Archivio SLAI Cobas ALFA ROMEO di Arese

[2000-2001-2002]


IN DIFESA DELLO STABILIMENTO DELL'ALFA ROMEO DI ARESE

AD ARESE: AUTO ALFA, AUTO ECOLOGICHE, MOTORI, RICERCA

NO ALLA CIGS A ZERO ORE

 MARTEDI' 31 DICEMBRE 2002

DAVANTI ALLA PORTINERIA CENTRALE

Brindiamo insieme al nuovo anno

                        DALLE ORE 20.30                         IN POI

SPETTACOLO TEATRALE

Cabaret con i comici di ZELIG CULT

Presenta ANTONIO CORNACCHIONE

Con

PIEGO PARASSOLE                        GIORGIO MELAZZI                        RENATO TRINCA

FABRIZIO CANCIANI                    ALFREDO MINUTOLI                     LUCA DONATO

TEO GUADALUPI                            FLAVIO OREGLIO                          ROCCO BARBARO

LEONARDO MANERA

Coordinati da CARLO TURATI.

CANZONI E DANZE

MUSICA ROCK LATINO AMERICANA

Proiezione cinegiornale su: Alfa Romeo Arese e Termini Imerese

a cura dell'Archivio audiovisivo movimento operaio e altro cinema.

Burattini. Creazioni artistiche. Fiori. Tutto di carta

a cura della compagnia artisti di strada Blu Maltese

Cosa si mangia?

Lenticchie e salamino; salamelle e patate fritte, mandaranci

Cosa si beve?

Bonarda, frizzantino bianca, birra e bibite "vin brulè"

A mezzanotte

Panettone e spumante

Caramelle e cioccolatini per tutti i bambini.

Lotteria a premi

Ci verranno a trovare altri personaggi famosi del mondo dello spettacolo

Sono invitati tutti i lavoratori a i loro familiari, la popolazione, i giovani, gli studenti.

Fim  Fiom  Uilm  Slai-Cobas  FlmUniti


Emilio Gnutti, gli uomini di D'Alema, Berlusconi e Casini, speculatori di Borsa e gestori dei Fondi pensione sono i padroni dell'area dell'Alfa Romeo di Arese !!

 

Ora sappiamo chi c'è dietro Riccardo Conti, il parlamentare dell'UdC che ha "comprato" l'area su cui sorge l'Alfa Romeo di Arese.

 

Immobiliare Estate sei (amministratore unico Riccardo Conti) è oggi padrona di tutta l'area (2 milioni e 200mila metri quadri) tranne i due palazzi del Centro Tecnico e del Centro Direzionale, già venduti dalla Fiat ai tedeschi di Munich Re.

 

630mila metri quadri (area consorzio-CRAA già dismessa dalla Fiat) sono passati ad Aig/Lincoln Estate (70% Aig e 30% Estate sei), però i patti parasociali prevedono che in caso di modifica del piano già concordato tra i soci occorra l'unanimità del Cda e il 75% della assemblea ordinaria o straordinaria. E ognuno dei due soci ha diritto di prelazione entro 30 giorni nel caso di vendita di quote societarie.

 

Aig è la seconda assicurazione degli Usa; in Italia gestisce direttamente il Fondo pensione dei metalmeccanici Cometa, e con Unionvita (società finanziaria 50% Aig e 50% Cisl) il Fondo pensione dei chimici Fonchim.

 

La Fiat, prima di vendere a Conti, ha fatto fare all'area di Arese vari e strani passaggi societari, l'ultimo dei quali a due società (Segepark e Belfiore) gestite tra gli altri da molti dirigenti Fiat che durante tangentopoli davano le mazzette ai politici (il "tesoretto" del conto Sacisa).

 

·         Riccardo Conti ha solo il 2,5% della proprietà di Estate sei.

·         Il maggiore azionista di Immobiliare Estate sei è la NAZIONALE FIDUCIARIA spa con il 47,5%.

·         Nazionale Fiduciaria spa è controllata al 100% dalla Hopa di Emilio Gnutti.

·         Presidente e amministratore delegato di Hopa è Emilio Gnutti; vicepresidenti sono Giovanni Consorte, presidente di Unipol e Luigi Lucchini, ex presidente della Confindustria.

·         Hopa è gestita da un patto di sindacato, in vigore fino al 2004, che comprende Fingruppo (di Gnutti e soci), Unipol, Monte dei Paschi di Siena e Popolare di Lodi, ognuna con il 5% circa.
Il patto di sindacato decide su tutte le questioni più importanti.

·         Fininvest e Mediaset, che già avevano nel cda di Hopa l'ex amministratore delegato Aldo Livolsi, sono entrate nella stessa Hopa con il 5,4%.

·         Il 25 giugno 2002 Emilio Gnutti ed Ettore Lonati (Hopa) sono stati condannati rispettivamente a 8 e 6 mesi di carcere dal Tribunale di Brescia per una truffa in Borsa di 300.000 euro.

·         Unipol ha il 5,7% di Hopa.
Hopa ha il 4,3 di Unipol, il 17,4% di Finsoe, holding di controllo del gruppo Unipol, e il 14,71% (insieme a Fingruppo) di Unipol Merchant.
La maggioranza assoluta di Finsoe è di Holmo, società controllata al 100% da una trentina di aziende aderenti alla Lega delle Cooperative.
Il restante 25,6 % di Finsoe è del Monte dei Paschi di Siena, controllato dai DS di D'Alema.

 

Le restanti quote azionarie appartengono a dei prestanome amici di Gnutti, dietro i quali si nascondono speculatori di Borsa e gestori dei Fondi pensione.
Questi prestanome sono consiglieri di amministrazione o sindaci di importanti società come la FIN.PART, la Simec di Paolo Berlusconi, la finanziaria della Regione Lombardia FINLOMBARDA, RAS, IBM Italia, Nuova Portello, Sviluppo Sistemi Fiera, Fondo pensione dei metalmeccanici COMETA (Carpaneda Michele, sindaco su indicazione dei sindacati confederali).

 

Questa mattina

 

i lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese, riuniti in assemblea, hanno votato all'unanimità una mozione in cui :

 

·         bocciano l'accordo fiat governo con la messa in cig di 8000 lavoratori

·         chiedono uno sciopero generale, la rinegoziazione degli accordi sui turni di notte e festivi (Melfi) e la convocazione di un'assemblea nazionale dei delegati Fiat

·         intendono aprire una vertenza con i proprietari dell'area di Arese per portare lavoro Alfa Romeo, per il ritiro dei licenziamenti Rotamfer e Caris e per trasformare i contratti a termine al caal center in contratti a tempo definitivo.

·         alla fine dell'assemblea i lavoratori hanno firmato in massa per  fare causa alla Fiat e chiedere il reintegro al posto di lavoro e il risarcimento dei danni dall'acquisto dell'Alfa ad oggi.

 

 

I lavoratori in corteo hanno bloccato l'autostrada dei laghi.

 

 

Arese, 19-12-2002

Slai Cobas Alfa Romeo
02-44428529


Dallo SLAI Cobas dell'Alfa di Arese:

Maroni insulta i lavoratori lombardi!


Informazioni

 

Oggi dopo l'assemblea, i cassintegrati hanno occupato l'autostrada Milano-Laghi.

E' stato costituito il Comitato dei cassintegrati.

Domani ci saranno due ore di sciopero dalle 9 alle11.

Il 12 è l'anniversario della strage di Stato di p.zza Fontana: innescata esattamente in un momento in cui il fronte operaio era sceso in campo unificando le lotte col sessantotto studentesco.

Una situazione che le lotte dei lavoratori Fiat potrebbe riattivare.

Per questo giovedì i lavoratori dell'Alfa hanno lanciato

una manifestazione che partirà alle 9.30 da P.ta Venezia.

 

Ad essa aderiranno tutte le fabbriche lombarde Fiat o legate alla Fiat e le fabbriche della provincia di Milano che si trovano in situazione di crisi occupazionale.

E gli studenti universitari e delle scuole superiori.

Invitiamo tutti a trovare il modo di partecipare.

Per chi vuol aiutare economicamente la lotta dei lavoratori di Arese comunichiamo il conto corrente unitario della Rsu, invitando tutti a divulgarlo nei posti di lavoro:

 

Per il sostegno delle nostre lotte abbiamo aperto un

c/c. N° 82190940114 INTESA BCI RETE COMIT      

c/o Fiat Auto Filiale di Arese

CAB 32448 ABI 3069­

 

Rsu Alfa Romeo di Arese

 

9/12/2002


Comunicato stampa

 

Questa mattina, 5 novembre, tutta la fabbrica Alfa di Arese è stata bloccata da presidi operai davanti a tutti gli ingressi.

Il presidio continuerà per tutta la giornata.

La totalità dei lavoratori ha aderito alla giornata di sciopero.

 

Oggi pomeriggio, alle 14.30 ci sarà un’assemblea all’Università Statale in via Festa del Perdono indetta dagli studenti universitari e delle scuole superiori sul problema dell’Alfa di Arese. Saranno presenti i lavoratori dell’Alfa. Proporremo agli studenti di Milano di promuovere iniziative comuni di lotta in difesa della realtà produttiva di Arese, delle realtà dell’indotto coinvolte dalla sua eventuale distruzione e di tutte le altre realtà lavorative aggredite.

 

Nella giornata di domani, in base all’andamento della trattativa, i lavoratori decideranno se continuare il blocco totale della fabbrica.

Venerdì pomeriggio inizierà comunque un presidio sul sagrato di p.zza del Duomo che durerà fino alla giornata di sabato, festa di S.Ambrogio. Un’iniziativa che mira a porre al centro dell’attenzione di Milano, in occasione della festa patronale della città, il problema delle sorti dell’Alfa di Arese.

 

Sabato sera centinaia di lavoratori dell’Alfa sono stati invitati da Paolo Rossi a partecipare gratuitamente allo spettacolo che lui tiene al teatro Smeraldo.

 

Fim, Fiom, Uilm, Slai-Cobas, FlmU-Cub di Arese


COMUNICATO

 

L'assemblea generale dei lavoratori di Arese, convocata per un bilancio della situazione in vista della ripresa del confronto tra Fiat governo e sindacati, ribadisce l'indispensabile necessità di proseguire con determinazione la mobilitazione di tutto lo stabilimento nel contesto della lotta dei lavoratori del gruppo Fiat.

Respinge già da ora qualsiasi contrapposizione tra gli stabilimenti. In tal senso proponiamo iniziative di lotta comuni a tutti i lavoratori

Fiat a partire da quelli di Termini Imerese, da decidere con un assemblea nazionale delle R.S.U. del gruppo, da convocarsi dopo il 5 di

dicembre.

Ribadiamo la necessità di una suddivisione del lavoro su tutti gli stabilimenti e nel contempo l'utilizzo dei contratti di solidarietà, la

Cig a rotazione quali strumenti che impediscano l'espulsione dei lavoratori dalle fabbriche.

La nostra proposta al tavolo di trattative è la seguente a cui vincoliamo tutte le strutture sindacali

  1. L'unità produttiva Alfa di Arese passa alla Business-Unit Alfa Romeo con tutti gli attuali lavoratori.

  2. Ad Arese si rafforza, con investimenti specifici, la funzione di: progettazione, ricerca, sperimentazione, stile, prototipi e collaudo relativi a nuovi modelli Alfa, proponendosi anche sul mercato dell'auto come centro di eccellenza per le funzioni assegnate.

  3. Ad Arese si affidano produzioni di nicchia relative al VAMIA ( basso impatto ambientale ) e all'auto sportiva, oltre al motore 6 cilindri nell'attuale produzione e nella sua evoluzione.

  4. Con queste funzioni e produzioni è possibile affrontare il problema strutturale con strumenti quali : Cassa Integrazione a rotazione, contratti di solidarietà.

  5. Nei periodi di eventuale Cassa Integrazione serve il sostegno al reddito dei lavoratori con una integrazione a carico dell'azienda pari a 200 euro mensili, 

  6. Chiediamo che al tavolo delle trattative, siano presenti tutti i sindacati di fabbrica

Arese 3-12-2002

 

FIM, FIOM, UILM, FLMU-CUB, SLAI-COBAS

ANDIAMO IN REGIONE

DAL PRESIDENTE FORMIGONI

A CHIEDERE IMPEGNI PRECISI

PER LA SALVAGUARDIA

DELLO STABILIMENTO DI ARESE

 

 

MERCOLEDI’ 4 DICEMBRE

 

SCIOPERO DI 4 ORE

1° TURNO E CENTRALE

DALLE 9.00 ALLE 13.00

CON MANIFESTAZIONE IN REGIONE

CI SARANNO I PULLMAN ALLE PORTINERIE

2° TURNO         USCITA ALLE 20.30

 

Arese, 3.12.02

 

RSU  FIM, FIOM, UILM, FLMU-CUB, SLAI-COBAS

 

UNA SOLA VOCE

DIFENDIAMO L’ALFA DI ARESE

  

GIOVEDI 5 DICEMBRE

ORE 14,30

ALL’UNIVERSITA’ STATALE DI MILANO

(via Festa del Perdono aula 102)

 

ASSEMBLEA CON I LAVORATORI DELL’ALFA DI ARESE

 

Agnelli vuole mettere in cassa integrazione oltre 8.100 lavoratori di cui la metà sono già dichiarati licenziati senz’appello.

All’Alfa di Arese  sono previsti oltre 1.000 cassintegrati la chiusura della carrozzeria e delle costruzioni sperimentali  e il trasferimento di tali lavorazioni alla Fiat di Torino e Pininfarina.

Ciò per l’Alfa di Arese significa nei fatti la chiusura definitiva.

Contro i licenziamenti alla Fiat, in difesa dell’Alfa di Arese, uniamo la lotta dei lavoratori a quella degli studenti! Ogni cassintegrato, ogni licenziato alla Fiat significa un ulteriore pesante arretramento nelle condizioni di lavoro per tutti i lavoratori dipendenti e per chi nel mondo del lavoro ci vorrà entrare in futuro.

All’assemblea saranno presenti i delegati sindacali e i lavoratori dell’Alfa , altri delegati sindacali e lavoratori di aziende in crisi, studenti medi e universitari.

 

-    Mobilitiamoci insieme per fermare questo scempio.

-    Costruiamo insieme una grande manifestazione cittadina.

UNITI SI VINCE

NO ALLA CHIUSURA DI Arese

NO ALLA DEINDUSTRIALIZZAZIONE E AL LAVORO PRECARIO

 

RSU ALFA DI ARESE (FIOM,SLAI COBAS,FIM,UILM,FLMU)

COLLETTIVO UNIVERSITARIO PANTERA

COMITATI IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

LA NOSTRA VOCE

COMITATI DI SOSTEGNO AI LAVORATORI FIAT

 

Arese 02/12/2002

COMUNICATO STAMPA

 

Oggi nove pullman hanno portato ad Arcore, dove ha sede la villa residenziale del Presidente del Consiglio Berlusconi, centinia di lavoratori dell'Alfa di Arese che intendevano protestare per l'assoluta dimenticanza da parte del Governo della drammatica situazione della loro fabbrica.

La villa era circondata da un impressionante schieramento di forze dell'ordine.

