Archivio SLAI Cobas del settore Sanità

[2007]

 

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ARGENTO VIVO

giornalino dell'ASP Golgi-Redaelli

N.22 maggio 2007

N.23 novembre 2007

SOLO UN DIAMANTE E’ PER SEMPRE !
NON I SOLDI DI FORMIGONI E DI CGIL-CISL-UIL-FIALS-FSI!

Che ci sia una emergenza salariale nel pubblico impiego e fra tutti i lavoratori dipendenti è ormai cosa risaputa, perché la notizia è sulle prime pagine dei giornali e delle trasmissioni televisive.
Quello che non si sa, e non si vuol far capire ai lavoratori, è che questi quattro soldi ce li danno ma bisogna lavorare di più.
Il quattro di dicembre del 2007 in regione Lombardia è stato firmato un accordo che va in questa direzione ed è stato venduto da Sciur Formigoni e dai soliti sindacalisti di professione come un buon accordo o addirittura come un accordo storico,. che porterebbe ad aumenti salariali del 50% in più del contratto nazionale.
FALSO!!!
L’ accordo firmato riguarda le risorse aggiuntive regionali(RAR) PER IL 2008,( che non ha niente a che vedere con l’ aumento in paga base previsto dal contratto nazionale che difende tutti i lavoratori della sanità e che rimane per sempre), che vengono distribuite attraverso progetti sulla produttività e sul miglioramento dei servizi,come per il 2007.
Questo significa che i soldi li prendiamo solo se raggiungiamo il progetto, e non tutti, ma in percentuale al raggiungimento dell’ obiettivo e con criteri di valutazione come la pagellina.
L’ accordo Prevede l’ inserimento pieno della figura dell’OSS nei piani di assistenza come supporto attivo dell’ infermiere. Tradotto: significa lavorare di più e prendere di meno.
Le RAR, devono essere tenute distinte dai fondi aziendali e non possono incrementare i fondi in modo stabile. Tradotto: vuol dire che quest’ anno ci sono i soldi, ma non fatevi illusioni per l’ anno prossimo e soprattutto non illudetevi per sempre e non fatevi illusioni di costituire un fondo a parte.
Dal 2008 le RAR sono riparametrate per livello e non più uguali per tutti.
LAVORATORI!!!
La regione Lombardia ha il bilancio della sanità in pareggio da cinque anni, grazie ai sacrifici dei lavoratori e dei cittadini.
E’ il momento di chiedere tutti insieme che la cifra prevista dall’accordo riparametrata per livello venga trasformata in una 14° mensilità.
Trasformiamo la negatività dell’ accordo in qualcosa di positivo per tutti i lavoratori della sanità.

Rho, 11-12-07

DELEGATI RSU
SLAI-COBAS A.O. SALVINI


Elezioni RSU 2007 in Ospedali ICP
(che comprende CTO, BUZZI, Uffici VIA Daverio e ben 22 Poliambulatori sparsi su tutta Milano)

 

2007

2004

2001

1998

 

voti

delegati

voti

delegati

voti

delegati

voti

delegati

CISL

310

8

 

 

 

 

 

 

CGIL

265

6

 

 

 

 

 

 

SLAI COBAS

109

3

71

2

60

2

49

1

UIL

104

3

 

 

 

 

 

 

UGL

51

1

 

 

 

 

 

 

RSU ICP
Vincitori e vinti


Risultati elezioni RSU 2007 Ospedale Salvini

Votazioni al Salvini che raggruppa gli ospedali di: Rho, Garbagnate, Passirana, Corbeni. Questi ospedali sono situati nella zona nord di Milano:

Liste Voti

Delegati

SLAI COBAS

219 5

CISAL

40 1

CGIL

245 8

CISL

127 3

UIL

185 3

FSI

394 10

UGL

128 3

RDB CUB

49 1

FIALS

343 8

Risultato elezioni RSU all'ASP Golgi-Redaelli


Risultato elezioni RSU all'ASL MI 1


ELEZIONI RSU 2007 AZIENDA OSPEDALIERA DI PERUGIA

Le recenti elezioni RSU nel pubblico impiego testimoniano la stasi del movimento dei lavoratori,un' onda lunga partita dalla sconfitta nel referendum sulla scala mobile,che sembra non voler aver termine.
Nonostante i pessimi rinnovi contrattuali,i lavoratori italiani sono penultimi in Europa per potere d'acquisto,la mancanza di molti diritti,che esistono solo sulla carta di anacronistici contratti,i dipendenti pubblici hanno rinnovato la fiducia hai sindacati confederali.
La cosa puo' sembrare surreale ma dopo tante sconfitte causate da politiche concertative e una cultura dell'individualismo dominante tanti lavoratori hanno preferito cercare soluzioni individuali ai problemi, scambiandole con un voto.
Queste illusioni non portano da nessuna parte !
Per quanto attiene all'Azienda Ospedaliera di Perugia la percentuale dei votanti è scesa rispetto alle precedenti elezioni con ben 400 dipendenti su circa 1900 aventi diritto che non si sono presentati alle urne.
La nostra organizzazione sindacale, che non adotta pratiche clientelistiche, ha confermato il seggio ottenuto nel 2004 consolidando il consenso di quei lavoratori consapevoli dei loro diritti !

SLAI COBAS SANITÀ PERUGIA

23-11-2007


AZIENDA OSPEDALIERA DI PERUGIA
VOTANTI AVENTI DIRITTO 1935 VOTANTI 1500

UIL 14 SEGGI
CGIL 9 SEGGI
CISL 2 SEGGI
SLAI COBAS 1 SEGGIO
NURSIG UP 1 SEGGIO


Elezioni RSU 2007

I risultati all'ASP Golgi-Redaelli


ASSEMBLEA GENERALE RETRIBUITA
Giovedì 15 novembre dalle ore 8 alle ore 12
presso l'aula sindacale CTO

da SLAI Cobas CTO


Alla concertazione a perdere scegliamo la lotta!
da "il grimaldello" giornale alternativo dell'Ospedale di Niguarda


E' uscito "ARGENTO VIVO" n. 23 - novembre 2007
giornalino dell'ASP Golgi-Redaelli


Elezioni RSU
Azienda Ospedaliera di Perugia

da SLAI - COBAS PERUGIA


Dallo SLAI COBAS K.C.S.

Una socia della cooperativa K.C.S. CAREGIVER si è suicidata!

3-11-2007


Istituti Clinici di Perfezionamento
ELEZIONI RSU


Dallo SLAI Cobas San Matteo di Pavia

Elezioni RSU 19-22-novembre 2007


Dallo SLAI Cobas ICP

Nuove elezioni RSU
19-22 novembre 2007

Elezioni RSU 2007
Delegati dal basso

 


Lo SLAI COBAS alle prossime elezioni
RSU SANITA’: E’ ORA DI DIRE BASTA!

CONTRO lo scandalo delle differenze nella qualità e nella quantità delle prestazioni diagnostiche e assistenziali nel nord e nel sud del paese, e degli inevitabili viaggi della speranza.

CONTRO il ricorso a consulenze e appalti a aziende esterne e cooperative per colmare i vuoti in organico di infermieri e personale ausiliario e la privatizzazione di interi settori - pulizie, refezione e addirittura l'assistenza infermieristica – con gare vinte a colpi di ribassi dei costi del servizio e, dunque, a discapito delle condizioni retributive e di lavoro e della sicurezza, sia per chi lavora, sia per gli utenti. Inchieste giornalistiche e procure di tutta Italia hanno svelato carenze di personale infermieristico ben superiori ai livelli di guardia, diffuse pratiche di mobbing e un generalizzato mancato rispetto delle normative.

CONTRO l’attivazione senza regole e controlli della libera professione intramoenia, con i più costretti ad attendere mesi o anni per una prestazione specialistica a costi accessibili oppure ad affrontare i costi delle prestazioni a pagamento, incrementando lo stipendio di alcune professioni sanitarie.

CONTRO l'assegnazione dell'incarico di direttore generale delle aziende ospedaliere, nella stragrande maggioranza dei casi, come risultato della spartizione dei posti disponibili tra i partiti di maggioranza e opposizione.

CONTRO

La politica dei sindacati che sono disposti a firmare qualsiasi tipo di accordo a perdere in onore della fallimentare politica della concertazione , con rinnovi contrattuali vergognosi, che da decenni non garantiscono neppure il recupero dell’inflazione reale e collocano agli ultimi posti in Europa il potere d’acquisto delle retribuzioni italiane.

VOTA SLAI COBAS ALLE ELEZIONI RSU DEL COMPARTO SANITA’

Sostieni le nostre liste per la difesa delle condizioni e dei diritti dei lavoratori e degli utenti della sanità.

Mettiamo a disposizione la nostra sigla a tutti quei lavoratori che vogliono presentare liste alternative alla politica dei sindacati confederali.
Per contatti 3389775554 3356643651


SUI TURNI DI LAVORO
CI GIOCHIAMO LA DIGNITA’ !

