Archivio SLAI Cobas ALFA ROMEO di Arese

[2006]

 

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Incontro dello Slai Cobas con Luigi Arnaudo,
presidente della società proprietaria dell’area dell’Alfa

Ieri, presso gli uffici del Portello della Finiper di Marco Brunelli, si è svolta una riunione tra una delegazione dello Slai Cobas e Luigi Arnaudo, presidente del CdA di Immobiliare Estate sei, la società proprietaria dei ¾ dei 2milioni e 300mila mq dell’area dell’Alfa Romeo di Arese.

Al termine della riunione il dott. Luigi Arnaudo si è impegnato a dare via libera entro una settimana all’insediamento di una azienda nel capannone 28, ove fino a 4 anni fa erano occupati gli attuali cassintegrati.

Secondo il nuovo piano sull’area di Arese presentato due mesi fa da Infrastrutture Lombarde e da Formigoni, il capannone 28 doveva essere abbattuto per far posto a villette e grattacieli.

Nelle scorse settimane un’azienda, la LIQUIDBIOGAS, ha chiesto di insediarsi sull’area dell’Alfa e ha manifestato l’intenzione di assumere 200 cassintegrati; lo Slai Cobas, dato che in passato ad Arese volevano insediarsi (e poi sono sparite) diverse aziende, ha chiesto chiarezza immediata ai proprietari dell’area, alle istituzioni e alla Liquidbiogas riguardo alla collocazione nell’area di questa azienda, e agli stessi ha chiesto garanzie per i lavoratori, dato il carattere innovativo dell’attività produttiva che dovrebbe attivare questa nuova azienda (motori e autobus a biogas).

L’impegno preso ieri dal dottor Arnaudo è un primo passo in questa direzione; ci auguriamo che nei prossimi giorni non si ripeta la solita presa in giro dei lavoratori e vengano definitivamente precisate sia il luogo e la data di insediamento che le garanzie ai cassintegrati.

Il dottor Arnaudo si è anche impegnato a ripristinare il riscaldamento nei locali del Consiglio di Fabbrica, dato che in tutti questi mesi la sede dello Slai Cobas è stata lasciata al freddo.

Nuovo accordo tra Fiat e Fim-Fiom-Uilm per espellere i cassintegrati

La Fiat da parte sua, come ogni dicembre, ha ieri mandato una lettera di BUON ANNO ai 330 cassintegrati della carrozzeria comunicando loro che da gennaio saranno pagati con un anticipo del loro TFR; se ci sarà poi un accordo sindacale, interverrà la Cigs, che quest’anno sarà decurtata del 40% anziché del 30%.
La Fiat inoltre, grazie ad un accordo con Fim-Fiom-Uilm firmato a Torino il 18 dicembre 2006 senza neanche interpellare le RSU di Arese e lo Slai Cobas, che rappresenta i ¾ dei cassintegrati, vuole sbarazzarsi di oltre la metà dei cassintegrati stessi con la mobilità lunga appena approvata dalla finanziaria.
Fiat, governo e sindacati di Stato, calpestando vari accordi sindacali su Arese firmati in Regione e al ministero del Lavoro, invece di concretizzare gli impegni occupazionali lasciano via libera alla speculazione sull’area di Arese.
Con la mobilità lunga i lavoratori, dopo una vita di lavoro all’Alfa, non solo avranno una pensione decurtata (viene infatta calcolata oggi, anche se si avrà la pensione fra 7 anni) ma avranno una ridicola indennità di mobilità:
infatti attualmente la Cigs all’Alfa è di 500 € per 12 mensilità all’anno, e perciò la mobilità sarà di 500 € al mese il primo anno e 400 € per le mensilità degli anni successivi.

  • Alcuni sindacati nelle ultime settimane, dopo mesi di silenzio e contemporaneamente alle grandi manovre speculative sull’area di Arese, hanno proposto la “soluzione finale” per i cassintegrati: come al solito, oltre alla mobilità lunga, vengono proposti posti di lavoro esterni all’Alfa.
    Due anni fa Gnutti disse allo Slai Cobas che gli chiedeva chi c’era dietro le fiduciarie proprietarie dell’area di Arese: “non ve lo dico se no vi vergognate, non tanto voi quanto gli altri sindacati”.
    E ricordiamo alla Cisl, socia della americana Aig (proprietaria di 650.000 mq dell’area dell’Alfa) nell’assicurazione UNIONVITA (50% CISL e 50% AIG) che ad Arese la stessa AIG/Lincoln è inadempiente rispetto all’obbligo di assumere almeno 550 cassintegrati.

Regione Lombardia: non c’è ancora il via libera a villette e centri commerciali, ma prosegue il tentativo di far fuori tutti i cassintegrati

La settimana prima di Natale, dopo 20 mesi di latitanza, la Regione Lombardia ha convocato al Pirellone una riunione sull’Alfa Romeo di Arese con tutti i sindaci della zona (Arese, Garbagnate, Rho, Lainate), la provincia e il comune di Milano, i proprietari dell’area (Immobiliare Estate sei ed Aig/Lincoln), Sviluppo Arese, Agenzia Regionale per il Lavoro, Cestec, Infrastrutture Lombarde e tutti i sindacati.
Per la Regione erano presenti gli assessori Cattaneo, Rossoni e Boni.

L’assessore Cattaneo si è detto “dispiaciuto” della mancata collocazione dei cassintegrati e del mancato decollo del Polo della mobilità sostenibile ed ha proposto un nuovo piano con villette e centri commerciali.
Questo nuovo masterplan, realizzato in due mesi e costato 200.000 € (!), è stato illustrato dal direttore generale di Infrastrutture Lombarde (Regione Lombardia) ing. Antonio Rognoni che ha uno stipendio di 580.000 € all’anno (!!!).

A fine riunione, data anche l’opposizione della provincia e di alcuni sindaci che chiedevano la destinazione dell’area ad Expo 2015, la Regione ha congelato il piano.

Lo Slai Cobas ha contestato alla Regione di aver boicottato il Polo della mobilità sostenibile ed ha invitato tutte le istituzioni ed i proprietari dell’area a rispettare gli accordi da essi stessi sottoscritti negli ultimi 3 anni, dando finalmente lavoro sull’area dell’Alfa non solo ai cassintegrati ma anche ai giovani della zona.

LO SLAI COBAS HA RICORDATO A TUTTI I PRESENTI CHE DA OLTRE 10 ANNI ARRIVANO SULL’AREA DI ARESE AGEVOLAZIONI E FINANZIAMENTI PUBBLICI PERCHE’ VENGANO RICOLLOCATI I CASSINTEGRATI FIAT;
E DATO CHE LE VALANGHE DI SOLDI ARRIVATE SULL’AREA NON HANNO DATO LAVORO A UN SOLO CASSINTEGRATO, O FINALMENTE LE ISTITUZIONI BATTONO UN COLPO OPPURE E’ MEGLIO CHE DEL CASO ARESE SE NE OCCUPI SUBITO LA PROCURA DELLA REPUBBLICA.

A Milano e in Lombardia non si respira più per l’inquinamento. Sarebbe veramente un delitto buttare a mare il progetto della mobilità sostenibile e dell’auto ecologica previsti per Arese.
La Regione due mesi fa ha varato una legge che prevede, a luglio prossimo, il blocco di tutti i vecchi veicoli: se non è uno scherzo, si usi da subito l’area di Arese per riconvertire auto, bus e camion !

LAVORO SUBITO AD ARESE PER I CASSINTEGRATI
ED I GIOVANI DELLA ZONA !

Arese, 30-12-2006

SLAI COBAS ALFA ROMEO


Nota su Arnaudo e Brunelli

Immobiliare Estate sei nelle ultime settimane ha avuto vari scossoni societari, culminati nei giorni scorsi –dopo il varo del nuovo piano di Formigoni che prevede sull’area dell’Alfa villette, grattacieli e centri commerciali- con un aumento di capitale che ha portato la capitalizzazione della società da 750.000 € (!!) a 25 milioni di €.
Marco Brunelli ha subito sottoscritto la sua quota di aumento di capitale, portando in un primo tempo al 98,7% il suo controllo su Immobiliare Estate sei.

Ora, dopo che tutti i soci hanno aderito all’aumento di capitale, Brunelli controlla esattamente il 50% della società (in parte direttamente come Marco Brunelli e in parte attraverso due fiduciarie, Giada uno e Giada due, ognuna con 500 € di capitale!);
l’altro 50% è controllato dall’on. Conti (2.5%) e dai suoi soci della Nazionale Fiduciaria, controllata prima dalla Hopa di Gnutti e poi, dal 2005, da Banca Valori, di proprietà della Banca Popolare di Lodi. Su questa società è anche transitata una parte del “tesoretto” di Consorte.

Immobiliare Estate sei ha pagato alla Fiat l’area di Arese con i soldi delle banche, dando in pegno il 100% della stessa società al Banco di Brescia, controllato da Banca Lombarda (del patto di Banca Intesa).

Fino a sei mesi fa l’amministratore unico di Immobiliare Estate sei era l’on. Riccardo Conti di Brescia; poi, dopo uno scontro anche giudiziario di qualche mese, il 24 ottobre 2006 è stato eletto presidente del CdA Luigi Arnaudo, fino al 2004/2005 dirigente Fiat di primo piano (prima con Romiti, fino al 1989, compresa la sua presenza nel Cda dell’Alfa Lancia, e poi con Umberto Agnelli e Galateri nel comitato esecutivo di IFIL e alla presidenza della Rinascente).
Negli ultimi 2 anni, nel 2005 e nel 2006, dopo 30 anni di Fiat, Arnaudo è entrato subito nei principali posti di comando delle società di Marco Brunelli, re degli Iper, amico degli Agnelli e dell’avvocato Franz Stevens ed entrato in Mediobanca, da qualche anno presieduta dalla Fiat con Galateri.

Arnaudo è infatti improvvisamente diventato presidente del CdA di Iper Montebello Spa, Unes Maxi Spa, CEDRO 99 S.R.L., LINKAIR S.P.A. e OASI S.R.L., è consigliere delegato e vice presidente del CdA di Finiper Spa, la finanziaria principale di Marco Brunelli, è consigliere delegato di Immobiliare Finiper srl, è consigliere di Immobiliare Gallerie Commerciali spa.

Ultimamente Brunelli, oltre al grosso affare “Alfa Romeo”, “venduta”dalla Fiat nel 2000, ha fatto uno stretto accordo finanziario con i francesi della Carrefour, con i quali era in affari da anni. E la Fiat, in Francia, è la prima multinazionale.


Marco Brunelli (FINIPER) ha comprato tutta l’area dell’Alfa Romeo di Arese:
ora controlla il 98,7% di Immobiliare Estate sei

Ora abbiamo capito perché nei giorni scorsi la Regione Lombardia, attraverso Infrastrutture Lombarde, in barba agli accordi firmati con i sindacati, ha proposto ai comuni e alla provincia di Milano un nuovo piano sui 2milioni e 200mila mq dell’area dell’Alfa Romeo di Arese, con un mega centro commerciale, grattacieli e ville di lusso al posto del Polo della mobilità sostenibile e dell’auto ecologica:
15 giorni fa Marco Brunelli, proprietario della Finiper (Iper, Unes, Riustò, ecc…e azionista della GS), e già azionista con il 15% di Immobiliare Estate sei, proprietaria di oltre i 2/3 di tutta l’area di Arese, è entrato in possesso del 98,7% della stessa Immobiliare Estate sei.

Nel 2000 tutti i 2milioni e 200mila mq dell’area di Arese erano stati “venduti” dalla Fiat a Immobiliare Estate sei; subito dopo, 650mila mq erano stati rivenduti ad Abp (70% Aig/Lincoln e 30% la stessa Immobiliare Estate sei).
Per la vendita ad Immobiliare Estate sei la Fiat utilizzò due “società veicolo”, Segepark e Belfiore; molti degli amministratori di Segepark e Belfiore erano dirigenti Fiat noti come i gestori del conto Sacisa (tangenti Fiat) e come coloro che, per conto di Romiti, si recarono a Vaduz per distruggere le carte di tangentopoli.
Amministratore unico di Immobiliare Estate sei era l’on. Riccardo Conti e la proprietà era di 4 fiduciarie, la maggiore delle quali (Nazionale Fiduciaria, con il 47,5%) è stata fino al 2003 di proprietà della Hopa di Gnutti, Fiorani e Consorte e poi di Banca Valori, controllata dalla Banca popolare di Lodi (prima con Fiorani e ora con Gronchi).

Marco Brunelli, che già era uno dei vari azionisti di Immobiliare Estate sei attraverso una fiduciaria (Fidelconsult), è diventato proprietario del 98,7% della stessa Immobiliare Estate sei (39,5 % intestato direttamente a Marco Brunelli, 29,6% intestato a Giada uno, che ha come proprietario Marco Brunelli con 500 € di capitale, e 29,6% intestato a Giada due, che ha come proprietario sempre Marco Brunelli con 500 € di capitale !!!).

Marco Brunelli, che è entrato nel “salotto buono” di Mediobanca (presidente Gabriele Galateri della Fiat),

  1. è anche il proprietario dei 400.000 metriquadri dell’ex Alfa Romeo del Portello a Milano, tra viale Serra e via Traiano, ove ha costruito un mega centro commerciale e palazzi vari,
  2. ha recentemente triplicato l’Iper “Belforte” di Varese, già costruito 10 anni fa su un’area di proprietà della Fiat,
  3. si prepara a costruire sull’area di Arese il più grande Iper d’Europa,
  4. ha come braccio destro, per l’affare Arese, Luigi Arnaudo, fino a due anni nel comitato esecutivo della IFIL, la finanziaria degli Agnelli, e presidente della Rinascente.

Con Marco Brunelli, quindi, la Fiat è uscita dalla porta di Arese ed è rientrata dalla finestra con Brunelli; e la Fiat, oltre che in affitto al capannone 10, rimane direttamente proprietaria dei due palazzi impiegatizi del Centro Tecnico e del Centro Direzionale, venduti nel 2000 alla Aedes - allora di proprietà dei tedeschi di Munich Re e poi passata di mano a Castelli e Berlusconi – e ora di nuovo in vendita.

I proprietari dell’area non possono giocare sulla pelle dei lavoratori per fare le loro speculazioni.

330 cassintegrati della carrozzeria e 50 della meccanica sono sulla strada da 4 anni:
VOGLIAMO SUBITO LAVORO PER TUTTI I CASSINTEGRATI E DICIAMO NO AI PIANI DI SPECULAZIONE EDILIZIA E COMMERCIALE!

Ieri sera all’Alfa Romeo di Arese lo Slai Cobas, unitamente al Comitato contro il Polo logistico, a partiti, sindacati, centri sociali e associazioni della zona, ha costituito un COORDINAMENTO CONTRO IL PIANO SPECULATIVO SULL’AREA DI ARESE.
Ad Arese vogliamo :

  • LAVORO PER I CASSINTEGRATI DELL’ALFA , I DISOCCUPATI DELLA ZONA E I GIOVANI;
  • ATTIVITA’ INDUSTRIALI E DELL’AUTO ECO-COMPATIBILI, CENTRI DI RICERCA E TECNOLOGICI INNOVATIVI CHE DIANO “RESPIRO” A TUTTA LA ZONA.

Arese, 13-12-2006
Info 3333368603

Slai Cobas Alfa Romeo


Questa mattina blitz di 100 carabinieri con l´ispettorato del lavoro
LAVORO IN NERO ALL´ALFA ROMEO DI ARESE

Dalle 5.30 di questa mattina l'Ispettorato del Lavoro di Milano, con l'ausilio di 100 carabinieri, ha bloccato e perquisito la CARIS, azienda di riciclo dei rifiuti urbani con sede nell'area dell'Alfa Romeo di Arese.
Scopo del blitz era il lavoro nero ed illegale utilizzato da una cooperativa che utilizza un centinaio di lavoratori cinesi.
Dopo diverse ore, al termine dell'ispezione, 20 lavoratori cinesi sono stati portati via con i cellulari dei CC.
Da prime notizie che abbiamo appreso, pare che siano state riscontrate dagli ispettori alcune gravi irregolarità:

1. l'orario di lavoro era di 12/16 ore al giorno, compresi sabato e domenica;
2. la paga era di 5 euro all'ora;
3. i bagni una cosa pazzesca;
4. la mensa inesistente;
5. gli spogliatoi in comune;
6. ecc.. ecc..

Le condizioni di lavoro schiavistiche che subiscono questi lavoratori è stata denunciata più volte agli organi competenti da parte dello Slai Cobas, e recentemente questa denuncia è stata da noi fatta anche al vice-prefetto di Milano dott. Saccone.
Mentre 380 cassintegrati dell'Alfa Romeo sono ancora sulla strada da 4 anni, la Caris e alcune altre aziende che si sono insediate nell'area dell'Alfa (ad esempio Fiege, Futura, Pietro Conserva, Isa, Solari, SDM, Franco Vago) utilizzano lavoratori senza diritti e nella piena precarietà. Queste aziende si rifiutano di assumere i cassintegrati dell'Alfa in quanto tutelati da accordi che prevedono assunzioni con contratto a tempo indeterminato e non precario.
Sull'area dell'Alfa, italiani o extracomunitari, tutti devono avere il diritto di un posto di lavoro degno di questo nome. E se qualcuno pensava di trovare la Corea e la Cina a più breve distanza, sappia che ha sbagliato area!
Ci auguriamo che, con oggi, ci sia una diversa attenzione delle istituzioni sull'Alfa di Arese.

Giovedì scorso lo Slai Cobas, con 300 cassintegrati, ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Milano per chiedere di indagare perché ad Arese vengono stanziati da anni fiumi di soldi pubblici a fondo perduto senza creare un solo posto di lavoro.

ORA CHI HA RUBATO E TRUFFATO DEVE PAGARE, I CASSINTEGRATI DEVONO RIAVERE UN LAVORO E SI DEVE APRIRE UNA PROSPETTIVA DI LAVORO PER I GIOVANI DEI COMUNI DELL'AREA DELL'ALFA.
Per questo motivo lo Slai Cobas venerdì scorso ha organizzato una assemblea pubblica ad Arese con le forze politiche e sociali della zona, con la quale è stato proposto un comitato/coordinamento contro il piano di speculazione edilizia di Formigoni che verrà costituito ufficialmente martedì 12 dicembre alle ore 20.30 presso l'Alfa Romeo di Arese.

Arese, 5-12-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


Le immagini della manifestazione del 30 novembre

Da: La Repubblica, 1° Dicembre 2006

La denuncia presentata contro il nuovo piano della Regione: "No a palazzi e centri commerciali al posto della fabbrica" "Speculazione edilizia sull´Alfa".
Trecento operai firmano un esposto alla procura: vogliamo lavoro
La replica "È una polemica falsa e insensata"
L'accusa: "Così si tradisce l'accordo del 2003"

Sono entrati in trecento a Palazzo di Giustizia. Li hanno fatti passare dall'ingresso principale e guidati nell'aula magna, dove a una mezza dozzina di tavolini sedevano altrettante impiegate. A loro gli operai dell'Alfa hanno declinato le generalità per mettere la firma sotto l'esposto preparato dal sindacato Slai Cobas. «Nell'esposto parliamo di truffa - spiega l'avvocato dei cassintegrati, Mirco Rizzoglio - ai danni dei lavoratori e ai danni dello Stato». L'accordo di programma per la reindustrializzazione dell'area di Arese e l'assunzione dei cassintegrati Alfa (cioè Fiat) risale al luglio 2003. I soldi pubblici sono arrivati, 108 milioni con la Finanziaria di due anni fa, 60 con quella dell'anno scorso. I posti promessi, almeno 550, no.
Qualche giorno fa, la Regione ha presentato ufficiosamente ai sindaci interessati (Arese, Garbagnate, Lainate, Rho) il nuovo masterplan dell'area che prevede, attorno a 55.000 metri quadrati di polo della mobilità, 368.000 metri quadrati di edilizia residenziale, 150.000 di commerciale, 413.000 di verde. E 13.000 veicoli di traffico aggiuntivo, secondo il comitato di Arese. «Un insediamento per 5-6.000 persone con villette, alberghi, cinema multisala, un gigantesco centro commerciale», dice Corrado Delle Donne dello Slai Cobas, che ricorda come fra i proprietari delle aree di Arese ci sia Marco Brunelli, presidente di Finiper, gigante della distribuzione con i marchi Unes e Carrefour. Il centro commerciale (77.000 metri quadrati) sarebbe il più grande del Nord Italia.
Maria Sciancati, segretaria Fiom Cgil di Milano, teme che, per manifesta inconciliabilità, case e negozi azzerino la vocazione industriale dell'area: «All'Alfa ci restano ancora 800 occupati, 500 nei reparti di progettazione, sperimentazione e centro stile e 300 per servizi e call center. Quali garanzie darà la Fiat per il loro futuro?». Secondo Delle Donne, nessuna: «La Fiat ha venduto agli attuali proprietari nel 2000, con l'impegno a sgomberare del tutto le aree entro la fine del 2005». E in effetti il contratto d'affitto alla Fiat, scaduto lo scorso anno, non è stato rinnovato. «Casette al posto dell'auto all'idrogeno», è il commento di Mario Agostinelli, consigliere regionale di Rifondazione e ricercatore dell'Enea, che ad Arese ha lavorato due anni nelle nuove tecnologie: «Si è fatto un deserto al posto di una grande storia, Formigoni è incapace di imboccare strade innovative». Del polo della mobilità «resterebbero le sedi di Cnr e Arpa e una centrale elettrica», nei vecchi capannoni 27 e 30 ristrutturati con fondi pubblici, scrivono in una interpellanza i consiglieri regionali diessini Franco Mirabelli, Marco Cipriano e Ardemia Oriani.
Dalle proprietà di Arese, nessun commento. Dura, invece, la replica della Regione: «Solo menzogne, quelle sostenute dallo Slai Cobas. Il masterplan prevede insediamenti industriali per oltre un milione di metri quadrati. Chi afferma che del polo della mobilità si vogliono fare solo case, centri commerciali e verde pubblico dice una cosa non vera e monta una polemica insensata. Aziende serie e credibili, disposte ad assumere, ricevono dalla Regione un quadro persuasivo, da altre parti pressioni dissuasive».

