Archivio SLAI Cobas del settore Sanità

[2008]

 

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Ci stanno portando via tutto!

Ai colleghi di tutte le qualifiche, le assemblee che teniamo il 16 e 17 dicembre, forse sono le ultime di questo anno, sappiate che sono molti i problemi che dobbiamo affrontare e li avremo ancora il prossimo anno, per questo serve il contatto diretto e assembleare con tutti.
Come dipendenti dell’A.S.P. Golgi-Redaelli dobbiamo mobilitarci per:

  • una progressione orizzontale per tutti entro la fine del 2009, per recuperare una parte del potere d’acquisto del nostro stipendio in questi ultimi tempi parecchio inflazionato; ed organizzarci per elaborare una piattaforma rivendicativa aziendale.

  • Non mollare sui turni di lavoro, ricordandoci che quelli che stiamo facendo attualmente ci sono stati imposti come sperimentali e che ci sono accordi sottoscritti che approvavano i vecchi turni.

  • Cominciare a farci valere per contare nelle scelte organizzative, per decidere sui carichi e sui ritmi di lavoro, dobbiamo decidere iniziative sindacali per bloccare l’autoritarismo strisciante a cui ci sottopongo i nostri dirigenti e non ultimo il nostro direttore. Attrezzarsi contro le continue denuncie fatte da parenti esasperati, che ci incolpano di deficienze spesse legate alla scarsità degli operatori nei reparti, vero motivo perché la qualità dell’assistenza si riduce.

  • Affrontare con l’impegno la situazione di crisi economica che in Italia sta producendo miserie e povertà per tutti.

Proprio in questi giorni apprendiamo con rammarico che il governo Berlusconi per bocca del suo ministro Bunetta, si prepara a varare una nuova norma anticrisi, (innalzare la pensione di anzianità per le lavoratrici nel pubblico impiego a 65 anni), hanno calcolato che facendo lievitare la pensione di anzianità per le donne da 60 a 62 anni, lo Stato risparmierà dall’1,3 all’1,8 miliardi all’anno. Vogliono togliere ai poveri per dare ai ricchi.
Si apprestano a partire con questo infame progetto dal pubblico impiego perché è il settore meno combattivo in Italia.
I lavoratori e le lavoratrici di questo settore sappiano che è necessario dare un segnale diverso al padronato e allo Stato, cominciando a mobilitarsi, ad organizzarci, altrimenti la perdita dei nostri diritti non si fermerà.

MARTEDI’ 16 dicembre dalle ore 10,00 alle ore 12,00
ASSEMBLEA RETRIBUITA
presso la sala POLIVALENTE dopo il bar.

 

MERCOLEDI’ 17 dicembre dalle ore 10,00 alle ore 12,00
ASSEMBLEA RETRIBUITA
Nel transatlantico vicino alla termoterapia.

PARTECIPATE…PARTECIPATE…PARTECIPATE…PARTECIPATE …PARTECIPATE

Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU)
A.S.P. Golgi-Redaelli


CRISI ECONOMICA?
... ANCORA DIRIGENTI (PROFESSIONI SANITARIE)
ALL'AZIENDA OSPEDALIERA DI PERUGIA!

L'applicazione della legge 251 del 2000 che ha previsto, tra le altre cose, l'istituzione del dipartimento delle professioni sanitarie (DPS) come struttura organizzativa e dirigente per il personale infermieristico, ostetrico, tecnico e riabilitativo.

All'azienda ospedaliera di Perugia, in seguito all'accordo tra alcune organizzazioni sindacali e la direzione aziendale, si è convenuto di predisporre una nuova struttura organizzativa delle professioni sanitarie che prevede l'istituzione di ulteriori posizioni organizzative a fronte delle 45 già esistenti.
Ad ogni posizione organizzativa corrisponde una indennità. Molte delle indennità sono state riviste ed incrementate.

Abbiamo sempre sostenuto che la legge 251/ 00 ,frutto della lunga battaglia della federazione dei collegi IPASVI, è una norma molto importante che permette alle professioni sanitarie di svolgere un ruolo attivo nell'organizzazione e direzione del personale sanitario che vi afferisce.

Riteniamo altresì importante che si rispetti la proporzione tra il numero dei professionisti sanitari previsti dalla dotazione organica ed il numero delle posizioni organizzative che hanno il compito di dirigere e coordinare.

Solo a fronte di un incremento significativo della dotazione organica(che noi auspichiamo) si puo' prendere in considerazione l'ipotesi di un aumento delle posizioni organizzative. Inoltre la nuova struttura dirigente è estremamente frammentata cosa che va a scapito della efficienza organizzativa.

Questo non è tutto. La legge 133/08 precisa all'articolo 74 che è necessaria una riduzione degli assetti organizzativi degli uffici dirigenziali in misura del 15-20 %.
Abbiamo sentito il dovere, di fronte a questa scelta che consideriamo profondamente sbagliata, di inoltrare una missiva sia all'Assessore alla Sanità della regione dell'Umbria sia al Ministro della Funzione Pubblica, chiedendo che se si ritiene opportuno derogare alla legge 133/08 questo lo si faccia assumendo personale sanitario, soprattutto infermieristico, la cui carenza è testimoniata dalle ore di lavoro straordinarie che sono state necessarie anche nell'anno in corso per assicurare la continuità assistenziale.

SLAI – COBAS PERUGIA
slaipg@libero.it

9-12-2008


Contro la politica antipopolare di lacrime e sangue del governo Berlusconi e dei suoi ministri Tremonti, Sacconi, Scajola, Brunetta, Maroni, Gelmini, ecc. che aiuta gli imbroglioni regalando miliardi di euro ai banchieri, ai finanzieri e agli industriali; che taglia i fondi alle scuole pubbliche e finanzia quelle del Vaticano; che taglia i finanziamenti alla sanità pubblica e trasforma il diritto alla salute in una merce costosa, che i lavoratori, i pensionati e i disoccupati non potranno pagare; che taglia i salari e riduce gli operai alla fame; che impone la politica razzista e repressiva per fare ingoiare l’amara medicina della crisi; che impone una politica terrorista, di guerra, di aggressione e saccheggio dei popoli del mondo sempre più oppressi.

NON PAGHEREMO NOI LA CRISI DEI CAPITALISTI!!
LOTTIAMO PER DIFENDERE I DIRITTI CONQUISTATI E PER COSTRUIRE IL SOCIALISMO!!

CACCIAMO IL GOVERNO BERLUSCONI E I SUOI MINISTRI!!

Mercoledì 10 dicembre ore 10:00
Aula Magna del A. O. Monaldi

PER PREPARARE LO SCIOPERO GENERALE
DEL 12 DICEMBRE

ASSEMBLEA GENERALE DEI LAVORATORI
APERTA AI MOVIMENTI NAPOLETANI
Partecipiamo in massa!!

SLAI-Cobas, A.O. Monaldi, Napoli


Giornalino dell'Azienda Ospedaliera ICP

a cura dello SLAI Cobas

novembre 2008


Pubblico Dipendente? Assente!

da SLAI Cobas Sanità 6-11-2008


Venerdì 7 Novembre 2008

E sciopero sia!

Per un contratto che non sia la solita elemosina

SLAI Cobas/ICP


UN CONTRATTO NAZIONALE PER LE IMPRESE DI PULIZIA ALL’INSEGNA DEL RISPARMIO!

Il nuovo governo emana leggi per rendere sempre più precari i lavoratori, i sindacati confederali chiedo sempre meno nelle piattaforme contrattuali, i padroni sono felici di continuare ad arricchirsi con l’accordo di tutti.
Le aziende che appaltano i servizi alle cooperative, come ha fatto l’A.S.P., Golgi-Redaelli, lo fanno per risparmiare, un vero tiro al piccione ai danni di lavoratori e lavoratrici bisognosi, con problemi economici sempre più difficili da risolvere. Anche in questo cantiere le cose sono andate in questo modo; la Colser ha accettato l’appalto al ribasso per poi far girare la cambiale a chi lavora, solo la partecipazione di tutti e l’impegno del nostro sindacato ha permesso il recupero delle ore perse e di limitare il danno, senza poter incidere, purtroppo sulla produttività, affidata al controllo e alla volontà del singolo lavoratore.
Come fare a recuperare il potere d’acquisto perso ?
Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, monopolizzato dalle organizzazioni sindacali confederali, non ha portato in tasca di questi lavoratori soldi a sufficienza si è caratterizzato invece come uno dei contratti peggiori firmato ultimamente da CGIL, CISL e UIL.
Intanto quello firmato a dicembre 2007 è solo l’ipotesi che sarebbe dovuta essere votata dai lavoratori ma che fino ad oggi i burocrati del sindacato si sono guardati bene dal farlo.
Dopo 31 mesi di vacanza contrattuale gli aumenti medi sottoscritti sono di 115 euro mensili in tre rate; questi aumenti, che dovevano essere biennali come prevedevano i loro stessi accordi, verranno essere spalmati su 6 anni, infatti dal 2005, anno della scadenza del contratto, al 2011 quando si riparlerà ancora di contratto, passeranno ben 6 lunghi anni.
Di una tantum o arretrati non se ne parla.
Infine quanti saranno i soldi veri in busta paga?
I 115 euro a regime, cioè luglio del 2009, al 2° livello, prevedono 95 euro di aumento e 20 euro come Elemento Distinto Aggiuntivo alla Retribuzione, che serve a compensare la vacanza contrattuale. Nell’ipotesi è previsto che l’EDAR non venga computato sul TFR, sulle ferie e sulla malattia.
Sappiamo che questo è un brutto momento per i lavoratori italiani ma presentarsi ai lavoratori con questa miseria è umiliante.
Per questo vogliamo presentare il conto alla Colser chiedendo l’aumento delle ore di lavoro senza aumento dei carichi e cominciare una vertenza aziendale, per dare un segnale del malessere e economico ed esistenziale,

COMINCIANDO A RIVENDICARE:

  • 50 EURO NETTI OLTRE AGLI AUMENTI DEL CONTRATTO NAZIONALE SUBITO !

  • IL TICKET MENSA PER CHI LAVORA PIU’ DI 6 ORE GIORNALIERE.

  • UNO SPOGLIATOIO PER LE DONNE CHE ABBIA IL BAGNO E LA DOCCIA.

  • MEZZI DI LAVORO EFFICACI E FUNZIONANTI .

  • UN LOCALE IDONEO PER CONSUMARE IL PASTO

MERCOLEDI' 29 OTTOBRE 2008
ASSEMBLEA RETRIBUITA DALLE ORE 9.30 ALLE ORE 11,30

slai cobas cooperativa Colser


LA SOLIDARIETA' AL MONSIGNORE
E NIENTE SOLDI A CHI LAVORA !