Una delegazione dei rappresentanti sindacali di fabbrica è stata ricevuta dal segretario di Berlusconi a cui hanno consegnato la lettera sotto riportata

 

Arese, 29 novembre 2002

 

Al Presidente del Consiglio

Silvio Berlusconi

 

Signor Presidente del Consiglio, i lavoratori dell’Alfa Romeo di Arese, come quelli di Termini Imerese sono minacciati dal Piano Industriale FIAT, che mette in discussione l’esistenza stessa degli stabilimenti.

Abbiamo salutato positivamente l’intervento del Governo che cerca di salvaguardare lo stabilimento di Termini Imerese, le chiediamo di intervenire con altrettanta convinzione affinché anche Arese sia salvaguardato.

Chiediamo il mantenimento e rilancio della Sperimentazione e Progettazione delle vetture con il marchio Alfa Romeo, della produzione delle vetture a basso impatto ambientale (Piattaforma VAMIA), la produzione delle auto sportive e la produzione del motore sei cilindri.

Questo presuppone un investimento nello stabilimento di Arese che non è previsto dal Piano Industriale FIAT.

Per questo i lavoratori chiedono a lei ed al Governo di assumere una posizione in difesa dello storico stabilimento dell’Alfa Romeo di Arese, dichiarandoci disponibili ad un incontro con le nostre Rappresentanze Sindacali presenti in fabbrica.

 

I Lavoratori dell’Alfa Romeo

FIM- FIOM-UILM- SLAI COBAS- FLMUNITI CUB


Comunicato stampa Alfa di Arese

 

GIOVEDI’ 28

TUTTO IL GIORNO PRESIDIO DELLA FABBRICA

 

VENERDI' 29

MANIFESTAZIONE AD ARCORE

 

·        Domani giovedì 28-11-02 dalle 6 del mattino e per l'intera giornata i lavoratori dell'Alfa di Arese presidieranno la Fabbrica dalle 6.00. Alle 10.00 arriveranno gli Studenti e numerose delegazioni di fabbrica. Alle 17 inizierà lo spettacolo con numerosi artisti fino a tarda sera.

 

·        Venerdì 29-11-02 manifestazione alla residenza del Presidente del Consiglio ad Arcore con 12 pullman.

 

Chiediamo al Governo un intervento in difesa dello stabilimento di Arese così come ha fatto con Termini Imerese. “NON SIAMO CITTADINI DI SERIE B”

 

Fim - Fiom - Uilm - Slai Cobas - FlmUniti 

Alfa Romeo - Arese

27 novembre 2002


Comunicato stampa

Oggi sciopero all'Alfa di Arese.

 

Questa mattina sciopero di un’ora e mezza dei lavoratori di Arese con assemblea alla portineria centrale. I lavoratori hanno espresso questa posizione sulla trattativa di Roma :

  • è un risultato parzialmente positivo lo spostamento della C.I.G.S. ; dimostra che la lotta paga.

  • La trattativa che riprenderà domani deve vedere la presenza di tutti i sindacati di Arese (lo SLAI COBAS, primo sindacato di Arese , non è stato convocato ieri a palazzo Chigi)

  • Nessuno ieri alla trattativa ha parlato di Arese, e questo è per noi gravissimo e inaccettabile.

  • Ad Arese vogliamo che si producano vetture Alfa Romeo, il polo dell'auto ecologica, progettazione e stile delle vetture Alfa

Invitiamo istituzioni e politici a smetterla di parlare di lavori sostitutivi e di ricollocazione degli operai dell’Alfa, magari con i soliti lavori precari e sottopagati

Diffidiamo la Fiat e l'Assolombarda dal dare a chicchessia i curriculum dei lavoratori dell'Alfa, dato che gli interessati non hanno dato loro nessuna autorizzazione.

 

Giovedì 28 occupazione della fabbrica

 

I lavoratori dell'Alfa invitano in fabbrica per giovedì tutti i lavoratori e i loro familiari, i cittadini della zona e di Milano, i giovani e gli studenti.

Sono inoltre invitati i partiti e le istituzioni e le associazioni della società civile.

Nel pomeriggio (dalle 16 alle 24) ci sarà uno spettacolo con attori, cantanti e complessi musicali (vedi allegato) che hanno aderito all'invito dei lavoratori dell'Alfa Romeo per sostenere la lotta contro la chiusura della fabbrica.

 

Arese 26-11-02  

Slai Cobas ( 02.44428529)


«Fermate l’aeroporto o invadiamo le piste»
 

I dipendenti dell’Alfa bloccano Malpensa. «Dimenticati da tutti, vogliamo un incontro con la Regione»

 

Aeroporto bloccato dalle 11 a mezzogiorno. Viaggiatori (in partenza) fermi in coda ai banchi del check in mezzo a fischi e sventolar di bandiere. Viaggiatori (in arrivo) sospesi nel vuoto, incollati ai sedili dei loro aerei che continuavano a volare in attesa del segnale di atterraggio. Il terminal uno invaso dalle tute blu dell’Alfa di Arese. Così si presentava ieri mattina l’aeroporto di Malpensa. Si è trattato di una manifestazione annunciata. L’ennesima tappa della protesta dei dipendenti Fiat contro la cassintegrazione a zero ore richiesta dall’azienda per mille tra operai e impiegati dello stabilimento di Arese. Doveva essere un’«occupazione» pacifica. Ma alla fine non tutto è andato come da accordi presi a Varese da sindacato e prefettura.

I TAFFERUGLI - I lavoratori dell’Alfa che si sono trasferiti armi e megafoni all’interno dell’aeroporto erano più di 500. Verso le 9.30 sono partiti da Arese stipati su una decina di pullman. Sono arrivati alla Malpensa scortati dalle auto della polizia. Poi, in corteo, hanno percorso la rampa che porta alle «partenze» del terminal uno. Sulle porte d’entrata dell’aeroporto, hanno trovato la strada sbarrata dalle forze dell’ordine: spintoni e gomitate, qualcuno è caduto a terra. Ancora spinte per fare entrare quello che le tute blu chiamano «il carrello», un supporto mobile che serve a trasportare i megafoni che danno voce alla protesta.
Una volta forzato lo sbarramento, si contano i lividi. Carmela Tassone, 52 anni, dipendente del reparto carrozzerie, mostra il referto del servizio sanitario dell’aeroporto: tre giorni di riposo, salvo complicazioni. Una ragazza piange seduta dietro a uno dei banconi del check in. Si chiama Bibiana, lavora al centro stile: «A un certo punto sono caduta a terra, ho avuto paura, mi sono sentita schiacciata nella ressa».

L’ASSEMBLEA - Nel salone del check in la tensione si allenta. «Qualcuno ci dica ufficialmente che l’aeroporto è bloccato, altrimenti da qui non ce ne andiamo e scendiamo direttamente sulle piste», urla al megafono il delegato dello Slai Cobas, Renzo Canavesi.
La comunicazione arriva. Alle 11 l’aeroporto è bloccato. E l’occupazione si trasforma in una vera e propria assemblea sindacale. Il traffico aereo resterà bloccato fino a mezzogiorno, quando l’Alfa di Arese esce e, in corteo, sale di nuovo sui pullman.

LE POLEMICHE - Le rivendicazioni sono soprattutto tre. La prima: la protesta di Arese è invisibile perché trascurata dai media. La seconda: la protesta di Arese passa in secondo piano rispetto a quella di Termini Imerese. Poi c’è la polemica sull’area Fiat. Si tratta di circa due milioni di metri quadrati che dal ’95 sono divisi in due parti: una prima area destinata alla reindustrializzazione e controllata dalla Alfa Business Park, società posseduta al 70 per cento dall’americana Aig Lincoln. Una seconda area, definita «arroccamento Fiat» in quanto proprio qui l’azienda torinese ha concentrato lo stabilimento produttivo, è di proprietà della Estate sei spa, società che fa riferimento a Riccardo Conti, deputato lombardo del Cdu.
«Secondo documenti in nostro possesso la società Alfa Business Park ha proposto una variazione della destinazione d’uso dell’area, oggi industriale - dice Antonio Lareno, segretario della Camera del Lavoro di Milano -. Tutto ciò muterebbe lo spirito dell’accordo di programma firmato nel ’96: si tratta di una prospettiva inammissibile. Su questo tema abbiamo chiesto un incontro urgente ai comuni di Arese, Bollate, Lainate, Rho e Garbagnate».
Tramite il suo legale, l’avvocato Innocenzo Gorlani, l’onorevole Conti sostiene che «non esiste alcuna volontà di cambiare la destinazione d’uso dell’area. Al contrario, l’obiettivo è localizzare altre attività industriali e produttive». E, per quanto riguarda la cordata che affianca Conti nel controllo dell’area, l’avvocato conferma «che si tratta di industriali bresciani e milanesi. Nessun ex manager Fiat è coinvolto».
Sul fronte regionale è partita una lettera da parte dei sindacati confederali lombardi con cui si sollecita un incontro al Pirellone.
Rita Querzè

 

Corriere della Sera
22.11.02


Comunicato stampa

 

CONTRO LA CHIUSURA DELL’ALFA ROMEO DI ARESE

 

Sabato 23 novembre, durante l’incontro calcistico tra Milan A.C. e Internazionale F.C. i figli dei Lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese, saranno presenti in campo prima dell’inizio della partita per denunciare il piano Fiat che prevede la chiusura dello stabilimento di Arese. 

Per queste ragioni i ragazzi, qualche minuto prima dell’inizio della partita, porteranno sul prato di San Siro uno striscione su cui c'è scritto: “salviamo l’Alfa di Arese”.

Inoltre le due società, ci hanno fatto sapere, che in segno di solidarietà con la nostra lotta, regaleranno ai ragazzi delle magliette e alcuni palloni.

Chiediamo alle trasmissioni sportive di dare risalto all'iniziatíva, inquadrando lo striscione dell'Alfa Romeo.

Certi di un Vostro impegno

Distinti saluti

 

I lavoratori dell'Alfa Romeo

Arese, 21 novembre 2002

 

Per il sostegno delle nostre lotte abbiamo aperto un

c/c. N° 82190940114 INTESA BCI - RETE COMIT 

c/o Fiat Auto - Filiale di Arese

CAB 32448 ABI 3069


CONTRO LA CHIUSURA DELL'ALFA ROMEO DI ARESE

CONTRO L'OSCURAMENTO DELLE NOSTRE LOTTE

 

Questa mattina i lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese, in massa hanno scioperato contro il Piano della FIAT.

 

E’ stato effettuato un presidio con più di mille lavoratori, presso la sede della RAI di Milano per rivendicare una corretta e compiuta informazione sulle lotte che da parecchie settimane i lavoratori dell'Alfa fanno, allo scopo di scongiurare la chiusura dello stabilimento di Arese (visto che la RAI e MEDIASET tentano di sminuire).

Una delegazione è stata ricevuta dai funzionari della RAI a cui è stata espressa la rabbia dei lavoratori sull'informazione vergognosa data alla nostre lotte.

Mentre la delegazione veniva ricevuta, i lavoratori in corteo hanno bloccato Corso Sempione e Occupato la Stazione delle Ferrovie Nord “La Bullona" lì vicino.

I lavoratori hanno deciso per giovedì prossimo di andare a manifestare all'Aeroporto Internazionale della Malpensa.

Nella prossima settimana, accentueremo la nostra lotta, faremo anche presidi con blocchi della produzione coinvolgendo tutta Milano in difesa dello stabilimento dell'Alfa Romeo di Arese.

Durante l'assemblea è intervenuto uno studente delle università che a nome degli studenti ha riferito che sono pronti ad unirsi ai lavoratori nelle prossime iniziative,

 

Le RSU   FIM-FIOM-UILM-SLAI COBAS-FLMU

 Arese, 19 novembre 2002   Alfa Romeo - Arese


Comunicato stampa:

 

HANNO COMPRATO L'ALFA CON I SOLDI DEL CONTO SACISA?

DOMANI MANIFESTAZIONE UNITARIA DEI LAVORATORI DELL'ALFA

ALLA SEDE DI AIG-LINCOLN PROPRIETARIA DELL'AREA DI ARESE.

 

Quando si parla dello stabilimento Alfa Romeo di Arese, occorre sapere che si parla di un'area di oltre 2,2 milioni di metri quadri, con un allacciamento con le ferrovie nord, a due chilometri dall'autostrada per i laghi e a pochi chilometri dall'aeroporto internazionale della Malpensa. A fine 2000 tutti i capannoni dello stabilimento Alfa Romeo di Arese (ad eccezione delle palazzine dei Centro Direzionale e del Centro Tecnico) sono stati venduti dalla SIFI spa finanziaria fiat a Belfiore spa.

 

Amministratore di Belfiore spa (capitale sociale 24 milioni di lire) era Riccardo Conti, bresciano, ex segretario della DC locale ed ex vicesindaco, per anni fedelissimo di A.Gava, oggi parlamentare del CDU al fianco del Ministro Rocco Bottiglione.

Riccardo Conti ha creato anche una decina di società immobiliari che si chiamano tutte allo stesso modo (Immobiliare Estate due, Immobiliare Estate tre, Immobiliare Estate quattro eccetera) che spesso si controllano a vicenda.

Quando sui giornali è apparsa la notizia dell'acquisto delle aree ex Alfa da parte di Belfiore, appariva evidente a tutti che Riccardo Conti non aveva i capitali per una operazione di oltre 500 miliardi di vecchie lire. Conti che in passato aveva amministrato un allevamento di maiali, una legatoria artigiana ed una casa editrice con poca fortuna, dichiarava che per l'affare Alfa aveva tra i soci  “imprenditori milanesi e bresciani” di cui non ha mai fatto i nomi.

 

Alcuni dati però appaiono evidenti:

  • In Belfiore spa, il braccio operativo dell'affare Alfa è Giorgio Maiocchi dirigente Fiat-Sepin.

  • Una società amministrata da Conti è la Segepark spa con sede a Sesto S.Giovanni viale Italia 1. Nella Segepark spa compaiono in varie fasi Gatto Giuseppe, Morniroli Aldo, Leodari Giovanni, Chicco Paolo, Gaddo Pierpaolo e Gatti Antonio, tutti uomini Fiat che compaiono negli atti al processo di Torino sulle tangenti Fiat che ha portato alla condanna definitiva di Romiti. In particolare Chicco e Gatti il 13-4-1993 hanno partecipato alla riunione a Vaduz con l'avv. Gandini, Papi, Montevecchi, Pomodoro e Ferri in cui si decise di distruggere i documenti riguardanti il conto Sacisa, il famoso "tesoretto" che serviva a Romiti e soci per pagare le tangenti ai politici. Sempre nel 1993, nelle casse della Segepark arrivano diversi versamenti di capitali.

  • La Segepark, è stata controllata dalla Multiparuno società con sede a Torino in corso Marconi. La Multiparuno srl nel 1999 è stata incorporata nella Sicind spa, con sede a Torino corso Marconi. Della Sicind ne parla Ghidella nel suo interrogatorio ai giudici torinesi del 1° aprile 1995.

  • La Belfiore spa con a capo Conti, per l'affare Alfa, ha stretto una joint venture con l'Aig Lincoln, uno dei maggiori gruppi assicurativi mondiali, che il 22-4-02 hanno costituito la società Aig-IincoIn estate srl.

