Archivio SLAI Cobas del settore Sanità

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ARGENTO VIVO

giornalino della ASP ex II.PP.A.B.

N.13 ottobre 2003

N.14 dicembre 2003

effetti collaterali


E' ARRIVATO BABBO NATALE
MA A NOI NON PORTA REGALI!

In questi mesi , i nostri amministratori,  il  direttore generale Dott. Cannatelli, si sono  impegnati ad informare la cittadinanza sul futuro dell’ospedale di Niguarda.

Convegni, assemblee, riunioni con il consiglio di zona per far capire meglio cosa hanno intenzione di fare.

Hanno detto in vari modi :  

“ LAVORIAMO PER GARANTIRE  LA SANITA’  PUBBLICA, VOGLIAMO DIMINUIRE LE LISTE D’ATTESA, VOGLIAMO DARE  L’IMMAGINE DI QUESTO OSPEDALE APERTO AL TERRITORIO”,  E  TANTE ALTRE BELLE COSE.

MA CHE QUESTE SONO SOLTANDO PAROLE  LO DIMOSTRA IL FATTO CHE PER I POLIAMBULATORI DI VIA LIVIGNO,  DI VIA CHERASCO E VIA IPPOCRATE,  QUESTI STESSI  DIRIGENTI   HANNO DECISO UNA CHIUSURA FORZATA DA NATALE ALLA BEFANA CHE OBBLIGA   MEDICI E INFERMIERI A STARE A CASA.

UNA BELLA FREGATURA   PER CHI LAVORA E NON HA PIU’ LE FERIE,   MA  UN GRAVE DISAGIO ANCHE PER I CITTADINI UTENTI.

HANNO SPOSTATO TUTTI GLI APPUNTAMENTI PER  VISITE SPECIALISTICHE E TERAPIE PROLUNGANDO L’ATTESA ANCHE DI TRE MESI.

ORMAI L’OBIETTIVO E’ CHIARO: FAR DISAFFEZIONARE L’UTENZA DAL SERVIZIO PUBBLICO PER COSTRINGERE CHI STA MALE A RIVOGERSI AI PRIVATI !

TUTTO QUESTO SENZA CHE SIA STATO UFFICIALIZZATO NIENTE, NE’ ALLA CITTADINANZA NE’  AI DIPENDENTI E AL SINDACATO, (in barba alla correttezza  e all’obbligo di informare dei disagi gli utenti e, calpestando la dignità dei dipendenti,  danneggiando nello stesso tempo l’immagine del servizio).

NON SAPPIAMO QUALI SONO I MOTIVI DI QUESTA CHIUSURA; NE’  ABBIAMO POTUTO REPLICARE O SOLAMENTE DIRE LA NOSTRA.

GLI ORDINI SONO ORDINI E NON SI DISCUTONO !!!!

E’ CHIARO CHE LA MANOVRA HA UN ALTRO FINE, SI VUOLE DARE UN ALTRO COLPO AI SERVIZI SANITARI PUBBLICI DELLA NOSTRA ZONA PER FAVORIRE  LE STRUTURE PRIVATE, CHE GUARDA CASO IN QUESTO PERIODO RESTANO TUTTE APERTE.

I POLIAMBULATORI DEL TERRITORIO, IN QUESTI ULTIMI ANNI HANNO ASSISTITO AD UNA PERDITA COSTANTE DI SPECIALISTI, UNA MANCANZA DI MATERIALE SANITARIO ,  UNA DIMINUIZIONE DEL PERSONALE ABBANDONANDO COMPLETAMENTE LA MANUTENZIONE DEGLI IMMOBILI DOVE SONO COLLOCATI.

Dicono che l’azienda ospedaliera di Niguarda ha superato il budget di spesa imposto dalla Regione Lombardia per le prestazioni poliambulatoriali, cosi’ chiude   per evitare le perdite. 

I manager della sanita’  ragionano come nelle aziende metalmeccaniche,  quando la produzione aumenta troppo e il mercato non l’assorbe, lasciano a casa i dipendenti in cassa integrazione.

Una politica completamente diversa da quella che presentano nei convegni i dirigenti e il dott. Cannatelli .

Queste scelte chedanneggiano i lavoratori e i cittadini utenti,  vanno denunciate e combattute.

Lo SLAI COBAS di Niguarda è impegnano da sempre contro questa politica. Serve che ogni operatore e ogni utente si sensibilizzi per organizzarsi contro lo smantellamento della sanità pubblica e contro la trasformazione della nostra salute in merce.

Milano 16-12-2003

slai cobas Niguarda                      


SOLIDARIETA' CON I LAVORATORI DELL'ALFA ROMEO
APPOGGIO ALLO SLAI COBAS E A CHI SI BATTE PER LA
DIFESA DEL POSTO DI LAVORO E DELLA DIGNITA' DI CLASSE!!