Direttori e dirigenti non riuscivano a dormire sonni tranquilli in questi ultimi tempi, preoccupati che i dipendenti non recuperavano le loro energie fisiche a causa degli orari di lavoro, senza le 11 ore di riposo da un turno e l’altro, disagiati.
Se qualche collega ha creduto a questa panzana si svegli ! L’aggressività di Fascia e Zagonel, spalleggiati dai direttori d’istituto più o meno solerti, è stata resa possibile dalla legge 66 che prevede il diritto al lavoratore di riposare almeno 11 ore fra un turno e l’altro.
Questa è una carta a loro favore, a loro favore vi è anche la scarsa voglia della maggior parte dei delegati della RSU di impegnarsi in un lotta seria per derogare (disposizione che revoca un’altra), in questo caso il comma che prevede il rispetto delle 11 ore di riposo fra un turno e l’altro.
Il nostro sindacato si è battuto per la deroga e ancora crediamo che sia una strada percorribile, perché nelle grosse aziende sanitarie è possibile gestire, sotto lo stretto controllo sindacale, anche turni di lavoro che permettono di concentrare l’orario di lavoro, un sacrificio accettato da tutti in questi anni, per una miglior qualità della vita privata.
La vicenda dei turni deve essere letta nella sua vera dimensione, capire le motivazioni che hanno portato i nostri solerti dirigenti a muoversi in questo modo e agire di conseguenza.
Ad Abbategrasso il turno del direttore Benzoni, un vero paladino delle regole, fedelissimo a via Ometto, è partito senza eccessivi problemi circa un mese fa, anche perché i delegati storici, legati alle confederazioni, che hanno più consensi fra i lavoratori, si sono guardati bene da dissentire ne hanno organizzato alcuna reazione, hanno operato la scelta del silenzio assenso.
A Vimodrone il turno della direzione è partito dal 1° di ottobre, senza grossi problemi, è stato indetto un presidio per manifestare la disapprovazione ma tutto è demandato all’iniziativa che tutta i delegati delle RSU (speriamo) organizzeranno.
A Milano lo stesso turno partirà l’8 di ottobre, per quel giorno dobbiamo organizzare un presidio e coinvolgere la stampa perché e fondamentale denunciare la contraddizione che in tutti gli istituti si vive proprio in riferimento alla legge 66 a cui tanto si richiamano, e rilanciare la lotta con tutta la RSU.
Ai colleghi turnisti, a tutti coloro che sentono il bisogno di organizzarsi per rispondere all’arroganza di questi dirigenti, bravi a parole ma nei fatti feroci come è feroce il sistema che ci sta strangolando. Anche loro responsabili della caduta del nostro potere d’acquisto, degli aumenti dei carichi e dei ritmi di lavoro, anche loro corresponsabili dello sfruttamento dei soci delle cooperativi e corresponsabili delle mille illegalità, in materia di orario di lavoro, che ogni giorno succedono nei reparti: operatori sanitari che lavoro anche 14 ore al giorno, continua la loro attività lavorativa pomeridiana dopo aver lavorato in altri reparti o altri istituti, straordinari senza regole e senza freno.
Questo non deve più succedere, non dobbiamo scontrarci con i colleghi che si prestano a questo feroce sfruttamento, loro lo fanno per recuperare reddito che serve per pagare il mutuo, le spese per i figli e tante altre che conosciamo molto bene, dobbiamo prendercela con chi comanda e dirige che crea le condizioni di basso salario obbligando a svolgere più ore di lavoro per lo stesso reddito, obbligando alla precarietà e al ricatto del reddito e dello stipendio.

DOBBIAMO BATTERCI PER :

PER LUNEDI’ 8 OTTOBRE ORGANIZZIAMO UN PRESIDIO PER RISPONDERE ALL’ARROGANZA DELLA DIREZIONE PER CONTARE NELLE SCELTE E NELLE DECISIONI AZIENDALI !
I turni che vedete stampati dietro sono turni sottoposti alle RSU, saranno proposti alla direzione, se vi è il consenso di tutti i lavoratori ci batteremo per averli, senza abbandonare eventuali battaglie per la deroga alla legge 66.
Fatevi sentire fatevi vedere, sappiate che dal 19 al 22 novembre si terranno le elezioni delle RSU, lo Slai Cobas da la possibilità a tutti di candidarsi;

Milano 2-10.2007

SLAI COBAS A.S.P. Golgi-Redaelli


L'ACCORDO CHE HANNO FATTO E' CONTRO I LAVORATORI
IL REFERENDUM E' INUTILE BOICOTTIAMOLO !

Sulla consultazione referendaria a cui ci chiamano Cgil, Cisl e Uil, i lavoratori non hanno avuto molta informazione, quello che è passato attraverso i giornali e la televisione fa credere che il protocollo di luglio firmato dai sindacati sia a favore dei lavoratori.
Il governo Prodi, antagonista a quello della destra, è stato votato da molti lavoratori perché pensavano di votare un governo amico, in quello che ha fatto e sta facendo c’è poco d’amico.
Nessuno si faccia illusioni, lo abbiamo detto ieri e continuiamo a dirlo oggi, qualsiasi partito andrà a governare sarà sempre a favore dei padroni e contro i lavoratori, i sindacato di regime appoggeranno la politica di impoverimento dei lavoratori, per mantenere i loro privilegi e i loro vantaggi. .
Il protocollo di luglio interviene su : pensioni, mercato del lavoro e stato sociale, le modifiche che vengono fatte sulle pensioni peggiorano addirittura la riforma del governo Berlusconi, l’accordo ne anticipa l’attuazione e sostituisce lo scalone con gli scalini, questo comporterà che invece di passare da 57 a 60 anni di età con i 35 anni di contributi vengono introdotto le quote. Con la legge Maroni si andava in pensione dal 2008 con 60 anni di età e 35 di contributi con Prodi con i 35 anni si può andare fini al 2009 per passare poi ai 59 anni di età e 36 di contributi nel 2009, 60 anni di età e 36 di contributi nel 2011, scalini o scaloni per chi lavora è sempre in salita.
Vengono introdotte 4 finestre di uscita per chi raggiunge la pensione con 40 anni di lavoro obbligando a lavorare 6 mesi o un anno in più chi ha gia maturato questo diritto.
Sul mercato del lavoro e la legge 30 (o Biagi), sono andati al passo con i tempi, il padronato vuole flessibilità e precarietà, sono stati ben serviti, non è stato modificato niente aumentando invece il periodo di assunzione a tempo determinato.
Il cosi detto welfare, (Stato sociale) non vede miglioramenti in questo accordo, mentre ha già registrato i peggioramenti sull’aumento delle spese legate alla cura e alla prevenzione, come l’aumento dei ticket, la riduzione dei salari, la riduzione del personale nel pubblico impiego. L’intervento sottoscritto dai sindacati prevede un intervento generico sull’armonizzazione del trattamento e l’aumento dei mesi di disoccupazione da 6 a 8, nel settore agricolo.
Sono stati chiari invece sugli sgravi da operare alle imprese per incentivare la produttività :

I lavoratori sappiano che il referendum che andranno a votare e solo consultativo non decisionale, l’accordo è stato gia firmato, la democrazia sindacale viene praticata in questo modo da parecchio tempo ormai, prima firmano poi consultano i lavoratori, questa è la dimostrazione che la base non ha più nessun potere.
Dobbiamo riconquistarlo autorganizzandoci contro questo sistema che ci sta affamando e contro i burocrati sindacali che collaborano a questa sconfitta.

BOICOTTIAMO IL LORO REFERENDUM, COMINCIAMO AD AUTORGANIZZARCI IN DIFESA DEI NOSTRI DIRITTI E DEL NOSTRO STIPENDIO, PARTECIPIAMO ALLO SCIOPERO DEL SINDACALISMO DI BASE DEL 9 NOVEMBRE.

SLAI COBAS PALAZZOLO
DON GNOCCHI


SLAI – COBAS!

340€ AL MESE DI AUMENTO AI CONSIGLIERI REGIONALI:
DEMAGOGIA O VERGOGNA?

E’ scattato l’ ennesimo aumento di 340€ al mese per i consiglieri regionali che percepiscono per legge l’ 81% dello stipendio dei parlamentari.
Il loro stipendio arriverà così alla “modica “ cifra di 13.000€ al mese.
Nel 2006 i consiglieri regionali lombardi hanno “lavorato” per 157 ore in 34 sedute.
Sappiamo già che la massa dei lavoratori dirà : niente di nuovo sotto il sole.
Ma noi non c’è la sentiamo di accodarci ad una massa di lavoratori ormai atrofica che non è più in grado di difendere i propri interessi di classe e vogliamo gridare a tutti : VERGOGNA senza paura di fare della demagogia.
VERGOGNA: perché 180.000 (tanti ne contano) politici parassiti vivono con stipendi che vanno dai 13.000€ ai 22.000€ al mese alle spalle dei lavoratori che producono la ricchezza del paese.
VERGOGNA : perché ai lavoratori del pubblico impiego si concedono aumenti di solo 50€ netti al mese dopo tre anni perché sono un costo lavorando per 1600 ore annue.
VERGOGNA: Perché se la prendono con i lavavetri e i “fannulloni” del P.I. per aumentare il razzismo e la divisione tra i lavoratori.
VERGOGNA: PERCHE’ I VERI FANNULLONI SONO LORO (destra-centro-e sinistra) BEN ATTACCATI ALLA CADREGA DEL POTERE.

Lavoratori, non abbiamo più amici, se mai li abbiamo.
E’ necessario che come classe lavoratrice riprendiamo in mano i nostri destini per difenderci i nostri interessi di classe. Sappiamo di esprimerci in un modo che può essere considerato vecchio ma , il nostro stipendio possiamo difendercelo solo noi come lavoratori che si auto-organizzano contro un potere ormai marcio.