Domani i lavoratori dell'alfa di Arese, in concomitanza con lo sciopero nazionale dei metalmeccanici, dopo il corteo da piazza S. Babila a via Pantano, si recheranno in corteo sotto la sede dell'Aig-LincoIn estate srl di via Borgonovo a Milano.

Chiediamo a tutti i lavoratori milanesi ed alle istituzioni presenti al corteo, di unirsi ai lavoratori di Arese. 

  

L'ALFA ROMEO DI ARESE DEVE PRODURRE AUTO ALFA

DEVE DIVENTARE POLO DELLA PRODUZIONE DI AUTO ECOLOGICA.

NELLE AREE DISMESSE DELLA FABBRICA SI DEVONO INSEDIARE

AZIENDE INDUSTRIALI E CON OCCUPAZIONE AGGIUNTIVA.

 

14-11-02

slai cobas alfa romeo


FIAT ARESE. SINDACATI, DI NUOVO ALBERTINI NON CI RICEVE.

CUB, COBAS E CGIL - POLITICA DEL COMUNE E’ INESISTENTE

 

(ANSA) - MILANO, 12 NOV - I sindacati hanno reso noto che  “per la seconda volta nelle ultime settimane il sindaco di Milano, Gabriele Albertini, non ha ricevuto i rappresentanti dei lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese, e oggi ha ancora delegato l'assessore al Personale, Carlo Magri”.

Ma Cgil, FlmUniti-Cub e Slai-Cobas, contestano complessivamente la politica dell'amministrazione, definita “inesistente”, sostenendo che “a differenza di Termini Imerese, il Comune di Milano si preoccupa semmai solo di riassorbire qualche disoccupato, quando nessuno lo chiede in questo momento, e non di difendere il destino industriale di Arese e di contrastare il piano di ristrutturazione della Fiat”.

Carlo Pariani, della FlmUniti-Cub, chiede tre cose al Comune: “il museo delle auto storiche Alfa deve rimanere ad Arese e non essere spostato a Milano, per simboleggiare la difesa della fabbrica; l'amministrazione deve partecipare, con il proprio gonfalone, alla manifestazione di venerdì prossimo nel capoluogo lombardo per lo sciopero dei metalmeccanici, e garantire uno spazio in Galleria Vittorio Emanuele o in piazza Duomo per una mostra che dia visibilità ai lavoratori”.

Secondo il coordinatore nazionale dello Slai-Cobas, Renzo Canavesi, “il sindaco Albertini fa il furbo” perchè “potrebbe modificare veramente il piano industriale della Fiat e salvaguardare realmente la fabbrica di Arese intervenendo attraverso i rappresentanti da lui designati nelle banche”. “Albertini - afferma Canavesi - ha designato il vicepresidente nella Fondazione Cariplo e sempre il Comune designa 4 rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione di Banca Intesa-Bci”.

Guglielmo Cappai, della Fiom-Cgil, si dice “totalmente insoddisfatto del comportamento del Comune” perchè “verso Arese non c'è la minima attenzione e si è sbagliato tutto”. Cappai chiede infine “atti concreti e visibili per salvare la fabbrica come quelli già assunti dal comune di Termini lmerese”.


FIAT

MARONI FA IL FURBO
SCARICA I LAVORATORI LOMBARDI

Solo alcuni giorni fa, Governo, Sindacati Confederali partiti di sinistra partiti di destra ecc., chiedevano a gran voce alla Fiat di modificare il piano industriale che non prevede le sviluppo del settore dell'auto, mette in CIGS 8.100 lavoratori, chiude, Arese e Termini Imerese.
Solo alcuni giorni fa il ministro Maroni diceva che la Fiat non doveva abbandonare lo stabilimento di Arese.
Ieri al ministero, senza aver modificato nessuna parte, la Fiat, ha riconfermato il piano industriale consegnato alcune settimane fa.
Il ministro Marini, anziché porre precise condizioni alla Fiat prima di concedere soldi pubblici, ha già accettato tutto il piano Fiat non affrontando la questione della chiusura dell'Alfa Romeo di Arese e pendendo in giro i lavoratori di Termini Imerese.
Per Arese ha già dichiarato che è giusto trasferire a Mirafiori l’auto ecologica e lo costruzioni sperimentali. 
La Fiat chiude Arese dopo aver intascato miliardi e miliardi dalla collettività e questa volta anche con la benedizione del ministro della Lega.
Ora la trattativa passa al Presidente dei Consiglio senza che i rappresentanti dei sindacati di Arese vengano consultati (nonostante la legge dica chiaramente il contrario).
Ieri la maggioranza dei delegati di Fim, Fiom, Uilm, Slai Cobas, Cub, di Arese ha chiesto al Ministero del Lavoro di convocare tutti i sindacati presenti in fabbrica.

CONTINUA LA LOTTA

GIOVEDI 7 novembre DALLE 10,00

MANIFESTAZIONE ALLA REGIONE LOMBARDIA

CHIEDIAMO ALLA REGIONE DI APPLICARE QUANTO DECISO DAL CONSIGLIO:

  • L'AUTO ECOLOGICA DEVE RESTARE AD ARESE

  • L'ALFA DEVE PRODURRE VETTURE AD ARESE

SLAI COBAS ALFA ROMEO

Arese 6/11/02


COMUNICATO STAMPA

RAI TRE : TRASMISSIONE DEL 5.11.02 “ BALLARO'”

 VOGLIONO OPERAI PIAGNUCOLOSI,

CHE NON CRITICANO LA FIAT E LA SINISTRA

 

Dopo una settimana di preparazione, prenotato viaggio aereo ed albergo, concordato intervento in trasmissione, sei operai dell'Alfa Romeo di Arese vengono cancellati dalla trasmissione.

Motivo: la presenza in studio dell' on. Fassino (DS), di Sabatini (FIOM CGIL) e di un Responsabile FIAT che non devono avere contraddittorio.

 

SIAMO ALLE SOLITE! 

LA TELEVISIONE PUBBLICA E’ AL SERVIZIO DI POCHI! 

SOLO ALCUNE SETTIMANE FA LA STESSA STORIA ERA SUCCESSA CON “porta a porta” MA VESPA NON HA CEDUTO ALLE PRESSIONI DI  FIAT E SINISTRA.

 

Lettera inviata a:

  • Consiglio di amministrazione RAI

  • Ministro delle comunicazioni, on. Gasparri

  • Commissione di vigilanza RAI

.......  E NON CI VENGANO A DIRE CHE VOGLIONO SALVARE L'ALFA ROMEO DI ARESE!

 

Arese 4/11/02

Slai Cobas Alfa Romeo


COMUNICATO STAMPA 

 

Il Sindaco di Milano Albertini e le banche d'accordo con la Fiat!

 

Ouesta mattina i lavoratori dell’Alfa Romeo di Arese hanno manifestato per le vie del centro di Milano in difesa dello stabilimento.

Il corteo si è fermato per tenere comizi davanti alle sedi di Unicredito, di San Paolo e della Cariplo Banca Intesa per concludersi davanti al comune di Milano.

I lavoratori hanno manifestato contro le politiche delle banche che hanno dichiarato la loro adesione ai piano Fiat che prevede 8.100 esuberi e la chiusura di Arese e Termoli Imerese.

Alla manifestazione hanno aderito i sindacati di Banca Intesa che ha dichiarato 8.000 esuberi.

Alla fine della manifestazione i lavoratori hanno protestato contro le affermazioni del sindaco di Milano Albertini, che anziché intervenire per difendere lo stabilimento di Arese ha già dato disponibilità ad assumere gli operai Alfa per lavori precari a dare multe agli automobilisti.

I lavoratori dell'Alfa non sono in cerca di qualche lavoro ma stanno lottando contro la speculazione sulle aree di Arese in difesa della più grande fabbrica della Lombardia.

Alla fine della manifestazione una delegazione di lavoratori dell' Alfa si è incontrata con l’assessore al lavoro del comune di Milano Magri, che non ha preso nessuna decisione a sostegno dei lavoratori di Arese.

 

29/10/02

 

slai cobas alfa romeo


SLAI Cobas Varese

ben riuscito il presidio organizzato martedì 22 ottobre 2002

davanti alla prefettura di Varese contro la chiusura dell'Alfa Romeo di Arese


COMUNICATO STAMPA

 

L'ALFA PARTECIPA IN MASSA

AL CORTEO DEI SINDACATI DI BASE

 

STRAORDINARIA PARTECIPAZIONE ALLO SCIOPERO DI OGGI CONTRO LA CHIUSURA DELL'ALFA, LA CIGS A ZERO ORE E PER L'ESTENSIONE DELL'ARTICOLO 18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI.

ORGANIZZATI DALLO SLAI COBAS E DALLA FLM Uniti-CUB, DALL'ALFA ROMEO SONO PARTITI 10 PULLMAN STRACOLMI DI LAVORATORI (CINQUECENTO OPERAI) E ALTRI 300 SONO ANDATI DIRETTAMENTE A PIAZZA CAIROLI.

LA MANIFESTAZIONE DEI SINDACATI DI BASE SI E' APERTA CON UNO STRISCIONE CON SU SCRITTO:  

"L’ALFA E' IL FUTURO DI ARESE = AUTO - MOTORI - RICERCA".

I LAVORATORI DELL'ALFA ROMEO OLTRE AGLI SLOGAN CONTRO AGNELLI E CONTRO LE AMMINISTRAZIONI DELLA LOMBARDIA CHE ANCORA STENTANO A PRENDERE POSIZIONE CONTRO LA CHIUSURA DELLA PRESTIGIOSA CASA AUTOMOBILISTICA, HANNO FATTO APPELLO A TUTTI GLI ALTRI LAVORATORI, STUDENTI, PENSIONATI E CITTADINI.

VOGLIAMO COSTRUIRE INSIEME UN VASTO MOVIMENTO CHE SAPPIA LANCIARE UNA GRANDE MANIFESTAZIONE IN DIFESA DELL'ALFA PER LE PROSSIME SETTIMANE.

DA PARTE LORO I LAVORATORI DELL'ALFA GIA’ DALLA PROSSIMA SETTIMANA CONTINUERANNO CON LE INIZIATIVE.

PER GIOVEDI' E' PREVISTO UNO SCIOPERO CON MANIFESTAZIONE ESTERNA.

INVITIAMO STAMPA E TELEVISIONI A DARNE COMUNICAZIONE

SLAI COBAS ALFA ROMEO                 FLMU-CUB ALFA ROMEO

Arese, 18/10/02


ASSEMBLEA APERTA 14-10-2002

L’ALFA ROMEO E’ IL FUTURO DI ARESE

 

La crisi Fiat. La crisi Fiat viene da lontano, i sintomi erano visibili già nel decennio scorso e sono da imputare ad errori strategici ed a una evidente crisi di prodotto, specie sul marchio Fiat e Lancia.

 

Invece di perseguire innovazione sul prodotto, affrontando le tematiche dell’inquinamento e quindi delle energie alternative sull’auto, delle dimensioni spaziali dell’auto e presidiare i segmenti alti, ha puntato tutto sull’abbattimento dei costi, affidando a terzi pezzi sempre maggiori del processo produttivo, spostando le produzioni nei paesi dove il lavoro costa poco e sulla ricerca di quote aggiuntive di mercato nei paesi di prima motorizzazione.

Il baricentro si è spostato e frammentato e con esso i saperi, i mestieri, le competenze.

 

La Fiat, dopo aver preteso ed ottenuto il monopolio dell’auto in Italia, non è stata in grado di gestire e valorizzare né i marchi né le qualità dei dipendenti acquisiti. Esempio emblematico l’Alfa Romeo, acquisita per eliminare un potenziale concorrente e usata esclusivamente per le capacità produttive degli stabilimenti. L’Alfa è stata massacrata dal punto di vista occupazionale ed omologata alla Fiat provocandone il lento declino e disperdendo un patrimonio di conoscenze, di ricerca e di progettazione.

Nonostante ciò ai lavoratori si vogliono far pagare gli errori del gruppo dirigente.

Oggi la Fiat chiede ulteriori espulsioni di 8100 lavoratori attraverso la Cigs a zero ore e la chiusura di due stabilimenti, Arese e Termini Imerese.

Sin dal 1987 (anno dell’acquisizione) si è perseguito esclusivamente lo smantellamento di Arese e non lo sviluppo. Arese è stata una miniera d’oro. Prima l’acquisto a prezzi stracciati, poi il finanziamento di 238 Miliardi per l’auto elettrica, poi i soldi del CRAA che è fallito, infine la vendita delle aree con un affare di circa 1000 miliardi.

I modelli Alfa sono stati spostati in altri stabilimenti (la 166 prima a Rivalta poi a Mirafiori, lo spyder e coupè da Pininfarina) ed è stata sciolta la piattaforma Vamia.

Oggi ad Arese ci sono solo 2300 lavoratori (rispetto ai 15000 del 1987) divisi tra direzione tecnica (1000), motore 6 cil (450) e Multipla a metano(650) e altri settori terziarizzati (250).

 

Anche il sindacato deve fare autocritica

Se da un lato la dirigenza Fiat ha fallito, non sono nemmeno serviti accordi sindacali che hanno accettato i piani industriali della Fiat.

Si sono accettati ritmi massacranti a Melfi, Termoli, Pratola Serra e Cassino, gli staordinari a Pomiglino e gli scorpori in tutta la Fiat.

Occorre equiparare le condizioni di lavoro e di salario tra tutti gli stabilimenti e vanno superati gli accordi di Melfi, Termoli e pratola Serra sul lavoro domenicale e di notte.

Per Arese i continui accordi con trasferimenti di lavorazioni altrove e la creazione del Craa hanno favorito la Fiat nello smantellamento della fabbrica.

I famosi accordi con i 4000 occupati e per la produzione dell’auto ecologica non sono stati rispettati.

 

Il vero obiettivo Fiat: liberare l’area per le speculazioni

Da anni assistiamo ai balletti sulle proprietà dell’area, cambiano le sigle ma restano gli stessi  consigli di amministrazione. L’Aig Lincol, seconda compagnia assicurativa americana è diventata la proprietaria di tutta l’area dell’ex Alfa Romeo di Arese.

 

Un piano credibile di rilancio

Occorre uscire da una condizione di subalternità culturale rispetto alla Fiat, che per troppi anni ha caratterizzato la politica e anche il sindacato.

L’importanza del settore auto sull’intera economia e il numero degli occupati in termini diretti e nelle aziende collegate, impongono scelte radicalmente nuove e alternative rispetto a quelle praticate nel passato, compreso la ricomposizione del processo produttivo devastato con esternalizzazioni e terziarizzazioni.

 

Qualsiasi piano di rilancio della Fiat deve partire dal presupposto che tutti i lavoratori debbano rimanere in fabbrica e debbano rimanere aperti tutti gli stabilimenti. Occorre rifiutare perciò la Cigs a Zero ore ad Arese, Termini Imerese, a Cassino e a Mirafiori.

A questo scopo salutiamo fondamentali le parole pronunciate con fermezza dall’arcivescovo di Milano Card. Dionigi Tettamanzi.

 

Occorre perciò dividere il lavoro nell’immediato e progetti credibili per il futuro.

