Bellaria 5-7 dicembre 1998
VERBALE DEL 4° CONGRESSO NAZIONALE
SLAI COBAS
Bellaria Igea Marina, 5-6-7 dicembre 1998
Il nostro 4° congresso nazionale ha visto una straordinaria partecipazione dei compagni/e da tutta Italia : 300 congressisti, dei quali 170 con diritto di voto.
I lavori sono iniziati alle ore 17.00 del 5 dicembre con la relazione sul documento politico dintroduzione al dibattito tenuta da Aldo Milani (Regione Lombardia), e quella sul documento organizzativo tenuta da Francesco Rizzo (Credito Milano).
La presidenza è stata tenuta da : Emilia Calini (Alfa Mi) - Vittorio Granillo (Alfa Pomigliano) - Anzalone Domenico (Fiat Torino) - Valentino Sarli (Fiat Melfi) - Aldo Milani (Regione Lombardia).
Sono stati nominati con 1 solo astenuto e nessun contrario i seguenti compagni/e componenti le commissioni per la stesura dei documenti finali:
Aldo Milani (Mi) Malavenda Mara (Na) Riboldi Giorgio (Mi) Marzio Sturaro (Pd) Riformetti Marco (Lu) Ferrari Antonio (Va)
Rizzo Francesco (Mi) Granillo Vittorio (Na) Mosca Daniela (Mi) Scardigli Sandro (Fi) Giannantonio Angelo (Cb) Battaglia Saverio (Mi) Patania Giovanni (VV)
Si sono inoltre tenute riunioni specifiche e di settore durante le pause pranzo e nelle serate di sabato e domenica (Fiat/metalmeccanici, Pubblico Impiego, Poste, Chimici, Legale).
Al dibattito congressuale sono intervenuti 41 compagni/e - Altri 17 compagni/e iscritti a parlare non sono potuti intervenire per mancanza di tempo.
Hanno partecipato ai nostri lavori gli avvocati Alberto Medina di Milano, Zampella Arcangelo di Napoli, Callaioli Fabrizio di Piombino (Li), Squillace Ettore, Alessandro Capuzzo e Barbara Gasparini di Padova, Bucato Capozza Alfredo, Raffaele Rosa e Romina Cannoletta di Lecce, Rosario Conte di La Spezia, Gaetano Caterina di Campobasso.
Nel tardo pomeriggio di domenica è stata messa ai voti la seguente proposta per la nomina del Coordinamento Nazionale e delle Commissioni Permanenti:
Criterio per lindividuazione del numero dei componenti il coordinamento nazionale.
da 1 a 400 iscritti ==> 1 delegato da 401 a 800 iscritti ==> 2 delegati da 801 a 1600 iscritti ==> 3 delegati da 1601 in poi ==> 4 delegati
Come responsabile Commissione Organizzazione Nazionale viene proposto - Francesco Rizzo (Mi), come responsabile Commissione Informazione Nazionale viene proposto - Tammaro Antonio (Na)
Il primo Coordinamento Nazionale nominerà, al proprio interno, 3 compagni/e che costituiranno la Commissione Organizzazione e 5 compagni/e che costituiranno la Commissione Informazione.
Questi incarichi sono revocabili dal Coordinamento Nazionale, qualora, a giudizio di questo organismo, non abbiano svolto concretamente i loro compiti. E sottointeso che il delegato al Coordinamento Nazionale, se sostituito o revocato dal rispettivo Coordinamento Provinciale, decade anche dallincarico assegnatogli dal Coordinamento Nazionale.
Ogni Coordinamento Provinciale nominerà i propri referenti organizzazione e informazione, revocabili dal Coordinamento Provinciale stesso.
Le tematiche su cui dovranno nascere i gruppi di lavoro e di settore nazionali verranno individuate dal Coordinamento Nazionale, che ne nominerà i responsabili, anche eventualmente al di fuori dei componenti il Coordinamento Nazionale.