DELEGATI SLAI – COBAS A.O. SALVINI

Rho,31-8-07


PERUGIA 7/08/07

COMUNICATO STAMPA

AZIENDA OSPEDALIERA DI PERUGIA: CONTROLLATI E CONTROLLORI

Il giorno 18 luglio tutta al stampa nazionale riportava con grande clamore gli sviluppi di una inchiesta che riguarda i dipendenti dell'Azienda Ospedaliera di Perugia.

Un primo filone d'indagine, culminata con alcuni arresti riguarda dipendenti che avrebbero fatto timbrare il proprio cartellino magnetico ad altri colleghi mentre erano assenti, l'altro interessa due medici apicali che avrebbero richiesto denaro per prestazioni di carattere medico.

Negli ultimi anni le indagini delle varie procure e le inchieste giornalistiche che hanno riguardato il sistema sanitario nazionale sono state numerose, portando alla luce un quadro di illegalità preoccupante, che non si limita al problema dell'assenteismo non giustificato, ma interessa anche la gestione degli appalti ed acquisti e le condizioni di lavoro del personale sanitario che opera spesso senza gli opportuni riposi previsti, vessato dal mobbing e dalla mancata applicazione delle norme a tutela della salute e sicurezza.

Tutto questo incide inevitabilmente sulla qualità delle prestazioni assistenziali.

Noi riteniamo che sia possibile risolvere i grandi problemi della sanità italiana anche procedendo come in paesi più civili. In Francia, i manager delle strutture pubbliche sono formati per tale compito di direzione attraverso scuole specifiche, mentre da noi mancano, e si procede con le nomine politiche che normalmente si riducono ad una spartizione dei posti disponibili.

Le polemiche successive al caso "Perugia" hanno trovato grande risalto sulla stampa nazionale. Molti opinionisti chiedono che accertate le responsabilità si proceda contro i colpevoli, e noi condividiamo appieno, ma il nodo della vicenda è un'altro:

Chi doveva controllare?

Il dipendente della struttura ospedaliera incorre in una serie di controlli, prima il tabulato provvisorio, corretto insieme al coordinatore, poi lo stesso tabulato torna all'ufficio personale, per ulteriori verifiche poi torna al dipendente.

Inoltre esiste un ufficio referente per le professioni, numericamente nutrito, che ha il compito di occuparsi di molteplici problemi organizzativi delle professioni sanitarie non mediche.

Esiste poi una direzione medica.

La direzione del personale, in conseguenza dei fatti accaduti ha stilato un nuovo regolamento aziendale che prevede la firma doppia, del coordinatore del reparto o servizio e del primario sul tabulato che attesta le presenze del dipendente ed anche in caso di richiesta ferie.

Riteniamo che queste disposizioni siano incompatibili con la legge 251 del 2000 che istituisce le professioni sanitarie e ne determina la loro autonomia ed inoltre aumenta le procedure burocratiche che ogni dipendente deve quotidianamente sopportare. Sovrapporre le competenze non risolve i problemi a cui va data risposta.

Il vero problema è accertare l'efficacia dei controlli, i punti deboli, verificare le responsabilità, e procedere alle modifiche necessarie.

Riteniamo che l'efficacia di una struttura importante come l'ufficio delle professioni debba essere valutata non solo dalla direzione aziendale e dalle organizzazioni sindacali ma anche da una rappresentanza di professionisti sanitari (infermieri, tsrm, tecnici laboratorio, fisiot.ect ) che si si confrontano quotidianamente con le più diverse problematiche assistenziali ed organizzative.

Senza l'adozione di questa procedura risulta improponibile il nostro consenso a qualsivoglia forma di incentivazione per i livelli di coordinamento.

Inoltre riteniamo che lo stesso ufficio debba avere una struttura più snella che preveda un tempo massimo per la durata in carica dei singoli coordinatori.

Il grande senso di responsabilità con cui opera la stragrande maggioranza degli operatori sanitari, il cui stipendio grazie ai pessimi rinnovi contrattuali, non ripaga l'oneroso impegno psico-fisico, è una garanzia per i cittadini che afferiscono alla struttura.

da SLAI - COBAS PERUGIA


SCIOPERIAMO PER DIFENDERE I TURNI DI LAVORO !

Il direttore d’istituto con un bliz ha imposto dei turni nuovi contro la volontà dei lavoratori.
I turni che stiamo facendo da anni non vanno più bene alla dirigente del personale Zagonel perché ha paura di pagare una multa.
La normativa sull’orario di lavoro dice che i lavoratori hanno il diritto di poter riposare almeno 11 ore da un turno all’altro, un diritto che i lavoratori non hanno mai richiesto, e che tutte le organizzazioni sindacali, presenti nella RSU, hanno confermato sottoscrivendolo.
In altri ospedali si continua a lavorare mattino notte senza rispettare le 11 ore di riposo e non succede niente, la nostra azienda vuole utilizzare questa scusa per farci lavorare di più, due settimane lunghe, stravolgere continuamente la nostra vita, infine ridurre ancora l’organico.
Oggi si tratta per tutti noi di tirare fuori il coraggio e cominciare una battaglia contro questi dirigenti che vogliono ridurci a schiavi moderni.
Il direttore operaio, sappiate che lui ha cominciato come ausiliario in questo istituto per ritornare da dirigente, legato a doppio filo a chi dirige in via Olmetto, è disposto a tutto per non dispiacere chi comanda, molti lavoratori, a suo dire, gli hanno confidato che i turni che facciamo non sono visti bene, ha subito usato le vostre confidenze per fregarci.
Noi non siamo d’accordo, dobbiamo interrompere la sperimentazione imposta a due reparti che non hanno sottoscritto niente.
Ricordatevi che nessun dirigente si preoccupa della vostra salute, per far quadrare i conti a molti colleghi è stata compromessa seriamente la salute. Si spiega così se ci chiedono continuamente di saltare i riposi; si spiega così se alcuni colleghi, sempre più spesso lavorano per 12 ore di continuo, ricattati dal bisogno di lavorare, senza le 11 ore di riposo che vuole farci fare la Zagonel per il nostro bene.
Non molliamo perché sui turni di lavoro i colleghi degli altri istituti sono dello stesso parere nostro.

FACCIAMOCI SENTIRE E SE NON VENGONO SOSPESE SUBITO LE SPERIMENTAZIONI, COMINCEREMO AD OCCUPARE L’UFFICIO DEL DIRETTORE E AD INDIRE LO SCIOPERO PER TUTTO L’ENTE.

MARTEDI’ ASSEMBLEA GENERALE DI TUTTI I LAVORATORI PER RESPINGERE L’ARROGANZA DEL DIRETTORE D’ISTITUTO, PER FAR VALERE LE NOSTRE DECISIONI.

LA NOSTRA LOTTA E’ SOLO ALL’INIZIO, SAPPIATE CHE LA NOSTRA DIRIGENTE HA AVUTO IL CORAGGIO DI PROPORRE ALLA R.S.U. UNA DOTAZIONE ORGANICA DI 528 OPERATORI A MILANO QUANDO PRIMA DELL’APERTURA DEI NUOVI REPARTI ERAVAMO 550.
MOLTI DI VOI SI LAMENTANO PERCHE’ IL SINDACATO E’ LATITANTE,
NOI VI DICIAMO BASTA CON LA DELEGA IN BIANCO COMINCIAMO DECIDERE E A CONTARE NOI.
NON MANDIAMO I NOSTRI DIRIGENTI AL MARE TRANQUILLI MENTRE NOI CI ROMPIAMO LA SCHIENA IN 4 GATTI NEI REPARTI. SCALDIAMO IL PERIODO ESTIVO CON LA LOTTA. LO SLAI E’ CON I LAVORATORI CHE HANNO VOGLIA DI LOTTARE E LO DIMOSTREREMO.

ORGANIZZIAMOCI IN COMITATO DI LOTTA

SLAI COBAS A.S.P. GOLGI-REDAELLI

14-6-2007


UN CONTRATTO VERGOGNOSO!

Il solito battage dei mass-media annuncia che gli statali avranno un aumento di 101 €.
Come al solito i lavoratori abboccano. Ma i giornali e le televisioni si sono “dimenticate” di dire che l’ aumento è medio e non uguale per tutti.
Questo significa che al 4° livello della sanità andranno 60 € lordi, forse.
I media si sono anche dimenticati di dire, che per il 2006, l’aumento è di soli 11 € perché il governo di centro-dex non ha messo i soldi, e che non sono riconosciuti arretrati. Dimenticano inoltre che gli arretrati del 2007 valgono solo da febbraio (11 mesi e non 12), e che questi maledetti aumenti saranno esigibili solo dal 1° gennaio del 2008. Ah! dimenticavo che il contratto è scaduto già da un anno e mezzo e che viene prolungato a tre anni. Per cui il prossimo rinnovo sarà nel 2010 alla faccia della difesa dello stipendio. Senza contare che una parte dei 101 € va al salario di produttività leggi (pagelline).
Cgil-cisl-uil-ugl-fials,ecc. : VERGOGNA !
Come fanno questi sindacati a firmare un contratto di lavoro così vergognoso e poi avere la faccia di tolla di dire che difendono i lavoratori.
Ma lo sanno questi parassiti che il nostro potere d’ acquisto, negli anni 2001-2004 per effetto dell’ inflazione, ha perso il 22,2%, e che ci sarebbe bisogno di un aumento in paga base uguale per tutti di 300 €?
Ma lo sanno che i nostri stipendi sono fra i più bassi d’ Europa: 21000€medi, contro i 41 della Germania e i 42 della Danimarca passando per Francia, Belgio e Svezia?
Secondo l’ Eurispes, tra il 2000 e il 2005, in Europa gli stipendi sono aumentati del 20%, in Italia del 13,7%.
Governo di centro six e di centro dex: vergogna !
NON si trattano così i lavoratori, mentre si sta per elargire 5 miliardi di € alla confindustria.
Lavoratori:questa è la dimostrazione che non abbiamo “amici” e che il debito pubblico non esiste.
Lavoratori della sanità! E’ necessario difendere i nostri stipendi. Questo non si fa con le chiacchiere, ma con la lotta e con l’autorganizzazione. Lanciamo un segnale di sfiducia verso questi sindacati asserviti al potere rafforzando i cobas.
NO! AD AUMENTI DI FAME!