 

Occorrono finanziamenti e investimenti per rilanciare il prodotto che è il vero problema della Fiat e garanzie certe che vengano usati per l’auto. A questo scopo riteniamo utile che la famiglia Agnelli si faccia da parte perché non garantisce il futuro in quanto ha dimostrato negli anni di aver sperperato ingenti finanziamenti dello stato scaricandone però le perdite.

 

L’ALFA E’ IL FUTURO DI ARESE

Per Arese è fondamentale mantenere gli attuali occupati e costruire un futuro legato all’Alfa Romeo.

Il marchio Alfa oggi è l’unico che è in grado di competere sul mercato, tanto è vero che lo stabilimento di Pomigliano non riesce a soddisfare le esigenze Produttive.( sei mesi per avere una vettura ne sono l’esempio lampante)

Sia l’accordo con GM, sia la recente decisione di creare le Business-unit impongono l’esigenza di rilanciare con forza il marchio Alfa Romeo per coprire la fascia alta di mercato essenziale per il mercato Europeo e Americano.

Ad Arese deve rimanere la multipla a metano e va fatta la ricerca e lo studio delle vetture a Fuel-cell (celle a combustibile), la progettazione,la sperimentazione e il centro stile delle vetture Alfa, la produzione di una vettura Alfa, la progettazione e la produzione del motore 6 cilindri, realizzato in collaborazione con GM.

Rilanciare l’Alfa Romeo  di Arese significa anche contribuire al rilancio della Fiat stessa.

Rispetto poi al cosiddetto polo logistico, l’attuale progetto ci trova contrari in quanto porterebbe soltanto squilibri ambientali elevatissimi.

Riteniamo invece che debbano essere inserite aziende che sviluppino lavori di qualità con occupazione aggiuntiva per rispondere ai bisogni del nostro territorio.

L’area ex Alfa Romeo dopo ben sei anni di “deindustrializzazione” vede solo lavori dequalificati, precari e inquinanti ( dalla rottamazione del ferro allo smaltimento di rifiuti).

 

CHIEDIAMO IMPEGNI CONCRETI

  • A tutti chiediamo un impegno concreto per impedire la Cigs a Zero ore, elemento fondamentale e irrinunciabile per impostare un progetto di sviluppo.

  • Il rientro di tutti i licenziamenti dei lavoratori ex Alfa collocati nel consorzio.

  • Di impedire il trasferimento della Multipla a metano a Mirafiori. La Multipla deve rimanere ad Arese. La Fiat ha ricevuto dallo Stato un finanziamento di 350 miliardi di vecchie lire per impiantare ad Arese la produzione delle vetture ecologiche, in aggiunta a questi la Regione Lombardia ha stanziato ben 700 miliardi. Sarebbe paradossale che questi soldi (specie quelli della Regione)non fossero spesi per difendere i posti di lavoro ad Arese.

  • Pretendere che l’Alfa Romeo rimanga e si sviluppi ad Arese. L’alfa è la storia del nostro territorio, un simbolo e un bene da preservare non solo per i lavoratori ma anche per la popolazione e per il nostro futuro.

  • Il cosiddetto polo logistico porti occupazione aggiuntiva e di qualità.

La lotta dei lavoratori dell’Alfa continuerà nelle prossime settimane. Riteniamo fondamentale che si crei una unita con i cittadini, gli studenti del territorio circostante.

Chiediamo a tutte le istituzioni, Regione, Provincia, partiti, forze sociali, amministrazioni comunali non solo di stare al nostro fianco ma di esprimersi e operare con chiarezza perché L’Alfa Romeo sia il futuro di Arese.

Siamo certi che ancora una volta, tutti assieme, saremo in grado di sconfiggere i piani della Fiat e dare un futuro certo ai lavoratori e all’Alfa Romeo di Arese.

Carlo   Pariani            Flm Uniti-Cub

Renzo Canavesi       Slai-Cobas


ALFA ROMEO DI ARESE
NON CI FAREMO CHIUDERE (2)

 

Nella giornata di giovedì 10 tutta la fabbrica si è fermata in sciopero con manifestazioni indette da Slai Cobas e Flmu Cub. Ma ancora una volta non possono essere i lavoratori a difendere una fabbrica che offre lavoro a migliaia di lavoratori ed è un patrimonio di tutta la Lombardia.
E’ vergognoso che le amministrazioni locali, comuni, provincia, regione, diversamente da come  fanno a Termini Imerese, non abbiano nulla da dire, o addirittura, come il sindaco di Arese, accettano di fare chiudere la fabbrica  dicendo che “tanto poi nell’area si svilupperanno il triplo degli occupati”!
Oltre a dire falsità si prospetta un futuro lavorativo in aziende come la Rotamfer che tritura materiale ferroso e la Caris che divide i rifiuti solidi urbani, ovvero la spazzatura.

Noi siamo convinti che Arese ha tutte le potenzialità per il rilancio del marchio alfa romeo.
Occorre però mantenere la produzione della multipla a metano e gpl, continuare la produzione del motore 6 cil. portare ad Arese la produzione di una vettura alfa e rilanciare la progettazione, sperimentazione e centro stile.
Per la Fiat serve il rilancio dell'Alfa Romeo, un piano strategico credibile e l'uscita di scena della famiglia Agnelli che in Lombardia ha operato come uno "sfascia carrozze" chiudendo tutte le fabbriche che gli sono state regalate.

Per questo i lavoratori di Arese continueranno la lotta e dicono di no alla cigs a zero ore.
Chiediamo ai politici e agli amministratori pubblici lombardi di muoversi subito.
Ai cittadini e a tutti i lavoratori di solidarizzare con la nostra lotta.

 

Per questo invitiamo tutti i cittadini a manifestare con i lavoratori Alfa.

L'appuntamento è lunedì 14 ottobre alle ore 9.15 davanti alla portineria centrale.

 

ARESE 8.10.2002

 

SLAI   COBAS          FLMU  CUB

 

i nostri recapiti: 0244429529 0244429731


COMUNICATO STAMPA.

 

ALFA ROMEO DI ARESE

NON CI FAREMO CHIUDERE

 

 

LA FIAT MA ANNUNCIATO CHE INTENDE DARE IL COLPO DI GRAZIA ALLO STABILIMENTO DI ARESE.

MA STA FACENDO I CONTI SENZA I LAVORATORI.

L'INCONTRO, PREVISTO IN UN PRIMO MOMENTO A TORINO,  E' STATO SPOSTATO A ROMA E, COME AL SOLITO, NON SONO STATI CONVOCATI I SINDACATI DI BASE (SLAI COBAS E FLM UNITI-CUB) CHE RAPPRESENTANO LA MAGGIORANZA DEI LAVORATORI DI ARESE.

SOLO VENERDI' 4 OTTOBRE LA FABBRICA  E’ STATA BLOCCATA DA UNO SCIOPERO ORGANIZZATO DAI SINDACATI DI BASE.

 

SIN DAL SUO INSEDIAMENTO LA FIAT ALTRO NON HA FATTO CHE DEMOLIRE LE POTENZIALITA', DELL' UNICO MARCHIO CHI OGGI TIRA SUL MERCATO.

NEL 1989 L' ALFA 75, OGGI L’ALFA 156 E' STATA PORTATA A POMIGLIANO.

NEL 1994 L' ALFA 164, OGGI L’ALFA 166 E' STATA PORTATA PRIMA A RIVALTA E POI A MIRAFIORI.

NEL 2000 LO SPYDER COUPE’ E’ STATO PORTATO A PININFARINA

NONOSTANTE CIO' LA FIAT STA PERDENDO QUOTE DI MERCATO E FATTURATO PERCHE' LO STABILIMENTO DI POMIGLIANO NON E' IN GRADO DI PRODURRE LE VETTURE ALFA RICHIESTE

 

LA COSA ASSURDA E’ CHE PER PORTARE AVANTI QUESTO SCEMPIO LA FIAT HA ANCHE RICEVUTO CENTINAIA E CENTINAIA DI MILIARDI DALLO STATO DI CUI NE’ I RESPONSABILI DEI GOVERNI PRECEDENTI NE’ DI QUELLO ATTUALE CHIEDE CONTO.

ADESSO PER FAR. FINTA DI SALVARE MIRAFIORI E LASCIARE L'AREA DI ARESE LIBERA ALLE SPECULAZIONI VOGLIONO PORTARE VIA L'ULTIMA PRODUZIONE RIMASTA, QUELLA DELL'AUTO ECOLOGICA PER LA QUALE LA FIAT HA INTASCATO 350 MILIARDI DI VECCHIE LIRE E LO STATO HA PRESENTATO UN PIANO NAZIONALE DA 2.000 MILIARDI.

 

LAVORO AD ARESE: NO ALLA CIGS A ZERO

 

ARESE HA TUTTE LE POTENZIALITA’ PER IL RILANCIO DEL MARCHIO ALFA ROMEO. QUESTO SIGNIFICA MANTENERE LA PRODUZIONE DELLA MULTIPLA A METANO E GPL, CONTINUARE LA PRODUZIONE DEL MOTORE 6 CIL, PORTARE AD ARESE LA PRODUZIONE DI UNA VETTURA ALFA E RILANCIARE LA PROGETTAZIONE, SPERIMENTAZIONE E CENTRO STILE.

 

PER LA FIAT SERVE IL RILANCIO DELL'ALFA ROMEO, UN PIANO STRATEGICO  CREDIBILE E L'USCITA DI SCENA DELLA FAMIGLIA AGNELLI.

 

I LAVORATORI DI ARESE CONTINUERANNO LA LOTTA.

PER QUESTO CHIEDIAMO AI POLITICI E AGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI LOMBARDI DI MUOVERSI SUBITO.

Al CITTADINI E A TUTTI I LAVORATORI DI SOLIDARIZZARE CON LA NOSTRA LOTTA.

 

LA FIAT DEVE SAPERE CHE I LAVORATORI ALFA SIANO ESSI IN CIGS 0 IN MOBILITA’, NON STARANNO A CASA MA SARANNO INCESSANTEMENTE IN TUTTE LE PIAZZE PER RIVENDICARE LAVORO AD ARESE E IL RILANCIO DELL'ALFA ROMEO.

 

ARESE    8.10.2002

SLAI COBAS        FLM UNITI

TEL.FAX 02/44428529


COMUNICATO STAMPA

 

ARESE: BLOCCATA DALLO SCIOPERO L'INTERA FABBRICA. CENTINAIA DI LAVORATORI IN CORTEO ALL'AIG INCOLN

ARESE DEVE RESTARE UNO STABILIMENTO AUTOMOBILISTICO

 

Massiccia adesione oggi allo sciopero indetto dallo SLAI COBAS e FLMU-CUB in difesa dello stabilimento.

L’iniziativa, promossa già dai giorni scorsi, ha acceso di più la rabbia dei lavoratori dopo le notizie date ieri dalla FIAT sulla CIG e mobilità ad Arese, Mirafiori e Termoli.

Per Arese qualsiasi ipotesi di cig o mobilità sarebbe l'anticamera della chiusura dell'intero stabilimento.

Già si parla di portare via le produzioni VAMIA a Torino mentre invece la 166 marchio Alfa Romeo dallo stabilimento di Mirafiori, dove attualmente si produce, invece di riportarla ad Arese viene spostata a Pininfarina dove già si producono spyder coupè alfa romeo.

Non è quindi vero che non ci potrebbe essere un futuro per Arese.

Mentre Pomigliano non riesce a produrre a sufficienza per il mercato, mentre tutte le vetture alfa romeo prodotte ad Arese vengono trasferite a Pininfarina, Arese chiude.

 

I lavoratori in corteo hanno manifestato nelle Aree del Craa dove sono stati licenziati 50  lavoratori ex alfa. Hanno inoltre manifestato all'AIG Lincoln società americana che ha comprato l'intera area di Arese per trasformarla in un polo logistico con posti di lavoro precari e sottopagati.

 

Nelle prossime settimane continueranno le iniziative di lotta.

 

Arese 4/10/02

Slai Cobas Alfa Romeo


COMUNICATO STAMPA

 

“UN PIEDE IN DUE SCARPE”

 

Ottobre sarà un mese decisivo per le prospettive dell'Alfa Romeo di Arese.

Vanno quindi definiti:

• Obiettivi chiari

• un programma di lotte incisive

• Modalità di conduzione della trattative che sia democratico

Mentre Fim e Uilm firmano tutto quello che la Fiat chiede, la Fiom questa volta non ha accettato gli accordi sulla mobilità.

Secondo la Fiom però i sindacati di base ( Slai Cobas e Flmu) sono utilizzabili solo per far riuscire gli scioperi, mentre per le trattative sindacali si accetta la loro esclusione.

Slai Cobas e FlmUniti non sono disponibili ad essere usati per scioperi decisi da segreterie nazionali a cui poi per opportunità si aggiunge la difesa di Arese.

Per questo allo sciopero di due ore proclamato dalla Fiom per domani, non partecipiamo.

Proponiamo in alternativa una grande iniziativa di lotta per la prima settimana di ottobre, con manifestazione esterna alla fabbrica.

 

Arese 26-9-02

 

Slai Cobas Alfa Romeo - Arese


Comunicato stampa:

accordo mobilità Fiat 2002

se questa è democrazia

viva la dittatura

Con l'accordo del 3 settembre per la Powertrain si è conclusa la tornata di accordi separati per la mobilità del gruppo Fiat.

Per Arese altri 250 posti in meno, senza nessuna garanzia occupazionale per chi rimane, e con una miseria come incentivo " vecchio di 2 anni ".

L’accordo, firmato solo da Fim‑Cisl e Uilm‑Uil viene applicato, senza nessuna assemblea, senza referendum dei lavoratori, senza alcun manifesto che spieghi i contenuti dell'accordo.

Rappresentano una minoranza e firmano per tutti

Alle ultime elezioni la Fim ha preso il 13% dei voti e la Uilm il 10.8% e in carrozzeria solo il 9 % totale, senza nessun delegato eletto.

Per la Fiat l'accordo ha comunque valore.

Anche chi come la Cgil si lamenta di questa situazione, deve ricordarsi del referendum per abrogare l'art. 19 dello statuto lavoratori, da noi promosso per imporre una legge sulla rappresentanza sindacale, con anche la Cgil che ha invitato a votare NO.

Inoltre per anni abbiamo lottato per imporre ai governi di centro sinistra una legge che regoli la validità degli accordi, con la sinistra che non ha fatto nulla.

I famosi accordi dei 4.000 posti di Arese non esistono più, nessun sindacato firmatario ne esige il rispetto.

Per lo Slai Cobas questo accordo è nullo e compromettente in quanto firmato solo da una minoranza ed apre la strada ad altri tagli occupazionali, mentre si lotta per mantenere lo stabilimento aperto.

Domani si terranno le assemblee retribuite di tutti i lavoratori.

Come Cobas Alfa Romeo chiederemo la mobilitazione di tutti i lavoratori per imporre produzioni ad Arese.

Se su questo ci sarà accordo andremo a scioperi anche con le altre organizzazioni sindacali.

Altrimenti non siamo disponibili ad aderire agli scioperi della Cgíl senza obiettivi chiari.

E quindi continueremo da soli la lotta.

