Archivio SLAI Cobas del settore Sanità

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il grimaldello

Giornale alternativo dell’Ospedale Niguarda

N.15 marzo 2006

N.16 ottobre 2006

ARGENTO VIVO

giornalino della ASP ex II.PP.A.B.

N.20 marzo 2006

N.21 ottobre 2006

CANNATELLI HA DECISO DI PAGARCI
LE ORE DI STRAORDINARIO

Cinque mesi di battaglie sindacali da parte dello slai cobas e degli operatori dei poliambulatori di via Livigno, Ippocrate e Farini per concludere un’ingiustizia , tollerata da sindacati e delegati di ogni sigla, ai danni dei dipendenti dei poliambulatori ceduti agli Istituti Clini di Perfezionamento.
Questi dipendenti rivendicavano il diritto alla liquidazione delle ore di straordinario prestato nell’A.O. di Niguarda , e che improvvisamente…., apprendiamo, hanno deciso di pagare nella busta paga di dicembre.

A chi dobbiamo domandare il perché di questo strano comportamento?

Dal canto nostro diciamo alle colleghe ai colleghi, che il nostro lavoro di controinformazione, di propaganda e di lotta ha giocato un ruolo determinante nella scelta del dott. Cannatelli;

il ricorso per la conciliazione obbligatoria era stato depositato all’U.P.L.M, da qualche giorno quando siamo stati informati che finalmente l’azienda pagava le ore di straordinario a tutti coloro che avevano eccedenze di questo tipo.

Ricordiamo ai lavoratori che il lavoro sindacale dello Slai Cobas più volte ha sanato ingiustizie e anomalie che altrimenti resterebbero tali, chiediamo a tutti di verificare che il pagamento delle ore di straordinario in questione sia corretto, il ricorso è stato presentato e possiamo sempre utilizzare la via legale se tutto non viene fatto regolarmente.
Abbiamo consegnato altri ricorsi all’U.P.L.M :

I dirigenti di entrambe le Aziende rettifichino anche gli altri istituti stipendiali anomali, altrimenti noi continueremo per la nostra strada.

LA LOTTA PAGA SEMPRE, SE VINCIAMO PERCHE’ VINCIAMO,
ALTRIMENTI PERCHE’ NON CI RENDIAMO COMPLICI AL FURTO DELLA NOSTRA RETRIBUZIONE.

AUTORGANIZZATI NELLO SLAI COBAS PER CONTARE, ADERISCI, PARTECIPA ALLE ELEZIONI NELLE LISTE DELLO SLAI COBAS A FINE 2007.

SLAI Cobas A.O. Niguarda, A.O. I.C.P.

21/12/2006


DIRIGENTI ICP
SOTTO ASSEDIO


E' uscito "ARGENTO VIVO" n. 21 - ottobre 2006
giornalino della ASP Golgi-Redaelli


E' uscito "il grimaldello" n.16 - ottobre 2006
giornalino alternativo dell'Ospedale Niguarda


La direzione insiste nel dire che non esiste l’emergenza infermieristica, allora perché chiamano tutti i giorni ad ogni ora del giorno e della notte a casa quando si è di riposo, in ferie in malattia? La professionalità esiste solo sulla carta e solo per certi dirigenti quando devono prendere soldi in nome della qualità.

Loro vi ricordano i doveri noi vi ricordiamo i vostri diritti.

COME FUNZIONA L'ORDINE DI SERVIZIO

  1. Deve essere scritto (CCNL 01.09.95 Art.2) in giurisprudenza le comunicazioni che possiedono valore sono scritte. L'ordine di servizio, che è un'ingiunzione al dipendente di violare le norme contrattuali, deve essere scritto anche per tutela sia del dipendente stesso sia dell'azienda.
    Tale tutela non è presente se viene emesso verbalmente.

  2. Deve pervenire per tempo: e quindi in anticipo al lavoratore presso la sede lavorativa. Il lavoratore non è tenuto a farsi reperire al proprio domicilio, né telefonicamente né con altri sistemi, tranne nel caso della pronta disponibilità (Art. 7 CCNLI 20.09.01).

  3. Deve essere motivato: nell'ordine di servizio deve apparire la motivazione per la quale è stato emesso, a garanzia della liceità dello stesso.

  4. Deve essere uno strumento eccezionale: altrimenti diverrebbe straordinario programmato, espressamente vietato dalla normativa in vigore (CCNL 07.04.99 Art.34 comma 1). La copertura dei turni deve essere garantita sulla base dei criteri organizzativi certi e con personale sufficiente per evitare disservizi dovuti ad imprevisti. Se vi è carenza d'organico dovuta a motivi contingenti, la Direzione può organizzare i turni utilizzando l'istituto contrattuale della pronta disponibilità.

  5. Non deve sovrapporsi ad altri istituti contrattuali già previsti: non può essere utilizzato per il richiamo in servizio "oggi per oggi", in quanto si cade nell'istituto della pronta disponibilità. In questo caso, se il dipendente si rifiuta di adempiere l’ordine di servizio, non possono essere prese sanzioni disciplinari nei suoi confronti. Inoltre il codice deontologico prevede per il personale infermieristico l'obbligo di presentarsi in servizio solo in caso di calamità pubblica. In caso di richiamo in servizio "oggi per domani", il ricorso all'ordine di servizio può essere legittimo, a patto che si rispettino una serie di vincoli. Infine esiste anche una sentenza della Corte Costituzionale che sancisce il diritto del dipendente a potersi organizzare e programmare la propria vita privata.
    In caso di prolungamento dell'orario di servizio il dipendente è costretto a rimanervici fino all'arrivo della sostituzione (art.10 codice deontologico dell'infermiere e art.593 del C.P.); ma spetta al dirigente autorizzarlo (CCNL07.04.99 Art.34 comma 2) e, quindi, nel caso di più infermieri presenti, decidere e segnalare (ovviamente con ordine di servizio scritto), chi dovrà fermarsi in servizio.