DELEGATI–RSU SLAI/COBAS-A.O. SALVINI!

Rho, 30-5-07


VOTATE I DELEGATI DELLO SLAI COBAS NELLE R.S.U.

Il dirigente del personale dott. Rotonti ha negato ancora una volta l’assemblea, l’accordo preso tra gli avvocati prevedeva che ci venisse concessa una sala per parlare con i lavoratori anche fuori dall’orario di lavoro.
A ridosso delle elezioni delle RSU questo non è possibile, la filosofia dei delegati confederali in combutta con i dirigenti è sempre la stessa: allo Slai Cobas non dobbiamo permettere di parlare ai lavoratori. Prima avevano deciso che solo il coordinatore, usurpando la democrazia diretta della base, potesse decidere dei permessi sindacali e di indire le assemblee.
Perché e di che cosa hanno paura ?
Forse sentono il fiato sul collo dei lavoratori a cui hanno confezionato il furto del TFR e tante altre fregature.
Sentono in pericolo i loro privilegi, posticini tranquilli e bene pagati, sempre a braccetto con i dirigenti senza che nessuno gli presenti mai il conto. Dobbiamo far finire tutto questo !
I delegati dei sindacati GCIL, CISL e UIL, insieme ai sindacalisti provinciali, possono mantenere privilegi e favoritismi a condizioni che mantengono buoni i lavoratori.
Solo in questo modo si spiega la vicenda del contratto nazionale, firmato dopo tre anni lasciando alle direzioni di decidere come e quando pagare i quattro euro di aumento.
Sappiano i lavoratori che questa situazione fastidiosa si protrarrà fino a quando il consenso a queste organizzazioni sarà alto, fino a quanto voterete questi delegati, che tutti additano come venduti ma che sono sempre al loro posto.
Lo Slai Cobas vuole condurre una vera battaglia indifesa delle condizioni di lavoro dei dipendenti dell’Istituto Palazzolo, vogliamo che tutti sappiano che si può e si deve fare una lotta per questi obiettivi.
Per questo presentiamo i nostri delegati con il progetto di sviluppare una battaglia contro la svendita dei nostri interessi, e per mettere in discussione il monopolio del sindacalismo confederale.

I delegati dello Slai Cobas che si propongono nelle elezioni prossime sono contro la filosofia di chi ha usato il sindacato per sistemarsi, ma vogliono porre all’attenzione di tutti le seguenti problematiche:

IL 6-7-8- GIUGNO VOTATE I DELEGATI DELLO SLAI COBAS NELLE R.S.U.

  1. CODREANO SVETLANA

  2. GUERRERO IBARRA JOHN CARLOS

  3. ZANETTI LOREDANA

  4. RIZZO CALOGERA

  5. GEBREMARIAN LETINA

NELLE R.L.S. VOTATE

  • LAI LUCIANA

Non votate due candidati di liste diverse altrimenti annullate il voto.
Per votare i delegati dello SLAI COBAS barrate con una croce il simbolo o il nome del delegato che preferite.
Per contatti telefonate allo 028392117.  www.slaicobas.it

SLAI COBAS PALAZZOLO DON GNOCCHI

31-5-2007


LUNEDI’ 4 GIUGNO DALLE ORE 13,00 ALLE 15,30
ASSEMBLEA RETRIBUITA
PER TUTTI I LAVORATORI DELLA STRUTTURA “BOSCO IN CITTA’”.

Nella RSA di Brugherio episodi di intolleranza sono all’ordine del giorno, e guarda caso coinvolgono sempre qualche coordinatrice, l’idea che forse è la direzione della cooperativa che permette questi comportamenti intimidatori e repressivi, non ci abbandona. Dopo vari episodi di questo tipo non una volta è stata accertata la responsabilità delle persone che coordinano, anzi sono sempre difese da chi dirige, anche se comportamenti disumani e offensivi si sprecano;
La colpa è sempre di chi lavora.
Tutti devono sapere che solamente se si comincia a non avere più paura, a solidarizzando con chi resiste a questa politica, si può creare un modo più umano di vivere il lavoro.
Le delegate e le colleghe che prendono provvedimenti disciplinari perché non accettano di sottostare ai soprusi delle coordinatrici, si battono per tutti, bisogna sviluppare la massima solidarietà in loro difesa.
Per mettere fine a tutto questo, con il consenso di tutti dobbiamo organizzare uno sciopero per portare davanti al Prefetto e ai funzionari della Regione Lombardia, questa situazione diventata intollerabile.
Dobbiamo dire basta alle provocazioni delle coordinatrici,
dobbiamo dire basta al controllo continuo,
dobbiamo dire basta alle intimidazioni !
insieme possiamo farcela !
Questa gestione, serve ad ottimizzare l’utilizzo del personale, serve a ridurre al minimo la resistenza allo sfruttamento selvaggio delle persone, infine serve a far guadagnare di più chi gestisce la cooperativa.
Oggi con la formula “mutualistica” le cooperative guadagnano soldi da più parti :

PARTECIPATE NUMEROSI ALL’ASSEMBLEA, ANCHE SE SIETE DI RIPOSO QUESTO E’ L’ULTIMO MESE PER SCEGLIERE DOVE DESTINARE LA LIQUIDAZIONE. SE ENTRO IL 30 GIUGNO NON AVETE FATTO NESSUNA SCELTA FINIRA’ NEI FONDI GESTITI DAI PADRONI E DAI SINDACATI CONFEDERALI.
NON PRENDERETE PIU’ LA LIQUIDAZIONE FINO AL MOMENTO DI ANDARE IN PENSIONE, CON IL RISCHIO DI PERDERE TUTTO.
IN QUESTA ASSEMBLEA SARA’ PRESENTE L’AVVOCATO DELLO SLAI COBAS PER RACCOGLIERE LE FIRME PER UN NUOVO RICORSO PER IL “TEMPO TUTA”.

SLAI COBAS KCS - G.GEROSA BRIGHETTO
BOSCO IN CITTA' BRUGHERIO

31-5-2007


UN CONTRATTO VERGOGNOSO!

Il solito battage dei mass-media annuncia che gli statali avranno un aumento di 101 €.
Come al solito i lavoratori abboccano. Ma i giornali e le televisioni si sono “ dimenticate” di dire che l’ aumento è medio e non uguale per tutti.
Questo significa che al 4° livello della sanità andranno 60 € lordi, forse.
I media si sono anche dimenticati di dire, che per il 2006, l’ aumento è di soli 11 € perché il governo di centro-dex non ha messo i soldi, e che non sono riconosciuti arretrati. Dimenticano inoltre che gli arretrati del 2007 valgono solo da febbraio ( 11 mesi e non 12), e che questi maledetti aumenti saranno esigibili solo dal 1° gennaio del 2008. Ah ! dimenticavo che il contratto è scaduto già da un anno e mezzo e che viene prolungato a tre anni. Per cui il prossimo rinnovo sarà nel 2010 alla faccia della difesa dello stipendio. Senza contare che una parte dei 101 € va al salario di produttività leggi ( pagelline).

Cgil-cisl-uil-ugl-fials,ecc. : VERGOGNA !

Come fanno questi sindacati a firmare un contratto di lavoro così vergognoso e poi avere la faccia di tolla di dire che difendono i lavoratori.
Ma lo sanno questi parassiti che il nostro potere d’ acquisto, negli anni 2001-2004 per effetto dell’ inflazione, ha perso il 22,2%, e che ci sarebbe bisogno di un aumento in paga base uguale per tutti di 300 €?
Ma lo sanno che i nostri stipendi sono fra i più bassi d’ Europa: 21000€medi, contro i 41 della Germania e i 42 della Danimarca passando per Francia, Belgio e Svezia?
Secondo l’Eurispes, tra il 2000 e il 2005, in Europa gli stipendi sono aumentati del 20%, in Italia del 13,7%.

Governo di centro six e di centro dex: vergogna !
NON si trattano così i lavoratori, mentre si sta per elargire 5 miliardi di € alla Confindustria.
Lavoratori: questa è la dimostrazione che non abbiamo “amici” e che il debito pubblico non esiste.
Lavoratori della sanità! E’ necessario difendere i nostri stipendi. Questo non si fa con le chiacchiere, ma con la lotta e con l’autorganizzazione. Lanciamo un segnale di sfiducia verso questi sindacati asserviti al potere rafforzando i cobas.
NO! AD AUMENTI DI FAME!

DELEGATI RSU SLAI/COBAS A.O. SALVINI

Rho, 30-5-07


Lo SLAI Cobas nelle RSU al San Matteo di Pavia

15-5-2007


ICP: ACCORDO FATTO


E' uscito "ARGENTO VIVO" n. 22 - maggio 2007
giornalino dell'ASP Golgi-Redaelli


SOLO LA LOTTA PAGA !