Slai Cobas Alfa Romeo Arese

Arese 11/09/2002


L “ignobile sentenza” del 19 luglio, inserendosi nel clima generale di affossamento del diritto al reintegro al posto di lavoro, assegnava a 6 lavoratori licenziati dalla Rotamfer, a cui la Fiat Alfa di Arese li aveva trasferiti, il risarcimento di 14 mensilità: ma escludeva il reintegro al posto di lavoro.

 

Giovedì 1 agosto il giudice del lavoro Santosuosso dello stesso Tribunale di Milano per altri 4 lavoratori Rotamfer ha emesso invece una sentenza che contrasta la precedente.
Ai 4 lavoratori è stato riconosciuto il recupero delle 13 mensilità scoperte da salario ma è stato anche imposto alla Rotamfer di reinserirli al lavoro.

 

Riconfermando così la fondamentale priorità della difesa del posto di lavoro contro le vergognose manovre messe in atto dalla Fiat che aveva tentato di nascondere la propria volontà di disfarsi di questi lavoratori passandoli alla Rotamfer e affidando a lei questo sporco lavoro.

Lo Slai Cobas dell’Alfa Romeo di Arese, che è l’unico soggetto che si è fatto carico della difesa legale e sul campo di questi lavoratori, abbandonati da tutti, saluta con soddisfazione questa sentenza.
A cui ne seguiranno altre nei prossimi mesi, sempre contro la manovra Rotamfer tentata dalla Fiat.


Alfa Romeo di Arese:

 

"UN'IGNOBILE SENTENZA"

 

Da anni i lavoratori dell’alfa romeo di Arese stanno combattendo contro la chiusura della fabbrica. Mercoledì scorso con uno sciopero indetto dai sindacati di base e della Fiom, l’intera fabbrica si è fermata con una manifestazione sulla statale, contro l’annuncio della chiusura delle carrozzerie.

È anche di queste settimane la rottura sindacale, tra chi in accordo con il padronato e governo comincia ad introdurre parziali limitazioni delle garanzie in fabbrica, e chi invece con scioperi e manifestazioni combatte contro questa modifica.

 

Non contento di questo risultato il padronato, con la Fiat in testa, pratica nella realtà il licenziamento in cambio di una manciata di soldi.

 

La storia: da anni all’alfa romeo di Arese i lavoratori combattono una battaglia in difesa del posto di lavoro. Nel 1998 la Fiat decise con accordo sindacale di fim-fiom-uilm e fismic, di chiudere la produzione in tappezzeria e impianti elettrici, con la conseguente messa in mobilità dei 180 lavoratori ivi occupati. L’accordo è stato siglato al Ministero del Lavoro con la presenza anche della Provincia di Milano e dei comuni della zona (Arese,Rho,Garbagnate e Lainate). Negli anni questi reparti erano diventati, per il lavoro a postazione individuale e leggero, posti di lavoro per lavoratori ammalati ed invalidi.

 

L’accordo prevedeva che, ai lavoratori che accettavano il licenziamento, la Fiat dava una buonuscita di 75 milioni lordi, e dopo un anno di mobilità, un nuovo posto di lavoro nel neonato consorzio (craa) creato nei reparti dismessi dello stabilimento di Arese.

Dei 180 lavoratori, 50 rifiutarono la proposta, impugnarono il licenziamento con i legali del cobas, ed ottennero il reintegro in Fiat.

Altri 82 lavoratori, dopo un anno di mobilità, ricevettero la lettera di assunzione presso la Rotamfer, azienda di rottamazione, insediatasi nel comprensorio di Arese.

 

Nonostante   aver    subito  informato   sia la  Fiat   che la  stessa Rotamfer   di non essere in condizioni di  salute per lavorare  presso tale azienda, furono  costretti, altrimenti  avrebbero perso  il  posto  di lavoro, a firmare  con  riserva  la  lettera  di  assunzione.

 

La Rotamfer, anziché far lavorare ad Arese questi lavoratori, cercò con ogni mezzo di sbarazzarsi di loro, ottenendo inoltre dal governo due anni di Cig a zero ore.

 

Dopo ben tre anni senza lavoro, a spese della collettività, finita la Cig, la Rotamfer comunica che per le loro condizioni di salute, dei 42 lavoratori ancora loro dipendenti, 39 erano licenziati.

31 di questi lavoratori hanno subito impugnato, con i legali del cobas, questo ennesimo licenziamento, contro Fiat e Rotamfer, sentendosi dire che; “posti di lavoro non ce ne sono, se vogliono soldi si può discutere”.

 

In nome del popolo italiano

 

Venerdì 19 luglio il Giudice del Lavoro di Milano dott. Ianniello, prima di partire per le ferie, ha pronunciato la sua sentenza:

“rigetta ricorso dei lavoratori ex alfa, conferma il loro licenziamento con un risarcimento quantificato in 14 mensilità.”

 

La morale

Paradossalmente chi ha rifiutato l’accordo sindacale del 1998 e ha seguito le indicazioni del cobas ora è al lavoro in Fiat.

Chi ha accettato le proposte di Fiat e sindacati confederali ora si trova in mezzo ad una strada, abbandonati da tutti i firmatari dell’accordo, senza un posto di lavoro.

La Fiat, consapevole delle condizioni di salute di questi lavoratori, con la complicità della Rotamfer e dei sindacati confederali, ha trovato il modo per sbarazzarsi di loro, illudendoli con soldi e una promessa di lavoro che non ci sarebbe mai stata.

 

Per i legali Fiat, e Rotamfer (studio Avv.Ichino PDS) e per il giudice Ianniello, altro che modifica dell’art.18 ”statuto lavoratori” per far uscire dal sommerso : si pratica già la sua abolizione:

I lavoratori ammalati devono essere licenziati, e se non vogliono i soldi glieli impongono con sentenza.

 

La lotta dei lavoratori Rotamfer e Alfa Romeo non si fermerà, sia a partire dalle prossime sentenze, sia con la lotta al rientro dalle ferie.

 

20 luglio 2002

slai-cobas


COMUNICATO STAMPA

 

 

Alfa Romeo Arese:

Grande riuscita dello sciopero indetto dallo SLAI COBAS

  

Sciopero al Alfa Romeo di Arese,   che ha visto la partecipazione di tutti i lavoratori di carrozzeria e meccanica ( 90%) ed una forte adesione degli enti centrali.

 

Erano presenti inoltre tutte le società collegate e terziarizzate della più grossa fabbrica lombarda.

Dopo un corteo interno, oltre 500 lavoratori sono usciti manifestando sulla statale Varesina ribadendo:

·        il loro netto rifiuto ad altri licenziamenti ad Arese ed al progetto Fiat di chiudere la carrozzeria e la meccanica

·        contro i licenziamenti della Rotamfer (ex operai alfa licenziati con accordi sindacali firmati dai confederali) di cui nei prossimi giorni si attendono le sentenze del tribunale di Milano, per il loro reintegro al lavoro

·        che lo Slai Cobas deve essere presente alle trattative che si terranno al Ministero del lavoro. In quanto primo sindacato dell’Alfa di Arese.

 

La lotta in difesa di Arese, per portare nuove produzioni automobilistiche, continuerà nei prossimi giorni, nonostante la cig ormai programmata fino a metà settembre, per l’intera produzione dello stabilimento (meccanica e carrozzeria).

 

Arese 17 /07/02

Tel fax 02 44428529

 

Slai-Cobas Alfa Romeo Arese


COMUNICATO STAMPA

 

MOBILITA’ FIAT:

DOMANI INCONTRO AL MINISTERO .

LO SLAI COBAS NON VIENE CONVOCATO.

CIO’ CHE E’ SCOMODO ALLA FIAT NON PUO’ ANDAR BENE ANCHE AI NUOVI GOVERNANTI.

 

Martedì 16 Luglio 02  al Ministero del lavoro si terrà l’incontro  previsto dalla legge 223/91 per la mobilità  chiesta da Fiat per 2800 lavoratori.

 

·        A questo incontro lo Slai Cobas non è stato convocato.

·        Lo Slai Cobas è presente in numerosi stabilimenti Fiat, a partire da Arese e Pomigliano, con proprie R.S.U. ed in particolare ad Arese  dove rappresentano quasi il 50% dei lavoratori.

·        Per  Arese dopo questa mobilità si parla di chiudere lo stabilimento.

 

E’ inoltre strana la decisione del ministero nonostante la prassi consolidata presso gli uffici provinciali  del lavoro di convocazione di tutti i sindacati compreso lo Slai Cobas.

 

Il ministro Maroni in particolare ha più volte confermato che convocava tutte le parti.

Evidentemente di fronte a Fiat non c’è governo che tenga.

 

Comunque la nostra lotta non si fermerà.

Venerdì scorso anche in previsione di queste decisioni abbiamo manifestato a Roma sotto il ministero del Lavoro.

Se la Fiat, Governo e Ministri lombardi pensano di chiudere la  più grande fabbrica della Lombardia con il silenzio dei lavoratori si sbagliano. 

 

Arese 15-7-02

 

SLAI-COBAS


COMUNICATO STAMPA

 

VENERDI’ 12 LUGLIO, MANIFESTAZIONE A ROMA

DA MARONI E BOSSI.

I MINISTRI DELLA LEGA NON FANNO NIENTE

PER I LAVORATORI LOMBARDI !

 

Dopo gli incontri con Bossi, Maroni e Zanello assessore regionale lavoro.

Dopo che tutti si erano resi disponibili a valutare la situazione dell’alfa romeo di Arese ed a intervenire.

Dopo che la Fiat ha comunicato che per Arese non ci sono prospettive.

Dopo i licenziamenti in tutte le società dei consorzi. (caris, brb, rotamfer).

 

Nessuna risposta è arrivata dai massimi esponenti nazionali e regionali della Lega.

 

Siamo alla vigilia della chiusura della più grossa fabbrica della Lombardia ed i “rappresentanti dei Lumbard” non fanno nulla per salvaguardare l’occupazione di 3500 lavoratori.

 

Anzi dopo aver promesso un loro intervento, ora tacciono e non si fanno trovare.

 

Quale miglior occasione per imporre la salvaguardia dello stabilimento di Arese, se non ora che da Maroni si deve discutere della mobilità per tutto il gruppo Fiat.

Come mai Maroni che si appresta a convocare le parti, per discutere di mobilità, non convoca lo slai-cobas sindacato che ad Arese rappresenta la maggioranza dei lavoratori ?

 

Venerdì 12-7-2001:

 

MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI DELL’ALFA

AL MINISTERO DEL LAVORO

AL MINISTERO DELLE RIFORME E DELLA DEVOLUZIONE

Slai-cobas alfa romeo

02/44428529


Comunicato Stampa

 

I LAVORATORI DELL'ALFA

BLOCCANO L'AUTOSTRADA DEI LAGHI

 

Questa mattina, i lavoratori del Alfa Romeo di Arese sono scesi in sciopero dalle ore 9.00 alle ore 12.00.

Il 90% dei lavoratori ha aderito allo sciopero.

Dopo aver fatto un lungo corteo all’interno dello stabilimento, i lavoratori sono usciti verso l'esterno e hanno bloccato, sotto un sole cocente, la stracolma autostrada dei laghi.

Qui si sono succeduti diversi interventi in cui abbiamo cercato di spiegare (anche agli automobilisti) le gravi ragioni che ci costringono ad adottare questa pesante forma di protesta.

Noi siamo contrari a qualsiasi accordo che sancisca, come è trapelato dalle recenti dichiarazioni Fiat, la chiusura dell’Alfa Romeo d Arese, il più grosso stabilimento della Lombardia.

Non accetteremo quindi altri licenziamenti, altra mobilità e altra cassa integrazione.

 

Lo sciopero era anche finalizzato a rivendicare l'importanza dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori: alla gente ferma in autostrada abbiamo spiegato che questa minimale ma indispensabile difesa è una conquista ottenuta dai lavoratori con anni di lotte.

Un eventuale accordo che dovesse manomettere questo articolo,  anche se  siglato da Cisl e Uil (come gira nell’aria),  non avrà nessun valore senza il voto di tutti i lavoratori.

 

Nelle prossime settimane continuerà la nostra lotta contro lo smantellamento dell' Alfa e in difesa delle conquiste di tutti i lavoratori.

 

Arese 20.6.02

Slai Cobas Alfa Romeo Arese

02/44428529

0331/404645


COMUNICATO STAMPA:

 

BERTINOTTI ALL’ALFA ROMEO DI ARESE
IL COBAS ABBANDONA L’INCONTRO

 

QUESTO POMERIGGIO IL SEGRETARIO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA F.BERTINOTTI,  DOPO AVER TENUTO UN COMIZIO ALLA PORTINERIA EST DELL’ALFA DI ARESE, CON RACCOLTA DI FIRME PER I REFERENDUM PROMOSSI DA RIFONDAZIONE, HA INCONTRATO I SINDACATI DELL’ALFA.

  • DOPO AVER RACCONTATO DEI LICENZIAMENTI ALLA ROTAMFER, ALLA CARIS, ALLA BRB, ALLA PALMAR, ALLA SATIZ (TUTTE AZIENDE DEL COMPRENSORIO EX ALFA ROMEO), DOPO AVER DESCRITTO DELLO STIPENDIO DI 600 EURO AL MESE DEI LAVORATORI DELLE CARROZZERIE, DOPO AVER PARLATO DELLA MOBILITA’, ED AVER CHIESTO COSA PROPONE BERTINOTTI PER SALVARE L’ALFA DI ARESE.

  • DOPO UN ORA DI INUTILI DISCUSSIONI SENZA NESSUNA PROPOSTA DA PARTE DEL PRC IN DIFESA DEI LAVORATORI DI ARESE, LO SLAI COBAS HA ABBANDONATO L’INCONTRO.

APPARE QUINDI EVIDENTE A TUTTI CHE IL MOTIVO DELLA VENUTA DA PARTE DI BERTINOTTI ALL’ALFA ERA SOLO LA CAMPAGNA REFERENDARIA.

 

CAMPAGNA REFERENDARIA INCENTRATA SULL’ALLARGAMANTO DELL’ART. 18 ALLE PICCOLE FABBRICHE, CHE RISCHIA, IN UN MOMENTO DI FORTE MOBILITAZIONE CON SCIOPERI, D’INSINUARE TRA I LAVORATORI CHE QUELLO CHE NON E’ POSSIBILE DIFENDERE ED ESTENDERE CON LA LOTTA LO SI POSSA FARE CON IL VOTO DI TUTTI I CITTADINI. REFERENDUM CHE RISCHIA DI REGALARE ALLA CONTROPARTE UNO STRUMENTO DA USARE AL MOMENTO Più OPPORTUNO, (VEDI REFERENDUM 4 PUNTI CONTINGENZA E QUESITO PARZIALE ART.19 STATUTO LAVORATORI) CONTRO I LAVORATORI.

 

GIOVEDI’ 20 GIUGNO

SCIOPERO DI TRE ORE CON MANIFESTAZIONE

ALL’ESTERNO DELL’ALFA:

  • IN DIFESA DELL’ALFA DI ARESE

  • CONTRO LA POLITICA DEL GOVERNO BERLUSCONI DI ATTACCO ALLE CONQUISTE DEI LAVORATORI.

Arese 17/6/02

 

Slai cobas alfa romeo Arese

0331/404645


COMUNICATO STAMPA

 L’ALFA ROMEO DEVE VIVERE.
AD ARESE NON CI SONO PIU’ ESUBERI

Siamo sempre più convinti che occorre rilanciare lo stabilimento di Arese. L’Alfa Romeo può contribuire a salvare la Fiat.