Oggi più che mai tutto il padronato ha tirato fuori le unghie, nessuna azienda vuole cedere su niente, nessuno vuole che i lavoratori portino a casa uno stipendio decente, a nessuno interessa che chi vive di stipendio fa sempre più fatica a pagare il mutuo, l’affitto della casa, la spesa per vivere; fra queste associazioni spicca in primo piano l’impero imprenditoriale della fondazione Don Gnocchi.
Anche qui dove il bene del prossimo dovrebbe essere di casa nessun cedimento: il contratto nazionale non viene firmato e per allungarne i tempi, insieme alle organizzazioni confederali, si divertono a giocare ai danni dei lavoratori.
I lavoratori iscritti allo Slai Cobas, i militanti e i delegati, anche se non condividono le richieste dei confederali, sempre al ribasso, si attivano per far contare i lavoratori e per smuovere i dirigenti della fondazione.
A questo scopo è stato redatta una strofetta, da qualche lavoratore, canzonatoria per far salire l’attenzione dei lavoratori e dei dirigenti sulla necessità di firmare subito il contratto nazionale e portare a casa quei quattro soldi di aumento.
Questa strofetta, che ha ridicolizzato la rigidità dei dirigenti della Fondazione, è stata interpretata come un’offesa morale, ma a difesa dirigenti “offesi” si sono erti non coloro chiamati in causa, ma le organizzazioni sindacali che con codesti dovrebbero confliggere.
Si scomoda Antonio Marchini, il segretario provinciale della CGIL sanità privata, per solidarizzare con i dirigenti del Don Gnocchi, offeso dalle frasi redatte di lavoratori e distribuite presso l’istituto Palazzolo. Seguono a ruota tutte e tre le confederazioni, appellandosi ai lavoratori e chiedendo loro di prendere le distanze da questo modo di fare, secondo loro questo delegittima il sindacato sostenendo che bisogna essere responsabili e non bisogna insultare i dirigenti.
Questi signori, a cui va la nostra condanna, sono gli stessi che hanno menato il can per l’aia per circa tre anni con il precedente contratto e vogliono fare la stessa cosa anche per questo contratto nazionale, hanno per legge il monopolio della contrattazione e il loro obiettivo e di tenersi ben stretto l’osso.
Concertano con il padronato e il governo e si limitano a chiedere aumenti in base all’inflazione programmata, sempre molto al disotto di quella reale, impoverendo i lavoratori italiani ed arricchedosi a loro spese, e cedendo sempre più diritti alla controparte.
Tutta la vicenda è stata montata ad arte per screditare non il modo di fare sindacato, ma il sindacato di base, cioè l’autorganizzazione dal basso, quel modo di fare sindacato che si è battuta per non farci fregare la liquidazione dalla crisi finanziaria mondiale, e non ingrassare ancora di più i burocrati sindacali che ne gestiscono gli investimenti. Quel modo di fare sindacato che ci vede, con rispetto naturalmente, confliggere con i dirigenti che approfittano della loro posizione per negarci quello che ci spetta di diritto, quel modi di fare sindacato che non prevede posizioni comode e raccomandate per delegati e burocrati che appartengono alla categoria dei mantenuti perché mentre gli altri lavorano loro si sono collocati in posti particolari assistiti da dirigenti e responsabili di ogni grado. Sappiano i lavoratori scegliere se accettare continuare a sostenere e pagare le tessere a sindacati che si sbracciano per dimostrare il loro servilismo ai padroni o schierasi con i lavoratori che mettono in campo ogni tipo di strumento per sviluppare la discussione e la lotta.
A questa vicenda possiamo rispondere che è vero i sindacati confederali non hanno mai fatto porcherie nei confronti dei padroni, ne hanno invece fatte tante ai danni dei lavoratori, accettando cassa integrazione e licenziamenti, gettando intere famiglie sul lastrico per il bene delle aziende e per gli interessi della nazione interessi spesso antagonisti a quelle dei lavoratori.
Nessuna porcheria perciò, cari burocrati, voi state dalla parte dei padroni, noi cerchiamo di stare dalla parte dei lavoratori sempre anche quando voi giudicate che sbagliano.

Milano 25-10-08

Slai Cobas Don Gnocchi, Istituto Palazzolo


Destinazione dell’edificio “Casa 1” RSA Pertini -Garbagnate Mil.se

[lettera dello SLAI Cobas all'Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia - 14 ott 2008]


C O M U N I C A T O

Le lavoratrici, i lavoratori, utenti e familiari intendono presentare una istanza indirizzata ai vertici dell’Asl, Comune di Garbagnate, Regione Lombardia per chiedere il rispetto di accordi, condivisi e sottoscritti tra ASL della Provincia di Milano 1 ed il Comune di Garbagnate Milanese con il consenso di tutte le Parti Sociali intervenute in sede di presentazione del DPCS 2008.
Obiettivo dell’accordo: la realizzazione della nuova costruzione di Casa 3.
Al fine di agevolare la gara di vendita si è proceduto nel mese di giugno e luglio alla sottoscrizione di accordi che prevedevano il trasferimento degli ospiti dall’edificio di Casa 1 all’edificio Casa 2.
L’edificio attualmente denominato “Casa 1”, nello stato di fatto in cui si trova, doveva essere oggetto di cessione al concessionario a titolo di “acconto prezzo”.
In data 6 ottobre 2008 l’Asl presenta un progetto differente: accogliere, temporaneamente, gli uffici amministrativi dislocati presso le varie strutture dell’Asl.
Procrastinare, ulteriormente, la gara di vendita di Casa 1 significa erodere il finanziamento accantonato per la costruzione del nuovo edificio.
La Casa 2 presenta deficit strutturali e le proroghe per l’accreditamento sono in scadenza.
La RSA Pertini oggi si presenta con un quadro di depauperamento in termini di posti-letto, personale e risorse finanziarie con un futuro molto incerto sulle sorti degli operatori ed i posti-letto per gli anziani!

Garbagnate Mil.se 8 ottobre 2008

SLAI Cobas


Sciopero Generale contro il Capitale!

14-10-2008


L’UNIONE FA LA FORZA!

Qualche giorno fa siamo stati convocati dalla direzione dai responsabile della Rsa “Bosco in Città” di Brugherio, perché a seguito di una nostra segnalazione, gli ispettori del lavoro hanno evidenziato che non viene fatta la pausa mensa in questa struttura, come in tutte quelle gestite dalla KCS.
Sappiamo che la strada è difficile da percorrere, e solo con la decisione e la lotta si possono cambiare le cose. Oggi però la cooperativa deve scegliere, o sanare una situazione o continuare a collocarsi fuori dalle regole legali con il rischio di trovarsi con problemi più seri in futuro.
Non abbiamo accettato la proposta che ci veniva illustrata, di concedere 10 minuti di pausa, aumentando l’orario di lavoro, ma abbiamo condiviso la disposizione aziendale di comunicare ai soci lavoratori, il diritto a fermarsi almeno 10 minuti senza aumentare l’orario di lavoro giornaliero.
Ricordiamo ancora che le pause sono previste anche dalla legge 626, che stabilisce 10 minuti di riposo ogni 2 ore di lavoro, per evitare danni alla propria salute.
Sappiano tutti che i ritmi di lavoro e il rispetto della propria salute è un diritto, e che nessuna coordinatrice o responsabile può mettere discussione con atteggiamenti repressivi o intimidatori.

PER QUESTO NON SI LAVORA DA SOLI ! NON SI LAVORA A COTTIMO !

Nell’assemblea discuteremo se è opportuno chiedere 30 minuti di pausa per recarsi in mensa a mangiare, o lasciare le cose come stanno.
Parleremo anche del primo ricorso sul cambio divisa, i nostri legali si sono appellati alla sentenza scandalosa che ha accettato le tesi degli avvocati della cooperativa, in cui si sostiene che i soci e le socie possono andare a casa con la divisa senza passare dagli spogliatoi per cambiarsi, una forzatura strumentale, perché chi lavora con ospiti, non può portare a casa la divisa con i rischi di infezione biologica che questo comporta, infine, negando ciò che altri giudici ci hanno concesso, “ il tempo per indossare e dimettere la divisa sia tempo di lavoro da retribuire.”
Il nostro obiettivo è di ridurre l’orario di lavoro a parità di salario, continueremo con le vertenze legali in attesa che i soci lavoratori si organizzino per ottenere questa conquista con le lotte.
Nelle assemblee che terremo anche alla struttura G. Gerosa Brighetto di Milano, chiederemo ai soci, di timbrare l’entrata e l’uscita in borghese non più in divisa, come primo momento di lotta, per indicare alla direzione che la riduzione dell’orario di lavoro almeno a 36 ore settimanali senza modificare la retribuzione mensile, è necessarie una battaglia di dignità.

COMINCIAMO AD ORGANIZZARCI PER AVERE PIU’ DIRITTI E PIU’ SALARIO:

  • RIDUZIONE DELL’ORARIO A 35 ORE PAGATE 38

  • TICKET MENSA PER CHI NON PUO’ RECARSI A CONSUMARE IL PASTO IN MENSA

  • AUMENTARE GLI ORGANICI PER LAVORARE IN SICUREZZA E GARANTIRE UNA MIGLIORE ASSISTENZA AGLI OSPITI.

  • BASTA CON I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI INTIMIDATORI.

GIOVEDI' 16 OTTOBRE DALLE ORE 13,30 ALLE 15,30
ASSEMBLEA RETRIBUITA PRESSO LA STRUTTURA BOSCO IN CITTA' DI BRUGHERIO
PARTECIPATE ANCHE SE SIETE DI RIPOSO !

SLAI COBAS K.C.S. BOSCO IN CITTA'
BRUGHERIO

13-10-2008


17 OTTOBRE 2008
SCIOPERO GENERALE NAZIONALE
Con manifestazione nazionale a Roma
CORTEO ore 10 da PIAZZA DELLA REPUBBLICA a SAN GIOVANNI

Lo SLAI-Cobas dell'Azienda ospedaliera V. Monaldi di Napoli aderisce allo sciopero generale indetto da CUB, COBAS E SDL.

CONTRO:
il governo della banda Berlusconi, contro il governo della mafia e della camorra, dell'oscurantismo clericale, della miseria, delle aggressioni militari, dei bassi salari, della disoccupazione, dei licenziamenti, del razzismo, della repressione, delle discariche e degli inceneritori, della devastazione ambientale e dell'inquinamento, delle stragi sul lavoro, dell'alcool e droga delle stragi del sabato sera, dei tagli alla sanità e alla scuola pubblica, delle pensioni da fame, del carovita e delle tasse!!

Per:
farla finita con il sistema economico capitalista, per costruire una società giusta dove ognuno ha ciò di cui necessita, per fare dell'Italia un paese socialista, dove a decidere e ad organizzare l'economia, la cultura e tutta la società devono essere i lavoratori e non gli sfruttatori, gli speculatori, i bancarottieri e i truffatori!!

9-10-08


IL 25 OTTOBRE 2008 ALLE ORE 10 IN VIALE LIGURIA 49 A MILANO

Si svolgerà una assemblea nazionale della sanità,
a cui sono invitati tutti gli iscritti che lavorano nelle strutture sanitarie.
Si raccomanda la massima puntualità !

FABIO 3389775554
MASSIMINO 3384314919


BASTA PARLARE E' ORA DI LOTTARE !

La crisi irreversibile di questo sistema porterà alla miseria milioni di lavoratori, le condizioni di vita e di lavoro si modificheranno in peggio anche nei paesi più avanzati economicamente, i lavoratori dovranno pagare tutto.
Oggi abbiamo una situazione in cui gia esistono lavoratori si serie A e lavoratori di serie B, tra questi ultimi possiamo collocare soci lavoratori, rispetto ai lavoratori dipendenti sono meno tutelati e più bistrattati, condannati a vivere nell’incertezza del lavoro, a subire ricatti di ogni tipo da responsabili e coordinatori. eppure nei loro statuti, le cooperative sociali, si dichiarano associazioni mutualistiche, il ricavato dei loro guadagni dovrebbe essere utilizzato per migliorare la vita dei socie e dei loro familiari, ma come vediamo tutti i giorni questo non avviene. Una vera vergogna permessa dai governi di ogni colore che si sono succeduti.
Presso la RSA “Casa di Riposo per Coniugi”, gestita dalla cooperativa “Punto Service”, la musica non cambia da parecchio tempo i soci e le socie lavoratrici vivono nell’incertezza, le ore di lavoro che il comune ha accreditato alla struttura non vengono attribuite equamente.
Dopo la firma del contratto che prevede il lavaggio della divisa la cooperativa a pensato di risparmiare costringendo i soci e le socie ad indossare la tuta monouso che deve essere utilizzata come Dispositivo di Protezione Individuale, indossata tutto il giorno crea disagio agli operatori, perché è fatta di materiale sintetico.
Continuare con la denuncia fine a se stessa non basta più, dobbiamo organizzare iniziative di lotta, creare le condizioni di sicurezza e stabilità per i soci lavoratori,
L’AUTORGANIZZAZIONE E’ L’UNICA SOLUZIONE E SU QUESTA STRADA BISOGNA INCAMMINARSI.

Dopo i pochi euro accordati con la firma del CCNL, gia ampiamente rimangiati dall’inflazione, si tratterà di aspettare anni per avere qualche incremento retributivo:
per questo lanciamo la nostra campagna di rivendicazioni specifiche per i soci e le socie della Punto Service, appoggiate dai ricorsi legali.
PER :

  • PER AUMENTARE LA RETRIBUZIONE

  • PER NON PERDERE LA DIGNITA’.

