Archivio SLAI Cobas ATM Milano

[2000-2001-2002]


 


Milano, 10 dicembre 2002

 

                                                                                                                                AI LAVORATORI AUTOFERROTRANVIERI DI TRIESTE

                                                                                                                                A TUTTI I LAVORATORI

                                                                                                                                AGLI ORGANI D’INFORMAZIONE

 

COMUNICATO

 

SLAI COBAS esprime piena solidarietà ai 57 lavoratori autoferrotranvieri triestini rinviati a giudizio per aver difeso il proprio posto di lavoro, le condizioni di vita, le conquiste contrattuali ed il servizio di trasporto locale pubblico, in quanto tale.

 

I lavoratori di trieste sono stati colpiti da una normativa che impedisce, di fatto, ogni possibile difesa dagli attacchi ai diritti perpetrati dai governi, locali e nazionali e dall’arroganza delle aziende, che con un sol colpo hanno cancellato anni ed anni di conquiste del lavoro.

 

Pensiamo ai lavoratori della fiat, soprattutto (per vicinanza geografica) a quelli dell’alfa romeo di arese: che non avrebbero avuto alcuna speranza di riscatto se le leggi antisciopero fossero applicate anche nell’industria.

 

Ed è proprio questo il timore di tutto il mondo del lavoro: che le legittime e democratiche lotte di tutti i lavoratori, che l’unica arma di difesa, lo sciopero, vengano represse non solo nelle piazze, ma addirittura pianificate a monte negando, con normative e leggi, il diritto ad essere esercitate.

 

Una solidarietà attiva di tutti i lavoratori, a tutti i lavoratori colpiti: non dimenticando i 128 lavoratori addetti alle pulizie delle stazioni ferroviarie e dei treni, denunciati per aver difeso il posto di lavoro minato dal business degli appalti, manifestando sui binari della stazione centrale di Milano l’11/2/2002!

 

Una solidarietà attiva, a cominciare dallo sciopero nazionale degli autoferrotranvieri, e dalla manifestazione del 16/12/2002 davanti al palazzo di giustizia di trieste, promossi dal sindacalismo di base ed autorganizzato

 

Sciopereremo e sciopereremo ancora per difendere il diritto di difendere i nostri diritti.

 

Il primo provvedimento adottato da ogni regime totalitario

è l’abolizione del diritto di sciopero.

 

per SLAI COBAS

            Claudio SIGNORE


Comunicato

Milano 13 novembre 2002

È confermato lo sciopero di tutti i lavoratori dell’ATM di Milano del 15 novembre 2002.

Il personale di guida di tutti i mezzi di superficie si fermeranno dalle 8,45 alle 12,45. Gli impiegati e gli operai si fermeranno dalle 8,00 alle 12,00. 

I lavoratori della metropolitana, accogliendo l’invito del Prefetto Bruno Ferrante, e per senso di responsabilità nei confronti dei cittadini e degli utenti, si asterranno dall’agitazione osservando, però, una fermata simbolica di cinque minuti, dalle ore 11:00 alle ore 11:05, significando, così, la propria completa adesione alla lotta dei lavoratori FIAT.

La Fiat ha annunciato che intende dare il colpo di grazia allo stabilimento di Arese, ma sta facendo i conti senza i lavoratori. L’ennesimo attacco al mondo del lavoro non può pesare ancora una volta sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori e non può essere isolato al solo comparto metalmeccanico. 8100 lavoratori della fiat, sono 8100 famiglie senza futuro alle quali non può mancare l’appoggio di tutto il mondo del lavoro.

Non basta quindi dirsi solidali a parole con gli operai della Fiat, ma occorre cominciare a mobilitarsi per sostenerli, sapendo che appoggiare oggi gli operai della Fiat vuol dire creare dei rapporti di forza più favorevoli anche per difendere le condizioni di tutti i lavoratori, a cominciare da quelle che ciascuno di noi vive ogni giorno nei posti di lavoro.

Questo è il segnale che voglio dare i lavoratori dell’ATM di Milano, sottoposti ad un pesante processo di esternalizzazione e ristrutturazione che, attraverso le imminenti gare d’appalto, butta sul mercato della speculazione il trasporto pubblico, (che invece deve rimanere di proprietà di tutti i cittadini milanesi) con pesanti ripercussioni sui livelli occupazionali, retributivi, dei carichi di lavoro, nonché il decadimento del servizio offerto alla cittadinanza in termini di qualità, quantità e costi.

Nel futuro e nel destino degli operai della Fiat è preannunciato quello che i padroni hanno e vogliono fare a tutti i lavoratori dell’ATM e di ogni altro settore.

Registriamo e denunciamo il completo silenzio di tutti gli altri sindacati presenti in ATM, soprattutto dei confederali, che pur partecipano allo sciopero nazionale dei metalmeccanici.

Segno preoccupante di come affrontano la vertenza Fiat ed il futuro di migliaia di famiglie.

È, invece, strategicamente importante che in ogni posto di lavoro, le strutture sindacali aziendali facciano prendere coscienza ai lavoratori di questa situazione e lancino il messaggio, di partecipare allo sciopero del 15 novembre, dichiarato in concomitanza con l’agitazione dei metalmeccanici dell’Alfa di Arese, e con la manifestazione a Milano alle 9.30 in   P.zza S. Babila.

S. L. A. I.   C O B A S  A. T. M.

Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale


Fiat, una battaglia di tutti.

Partendo dalla notizia dell'imminente smantellamento dell'ATM Milano a favore di tante aziende private che gestiranno il Pubblico Trasporto Locale milanese attraverso gare d'appalto al minor offerente, Slai-Cobas ATM, riunitosi, ha deciso di estendere la propria lotta  (che dura da 4 anni, per la salvaguardia del TPL, delle conquiste dei lavoratori del settore, dei livelli occupazionali e retributivi) a tutto il mondo del lavoro.

La Causa Fiat/Alfa non è argomento proprio dei metalmeccanici, ma un attacco frontale a tutti i lavoratori e le lavoratrici di tutte le categorie, di tutto il Paese. Esso infatti avviene conseguentemente all'attacco alle tutele ed ai diritti dei lavoratori perpetrato col Patto per l'Italia e con la politica economica del Governo.

I compagni dell'ATM hanno trovato molte analogie tra il passato ed il futuro dell'Alfa di Arese con i progetti di spezzatino che Governo, Regione, Comune, ATM ed in tacito consenso con il sindacalismo confederale ed autonomo, si apprestano a compiere nell'azienda di strasporto pubblico milanese.

Queste similitudini sono la dimostrazione che è possibile unire le lotte e le rivendicazioni di tutte le categorie di lavoratori, e convincere anche quei lavoratori storicamente più corporativi (come tranvieri, ferrovieri, macchinisti metrò ecc...) che la lotta per il diritto al lavoro non può che essere un'unica lotta.

Solo quando ogni lavoratore si sentirà parte integrante del mondo del lavoro tutto, sapremo di essere riusciti nei nostri intenti.

Vista la portata dell'offensiva padronale, ogni attacco perpetrato ad ogni singola categoria, azienda, comparto, lavoratore deve avere la risposta di tutta la classe lavoratrice.

I lavoratori dell'ATM hanno già dovuto aprire le procedure di raffreddamento, a causa dei tempi ristrettissimi imposti dalle leggi antisciopero. Lo scopo è di arrivare ad uno sciopero di 4 ore per il 15 novembre 2002. Far slittare la data, per noi significherebbe vanificare le lotte che abbiamo in programma e che vi anticipiamo di seguito.

Cogliamo l'occasione per sensibilizzare tutti i lavoratori sulla vicenda dei 57 Tranvieri dell'ATC di Trieste, rinviati a giudizio per interruzione di pubblico servizio che nel gennaio 2000 in occasione della vertenza contrattuale, sfidarono la 146 violandola.

Il 16 dicembre 2002 inizierà il processo e per quella data probabilmente organizzeremo, per quanto ci riguarda, uno sciopero generale del settore, in difesa del diritto di sciopero di tutti. 

Ottobre 2002

S.L.A.I. - COBAS A.T.M. MILANO


Patto per l'Italia - Contratto per il lavoro
T R A D I T O R I !  

 

Un accordo contro tutti i lavoratori

CONFINDUSTRIA ESULTA

DOPO CHE IN DEROGA ALL'Art. 18 SONO STATI CREATI I CONTRATTI CFL, PART-TIME, A TERMINE, INTERINALI etc. DAI GOVERNI DI DESTRA E DI SINISTRA, DAI SINDACATI CONFEDERALI ED AUTONOMI,

IL GIORNO 5 LUGLIO 2002 CISL e UIL, GOVERNO BERLUSCONI E PADRONI, HANNO SIGLATO IL PATTO PER L'ITALIA. UN ACCORDO CHE DA' IL DEFINITIVO COLPO DI PICCONE, VERSO LO SMANTELLAMENTO DELLO STATUTO DEI LAVORATORI.

 

Gli scioperi nelle fabbriche subito dopo la notizia della firma del patto tra Governo, Confindustria e Cisl-Uil, sono l'esempio da seguire e diffondere in tutti i posti di lavoro. Solo la mobilitazione può bloccare l'applicazione dell'accordo e la sua trasformazione in legge. Non si può rimandare la reazione dei lavoratori a settembre o aspettando un referendum da tenersi tra più di un anno.

 

Da subito dobbiamo indire assemblee, manifestazioni e scioperi, coinvolgendo tutti i lavoratori indipendentemente dal sindacato cui sono iscritti, siano essi dipendenti privati o pubblici. Un attacco così generale e complessivo esige una risposta altrettanto ampia e generalizzata.

 

La sospensione per tre anni dell'art. 18 nelle aziende che supereranno i 15 dipendenti è il presupposto per levarlo a tutti nel prossimo futuro.

 

Angeletti, segretario della Uil, sostiene che il ripristino dell'art. 18 sarà automatico tra tre anni. (la Repubblica, 6.7) Già si appresta a diffondere questa tesi in tutti i posti di lavoro. MENTE! L 'accordo prevede che tra tre anni ci sarà una commissione congiunta governo, padronato e Cisl-Uil per verificare gli effetti della misura. Nessun ritorno automatico dell'art. 18.

 

Governo e padronato hanno ottenuto la possibilità di licenziare senza giusta causa, già hanno la decontribuzione nel caso di assunzioni a tempo indeterminato. Quindi possono risparmiare sui contributi pensionistici e possono poi licenziare con un indennizzo (non ancora quantificato ), pensate che saranno disposti a tornare indietro? Solo chi è un illuso o in malafede può pensarlo.

 

Cisl e Uil ipotizzano una consultazione tra i propri iscritti per avallare l'accordo. Una misura che riguarda tutti dovrebbe essere votata solamente da una parte di lavoratori, quelli iscritti a due sigle sindacali? Questa sarebbe la democrazia? Questa è una truffa!

La Cgil richiede un referendum a scrutinio segreto tra tutti i lavoratori. Non lo otterrà, come già avvenuto nel contratto metalmeccanici. Contro di essa si ritorcono le misure che ha sostenuto per anni: il 33% garantito nelle RSU, la mancanza di un obbligo per legge a sancire gli accordi e i contratti con votazioni obbligatorie di tutti i lavoratori.

 

La proposta di votazione rischia di essere una trappola per ripetere la truffa effettuata sulle pensioni, a quel tempo da tutte e tre le sigle confederali. Allora anche i pensionati vennero fatti votare sul taglio delle pensioni di chi doveva ancora andare in pensione. Oggi si vuole far votare chi può utilizzare le garanzie dell'art. 18 per sancire che chi verrà assunto non potrà più averne diritto.

Questa sarebbe la democrazia? Questa è una truffa!

Non ci sono altre strade! La possibilità di respingere qu~t'accordo risiede solo e unicamente nella quantità di mobilitazione, di lotta, di unità dei lavoratori (e non delle sigle) cui sapremo dare vita.

 

ASSEMBLEE E SCIOPERI IN TUTTI I POSTI DI LAVORO. DA SUBITO! .

 

Patto per l'Italia - Contratto per il lavoro
R E S P I N G I A M O L O !


CON QUESTO ACCORDO, I LAVORATORI GIOVANI, I NOSTRI FIGLI, CHE OGGI HANNO UN CONTRATTO "ATIPICO" O CHE LAVORANO IN UNA PICCOLA AZIENDA, NON USCIRANNO MAI PIU' DAL PRECARIATO E POTRANNO ESSERE LICENZIATI IN QUALSIASI MOMENTO. NON AVRANNO NESSUNA SPERANZA DI AVERE UN LAVORO STABILE ED UN SALARIO DIGNITOSO PER COSTRUIRE IL PROPRIO FUTURO.
E dopo la "sperimentazione toccherà a tutti noi"!

Le dichiarazioni degli uomini di "sinistra" sono a dir poco sconcertanti: la manovra di Governo è deludente ed insufficiente. PER LORO QUESTA MAZZATA NON E' ABBASTANZA.

IL GOVERNO, I PADRONI ASSIEME A CISL e UIL SI PREPARANO A METTERE LE MANI SULLO STATO SOCIALE: PENSIONI (innalzando l'età pensionabile), LIQUIDAZIONI (tfr - versandole interamente ed obbligatoriamente nei fondi pensione), sanità (con la definitiva privatizzazione e con la sanità integrativa).

Non c'è tempo da perdere. I lavoratori, tutte le OO.SS. di base e tutte quelle che veramente e seriamente intendono difendere i diritti dei lavoratori, dovranno unirsi in un'unica lotta contro il Governo, contro l'accordo e contro i sindacati firmatari.

Basta fingere e temporeggiare! I lavoratori debbono imparare da queste sconfitte, che è ora di finirla con le tessere di comodo: ad ogni "favore" ricevuto il prezzo che tutta la classe operaia deve pagare è troppo alto!

Questo è l'appello che noi lanciamo:
I lavoratori devono isolare CISL e UIL ed i loro rappresentanti.
Gli iscritti a CISL e UIL, che sono contrari allo smantellamento dello Statuto, devono immediatamente restituire le tessere, fosse anche solo per protesta.

I delegati RSU appartenenti a CISL e UIL, se davvero intendono difendere i diritti dei lavoratori che li hanno votati, devono fare un atto di dignità e di coraggio DIMETTENDOSI. Se non lo faranno non potranno più essere credibili, tradirebbero il loro mandato e si dimostrerebbero dalla parte dei padroni.

Tutti i lavoratori , di tutte le categorie, giovani e meno giovani, precari, sindacalizzati e non, dovranno lottare uniti
contro lo scellerato accordo.

Diversamente si profilerà un sconfitta di tutta la classe operaia, senza precedenti e senza nessuna possibilità di rivincita né di riscatto.


S. L. A. I.   C O B A S
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale

Milano, 9 giugno 2002

 


                          Al sig. Prefetto di Milano
                          Dr. Bruno FERRANTE
                          fax: 02 78 19 90

                          Spett. Dir. Generale ATM Milano
                          fax: 02 48 03 93 50

                          Commissione di Garanzia
                          attuazione legge sullo sciopero
                          servizi essenziali
                          fax: 06 85 98 20 95

                          Osservatorio Scioperi PP Trasporti
                          fax: 06 44 23 41 59

Milano 8 marzo 2002

OGGETTO: INDIZIONE DI SCIOPERO

La scrivente O.S. ritiene negativo l'esito della procedura di raffreddamento del 6.3.02, quindi, indice uno sciopero di 4 (quattro) ore di tutti i lavoratori A.T.M. Milano:

  1. In merito allo stato di degrado delle Divisioni Officine e Depositi, nonostante siano stati dati elementi informali sui futuri investimenti, non esiste nessuna garanzia, ne ATM ha intenzione di verbalizzarne alcuna, sul futuro degli impianti e della loro gestione, dei livelli occupazionali, nonché delle condizioni di lavoro degli operai. In più è emerso un grave rischio, a seguito delle gare d'appalto dei servizi, per i livelli occupazionali nei settori operaio ed impiegatizio.
  2. Nonostante che ATM ufficiosamente (e solo sulla carta) dimostri un recupero di produttività del Personale Viaggiante, a seguito dell'accordo aziendale del 27.4.01, che ha aggravato pesantemente i carichi di lavoro (per una mansione altamente usurante), nei depositi si verifica una tale mancanza di personale, che costringe i lavoratori a non godere del diritto alle proprie giornate ferie, e le assunzioni fin ora programmate non assolvono al forte incremento degli esodi per pensionamento dell'ultimo anno. Questo è confermato dal monte ore straordinarie effettuate dal P.V., che supera ogni livello di decenza, attestandosi a circa 103.000 ore mensili. Inoltre dalla discussione è emersa la volontà di ATM di aumentare ulteriormente l'orario di lavoro (fino a raggiungere le 39 ore settimanali), a costo zero.
  3. Non riteniamo che la difficoltà di fruizione e di riscossione di parte del salario (ticket) sia un problema organizzativo, come avanzato da ATM. I ticket vengono spacciati come "sostitutivi della mensa", invece sono stati dati come parte del salario a seguito dell'aumento dell'orario di lavoro del P.V., esonerando l'azienda dal versamento degli oneri contributivi, con l'aggravante di non essere rivalutabili nel tempo.
  4. Riteniamo essenziale il ripristino del Servizio di Trasporto del Personale (soppresso dell'accordo 27.4.01) per ridurre ulteriormente gli ingressi di auto in città. Tale servizio è reso ancor più essenziale durante i blocchi del traffico e della circolazione a targhe alterne. Accogliamo con piacere l'istituzione della figura di "Mobility Maneger" in ATM (da noi suggerito negli incontri avvenuti precedentemente), anche se riscontriamo che non potrà dare risposte in un immediato futuro.
  5. ATM conferma l'intenzione di garantire il servizio 365 giorni l'anno, utilizzando il comando dei lavoratori necessari, con la conseguente abolizione delle festività del 25 dicembre e soprattutto del 1° maggio.
  6. La piattaforma di modifica degli orari di lavoro dei Graduati SMS/SMM è già stata discussa da un tavolo tecnico blindato, in cui non sono state nemmeno vagliate le proposte dei lavoratori del settore, poiché i nostri rappresentanti sono stati esclusi.
  7. In merito alle problematiche da noi avanzate sul recupero tram e bus guasti, la risposta di ATM è stata del tutto evasiva e priva di elementi positivi di sviluppo. Non esiste una procedura ne tantomeno una normativa che regoli tali interventi atti a salvaguardare la sicurezza degli addetti e degli utenti della strada.
  8. Contro la delibera unilaterale della Commissione di Garanzia (in indirizzo), sulla modifica della normativa di fruizione del diritto di sciopero, del 25.02.02.

