Archivio SLAI Cobas del settore Sanità

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il grimaldello

Giornale alternativo dell’Ospedale Niguarda

giugno 2005

settembre 2005

ARGENTO VIVO

giornalino della ASP ex II.PP.A.B.

N.19 giugno 2005

I RICORSI LEGALI INSIEME ALLA LOTTA
CI RESTITUISCONO LA DIGNITA'

Il 30 di novembre 2005 la direzione della K.C.S. è stata portata davanti al giudice per rispondere di un licenziamento, meschino e immotivato, di una lavoratrice.
Una lavoratrice che lavora da sempre con gli anziani e continua tuttora a farlo senza problemi e con la giusta professionalità.
Nella RSA Gerosa Brighetto di Milano questa lavoratrice non andava più bene alla coordinatrice e alla dirigente, e per questo con una scusa è stata licenziata. Chiedere di ritornare al proprio posto era necessario e giusto; la nostra organizzazione sindacale non ha lasciato sola questa dipendente, che per sua fortuna, subito dopo la repressione subita ha trovato un altro posto di lavoro, e anche per questo non abbiamo chiesto la procedura d’urgenza alla magistratura milanese.
In ogni caso siamo soddisfatti del risultato perché la cooperativa è stata condannata a risarcire la lavoratrice della mancata retribuzione e a pagare le spese processuali e il conto degli avvocati.
I dirigenti della cooperativa sappiano che da oggi gli costerà caro attivare qualsiasi forma di repressione nei confronti di chi si ammala o di chi vuole difendersi dai soprusi.

L’arroganza dei dirigenti e il loro decisionismo non lasciano spazi a richieste in difesa degli interessi dei lavoratori ingannati con la formula di soci/lavoratori, noi vi diciamo che è una battaglia dura e lunga, ma che possiamo vincere.

Non dimentichiamoci che abbiamo richiesto:

su ogni questione la risposta è stata sempre NO !

Abbiamo avuto spesso l’impressione che questa cooperativa abbia protezioni politiche altolocate che gli permettono di non rispettare la legge 626 e la dignità dei lavoratori, di riflesso anche gli anziani ricoverati.
I lavoratori di via Mecenate e di Brugherio sappiano che la lotta e l’unità è la formula vincente contro ogni azienda con qualsiasi appoggio politico. Solo la dignità e la sicurezza di chi lavora può garantire che il servizio che svolgiamo sia di qualità e che gli anziani che assistiamo si sentano sicuri e tranquilli.
In queste RSA tra i lavoratori e le lavoratrici serpeggia la paura, il licenziamento volontari spesso serve a sottrarsi a processi di Mobbing e di repressione psicologica feroce, solo l’autorganizzazione e le lotta possono cambiare le cose.
Ogni provvedimento disciplinare va’impugnato ogni sopruso va denunciato !
Cominciamo ad aver fiducia in noi stessi organizziamoci con lo Slai Cobas contro le ingiustizie dei dirigenti e i soprusi delle coordinatrici.

Firmiamo il ricorso per recuperare le ore di lavoro regalate alla cooperativa con il cambio tuta per comunicare a rivendicare anche se con le cause legali la riduzione dell’orario di lavoro senza riduzione della paga.
AUTORGANIZZIAMO CON LO SLAI COBAS PER LA DIGNITA’ E PER DIFENDERE LE NOSTRE CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO!

Milano 7-12-2005

slai cobas cooperativa K.C.S. Gerosa Brighetto
Bosco in Città


UNA BATTAGLIA LEGALE SULLE FESTIVITA'
PROMOSSA DALLO SLAI COBAS

FESTIVITA’ NAZIONALI COINCIDENTI CON LA DOMENICA: ANCHE PER I DIPENDENTI DI NIGUARDA DOPPIA RETRIBUZIONE.

In questi giorni i delegati dello SLAI COBAS invitano i lavoratori di Niguarda a sottoscrivere una richiesta di conciliazione obbligatoria per chiedere ai nostri dirigenti di riconoscere la retribuzione o il riposo compensativo per le giornate di festività nazionale coincidenti con la domenica.
Si tratta delle festività di domenica del 2 giugno 2002, del 25 aprile 2004 e 1° maggio 2005.

Questa iniziativa, promossa dallo Slai Cobas è volta a promuovere una serie di lotte per il recupero di diritti acquisiti che vengono continuamente ridotti o svenduti da accordi e intese che governo e sindacati firmano sulla nostra pelle.
E’ necessario resistere ai continui attacchi alle nostre condizioni di vita e di lavoro, rafforzandoci con l’autorganizzazione promuovendo anche iniziative legali.

FIRMIAMO LA RICHIESTA PER FARCI PAGARE LE FESTIVITA’ NAZIONALI COINCIDENTI CON LA DOMENICA !

L’ART. 5 comma 3 della legge 27-5-1949 n° 260 ha sancito il diritto a godere di un’ulteriore retribuzione nel caso in cui le festività nazionali del 25 aprile, del 1° maggio e del 2 giugno ricorrano di domenica.
Nel settore privato questo diritto è già riconosciuto; Per ottenere il riconoscimento anche per i lavoratori del Pubblico Impiego sono state avviate specifiche cause legali che hanno portato a numerose sentenze favorevoli.
Il compenso aggiuntivo trova la sua giustificazione nel fatto che, se la festività non coincidesse con la domenica, il lavoratore avrebbe avuto un giorno di riposo in più.

TUTTI I LAVORATORI CHE VOGLIONO RECUPERARE LE FESTIVITA’ DEL 2 GIUGNO 2002, 25 APRILE 2004 E 1° MAGGIO 2005, POSSONO RIVOLGERSI AI DELEGATI DELLO SLAI COBAS ai seguenti n°. Amato int.5507, Comensoli int.2310, Sommella int.5259, Arruga int.5508. fax/n. 02 64442557

ORGANIZZEREMO UNA RACCOLTA FIRME DAVANTI ALLA MENSA NELLE GIORNATE DI LUNEDI 5 e 12 DICEMBRE DALLE ORE 12 ALLE ORE 14.

E’ NECESSARIO RACCOGLIERE LE FIRME IN FRETTA PER FERMARE LA PRESCRIZIONE, NEL FRATTEMPO CHIEDEREMO ALL’AZIENDA UN’INCONTRO SINDACALE PER IL RICONOSCIMENTO DI QUESTO DIRITTO.

CHI E’ INTERESSATO ALLA FIRMA E AL RICORSO DEVE PORTARE LE BUSTE PAGA DEI MESI GIUGNO E LUGLIO 2002, APRILE E MAGGIO 2004, MAGGIO E GIUGNO 2005.

Milano 30-11-2005

SLAI COBAS A.O. NIGUARDA


Comunicato

L'esecutivo della RSU è stato convocato dal nostro direttore generale lunedì 14 novembre, per valutare la proposta dell'azienda sulle due progressioni orizzontali richiesta dalla RSU e dai lavoratori. La proposta presentata quel giorno, è un vero è proprio sberleffo all'esecutivo e ai lavoratori di questo Ente. Masto, Zagonel e Fascia hanno proposte delle condizioni inaccettabili per noi dello Slai Cobas. Hanno proposto delle condizioni inaccettabili sulla 2° progressione orizzontale peggiorando le condizioni sulla proposta della 1° progressione. Nella proposta del 4 novembre l'azienda era disposta a concedere una sola progressione orizzontale articolata in questo modo: per coloro che non avevano usufruito del passaggio in orizzontale a seguito dell'accordo sottoscritto dalla RSU nel febbraio 2003, (gli Operatori Socio Sanitari) passaggio in orizzontale da gennaio 2005, per le categorie B, BS passaggio gennaio 2006, per le cat. C, D, DS passaggio gennaio 2007.

La proposta nuova sottoposta all'esecutivo della RSU e ai provinciali di Cgil, Cisl e Uil, (proposta che avrebbe dovuto inviare alla RSU gia da 15 giorni, che volutamente non hanno fatto per far passare più tempo, succede anche nelle partite di pallone ad opera della squadra che vince), prevede il passaggio dei famosi OSS fregati, da luglio 2005; dal gennaio 2006 invece le categorie B e BS e a dicembre 2006 passerebbero i colleghi inquadrati in C, D e DS.