Dopo aver tolto la cuffia, un’imposizione maschilista e repressiva, voluta da altre donne, anche se dirigenti; un cimelio del regime ecclesiastico quando prima del lavoro bisognava dire le preghiere e mettersi il velo o in alternativa la cuffia, anche la CGIL si preoccupa di dire la sua su questa vicenda.
Accusa subito lo Slai Cobas e le sue delegate che questo non è il modo corretto di ottenere le cose, loro preferiscono il dialogo invece che la lotta; ci accusano che proprio adesso che la cooperativa comincia a vaccinare le socie e i soci pacificamente, noi dello Slai Cobas scegliamo la lotta per difendere i nostri diritti e difendere la nostra dignità.

Chiediamo alla CGIL, dove erano loro quando noi abbiamo fatto le denuncia alla A.S.L. per i mezzi di sicurezza e prevenzione e gli incontri con i responsabili alla sicurezza della cooperativa, e dove ci siamo accordati per le visite annuali e le vaccinazioni ?
Mentre noi combattevano contro il potere della direzione della RSA e della Cooperativa, loro o le loro iscritte si preoccupavano di raccogliere le firme sulla delega, per mandare a rappresentare i soci e le socie della struttura nell’assemblea annuale della coopera, proprio la signora Gualandi, dirigente della Struttura, colei che a tutti i costi vuole la cuffia e ha instaurato un regime di controllo sul personale.

Che dire delle coordinatrici, che guarda caso sono iscritte alla CGIL, le quali controllano con pugno di ferro le lavoratrici ed organizzano le assemblee per questa organizzazione sindacale sulla scelta del Trattamento di Fine Rapporto, ci chiediamo a questo punto CGIL da che parte stai ?

Noi crediamo che stai dalla parte della cooperativa, crediamo che il tuo interesse oggi è dettato solo dal fatto che la nostra lotta ha coinvolto tutti e potrebbe essere contagiosa per quelle che organizzeremo; vuoi anche che i lavoratori di queste strutture, in buona parte extracomunitari e maggiormente fregati dalla riforma del TFR, scelgano i fondo pensioni che ingrasseranno altri burocrati sindacali che gestiranno i soldi e il sudore di chi lavora, con il rischio di non trovare niente alla fine della vita lavorativa perché perso nei mercati borsistici in crisi in tutto il mondo.

Manteniamo con fermezza la nostra decisione di non indossare più la cuffia !
Non scegliamo i fondi pensionistici, manteniamo la liquidazione così come è adesso compilando il modello prima di giugno.
Partecipiamo all’assemblea dello SLAI COBAS il 30 aprile dalle ore 13,00 alle 15,30.
Organizzati nello Slai Cobas, per difenderti per contare.

SLAI COBAS K.C.S.
G.GEROSA BRIGHETTO
BOSCO IN CITTA' BRUGHERIO


AUTORGANIZZIAMOCI NELLO SLAI COBAS,
PER DIRE BASTA ALLA PERDITA
DEI NOSTRI DIRITTI E DELLA NOSTRA DIGNITA'

Le accuse pesanti contro i lavoratori pubblici si sprecano; emeriti studiosi al soldo dei padroni parlano male di noi. Ci accusano ingiustamente di lavorare poco e di guadagnare tanto, per questi signori siamo dei veri nemici, perché abbiamo il posto sicuro. E dopo di questo tante altre balle per giustificare la pesante ristrutturazione che il settore del pubblico impiego sta subendo da più di 10 anni. Cambiamenti che hanno stravolto completamente le nostre condizioni di vita e di lavoro; in quanto agli imboscati e perditempo, se mai ci sono, bisogna andarli a cercare proprio tra gli amici dei dirigenti e tra i militanti delle organizzazioni sindacali confederali.
Le stesse organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto il “Memorandum” con il Governo che introduce la mobilità ed aumenta la differenza salariale con la meritocrazia, sono contro di noi .
Una grossa sconfitta non solo per i lavoratori pubblici ma per tutti i lavoratori italiani.
Nell’Ospedale di Vigevano la situazione è simile a quella di tate altre Aziende sanitarie, se non peggio,

NOI DOBBIAMO DIRE NO A TUTTO QUESTO:

cominciamo ad autorganizzarci in un sindacato di base, per fermare la politica della A.S.L. di Vigevano, che in accordo con le organizzazioni sindacali ci stanno privando dei nostri diritti e della nostra dignità; contro delegati che per sistemare le loro posizioni individuali e quelle degli amici, danneggiano gli interessi della collettività.
PREPARIAMO CON LO SLAI COBAS UNA LISTA DA PRESENTARE ALLA PROSSIME R.S.U. PER COMINCIARE A PORTARE ALL’ATTENZIONE DEI COLLEGHI I PROBLEMI E I DISATRI CHE QUESTA POLITICA STA COMBINANDO A LIVELLO NAZIONALE E NEL NOSTRO OSPEDALE.

DOBBIAMO DIRE UN FORTE NO :

Tutto questo è possibile basta decidere di contare nelle scelte sindacali nelle decisioni aziendali, l’unica strada è l’autorganizzazione, contro la politica dei sindacati amici che stanno svendendo tutto per i loro interessi di bottega.

ADERISCI ALLO SLAI COBAS, ORGANIZZATI PER CONTARE E PER DIFENDERE I TUOI INTERESSI !

Milano 13-4-2007

SLAI COBAS OSPEDALE DI VIGEVANO


LOTTIAMO CONTRO IL MONOPOLIO
DEI CONFEDERALI E DELLA CGIL

Le ultime vicende successe all’Istituto Palazzolo, ci obbligano a prendere posizione e ad aumentare il nostro impegno sindacale.
Il Direttore Generale e il Direttore d’’Istituto, hanno vietato allo Slai Cobas di indire un’assemblea retribuita per tutti i dipendenti, sostengono che la coordinatrice ha inviato una lettera all’azienda in cui afferma che solo lei può indire un’assemblea e solo lei può firmare i permessi sindacali.
Sappiamo che i sindacati confederali, hanno aiutati dalle leggi salvaguardato il loro imprimatur su tutto, è cosa nota, ma credere che sono unti dal signore, di berlusconiana memoria, e pensare di poter far tutto senza rendere conto a nessuno è troppo!
Vogliono uccidere la democrazia, per decidere liberamente della sorte dei lavoratori, per esercitare in modo assolutista il mandato che i lavoratori gli conferiscono per difenderne gli interessi.

Nel tentativo di ridurre al silenzio le altre delegate, strumentalizzano ad arte quello che succede per denigrare gratuitamente la delegata dello Slai; in un comunicato apparso in bacheca si legge infatti “nei giorni scorsi la lavoratrice Lai eletta nelle liste dello Slai come Rsu e Rls, si è presa la libertà di firmare un documento………….spedito a chi di competenza, falsificando la firma della rappresentante della 626 della CGIL”, chi ha redatto il comunicato reputa questa un atteggiamento molto scorretto. “per i lavoratori che 2 anni fa l’hanno eletta e risposto la loro fiducia”, e per la delegata che ha citato.
Secondo la CGIL i lavoratori non dovrebbero essere fiduciosi nei confronti di una delegata che comunica all’azienda le deficienze organizzative che mettono a rischio la salute dei lavoratori, solo perché in questa lettera ha citato una loro delegata , insieme alla quale aveva discusso il problema e sollevato la questione; non crediamo che questo possa far perdere la fiducia a nessuno.
Se leggiamo invece la faccenda in un altro modo ci accorgiamo che sono proprio loro in mala fede e prendono per i fondelli i lavoratori.
Le delegate dello Slai Cobas si stanno attivando per informare i lavoratori sul decreto del TFR (la liquidazione), secondo il quale se entro giugno non viene fatta nessuna scelta andrà nei fondi gestiti dai padroni e dalle organizzazioni sindacali. Creare diversivi per distogliere l’attenzione, mettere in cattiva luce chi non è d’accordo con loro, è un piano ben architettato per confondere i lavoratori e portare l’acqua al loro mulino.
Noi cercheremo insieme a voi di evitare che la loro propaganda vi lasci in balia del sistema di controllo sindacale, che vuole aiutare il governo e i padroni a finanziare la loro crisi monetaria con le nostre liquidazioni, e nello stesso tempo, loro, realizzare guadagni astronomici con la gestione dei fondi.
Sosteniamo perciò le delegate dello Slai Cobas e partecipiamo al presidio per raccogliere le firme ed indire l’assemblea retribuita come lavoratori, dal canto nostro abbiamo iniziato gia nei confronti della direzione un’azione legale per esercitare il diritto di indire le assemblee retribuite come previsto dallo Statuto dei Lavoratori.
MARTEDI’ 10 APRILE AL CAMBIO TURNO SAREMO DAVANTI L’ISTITUTO PER LA RACCOLTA FIRME E PER INFORMARE SULLA LIQUIDAZIONE !!

Milano 5-4-2007

SLAI COBAS DON GNOCCHI PALAZZOLO


"YO NON SOY UN LIBERATOR, LOS LIBERATORS NO EXISTEN,
SON LOS PUEBLOS QUIENES SE LEBERAN A Sì MISMOS"
io non sono un liberatore, i liberatori non esistono,
è il popolo stesso che si libera.