Tutti i lavoratori milanesi devono sensibilizzarsi al problema dell’ex Alfa Romeo e al destino degli operai che vi lavorano. La FIAT dopo aver avuto in regalo dallo Stato l’azienda di Arese, dopo aver  sfruttato i dipendenti e i finanziamenti a fondo perso,  sta chiudendo lentamente lo stabilimento.

Oggi lavorano ancora poche decine di operai nei reparti e molti altri sono in cassa integrazione guadagni speciale,

IL DESTINO DI QUESTI LAVORATORI APPARIVA SEGNATO GIA QUALCHE ANNO, opporsi ad un progetto di ristrutturazione che coinvolgeva l’unica grossa  azienda automobilistica italiana sembrava impossibile e se oggi la faccenda non è ancora chiusa è grazie alle lotte che sono state fatte !

La famiglia Agnelli da anni domina la scena politica ed economica italiana, il potere che rappresenta è forte, ma dobbiamo convincerci che anche contro i poteri forti   la forza dei lavoratori uniti può vincere.

La crisi del settore automobilistico, la concorrenza che si è scatenata a livello internazionale, non può prendere in considerazione che decine e decine di famiglie perderanno il proprio sostentamento da questa ristrutturazione: LE LEGGI DEL MERCATO IMPONGONO  SACRIFICI E I LAVORATORI SONO GLI UNICI CHE DEVONO FARLI.

Di questo sono convinti i padroni e la confindustria, di questo è convinto il governo e la Regione Lombardia; il presidente Formigoni aveva sottoscritto un accordo con le organizzazioni sindacali e la RSU della FIAT-ALFA ROMEO, agli inizi del 2003, dove s’impegnava a trovare soluzioni  di lavoro alternative nell’area ex Afa Romeo, OGGI QUESTO ACCORDO E’ CARTA STRACCIA!

Anche politici e burocrati di ogni colore, sono apparsi in televisione o ai presidi e ai cancelli a promettere soluzioni e posti di lavoro che non sono mai arrivati.

E’ arrivato invece l’ultimo accordo sottoscritto dalle organizzazioni sindacali CGIL-FIOM, CISL-FIM, UIL-UILM, a Roma venerdì 5-12-2003 che accetta la proroga della cassa integrazione speciale a zero ore fino al dicembre del 2004, per evitare, hanno detto, la lettera di licenziamento per tutti,  legittimando in questo modo la cassa integrazione dal 2003, che l’azienda aveva deciso unilateralmente contro il consenso di tutte le organizzazioni sindacali e contro cui si stava lottando da mesi,  gettando  in questo modo nell’incertezza, non solo i 489 operai di Arese ma altre decine di impiegati di Milano e di Arese stessa, così per arrotondare sottoscrivono la cassa   per 550 unità e hanno il coraggio di chiamarla vittoria! Una bella vittoria si, ma per la dirigenza FIAT.  Senza lo SLAI COBAS Le famiglie degli operai della  FIAT sarebbero completamente sole!!.

Un vero e proprio tradimento perpetrato dalle organizzazioni sindacali firmatarie che in questo modo sanciscono il potere della FIAT contro la volontà di lotta dei lavoratori di Arese.

Lo SLAI COBAS, ha condotto la battaglia contro la FIAT invece con uno spirito diverso; la partecipazione attiva della maggioranza dei lavoratori ha costretto l’azienda di Torino  a non disimpegnarsi da Arese, cosa che avrebbe fatto gia qualche anno fa,  hanno condotto  una battaglia in controtendenza alle logiche concertative e fataliste delle altre organizzazioni sindacali.

Se oggi si parla ancora dell’Alfa Romeo e se per i lavoratori e le famiglie ivi impiegate non è stato suonato il de profundis e grazie a queste lotte e al lavoro di organizzazione e di resistenza dei compagni dello SLAI COBAS e dei lavoratori che ne hanno appoggiato le lotte.

L’appello ai lavoratori milanesi, ai dipendenti della sanità pubblica e ai colleghi di solidarizzare con gli operai  dell’ex Alfa Romeo, a partecipare alle iniziative che saranno organizzate e alle lotte, 

PARTECIPIAMO ALLA MANIFESTAZIONE CHE SI TERRA’ MARTEDI’ 16 DICEMBRE SOTTO LA REGIONE LOMBARDIA!!

  • NESSUN LICENZIAMENTO PER GLI OPERAI E GLI IMPIEGATI DELLE FIAT.

  • ATTIVITA’ PRODUTTIVA DELLA FIAT AD ARESE ALTRIMENTI LAVORO SICURO E NON PRECARIO A TUTTI NELL’AREA DELL’EX ALFA ROMEO

  • SOLIDARIETA’ ATTIVA CON LO SLAI COBAS CON LA F.L.M.U. PER RISPEDIRE L’ACCORDO SULLA CASSA INTEGRAZIONE A ZERO ORE AL MITTENTE

    Milano 9-12-2003

LO SLAI COBAS  degli ospedali:  NIGUARDA di MILANO,    C.T.O. di SESTO SAN GIOVANNI,     AZIENDA SALVINI di RHO,   degli  ISTITUTI GERIATRICI  A.S.P. EX II.PP.A.B. di  MILANO,   della CASA DI RIPOSO  SANDRO PERTINI di GARBAGNATE.