Nella proposta è prevista anche una seconda fase di applicazione, l' eventuale seconda progressione orizzontale. La quale dovrebbe decorrere dal 2007. Secondo loro deve essere data rispettando le seguenti modalità :

dopo aver costituito una commissione che stabilirà i criteri elaborati dalla Zagonel, come è stato sempre fatto, si dovrebbe andare ad inventare dei progetti obiettivi che efficientizzano i reparti e i servizi, costituire dei criteri per la valutazione individuale e poi una volta risparmiato con questo nuova organizzazione l'azienda si impegnerebbe a destinare il 50% delle risorse risparmiate, da stabilire per costituire il fondo per finanziare la 2° progressione orizzontale. Nella proposta viene anche chiesto che la RSU sottoscriva un impegno a non rivendicare più aumenti di organici e ad accettare per buoni quelli stabiliti che hanno deciso loro. La "legislatrice" di questa proposta ha voluto strafare, sarebbe previsto che se ci dovessero essere degli aumenti del contratto nazionale, sul salario accessorio, questi assorbirebbero quelli che l' azienda cosi "generosamente" ci ha concesso. Non si sono dimenticare di ricordarci, con quella bozza, che i delegati sono loro ostaggi perché hanno splafonato con le ore di permesso e ne chiedono la regolamentazione Il presidente, dopo aver venduto molto bene la sua merce politica, si è impegnato a riconvocare l'esecutivo subito dopo il 21 novembre, per comunicare una nuova proposta che dovrebbe articolarsi nel seguente
modo:

Passaggio in orizzontale per tutti da un mese del 2006, in questi giorni la dott.sa Zagonel farà i conti per individuare quale può essere il mese giusto, speriamo bene. Sulla seconda se mai si entrerà nel merito dovranno essere applicati i criteri prevista dalla loro proposta come si diceva sopra.

Siamo in un evidente situazione di debolezza, dovuta al fatto che nessuna iniziativa è stata condotta dopo il 28 di settembre e questo condiziona molto la trattativa. In questi giorni la RSU si incontrerà per decidere le forme di lotta o come arrivare ad un eventuale accordo. I lavoratori sappiano che questo è il momento di mettersi in gioco, i nostri dirigenti vogliono darci una pedata nel sedere e niente soldi, ma cominciano a parlare di riorganizzazione del lavoro, infatti hanno gia deciso di modificare i turni ad Abbiategrasso e poi in tutti gli istituti, questo è il momento di tornare in piazza come il 28 di settembre anche con sciopero. Cominciamo a bloccare lo straordinario e a ridurre i ritmi di lavoro Lottiamo per due progressioni orizzontali senza pagellina, i soldi ci sono ma non vogliono darceli.

Milano 17/11/2005

SLAI COBAS A.S.P. GOLGI-REDAELLI


FAREMO IL NOSTRO LAVORO FINO IN FONDO
NONOSTANTE LE DIFFICOLTA'!

A 15 giorni dal passaggio dei lavoratori alla nuova azienda vi diciamo che il nostro impegno è uguale a quello di prima, nonostante le difficoltà e il clima di sfiducia creato ad arte per dividere i lavoratori e renderli più deboli, non ci siamo arresi, non ci siamo fatti trovare impreparati.
Dovete pensare che lo Slai Cobas, firmando l’accordo che ha permesso di passare alla nuova azienda con un danno di molto inferiore a quello che si prospettava senza nessun intervento sindacale, ha gestito sin dai primi giorni gli effetti della nuova ristrutturazione operata dalla direzione Colser.

Vi dobbiamo dire però che l’intervento delle organizzazioni sindacali firmatari di contratto, come ha fatto la CGIL, dopo che i lavoratori erano stati lasciati alla mercé dell’azienda, la dice lunga sul fatto che forse alcuni dirigenti del nostro ente giocano le loro carte proprio per favorire questi sindacati.
Noi chiediamo e diciamo a voi: cosa sarebbe successo se non ci fosse stato lo Slai Cobas a trattare con il Direttore Generale della Colser la dismissione del Gruppo B&B, sicuramente le ore di lavoro che vi sarebbero state ridotte erano quelle che Poletti aveva prospettato, 169 invece che 81,00 poi concordate, una riduzione d’orario noi sappiamo non giustificata perché i carichi di lavoro sono aumentati e vogliono ancora aumentarli, ma secondo l’articolo 4 del contratto nazionale di lavoro delle imprese di pulizie, firmato proprio da quei sindacati che in questi ultimi giorni vengono a chiedervi la tessera per bocca di persone che sono anche vostri controllori, questo può essere fatto per legge, sottoscritto a livello nazionale da Cgil, Cisl e Uil.
Nella riunione tenuta il 15 novembre chiesta dallo Slai Cobas per verificare la gestione che l’azienda e sottoporle le nostre rivendicazioni, così come avevamo deciso nelle assemblee e per difendere tutti i lavoratori in modo indistinto e senza guardarle la tessere, non come ha fatto la CGIL che ha chiesto un incontro solo per rivendicare la restituzione delle 2 ore di lavoro ridotte ai suoi scritti, riduzione accettata anche da questi iscritti nelle assemblee.
L’altro punto alla discussione a cui non siamo riusciti a venire a capo è la restituzione delle ore che secondo noi la Colser in base all’accordo sottoscritto il 31 ottobre non ha restituito, è un capitolo ancora aperto che verificheremo nella prima busta paga.
Nell’incontro del 15 novembre è stata ripreso l’obiettivo che c’eravamo già prefissati con il Gruppo B&B, il pagamento del pasto per i lavoratori presenti in istituto nelle ore di pranzo, ci attiveremo anche per il locale da destinare alla consumazione del pasto, in istituto. L’azienda ci risponderà su questo tema quanto prima.

In quest’incontro è stato concordato l’assunzione di una lavoratrice che per errore è stata licenziata dal Gruppo B&B, con gli stessi criteri previsti nell’accordo del 31 novembre.

Dal canto nostro invitiamo tutti lavoratori e lavoratrici ad avere fiducia nello Slai Cobas perché fino ad oggi, nonostante la rivoluzione che la Colser ha operato nell’organizzazione e nella distribuzione dell’orario di lavoro, stiamo agendo per sanare tutte le anomalie che man mano si sono evidenziate.
Non pensiamo sia una cosa facile, i dirigenti della Colser anche se sono una cooperativa, nata sul progetto della mutualità, non sono dei benefattori, devono guadagnare e da sempre i padroni di qualsiasi specie guadagnano in un solo modo; estorcendo plus valore dalla forza lavoro che impiegano, in parole povere appropriandosi di quello che i lavoratori producono, nel nostro caso appropriandosi dei costo che l’A.S.P. finanzia per la produzione di un servizio che voi con il vostro lavoro assicurate agli anziani e agli operatori del Redaelli.

Milano 15 –11 –2005

slai cobas colser


NON LASCIAMO A LORO
LA GESTIONE DEI NUOVI REPARTI !

A seguito delle preoccupate denuncie dei colleghi dei reparti interessati alla selezione per essere trasferiti ai nuovi reparti IDR, i delegati sindacali insieme ai lavoratori devono immediatamente farsi carico di entrare nel merito su quando e come pensano di gestire questi nuovi servizi nuovi.
Oltre alle misure di sicurezza che devono essere adottate e alla messa a norma delle strutture,

VOGLIAMO SAPERE SUBITO:

  1. QUANTI LAVORATORI VENGONO IMPIEGATI E QUALI STANDARD VENGONO UTILIZZATI PER FARE I CALCOLI DEGLI ORGANICI.

  2. VOGLIAMO DECIDERE INSIEME I CARICHI DI LAVORO E LE FIGURE PROFESSIONALI CHE VI ANDRANNO AD OPERARE.

  3. NON VOGLIAMO STRAVOLGIMENTI DELL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO E DELLE TURNAZIONI.

Conoscendo i nostri dirigenti che pensano di essere dei veri e propri dei sulla terra e che quello che fanno loro non può essere messo in discussione solo da Giove che è il Re degli dei, noi lavoratori, delegati della RSU siamo già in ritardo di parecchio nell’entrare ne merito della questione.
NON VOGLIAMO TROVARCI DI FRONTE SCELTE CHE CI COSTRINGERANNO A FORME DI LOTTA DURE E DECISE.
NON VOGLIAMO CHE I NUOVI REPARTI SIANO REPARTI CONFINO DOVE VIGONO REGOLE DIVERSE DAGLI ALTRI REPARTI.