Dalle idee di Ernesto Che Guevara

Se il Che Guevara fosse venuto a lavorare in Italia nessuno si sarebbe mai permesso di trattarlo da EXTRACOMUNITARIO, era un compagno e si sarebbe saputo difendere.
Perché tutti i lavoratori che vengono da altri paesi devono essere preda di affaristi senza scrupoli e di sfruttatori incalliti ?
Oltre all’organizzazione che manca, è il bisogno di sopravvivere, la paura di perdere il reddito che inchioda questi fratelli alle catene sempre più pesanti della schiavitù.
Da questa situazione non si salva nessuno, i signori del profitto hanno fatto anni di esperienza con gli immigrati, e neanche gli italiani si sono salvati; tutti coloro che possiedono solo le proprie braccia per sopravvivere devono sottostare a questa imposizione se vogliono lavorare e percepire un reddito, se vogliono sopravvivere.
Loro devono vivere bene sul sudore di chi lavora, sui loro sacrifici, ma questo non basta devono anche umiliare; esercitare il loro potere ad ogni costo; non lasciare scampo.
Si spiega solo in questo modo il trattamento che i soci e le socie lavoratrici della cooperativa KCS Caregiver di Agrate subiscono. A tal proposito serve citare il regolamento che la cooperativa stessa si è data : “la cooperativa non ha finalità di lucro e ha per fine lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità, si propone anche di migliorare le condizioni morali e materiali dei soci e delle loro famiglie”, come si concilia tutto questo con la situazione che vivono i lavoratori, non può mai essere spiegata !
Reparti che lavorano con standard assistenziali limati al massimo, i reparti possono lavorare con qualche unità in più, la Regione Lombardia non avrebbe niente da eccepire, ma questo incide negativamente sul rendimento a fine anno.
Tutto condito da atteggiamenti aggressivi, da parte delle coordinatrici, da far invidia ad un sergente dei marines, che creano stati di tensione e di malessere ogni giorno.
Se manca il personale, per esempio, il loro ruolo è di spingere i presenti controllandoli minuto per minuto, a far sempre di più. Un lavoro di controllo e di umiliazione che non si concilia con le prestazioni assistenziali da prestare ad anziani bisognosi.
Quando non basta l’aggressività delle coordinatrici arrivano anche i responsabili amministrativi, così come è successo qualche giorno fa, con la responsabile della RSA Gerosa Brighetto, che piomba in reparto a riprendere e a sgridare operatrici ed operatori senza chiedere niente e sostenendo con i fatti i soprusi delle solite note coordinatrici che credono di essere in una piantagione di cotone del sud America e non in un istituto geriatrico.
Un clima di paura e di stress psico-fisico per tutti che dobbiamo fermare !
Solo gli A.S.A., gli O.S.S. i terapisti, gli infermieri e tutti gli operatori possono liberarsi da questa situazione, creare un ambiente di lavoro dove sia sempre riconosciuto il rispetto e la dignità di tutti, italiani ed exstracomunitari, dove chi assiste sia in condizioni di farlo fisicamente e psicologicamente, lottare tutti insieme è l’unica strada.

Milano 4-4-2007

VENERDI’ 6 APRILE DALLE ORE 13,00 ALLE 15,30
ASSEMBLEA RETRIBUITA DEI SOCI E SOCIE LAVORATORI/TRICI
PRESSO LA STRUTTURA GIUSEPPE GEROSA BRIGHETTO DI MILANO.
SARA’ PRESENTE L’AVVOCATO SERGIO ROMANOTTO DELLO SLAI COBAS.
PARTECIPATE ANCHE SE SIETE DI RIPOSO.

 SLAI COBAS COOPERATIVA Kcs
GEROSA BRIGHETTO MILANO
BOSCO IN CITTA' BRUGHERIO


DIFENDIAMO LE FESTIVITA’
CADUTE IN GIORNATA DI RIPOSO

A breve i delegati della RSU andranno a siglare un accorso che cancella un diritto sancito dalle leggi e da impegni sottoscritti, a suo tempo, dalla direzione.
Lo Slai Cobas di fronte a questa svendita annunciata, ha deciso di assumenti le sue responsabilità politiche, di fronte ai colleghi dell’Asp Golgi-Redaelli e di tutti quelli della sanità.
L’accordo che si vuole sottoscrivere è di supporto all’interpretazione restrittiva data dalla Zagonel, direttrice del personale, e da Fascia, direttore generale dell’Azienda.
Nell’accordo che verrà sottoscritto, per tutti i dipendenti,
le festività coincidenti con giornate di riposo o comunque non lavorate non danno luogo a recuperi compensativi, né a monetizzazione,
peggiorando ulteriormente l’infame accordo nazionale sottoscritto dalle organizzazione sindacali CGIL, CISL e UIL, amiche dei padroni, che con l’accordo 94/97 hanno introdotto la norma che la festività domenicale se di riposo, non deve essere recuperata; altra cosa grave è che la verifica sulla disponibilità e fruizione delle 8-9-giornate in conto festività è effettuata a consuntivo a fine anno, ciò implica che tutti i periodi di assenza dalla malattia all’infortunio ai corsi per formazione, potranno ridurre in percentuale le giornate di festività, vi ricordiamo che le leggi prevedono che le festività devono essere recuperate anche se il lavoratore è in malattia in infortunio o in maternità, e assente per qualsiasi altro motivo tranne l’aspettativa non retribuita, norma che attualmente l’azienda non applica. Con quest’accordo viene sanata anche questa anomalia che potrebbe creare seri problemi alla direzione.
Se questo non basta a convincere i meno informati, vi ricordiamo che dalle 8 o 9 giornate che ci verrebbero riconosciute bisogna sottrarre le festività lavorare che ogni uno può mandare in pagamento o recuperare con un riposo, di conseguenza un turnista 2 se dovesse lavorare 6 festività l’azienda gli riconoscerà, se non avrà fatto troppa malattia, 2 giorni in più da recuperare a fine anno, se turnista 3, sempre con 6 giornate di festività lavorate, 3 giorni a consuntivo, niente per i centralismi, cancellando l’eventualità che se le festività di un anno dovessero tutte cadere di riposo non domenicale ogni lavoratore dovrebbe goderle tutte e 12, un bello scambio al ribasso non c’è che dire.
Nell’assemblea di Milano i colleghi hanno respinto a maggioranza questa ipotesi d’accordo, a Vimodrone, l’istituto che ha reagito anche con iniziative a questo furto della direzione, i delegati nelle assemblee, reparto per reparto, hanno indirizzato i lavoratori ad accettare l’accordo non si sa se con voto palese o per mandato fiduciario.
Abbiategrasso deciderà a breve ma la posizione dei delegati confederali di quell’istituto è stata sempre a sostegno della direzione per questo e per altre questioni, la scelta di questi colleghi sarà molto condizionata.
La volontà di difendere questo diritto con la lotta non c’è mai stata ne può esserci adesso che la maggioranza dei delegati della RSU sono d’accordo ad accettare le elemosine concesse dai dirigenti. In via Olmetto chi dirige ha fatto un buon lavoro, noi dobbiamo resistere, anche se in minoranza, perché siamo dalla parte del giusto. Impugneremo l’accordo appena sarà firmato, e a risposta delle polemiche che questa posizione solleverà, ricordiamo a tutti che la nostra presenza nelle trattative è stata attiva e insieme a tutti i delegati abbiamo sostenuto l’unico accordo possibile che si prospettava dopo la finanziaria del 2006. La perdita delle 3 festività civili: 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, cadenti in giornata domenicale se di riposo,

PER TUTTE LE ALTRE LE COSE NON DEVONO CAMBIARE !

Cominceremo a raccogliere le firme per i ricorsi da subito metteremo in bacheca le giornate per quando verrà effettuata la raccolta sia per Milano che per Vimodrone Abbiategrasso e la sede centrale.

Milano 30-3-2007

UNA BUONA VITTORIA ECONOMIA, UNA GROSSA VITTORIA POLITICA !

E’ vero che quello che si ottiene con la lotta è meglio ma quando la lotta non viene organizzata con la lotta legale si possono condizione le scelte dei padroni.
In questa Azienda lo Slai Cobas ha condizionato accordi della RSU con la direzione e scelte dei dirigenti con le cause di lavoro, spesso vinte; in barba a quanti hanno sempre sostenuto che questo sindacato non conclude niente:
Per ultimo l’interessante vittoria politica per tutti i lavoratori della sanità e dell’ASP, sul tempo di lavoro e della vestizione della divisa: il tribunale di Milano in appello ha condannato l’azienda a pagare oltre mille euro a testa ai lavoratori firmatari del ricorso per tre anni di arretrato riconoscendo tempo di lavoro e a tutti gli effetti retribuito 10 minuti al giorno per vestirsi e spogliarsi della divisa, altro che le mezze ore regalate per la consegna.
In questi giorni raccoglieremo le firme per il ricorso sul cambio divisa per i 5 anni passati.
Seguiranno a breve informazioni più dettagliate, intanto preparate le fotocopie delle buste paga del 2006, 2005, del 2004, i fogli delle timbrature effettuate nell’anno, serviranno per il ricorso sulle festività sia per il cambio divisa.

slai cobas A.S.P. Golgi-Redaelli


FINALMENTE SONO STATI COSTITUITI I FONDI
PER LA CONTRATTAZIONE AZIENDALE!