  6. In caso di sospensione o interruzione delle ferie (art.19 CCNL), è necessario l'ordine di servizio

  7. Deve essere firmato dal dirigente responsabile in modo che si assuma la responsabilità dell'atto amministrativo.

  8. Deve recare la data d’emissione.

  9. Deve contenere le azioni che si ordinano di eseguire al dipendente.

L'amministrazione di quest’azienda non ottempera a quanto previsto dalla normativa vigente, quindi gli ordini di servizio verbali, le telefonate al proprio domicilio sono da considerarsi nulli. I dipendenti che non ottemperino agli ordini di servizio che non presentano le caratteristiche sopra citate non possono incorrere in alcuna sanzione né disciplinare né penale, anzi, parrebbero esserci gli estremi per una denuncia per illecito amministrativo e abuso di potere.

Si ribadisce, inoltre, che l'ordine di servizio non implica alcuna conseguenza negativa sul curriculum professionale, né alcuna penalizzazione nelle valutazioni di merito per i lavoratori che vi ottemperino correttamente. L'ordine di servizio, pertanto, può essere richiesto dal dipendente ogni qualvolta ritenuto necessario a garanzia e salvaguardia dei propri diritti.

Se noi non pretendiamo questo, loro continueranno a dire che il personale infermieristico non manca e i reparti funzionano senza problemi e magari diranno pure che la qualità dell’assistenza erogata è al top.
Dimostriamo che non è cosi, e organizziamoci per difendere i nostri diritti e chiedere maggiori assunzioni d’infermieri.

Per informazioni rivolgersi a
FRANCO INCURATO c/o Radiologia
RINO ALBORETO c/o Radiologia

SLAI COBAS ICP

9/10/2006


UNA GRAVISSIMA SITUAZIONE
CHE SI PUO' RECUPERARE SOLO CON LA LOTTA

Nessuno di noi è più abituato a credere alle favole, la situazione negli istituti dell’A.S.P. Golgi-Redalli è diventata insostenibile per gli operatori di tutte le qualifiche, la politica di Masto e della Zogonel e di Fascia, i traghettatori a questo nuovo stato di cose, ha raggiunto i suoi effetti.

A cosa sere chiamare la mattina o il pomeriggio i responsabili o il capo infermiere per denunciare che siamo sott’organico e vogliamo qualche operatore in più, per fare meglio il nostro lavoro e per non consumare tutte le energie come se fossimo in trincea, la risposta è sempre la stessa arrangiatevi !

No ! tutto questo non è possibile, non bisogna guardare troppo indietro per accorgerci cosa abbiamo perso. Oggi una buona percentuale dei nostri colleghi sono delle cooperative, svolgono il nostro stesso lavoro e guadagnando di meno, ingrassano qualche caporale ben protetto dalle leggi e dai committenti seduti in via Olmetto, hanno perso ogni ritegno e fregarci è il loro impegno.

Ad Abbiategrasso hanno inventato che non ci sono più anziani in lista d’attesa per spostare i nostri colleghi e spingerli a licenziarsi, intanto le cooperative sono ancora utilizzate e continueranno a farlo.

Colleghi ! individuare chi sono i nostri nemici significa fare un primo passo verso la presa di coscienza, questi signori che ci amministrano hanno avuto spesso il bell’ardire di sostenere di essere dalla nostra parte, in difesa dei nostri diritti e dei nostri stipendi, intanto ci hanno letteralmente rubato 2 progressioni orizzontali e ultimante le festività, per parlare di denari, ma molti anche la dignità.
Hanno più volte sostenuto che la cosa pubblica non va svenduta, ma la loro politica è quella di appaltare e cedere ai privati settori importanti dei servizi, con ricadute disastrose per chi lavora.
Prestigio e potere, risparmi economici, sono questi i loro interessi, questi interessi sono antagonisti ai nostri e dobbiamo schierarci contro.
Hanno spogliato del potere contrattuale la RSU ed hanno asservito i delegati alla loro politica, premiando qualcuno ed asservendo qualcun altro.
Lo scontro di classe si può negare ma non si può fermare, la scarsa partecipazione dei lavoratori alla politica sindacale è il risultato più evidente della politica aziendale, bisogna partire da questo per ribaltare questa situazione. Il lavoro svolto dallo Slai Cobas anche se minoritario ha mantenuto vivo il bisogno di autorganizzarci, e solo questa è la strada che può darci risultati in futuro, non bisogna sottovalutare il nostro potenziale, diamoci da fare.

BASTA CON LE ATTESE RIPRENDIAMOCI LA VITA RIPRENDIAMO LA LOTTA !

SCIOPERIAMO CON I NOSTRI COLLEGHI DELLE PULIZIE E DELLE COOPERATIVE PER :

CONTRO L'ARROGANZA DI QUESTI SIGNORI SCIOPERIAMO SENZA TIMORE !