PER RISPONDERE ALLE ESIGENZE DEL RISPARMIO,
LO FARANNO VOLENTIERI SULLA NOSTRA PELLE

DOBBIAMO DIRE UN FORTE NO !

L’assenza spaventosa della RSU in questo ultimo mese denuncia a chiare lettere il cedimento della struttura della contrattazione con l’azienda, l’immobilismo non è dettato solo da fatto che è preferibile far fare all’azienda come è stato sempre fatto, ma anche dal fatto che non ci sono più spazi, i delegati che hanno gestito fino adesso li hanno ristretti ai minimi termini.

L’azienda passerà su tutto, se non si muovono i lavoratori.

LO SLAI COBAS SPINGERA’ PER UN INCONTRO SUBITO CON I DIRIGENTI PER AFFRONTARE LA QUESTIONE NUOVI IDR.
INTANTO TUTTI SAPPIANO CHE I SIGNORI DI VIA OLMETTO VOGLIONO MODIFICARE I TURNI DI LAVORO IN TUTTO L’ENTE CON UNA BANALE SCUSA, E’ FACILE VOGLIONO PARTIRE PROPRIO ALL’APERTURA.
NON FACCIAMOCI FREGARE ANCHE SU QUESTO !
COMPAGNI RIPRENDIAMO IL CONFLITTO CON QUESTI MANAGER DEL PROFITTO E NON DELL’ASSISTENZA, L’ABBIAMO DIMOSTRATO IL 28 DI SETTEMBRE NE SIAMO CAPACI.

A TA L PROPOSITO LO SLAI COBAS ORGANIZZA UNA RIUNIONE FUORI ORARIO DI LAVORO DALLE ORE 14,30 IN POI PRESSO LA SALA R.S.U. D’ISTITUTO VENERDI’ 11 novembre ’05

Milano 7-11-2005

SLAI COBAS A.S.P. GOLGI-REDAELLI


LA LOTTA IN FRANCIA SCUOTERA’ TUTTA L’EUROPA!

INTERI QUARTIERI IN FIAMME, CENTINAIA DI AUTO BRUCIATE, MORTI E CENTINAIA DI ARRESTI.
I GIOVANI ABBANDONATI DALLO STATO E ALLONTANATI DAL LAVORO E DAI CONSUMI SI SONO RIBELLATI, SI STANNO SCONTRANDO CON LO STATO DI POLIZIA CHE IL GOVERNO FRANCESE HA DOVUTO INSTAURARE, PER CONTROLLARE LA CITTA’.
“QUELLO CHE STA SUCCEDENDO IN FRANCIA PRIMA O POI TOCCHERA’ ANCHE ALL’ITALIA”, HA AFFERMATO PRODI, UNA EVENTUALITA’ CHE NESSUNO PUO’ ESCLUDERE.
LA FRANCIA E’ UN PAESE ECONOMICAMENTE PIU’ AVANZATO DELL’ITALIA, MA LE CONTRADDIZIONI DEL SISTEMA MOSTRANO I SEGNI ANCORA PIU’ PROFONDI SULLE CARNI DELLE NUOVE GENERAZIONI.
AI GIOVANI, AI NOSTRI FIGLI, ALLE NUOVE GENERAZIONI DI OPERAI, E’ RISERVATA UNA SORTE DISGRAZIATA, DI POCHI DIRITTI E SEMPRE PIU’ POVERTA’ E DISOCCUPAZIONE.
IN ITALIA 20 MILIONI DI LAVORATORI SONO PRECARI ED AUMENTA SEMPRE DI PIU’ LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE, MENTRE DIMINUISCE LO STATO SOCIALE, UNA POLVERIERA CHE NON TARDERA’ AD ESPLODERE.
LA NOSTRA SOLIDARIETA’ ALLE LOTTE DURE DEL GIOVANE PROLETARIATO FRANCESE, SALUTANDO LE LORO LOTTE ANCHE SE DURE E ESTREME COME UN SEGNALE CHE DEVONO RACCOGLIERE OLTRE I PADRONI E I GOVERNI, ANCHE I LAVORATORI.

SENZA GIUSTIZIA NON SI SARA’ MAI PACE !

LA GIUSTIZIA CHE CHIEDIAMO NEI NOSTRI LUOGHI DI LAVORO E’ LA STESSA CHE CHIEDONO COSI DURAMENTE I NOSTRI FRATELLI FRANCESI, PERCIO’ BATTIAMOCI DA SUBITO TUTTI UNITI PER :

BATTIAMOCI OGGI CONTRO LE STORTURE DI QUESTO SISTEMA E CONTRO I NOSTRI PADRONI ALTRIMENTI NON CI RESTERA’ ALTRO CHE PREPARARCI A LOTTARE DURAMENTE MAGARI COME QUELLA CHE STANNO CONDUCENDO I GIOVANI PROLETARI FRANCESI.

SLAI COBAS A.S.P. GOLGI REDAELLI
COOPERATIVA COLSER


COLSER IL NUOVO APPALTO DELLE PULIZIE E’ SERVITO !

Anche i colleghi dell’A.S.P. devono sapere cosa succedi agli altri lavoratori, quelli di serie B, delle cooperative e degli appalti, il destino di chi lavora è legato a doppio filo dalle condizioni di vita e di lavoro che peggiorano per gli uni e per gli altri.
Per i lavoratori dell’appalto delle pulizie in questo fine d’anno è successo il terremoto. In silenzio il 31 d’ottobre il gruppo B&B ha lasciato l’appalto, la cooperativa che gli è subentrata ha rivoluzionato l’orario e l’organizzazione del lavoro; la scadenza dell’appalto delle pulizie avviene ad intervalli regolari, vere e proprie forche caudine sotto cui i lavoratori devono passare.
E’ previsto nel Contratto Nazionale di Lavoro di questo settore, che alla scadenza dell’appalto, che subentri una nuova impresa o che sia la stessa a continuare, se il capitolato cambia, i padroni possono tranquillamente diminuire il personale, diminuire le ore di lavoro, spostare ad altro appalto gli “esuberi”, utilizzare la flessibilità oraria.
Queste regole danno mano libera alla ditta che rileva l’appalto sia a quella che lo concede, questa norma contrattuale gli permette di giocare sempre al ribasso; i nostri dirigenti di via Olmetto hanno ridotto la base d’asta chiedendo la diminuzione delle prestazioni, la Colser che è subentrata ha scaricato sui lavoratori le conseguenze di questa riduzione.
Noi siamo convinti che A.S.P. e Colser non si faranno mai la guerra ma s’intenderanno molto bene tra di loro, sicuramente le riduzioni di prestazioni scritte sui capitolati non saranno poi di fatto operate, (per esempio, è previsto nel nuovo capitolato che il lavaggio delle scale avvenga una volta la settimana mentre prima erano lavate una volta al giorno, e l’entrata dell’istituto, dove l’immagine dell’azienda è più evidente al pubblico, mentre prima si lavava tutti i giorni adesso è previsto il lavaggio una volta la settimana.
I lavoratori delle Colser saranno obbligati a lavare tutti i giorni anche dove non è previsto, dovranno sobbarcarsi un carico di lavoro maggiore con meno ore.

Una situazione che non possiamo accettare, con cui dovremo fare i conti prossimamente.

Questi lavoratori sono stati seguiti dallo Slai Cobas nel passaggio da una ditta all’altra e nonostante l’accordo sottoscritto sia un buon accordo non tutte cose sono a posto.
L’accordo sottoscritto il 31 di ottobre, sul filo del tempo, con scarsissimo tempo per prepararsi sulle questioni economiche e visionare i capitolati, con il boicottaggio sistematico sull’informazione da parte dell’A.S.P. e del Gruppo B&B, questo per precisare che altrimenti non si sa cosa sarebbe successo, la CISL aveva abbandonato il tavolo delle trattative e lasciato i lavoratori al loro destino.
Nell’accordo è previsto:

Un buon accordo, sottoscritto dopo l’approvazione dell’assemblea dei lavoratori.
Un accordo che va gestito giorno per giorno perché è inutile dirlo i dirigenti della Colser non sono benefattori, e cercano di aumentare i loro profitti.