Inoltre, dalla discussione con la dirigenza aziendale sono emersi punti e sono state acquisite informazioni sui nuovi assetti societari di ATM, che peggiorano ulteriormente il confronto sul futuro dei lavoratori, in merito ai livelli occupazionali ed alle condizioni di lavoro, evidenziando un ulteriore punto di rottura.

Quindi si dichiara uno sciopero di 4 (quattro) ore di tutti i lavoratori ATM S.p.A. Milano per il giorno 16 aprile 2002, con le seguenti modalità:

 

PERSONALE VIAGGIANTE

DALLE ORE 10,00 ALLE ORE 14,00

IMPIEGATI, OPERAI (ANCHE TURNISTI)

LE ULTIME DUE ORE DEL TURNO

Sono esclusi i lavoratori strettamente necessari alle squadre di pronto intervento

Detta proclamazione, in ottemperanza delle Leggi 146/90, 83/2000 e successive modifiche.
Alleghiamo copia apertura stato d'agitazione.

Per S.L.A.I. COBAS

Claudio SIGNORE


Al sig. Prefetto di Milano
Dr. Bruno FERRANTE
fax: 02 78 19 90

Spett. Dir. Generale ATM Milano
fax: 02 48 03 93 50

Commissione di Garanzia
attuazione legge sullo sciopero
servizi essenziali
fax: 06 85 98 20 95

Osservatorio Scioperi PP Trasporti
fax: 06 44 23 41 59

OGGETTO: PROCLAMAZIONE DI STATO DI AGITAZIONE

La scrivente O.S. dichiara aperto lo stato di agitazione di tutti i lavoratori A.T.M. Milano:

  • contro lo stato di degrado delle divisioni officine, creato dalla volontà aziendale di dismissione delle stesse a favore dell'affidamento a gestori privati, e dei depositi causato dalla intenzionale mancanza di strumenti, pezzi di ricambio e assiemi, che potrebbero mettere in discussione la sicurezza dell'esercizio;
  • contro l'attuazione, chiaramente fallimentare nel recupero di produttività, dell'accordo aziendale del 27/4/2001, a fronte dell'incremento degli orari di lavoro e del peggioramento delle condizioni del P.V.
  • contro i disagi di riscossione fruizione di parte del salario del P.V. (ticket restaurant);
  • per il reintegro del Servizio di Trasporto del Personale, la cui mancanza soprattutto durante i blocchi del traffico privato, nonché la circolazione a targhe alterne ha creato ulteriori disagi, soprattutto al P.V. ed al Personale Turnista, con conseguenti disagi per gli utenti;
  • contro il tentativo di soppressione delle festività – 25 dicembre e 1° maggio - evidenziato dall'atteggiamento aziendale avutosi lo scorso 25/12/01;
  • contro la modifica degli orari di lavoro dei Graduati SMS/SMM in linea con l'accordo 27/04/01;
  • per la definizione della normativa e delle dotazioni inerenti alla sicurezza durante le operazioni di recupero tram e bus guasti;
  • contro la delibera unilaterale della Commissione di Garanzia (in indirizzo), sulla modifica della normativa
    di fruizione del diritto di sciopero, del 25.02.02

Detta proclamazione, in ottemperanza della L. 146/98 e successive modifiche L. 83/2000.

Milano 26 febbraio 2002

Per S.L.A.I. COBAS
Claudio SIGNORE


LA "MANO" DELLA DIREZIONE ATM "INDICE" LE ELEZIONI R.S.U. ALL'INSAPUTA DI Cgil – Cisl – Uil.
" LA SITUAZIONE È DRAMMATICA MA NON SERIA "

SI VOTA, ma non si è ancora chiarito il giallo: "chi ha indetto le elezioni"?
Cerchiamo di districare la matassa impigliatasi nel ginepraio della pseudo-democrazia di questi signori.

Il 26 ottobre si è svolto l'ennesimo ed ultimo incontro tra tutte le OO.SS., per definire il percorso con cui arrivare al rinnovo della RSU. Il punto di disaccordo tra lo SLAI e le OO.SS. disponibili a partecipare alle elezioni - Cgil-Cisl-Uil, Federquadri e COMU (il quale avrebbe sciolto la riserva il 29 ottobre) - rimaneva il regolamento interno della RSU. Tutte le altre sigle hanno ritenuto opportuno non partecipare, naturalmente per tenersi strette le ore di distacco che avrebbero dovuto rimettere sul tavolo della RSU

Da subito, abbiamo espresso la nostra contrarietà all'inserimento, nel regolamento, di clausole che avrebbero stravolto l'accordo nazionale sulle elezioni RSU del 28.03.96, limitando le libertà e l'agibilità autonoma della nostra O.S.

Viene, infatti, introdotto un nuovo articolo che prevede la sottoscrizione obbligatoria del regolamento RSU interno, pena l'esclusione dalle elezioni. Non solo, ma qualche O.S. (UIL in testa) ha avanzato la proposta che per partecipare alle RSU noi avremmo dovuto sottoscrivere anche gli accordi aziendali.
Il regolamento sancisce inoltre, l'impossibilità per lo SLAI di gestire direttamente e autonomamente le proprie ore di permesso sindacale (non i distacchi fissi), nonchè l'impossibilità d'indizione autonoma, da parte delle RSU locali, delle assemblee retribuite dei lavoratori di ogni località.
Le posizioni rimanevano distanti e non trovando alcun accordo abbandonammo la riunione.

A questo punto, l'assemblea dello Slai si riuniva e decideva di procedere disgiuntamente da altre OO.SS. (com'è previsto dall'accordo nazionale sulle RSU) all'indizione delle elezioni RSU in A.T.M.

Lunedì 29 ottobre '01 alle ore 9.45 viene protocollata dalla direzione ATM tutta la documentazione, da noi consegnata, per l'indizione delle elezioni RSU sulla base dell'accordo nazionale del 28.03.96. Vogliamo segnalare un particolare che, l'addetto all'ufficio di protocollo ha aggiornato, davanti ai nostri occhi, la data sul timbro del protocollo. Quindi, è evidente, che la nostra documentazione era il primo documento protocollato in data 29 ottobre. In seguito, venivano informati tramite fax il Direttore Generale, il Direttore del Personale e tutte le OO.SS. presenti in ATM.

Cgil-Cisl-Uil, sostengono di aver inviato l'indizione delle elezioni, tramite fax il giorno 26 ottobre 2001.
A tutt'oggi i confederali non hanno reso pubblica quella comunicazione. Hanno invece reso pubblica la comunicazione con la quale annunciano la partecipazione alle elezioni di COMU e FEDERQUADRI con i rispettivi membri designati per la Commissione Elettorale. Quest'ultima è stata protocollata in data 30 ottobre 2001 che, guarda caso, riporta il 14.11.01 come ultimo giorno per la presentazione delle liste, che è la stessa indicata nella nostra indizione dell'elezioni.

Il 29 ottobre, la Direzione ATM ci informava che a brevissimo intervallo di tempo (senza far nessun riferimento alle date di presentazione) aveva ricevuto due distinte indizioni di elezioni, la nostra e quella di Cgil – Cisl – Uil e... se ne chiedeva il perché...

La nostra risposta, l'ha data il membro della commissione designato dallo SLAI, sollecitando l'azienda a fornire una sede per la commmissione elettorale ed i tabulati dei lavoratori per ogni singola realtà e con la richiesta di un incontro.

A tutt'oggi la direzione ATM non ha ancora soddisfatto la nostra richiesta, in cui chiediamo la data di protocollo dell'indizione delle elezioni RSU fatta da Cgil-Cisl-Uil, che rimane un'incognita.
Successivamente, in data 6 novembre la direzione ATM, evidentemente dopo essersi consultata con i "padroni suoi" (federtrasporti) ci comunicava i nominativi dei membri della commissione elettorale, tra i quali il nostro e metteva a disposizione tutto il materiale per le elezioni.

In data 7 novembre 2001 Cgil-Cisl-Uil ci comunicano che declinano l'invito da noi rivolto per un incontro e ci informano che è stata insediata la Commissione Elettorale presso i locali della Fondazione in Via Farini, 9 dove si potrà consegnare le liste dei candidati entro il 14 novembre.

In data 12 novembre 2001 alle ore 10.00 abbiamo presentato le liste dei nostri candidati alle elezioni ad una commissione elettorale sguarnita di tutto, materiale e membri designati.

Da qui sono iniziate le continue interferenze ed intrusioni nel lavoro della Commissione Elettorale, da parte delle segreterie confederali, che hanno come fine (non solo il loro) la nostra esclusione dalle elezioni. NON CI SONO RIUSCITI ...!
E CI È RIMASTO UN GRANDE DUBBIO ... CHE A INDIRE LE ELEZIONI PRIMA DELLO SLAI COBAS SIA STATA... LA MANO DI BELZEBÙ ?!

Le considerazioni sono semplici: la direzione A.T.M. era troppo presa ad analizzare le conseguenze di uno sciopero CONTRO la GUERRA, dichiarato dallo SLAI (e visto il risultato hanno ragione di preoccuparsi).

I Confederali erano troppo presi a cercare di portare a casa consensi in vista delle elezioni:

  • la Cgil con gestione del Fondo priamo e le cause sull'amianto. Dopo aver affermato che dal 1982 la situazione era sotto controllo, ora dopo la mobilitazione individuale dei lavoratori, sono diventati i paladini della tutela dei lavoratori, per il riconoscimento dei benefici di legge, ma non della SALUTE!
  • La Cisl troppo impegnata, dopo la comunicazione aziendale sul TFR, a bloccare tutto, per paura di perdere l'obolo dei lavoratori che accettano la tranzazione.
  • Ultima, la Uil, dopo aver sostenuto Berlusconi si scaglia contro le "scelte ottuse e liberiste, che non tengono conto del trasporto come servizio sociale, ma di interessi di mercato."

Dov'erano questi (LO DICIAMO NOI), quando i lavoratori promuovevano le cause su amianto, TFR, CFL e mancati riposi?! Dov'erano quando davanti all'ex sottogretario ai trasporti Sig.ra GASPARRINI, il Coordinamento dei Sindacati di Base chiedeva che nella riforma del trasporto pubblico locale (legge Burlando in discussione allora) fosse prevista la salvaguardia dei posti di lavoro dei lavoratori con la CLAUSOLA SOCIALE?!

QUESTI DOV'ERANO...?! ERANO IMPEGNATI A SVENDERE LE CONQUISTE DEI LAVORATORI, SOTTOSCRIVENDO GLI ACCORDI ORARI DEL P.V., L'ABOLIZIONE DELLE CARROZZETTE ecc... ASSIEME AI QUATTRO REGGI CODA SENZA BILANCIO.

È ARRIVATO IL MOMENTO CHE I LAVORATORI PRENDANO COSCIENZA IN CHE MELMA CI HANNO SPINTI I SOCI IN AFFARI DEI PADRONI.

LE ELEZIONI RSU, SONO L'OCCASIONE PER FAR TORNARE I LAVORATORI PROTAGONISTI DELLE SCELTE SUL LAVORO, LA VERA FORZA TRAINANTE.

NON ESISTONO MEZZI O STRUMENTI ORGANIZZATIVI CHE REGGANO ALLA FORZA DIROMPENTE DI LAVORATORI UNITI, CHE SI MUOVONO AUTONOMAMENTE.

LA DIMOSTRAZIONE STA NELLA STORIA, ANCHE QUELLA DI ATM.

I SINDACATI CONFEDERALI, HANNO SEMPRE RINCORSO I MOVIMENTI SPONTANEI DEI LAVORATORI. UTILIZZANDO I LORO POTENTI MEZZI, SI SONO SEMPRE APPROPRIATI DI TUTTE LE BATTAGLIE DI RIVENDICAZIONE SOCIALE ED ECONOMICA. ESSI, DANDO L'IMPRESSIONE DI TUTELARE I LAVORATORI, HANNO SEMPRE SOCCORSO LE AZIENDE NEI PROGETTI DI COMPRESSIONE DEI DIRITTI.

DICIAMO BASTA, RIALZIAMO LA TESTA
E VOTIAMO SLAI COBAS...!

Milano, 19 novembre 2001


B O I C O T T I A M O
LA FARSA CONSULTAZIONE SUL "PASTROCCHIO"
DEL 16 MARZO SOTTOSCRITTO Da Cgil, Ugl,
Cisl, Faisa, Uil, Comu, Sama.

Le oo.ss. s.p.a, non sono riuscite a spiegare ai lavoratori se il documento sottoscritto è un contratto integrativo aziendale oppure è l'applicazione del contratto nazionale. Dopo aver esaltato l'unicità contrattuale ed aziendale ci troviamo di fronte all'ennesimo accordo che divide il personale viaggiante dagli operai ed impiegati.

Operai ed impiegati dovranno decidere se far lavorare 2 ore e 30 minuti in più i conducenti, che a loro volta dovranno decidere sul futuro, mobilità esterna ed orari al buio, degli impiegati e degli operai.
Non votiamo un accordo che è stato fatto per l'azienda, che ricaverà più di 10 miliardi sugli orari ed altrettanti sul TFR.

Con la caduta del muro delle 36 ore si è aperta la strada alla saturazione dell'orario di lavoro a 39 ore per il P.V. È fin troppo chiaro che fino al 2004 (anno dell'ingresso dei nuovi gestori del trasporto) la materia contrattuale per poter ottenere il premio di risultato per il p.v. sarà l'ulteriore modifica dell'orario di lavoro; per il personale operaio ed impiegato sarà determinato dalla riduzione del personale.

La logica imperante è sempre la stessa, per sopravvivere dobbiamo metterci in concorrenza con i lavoratori delle altre aziende affinché la riduzione del costo del lavoro di entrambi possa permettere più alti profitti per le aziende. Per queste non esisterà la competitività, si spartiranno equamente le linee, i mezzi pubblici nuovi ed i lavoratori in 'offerta speciale' (prendi 3 paghi 1), nuovi assunti col 30% di stipendio in meno!

La matematica forse diventa un'opinione, ma 6h,30 per 6 giorni fa già 39. Lo hanno confermato più volte i dirigenti ATM: 'abbiamo saturato l'orario a 36 ore effettive, in più, ci avviamo a grandi passi verso le 39 ore effettive. Un risultato che aspettavamo da 40 anni)'.

L'aumento dell'orario di lavoro non farà altro che aumentare esponenzialmente le inidoneità del P.V. E la modestissima contropartita in denaro non basterà a lenire la perdita di dignità di chi andrà 'giù di guida'; che, bontà loro, verrà riqualificato al parametro più basso (altro che 5°bis, o tecnico di bordo) !

Quando a Milano il traffico era nei limiti del sopportabile il cavallo di battaglia di TUTTI era la riduzione dell'orario. Oggi che ha scavalcato ogni limite di sopportazione tutti fanno la corsa ad aumentare il tempo passato alla guida, tolto alla salute ad alla famiglia!

QUESTO REFERENDUM, COME TUTTI GLI ALTRI, NON È VINCOLANTE, QUINDI È UNA TRUFFA. NON FATEVI COGLIERE DALL'INNOCENTE TENTAZIONE DEMOCRATICA.
LA DEMOCRAZIA È BEN ALTRA COSA, CHE QUELLA PROFESSATA DA BARONI E CONTESSE.

10 aprile 2001 S. L. A. I. COBAS A.T.M.


''I TRANVIERI DI MILANO FIRMANO IL CONTRATTO INTEGRATIVO PER LA DIRIGENZA A.T.M. S.p.A''
CON I NUOVI ORARI DI LAVORO L'A.T.M. GUADAGNA 10 MILIARDI L'ANNO
CON I CODICI ARRETRATI TFR L'A.T.M. NE GUADAGNA ALTRI 10-15 MILIARDI.
UNO SPLENDIDO RISULTATO PER LA PROPRIETÀ COMUNALE DI ALBERTINI
I LAVORATORI PERÒ SONO RIUSCITI A 'STRAPPARE' CIRCA 150 ORE DI LAVORO IN PIÙ ALL'ANNO E QUATTRO NOCCIOLINE'!
DI QUESTI TEMPI VISTA LA CARENZA DI LAVORO NESSUNO (neanche i padroni) AVREBBE SCOMMESSO SU QUESTO RISULTATO!