L'ex operaio: da 4 anni faccio il casalingo.
"In quei capannoni c'è tutta la mia vita".
L'intervista

Mario Ricciardi, 50 anni, da 4 è cassintegrato Alfa, e già lo era stato dal 1983 al 1985. È difficile passare davanti alla fabbrica, ora?
«È una continua stretta al cuore. E io ci abito anche vicino, a Garbagnate. Il dramma è soprattutto quando arrivo in viale Luraghi, dove ci sono ancora i rottami e le macerie del capannone 6: lì dentro lavoravamo in seimila. E gli operai più vecchi soffrono ancora più di me nel vedere distrutto il proprio passato».
Quattro anni di cassa integrazione sono una piccola vita.
«Infatti me ne sono dovuta inventare una, anche per evitare la depressione e il senso di inutilità. E adesso faccio il casalingo.
Cucino, rifaccio i letti, spazzo i pavimenti... faccio io tutto il lavoro che non può fare mia moglie, che è infermiera. Bado anche ai figli, che sono grandi: una studia all'università, l'altro cerca un lavoro».
E lei non ha mai pensato a cercarne uno?
«Non sa quante volte. Ma quando leggono che sei cassintegrato Alfa neppure ti chiamano a fare il colloquio. E poi ho un'età, ormai. Potrei fare giusto il lavoratore in call center, ma mi sembra davvero il peggio. No, io voglio tornare a lavorare all'Alfa e ad Arese: è un mio diritto».


BASTA SPECULAZIONI SULL’ALFA ROMEO
300 cassintegrati chiedono l’intervento della Procura della repubblica

Questa mattina 300 cassintegrati dell’Alfa Romeo hanno presentato alla Procura della Repubblica di Milano un esposto denuncia per chiedere di indagare su quanto sta avvenendo ad Arese.
Nei giorni scorsi la Regione Lombardia ha presentato ai comuni della zona e alla provincia un piano che prevede la cementificazione di tutta l’area con ville di lusso, grattacieli e centri commerciali.
Questo progetto è la logica conseguenza del fatto che la Regione Lombardia, dopo aver sottoscritto nel 2003 un accordo con provincia, sindacati, sindaci della zona e proprietari delle aree per fare ad Arese un Polo della mobilità sostenibile e dell’auto ecologica, nei fatti ha impedito l’insediamento di varie aziende, cercando di sbarazzarsi di tutti i cassintegrati e di evitare la loro ricollocazione sull’area dell’Alfa.
Nel 2003, 2004 e 2005 sono stati sottoscritti in Regione ben 4 accordi sul Polo della mobilità sostenibile, ma in realtà da tempo alcune istituzioni lavoravano per altro.
Ciò è ancor più penalmente perseguibile per il fatto che su Arese, prima con la Fiat e poi con i nuovi proprietari dell’area, sono affluiti e sono stati stanziati ingenti finanziamenti pubblici.
Ora tutti questi finanziamenti dovrebbero trovare uno sbocco non per creare posti di lavoro per i cassintegrati e i giovani della zona ma per premiare la speculazione edilizia.

DOMANI SERA , VENERDI’ 1° DICEMBRE, ALLE ORE 20.30
ALL’ALFA ROMEO DI ARESE
PRESSO IL CAPANNONE OCCUPATO
ALLA PORTINERIA DELLA PESA
ASSEMBLEA PUBBLICA CON:

• BASILIO RIZZO, consigliere del comune di Milano per la lista Dario Fo
• MARIO AGOSTINELLI, capogruppo del PRC alla Regione Lombardia
• MIRCO RIZZOGLIO, legale dei cassintegrati

Arese, 30-11-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


A TUTTI I LAVORATORI DISOCCUPATI GIOVANI DI GARBAGNATE-ARESE-LAINATE-RHO-BOLLATE

ALFA ROMEO ARESE
“ALTRO CHE ALBERGHI, GRATTACIELI E CENTRI COMMERCIALI “
MOBILITIAMOCI E ORGANIZZIAMOCI PER:

  • MANTENIMENTO E SVILUPPO DELLE LAVORAZIONI FIAT ESISTENTI

  • SERI PROGETTI INDUSTRIALI E OCCUPAZIONALI

  • LAVORO PER I CASSINTEGRATI - DISOCCUPATI E GIOVANI DI TUTTI I COMUNI DELLA ZONA.

LA VASTA E APPETITOSA AREA DELL’ALFA ROMEO ( 2,2 milioni di mq.),
come se non fossero bastate le speculazioni e truffe di Fiat che ha distrutto tutte le produzioni Alfa e 16.000 posti di lavoro;
come se non bastassero le speculazioni dei nuovi proprietari (immobiliaristi di Aig –Estate sei) che nulla hanno fatto per reindustrializzare e rioccupare i cassintegrati , dare lavoro ai disoccupati e giovani della zona.
RISCHIA DI RICADERE IN NUOVE SPECULAZIONI, E QUESTA VOLTA PER MANO DELLE ISTITUZIONI PUBBLICHE.

Nelle scorse settimane, dopo una serie di riunioni semiclandestine tra Regione, Provincia e Sindaci di Arese, Garbagnate, Rho, Lainate, il Presidente della Regione Formigoni per mano di “Infrastrutture Lombarde” ha scoperto le carte nascoste presentando un Master Plan che va ad affossare in un solo colpo i progetti di Reindustrializzazione - Polo della Mobilità Sostenibile e gli accordi da lui stesso firmati assieme a Provincia, Sindaci del territorio e Sindacati di Arese.

COSA PREVEDE QUESTO NUOVO PIANO:

PALAZZI, ALBERGHI, VILLETTE E CENTRI COMMERCIALI
Secondo questo Nuovo Piano l’intera area dell’Alfa Romeo, tolto l’angolino occupato dalla Fiat, verrebbe trasformata non si sa come da territorio ad uso industriale a territorio ad uso residenziale e commerciale.
 Nel master plan sono contenuti anche i dettagli del “PAESE DEL BENGODI “,
370 mila Mq. appartamenti e villette ( per chi preferisce asfissiarsi ad Arese) – 150 mila Mq. Ipermercati e centri commerciali (dove spendere i soldi che avanziamo con la nuova finanziaria) – Alberghi (per i manager della Fiera) e per il tempo libero cinema multisala- prati da golf- piscine - saune con massaggiatrici indonesiane) e per finire un bel parco di 413 mila Mq. dove portare i cani a pisciare.
BASTA CON GLI SCHERZI, BASTA SPECULAZIONI !
Formigoni, Penati e Sindaci non possono giocare sulla pelle dei cassintegrati, disoccuppati, giovani e cittadini della zona.
Nella nostra zona, dichiarata ad alto rischio occupazionale (Sempione 2) e da cui tutti attingono ingenti finanziamenti dalla comunità europea, non abbiamo certo bisogno di palazzi e centri commerciali ma di insediamenti industriali con alto contenuto occupazionale, lavoro stabile e non precario per cassintegrati, disoccupati e giovani in cerca di lavoro.
Già dalla scorsa settimana lo Slai Cobas e lavoratori e cassintegrati dell’Alfa Romeo stanno manifestando per respingere il progetto di cementificazione e speculazione sull’area di Arese e pretendere il rispetto degli accordi firmati in Regione che prevedevano ad Arese un Polo della Mobilità Sostenibile con conseguenti insediamenti industriali.

VENERDI 1° DICEMBRE alle ore 20.30
All’Alfa Romeo “Portineria Pesa“ all’interno del capannone occupato
ASSEMBLEA PUBBLICA
organizzata dallo Slai Cobas dell’Alfa Romeo con la presenza di

BASILIO RIZZO, consigliere del comune di Milano per la lista Dario Fo,
MARIO AGOSTINELLI, capogruppo del PRC alla Regione Lombardia
MIRCO RIZZOGLIO, legale dei cassintegrati.

SONO INVITATI A PARTECIPARE
PARTITI, MOVIMENTI, ASSOCIAZIONI, STUDENTI
CHE INTENDONO FARE OPPOSIZIONE A QUESTO PROGETTO
E COSTRUIRE UN PERCORSO DI LOTTA COMUNE

Arese, 28-11-2006
Tel/fax 02-44428529

Slai Cobas Alfa Romeo


GIOVEDI' MATTINA ALLE ORE 10 I CASSINTEGRATI DELL'ALFA ROMEO DI ARESE FARANNO UN CORTEO DA PIAZZA DUOMO AL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI MILANO OVE PRESENTERANNO IN MASSA UN ESPOSTO DENUNCIA CONTRO FIAT, ISTITUZIONI E PROPRIETARI DELL'AREA DELL'ALFA.

A 4 ANNI DALLA FIRMA DELL'ACCORDO SULL'AUTO ECOLOGICA E LA MOBILITA' SOSTENIBILE, DOPO CENTINAIA DI MILIONI DI EURO STANZIATI PER QUESTO E PER RICOLLOCARE I CASSINTEGRATI, LA REGIONE PRESENTA ORA UN PIANO DI CEMENTIFICAZIONE DELL'AREA CON VILLE DI LUSSO, GRATTACIELI E CENTRI COMMERCIALI. E LE ISTITUZIONI CHE DOVEVANO ESSERE GARANTI DELL'ACCORDO SULL'AUTO ECOLOGICA HANNO SOLO TRAFFICATO PER LIBERARE L'AREA DALLA SCOMODA (PER I LORO PIANI) PRESENZA DEI CASSINTEGRATI.

I LAVORATORI DELL'ALFA NON SI ARRENDONO E CHIEDONO GIUSTIZIA, PER LORO E PER I GIOVANI DISOCCUPATI DELLA ZONA.

Arese, 28-11-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


Alfa Romeo di Arese:

STOP ALLE SPECULAZIONI !
Lavoro per cassintegrati e giovani della zona, altro che alberghi, grattacieli e centri commerciali !
OGGI MANIFESTAZIONE AD ARESE,
GIOVEDI' NUOVA DENUNCIA IN PROCURA

Questa mattina 150 cassintegrati dell’Alfa Romeo di Arese hanno manifestato sulla strada di collegamento con l’autostrada dei Laghi dalle ore 9.30 alle ore 12.00 per:

  • Respingere il progetto di cementificazione e speculazione sull’area di Arese presentato nei giorni scorsi dalla Regione in spregio agli accordi sottoscritti tre anni fa con i sindacati sull’auto ecologica e la mobilità sostenibile;

  • Chiedere l’immediata concessione dell’area alle aziende che si vogliono insediare, con intervento degli enti ed istituzioni pubbliche per garantire l’occupazione dei cassintegrati, come previsto dagli stessi accordi sottoscritti;

  • Chiedere l’immediata assunzione di tutti 380 cassintegrati della meccanica e della carrozzeria, ormai sulla strada da 4 anni.

Oggi pomeriggio, presso la sede del consiglio di fabbrica dell’Alfa, si terrà un incontro tra una società che si vuole insediare (LiquidBioGas) e i sindacati del sito di Arese.

L’assemblea dei cassintegrati ha deciso per i prossimi giorni:

  1. giovedì 30 novembre alle ore 10 manifestazione al Palazzo di giustizia di Milano, ove i cassintegrati presenteranno in massa un’altra denuncia penale contro la tangentopoli dell’Alfa Romeo di Arese:

  2. venerdì 1° dicembre 2006 alle ore 20.30 presso il capannone occupato presso la portineria della Pesa dell’Alfa ASSEMBLEA PUBBLICA organizzata dallo Slai Cobas dell’Alfa Romeo con la presenza di BASILIO RIZZO, consigliere del comune di Milano per la lista Dario Fo, e di Mario Agostinelli, capogruppo del PRC alla Regione Lombardia.

I CASSINTEGRATI DELL’ALFA ROMEO E LO SLAI COBAS, DOPO OLTRE 4 ANNI DI LOTTA ININTERROTTA, NON ACCETTANO DI LASCIARE ALLA SPECULAZIONE E AI SIGNORI DI TANGENTOPOLI L’AREA DI ARESE.

L’AREA DELL’ALFA ROMEO DI ARESE, COME PREVEDONO GLI ACCORDI SOTTOSCRITTI CON LA REGIONE, I COMUNI, LA PROVINCIA E I PROPRIETARI DELL’AREA,

  • DEVE SERVIRE PER FAR RESPIRARE MILANO E LA LOMBARDIA CON IL POLO DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE E L’AUTO ECOLOGICA,

  • E DEVE DARE LAVORO AI CASSINTEGRATI DELL’ALFA E AI GIOVANI DISOCCUPATI E PRECARI DELLA ZONA ATTORNO ALL’ALFA!

Arese, 24-11-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


da Corriere della Sera 15-11-2006

La Regione: palazzi e alberghi sull'ex Alfa

Il nuovo piano dà il via libera a centri commerciali, cinema multisala e parchi

Per l'Alfa di Arese è la fine dell'utopia. Quella della trasformazione di una storica area industriale ad alto valore simbolico in un nuovo polo produttivo e di ricerca che non tradisca, ma anzi innovi la sua originaria vocazione. Dopo anni di polemiche e annunci, la Regione cambia strada. E mentre il «polo della mobilità sostenibile» segna il passo, il Pirellone propone ai Comuni vicini alle ex catene di montaggio un nuovo masterplan urbanistico in cui per la prima volta fanno la loro comparsa edilizia residenziale e alberghi, centri commerciali e cinema multisala. Una cosa che, denuncia il segretario della Quercia, Franco Mirabelli, è «assolutamente inaccettabile e deve essere fermata».
Il piano che la società regionale Infrastrutture lombarde sta presentando ai Comuni della zona (Arese, Lainate, Garbagnate Milanese e
Rho) prevede tra l'altro un insediamento edilizio da 280 mila metri quadrati, in sostanza una nuova «cittadina» per cinque o seimila persone. E poi, circa 150 mila metri quadrati di insediamenti commerciali «alla persona», dai centri per lo shopping al cinema multisala. Inoltre, è previsto un parco di circa 400 mila metri quadrati, più un secondo giardino da 150 mila metri quadrati in corrispondenza dell'ex pista Alfa, oltre al verde di pertinenza dell'edificato. Per quanto riguarda, la vocazione tecnologico- ambientale dell'area, è prevista la ristrutturazione dei capannoni Alfa
27 e 30, che ospiteranno il Cnr (funzione già prevista negli accordi) e, come novità, l'Agenzia per l'Ambiente (Arpa). dal punto di vista occupazionale, si parla di 100 posti di lavoro nel commerciale, 70 nella centrale termica (già esistente), e una trentina nei servizi della nuova cittadina.
Ma attenzione. Secondo Raffaele Cattaneo, l'assessore regionale alle Infrastrutture, «il piano non compromette in alcun modo il polo della mobilità sostenibile che abbiamo portato avanti in questi anni, e difatti il masterplan dedica a questa funzione circa un milione di metri quadrati». Il fatto è, spiega l'assessore, che il futuro insediamento deve «essere autosufficiente dal punto di vista economico e praticabile dal punto di vista politico e istituzionale». Cattaneo ammette che «l'ipotesi che abbiamo elaborato può non contenere le aspirazioni di tutte le voci che si sono ascoltate in questi anni. Ma su questa vicenda non si possono costruire sogni, il nostro dovere è mettere in campo ipotesi concrete».
Chi proprio non vuole sentirne parlare è lo Slai-Cobas dell'Alfa.
Corrado Delle Donne si dice addirittura «scandalizzato dalla proposta, che peraltro a noi non è stata prospettata. Formigoni ha firmato con noi accordi ben diversi». Il fatto è, secondo il sindacalista, che «noi abbiamo lottato per anni perché questo diventasse un polo di eccellenza per costruire l'auto ecologica. O si preferisce che le auto ecologiche siano il nuovo grande business della Cina?».
Soprattutto, Delle Donne sospetta che non ci sia mai stata una reale volontà di reindustrializzazione: «Aziende che volevano insediarsi ad Arese sono state, nei fatti, scoraggiate. La Elettromeccanici aveva addirittura già fatto i corsi di formazione per i nuovi lavoratori, e alla fine si è trovata senza aree. In un posto dove interi capannoni sono abbandonati ai topi. Ma nessuno si illuda che noi ci rassegneremo».
Sono 377 i cassintegrati dell'Alfa di Arese: da ottobre 2004 la produzione è sospesa.

Marco Cremonesi


Alfa Romeo di Arese: intervenga la Procura

Apprendiamo oggi dai giornali (la Prealpina) che la Regione Lombardia, attraverso la controllata Infrastrutture Lombarde, ha presentato ai comuni di Arese, Rho, Garbagnate e Lainate un progetto sull’area dell’Alfa Romeo che stravolge completamente quanto concordato nel 2003-2004-2005 con tutti i sindacati di Arese: il polo della mobilità sostenibile –se mai si farà- sarà relegato ad un angolino, mentre su tutta l’area si costruiranno case, negozi “con 5-6mila abitanti” e “un parco” (mentre proprio in questi giorni è iniziata una enorme lottizzazione dei prati circostanti l’Alfa Romeo !).

Se passa questo progetto, le istituzioni elimineranno la destinazione d’uso industriale dell’area.
Tutto ciò è un insulto alla lotta dei lavoratori dell’Alfa i quali, dopo anni di lotte, avevano sottoscritto accordi con Regione, provincia, comuni e proprietari dell’area per l’auto ecologica e il polo della mobilità sostenibile.

Questo pone fine ai dubbi che abbiamo sempre avuto sulle speculazioni e sul silenzio (da un anno e mezzo) di Formigoni e su quanti hanno operato per rendere impossibile qualsiasi progetto di reindustrializzazione;
in questi anni le istituzioni, a partire dalla Regione, dalla Provincia, dallo Stato (Sviluppo Italia) e dai comuni (compreso Milano), invece di applicare gli accordi sottoscritti, hanno operato per sbarazzarsi dei lavoratori con proposte esterne di lavoro e per “bonificare” l’area dalla presenza dei cassintegrati, presenza incompatibile con i progetti di speculazione sull’area.

Ricordiamo che l’area di Arese è stata regalata 20 anni fa dallo Stato alla Fiat la quale, dopo aver avuto a sbafo dallo Stato 2mila miliardi di lire di soldi pubblici per ristrutturazione, auto elettrica, Cigs, mobilità, prepensionamenti, nel 2000 ha venduto tutta l’area all’on. Riccardo Conti (UdC) e a Marco Brunelli (Iper); una parte dell’area è poi stata rivenduta all’Aig/Lincoln.

E’ ORA CHE INTERVENGA LA MAGISTRATURA

Quasi tre anni fa oltre trecento cassintegrati dello Slai Cobas hanno denunciato in Procura la tangentopoli dell’Alfa Romeo.
Lo Slai Cobas chiede alla magistratura di intervenire subito sul marcio di Arese.
E’ ora di fare chiarezza e di indagare sull’uso di masse enormi di soldi pubblici, sul ruolo della Fiat e degli attuali proprietari dell’area, sul conflitto di interessi di istituzioni che da un lato firmano accordi e contemporaneamente trafficano per fare il contrario.

Martedì alle ore 9.00 presso la portineria della pesa dell’Alfa Romeo si terrà l’assemblea di tutti cassintegrati per discutere le iniziative da prendere contro le istituzioni, la Fiat e i padroni dell’area, e per valutare le proposte di lavoro che lunedì verranno fatte da una azienda che da più di un anno ha chiesto di insediarsi sull’area.

Arese, 10-11-2006
Tel fax 02-44428529 / 3333368603

Slai Cobas Alfa Romeo


ALFA ROMEO DI ARESE:
REINTEGRATO IN FABBRICA
UN COMPAGNO DI LAVORO LICENZIATO DA FIAT POWERTRAIN

Con una sentenza datata 26.10.2006 il giudice del lavoro dott.ssa Ravazzoni ha reintegrato al posto di lavoro Andriotta Benedetto, difeso dall’avvocato Mirco Rizzoglio dello Slai Cobas.