PARTECIPATE TUTTI ALL’ASSEMBLEA, VENITE ANCHE SE SIETE DI RIPOSO, PORTATE LA FOTOCOPIA DELLA CARTA D’IDENTITA’, DELLE BUSTE PAGA DEGLI ULTIMI 5 ANNI E LA FOTOCOPIA DEL CONTRATTO INDIVIDUALE DI LAVORO.

MARTEDI’ 7 OTTOBRE
ASSEMBLEA RETRIBUITA
DALLE ORE 13,30 ALLE 15,30

slai cobas cooperativa "Punto Service"


BRUNETTA E BERLUSCONI ECCO I VERI LADRONI!

Se i lavoratori italiani sapessero chi sono veramente i signori del governo perderebbero ogni paura e si darebbero da fare.
Il presidente del consiglio Berlusconi ha costruito il suo impero economico a spese della collettività, e anche se nessun tribunale mai lo condannerà, ha rubato più di quanto guadagnano tutti i lavoratori pubblici messi assieme.
Il ministro Brunetta, che con il suo decreto ha tanto emozionato i dirigenti pubblici e responsabili di vario grado, è il vero assenteista.
Lui, “il piccoletto di Trieste” che si è erto contro i “fannulloni” è il primo della lista; è stato tra gli euro parlamentari italiani più assenteisti, in quanto a presenze si è piazzato al 611° posto con il 48,21% di assenteismo, alla faccia della giustizia, sappiamo che nello stesso tempo faceva il consulente in altri posti, con compensi da capo giro a spese dei contribuenti.
Questo sistema purtroppo permette che chi viene eletto a tali cariche pubbliche può rubare tranquillamente senza essere condannato e senza che nessun si indigni.
Di fronte a queste ingiustizie la nostra coscienza deve ergersi e condannare i veri malfattori di questo stato di cose, in risposta agli attacchi ai nostri diritti e alle nostre tasche, l’indifferenza è la peggiore scelta, è nostra nemica.
Dobbiamo manifestare la massima solidarietà ai colleghi di lavoro che a causa delle loro condizioni di salute non possono lavorare tutto l’anno, non sono loro che stanno portando l’Italia e il mondo intero allo sfracello. Dobbiamo far comprendere a tutti che i padroni e gli amministratori
che si danno da fare per perpetrare questo sistema sono i veri colpevoli !
In questi giorni leggiamo delle difficoltà economiche, dell’inflazione alle stelle, della caduta vertiginosa del potere d’acquisto del nostro salario, dei continui focolai di guerra che si accendono e producono morte e distruzione,
I LAVORATORI SI CHIEDANO CHI SONO I RESPONSABILI DI TUTTO QUESTO ?
FORSE I LAVORATORI DETTI “NULLA FACENTI” DEL PUBBLICO IMPIEGO GUADAGNANO DALLE GUERRE E DALLE SPECULAZIONI ECONOMICHE E FINANZIARIE , SONO FORSE INTERESSATI AD AFFAMARE INTERI POPOLI E RIDURRE SUL LASTRICO I PROPRI SIMILI PER IL PROFITTO ? NO SONO COLORO CHE DETENGONO I MEZZI DI PRODUZIONE E DI INFORMAZIONE CHE HANNO INTERESSI AD ALIMENTARE QUESTO STATO DI COSE, PER ARRICCHIRSI SEMPRE DI PIU’.
La battaglia contro il decreto Brunetta è giusta e deve essere combattuta anche se siamo agli inizi, i lavoratori dell’A.S.P. Golgi Redaelli sappiano che il nostro sindacato, insieme a tutti coloro che vogliono battersi, non mollerà.
La nostra resistenza è gia iniziata, sulle fasce orarie indichiamo di non rispettare quelle introdotte dal decreto, e continuare a rispettare quelle vecchie dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 17,00 alle 19,00, ogni provvedimento disciplinare verrà impugnato.
Se alla metà del mese di agosto il decreto verrà tramutato in legge dal parlamento, abbiamo 30 giorni di tempo per ricorre e cercare, anche con la lotta legale, di ostacolare questo progetto repressivo e umiliante, a tal proposito un studio legale di Roma ha lanciato l’iniziativa a cui abbiamo aderito anche noi : PRESENTIAMO MIGLIAIA DI RICORSI LEGALI AL T.A.R. DEL LAZIO CONTRO IL NANETTO BRUNETTA!
Questa iniziativa che cominciamo come Slai Cobas dell’Ente e che speriamo venga condivisa da tutti i delegati delle RSU, deve partire subito e svilupparsi pienamente la prima e la seconda settimana di settembre, dobbiamo essere decisi ed organizzare la nostra resistenza alla politica forcaiola di questo governo.

Caro collega e compagno,

Dietro il volantino troverai la delega per lo studio legale Di Rienzi di Roma, firmala e produci la documentazione necessaria, le spese e la gestione sono a carico del sindacato.
Questo è un primo momento di lotta non tirarti indietro ne va del tuo futuro e di coloro che verranno.

SLAI COBAS A.S.P. Golgi-Redaelli

13-8-2008


COMUNICATO STAMPA

AZIENDA OSPEDALIERA DI PERUGIA : ANCORA STRAORDINARI !

L'orario di lavoro del personale del servizio sanitario nazionale è stato oggetto di estenuanti discussioni, di assordanti silenzi dei soliti sindacati concertativi, e di importanti interventi sanzionatori da parte degli ispettorati del lavoro.

Le disposizioni dell'UNIONE EUROPEA, in merito all'orario di lavoro, recepite dall'Italia con il Dlgs 66 /03 hanno messo a disposizione dei dipendenti del sistema sanitario, quelli consapevoli dell'importanza del riposo psico-fisico, un importante strumento giuridico per pretendere il rispetto della salute del lavoratore e del diritto del paziente ad una prestazione ottimale.

Il Dlgs 66 /03 poteva essere una importante opportunità per rivedere le dotazioni organiche delle aziende sanitarie.

L'occasione è svanita! Non sono bastati 5 anni dall'entrata in vigore del decreto per rinvigorire gli organici del personale sanitario, soprattutto del comparto.

Il recente decreto DL 112 del 25/06/08 del governo ha bloccato l'applicazione del Dlgs 66 /03 per il personale inserito in turni di pronta disponibilità.

Nonostante la nostra azione sindacale per promuovere l'applicazione del Dlgs 66 / 03, anche all'azienda ospedaliera di Perugia come nel resto del territorio nazionale, tutta la fondamentale questione delle dotazioni organiche si è aperta e chiusa con la stabilizzazione dei dipendenti sanitari con contratto a tempo determinato.

Questi dipendenti prestavano già servizio, per cui non vi è stato un incremento reale delle dotazioni organiche.

La continuità assistenziale è perciò spesso garantita utilizzando lo straordinario.

In base a queste evidenze chiediamo da tempo, senza che la cosa si concretizzi, una netta riduzione delle ore di straordinario richieste ai dipendenti e l'assunzione di personale del comparto, non solo infermieri.

Durante le ferie estive la situazione è ancora più critica, ed anche a fronte della chiusura di alcuni posti letto, si incentiva la pratica dello straordinario consentendo agli operatori sanitari del comparto di alcuni reparti o servizi di godere di una retribuzione ulteriormente maggiorata rispetto al normale straordinario.

La nostra sigla sindacale si è guardata bene dal condividere, in sede di confronto con la controparte aziendale, questo tipo di scelte.

È ormai universalmente provato che un orario eccessivo di lavoro, in cui i riposi siano ridotti, determina una bassa qualità delle prestazioni assistenziali, e predispone agli infortuni.

Crediamo che la Regione dell'Umbria debba autorizzare tutte le assunzioni necessarie nel comparto della sanità, magari dimezzando lo stipendio dei consiglieri regionali.

SLAI COBAS AZIENDA OSPEDALIERA DI PERUGIA
slaipg@libero.it

PERUGIA 1/08/08


A grandi passi verso il fascismo!

[da Slai Cobas San Matteo Pavia 8-7-2008]


A grandi passi verso il fascismo!

Fra il tripudio di dirigenti e padroni, questo governo in linea con quelli che gli sono succeduti, stringe ancora un poco di più il cappio intorno al collo dei lavoratori, con il decreto n. 112.
Mentre l’inflazione galoppa a gran velocità e gli stipendi dei lavoratori italiani sono i più bassi del mondo del il 22%, “lavoriamo di più ma guadagniamo di meno della media dei paesi industrializzati” i profitti dei padroni crescono senza ostacoli e in qualsiasi situazione e con qualsiasi clima, per loro è facile gridare evviva l’Italia. Stessa cosa per i dirigenti che non devono fare altro che applicare le regole e se possibile peggiorarle, assegnandosi premi di risultati a piacere.
Con questa norma al danno si aggiunge altro danno, il ministro Brunetta, sostenuto dal parlamento e dai partiti dell’opposizione, ha varato la sua

“manovra d’estate per lo sviluppo e la competitività”.

Cari lavoratori non possiamo augurarvi buone vacanze, questa è l’ulteriore conferma che si procede a grandi passi verso il fascismo e la restrizione delle libertà individuali.
Questa manovra infame costringe chi si ammala agli arresti domiciliari, fasce orarie per il controllo fiscale da campo di concentramento: dalle ore 08,00 alle 13,00, dalle ore 14,00 alle 20,00, tutti i giorni compresi i non lavorativi e i festivi.
Prevede anche che “Nell'ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare l'assenza viene giustificata esclusivamente mediante presentazione di certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria. pubblica”.
Il compagno NAPOLITANO, Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Tremonti, Ministro dell'economia e delle finanze
Scajola, Ministro dello sviluppo economico
Brunetta, Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione
Sacconi, Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali
Calderoli, Ministro per la semplificazione normativa
Hanno deciso che
Le disposizioni del presente articolo costituiscono norme non derogabili dai contratti o accordi collettivi.

Con questo decreto il governo finanzia milioni di euro per l’expo, e continua con l’aiuto alle imprese, anche quelle che investono all’estero e altre misure tutte tese al risparmio sulla pelle dei lavoratori.
Togliere a chi lavora e incatenarlo alle esigenze del profitto è uno sport comune a molti politici e amministratori, purtroppo i lavoratori tartassati non rispondono per le rime, alle mazzate che stiamo prendendo in questi anni, si risponde con la paura e la rassegnazione, una vera gioia per che dirige, un vero affare per chi guadagna.
Anche i colleghi dell’Azienda Golgi-Redaelli, ancor prima delle misure restrittive del governo si sono disciplinati al lavoro, diminuiscono le malattie ed aumenta la produttività, responsabili di vario grado prendono il sopravvento ed entrano senza resistenza nella gestione della vita personale anche fuori dell’orario di lavoro.
Questo dicono dirigenti e capo sala, anche sulla questione dei turni di lavoro il direttore generale, i direttori d’istituto, i capo sala sostengono che gli operatori stanno meglio con questi turni e sono diminuite le assenze.
Non facciamoci più fregare da responsabili amici, tiriamo fuori la grinta perché alla sconfitta si aggiunge sconfitta, alla rassegnazione la perdita della dignità.

  • Basta con circolari restrittive da campo di lavoro.

  • Basta con le segnalazioni delazioni da parte di colleghi ruffiani

  • Si al ritorno ai vecchi turni di lavoro

  • No a nessuna meritocrazia

Rappresentanze Sindacali Unitarie A.S.P. Golgi-Redaelli

4-7-2008


ASSEMBLEE RETRIBUITE
IN TUTTE LE SEDI DI LAVORO

LUNEDI’ 7 LUGLIO dalle ore 10,00
MARTEDI’ 8 LUGLIO dalle ore 10,00           ISTITUTO REDAELLI DI MILANO 

GIOVEDI’ 10 LUGLIO dalle ore 10,00          sede via Olmetto

VENERDI’ 11 LUGLIO dalle ore 13,30         Golgi di Abbiategrasso

MERCOLEDI’ 16 LUGLIO dalle ore 10,30    Redaelli di Vimodrone

PARTECIPIAMO TUTTI ! PREPARIAMO LA LOTTA
CONTRO IL GOVERNO
PER DIFENDERE LE NOSTRE CONDIZIONI DI LAVORO
PER IL RITORNO AI VECCHI TURNI CON DUE GIORNI DI RIPOSO CONSECUTIVI


Attenti al lupo!