Milano 27-9-06

SLAI COBAS A.S.P. GOLGI-REDAELLI


DOBBIAMO FERMARE
L'ARROGANZA DELLA COLSER

Il dirigente della Colser sign. Poletti, si è impegnato più volte a risolvere i problemi che gli esponevamo nelle riunioni ; dalla vergognosa situazione degli spogliatoi, che bisogna sanare, alla saletta decorosa per far consumare il pasto alle operaie-i, che dopo quasi un anno non è stata ancora trovata. Anche la promessa di integrare di qualche euro al giorno, chi è intenzionato ad usare la mensa dell’istituto, il ticket è restata lettera morta.
Queste “dimenticanze” di poco conto, non traggano in inganno, il trattamento sfavorevole riservato a queste colleghe sono atteggiamenti normali per il sign. Poletti, anche su questioni più serie e importanti.
Passati i 6 mesi di prova questa cooperativa è diventata titolare degli appalti delle pulizie per l’A.S.P. Golgi-Redaelli, e ridurre le ore per aumentare i guadagni è il giochetto di tutte le imprese, Colser inclusa.

Questi signori dal facile profitto, hanno pensato bene di travisare ed imbrogliare anche sugli accordi sottoscritti con il nostro sindacato. Nell’intesa sottoscritta a novembre 2005 era stato stabilito che all’apertura del nuovo IDR, gradualmente tutti i dipendenti avrebbero riavuto per contratto le ore perse settimanalmente.
I nuovi reparti sono operativi ma la Colser non ha ancora restituito le ore ai lavoratori.
In compenso attua una politica di aumento dei ritmi di lavoro e di riduzione delle ore, la lotta per la sopravvivenza della classe dei lavoratori, deve fare i conti con questo meccanismo, il guadagno dei padroni può essere raggiunto impoverendo chi lavora.

CHE FARE ?

Se il datore di lavoro marcia per la sua strada,anche non stiamo a guardare, in questo caso non abbiamo aspettato molto, all’apertura dei nuovi reparti abbiamo presentato la richiesta alla Colser e alla D.P.L. per ottenere il reintegro delle ore, e in questi giorni scade il termine per presentare il ricorso alla magistratura del lavoro, giustizia dovrà essere fatta in ogni caso.

Anche sulla questione degli spogliatoti la nostra azione non si è limitata alle sola richiesta di una controparte sorda e disattenta, abbiamo chiesto l’intervento della A.S.L. di zona al fine di rendere decorosa la vita di persone che assicurano la pulizia e il decoro ad anziani bisognosi e agli stessi operatori e dirigenti dell’istituto, se preferiscono di pagare le multe anzicchè sistemare la cose affari loro.
La vertenza dei lavoratori della Colser, non deve limitarsi solo alla lotta legale, bisogna che tutti si facciano carico di rispondere nel modo più conseguente possibile a questo atteggiamento strafottente.

Non si può lavorare di più e prendere meno sold i !

La forza dei sanificatori/ci di questo istituto risiede nella gestione razionale delle proprie energie, è sbagliato lavorare per due con metà dello stipendio, riduciamo le prestazioni in eccesso basta fare le corse per sopperire alla carenza organizzativa della cooperativa.
Tutti insieme possiamo farcela, iniziamo uno sciopero in bianco rifiutando lo straordinario e lavorando con moderazione, respingendo al mittente il lento ma continuo aumento delle mansioni nella pulitura dei reparti e nelle servizi; per organizzare uno sciopero totale per la prima settimana di ottobre con la manifestazione davanti l’istituto Redaelli per richiamare l’attenzione degli operatori sanitari e amministrativi e per saldare la lotta dei lavoratori delle pulizie a quella dei lavoratori dell’A.S.P..

CHIEDIAMO CON FORZA E CON LA LOTTA

Milano 21-09-06

SLAI COBAS COLSER


SABATO 15 LUGLIO DALLE ORE 14:30

PRESIDIO - RESISTENZA

Davanti ai cancelli della RSA Sandro Pertini
di Garbagnate Mil.se

Lavoratrici, lavoratori,
Utenti e famigliari

CHIEDONO:

Si richiede la solidale partecipazione di tutti

RSA Sandro Pertini Garbagnate Mil.se

6 luglio 2006


COMUNICATO SINDACALE

Lo Slai CoBas (sindacato libero, di base ed autorganizzato) insieme alle lavoratrici e lavoratori, utenti e famigliari della RSA Sandro Pertini di Garbagnate Mil.se dichiarano lo stato di agitazione con un presidio-resistenza davanti ai cancelli della struttura, il giorno 15. 07 dalle ore 14,30 in poi per sensibilizzare i vertici aziendali rispetto ai gravi problemi e lo stato di abbandono in cui versa una delle strutture pubbliche gestite direttamente dall’Asl provincia di Milano 1.