Andriotta Benedetto fu licenziato a fine agosto a seguito di una lite verbale avuta con un altro lavoratore ed avvenuta nientemeno che un mese prima.

Nella sua sentenza il giudice fa rilevare che il provvedimento di licenziamento è smisurato rispetto ai fatti addebitati ad Andriotta e che è esagerato privare un lavoratore del proprio posto di lavoro e del sostentamento solo per una discussione, e che forse era il caso che da parte di Fiat Powertrain si fosse proceduto con dei richiami o misure disciplinari inferiori.

Dopo questa sentenza non sappiamo se la direzione Fiat Powertrain deciderà di appellarsi, anche se il comportamento avuto da Powertrain nei confronti di Andriotta ci sembra persecutorio e teso a cercare qualsivoglia motivazione o fatto per sanzionarlo disciplinarmente.

Questa convinzione la si evince da come è stato montato il tutto, da come una pur accesa discussione la si sia fatta diventare una aggressione e da come la Direzione Fiat Powertrain –imperterrita- sia andata a coinvolgere una serie di testimoni che, tra l’altro, per quanto è di nostra conoscenza, non hanno visto nessuna aggressione ma solo una accesa discussione tra lavoratori.
Gli avvocati della Fiat Powertrain, sapendo che gli elementi di accusa erano troppo deboli, pur di giustificare il licenziamento, hanno affermato che esso era stato comminato ad Andriotta per cumulo di provvedimenti.
A questo proposito c’è da chiarire che due giorni di sospensione gli erano precedentemente stati dati perché non sapeva dove mettere un timbro, e altri due giorni di sospensione perché, non avendo ricevuto la lettera di sospensione, si era presentato scrupolosamente al lavoro.

Questi fatti dimostrano che da parte dell’azienda di fatto vi è un atteggiamento persecutorio nei confronti di Andriotta e che, attraverso il suo potere direttivo, Fiat Powertrain sta di fatto esercitando un mobbing molto pesante per la vita lavorativa del lavoratore e per il suo unico mezzo di sostentamento.

Invitiamo perciò l’azienda ad avere un atteggiamento più corretto sia nei confronti di Andriotta che di tutti gli altri lavoratori della Fiat Powertrain.

Arese, 30-10-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


Da: La Prealpina, 28-10-2006

Alfa Romeo: basta col silenzio delle istituzioni

ARESE - «Anche le istituzioni speculano sull’Alfa Romeo e noi siamo da quattro anni senza lavoro. E’ ora di finirla. Siamo venuti a dirlo a tutti: gli accordi devono essere rispettati».
La voce è forte, la rabbia mai placata. I cassintegrati del Biscione fanno sentire ancora una volta la loro protesta.
I loro appelli, amplificati dalla musica di “Bandiera rossa”, hanno inizialmente disturbato il convegno sulla formazione professionale. Ma i Salesiani del Centro San Domenico Savio non potevano esimersi dall’accogliere la richiesta di intervenire al cinema teatro di Arese. Corrado Delle Donne e Carmela Tassone, così, hanno portato ieri mattina davanti agli illustri relatori e a una platea di oltre 300 persone, le loro rimostranze.
«Dopo tante promesse – hanno ricordato – per i lavoratori dell’Alfa non è stato fatto nulla. Chiediamo che si ponga fine al silenzio.
E’ vergognoso che con tanti miliardi stanziati per l’auto ecologica e per il recupero della zona, siamo ancora senza un’occupazione». Dopo il loro appello, solo Savino Pezzotta ha fatto cenno alla necessità di pensare nel mondo del lavoro a chi, ormai adulto e con alle spalle decenni di fatica, si deve ricollocare. Per il resto, ancora silenzi.
Ma la protesta si è fatta sentire notevolmente nel centro di Arese, presidiato da carabinieri e poliziotti. Il ministro Fioroni era assente e mancava anche il governatore Formigoni, a cui le tute blu avevano da dire parecchie cose. «Siamo qui a vedere se si fa vivo – ha gridato al megafono delle Donne – da un anno e mezzo attendiamo di incontrarlo, ma dopo la firma degli accordi sulla mobilità sostenibile è scomparso appena finita la campagna elettorale. Se non è falso come Giuda, deve onorare la firma che ha apposto su una carta costata ai lavoratori anni di lotta. Ci rivolgiamo anche ai sindaci, a partire da Arese, per capire cosa vogliono: qui si parla di Expo 2015, di Rai, Porto di Genova, supermercati, cambiando la destinazione d’uso della fabbrica. Ed è assurdo che chi vuole darci posti di lavoro non trovi spazio nell’area della mobilità sostenibile ed è costretto a chiedere capannoni all’Aig Lincoln».
I cassintegrati, armati di striscioni con la scritta “Basta col silenzio delle istituzioni, Formigoni e Penati imbroglioni”, hanno ricordato la conquista dei diritti in fabbrica, denunciando che adesso nei capannoni «ci sono i topi, immigrati sottopagati e cooperative che pagano in nero».
«Non è tollerabile – ha detto Vincenzo Lilliu – Noi non siamo all’ultima cena. Non ci faremo mettere in croce. Finché l’ultimo cassintegrato non verrà assunto, incalzeremo le istituzioni. La lotta è dura, ma non ci fa paura».
Angela Grassi


ALFA ROMEO DI ARESE: COMUNICATO SINDACALE

Nelle giornate del 23 e 24 ottobre 2006, presso i locali del consiglio di fabbrica, si sono incontrate tutte le delegazioni sindacali presenti in Alfa Romeo di Arese (Slai Cobas, Fim, Fiom, Uilm, FlmUniti CUB) con l’amministratore della Liquidbiogas, società che intende aprire ad Arese un’attività produttiva di tipo industriale.

Da parte dell’amministratore Vincenzo Ramalli è stato presentato un progetto relativo alla produzione di motorizzazione ciclo-diesel alimentato a metano derivato da biogas.

La Liquidbiogas si è resa disponibile ad insediarsi da subito ad Arese, ed ha comunicato che Aig/Lincoln ha dato la disponibilità a vendere un immobile da 20.000 mq, la cui consegna è prevista per l’aprile 2007.
Per consentire un insediamento immediato, la Liquidbiogas ha chiesto ai vari proprietari dell’area di avere da subito la disponibilità temporanea di un capannone.

In ogni caso Liquidbiogas ha manifestato l’intenzione di insediarsi da subito sull’area di Arese.
L’amministratore di Liquidbiogas, avendo già verificato i profili professionali dei cassintegrati, li ha ritenuti compatibili con le necessità del progetto occupazionale e produttivo.

L’azienda assumerà da subito 50 cassintegrati per avviare la produzione; nel corso del 2007 l’azienda stessa prevede un’ulteriore espansione produttiva ed occupazionale.

Le Organizzazioni Sindacali ritengono interessante questo progetto in quanto coerente con la destinazione industriale dell’area, e ritengono opportuno che esso venga presentato all’incontro sugli aspetti occupazionali sull’area di Arese già previsto per lunedì 30 ottobre presso l’Agenzia Regionale per l’Impiego.

Arese, 24.10.2006

Slai Cobas, Fim, Fiom, Uilm, FlmUniti CUB


Alfa Romeo: LA LOTTA PAGA
Saranno subito assunti 91 cassintegrati

Questa mattina, dopo tre giorni di presidio delle portinerie, c’è stato un incontro tra Aig/Lincoln e lo Slai Cobas e gli altri sindacati presso il consiglio di fabbrica dell’Alfa Romeo di Arese.

L’Aig/Lincoln ha comunicato che subito saranno assunti nell’area di Arese 91 cassintegrati;

nel corso di questo incontro gli americani hanno anche comunicato che nel giro di pochi giorni invieranno a tutti i cassintegrati una lettera con la quale comunicheranno la data dei colloqui di assunzione da parte di tutte le aziende che si sono insediate nel sito dell’Alfa di Arese.

Aig/Lincoln ha inoltre convocato per domani un ulteriore incontro con i sindacati per regolamentare le assunzioni di 50 lavoratori che saranno assunti in blocco in una nuova azienda.

Lo Slai Cobas ha preso atto con soddisfazione di queste comunicazioni dell’Aig/Lincoln, pur ribadendo che la stessa Aig/Lincoln –unitamente alla Fiat, ad Estate sei e alla Regione- deve da subito dare una occupazione a tutti i 400 cassintegrati della carrozzeria e della meccanica.

Mercoledì alle ore 9.00 all’Alfa Romeo di Arese
ASSEMBLEA DI TUTTI I CASSINTEGRATI

Arese, 23-10-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


DOPO 3 GIORNI DI BLOCCO DELLE PORTINERIE,
CONTINUA LA LOTTA ALL’ALFA ROMEO DI ARESE:

  • Lunedì e martedì corteo di auto nei comuni della zona

  • Mercoledì e giovedì blocco 24 ore su 24

  • Venerdì manifestazione ad Arese da Formigoni.

PRIMO SPIRAGLIO: LUNEDI INCONTRO CON GLI AMERICANI

Dopo 3 giorni di blocco della portineria della Pesa da parte dei cassintegrati, gli americani dell’AIG/LINCOLN hanno chiesto un incontro sindacale per lunedì prossimo presso il consiglio di fabbrica dell’Alfa Romeo di Arese.
Ci auguriamo che ci vengano comunicato un piano di assunzioni immediate;
in caso contrario continueranno anche la settimana prossima le iniziative di lotta dei cassintegrati:

  1. lunedì e martedì corteo di auto nei comuni della zona per proporre ai giovani e ai lavoratori delle altre fabbriche colpiti da cassintegrazione e licenziamenti e agli ex-lavoratori dell’Alfa di fare fronte comune:
    dopo che ad Arese nei decenni passati i lavoratori dell’Alfa hanno conquistato il diritto di camminare a testa alta in fabbrica, non possiamo permettere ora che l’area di Arese diventi preda di speculatori di ogni tipo e sia il regno del precariato e di lavori senza diritti.
    Nell’area dell’Alfa vogliamo contratti a tempo indeterminato e condizioni di lavoro dignitose per i cassintegrati, i licenziati e i giovani di tutta la zona.

  2. Se l’incontro di lunedì mattina con gli americani non sarà soddisfacente, mercoledì e giovedì il blocco delle portinerie andrà avanti giorno e notte.

  3. Venerdì Formigoni sarà ad Arese dai salesiani per partecipare a un convegno sui corsi di formazione professionale con il ministro Fioroni, Pezzotta e don Pascual Chavez, rettor maggiore dei salesiani.
    Dato che da Formigoni da oltre un anno e mezzo fa finta di non conoscere più i lavoratori dell’Alfa, andremo a ricordargli gli accordi da lui firmati –e vergognosamente disattesi- per il polo della mobilità sostenibile e l’auto ecologica. VEDREMO SE SI CONFRONTERA’ CON I CASSINTEGRATI OPPURE SE SCAPPERA’ UN’ALTRA VOLTA.

Arese, 21 ottobre 2006

Slai Cobas Alfa Romeo


Da: Il Giorno, 19-10-2006

Le tute blu Alfa bloccano le strade.
«Ogni giorno proteste a sorpresa»

Lotta per ottenere: la ricollocazione di 350 cassintegrati

di ROBERTA RAMPINI

- ARESE -

BLOCCO DEL traffico e delle portinerie, ieri mattina, da parte di centinaia di cassintegrati dell'Alfa Romeo di Arese.
Come annunciato, le ex tute blue si sono date appuntamento davanti alla portineria della pesa e poi, armate di bandiere e striscioni, hanno impedito ai camion di entrare nell'area dell'Aig Lincoln e hanno bloccato il traffico su viale Alfa Romeo creando notevoli disagi alla viabilità di tutta la zona.

«CONTINUEREMO la protesta fino a quando non avremo date certe sulle assunzioni di tutti i lavoratori - spiega Corrado Delle Donne, rappresentante sindacale dello Slai Cobas -.
Dopo quattro anni di cassa integrazione non possiamo accettare ancora promesse. Se pensano di risolvere i problemi con un altro anno di cassa o con la mobilità lunga si sbagliano».
Ieri mattina la rabbia era tanta, «anche la Regione ci ha preso in giro -spiega Carmela Tassone, delegata Cobas - se aspettano che ci stanchiamo si sbagliano, ci sono degli accordi che vanno rispettati».

Regione, ma non solo. Il sindacato chiama in causa anche la Fiat, responsabile della chiusura della fabbrica,del licenziamento di centinaia di operai: «Non può lavarsene le mani, deve portare nuove produzioni qui ad Arese e far rientrare noi operai», spiega un'ex tuta blu della carrozzeria. La scelta di bloccare la portineria della pesa (Aig Lincoln) non è stata casuale: da qui passano ogni giorno centinaia di camion e auto dirette alle aziende che si sono insediate nell'area ex Fiat e con loro centinaia di lavoratori che sono stati assunti senza il rispetto degli accordi: «Le aziende avevano l'obbligo di assumere prima di tutti i cassintegrati e non lo hanno fatto, hanno assunto lavoratori precari, senza diritti, costretti a lavorare dodici ore al giorno - spiega Delle Donne - e noi siamo ancora in mezzo alla strada con 650 euro al mese».

LA PROTESTA è solo all' inizio, anche questa mattina i cassintegrati si sono dati appuntamento davanti alla fabbrica e poi, riuniti in assemblea, decideranno cosa fare. Ma questa volta non da soli, l'obiettivo è quello di coinvolgere anche i giovani e i lavoratori di altre aziende in crisi e in cassintegrazione: «È necessario lottare tutti insieme per dare prospettive nuove a questa area industriale e alla zona nord-ovest», conclude il sindacato.


Mercoledì 18/10/06
Ore 9.30

Assemblea dei cassaintegrati dell’Alfa Romeo di Arese da 4 anni in Cigs
con presidio alla Portineria della Pesa

Dopo essere stati presi in giro dalle istituzioni e dai proprietari delle aree che promettevano centinaia di assunzioni a breve (come previsto dagli accordi), i lavoratori dell’Alfa tornano a protestare per un posto di lavoro ad Arese.

Basta promesse
Basta Cigs
Basta licenziamenti.

Arese 17/10/2006

Slai Cobas Alfa Romeo Arese


Alfa Romeo Arese: oggi a Gallarate udienza al processo penale
per una manifestazione a Malpensa nel novembre 2002

Questa mattina si è tenuta a Gallarate un’altra udienza per il processo penale contro due lavoratori dell’Alfa Romeo di Arese, accusati di “violenza” contro i carabinieri che nel novembre 2002 presidiavano gli ingressi della Malpensa in occasione di una manifestazione contro la chiusura dell’Alfa.
E’ stato interrogato un carabiniere, che ha accusato Vincenzo Lilliu, delegato dello Slai Cobas, di avergli usato violenza mentre il corteo di 1000 lavoratori dell’Alfa, organizzato da tutti i sindacati, cercava di entrare dentro Malpensa; alle contestazioni del nostro legale Mirco Mazzali, il carabiniere sosteneva che Lilliu, nel corso dei “tafferugli”, si trovava dietro di lui !
Sono stati poi sentiti come testi alcuni lavoratori dell’Alfa presenti ai fatti e Basilio Rizzo, consigliere comunale di Milano.
Il processo è poi stato rinviato al prossimo marzo.

Attualmente sono in corso tre processi penali contro i lavoratori dell’Alfa per le manifestazioni di questi ultimi anni: oltre a questo di Gallarate per Malpensa, è in corso il processo per una manifestazione alla stazione centrale di Milano e un altro per la manifestazione contro la “finta” inaugurazione di un distributore all’idrogeno da parte di Albertini e Formigoni.
Per questi tre processi sono imputati sette lavoratori dell’Alfa, sei dei quali sono delegati dello Slai Cobas ed uno di AlcobasCUB.

Mentre si procede con i processi penali contro i lavoratori, non si hanno più notizie della denuncia penale contro la Fiat e le istituzioni fatta da centinaia di lavoratori di Arese contro il furto dell’Alfa Romeo e lo sperpero di duemila miliardi di soldi pubblici regalati alla Fiat (solo per Arese) negli ultimi vent’anni.
E intanto 340 cassintegrati sono in Cigs da quattro anni.

Da oggi i cassintegrati hanno iniziato, davanti alle portinerie dell’Alfa di Arese, un presidio continuato con una roulotte.

Mercoledì mattina ci sarà l’assemblea di tutti i cassintegrati:

BASTA CON LE PRESE IN GIRO DELLA REGIONE, DI SVILUPPO ITALIA, DELLA FIAT E DEI PROPRIETARI DELL’AREA !

LAVORO SUBITO AD ARESE!

Arese, 16-10-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


Il Giorno, 11 ottobre 2006

Un incidente costa la vita a due operai di Arese: la Fiat li aveva trasferiti nel Biellese.
Schiacciati da un camion mentre vanno in fabbrica.

di Ivan Albarelli
ARESE - Due operai del!' Alfa di Arese hanno incontrato la morte sulla via per andare al lavoro nello stabilimento Powertrain di Verrone, nel Biellese, dove erano stati trasferiti nel luglio scorso. Un terzo collega è rimasto miracolosamente illeso.
Il terribile schianto è avvenuto nelle prime ore dell'alba nelle vicinanze di Corbetta
.............

Lo Slai Cobas: queste cose non devono accadere
«Per iniziare il turno alle 6 si parte in piena notte.
È l'unica alternativa ai 650 euro della cassa»

ARESE - «Noi abbiamo sempre detto che era un'assurdità trasferire gli operai di Arese a Verrone, tra l'altro in una situazione di precarietà, dove si lavora per due settimane al mese e poi c'è la cassa integrazione, con disagi notevoli per il viaggio e sulla vita famigliare». E' questo il commento di Corrado Delle Donne, rappresentante sindacale dello Slai Cobas dell'Alfa Romeo di Arese. Come si ricorderà il sindacato di base non ha firmato l'accordo che prevedeva il trasferimento degli operai milanesi dal reparto Powertrain di Arese a quello di Verrone. «I due operai che hanno perso la vita nell'incidente facevano parte di un gruppo di una trentina che ha accettato il trasferimento volontario,la Fiat per convincerli ha messo a disposizione quattro soldi, gli ha raccontato le meraviglie di Verrone e loro che avevano una famiglia da mantenere hanno accettato ma per arrivare in fabbrica alle sei si alzavano alle 3.30 di notte, facevano duecento chilometri al giorno -
spiega il sindacalista -. Queste cose non devono accadere. La Fiat si doveva impegnare per ricollocare gli operai qui ad Arese o nello stabilimento Iveco di Pregnana Milanese». Le due vittime, Marcello Giamero e Leonardo Loporchio, avevano lavorato per molti anni sotto il Biscione aresino nel reparto della meccanica dove si montava il motore a sei cilindri. Poi le catene sono state smantellate e gli operai messi in cassa integrazione a 650 euro al mese. «Credo davvero che i lavoratori di Arese, quelli che passano in macchina quattro ore al giorno per raggiungere la fabbrica e quelli che da anni subiscono la cassa integrazione, abbiano pagato a sufficienza le scelte arroganti della Fiat che li ha sfruttati e poi abbandonati», spiega Maria Sciancati, segretario generale della Fiom di Milano.
Ro.Ramp.


Occupata la Pirelli all’Alfa Romeo di Arese.
I cassintegrati della meccanica approvano l’accordo con la Fiat

Questa mattina 200 cassintegrati dell’Alfa Romeo di Arese hanno occupato il capannone della Pirelli ambiente, la quale si è insediata nell’area ex Alfa Romeo dell’ABP, di proprietà degli americani di Aig/Lincoln.

Pirelli ambiente, che ha come amministratore delegato Carlo Puri Negri (amministratore anche di Pirelli Real Estate, che ha l’incarico di affittare e/o vendere le aree di Abp all’Alfa) ed è diretta da Nino Tronchetti Provera, fratello di Marco Tronchetti Provera, ha insediato un’azienda che produce filtri per autobus e camion per abbattere i fumi dei tubi di scarico.
L’insediamento di questa azienda è finanziata da soldi pubblici del ministero dell’ambiente, della Regione Lombardia e dell’Unione Europea e fu sponsorizzata da Formigoni –con la presenza dello stesso Tronchetti Provera- negli incontri fatti tempo fa in regione per dare applicazione agli accordi sul Polo della mobilità sostenibile; in questi incontri Tronchetti Provera disse che, in cambio degli ingenti finanziamenti pubblici che avrebbe ricevuto, Pirelli avrebbe assunto almeno 70 cassintegrati dell’Alfa.

Nell’area dell’Alfa di Arese si stanno anche insediando gli uffici della CAMFIN, la finanziaria di Marco Tronchetti Provera e soci che controlla Pirelli e Telecom;
e si sta per insediare la CAM, sempre del gruppo Pirelli, che ha come amministratore delegato il solito fratello di Tronchetti, Nino Tronchetti Provera.

La protesta di oggi dei cassintegrati fa seguito alla recente comunicazione fatta dalla Pirelli ad Abp, con la quale la stessa Pirelli dice di non voler assumere i lavoratori dell’Alfa. Ciò contrasta anche con tutti gli accordi firmati sia con la Regione, la Provincia e i comuni di Arese, Garbagnate, Rho e Lainate, sia con i proprietari dell’area dell’Alfa Romeo.