Se per un momento dal profondo della nostra coscienza, ci chiediamo perché:

Perché si decide a tavolino chi decide e chi dispone ?
perché chi comanda e dispone e si avvantaggia e vive grazie al nostro lavoro
senza averlo mai praticato, e cosa ancora più grave senza essere in grado di fare
quello per cui è pagato e premiato ?
perché in questi ultimi tempi capo sala e direttori si affannano ad umiliare chi
lavora e chi fatica con provvedimenti e sanzioni disciplinari ?

A queste domande non ci sono molte risposte: chi ha paura non ragiona e chi non ragiona non sa difendersi..

Cari compagni siamo all'assurdo, nostri colleghi vengono sanzionati perché si rifiutano di cambiare il turni, in reparti dove si lavora sempre sotto organico. Altri ancora vengono sanzionati perché non non si disciplinano a ritmi di lavoro sempre in aumento.

Dobbiamo chiederci a quando le pene corporali?

Questa situazione è possibile perché queste brave persone che organizzano e dirigono, non hanno mai conosciuto veramente il lavoro quello che si fa fatica e ti fa sudare. La loro autorità è falsa, chi deve usare i provvedimenti disciplinari non è in grado di organizzare !
Dimostriamo a costoro che in ogni luogo di lavoro, non ci sono solo pecore ma lupi più feroci di loro basta svegliarne le coscienze.
Se vi domandate dove guardare per capire chi sono i nostri nemici, guardate verso quelle sedie sempre calde, quando dalla fronte cola il sudore e quando si è in pochi a faticare, verso quei dirigenti di reparto o d'istituto, che alla carenza di personale rispondono con i richiami e i provvedimenti disciplinari.

Oggi più che mai l'unica parola e resistenza per sopravvivere e per contare contro i veri fannulloni che per grazia ricevuta si arrogano l'autorità di giudicare e punire chi lavora e fatica
se continuerà questo clima di intimidazione dobbiamo reagire con forza e con
decisione ! Il terremoto si deve sentire fino a via Olmetto !

• No al cambio turno automatico.
• Riduciamo i ritmi di lavoro
• Basta con i soprusi e l'autoritarismo
• Ad ogni provvedimento disciplinare resistenza dura senza esitare.

SLAI Cobas A.S.P. Golgi-Redaelli

23-6-2008


NESSUNA PIETA' SE SI TRATTA DI PROFITTO!

A qualche settimana dai fatti successi nella clinica Santa Rita, non dobbiamo dimenticare che l’ennesima inchiesta giudiziaria su fatti gravi che coinvolge la santità privata, ha stravolto la vita a circa 900 operatori e molti pazienti sono morti e altri rovinati.
Non è la primo caso di mala sanità privata, non sarà l’ultimo, il popolo lavoratore e fruitore di servizi è abituato a sentire che affaristi senza scrupoli riescono a trasformano la salute delle persone bisognose in profitti usando mezzi illeciti e disumani, e purtroppo a questi fatti resta assuefatto.
Il nostro compito è denunciare questa situazione, per non dimenticare e per organizzare i lavoratori contro la la legge del profitto. Da sempre ci battiamo contro la privatizzazione della sanità pubblica, da sempre resistiamo alle politiche liberiste di tutti i governi che si sono susseguiti in questi anni di profonda trasformazione del mondo del lavoro.
Sappiamo anche che il sentimento popolare che resterà a seguito di questa vicenda non è dei migliori, solo chi è stato coinvolto in prima persona sentirà il bisogno di reagire di denunciare di combattere, tutti gli altri passato il primo momento di sgomento, si augurano di non essere coinvolti in queste sporche faccende e continuano la loro solita vita. I fatti successi alla clinica Santa Rita trascinano tutta la sanità privata lombarda nel baratro, Lucchina l’assessore alla sanità è coinvolto e indagato, il modello sanitario di Formigoni è sotto inchiesta, il giudizio politico degli affaristi della salute alla Don Verzè., alla Ligresti (attuale padrone della Santa Rita) responsabile a suo tempo dei fatti successi nella camera iperbarica del Galeazzi, non devono passare sotto silenzio, tutti questi affaristi senza scrupoli non possono restare liberi di scorazzare e continuare nei loro intrallazzi e nei loro affari.
Purtroppo questi signori non sono soli, a rendergli la vita più facile sono altri pescecani della politica, come il ministro Brunetta, che con la sfacciataggine del peggior politico al servizio del sistema, accusa i lavoratori pubblici dello sfacello della sanità, noi non crediamo che questi filibustieri non siano collegati fra di loro; loro è la responsabilità della mala sanità pubblica, per foraggiare la mala sanità privata
Il mondo degli affari non conosce regole, chi deve fare soldi per legge può usare ogni mezzo, anche questi dottori che l’hanno fatta grossa, non ci meraviglierà se alla fine passato il momento dell’emotività, troveranno magistrati giusti che capiranno i loro bisogni, dichiareranno che la loro salute non è compatibile con qualsiasi detenzione e alla fine la faranno franca.
Centinaia di persone hanno pagato continueranno a pagare per mantenere questo stato di cose, per arricchire questi paladini del profitto e del male affare.
Formigoni votato presidente della regione Lombardia da 10 anni perché dovrebbe cambiare politica ? Amministratori pubblici e privati in questi ultimi tempi trovano il consenso alle loro politiche meritocratiche, anche fra i delegasti sindacali e i lavoratori chi può impedirgli di continuare ?
Anche la politica di questo governo, che in linea con quello passato di Prodi, rincara la dose contro i lavoratori pubblici, mentre i sindacati firmano accordi per mandare in mobilità i lavoratori di tutti il pubblico impiego, questa politica forcaiola ha trovato opposizione spontanea nelle file del proletariato italiano ? NO !
Siamo sempre in pochi, sempre gli stessi a combattere il sistema dello sfruttamento capitalistico. Siamo però convinti che i nodi stanno venendo al pettine !
Quante cliniche Santa Rita devono ancora essere smascherate per svegliare le coscienze ? Quanti lavoratori devono morire sui posti di lavoro e quanti devono essere licenziati per cominciare ad organizzarsi contro questi signori del profitto e del male affare.
Gli operatori della clinica Santa Rita oggi rischiano il posto di lavoro, ma da nessuno di loro e mai giunta una lamentela o una denuncia contro questa camorra legalizzata, oggi più che mai i lavoratori sono tutti i uguali dal nord al sud, ricattati e intrappolati nei debiti e nella paura, dobbiamo dire no a tutto questo !
Anche i lavoratori del San Matteo di Pavia sono coinvolti, il nuovo modello di contrattazione, il memoranduom, che introduce la mobilità e l'esodo per i dipendenti pubblici, sottoscritto dai sindacati confederali, e dall'Aran, non aumenterà il potere contrattuale, si perderanno diritti e stipendio, aumenteranno i carichi di lavoro e aumenterà il lavoro precario.
Ai colleghi del San Matteo diciamo di difendere da subito le proprie condizioni di lavoro, mobilitandosi contro l'aumento dell'orario di lavoro settimanale, per avere maggior sicurezza nei luoghi di lavoro, il rispetto delle norme previste dalla legge 626, essere coinvolti nelle decisioni e nelle scelte delle RSU.
Il nostro contributo alle rivendicazioni dei lavoratori del San Matteo nasce dal bisogno di cominciare a discutere con i lavoratori della sanità sulla necessità di organizzare nei luoghi di lavoro un sindacato di classe che non produca burocrati e delegati faccendieri ma avanguardie e militanti onesti.

  • NO ALLA MEZZA ORA DI LAVORO IN PIU' PER LA CONSEGNA.

  • AUMENTO DELLA DOTAZIONE ORGANICA,

  • RISPETTO DELLA LEGGE SULLA SICUREZZA E SULLA PREVENZIONE.

  • NO ALLA MERCIFICAZIONE DELLA SALUTE E AI MECANTI DI MORTE

Pavia 23-6-2008

Slai Cobas San Matteo di Pavia


NESSUNA PIETA' SE SI TRATTA DI PROFITTO!!

I gravi fatti della clinica Santa Rita, aprono l’ennesima inchiesta giudiziaria che coinvolge la santità privata lombarda, fiore all’occhiello di Formigoni e compagni di merende, non è la prima non sarà l’ultima.
Di fronte a fatti cosi gravi sembra che ci sia un’assuefazione, tutti siamo abituati a sentire di affaristi senza scrupoli che riescono a trasformano la salute delle persone bisognose in profitti usando non solo mezzi illeciti ma disumani, sono passati pochi giorni e la faccenda comincia ad avviarsi nell’oblio del tempo, in questo sistema dove tutto si dimentica e dove è possibile che fra non molto tempo possiamo trovarci Pipitone altri indagati con compiti di responsabilità, liberi e in buona salute.
Il nostro dovere, oggi più che mai, è di denunciare questa situazione, ed organizzarci per difenderci, rappresentiamo gli interessi politici ed economici della classe dei lavoratori, siamo noi stessi utenti, ci dobbiamo far carico di questa battaglia.
Ci stiamo battendo da sempre contro la privatizzazione della sanità pubblica, da sempre diciamo che le politiche liberiste di tutti i governi che si sono susseguiti in questi anni, sono state politiche contro i lavoratori e contro i cittadini.
Il sentimento popolare che resterà, anche di fronte a fatti così gravi, scomparso tutto dalla televisione, si anestetizzerà nel tempo, solo chi è stato coinvolto in prima persona resterà da solo e non abbandonerà il bisogno di reagire di denunciare di combattere, tutti gli altri si augurano di non essere coinvolti in queste sporche faccende e continuano la loro solita vita.
I fatti successi alla clinica Santa Rita trascinano tutta la sanità privata lombarda nel baratro, Lucchina l’assessore alla sanità è coinvolto, è indagato, il modello sanitario di Formigoni è sotto inchiesta, il giudizio politico degli affaristi della salute alla Don Verzè., alla Ligresti (attuale padrone della Santa Rita) responsabile a suo tempo dei fatti successi nella camera iperbarica del Galeazzi, deve essere di colpevolezza, invece tutti questi affaristi sono liberi di scorazzare e continuare nei loro intrallazzi e nei loro affari.
Questi signori non sono soli, a rendergli la vita più facile sono altri pescecani della politica come il ministro Brunetta, che sfacciatamente si permette di accusare i lavoratori pubblici dello sfacello della sanità, nessuno deve credere che questi filibustieri non siano collegati fra di loro !
Il mondo degli affari non conosce regole, chi deve fare soldi per legge può usare ogni mezzo; anche questi dottori che si sono macchiati con crimini di tale fatta, passato il momento dell’emotività, troveranno magistrati giusti che capiranno i loro bisogni, dichiareranno che la loro salute non è compatibile con qualsiasi detenzione e alla fine la faranno franca.
Centinaia di persone hanno pagato continueranno a pagare per mantenere questo stato di cose, per arricchire questi paladini del profitto e del male affare.
Formigoni votato presidente della regione Lombardia da 10 anni perché dovrebbe cambiare politica ? Amministratori pubblici e privati in questi ultimi tempi trovano il consenso alle loro politiche meritocratiche e discriminatori chi gli impedisce di continuare con i loro affari ?
Anche la politica di questo governo, che in linea con quello passato di Prodi, rincara la dose contro i lavoratori pubblici, mentre i sindacati firmano accordi per mandare in mobilità i lavoratori di tutto il pubblico impiego, questa politica infame e disumana non ha trovato opposizione nelle file del proletariato italiano.
Purtroppo siamo sempre in pochi, sempre gli stessi a combattere questo stato di cose, i lavoratori non sentono il bisogno di reagire alle politiche liberiste, e quando lo fanno accorrono i sindacati di regime a contenere e dirottare le lotte, nessuno ha denunciato quello che combinavano i medici della clinica privata Santa Rita, per paura del posto di lavoro.
Siamo però convinti che i nodi stanno venendo al pettine !
Quante cliniche Santa Rita devono ancora essere smascherate per svegliare le coscienze ? Quanti lavoratori devono morire sui posti di lavoro e quanti devono essere licenziati per cominciare ad organizzarsi contro questi signori del profitto e del male affare.
I dipendenti dell’ospedale Santa Rita oggi rischiano il posto di lavoro, il nostro impegno deve essere rivolto anche a loro vittime della camorra sanitaria per anni legalizzata dai legami con politici e faccendieri, oggi più che mai i lavoratori sono tutti i uguali dal nord al sud ricattati e intrappolati nei debiti e nella paura dobbiamo dire tutti insieme un forte no a tutto questo:

  • NO ALLA MERCIFICAZIONE DELLA SALUTE E AI MECANTI DI MORTE

  • NO ALLE LEGGI DEL MINISTRO BRUNETTA E ALLA MILITARIZZAZIONE DELLA SOCIETA’

  • NO ALLA MERITOCRAZIE E AL LAVORO IN AFFITTO

  • SOLO LA LOTTA PAGA DURA DECISA E IN PRIMA PERSONA

Milano 17-6-2008

SLAI COBAS SANITA'


LOTTIAMO PER FAR TORNARE I VECCHI TURNI !!