Questi parteciperanno di diritto al Coordinamento Nazionale.
La proposta è stata approvata con 1 voto contrario e 7 astenuti.
N.B. E stata anticipata la votazione in quanto il 30% dei delegati al congresso ha dovuto ripartire nella serata di domenica per motivi di lavoro.
Nella mattinata di lunedì si è proceduto alla votazione delle proposte di modifica allo statuto.
Le prime tre proposte sono state avanzate da Gino Orsini (USL 31 Rho-Mi), la quarta da Francesco Rizzo (Credito Milano)
1°) Dichiarazione dei principi fondamentali i commi 5 e 7 recitano :
(5) ...ma anche come espressione e pratica di ideali sociali, valori culturali, speranza e determinazione per una vita diversa e migliore : lembrione di un potere alternativo a quello dominante. (7) dichiara che il lavoro umano non è una merce e si batte per la conseguente trasformazione alternativa della società e dei meccanismi sociali di produzione.
Proposta di modifica:
(5) ... ma anche come espressione e pratica di ideali sociali, valori culturali, speranza e determinazione per una vita diversa e migliore. (eliminare frase finale) (7) dichiara che il lavoro umano non è una merce e lotta per labbattimento dellattuale sistema economico-sociale.
La presidenza chiede che venga respinta Votazione: 7 voti a favore e 4 astenuti
2°) Tessere e contributi larticolo 5 recita :
Le modalità di iscrizione allo SLAI/Cobas sono determinate con deliberazione del Coordinamento Nazionale
Proposta di modifica
La modalità di iscrizione allo SLAI sono decise dai Cobas delle singole realtà lavorative.
La presidenza chiede che venga respinta votazione : 5 a favore e 4 astenuti
3°) Organi Sociali articolo 9 comma 9 - Proposta di integrazione
la segreteria provinciale di coordinamento elegge al suo interno con al maggioranza del 51% dei presenti il Coordinatore Provinciale della Segreteria, il quale assume la rappresentanza legale su base provinciale dellassociazione. Coordinatore Provinciale e amministratore/i provinciale possono essere sostituiti a seguito di deliberazione del coordinamento provinciale a maggioranza di almeno il 51% degli aventi diritto al voto presenti. Coordinatore Provinciale e Amministratore/i provinciale non possono ricoprire tali incarichi per più di due anni consecutivi.
La presidenza chiede che venga respinta votazione : 3 a favore 0 astenuti
4°) Tesseramento e contributi proposta di integrazione allart. 5
"una quota di £ 10.000 annue per ciascun iscritto dovrà essere versata nel Fondo Nazionale da parte di ciascun Coordinamento Provinciale. Il versamento dovrà essere effettuato allatto della consegna della tessera se questa viene pagata in ununica soluzione annua, secondo modalità che saranno stabilite dal Coordinamento Nazionale ne caso di versamenti periodici. Le quote del Fondo Nazionale dovranno essere versate da ciascun provinciale entro e non oltre il 31 marzo dellanno in corso, qualora un coordinamento provinciale non eseguisse tale versamento il/i coordinatore/i provinciale/i saranno privati dei poteri ad operare in nome e per conto dello Slai Cobas. Qualora i versamenti non pervenissero successivamente a questa prima scadenza, entro il 30 giugno dellanno in corso, il provinciale sarà dichiarato non più rappresentativo territorialmente per lo Slai Cobas, ed i singoli Cobas che volessero continuare ad operare con lo Slai dovranno provvedere a versare le intere quote associative sul conto nazionale. Il/i coordinatore/i provinciale/i che non effettueranno i versamenti dovuti al Fondo Nazionale, non potranno più in alcun caso ricoprire nuovamente tale incarico."
La Presidenza propone la seguente modifica (accettata dal presentatore dellemendamento), da sottoporre al voto:
"UNA QUOTA DI £. 10.000 per ciascun iscritto dovrà essere versata nel fondo nazionale da parte di ciascun coordinamento provinciale secondo modalità che saranno stabilite dal coordinamento nazionale.