LE OO.SS. S.p.A. (cgil–ugl-cisl-faisa-uil-sama e comu) il giorno 16.03.2001 hanno firmato il primo contratto integrativo aziendale all'incontrario. L'integrativo l'hanno fatto per l'azienda non per i lavoratori.
I conducenti dovranno rimanere alla guida dei mezzi 50 minuti in più al giorno in una città nella quale, a detta di tutti, è impossibile circolare. Altro che migliorare la viabilità! A lor signori interessa esclusivamente il guadagno di 10 miliardi. Altro che i 'miggglioni' che hanno preso i lavoratori, questi si mettono in tasca i 'migggliardi'. Dopo averci spremuti come limoni l'azienda potrà collocarci nell'area dei servizi ausiliari, oppure metterci in mobilità interna, esterna o in CASSA INTERGRAZIONE.
Quanti conducenti riusciranno ad arrivare ai 21 anni di guida senza ammalarsi? 'La carota' (il parametro 183) penzolerà sempre ad un metro davanti ai conducenti. E scordiamoci la riduzione d'orario prevista per il secondo biennio contrattuale, all'A.T.M. niente riduzione e gli orari rimarranno quelli sottoscritti.
Con questi soldi i lavoratori pagheranno da subito anche l'assunzione di 300 nuovi assunti, che entreranno nei prossimi tre anni con un salario ridotto del 30%. Alcuni part-time passeranno a full-time, ma solo quelli con i capelli biondi e gli occhi azzurri graditi all'azienda che, bontà sua, chiederà a questi di fare un anno di turni binati. A loro e ai CFL non andranno neanche le noccioline.
Tutto questo grazie agli ultimi CCNL in cui le oo.ss. spa hanno sottoscritto la saturazione dell'orario di lavoro a costo zero per le aziende.
TFR, tutti i codici arbitrariamente esclusi dal 1982 in poi, verranno riconosciuti solo al 58%, nel calcolo del pregresso e per il futuro saranno esclusi 59 codici. La legge 297/82, invece, prevede che devono essere computate tutte le voci della busta paga a carattere continuativo, comprese le varie indennità e il lavoro straordinario. Sono esclusi gli assegni familiari e il 50% delle diarie e delle trasferte, sempre che queste rappresentino una forfettizzazione delle spese sostenute dal lavoratore; qualora invece rappresentino una forma di disagio devono essere computate al 100%. Nel computo del TFR deve rientrare anche la retribuzione in natura compreso l'equivalente dei fringe-benefits.
Se quest'accordo venisse accettato dal 51% dei lavoratori verranno vanificate le sentenze che avevano stabilito un rimborso del 70%.
Le oo.ss. spa hanno confuso i tempi della fruizione delle ferie con il premio di risultato. Per i risultati conseguiti nel '99 e 2000 il premio (un acconto) sarà dato nel 2002; la possibilità di fruire le ferie, invece di prorogarla per i 18 mesi previsti, sarà immediata.
L'operazione è quella di pagare le ferie al personale viaggiante, per questo, dobbiamo continuamente chiedere le ferie all'Ispettore, una volta respinte chiederle una seconda volta e se vengono respinte di nuovo dobbiamo compilare un rapporto informativo in cui viene evidenziato che non si è voluto, da parte dell'azienda, concordare il periodo di ferie, aprendo una controversia legale ( noi le possiamo ancora fare, le oo.ss. spa no, hanno firmato anche l'arbitrato).
Al peggio non c'è fine, però pensiamo che le oo.ss. spa si siano superate con la nuova riparametrazione.
Dopo lo stipendio di marzo 2001 pensiamo, che anche i più scettici si siano convinti della finalità dell'operazione illusionista messa in atto per far scomparire quote di salario. Ma il fondo si è toccato con l'accordo per gli ex legge 30, operai con decenni di specializzazione alle spalle: si dovranno sfidare a concorso e 200 di loro conquisteranno il parametro, che prima avevano di diritto.
O la qualifica di questi lavoratori è ad esaurimento per tutti o deve essere mantenuta per tutti.
RESPINGIAMO COMPATTI IL MASSACRO DEI DIRITTI!

CONTRO TUTTO QUESTO CON LA BENEDIZIONE DEL SIG. SORESINA, 'GLI SCIOPERI FANNO MENO DANNI DELLA VIABILITÀ DI GOGGI'?

A CAUSA DELL'ITERVENTO DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA E DEL PREFETTO DI MILANO SIAMO COSTRETTI A REVOCARE LO SCIOPERO INDETTO PER IL GIORNO 9 APRILE 2001.

INVITIAMO TUTTI I LAVORATORI A BOICOTTARE IL REFERENDUM BURLA SULLA PROPOSTA DI ACCORDO AZIENDALE PRESENTATA DAI CONFEDERALI E AUTONOMI. NON CI PRESTEREMO ALLA FARSA DEI REFERENDUM SUI CONTRATTI COME QUELLO DEL CCNL!

PIU' FORTE SARÀ L'ASTENSIONE,
PIÙ FORTE SARÀ LA RISPOSTA DI LOTTA!
BASTANO 5 MINUTI DI SCIOPERO PER FAR CROLLARE L'ACCORDO TRA SINDACATI E PADRONI, CHE ANNIENTA IL FUTURO DEI TRANVIERI MILANESI!

SOSTENIAMO LA NOSTRA PROPOSTA ALTERNATIVA DI MODIFICA DEGLI ORARI, CHE PREVEDE LO SCAMBIO DI TEMPO LAVORATO CON PARI TEMPO DI RIPOSO, IMMEDIATAMENTE ESIGIBILE.
IL PASSAGGIO A Full-Time DI TUTTI I LAVORATORI A PART-TIME.
TUTTI I LAVORATORI DEVONO AVERE PARI DIGNITÀ!

NO ALLA DIVISIONE TRA SETTORE OPERAIO, IMPIEGATIZIO E MOVIMENTO
VOGLIAMO UNA MIGLIOR QUALITÀ DELLA VITA!
LE MANCE LE LASCIAMO AL sig. MAGRI & C.

S.L.A.I. COBAS A.T.M.

Milano, 4 aprile 2001


UNA BATTAGLIA PER MIGLIORARE LE CONDIZIONI DI VITA DEI LAVORATORI

... SE 38 ORE VI SEMBRAN POCHE ... !

OBIETTIVO PRIMARIO DI UNA ORGANIZZAZIONE CHE SI DEFINISCE “SINDACATO DEI LAVORATORI” È QUELLO DI MIGLIORARE LE CONDIZIONI DI LAVORO E DI VITA DI TUTTI I LAVORATORI, NONCHÉ RIDISTRIBUIRE LA RICCHEZZA DA LORO PRODOTTA.

Ci troviamo invece di fronte ad un sindacato confederale che ritiene, oramai, questi principi incompatibili con le leggi del profitto e della competitività.

In questi giorni, i soliti noti, con ATM hanno definito un calendario d’incontri sulle tematiche relative all’applicazione del nuovo contratto.

Nel nuovo inquadramento sono già emerse quelle che da loro vengono chiamate “criticità individuali e collettive”. È chiaro, solo ora, che i famosi “assegni ad personam”, introdotti per recuperare la perdita di quote di salario dovuta all’introduzione dei nuovi parametri (ex livelli), saranno persi in caso di progressione di carriera. Quindi, il doppio regime di salario non lo subiranno solo i nuovi assunti, ma tutti gli attuali lavoratori.

Non si smentiscono mai! A fronte di queste “criticità” individuali e collettive, prima firmano i contratti e gli accordi, poi invitano i lavoratori a fare “ricorso” contro le aziende che li applicano…

Altre tematiche verranno affrontate: la “nuova” retribuzione aziendale “semplificata”… sic..!  I piani di mobilità del personale; traslazione arretrati TFR non calcolati in busta; revisione degli accordi sulle progressioni di carriera; definizione lavoratori a Part-Time, vincolata al nuovo orario di lavoro; ampliamento dell’utilizzo di contratti atipici (a termine, in affitto, apprendistato).

Il tema centrale della contrattazione resta sempre l’aumento dell’orario di lavoro del personale viaggiante e operaio. Ebbene, questi signori, stanno trattando su di una proposta di saturazione dell’orario di lavoro a 38 ore settimanali effettive, per il P.V.

Questi sono quelli che con il volantino dei “migglioni” (28-11-00) affermavano che: “l’orario di lavoro resta immutato, così come contrattato a livello nazionale e/o aziendale”.

L’attacco che verrà sferrato non è solo a livello economico, con l’introduzione del doppio regime salariale ed il nuovo inquadramento, ma alla qualità della vita, mettendo in discussione orari e ritmi di lavoro, di vita, di sicurezza, di stress e sempre più sottoposti a malattie per cause di servizio.

Non ci sarà parte economica che potrà riparare il peggioramento della qualità della vita. Sta proprio qui la causa delle proteste dei lavoratori Autoferro di molte città (Trieste, Bologna ecc…) che, a seguito dell’applicazione del nuovo CCNL, si sono trovati ad effettuare giornate di lavoro che cominciavano alle 4 di mattina per finire alle 21 di sera.

Dobbiamo riflettere che trent’anni fa, a fronte di orari del tutto simili a quelli che vorrebbero introdurre oggi, i lavoratori lottarono per aumentare i riposi rifiutando addirittura contropartite economiche.

Per questo ribadiamo ancora e con più forza la nostra proposta, in merito, di saturazione dell’orario di lavoro a 35 ore con lo scambio tra tempo di lavoro con tempo di riposo. Proposta in linea con le direttive Europee e con la riduzione di un ora dell’orario di lavoro ( dalle 36 ore attuali alle 35 ), da discutere nel secondo biennio del CCNL 2002/2003.

Rimaniamo l’unico sindacato che ha fatto una proposta chiara, è forse questa la motivazione della nostra esclusione da tutte le trattative: la chiarezza e la fermezza delle nostre proposte e delle nostre posizioni..!

Azienda e sindacati confederali scelgono chi deve trattare: Ne è dimostrazione che, anche in passato, i sindacati all’interno delle RSU che non si allineavano alle posizioni Aziedal-Confederali venivano esclusi.

Riteniamo doveroso altresì, ribadire i punti cruciali del CCNL, al quale ci siamo opposti e ci opporremo nella sua applicazione aziendale, e di cui i firmatari devono vergognarsi!

- Art. 2a punto 10: è consentita l’attribuzione al lavoratore, di mansioni sia di livello inferiore che di livello superiore, in tutti i reparti aziendali (l’impiegato potrà fare il meccanico, il posteggiatore e anche l’autista e viceversa!).

- Art. 9: potranno essere istituiti dei turni di reperibilità per il personale che sarà chiamato a svolgere prestazioni di lavoro straordinario obbligatorio!

- Art. 3 punto 3: si autorizza l’istituzione del doppio regime retributivo aziendale, confermando l’indicazione del Preaccordo di marzo nella parte in cui si prevede che verranno ricontrattati tutti gli accordi integrativi aziendali, al fine di eliminare le indennità “inutili”, evitando di concederle ai nuovi assunti e confermando ai vecchi solo le indennità “necessarie” che entreranno comunque a far parte del premio di risultato e saranno quindi escluse dal calcolo della pensione e della liquidazione.

- Art. 6 punto a: si conferma quanto previsto dal Preaccordo di marzo nella parte in cui si prevede che,  l’orario effettivo  dovrà essere di 39 ore a costo zero per le aziende; la media oraria sarà calcolata su 17 settimane.

- Art. 2F: si autorizza l’istituzione del doppio regime retributivo nazionale! Gli assegni “ad personam” vengono perciò erogati al personale già in organico per coprire la differenza retributiva tra i vecchi (assorbiti in caso di progressione di carriera) e i nuovi assunti, che entreranno in azienda con una retribuzione definitivamente e stabilmente più bassa degli altri colleghi che già svolgono le stesse mansioni.

- Art. 10: l’aumento medio mensile lordo dal 1.1.2001 sarà di circa 126.000 £, per un CFL nuovo assunto di circa 107.000 £. Gli aumenti economici saranno garantiti solo fino al 31 dicembre 2001, poi per il secondo biennio contrattuale si dovrà ricontrattarli nuovamente.

- Art. 2F: ai lavoratori con contratto “CFL” viene corrisposta definitivamente ( per 24 mesi ) una retribuzione più bassa degli altri lavoratori che svolgono le medesime mansioni.

- Art. 7D: ai lavoratori con contratto di lavoro “TEMPORANEO” viene corrisposta una retribuzione uguale a quella in vigore nell’agenzia che ha dato in “affitto temporaneo” il dipendente. (naturalmente stipendio inferiore!)

- Art. 7E:  ai lavoratori con contratto “APPRENDISTATO” viene corrisposta una retribuzione (per 30 mesi) inferiore del 5-15% rispetto agli altri lavoratori che svolgono le medesime mansioni.

- ALLEGATO A: viene istituito un contratto a parte per gli operatori addetti ai servizi ausiliari, con trattamento normativo ed economico e disciplinare diverso dal contratto degli Autoferrotranvieri, contribuendo così ad indebolire l’unità dei lavoratori e della categoria!

Milano, 31 gennaio 2001                                                        S.L.A.I. COBAS A.T.M.


RIPRENDE LA TRATTATIVA CON ATM E PROPRIETÀ
I SINDACATI NON ALLINEATI SONO ESCLUSI

QUI COMINCIA L'AVVENTURA DEI SIGNORI "BONAVENTURA"
QUELLI DEL "MIGGLIONE"...
TRIESTE - CREMONA - SESTRI LEVANTE, SONO IL SEGNALE

In questi giorni riprende la trattativa a livello aziendale e con la proprietà; ancora una volta si ripete il solito ritornello dell'esclusione dei sindacati non allineati: NON SIAMO STATI CONVOCATI!
A settembre la discriminante era la nostra posizione sui provvedimenti disciplinari (licenziamenti politici). Dopo aver conquistato l'accordo d'archiviazione (non la sospensione chiesta dai confederali), ora la discriminante diventa la nostra posizione sul CCNL appena siglato.
La verità è che Proprietà, ATM e sindacati confederali ci accusano di non voler partecipare alle trattative e poi puntualmente ci escludono. Questo i lavoratori devono finalmente capirlo!

Lo specchietto dei "milioni" offerti dalle aziende per mano dei sindacati confederali e dei reggicoda in cambio dell'approvazione del CCNL da loro sottoscritto, ha funzionato. In ATM, anche se con scarsa affluenza al voto (meno del 59% da loro dichiarato) i lavoratori hanno approvato il contratto già siglato.

Prendiamo atto della volontà dei lavoratori, pur riconoscendo che il lavoro da compiere sarà più difficile, il nostro impegno non cambierà: LA BATTAGLIA DI CIVILTÀ CONTINUA!

La lotta contro gli attacchi alla democrazia, ai diritti e alle conquiste dei lavoratori sarà la stessa che abbiamo condotto in questi ultimi anni. Non abbiamo certo fermato le "mazzate", ma almeno abbiamo insegnato ai lavoratori che si può anche "spostare la testa".
Anche perché, come abbiamo già dichiarato, i lavoratori capiranno i contenuti di questo CCNL solo quando saranno applicati a livello aziendale.
I nostri sforzi e le nostre motivazioni di netta contrarietà a questo contratto si sono scontrati con la logica imperante: ora i soldi, poi si vedrà ...

In alcune Città non si è dovuto attendere molto per verificare i contenuti del CCNL e l'ATM di Milano non sarà da meno. Perché la politica portata avanti dalle aziende e dai sindacati confederali è la stessa: aumentare l'orario di lavoro, cancellare la contrattazione aziendale, nuove assunzioni con paghe più basse (per sempre), dichiarare esuberi di personale, applicare la nuova classificazione degli istituti retributivi aziendali.

La nuova retribuzione sostituirà ogni istituto di carattere contrattuale aziendale precedentemente riconosciuto e sarà composta da due indennità: una di classificazione e un'altra di prestazione che saranno riconosciute in quota fissa ed invariabile. Il tentativo di applicare di tutto questo è già avvenuto nelle città di TRIESTE, CREMONA e SESTRI LEVANTE.

A TRIESTE LA CONDIZIONE DEI LAVORATORI DELL'AZIENDA DI TRASPORTO È PROPORZIONALMENTE SIMILE ALLA NOSTRA. UN'AZIENDA DI 865 LAVORATORI, IN CUI SI SVOLGONO 12.000 ORE DI LAVORO STRAORDINARIO AL MESE, SENZA CHE VI SIA LA POSSIBILITÀ DI USUFRUIRE DI 2.500 GIORNATE DI FERIE RESIDUE. NEI 2001 L'ORGANICO DOVRÀ PASSARE DA 865 A 725 DIPENDENTI E, GUARDA CASO, PER FAR QUESTO UTILIZZERANNO IL CCNL APPENA SIGLATO.

IL TENTATIVO, PER ORA RESPINTO PREVEDEVA:

  • L'eliminazione di 114 lavoratori considerati esuberi; L'aumento dell'orario di lavoro a 39 ore affettive, a fronte delle 36,5 attuali (ottenute, a suo tempo, con la rinuncia ai corrispettivi aumenti economici, proprio come in ATM); La diminuzione delle giornate di riposo annue, da 79 a 61. Diciotto giornate in meno di riposo a costo zero, per i nuovi padroni dell'azienda appena trasformata in S.p.A.

Questi sono stati i motivi della protesta che hanno portato i lavoratori triestini a bloccare i depositi per due giorni, dove i sindacati confederali e i reggicoda, con notevole imbarazzo, si sono dovuti accodare alle proteste spontanee dei lavoratori per salvare la faccia; poiché consapevoli che le richieste della Trieste Trasporti si armonizzavano con quanto da loro appena firmato nel CCNL.

Il pesante attacco è stato respinto, ma l'obiettivo delle aziende rimane invariato, anche se verranno mantenuti gli accordi precedenti, questi dovranno essere ricontrattati nei termini previsti dal CCNL ed il risultato non sarà molto diverso.

QUESTO È QUANTO CI ASPETTA NEL PROSSIMO FUTURO,

a Trieste come a Milano, e dovremo affrontarlo con maggior forza e determinazione per respingere gli attacchi ai diritti dei lavoratori e il peggioramento del servizio offerto ai cittadini, poiché l'unico obiettivo per gli esperti di pubbliche privatizzazioni (padroni e sindacati confederali) rimane sempre e solo il profitto (loro).
Ai lavoratori ed agli utenti basta riservare un Natale a Malpensa 2000.

La lotta sarà dura, poiché dovrà essere portata avanti in concomitanza con eventi importanti quali le elezioni delle RSU aziendali e le elezioni politiche – amministrative.