I dirigenti prendono tempo e noi stiamo continuando a lavorare con questi turni che non ci piacciano e non garantiscono un recupero psicofisico adeguato.
Siamo sempre meno nei reparti e a chi sta dietro la scrivania non interessa che le condizioni di lavoro siano esasperanti; basta pensare a quando lavoriamo in pochi e dobbiamo lo stesso svolgere le pratiche assistenziali agli anziani ricoverati.
Forse anche a molti delegati delle R.S.U., manca la voglia di schierarsi apertamente contro la direzione, probabilmente perché la maggior parte di loro non vive in prima persona questi problemi, perché non sono turnisti o perché non lavorano nei reparti.
Come se non bastasse la situazione nel pubblico impiego diventa sempre più critica, grazie alla politica repressiva del governo con in testa il ministro Brunetta che vorrebbe tagliare 150mila posti di lavoro in questo settore utilizzando false accuse contro i lavoratori, tacciandoli di essere fannulloni e favorendo i dirigenti delle amministrazioni pubbliche che vogliono adottare i licenziamenti per scarso rendimento, come nel periodo fascista.
A questo punto dobbiamo essere noi lavoratori a rispondere a questo attacco, per far valere i nostri diritti che ci vengono tolti in cambio della produttività e della meritocrazia.
Lo Slai Cobas organizza la lotta nell’interesse di tutti i lavoratori, per difendere i nostri posti di lavoro, ottenere condizioni di lavoro più accettabili e per rivendicare il potere contrattuale.
Non possiamo più permetterci il lusso di delegare solo ai nostri rappresentanti lo scontro di classe in atto perché il coinvolgimento di tutti è necessario, oggi più che mai, se vogliamo respingere al mittente (il ministro Brunetta) l’accusa di lazzarone.
Partecipiamo numerosi ai presidi, facciamo sentire la nostra rabbia, non lasciamo che i dirigenti di via Olmetto decidano delle nostre vite, non permettiamo che la classe dominante ci usi come moderni schiavi salariati !!
Nelle giornata di mercoledì 18 terremo un presidio davanti all’istituto Golgi di Abbiastegrasso per rivendicare:

  • IL RITORNO AI VECCHI TURNI SUBITO !

  • DOTAZIONI ORGANICHE MAGGIORI NEI REPARTI !

  • CONCORSI PUBBLICI PER ASA/OSS, INFERMIERI E TERAPISTI

  • L’ASSUNZIONE, IN ATTESA DI CONCORSO, DEL PERSONALE DELLA COOPERATIVA

  • PROTESTARE CONTRO LA POLITICA REPRESSIVA DI BRUNETTA E DI QUESTO GOVERNO FASCISTA

  • CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELLA SANITA’ LOMBARDA E TUTTE LE CLINICHE SANTA RITA.

Soltanto noi lavoratori possiamo risolvere la questione e ogni tentativo da parte del governo o dei nostri dirigenti di disgregare e aumentare il nostro sfruttamento deve essere fronteggiato con la partecipazione e la lotta dura.

PER DECIDERE E PER CONTARE ORGANIZZIAMOCI CON LO SLAI COBAS

Milano 17-6-08

Slai Cobas A.S.P. Golgi-Redaelli


ECCO IL PRIVATO!

Dopo lo scandalo dei farmaci, che ha coinvolto l’ AIFA (agenzia italiana del farmaco) con l’ interessamento di 30 persone ( tra cui alti dirigenti e imprenditori) : otto gli ordini di custodia cautelare emessi per corruzione, ecco che scoppia l’ ennesimo scandalo nella clinica privata, santa Rita di Milano, con 14 arresti e accuse di omicidio per crudeltà.
Questo succede non nel disperato meridione ma nel profondo nord milanese e solo maledettamente per far soldi. La vita delle persone messe al bando per profitto, così come i dirigenti dell’ agenzia del farmaco hanno preso mazzette dalle industrie farmaceutiche per mantenere in commercio farmaci che ci fanno star male.
Nella sanità questi scandali si perpetuano ciclicamente a dimostrazione che dalla salute e dalle necessità dei cittadini si può sempre spremere(attraverso gli imbrogli) una parte di quel 12% di PIL che la filiera del settore sanitario contribuisce a creare( oltre la metà di quanto produce il settore manifatturiero) e che rappresenta oltre il 25% dell’ intera spesa pubblica.

Un settore appetitoso tanto che oggi possiamo già dire :
A QUANDO IL PROSSIMO SCANDALO?

Che importa, che un uomo e quattro donne sopra i 65 anni sono morti e 88 lesioni gravissime sono state procurate ad altrettanto cittadini: si sa, la vita continua, con 2,5 milioni di euro sottratti al settore sanitario nel 2005-2006 con dei DRG fruttuosi.
Oggi tutti i politici ei mass-media si sbracciano a gridare ai quattro venti che il sistema funziona e di non esagerare nel metterlo in discussione, ma chi sa perché la denuncia da cui è partita l’ indagine è stata anonima e non avviata dal potere politico.
Certo con questo non intendiamo criminalizzare tutto il settore privato, ma è da anni che denunciamo politicamente che la sanità che si privatizza crea i presupposti per le truffe e che la scelta di operare sul modello americano del pagamento dei DRG( che a loro serviva per altre cause) porta il medico a ragionare e ad essere influenzato dai D.G. nella scelta di cosa curare per essere più profittevole per le aziende.
Come dire : fatta la legge trovato l’ inganno, fino alla prossima denuncia anonima.
Se a questo ci aggiungiamo che il nuovo ministro del welfar ,Sacconi, vuole far diventare gli ospedali delle S.P.A. ecco che il quadro si chiude.
Lo stesso avviene negli ospedali pubblici. Il personale sanitario medico ragiona solo ed esclusivamente in termini di DRG e di profitti per il direttore generale( che così dimostra ai suoi padrini politici, che l’ ho hanno nominato, quanto è bravo ) e non di qualità dell’ assistenza,scaricando sul personale paramedico i carichi di lavoro inumani, che portano, i medici, anche a sbagliare come è successo anche recentemente nei nostri ospedali. Ma loro ( i medici) se ne fregano.
Il vero problema, da cui nascono tutte queste truffe, e che la sanità viene usata dal sistema politico, per far girare una economia moribonda al pari di altri settori terziari, per favorire il capitalista di turno legato ai partiti di volta in volta al governo.
Basta vedere come nelle varie regioni (rosse, bianche, leghe e.. nere-azzure) si sono spartiti i posti delle nomine dei D.G. della sanità.
Solo auto-organizzandosi, anche sulla salute, potremo essere consapevoli che siamo tenuti ad essere i medici di noi stessi , tornando alla funzione della natura di cui noi facciamo parte e che i medici hanno dimenticato.

Rho-Bollate,11-06-08

DELEGATI RSU ** SLAI –COBAS ** A.O. SALVINI


UNA POLITICA DIFFAMATORIA AI DANNI DEI LAVORATORI.

Per la Casa di riposo per Coniugi di via Dei 500 quest’anno si terrà la gara d’appalto :
la cooperativa Punto Service potrebbe perdere l’appalto e subentrarne un’ altra.
Tutti i soci sappiano che in questi casi la legge prevede che chi subentrerà è obbligata ad assumere tutti con le stesse condizioni economiche e le stesse qualifiche.

Sappiamo che la CGIL, nell’assemblea tenuta nella giornata del 29 maggio, si è particolarmente accanita contro lo Slai Cobas, facendo terrorismo politico nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici organizzatati nella nostra sigla. La rappresentante provinciale ha ripetuto a più riprese che solo loro, i confederali, hanno il monopolio della trattativa, che tutti gli altri sindacati non hanno nessun potere e di conseguenza sottintendendo che solo gli iscritti alla CGIL hanno il lasciapassare per ogni evenienza.
Tutto questo non solo è falso ma è politicamente scorretto!Che le organizzazioni sindacali confederali non vogliano nessuna interferenza nel loro operato, è risaputo da tutti i lavoratori; con le tessere che gli iscritti pagano, questi signori garantiscono lo stipendio a decine di migliaia di burocrati e la concertazione, spesso ai danni degli interessi dei lavoratori, garantisce la pace sociale a vantaggio delle aziende e dei rappresentanti stessi.

Le iniziative che le socie e i soci hanno organizzato a seguito della decurtazione delle ore di lavoro decise dal comune, ne hanno permesso la restituzione celere. In quei mesi dell’inizio 2008 i delegati della CGIL, nonostante chiamati in causa, non si sono mai fatti vedere, ma adesso ne rivendicano il merito, senza tener conto delle assemblee che anche lo Slai Cobas ha tenuto nella struttura, dove sono state decise le iniziative e data l’informazione a tutti.
Dal canto nostro, quando si difendono gli interessi dei lavoratori, ha poca importanza quale organizzazione sindacale abbia raggiunto lo scopo e la denigrazione o gli attacchi che ultimamente i sindacati confederali portano al sindacalismo di base, servono a confondere le idee e a cercare di nascondere che la loro politica è sempre più in difesa degli interessi della aziende e dei proprietari delle cooperative.
Solo in questo modo si spiega perché i 4 giorni di permesso delle festività soppresse vengono riconosciute agli iscritti della CGIL e negati alle socie e soci iscritti allo Slai Cobas: questo è clientelismo puro che danneggia complessivamente tutti i lavoratori.
Intenteremo un ricorso legale contro la cooperativa anche se oggi viene spalleggiata dal sindacato confederale: i 4 giorni di permesso toccano a tutti perché è un diritto sancito dalle leggi dello Stato!!

ORGANIZZEREMO UN’ASSEMBLEA PER DISCUTERE DELLE QUESTIONE LEGATE :

  • ALLA GARA D’APPALTO

  • AI TURNI DI LAVORO

  • AI RICORSI PER IL RECUPERO DELLE FESTIVITA’ SOPPRESSE

  • AL RECUPERO DEGLI SCATTI D’ ANZIANITA’

  • AL LAVAGGIO DELLA DIVISA IN SEDE

SLAI COBAS PUNTO SERVICE

maggio 2008


SCIOPERO NAZIONALE DELLA SANITA’ PRIVATA

Uno sciopero, dopo quasi 3 anni dalla scadenza del contratto, è una risposta debole alla prepotenza dei padroni di questo settore. I lavoratori della fondazione Don Gnocchi e della sanità privata italiana devono cominciare rimboccarsi le maniche e ad autorganizzarsi, per poter contare veramente; sappiano che l’arroganza dei padroni è anche il risultato di una politica collaborazionista e compiacente delle organizzazioni sindacali confederali e solo la lotta decisa può cambiare le cose.
Ai 150.000 lavoratori di questo settore sono stati dilazionati gli arretrati dei miseri aumenti contrattuali del biennio, scaduto nel 2005, in tre anni, con il contratto nazionale scaduto alla stessa data, è una beffa che le segreterie nazionali di Fp Cgil, Fp Cisl e Fpl Uil esordiscono con una velata minaccia intimando : “alle associazioni datoriali devono firmare prima delle ferie estive, le Regioni devono garantire che questo accada. Diversamente il sindacato confederale, a fronte dell'emergenza salariale del Paese, porrà la questione a livello politico, su tutto il sistema nazionale di accreditamento della sanità privata e a tutte le istituzioni responsabili: Parlamento, Governo e Regioni”, che non preoccupano minimamente i dirigenti delle associazioni padronali della sanità, e indebolisce il movimento dei lavoratori.
Lo SLAI COBAS, non si sottrae al confronto con i lavoratori e partecipa allo sciopero dissentendo con forza dalla politica di sottomissione alle leggi del mercato di Cgil, Cisl e Uil, sottolineando che serve un’organizzazione di base più solida estranea ai gioghi di potere e fuori dalle pastoie burocratiche che ben conosciamo; ricordando ai burocrati del sindacato che le lotte organizzate in questo modo servono e far perdere soldi ai lavoratori e non impensieriscono i padroni.
Le iniziative che bisogna organizzare sono ben altre degli sciopericchi una tantum per consolidare il monopolio del potere contrattuale.
Tutto questo mentre nel settore della sanità pubblica e privata si scoprono in continuazione frodi e furti ai danni della collettività per milioni di euro, non possiamo restare a guardare serve organizzare un sindacato di classe che metta a primo posto gli interessi economici della classe operaia senza riserve e mediazioni.