Votazione: approvata con 7 contrari e 2 astenuti
N.B. In merito a questa integrazione il primo coordinamento Nazionale emetterà una delibera sulle modalità del tesseramento ed eventuali sanzioni da adottare nei confronti dei coordinamenti provinciali inadempienti la nuova norma statutaria.
SI È POI PROCEDUTO ALLA VOTAZIONE DEL DOCUMENTO FINALE presentato da Daniela Mosca e Riformetti Marco a nome della commissione organizzazione e politica riunite congiuntamente.
Approvato con 104 voti favorevoli . . . . . . . . . . . . . . . 5 voti contrari . . . . . . . . . . . . . . . 8 astenuti
Componenti del Coordinamento Nazionale
Partecipano di diritto al Coordinamento Nazionale : Responsabile Commissione Organizzazione Nazionale - Francesco Rizzo (Mi), Responsabile Commissione Informazione Nazionale - Tammaro Antonio (Na) Responsabile dei gruppi di Lavoro e di settore se identificati al di fuori dei componenti il Coordinamento Nazionale.
N.B. Tutti i compagni/e eletti nel Coordinamento Nazionale devono garantire la loro presenza alle riunioni e possono, eccezionalmente, essere sostituiti da altri decisi dal proprio Coordinamento Provinciale.
Sono da formalizzare il coordinatore provinciale e quindi il componente del coordinamento nazionale per Prato - Bari - Brindisi.
DOCUMENTO CONCLUSIVO
Il 4° congresso dello Slai Cobas si svolge in una fase molto delicata e ricca di avvenimenti: la caduta di Prodi e l'avvento di D'Alema al governo, le elezioni delle Rsu nel pubblico impiego, il rinnovo del CCNL dei metalmeccanici e del PI, solo per fare alcuni esempi. I Cobas sono chiamati ad un forte impegno, ad un vero e proprio salto di qualità, sia in termini di consolidamento organizzativo, sia in termini di individuazione di obbiettivi e campagne politico-sindacali su cui basare la nostra iniziativa sui luoghi di lavoro nella prossima fase.
Inutile spendere altre parole sulla triplice e sul suo ruolo di co-gestore delle politiche di attacco ai lavoratori. Dopo il determinante appoggio nello smantellamento dei diritti e delle conquiste a partire dalle pensioni (ed oggi, con i fondi pensione integrativi e con l'assistenza sanitaria integrativa, si capisce anche "perché"), dopo la politica di contenimento salariale e l'abolizione dell'indicizzazione automatica del salario, dopo il via libera ai patti territoriali, ai contratti d'area, al lavoro interinale, all'estensione senza controllo di contratti di formazione-lavoro e del part-time, dopo l'introduzione di nuove figure lavorative precarie come il lavoro coordinato o il lavoro in coppia ; insomma, dopo anni di attacco senza sosta al salario sociale (diretto, indiretto, differito) e ai diritti, adesso Cofferati si fa promotore di un ulteriore e definitivo attacco al diritto di sciopero, diritto che si vuole sottrarre alla libertà dei lavoratori (come ancora previsto dalla Costituzione) e sottomettere al controllo dei confederali. Ma questo ennesimo attacco all'autonomia della classe operaia che verrà portato in modo congiunto da Cgil-Cisl-Uil e governo, è, per certi aspetti, anche la manifestazione di una profonda debolezza; cresce il disagio contro le politiche anti-popolari di sindacato, governo e padroni che contro questo disagio tenteranno di dispiegare tutti gli strumenti repressivi. La risposta dei lavoratori deve essere chiara ed inequivocabile; lo Slai deve farsi promotore di una nuova stagione di lotte.