CHI LOTTA CONTRO I PADRONI
NON HA NIENTE DA VERGOGNARSI

La stampa, la televisione, politici e burocrati sindacali, nazionali e locali hanno dipinto i tranvieri dell’ATM, come criminali e irresponsabili; il clima di concertazione tra padroni governo e sindacati, e di sostegno all’economia nazionale, è il motivo per cui anche il sindacato, nato dalle dure lotte operaie del dopo guerra, si dissocia da quelle odierne, le boicotta e li condanna, se escono fuori dai binari obbligati che loro stessi hanno inventato.

La paura che prima o poi il controllo dei lavoratori scappi di mano alla burocrazia sindacale spaventa tutti.

Non deve spaventare i lavoratori, questa lotta va salutata invece come un primo momento di risposta seria e decisa contro l’assolutismo di questo governo e contro le regole forcaiole cui ci costringono con le loro leggi.
La legge contro il diritto di sciopero può essere battuta solo in questo modo non rispettandone i parametri, i lavoratori dell’ATM scioperando in modo spontaneo e fuori dalle regole della perenne concertazione hanno dimostrato che uniti si vince, e che gli interessi della classe operaia non sono conciliabili con gli interessi di chi ci sfrutta. La direzione dell’ATM sta privatizzando l’azienda, riduce il personale, aumenta i carichi di lavoro, contiene il salario,

NON BISOGNA FORSE FARE NIENTE!

Lo sciopero è l’unica forma di lotta che possiamo praticare per incidere nelle decisioni e sui profitti, un settore che lotta seriamente e dimostra la propria forza, come è successo lunedì 1° dicembre, rafforza tutto il movimento nel suo insieme.
Tutti i lavoratori devono guardare con entusiasmo a questa lotta !
Gli autoferrotranviari hanno scioperato per rivendicare gli aumenti di stipendio chiesti gia da due anni nella piattaforma contrattuale, e contro il continuo peggioramento delle condizioni di lavoro nonché contro la privatizzazione dell’azienda.
Gia altre decine di ore di sciopero erano state perse per questa vertenza, rispettando la legge dell’autoregolamentazione, scioperi i cui effetti vengono neutralizzati con l’avviso obbligatorio di 10 giorni prima, chiamiamola pure esasperazione o altro ma dobbiamo riconoscere che è stata sentita e speriamo che altri settori operi decidono di non rispettare le regole restrittive inventate dai padroni e dai sindacati per neutralizzarci.
Lottare deve servire anche per non permettere, ad esempio, chi il ministro Maroni provoca tutti i lavoratori italiani, quando sostiene, in riferimento alla manifestazione del 6 dicembre, che “potranno essere anche 2 milioni i partecipanti, loro, il governo, non cambieranno idea sulle pensione e sulla finanziaria”.

  • Basta alla concertazione! No al liberismo! No alla

  • Basta agli accordi a perdere e alle normative contrattuali che penalizzano i lavoratori!

  • E’ ora di generalizzare la lotta nel modo e come hanno fatto i lavoratori dell’ATM!

  • Aumenti di stipendio che recuperino l’inflazione reale, aumento delle dotazione organiche e abolizione del lavoro precario.

IN SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI DELL’ATM DOBBIAMO SENTIRCI TUTTI COINVOLTI, SOLIDARIETA’ ATTIVA PER SOSTENERLI CONTRO OGNI AZIONE REPRESSIVA!!

DELEGATI DELLO SLAI COBAS DEGLI OPSEDALI DI NIGUARDA, DELL’AZIENDA SALVINI DI RHO, DEL C.T.O. DI SESTO, DELLA CASA DI RIPOSO SANDRO PERTINI DI GARBAGNATE, DEGLI ISTITUTI GERIATRICI DELLA NUOVA A.S.P. ex II.PP.A.B. DI MILANO.

Milano 4-12-2003


NO alla S.I.O.M.  S.P.A.

Continua la sporca privatizzazione degli Ospedali Pubblici.

La Regione Lombardia persegue nel suo progetto di privatizzazione degli Ospedali Pubblici. E’ la volta della S.I.O.M. S.p.A.; un progetto col quale  sarebbero cedute ai privati attività fondamentali esistenti negli ospedali quali le prenotazioni delle prestazioni, la riscossione dei ticket e la rendicontazione.

Gli ospedali interessati sono molti: ICP, NIGUARDA, SACCO, SAN CARLO, SAN PAOLO, FBF, G. PINI, GARBAGNATE, MELEGNANO, POLICLINICO, TUMORI, BESTA.

