALLE ORE 15,00
ASSEMBLEA RETRIBUITA PRESSO LA CASA DI RIPOSO BOSCO IN CITTA’ DI BRUGHERIO
PARTECIPATE NUMEROSIISCRIVETEVI ALLO SLAI COBAS, ADERITE ALLE INIZIATIVE DI LOTTA, DIFENDETE LE VOSTRE CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO !
Nell’assemblea cercheremo di mettere a fuoco le problematiche che ci sono in questa struttura e chiedere che vengano risolte dai dirigenti della cooperativa.SLAI COBAS K.C.S.
BOSCO IN CITTA' BRUGHERIO