La Direzione generale, attualmente, si era impegnata a condividere le scelte aziendali insieme al personale impegnato in prima persona nella cura degli anziani ospiti nella RSA Pertini.
Nell’ultimo decennio abbiamo assistito all’alternanza di una dirigenza impegnata a portare avanti ognuno il proprio progetto personale, incurante della situazione contingente, in cui versano anziani ed operatori .
Nonostante la carenza cronica del personale e le varie forme di sfruttamento che si sono determinate nella struttura, che conducono inevitabilmente ad infortuni e malattie, gli operatori continuano ad operare scrupolosamente, ma ogni giorno diventa sempre più difficile garantire quella qualità che rimane solo sulla carta: il personale che eroga assistenza è ridotto ai minimi termini con grosse differenziazioni di retribuzione tra i vari operatori e diventa sempre più difficile motivare queste persone, soprattutto nel nostro lavoro così delicato e problematico.
Noi rappresentanti sindacali abbiamo accolto le proteste dei lavoratori, (e portate a conoscenza della direzione aziendale), le segnalazioni dei familiari degli utenti ed abbiamo sinora dimostrato la nostra disponibilità all’incontro, all’ascolto, al dialogo. L’Azienda finora si è dimostrata latitante negandoci qualsiasi confronto, come pure gli stessi sindacati hanno eluso e negato informazioni ai lavoratori.
I lavoratori autoorganizzati hanno inviato una petizione con firme, che non ha trovato alcuna risposta da azienda e i sindacati firmatari di contratti!
Nell’ultimo incontro a Rho dove si è siglato il DPCS , tutti erano pronti con la penna in mano a firmare un documento (che riguardava anche il futuro della Pertini), mai condiviso con i lavoratori e per di più la direzione ha dichiarato di voler marginalizzare (così come ha fatto) le sacche minoritarie, cioè i veri attori e protagonisti di questa RSA: utenti, familiari e tutti quei lavoratori che si affidano ai sindacati di base (guarda caso!!!)
Grazie direzione! è questa la vostra sventolata condivisione ?
Da tempo l’Asl non investe più sulla qualità dei servizi e sulle attività che creano benessere psicofisico agli anziani, evidentemente si ritiene superfluo garantire quelle prestazioni che salvaguardano la dignità della persona anziana: si fa fatica a garantire l’assistenza minima nelle attività di vita quotidiana ( igiene al mattino, vestiario, alimentazione, cambi secondo protocollo).

Cosa chiediamo:

Slai CoBas e RdB-CUB Sindacati di base, non concertativi, insieme a lavoratrici,
lavoratori, utenti e famigliari della RSA Sandro Pertini di Garbagnate Mil.se
dichiarano lo stato di agitazione con un
Presidio-Resistenza Sabato 15 luglio dalle ore 14,30 in poi
TUTTI davanti ai cancelli della struttura.
Denunciamo lo stato di abbandono in cui versano le strutture pubbliche gestite direttamente dall’Asl provincia di Milano 1.

Garbagnate Mil.se 6 luglio 2006


AZIENDA OSPEDALIERA DI PERUGIA:
UN MODESTO CONTRATTO INTEGRATIVO

La recente stipula tra alcune organizzazioni sindacali e la dirigenza dell'Azienda ospedaliera di Perugia,del contratto integrativo aziendale che interessa il personale del comparto,comprensivo di una parte economica ed una normativa,non ha incontrato il nostro consenso.
La parte economica riguarda i cosiddetti passaggi di fascia ,ovvero una progressione orizzontale possibile una volta ogni anno dopo una selezione che valuta l'anzianità di servizio,titoli,e la professionalità del dipendente ,compito quest'ultimo che spetta al responsabile del servizio ( ! ),così come prevede il contratto nazionale di categoria.
Nel contratto integrativo in oggetto il criterio utilizzato è stato esclusivamente quello dell'anzianità di servizio, le due fasce vengono assegnate ha quei dipendenti che posseggono rispettivamente 2 e 4 anni di anzianità servizio ,in un determinato mese ed anno. Rimangono esclusi da ogni beneficio economico i tanti dipendenti il cui contratto risulti a tempo determinato !
Riteniamo che il giudizio sulla consistenza economica del rinnovo contrattuale,si possa ESCLUSIVAMENTE dare valutando l'aumento del costo della vita degli ultimi due anni e non ricorrendo ad argomenti demagogici e di comodo.
Le nostre considerazioni prendono spunto dagli studi di importanti agenzie indipendenti che stimano l'inflazione in Italia molto più elevata di quella ufficiale,studi che trovano conferma nei dati forniti recentemente da un organismo Europeo (OCSE) che giudica gli stipendi Italiani tra i più bassi d'Europa e il loro potere d'acquisto molto basso.
Sommando gli aumenti dovuti al contratto nazionale e quelli determinati nei contratti integrativi non si compensa l'inflazione reale,per cui ad ogni scadenza contrattuale aumenta la perdita di potere d'acquisto degli stipendi di lavoratori italiani.
Abbiamo sentito molte volte la storiella della esiguità delle risorse Regionali e Statali,di fronte agli stipendi dei parlamentari o dei consiglieri regionali queste argomentazioni non possono essere prese in considerazione.
Una parte consistente del contratto è di carattere normativo. Il nostro giudizio rimane negativo soprattuto su due importanti questioni : La riduzione delle ore di straordinario effettuate dal personale,cresciute a dismisura, devono essere ridotte con quello che noi riteniamo l'unico metodo possibile: assunzioni consistenti di personale infermieristico,non meno di 100 unità,di Tecnici Sanitari di Radiologia Medica,e di altri professionisti dell'area sanitaria,apportamdo sostanziali modifiche alle dotazioni organiche.
Naturalmente intendiamo assunzioni a tempo indeterminato ! L'altra questione importante è la ipotizzata nomina di ulteriori coordinatori dell'area sanitaria. Riteniamo che prima di procedere in questo senso debba essere eseguita una consistente razionalizzazione di queste figure,e dove si ritenga indispensabile effettuare delle integrazioni si debba procedere con selezioni che prevedano come requisito d'accesso il masters in coordinamento come stabilito da un recente decreto governativo.