L’INTERVENTO DEL SIN COBAS NELLA VICENDA COLSER.

Amareggiato al massimo livello devo scrivere su questa vicenda dando le giuste connotazioni al problema non perché mi sento fregato o perché temo che qualche decina d’iscritti dallo Slai passino al Sin Cobas, in tutti i luoghi di lavoro la battaglia sulle tessere c’è sempre stata e sempre ci sarà, il sottoscritto Dell’Orfano, che ha condotto la trattativa per conto dello Slai Cobas provinciale sul passaggio dei lavoratori delle pulizie da una ditta ad un’altra, non sono un procacciatore di tessere né lo sono gli altri delegati dello Slai; alla nostra organizzazione di base, non firmataria dei contratti nazionali perché tolgono invece che dare, serve il riconoscimento dei lavoratori con l’iscrizione, per avere accesso alla trattative, che conduciamo sempre nell’interesse dei lavoratori, queste tessere non sono mai state utilizzate per sistemare qualche delegato o qualche amico, come spesso succede per altre sigle, anche non confederali, il nostro lavoro costante in controtendenza in questo Ente da anni, senza mai cedere ai ricatti e alla lusinghe di qualche dirigente lo dimostra..
Che cosa è successo, il 4° giorno del nuovo appalto, lo Slai Cobas indice un’assemblea dei lavoratori delle Colser per verificare in itinere l’andamento dell’appalto, in considerazione del fatto che l’azienda non si muove in modo trasparente e sta organizzando il sevizio in modo diverso dalle regole e dall’accordo sottoscritto, il giorno dopo il Sin Cobas organizza a sua volta un’altra assemblea con una decina di lavoratori, alla presenza di Lo Presti Giuseppe di Vimodrone e di Norma Patratti di Milano, ex iscritta allo Slai Cobas che conosciuto Lo Presti qualche tempo fa viene folgorata sulla via di Damasco e si iscrive al Sin Cobas.
Fino a questo punto niente di male ogni uno è libero di militare in qualsiasi organizzazione; questa ex iscritta dello Slai si attiva per operare a favore di una sua amica il quale essendo presente solo da un mese al Redaelli dovrebbe tornare al suo vecchio cantiere, lontano da casa con le difficoltà che questo crea.
Lo scrivente si adopera perché questa dipendente resti al Redaelli, vincendo la resistenza del Direttore Generale della Colser in una trattativa estenuante che durata dalle 14,00 fino alle 21,30 del 31-10-2005, riuscendo a spuntarla su questo punto.
Il 1° di novembre appena subentra la nuova gestione tra i lavoratori si crea il panico, molti non capiscono i nuovi orari, molti vengono spostati dal posto dove avevano operato fino allora, questo diventa il momento buono per intervenire ad aumentare la confusione e lo scoramento non solo lo fa qualche responsabile del Colser, ma anche la neo eletta rappresentante sindacale del Sin Cobas, si adopera in tal senso.
A questo punto lo scrivente pena bene di avvisare il responsabile di questa collega, dicendogli:
“guarda che le tessere li puoi benissimo fare dopo, oppure anche adesso ti prego vivamente di non mettere confusione tra i lavoratori perché questo è il momento dove bisogna la massima unità”
Lo Presti mi assicurava che non ci sarebbero state interferenze al mio operato anzi si congratulava del buon accordo raggiunto.
Ora alla luce di quanto è accaduto, voglio porre all’attenzione dei lavoratori della Colser e dei colleghi dell’A.S.P., questa vicenda, perché i comportamenti che vanno contro il corretto rapporto politico e sindacale almeno da parte di chi predica di essere giusto e leale di fronte ai lavoratori di fronte ai compagni, no può macchiarsi di simili bassezze solo, come in questo caso, per qualche tessera.
Nell’assemblea del 5 novembre senza la presenza dello Slai Cobas, mentre a quelle condotte dallo Slai Norma Patratti era sempre presente, Lo Presti conduce la sua assemblea e tessera una lavoratrice alla sua organizzazione e la promuove sul campo delegata del Sin Cobas, una lavoratrice iscritta alla Slai, una di quelle che non aveva diritto a rimanere al Redaelli e grazie alla trattativa condotta dallo Slai è restata, una bella riconoscenza da parte della dipende non c’è che dire, ma è da iscrivere solo a lei questo strano voltafaccia ?
Anche la lavoratrice che si è iscritta al Sin Cobas, per prima per fare da apri pista, era una di quelle che non avevano diritto di essere al Redaelli perché in cantiere solo da un mese invece che i quattro previsti da contratto.
Compagni lavoratori, queste non sono polemiche di basso profilo, voi ritroverete sempre di fronte a queste situazioni, resterete sempre confusi da queste beghe, anche nell’Azienda dove lavoriamo ne abbiamo viste di tutti i colori, purtroppo il sindacato è fatto d’uomini, spesso alcuni sono caporali purtroppo, come diceva Totò, e questo mi rattrista molto perché io credo ancora nell’onesta e nel rispetto, mi sazio ancora di camminare a testa alta in mezzo ai lavoratori e sapere che da parte loro non possono rimproverarmi niente del mio comportamento.
Assistere a questa meschinità, a questa condotta di basso profilo che nel gergo degli addetti ai lavori si chiama sciacallaggio polito mi rattrista molto ma nello stesso tempo mi da ancora più carica di combatte contro i padroni e contro l’opportunismo da qualsiasi parte provenga, sia esso benedetto dalla repressione a cui è stato sottoposto Lo Presti nella sua ex associazione sindacale, siano i confederali o altri a farlo; e non vengono accettate le scuse da parte sua perché quando si gioca sulla pelle lavoratori e sui rapporti politici non ci sono scuse che tengono.
Ho fatto questo riassunto parlando in prima persona, perché in qualità di coordinatore provinciale dello Slai Cobas ho anche la responsabilità politica di informare la mia organizzazione e le altre con cui abbiamo formato il coordinamento contro lo scippo del TRF, tra cui il Sin Cobas perché il movimento dei lavoratori ha bisogno di persone coerenti, corrette politicamente, altrimenti non vengono macchiate solo le coscienze individuali ma la coscienza coltiva dell’autorganizzazione e del sindacalismo di base.

Milano 6-11-2005

SLAI COBAS A.S.P. GOLGI REDAELLI COOPERATIVA COLSER


COMUNICATO dello Slai Cobas RSU ASL Provincia Milano 1
Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) “Sandro Pertini” (ex Onpi)
Garbagnate Mil.se

In occasione dell’incontro del 2 novembre 2005 per l’esame dello stato di avanzamento del progetto Centro Multiservizi di Garbagnate Mil.se, la RSU Agata DeMatteis eletta nelle liste dello Slai Cobas a nome della sua organizzazione sindacale Slai Cobas, e dei lavoratori che a lei si affidano, esprime la propria contrarietà alla trasformazione della RSA Sandro Pertini in altre forme giuridiche che si possano configurare come Fondazione appositamente costituita d’intesa tra i due soggetti coinvolti ASL ed il Comune di Garbagnate Milanese.

A tal proposito, invito i presenti ad analizzare le situazioni che hanno fatto seguito alle trasformazioni delle strutture sanitarie (già attuate dalla regione), in fondazioni, che non hanno prodotto benefici per gli utenti, né qualità del servizio, né contenimento delle rette, né maggiore professionalità degli operatori.
E’ solo una scellerata operazione d’immagine.
Se si dovesse procedere in questo senso, il futuro è già scritto: l’unica realtà pubblica della Regione Lombardia, la RSA Sandro Pertini, è destinata a scomparire per dare vita ad operazioni commerciali con finalità speculative.