I lavoratori interessati sono circa 350, se il progetto dovesse passare,  saranno messi in “mobilità forzata”: oggi  loro domani noi.

A questo si aggiunge un altro grave fatto: sembrerebbe che il dott. M. Barrell Direttore Generale del SIOM e LOMBARDIA INFORMATICA S.p.A. stia richiedendo ai Direttori Generali dati e informazioni sul personale interessato (Cognome e Nome, data di nascita, età anagrafica, qualifica, tipo di contratto, titolo di studio, servizio utile alla pensione) per procedere all’ipotizzata cessione dei rami d’azienda, come previsto nel progetto SIOM S.p.A.

Lo smantellamento del servizio pubblico tanto caro alle destre, ma iniziato anni fa con il centro sinistra, continua  imperterrito. In questi anni mai si era osato tanto.

I lavoratori in questi giorni hanno risposto bene partecipando numerosi alle assemblee indette in tutti gli ospedali, pronti (era ora) a partecipare numerosi alle iniziative messe in atto nei posti di lavoro.

Abbiamo lottato contro i DRG, l’aziendalizzazione degli ospedali pubblici, l’introduzione della libera professione; abbiamo sempre denunciato l’introduzioni degli appalti di mensa e pulizia. Oggi scendiamo in piazza per dire

NO AL PROGETTO S.I.O.M. S.p.A.

 Invitiamo tutti i lavoratori a partecipare numerosi al

PRESIDIO DI  LOTTA

presso l’ASSESSORATO alla SANITA’, Via POLA – MILANO.

 Ci troviamo alle 8 presso la portineria del CTO, ritrovo con i lavoratori del Niguarda alle 9,30 dove partirà il corteo.

SLAI COBAS /CTO

Milano 12 ottobre 2003


Commercio e schiavitù delle donne:

mercato generato da una domanda ed un’offerta, ma...

 

(Fermiamo il testo di legge Disposizioni in materia di prostituzione)

 

Il relatore ha soddisfatto i proibizionisti comminando svariati anni di galera alle prostitute, ma naturalmente senza vietare la prostituzione, in nessun paese europeo si manda in carcere chi lavora fuori dei luoghi consentiti, tale violazione è sanzionata con una multa, come si vorrebbe fare con i clienti, ma nella proposta di legge italiana in materia di prostituzione non si trattano in maniera paritaria le prostitute ed i loro clienti, questo fa pensare che la commissione, così come in parlamento, i maschi, “potenziali clienti” siano in maggioranza.

 

Le Donne: persone, non merci

La lotta allo sfruttamento sessuale deve essere condotta seriamente attraverso lo smantellamento del racket e della criminalità organizzata, che si arricchisce sullo sfruttamento del mercato della prostituzione.

La proposta di legge, prevede inasprimenti delle pene e mira a risolvere problemi di “ordine pubblico” ma che non si fa carico della situazione di chi è sfruttata sessualmente, soprattutto delle minorenni. Le leggi esistono, esse vanno applicate senza riaprire anacronistiche “Case chiuse” o semplicemente per occultare alla vista “uno spettacolo scandaloso” che ci disturba e che mette in evidenza le contraddizioni della nostra società perbenista e puritana.

In un paese, incivile, quale quello italiano che nega alle donne la rappresentanza

politica, il legislatore ha pensato ad un regalo per le donne:

Si dovranno ampliare le carceri femminili se una legge del genere sarà approvata, art.1,comma5; art.2 comma 5/6/7 (divieto di prostituzione in strada o in luoghi pubblici pena tre anni di carcere per le prostitute e solo ammenda per i clienti, tenendo conto che chi si prostituisce in strada sono donne che non hanno mezzi e possibilità d’alloggio per esercitare).

Per le donne di strada quale libertà?

Per le donne, la violenza è strutturale e difficile da sradicare, la coercizione contro le donne è un elemento interno alla regolazione dei rapporti nei gruppi familiari e sociali, vi è un alto grado di tolleranza verso le azioni violente perpetrate contro le donne. L’assenza e la disparità di potere contrattuale ed economico, la precarietà, la flessibilità, l’incertezza del posto di lavoro, responsabilità familiari, assenze e carenze di servizi sociali e sanitari, rappresentano un fardello troppo pesante per il genere femminile che limita e preclude la libertà di progettare e scegliere un futuro possibile.

 

Garbagnate Mil.se 30 maggio 2003

Un gruppo di Donne Slai-Cobas

RSA Pertini ASL provincia Milano1


UNA PESANTE AGGRESSIONE ALLA LIBERTA’ D’ESPRESSIONE

E ALL’AGIBILITA’ SINDACALE DELLO SLAI COBAS DELLE II.PP.A.B.