Oggi gli infermieri, gli ausiliari, i terapisti e tutte le figure professionali devono insieme cominciare ad organizzarsi dal basso senza vincoli di legge

  • per aumenti di stipendio che recuperino l’inflazione

  • per unificare il contratto della sanità privata con quello della sanità Pubblica

  • Per condizioni di lavoro dignitose.

  • Per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

  • Per rispondere all’emergenza salariale dei lavoratori e di tutti i salariati italiani con la lotta decisa e ad oltranza.

  • Per contratti di lavoro decisi e votati dalla maggioranza dei Lavoratori.

SCIOPERO AD OLTRANZA CONTRO L’ARROGANZA DEI PADRONI DELLA SANITA’ PRIVATA !!

SLAI COBAS don GNOCCHI PALAZZOLO

8-5-2008


NERI… per caso…?

Di recente l’azienda ha esposto in tutte le bacheche un avviso al personale sul codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni.
La circolare sottolinea che è fatto obbligo di conformare la propria condotta ai principi enunciati dal codice in questione, sia sotto il profilo dell’esatto adempimento delle mansioni lavorative, che del rispetto delle regole deontologiche, precisando che qualora venissero accertati comportamenti non conformi alle “prescrizioni” contenute nel codice potrà essere comminata al dipendente una sanzione disciplinare.
Perché si dà tanta importanza all’applicazione delle sanzioni previste da quel codice proprio in questo momento?
Proprio quando, con l’approssimarsi delle ferie estive, ci si sta rendendo conto che la carenza di personale sta diventando drammatica…
Proprio quando il responsabile di un Dipartimento ha chiesto la disponibilità al proprio personale di trasferirsi da un ospedale all’altro…
Proprio quando la Direzione Aziendale si sta attrezzando ad “esternalizzare”, cioè a privatizzare, la mensa di Passirana , la tipografia e la mensa del Corberi…
Proprio quando, con la fine dell’area a pagamento, sta diventando sempre più difficile trovare personale disponibile a saltare riposi per tappare buchi in altri reparti…
Prevenire è meglio che curare ci hanno sempre detto e l’ azienda pensa di prevenire chiedendo che venga applicato il regolamento contro i dipendenti.
Ma quali sanzioni possiamo applicare contro la direzione quando lavoratrici e lavoratori subiscono tutti i giorni il lavoro usurante e le vessazioni sul luogo di lavoro? Quando l’ azienda non rispetta la legge 66 che regola l’ orario di lavoro o la 626 che tutela la sicurezza dei lavoratori ed essi devono scontrarsi con quel muro di gomma dei dirigenti che non sanno dare risposte e soluzioni?
Centinaia sono le lettere e le denunce di dipendenti su situazioni di disagio alle quali l’ azienda non ha dato nessuna risposta.
Queste,secondo noi, sono autentiche violazioni che come lavoratori subiamo.

VERGOGNA!

Non rimaniamo soli, non perdiamoci di vista,
denunciamo ogni sopruso di cui veniamo a conoscenza,
non facciamoci intimorire,
difendiamo la nostra dignità e il nostro posto di lavoro.

Delegati RSU Slai/CoBas
A.O. Salvini
Ogni mercoledì dalle 15,30
in auletta sindacale (palazzina D.S.)

Rho-Bollate, 7-5-08


Ma la giustizia è uguale per tutti?
da SLAI Cobas RSA Sandro Pertini

5-5-2008


E' uscito "ARGENTO VIVO" n. 26 - aprile 2008
giornalino dell'ASP Golgi-Redaelli


COMUNICATO STAMPA

ORARIO DI LAVORO PERSONALE SANITARIO: PARTITO IL RICORSO

L'organizzazione sindacale Slai – Cobas ha promosso una raccolta di firme presso le aziende ospedaliere della regione dell'Umbria per
chiedere l'applicazione del Dlgs 66/03, norma che recepisce disposizioni dell'Unione Europea in merito all'orario di lavoro.
Il decreto prevede alcune importanti novità:

  1. 11 ore di riposo tra un turno di lavoro ed il successivo.

  2. La pronta disponibilità viene considerata turno di lavoro, ragione per la quale, quando il dipendente è reperibile in un turno di riposo, le ore di disponibilità debbono essere sottratte dal monte orario settimanale (36 ore per il comparto e 38 per la dirigenza).

I ricorrenti chiedono il recupero delle ore di riposo di cui non hanno usufruito a partire dalla data di approvazione del decreto, ovvero il 2003.
Questa norma ha esteso i diritti dei dipendenti già dall'anno 2003, rendendo nullo l'articolo del contratto nazionale di lavoro inerente i riposi compensativi.
Appellandosi al Dlgs 66/03, molti dipendenti di aziende ospedaliere del territorio nazionale, hanno chiesto di usufruire dei giusti riposi, ma
molte direzioni aziendali si sono rifiutate di applicare al norma.
La sua applicazione avrebbe comportato la necessaria assunzione di personale sanitario, cosa che, al di là della stabilizzazione di personale
già in servizio, non è avvenuta.
Solo l'intervento di alcuni ispettorati del lavoro, con sanzioni molto pesanti, ha fatto sì che si cominciasse a prendere in considerazione il fatto che una norma, per una volta favorevole ai lavoratori, dovesse essere applicata.
Altra importante richiesta dei ricorrenti è il computo nel monte orario del tempo necessario al passaggio delle consegne tra un turnista ed il
successivo.
Le prime centinaia di firme raccolte presso le aziende ospedaliere di PERUGIA,FOLIGNO,GUALDO e GUBBIO, è stato depositato presso l'ufficio provinciale del lavoro di Perugia, come da prassi, per il tentativo di conciliazione.
Questo è l'inizio di una vertenza regionale sul problema dell'orario di lavoro di cui ci facciamo carico da soli nel disinteresse delle burocrazie sindacali.
Il non rispetto di adeguati riposi tra un turno e l'altro di lavoro, provoca conseguenze sul piano della qualità assistenziale e sottopone i dipendenti a stress continuo in violazione di tutte le norme atte alla prevenzione e protezione (626/94, Testo unico sulla sicurezza ).
La difesa dei diritti dei dipendenti sanitari non può essere delegata a chi fa demagogia e firma contratti nazionali che non recuperano nemmeno
la decima parte dell'inflazione reale, relegando gli stipendi italiani agli ultimi posti in Europa.

SLAI COBAS PERUGIA

17-4-2008


LO SCIOPERO
E’ L’UNICA ARMA DEI LAVORATORI

PARTECIPIAMO ALLO SCIOPERO GENERALE INDETTO DAI CONFEDERALI PER IL 4 APRILE 2008

I soci e le socie delle cooperative sociali si trovano, come tanti operai di altri settori, a non avere incrementi economici da oltre 2 anni e per loro, oltre ai bassi salari, vigono norme penalizzanti anche sul piano della difesa del posto di lavoro e sui diritti.
Solo i dirigenti delle cooperative continuano a guadagnare soldi senza rischiare niente !
Lo SLAI COBAS, non concorda sulle politiche sindacali che i confederali stanno imponendo a tutto il mondo del lavoro:

  • le richieste economiche sono moderate per non compromettere i guadagni e i profitti,

  • le norme non migliorano le condizioni di lavoro ma legano sempre più i lavoratori alle esigenze delle aziende e delle cooperative,

  • hanno completamente abbandonato la battaglia per estendere l’art. 18 anche ai soci delle cooperative.

Ai sindacati confederali va buona parte della responsabilità politica delle condizioni lavorative dei soci e delle socie perché, nonostante i milioni di iscritti su cui possono contare, non organizzano questa enorme potenzialità per creare, sul territorio nazionale, rapporti di forza a favore di tutti i lavoratori e soprattutto dei lavoratori delle cooperative sociali.
La coscienza dei lavoratori di questo settore deve partire dai bisogni dell’organizzazione dal basso, per cominciare a sviluppare l’organizzazione e la lotta su tematiche politico-sindacali che abbiano come punti fondamentali il bisogno di collegarsi agli altri settori partendo dalle rivendicazioni minime ma fondamentali :

  • Stesso lavoro stessa retribuzione, stessi diritti.

  • Estensione dell’Art. 18 anche ai soci / socie delle cooperative.

  • Riduzione dell’orario a parità di salario, con stipendi di almeno 1.300,00 euro mensili e con 35 ore di lavoro settimanali.

  • Turni di lavoro graditi e che permettano di godere di una normale vita sociale.

I soci lavoratori della cooperativa Punto Service della Casa di Riposo per Coniugi di via dei 500, aderiscono allo sciopero anche per dimostrare che sono in grado di autorganizzarsi per rispondere alla dirigenza con decisione e con la lotta, consapevoli che lo sciopero è l’unica arma a disposizione degli sfruttati e degli oppressi !
Non ci spaventa perdere qualche ora di stipendio, anche se gli obiettivi dei sindacati confederali non ci soddisfano, ma vogliamo essere della partita per

  • rilanciare le rivendicazioni del settore sociale.

  • per conquistarci la dignità sul posto di lavoro.

  • per indicare a tutti che SOLO L’AUTORGANIZZAZIONE E LA LOTTA PAGANO !

Slai Cobas cooperativa Punto Service

29-3-2008


E' uscito "ARGENTO VIVO" n. 25 - marzo 2008
giornalino dell'ASP Golgi-Redaelli


VENERDI' 14 MARZO SI SCIOPERA!

Le trattative con i dirigenti si sono interrotte nella giornata del 12 marzo ’08, lo sciopero previsto per il 14 marzo deve essere partecipato e forte.
Nell’estenuante trattativa durata per tutto il pomeriggio dell’11 marzo, i dirigenti, in risposta alle proposte presentate dalla RSU, hanno rilanciato la loro posizione peggiorando la proposta iniziale bocciata nelle assemblee dei lavoratori in tutte le 4 sedi di lavoro.
Nella nuova proposta sottoposta alle RSU, l’amministrazione si impegnava a corrispondere la Progressione Orizzontale non più in 3 trance ma in 4,

  • volevano che nell’accordo fosse inserito un meccanismo di valutazione meritocratico che mascherasse la tanto odiata pagellina asserendo che questo strumento è solo virtuale e che serve per colpire un centinaio di “lazzaroni” presenti in tutto l’Ente;

  • volevano condizionare il passaggio di fascia previsto per il 1° gennaio 2009 alla sottoscrizione di un accordo, entro il 30 giugno 08, che registrasse un effettivo e misurabile recupero di efficienza nei vari servizi aziendali, in pratica una valutazione con giudizio o pagellina anche sul premio incentivante.

SIAMO ANDATI PER CHIEDERE CI SIAMO ACCORTI CHE DOVEVAMO DARE !