 

LA NOSTRA LOTTA DEVE AVERE QUESTI OBIETTIVI

Va chiarito l’assetto degli stabilimenti. Arese deve essere al centro della businnes-Alfa Romeo e deve comprendere la progettazione, la sperimentazione, il centro stile, la produzione del motore 6 cil., la produzione di una vettura Alfa (la 166 da subito e il nuovo spyder e coupè) e la Vamia dato che i 250 miliardi di finanziamenti sono stati dati per Arese.

Devono poi rimanere le aziende terziarizzate (Gesco, Sepin, Sava, ecc)

 

PER QUESTA RAGIONE AD ARESE NON CI DEVONO PIU’ ESSERE ESUBERI E NON CI DEVE ESSERE MOBILITA’.

LA Fiat invece, con la richiesta di 181 lavoratori in mobilità ( 131 Fiat auto, 15 commerciale, 26 Gesco, 9 Sepin) vuole continuare il lento smantellamento dello stabilimento.

 

SIAMO CONTRARI AGLI SCIOPERI FARSA

Il sindacato confederale persegue la sciagurata linea di chiudere gli stabilimenti per salvare Mirafiori (hanno chiuso Chivasso, Desio, Rivalta e si vuole chiudere Arese).

Adesso il sindacato Torinese (Fiom Mirafiori) propone di trasferire le vetture ecologiche a Mirafiori. Si vuole cioè fare la guerra non contro la Fiat ma contro i lavoratori di Arese.

 

OCCORRE CHIAREZZA

Prima di tutto la Fiom (ma anche Fim e Uilm) devono dire con chiarezza che sono contrari alla sortita dei Torinesi. Il doppio gioco non ci piace.

In secondo luogo devono dire con altrettanta chiarezza che sono contrari agli esuberi e che non consentiranno nessun ulteriore licenziamento ad Arese.

 

PER QUESTI MOTIVI LO SCIOPERO DI VENERDI 24 NON TROVA IL NOSTRO CONSENSO.

La lotta fino ad oggi portata avanti da Cobas e Flm Uniti ha
impedito alla Fiat di chiudere Arese.

LA MOBILITAZIONE DEVE CONTINUARE

IL NOSTRO OBIETTIVO DEVE ESSERE QUELLO DI DARE UN FUTURO CERTO ALL’ALFA ROMEO DI ARESE.

Arese 22-5-2002

                                                         SLAI COBAS  0331-404645  (Canavesi Renzo)

                                                         FLM UNITI     02-44429731   (Pariani Carlo)


FLM Uniti CUB SLAI COBAS

ALFA ROMEO: POSITIVO INCONTRO
CON IL MINISTRO MARONI

Una delegazione della FLM CUB e dello SLAI COBAS si è incontrata lunedì 25 febbraio con il ministro del Welfare Maroni per l'Alfa Romeo di Arese. Al ministro abbiamo consegnato un'ampia documentazione sulla situazione dell'Alfa Romeo di Arese ed abbiamo chiesto un intervento concreto per impedire la chiusura dello stabilimento.

COSA ABBIAMO CHIESTO AL MINISTRO

Al ministro abbiamo spiegato il senso della nostra lotta per salvare Arese, per difendere l'occupazione e le produzioni esistenti sia del motore 6 cilindri sia della Multipla a metano e Gpl, per allocare ad Arese la produzione di una vettura Alfa e per rilanciare il marchio che è un patrimonio storico di Milano e della Lombardia, Abbiamo spiegato perché è necessario mantenere e sviluppare la progettazione delle vetture Alfa ad Arese e ricostruire un settore di ricerca sulle vetture a basso impatto ambientale.
Infine abbiamo chiesto al Ministro un intervento di verifica su tutti i finanziamenti che lo Stato ha dato alla Fiat per Arese (238 miliardi) e dei relativi impegni mai rispettati.

COSA HA DETTO IL MINISTRO

Il ministro ha convenuto sulla necessità di fare ogni sforzo possibile per salvare l'Alfa Romeo di Arese che è un patrimonio storico e di occupazione fondamentale e irrinunciabile per Milano e la Lombardia e per evitare che l'area di Arese diventi una sorta di "pattumiera" (il riferimento è alle aziende di rottamazione insediate).
Il ministro ha chiesto 15 giorni di tempo per approfondire la situazione.
Si è impegnato a verificare la situazione degli accordi sottoscritti con il governo e ad intervenire presso la Fíat per le inadempienze in essere.

Col ministro abbiamo concordato di fare un ulteriore incontro tra 15 giorni per fare il punto della situazione.

Esprimiamo un giudizio positivo su questo incontro e sulla disponibilità dimostrata dal ministro che verificheremo nel prossimo incontro.
Ricordiamo che ciò non è dovuto al caso ma viene dopo una serie di inizìative di lotta messe in campo dai lavoratori dell'Alfa Romeo, dalla Flm Uniti e dallo Slai Cobas.

Durante l'incontro al ministro abbiamo posto anche la necessità di superare le discriminazioni attualmente in essere nei confronti dei sindacati di base che non vengono mai convocati negli incontri col governo sulle questioni di carattere generale. Il ministro ha dichiarato, che tali discriminazioni non sono volute ed ha convenuto sulla necessità che vengano superate.

Questo incontro col ministro è una tappa importante nella lotta per salvare l'Alfa Romeo.
Ma non ci fermeremo qui, è necessario che la lotta continui.
NELLA PROSSIMA SETTIMANA FAREMO LE ASSEMBLEE RETRIBUITE PER INFORMARE I LAVORATORI E PER DECIDERE ALTRE INIZIATIVE DI LOTTA.

26/2/2002 SLAI COBAS e FLM UNITI


(Ansa) Milano 21 febbraio

Dopo proteste, Maroni incontra Cub e Slai Cobas
I sindacati di Base lamentano esclusione incontri parti sociali

Dopo lo sciopero generale del sindacalismo di base e una manifestazione davanti alla casa di Roberto Maroni a Lozza (Varese), il ministro del lavoro incontrerà una delegazione Cub e Slai Cobas lunedì pomeriggio a Milano. Lo hanno reso noto gli stessi sindacati.

"L'incontro - hanno spiegato Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale della Cub, e Renzo Canavesi, che ha la stessa carica nello Slai Cobas - è stato chiesto riguardo le leggi delega del Governo su lavoro e previdenza e per discutere le stringenti situazioni occupazionali a rischio tra cui l'Alfa Romeo, appalti ferroviari, lavoratori socialmente utili e diverse altre realtà industriali".

"C'è una totale mancanza di intervento sui problemi occupazionali da parte del ministro - denunciano i sindacalisti - a cui si aggiunge una mancanza di risposta alle numerose richieste di incontro avanzate dai sindacati di base. Ora il giudizio sull'operato di Maroni potremo darlo solo sulla base delle risposte di merito su lavoro, previdenza e occupazione".

"Il corteo dei lavoratori in piazza a Roma il 15 febbraio - hanno concluso Tiboni e Canavesi - dimostrano la nostra totale contrarietà alla politica antisociale del Governo e alla continuazione nei fatti del metodo concertativo"


Alfa Romeo di Arese: «Protesteremo sotto casa di Maroni»

IL GIORNO 07 Feb 2002

Alfa Romeo di Arese:
«Protesteremo sotto casa di Maroni»

ARESE — Se il ministro non va dai lavoratori Alfa, saranno i lavoratori ad andare da lui, sotto la sua abitazione a Lozza, località a due chilometri da Varese. Lo hanno deciso i sindacati di base nelle scorse ore, dopo che il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha annullato l'incontro previsto a Milano sui problemi occupazionali dell'Alfa Romeo di Arese. Venerdì 15 febbraio le tute blu prima manifesteranno sotto la casa del ministro, poi si recheranno nella piazza del paese e infine sotto la sede della Lega Nord. L'esponente del governo non solo ha cancellato l'incontro, ma non avrebbe nemmeno risposto alle richieste di lavoratori e sindacati di base, contenute in una lettera di dicembre, nella quale tra l'altro si denunciavano "continue inadempienze della Fiat nei confronti di impegni presi sia con la presidenza del Consiglio dei ministri, sia con il ministero del Lavoro di governi precedenti". Intanto la situazione sotto il Biscione aresino peggiora: la carrozzeria è ancora ferma per tre settimane di cassa integrazione, lavorano solo le tute blu della meccanica. "Dopo le nostre proteste dei mesi scorsi sembrava che tutti dovessero fare qualcosa, invece nessuno ha fatto nulla, solo promesse - spiega Renzo Canavesi, rapprensentante dello Slai Cobas -. Non abbiamo più saputo niente né dalla Regione né dalle amministrazioni comunali. Anche il ministro, contattato dalla Provincia, prima si era reso disponibile ad incontrare una delegazione, poi ci ha scritto una lettera dicendo che non era sua intenzione procedere all'incontro. E intanto qui dentro ognuno fa quello che vuole". Fiat, ma non solo. Anche le aziende che si sono insediate in una parte dell'area dismessa, più che reindustrializzare e creare nuovi posti di lavoro, stanno facendo dell'altro. Ieri mattina la Caris, ditta che si occupa della cernita e dello smaltimento dei rifiuti, dopo soli quattro mesi di lavoro ha licenziato due ex lavoratori Alfa, perchè non sarebbero idonei al tipo di lavoro. "La Rotamfer ha lasciato a casa i lavoratori, adesso anche la Caris, e il Craa non interviene", conclude Canavesi, che annuncia la ripresa della battaglia dei lavoratori.

di Roberta Rampini


Comunicato stampa

Ristrutturazione fiat

OGGI INCONTRO IN PREFETTURA:

AD ARESE LAVORO!

Il consiglio di amministrazione Fiat ha varato un piano che prevede la creazione di 4 unità di business; fiat/lancia, alfa romeo, sviluppi internazionali e servizi.

Per l'Alfa Romeo che vede un forte incremento di vendite ( oltre il 50 % in più) si prevede l'allargamento di vendite anche al Nord America.

Dopo quindici anni si è capito che il rilancio del marchio Alfa è fondamentale per la sopravvivenza della Fiat stessa.

Tutto questo avverrà però senza benefici per Arese:

  • Da mesi si lavora una settimana ogni 6.
  • Nessuna vettura alfaromeo viene più prodotta nello stabilimento di Arese.
  • Nel Craa (consorzio di reindustrializzazione) i lavoratori vengono licenziati.

Nella giornata di oggi, si è svolto un incontro in prefettura con Slai Cobas e la Flm Uniti sulla situazione dell'Alfa Romeo di Arese. Questo incontro è la conseguenza delle varie manifestazioni di queste settimane, in particolare quella del 7 dicembre in piazza scala.

Al prefetto abbiamo esposto la situazione di Arese e fornito ampia documentazione sui finanziamenti avuti dalla Fiat per rilanciare la fabbrica nerenti le vetture a basso impatto ambientale. Abbiamo chiesto un intervento presso il governo ed in particolare presso il ministro del lavoro col quale abbiamo formalizzato una richiesta di incontro. Dal canto suo la prefettura si è detta preoccupata per la situazione dell'Alfa, ha ribadito la propria volontà verso la salvaguardia di un patrimonio produttivo e storico fondamentale per Milano e per la Lombardia.

La prefettura interverrà perciò presso il governo, il ministro dei lavoro e con le istituzioni, per quanto di sua competenza, per sollecitare l'incontro da noi richiesto.

Lo Slai Cobas e la Flm uniti esprimono soddisfazione per questo incontro, ribadiscono l'impegno e la volontà di continuare la mobilitazione dei lavoratori fino a quando non sarà certezza per il futuro di Arese e di lavoratori occupati.

mercoledi 12 dicembre alle ore 10.30

presidio davanti alla Regione Lombardia,

in occasione della riunione di tutti gli amministratori locali sull'alfa di Arese.

Alla regione Lombardia, alla provincia, ai comuni di Arese, Garbagnate, Rho e Lainate chiediamo di intervenire. E' questo il momento per costringere la Fiat a portare lavoro ad Arese.

Slai Cobas Flm-Uniti

Arese 11/12/2001


L'Alfa Romeo di Arese chiude.
Milano tace!

La Fiat ha messo in CIG 1.200 lavoratori, che in tre mesi lavoreranno una sola settimana, con gravi perdite salariali per i lavoratori coinvolti e con prospettive di lavoro sempre più incerte. Nella sostanza la Fiat si appresta a comunicare la chiusura della produzione automobilistica ad Arese.
Nonostante i copiosi finanziamenti avuti sia per il consorzio CRAA, sia per lo sviluppo e la produzione di auto a basso impatto ambientale, la Fiat non ha voluto né consolidare né sviluppare l'Alfa Romeo di Arese.
Non solo, ma con la vendita di tutte le aree dello stabilimento alla Estate Sei di Brescia, la Fiat tende ora al definitivo smantellamento dell'Alfa Romeo.
A questa situazione si aggiunge il fatto che il fallimento del consorzio CRAA ha portato al licenziamento di 52 lavoratori della Rotamfer da oltre 4 mesi senza stipendio. In più la Fiat sta procedendo alla chiusura di aziende terziarizzate: è il caso della Satiz che ha licenziato 9 lavoratori di cui 4 disabili.

L'Alfa Romeo di Arese deve vivere

L'Alfa Romeo di Arese ha una grande e significativa storia alle spalle, è parte fondamentale del tessuto produttivo e culturale della Lombardia, deve perciò vivere e avere una prospettiva legata al marchio Alfa e allo sviluppo delle vetture a basso impatto ambientale.

Il progetto del suo smantellamento rientrava già nei piani Fiat quando se l'era fatta regalare dall'allora Governo Prodi.
I lavoratori rimasti stanno lottando per impedire che questo disegno arrivi a termine.

Dopo mesi di mobilitazione, nessuna presa di posizione a favore dei lavoratori viene da istituzioni e partiti. La fim fiom uilm nazionale, che per anni con accordi a perdere hanno favorito la fiat tacciono. La regione, la provincia ed i comuni della zona fanno finta di niete. Il ministro Maroni più volte chiamato in causa dai lavoratori non concede neppure un incontro.
Evidentemente non si dice niente aspettando che i lavoratori di Arese demordano e abbandonino la lotta.
Tutto questo non avverrà !

VENERDI' 7 DICEMBRE 2001 DALLE ORE 16
PRESIDIO IN PIAZZA DELLA SCALA
I lavoratori dell'Alfa di Arese.

Invitiamo a partecipare al presidio tutti i lavoratori
delle fabbriche in crisi e quelli che vogliono esprimere la loro solidarietà.


COMUNICATO STAMPA

INCONTRO TRA SLAI COBAS E FLM UNITI-CUB CON LA SOCIETA' AMERICANA AIG/LINCOLN SULL'AREA DI ARESE.

Si è svolto martedì 30 ottobre l'incontro tra i sindacati di base e la società americana per discutere il progetto inerente una parte dell'area dello stabilimento di Arese, che di fatto porta al fallimento del CRAA e il licenziamento dei lavoratori della Rotamfer, una delle poche aziende lì insediate.
AIG/Lincoln Italia srl è la società che ha acquistato tramite la Belfiore i diritti di gestione dell'area del CRAA, assieme ad Estate Sei, proprietaria di tutta la restante area di Arese.