La RSU delle II.PP.A.B. non è riuscita a far cambiare idea ai dirigenti di via Olmetto:

alla richiesta scritta  che i  due rappresentati sindacali, in servizio presso l’istituto “Piero Redaelli” di Milano,   spostati per rappresaglia, dovevano essere ricollocati al loro posto e di  far rientrare ogni provvedimento disciplinare,   hanno preso tempo e dopo un mese ancora non si decidono a darci risposta.

Oggi i dipendenti pubblici, tra cui  quelli delle II.PP.A.B., stanno pagando un prezzo salato in termini di aumento dei carichi e dei ritmi di lavoro, accompagnato da una perdita netta di diritti e di stipendio.

Lo SLAI COBAS,  DA SEMPRE COMBATTE QUESTA TENDENZA E SI BATTE PER  ORGANIZZARE I LAVORATORI  E PROPAGANDARE QUESTE VERITA’.

LA DIFESA AD OLTRANZA DEI DIRITTI DEI LAVORATORI E’ DIVENTATO UN REATO DA PAGARE CON LA REPRESSIONE E  LE PUNIZIONI.

Richiami  e provvedimenti ai delegati dello Slai Cobas, Tiziano Ferraioli e Massimo Dell’Orfano, per aver organizzato un presidio davanti all’istituto.

Otto ore di multa e trasferimento coatto per Dell’Orfano perché si è battuto  per eliminare la pagelina dal premio incentivante e per aver sostenuto con forza il mantenimento della squadra del servizio mortuario, per aver sostenuto che non vanno diminuiti gli organici per risparmiare, come vuole fare la direzione d’istituto nel reparto Alzheimer  in 2° Palazzina.

Una lotta giusta e partecipata che l’amministrazione vuole screditare con la repressione !

L’avvio della procedura d’urgenza in difesa di Dell’Orfano  e la denuncia per attività antisindacale alla dirigenza di via Olmetto, sono le prime e più immediate risposte che lo Slai Cobas ha dato, per farle seguire, insieme alla RSU dell’Ente, da altre iniziative di carattere politico-sindacale più incisive.

IN DIFESA DEI DELEGATI DELLO SLAI SERVE UNA MOBILITAZIONE E LA SOLIDARIETA’ DEI DIPENDENTI E DEI COMPAGNI DEL SINDACLISMO DI BASE.

LA PROCEDURA D’URGENZA EX ART. 700, IN DIFESA  DI MASSIMO DELL’ORFANO SI DISCUTERA’  IL 30 gennaio 2003  ALLE ORE 9,00 PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO (giudice, dott.sa PEREGALLI)

L’ART. 28  MOSSO CONTRO LE II.PP.A.B. DALLO SLAI COBAS, SI DISCUTERA’ IL 6 DI FEBBRAIO  2003  ALLE ORE  14,30 (dott.sa PORCELLI)

PARTECIPIAMO ALLE UDIENZE PER  SOLIDARIZZARE   CON I  COMPAGNI !|

PER DIMOSTRARE LA NOSTRA OPPOSIZIONE AI DIRIGENTI !

SLAI COBAS delle II.PP.A.B.


UN GRAVE ATTACCO ALLA LIBERTA’

E ALL’ AGIBILITA’ SINDACALE

DEI DELEGATI DELLO SLAI COBAS

E DEL SINDACALISMO DI BASE.

ANCHE NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI IL CLIMA PESANTE CHE SI RESPIRA E’ TESO A LIMITARE L’AGIBILITÀ’ DI QUEI DELEGATI CHE SI OPPONGO AL SUPER SFRUTTAMENTO CHE STA IMPERVERSANDO IN OGNI SETTORE DI LAVORO.

LE I.I.S.A. NON SONO DA MENO.

HANNO DIMINUITO LA PIANTA ORGANICA,  UTILIZZANO MASSICCIAMENTE OPERATORI DELLE COOPERATIVE, IMPIEGANO, CON CONTRATTI VINCOLANTI, INFERMIERI PROFESSIONALI ALBANESI.

IL RISPARMIO DI RISORSE E’ L’OBIETTIVO DI FONDO. QUESTO PURTROPPO, COME BEN SAPPIAMO, VA A DISCAPITO DELLA QUALITA’ DELL’ASSISTENZA E DELLE CONDIZIONI DI VITA DEI LAVORATORI DI RUOLO E PRECARI.

LO SLAI COBAS DELL’ENTE CONTRO QUESTE POLITICHE STA CONDUCENDO DA TEMPO UNA BATTAGLIA DI SENSIBILIZZAZIONE SIA NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI CHE DEGLI UTENTI. 

CERCANDO DI CONTENERNE GLI EFFETTI NEFASTI E CERCANDO DI DIFENDERE L’AGIBILITA’ POLITICA DEL SINDACATO E DI TUTTI COLORO CHE SENTONO IL BISOGNO DI MOBILITARSI CONTRO QUESTO STATO DI COSE.

NATURALMENTE L’AMMINISTRAZIONE NON STA A GUARDARE.