Noi auspichiamo, che la parte più sana e coerente del centro sinistra del Comune di Garbagnate, respinga questa intesa già sottoscritta l’8 marzo 2005 dalla sindaca del Comune di Garbagnate.
Ciò ha costituito un favore all’ASL ed un regalo alle donne e uomini anziani che risiedono nella RSA Sandro Pertini di Garbagnate. Soprattutto donne che hanno elargito cure con tanta abnegazione a figli, disabili, mariti e genitori anziani ed oggi nell’ultima fase della loro vita, sono costrette a pagare quelle cure che hanno dato gratuitamente per tutta la loro vita.


Noi abbiamo il compito ed il ruolo di agitare la protesta, faremo presidi, organizzeremo assemblee convegno, indiremo un referendum, stiamo vagliando l’opportunità di occupazioni

Rho, 2 novembre 2005

Agata Dematteis


DUE PROGRESSIONI ORIZZONTALI
CON GLI ARRETRATI E SUBITO !

Più di un mese è passato dal 28 settembre, giornata di lotta e di aspettativa per i lavoratori che presidiavano via Olmetto . Ma tutto tace, forse in silenzio si sta consumando un’altra sconfitta dei lavoratori.
Ci eravamo lasciati con l’impegno di mantenere alta la tensione, di continuare l’agitazione, questo serviva a convincere l’azienda che facevamo sul serio.
In queste settimane non c’è stata nessuna agitazione, il lavoro è continuato con i soliti problemi, anzi responsabili di ogni tipo sono passati nei reparti a controllare le bottiglie d’acqua e a sgridarci come si fa con i bambini, senza dimenticare le minacce gratuite arrivate a casa anche a chi di riposo non ha ottemperato a disposizioni aziendali, come le assemblee di reparto, un clima di controllo non di lotta.

Nell’ultima riunione della R.S.U. tenuta il 7 ottobre 2005, una buona parte dei delegati, della CGIL e della CISL, ha votato per accettare la progressione orizzontale più o meno come ha proposto l’azienda, nella riunione dopo con i dirigenti è stato ribadito dai delegati presenti che le due progressioni orizzontali sono soldi nostri e ci devono essere dati.
Il nostro presidente con la Zagonel e Fascia ci hanno risposto che ufficializzeranno per iscritto la loro proposta alla R.S.U. che prevede una sola progressione orizzontale scaglionata fino a gennaio 2007.

Per onestà dobbiamo dire ai lavoratori che su queste rivendicazioni pesa come un macigno l’accordo siglato dalla maggioranza della R.S.U. nell’ottobre del 2003.
Di quest’accordo condannato con fermezza dallo SLAI COBAS, non è stata mai chiesta la revoca, nonostante per più riunioni erano stati sempre i delegati dello Slai a chiederne la revoca, parliamo dell’inizio 2004, quando cominciò ad imperversare la pagellina, ma allora nessun delegato delle altre organizzazioni sindacali appoggiò questa scelta.
L’azienda con la proposta che ha fatto vuole risparmiare due progressioni orizzontali e vuole applicare quell’accordo nefasto fino al 2007.

Non serve ricordare che le cose volgono al peggio!

Le organizzazioni sindacali confederali sono disposte a firmare quello che offre l’azienda, mentre nessuno prende posizione su cosa fare.

TOCCA AI LAVORATORI DARE UN SEGNALE
AI DIRIGENTI DI VIA OLMETTO

BISOGNA RICOSTRUIRE DAL BASSO L’AUTORGANIZZAZIONE E COMINCIARE A DECIDERE DEL NOSTRO DESTINO !

Milano 3.11.2005

SLAI COBAS A.S.P. "Golgi-Redaelli"


E' STATA RAGGIUNTA UNA PREINTESA
CHE I LAVORATORI DEVONO APPROVARE

La cooperativa COLSER, è la nuova ditta che ha vinto l’appalto delle pulizie nell’istituto Redaelli di Milano e il Golgi di Abbiategasso.
Nell’istituto di Milano è stata raggiunta una preintesa con la quale si normano i trasferimenti dei lavoratori della B&B alla nuova impresa.
Lo Slai Cobas a cui la i lavoratori hanno dato mandato per la trattativa informa i colleghi di Milano che il preaccordo prevede i seguenti punti:

I lavoratori presenti alla trattativa, la delegata dell’appalto, il coordinatore provinciale dello Slai Cobas che ha condotto la trattativa, reputa tale accordo buono, ed invita i lavoratori a partecipare all’assemblea per ratificarlo con il voto.
Ricordiamo che è nostro dovere politico vigilare sull’andamento dell’appalto nei prossimi mesi soprattutto in considerazione dell’apertura dei nuovi reparti.
Nell’assemblea discuteremo sui dettagli e sul comportamento politico-sindacale che si lavoratori manterranno prossimamente.

PER CHI NON L’HA ANCORA FATTO, FACCIA PERVENIRE QUANTO PRIMA LA SCHEDA INFORMATIVA PER L’ASSUNZIONE COMPILATA E I DOCUMENTI RICHIESTI PER GLI IMMIGRATI EXTRACOMUNITARI.

E’ IMPORTANTE !!

SABATO 29 OTTOBRE 2005 DALLE 11,00 ALLE ORE 13,30 ASSEMBLEA RETRIBUITA PER TUTTI I LAVORATORI DEL GRUPPO B&B. L’ASSEMBLEA SI TERRA’ O DAVANTI ALL’UFFICIO DI FELICE ALTRIMENTI NELLA SALA DELLA R.S.U. VICINO AGLI SPOGLIATOTI.
FACCIAMO LO SFORZO DI VENIRE TUTTI ANCHE SE IN GIORNATA DI RIPOSO

Milano 27-10-2005

SLAI COBAS GRUPPO B&B


RIPRENDIAMO LA LOTTA, RIPRENDIAMOCI LA VITA !

Lo Slai Cobas, a cui molti soci lavoratori della cooperativa K.C.S. hanno aderito, della struttura R.S.A. Gerosa Brighetto di Milano e della RSA Bosco in città di Brugherio, è un sindacato di lotta che lavora per costruire tra i lavoratori italiani e immigrati solidarietà e collaborazione, per rafforzare l’organizzazione di tutti i lavoratori al di fuori delle pastoie burocratiche e accomodanti di altre sigle. I soci lavoratori sappiano che questo lavoro non può essere interrotto, la perdita di ogni conquista di ogni lieve passo in avanti, succede non perché i padroni sono forti ma perché i lavoratori sono deboli.
Nelle cooperative sociali il regime di sfruttamento senza regole è un fatto consolidato, molti di voi ricorrono a periodi di malattia, per sottrarsi a carichi di lavoro sempre in aumento; tanti altri si sono ammalati, le loro malattie invalidanti e si sono cronicizzzate, nonostante tutto si lavora con ritmi massacranti, senza pause (neanche per mangiare), spesso senza ausili, sempre in meno.
La situazione in queste strutture peggiora sempre, chi comanda e chi dirige volutamente non considera questa situazione perché risparmiare sul personale significa guadagnare di più e dividersi più utili.
In Italia si è creato un mercato di lavoro sottopagato e super fruttato, migliaia di lavoratori exstracomunitari insieme ad italiani, meno pagati e con meno diritti, vengono usati come carne da macello per far arricchire speculatori di ogni risma.
Risollevarsi da questa situazione e resistere a tutto questo è possibile.
Bisogna che ogni uno faccia la sua parte:

Lunedì 24 ottobre dalle ore 13,30 alle 15,30 assemblea retribuita per tutto il personale nella struttura RSA Giuseppe Gerosa Brighetto in via Mecenate Milano.

Martedì 25 agosto dalle ore 13,30 alle 15,30 assemblea retribuita per tutto il personale presso la RSA Bosco in Città di Brugherio

SLAI COBAS K.C.S.
VIA MECENATE MILANO
BOSCO IN CITTA' BRUGHERIO


UNA GIORNATA DI LOTTA DA VALORIZZARE !