SLAI - COBAS AZIENDA OSPEDALIERA
DI PERUGIA

giugno 2006


LA BUROCRAZIA SINDACALE SVENDE I LAVORATORI PUBBLICI
ALLA GESTIONE LIBERISTA

I sindacati confederali CGIL, CISL E UIL hanno raggiunto un accordo con l’Assessorato alla sanità della Regione Lombardia per il passaggio di tutti i poliambulatori del territorio alla A.O. I.C.P. Lo definiscono come un “buon accordo” che accoglie le loro preoccupazioni e rilancia la funzione dei poliambulatori sul territorio.          MA E’ PROPRIO COSI’?
Peccato che i lavoratori interessati non sapevano niente e mai i sindacati si sono preoccupati di coinvolgerli.
Il ruolo sindacale di cogestione nella privatizzazione e nella dismissione della sanità pubblica lombarda non è stato mai così chiaro.
Possiamo individuare l’azione nefasta della gestione sindacale concertativa solo attraverso le sconfitte e le perdite che stiamo collezionando in questi anni.

Lamentano nei loro comunicati che le aziende ospedaliere non hanno mai mostrato interesse per far funzionare al meglio i poliambulatori, dando in questo modo più spazio ai privati per sottrarre il mercato della salute al pubblico; ma loro contro questa manovra che da anni sta falcidiando ospedali e servizi pubblici cosa hanno fatto?

I burocrati sindacali sono sempre pronti ad addossare ai lavoratori le responsabilità alla mancanza di partecipazione delle lotte. Un atteggiamento provocatorio e fuorviante perché da anni ormai i lavoratori vengono utilizzati come pedine sullo scenario politico, servono a dimostrare il peso che hanno e trattare così i privilegi di casta e di bottega.
Con quale coraggio oggi vengono a chiedere il nostro consenso su un accordo già sottoscritto?
Possiamo fidarci dell’impegno sindacale a vigilare sui punti dell’accordo sottoscritto?
No! sappiate che ci stanno imbrogliando alla grande!

La scelta di privatizzare la sanità pubblica viene dall’alto, sono stati i governi che si sono succeduti, con in testa quello “amico” della sinistra, che ha legiferato in tal senso, Formigoni in Lombardia ne è stato il miglior rappresentante perché legato a doppio filo con il potere ecclesiastico, ha favorito e continuerà a favorire la Compagnia delle Opere, il potere divino ed economico in terra che arraffa soldi e profitti in tutti i settori.
Tutto questo è vero, ma è anche vero che i sindacati confederali hanno cogestito e accettato tutto legando gli interessi della categoria a quelli del governo.

Con la loro demagogia e con il potere che gli danno le vostre tessere e il vostro consenso continueranno sempre a fare i duri nelle assemblee, soprattutto con chi dissente, e a scodinzolare ai signori della sanità lombarda, siano essi di destra o di sinistra, notificheranno i loro progetti e controlleranno le spinte che la classe operaia prima o poi sarà obbligata a dare per difendersi.
Il sindacalismo di base lavora per la coscienza di classe dei lavoratori italiani indicando che la sola strada possibile è l’autorganizzazione.

Milano 23-06-06

slai cobas A.O. Niguarda


Si svende con il consenso sindacale

La svendita e la cessione dell’ospedale di Niguarda ai privati è diventata attualità, tutti possono rendersi conto del progetto aziendale, perfino la RSU e il suo coordinatore, si sono accorti che sta succedendo qualcosa.
Le trattative con la direzione aziendale e la RSU, ultimamente, servono a presentare l’ennesima fondazione che hanno deciso di costituire.
Ne elenchiamo alcune: FONDAZIONE SERENA- FONDAZIONE NIGUARDA, l’ultima per ordine di tempo è la FONDAZIONE PER LA LOTTA GLOBALE ALLA TURBERCOLOSI, che significa Villa Marelli non farà più prevenzione ma profitti.
La cessione di tutti i poliambulatori agli I.C.P. dal primo luglio, non coinvolge solo Niguarda, ma tutte le7 A O. di Milano, il famoso progetto SIOM si sta realizzando.

Anche questa volta, con il consenso delle organizzazioni sindacali e l’indifferenza totale della RSU, tutto sta passando senza che i lavoratori abbiano saputo niente.
Oggi le mosche cocchiere della direzione, ben sedute a corte, si rendono responsabili di questa ulteriore svendita, perché sanno che per loro, sempre accondiscendenti alle scelte aziendali e servili verso i loro partiti, non cambia molto; e se per garantirsi la cadrega devono incaprettare centinaia di lavoratori alle scelte decise dai partiti politici che hanno interessi a latere nel progetto, lo fanno a cuor sereno sbraitando sui volantini ma scodinzolando nelle trattative.
E’ evidente come la RSU in questo ultimo anno non abbia voluto coinvolgere i lavoratori per cercare di fermare questi progetti pericolosi. Fare un seria battaglia di rivendicazione contro il progetto del nuovo Niguarda contro le fondazioni, contro la precarietà del lavoro , la diminuzione della dotazione organica, e la chiusura di interi reparti per il periodo estivo, presuppone una politica conflittuale con chi dirige e non accondiscendente.
Le sconfitte che i lavoratori della sanità e tutti i lavoratori italiani , hanno subito in questi anni, sono dovute all’aggressività padronale, e il padronato ha potuto lavorare indisturbato perché appoggiato da sindacati e sindacalisti che hanno scelto ampiamente di stare dalla parte della concertazione ai danni degli interessi dei lavoratori.