Lo Slai Cobas e i cassintegrati, dopo un’ora di presidio, hanno chiesto un immediato incontro alla Pirelli per concordare le assunzioni. In caso contrario nei prossimi giorni la protesta aumenterà di intensità.

I cassintegrati della carrozzeria in Cigs da 4 anni sono ancora 350.

Nei giorni scorsi il vice prefetto, sollecitato fermamente dallo Slai Cobas, ha garantito un intervento della prefettura per sbloccare la situazione di Arese, a partire da un incontro tra Formigoni e tutti i firmatari degli accordi su Arese.
Siamo in attesa che le istituzioni battano un colpo ed onorino gli impegni presi sull’assunzione di tutti i cassintegrati nell’area di Arese.

Prima della manifestazione di questa mattina i cassintegrati della meccanica hanno approvato all’unanimità l’accordo firmato ieri con la Fiat, accordo che prevede la riassunzione certa di tutti entro un anno e l’integrazione al reddito, a carico della Fiat, di 1.950 €.

Arese, 28-9-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


Alfa Romeo di Arese:
accordo con la Fiat per la meccanica
I cassintegrati rientreranno all’Alfa di Arese o all’Iveco di Pregnana

Oggi pomeriggio, presso l’Agenzia regionale per il Lavoro della Lombardia, è stata siglata una ipotesi di accordo tra Fiat Powertrain Italia e i sindacati (Slai Cobas – Fim – Fiom – Uilm – Cub) riguardante i 49 lavoratori della Meccanica di Arese in Cigs da due anni.

L’accordo prevede che

  1. tutti i lavoratori saranno reintegrati prioritariamente alla Fiat Powertrain di Arese oppure, secondariamente, presso la Fiat Iveco di Pregnanza Milanese, nei pressi di Rho (MI), entro il termine massimo del 3 ottobre 2007;

  2. solo su base volontaria saranno possibili collocazioni in altre fabbriche Fiat o esterne;

  3. a tutti i cassintegrati verrà erogata dalla Fiat una integrazione al reddito di 1.950 €.

Lo scorso luglio questi 49 lavoratori, oltre i 3/4 dei quali sono iscritti allo Slai Cobas, erano stati trasferiti obbligatoriamente a Verrone (Biella) che dista 4 ore di auto al giorno tra andata e ritorno, con molti operai anche senza macchina e patente, invalidi o con gravi problemi familiari.
Contro la tracotanza Fiat tutti i lavoratori si erano messi in sciopero; e allora la Fiat ha ritirato il trasferimento e ha mandato tutti in trasferta obbligatoria, costringendo di nuovo tutti quanti i lavoratori allo sciopero.
Lo spostamento a Verrone da parte della Fiat era del tutto pretestuoso, dato che là tra l’altro ci sono 3 settimane su 4 di Cig, e aveva il solo scopo di cercare di sbarazzarsi di tutti i cassintegrati di Arese, “offrendo” quattro soldi di incentivo per “ottenere” sotto ricatto il licenziamento dei lavoratori.

Lo Slai Cobas valuta positivamente l’ipotesi di accordo firmata oggi, e domattina la sottoporrà al giudizio dei diretti interessati con l’assemblea di tutti i cassintegrati della meccanica e della carrozzeria che si terrà alle ore 9.00 presso il consiglio di fabbrica dell’Alfa Romeo di Arese.

Con questo accordo, nonostante la Fiat –grazie a istituzioni, partiti e sindacati di Stato- abbia distrutto la motori di Arese, tutti i 300 lavoratori della meccanica messi in Cigs due anni fa e che non hanno usufruito della mobilità o delle dimissioni incentivate saranno reintegrati al lavoro.

Con questo accordo non cessa la nostra battaglia per riportare ad Arese produzioni di motori e vetture Alfa Romeo e acquista più forza la lotta per il lavoro ad Arese dei 350 lavoratori della carrozzeria in Cigs da 4 anni.

Arese, 27-9-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


Ripubblichiamo un articolo del 30 aprile 2001 apparso sul sito del cobasalfaromeo
http://spazioinwind.libero.it/cobas/econosua/mazzettaTronchetti.htm

Tronchetti Provera: mazzetta di 1.000 miliardi

Nel 2000 la Pirelli ha venduto le "attività nei sistemi e nei componenti ottici alle aziende americane Cisco e Corning".
Per questi "due affari a stelle e strisce" tre dirigenti della Pirelli hanno incassato un "premio" di quasi 1.000 miliardi attraverso la vendita delle "stock option", cioè una marea di azioni (che in precedenza erano state a loro intestate) delle società vendute agli americani.
"Per la precisione, al numero uno del gruppo - Marco Tronchetti Provera - è andato un premio, al lordo delle tasse, di circa 450 miliardi di lire, mentre il compenso di Carlo Buora (l'amministratore delegato della Pirelli) ha sfiorato i 200 miliardi".
"Un'altra stock option da quasi 300 miliardi è invece andata a Giuseppe Morchio, che portava i gradi di direttore generale".
(CorrierEconomia, 5-4-01)
Secondo la Consob, l'organo di controllo della borsa, «non c'è stata alcuna violazione della legge».
E dopo i premi, ecco lo stipendio "normale"...
Tronchetti Provera inoltre, tra stipendi, bonus ed emolumenti vari, nel 2000 ha incassato altri 70 miliardi, di cui 30 dati in ... beneficenza.
"Il bilancio record della Pirelli, con i suoi 7 mila miliardi di profitti, si è trasformato in una pioggia d'oro per la squadra di dirigenti guidata da Marco Tronchetti Provera":
Luciano Gobbi, che porta i gradi di direttore generale della holding Pirelli & C .. è stato gratificato di un premio di oltre 30 miliardi per la vendita a Corning delle attività nella componentistica ottica".
"Giuseppe Morchio, direttore generale della Pirelli spa (ha avuto) un superstipendio da 22 miliardi di lire".
... "Morchio avrebbe incassato altri 60 miliardi come buonuscita supplementare" (all'inizio di quest'anno ha dato le dimissioni dalla Pirelli).
Anche Alessandro Puri Negri, Giovanni Ferrario e Carlo Buora hanno avuto stipendi plurimiliardari.
"Messi insieme, i sei uomini Pirelli hanno guadagnato nel 2000 qualcosa come 135 miliardi di lire".
(CorrierEconomia, 9-4-01)

"Anche i semplici amministratori non operativi della Pirelli hanno fatto incetta di compensi. Infatti una norma di statuto del gruppo milanese prevede che gli amministratori abbiano diritto a spartirsi l'1% dei profitti netti. E così Carlo De Benedetti, Alberto Falck, Eugenio Coppola di Canzano, Angelo Marchiò, Luigi Orlando e Giampiero Pesenti hanno incassato quasi due miliardi ciascuno, in qualità di semplici consiglieri d'amministrazione".
"Sono cifre in stile Usa, dove i grandi manager riescono a spuntare compensi di centinaia di miliardi".
"Il primatista assoluto è Steven Jobs (Apple Computer). In premio, ha ottenuto l'anno scorso una retribuzione di 775 milioni di dollari, quasi 1.700 miliardi di lire. Più del doppio dei 315 milioni di dollari intascati dal Ceo di Citigroup, Sanford Weill , e più del triplo di Lawrence Ellison, boss di Oracle, società di software e servizi informatici, che si è piazzato al terzo posto nella classifica dei dirigenti meglio pagati d'America con oltre 216 milioni di dollari. John Welch, Ceo di General E lectric e icona del management Usa, è soltanto quinto, con 144,5 milioni di dollari, superato anche da Dennis Kozlowski che, alla guida di Tyco International, conglomerata industriale, ha guadagnato più di 205 milioni".
In Italia il "modello americano" non è arrivato solo nelle tasche dei "manager" della Pirelli;
Lorenzo Pellicioli, ad esempio, numero uno di Seat-Pagine Gialle, ad agosto dell'anno scorso "è passato alla cassa liquidando il bonus in azioni Huit, la finanziaria lussemburghese che controlla la società delle Pagine Gialle. L'operazione gli ha fruttato un guadagno di 166 miliardi".
(CorrierEconomia, 9-4-01)

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Beneficenza ...

"Marco Tronchetti Provera e Carlo Buora, rispettivamente presidente e amministratore delegato della Pirelli, hanno deciso di devolvere in beneficenza una parte dei loro compensi. Un gesto senza precedenti nel mondo dei top manager italiani ...... Tronchetti ha destinato circa 30 miliardi a una fondazione nata pochi giorni fa e intitolata a suo padre, Silvio Tronchetti Provera. Buora, invece, ha girato oltre 8 miliardi all'Associazione italiana per la ricerca sul cancro" (Corsera, 5-4-01).
I tre figli di Tronchetti Provera sono nel Cda della Fondazione, che "finanzierà progetti di ricerca nei settori delle scienze e delle tecnologie". Possiamo scommettere che la Fondazione chiederà finanziamenti pubblici per le proprie attività, ed usufruirà delle agevolazioni fiscali previste.

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Tronchetti Provera:
«Senza fondi pensione mercato instabile»

Secondo Marco Tronchetti Provera "i FONDI PENSIONE ... garantiscono un flusso costante e abbondante di capitali" a Lorsignori (5-4-01, LaStampa).
Va quindi accelerato al massimo il loro sviluppo...


Alfa Romeo: incontro dello Slai Cobas
con il vice prefetto di Milano

Questa mattina, presso la prefettura di Milano in corso Manforte, si è svolto un incontro tra una delegazione dello Slai Cobas e il vice prefetto dottor Renato Saccone sui problemi dei lavoratori dell’Alfa Romeo di Arese.
Lo Slai Cobas ha denunciato alla prefettura il non rispetto degli accordi e degli impegni su Arese sia da parte dei proprietari dell’area (on. Riccardo Conti, Brunelli, Gambari, Fiat e americani dell’Aig/Lincoln), sia da parte delle istituzioni (Regioni, provincia, comuni), e ha chiesto un intervento immediato del prefetto per sbloccare la situazione.
In caso contrario non rimarrebbe altra strada ai lavoratori e allo Slai Cobas che di richiedere con forza l’intervento della procura della repubblica.
Al termine dell’incontro il vice prefetto ha preso i seguenti impegni:
1. la prefettura si attiverà con la Regione Lombardia per ottenere una rapida convocazione di tutte le parti firmatarie degli accordi sull’area di ARESE (sindacati, proprietari dell’area e istituzioni);
2. chiederà al governo di garantire, con la prossima finanziaria, provvedimenti per dare lavoro ai cassintegrati;
3. entro un mese nuovo incontro in prefettura per riverificare la situazione di Arese.

Lo Slai Cobas ha preso atto degli impegni assunti dal vice prefetto e si augura che le istituzioni, i proprietari dell’area e la Fiat la smettano di giocare sulla pelle dei 400 cassintegrati dell’Alfa Romeo di Arese.

Milano, 22-9-2006

Slai Cobas


FINANZIARIA: Per dare altri soldi a Tronchetti, ai Benetton e Agnelli
STANGATA di 30 mld €

Venerdì 22 settembre ore 20.45
ALFA ROMEO – Arese – portineria PESA
assemblea pubblica

Lavoro stabile, salario, diritti


Lo Slai Cobas Alfa Romeo concorda con Ichino che è ora di mettere sotto controllo i dipendenti della pubblica amministrazione.

Pensiamo che l'avvocato/opinionista/professor Ichino non abbia problemi a cominciare da se stesso, nel qual caso gli porremmo alcune domande:

  1. le attività di scrittore di libri, opinionista del Corriere della Sera e de IlSole24ore,consigliere di D'Alema, avvocato di vari padroni, ecc... non hanno influenza sulla sua produttività di professore universitario lautamente pagato dallo Stato?

  2. quando scrive libri contro le lotte dei lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese, è tutta farina del suo sacco oppure utilizza illecitamente lavori e ricerche dei suoi studenti universitari?

  3. è normale, come ha fatto pochi anni fa, attaccare con articoli sul Corsera e su altri giornali i lavoratori dell'Alfa e contemporaneamente difendere legalmente ad Arese padroni come quelli della Rotamfer contro 70 lavoratori dell'Alfa Romeo licenziati da questa ditta?


Da oggi in sciopero per 15 gg i 40 cassintegrati della meccanica dell’Alfa Romeo in trasferta obbligatoria a Verrone

La Fiat li sposta a 120 km da casa per costringerli a licenziarsi.

VERGOGNOSO VIA LIBERA ALLA FIAT DA PARTE DEL TRIBUNALE DI MILANO

Da oggi 40 cassintegrati della Meccanica dell’Alfa Romeo di Arese, 30 dei quali dello Slai Cobas, sono in trasferta obbligatoria per 15 gg a Verrone (Biella) che dista oltre 90 km da Arese e 120 km dall’abitazione della maggioranza dei cassintegrati.
Per raggiungere Verrone occorrono 4 ore di auto al giorno tra andata e ritorno, con molti lavoratori e lavoratrici che non hanno l’auto (non esiste servizio pubblico); quasi tutti i lavoratori, molti anche senza macchina e patente, sono invalidi o hanno gravi problemi familiari, e dovrebbero - con i turni - partire alle 3 di notte o rientrare all’una di notte.
OGGI SI SONO RIUNITI IN ASSEMBLEA AD ARESE I CASSINTEGRATI DELLA MECCANICA E HANNO DECISO UNO SCIOPERO DI 15 GG CONTRO LA TRACOTANZA DELLA DIREZIONE FIAT.
Questa trasferta obbligatoria fa seguito alla comunicazione di inizio luglio con la quale la Fiat aveva trasferito a Verrone gli stessi lavoratori.
Dopo lo sciopero che allora fu subito attuato da tutti i lavoratori, la Fiat ha trasformato i trasferimenti in trasferte.
Lo spostamento a Verrone da parte della Fiat è del tutto pretestuoso e ha il solo scopo di cercare di sbarazzarsi di tutti i cassintegrati di Arese, “offrendo” quattro soldi di incentivo per “ottenere” sotto ricatto il licenziamento dei lavoratori.

I lavoratori e lo Slai Cobas denunciano questo ennesimo sopruso della Fiat e si batteranno con tutte le forze per ottenere un posto di lavoro ad Arese.
INFATTI:

  1. A Verrone, ove si fanno cambi per il gruppo Fiat, è stata appena fatta la mobilità (licenziamenti) e da un anno ci sono 2/3 settimane di cig al mese. E’ facile quindi prevedere che lì a breve ci sarà altro esubero di personale.

  2. Ad Arese la Fiat sta progettando un nuovo motore a benzina che da queste settimane sarà provato e collaudato nelle sale prove dell’Alfa. Dato che la Fiat nei prossimi mesi chiederà in questi reparti gli straordinari e il terzo turno, non si vede perché non possano lavorare ad Arese anche i cassintegrati. E per la produzione della nuova testata, fra un anno, occorreranno almeno 500 lavoratori: perché non farla ad Arese, dato anche che la Fiat ha preso qui una caterva di finanziamenti pubblici ?

  3. I cassintegrati della meccanica, in base agli accordi firmati in Regione nel 2003 fra sindacati e proprietari dell’area di Arese, hanno anche il diritto di essere assunti nelle aziende che si stanno insediando nelle aree ABP ed Estate sei; con lo spostamento a Verrone i lavoratori sarebbero privati di questo loro diritto.

Dato che la Fiat non ha rispettato nessuna procedura di legge (informazione ai sindacati, età, invalidi, ecc…), lo Slai Cobas - sindacato maggioritario con i 2/3 dei voti alle ultime elezioni Rsu - ha fatto ricorso a fine luglio contro l’azienda per attività antisindacale ex art. 28; il 7 agosto il tribunale di Milano, confermando una tendenza - in vigore a Milano da qualche mese - che mette in secondo piano i diritti dei lavoratori, ha rigettato il ricorso dando incredibilmente via libera alla Fiat!

MA I LAVORATORI DELL’ALFA NON ABBASSANO LA TESTA E SCIOPERANO RIVENDICANDO I LORO DIRITTI !

NO ALLA DEPORTAZIONE DEI CASSINTEGRATI A VERRONE !
NO AI LICENZIAMENTI CAMUFFATI !
LAVORO AD ARESE !

Arese, 28-8-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


Da: La Prealpina, 20-7-2006

ALFA PARK, RIPRENDONO LE ASSUNZIONI
Fiege garantisce venti posti in tempi rapidi.
Soddisfazione di Aig Lincoln e cassintegrati

ARESE – “Se possiamo assumere, lo facciamo in tempi rapidi; quando ci sono difficoltà, purtroppo non ci riusciamo”. L’avvocato Simone Romano, portavoce con il collega Giorgio Rosmini, di Aig Lincoln, conferma con soddisfazione il patto stretto con lo Slai Cobas per nuove assunzioni nell’area dell’ex Alfa Romeo di Arese. Dopo il dietrofront delle ultime settimane (“cambiamo gli accordi, non riusciamo a rispettarli!”), ecco una svolta che finalmente dà un po’ di respiro alle tute blu in cassa integrazione dal 9 dicembre 2002.
Dopo un primo incontro avvenuto venerdì scorso e l’assemblea dei cassintegrati nel consiglio di fabbrica del Biscione, ieri alle 13.30 si è avuta la conferma delle assunzioni: sei posti alla Rina servizi, per sostituire altrettanti operai arrivati alla pensione, e poi, sempre attraverso la Rina, altri 20 posti previsti alla Fiege, teatro di recente delle dure proteste del Cobas.
Cosa ha determinato la svolta? “Abbiamo dialogato con le aziende interessate e ora è tutto tranquillo”, risponde Romano. Aig, titolare al 70 per cento dell’Alfa Business Park condiviso con Estate Sei, ha convocato i sindacati venerdì. Il rappresentante della Fiege, di fronte a Romano e Rosmini, ai confederali, a Cub e Cobas, ha promesso da subito 20 posti ma ha premesso di non poter provvedere direttamente. A quanto pare, nella sede centrale di Origgio si è fatto ricorso alla mobilità e questo impedisce nuovi contratti. Così la società, che ad Arese appone i cartellini a vestiti della Brummel e di altre marche per l’infanzia, ha fatto finora ricorso alle cooperative. Anche perché il lavoro cresce da giugno a settembre, poi subisce un calo. Per evitare accordi stagionali, il Cobas, unico sindacato a portare avanti questa vicenda, ha imposto assunzioni a tempo indeterminato. E con il contratto dei metalmeccanici. Con tutte le garanzie che Abp ha previsto per la Rina, già da due anni.
I primi dieci colloqui sono avvenuti lunedì. A settembre dovrebbero svolgersi gli altri, pescando però tra tutti i cassintegrati ancora senza lavoro. Tutto sembra procedere per il meglio.
A questi posti, secondo il sindacato che da 4 anni non perde occasione per lottare, se ne dovrebbero aggiungere altri.
“La “Futura”, che immagazzina le cialde per la Lavazza – spiega Renato Parimbelli, dello Slai Cobas – ha occupato 17mila metri quadrati. Deve assumere 34 persone. Inoltre, il nuovo capannone che sta sorgendo a tempo di record dove è stato demolito il padiglione 6, che dava lavoro a 6.500 dipendenti Alfa, sembra debba andare proprio alla Futura: è uno spazio notevole anche quello”. Aig, che sta curando la prima edificazione nell’area più vicina ai vecchi silos, dice di “non avere ancora firmato alcun contratto”.
L’immobiliare americana, inoltre, dichiara di non avere notizie nemmeno sulle assunzioni dirette che spetterebbero ad altre importanti realtà: la Pirelli, che sta curando dei lavori in un capannone da 8.590 metri quadrati e intende ospitare anche la finanziaria CamFin, e la Solari di Paolo Berlusconi (“in un’area – dicono i cassintegrati – c’è lo stoccaggio di tv e satellitari Amstrad, nell’altra il magazzino e la sala prove motori della Garelli”).
Anche la Sdm, competente per 3mila metri quadrati, dove immagazzina pneumatici Michelin, Pirelli e Bridgestone, dovrà fare i conti con i sindacati. E il Cobas ricorda che la stessa Aig, entro ottobre, deve assumere ben 120 persone.
Angela Grassi

LO SLAI COBAS:
“FINALMENTE. ADESSO TOCCA AGLI ALTRI,
DALLA PIRELLI A PAOLO BERLUSCONI”.