 

IL 18 GENNAIO 2001, A BOLOGNA SI RIUNISCE IL COORDINAMENTO SINDACATI DI BASE DEI TRASPORTI PER DECIDERE E PIANIFICARE LE PROSSIME INIZIATIVE

IL NOSTRO IMPEGNO SARÀ QUELLO DI SEMPRE: AL FIANCO DI TUTTI I LAVORATORI.

S. L. A. I – C O B A S A. T. M.

Milano, 17 gennaio 2001 


Lo sciopero nazionale autoferrotranvieri del 29 u.s. indetto dal coordinamento dei sindacati di base ( Slai Cobas A.T.M. per Milano), ha avuto un esito tanto negativo che l'assessore del comune di Milano Carlo Magri, responsabile del personale comunale, ha avuto nostalgia dei  " bei momenti,   quando ......c'era lui ” quando durante gli scioperi dei tranvieri di Milano, i tram venivano condotti dalle camicie nere.

Magri ha dichiarato a “il Giornale” che :

In questo Paese ci vorrebbe la dittatura per far funzionare i trasporti, un comparto dove la situazione sta diventando oscena. Con un governo imbelle che non si decide mai a intervenire per mettere un po' d'ordine. Il ministro Bersani non si è .”

Chi ha fatto queste affermazioni è un amministratore pubblico, un assessore della giunta del Comune di Milano, un assessore della giunta Albertini.

Hanno provato di tutto per far desistere il movimento dei lavoratori A.T.M., con questo atto hanno toccato il fondo. Non si tratta dell'ennesima provocazione per alzare lo scontro in A.T.M., STANNO PORTANDO UN PROFONDO ATTACCO ALLE BASI DEI PRINCIPI CONTENUTI NELLA CARTA COSTITUZIONALE, SIA NEI CONFRONTI DEI SINGOLI INDIVIDUI SIA NEI CONFRONTI DELLE ISTITUZIONI DEL PAESE.

Le affermazioni sono di una gravità inaudita, è un offesa alla città di Milano, medaglia d'oro della resistenza che ha combattuto la dittatura nazi-fascista. E' un offesa a tutto il Paese e alle istituzioni democratiche.

Abbiamo chiesto un intervento delle massime cariche istituzionali dello Stato affinché prendano posizione.

Abbiamo chiesto alle forze politiche - sociali democratiche di mobilitarsi per chiedere le dimissioni dell'Assessore e, nel caso non prendesse chiara posizione contro le gravi dichiarazioni rilasciate, dell'intera Giunta e del Sindaco.

Da parte nostra, sono in corso a Roma degli incontri con tutte le OO.SS. non confederali del settore trasporti in cui si assumeranno anche iniziative in merito alle gravissime affermazioni rilasciate dall'Assessore Magri.

Milano 1.12.2000                                                                                                        SLAI COBAS A.T.M.


NO AL RINNOVO DEL CONTRATTO
AUTOFERROTRANVIERI 
SIGLATO DAI SINDACATI CONFEDERALI

La posizione del sindacalismo di base sul nuovo CCNL dei lavoratori autoferrotranvieri, 
è fortemente negativa in quanto si  attua lo smantellamento del servizio di trasporto pubblico.

CONFERMATO LO SCIOPERO

La nostra valutazione sull’intesa raggiunta resta assolutamente negativa, ed il fatto che hanno condizionato la sua approvazione ad una consultazione che non prevede alcuna garanzia di svolgimento né esigibilità del risultato, per quanto ci riguarda, rimane un elemento ininfluente.

Faremo comunque la nostra parte, invitando i lavoratori di tutte le aziende ad esprimersi contro questo accordo che, ricordiamo, permette alle aziende di utilizzare il massimo delle flessibilità normative

“particolarmente aumentando, di fatto, l’orario di lavoro, articolato in più riprese nell’arco della giornata”

ed economiche, sfruttando sempre di più i nuovi assunti, tramite la definitiva introduzione della differenziazione salariale (salario d’ingresso per nove anni) del lavoro interinale, dell’apprendistato, del part-time, dei contratti a tempo determinato utilizzando, infine, senza alcuna regola le plurimansioni previste dal nuovo inquadramento.

In più, la firma di questo contratto, getta delle ombre sul futuro dei settori della manutenzione e amministrativi.

Il conflitto ora dal livello nazionale passerà quindi a livello delle singole aziende ed il fatto che il sindacalismo di base non ha sottoscritto né approvato questo rinnovo contrattuale potrà essere un elemento che consentirà, ai lavoratori che lo vorranno, di arginare i danni derivanti dall’applicazione di queste normative in sede locale.

Lo scontro pertanto non finisce con lo sciopero nazionale DI OGGI!

Lo sciopero a Milano si svolgerà con i seguenti orari:

conducenti di superficie e metropolitana        dalle ore 8.45 alle ore 15.00 
                                                                               e dalle ore 18.00 al termine del servizio
operai ed impiegati                                              l’intera giornata di lavoro.

COORDINAMENTO NAZIONALE SINDACATI DI BASE                         SLAI COBAS ATM

Milano, 28 novembre 2000


COMUNICATO STAMPA 24-11-2000

COORDINAMENTO NAZIONALE SINDACATI DI BASE
cnl-trasporti, sin-cobas, fltu-cub, slai-cobas, rdb-cub trasporti
(settore autoferrotranvieri)
Sede provvisoria 00184 – Roma, Via G. Lanza, 111 – Telf/fax 06.48.64.09

STANNO FIRMANDO IL PEGGIOR CONTRATTO DAGLI ANNI 50 AD OGGI!

IL SINDACALISMO DI BASE CONFERMA LO SCIOPERO NAZIONALE DI 24 ORE PREVISTO PER IL 29 NOVEMBRE 2000.

ATM Milano 8.45 – 15.00  18.00 – fine servizio

Lavoratori,
si sta concludendo nel peggiore dei modi, come avevamo previsto come Coordinamento, la vicenda del rinnovo del CCNL di categoria.
Ieri, in sede di Ministero del Lavoro, hanno trovato l’intesa il Governo, Regioni e le autonomie locali (Comuni e province) per la copertura economica contrattuale di loro competenza. Nei prossimi giorni, probabilmente lunedì 27 Novembre, è prevista la firma tra le parti.

QUESTO CONTRATTO, COME ABBIAMO SCRITTO NEL TITOLO, SARA’ IL PEGGIORE CONTRATTO DI CATEGORIA CHE GLI AUTOFERROTRANVIERI HANNO AVUTO NEGLI ULTIMI 50 ANNI

E’, infatti, il contratto nazionale che produrrà – definitivamente - l’introduzione delle massime flessibilità sia normative (plurimansioni, pluriabilitazioni, aumento dell’orario di lavoro - previsto in più riprese giornaliere e con le medie calcolate sulle 17 settimane -, riduzione dei riposi aggiuntivi e degli altri diritti normativi acquisiti, ………) che economiche (doppio regime salariale sia sulla retribuzione nazionale sia sulla retribuzione aziendale, precarizzazione di parte – se non di tutti – gli istituti economici aziendali, aumenti retribuiti legati esclusivamente alla maggiore prestazione lavorativa, ……), l’introduzione di ulteriori tipologie di contratti atipici (contratti di apprendistato, di lavoro temporaneo, a tempo determinato e part-time, ……), la massima discrezionalità (gestita congiuntamente da aziende e sindacati) nelle progressioni di carriera.
Questi sono i motivi per i quali il Coordinamento Nazionale Sindacati di Base degli Autoferrotranvieri – Internavigatori

CONFERMA LO SCIOPERO DEL 29 NOVEMBRE

Roma, 24 Novembre 2000

Cnl-Trasporti Sin-Cobas Fltu-Cub Slai-Cobas Rdb-Cub Trasporti
fax 06.48.64.09 fax 081.28.29.39 fax 010.25.41.33.5. fax 02.48.03.20.23 fax 041.53.44.43.6


ARCHIVIATI I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI DEI DELEGATI RSU 

NON VENGONO ARCHIVIATI I METODI REPRESSIVI IN ATM

Nell'incontro del 20.11.00 su invito del Prefetto di Milano CILDI, SLAI-COBAS e COMU hanno raggiunto un accordo con ATM in merito ai provvedimenti disciplinari nei confronti di due delegati RSU; l’ATM ha archiviato i procedimenti in atto; i sindacati hanno revocato lo sciopero del 22 novembre ’00.
Inizialmente alla riunione era presente la delegazione della FAISA-CISAL in quanto, nel frattempo, un provvedimento analogo è stato inviato ad un dirigente e rappresentante di quel sindacato. Di qui l’adesione allo sciopero del 22.11.00
Questa adesione però è stata giudicata da ATM e dal Prefetto illegale secondo la legge sugli scioperi (146/90 e 83/00) perché irrispettosa dei tempi di raffreddamento e di conciliazione; quindi i dirigenti della Faisa sono stati invitati a revocare l’adesione all’agitazione ed a rinviare il confronto per il provvedimento disciplinare. 
Come si vede la tensione rimane alta poiché 2 provvedimenti disciplinari sono stati archiviati, si è annullato il procedimento interno, MA ATM NON HA RITIRATO I PROCEDIMENTI DI QUERELA PENALE.
Rimane la minaccia di licenziamento del rappresentante della FAISA alla quale abbiamo dato e diamo tutta la nostra solidarietà e disponibilità per ogni eventuale iniziativa.

A MANTENERE ALTISSIMA LA TENSIONE CI PENSA QUOTIDIANAMENTE L’ATM, ATTRAVERSO I PROPRI GERARCHI CHE, CON VERI E PROPRI ATTI ILLEGALI DI TERRORISMO IDEOLOGICO, INTIMORISCONO I LAVORATORI (1300) CHE HANNO ESPRESSO LA LORO SOLIDARIETÀ AI DUE DELEGATI RSU COLPITI PER AVER RILASCIATO DICHIARAZIONI CHE ATM RITIENE LESIVE.

RIBADIAMO CHE TALI DICHIARAZIONI SONO STATE TRAVISATE E FIORITE DAI GIORNALISTI IN MANIERA IMPROPRIA. TUTTA LA FACCENDA È STATA PREMEDITATA E COSTRUITA SCIENTIFICAMENTE.
PRESSO LA NOSTRA SEDE TUTTI POSSONO VISIONARE LA DOCUMENTAZIONE DEL NOSTRO DELEGATO (SMENTITE E PRECISAZIONI) RESE ALLA STAMPA E ALL’ATM.

QUESTI KAPÒ HANNO GIÀ CONVOCATO ALCUNI LAVORATORI, INTIMIDENDOLI CON NON PROPRIO VELATE IPOTETICHE RIPERCUSSIONI NEL CASO CHE GLI STESSI NON INTENDANO RITRATTARE QUELL’ATTO DI SOLIDARIETÀ.

TALE ATTEGGIAMENTO È ASSOLUTAMENTE ILLEGALE; STIAMO VALUTANDO DI PROCEDERE PER VIA LEGALE.

RACCOMANDIAMO A TUTTI I LAVORATORI, CONVOCATI DAI PROPRI CAPI REPARTO O SERVIZIO, DI NON PROCEDERE A COLLOQUI CHE NON RIGUARDINO STRETTAMENTE QUESTIONI INERENTI AL PROPRIO SERVIZIO E COMUNQUE SOLO ALLA PRESENZA DEL PROPRIO RAPPRESENTANTE SINDACALE O RSU.

I DIRIGENTI E I CAPI SERVIZIO NON SI PREOCCUPANO DI FAR FUNZIONARE IL SERVIZIO PUBBLICO, MA DI PRENDERE LAUTI PREMI PER VESSARE I LAVORATORI FACENDOGLI PERDERE LA DIGNITÀ E PER ISOLARE LE OO. SS. ANTAGONISTE.

LAVORATORI ALZIAMO LA TESTA
NON SUBIAMO PASSIVAMENTE 

Milano 21 novembre 2000                                                                                                                           S.L.A.I. COBAS A.T.M.


SCIOPERI ATM GLI "UTENTI" CI SCRIVONO

LO SLAI COBAS RISPONDE


Sciopero dei lavoratori ATM

il 22 e il 29 novembre, perché?


A.T.M. MILANO NON RITIRA I LICENZIAMENTI POLITICI
PER DUE DELEGATI R.S.U.

A seguito dell’invito del prefetto di Milano, si sono svolti nei giorni 9/10 e 11 ottobre 2000 gli incontri tra SLAI COBAS A.T.M. e la Direzione A.T.M.
L’invito era mirato alla ricerca delle condizioni per evitare lo sciopero nazionale Autoferrotranvieri indetto dal Coordinamento dei sindacati di base, del 12 ottobre 2000, dalle ore 08,45 alle 15,00 e dalle 18,00 al termine del servizio.

Lo SLAI COBAS ha dato da subito la disponibilità alla revoca dello sciopero nazionale per quanto riguarda Milano a condizione che A.T.M. revocasse i provvedimenti disciplinari che prevedono il licenziamento politico di due delegati della R.S.U. aziendale, imputati per aver rilasciato dichiarazioni  ad  un  quotidiano, ritenute da A.T.M. diffamanti, riguardanti la sicurezza e la pulizia dei mezzi pubblici.

Lo SLAI COBAS inoltre si rendeva disponibile, assieme alle OO.SS. CILDI e COMU a revocare lo stato di agitazione e gli scioperi già proclamati appunto contro i provvedimenti disciplinari.

Ancora una volta A.T.M. ha voluto alzare il tiro ponendo un pesante “ricatto” in cui si chiedeva allo SLAI COBAS di impegnarsi in prima persona e anche per le OO.SS. CILDI, COMU E COORDINAMENTO NAZIONALE DI BASE per una tregua di scioperi durante tutta la trattativa aziendale
Il ricatto della moratoria sugli scioperi condizionava la lunghissima trattativa, nonostante i ripetuti tentativi portati avanti dal vice prefetto e dal prefetto, si è giunti così alla rottura.

DOMANI 12 OTTOBRE  SI SCIOPERA ANCHE A MILANO GRAZIE ALL’ATTEGGIAMENTO ARROGANTE ED IRRESPONSABILE DI A.T.M. MILANO.

Quello che sta avvenendo in A.T.M. è un fatto gravissimo, un attentato alla democrazia e alla libertà di critica e di parola, studiato scientificamente a tavolino, nel momento in cui si doveva avviare una difficile trattativa sulla vertenza aziendale.

La scelta di ATM e proprietà è quella che tutti i SINDACATI, ALTERNATIVI A QUELLI ISTITUZIONALI,
NON DEVONO ESSERE PRESENTI NE CONDIZIONARE LA TRATTATIVA STESSA.

 L’ATTACCO NON È DIRETTO AL SINGOLO LAVORATORE, 
MA A TUTTI I LAVORATORI E TUTTE LE OO.SS.

QUESTO NON L’HANNO CAPITO CGIL, CISL, UIL, CHE PUR CONDANNANDO I LICENZIAMENTI POLITICI, HANNO RITENUTO DI CONTINUARE LE TRATTATIVE.

DOMANI SI SCIOPERA PER IL CCNL. 
CHIEDIAMO A TUTTI I LAVORATORI DI SCIOPERARE 
ANCHE PER TUTTO QUESTO E CONTRO I LICENZIAMENTI POLITICI.

SONO STATE GIA’ PROCLAMATE ALTRE GIORNATE DI SCIOPERO E MANIFESTAZIONI.

PERSONALE VIAGGIANTE       DALLE ORE 08,45 ALLE 15 e DALLE ORE 18,00 AL TERMINE DEL SERVIZIO

OPERAI, IMPIEGATI e OPERAI TURNISTI                      TUTTA LA GIORNATA DI LAVORO

 Sono esclusi dallo sciopero le squadre di pronto intervento nel numero strettamente necessario

Milano, 11 ottobre 2000                                                                                                                   S.L.AI. COBAS A.T.M.


NO AI LICENZIAMENTI POLITICI IN ATM MILANO

 

Il 5 ottobre si è svolto presso il Comune di Milano l’incontro tra le OO.SS. ATM, l’assessore Magri e la direzione aziendale sulla vertenza in corso ormai da mesi.

 

In premessa alla riunione il portavoce del COMU, anche in nome dello SLAI-COBAS e del FILDIAI-CILDI (estromesso autoritariamente dalle trattative), ha ribadito la richiesta di ritiro immediato dei provvedimenti disciplinari e penali a carico dei delegati RSU e sindacali che, secondo il regolamento allegato al Regio Decreto 148 del 1931 (che normalizza lo stato giuridico degli Autoferrotranvieri), prevede il licenziamento.

 

L’imputazione è quella di aver diffamato l’azienda tranviaria attraverso dichiarazioni alla stampa.

 

I due delegati avevano rilasciato distinte interviste al “Corriere della Sera” in cui venivano sollevati problemi di sicurezza e pulizia dei mezzi pubblici.

 

Tra i capi d’imputazione, un comma del citato 148/31 recita: - incorre nella destituzione (licenziamento) chi si rende colpevole di offesa contro la persona del Re, dei Principi della Real Casa, del Capo del Governo e CONTRO IL REGIME.

 

Di questo comma tutto è stato abrogato tranne che il REGIME

 

L’attacco fortissimo è una precisa volontà politica. Il pretesto è stato studiato scientificamente a tavolino, e ha come obiettivo di colpire chi più si è esposto nell’organizzare la lotta in difesa dei diritti e delle conquiste del lavoro.

Di fronte alla risposta dell’assessore Magri, secondo cui a tutt’oggi non è stata ancora applicata nessuna sanzione, i delegati del Comu e dello Slai-Cobas vista l’indisponibilità al ritiro delle contestazioni disciplinari e penali hanno abbandonato il tavolo delle trattative, proclamando lo stato di agitazione che culminerà con scioperi e manifestazioni. 

È inammissibile condurre delle trattative sotto il ricatto dei licenziamenti.