L’assemblea presidio tenuto in via Olmetto il 28 di settembre è servita a rinsaldare l’unità fra gli istituti e la sede centrale. Nessuno può più sostenere che i lavoratori non sono capaci a rispondere alle provocazioni della nostra direzione.
Infatti prima del presidio ci sono stati vari tentativi di dissuadere e spaventare i colleghi nei reparti e nei servizi per sabotare l’iniziativa e farla naufragare, l’operazione non solo non è riuscita ma ha spinto tutti a partecipare.
La partecipazione generosa dei colleghi di Abbiategrasso, è la conferma che lavorare con chiarezza e serietà informando i lavoratori e invogliandoli alla partecipazione mette in crisi i disegni aziendali, denuncia a chiare lettere la politica accomodante dei delegati tenuta negli anni passati.
Anche i lavoratori di Milano, i più attivi negli anni novanta contro le pagelline, contro gli accorpamenti, (solo per citare alcuni momenti delle lotte passate), sono stati demotivati, grazie ad una politica sindacale accomodante e collaborazionista, ad un lento ma graduale disimpegno. In questa occasione questi lavoratori hanno saputo dimostrare con la loro partecipazione, (parecchi venuti anche essendo di riposo), che non siamo ancora domati dalle politiche aziendali e siamo disposti a lottare per difendere le nostre condizioni di lavoro. Senza contare i colleghi della sede che sfidando le prevedibili ire di chi comanda in molti non hanno fatto mancare la loro presenza.
I colleghi di Vimodrone in questo periodo di lotta sono stati attenti e hanno partecipato in numero maggiore alle iniziative. Delle circa 400 persone presenti nel cortile della sede centrale, la metà erano loro e come tutti gli altri stanno contribuendo attivamente a consolidare il potere contrattuale della RSU, non bisogna deluderli ne svendere la volontà di lotta di tutti.
La presenza degli iscritti e dei delegati dello Slai Cobas al presidio, è stata improntata all’unità con tutti, nonostante le differenziazioni che esistono tra di noi, abbiamo lavorato perché ci fosse chiarezza con i lavoratori e si rispettassero le regole democratiche, visto gli episodi di intolleranza nei confronti degli stessi lavoratori e nei confronti di lavoratori di altre sigle sindacali.
La giornata del 28 è stata positiva e deve essere vista come inizio di una stagione di lotta contro questi dirigenti, sicuri di aver incassato tante vittorie in questi ultimi anni non vogliono fare nessun passo indietro.
Il presidente Rodolfo Masto, che quel giorno ha ufficializzato le posizioni dell’Azienda, ha sostenuto a più riprese che soldi per pagare le due progressioni orizzontali chieste dalla RSU non ci sono, sono disposti a trattare su una solo, senza dimenticarsi di precisare che il pagamento sarà possibile se riusciranno a reperire le risorse. Il presidente si meravigliava del livello alto dello scontro perché, diceva, in 6 anni non ci sono mai stati problemi con la RSU.
A tutti i colleghi non ci stancheremo di ricordare che la piattaforma aziendale serve a recuperare quello che abbiamo perso, gli obiettivi che bisognava raggiungere sono stati votati nelle assemblee e crediamo che bisogna partire da questo per iniziare qualsiasi trattativa.
Il nostro presidente, quel giorno, ha ribadito quello che anche nei primi mesi del 2004 aveva detto “ci sono soltanto 250 mila euro e con questi soldi non possiamo dare neanche una solo progressione a tutti”. Questi signori fanno bene il loro mestiere, hanno risparmiato e si sono premiati per il loro lavoro, nessuno di noi ha mai verificato questi conti, non siamo a conoscenza dei bilanci e non sappiamo perché hanno i conti in rosso, dobbiamo prendere per buono quello che ci viene detto.
Gli eventuali deficit che lamentano sicuramente non possono essere attribuiti alle spese per il personale: hanno ridotto gli organici e da tre anni non ci danno il becco di un quattrino !
Dobbiamo far pesare nelle trattative con i dirigenti il fatto che hanno risparmiato sulla nostra pelle: 1°) con l’aumento dei carichi di lavoro, che tutti ben conosciamo. 2°) perché non è stato finanziato da 10 anni il fondo per il premio incentivante, ne sono state aggiunte risorse al fondo per il finanziamento delle progressioni orizzontali; questi incrementi erano previsti dai contratti nazionali, sono soldi nostri che non ci hanno dato.
Altro che rispetto del contratto, così come ha scritto il nostro presidente nella letterina consegnata con la busta paga.
Recuperare quello che abbiamo perso in questi anni è possibile se ci crediamo tutti. I colleghi sappiano che quello che abbiamo perso in questi è stato perso per il cedimento di una politica sindacale accomodante e per la delega in bianco data da molti di noi senza poi chiederne il resoconto. E’ ora di dire basta !
Continuare la lotta se non vengono raggiunti gli obiettivi che ci siamo posti nella piattaforma è una strada obbligata altrimenti vinceranno ancora loro i dirigenti di questo Ente.

Milano 3-10-2005

SLAI COBAS A.S.P. "Golgi-Redaelli"


Dallo SLAI Cobas A.S.P. "Golgi-Redaelli"

NE' TRIONFALISMI NE' CEDIMENTI!
il 28 settembre tutti in via Olmetto!

[19-9-2005]


NON E' MAI TROPPO TARDI!

Settembre sarà il mese delle iniziative e della lotta per tutti noi dell’A.S.P. , i delegati della R.S.U. hanno capito finalmente, che la nostra direzione, la direttrice Zagonel, il direttore generale, Fascia e il presidente Masto, non sono disposti a pagarci le fasce di progressione orizzontali che sono state richieste nella piattaforma rivendicativa.
Nella piattaforma chiediamo che ci vengano riconosciuti gli aumenti di stipendio attraverso le progressioni orizzontali: una progressione per tutti, da gennaio 2004 con gli arretrati, una da gennaio 2005 ed un’altra da gennaio 2006, per tutti e senza pagellina.
Queste progressioni orizzontali recupereranno l’assenza di aumenti di stipendio per noi dell’A.S.P. in questi ultimi tre anni. Risparmi enormi o sconti favolosi concessi da una politica sindacale accomodante, che non hanno permesso all’azienda di chiedere i bilanci in attivo, i signori amministratori di via Olmetto lamentano perdite per qualche milione di euro.

Insieme alla richiesta economica, nella piattaforma parliamo di organici, vogliamo che vi sia un aumento degli effettivi. La Regione Lombardia con il piano socio sanitario dice, secondo l’interpretazione dei legislatori di via Olmetto, che nei reparti siamo in tanti e bisogna ridurre ancora di qualche unità gli operatori. questo è :
Un colossale imbroglio ai nostri danni e ai danni degli anziani!

Solo la responsabilità degli operatori garantisce oggi la qualità del servizio a danno della propria salute, e sacrificando la propria vita privata. I lavativi a cui molti danno la caccia, non si trovano certo nei reparti, ma nelle aree dirigenziali e nelle figure apicali che per grazia ricevuta spesso prendono lo stipendio per fare un bel niente, o solo per gravare di lavoro gli altri.
Anche Natalucci, sollecitato dal presidente, ha inoltrato da tempo il suo ringraziamento agli operatori, “ricordandoci di rafforzare il nostro impegno per svolgere al meglio il nostro lavoro di cura e assistenza”, una bella gratificazione, che ha il sapore della beffa oltre al danno.
Dobbiamo pensare che la nostra disponibilità e la nostra responsabilità ( si lavora con delle persone, come facciamo a non garantire loro quello di cui hanno bisogno anche se siamo in pochi?) .Con questa filosofia ci stiamo fregando da soli, i nostri dirigenti senza nessuno scrupolo hanno ridotto ultimamente gli organici, a Milano di 11 unità, e altre decine a Vimodrone e ad Abbiategrasso, aumentando i carichi di lavoro per tutti.
I numeri degli operatori è sempre al minimo ma in questo periodo assicuriamo l’assistenza ad anziani che pagano circa 5 milioni di vecchie lire al mese, con giovani allievi che non beccano una lira, con operatori delle cooperative che sono sottopagati e super sfruttati; qualche dirigente dovrebbe provare a lavorare 15 ore al giorno in corsia con il ricatto del salario, e poi sentire cosa ne pensa.
Ecco chi si occupa di garantire la missione sociale di cui i nostri dirigenti si sciacquano spesso la bocca.
Forse l’autunno sarà scaldato dalle nostre lotte, è dobbiamo credere che anche i delegati della RSU si vogliono incamminare su questa strada, dopo aver concesso troppo all’azienda è ora di smettere. NON E’ MAI TROPPO TARDI per recuperare quello che ci spetta, noi dello SLAI COBAS saremo attivi in questo progetto, sperando che non finisca tutto in una bolla di sapone o vanificato da qualche compromesso a cui ci hanno abituato i delegati più accreditati e compromessi con la direzione.