Non serve ricordare, ai dipendenti di Niguarda, che lo Slai Cobas non si è mai discostato dagli interessi dei lavoratori, anche se questo ha comportato lo scontro aperto con i dirigenti e delegati RSU, questa è la strada che tutti i lavoratori devono intraprendere per esercitare la democrazia dal basso e difendersi dalle politiche liberiste.
I lavoratori italiani devono autorganizzarsi contro la precarietà e l’arroganza dei padroni, disconoscere questi sindacati che oggi ci portano in piazza e domani firmano accordi contrari agli obiettivi per cui lottiamo.

BASTA FARCI MANOVRARE COME PEDINE, PER CONTARE, COMINCIAMO A LOTTARE

Slai Cobas A.O. Niguarda

19/6/2006


SCUSATE SI CHIUDE
NON CI SONO PIU' ANZIANI !

Il nostro presidente, tutto lo staff dirigenziale e i responsabili dell’istituto Golgi di Abbiategrasso hanno comunicato ai dipendenti e, con molta gentilezza e riverenza, ai parenti degli ospiti che si chiude e si deve sgomberare.
Circa 20 colleghi di Abbiategrasso e 24 anziani dovrebbero traslocare all’istituto di Milano a tempo indefinito per permettere ai nostri condottieri di ultimare i processi di ristrutturazione che hanno in cantiere.
Le motivazioni che hanno adottato sono semplici ma tragicomiche: le liste d’attesa sono vuote, gli anziani vanno dove ci sono case di riposo più moderne. Da anni l’istituto Golgi è in perdita , e per risollevare i bilanci faranno fare un po’ di sacrifici ai lavoratori.
La risposta a questa scelta da parte dei delegati e delle altre OO.SS. è stata semplice … (fate pure, l’importante che ci assicurate i tempi di ritorno di questi colleghi e ci dite che progetti avete per il futuro) ma soprattutto non vogliono essere esclusi dalla partita, e se i lavoratori vengono spostati con l’accordo sindacale è tutto un’altra cosa.
I delegati dello Slai Cobas, sia nell’assemblea tenuta ad Abbiategrasso che nell’incontro con il Consiglio d’Amministrazione hanno sostenuto che, nessun lavoratore si deve spostare. Sappiamo che il progetto dell’azienda non è solo quello di risparmiare, vogliono stravolgere completamente l’assetto organizzativo dell’istituto Golgi, per trasformare i posti di lavoro sicuri in interinali, con le cooperative o altre forme di lavoro precario.

A sostegno delle nostre posizioni e contro questa politica collaborazionista della RSU abbiamo argomentato, richiamandoci al progetto di ristrutturazione dello stesso istituto e redatto proprio da loro che dirigono. E’ previsto, infatti, che entro il 2008 deve essere costruito un nuovo padiglione con 120 posti letto, e che nei reparti che vogliono svuotare devono essere collocati l’archivio storico dell’Ente, la gestione servizi beni culturali.
Un progetto che è stato messo nero su bianco, e che non ha niente a che fare con la “crisi” che denunciano; la trasformazione dei posti letto da RSA in nuovi IDR è un’altro obiettivo a cui mirano i dirigenti di via Olmetto. Noi non siamo contrari, ma non dobbiamo permettere che questa trasformazione venga fatta a spese dei lavoratori.
Se vogliono chiudere i reparti per ristrutturare lo facciano pure, ma gli operatori devono essere distribuiti negli altri reparti, per garantire ritmi di lavoro più accettabili e condizioni di vita più dignitose, senza costringere nessuno a fare Km di strada al giorno per guadagnarsi la michetta.

Una proposta che nessun delegato della RSU ha voluto sostenere.

Ogni dipendente si chieda perché proprio all’istituto Golgi vogliono chiudere i reparti; dove ogni progetto è passato facilmente: dalla riduzione degli organici, alla vestizione delle salme nei reparti, ecc. tutte sono state prima sperimentate qui.
E’ forse colpa della professionalità dei colleghi ? Al contrario, a dire dei nostri dirigenti è di ottima qualità. O della loro responsabilità sul lavoro ?
Sappiamo benissimo che queste qualità sono positive, dobbiamo chiederci perché non sono state utilizzate in modo efficace dai nostri condottieri, per presentarsi sul territorio e “concorrere” con le case di riposo più funzionali sul campo alberghiero, ma dove lo sfruttamento degli operatori non conosce limiti ?
Essere più remissivi, è servito invece, per meglio piegare i colleghi del Golgi, alle esigenze efficientiste, indottrinati e controllati per anni dai delegati sindacali che hanno lavorato a braccetto con i dirigenti per i loro tornaconti personali.
Oggi nessuno può negarlo, la presenza dello Slai Cobas in questo istituto ha creato un clima di speranza e un’opposizione alla politica concertativa dopo anni di asservimento. Sappiamo tutti che la strada è difficile ed è l’unica da seguire per difenderci, prendiamo il coraggio a due mani e diamoci da fare.
Tutti devono rendersi conto che i delegati votati dalla maggioranza per rappresentarvi, non sono in conflitto con l’azienda, sono asserviti, anche ideologicamente alle posizioni di Masto e dei dirigenti di via Olmetto, è per questo che passiamo da una sconfitta all’altra.

dobbiamo batterci con forza:

Milano 5-6-2006

SLAI COBAS A.S.P. GOLGI-REDAELLI


Presidio all'Istituto Palazzolo

11 maggio 2006

 

 


PERCHE' NON FIRMANO IL CONTRATTO?