ARESE . “Finalmente!”. Lo gridano con gioia. Dopo tante attese. I cassintegrati e i leader dello Slai Cobas di Arese sperimentano una giornata diversa dalle tante vissute in questi anni. Non hanno davanti una battaglia ma un bel risultato, il primo dopo mesi di attesa, di appelli, blocchi e proteste.
Nello storico consiglio di fabbrica, difeso a denti stretti con una causa al tribunale del lavoro, tirano le somme di una conquista importante, le assunzioni nell’Abp messe a rischio dal preannunciato abbandono ipotizzato dall’immobiliare Aig Lincoln.
“Di fronte alla sentenza dei giorni scorsi, che ci ha dato torto nella causa contro la cassa integrazione per 90 operai della Carrozzeria, abbiamo avuto paura che le cose si mettessero male – dice Vincenzo Lilliu, voce ben nota a queste pareti ricche di murales – temevamo che Aig potesse alzare la testa, invece ecco la sua proposta: “Scendiamo a patti, assumiamo”. Ci ha stupito. Forse ha creduto che ci saremmo arrabbiati troppo dopo la batosta incassata dalla magistratura. Ma noi non siamo per la rivoluzione a tutti i costi, di fronte a proposte serie siamo pronti a dire di sì. Noi castighiamo solo chi non assume e dopo le ferie i vari Pirelli e Paolo Berlusconi lo scopriranno. Gli altri sindacati ormai sono scappati tutti, noi teniamo duro finchè l’ultimo cassintegrato avrà il suo posto”.
“Il nostro avvocato ha ricordato che nell’atto di vendita da Fiat a Estate Sei erano compresi gli obblighi di assunzione, la sentenza del giudice Vitali è ingiusta: faremo presto un ricorso e un volantinaggio in tribunale – aggiunge Corrado Delle Donne – Vogliamo i danni e consegneremo un documento alla procura perché crediamo ci siano dei reati penali: qui sono girati soldi per garantire occupazione, mentre tutti vogliono mandar via i lavoratori. Nel calcio si è fatta pulizia, deve accadere anche all’Alfa”.
Delle Donne rimarca l’impegno del Cobas: “Gli altri sindacati hanno temporeggiato di fronte alle iniziative di Aig Lincoln. A settembre ci aspettiamo altri colloqui e crediamo che adesso si debba agire sulla Futura, per un minimo di 50 persone, sulla Pirelli e la Solari di Paolo Berlusconi. Inoltre c’è da battagliare per la mensa e per tutelare i lavoratori della Meccanica: c’è gente spedita a Verrone, mentre ad Arese si dovranno fare gli straordinari per provare i nuovi motori. Pensavano di spazzarci via con le elezioni dei delegati, invece siamo ancora qui”. Un duro attacco agli altri sindacati arriva poi da Renato Parimbelli: “Sono in vacanza da un anno e mezzo, noi restiamo a dire che ad Arese non è vero che non si assume perché mancano le aziende ma perché queste aziende fanno ricorso alle cooperative e non ai cassintegrati dell’Alfa. Ai colloqui di lunedì ero l’unico presente: Fiege proponeva dodici ore di lavoro senza mensa, non esiste e infatti abbiamo ottenuto 8 ore e molte garanzie. Gli altri fanno i preziosi e quando ci sono in ballo le assunzioni girano la testa, noi non ci rassegneremo mai”.
A.G.


30 cassintegrati della meccanica dell’Alfa deportati a Verrone (Biella) !
DOMANI PRESIDIO AL COMUNE DI ARESE

La Fiat Powertrain Italia ha inviato a 30 cassintegrati della Meccanica dell’Alfa Romeo di Arese, 25 dei quali dello Slai Cobas, una lettera con la quale comunica ai lavoratori stessi il loro trasferimento forzato a Verrone a partire dal 3, 5 e 10 luglio prossimi.
Attualmente ad Arese in Fiat Powertrain Italia lavorano 100 impiegati e 110 operai, mentre sono in Cigs altri 100 operai che fino al settembre 2004 lavoravano al motore 6 cilindri.

Ora la Fiat si vuole sbarazzare di questi 100 cassintegrati, e offre quattro soldi di incentivo per “ottenere” il licenziamento dei lavoratori.
E deportarne 30 a Verrone serve alla Fiat per cercare di “convincere” tutti.

I lavoratori e lo Slai Cobas denunciano questo ennesimo sopruso della Fiat e si batteranno con tutte le forze per ottenere un posto di lavoro ad Arese.
INFATTI:

  1. A Verrone, ove si fanno cambi per il gruppo Fiat, da un anno ci sono almeno 2 settimane di cig al mese (fino a settembre si lavorerà solo una settimana). E’ facile quindi prevedere che a breve anche a Verrone ci sarà esubero di personale.

  2. A Verrone, ove si fa Cig a volontà, è stata anche appena fatta la mobilità (licenziamenti) ….

  3. Verrone dista 90 km da Arese e 120 km per la maggioranza di essi, e, per raggiungerla, occorrono 4 ore di auto al giorno tra andata e ritorno, con molti lavoratori e lavoratrici che non hanno l’auto (non esiste servizio pubblico); la Fiat inoltre non ha rispettato nessuna procedura di legge (informazione ai sindacati, età, invalidi, ecc…).

  4. Ad Arese la Fiat sta progettando un nuovo motore a benzina; dal mese prossimo sarà provato e collaudato nelle sale prove dell’Alfa. Dato che la Fiat nei prossimi mesi chiederà in questi reparti gli straordinari e il terzo turno, non si vede perché non possano lavorare ad Arese anche i cassintegrati. E per la produzione della nuova testata, fra un anno, occorreranno almeno 500 lavoratori: perché non farla ad Arese?

  5. I cassintegrati della meccanica, in base agli accordi firmati in Regione nel 2003 fra sindacati e proprietari dell’area di Arese, hanno anche il diritto di essere assunti nelle aziende che si stanno insediando nelle aree ABP ed Estate sei; con il trasferimento a Verrone i lavoratori sarebbero privati di questo loro diritto.

NELLE ULTIME ELEZIONI RSU DI 15 GG FA LO SLAI COBAS HA OTTENUTO I 2/3 DEI VOTI:
SONO STATI TRASFERITI A VERRONE SIA IL NOSTRO DELEGATO APPENA ELETTO CHE TUTTI GLI ALTRI 4 LAVORATORI CHE ERANO IN LISTA CON LO SLAI COBAS !

NO ALLA DEPORTAZIONE DEI CASSINTEGRATI A VERRONE !
NO AI LICENZIAMENTI CAMUFFATI !
LAVORO AD ARESE !

DOMATTINA ALLE ORE 10 PRESIDIO DEI CASSINTEGRATI AL COMUNE DI ARESE OVE, ALLE ORE 11, CI SARA’ UNA RIUNIONE CON I SINDACI DI ARESE, RHO, GARBAGNATE, LAINATE, I PROPRIETARI DELL’AREA DI ARESE, LA REGIONE, LA PROVINCIA E TUTTI I SINDACATI.

Arese, 27-6-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


Comunicato stampa

Alfa Romeo: i cassintegrati protestano alla Fiege, un’azienda che assume solo precari

Questa mattina 150 cassintegrati dell’Alfa hanno tenuto un’assemblea alla FIEGE, multinazionale austriaca della logistica che da qualche settimana si è insediata sull’area ABP dell’Alfa Romeo di Arese.
La Fiege, che utilizza un’area di 8.000 mq, deve assumere almeno 16 cassintegrati dell’Alfa; tale obbligo è sancito dagli accordi fra sindacati e proprietari dell’area firmati in Regione nel febbraio 2003, accordi che prevedevano l’assunzione di almeno 550 lavoratori dell’Alfa.
Ma la Fiege, così come tutte le altre ditte che si sono insediate, vuole assumere solo lavoratori precari.
Durante la protesta, durata circa tre ore, i cassintegrati e lo Slai Cobas hanno fatto un’assemblea con tutti i lavoratori (precari) della Fiege, e hanno loro proposto una lotta unitaria per:

1. l’assunzione dei cassintegrati dell’Alfa,
2. la stabilizzazione dei precari della Fiege, che fanno 12 ore al giorno con 800 euro di stipendio, e un panino sul marciapiede al posto della mensa.

Successivamente, alla presenza di polizia, carabinieri e digos nel frattempo sopraggiunti, c’è stato un incontro fra lo Slai Cobas e la direzione della Fiege.
Al termine dell’incontro i cassintegrati e la Fiege hanno fissato a breve un incontro per concordare il via alle assunzioni.

Alla manifestazione odierna ha partecipato anche una combattiva delegazione di lavoratrici del call center In Action/Cos del centro direzionale dell’ALFA ROMEO di Arese che in questi giorni stanno facendo una dura lotta contro il padrone che ne trasferisce ben 404 a Basiglio, a 35 km di distanza da Arese.
Queste lavoratrici, abbandonate da tutti gli altri sindacati, hanno aderito in massa allo Slai Cobas e hanno deciso di non abbassare la testa e di rivendicare i loro diritti, sia ad Arese che a Basiglio.

La prossima iniziativa dei cassintegrati sarà mercoledì mattina al comune di Arese, ove si terrà una riunione del comitato di controllo sull’Alfa con i sindaci di Arese, Rho, Garbagnate e Lainate, i sindacati, la provincia e la Regione.

Arese, 23-6-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


Elezioni RSU all’Alfa Romeo di Arese:
• lo Slai Cobas 1° sindacato
• Slai Cobas al 51% tra gli operai

Oggi sono state scrutinate le schede delle elezioni RSU tenutesi ieri all’Alfa Romeo di Arese.

  • Lo Slai Cobas non solo si è riconfermato il 1° sindacato dell’Alfa, ma ha superato il 50% dei consensi tra gli operai.

Questo importantissimo risultato avviene mentre non solo la Fiat, ma anche le istituzioni (Regione, Provincia, comuni, Sviluppo Italia, ecc..) e i proprietari dell’area di Arese cercano di isolare lo Slai Cobas e di affossare gli accordi sottoscritti in Regione Lombardia.

Con questo voto i lavoratori dell’Alfa riaffermano la loro volontà di lottare per un futuro migliore.

Il vergognoso regolamento elettorale delle RSU, che assegna PER DIRITTO DIVINO il 33% dei seggi a FIM-FIOM-UILM, fa sì che lo Slai Cobas, con più voti della FIOM, prenda 5 RSU contro i 10 della stessa FIOM !!
L’inganno si vede guardando gli eletti RLS (delegati per la sicurezza) ove, siccome lì c’è il sistema proporzionale, Slai Cobas e Fiom ottengono entrambi 4 delegati.

Oggi lo Slai Cobas ha anche ottenuto 2 delegati RSU e 1 delegato RLS alle elezioni della mensa dell’Alfa (ONAMA).
Lo Slai Cobas ad Arese ha anche la totalità dei delegati in diverse aziende dell’area dell’Alfa Romeo (RINA, CARIS, ecc…).

 

Voti RSU 2006
   

Slai Cobas

284 (35,5%)

Fiom Cgil

260 (32,5%)

Flmu Cub

153 (19,1%)

Fim Cisl

24 (3%)

Uilm Uil

23 (2,9%)

Al Cobas

16 (2%)

Associazione quadri

40 (5%)

 

OPERAI RSU 2006

Slai Cobas Fiom CUB Cisl Uilm Al Cobas

 

 

 

 

 

 

 

Fiat Carrozzeria

158 51 11 - 1 -

Fiat Powert. Meccan.

36 4 19 - - -

Fiat Enti Centrali

61 87 15 - 10 -

Fiat Powert. E. C.

21 63 8 - 6 -

TOTALE

276 (50,1%) 205 (37,2%) 53 (9,6%) 0% 17 (3,1%) 0%



Arese, 13-6-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


Oggi riunione in Regione sull’Alfa
senza i cassintegrati e lo Slai Cobas.

Ieri Formigoni scappa dalla Triennale
per non incontrare i lavoratori.

Ieri, dopo il presidio effettuato nei giorni scorsi alle portinerie dell’Alfa, presidio che ha visto la presenza intimidatoria di centinaia di poliziotti e CC in tenuta antisommossa, c’è stata una forte protesta di una delegazione di cassintegrati che prima hanno chiesto invano di essere ricevuti al Pirellone, sedendosi poi per protesta dentro il Pirellone stesso, e dopo sono andati alla Triennale ove Formigoni doveva premiare con la medaglia d’oro Renzo Piano e i migliori architetti d’Italia.
Ma Formigoni non ha affrontato le ragioni dei cassintegrati ed è scappato. Lo Slai Cobas invece, con ripetuti applausi delle quattrocento persone presenti alla TRIENNALE, ha spiegato col megafono –prima e dopo la premiazione fatta senza Formigoni- la situazione drammatica dei cassintegrati di Arese e le gravi responsabilità della Regione, garante degli accordi sull’auto ecologica e la reindustrializzazione dell’area dell’Alfa Romeo.

Nel pomeriggio di ieri la presidenza della Regione ha emesso un comunicato stampa dicendo che “protesta dello Slai Cobas era stata pretestuasa” perché per domani (oggi) era già previsto un incontro del “comitato di vigilanza”con tutti i soggetti interessati su Arese.
La Regione aggiungeva che a questo incontro non avrebbe potuto partecipare lo Slai Cobas in quanto questo sindacato non aveva ancora nominato il suo rappresentante nel comitato in oggetto.
Questo comitato era stato istituito 3 anni fa a seguito della convenzione firmata dai comuni con le proprietà dell’area.
Finora non è mai stato convocato da nessuno e non si è mai riunito.
Lo Slai Cobas, a differenza di Fim-Fiom-Uilm-CUB, non aveva ancora nominato il suo rappresentante per non avallare “acquiescenza né al piano industriale di ABP (logistica, ecc..), né all’inadempimento da parte della stessa Abp degli obblighi occupazionali da questa assunti con l’acquisto dell’area”.
Inoltre lo Slai Cobas non condivideva “neppure l’affermazione contenuta nella Convenzione nella parte in cui si vorrebbe liberare Immobiliare Estate sei da ulteriori obblighi occupazionali, in quanto ciò contrasta con l’accordo del 18-3-2003” firmato in Regione con i proprietari dell’area di Arese.

  • Questa mattina lo Slai Cobas, pur riaffermando il proprio dissenso sulle questioni sopra richiamate, ha nominato la sua rappresentanza nel comitato di vigilanza.

  • Alle ore 14.30 i delegati dello Slai Cobas si sono presentati alla riunione presso il Pirellone, ma sono stati bloccati all’ingresso dalla polizia:
    si sono sentiti dire che c’era una riunione di un altro comitato di vigilanza su Arese, e quest’altro comitato era riservato a istituzioni e proprietari dell’area, con esclusione dei sindacati!

COME SI VEDE, FORMIGONI FA IL GIOCO DELLE TRE TRAVOLETTE PUR DI ESCLUDERE I 500 CASSINTEGRATI E LO SLAI COBAS DAGLI INCONTRI SU ARESE!

Basta giocare sulla pelle degli operai !
POSTI DI LAVORO SUBITO AD ARESE !

Arese, 25-5-2006
Tel/fax 02-44428529

Slai Cobas Alfa Romeo


Solo nel 2005
nelle prime 40 aziende d’Italia quotate in Borsa:

370 miliardi di € di ricavi
36 miliardi di € di utili


Comunicato stampa Slai Cobas Alfa Romeo di Arese
200 agenti antisommossa anziché lavoro!
PRESIDIO PER TUTTO IL GIORNO DEI CASSINTEGRATI

Da questa mattina alle ore 5.30 i cassintegrati dell’Alfa Romeo di Arese hanno presidiato i cancelli dell’area di Arese di proprietà di AIG/LINCOLN chiedendo un incontro immediato con la Regione e l’assunzione di tutti i 500 lavoratori sulla strada da 4 anni.
Alle ore 6.00 sono arrivati 2/300 agenti di PS e CC in tenuta antisommossa, intimando ai lavoratori di togliere il presidio.
Un fatto così grave non accadeva all’Alfa da 20 anni.
La compattezza e la determinazione dei lavoratori hanno permesso la continuazione del presidio per tutto il giorno, senza che avvenissero incidenti.
E’ molto grave che qualcuno, invece di perseguire chi ha rubato l’Alfa e chi continua a speculare sull’area di Arese, pensi di intimidire i cassintegrati e di stroncare la loro sacrosanta lotta.
I cassintegrati non sono delinquenti ma padri e madri di famiglia che chiedono a Regione, comuni, provincia e proprietari dell’area il rispetto dei patti sottoscritti.

I padroni dell’area di Arese sono i più ricchi d’Italia:

  1. oltre agli Agnelli e alla Fiat,

  2. l’on. Riccardo Conti, 6° parlamentare più ricco nella classifica di Camera e Senato,

  3. Tronchetti Provera, con la Pirelli,

  4. Brunelli, re degli Iper, con Immobiliare Estate sei

  5. Paolo Berlusconi, ultimo arrivato,

  6. Aig, seconda assicurazione del mondo.

E alcune società proprietarie dell’area di Arese erano in mano a Fiorani, Gnutti e Consorte!
Questi super ricchi lasciano sulla strada i cassintegrati da 4 anni.

In questi ultimi mesi sull’area dell’Alfa si sono insediate varie ditte. E altre, come la Pirelli, si stanno insediando, ma nessuna di esse rispetta l’obbligo di assumere i cassintegrati.
Ma le istituzioni devono rispondere di precisi obblighi che hanno su Arese:
dal 1997, anno di costituzione del consorzio CRA (Regione, Provincia, comuni, Fiat), le ditte che si insediavano ad Arese, in cambio di prezzi agevolati e di finanziamenti pubblici, avevano l’obbligo di assumere i cassintegrati; un anno fa è stato sciolto il CRA e la Regione si è assunta l’onere di garante delle assunzioni, dando in cambio ai proprietari dell’area ingenti finanziamenti. Solo la finanziaria di un anno e mezzo fa ha stanziato per Arese 108 milioni di euro.
Se ora la Regione non mantiene i suoi impegni con i cassintegrati, ciò non solo è vergognoso ma anche illegale e illecito!

Alle ore 17.30 i cassintegrati hanno terminato il presidio.
La Regione in tarda mattinata aveva comunicato allo Slai Cobas che nella prima metà di giugno si terrà l’incontro con tutti i sindacati, la provincia, i comuni e i proprietari dell’area, incontro già promesso per il 15 maggio.
Lo Slai Cobas ha chiesto alla Regione di smetterla con i rinvii e di onorare subito i suoi obblighi riguardo Arese e i cassintegrati.
Se non ci sarà una convocazione in tempi stretti in Regione e se i proprietari dell’area non troveranno subito una collocazione lavorativa nell’area dell’Alfa per tutti i 500 cassintegrati, PROSEGUIRANNO NEI PROSSIMI GIORNI ALTRE INIZIATIVE DI LOTTA SENZA PREVVISO.
Lo Slai Cobas e i cassintegrati chiedono un immediato intervento per Arese da parte del nuovo governo.

Arese, 17 maggio 2006

Slai Cobas Alfa Romeo

per info: 02-44428529
3356859118


Alfa Romeo Arese:

  • oggi presidio della portineria Abp

  • da mercoledì presidio continuo dei cancelli, con invito a Bertinotti

  • causa contro Regione, Provincia e comuni

Questa mattina 300 cassintegrati dell’Alfa Romeo di Arese hanno presidiato per tutta la mattinata la portineria Pesa dell’Alfa di Arese.
Da mercoledì prossimo il presidio sarà fatto in modo continuato.
Al presidio è stato invitato anche il presidente della camera Fausto Bertinotti.

I lavoratori dell’Alfa, al 4° anno di cassintegrazione e di false promesse, hanno detto basta!
Ad Arese molte ditte si sono insediate e altrettante si stanno insediando (Sviluppo Italia, Pirelli, Marcegaglia, Fiege, Futura, ecc…) ma i cassintegrati sono sempre sulla strada.

Della presa in giro dei lavoratori di Arese sono responsabili sia la Fiat e i proprietari dell’area che le istituzioni, garanti di vari accordi che garantivano la rioccupazione dei lavoratori dell’Alfa.
E’ per questo che oggi, davanti ai cancelli, i cassintegrati hanno firmato per fare causa per danni, oltre che alla Fiat e ai proprietari dell’area, anche a Regione, Provincia e comuni, garanti degli accordi sul Cra e sulla Mobilità sostenibile.

Abp ha l’impegno di assumere 550 cassintegrati; e Estate sei ha l’impegno di assumerne altri.

LA PAZIENZA DEI CASSINTEGRATI E’ TERMINATA !

Arese, 12 maggio 2006

Info: tel/fax 02-44428529
3356859118

Slai Cobas Alfa Romeo


Comunicato stampa Slai Cobas Alfa Romeo di Arese

Nel luglio 2003 la FIAT distrusse con le ruspe le catene di montaggio anziché applicare la sentenza del giudice Atanasio

• Iniziato oggi a RHO il processo penale contro l’ex-amministratore delegato di FIAT Auto Giancarlo Boschetti;
• 300 cassintegrati e lo Slai Cobas si costituiscono parte civile e chiedono i danni alla Fiat;
• La Fiom e gli altri sindacati assenti;
• Processo rinviato perché mancava la cartolina dell’avviso postale a Boschetti …

Questa mattina 300 cassintegrati – assistiti dagli avvocati Mazzali e Rizzoglio - hanno partecipato al Tribunale di Rho alla prima udienza del processo penale contro l’ex-amministratore delegato di Fiat Auto Giancarlo Boschetti e hanno chiesto al giudice la costituzione di parte civile per i danni subiti dal mancato rispetto dell’ordinanza del 26 luglio 2003 del giudice Atanasio (causa ex art. 28 dello Slai Cobas e della Fiom per attività antisindacale), ordinanza che intimava alla Fiat di riportare ad Arese i macchinari spostati a Torino, di riprendere l’attività produttiva all’Alfa Romeo e di riammettere al lavoro tutti i cassintegrati.
La Fiat, invece di rispettare la sentenza, distrusse con le ruspe le linee di produzione e di montaggio, lasciando sino ad oggi i lavoratori sulla strada.
Oltre ai cassintegrati si è costituito parte civile anche lo Slai Cobas nelle persone del coordinatore provinciale e del coordinatore nazionale.