Il progetto sull'area di Arese(Alfa Business Park), seppure ridimensionato rispetto agli intendimenti iniziali prevede la costruzione di un Interporto e non solo su un'area di circa 300 mila mq. I capannoni esistenti verrebbero demoliti e ricostruiti ex novo. Verrebbero insediate aziende legate al trasporto merci e imballaggio e altre aziende in altri settori non ben specificato. Gli occupati stimati sono di circa 800 unità a regime di cui 544 provenienti dall'Alfa Romeo. È pure stimato un traffico di tir giornaliero di circa 400 unità e l'utilizzo della ferrovia sulla quale Aig annuncia di aver già stipulato un accordo con le Ferrovie Nord.
Secondo Aig i primi capannoni dovrebbero essere consegnati entro la metà del 2002 con un contratto di affitto. Tutto ciò previo un piano di caratterizzazione approvato dalla regione Lombardia relativo alla bonifica dell'area.
Inoltre Aig ha dichiarato che intende acquistare anche tutte le altre aree del consorzio CRAA attualmente in mano a Rotamfer, Caris, ecc.

Aig ha dichiarato inoltre che il contratto di acquisto delle aree del CRAA era gravato da una clausola liberatoria, già dal 1997, nel caso la Regione Lombardia avesse deciso di insediare la Fiera.

Nel prendere atto di quanto dichiarato da Aig abbiamo ribadito quanto segue:

Lo Slai Cobas la Flm Uniti-Cub e la Aig/Lincoln,nel rispetto delle diverse posizioni, hanno convenuto di incontrarsi nuovamente nelle prossime settimane.

LA MOBILITAZIONE DI QUESTE SETTIMANE CONTINUERA' CON ALTRE INIZIATIVE DI LOTTA.

Arese 31-10-2001

SLAI COBAS rif. Canavesi Renzo tel 02/93928529
FLM Uniti - CUB rif: Pariani Carlo tel 02/93929731


 
CorrieredellaSera,26-10-01

ARESE

I Cobas dell’Alfa contestano Cgil, Cisl e Uil
«Fanno accordi contro i lavoratori»

I dipendenti dell’Alfa Romeo di Arese, che aderiscono allo Slai Cobas, hanno protestato ieri mattina davanti alla sede regionale di Cgil, Cisl e Uil di Sesto. Gli autonomi accusano i sindacati confederali «di essere stati gli artefici di molti accordi che hanno portato allo smantellamento progressivo di tutte le produzioni e all’eliminazione di oltre novemila posti di lavoro». Secondo i Cobas, inoltre, «sarebbe sospetta la posizione della Cisl» in quanto gestisce il fondo pensione integrativo dei chimici con la Aig-Lincoln, la società assicurativa americana che ha siglato un accordo con la proprietà dell’area dell’Alfa per il polo logistico.

  •  

ilGiorno,26-10-01

Trecento tute blu dell'Alfa «pressano» i Confederali

ARESE— Trecento tute blu dell'Alfa Romeo hanno manifestato ieri mattina davanti alla sede regionale Cgil-Cisl -Uil di Sesto San Giovanni. All'insegna dello slogan "Arese deve continuare a produrre vetture", lavoratori e rappresentanti sindacali dello Slai-Cobas e Flm-Uniti hanno chiesto alle tre organizzazioni sindacali di categoria, Fim-Fiom e Uilm, impegni precisi e unitari con gli altri sindacati per salvare il colosso automobilistico aresino. "Dopo anni di accordi sottoscritti contro il parere dei lavoratori, adesso tutti insieme dobbiamo riuscire ad imporre alla Fiat nuove produzioni di auto, dobbiamo dire basta alle speculazioni sulle aree e difendere i posti di lavoro".
Rampini in Bollate
ilGiorno,26-10-01

«Dateci garanzie di lavoro»


ARESE— «I sindacati ci devono dire se stanno dalla parte dei lavoratori o degli speculatori. Vogliamo impegni precisi sull'Alfa Romeo di Arese». Erano in 300, ieri mattina a Sesto San Giovanni sotto la sede regionale di Cgil-Cisl e Uil a manifestare. Tute blu e colletti bianchi del colosso automobilistico aresino che dopo presidi e cortei in Regione e Provincia, all'indomani dell'incontro con il presidente del Craa, Severino Preli, sono tornati in piazza per difendere la più grande fabbrica automobilistica lombarda. Prima un comizio per spiegare le ragioni della protesta, poi una delegazione è stata ricevuta dai responsabili organizzativi dei sindacati.
Assenti i "numeri uno" delle segreterie regionali di Fim-Fiom e Uilm, che nella stessa mattinata, per essendo a conoscenza della manifestazione, o forse proprio per questo, hanno inviato un fax al sindacato di base e alla Flm Uniti per "declinare" l'invito ad un incontro e dare la disponibilità ad una riunione in data da stabilire. «Noi abbiamo ribadito che Arese deve continuare a vivere. E' giusto che anche i sindacati diano delle risposte - spiega Vincenzo Lilliu, dello Slai Cobas - le organizzazioni sindacali devono smetterla di firmare accordi senza i lavoratori, quelli sono accordi che anno dopo anno eliminano posti di lavoro e produzione. I rappresentanti della Fim-Fiom e Uilm devono avere il coraggio di venire in fabbrica e confrontarsi con i lavoratori». Accuse pesanti anche sul coinvolgimento dei sindacati con la nuova proprietà dell'ex area Fiat.
«L'Aig-Lincoln, la società assicurativa americana che ha acquistato l'area p er la creazione di un maxi polo logistico nel 1994 ha siglato un accordo con Unionvita, compagnia assicurativa della Cisl - recita un comunicato stampa dello Slai Cobas - e in società con Invesco gestisce il patrimonio di Cometa, fondi pensioni privati dei metalmeccanici».

di Roberta Rampini

cobasalfaromeo


La situazione dell'Alfa Romeo di Arese

sta precipitando

La Fiat ha messo in CIG 1.200 lavoratori ( 700 per 6 settimane e 500 per 3 settimane al mese) con gravi perdite salariali per i lavoratori coinvolti e con prospettive di lavoro sempre più incerte.

Nonostante i copiosi finanziamenti avuti sia per il consorzio CRAA, sia per lo sviluppo e la produzione di auto a basso impatto ambientale, la Fiat non ha voluto né consolidare né sviluppare l'Alfa Romeo di Arese.

Non solo, ma con la vendita di tutte le aree dello stabilimento alla Estate Sei di Brescia, la Fiat tende ora al definitivo smantellamento dell'Alfa Romeo.

A questa situazione si aggiunge il fatto che il fallimento del consorzio CRAA ha portato al licenziamento di 52 lavoratori della Rotamfer da oltre 4 mesi senza stipendio.

In più la Fiat sta procedendo alla chiusura di aziende terziarizzate: è il caso della Satiz che ha licenziato 9 lavoratori di cui 4 disabili.

L'Alfa Romeo di Arese deve vivere

L'Alfa Romeo di Arese ha una grande e significativa storia alle spalle, è parte fondamentale del tessuto produttivo e culturale della Lombardia, deve perciò vivere e avere una prospettiva legata al marchio Alfa e allo sviluppo delle vetture a basso impatto ambientale.

Il progetto del suo smantellamento rientrava già nei piani Fiat quando se l'era fatta regalare dall'allora Governo Prodi.

I lavoratori rimasti stanno lottando per impedire che questo disegno arrivi a termine.

Chiediamo a tutti coloro, singoli o organizzazioni, che si sono resi conto della manovra Fiat e condividono la nostra lotta, di trovare le strade per esprimerci la loro solidarietà politica e per aiutarci nella lotta contro la Fiat, affinché sia salvaguardato un patrimonio storico quale è l'Alfa Romeo di Arese.

I lavoratori dell'Alfa di Arese.

Pariani Carlo - FLM Uniti- CUB - tel. 02-93929731(ufficio) - email : carlo.pariani@inwind.it

Canavesi Renzo - SLAI-COBAS - tel. 02-93928529(CdiF) - email : renzoemi@tin.it


COMUNICATO STAMPA

MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI DI ARESE
ALLA REGIONE LOMBARDIA

L'Alfa Romeo di Arese deve vivere

Centinaia di lavoratori dell'ALFA ROMEO e della ROTAMFER hanno tenuto un presidio per tutta la mattinata di oggi davanti alla Regione Lombardia.

Una delegazione ha avuto un incontro con l' assessore al lavoro ZANELLO.

Nel incontro i lavoratori hanno ribadito la situazione che, sta attraversando la più "grossa fabbrica lombarda".

L'assessore Zanello ha comunicato che lunedì si riunirà la commissione di verifica, organo di controllo regionale, per verificare l'operato della Rotamfer. Su richiesta dei lavoratori la regione affronterà il problema dell'Alfa in Consiglio Regionale con un incontro specifico con i lavoratori ed un documento.

I LAVORATORI NEL RIBADIRE LA LORO DETERMINAZIONE ALLA LOTTA

SI SONO DATI APPUNTAMENTO PER

GIOVEDI' PROSSIMO 18/10/01 IN PIAZZA SAN BABILA A MI LANO,

PER UNA MANIFESTAZIONE CITTADINA

CHE SI CONCLUDERA' ALLA SEDE DELLA PROVINCIA

12.10.01

Slai Cobas Alfa Romeo Arese


Comunicato stampa

TERRORISMO FIAT:

DOPO LO SCIOPERO ALL'ALFA DI ARESE

LA FIAT COMUNICA SEI SETTIMANE SENZA LAVORO

DOPO LA GRANDE RIUSCITA DELLO SCIOPERO E DELLA MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI DI ARESE, LA FIAT HA COMUNICATO CHE LA PRODUZIONE DI AUTO E' FERMA NON PER 4 SETTIMANE MA PER 6.

NEI PROSSIMI TRE MESI SI LAVORERA' SOLO UNA SETTIMANA.

LA FIAT QUINDI RISPONDE Al LAVORATORI IN LOTTA RINCARANDO LA DOSE. ED IN MODO TERRORISTICO.

"VOI LOTTATE E I0 VI REPRIMO"

NON CI SONO PIU' DUBBI SUL REALE OBBIETTIVO DI FIAT :

  • CHIUDERE ARESE CON I SOLDI DELLA COLLETTIVITA' CHIEDENDO ALTRI SOLDI PER MOBILITA' E CIG.
  • USARE A PRETESTO LA CRISI, SCARICANDOLA SOLO SU POCHI STABILIMENTI, MENTRE SU ALTRI ( MELFI, CASSINO,TERMOLI E PRATOLA SERRA) IMPONE TURNI DI NOTTE AL SABATO E DOMENICA CON CONDIZIONI DI LAVORO BESTIALI.

I LAVORATORI DI ARESE RIBADISCONO LE INIZIATIVE DECISE:

  • Martedì 9.10.01 : Presidio alla portineria pesa con i lavoratori Rotamfer senza stipendio da tre mesi.
  • Venerdì 12.10.01 alle 9.30 : manifestazione alla Regione Lombardia.

Arese 5.10.01

slai cobas alfa romeo


Alfa Romeo Arese

Bloccata l'Autostrada dei Laghi
Fermiamo i progetti di chiusura !
Vogliamo nuove produzione ad Arese!

Questa mattina migliaia di lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese hanno scioperato e manifestato con un grosso corteo che ha raggiunto l'autostrada dei Laghi sulla cui carreggiata è stata tenuta una assemblea di un'ora. Le auto si sono fermate sia in direzione Malpensa che in direzione Milano.

Lo sciopero di 2 ore è stato fatto proprio da tutte le sigle sindacali ed è stato deciso martedì dalle assemblee dei lavoratori, esasperati dal comportamento della Fiat.

La Fiat tenta di dare il colpo finale all'Alfa di Arese:

  • Cig a zero ore per 4 settimane per tutta la carrozzeria
  • Cig per 3 settimane al mese per le meccaniche
  • Chiusura della Satiz con i lavoratori licenziati
  • Licenziamento di 52 operai della Rotamfer senza stipendio da tre mesi
  • Trasferimento del museo storico da Arese alla Bicocca

Nei prossimi giorni i lavoratori faranno altre iniziative di lotta contro la Fiat e davanti alle sedi istituzionali (Ministero del lavoro, Presidenza del Consiglio dei ministri, Regione, Comuni) che negli scorsi anni hanno preso impegni per la salvaguardia dell'Alfa Romeo e dello stabilimento di Arese.

  • Martedì 9 ottobre blocco di tutti i camions Rotamfer
  • Venerdì 12 ottobre alle ore 9 manifestazione davanti al Pirellone

Slai Cobas Alfa Romeo


per informazioni 02/93928529

Comunicato Stampa

Alfa Romeo Arese
Fermiamo i progetti di chiusura
nuove produzioni ad Arese

La Fiat ha deciso dare il colpo finale all'Alfa di Arese.

Cig a zero ore per 4 settimane per tutta la carrozzeria
Cig per 3 settimane al mese per le meccaniche
Chiusura della Satiz con i lavoratori licenziati
Licenziamento di 52 operai della Rotamfer senza stipendio da tre mesi.
Trasferimento del museo storico da Arese alla Bicocca

Giovedì 4/10/01
sciopero di 2 ore

di tutta la fabbrica con manifestazione esterna
dalle ore 9.15 alle ore 11. 15
il corteo partirà dalla portineria centrale

Slai Cobas Alfa Romeo

per informazioni : 02.93928529


ALFA DI ARESE
CON I SOLDI DELLE PENSIONI INTEGRATIVE
CISL, UIL E CGIL AIUTANO LE SPECULAZIONI FIAT

Ad oltre tre, mesi dalla notizia della vendita a "Estate sei" dell'intera area di Arese, nulla di ufficiale viene detto dai soggetti interessati. Nonostante precisi obblighi in sede Craa e istituzionale che prevede l'informazIone di quanto avviene, una coltre di omertà accomuna tutti : sindacati firmatari di accordi e presenti nel Craa, comuni provincia e regione beneficiari di fondi pubblici per reindustrializzare l'area, Fiat e Sifi proprietarie dell'area.