Dopo due anni e mezzo dalla scadenza del contratto nazionale le lotte e le iniziative organizzate dai sindacati confederali sono servite a salvare la faccia ma non lo stipendio ai lavoratori della sanità privata.
Anche lo sciopero dell’11 è stato organizzato solo per dimostrare ai lavoratori che sono loro, CGIL, CISL e UIL ad avere il monopolio della trattativa sindacale, stabiliscono loro i tempi e i modi per la lotta e per le rivendicazioni, perciò tutti in marcia quando i burocrati ci chiamano !
Lo Slai Cobas è sempre disponibile alla lotta, ma vogliamo anche ragionare con i lavoratori, con i colleghi dell’istituto Palazzolo, e capire perché dopo due anni e mezzo non abbiamo avuto i soldi del biennio contrattuale?
Vogliamo decide, insieme ai lavoratori, gli obiettivi e le rivendicazioni dei contratti nazionali o aziendali, perché solo in questo modo possiamo far partecipare attivamente tutti e impensierire i nostri padroni.

Nella piattaforma del contratto nazionale per la sanità privata non ci sono richieste straordinarie:

Le maggiori rivendicazioni sono legate ad aumenti per le categorie alte e dirigenziali.
Lo Slai Cobas lavora per organizzare la lotta, ma gli iscritti, i militanti non possono appoggiare la filosofia dei confederali, perché non vogliamo cedere al ricatto delle nostre controparti !

L’ARIS – AIOP – Fondazione DON GNOCCHI, non hanno avuto molte pressioni in questi due anni e mezzo, anche lo sciopero nazionale dell’11 maggio ubbidisce alla logica della concertazione, le organizzazioni sindacali romane vogliono utilizzare i lavoratori della sanità privata come massa di manovra per i loro giochi politici.

Il fatto stesso che i sindacati confederali hanno deciso di non pagare il biglietto per Roma ai lavoratori non iscritti significa che non vogliono dare nessuna spallata ai nostri padroni.

Il nostro sindacato con i suoi iscritti aderirà allo sciopero nazionale dell’11 maggio, ma manifesteremo davanti all’istituto e organizzeremo il dibattito e la discussione con i lavoratori e gli utenti.

Mobilitiamoci tutti per avere un contratto di lavoro:

LAVORATORI DELL’ISTITUTO PALAZZOLO ADERIRE ALLE INIZIATIVE DELLO SLAI COBAS SIGNIFICA IMPENSIERIRE I NOSTRI PADRONI, PARTECIPIAMO ALLE ASSEMBLEE:
LA PRIMA MARTEDI’ 9 MAGGIO DALLE ORE 10,30 ALLE ORE 11,30 PRESSO LA SALA ASSEMBLEA,
LA SECONDA ASSEMBLEA PRESIDIO IL GIORNO 11 MAGGIO DAVANTI L’INGRESSO DELL’ISTITUTO DALLE ORE 13,00 ALLE 15,00.

Milano 1 maggio 2006

SLAI COBAS IST. PALAZZOLO
FONDAZIONE DON GNOCCHI


ICP Notizie

400 Euro in busta paga a marzo.
110 Euro a Maggio.
Grazie a chi?

Non è mai troppo tardi
I lavoratori degli ICP in lotta

Firmata ipotesi
biennio economico
2004-2005

[aprile 2006]


E' uscito "ARGENTO VIVO" n. 20 marzo 2006
giornalino della ASP


E' uscito "il grimaldello" n.15 marzo 2006
giornalino alternativo dell'Ospedale Niguarda


NON E' MAI TROPPO TARDI

I LAVORATORI degli ICP IN LOTTA


IL SINDACATO HA CHIESTO A BERLUSCONI
DI FREGARCI LE FESTIVITA’

Il giorno 13 febbraio ci è stato comunicato, con un sorriso di enorme soddisfazione dalla nostra dirigente del personale Carla Zagonel,, tutti i tagli che la finanziaria operava ai nostri danni, tra cui la disapplicazione della legge che riconosce le festività cadenti di domenica per chi in giornata di riposo.

La circolare che l’azienda ha subito emanato, anche se i delegati presenti avevano invitato a non agire in tal senso, interpreta in modo ancora più restrittiva questa norma e i dirigenti firmatari Fascia Francesco e Carla Zagonel si eleggono esse stessi a legislatori.

I tagli che la finanziaria ha operato riguardano le sole festività civili cioè il 2 giugno, il 25 aprile, il 1° maggio e il 4 novembre, queste feste se cadenti in domenica e noi siamo di riposo non daranno più luogo a recupero e al pagamento delle ore.
La circolare della nostra austera Licurga equipara le festività civili a quelle religiose e fa cadere la mannaia sulle nostre buste paga.
Lavoratori non facciamoci illudere dagli aumenti contrattuali, solo la perdita delle festività civili cadenti in domenica ci porta via buona parte di questi aumenti, sena contare l’inflazione e l’assenza di aumenti reali da circa 3 anni.