La causa è stata aggiornata al 7 novembre perché non è arrivata al Tribunale di Rho la cartolina postale comprovante l’avvenuto avviso all’imputato Boschetti.

Lo Slai Cobas chiede chiarezza su questo processo

  • Lo Slai Cobas, pur essendo ovviamente parte lesa perché firmatario con la Fiom della causa ex art. 28 in oggetto, si è visto rifiutare nei giorni scorsi dal Tribunale di Rho la possibilità di visionare l’atto del rinvio a giudizio di Boschetti perché lo Slai Cobas non era citato come parte lesa nell’atto di rinvio a giudizio fatto dalla Procura di Milano.
    Come mai la Procura di Milano si è “dimenticata” di citare lo Slai Cobas come parte lesa?
    Lo Slai Cobas e 300 cassintegrati, alla fine, si sono comunque costituiti parte civile, ma per farlo sono stati costretti a fare i salti mortali.

  • Questa mattina a Rho erano assenti tutti i sindacati, compresa la Fiom la quale, nell’ultimo numero di marzo de Il Metallurgico e su alcuni quotidiani, aveva sbandierato l’importanza di questo processo.
    COME MAI QUESTO COMPORTAMENTO DELLA FIOM ?

La scorsa settimana Fim-Fiom-Uilm hanno firmato per Arese l’ennesimo accordo a perdere sulla Cigs con la Fiat al Ministero del lavoro, escludendo lo Slai Cobas che rappresenta l’80% dei cassintegrati.
E’ forse stato fatto qualche altro accordo sottobanco sulla testa dei lavoratori ?

BASTA CON LA CIGS E I LICENZIAMENTI.                                            LAVORO SUBITO AD ARESE !

Arese, 11-4-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


Alfa Romeo di Arese: presidio dell’area Abp.
Domani e giovedì si continua!
BASTA PRESE IN GIRO. POSTI DI LAVORO SUBITO!

I cassintegrati dell’Alfa Romeo di Arese hanno detto basta:
dopo anni di accordi con Regione, comuni, provincia e proprietari delle aree, non è più tollerabile avere le solite false promesse e basta.
Nell’incontro avvenuto ieri tra la Regione e lo Slai Cobas ci è stato comunicato che Sviluppo Italia ha finalmente acquistato una piccola porzione (70.000 mq) dell’enorme area di Arese (2 milioni e mezzo di mq);
era ora! Ma non accettiamo di attendere altri due anni prima di avere una collocazione per tutti i cassintegrati.
Abbiamo detto chiaramente alla Regione che essa è garante di precisi accordi -finora disattesi- che obbligano i proprietari dell’area e la Fiat a dare un posto di lavoro ai cassintegrati:

  1. da subito tutti i 550 cassintegrati della carrozzeria e della meccanica devono avere un reddito normale per vivere (ora prendono 550 euro al mese!);

  2. Abp e tutte le aziende che si sono già insediate (Fiege, Pirelli,Futura, ecc..) devono assumere immediatamente i cassintegrati;

  3. la Fiat deve anch’essa reintegrare lavoratori, smettendola di ridurre la sua presenza ad Arese a una piccola concessionaria, anche per gli ingenti finanziamenti pubblici che la Fiat stessa continua ad avere;

  4. i restanti cassintegrati, in attesa di entrare nelle aziende del polo della mobilità sostenibile, devono essere assunti nelle attività di ristrutturazione dell’area dell’Alfa.

La protesta di oggi e di domani, con il blocco dell’attività delle aziende che non hanno assunto i lavoratori dell’Alfa, è stata decisa dai cassintegrati dopo che gli americani dell’Aig/Lincoln non hanno neppure rispettato il loro stesso impegno di assumere 60 lavoratori entro marzo 2006.

Giovedì i cassintegrati, che lottano da anni contro il precariato voluto dalla Fiat e dai proprietari dell’area, bloccheranno il call center di Arese contro i trasferimenti (=licenziamenti) dei lavoratori a decine di km da Arese, e per contratti di lavoro a tempo indeterminato.

Venerdì causa legale di 300 cassintegrati al Tribunale del lavoro di Milano contro Fiat e americani per il non rispetto degli accordi.

Basta rinvii! LAVORO SUBITO AD ARESE!

Arese, 4-4-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


ABP non rispetta gli accordi e non vuole più assumere i cassintegrati.
Regione e Sviluppo Italia lasciano fare e non procedono al piano di reindustrializzazione

ADESSO DICIAMO BASTA!
Martedì 04/04/2006
Mercoledì 05/04/2006
Dalle ore 06.00
Presidio alla Portineria della Pesa

I cassaintegrati dell’Alfa Romeo di Arese e i lavoratori della Rina presidieranno la portineria delI’A.B.P. (pesa) per rivendicare gli accordi sottoscritti.
I cassaintegrati dopo 4 anni di Cigs rivendicano un posto dl lavoro ad Arese, e garanzie lavorative per i 69 assunti dalla Rina, e chiedono ad ABP di rispettare gli accordi che prevedono assunzioni per 550 lavoratori ancora inadempienti.
Nel frattempo nell’area si sono insediate la Pirelli, la Fiege, e la Futura le quali non solo non hanno assunto, ma non hanno nemmeno colloquiato i lavoratori in Cigs, e non hanno nemmeno dato certezze di poter usufruire i servizi della Rina nell’area degli Americani.
Per Mercoledì 5 Aprile intanto al ministero del lavoro ancora una volta saranno riconvocati solo i sindacati confederali sia per quanto riguarda la proroga della cassa integrazione che i progetti di reindustrializzazione della Regione Lombardia e Sviluppo Italia.
Questo incontro doveva essere preceduto da un esame della situazione da parte della Regione Lombardia con tutti i Sindacati Firmatari, proprietari e Sviluppo Italia.
Nulla di questo è stato fatto, tranne un incontro clandestino con CGIL-CISL-UIL, che, a seguito dell’incontro, hanno rilasciato un comunicato in cui si diceva che non vi era nulla di nuovo e che tutto era fermo in attesa delle decisioni di Sviluppo Italia riguardanti l’acquisizione delle aree da reindustrializzare.
Cosa firmeranno al Ministero del Lavoro Cgil-Cisl-Uil Regione e Sviluppo Italia non è dato di saperlo. Certamente questi incontri clandestini e giochi sottobanco non promettono nulla di buono.
Anche per questo motivo, manteniamo alta la mobilitazione dei cassintegrati - per evitare che alle loro spalle vengano fatti accordi che buttino a mare 4 anni di dura lotta e per cercare di ottenere la ricollocazione ad Arese di tutti i lavoratori in CIGS.

Basta speculazioni.
Basta promesse.
Rispetto degli accordi.

Lavoro subito ad Arese!

SLAI COBAS ALFA ROMEO ARESE

Arese 03/04/2006


Spett. presidente della Regione Lombardia
Fax 02 67654503

Oggetto: incontri su polo mobilità sostenibile

Attendendo vostra convocazione a seguito incontro al ministero, siamo venuti a conoscenza che in data odierna in Regione Lombardia si stanno tenendo incontri riguardanti gli accordi su Arese e il polo della mobilità sostenibile da Voi firmati con tutti i sindacati.
Vi chiediamo come mai da questi incontri, ai quali sono presenti Fim-Fiom-Uilm, è stato escluso lo Slai Cobas che di tali accordi è firmatario, oltre che rappresentativo dell’80% dei cassintegrati.
Nel contestarvi questa esclusione come arbitraria, illegale e antisindacale, restiamo in attesa di serie spiegazioni su tutto ciò.

Arese, 29-3-2006

Slai Cobas Alfa Romeo
Rsu Slai Cobas Alfa Romeo
Delegati di sito


ALFA ROMEO ARESE

MANIFESTAZIONE E PRESIDIO
DAVANTI AL DUOMO

400 cassintegrati dell’Alfa di Arese, più numerosi delle altre volte, questa mattina si sono dati appuntamento davanti al Duomo di Milano. Anche i lavoratori dell’Alfa hanno voluto fare il loro “comizio”, visto che tutti si sciacquano la bocca di occupazione mentre sull’Alfa Romeo nessuna istituzione, né di centrodestra né di centrosinistra, osa prendere posizione contro gli scempi portati avanti dalla Fiat e dai proprietari dell’area.
Regione-Provincia-Sindaci di ambo gli schieramenti non osano né difendere la giusta lotta dei lavoratori né contrastare le grosse speculazioni che si vogliono fare su un territorio sul quale hanno posto le mani sia i finan-zieri d’assalto Fiorani-Onutti-Consorte che l”onorevole” Riccardo Conti.

Riproduciamo il volantino distribuito in piazza

NIENTE DA REGIONE E SVILUPPO ITALIA
NULLA DA AMERICANI E BRESCIANI
DALLA FIAT SOLO CIGS E LICENZIAMENTI

Da due settimane i lavoratori dell’Alfa Romeo della Carrozzeria Meccanica e costruzioni sperimentali, reparti produttivi distrutti dalla Fiat e da anni posti in Cigs e Mobilità, hanno ripreso con la mobilitazione permanente per cercare di sbloccare una situazione che da anni li vede sulla strada senza nessuna prospettiva di ricollocazione nei famigerati progetti di Formigoni che ancora non hanno portato all’insediamento di nessuna azienda tra le decine di società che Formigoni stesso diceva di avere a portata di mano.
Da tre anni si è sulla strada. Ad Aprile scade la cassa integrazione e si rischia di essere tutti licenziati. Venerdì 24 febbraio A.I.G. Lincoln ha comunicato ai sindacati, anche tramite un documento già inviato alla Regione Lombardia, di non voler più procedere alle 60 assunzioni di cassintegrati previsti dagli accordi firmati in Regione da lei stessa, da Estate Sei e da tutte le istituzioni, aggiungendo che - se le cose non cambiano - sono pronti ad andarsene via.
La Regione e Formigoni, svegliati da questa presa di posizione, invece di prendere seriamente la questione irridono sulle dichiarazioni lasciate alla stampa, nonostante tutti sappiano che ormai è dal marzo del 2005 che Formigoni non convoca più un tavolo di trattativa con tutti i soggetti firmatari, nonostante i pesanti ritardi di Sviluppo Italia stiano mettendo in crisi gli stessi progetti e l’insediamento di alcune aziende, più tutte le altre aziende che solo Formigoni sa.
Di sicuro questi ritardi - che noi pensiamo siano voluti - hanno portato al bel risultato che 1108 milioni di euro sono diventati neanche la metà e le superfici che Sviluppo Italia dovrebbe acquistare altrettanto.
La beffa è che dicono ad AIG Lincoln che sono affari suoi e che deve rispettare gli accordi. Certo!
Ma Regione Lombardia. Provincia e Comuni, che si sono assunti il compito di eliminare il C.R.A.A. ed assumere il controllo degli obblighi di reindustrializzazione dell’area ex Alfa Romeo con la prevista rioccupazione dei cassintegrati, COSA STANNO FACENDO? SONO A CONOSCENZA CHE QUESTI COMPORTAMENTI SONO ILLEGALI?
Quali obblighi rispettano i bresciani, visto che Sviluppo Italia andrà a collocarsi nella sua area?
Come mai questi interventi di Stato e Regione sono indirizzati solo dalla parte che inizialmente non era compresa nella reindustrializzazione in quanto occupata ancora dalla Fiat?
Come mai tutti insieme continuano a concertare la liberazione delle aree dagli “scomodi” cassintegrati? Come mai proprietari-regione-amministrazloni comunali-e alcuni sindacati continuano ad interloquire e a lanciare progetti (VEDI PR.OVINCIA - VEDI ZIPPONI - VEDI PIRELLI) mentre Formigoni si permette di non convocare un tavolo alla luce del sole ?

LA RAGNATELA E’ MOLTO INTRICATA E PUZZA DI GROSSI INTERESSI E SPE-CULAZIONI. BASTA CIGS ! LAVORO E PRODUZIONI SUBITO PER IMPIEGARE TUTTI I CASS1NTEGRATI DELL’ALFA ROMEO

Arese 23.3.2006

SLAI COBAS Alfa Romeo



 


Alfa di Arese: dopo 3 anni ancora tutti sulla strada

giovedì 23 marzo ore 10

manifestazione di tutti i cassintegrati con presidio davanti al Duomo


Comunicato stampa

ALFA ROMEO ARESE
Serpentone di auto nei comuni
di Arese e Garbagnate

PER LE CASSINTEGRATE DELL’ALFA ROMEO
UN 8 MARZO DI LOTTA PER IL POSTO DI LAVORO

Con in testa le donne dell’Alfa Romeo trecento cassintegrati hanno dato vita oggi ad una insolita manifestazione.
Niente più blocchi di autostrade o portinerie ma un lunghissimo serpentone con le proprie vetture addobbate di bandiere, con campanacci e clacson, che hanno dato vita ad un corteo che dalla portineria dell’Alfa Romeo ha attraversato tutta la Strada statale Varesina per poi presidiare e fare un comizio di protesta davanti ai comuni di Arese (sindaco Perferi di Centro sinistra) e Garbagnate (sindaca Zoppè di centro destra) che in parti uguali se ne sono sempre fregati dei problemi dell’Alfa Romeo (sita nei suoi territori) e dei lavoratori che da più di 3 anni continuano a manifestare per essere reintegrati nelle aziende che dovrebbero subentrare.
Nonostante nulla sia stato fatto da parte delle maggiori istituzioni (Regione Lombardia e Provincia), i sindaci della zona “Arese-Garbagnate-Rho-Lainate” fanno i finti tonti e lasciano mano libera ai manovratori.
Con questa iniziativa le lavoratrici e i lavoratori hanno inteso richiamare alle proprie responsabilità anche i Sindaci che sono firmatari degli accordi fatti in Regione Lombardia e che però continuano a fregarsene.

Al termine della manifestazione i cassintegrati hanno fatto una assemblea nel capannone che sta ristrutturando la PIRELLI:
Tronchetti Provera - hanno detto i cassintegrati dell’Alfa - deve convocare subito i sindacati e comunicare quanti lavoratori dell’Alfa assume, altrimenti se ne vada subito da Arese!

E alla fine, pranzo di tutti i cassintegrati per festeggiare la compagne dell’Alfa e tutte le donne lavoratrici.

Arese, 8 marzo 2006

Slai Cobas Alfa Romeo


PER LE CASSINTEGRATE DELL'ALFA
UN 8 MARZO DI LOTTA PER IL POSTO DI LAVORO


Comunicato stampa

ALFA ROMEO ARESE

CONTRO IL MENEFREGHISMO E IRRESPONSABILITA’ DELLA REGIONE E DELLE ISTITUZIONI
CONTRO LE MINACCE E I GIOGHI SOTTOBANCO FATTI DALLE PROPRIETA’ E DA SVILUPPO ITALIA
 I CASSINTEGRATI RIPRENDONO I BLOCCHI DELLE PORTINERIE.

SE NON SI SBLOCCA LA SITUAZIONE,
PER LA PROSSIMA SETTIMANA SONO IN PROGRAMMA ALTRE INIZIATIVE
CON IL COINVOLGIMENTO DI TUTTA LA FABBRICA.

Questa mattina, dalle 9.30 in poi, circa trecento cassintegrati, così come preannunciato, hanno bloccato la portineria di ingresso di A.I.G./Lincoln e successivamente il viale di raccordo all’autostrada dei Laghi, mandando in tilt il traffico di tutta la zona.
I cassintegrati, ridotti ormai a 500 euro al mese, non ci stanno più con quanti nelle istituzioni continuano a rinviare i progetti e a rinviare qualsiasi incontro per sapere cosa sta succedendo nell’area di Arese.
I cassintegrati sono stanchi delle prese in giro e a questo punto pretendono che i responsabili delle istituzioni, i quali assieme a proprietari e sindacati hanno firmato gli accordi, convochino subito un tavolo di incontro tra tutti i soggetti interessati e ci dicano cosa sta succedendo e soprattutto come intendono affrontare il problema degli insediamenti e della rioccupazione di tutti i cassintegrati.

NIENTE DA REGIONE E SVILUPPO ITALIA
NULLA DA AMERICANI E BRESCIANI
DALLA FIAT SOLO CIGS E LICENZIAMENTI
PIRELLI E FIEGE SI INSEDIANO E NON ASSUMONO

BASTA AI PROGETTI SOTTOBANCO-PRETENDIAMO DA SUBITO UN INCONTRO CON FORMIGONI

OCCUPAZIONE PER TUTTI I CASSINTEGRATI DELLA CARROZZERIA E MECCANICA

Arese 1.03.2006

SLAI COBAS ALFA ROMEO


Comunicato stampa

ALFA ROMEO ARESE

NIENTE DA REGIONE E SVILUPPO ITALIA
NULLA DA AMERICANI E BRESCIANI
DALLA FIAT SOLO CIGS E LICENZIAMENTI
PIRELLI E FIEGE SI INSEDIANO E NON ASSUMONO

MERCOLEDI 1° MARZO
PORTINERIA PESA
PRESIDIO
DI TUTTI I CASSINTEGRATI
DALLE 9,30 IN POI

Venerdì 24 febbraio A.I.G. Lincoln ha comunicato ai sindacati, anche tramite un documento già inviato alla Regione Lombardia, di non voler più procedere alle 60 assunzioni di cassintegrati previsti dagli accordi firmati in Regione da lei stessa, da Estate Sei e da tutte le istituzioni, aggiungendo che -se le cose non cambiano- sono pronti ad andarsene via.

La Regione e Formigoni, svegliati da questa presa di posizione, invece di prendere seriamente la questione irridono sulle dichiarazioni lasciate alla stampa e si discolpano nonostante tutti sappiano che ormai è dal marzo del 2005 che Formigoni non convoca più un tavolo di trattativa con tutti i soggetti firmatari nonostante i pesanti ritardi di Sviluppo Italia stiano mettendo in crisi gli stessi progetti e l’insediamento di alcune aziende, più tutte le altre aziende che solo Formigoni sa.
Di sicuro questi ritardi -che noi pensiamo siano voluti- hanno portato al bel risultato che i 108 milioni di euro sono diventati la metà e le superfici che Sviluppo Italia dovrebbe acquistare altrettanto.

La beffa è che dicono ad AIG Lincoln che sono affari suoi e che deve rispettare gli accordi. Certo!
Ma Regione Lombardia, Provincia e Comuni, che si sono assunti il compito di eliminare il C.R.A.A. ed assumere il controllo degli obblighi di reindustrializzazione dell’area ex Alfa Romeo con la prevista rioccupazione dei cassintegrati, COSA STANNO FACENDO? SONO A CONOSCENZA CHE QUESTI COMPORTAMENTI SONO ILLEGALI?
Quali obblighi rispettano i bresciani, visto che Sviluppo Italia andrà a collocarsi nella sua area?
Come mai questi interventi di Stato e Regione sono indirizzati solo dalla parte che inizialmente non era compresa nella reindustrializzazione in quanto occupata ancora dalla Fiat?

Come mai tutti insieme continuano a concertare la liberazione delle aree dagli “scomodi” cassintegrati?
Come mai proprietari-regione-amministrazioni comunali-e alcuni sindacati continuano ad interloquire e a lanciare progetti (VEDI PROVINCIA- VEDI ZIPPONI- VEDI PIRELLI)
mentre Formigoni si permette di non convocare un tavolo alla luce del sole?

LA RAGNATELA E’ MOLTO INTRICATA E SA DI GROSSI INTERESSI e SPECULAZIONI.
BASTA CIGS ! LAVORO E PRODUZIONI SUBITO
PER IMPIEGARE TUTTI I CASSINTEGRATI DELL’ALFA ROMEO

Arese 28.2.2006

SLAI COBAS Alfa Romeo


Comunicato stampa

ALFA ROMEO:
SI RIACCENDONO I FUOCHI AD ARESE.
BLOCCATE PORTINERIA E SVINCOLO PER L’AUTOSTRADA

Da oggi in poi i cassintegrati dell’Alfa Romeo riprendono con la mobilitazione permanente e se non si sblocca la situazione di ricollocazione di tutti i cassintegrati si passa già dalla prossima settimana a mobilitazioni più dure.

Questa mattina circa 300 cassintegrati della carrozzeria, costruzioni sperimentali e meccanica hanno da prima bloccato la portineria e il viale per lo svincolo autostrada per la Milano Laghi e poi fatto una assemblea per vedere come reagire ad una situazione ormai diventata insopportabile e non più gestibile con le solite manifestazioni.

Da tre anni si è sulla strada. Ora il tempo stringe e le condizioni si fanno pesanti.