La buona volontà dimostrata dai delegati revocando i presidi per preparare lo sciopero, in attesa di un buon accordo, è stata vista come una debolezza, ancora una volta l’obiettivo era di farci sottoscrivere un accordo pasticciato che concede di più per avere di meno.
Il dato importante, uscito infine dalle trattative, è che i soldi ci sono per tutti e che alla stampa verrà segnalato che scioperiamo anche quando l’azienda è disposta a dare a tutti la progressione orizzontale, mentre per più di un anno hanno sostenuto sempre il contrario.
I lavoratori sappiano che in ogni accordo abbiamo avuto sempre delle sorprese, questa volta non ce ne devono essere, per questo abbiamo ripreso l’agitazione e la continueremo.
I delegati presenti alla trattativa, per dimostrare la buona volontà e andare incontro all’Azienda, avevano accettato di distribuire il passaggio di fascia su 4 anziché le 3 trance iniziali, ma questo non è bastato ( i volponi si via Olmetto sono bravi a tessere la loro ragnatela), dopo avere dato tutta la nostra disponibilità non ci siamo sentiti sicuri di firmare un accordo che prevedeva soluzioni pasticciate e poco chiare.

La proposta finale della direzione non va bene perché pone un problema non di principio ma politico importantissimo,che serve a condizionare la nostra vita e le prossime trattative.
Ricordiamo che nella dichiarazione di sciopero abbiamo rivendicato

  • Il ritorno ai vecchi turni di lavoro

  • La verifica degli standard regionali e della dotazione organica.

  • La verifica delle risorse economiche per il pagamento delle Risorse Aggiuntive Regionali

  • La fine dell’esternalizzazione dei servizi.

Di tutto questo non siamo riusciti neanche a parlarne, e mai ci riusciremo, se non ci mettiamo tutti in gioco.
Con lo sciopero del 14 misuriamo la nostra forza, ma rilanciamo la lotta contro una politica, da parte del nostro ente, tesa a risparmiare sugli stipendi e sul personale.

PARTECIPIAMO AL PRESIDIO E ALLO SCIOPERO DEL 14 MARZO DALLE ORE 10,00 ALLE ORE 14,00, TUTTI IN VIA OLMETTO A FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE !
PARTECIPIAMO ANCHE SE SIAMO DI RIPOSO !

RSU A.S.P. Golgi-Redaelli

13-3-2008


Riposo: un diritto del personale sanitario!

[da SLAI Cobas Perugia - marzo 2008]


IL 14 MARZO DALLE ORE 10,00 ALLE 14,00 SCIOPERO.
TUTTI IN VIA OLMETTO !!

E’ arrivato il momento di dimostrare all’azienda che siamo pronti a lottare per ottenere quello che ci spetta di diritto. Il 14 marzo andremo tutti in via Olmetto a manifestare per ottenere il passaggio da/di fascia; senza il giudizio dei responsabili o del direttore d’istituto, senza escludere ne malati ne chi ha preso provvedimenti disciplinari.

Per tornare alle vecchie turnazioni di lavoro!

Ne abbiamo abbastanza delle scelte dei nostri dirigenti, sempre più decisionisti , improntati al risparmio e al profitto, ai nostri danni e della qualità dell’assistenza.
Nonostante le risorse economiche abbondino, loro falsamente si sostengono di non avere soldi per finanziare i fondi, lamentano, come facevano 10 anni fa, disavanzi di milioni di euro, e vogliono che noi crediamo che sia tutta colpa di chi si ammala o di chi non lavora abbastanza.
Domandiamoci quante volte nei reparti vengono sostituite le malattie ? Quasi mai ! Quante volte i responsabili dicono arrangiatevi ? Sempre . Poche chiacchiere, cari dirigenti, chi si ammala non è a carico dell’azienda, ma a carico della qualità dell’assistenza e i responsabili ,complici , ne sono coscienti.
Con la pagellina e la meritocrazia vogliono solo dividerci per spingerci al conflitto fra categorie, fra lavoratori delle stessa qualifica e ,in questo modo, aumentare il potere di capi e capetti, fedeli alla loro corte e sempre pronti a punire e richiamare.
Ci obbligano ad aumentare la produttività con il ricatto dell’impegno morale, visto che assistiamo persone molto bisognose, hanno ridotto gli organici e sopperiscono alla carenza cronica con operatori soci/e delle cooperative più ricattabili e meno tutelati, ci hanno imposto turni di lavoro sgraditi al 99% dei turnisti e vorrebbero maggior flessibilità dell’orario, con turni decisi dai responsabili a secondo dei bisogni dei reparti e dei servizi.
La situazione è grave e non possiamo più tollerarla, anche per questo scioperiamo.
Tutti gli scioperi, ma a maggior ragione quello del 14 marzo, non sono solo un diritto per noi ma anche un dovere politico. I delegati delle RSU si sono impegnati a sostenere questo scontro e lo sosterranno fino al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo prefissati.
La partecipazione allo sciopero è fondamentale per vincere la nostra battaglia. Dobbiamo avere il coraggio di sostenere le nostre posizioni a muso duro nei confronti di chi ha sempre seminato paura tra di noi e dimostrare che abbiamo la dignità e la volontà di perdere anche dei soldi, sapendo che , con l’azione dei lavoratori uniti ,si guadagna la solidarietà e il senso di appartenenza, si vincono le battaglie per guadagnare il nostro futuro.
Questa battaglia la vinceremo perché i soldi ci sono e perché in centinaia andremo in via Ometto e in Regione Lombardia a gridarlo e a rivendicarlo !
La lotta che andremo a fare ci vedrà vittoriosi altrimenti non si fermerà, ognuno faccia la sua parte e cominciamo ad organizzarci, discutendo, coinvolgendo e infine facendoci carico in prima persona delle condizioni di vita e di lavoro di tutti.
L’azienda ha convocato le RSU l’ 11 marzo per discutere sulle progressioni orizzontali. Le RSU, in assemblea,, hanno deciso di sospendere i presidi, ma questo non cambia la natura delle cose perchè quello che abbiamo chiesto dobbiamo portare a casa:

  • Progressione orizzontale (passaggio di fascia) per tutti senza nessuna valutazione e senza limiti di spesa.

  • Accordi chiari e senza trucchi.

  • Ritorno ai vecchi turni, visto che anche gli accordi nazionali lasciano alla trattativa decentrata la possibilità di deroga alla legge 66/03. Diventa sempre più difficile dire di no per l’azienda.

Milano 5-2-2008

R.S.U. ASP Golgi-Redaelli
Milano, Vimodrone, Abbiategrasso

[Chi è interessato ad avere informazioni e notizie sulle trattative, sui verbali e quello di cui si occupano le r.s.u. scrivano all’indirizzo di posta elett.  massimino.dellorfano@fastwebnet.it]


Né con Blandi né con i confederali!

Anche il dott. Andrea Blandi ha scelto la linea dura: “non si concedono le libertà sindacali alle organizzazioni che non firmano gli accordi a livello nazionali”. Il sindacato di base fa paura perché non può essere incarcerato nelle gabbie salariali e normative, di cui sono pieni i contratti nazionali di categoria, noi non li firmiamo perché stanno diventando la tomba dei diritti e delle aspettative economiche della classe operaia..
I sindacati confederali devono battersi per le tessere, con le quali pagano i funzionari e faccendieri in giro per l’Italia, devono collaborare con i padroni per non far andare male l’economia italiana, e nello stesso tempo convivere i lavoratori che tutto questo è giusto. In questo modo i padroni non perderanno mai profitti a spese di chi lavora.
I dirigenti degli Istituti Geriatrici Milanesi questo lo sanno e per questo hanno tolto l’agibilità allo Slai Cobas e alle altre organizzazioni sindacali di base, non vogliono che i lavoratori alzino la testa, non vogliono che si autorganizzano, perciò niente assemblee retribuite!
Su questo non cederemo, chiederemo che si pronuncino i giudici. Scegliamo questa strada anche se incerta, lo facciamo per dimostrare ai lavoratori e alle lavoratrici che l’unica scelta vincente per farsi rispettare e conquistare la dignità sul lavoro, per difendere i nostri diritti è la lotta!
I problemi che tutti i giorni dobbiamo affrontare in via Arsia, sono identici a quelli delle altre sedi di lavoro, è la politica della direzione che vuole risparmiare.
Noi dobbiamo cominciare a dire No!
I tempi e i ritmi di lavoro sono le lavoratrici che le decidono.
La carenza di personale di giorno impone alle lavoratrici:

  • Il lavaggio delle stoviglie di notte.

  • Il lavaggio e la pulizia delle carrozzine di notte.

  • La sistemazione degli indumenti degli ospiti negli armadi,

  • La sistemazione della biancheria piana, con carrelli che nelle ore notturne svegliano gli ospiti, sistemazione dei pannoloni.

  • Apparecchiare i tavoli per la colazione del mattino e prepararla.

  • Assicurare due cambi agli anziani ed intervenire sul cambio delle posture.

  • Spostarsi nel reparto dove lavora una sola operatrice e aiutarla nel cambio.

Questo non è un istituto geriatrico ma un bagno penale, in cui operatrici, a maggioranza extracomunitari pagano il prezzo della sopravvivenza per assicurarsi un reddito.
Anche per addetti alle pulizie, se diminuisce il personale per svolgere lo stesso lavoro si passa ai protocolli che raddoppiano nel vero senso della parola i carichi di lavoro, diciamo no!

DICIAMO BASTA A TUTTO QUESTO!

I tempi di lavoro dobbiamo sceglierli rispettando la nostra salute. Anche l’assistenza agli ospiti non può essere assicurata se manca il personale.
Ricordiamo ai colleghi e alle colleghe che nel turno di notte si fa la guardia e si cambiano gli anziani, si vegliano se hanno bisogno, possiamo preparare i carrelli giro letti per la mattina, e apparecchiare per la colazione, niente altro.

ORGANIZZIAMOCI CON IL SINDACALISMO DI BASE, CONTRO LE POLITICHE DEL DOTT. BLANDI E DELL’U.N.E.B.A. E I SINDACATI CHE LI APPOGGIANO.
ORGANIZZIAMOCI CON LO SLAI COBAS!

Milano 5-2-08

SLAI COBAS
ISTITUTI GERIATRICI MILANESI


MENO PERSONALE, MENO POSTI LETTO PIU' PRIVATO
LAVORATORE ITALIANO LO STATO TI HA FREGATO!

E’ sempre più l’Italia delle disuguaglianze e dei magnaccioni contro chi lavora e chi è onesto.
Le inchieste della magistratura in Campania hanno portato alla luce, la ragnatela di controllo, che è solo la punta di un iceberg generalizzato in tutto il potere a livello nazionale.
Lo sapevamo tutti che i direttori generali delle A. O. sono nominati dai vertici dei partiti politici di appartenenza, ma quando vengono scoperti l’effetto è diverso sugli italiani, ed il fatto conferma quello che noi denunciamo sempre, la collisione tra politica e male affare ai danni dei lavoratori e degli utenti.