IL DELEGATO DELLO SLAI COBAS MASSIMO DELL’ORFANO IN QUESTI ULTIMI MESI E’ STATO OGGETTO DI GRAVI E PESANTISSIMI ATTACCHI ALLA SUA PERSONA E AL SUO OPERATO POLITICO.

NEL GIRO DI 2 MESI  : - DUE PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI, DI 4 ORE DI MULTA CIASCUNO, CON ARGOMENTAZIONI PRETESTUOSE E ANTIPATICHE; -  UN TRASFERIMENTO DI REPARTO COATTO, INSIEME AD UN ALTRO RAPPRESENTANTE SINDACALE DELLE RdB, PER FIACCARNE LA RESISTENZA E AMMONIRE TUTTI I LAVORATORI.

ALTRI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI SI PREANNUNCIANO,  PER AVER ABBANDONATO IL REPARTO PER UN QUARTO D’0RA SENZA AVVISARE LA CAPO SALA CHE NON ERA PRESENTE IN REPARTO, PER AVER MANTENUTO UN PRESIDIO DAVANTI ALL’ISTITUTO DOPO CHE IL DIRETTORE  NON AVEVA AUTORIZZATO LO SVOLGIMENTO.

SICURAMENTE ANCHE NEGLI ALTRI LUOGHI DI LAVORO IL CLIMA NON E’ SPLENDIDO.

A MAGGIOR RAGIONE LE FORZE CHE SENTONO IL BISOGNO DI ORGANIZZARSI PER RISPONDERE A QUESTO ATTACCO POLITICO GLOBALE, IL SINDACALISMO DI BASE , DEVONO PRESTARE ATTENZIONE A OGNI SITUAZIONE E CERCARE DI COORDINARE IL LORO LAVORO.

A QUESTI ATTACCHI DELLA DIREZIONE DELL’ II.PP.A.B. E DELLA DIREZIONE DELL’ ISTITUTO REDAELLI DI MILANO, LO SLAI COBAS HA CHIAMATO LA DIREZIONE IN TRIBUNALE PER DIFENDERE L’AGIBILITA’ SINDACALE E IL SUO DELEGATO ATTRAVERSO IL RICORSO ALL’ART.28.

L’UDIENZA E’ PREVISTA PER QUESTA SETTIMANA.

LA SETTIMANA PROSSIMA CI SARA’ QUELLA PER MARCELLO CAREDDU DELLE RdB.

COMUNICHEREMO PER TEMPO LE DATE AI COMPAGNI DEL SINDACALISMO DI BASE CHIEDENDO LA SOLIDARIETA’ CON LA PRESENZA IN TRIBUNALE DI UNA DELEGAZIONE.

Milano 14-1-2003

SLAI COBAS DELLE II.PP.A.B.


FACCIAMO SENTIRE CON FORZA LA NOSTRA VOCE !

LICENZIAMO LA GIUNTA DI ROBERTO FORMIGONI !

 

SOLIDARIETA’ CON  GLI OPERATORI  DELL’ISTITUTO “PIERO REDAELLI” DI MILANO

COLPITI DAI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI E DAI TRASFERIMENTI COATTI !

 

La regione Lombardia sta dibattendo una proposta di legge per trasformare gli Istituti Pubblici di Assistenza e Beneficenza, in fondazioni.

L’opposizione ha emandato il provvedimento con proposte che non modificano la sostanza della legge.

Le organizzazioni sindacali CGIl, CISL, UIL, hanno gia sottoscritto un accordo, il 18 di novembre 2002, che lascia libertà di decidere ai politici del Consiglio  Regionale Lombardo.

Tutte le parti sociali hanno deciso di REGALARE IL TESORO DEI POVERI AI RICCHI.

La privatizzazione degli enti pubblici si è sempre dimostrata un regalo agli imprenditori privati, senza eliminare gli sprechi e gli abusi.

A tale proposito serve ricordare che la privatizzazione dell’Alfa Romeo, in questa fabbrica non solo non sono stati  mantenuti i livelli occupazionali per cui era stata regalata alla famiglia Agnelli, ma oggi viene letteralmente chiusa, licenziando migliaia di lavoratori a cui va la nostra solidarietà.

Le aziende sanitarie private, sono state quelle che  hanno frodato maggiormente il Servizio Sanitario Nazionali, la faccenda Pobbiolungostrevi, per  ricordarle tutte.

Per questo noi operatori dell’assistenza agli anziani vogliamo dire un forte  NO, a questo progetto, e chiediamo di manifestare contro i politici della Regione che hanno trasformato buona parte della sanità lombarda in un mercato della salute, dove padroni di ogni risma possono valorizzare i loro capitali sui bisogni principali della gente.

Le RSU delle II.PP.A.B. lombarde non devono sentirsi vincolate da accordi raggiunti da segreterie provinciali, che per difendere la concertazione e i loro privilegi, sono disposte a qualsiasi svendita.