Mercoledì 28 febbraio nell’incontro con l’Assessorato alla Sanità Lombarda, si è raggiunto l’accordo sulla costituzione dei fondi, in questo modo lo stipendio dei lavoratori dei poliambulatori dal 1° luglio 2006, potrà essere omogeneizzato mantenendo il regime del miglior favore, e i lavoratori degli I.C.P. dal 1° gennaio 2006 potranno avere il riconoscimento di una fascia orizzontale.

Dopo la trasformazione in fondazione Del Policlinico, ai restanti lavoratori degli I.C.P., dal 2005 non erano stati riconosciuti aumenti di stipendio con la trattativa aziendale.
La spinta propulsiva data alla lotta e alle rivendicazioni salariali, da parte di lavoratori dei poliambulatori ceduti dagli accordi sindacali agli I.C.P., ha rafforzato la lotta di tutti i lavoratori.
Alle manifestazioni sotto la dirigenza, in via Daverio, le bandiere dello Slai Cobas hanno fatto la loro figura, come è stato determinante l’intervento dei suoi delegati alle trattative e alle assemblee.
Un patrimonio di lotta e di rivendicazioni che non deve essere disperso, i lavoratori devono, dopo queste vicende, mantenere alta la guardia perché i progetti sulla riorganizzazione delle rete poliambulatoriale di Milano, nasconde la liberalizzazione dell’assistenza territoriale, in soldoni ridurre le strutture pubbliche a favore di quelle private.

Le lotte condotte all’inizi di quest’anno hanno visto una partecipazione consistente dei lavora dei poliambulatori è stata decisiva, bisogna recuperare alle iniziative tutti i lavoratori perché le prossime battaglie vanno condotte insieme.


Una vittoria sul piano economico è importante ma bisogna consolidarla anche dal punto di vista politico.

MOBILITIAMOCI PERCIO’ :

Milano 1-3-2007

SLAI COBAS I.C.P.


CONSIDERAZIONI IN MERITO AI PROVVEDIMENTI RIGUARDANTI LA SANITÀ PUBBLICA CONTENUTI NELLA LEGGE FINANZIARIA

Nella finanziaria 2007 recentemente approvata ci sono alcuni provvedimenti, introdotti con l'evidente scopo di reperire risorse economiche, che trovano la nostra netta opposizione.
Con il solito metodo dei balzelli generalizzati, che in realtà colpiscono le fasce sociali più deboli, si è introdotta una norma che stabilisce:

  1. Il pagamento delle prestazioni di pronto soccorso, per alcune fasce di età, se la patologia riscontrata presso il presidio sanitario è considerata non urgente cioè di codice bianco.

  2. L'introduzione di un supplemento di 10 euro per ogni richiesta di prestazione sanitaria (ecografia, esami del sangue, etc.) che si somma al ticket previsto per quel tipo di esame.

  3. La riforma delle pensioni, che riguarderà a breve anche il comparto del pubblico impiego, che privatizza il TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO, TFR, agevolando con molteplici misure lo spostamento dello stesso nei Fondi Pensione.
    Questa "grande"idea è giustificata, secondo i promotori, dal fatto che la vita media si è allungata (anni 74), non considerando minimamente che negli ultimi anni è aumentato il numero di cittadini colpiti da patologie tumorali, da malattie degenerative molto gravi, le cui cause, è ormai accertato dipendono in gran parte dall'inquinamento di acqua ed aria e dalla mancanza di cultura dell'alimentazione, aspetti importanti di cui le autorità statali sono responsabili.
    Per migliaia di cittadini andare in pensione più tardi vuol dire passare dall'impegno gravoso della giornata lavorativa al calvario della sofferenza oppure alla morte.
    I discorsi demagogici sull'aumento della aspettativa di vita nascondono considerevoli interessi economici,noi affrontiamo la questione pensionistica partendo dalla valutazione della QUALITÀ della vita dei pensionati.

L'introduzione del ticket di 25 euro per i codici bianchi (per una certa fascia di età ) è un provvedimento che insieme all'introduzione del supplemento di 10 euro per le prestazioni sanitarie serve sulla carta a scoraggiare chi si rivolge con troppa facilità alle strutture di pronto soccorso e ad aumentare gli introiti economici delle strutture ospedaliere.
Mentre i cittadini meno abbienti ridurranno la frequenza con cui si recano abitudinalmente al pronto soccorso, il resto della popolazione non cambierà il proprio comportamento perchè anche rivolgendosi al proprio medico di base con meno di 25 euro, comprensivi del supplemento di 10 euro, non si riesce ad avere nessuna prestazione, ad esclusione degli esami del sangue per i quali nessuno si rivolge al pronto soccorso oppure si eseguono quando il sospetto diagnostico è tale da catalogare quella prestazione come codice verde o rosso, escludendola dal pagamento del ticket.
Chi è artefice di questa trovata surreale, ci dovrebbe spiegare come un comune cittadino possa stabilire se l'origine dei propri mali sia di carattere urgente, tale da recarsi al pronto soccorso oppure al contrario andare dal proprio medico di base aspettando il giorno della settimana in cui l'ambulatorio sia aperto.
Il buon funzionamento di un pronto soccorso dipende dalla capacità del personale infermieristico prima (triage) e medico poi di stabilire correttamente se il paziente vada sottoposto ad accertamenti urgenti o possa recarsi dal proprio medico di base e prenotare poi gli esami ritenuti utili a stabilire le cause del malessere.

gennaio 2007

Da SLAI Cobas Perugia


ORIZZONTI SOCIALI, E PROFITTI PRIVATI

E’ difficile, per i soci e le soce delle cooperative, darsi una minima forma organizzativa.
Chi viene assunto in questo modo si affida senza riserve al proprio caporale e ai dirigenti; in tutti gli statuti viene evidenziato che si sono associati per fini mutualistici; sono protratti verso il benessere sociale, i guadagni devono essere investiti per il bene dei soci e della comunità, Ma è proprio così ?
Queste sono ottime credenziali per avere agevolazioni e appoggi anche economici dalle regioni e dalle province.
Dopo essersi presenta con queste credenziali, con quale diritto un socio può rompere le scatole chiedendo che vengano rispettati i propri diritti ?
Con quale pretesa si devono rompere le uova “d’oro” nel paniere, dei moderni schiavisti illuminati, che ingrassano e costruiscono la ricchezza di qualche imprenditore furbo e senza scrupoli ?
Ebbene nonostante tutto, nonostante la paura regna sovrana, fra i soci-lavoratori, italiani ed extracomunitari, un tentativo di mettere fine a tutto questo va fatto, in tante cooperative sociali ci si autorganizza, si esce fuori dal gregge, si manda a quel paese i sindacati amici delle società stesse, risponde a muso duro al padrone.
Non è più tollerabile che nello stesso posto vi siano lavoratori di serie A e quelli di serie B, sappiano tutti che la presenza di una forza lavoro mal pagata e più ricattata a lungo andare mina le sicurezze di tutti e da un potere intaccabile alla direzione.
Soci e socie delle cooperative presenti nell’Azienda di Servizi alla Persona Golgi-Redaelli, “Orizzonti Sociali” e “Pax- Men”, sappiate che nessun legame sentimentale c’è fra voi e i vostri padroni. L’unico legame solido che vi lega a loro è il vostro sfruttamento. In questo modo loro guadagnano, l’amministrazione dell’A.S.P. risparmia, tutto sulla vostra pelle.
E’ la fottuta paura di perdere il posto di lavoro, di essere trasferiti in un altro posto, insieme al disinteresse generale, in questo modo passano gli anni di sottosalario, di ricatti, di umiliazioni.
Non vi sempre giunto il momento di dire basta ?
Cosa dobbiamo chiedere a chi si arricchisce gestendo le cooperative:

Ai danni dei lavoratori delle cooperative sono state emanate delle leggi che hanno ridotto i diritti e le difese, ma non bastano; chi dirige vuole carta bianca, vuole decidere delle vostre vite!

Per discutere di questo, per organizzare il sindacato anche nelle cooperative presenti al Redaelli
GIOVEDI' 15 FEBBRAIO DALLE ORE 13’00 ALLE ORE 15,00 ASSEMBLEA FUORI DALL’ORARIO DI LAVORO, PRESSO LA SALA DELLA RSU, VICINO LA LAVANDERIA E GLI SPOGLIATOI MASCHILI.
L’orario stabilito dovrebbe dare la possibilità a tutti di partecipare, in ogni caso i soci/e possono venire anche se di riposo.
PARLEREMO ANCHE DELLA LIQUIDAZIONE, SONO PRONTI I MODULI PER MANTENERE LA LIQUIDAZIONE COSI’ COME E’ ADESSO ALTRIMENTI VERRA’ DESTINATA NEI FONDI PENSIONISTICI CON LA CERTEZZA MATEMATICA DI NON PERCEPIRLA PIU’ FINO ALLA PENSIONE, SE AVANZERA’ QUALCHE EURO DALLA SPECULAZIONE.
COLLEGHI AVVISATI MEZZI SALVATI, SE ENTRO LA FINE DI GIUGNO 2007 NON AVETE FATTO NESSUNA SCELTA LA VOSTRA LIQUIDAZIONE ANDRA D’UFFICIO NEI FONDI GESTITI DAI SINDACATI E NON POTETE FARE PIU’ NIENTE.