Vergognosa la posizione di Cgil-Cisl-Uil che condannano l’operato dell’azienda; ma, senza porre vincoli, continuano imperterriti la trattativa con l’esposizione della loro piattaforma, facendo diventare così i licenziamenti materia di contrattazione e di ricatto continuo contro i lavoratori.

FILDIAI-CILDI ATM
SLAI-COBAS ATM

Milano, 6 ottobre 2000


COMUNICATO STAMPA

DECINE DI SOPPRESSIONI DI BUS E TRAM ALL’ATM DI MILANO

Milano, 5 Ottobre 2000

ATM Milano non perde il “vizio” di non rendere pubblici fatti e fattacci dell’andamento del servizio di trasporto locale.

I cittadini si trovano a fare i conti con continui disservizi creati dalle soppressioni di centinaia di corse tutti giorni dovute alla mancanza di personale, soprattutto conducenti.

ATM è pronta a condannare i tranvieri che scioperano (esercitando un diritto costituzionale), ma nasconde le gravi inefficienze che tutti i giorni gli utenti subiscono, senza preavviso né giustificazione.

I cittadini milanesi pagano in anticipo un servizio (pensiamo alle tasse e agli abbonamenti) che poi non gli viene fornito adeguatamente.

Chiediamo che ATM renda pubblici i dati delle soppressioni in tutti i depositi in anticipo, per informare in tempo i cittadini delle corse tagliate, visto che il servizio giornaliero viene programmato almeno 48 ore prima.

Vi inviamo i dati delle soppressioni relativi alla settimana scorsa per soli 2 depostiti e per la settimana corrente quelli relativi ad un solo deposito.

I dati sono allarmanti, infatti, si evidenzia che un quarto del servizio rimane fermo nelle rimesse dell’ATM. 

Vetture soppresse la scorsa settimana
in soli due depositi automobilistici

Vetture soppresse il 2-10-2000
in un solo deposito automobilistico

LINEA VETTURE SOPPRESSE LINEA VETTURE SOPPRESSE

URBANE

 

URBANE

 

50

8

40

2

61

2

41

1

65

8

42

2

79

1

43

3

95

8

44

1

40

1

46

6

49

7

51

3

57

2

52

1

63

5

61

1

67

8

70

8

78

2

94

6

79

1

EXTRAURBANE

70

5

83

3

94

6

700

2

EXTRAURBANE

704

1

162

4

708

4

 

 

Mi-Cinisello-Cusano

2

Totale

68

Totale

46

                        il 3-10-00 la situazione è stata pressoché identica

 

Vetture soppresse il 4-10-2000
in un solo deposito automobilistico

Vetture soppresse il 5-10-2000
in un solo deposito automobilistico

LINEA VETTURE SOPPRESSE LINEA VETTURE SOPPRESSE

URBANE

 

URBANE

 

Collegamento 3

1

Collegamento 3

1

Collegamento 33

1

Collegamento 33

2

40

1

40

3

41

/

41

2

42

1

42

1

43

2

43

2

44

1

44

1

46

4

46

4

51

/

51

2

82

/

82

1

61

1

61

2

70

6

70

8

94

6

94

4

EXTRAURBANE

EXTRA URBANE

83

7

83

4

700

3

700

3

704

1

704

1

162

2

162

2

708

3

708

2

MI-Senago

3

MI-Senago

2

Mi-Cinisello-Cusano

3

Mi-Cinisello-Cusano

3

Totale

46

Totale

50


FILDIAI-CILDI                             S.L.A.I. – COBAS                               COMU

DIREZIONE ATM:
TENTATIVI PROVOCATORI ED INTIMIDATORI
DI UNA GRAVITÀ SENZA PRECEDENTI

La direzione ATM, di concerto con la proprietà comunale, ha pensato bene di alzare il tiro inasprendo lo scontro con i lavoratori. 

In un momento tremendamente difficile per la risoluzione della vertenza la direzione ATM ha avviato le procedure disciplinari nei confronti di alcuni delegati RSU e sindacali, tra cui Claudio SIGNORE (SLAI-COBAS Dep. SARCA), per delle dichiarazioni rilasciate ai quotidiani;
tali articoli riportavano considerazioni inerenti alla pulizia ed alla sicurezza dei mezzi ma sono state “fiorite” con termini non utilizzati e addirittura con espressioni che non gli appartengono.

Le stesse considerazioni sui mezzi sono state più volte riportate sui giornali dai cittadini che si lamentano della scarsa qualità del servizio di trasporto pubblico. 

NEI RAPPORTI DISCIPLINARI VENGONO CONTESTATI ILLECITI CHE, SECONDO IL 148, PREVEDONO IL

- LICENZIAMENTO -

Si avviano così, di fatto, i licenziamenti in ATM a cominciare dai rappresentanti dei lavoratori colpendoli proprio nell’espletamento delle loro attività e nel diritto di critica.

Il segnale è chiaro ed inequivocabile. Vogliono far tacere tutti i lavoratori, umiliandoli e togliendogli la dignità!

L’Azienda e la proprietà vogliono poter fare qualsiasi  cosa senza che nessuno controbatta né tantomeno porti all’esterno i problemi.

NIENTE DEVE USCIRE DALL’ATM!, 
NULLA DEVE ESSERE DETTO CONTRO IL PADRONE!

Ci provano con tutti i mezzi! anche con la strategia del terrorismo continuamente alimentata ogni qual volta  la vertenza ATM si rimette in moto.

A chi giova questa strategia? Siamo perfettamente concordi con le dichiarazioni del dirigente Cgil che afferma: “forse agli stessi settori aziendali e dell’amministrazione comunale che non vogliono fare l’accordo”.

La gravità dell’accaduto è tale che tutti i lavoratori devono sentirsi coinvolti e pronti a reagire a quest’ennesimo attacco ai diritti dei lavoratori ed alla democrazia.

Il Coordinamento RSU e i sindacati più rappresentativi hanno fatto un atto congiunto con una presa di posizione precisa.

QUESTO NON È UN ATTACCO ALLA SINGOLA PERSONA MA A TUTTI I LAVORATORI CHE SI BATTONO PER LA DIFESA DEI PROPRI DIRITTI, PER LA DEMOCRAZIA E PER LA LIBERTÀ D’ESPRESSIONE!

SE I PROVVEDIMENTI NON SARANNO IMMEDIATAMENTE RITIRATI SAREMO COSTRETTI E PRONTI  A SCENDERE SUL “LORO” STESSO TERRENO!

Milano li, 23 settembre 2000


I LAVORATORI A.T.M. RESPINGONO UFFICIALMENTE Il PREACCORDO DEL CONTRATTO NAZIONALE DEL 2 MARZO 2000

Con un adesione mai vista prima d’ora ad uno sciopero indetto dai sindacati di base autorganizzati, i lavoratori A.T.M. respingono con decisione il preaccordo stipulato dai “soci in affari” (CGIL-CISL-UIL-FAISA-UGL), il 2 marzo 2000.
Ci troviamo a quasi cinque mesi da questa firma e ancora non è stata indetta nessuna assemblea, che esprimerebbe la prima e fondamentale regola DEMOCRATICA, dove dovrebbe avvenire l’esposizione della piattaforma con l’eventuale accettazione da parte dei diretti interessati.
Soltanto ora i Confederali ( Fedele CGIL da “La Repubblica” del 20/07/2000) dichiarano di voler creare  collettivamente una bozza di accordo da presentare al giudizio dei lavoratori, ma soltanto pochi giorni fa hanno platealmente cercato di boicottare il Nostro referendum sul preaccordo da loro siglato.
Può darsi che si siano ravveduti sulla radicale chiusura manifestata a suo tempo sul nostro tentativo di collaborazione alla ricerca di un percorso comune. Nell’occasione la nostra apertura è stata completamente ignorata, i lavoratori ne hanno preso coscienza e hanno risposto inequivocabilmente in modo compatto.
E’ chiaro che a questo punto, dovremmo essere regolarmente convocati ai prossimi incontri insieme a COMU E CILDI, come legittimi rappresentanti di una buona percentuale dei lavoratori.
Affermiamo comunque da subito come la nostra piattaforma già più volte ribadita, rimanga invariata e il risultato del nostro referendum sottolinei il rifiuto dei lavoratori sulla legittimità del preaccordo sottoscritto.
E’ vergognoso che una classe dirigente, numerosa, inefficiente e super pagata, non trovi di meglio che far pubblicare un annuncio, lesivo della dignità dei lavoratori,
con soldi Pubblici.
E’ evidente l’obiettivo di orientare l’opinione pubblica contro i lavoratori ATM, che scioperano per difendere non vecchi privilegi ma il proprio posto di lavoro.
Solo dopo una nostra pubblica denuncia hanno dovuto ammettere, con 10 giorni di ritardo, un clamoroso incidente in metropolitana, dimostrando come la loro inefficenza amplifichi l’attuale carenza di sicurezza dei mezzi, ne è prova lo stato di crescente abbandono delle officine (dove anche la magistratura è recentemente intervenuta).
Quali sono i reali obiettivi  ??…. e chi sono i veri mandanti ?
Non abbiamo mai rivendicato nessun aumento di stipendio oltre il dovuto, legato alla reale inflazione, ma semplicemente una migliore organizzazione del trasporto pubblico e conseguentemente migliori condizioni di lavoro, 

la nostra è una vera e propria battaglia di civiltà.   

Milanoi, 20 luglio 2000                                                                                                                               SLAI COBAS ATM


A proposito di "mobbing"

A cosa serve un “Silos” e quanto costa ?

Tutti ormai conosciamo quel progetto aziendale denominato “Silos delle criticità”, destinato alla catalogazione del personale “critico”, indesiderato all’interno del proprio settore per i motivi più vari, compresi quelli personali ; fine ultimo l’epurazione. 
Tutto è stato usato, fuorché un criterio logico tecnico o amministrativo, per individuare e selezionare i 52 personaggi a cui appuntare sul petto la stella di David.
Visto che l’azienda continua a rifiutare una spiegazione logica sull’avvio di questa operazione, abbiamo deciso di smascherarne con alcune riflessioni l’utilità e l’impiego che, si intuisce, vogliano farne.
Già siamo a conoscenza, come in alcuni reparti, venga utilizzato come minaccia e agitato come uno spauracchio per convincere/sottomettere alcuni lavoratori piuttosto “titubanti” sulle loro mansioni.

Il “Silos” rappresenta in azienda l’olio di ricino del 2000

Chi non si allinea, chi non accetta, chi non si adegua, chi vuol sapere troppo su quello che fa o sull’ambiente in cui lavora corre il rischio di essere indicato come personaggio “critico” ed infilato nel “Silos”.
In questo silos infatti c’è di tutto, sappiamo di persone chiamate ai colloqui che fra pochi mesi andranno in pensione, o di persone specificatamente qualificate nel loro settore, dichiarate in esubero a fronte di manifesta carenza di personale nel reparto stesso e/o di compresenza di personale non parimenti qualificato.
Si può dire quindi, che il progetto “Silos delle criticità” rappresenta un arma altamente intimidatoria per raffreddare gli spiriti bollenti che si stanno creando attualmente in azienda e per promuovere l’attuazione del pensiero unico. Non è sufficiente infatti allinearsi o ubbidire, ma bisogna essere promotori in prima persona, cioè pensare come “vogliono” che si pensi e sostenerne la giustezza.

Quindi subire, contenti di subire, convinti che sia giusto subire.

Il modo di agire di una azienda che vuole ripianificare l’impiego del suo personale e magari ricollocarlo in modo più produttivo e corretto, non è certo questo. Non è con le intimidazioni, con le liste di nomi strutturate sulle schedature personali, sui permessi o sul numero degli straordinari, che si organizza la ridistribuzione del personale. Forse sarebbe necessario un criterio più tecnico, con magari maggior attenzione alla formazione compiuta ed alle esperienze maturate, anche per meglio far fronte alle esigenze aziendali.
Solo il nome stesso del progetto : “silos delle criticità” , indica già lo stato altamente selettivo, dove le persone vengono catalogate in funzione dei loro problemi (magari anche personali) e di quelli che creano all’interno del proprio settore.
Infine tentiamo di stabilire quanto per ora possa essere costato questo “inutile” progetto con un futuro alquanto discutibile, perché anche attuato sarà comunque strutturato su scelte opinabili.
Partendo dall’inizio, non siamo certo in grado di valutare cosa possa essere costato l’avviamento di questo progetto : riunioni per stabilire i criteri di valutazione (o no ? o sono stati lasciati alle simpatie o antipatie individuali di ogni singolo settore ?), acquisto/stesura e “rodaggio” del programma informatico utilizzato per la schedatura (in uso ai capi Area), impiego di risorse umane e quindi riunioni, lettere, protocolli, raccolta dati, ecc., ecc. .
Tutto ciò, come abbiamo appena detto, anche se di tenore abbastanza elevato non è prontamente valutabile in termine di costi, ma il periodo successivo, cioè quello delle prime interviste, si presta più facilmente a due semplici conticini.
Il numero preciso degli elementi schedati, dovrebbe aggirarsi intorno ai 52/55, ma noi possiamo considerare in numero approssimativo fra i 50 e i 60, intervistati da 3 funzionari (avvocati e probabilmente capi area) specificatamente dedicati a tempo pieno per alcuni giorni.
Non va persa l’occasione per sottolineare l’inutilità di tali colloqui, se non quella intimidatoria, con cui si intende “avvisare” la persona intervistata della sua attuale “precarietà”.
Considerando che mediamente la giornata di un capo area si aggira intorno alle 500 mila lire e un'ora di un agente può essere approssimata sulle 40 mila lire, possiamo valutare i costi approssimativi di tale operazione :
-        se consideriamo una frequenza di 12/15 persone al giorno, sono necessari 4 giorni ;
-        per ogni persona sono state sacrificate circa 3 ore di lavoro attivo, senza considerare che per quelle persone fuori turno sono state caricate 3, 4 o anche 5 ore di straordinario;
quindi i costi dei funzionari si aggirano complessivamente intorno ai 6 milioni di lire e circa 7/8 milioni sono quelli calcolati sulle ore del personale intervistato, per un costo totale complessivo di circa una quindicina di milioni di lire, da sommare a quelli non valutabili citati precedentemente e a tutti quelli successivi (compresi i costi delle eventuali visite mediche richieste). E’ nostra soggettiva opinione che i costi effettivi possano già essersi avvicinati al centinaio di milioni di lire.
La domandina finale è : “ma tutti questi soldini sono già contemplati nell’eclatante pareggio di bilancio ? e sotto quale voce ?”, o sono forse andati successivamente a discapito dell’esercizio e quindi dell’acquisto dei tanto agognati pezzi di ricambio per le vetture?.

SLAI Cobas ATM


COMUNICATO STAMPA

Oggetto: SCIOPERO NAZIONALE AUTOFERROTRANVIERI

A MILANO LO SCIOPERO NAZIONALE INDETTO  DAL COORDINAMENTO NAZIONALE SINDACATI DI BASE HA AVUTO UNA ADESIONE OLTRE LE ASPETTATIVE :

75% I MEZZI DI SUPERFICE       100% LE TRE LINEE METROPOLITANE.

OGGI 19 luglio 2000 IL MOVIMENTO DEI LAVORATORI ATM BOCCIA CGIL-CISL-UIL.

GRANDE RISPOSTA DEGLI AUTOFERROTRANVIERI CONTRO IL PRE-ACCORDO DEL  2-3.2000 DI CGIL-CISL-UIL-FAISA—UGL E FEDERTRSPORTI.

NESSUNO ACCORDO  SENSA IL CONSENSO DEI LAVORATORI!!!

I LAVORATORI CON OGGI, SANCISCONO IL CONSENSO AD UN MOVIMENTO DI MASSA E DI CLASSE CHE HA DUE PRECISI OBIETTIVI: 
RIDURRE L’ORARIO DI LAVORO A 35 ORE E L’AUMENTO DEL SERVIZIO PUBBLICO, INTESO COME SERVIZIO SOCIALE , DI TUTTI I CITTADINI 

SLAI COBAS ATM

19 luglio 2000


CONTRO IL PRE-ACCORDO 2-3-00, LE 17 SETTIMANE, LE 39 ORE, LA DIFFERENZIAZIONE SALARIALE E CONTRATTUALE, LE LISTE DI PROSCRIZIONE DEL SILOS DELLE CRITICITÀ, LA PRECARIETÀ E FLESSIBILITÀ DEL LAVORO:

PERSONALE VIAGGIANTE DI SUPERFICIE E DI METROPOLITANA:

DALLE ORE 08,45 ALLE ORE 15,00 E
DALLE ORE 18,00 AL TERMINE DEL SERVIZIO
DAI CAPOLINEA E DAI CENTRI LINEA SI RIENTRA IN RIMESSA.

OPERAI E IMPIEGATI, ANCHE TURNISTI:

L’INTERO ORARIO DI LAVORO

SONO ESONERATI DALLO SCIOPERO I LAVORATORI STRETTAMENTE NECESSARI PER IL PRONTO INTERVENTO.

SCIOPERIAMO COMPATTI
IN DIFESA DEI NOSTRI DIRITTI, DELLE NOSTRE CONQUISTE E DELLA NOSTRA DIGNITÀ DI LAVORATORI


COORDINAMENTO NAZIONALE SINDACATI DI BASE
Slai-Cobas, Cnl-Trasporti, Fltu-Cub, Rdb-Cub Trasporti, Sin-Cobas
(settore autoferrotranvieri)
Sede provvisoria: 00184 – ROMA, Via Lanza 111 – tel/fax 06.48.64.09

Lavoratori, lo sciopero nazionale di 24 ore contro il pre-accordo sottoscritto il 2 marzo 2000 (da Cgil-Cisl-Uil-Faisa-Ugl), che getta le basi per un rinnovo del CCNL 2000/2003 pesantissimo per la categoria, è confermato.