Questo   presidio serve anche a manifestare il nostro dissenso nei confronti dei dirigenti di vario grado, delle II.PP.A.B. che hanno intenzione di pianificare ogni dissenso con i provvedimenti disciplinari e con la delegittimazione della RSU. In modo particolare nei confronti dei delegarti dello SLAI COBAS e esponenti delle RdB,

Otto ore di multa perché un lavoratore, rappresentante dello SLAI COBAS, per aver assunto comportamenti difformi da quelli indicati da norme di servizio in merito all’illuminazione notturna,…..e addossando sui colleghi in turno maggiori carichi di lavoro”, e per aver “tentato di configgere pretestuosamente con l’amministrazione”, tradotto  significa che solo per aver lasciato il reparto in penombra di notte , e perché l’infermiera responsabile ha trovato questo operatore seduto dopo aver svolto il proprio lavoro,  e per aver poi cercato di difendersi nel corso del procedimenti. 62 euro in meno sullo stipendio, come regalo di natale.

E come se non bastasse trasferimento coatto, in chiaro stile antisindacale, perché nel reparto dove lavorano questi operatori la qualità del servizio si abbassa a causa della loro presenza, come viene evidenziato in un comunicato dell’amministrazione.

Ricordiamo in proposito, per eliminare ogni dubbi e appianare ogni polemica, che la commissione di analisi della Regione Lombardia, che indagava sulla qualità dell’assistenza  prestata negli istituti delle II.PP.A.B. aveva riconosciuto che la qualità era buona e assegnato a questo Ente 2 euro in più al mese della retta pagata. Questa commissione era passata anche nella 2° Palazzina, il reparto incriminato.

  • SOLIDARIETA’ ATTIVA CON I LAVORATORI COLPITI DA QUESTI PROVVEDDIMENTI,

  • SOSTENIAMO LA LOTTA DEI LAVORATORI DELLE II.PP.A.B. CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE.

  • MANIFESTIAMO  IL  NOSTRO  DISSENZO  SOTTO IL PIRELLONE

  • NO   ALL’AUTORITARISMO DEI DIRIGENTI 

  • NO   AI   TRASFERIMENTI    COATTI                                                        

Milano 20-12-2002        

 

SLAI COBAS DELLE II.PP.AB


ICP : TANGENTI, IL BUSINESS E’ “PRIVATO”.

  

 I REATI

-         Associazione per delinquere

-         Corruzione

-         Turbativa d’asta

GLI ARRESTATI

1   Provveditore ICP

3   Responsabili Ufficio Economato CTO del Buzzi, Via Commenda

5   Responsabili di 3 società (ILAT spa, DAC spa, PELLEGRINI spa) Le società raggiunte in base ad una normativa UE dall’avviso di garanzia, potrebbero essere interdette da future gare d’appalto.

LE TANGENTI

AMMONTEREBBERO

A 85000 EURO

 

In casa del provveditore ICP è stato trovato un tesoro del valore di 65000euro, lingotti d’oro, e conti correnti.

 

Dopo gli ospedali di Niguarda, San Paolo, Fatebenefratelli è la volta degli ICP; (ma non è la prima volta che quest’ ospedale fa parlare di se). I fatti sono noti a tutti, per il pubblico ministero Francesco Prete si tratta dell’ennesima vicenda di tangenti su tre appalti, assegnati negli ultimi due anni, per la fornitura di servizi di lavanderia e di generi alimentari. Le accuse sono pesanti e vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione e alla turbativa d’asta. In un solo colpo, il P.M. F. Prete azzera i vertici dell’economato. La struttura organizzativa, che Mattiussi aveva fortemente voluto qualche anno fa, è saltata in pochi istanti.

Ora, quello che dobbiamo chiederci è perché succedono ancora queste vicende, nonostante i tanti precedenti. Sia Formigoni sia Borsani, rispettivamente Presidente della Regione Lombardia e Assessore alla Sanità, lo sanno benissimo; far leva sull’opinione pubblica per accrescere il desiderio di sanità privata, è questo il gioco che negli ultimi anni ha portato la spesa sanitaria alle stelle regalando ai privati servizi importanti, esternalizzati e conferiti ai privati senza che nessun controlli e verifichi l’operato di dirigenti superpagati.

In tre anni oltre settecento miliardi d’incassi in più: cliniche e ospedali privati, ormai, coprono circa il 30% della spesa Regionale, guadagnando sei punti rispetto al 1996 e incrementando il “fatturato” del 40%. E’ uno degli effetti della Riforma Sanitaria Lombarda voluta da Formigoni e dalla sua maggioranza di centro destra.

I lavoratori sanno bene come si spendono i soldi dei cittadini (e quindi anche i loro) all’interno dei vari settori, si potrebbe scrivere un libro bianco sul clientelismo, abusi di potere, mafia, tangenti, sprechi, furti: il tutto fatto con arroganza e ricatti, e bellamente impunito.