In questi ultimi due anni lo Slai è notevolmente cresciuto; sono nati nuovi Cobas e nuovi coordinamenti provinciali. Lo Slai ha esteso il raggio della sua influenza sia sul piano territoriale che su quello dei settori lavorativi. Ma una crescita in termini quantitativi è un fatto di cui rallegrarsi solo se ad essa corrisponde una crescita di iniziativa, una maggiore capacità di intervento e di mobilitazione e una maggiore capacità di coordinamento.
In questa ultima fase lo Slai ha affrontato l'appuntamento delle elezioni delle Rsu nel pubblico impiego. Siamo riusciti a presentare un centinaio di liste e ad eleggere quasi dovunque delegati. E' un primo risultato che ci ha consentito di far nascere nuovi Cobas e soprattutto di verificare una presenza ed un consenso.
Oggi lo Slai ha nel pubblico impiego una presenza rilevante tanto è vero che si è diversificata la composizione stessa degli iscritti: siamo passati dalla prevalenza del settore privato, particolarmente metalmeccanico, dei primi anni ad un ampliamento della nostra base organizzativa. Questa trasformazione non è solo una trasformazione nostra, ma è anche una trasformazione sociale nella quale il rapporto tra le diverse figure è in continuo movimento. La classe operaia è e resta centrale nello scontro sociale, ma al suo interno ed intorno ad essa emergono nuove figure sempre più precarie e proletarizzate da un costante peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro. Oggi una parte rilevante del mondo del lavoro è assunta con contratti atipici con una quota crescente di lavoro immigrato. Lo Slai deve attrezzarsi nella sua analisi e nelle sua forma organizzativa per intervenire e rappresentare tutte le figure del lavoro subordinato e salariato, anche valorizzando aspetti di intervento territoriale nell'ambito di un rafforzamento del ruolo dei Cobas.
Nella prossima fase lo Slai è chiamato a svolgere un ruolo decisivo. Non possiamo quindi esimerci dal ragionare sul quadro politico che si presenta. E' chiaro innanzitutto che la nascita del governo D'Alema non costituisce un passo avanti per i lavoratori. Sin dalle sue prime iniziative questo governo si è caratterizzato in termini di continuità con le politiche di attacco alle condizioni di vita e di lavoro ai lavoratori e al proletariato: il patto sociale che si sta definendo sulla base della conferma ed anzi dello sviluppo degli accordi del 23 luglio 1993 con l'introduzione di ulteriori forme di precarizzazione e flessibilità; la sostanziale delegittimazione del livello nazionale della contrattazione che tende a dare mano libera ai padroni e a liberarli dai vincoli di carattere nazionale, il finanziamento pubblico dell'impresa privata e della scuola confessionale L'attacco contro i lavoratori, contro le loro conquiste sociali, continuerà anche nella prossima fase e sarebbe molto pericoloso illudersi che, senza determinati rapporti di forza tra proletariato e borghesia, sia possibile avere politiche di miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro. L'unico elemento che è in grado di fare la differenza su questo terreno è l'autorganizzazione dei lavoratori. Solo una larga mobilitazione contro governo, padroni e sindacati filo-padronali è possibile rilanciare una prospettiva di difesa che vada oltre la pura resistenza o, come in certi casi, la pura testimonianza.
Abbiamo bisogno di individuare, sin da subito, quali sono i terreni sui quali intendiamo dispiegare la nostra iniziativa, nello spirito che ci ha sempre contrassegnato, e cioè quello di lanciare l'iniziativa di massa confrontandoci sui contenuti con tutti, ma avendo come punto di riferimento i lavoratori, non le sigle sindacali. La ricostruzione di un sindacato di classe forte, capace di incidere realmente, è ancora un obbiettivo non raggiunto; ma non saranno le intese "al vertice" a farci fare passi in avanti. Detto questo, proponiamo, come terreni di iniziativa per la prossima fase:
Il 4° Congresso Nazionale dello Slai Cobas assume il documento politico iniziale e approva nelle sue linee generali il documento organizzativo sottoposto al dibattito dell'assemblea congressuale.
Bellaria 7 dicembre 1998