Nonostante le azioni tese ad impedire, pretestuosamente e forzosamente, l’esercizio del diritto democratico e costituzionale di sciopero, anche quando tale diritto viene esercitato nel rispetto delle leggi e dei contratti che regolano la materia, attuate dalla Commissione di Garanzia prima e dal Ministro dei trasporti poi, e con l’ordinanza di differimento ad altra dello sciopero previsto per il 23-6-00, gli Autoferrotranvieri potranno far sentire la loro protesta

ADERENDO MASSICCIAMENTE ALLO SCIOPERO NAZIONALE
DI 24 ORE DEL 19 LUGLIO 2000

Ricordiamo che il pre-accordo del 2-3-00, prevede una serie di pesanti provvedimenti che, se applicati in sede aziendale, sconvolgeranno letteralmente il nostro rapporto di lavoro rendendolo totalmente flessibile sia sul piano economico che normativo, assoggettando la vita di ogni tranviere alle volontà delle aziende.

TALE ACCORDO PREVEDE, TRA L’ALTRO:

Ø      IL DOPPIO REGIME SALARIALE PER I NUOVI ASSUNTI SIA A LIVELLO NAZIONALE CHE AZIENDALE (compresi i CFL che non hanno ancora terminato il periodo di formazione);

Ø      LA SATURAZIONE E RIORGANIZZAZIONE, IN SEDE AZIENDALE, DELL’ORARIO DI LAVORO EFFETTIVO DI GUIDA SENZA COSTI AGGIUNTIVI PER LE AZIENDE E, SUBITO DOPO, IL RAGGIUNGIMENTO DELLE 39 ORE SETTIMANALI TOTALMENTE LAVORATE (infatti l’applicazione della media aziendale sulle 17 settimane serve ad introdurre la flessibilità necessaria);

Ø      L’UNICITÀ SOLO FORMALE DEL CONTRATTO, IN QUANTO I NUOVI ASSUNTI NEI SERVIZI MANUTENZIONE, AUSILIARI E AMMINISTRATIVO, AVRANNO UN PARAMETRO D’INGRESSO E LA RETRIBUZIONE CORRISPONDENTI AI CONTRATTI MERCEOLOGICI DI RIFERIMENTO (Operai - Metalmeccanico, Ausiliari - Commercio, Amministrativi - Ex Pubblica Amministrazione);

Ø      IL PREMIO DI RISULTATO SARÀ UN AUMENTO VIRTUALE DELLO STIPENDIO. INFATTI, NON VERRÀ CORRISPOSTA UNA CIFRA FISSA, MA VARIABILE A SECONDA DE:

1.      IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI AZIENDALI (BILANCIO POSITIVO),

2.      LA DISPONIBILITÀ DEL LAVORATORE ALLA FLESSIBILITÀ, ALLA PLURIMANSIONE E ALLA SUA BUONA CONDOTTA (LAVORARE ZITTI COPERTI ED ALLINEATI),

3.      ALLA SODDISFAZIONE DEGLI UTENTI DEL SERVIZIO OFFERTO, ATTRAVERSO LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI (anch’essi organi non indipendenti e opportunamente pilotati);

Ø      IN CAMBIO, PERÒ, VIENE MANTENUTA LA “REGOLA” PER LA RICOSTRUZIONE DI CARRIERA PER I SINDACALISTI

SCIOPERIAMO UNITI E COMPATTI

                                        IL COORDINAMENTO
Slai-Cobas Cnl-Trasporti Fltu-Cub Rdb-Cub Trasporti Sin-Cobas 


ma quale trattativa! (?)

I due incontri tenutisi il 26-6 ed il 4-7-00, tra L’assessore al Personale Comune di Milano Magri (che ha pieno mandato sulla trattativa aziendale, commissariando ed esautorando l’intera dirigenza ATM) e la RSU, sono stati inconcludenti, in quanto il Comune e l’ATM abbandonavano la trattativa, ponendo a pretesto la proclamazione di sciopero nazionale del 19-7-00.

Tutte le OO.SS. presente, hanno invitato l’Assessore ad entrare nel merito dei punti e dei progetti (pre-accordo 2-3-00, 39 ore effettive, mobilità, plurimansione, flessibilità, privatizzazione ecc...) che l’amministrazione ha nel cassetto, ma Magri ribadiva la contrarietà a proseguire la riunione, esasperando ulteriormente i toni.

In realtà è palese la volontà del Comune e di ATM di non trattare alcun che, ma di arrivare al “Lodo Ministeriale” (grazie all’inserimento di questo punto nel pre-accordo, voluto ancora oggi dai soliti noti), in cui il Governo applicherà alla lettera l’accordo. Quello che avveniva nel “ventennio”, quando i contratti erano imposti autoritariamente, avviene oggi nel 2000.

Quando i rappresentanti dei lavoratori pretendono di difendere i diritti e le conquiste davanti ad un Pretore e non con il movimento di massa, la sconfitta è segnata.
Comprendiamo lo stato di agitazione ed ansia dei confederali che devono fare salti mortali per giustificare ai lavoratori la loro ambiguità e latitanza. 
Quando il sindacato perde la faccia, i lavoratori ci rimettono il “fondo schiena”.

NON È MAI SUCCESSO CHE DOPO OLTRE 4 MESI DALLA FIRMA DI UN ACCORDO, NON SI SIANO FATTE ASSEMBLEE COI LAVORATORI PER CHIEDERNE IL MANDATO.

SLAI-CoBas, CILDI e COMU, si sono fatti carico di promuovere un referendum per dimostrare che la volontà dei lavoratori è totalmente opposta alla logica confederale, che non hanno più alcun mandato per procedere alla trattativa del CCNL se non per la sua intera ridiscussione.
Su oltre 3000 lavoratori ATM consultati, più del 95% è contrario all’applicazione del pre-accordo 2-3-00 siglato da Cgil-Cisl-Uil-Faisa-Ugl. La consultazione proseguirà per tutto il periodo estivo.

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LA NUOVA STRATEGIA DELLA TENSIONE

Con l’ultima provocazione ad un’organizzazione sindacale si apre una nuova fase di strategia della tensione.
Quest’ultima intimidazione va al di là del solo sindacato confederale. C’è chi strumentalizza tali episodi per alimentare strategie di tensione e criminalizzare chi non si unisce al coro dell’imbarbarimento del mondo del lavoro. 
Contratti a termine, part-time, CFL, interinali, patto del lavoro, contratti d’area, telelavoro, appalti e privatizzazioni sono le vere cause degli omicidi bianchi. Nella sola Lombardia, da gennaio a maggio 2000, sono più di ottanta i morti, che danno alla nostra Regione, oltre al primato negli affari anche quello dei morti sul lavoro.
È sconcertante che Albertini e Soresina, in una lettera al prefetto, mettano in relazione l’esercizio del diritto di sciopero (che ha regole precise che, pur non condividendole, abbiamo sempre rispettato ed intendiamo sempre rispettare), con i gravi fatti intimidatori degli ultimi giorni.
Queste dichiarazioni sono lesive dei diritti dei cittadini italiani e mettono in discussione la libertà d’espressione, di sciopero e di associazione democratica, sancite dalla Costituzione Italiana che è frutto dei valori umani e sociali acquisiti dalla liberazione del nostro Paese.
 

MERCOLEDÌ 19 LUGLIO 2000
SCIOPERO NAZIONALE DI 24 ORE DI TUTTI I LAVORATORI AUTOFERROTRANVIERI.
IN DIFESA DEI DIRITTI, DELLE CONQUISTE E DELLA DIGNITÀ DI OGNI LAVORATORE. 

Milano 11 luglio 2000                                                                                                                  S.L.A.I. COBAS A.T.M.


COMUNICATO STAMPA.

CONDANNIAMO E DISCONOSCIAMO LA LOGICA DELLA TENSIONE CHE, NEGLI ANNI BUI, NE HA FATTO PAGARE IL PREZZO PIÙ ALTO AI LAVORATORI.

RIPUDIAMO LA VIOLENZA; QUESTO GENERE DI LOTTA NON CI APPARTIENE.

RIVENDICHIAMO SOLO BATTAGLIE DI CIVILTÀ IN DIFESA DEI DIRITTI DI TUTTI I LAVORATORI.

QUEST’ULTIMA INTIMIDAZIONE VA AL DI LA DEL SINDACATO CONFEDERALE.

C’È CHI STRUMENTALIZZA TALI EPISODI, PER ALIMENTARE STRATEGIE DI TENSIONE E PORTARE UN ATTACCO A CHI NON SI UNISCE AL CORO DELL’IMBARBARIMENTO DEL MONDO DEL LAVORO.

LA STORIA CI INSEGNA CHE QUESTE COSE SUCCEDONO, QUANDO IL PAESE VERSA IN UNO STATO CONFUSIONALE, DI INCERTEZZA POLITICA, SOCIALE E MORALE.

LE AFFERMAZIONI DEL PRIMO CITTADINO NON CI RIGUARDANO, IN QUANTO ALTRE VOLTE SI È DISTINTO IN TALE PRATICA ED È STATO PUNTUALMENTE SMENTITO DALLA NOSTRA CHIAREZZA E TRASPARENZA. IL SINDACO DOVREBBE FARE PIÙ ATTENZIONE PER EVITARE IN FUTURO ALTRE BRUTTE FIGURE.

QUESTI ATTI NON CI INTIMIDISCONO. ANDREMO AVANTI NELLA NOSTRA BATTAGLIA DI CIVILTÀ, CON GLI STRUMENTI CHE LA DEMOCRAZIA HA A DISPOSIZIONE, LO SCIOPERO E LE MANIFESTAZIONI DEMOCRATICHE, ALLA LUCE DEL SOLE, IN DIFESA DELLE CONQUISTE DEMOCRATICHE DEI LAVORATORI.

SLAI Cobas ATM

Milano, 7 luglio 2000


LETTERA APERTA AI LAVORATORI ED ALLE LAVORATRICI ASSUNTI CON CONTRATTI ATIPICI O FORNITI DALLE AGENZIE INTERINALI

I DELEGATI, GLI ATTIVISTI ED I MILITANTI DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DI BASE, CHE COMPONGONO IL COORDINAMENTO NAZIONALE SINDACATI DI BASE – SETTORE AUTOFERROTRANVIERI.

VI CHIEDONO PUBBLICAMENTE SCUSA!

VI CHIEDIAMO SCUSA, ANCHE A NOME DI QUEGLI UOMINI E DI QUELLE DONNE (molti di noi appartengono alla generazione dei vostri genitori), CHE SI SENTONO FORTEMENTE IN COLPA PER AVERVI FATTO TROVARE UN MONDO DEL LAVORO ESCLUSIVAMENTE BASATO SULLO SFRUTTAMENTO E SULLA PESANTE PERDITA DEI DIRITTI ACQUISITI.

LAVORARE IN UN SETTORE COME QUELLO DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE CON RETRIBUZIONI DEL LIVELLO DEGLI ANNI 80/85, CON ORARI E RITMI DI LAVORO PESANTISSIMI E DI LIVELLO DEGLI ANNI 60/70, CON LA RIDUZIONE DRASTICA DEI DIRITTI ACQUISITI E CON LA PROSPETTIVA DI PRENDERSI, IN POCHI ANNI, UNA MALATTIA PROFESSIONALE NON RICONOSCIUTA E DIVENTARE INIDONEI (particolarmente gli autisti e le autiste) E MAGARI LICENZIATI.

E’ VERGOGNOSO ED INCIVILE PER UN PAESE CHE SI RITIENE DEMOCRATICO.

DALL’ALTRA PARTE CI TROVIAMO DI FRONTE AD UNA CLASSE POLITICA CHE L’UNICA COSA CHE HA SAPUTO FARE PER AFFRONTARE LA GRAVE CRISI ECONOMICA DEL PAESE, CAUSATA DALLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DELLA STESSA CLASSE POLITICA, E’ QUELLA DI SCARICARE INTERAMENTE SUI CITTADINI E SUI LAVORATORI GLI ENORMI COSTI DEL RISANAMENTO, DELLE RISTRUTTURAZIONI E DELLE RIFORME.

NOI, CARI COLLEGHI E CARE COLLEGHE, NON VI DICIAMO CHE NON DOVETE UTILIZZARE GLI STRUMENTI CHE VI SONO MESSI A DISPOSIZIONE DA QUESTO MERCATO DEL LAVORO (COMPRENDIAMO BENISSIMO, PURTROPPO, CHE QUESTO E’ – OGGI – IL PASSAGGIO OBBLIGATO PER AVERE UNO “STRACCIO” DI LAVORO), MA NELLO STESSO TEMPO VI INVITIAMO AD ESSERE CONSAPEVOLI CHE QUESTE FORME DI LAVORO SONO LE MODERNE FORME DI SFRUTTAMENTO E CREANO I COSIDDETTI “NUOVI POVERI” DELL’ERA MODERNA. TUTTO CIO’ NON PIOVE DAL CIELO, MA SONO LE CONSEGUENZE DI PRECISE VOLONTA’ ECONOMICHE E POLITICHE.

PER QUESTI MOTIVI VI INVITIAMO A LOTTARE PER IMPEDIRE CHE SI RINNOVI UN CONTRATTO NAZIONALE DEGLI AUTOFERROTRANVIERI, BASATO SULLA TOTALE FLESSIBILITA’ ECONOMICA E NORMATIVA.

POTETE E DOVETE SCIOPERARE IL 
19 LUGLIO 2000!

Roma, 5 luglio 2000                                                                              Il Coord. Nazionale Sindacati Di Base


COMUNICATO STAMPA

  

L’incontro previsto tra il Comune di Milano, ATM e Sindacati Confederali, COMU, SLAI CoBas è saltato dopo un breve, ma intenso dibattito. 

L’assessore Magri (che ha pieno mandato sulla vertenza ATM, commissariando le Relazioni Industriali dell’Azienda) ha da subito esternato l’indisponibilità a trattare con lo SLAI-COBAS che ha proclamato lo sciopero nazionale di 24 ore del 19-7-00, come componente del Coordinamento Nazionale Sindacati di Base del Trasporto Pubblico. 

I delegati dello SLAI hanno precisato che lo sciopero è proclamato a livello nazionale e deriva dal differimento, da parte del Ministro Bersani, di quello del 23-6-00 e dalla indisponibilità dello stesso, a confrontarsi con il Coordinamento Nazionale Sindacati di Base. 

Abbiamo invitato l’Assessore ad entrare nel merito dei punti della turbolenta vertenza ATM riservandoci, al termine della riunione, la decisione di un’eventuale sospensione dell’agitazione a livello milanese. 

Magri, imperterrito, ribadiva la contrarietà a proseguire la riunione, esasperando ulteriormente i toni. 

Lo SLAI ha ribadito la disponibilità alla sospensione dello sciopero, se la trattativa fosse partita veramente da zero, nell’ipotesi che ATM avesse ritirato la nuova turnazione (col reinserimento dei 4 riposi annui persi). 

Tutte le OO. SS. presenti invitavano l’Assessore ad entrare nel merito e a non cercare né alibi, né pretesti per far naufragare la riunione, ottenuta con notevole sforzo e senso di responsabilità delle parti. 

Denunciamo il comportamento irresponsabile del Comune di Milano, nella persona dell’Ass. Magri, che non perde occasione di far saltare il tavolo delle trattative, confondendo le vertenze locali con quelle nazionali. 
Il Comune di Milano si assume così la responsabilità, davanti ai cittadini, dell’ulteriore inasprirsi del confronto che porterà alla proclamazione di altre azioni di lotta. 

Nel contempo, il 98% circa degli oltre 2500 lavoratori ATM interpellati, si è dichiarato contrario all’applicazione del pre-accordo del 2-3-00 siglato da Cgil-Cisl-Uil-Faisa-Ugl. La consultazione all’interno dei luoghi di lavoro proseguirà per tutto il mese di luglio, con l’obiettivo di raggiungere e far esprimere tutti i lavoratori ATM.  

                                                                                                                                             S.L.A.I.  COBAS ATM

Milano, 4 luglio 2000


COMUNICATO STAMPA

SFIORATO IL DISASTRO SULLA LINEA 1 DELLA METROPOLITANA MILANESE

Venerdì 16 giugno 2000 alle ore 19,00 sulla tratta “Precotto-Villa S. Giovanni” della linea 1 della metropolitana Milanese si è sfiorato il disastro.

Al treno, diretto a “Sesto FS”, in prossimità della stazione di Villa S. Giovanni, si tranciava di netto una delle barre che accoppiano (agganciano) i vagoni tra loro. 
Tre vagoni proseguivano la corsa ed entravano in stazione, mentre il resto del convoglio (tre vagoni) rimaneva in galleria.
I due tronconi del treno venivano recuperati successivamente senza evacuare i passeggeri.

Quest’ennesimo incidente mette in luce lo scarsissimo livello di sicurezza dei mezzi garantito da ATM.

Le cause del cedimento strutturale delle barre, sono da ricercare tra la scarsa manutenzione, dovuta alla grave e strutturale carenza di personale e di pezzi di ricambio e dalle sollecitazioni dovute alle forti vibrazioni, provocate dalla mancata periodicità della tornitura delle ruote dei treni.

Da circa un anno, presso l’officina ATM di “Precotto”, è stato istallato un nuovo tornio, costato diversi miliardi, che sarebbe dovuto entrare in funzione a settembre dello scorso anno, ma a tutt’oggi non riesce a garantire la lavorazione periodica a completo regime.

Denunciamo la manca diffusione della notizia da parte della dirigenza ATM.

Milano 22 giugno 2000                                                                                                                                     SLAI Cobas ATM


LAVORATORI, CITTADINI-UTENTI UN’UNICA BATTAGLIA DI CIVILTA’ PER SALVARE IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE.

Cittadini, il 12 maggio 2000 sarà un’altra giornata di lotta per i lavoratori del trasporto locale. 
Il coordinamento dei sindacati di base ha proclamato 8 ore di sciopero.
Noi lavoratori dei trasporti, scioperiamo contro il famigerato pre-accordo che ha definito gli indirizzi del contratto Autoferrotranvieri non ancora rinnovato.