Il servizio pubblico cosi com’è stato gestito fino a d oggi è da cambiare. La gente è stufa di assistere al degrado, ad una gestione mafiosa, clientelare dei servizi, ma è anche stanca di sentirsi raccontare, balle del tipo il privato è bello, è meno caro e funziona “

Abbiamo visto cosa vuol dire privatizzare, le vicende di questi ultimi giorni sono sotto gli occhi di tutti.

Anche lo stesso ministro Sirchia interviene bacchettando le Regioni (senti da quale pulpito arriva la predica) “e chiede controlli sulla spesa sanitaria, in particolare sui DRG, le tariffe a prestazione, che sono in gran parte gonfiati. La Ragioneria lo dice a chiare lettere: “tutti i DRG sono falsi e gonfiati. Perché le Regioni non controllano ? “.

Non vorremmo tuttavia che questi fatti, per cui la magistratura indagherà, ci facessero dimenticare che in Regione, CGIL CISL e UIL Regionali continuano la trattativa sulla Fondazione “ Privatizzazione degli ICP”, ma a nessuno di noi è detto alcunché, in barba a quanto era stato deciso in assemblea generale con i lavoratori.

Questo è il libero mercato: la logica del profitto a spese della salute dei bambini, degli anziani, dei cittadini tutti. Insomma, abbiamo visto, se privato è bello, lo è solo per coloro che oggi gestiscono, in proprio, liberamente un bene collettivo come la sanità.

A noi il compito di continuare a lottare per difendere la Sanità Pubblica contro la privatizzazione, gli sprechi, tangenti e i raccontaballe di turno.

SLAI COBAS

Istituti Clinici di Perfezionamento ( ICP)

Milano 30 Ottobre 2002


SANITA' MILANESE: UNO SCANDALO SENZA FINE

 

Ancora tangenti negli ospedali di Milano, il Buzzi, il CTO e il Mangiagalli, sono coinvolti in appalti truccati e mazzette. Tre  società private coinvolte: la Pellegrini, L’Ilat e Dac.

9 arrestati tra funzionari e dirigenti tra cui  tre sindacalisti , questa volta della UIL, colti con le mani nel sacco;  si sospetta che parte delle mazzette fossero destinate alle Rappresentanze Sindacali Unitarie, per garantire  tranquillità alle amministrazioni.

Anche questa nuova vicenda di mala sanità verrà presto dimenticata, e dopo che la giustizia avrà fatto il suo corso tutto tornerà come prima, resta a noi che lavoriamo il compito di combattere contro le vecchie e le nuove mafie.

Il coinvolgimento di delegati sindacali confederali è la dimostrazione che non si possono tenere due piedi in una sola scarpa;  non è possibile difendere gli interessi dei lavoratori andando a braccetto con i dirigenti, la concertazione spesso porta dirigenti sindacali e delegati a sostituirsi agli amministratori, abbandonando ogni principio politico di classe.

I delegati dello Slai  Cobas si contrappongo a politiche di concertazione e di appoggio alle scelte di amministratori e faccendieri, lo fanno per difendere gli interessi dei lavoratori prima di ogni cosa, ma anche per  combattere  anche questo stato di cose.

Ci battiamo contro il mercato degli appalti e delle esternalizzazioni perché più aumentano questi processi più è possibile che avvengano  manovre poco chiare che danno origine a scandali.

Il sindacato a livello nazionale ha permesso, sottoscrivendo accordi e appoggiando disposizioni governative, di esternalizzare e appaltare servizi, creando situazioni di lavoro dove operatori che svolgono le stesse mansioni abbiano diversi trattamenti economici e non abbiano gli stessi diritti; stanno succedendo cose impensabili qualche anno fa.

Bisogna che tutti si rendano conto e lo sappiano:  il liberismo sfrenato oltre a cancellare diritti acquisiti dei lavoratori crea le situazioni migliori per il male affare e gli imbrogli.

Le vicende degli   ospedali coinvolti in questo  scandalo non sono le  prime  ne saranno le  ultime, i lavoratori devono trarre i giusti insegnamenti e ricercare le necessarie energie per continuare una battaglia di resistenza contro  questo stato di cose. 

  • Nelle aziende pubbliche il controllo sui bilanci e sulle spese deve essere operato dai lavoratori attraverso rappresentanti sindacali riconosciuti, che si battono in difesa degli interessi della maggioranza dei lavoratori e non per quelli di bottega. 

  • Opporsi ad ogni scelta liberista, agli appalti e all’esternalizzazioni.

  • Dobbiamo dire NO alla dismissione della sanità  pubblica  a favore del privato  

  • Dobbiamo rivendicare aumenti di stipendio che recuperino integralmente il potere d’acquisto.

  • Dobbiamo batterci contro il lavoro precario e imporre concorsi per operatori di ruolo e in numero sufficiente nei reparti e nei servizi. 

Milano, 22/10/2002

 

 

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