Mobilitiamoci contro questo favore, chiesto dalle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL al governo Berlusconi,
mobilitiamoci
contro i dirigenti di via Olmetto che si cimentano con gusto in un nuovo sport : togliere ai poveri lavoratori per dare ai ricchi facoltosi.
Nessuna decurtazione della festività del 1° gennaio 2006, anche se se cadente di domenica per chi era di riposo !
La RSU ha chiesto formalmente che questa furto rientri altrimenti non ci resterà altro che lo sciopero ad oltranza contro questa arroganza.

Lo slai cobas in altre aziende del pubblico impiego ha promosso i ricorsi legali per recuperare le festività perse, e per contrastare questa norma anche in questo Ente, se la direzioni non cambia atteggiamento organizzeremo i ricorsi per portare i responsabili davanti ai giudici e rintuzzare questo nuovo attacco ai diritti e allo stipendio.

Milano 9-2-2006

LA LOTTA PAGA SOLO SE SI CONTINUA A LOTTARE

SLAI COBAS GOLGI REDAELLI


CHI NON VUOLE GLI AUMENTI CONTRATTUALI?


LA COOPERATIVA COLSER, COME TUTTE LE IMPRESE
MIRA SOLO PER IL PROPRIO PROFITTO E LICENZIA GLI OPERAI

Ieri 1° di febbraio ’06 la direzione della cooperativa Colser ha licenziato una lavoratrice nel cantiere di via Olmetto, questa lavoratrice ha avuto il torto di chiedere di non lavorare la mattina (una sola ora) e lavorare solo le due ore e mezza la sera; in questo modo poteva svolgere un’altra attività (4 ore di lavoro al mattino) più redditizia che gli permetteva di arrivare meglio a fine mese, una situazione lavorativa che tutti cercano perchè il lavoro a tempo parziale non garantisce un reddito sufficiente.
Due dirigenti della Colser venuti da Parma per ristabilire l’ordine e la disciplina le hanno consegnato la lettera di licenziamento in tronco e hanno fatto la loro giustizia da padroni.
Lo Slai Cobas impugnerà subito il ricorso e chiederà al giudice con la procedura d’urgenza di reintegrare al suo posto la lavoratrice.
Nessun dialogo è stato possibile con il dirigente, la lavoratrice andava licenziata senza appello.
Anche al Redaelli di Milano la strategia della Colser è la stessa: raggiungere più efficienza diminuendo le ore di lavoro e aumentando i carichi di lavoro, il profitto si deve raggiungere sulla pelle dei lavoratori anche se le cooperative di nascondo bene dietro il carattere mutualistico e spesso appoggiate dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, che ne garantiscono la tranquillità ( serve ricordare le famose cooperative rosse che dovrebbero essere rosse dalla vergogna).
Ai lavoratori e alle lavoratrice della Colser agli iscritti allo Slai Cobas ricordiamo che gli accordi firmati con la dirigenza della cooperativa non sono stati completamente rispettati, riguardo alle ore, che a nostro avviso non sono state ridistribuite tutte, vi diciamo che i nostri legali hanno invitato formalmente a richiesta altrimenti ricorreremo in sedi di giudizio legale.
Anche riguardo al capitolato d’appalto la Colser non ha mantenuto un atteggiamento fedele alle dichiarazioni iniziali: secondo i dirigenti e le responsabili di cantiere i sanificatori di questo istituto avrebbero dovuto attenersi fedelmente al capitolato per dimostrare all’A.S.P. che le risorse stanziate per le pulizie dell’istituto sono insufficienti; assistiamo esattamente al contrario, (per fare un solo esempio) mente il capitolato prevede che l’entrata dell’istituto debba essere lavata una volta a settimana, vediamo che invece viene lavata e pulita una volta al giorno. Anche nei reparti i compiti dei lavoratori e delle lavoratrici aumenta ogni giorno con mansioni non sempre contemplate nel capitolato.
Tutto ciò insieme al fatto che la pausa mensa e ancora di 2 ore per il monoblocco, nonostante non ci siano vincoli da parte dei dirigenti dell’istituto a diminuirla, e rendere più vivibile le condizioni delle persone interessate, e nonostante le richieste formulate dal sindacato e dai lavoratori.
A tutt’oggi nessun segnale da parte della cooperativa. Non possiamo reputare positiva la proposta, che aveva previsto la dirigenza, con la quale voleva diminuire la pausa mensa per una sola settimana e aumentare i carichi di lavoro per tutti.
Non vogliamo auspicare che con la dirigenza della Colser si può scegliere solo la strada del conflitto, siamo per discutere le richieste e per creare un ambiente di lavoro più salubre e accettabile, è chiaro che se non ci sono aperture saremo obbligati a percorrerla.

Chiediamo ai lavoratori maggiore attenzione e di sentirsi uniti, e tutti insieme si decida il da farsi, organizzeremo a breve un’assemblea retribuita per verificare le problematiche del cantiere e discutere eventuali forme di lotta; nel frattempo ogni uno si impegni a tener fede alle regole che ci siamo dati inizialmente:
• non accettare l’aumento dei carichi di lavoro
• rifiutare gli straordinari
• dobbiamo rivendicare la riduzione della pausa mensa ad una ora e trovare la soluzione di eliminarla del tutto.
• Rivendicare il pagamento del pasto alla cooperativa, o il ticket mensa
• Solidarizzare con la lavoratrice licenziata

Milano 2-2-2006

SLAI COBAS COLSER

 

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