Da quest’anno, con la Cigs ridotta del 30%, si deve sopravvivere con 580 euro mensili.
Gli accordi in Regione non vengono rispettati, Sviluppo Italia tra una scusa e l’altra non procede all’acquisizione delle aree, e le aziende che aspettano di insediarsi da più di un anno non ne hanno la possibilità.

Regione-Provincia-Sindaci hanno eliminato il vecchio consorzio di reindestrulizzazione (C.R.A.A.) e, dopo essersi presi questa responsabilità, si sono dati alla latitanza o meglio trafficano sottobanco senza più rispondere a nessuno, cosa molto grave dal punto di vista delle responsabilità amministrative e penali.

Le proprietà dell’area, alcune delle quali coinvolte nella nuova tangentopoli di Gnutti-Fiorani-Consorte, pensano a speculare sull’area e non rispettano gli obblighi occupazionali.

La Fiat, dopo aver ridotto la sua presenza a una piccola succursale, si comporta (come mai?) come se fosse ancora proprietaria di tutta l’area, e vuole continuare a dettare legge su Arese.

Oggi i cassintegrati hanno detto basta a tutto ciò!
SE AD ARESE NON ARRIVA SUBITO LAVORO PER TUTTI I CASSINTEGRATI, SARANNO BLOCCATE LE ATTIVITA’ DI TUTTA L’AREA.

A.I.G./Lincoln si è resa disponibile ad un incontro con tutti i Sindacati venerdì 24 per discutere sui suoi obblighi occupazionali e sulle società che sappiamo si stanno insediando(Pirelli, ecc..).
Sviluppo Italia e Regione, che continuano a promettere una conclusione della vicenda senza che si vede mai nulla all’orizzonte, devono darci risposte ultimative.
Basta promesse Basta aspettare.
Per Mercoledì 1° Marzo i cassintegrati si sono già dati appuntamento davanti alle portinerie di Arese per verificare se emerge qualcosa di nuovo, altrimenti si passerà ad iniziative che risveglino la situazione e richiamino tutti alle proprie responsabilità e al rispetto degli accordi che devono vedere il reintegro di tutti i cassintegrati.

Arese, 22-2-2006

Slai Cobas Alfa Romeo
tel/fax 02-44428529 - 3333368603


Comunicato stampa

ALFA DI ARESE:
DOPO 3 ANNI ANCORA TUTTI SULLA STRADA

MERCOLEDI 22 FEBBRAIO 2006 – ore 9.30
MANIFESTAZIONE
DI TUTTI I CASSINTEGRATI
CON PRESIDIO
DAVANTI ALLE PORTINERIE DI ARESE
- - - - - - - - - - -
TANTI PROGETTI
ZERO OCCUPAZIONE

  • FORMIGONI NON PARLA, NON SENTE E NON VEDE, MA INTANTO LASCIA FARE AI PROPRIETARI DELL’AREA E ALLA FIAT

  • REGIONE, PROVINCIA, SINDACI DI DESTRA E DI SINISTRA TACCIONO E NON RISPETTANO GLI ACCORDI PRESI

  • SVILUPPO ITALIA, A 14 MESI DALLO STANZIAMENTO DA PARTE DELLO STATO DI 108 MILIONI DI EURO, NON HA ANCORA COMPRATO LE AREE PER IL POLO DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE, COL RISULTATO DI ALLONTANARE DA ARESE LE AZIENDE CHE SI VOLEVANO INSEDIARE

  • E ORA SI DICE CHE SVILUPPO ITALIA COMPRERA’ (QUANDO?) SOLO 150 MILA MQ INVECE DEI 250 MILA ANNUNCIATI

A cosa è dovuto tutto questo lavorio sottobanco?
QUALI ALTRI PROGETTI O SPECULAZIONI SI STANNO PREPARANDO SULL’AREA DI ARESE?

I cassintegrati dell’Alfa di Arese manifesteranno anche contro i licenziamenti dei lavoratori e delegati dell’Alfa SUD di Pomigliano d’Arco, “rei” di aver respinto il contratto-bidone dei metalmeccanici di Fim-Fiom-Uilm.

ARESE 21.02.2006

SLAI COBAS ALFA ROMEO


DOPO LE ACCUSE DELLA CUB ALLA TVR

Pesanti accuse della Tvr alla CUB

Nei giorni scorsi la CUB, dopo un mini-presidio di soli sei lavoratori dell’Alfa fatto al Pirellone e propagato con una valanga di comunicati, ha di nuovo accusato che la TVR è “la bufala del secolo” e che chi parla a suo nome è un venditore di tappeti.

  • Ora la T.V.R. (vedi articolo della Prealpina) sostiene che “i vertici della FlLMU /CUB hanno …. con scarsa eleganza, palesemente tentato di “caldeggiare” le assunzioni di alcuni propri rappresentati” e hanno mostrato “più un interesse a far fallire qualsiasi ipotesi di realizzazione del Polo della Mobilità Sostenibile, che volontà di costruire positivamente una occasione per i cassintegrati dell’Alfa Romeo, e favorendo obiettivamente le pressioni speculative da parte di alcune proprietà immobiliari”.

A queste accuse risponderà la CUB ?
COSA DIRE:
Lo Slai Cobas, che da 3 anni e mezzo sta conducendo una lotta ininterrotta con i cassintegrati per ottenere lavoro ad Arese, si chiede da tempo il perché di queste campagne della FLMU/ CUB contro la TVR. ed in generale contro qualsiasi progetto di Reindustrializzazione nelle aree e nei capannoni distrutti e abbandonati dalla loro Amata Fiat.
Ce lo chiediamo non perché non ci sia la necessità di avere delle garanzie dalla Tvr, dalla Regione e da Sviluppo Italia– Garanzie che noi abbiamo sempre richiesto e che pretendiamo ma per l’insistenza della Flmu/Cub quasi esclusivamente su questa questione.

  • Ricordiamo che con le lotte e le cause fatte dallo Slai Cobas siamo riusciti a costringere gli Americani ad assumere alla Rina 70 lavoratori con il CCNL Metalmeccanici ( qui la Cub ha congelato un assunzione di un suo iscritto perché voleva la garanzia che doveva essere assunto come capo!) altri 60 verranno assunti entro Marzo. Dalla Pirelli ambiente che già si è insediata esigiamo da subito l’assunzione dei cassintegrati. Dai padroni Bresciani di Estate Sei pretendiamo occupazione aggiuntiva per le aziende che si insedieranno nella sua area.

  • Nel reinserimento dei cassintegrati abbiamo preteso che al pari dei lavoratori della carrozzeria trovino la rioccupazione anche i lavoratori della Meccanica.

Ebbene, su tutte queste tematiche su cui lo Slai Cobas si sta battendo con decine e decine di manifestazioni la Flmu/Cub inspiegabilmente sta zitta o di volta in volta invece di pretendere quanto scritto negli accordi in Regione fa di tutto per sputtanarli , mentre fa da sponsor solo per i posti di lavoro di Albertini e per convincere i cassintegrati ad andarsene via.
Lo Slai Cobas si chiede come mai:

  1. nelle ultime settimane la CUB – mentre noi siamo andati anche alla Procura della Repubblica- non ha detto una parola sul fatto che la proprietà dell’area di Arese è –per il 47,5 %- della Bpl di Fiorani e che questa stessa proprietà è stata al centro di operazioni poco chiare di Gnutti e Consorte, il quale ha pure messo decine di milioni di euro nella cassaforte torinese degli Agnelli;

  2. la CUB ha fatto ricorso al TAR (per fortuna perdendolo) per bloccare i lavori e gli insediamenti nell’area ABP ,e ha sponsorizzato un progetto che prevede almeno 400.000 mq di prati sull’area di Arese;

  3. dopo il cap. 30, ora la Fiat sta lasciando senza lavoro il cap. 10 e sta decentrando gran parte del lavoro di progettazione, sta facendo fuori la Gesco, la Sepin, il Call Center ecc, ma la CUB –pur presente tra gli impiegati fa solo il grillo parlante! ma non porta avanti nessuna iniziativa di lotta o di disturbo nei confronti della Fiat.

  4. fino a una settimana prima della chiusura della Motori la CUB diceva che non c’erano problemi fino al 2008, e non ha fatto nessuna iniziativa di lotta per fermare le ruspe alla Motori stessa, a parte una sceneggiata con catene di plastica, Nulla ha fatto contro la chiusura della Mensa, da anni non fa più una causa contro la Fiat, e nel loro gabbiotto in C.d.f hanno già pronti gli scatoloni per trasloccare nonostante la causa vinta da tutti i Sindacati.

I CASSINTEGRATI SONO STANCHI DI GIOCHI SULLA LORO PELLE !

Arese, 15-2-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


Manifestazione dei cassintegrati ALFA ROMEO in Regione Lombardia

ALFA DI ARESE
incontro dello Slai Cobas con il consiglio regionale:
i cassintegrati insoddisfatti dalle risposte della Regione.

Questa mattina alcune centinaia di cassintegrati dell’Alfa di Arese hanno manifestato davanti al Pirellone per denunciare il disimpegno della Regione Lombardia rispetto agli impegni da essa presi a suo tempo sull’Alfa Romeo di Arese.
Al termine della manifestazione una delegazione dello Slai Cobas è stata ricevuta dal presidente del Consiglio Regionale Attilio Fontana, dai capigruppo consiliari e dal sottosegretario Cattaneo, in rappresentanza di Formigoni.
Nel corso dell’incontro lo Slai Cobas ha contestato alla Regione il fatto che dal marzo scorso la Regione si è resa latitante e non ha onorato gli accordi coi sindacati sul polo della mobilità sostenibile e sull’auto ecologica.
Lo Slai Cobas ha inoltre chiesto precise informazioni su quanto si sta facendo nell’area di Arese, senza che i rappresentanti dei lavoratori siano stati informati di nulla.
Il sottosegretario Cattaneo, sollecitato anche dal presidente del consiglio regionale, ha giustificato la latitanza di Formigoni per il fatto che Sviluppo Italia non ha ancora comprato le aree dall’on. Riccardo Conti (Immobiliare Estate sei).
Per lo Slai Cobas tutto ciò è inaccettabile!
La Regione Lombardia ha firmato con i sindacati di Arese un preciso accordo sulla Mobilità sostenibile e l’auto ecologica, e tale accordo deve onorare!
Al termine dell’incontro lo Slai Cobas ha chiesto che Formigoni convochi subito un incontro con tutti i sindacati; Cattaneo ha ventilato la possibilità di questo incontro per i prossimi giorni.

Lo Slai Cobas si è dichiarato insoddisfatto delle risposte avute e ribadisce quanto detto nel comunicato di ieri che qui sotto alleghiamo.
Nei prossimi giorni i cassintegrati faranno altre iniziative di lotta.

Arese, 7-2-2006

Slai Cobas Alfa Romeo

Dal mese di Marzo del 2004 il Presidente della Regione Lombardia, con un totale mutismo, ha abbandonato il tavolo delle trattative con i Sindacati e i proprietari dell’area di Arese; e nessuno sa che fine hanno fatto il progetto sulla “mobilità sostenibile” e le decine di aziende tanto decantato che si dovevano insediare per reintegrare i cassintegrati di Arese.

Formigoni non parla, non sente e non vede.

Formigoni irresponsabilmente non risponde ai Sindacati e non da conto del suo “non operato” neppure alle interpellanze fatte in Regione da vari gruppi consiliari e dalla stessa commissione lavoro che del caso si era interessata e fatta interprete dopo una riunione con tutti i sindacati di Arese.

  • Intanto però sull’area di Arese i proprietari dell’area e la Fiat (ma non ha venduto?!) fanno e disfano ciò che vogliono, senza nemmeno più quel controllo che dovevano avere sull’area Regione, Provincia, Sindaci e sindacati e per ultimo Sviluppo Italia, e senza che nessuno chieda loro conto di nulla.

  • Ciò è ancora più grave per il fatto che l’area è in mano a una società con amministratore unico un parlamentare, l’on. Riccardo Conti, braccio destro di Buttiglione; e che questa società è controllata da Nazionale Fiduciaria, della BpL di Fiorani, la quale fiduciaria è stata al centro di operazioni finanziarie di Gnutti e Consorte sulle quali sta indagando la Procura.

Nell’area abbiamo visto che si è insediata la Pirelli, si dice che la proprietà vuole vendere pezzi di area alla stessa, si dice che sono in progetto una centrale termica, abbiamo saputo che Sviluppo Italia dovrebbe comprare le aree, Elettromeccanici e TVR sono in attesa che qualcuno renda loro disponibili i capannoni;
c’è un grande movimento su tutta l’area ma nessuno dice nulla di preciso ai cassintegrati su ciò che sta succedendo! Anzi, l’unica cosa che si vede è il tentativo di liberare l’area dai cassintegrati stessi, spingendoli nell’area della precarietà.

LA REGIONE NEL 2003 HA FIRMATO CON I SINDACATI UN ACCORDO SUL POLO DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE E SULL’AUTO ECOLOGICA;
dopo questo accordo, nel 2004, la Regione Lombardia ha abolito il CRAA che era l’unico ente esistente per il controllo dell’area di Arese e garante degli accordi sulla ricollocazione dei lavoratori.
Se una istituzione come la Regione scioglie il CRAA (obbligo di assumere sull’area i lavoratori ex-Alfa) e non dà attuazione all’accordo sulla mobilità sostenibile, compie una grave illegalità.

C’E’ QUALCUNO IN REGIONE CHE CI DICE COSA SI FA ORA SULL’AREA?

  • DA CHI POSSIAMO AVERE DELLE RISPOSTE?

  • Chi è il responsabile del progetto Arese?

  • CON CHI DOBBIAMO CONTRATTARE?

Se Formigoni non intende più seguire il progetto del polo della mobilità sostenibile lo dica e lasci il posto ad altri.

LA REGIONE DEVE ONORARE I SUOI IMPEGNI !
Lavoro subito ad Arese per tutti i cassintegrati !

Arese, 6-2-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


Manifestazione dei cassintegrati ALFA ROMEO
martedì 7 febbraio ore 10.00 al PIRELLONE

ALFA DI ARESE
MILIARDI DALLO STATO
MILIARDI DA REGIONE E COMUNITA’ EUROPEA
TANTI PROGETTI
ZERO OCCUPAZIONE

Dal mese di Marzo del 2004 il Presidente della Regione Lombardia, con un totale mutismo, ha abbandonato il tavolo delle trattative con i Sindacati e i proprietari dell’area di Arese; e nessuno sa che fine hanno fatto il progetto sulla “mobilità sostenibile” e le decine di aziende tanto decantato che si dovevano insediare per reintegrare i cassintegrati di Arese.

Formigoni non parla, non sente e non vede.

Formigoni irresponsabilmente non risponde ai Sindacati e non da conto del suo “non operato” neppure alle interpellanze fatte in Regione da vari gruppi consiliari e dalla stessa commissione lavoro che del caso si era interessata e fatta interprete dopo una riunione con tutti i sindacati di Arese.

  • Intanto però sull’area di Arese i proprietari dell’area e la Fiat (ma non ha venduto?!) fanno e disfano ciò che vogliono, senza nemmeno più quel controllo che dovevano avere sull’area Regione, Provincia, Sindaci e sindacati e per ultimo Sviluppo Italia, e senza che nessuno chieda loro conto di nulla.

  • Ciò è ancora più grave per il fatto che l’area è in mano a una società con amministratore unico un parlamentare, l’on. Riccardo Conti, braccio destro di Buttiglione; e che questa società è controllata da Nazionale Fiduciaria, della BpL di Fiorani, la quale fiduciaria è stata al centro di operazioni finanziarie di Gnutti e Consorte sulle quali sta indagando la Procura.

Nell’area abbiamo visto che si è insediata la Pirelli, si dice che la proprietà vuole vendere pezzi di area alla stessa, si dice che sono in progetto una centrale termica, abbiamo saputo che Sviluppo Italia dovrebbe comprare le aree, Elettromeccanici e TVR sono in attesa che qualcuno renda loro disponibili i capannoni;
c’è un grande movimento su tutta l’area ma nessuno dice nulla di preciso ai cassintegrati su ciò che sta succedendo! Anzi, l’unica cosa che si vede è il tentativo di liberare l’area dai cassintegrati stessi, spingendoli nell’area della precarietà.

LA REGIONE NEL 2003 HA FIRMATO CON I SINDACATI UN ACCORDO SUL POLO DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE E SULL’AUTO ECOLOGICA;
dopo questo accordo, nel 2004, la Regione Lombardia ha abolito il CRAA che era l’unico ente esistente per il controllo dell’area di Arese e garante degli accordi sulla ricollocazione dei lavoratori.
Se una istituzione come la Regione scioglie il CRAA (obbligo di assumere sull’area i lavoratori ex-Alfa) e non dà attuazione all’accordo sulla mobilità sostenibile, compie una grave illegalità.

C’E’ QUALCUNO IN REGIONE CHE CI DICE COSA SI FA ORA SULL’AREA?

  • DA CHI POSSIAMO AVERE DELLE RISPOSTE?

  • Chi è il responsabile del progetto Arese?

  • CON CHI DOBBIAMO CONTRATTARE?

Se Formigoni non intende più seguire il progetto del polo della mobilità sostenibile lo dica e lasci il posto ad altri.
LA REGIONE DEVE ONORARE I SUOI IMPEGNI !
Lavoro subito ad Arese per tutti i cassintegrati !

Arese, 6-2-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


“I soldi di Consorte nella cassaforte degli Agnelli” ?!

Secondo Panorama del 26-1-2006, Consorte e Sacchetti (ex presidente e vice presidente Unipol) “hanno depositato una bella fetta dei 48 milioni” di euro presso la GABRIEL Srl di Torino, controllata da Simon fiduciaria, ubicata allo stesso indirizzo torinese.
Simon fiduciaria fa capo alla Sogefi, appartenente “alla famiglia di Franzo Grande Stevens, che per i suoi stretti rapporti con gli Agnelli si era conquistato il soprannome di <<avvocato dell’Avvocato>>”.
Il “sistema fiduciario blindato Sogefi-Simon-Gabriel … custodisce tesori come il pacchetto azionario di controllo della Giovanni Agnelli & C, la società … a cui fa capo l’impero Fiat” !!

Questa notizia fa seguito a quella appena pubblicata sull’Espresso del 21-1-2006, secondo il quale Consorte e Sacchetti sono di casa alla “Nazionale Fiduciaria”, società maggior azionista di Immobiliare Estate sei (amministratore unico l’on. Riccardo Conti, braccio destro di Buttiglione), proprietaria dei 2 milioni e mezzo di mq dell’area dell’Alfa Romeo di Arese.
I due avrebbero molti milioni di euro nella società proprietaria dell’area dell’Alfa!

Proprio nei giorni scorsi si è scoperto che il maggior azionista della società proprietaria dell’area dell’Alfa è la Popolare Lodi di Fiorani, attraverso la controllata Banca Valori, partecipata da Gnutti e Consorte.

Questa notizia fa inoltre seguito a quanto riportato da IlSole24ore del 11-1-2006, che parla di fondi neri creati con “Nazionale Fiduciaria” da prestanome di Fiorani assieme all’ Hopa di Gnutti ed all’Unipol di Consorte.

Qualche mese fa, durante una manifestazione dello Slai Cobas Alfa Romeo a Brescia, abbiamo chiesto ad Emilio Gnutti chi c’è dietro l’”affare Alfa di Arese”.
Allora Gnutti ci rispose: “non vi dico niente perché se no vi vergognate, non tanto voi quanto gli altri sindacati”.
• Cosa voleva dire Gnutti? Perché non parla chiaramente?

La Cgil ha storici stretti rapporti con l’Unipol.
E la CISL e la UIL nazionali sono azioniste della stessa UNIPOL.
Secondo “CorrierEconomia” del 16-1-2006, il 9 gennaio scorso la segreteria nazionale della Cisl, nonostante il parere contrario di Pezzotta, “ha deciso di restare azionista e nel consiglio di amministrazione di Unipol, dove siede Graziano Trerè, ex segretario organizzativo della Cisl stessa”.
“Nella Uil, invece, l’ipotesi di uscire da Unipol non si è neppure presa in considerazione. …. “La Uil ha nel cda dell’Unipol Rocco Carannante, il tesoriere della confederazione. “Carannante è vicinissimo all’ex segretario generale della Uil, Pietro Larizza ….”.

• Hanno qualcosa da dire Cgil-Cisl-Uil sui rapporti fra Consorte, l’Unipol e la Fiat e l’Alfa Romeo di Arese?

I CASSINTEGRATI DENUNCIANO IL SILENZIO DI TROPPI ORGANI DI STAMPA RIGUARDO A QUESTI GRAVISSIMI FATTI SULL’ALFA, E INVITANO IL PRESIDENTE DELLA REGIONE FORMIGONI AD USCIRE DAL SILENZIO OMERTOSO CHE DURA DAL GIORNO PRIMA DELLE ELEZIONI REGIONALI DELL’APRILE SCORSO.

Come mai, quando si parla dello scandalo Alfa, tutti tengono le bocche cucite?
E’ forse perché in troppi sono dentro questi sporchi affari?