Nonostante questo qualcosa però traspare :

  1. Mercoledì 7 marzo scorso, "Estate sei" ha siglato un accordo con. la Aig-Lincoln, seconda società assicurativa americana (vedi sole 24 ore 9/3/01). Aig-Lincoln si occupa di promozione sviluppo e gestione immobiliare. Questo accordo prevederebbe la creazione del maxipolo logistico con una occupazione di 400 lavoratori ed una movimentazione di 1000 camion al giorno. "Costruiremo una nuova società ad hoc, incaricata di realizzare l'operazione Arese " conferma Riccardo Conti ( vedi Bresciaoggi 9-3-01)
  2. L'Aig-Lincoln Italia fin dal 1994 ha stipulato un accordo con Unionvita compagnia assicurativa fondata dalla Cisl. Aig in società con Invesco (Usa) gestisce il patrimonio di Cometa, fondo pensioni privato dei metalmeccanici ( Fim, Fiom, Uilm sono nel consiglio di amministrazione). Sempre Aig con la Fiat e la Cisl gestisce il patrimonio di Fonchim, fondo pensione integrativo dei chimici (con Cgil, Cisl, Uil nei consigli di amministrazione).
  3. Riccardo Conti, proprietario dì "Estate sei ", società con partecipazioni Fiat (Segepark e Multiparuno) e con la presenza di Giorgio Maiocchi uomo Fiat. Maiocchi, braccio destro di Pagella Luigi (uomo dei servizi. segreti) alla Sepin (la società che prepara le buste paga per tutti i dipendenti Fiat). Maiocchi oltre ad essere alla Sepin è nel consiglio di amministrazione di Telexls (società Fiat dei telefoni) e Sirio, (società Fiat alla cui dipendenza ci sono tutti i sorveglianti e pompieri). Maiocchi, interrogato dai giudici di Torino che indagavano per il processo a Romiti, pur essendo capo del Personale Fiat, ebbe a dire che non conosceva Carbonatto Olga.La Carbonatto, pur essendo in pensione da oltre 10 anni all'epoca dei fatti (1995) era la segretaria di Romiti che quotidianamente entrava in Fiat per portare liquidi (mazzette) ai dirigenti Fiat.

SIAMO QUINDI ALLA FARSA,
CON I SOLDI DEI LAVORATORI I SINDACATI CONFEDERALI, IN AFFARI CON FIAT E
IMMOBILIARI AMERICANE, SPECULANO SULLE AREE DI ARESE.
DOPO DECINE DI ACCORDI E SOLDI ELARGITI DALLA COLLETTIVITA' PER
REINDUSTRIALIZZARE L'AREA,ORA NON SI DICE NULLA.
IN UN PAESE CIVILE, LE INFORMAZIONI SU UN AFFARE DI QUESTA PORTATA SONO A
CONOSCENZA DI TUTTI.
EVIDENTEMENTE SI VUOLE FAR PASSARE LE ELEZIONI PER FAR TUTTO DI NASCOSTO.
ALLA FACCIA DEL LIBERISMO A CUI SI RIFERISCONO TUTTI.

Arese 22-3-2001

SLAI-COBAS ALFA ROMEO


l'alfa di ARESE
FINITA IN UN OCEANO MILIARDARIO DI SPECULAZIONI
A fine 2.000 gli ultimi capannoni dell'ex alfa romeo di Arese sono stati venduti ...


Comunicato stampa

Alfa Romeo Arese:
Reintegrati al lavoro 13 lavoratori PALMAR

Arese, 8/1/2001

SLAI Cobas


VERTENZA INTEGRATIVA GRUPPO FIAT

IN CONTINUITA’ CON  LA POLITICA DELLA CONCERTAZIONE
NEGAZIONE DEL CONFLITTO
INGABBIAMENTO DELLE RSU 
EMARGINAZIONE DEI SINDACATI DI BASE
.

COMMISSIONI PARITETICHE PER TUTTO

·        Il mondo delle commissioni sindacal/padronali  si va estendendo. Se ne contano più di quindici e sono diventati il mezzo per occupare funzionari sindacali, elargire migliaia e migliaia di ore sindacali, chiaramente solo per lorsignori, un luogo dove far rifluire qualsiasi protesta e una sorta di lunga mano del padrone  per riportare i suoi voleri tra i lavoratori tramite RSU compiacenti.

·        Dai ritmi di lavoro agli straordinari, dall’ambiente alla sicurezza, dall’occupazione ai contratti atipici, esternalizzazioni, categorie, mensa ecc. ecc. Tutto viene demandato a infinite commissioni
I problemi elencati nella piattaforma non sono più punti da contrattare o da rimettere in discussione al tavolo delle trattative ma solo oggetto da “verificare” nelle varie commissioni.

DIRITTI SINDACALI SOLO PER FIM-FIOM-UILM E FISMIC

·        per limitare il potere di indire assemblee retribuite del Cobas, chiedono di ridefinire  le normative applicative. Attualmente dove ci sono Rsu extraconfederali queste possono indire assemblee retribuite di tutti i lavoratori. Il caso più emblematico di questa manovra è alla Fiat di Termoli dove per impedire alle Rsu dello Slai Cobas, Fim-Fiom-Uilm e Fismic, il primo giorno dell’anno indicono 10 ore di assemblee retribuite per tutto il personale. Lo Slai Cobas è il primo sindacato di Termoli.

·       Per  evitare, così come è successo ad Arese, di avere lo Slai Cobas come sindacato maggioritario nelle società terziarizzate, invece di andare alla elezione delle Rsu, Cgil, Cisl, Uil procedono alla nomina dei propri rappresentanti (Rsa).

·        Si propone di fornire in ogni saletta sindacale (naturalmente solo di Cgil Cisl Uil ) di computer con accesso internet e appositi corsi professionali ai loro delegati.

·        Si richiede un apposito monte ore di permessi per Cgil Cisl Uil  per seguire le varie commissioni, aggiuntivo alla valanga di ore che già si mangiano. Ai sindacati di base restano invece solo otto ore mensili : che bastano appena per attaccare qualche manifesto.

·       Come beffa finale si vuole istituire per i lavoratori non iscritti  ai sindacati confederali una tangente di 30 mila lire come quota di servizio da destinare a Cgil Cisl Uil e Fismic.

OCCUPAZIONE

·        L’accordo con la General Motors senz’ombra di dubbio rappresenterà l’inizio dei prossimi tagli occupazionali. Nella piattaforma si parla solo di favorire gli equilibri chiedendo “la grazia” per gli stabilimenti  italiani ( anche a questo penserà un osservatorio e una commissione di sindacalisti).

·       Contratti  atipici : la loro diffusione viene ormai accettata in tutti gli stabilimenti e il loro utilizzo  è diventato strutturale. Nessun freno viene posto a questa piaga ma solo un’altra commissione di verifica.

·       Esternalizzazioni: sono diventate lo strumento legalizzato del sub appalto, per dividere i lavoratori, ottenere più profitti e maggiore sfruttamento. In ogni stabilimento ormai ne esistono una quindicina. Non si mettono in discussione le continue cessioni di ramo d’azienda ( spesso fasulle ), non si pongono punti irrinunciabili (mantenimento CCNL metalmeccanici., diritti acquisiti, struttura sindacale unica ecc. ecc.). Niente viene contestato a questa evidente manovra padronale ma tutto è demandato, ancora una volta, a una commissione.

·        Part time: i sindacati offrono addirittura di assumere o trasformare i rapporti di lavoro a quattro ore giornaliere fino all’8% della forza lavoro (commissione)

·        Straordinari: non viene messo in discussione l’innalzamento delle soglie e il loro pagamento come nel vecchio contratto (commissione).

·        Ritmi di lavoro: da 15 anni i lavoratori sono sottoposti a un regime di  usura fisica con conseguenti ricadute anche di tipo infortunistico e di malattie professionali. Nulla si richiede per mettere in contestazione il T.M.C. o per lo meno abbassare le soglie di saturazione (anche qui commissione).

SALARIO

Niente di nuovo !! 
I riferimenti continuano ad essere i bilanci, la qualità e gli indicatori di redditività : tutti dati naturalmente in mano alla Fiat.
Lo scontro è solo matematico. Alcuni propongono di fissare il ROI al 5% altri il 7%.
Di fatto si continuano ad accettare solo i limiti posti per contenere il costo del lavoro.
Non si rivendicano più aumenti salariali uguali per tutti in modo da recuperare, almeno, l’aumento del costo della vita di questi anni.
Fim, Fiom, Uilm e Fismic si apprestano poi a sanare con un’accordo la vicenda dei bilanci falsificati dai vertici di Fiat spa Romiti e Mattioli nel 90-91-92-93, negando il recupero salariale e il danno morale subito da 200 mila lavoratori fiat.
 

Nulla si dice di Arese !
Non si affrontano nè i decentramenti nè le cessioni di aziende !
Non viene affrontato il problema dei ritmi e dei turni.
A Melfi, Termoli e Pratolaserra vanno aboliti i turni massacranti !
Gli aumenti salariali saranno sempre più legati all’andamento dei bilanci (evidentemente la sentenza Romiti sui falsi in bilancio non ha insegnato nulla a Fim, Fiom, Uilm e Fismic) !
Dato tutto questo è difficile intravedere un qualche obiettivo per cui sentire il bisogno di scioperare o di sentirsi coinvolti in questa vertenza.
Chi osanna la “ripresa del conflitto”  fa il gioco di Cgil Cisl Uil  e Fiat. Gli scioperi che hanno messo in conto serviranno loro solo per ingannare i lavoratori e TRASFORMARE UNA PIATTAFORMA PRO FIAT IN UNA VITTORIA. 

Arese, 6/12/2000                                                                                                                  SLAI Cobas ALFA ROMEO


COMUNICATO STAMPA

Alfa Romeo di Arese: Vertenza lavoratori mensa.

Raggiunto l'accordo tra Onama e RSU Slai Cobas

I lavoratori si sono ripresi i loro diritti.

Dopo un mese di agitazioni, 18 ore di sciopero di tutto il personale delle mense, 6 giorni di salto dei pasto per 4000 lavoratori dell'Alfa (solo scatolette) e altri innumerevoli disagi, finalmente si è riusciti a portare alla ragione la direzione Onama e raggiungere un accordo in cui ai lavoratori ex Fiat vengono riconosciuti tutti i diritti negati da più di un anno dalla Onama, società che ha rilevato il servizio mensa all'Alfa Romeo di Arese.

  1. L' Onama. si è decisa a riconoscere le rappresentanze elette dai lavoratori (R.S.U.) che, tre su tre, sono dello Slai Cobas. Risultato clamoroso : in tutta la categoria del Turismo ( nel cui CCNL non sono previste ancora le Rsu) è la prima volta che questo si verifica.

  2. La malattia e i ricoveri ospedalieri, sinora pagati al 30%, verranno retribuiti al 100% con i relativi obblighi contributivi. Ai lavoratori interessati saranno restituiti tutti gli arretrati. La maternità, anche essa pagata finora al 30%, viene integrata al 100%.

  3. La settimana lavorativa si svolgerà su cinque giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì : Onama voleva introdurre l'orario di lavoro su 7 giorni ! Per i turnisti viene mantenuta la mezz’ora di mensa retribuita per il consumo del pasto ( Onama aveva deciso di toglierla)

  4. L'istituto delle relazioni sociali verrà completamente riconosciuto, ed i lavoratori avranno diritto di assentarsi per visite specialistiche con normale retribuzione e usufruire di visite specialistiche gratuitamente dal medico di fabbrica. Più altre agevolazioni assistenziali minori.

  5. L'Onama ha ritirato i provvedimenti disciplinari a 8 lavoratori accusati di aver invitato i lavoratori Fiat a non consegnare i buoni pasto. Ha inoltre comunicato per iscritto a questi che non procederà nella richiesta dei danni per la mancata consegna dei buoni pasto da parte degli operai Fiat.

Nella giornata di Martedì 31/10 l'assemblea di tutti i lavoratori,giudicando positivamente i risultati ottenuti, all' unanimità ha dato mandato alle RSU dello Slai Cobas di siglare l’accordo.

Rimane l’amaro in bocca nel sapere che questi diritti fondamentali, conquistati dai lavoratori Onama qui all'Alfa di Arese, non sono mai stati presi in considerazione da Cgil‑Cisi‑Uil nella contrattazione nazionale di questa categoria che rappresenta più di un milione di lavoratori.

Arese, 2/11/2000

Slai Cobas Alfa Romeo


COMUNICATO STAMPA

SENTENZA ROMITI

La Cassazione ha condannato per falso in bilancio Cesare Romiti.
Ha anche riconosciuto i 150 operai Fiat come parti civili e quindi vanno risarciti come parti lese dai vertici Fiat.

Lo Slai Cobas che con i 150 lavoratori di tutti gli stabilimenti Fiat (Arese-Torino-Modena-Napoli-Lecce-Termoli ecc.) si sono costituiti parte civile procederà perché tutti i lavoratori Fiat vengano risarciti del danno subito.

Lo Slai Cobas ricorda inoltre:

  • Contro Romiti e Mattioli nessuna altra organizzazione sindacale e politica ha mosso dito; nonostante tutti parlino di lotta a tangentopoli.
  • Anzi CGIL CISL e UIL con 3 lettere spedite al giudice di 1° grado Dott. Saluzzo hanno aiutato la Fiat dicendo che i lavoratori non hanno subito nessun danno.
  • Con i soldi occultati dai bilanci Fiat Romiti pagava uomini dei servizi segreti introdotti in Fiat e organizzava false testimonianze per licenziare i lavoratori impegnati sindacalmente. Su questo i giudici di Torino hanno preferito non indagare ed archiviare tutto.

Continua il grande attivismo di Romiti presente su tutti i giornali e nelle trasmissioni televisive più viste. Come al solito il "condannato" ha spazio per discolparsi e screditare i lavoratori, mentre le parti civili (lavoratori) non hanno possibilità di dire nulla.

20/10/2000                                                                                       LE PARTI CIVILI (150 lavoratori Fiat)


ELEZIONI RSU STABILIMENTO DI ARESE

CARROZZERIA COBAS FLMU FIM UILM FIOM TOTALE
OPERAI 326 34 25 29 264 678
IMPIEGATI 15 18   14 33 80
TOTALE 341 52 25 43 297 758
PERC.2000 45.1% 6.8% 3.3% 5.7% 39.1%  
PERC.1997 35.6%   7.6% 7.8% 49.0%  
             
             
MECCANICA COBAS FLMU FIM UILM FIOM TOTALE
OPERAI 81 69 14 28 87 279
IMPIEGATI     20 12 28 60
TOTALE 81 69 34 40 115 339
PERC.2000 24.0% 20.3% 10.0% 11.8% 33.9%  
PERC 1997 19.6%   15.2% 10.9% 54.2%  
             
             
ENTI CENTRALI COBAS FLMU FIM UILM FIOM TOTALE
OPERAI 68 10 104 81 202 465
IMPIEGATI 61 88 81 59 132 421
TOTALE 129 98 185 140 334 886
PERC.2000 14.6% 11.1% 20.9% 15.8% 37.6%  
PERC.1997 19.5%   27.5% 11.1% 41.9%  
             
             
FIAT GESCO 71   31 6 25 133
PERC.2000 53.4%   23.3% 4.5% 18.8%  
PERC.1997 43.4%   56.6%      
             
TOT.OP.PRODUZ. 407 103 39 57 351 957
PERC.2000 42.5% 10.8% 4.1% 6.0% 36.7%  
PERC.1997 35.6%   5.5% 8.7% 50.2%  
             
TOTALE OPER. 475 113 143 138 553 1422
PERC.2000 33.4% 7.9% 10.1% 9.7% 38.9%  
PERC.1977 32.4%   9.5% 8.3% 50.1%  
             
TOTALE IMPIEG. 147 106 132 91 218 694
PERC.2000 21.2% 15.3% 19.0% 13.1% 31.4%  
PERC.1997 17.2%   36.6% 11.8% 34.4%  
             
TOTALE GEN. COBAS FLMU FIM UILM FIOM TOTALE
  622 219 275 229 771 2116
PERC.2000 29.4% 10.3% 13.0% 10.8% 36.4%  
PERC.1997 28.6%   15.7% 9.1% 46.6%  

22 giugno 2000


Home  ]