Milano 5-2-2007

SLAI COBAS PROVINCIALE DI MILANO


Al San Matteo di Pavia si è costituito lo SLAI COBAS

In tutti i contratti di lavoro l’obiettivo principale e il risparmio da ottenere attraverso la riduzione del personale; anche la “nuova riorganizzazione delle Aziende Pubbliche, ha come obiettivo la riduzione del personale e l’aumento dei carichi di lavoro, quest’accordo è stato firmato dalle organizzazioni sindacali CGIL, CISL eUIL e il governo.
Tutti d’accordo quando si tratta di far pagare i lavoratori !
Il memorandum firmato in questi giorni, come se non bastassero le perdite dei nostri diritti di questi anni; prevede l’introduzione massiccia della meritocrazia, l’utilizzo della mobilità, (è stato il leader della GCIL Epifani, ha dichiarare che il posto di lavoro non deve essere sicuro anche nel pubblico impiego), mobilità senza freni fra un’azienda ospedaliera e l’altra, anche a distanza di Kilometri.
Una vera batosta per i lavoratori pubblici e per quelli della sanità e per noi del San Matteo, la costituzione di un sindacato di base autorganizzato è una prima risposta alla gestione consociativa delle confederazione sindacali istituzionali, e all’attacco storico che stanno portando ai nostri danni il governo e i padroni.
Tra poco verranno costituiti i fondi pensione per i pubblici dipendenti, con questa ultima manovra si renderà operativo il furto della nostra liquidazione.
I fondi pensione introdotti negli accordi nazionali della sanità gia dal 1995, sono la risposta sindacale alla riduzione della nostra pensione operata dai vari governi che si sono succeduti, niente lotte per difendere quello che avevamo; furto della nostra liquidazione per cercare di compensare le perdite.
Fra un mese o due circa anche per noi partirà il periodo del silenzio assenso e chi non deciderà vedrà la propria liquidazione, che maturerà dal 2007 in poi, passare nei fondi pensioni che andranno ad ingrassare i burocrati del sindacato.

Questo primo momento di denuncia serve a rendere viva l’opposizione a questo stato di cose, sappiamo che non è sufficiente e che non deve essere fino a se stante, bisogna che i colleghi comincino a discutere per autorganizzarsi.

Proporremo le nostre idee nelle assemblee e nei prossimi interventi, vi chiederemo di aderire al nostro sindacato perché dobbiamo dire basta a sindacalisti intrallazzoni che a spese dei lavoratori sistemano le proprie carriere e svendono gli interessi della collettività.
Porremo all’attenzione di tutti:

Pavia 03-02-2007

Slai Cobas Fondazione San Matteo Pavia


NON REGALIAMO I NOSTRI SOLDI
AI PADRONI E AI SINDACATI!

dallo Slai Cobas K.c.s. Gerosa Brighetto Milano - Bosco in Città Brugherio

29-1-07


I DIRITTI SI DIFENDONO CON LA LOTTA!

Tra le socie e i soci della Cooperativa Lariana si è costituto il Sindacato dei Lavoratori Autorganizzato Intercategoriale (SLAI COBAS).
Il bisogno di darsi una forma sindacale alternativa e conflittuale alle solite modalità di concertazione al ribasso praticato dai sindacati istituzionali, è sentito anche tra i soci lavoratori, costretti a sopportare un contratto di lavoro che da meno garanzie sui diritti ed è più penalizzante.
Questa condizione sta generando in molte cooperative, il bisogno di autorganizzarsi per difendere sul serio i propri diritti, cominciando a praticare la rivendicazione diretta dei propri bisogni.
Le cooperative nate da un criterio mutualistico si sono trasformate in veri e propri comitati degli affari di alcuni investitori privati, spesso in stretto accordo con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative vedi CGIL CISL e UIL.
Intere generazioni di lavoratori bisognosi di lavoro si ritrovano sottomessi e costretti ad accettare regole che disattendono gli statuti di cui si ammantano questi imprenditori, e costringono a condizioni di lavoro disagiate e mal pagate, ma è anche vero che autorganizzandosi si può resistere e si può vincere!

La Cooperativa Lariana, che ha preso in appalto la specialistica odontoiatrica, che è subentrata per miracolo, nei poliambulatorii di Niguarda, via Livigno e via Farini, in passato gestita dalla sanità pubblica, non è lontana da questa filosofia.
Trasferimenti del personale da una sede all’altra con il solo criterio efficientista, orario di lavoro gestito in modo unilaterale, gestione del personale con velato ricatto del posto di lavoro.
Una situazione di normale amministrazione per i nuovi imprenditori.
La gestione del corso di formazione professionale, ultimamente proposto ai lavoratori, non tiene conto delle esigenze dei soci e delle socie. Tutti dovrebbero recarsi a Merate in treno e poi raggiungere il luogo dove si tiene materialmente il corso, ma questo alle 20,30 di sera con la prospettiva di tornare a casa verso le 24,00, un evidente disagio per tutti.
Una situazione che potrebbe essere risolta in un altro modo.
Le proposte fatte dai soci hanno individuato la possibilità di svolgere il corso a Milano, dove attualmente sono le sedi di lavoro, dividendo i corsisti in due gruppi uno che la mattina frequenta la scuola, l’altro il pomeriggio; in modo che il servizio sia garantito in ogni caso diminuendo i disagi per chi deve aggiornarsi. Lo sforzo della cooperativa Lariana sarebbe minimo perché in questo caso il corso è finanziato dalla Regione, tutelato dagli accordi di CGIL, CISL e UIL;
Per martedì 23 gennaio il corso è stato organizzato, nonostante la disapprovazione dei soci/e senza che nessun intervento sindacale è stato registrato, da parte di chi si è accordato con la Regione ed infine ne trae i benefici economici.
La nostra organizzazione si è sentita in dovere di intervenire presso i dirigenti della cooperativa, sostenendo che se si tratta di fare un sacrificio per un solo giorno può essere accettato altrimenti i corsisti avranno difficoltà a partecipare, proposta respinta dagli interessati che non intendono tornare indietro per rivedere l’organizzazione. L’atteggiamento intransigente di questa dirigenza che ha mostrato di non avere nessuna intenzione di contrattare seriamente la materia sulla formazione ci porta a fare delle considerazioni : i soci lavoratori non devono aver paura a rifiutare le condizioni di lavoro a cui sono sottoposti e ad respingere la partecipazione al corso se prima non garantiscono condizioni più favorevoli alle esigenze di tutte le socie e i soci lavoratori. Li invitiamo a mantenere ferma la convinzione che sono dalla parte giusta e lottare per costruire anche nella cooperativa Lariana un potere contrattuale che permetta una trattativa dignitosa e produttiva.

In merito a quanto abbiamo richiesto svilupperemo tutte le iniziative necessarie, con l’accordo dei lavoratori, per consolidare le nostre rivendicazioni.

Milano 22-01-2007

Slai Cobas Cooperativa Lariana


FINALMENTE SI SCIOPERA !

Le .OO SS. confederali hanno indetto 4 ore di sciopero per il giorno 12 gennaio 2007, sui seguenti punti:

La nostra organizzazione sindacale, Slai Cobas, aderisce allo sciopero e indica al personale infermieristico ed amministrativo di partecipare alla manifestazione con corteo e presidio in via Pola, Assessorato alla Sanità Lombarda.

SE CI LIMITASSIMO SOLO A QUESTO NON FAREMMO IL NOSTRO DOVERE:

dobbiamo precisare la nostra posizione in merito alla situazione creatasi per indicare ai lavoratori che non basta solo questa iniziativa per costringere la dirigenza degli I.C.P. a sottoscrivere il rinnovo del contratto integrativo aziendale, Ne basta per costringere la Regione Lombardia a rilanciare il ruolo dei poliambulatori milanesi e lombardi.
Il ritardo cronico con cui siamo costretti a muoverci lo dobbiamo alla gestione concertava e accomodante proprio di chi finge di farsene paladino oggi, i sindacati confederali, che hanno la maggiore rappresentanza tra i lavoratori e la usano per concertate ed accordarsi con Formigoni.

I guai per i lavoratori dei poliambulatori milanesi sono cominciati proprio dopo l’accordo tra sindacati e assessorato alla sanità, è vero che nell’accordo era previsto che ogni lavoratore avrebbe mantenuto i diritti acquisiti, e non si sarebbe modificata nessuna voce stipendiale, ma così non è stato !
una volta accorparti con gli I.C.P., ogni uno ha perso qualcosa; dopo vari mesi i sindacati confederali manifestano il loro disappunto a questa politica, ricordiamo a tutti che è stato lo Slai Cobas a raccogliere le firme per ricorrere contro questi abusi, sia per gli straordinari non pagati, che per le voci stipendiali cambiate con la busta paga ICP.
E’ vero non è mai troppo tardi, ma francamente non possiamo fidarci più di sindacalisti che firmano accordi che stravolgono e cancellano diritti acquisiti senza consultare e chiedere il parere degli interessati e organizzarne la resistenza la lotta; rilanciandola in tutte le Aziende Ospedalieri di Milano per uno sciopero generale di tutta la sanità, perché con questa politica è tutto il settore sanitario ad essere colpito.

RAFFORZIAMO UNA POLITICA SINDACALE DI CLASSE, ADERIAMO ALLO SLAI COBAS, AUTORGSNIZZIAMOCI E PREPARIAMOCI PER LE ELEZIONI DELLE RSU A FINE 2007, NELLE SUE LISTE; PER FAR VIVERE NELLE LOTTE LE NOSTRE RICHIESTE E DIFENDERE I DIRITTI DEGLI OPERATORI E DEGLI UTENTI.

Milano 10-1-2007

SLAI COBAS A.O. NIGUARDA, I.C.P.

 

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