Con il pre-accordo, sottoscritto dalle parti datoriali e da Cgil-Cisl-Uil-Faisa-Ugl, si vuole riportare indietro di 30 anni le condizioni di lavoro tanto precarie e disagiate, utilizzando per il controllo dei lavoratori, metodi e comportamenti che sembravano scomparsi all’inizio del secolo scorso.

I politicanti della giunta, il sindaco Albertini, seguiti dai dirigenti A.T.M. vogliono far pagare il prezzo della loro incapacità di gestire e programmare un servizio pubblico, ai soli lavoratori.

Aumentando il tempo di lavoro (di guida dei conducenti), non si aumenterà né si migliorerà il servizio per i cittadini, poiché il servizio di trasporto dipende dalla validità e dall’attuazione dei piani urbani del traffico e della mobilità e questo dipende da scelte politiche ben precise.
Poter usare il telefonino in metrò e profumando le vetture, come pubblicizzato dal Comune di Milano e da ATM, non farà arrivare prima né tram né bus.

Questi signori, sono quelli che hanno dichiarato la volontà di far parcheggiare le auto sui marciapiedi e che avrebbero fatto circolare le vetture private sulle corsie preferenziali. Sono quelli che di fronte al sovraffollamento dei mezzi pubblici, dovuto alla carenza di mezzi e di personale, hanno pensato di “profumare le vetture”.

Durante la campagna elettorale, questi signori, non hanno divulgato ai cittadini dell’hinterland milanese la volontà di sub-affidare le linee A.T.M a gestori privati. Le linee di collegamento dell’ hinterland di Magenta – Cuggiono - Abbiategrasso - Monza - Trezzo - Rho - Varedo saranno gestite dalla jungla delle compagnie private. Invece di allargare la cerchia dei centri nodali del traffico verso l’hinterland di Milano, scoraggiando l’ingresso in città del mezzo privato, l’A.T.M.   sceglie di ridimensionarsi all’interno delle cerchia cittadina e di razionalizzare il servizio extraurbano.

Scioperiamo anche contro questa posizione perché, negli accordi attuativi, vengano definiti i servizi da garantire per ogni bacino di traffico, ed il mantenimento delle normative contrattuali attuali per i lavoratori coinvolti.

Questi signori, dopo le elezioni, hanno presentato un piano del traffico in cui tenendo conto che Milano “ha il record europeo per la concentrazione degli autoveicoli”, hanno pensato bene, come unico intervento, di allargare le zone della sosta a pagamento.

Noi lavoratori dei trasporti scioperiamo contro le limitazioni del diritto di sciopero introdotte con la legge n°83/2000 con il solo scopo di paralizzare e far tacere la voce dei lavoratori ed attuare i processi di privatizzazione dei servizi di pubblica utilità: trasporti, sanità, scuola.

Questi sono gli obiettivi dei politicanti e dei dirigenti “stregoni”,che si nascondono dietro al “bifronte” pareggio di bilancio dell’A.T.M., per giustificare la dismissione del servizio pubblico a favore dell’impresa privata.

Le lavorazioni A.T.M. (officine, uffici ecc…) vanno cedute ai privati poiché costano troppo; le farmacie comunali, l’A.E.M., la centrale del latte, vanno cedute ai privati perché producono miliardi di utili da intascare.

Quindi è chiaro qual è lo scopo dell’unica politica portata avanti dai politicanti e dai dirigenti A.T.M.:
-   distribuire la ricchezza pubblica all’impresa privata, possibilmente alla società più vicina ai vari direttori e presidenti.

I conti devono essere fatti ma non esclusivamente con il bilancio. Un servizio pubblico non può essere gestito come qualsiasi azienda, poiché il pareggio di bilancio può essere raggiunto a discapito del servizio ed allora che cosa ci guadagnerebbero i Cittadini-Utenti ed i lavoratori? Invitiamo tutti i cittadini che condividono la nostra battaglia a mettersi in contatto per suggerimenti e per eventuali iniziative comuni.

SLAI Cobas ATM

10 maggio 2000


SE ATM FA LA VOCE GROSSA
I LAVORATORI GRIDERANNO PIÙ FORTE

L’AZIENDA, CON UNA LETTERA DATATA 20 MARZO 2000, COMUNICA LA VOLONTÀ DI MODIFICARE GLI ORARI DI LAVORO, APPLICANDO LA TURNAZIONE SU UNA MEDIA DI 17 SETTIMANE.

ATM DICHIARA L’INTENZIONE DI COMINCIARE CON I DEPOSITI “TICINESE” E “BAGGIO” ENTRO IL 10-4-2000 E CON LA LINEA 3 DELLA METROPOLITANA ENTRO L’8-5-2000. SEGUIRANNO GRADUALMENTE TUTTE LE ALTRE RIMESSE, NONCHÉ LA MODIFICA DEGLI ORARI PER IL PERSONALE OPERAIO.

CON QUESTO ATTEGGIAMENTO “A MACCHIA DI LEOPARDO” ATM DIMOSTRA TUTTA LA SUA PAURA DELLA REAZIONE COMPATTA DEI LAVORATORI E DELLO SCIOPERO, QUINDI CERCA DI ARGINARE IL PROBLEMA “REATEIZZANDO” LA BATOSTA E CERCANDO DI FRAMMENTARE ULTERIORMENTE I TRANVIERI.

NEL COMUNICATO ATM FA PRECISO RIFERIMENTO ALL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 4 – 1° COMMA DEL PRE-ACCORDO SUL CONTRATTO NAZIONALE 2000-2003, SIGLATO IL 2 MARZO 2000 DA GOVERNO, AZIENDE CGIL-CISL-UIL-FAISA-UGL.

I LAVORATORI SI ERANO GIÀ ESPRESSI NEGATIVAMENTE SULLE 17 SETTIMANE, PRIMA CON IL REFERENDUM DEL 1997 (62%), POI CON LA VOTAZIONE (UNANIME) DURANTE LE ASSEMBLEE SULLA BOZZA DI RINNOVO DEL CCNL PROPOSTA DAI CONFEDERALI.

QUESTI SIGNORI, ORA SI DOVRANNO ASSUMERE LA PIENA RESPONSABILITÀ DINANZI AI LAVORATORI, PER AVER SEMPRE DATO L’ALIBI ALLE AZIENDE, SCHIERANDOSI CONTRO LA VOLONTÀ DEI LAVORATORI E SIGLANDO ACCORDI CAPESTRO, VERE E PROPRIE CAMBIALI IN BIANCO.

È INUTILE CHIEDERE L’AIUTO DELLO SLAI COBAS PER LA VOSTRA SOPRAVVIVENZA I LAVORATORI CHIEDONO IL VOSTRO DA TROPPO TEMPO, SENZA MAI AVER RICEVUTO RISPOSTA.

VISTO CHE, LA BOZZA DEL CCNL È STATA RIFIUTATA DALLA MAGGIORANZA DEI LAVORATORI, CHE IL PRE-ACCORDO DEL 2-3-2000 NON È STATO PROPOSTO AI LAVORATORI PER L’EVENTUALE ACCETTAZIONE O RIFIUTO CON UN REFERENDUM E CHE I FIRMATARI NON SI SONO NEMMENO DEGNATI DI ESPORLO A TUTTI CON ASSEMBLEE RETRIBUITE,

TALE ACCORDO È DA RITENERSI NULLO.

DA PIÙ DI DUE ANNI I LAVORATORI ATM, ASSIEME ALLO SLAI-COBAS, STANNO PORTANDO AVANTI, DA SOLI, QUESTA BATTAGLIA DI CIVILTÀ CONTRO QUEGLI STESSI TEMI DEL PRE-ACCORDO CHE I SOLITI NOTI, SENZA MANDATO, HANNO ACCETTATO, CHINANDO IL CAPO E SVENDENDO UN’INTERA CATEGORIA DI LAVORATORI.

LA BATTAGLIA CONTINUA E NON AVRÀ MAI TERMINE, FINO A QUANDO ESISTERÀ ANCORA QUALCUNO CHE VUOLE RUBARE LE CONQUISTE DEI LAVORATORI E FINO A QUANDO I LAVORATORI SARANNO UNITI.

SCIOPERO DI TUTTI I LAVORATORI ATM

PERSONALE VIAGGIANTE DI SUPERFICIE E DI METROPOLITANA E AGENTI di STAZIONE……...DALLE 18,00 ALLE 22,00

OPERAI, IMPIEGATI, MUSEALI………DALLE 09,00 ALLE 12,30

Milano li, 22 marzo 2000                                                                                  S.L.A.I. COBAS A.T.M.


CORDINAMENTO NAZIONALE SINDACATI DI BASE

C O N T R O

Ø      Le modifiche alla Legge 146/90 (esercizio del diritto di sciopero) che, tra l’altro, inaspriscono le sanzioni per i sindacati, rafforzano i poteri repressivi della Commissione di Garanzia e introducono – per Legge - la rarefazione oggettiva che tende – di fatto – ad eliminare il diritto di sciopero nei Trasporti;

Ø      l’accordo preliminare sul rinnovo del CCNL di categoria, sottoscritto al ministero del lavoro il 2 marzo 2000 da Filt-Cgil/Fit-Cisl/Uilt-Uil prima e da Ugl e Faisa-Cisal poi, che prevede il pesante peggioramento delle condizioni economico-normative di lavoro della categoria ed introduce la diversificazione contrattuale economica – sia per la retribuzione nazionale sia per quella aziendale – per i nuovi assunti;

 Ø      gli accordi che peggiorano le condizioni normative ed economiche di tutti i lavoratori;

 Ø      le modifiche agli articoli 22 e 23 della legge 142/90, tesa ad agevolare la privatizzazione delle aziende del settore;

A SOSTEGNO

 Ø      di una legge che tuteli realmente il diritto di sciopero contemperandolo, senza norme repressive gestite al solo scopo di eliminare il diritto di sciopero nei trasporti, con il diritto di mobilità dei Cittadini/utenti;

 Ø      del mantenimento dell’attuale formulazione degli articoli 22 e 23 della legge 142/90;

 Ø      di un rinnovo contrattuale che ribalti la logica dell’accordo del 2 marzo 2000 (ci sono tre mesi di tempo per il rinnovo definitivo del CCNL), prevedendo: 

1.  Una reale riduzione dell’orario di lavoro;

2.  Il mantenimento degli attuali livelli retributivi e normativi anche sull’orario di lavoro;

3.  Il mantenimento reale del contratto unico Autoferrotranvieri-Internavigatori e dell’attuale inquadramento allargato alle nuove qualifiche;

4.  Eliminazione del salario d’ingresso (15 mesi) dei CFL e del doppio regime retributivo;

5.  Azzeramento delle prestazioni di lavoro straordinario al fine di procedere a nuove assunzioni;

6.  L’introduzione della “clausola sociale” (mantenimento delle normative e dei trattamenti economici di provenienza) per le aziende (Pubbliche o private) che subentrano nella gestione dei servizi;

7.  Revisione degli accordi nazionali sugli inidonei prevedendo una maggiore tutela;

8.  Perequazione del trattamento economico di malattia per tutti i lavoratori.

 In merito alle “norme d’integrazione sull’orario di lavoro” (17 sett., abbuoni, turnazioni, 39 ore) e valutando la situazione generale, nazionale di tutte le Aziende del settore in relazione all’ATM valutiamo che:  questo non è il pre-accordo per il rinnovo del contratto nazionale bensì un contratto fatto su misura per l’ATM di Milano, infatti, è l’unica che non ha applicato tutti i temi del pre-accordo già previsti dal CCNL del 1997.

 UN CONTRATTO CONTRO I LAVORATORI DELL’ATM E LA LORO BATTAGLIA DI CIVILTÀ.

Non a caso il pre-accordo apre così: - le parti (Confederali, Governo, Federtrasporti) condividono l’esigenza di rinnovare il CCNL (Autoferrotranvieri) quale strumento utile ai processi di trasformazione del settore -.  

Nella stessa direzione vanno le dichiarazioni dei giorni successivi dei Ministri, di Cofferati e di D’Antoni: per applicare questo contratto è necessario inasprire le regole della 146/90 (legge anti-sciopero), anche per Decreto (applicabile in 15 giorni e senza la discussione in Parlamento), altrimenti non si riuscirà a controllare i lavoratori in lotta (come in ATM) rendendo difficile la privatizzazione e liberalizzazione del settore.

Inoltre, in mancanza d’accordo per la definizione del CCNL, Confindustria ed i loro soci in affari hanno dato al Governo l’opportunità di decidere sugli aumenti, orari, parametri e di applicare il CCNL con un LODO (sentenza arbitrale) unilateralmente. ARRIVEREMO TRA BREVE AD UN CONTRATTO FIRMATO PER DECRETO MINISTERIALE, COME SUCCEDEVA IN ERA FASCISTA!

IL “SILOS DELLE CRITICITÀ” VA AVANTI: DOPO L’UFFICIO INFORMAZIONI, ADESSO TOCCA AI MAGAZZINIERI ESSERE CHIAMATI ALLA “CORTE DEL RE MIDA” DI VIA RICASOLI PER L’ENNESIMO GIRO DI VALZER DEI LAVORATORI TRA I VARI SERVIZI, IN ATTESA DELL’ATTUAZIONE DEL “PATTO DEL LAVORO DI MILANO”.

16 MARZO 2000 SCIOPERO NAZIONALE AUTOFERROTRANVIERI

 Le squadrette di pronto intervento sono esentate dallo sciopero nel numero dei componenti strettamente essenziale per garantire la sicurezza d’esercizio.
TUTTI I LAVORATORI IN SCIOPERO AL MATTINO ED I CONDUCENTI LIBERI DAL SERVIZIO SONO INVITATI A PARTECIPARE IN MASSA ALL’ASSEMBLEA CHE SI TERRA’ PRESSO LO “SPAZIO DIBATTITI RAGNO D’ORO” DI P.le MEDAGLIE D’ORO DALLE ORE 09,00 ALLE ORE 12,00

 PER DIBATTERE SULLE PROBLEMATICHE DELLE MUNICIPALIZZATE E SUL PRE-ACCORDO DEL CCNL

 I LAVORATORI ATM STANNO CONDUCENDO UNA BATTAGLI DI CIVILTÀ DA ALTRE DUE ANNI CONTRO IL TENTATIVO DI SACRIFICARE SULL’ALTARE DEL PROFITTO LA QUALITÀ E LA SICUREZZA DEL SERVIZIO, PEGGIORANDO LE CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO SOSTITUENDO IL LAVORO GARANTITO CON LAVORATORI SEMPRE PIÙ PRECARI, SEMPRE PIÙ FRAMMENTATI, SEMPRE PIÙ SFRUTTATI, SEMPRE MENO TUTELATI E HANNO GIA’ RESPINTO LA BOZZA DI RINNOVO DEL CCNL DEI CONFEDERALI NELLE ASSEMBLEE, QUINDI:

NO AL CONTRATTO DELLE AZIENDE DELLA MOBILITÀ

Milano, 14 marzo 2000                                                                                        S.L.A.I. COBAS A.T.M.


CONTRASTIAMO LE PRIVATIZZAZIONI E LE ESTERNALIZZAZIONI DECISE DAL COMUNE E AZIENDE CONTROLLATE.
Fermiamo il precariato lavorativo e sociale

Il Sindaco Albertini continua la sua campagna di privatizzazione delle aziende pubbliche e di liberalizzazione dei servizi gestiti da Comune. Dopo la cessione del 49% delle azioni AEM che, vendute a 1600 lire oggi valgono 12000 con una sottovalutazione enorme del valore reale dell’azienda, oggi tocca alle farmacie ed alla Centrale del Latte. Contemporaneamente si procede ad esternalizzare l’attività di custodia e pulizia degli edifici scolastici e comunali appaltati alla Policarbo Servizi, mentre sono in fase di attuazione altre esternalizzazioni, quali quelle delle refezioni scolastiche e sono in gestazione quelle di pezzi di AEM e AMSA.

 Su tutto ciò l’accordo definito comunemente “Patto per Milano” cui, in quest'ultimo periodo, è stata data grande rilevanza mediatica anche se, per ora interessa un numero marginale di persone.

 Le conseguenze del Patto per la cui attivazione sono stati approntati 7 progetti, in primo luogo da AMSA e ATM, saranno devastanti per i lavoratori. In primo luogo con l’abbassamento di tutti i salari e il peggioramento delle condizioni di lavoro per tutti. Infatti, se una determinata attività può essere svolta da lavoratori pagati le metà è molto più precaria; la spinta del padronato per abbassare salari e condizioni di tutti sarà difficilissima da contrastare.

 I progetti che oggi si stanno varando, costituiscono le prove generali per la messa a punto del sistema e fanno il paio con l’attività della Policarbo Servizi che per svolgere l’attività di appalto ha assunto dagli LSU (lavori socialmente utili) e dalla mobilità circa 300 lavoratori, con forti sostegni pubblici, infatti, il risparmio aziendale per ciascun lavoratore assunto varia dai 14 ai 18 milioni l’anno.

Tutto questo mentre si fanno milioni di ore straordinarie. Infatti in ATM se ne effettuano 2,2 milioni.

Questi straordinari corrispondono a 1100 posti di lavoro !!! 

COSA SUCCEDE NELLE VARIE AZIENDE

 ATM – Trasformata in Azienda Speciale, è pronta alla SpA per poi la frammentazione definitiva in tante piccole aziende, buttate sul mercato selvaggio del ribasso. L’attacco aziendale si concentra nella modifica degli orari di lavoro e nella dismissione dei servizi da affidare all’esterno. L’obiettivo è quello di arrivare ad un’azienda di solo servizio con il massimo della flessibilità dell’orario e del personale. C’è in atto la suddivisione in 4 settori destinati ad avere un diverso contratto: manutenzione - metalmeccanico e impiegati – commercio e turismo.

