SLAI COBAS
sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategorialeIl 9 marzo 2010 al Tribunale di Lodi ci sarà l’udienza relativa agli scontri avvenuti alla Fiege Borruso di Brembio, quando i lavoratori in sciopero presidiavano la logistica per difendere il loro posto di lavoro.
In quell’occasione furono arrestati Fulvio Di Giorgio, delegato RSU e Coordinatore del SLAI COBAS e Gremi Emir, operaio di una cooperativa; l’accusa: resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
I lavoratori di Brembio, Slai Cobas e tanti altri lavoratori e compagni accorsi hanno difeso con forza e determinazione il diritto al lavoro e si battono contro l’utilizzo di cooperative che sfruttano e non garantiscono la continuità del lavoro, che scaricano i lavoratori quando il padrone non ne ha più bisogno.
La colpa è quella di impegnarsi in prima persona contro lo sfruttamento, la precarietà, l’uso dei lavoratori considerati merce, da utilizzare e gettare quando non c’è più bisogno.
Invitiamo tutti coloro che possono essere presenti all’udienza del 9 marzo alle ore 9.30 per far sentire loro il nostro sostegno.
Crema, 7 marzo 2010
il Coordinamento Slai Cobas di Cremona
Documento dei lavoratori degli uffici giudiziari del distretto di Brescia (19-2-2010)
IPERCGIL … L’IDRA A DUE TESTE
Coop e sindacati confaziendali
Dietro le melense pubblicità “la Coop sei tu” scopriamo invece che la Coop sono sempre i soliti padroni. È di questi giorni le rivelazioni della stampa che: “la Coop Lombardia aveva assoldato agenzie di intercettazioni per spiare illegalmente i propri dipendenti. Emerge una inquietante vicenda di microspie nei luoghi dove si lavora. In diverse coop in Lombardia sono state piazzate telecamere nascoste e sistemi di registrazioni audio per spiare i movimenti, le parole, i segreti, la vita privata di decine e decine di dipendenti. Occhi nascosti, piazzati negli uffici, nei box office, nei punti vendita, persino ai piani nobili della direzione centrale di Coop Lombardia. Venivano installati anche impianti di intercettazione nei centralini dei supermercati che registravano ogni telefonata. Centinaia e centinaia di conversazioni che venivano ascoltate, filtrate e vagliate. Da quelle innocenti sull’influenza dei figli di qualche dipendente sino alle storie di amori e amanti tra colleghi, di scontri tra cordate avverse di manager”(quasi 300 mila euro spesi per gli spioni da “ la Coop se tu”. Tanto come cliente li paghi tu).
Oltre a dover dare con ciò, motivate spiegazioni ai propri dipendenti (le intercettazioni e le spie sono la routine che attuano da sempre i padroni), la Coop si sente disturbata di doversi ritrovare anche in azienda sindacati scomodi ai loro interessi. Appena hanno il sentore che i lavoratori tentano di sviluppare progetti di autorganizzazione sindacale per scrollarsi di dosso il confederume sindacale, entra in azione l’Idra IPERCGIL.
L’azienda Coop fa i suoi sporchi profitti sulla pelle dei propri dipendenti come tutti i padroni di questo mondo, con l’utilizzo smodato di contratti a tempo determinato, finte cooperative, una jungla di part-time e lavoro straordinario, domeniche lavorative obbligatorie, aumento dei carichi e ritmi di lavoro, turni di lavoro flessibili alle casse, salari taglieggiati da accordi sindacali infami, sindacati e sindacalisti di comodo in azienda, capi e capetti che vessano i lavoratori al fine di renderli più deboli, e di costringerli all’obbedienza servile. I ravanelli della CGIL stanno attenti a non disturbare e a stemperare le sbavature conflittuali che dovessero sorgere.
Lo Slai Cobas è un sindacato scomodo per i padroni e i confaziendali, e lorsignori lo sanno bene, perchè vedono minare i loro interessi di bottega, ed intacca il ruolo dei mestieranti sindacali retribuiti a tempo pieno, che dietro lo schermo di un fittizio carattere antagonistico, in realtà sono addomesticati agli interessi padronali.
L’azienda si sceglie i sindacati che gli fanno più comodo. I lavoratori dell’IPERCOOP di Crema attraverso l’autorganizzazione sindacale SLAI Cobas, proveranno ad arginare questa porcheria, per una ripresa della lotta per la propria dignità ed emancipazione, a difesa dei propri diritti.
Ultimamente l’IPERCGIL si è sentita minata nel suo potere quando il sindacato scomodo SLAI Cobas ha dichiarato anche l’intenzione di organizzare all’interno dell’IPERCOOP di Crema le elezioni RSU e RLS. Sanno bene, e per questo ne hanno paura, che anche le elezioni per i rappresentanti sindacali in azienda potranno sancire la loro sconfitta, altroché non si spiega tutto questo fervore antisindacale nei confronti dei lavoratori/trici dell’IPERCOOP di Crema, che tentano di cambiare rotta alla decadenza filo padronale dei confaziendali e per ripristinare la tutela dei propri diritti.