VOGLIAMO POSTI DI LAVORO SUBITO AD ARESE
E UN SALARIO SUFFICIENTE PER UNA VITA DIGNITOSA!

Arese, 24-1-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


L’espresso: Consorte proprietario dell’Alfa Romeo di Arese
Basta speculazioni ! LAVORO AD ARESE !
Manifestazione Alfa a san Vittore da Fiorani
Incontro dello Slai Cobas con Sviluppo Italia

Questa mattina 300 cassintegrati dell’Alfa Romeo di Arese hanno manifestato a Milano il proprio sdegno per le notizie che filtrano dall’inchiesta della magistratura milanese.

Secondo “L’espresso” in edicola domani, Consorte e Sacchetti dell’Unipol sono di casa alla “Nazionale Fiduciaria”, società maggior azionista di Immobiliare Estate sei (amministratore unico l’on. Riccardo Conti, braccio destro di Buttiglione), proprietaria dei 2 milioni e mezzo di mq dell’area dell’Alfa Romeo di Arese. I due avrebbero almeno 50 miliardi di lire nella società proprietaria dell’area dell’Alfa!
Questa notizia fa seguito a quanto riportato da IlSole24ore del 11-1-2006, che parla di fondi neri creati con “Nazionale Fiduciaria” da prestanome di Fiorani assieme all’ Hopa di Gnutti ed all’Unipol di Consorte.

I CASSINTEGRATI DENUNCIANO IL SILENZIO DI TROPPI ORGANI DI STAMPA RIGUARDO A QUESTI GRAVISSIMI FATTI SULL’ALFA, E INVITANO IL PRESIDENTE DELLA REGIONE FORMIGONI AD USCIRE DAL SILENZIO OMERTOSO CHE DURA DAL GIORNO PRIMA DELLE ELEZIONI REGIONALI DELL’APRILE SCORSO.

Come mai, quando si parla dello scandalo Alfa, tutti tengono le bocche cucite?
E’ forse perché in troppi sono dentro questi sporchi affari?

Prima di arrivare a san Vittore i lavoratori dell’Alfa si sono recati in corso Magenta 44 alla sede lombarda di Sviluppo Italia, che oltre un anno fa ha avuto 108 milioni di euro di soldi pubblici per reindustrializzare Arese, senza che finora si sia visto nulla.
Siamo all’assurdo: alcune aziende da due anni vorrebbero insediarsi (TVR, Elettromeccanici, ecc..) ma Sviluppo Italia non consegna loro le aree.
A Gianni Vicino, direttore di Sviluppo Italia Lombardia, lo Slai Cobas ha chiesto conto del disimpegno e del ritardo, per noi molto sospettoso, di Sluppo Italia stessa; Vicino si è impegnato a dare risposte chiare entro una settimana.

Formigoni, garante istituzionale degli accordi sull’auto ecologica e la mobilità sostenibile da attuare sull’area di Arese, deve uscire dal suo silenzio omertoso e onorare gli impegni presi:

  • Dove sono finite le altre 20 aziende che si devono insediare?

Perché, nei suoi continui interventi televisivi sullo smog, ha dimenticato che proprio sull’area di Arese si doveva concentrare l’iniziativa della Regione con il Polo della Mobilità sostenibile?

VOGLIAMO POSTI DI LAVORO SUBITO AD ARESE
E UN SALARIO SUFFICIENTE PER UNA VITA DIGNITOSA!

Arese, 19-1-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


L’ “associazione a delinquere” di Fiorani, Gnutti e Consorte padrona di Arese!
Ora sappiamo perché i cassintegrati sono ancora sulla strada
Basta con il silenzio omertoso di Formigoni!

Incredibile ma vero:

  • oltre all’on. Riccardo Conti, a Brunelli dell’Iper, a Gambari della Serenissima e a bresciani vari, dal giugno 2004 Banca Valori, del gruppo Banca Popolare di Lodi di Fiorani, è proprietaria dell’area dell’Alfa Romeo di Arese.
    Banca Valori ha – attraverso Nazionale Fiduciaria - il 47,5% di Immobiliare Estate sei (amm. Unico Conti), proprietaria dell’area.
    Banca Valori è anche partecipata dalla Hopa di Gnutti, Fiorani e Consorte.

  • Non solo. Secondo IlSole24ore del 11-1-2006 nel 2003 “Nazionale Fiduciaria”, la società che controlla Arese dal 2000 e che allora era controllata al 100% dalla Hopa di Gnutti, ha creato fondi neri per Consorte e soci per almeno 50 milioni di euro!

Sui giornali di questi giorni, in pratica, risulta non solo che l’area di Arese è nelle mani di Fiorani, Consorte e Gnutti, indagati dalla Procura di Milano per “associazione a delinquere, ma anche che decine di miliardi di lire finiti sui conti personali di alcuni di loro (Consorte, ecc..) sono transitati da Nazionale Fiduciaria, la società che controlla Arese!
- - - - - - - - -
Qualche mese fa, durante una manifestazione dello Slai Cobas Alfa Romeo a Brescia, abbiamo chiesto ad Emilio Gnutti chi c’è dietro l’”affare Alfa di Arese”.
Allora Gnutti ci rispose: “non vi dico niente perché se no vi vergognate, non tanto voi quanto gli altri sindacati”.
Ora capiamo meglio molte cose …
- - - - - - -
MENTRE I CASSINTEGRATI ERANO LASCIATI SULLA STRADA, QUALCUNO FACEVA SPECULAZIONI MILIARDARIE CON LA SOCIETA’ PADRONA DELL’AREA DI ARESE !

Ecco perché, nonostante lo stanziamento di 250 milioni di euro per Arese da parte dello Stato e di Sviluppo Italia (108 milioni), della Regione e dell’Unione Europea, nulla è stato fatto all’Alfa.
Ecco perché Lorsignori stanno cercando in tutti i modi di eliminare dall’Alfa i cassintegrati, nonostante precisi accordi sindacali prevedano la ricollocazione ad Arese di questi lavoratori.

Venerdì circa 300 cassintegrati dell’Alfa Romeo di Arese hanno manifestato a Milano con un corteo da piazza Duomo, ove c’è la sede dell’UdC Regionale, il partito dell’on. Riccardo Conti;
la manifestazione si è conclusa davanti a palazzo di giustizia, ove i lavoratori dell’Alfa hanno chiesto tempi celeri per portare a termine le indagini sullo sporco Affare Alfa Romeo già avviate dalla Procura della Repubblica con il dott. Gittardi sulla base di una denuncia fatta 2 anni fa da trecento lavoratori dello Slai Cobas.

Giovedì prossimo i cassintegrati dell’Alfa manifesteranno davanti al carcere di San Vittore, ove attualmente risiede il nostro padrone, per dire BASTA! alle ruberie fatte sulla pelle dei lavoratori.
POI ANDREMO ANCHE A BOLOGNA, SOTTO CASA DI CONSORTE, PER FARCI RESTITUIRE IL MALTOLTO!

  • Formigoni, garante istituzionale degli accordi sull’auto ecologica e la mobilità sostenibile da attuare sull’area di Arese, passate le elezioni dell’aprile scorso, tutto ad un tratto è sparito.

A cosa è dovuto questo atteggiamento omertoso? A Fiorani, Gnutti o Consorte?
VOGLIAMO POSTI DI LAVORO SUBITO AD ARESE E UN SALARIO SUFFICIENTE PER UNA VITA DIGNITOSA!

Arese, 16-1-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


Comunicato stampa

L’ “associazione a delinquere” di Fiorani proprietaria di Arese:
ora sappiamo perché i cassintegrati
sono ancora sulla strada.
Giovedì 19 gennaio manifestazione
davanti a San Vittore;
nei giorni seguenti sotto casa di Consorte

Basta con il silenzio omertoso di Formigoni!

Questa mattina circa 300 cassintegrati dell’Alfa Romeo di Arese hanno manifestato a Milano.

Il corteo è partito da piazza Duomo/ang. Via Pellico, ove c’è la sede dell’UdC Regionale, il partito dell’on. Riccardo Conti, amministratore unico di Immobiliare Estate sei, proprietaria dell’area dell’Alfa Romeo di Arese.

La manifestazione si è conclusa davanti a palazzo di giustizia, ove i lavoratori dell’Alfa hanno chiesto tempi celeri per portare a termine le indagini sullo sporco Affare Alfa Romeo già avviate dalla Procura della Repubblica con il dott. Gittardi sulla base di una denuncia fatta 2 anni fa da trecento cassintegrati e dallo Slai Cobas.

Giovedì prossimo i cassintegrati dell’Alfa manifesteranno davanti al carcere di San Vittore, ove attualmente risiede il nostro padrone.

Andremo a San Vittore per dire BASTA! alle ruberie fatte sulla pelle dei lavoratori :
VOGLIAMO POSTI DI LAVORO SUBITO AD ARESE E UN SALARIO SUFFICIENTE PER UNA VITA DIGNITOSA!

Mentre i lavoratori dell’Alfa erano (e sono) sulla strada da tre anni, Nazionale Fiduciaria, società controllata da Fiorani e partecipata da Gnutti, creava –secondo IlSole24ore- fondi neri per Consorte e soci per almeno 50 milioni di euro (per il solo Consorte)!
ANDREMO PERCIO’ SOTTO CASA DI CONSORTE PER FARCI RESTITUIRE IL MALTOLTO!

Formigoni, garante istituzionale degli accordi sull’auto ecologica e la mobilità sostenibile da attuare sull’area di Arese, passate le elezioni regionali dell’aprile scorso, tutto ad un tratto è sparito.
A cosa è dovuto questo atteggiamento omertoso? A Fiorani, Gnutti o Consorte?

Arese, 13-1-2006

Slai Cobas Alfa Romeo


Comunicato stampa

La Popolare di Lodi (Fiorani)
proprietaria dell’area dell’Alfa Romeo di Arese!
Domani manifestazione dei cassintegrati al Tribunale di Milano

Incredibile ma vero:
Banca Valori, di proprietà della Banca Popolare di Lodi, è proprietaria dal giugno 2004 di Nazionale Fiduciaria spa, che ha il 47,5% di Immobiliare Estate sei, proprietaria dei 2 milioni e mezzo di mq dell’area dell’Alfa Romeo di Arese.

Banca Valori è anche partecipata dalla Hopa di Gnutti, Fiorani e Consorte.

Amministratore unico di Immobiliare Estate sei è l’on. Riccardo Conti, braccio destro di Buttiglione, che negli ultimi anni è stato un assiduo frequentatore dell’area di Arese.

Secondo IlSole24ore del 11-1-2006 nel 2003 la società “Nazionale Fiduciaria”, con sede a Brescia e allora controllata al 100% dalla Hopa di Gnutti, è stata al centro di sospette “plusvalenze milionarie ottenute in pochi giorni da un uomo <<vicino>> all’ex a.d. lodigiano Fiorani e con l’aiuto di Unipol”.

Qualche mese fa, durante una manifestazione dello Slai Cobas Alfa Romeo a Brescia, abbiamo chiesto ad Emilio Gnutti chi c’è dietro l’”affare Alfa di Arese”.
Allora Gnutti ci rispose: “non vi dico niente perché se no vi vergognate, non tanto voi quanto gli altri sindacati”.
Cosa voleva dire Gnutti? Perché non parla chiaramente?

Nel 2000 l’area dell’Alfa di Arese passò dalla Fiat ad Immobiliare Estate sei, la Hopa di Emilio Gnutti, di Consorte, di Fiorani e di Berlusconi;
nel 2003 i proprietari delle aree e Formigoni hanno firmato un accordo per il Polo della mobilità sostenibile e l’auto ecologica ma tutto è rimasto sulla carta e i cassintegrati sulla strada.
Perché, nonostante lo stanziamento di 250 milioni di euro per Arese da parte dello Stato e di Sviluppo Italia (108 milioni), della Regione e dell’Unione Europea, nulla è stato fatto all’Alfa?
Perché Lorsignori stanno cercando in tutti i modi di eliminare dall’Alfa i cassintegrati, nonostante precisi accordi sindacali prevedano la ricollocazione ad Arese di questi lavoratori?

MENTRE I CASSINTEGRATI ERANO LASCIATI SULLA STRADA, QUALCUNO FACEVA SPECULAZIONI MILIARDARIE CON LA SOCIETA’ PADRONA DELL’AREA DI ARESE !
Quasi due anni fa oltre 300 lavoratori dell’Alfa hanno presentato sullo sporco “Affare Alfa” un esposto alla Procura della Repubblica di Milano; l’inchiesta è nelle mani del P.M. Gittardi.

Venerdì prossimo, 13 gennaio
MANIFESTAZIONE DEI CASSINTEGRATI DELL’ALFA
AL TRIBUNALE DI MILANO
Partenza del corteo alle ore 10.00 da piazza Duomo/ang. Via Pellico
davanti alla sede regionale dell’UdC di Conti e Buttiglione.
BASTA SPECULAZIONI !
BASTA TANGENTI E PORCHERIE !
VOGLIAMO POSTI DI LAVORO SUBITO AD ARESE !

Arese, 12-1-2006
02-44428529 / 3333368603

Slai Cobas Alfa Romeo


Comunicato stampa

Gnutti e Consorte: loschi giri miliardari
della società “Nazionale Fiduciaria”,
proprietaria dell’area dell’Alfa Romeo di Arese
Venerdì manifestazione dei cassintegrati al Tribunale di Milano

Secondo IlSole24ore di oggi nel 2003 la società “Nazionale Fiduciaria”, con sede a Brescia e controllata al 100% dalla Hopa di Gnutti, è stata al centro di sospette "plusvalenze milionarie ottenute in pochi giorni da un uomo <<vicino>> all’ex a.d. lodigiano Fiorani e con l’aiuto di Unipol”.

“Nazionale Fiduciaria” ha il 47,5% di Immobiliare Estate sei, proprietaria dei 2 milioni e mezzo di mq dell’area dell’Alfa Romeo di Arese.
Amministratore unico di Immobiliare Estate sei è l’on. Riccardo Conti, braccio destro di Buttiglione, che negli ultimi anni è stato un assiduo frequentatore dell’area di Arese.

Qualche mese fa, durante una manifestazione dello Slai Cobas Alfa Romeo a Brescia, abbiamo chiesto ad Emilio Gnutti chi c’è dietro l’”affare Alfa di Arese”.
Allora Gnutti ci rispose: “non vi dico niente perché se no vi vergognate, non tanto voi quanto gli altri sindacati”.
Cosa voleva dire Gnutti? Perché non parla chiaramente?

Nel 2000 l’area dell’Alfa di Arese passò dalla Fiat ad Immobiliare Estate sei, la Hopa di Emilio Gnutti, di Consorte, di Fiorani e di Berlusconi;
nel 2003 i proprietari delle aree e Formigoni hanno firmato un accordo per il Polo della mobilità sostenibile e l’auto ecologica ma tutto è rimasto sulla carta e i cassintegrati sulla strada.
Perché, nonostante lo stanziamento di 250 milioni di euro per Arese da parte dello Stato e di Sviluppo Italia (108 milioni), della Regione e dell’Unione Europea, nulla è stato fatto all’Alfa?
Perché Lorsignori stanno cercando in tutti i modi di eliminare dall’Alfa i cassintegrati, nonostante precisi accordi sindacali prevedano la ricollocazione ad Arese di questi lavoratori?

MENTRE I CASSINTEGRATI ERANO LASCIATI SULLA STRADA, QUALCUNO FACEVA SPECULAZIONI MILIARDARIE CON LA SOCIETA’ PADRONA DELL’AREA DI ARESE !
Quasi due anni fa oltre 300 lavoratori dell’Alfa hanno presentato sullo sporco “Affare Alfa” un esposto alla Procura della Repubblica di Milano; l’inchiesta è nelle mani del P.M. Gittardi.

Venerdì prossimo, 13 gennaio
MANIFESTAZIONE DEI CASSINTEGRATI DELL’ALFA
AL TRIBUNALE DI MILANO
Partenza del corteo alle ore 10.00 da piazza Duomo/ang. Via Pellico
davanti alla sede regionale dell’UdC di Conti e Bottiglione.

BASTA SPECULAZIONI !
BASTA TANGENTI E PORCHERIE !
VOGLIAMO POSTI DI LAVORO SUBITO AD ARESE !

Arese, 11-1-2006
02-44428529 / 3333368603

Slai Cobas Alfa Romeo

Rimandiamo ad un comunicato dello Slai Cobas di quattro anni fa.


Grazie a D’Alema e a Berlusconi

1°gennaio 2006: aumentano ancora le tasse sul TFR
BASTA! VOGLIAMO PENSIONI E SALARI DIGNITOSI

Dal 1° gennaio 2006 aumenta ancora la tassazione del TFR di 310 euro;
questo perchè viene meno la detrazione fiscale annuale di 61,97 euro in vigore dal 1-1-2001.
E chi in futuro ritirerà il Tfr dovrà pagare 61,97 euro di tasse in più per ogni anno lavorato.
Questo ultimo aumento delle tasse è una conseguenza dell’art. 11, comma 5 del decreto legislativo 47/2000 del Governo D’Alema, e fa seguito a un altro aumento delle tasse sul Tfr messo in atto dal
1-1-2003, quando il Governo Berlusconi ha portato l’aliquota di tassazione del Tfr per i redditi medio-bassi dal 18 al 23%, con un aumento delle tasse del 30% !

In questi ultimi anni, in barba alle palle sulle clausole di salvaguardia e sulla diminuzione delle tasse
- rese operative solo per i padroni e i redditi alti – sono raddoppiate le tasse sulla liquidazione.
Questo è stato fatto in modo preordinato da parte di entrambi gli schieramenti politici, con l’obiettivo da parte di Lorsignori di costringere i lavoratori a dare tutto il TFR agli speculatori di borsa, ai finanzieri d’assalto, alla Confindustria, ai sindacati di Stato e ai loro Fondi Pensione privati.

TASSE SUL TFR: CRONACA DI
UN COLOSSALE FURTO AI DANNI DEI LAVORATORI

  • 1985. Dopo una sentenza della Corte Costituzionale che obbligava ad abbassare le tasse sulla liquidazione, fu approvata la legge 482 del 1985 con la quale veniva stabilito che per ogni anno di lavoro, 500.000 lire di liquidazione erano esenti dalle tasse.
    Con le aliquote di quegli anni, il TFR aveva una tassazione del 12-15% circa.

  • 1° gennaio 1998. Il governo Prodi cambia gli scaglioni e le aliquote fiscali, aumentando notevolmente le tasse sul TFR.
    Non solo: dal 1985 al 1998 le 500.000 lire annue esenti da tasse non sono mai state adeguate all'inflazione. Dal momento che 500.000 lire del 1985 sarebbero corrisposte a circa 900.000 lire del 1998, questo mancato adeguamento si è tradotto in milioni di tasse in più che ci sono state sottratte dalla liquidazione.
    Solo nel 1998 c’è stato un piccolo adeguamento a 600.000 lire della quota annua esente.
    Questo inganno fu fatto nel silenzio generale, con il furto di incredibili cifre ai danni dei lavoratori.

  • 1° gennaio 2001. Il governo D’Alema stabilisce con una legge che il Tfr maturato fino al 31 dicembre 2001 continuerà ad essere tassato col vecchio meccanismo, senza rivalutare le 600.000 lire di esenzione;
    per quanto riguarda il Tfr che matura dal 1° gennaio 2001 in poi, D’Alema elimina la detassazione di 600.000 lire per ogni anno di lavoro!!
    Fu provvisoriamente fissata una detrazione d’imposta di 120.000 lire (91,87 euro) per ogni anno di lavoro, detrazione che sarebbe decaduta all’entrata in vigore della “riforma del Tfr, e comunque “entro il 31 dicembre 2005”.
    Dal 1° gennaio 2006 non solo decade la detrazione di 91,87 euro per gli anni futuri, ma –in modo retroattivo- sono azzerate le detrazioni dal 1-1- 2001 in poi !!
    Una conseguenza di tutto ciò è che coloro i quali si sono licenziati l’ 1-1- 2006 pagano 310 euro di tasse in più di coloro che si sono licenziati il 31-12-2005.

  • 1° gennaio 2003. Il Governo Berlusconi cambia gli scaglioni e le aliquote fiscali: con l’eliminazione dell’aliquota del 10% c’è l’ennesima stangata sul TFR, con le aliquote che passano dal 18 al 23%, aumentando le tasse del 30% per i lavoratori a reddito medio-basso.
    Gli 800.000 lavoratori che si sono licenziati dal 1-1-2003 al 31-12-2005 hanno subito, solo per questo, una maggior tassazione di 1,5 miliardi di euro (3.000 mld di lire!).

IN POCHI ANNI SONO RADDOPPIATE LE TASSE SUL TFR!

  • Costruiamo in tutte le città i COMITATI CONTRO LO SCIPPO DEL TFR!
    GIOVEDI 12, ORE 21, VIALE LIGURIA, RIUNIONE DEL COMITATO DI MILANO

Milano, 4-1-2006

Slai Cobas Alfa Romeo

 

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