I lavoratori ATM stanno conducendo una battagli di civiltà da altre due anni contro il tentativo di sacrificare sull’altare del profitto la qualità, la sicurezza del servizio, peggiorando le condizioni di vita e di lavoro sostituendo il lavoro garantito con lavoratori sempre più precari, sempre più frammentati, sempre più sfruttati, sempre meno tutelati.

 AMSA – Si prevede la costituzione di una SpA denominata AMSA2 che gestirà delle attività finora svolte dall’ASMA: raccolta foglie, gestione della riciclazione, copertura graffiti, separazione della raccolta differenziata, servizi a pagamento, pulizia fontane, con l’impiego di 74 persone. La proposta si chiama “Progetto Giano”

La creazione dell’AMSA2 non crea occupazione, come falsamente viene indicato, perché quei lavori sono già svolti da Amsa e i lavoratori ora adibiti a quei servizi serviranno per sostituire, in parte, che va in pensione, al posto di assumere altri lavoratori. Non serve scomodare gli Dei o essere geni per capire che l’unico scopo del Patto per il Lavoro di Milano è quello di avere lavoratori sottopagati, flessibili con inesistenti garanzie occupazionali degli attuali lavoratori adeguatamente retribuiti e tutelati. 

CENTRALE DEL LATTE – Sarà privatizzata (o svenduta) col sistema della vendita all’asta questo, dice il Comune per massimizzare i guadagni, il risultato sarà che la Centrale del Latte dovrà andare via dall’attuale sito in cui si trova, per andare chissà dove e dove non ci saranno più le stesse garanzie di qualità del prodotto latte che offre un’azienda pubblica, e in più non ci saranno garanzie occupazionali, le solite ristrutturazioni.

 AEM – Trasformata in SpA nel 1996. Collocata in borsa nel luglio ’97 a 1600 per azione (oggi ne vale 12.000). spezzettata i 5 società diverse dal 1.1.2000. grazie a queste operazioni ed ai cosiddetti “Piani Industriali” che ne derivano, ora i lavoratori cominciano a pagarne le conseguenze sul piano occupazionale (500 posti in meno dal ’96) e contrattuale a causa degli appalti, delle cessioni di rami d’azienda, delle esternalizzazioni e all’introduzione del lavoro interinale. Tutto ciò porta al peggioramento del costo del servizio rivolto all’utenza a causa delle scelte dell’azienda sempre più legate ai processi di finanziarizzazione (vedi borsa) e non ai compiti istituzionali di servizio per cui è nata AEM.                                          

COMUNE DI MILANO – l’occupazione è in netta diminuzione, in 10 anni sono stati tagliati circa 5000 posti di lavoro fissi senza una riduzione dei servizi, infatti, le varie Giunte hanno mantenuto i servizi ricorrendo agli appalti, al precariato dei lavoratori a termine ed alle figure dei “finti lavoratori autonomi”. Con la Giunta Albertini esplode di più la precarietà, posti di lavoro fissi sono stati sostituiti da più di 3000 “prestatori d’opera”, nel 90% dei casi lavoratori di fatto subordinati senza avere garanzie contrattuali, in più in un recente accordo tra Comune, Cgil-Cisl-Uil avallato dalla maggioranza RSU introduce anche in Comune il lavoro interinale. Le nuove forme di precarietà si aggiungono alle vecchie, i lavoratori interinali si sommano ai precari classici, i lavoratori a tempo determinato usati da tempo in gran quantità per far funzionare i servizi educativi e recentemente come ausiliari della sosta.

Altro che occupazione aggiuntiva, il precariato ha mangiato posti di lavoro fissi rendendoli precari. La Giunta Albertini spinge sulle privatizzazioni, col tentativo di privatizzare i servizi informatici al momento fermato dalle lotte dei lavoratori, l’acquedotto ormai prossimo alla privatizzazione ora viene il turno di un servizio importantissimo come la refezione scolastica. 

SEA – Da circa tre anni si applicano contratti differenziati con i quali si è diversificata la retribuzione, a parità di mansioni tra giovani ed anziani. Le differenze (circa dieci milioni in meno all’anno, cinque riposi in meno, livelli di attestazione contrattuale più bassi e lunghi) derivano dall’accordo del 8-8-97 (firmato da Azienda e Cgil-Cisl-Uil-Ugl-SinPa) che nei suoi effetti dannosi a preceduto in SEA il Patto per Milano dell’autunno ’99. Tutto ciò nonostante la posizione ambigua della Cgil che ha fatto finta di dissociarsi in sede comunale, per poi attuare azioni peggiorative in sede aziendale. Come ha dichiarato, in sede di Consiglio Provinciale l’8-2-2000, il presidente Fossa: - renderà presto più appetibile la SEA, per aprire definitivamente alla sua privatizzazione -.Contemporaneamente anche in SEA si è sviluppata la precarietà lavorativa attraverso l’assunzione di centinaia e centinaia di lavoratori a tempo determinato e Part-Time; ovviamente tutti falsi stagionali e Part-Time (a 4 e 6 ore) perché quasi sempre utilizzati per 8 ore.

Nel Comune e nelle Aziende controllate, tutto è avvenuto con la sola opposizione del sindacalismo di base e con l’accondiscendenza invece di Cgil-Cisl-Uil ed i loro “reggicoda”.

Di fronte a questo di cose in cui emerge un disegno unico ed uguale della politica Confindustriale applicata in tutti i settori, in tutti i contratti, in tutte le aziende (ultimo il CCNL Autoferrotranvieri) il Sindacalismo di Base ha deciso di aprire una fase di lotta e di mobilitazione, a livello locale e nazionale, contro la Giunta Albertini, Governo ed Imprese per contrastare privatizzazioni e Patto di Milano.

GIOVEDI’ 16 MARZO 2000 SCIOPERANO I LAVORATORI DI ATM, AMSA E CENTRALE DEL LATTE

SCIOPERO A.T.M.

OPERAI-IMPIEGATI E MUSEALI                    DALLE 08,45 ALLE 12,45

TUTTO PERSONALE VIAGGIANTE                         DALLE 18,00 ALLE 22,00

 I LAVORATORI IN SCIOPERO AL MATTINO ED I CONDUCENTI LIBERI DAL SERVIZIO SONO INVITATI A PARTECIPARE IN MASSA ALLA ASSEMBLEA CHE SI TERRA’ PRESSO

 Milano, 13 marzo 2000


SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE IL 16 MARZO 2000

Il 2 marzo 2000 Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil hanno sottoscritto (Ugl e Faisa-Cisal lo hanno firmato a parte) l’accordo preliminare per il rinnovo del CCNL, che si trasforma da Contratto Autoferrotranvieri a Contratto delle Aziende “PRIVATE” di Mobilità.

Malgrado che l’accordo rinvii la definizione di molte materie importanti alla discussione delle parti, che si svolgerà nei prossimi mesi (la quantità e le caratteristiche degli aumenti salariali dovranno essere definite entro il 2/6/2000, pesa l’intervento dei Ministri del Lavoro e dei trasporti con un “lodo”), è possibile esprimere un giudizio fin d’ora, poiché gli aspetti già definiti e l’enunciazione delle logiche che saranno perseguite nel proseguo della trattativa sono pericolose ed allarmanti.

I CONFEDERALI HANNO CHIAMATO I LAVORATORI ALLA LOTTA CONTRO IL DOPPIO REGIME SALARIALE E PER  L’UNICITÀ CONTRATTUALE. EBBENE, SONO PROPRIO QUESTI DUE “PALETTI” CHE NON SONO STATI RISPETTATI, POICHE':

Ø      Per i neoassunti viene introdotto non solo il DOPPIO REGIME NAZIONALE (non attribuendo loro l’assegno ad personam), ma anche il DOPPIO REGIME AZIENDALE (non attribuendo loro alcune voci della retribuzione aziendale);

Ø      L’UNICITÀ CONTRATTUALE E’ SOLO “VIRTUALE” è solo formale e non sostanziale visto che per i neo assunti nel settore manutenzione-servizi ausiliari e nel settore Amministrativo il valore del parametro (ex livello) d’ingresso e la relativa retribuzione verranno rideterminati facendo riferimento ai corrispondenti contratti merceologici (metalmeccanico, commerciale ecc…).

Con l’accordo preliminare, oltretutto, sono decadute le “solite” promesse dell’eliminazione dei 15 mesi per i CFL e la riduzione (a livello nazionale) dell’orario di lavoro a 38 ore che viene rimandato al secondo biennio, dicendo –per altro- che “il costo dell’eventuale riduzione d’orario sarà compreso nei costi del secondo biennio stesso e non a carico delle aziende”.

Sull’orario di lavoro, in oltre, viene riconfermato l’aumento della flessibilità (17 settimane) e l’eliminazione degli abbuoni SENZA CHE CIÒ COMPORTI COSTI AGGIUNTIVI PER LE AZIENDE, nonché IL RAGGIUNGIMENTO DELLE 39 ORE (effettive) PER TUTTE LE AZIENDE!

Sulla cosiddetta UNA TANTUM (lire 2.0000.000 lordi al 5° livello) facciamo osservare che:

1.      Pur assorbendo due anni e mezzo di vigenza contrattuale (dal 1/198 al giugno 2000) non sarà conteggiato nel TFR (liquidazione) e non è specificato se sarà pensionabile (crediamo proprio di NO!);

2.      Verrà corrisposta in misura corrispondente di effettiva prestazione (esclusa malattia, infortunio ecc..), considerando il periodo gennaio ‘98-giugno 2000;

3.      Verrà corrisposta solo ai dipendenti in forza al 2 marzo 2000;

4.      Sarà pagata in due tranches (la data della seconda verrà stabilita in seguito……FORSE!) nonostante che corrisponda –prevalentemente- a competenze che i lavoratori avrebbero dovuto ricevere in cambio della completa riforma “al ribasso” del proprio salario e della scala parametrale.

I soci in affari (Sindacati-Aziende-Governo) ci dicono che con questo contratto –modificando l’attuale inquadramento, variando la scala parametrale, introducendo il doppio regime per i neoassunti (come elemento permanente)- le aziende ridurranno il costo del lavoro diventando più competitive.

COMPETITIVE CON CHI? (!) FORSE CON LA COREA!

Infatti il contenimento del costo del lavoro previsto dall’accordo non comporta una maggiore competitività delle aziende “pubbliche”, considerato che le misure di contenimento costo del lavoro riguardano anche le aziende private.

Il vero obiettivo del Governo, degli Enti Locali e delle Aziende e dei Confederali non è tanto quello di rendere più competitive le Aziende Pubbliche rispetto alle private, quanto quello di rendere meno costoso tutto il sistema dei trasporti sia pubblici che Privati.

Questo per conseguire – con il contenimento dei costi di gestione (prevalentemente costi del personale)- due obiettivi:

1.      Ridurre il finanziamento pubblico (Patto di Stabilità), anche mediante la definizione di contratti di servizio sempre più “capestro”;

2.      Rendere più appetibile il servizio pubblico per il capitale privato, quando le condizioni per conseguire elevati profitti (per favorire questi processi si suddividono in lotti, si introduce l’azionariato diffuso, si creano le Holding….); basta vedere ciò che accade alla AEM-ENEL-POSTE e TELECOM.

Ma come sarà la nuova riparametrazione, se passasse questo contratto? Facciamo degli esempi:

- un CONDUCENTE nuovo assunto partirà da un parametro 127 (7° livello), ma a differenza del CFL per raggiungere il parametro 144 (6° liv.), anziché impiegarci 24 mesi ci impiegherà 9 ANNI. Per tutti i CDL ci sarà lo specchietto per le allodole, la possibilità di raggiungere dopo 21 anni di guida EFFETTIVA il parametro 166 (5°/bis). Attenzione, l’aumento in busta tra 5° e 5°/bis equivale a 50.000 lire ca. LORDE.

- Un OPERAIO nuovo assunto partirà da un parametro 118 (tra 8° e 7° liv.). Tutti invece potranno arrivare al massimo ad un parametro 159 (5° liv.). I pochi “fortunati” potranno aspirare alla figura di Operatore-Certificatore con parametro 164 (appena sotto il 5° bis).

- Gli IMPIEGATI partiranno da un parametro 118 (tra 8° e 7° liv.) e potranno arrivare al massimo ad un parametro 159 (5° liv.). ATTENZIONE… per gli operai e gli impiegati non si conoscono i tempi e i modi per l’acquisizione dei parametri.

- un MACCHINISTA partirà da un parametro 139 (tra 7° e 6°liv.) e, come i conducenti, dopo 21 anni di guida EFFETTIVA potranno raggiungere il parametro 173 (4° liv.). ATTENZIONE… visto che il parametro d’ingresso (139) è più basso di quello del CDL che vince il concorso per macchinista, si presume che in futuro i macchinisti verranno assunti senz’altro dall’esterno. Infatti le future linee della MM 4 e  5 saranno private.

- Gli AMT avranno un solo parametro 175 (2 punti in più del 4° liv.). Non si sa come potranno accedere agli altri due parametri previsti 184 e 191. Forse col solito sistema.

I LAVORATORI ATM STANNO CONDUCENDO UNA BATTAGLIA DI CIVILTÀ LUNGA PIÙ DI DUE ANNI CONTRO IN TENTATIVO DI SACRIFICARE SULL’ALTARE DEL PROFITTO LA QUALITÀ E LA SICUREZZA DEL SERVIZIO, PEGGIORANDO LE CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO, SOSTITUENDO IL LAVORO GARANTITO CON LAVORI SEMPRE PIÙ PRECARI, SEMPRE PIÙ FRAMMENTATI, SEMPRE PIÙ SFRUTTATI, SEMPRE MENO TUTELATI.

Queste sono le valutazioni negative sul preliminare contrattuale del 2 marzo 2000 che, aggiunte alle modifiche peggiorative sia della Legge 146/90 (inasprimento delle sanzioni, rafforzamento dei poteri repressivi della Commissione di Garanzia introducendo la rarefazione oggettiva degli scioperi…) sia della Legge 142/90 (per immettere sul mercato un pacchetto azionario superiore all’attuale 51%) completano il quadro - normativo, economico e legislativo – fortemente pesante per la categoria e, pertanto, riteniamo necessario mobilitare i lavoratori del trasporto pubblico locale invitandoli a:

ADERIRE IN MASSA ALLO SCIOPERO NAZIONALE DELLA CATEGORIA DI 4 ORE DEL 16 MARZO 2000 INDETTO DA TUTTI I SINDACATI DI BASE

OPERAI, IMPIEGATI MUSEALI………………DALLE 08,45 ALLE 12,45

OPERAI TURNO 15/23 - 23/6,30 e notte fissa…..LE ULTIME 4 ORE DEL TURNO  

COORDINAMENTO NAZIONALE SINDACATI DI BASE

S.L.A.I. COBAS A.T.M. CNL-trasporti, RDB CUB trasporti, SIN-COBAS, FLTU-CUB

10 marzo 2000


COMUNICATO STAMPA

IL SINDACATO DI BASE AUTORGANIZZATO DELL’ATM DI MILANO VALUTA NEGATIVAMENTE IL PRE-ACCORDO RAGGIUNTO DAI CONFEDERALI IL 2-3-2000 AL MINISTERO DEL LAVORO PER IL RINNOVO DEL CCNL.

Lo SLAI-COBAS A.T.M., con riferimento all’intesa raggiunta in data 3-3-2000 e relativa al rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri, esprime una valutazione completamente negativa:

“ Per quanto si può dedurre dai comunicati della stampa riservandoci, pertanto, una valutazione più ampia, non appena verremo in possesso del documento integrale in questione, consideriamo l’intesa raggiunta al Ministero del Lavoro per il settore del TPL, l’ennesima batosta per la categoria.

ü      L’una-tantum di 2 milioni elimina di fatto due anni di aumenti strutturali della retribuzione che avrebbero avuto effetti anche sulla previdenza dei lavoratori;

ü      il nuovo inquadramento professionale previsto su 4 aree operative e altre 4 professionali, comporterà plurimansione e diversità salariali anche tra lavoratori di pari livello e qualifica;

ü      l’inserimento del doppio regime salariale porterà i nuovi assunti (sempre più precari con l’inserimento dei contratti a tempo “lavoro interinale”) ad avere stipendi pari a quelli in vigore negli anni 80;

ü      Inoltre, gli aumenti economici concordati, non consentono di mantenere il giusto potere d’acquisto degli stipendi, considerando l’innalzamento del tasso d’inflazione reale rispetto a quello programmato, utilizzato per definire le richieste salariali ”;

ü      Viene inoltre confermato l’aumento dell’orario di lavoro a 39 ore per i dipendenti delle aziende (come ATM) che ne effettuano 36.

Questa pre-intesa sancisce la fine definitiva della categoria autoferrotranvieri per passare a quella delle aziende della mobilità, che proietta indietro i diritti e le conquiste dei lavoratori di trent’anni. Si sancisce una riduzione del salario medio vicina a quella avutasi con il contratto delle ferrovie del 30%, a fronte di maggior flessibilità, precarietà, carichi di lavoro e plurimansioni.

Si ricorda che i lavoratori dell’ATM di Milano, durante le assemblee tenutesi nei mesi scorsi già bocciarono sonoramente la bozza di piattaforma presentata dai confederali, come fecero in occasione del rinnovo del CCNL nel luglio 1997.

Infine, SLAI-COBAS annuncia che aderirà allo sciopero nazionale già proclamato da tutte le OO.SS. di base per il giorno 16 marzo 2000, contro le modifiche legislative peggiorative della L. 146/90 (la c.d. legge antisciopero), oltre che per un rinnovo contrattuale dignitoso e migliorativo delle condizioni di vita e di lavoro di tutti i lavoratori del settore.

SLAI Cobas ATM

Milano li, 3 marzo 2000


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