L’ inchiesta del sole 24 ore del 22 Gennaio 2008 dimostra questi fatti e gli intrighi che si consumano alla corte della sanità nazionale.
Basta citare le indagini delle due regioni simbolo, (Lombardia e Emilia Romagna), per dare il senso della ragnatela che il potere politico ha creato intorno a loro ai danni dei cittadini dei lavoratori e degli utenti.
In Lombardia ci sono 44 aziende sanitarie, ed ogni direttore generale (che vengono retribuiti con non meno di 200.000 € l’anno per apporre qualche firma) sono cosi suddivisi fra i vari partiti: a forza italia sono toccati 21 posti, ad alleanza nazionale 9 e 11 della lega nord, (altro che “Roma ladrona”, i leghisti sono capaci della stessa politica arruffona degli altri); 2 dell’ UDC e 1 del PD.
In E. Romagna le aziende sanitarie sono 17(un numero che porta male… agli altri) ed i direttori generali sono espressione in 4 della Margherita, 12 dei DS, e 1 dello SDI.
Abbiamo voluto mettere in evidenza questi due estremi per cercare di far crescere la coscienza di tutti i lavoratori, e non solo di quelli della sanità, che il sistema politico, borghese-capitalistico, diviso fra dex e six serve solo a tenerci schiavi della “democrazia”, che è la migliore forma di dominio verso le classi subalterne.
In altre parole non è attraverso la scheda che possiamo liberarci della nostra subalternità al padronato e al sistema politico, ma solo se ci difendiamo con le unghie e con i denti i nostri interessi di classe lavoratrice.
Sin dal 1997, con l’introduzione della legge 31 in Lombardia che istituiva le nuove regole per la sanità, abbiamo denunciato, che la legge 31 avrebbe portato nel tempo ad un depauperamento della sanità pubblica a favore del privato ad un aumento delle prestazioni a pagamento da parte dei cittadini e ad un peggioramento delle condizioni dei lavoratori.
Oggi tutto questo ci viene confermato da una relazione della corte dei conti sul servizio sanitario in Lombardia che afferma che sono stati tagliati oltre ottomila posti letto pubblici,e ne sono stati accreditati duemila in più al sistema privato. Sono state chiuse cinque strutture di ricovero e cura pubbliche e ne sono state aperte venticinque dal privato. 17 ambulatori pubblici chiusi, 91 aperti nel privato. Tutto questo è avvenuto tra il 1999 e il 2006.
Passiamo alla nudità dei numeri. Nel pubblico erano 35.255 nel 1999, sono passati a 26.970 nel 2006, con una diminuzione di 8285 posti letto.
Nel privato erano 12.355 nel 1999 sono passati a 14.274 nel 2006, con un aumento di 1919 posti letto.
Mentre gli ospedali pubblici forniscono prestazioni a tutti a 360 gradi, quelli privati si sono posizionati nella ricerca delle prestazioni più remunerative con un alto profitto.
La corte dei conti afferma anche che negli ultimi sette anni è aumentato il numero di cittadini che paga le prestazioni (sia acuti che lungo degenti) a dimostrazione di quanto la sanità, e quindi la salute, sia diventata una fonte di profitto, una cosa spregevole e che ci dà il senso di quanto si sia degradata la società attuale.
Negli ultimi sette anni, non sono diminuiti solo i posti letto, ma sono diminuiti anche tutti gli operatori della sanità Lombarda (infermieri, oss, tecnici e amministrativi, e medici).
Il numero ce lo indica ancora la corte dei conti: 7.904 posti in meno. I dipendenti di ASL, ospedali e IRCCS sono passati dai 110.991 del 2000 ai 103.187 del 2006.
Mentre sono aumentate le spese per le consulenze (agli amici) passate dai 13 milioni e 500mila € del 2000 a 15milioni e 246mila € nel 2007.

SLAI COBAS SANITA'

5-2-08


L'UOMO DEL MONTE HA DETTO NO!

Nell’incontro del 30 gennaio il Direttore Generale dott. Fascia ha specificato ancora una volta che ritornare alle vecchie turnazioni del mattino/notte non è possibile.
La motivazione sostenuta da più parti è che la deroga contenuta nella legge finanziaria del 2008 è applicabile solo al personale sanitario e noi delle A.S.P., anche se il nostro contratto è quello della sanità , secondo loro non siamo sanitari.
E’ chiaramente una forzatura, che il direttore generale ha sostenuto, per mantenere la sua vecchia posizione avversa alle vecchie turnazioni perché, secondo lui, con quei turni i dipendenti riposano di più, e aumentare le giornate di straordinario.
Una scelta contro la volontà della maggioranza dei lavoratori sostenuta anche dal rappresentante della CISL provinciale, il quale si preoccupava che abolendo la legge si rischiasse di lavorare continuamente 10 o 15 ore. La legge 66/93 ha introdotto la regola del riposo obbligatorio fra un turno e l’altro e nessuno è contrario a questa norma, ma nonostante questo, alla Tyssen-Krupp di Torino, per esempio, i lavoratori che sono morti ustionati lavoravano tutti i giorni anche 17 ore consecutive con l’accordo delle Organizzazioni Sindacali confederali.
Non dobbiamo accettare che l’orario di lavoro aumenti e diminuisca a secondo delle esigenze aziendali e le aspettative dei lavoratori vengano tradite da queste nonostante leggi e norme.
E’ una sonora beffa, la deroga alla legge può e deve essere applicata anche per noi. Nessuno può negare che svolgiamo un ruolo sanitario, e i delegati delle RSU possono e devono, in materia degli orari di lavoro ,rispettare le esigenze della maggioranza dei lavoratori e comportarsi di conseguenza.
Ricordo a tutti che dirigenti di vario grado erano d’accordo per tornare alle turnazioni mattino/notte e che nell’incontro del 30 gennaio è stata la decisone politica del direttore generale , con l’appoggio della posizione espressa dalla CISL provinciale, a permettere questa rigidità.
Richiedere fermamente il ritorno alle vecchia turnazione non deve generare nessuna confusione; la scelta di gestire in prima persona, come delegati e lavoratori, il nostro tempo libero, accettando di ridurre la pausa fra un turno e l’altro perché in questo modo possiamo garantirci due giornate di vero riposo consecutivo, non significa che avalliamo l’orario di lavoro continuato di 15 o 16 ore.
La legge 66 può essere usata a nostro vantaggio o contro di noi se gli accordi vengono fatti per rispondere alle esigenze aziendali.
Siamo decisi sulla vicenda dei turni di lavoro ad impegnarci in uno scontro con la direzione che non deve esaurirsi fino al raggiungimento dell’obiettivo che ci siamo prefissati.
Oggi più che mai è importante la mobilitazione di tutti i colleghi ed anche i soci delle varie cooperative devono essere coinvolti. COMINCIAMO A DIRE

  • BASTA AGLI STRAORDINARI E ALLA SOSTITUZIONE TURNI: PER QUALSIASI CAMBIO TURNO PRETENDIAMO L’ORDINE DI SERVIZIO 24 ORE PRIMA CON LA MOTIVAZIONE.

  • QUESTO DEVE VALERE ANCHE PER I SOCI DELLE COOPERATIVE,:BISOGNA RIFIUTARSI DI LAVORARE DUE TURNI CONSECUTIVI NELLA STESSA GIORNATA.

  • OGNI LAVORATORE SEGNALI QUALSIASI DIFFICOLTA’ AI PROPRI DELEGATI E ALLE RSU, PERCHE’ NON DOBBIAMO PIU’ ACCETTARE DI LAVORARE IN 2 DOVE SERVONO 4, RIDURRE I RITMI DI LAVORO, UTILIZZARE SEMPRE GLI AUSILI, PENSARE ALLA PROPRIA SALUTE.

Ogni strada deve essere percorsa per mantenere la dignità del lavoro, altrimenti nessuna collaborazione con dirigenti che con la scusa delle multe vogliono condizionare la nostra vita privata.
La vicenda dei turni si poteva risolvere semplicemente alla luce della normativa sulla finanziaria 2008, ma il direttore generale è di altro avviso: lui decide e a noi tocca farlo ragionare.
E’ evidente che percorreremo tutte le strade per togliere l’alibi delle multe da parte dell’ispettorato del lavoro, ma sappiate che la partecipazione di tutti diventa fondamentale.
Ogni lavoratore faccia pressione sui propri delegati in modo che sulla questione dei turni, sulla progressione orizzontale e sulle risorse aggiuntive regionale 2008, le RSU parlino una sola lingua, quella in difesa degli interessi dei lavoratori anche se questo ci porta allo scontro con i nostri dirigenti decisionisti disattenti ai bisogni di chi lavora anche per loro.

Milano 31-1-2008

ricordiamoci che oggi solo la lotta paga !

SLAI COBAS A.S.P. Golgi-Redaelli


Il Comitato Corvetto solidarizza con la lotta dei lavoratori della Coop. Punto Service contro i licenziamenti, per condizioni di vita e di lavoro più umane per i soci lavoratori della cooperativa, contro la politica del Comune di Milano dei tagli dei posti letto peggiorando la situazione di assistenza degli anziani.
Questa è una lotta per il diritto al lavoro e per il mantenimento dei servizi sociali.
La solidarietà è un arma usiamola

Comitato Corvetto
corvettorossa@libero.it


il comune di Milano vuole risparmiare
sulla pelle dei soci-lavoratori della coop. Punto Service

Nella casa di riposo per coniugi di via dei 500 di Milano stiamo assistendo ad un fenomeno di sfruttamento a dir poco da terzo mondo.
In questa struttura RSA del comune, data in appalto alla cooperativa Punto Service, erano ricoverati l’anno passato, 90 anziani nei reparti di degenza.
Il comune, per rispondere ai bisogni degli utenti, aveva chiesto alla cooperativa di ampliare i posti letto portando cosi a 190 degenti la struttura. A seguito di questo aumento di ospiti ricoverati era stato adeguato in qualche modo anche l’organico.
I soci lavoratori lamentavano una carenza di operatori ma continuavano a garantire le prestazioni agli anziani, perché la tipologia del lavoro obbliga moralmente ad assicurare un’assistenza a chi è bisognoso, con la speranza che venissero adeguati gli organici quanto prima.
Ma in risposta a questo si sono contrapposte le scelte del comune che, per risparmiare sulle spese di gestione dell’assistenza agli ospiti, ha deciso di non pagare tutti i 190 posti letto accreditati.
I dirigenti della cooperativa hanno pensato bene, per evitare una riduzione dei guadagni, di licenziare i soci in eccedenza.
A questo punto la situazione dei soci lavoratori peggiora diventando incerta:

  • Turni di lavoro che sconvolgono la vita privata degli operatori, decisi settimana per settimana, giorno per giorno.

  • Per garantire la stessa assistenza vengono ridotti gli organici del 30% circa, dove vi erano 4 operatori ad assicurare l’assistenza a 19 anziani si passa a 2 la mattina, 2 il pomeriggio e uno la notte.

  • Lo “sfoltimento” della dotazione organica comincia con chi è stato assunto a tempo determinato, chi ha invece un contratto di lavoro a tempo indeterminato viene invitato a trasferirsi ad altre sedi o a licenziarsi.

Una bella soluzione trovata dal comune di Largo Treves per risparmiare senza problemi e senza scrupoli.
Anche le famiglie degli anziani ricoverati devono solidarizzare con gli operatori e mobilitarsi, per mettere il comune di Milano e l’assessore Moiolo di fronte alle proprie responsabilità.

  • NON E’ ACCETTABILE CHE SI RISPARMI SU UN BISOGNO DELLA POPOLAZIONE ANZIANA, NE E’ PENSABILE DI GARANTIRE LA STESSA QUALITA’ DEL SERVIZIO RIDUCENDO IL PERSONALE DEL 30%. GLI OSPITI RICOVERATI IN VIA DEI 500 HANNO IL DIRITTO DI ESSERE TRATTATI IN MODO DECOROSO, COME OGNI PERSONA BISOGNOSA.

  • LA COOPERATIVA PUNTO SERVICE NON PUO’ FAR PAGARE I COSTI DELLE SCELTE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE AGLI OPERATORI, ITALIANI ED EXTRACOMUNITARI.

Questa situazione è assurda e deve essere sanata subito garantendo l’organico necessario nei reparti, assumendo tutti i soci a tempo determinato; il comune deve inoltre pagare tutti i 190 posti letto accreditati.
Serve la partecipazione di tutti, familiari, cittadini soci-lavoratori e lavoratori del settore assistenziale e sanitario per dire un forte NO ! al risparmio discriminato sulla pelle dei lavoratori italiani e immigrati, più ricattabile e con minor difesa perché soci delle cooperative.

Invitiamo la cittadinanza e i parenti dei familiari ricoverati nella struttura RSA di via dei 500, a solidarizzare e a partecipare all’assemblea retribuita che terremo il giorno 6 febbraio presso la struttura stessa dalle ore 13,30 alle ore 15,30

  • NESSUN LICENZIAMENTO DEVE PASSARE

  • IL COMUNE DI MILANO PAGHI TUTTI I POSTI LETTO ACCREDITATI.

  • CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO PIU’ UMANE PER I SOCI DELLA COOPERATIVA PUNTO SERVICE

Milano 31-1-2008

SLAI COBAS COOP. PUNTO SERVICE


E' uscito "ARGENTO VIVO" n. 24 - gennaio 2008
giornalino dell'ASP Golgi-Redaelli


Due nuovi Cobas si sono costituiti nello SLAI

Istituto Geriatrico Milanese

Cooperativa "Punto Service"

16-1-2008

 

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