Milano 17-07-05

SLAI COBAS A.S.P. "Golgi-Redaelli"


COSTRUIAMO UN SINDACATO DI CLASSE
PER DIFENDERE I NOSTRI INTERESSI !

Si è costituito nell’A.S.P. Istituzioni Assistenziali Riunite, (II.AA.RR.) di Pavia il “Sindacato dei Lavoratori Autorganizzato Intercatategoriale” (SLAI COBAS), uno strumento di lotta e di autorganizzazione per i lavoratori e le lavoratrici che non vogliono più accettare le regole imposte dalla nostra direzione; condannano il clientelismo operato dalle organizzazioni sindacali presenti nella R.S.U., vogliono contare nelle trattative sindacali di questo Ente.

Ci chiediamo e chiediamo alla RSU:

Lo stipendio di noi operatori è uno tra i più bassi, le progressioni orizzontali, unico istituto per aumentare i nostri stipendi, in circa 5 anni non sono state attribuite a tutti i lavoratori ma solo ad alcuni segnalati dagli amici degli amici.
Una gestione clientelare che danneggia i nostri interessi economici favorendo delegati sindacali meglio piazzati nelle sfere della direzione e coloro che supinamente accettano principi e regole dei nostri dirigenti.
Dobbiamo reagire e combattere contro questo clima di repressione economica e politica, mettendo in discussione il connubio che da sempre esiste tra delegati sindacali e dirigenti, dobbiamo perciò rompere questo accerchiamento e cominciare a contare con il nostro peso con la nostra intelligenza.
Lo SLAI COBAS si batte a livello nazionale contro la politica della concertazione, contro la meritocrazia e la divisione dei lavoratori operata dai sindacati CGIL CISL UIL, e FIALS, attraverso le progressioni verticali per categorie.

Dobbiamo batterci contro il furto delle nostre liquidazioni deciso dal governo e concordato dai sindacati.
Lo SLAI COBAS ha organizzato a livello nazionale una campagna contro questo furto ai danni dei lavoratori, appena il decreto attuativo, (che il governo conta di emanare entro il mese di settembre 2005) sarà operativo i lavoratori pubblici italiani hanno tempo sei mesi per scegliere se destinare la propria liquidazione nei fondi complementari gestiti dai padroni e dai sindacati o farsi retribuire questo istituto prima di andare in pensione.

ADERIAMO ALLO SLAI COBAS, COMINCIAMO A FAR VALERE I NOSTRI INTERESSI ECONOMICI E SINDACALI.

COMINCIAMO AD AUTORGANIZZARCI PER RIVENDICARE

SLAI COBAS A.S.P. II.AA.RR. PAVIA

17-07-05


RESPINGIAMO AL MITTENTE L'AUMENTO
DEI CARICHI DI LAVORO.

Il dottor Pedrana si è impegnato in questa settimana ad integrare nell’organico almeno 3 o 4 dipendenti per compensare in parte quelli in ferie o in malattia. E’ evidente che in questi giorni i lavoratori dell’impresa B&B hanno avuto un aumento dei carichi di lavoro.
Ma anche prima la situazione non era rosea: la scelta di impiegare un solo operatore per sanificare un reparto, è tesa al risparmio e a sfruttare di più i lavoratori. Inizialmente nei reparti del Redaelli l’Ente aveva assunto due operatori al 3° livello che garantivano le pulizie con condizioni di lavoro più accettabili e assicurando una qualità del servizio migliore.
Anche l’impresa IME-CO, appena entrata, aveva garantito 2 operatori per reparto; ma la logica del profitto e di far cassa sulla pelle dei dipendenti, ha fatto scuola anche tra i dirigenti di questa impresa, la riduzione del personale senza riduzione di carichi di lavoro è la prima cosa che hanno fatto.
Si è stabilizzata la riduzione del personale; un solo dipendente per reparto assicura nel periodo delle vacanze o quando ci sono assenze per malattia o infortunio, il servizio.
Come se non bastasse oggi questi stessi lavoratori sono obbligati a lavorare in due reparti differenti nella stessa giornata.
Lo Slai Cobas è intervenuto presso la direzione della B&B rivendicando l’assunzione di personale per il periodo estivo. Pedrana si è impegnato verbalmente ma sappiamo che non possiamo fidarci, solo la nostra volontà di lotta può cambiare le cose e fare assumere veramente il personale che manca.

Sembra che in questo periodo l’azienda è disposta a concedere le ore di straordinario, questa manovra non deve trarre in inganno nessuno, il gruppo B&B ha la disponibilità economica per assumere più personale, per il periodo estivo e per garantire condizioni di lavoro più accettabili in tutto l’anno.
Di fronte al maggior bisogno per garantire una qualità del servizio e ritmi di lavoro accettabili, dobbiamo chiedere, per chi è interessato, il raddoppio delle ore di lavoro sottoscritto nel contratto individuale, passare così dalle 3 o 4 ore giornaliere alle 8.

VENERDI’ 22 LUGLIO DALLE ORE 10 ALLE ORE 12,00, ASSEMBLEA RETRIBUITA. PARTECIPATE TUTTI DISCUTEREMO DI QUESTI PROBLEMI.

Milano 16-07-05

SLAI COBAS B&B Redaelli


Appello a tutte le lavoratrici ed i lavoratori

Lo Slai Cobas ed RdB organizzano un presidio
il 15 luglio venerdì dalle ore 14,00 alle ore 16,30

invitiamo le lavoratrici ed i lavoratori, i cittadini, i famigliari degli utenti a manifestare con noi davanti ai cancelli della RSA Pertini partecipate al presidio, tutti al presidio è in gioco il lavoro, la qualità della nostra vita e quella degli utenti! Ribadiamo il nostro rifiuto al protocollo d’intesa firmato tra ASL e Comune di Garbagnate con il sostegno delle OOSS confederali.

Cosa chiediamo:

                                                                                               

Fate pervenire i vostri suggerimenti: invitiamo le lavoratrici a dotarsi di striscioni multicolori da esporre sui balconi della Pertini, facciamo appello a televisioni, radio e stampa locale, gruppi musicali, associazioni ecc. per sostenere la nostra lotta.
E’ importante la partecipazione di tutti, è in gioco la salute, il lavoro, la famiglia!

Garbagnate Mil.se 11 luglio 2005

stato di agitazione alla RSA S. Pertini di Garbagnate Mil.se


IN RISPOSTA ALLA PREPOTENZA DEI DIRIGENTI
LOTTA SINDACALE INTELLIGENTE!

Non finiremo mai di meravigliarci, i soci lavoratori della K.C.S. Caregiver, devono muoversi sul filo del rasoio.
Ogni occasione è buona per i dirigenti e per la responsabile più intransigente, signora Gualandi, per punire e per fare sentire il peso della schiavitù del salario a chi lavora nelle strutture gestite da questa cooperativa.
In più occasioni ad essere inquisiti e poi puniti sono soci/cie lavoratori/ci, che come unica colpa cercano di migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro, cercano di svolgere al meglio il loro lavoro per garantire un’assistenza di qualità agli anziani nonostante gli organici ridotti all’osso.
Ma spesso e volentieri si verifica che le minacce e i procedimenti disciplinari vengono decisi perché chi si disciplina suo malgrado, a disposizioni di lavoro inaccettabili è costretto poi a pagarne le conseguenze.
Le ultime minacce di provvedimento disciplinare sono partite per due socie lavoratrici che avevano, deciso di effettuare una doccia ad un ospite anziché un bagno in vasca.
In verità la pratica incriminata è usuale è tollerata ed incentivata dalle coordinatrici che per far rispettare i tempi di marcia le inventano tutte, oltre a tenere sotto pressione chi non accelera nel lavoro, questo lo sa la signora Gualandi questo lo sanno le responsabili della struttura, perché punire allora ?
Nelle strutture RSA, soprattutto dove vengono impiegati lavoratori immigrati, più ricattabili e meno tutelati, far lavorare perennemente al limite della sopportabilità significa guadagnar di più, meno personale che garantisce le stesse prestazioni significa più guadagni e meno qualità del servizio.
Di fronte a questa situazione dobbiamo tutti insieme cambiare atteggiamento !
Dobbiamo tutti insieme stabilire che i ritmi di lavoro li decidiamo noi !
Ne coordinatrici ne nessun altro deve permettersi di utilizzare le minacce e la repressione per aumentare i ritmi e i carichi di lavoro.

Abbiamo chiesto ai dirigenti della KCS di retribuirei minuti che ogni giorno regalate alla cooperativa nella vestizione e nella vestizione della divisa, abbiamo chiesto che si facciano carichi del lavaggio delle divise stesse, abbiamo rivendicato il rispetto delle norme che tutelano la sicurezza dei socie e delle socie, ma nella maggior parte dei casi hanno fatto orecchie da mercanti.
Possiamo convincerli a cambiare atteggiamento solo con la lotta e la presa di coscienza collettiva.
La debolezza dei soci e delle socie è la loro forza !
Lo Slai Cobas si batte per difendere i diritti de soci, per emanciparne la coscienza e per spingere all’autorganizzazione e alla partecipazione. Abbiamo intenzione, insieme ai vostri delegati di organizzare una manifestazione davanti alla Regione Lombardia per denunciare all’opinione pubblica la realtà delle cooperative e ai responsabili regionali.

LA VOSTRA PARTECIPAZIONE E’ IMPORTANTE, PARLATENE TRA VOI COMINCIAMO AD ORGANIZZARCI!

Milano 2-7-2005

SLAI COBAS K.C.S.
G.GEROSA BRIGHETTO (MI)
BOSCO IN CITTA' BRUGHERIO


Front-office a spese dei dipendenti

Il nuovo servizio di front-office è la continuazione della politica di privatizzazione dei servizi degli ospedali pubblici milanesi. Vi ricordate la famosa SIOM ?
Oggi la gestione organizzativa del front-office dei 7 ospedali milanesi è stata affidata agli ICP.
Tutto il personale amministrativo degli ospedali interessati è coinvolto in questo progetto e vedrà le proprie condizioni di lavoro peggiorare.

Cosa sta succedendo?

Il progetto prevede di tenere aperto questo servizio dalle ore 8 alle ore 20 compreso il sabato, utilizzando i fondi regionali per retribuire le ore di straordinario, in modo da garantire un servizio senza incrementare l’organico.
I responsabili a vario titolo si stanno attivando per cercare di aumentare le mansioni di tutti , vogliono modificare gli orari di servizio al personale amministrativo interessato, a secondo dell’esigenza aziendale, prevedono corsi di formazione obbligatoria, mobilità indiscriminata, tutto per “rendere efficiente il servizio”
Questi dirigenti, tra cui il signor Marigo Libero, precedente coordinatore della RSU, e braccio destro dell’azienda, così come più volte avevamo denunciato; “studiano” il modo di sfruttare i lavoratori, negando ogni diritto e calpestando la loro dignità. Un Leader sindacale per tanti anni sa bene come colpire alle spalle i lavoratori.
Manca personale nei servizi amministrativi e di accettazione, niente paura ci pensa Libero: contatta tutte le persone con ridotte capacità lavorative e li obbliga a svolgere mansioni che non gli competono. Che dire della richiesta di aumentare lo straordinario e di utilizzare la banca ore per tenere aperti gli sportelli oltre l’orario di servizio ?
Vogliono che tutto il personale sia interscambiabile (per esempio l’infermiera professionale deve essere disponibile a svolgere mansioni amministrative, e gli amministrativi non devono più fare caso alle loro mansioni e genuflettersi in ogni momento quando manca personale al front-office.
Come si può pensare che un operatore/ce sia in continua mobilità, da Niguarda ai vari poliambulatori sul territorio e viceversa; e il solito metodo della coperta corta che dovunque la tiri lascerà sempre scoperto qualcosa.
Dal nostro canto pensiamo che per garantire anche in questo caso un servizio di qualità all’utenza necessitano subito nuove assunzioni di ruolo; per difendere i nostri diritti occorre bloccare le manovre che i dirigenti stanno attuando e che aumentano i disagi e i carichi di lavoro ai colleghi amministrativi.
Il prodotto della vecchia RSU e subito individuabile, il coordittatore di una volta è passato dalla parte dell’azienda , ed insieme a dirigenti senza scrupoli si adoperano per imporre la mobilità coatta a coloro che lo avevano votato ed osannato in precedenza, punendo chi si rifiuta di spostarsi e di lavorare di più.
Questa è la strada per garantire profitti ai nuovi padroni e affossare i diritti dei lavoratori.
La Slai Cobas si è sempre battuto per la difesa degli interessi dei lavoratori e degli utenti, scontrandosi con dirigenti imprenditori e sindacalisti intrallazzoni. Ci batteremo contro i nuovi padroni siano essi senza scrupoli o ex venditori di fumo associati e sponsorizzati dai sindacati confederali, per la difesa degli interessi economici dei lavoratori e per la difesa della nostra prospettiva di classe.

Milano 30-06-05

SLAI COBAS A. O. NIGUARDA


PRESIDIO AL REDAELLI

VENERDI’ 3 giugno DALLE ORE 13,00 ALLE ORE 15,00 BEVIAMO UNA BIRRA E MANGIAMO UN PANINO INSIEME AGLI OPERATORI DELL’ISTITUTO REDAELLI E CON TUTTI COLORO CHE VOGLIONO PARTECIPARE.

DOPO LA REVOCA DELLO SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DI CGIL, CISL e UIL, A SEGUITO DELLA FIRMA DELL’ACCORDO PER I DIPENDENTI PUBBLICI, LO SLAI COBAS CON I LAVORATORI DELL’A.S.P. “GOLGI-REDAELLI” INDICONO UN PRESIDIO PER VENERDI’ 3 GIUGNO DALLE ORE 13,00 ALLE ORE 15,00 DAVANTI ALL'ISTITUTO GERIATRICO “PIERO REDAELLI”, VIA BARTOLOMEO D’ALVIANO 78.

RIVENDICHIAMO ASSUNZIONI DI RUOLO CON INDIZIONE DI CONCORSI PER INFERMIERI PROFESSIONALI, TERAPISTI DELLA RIABILITAZIONE, AUSILIARI SOCIO ASSISTENZIALI, OPERATORI SOCIO SANITARI.
I DIRIGENTI AMMINISTRATIVI E POLITICI DI QUESTO ENTE SI SONO INCAMMINATI DA TEMPO VERSO LA GESTIONE PRIVATISTICA DEGLI ISTITUTI GERIATRICI DI VIMODRONE, MILANO E ABBIATEGRASSO.
A MILANO E’ PROSSIMA L’APERTURA DI UN NUOVO LOTTO (120 POSTI LETTO) CHE RISCHIA DI FINIRE ESTERNALIZZATO E AFFIDATO ALLA GESTIONE DELLE COOPERATIVE.
DOBBIAMO BATTERCI PERCHE’ QUESTO PROGETTO NON PASSI.

LA QUALITA’ DELL’ASSISTENZA AGLI ANZIANI E LE CONDIZIONI DI VITA DEGLI OPERATORI SI RIDUCONO SE NON CI SONO DIRITTI, SE NON C’E’ LIBERTA’.

VOGLIAMO PROTESTARE CONTRO L’ACCORDO QUADRO RAGGIUNTO A ROMA TRA LE PARTI SOCIALI, (GOVERNO E SINDACATI).
CON QUESTO ACCORDO AI 3 MILIONI E MEZZO DI DIPENDENTI PUBBLICI, TOCCHERANNO AUMENTI DI STIPENDIO IRRISORI, CHE CI LASCERANNO SEMPRE AGLI ULTIMI POSTI IN EUROPA SENZA RECUPERARE IL POTERE D’ACQUISTO PERSO.
IN CAMBIO I SINDACATI HANNO CONCESSO L’INTRODUZIONE DELLA MOBILITA’ NEL PUBBLICO IMPIEGO ED UN ULTERIORE RIDUZIONE DI POSTI DI LAVORO INTORNO ALLE 60