La linea della Coop Lombardia è quella di smorzare sistematicamente le nostre richieste insabbiando nel silenzio ogni cosa. I loro rapporti “sindacali” si rivolgono solo verso quelli che loro chiamano “i sindacati tradizionali”. Noi invece saremmo quelli “nuovi” e quindi veniamo curati nella loro attività antisindacale direttamente dal “Comando Centrale Coop Lombardia” a Milano.
Abbiamo avviato regolarmente la consultazione per le elezioni RSU e RLS in azienda nel rispetto dei loro accordi, ma questo non è bastato, e allora meritano solo un bel conflitto campale attraverso lo sciopero (quello vero). L’IPERCGIL è un idra a due teste, una parte nega formalmente l’avvio della consultazione attraverso le elezioni sindacali, non fornendo gli elenchi degli aventi diritto al voto e di un locale idoneo per la commissione elettorale per espletare le funzioni del loro mandato, l’altra fa “melina”, ammette che andrebbero effettuate le elezioni delle RSU (ormai scadute da più di un anno), ma le rinvia sine die, prevedendo un risultato catastrofico. In questi giorni fanno girare la voce che alle future elezioni parteciperanno solo i propri fidati tesserati ... La Coop Lombardia gongola verso i suoi più fidi servi. Lo SLAI Cobas e i lavoratori oltreché ricorrere in giudizio, inviterà i dipendenti della IPERCOOP di Crema a recidere le teste dell’Idra, ed attuare forme di lotta e scioperi che ristabiliranno formalmente i rapporti di forza, anche attraverso campagne di boicottaggio dei prodotti Coop.I lavoratori e le lavoratrici dell’IPERCOOP di Crema
in questa battaglia, non saranno lasciati soliSLAI COBAS CREMONA – Via Mazzini, 24 – Bagnolo Cremasco (CR) slaicobascremona@gmail.com tel. 0373473214
15 gennaio 2010
Cgil-Cisl-Uil, unite alla grande, sulla pelle dei lavoratori chimici!
da SLAI Cobas COIM 10-1-2010
LODI LA POLIZIA CARICA SELVAGGIAMENTE GLI OPERAI IN SCIOPERO
31 dicembre 2009Ieri sera i lavoratori di una cooperativa in sciopero sono stati duramente caricati dalla polizia mentre picchettavano l'ingresso dell'azienda in protesta contro il piano di licenziamenti. Almeno due partecipanti al picchetto sono in ospedale, altri due sono trattenuti in questura; uno dei trattenuti in caserma è un sindacalista dello slai cobas, l'altro un operaio di 31. Tra i feriti, pare, anche un dirigente della Digos.
Le cariche si sono verificati nel corso di un picchettaggio teso a impedire l'uscita dei mezzi dalla ditta per protestare, contro la variazione dei contratti che la societa' avrebbe stipulato con delle cooperative.
Il presidio si è poi spostato davanti alla "Rsz New Projects società cooperativa", presso Fiege Borruso S.P.A., Località Garibaldino - Brembio (LO), quindi sotto la questura di Lodi per ottenere il rilascio dei compagni fermati.
La ristrutturazione in atto prevede che il subentro della nuova coperativa assumerà la metà dei lavoratori con contratti particolari e con salario da fame, e l'altra metà potrebbe essere spostata alle stesse condizioni in siti a 50Km dall'attuale sito.Alcuni video su:
http://www.youtube.com/watch?v=h9pSh2cXm1M
http://www.youtube.com/watch?v=u9em7x9y0zU
http://www.youtube.com/watch?v=_ZqaLfZspf4
http://www.youtube.com/watch?v=Zn1ZN6fmp18SLAI Cobas
Coordinamento Provinciale di Cremona
LA CRISI la paghino i padroni - PRESIDIO ORGANIZZATO A LODI SABATO 12 DICEMBRE DALLE 9.00 ALLE 18.00
COORDINAMENTO PER LA LOTTA
CONTRO IL PRECARIATO E LA DISOCCUPAZIONE
LODI
Contro la crisi - PRESIDIO A LODI DOMENICA 22 NOVEMBRE DALLE 9.00 ALLE 12.00 IN PIAZZA CASTELLO
COORDINAMENTO PER LA LOTTA
CONTRO IL PRECARIATO E LA DISOCCUPAZIONE
LODI
SABATO 7 NOVEMBRE 2009 ORE 21.00
ASSEMBLEA PUBBLICA
presso lo SPAZIO POPOLARE LA FORGIA
in Via Mazzini, 24 Bagnolo Cremasco (CR)
Comunicato stampa
INCENERITORE DI CASTIRAGA VIDARDO (LO):
La Ecowatt tace e il sindacato Fim CISL farfuglia.
26/10/2009
Comunicato stampa
7 ottobre 2009
IL TERMOVALORIZZATORE DI CASTIRAGA VIDARDO (LO) È STATO SPENTO
27 settembre 2009
Pupi, pupari, burattini e pupazzetti
[volantino SLAI COBAS METRONOTTE SAFE - 12 settembre 2009]
E il confederume sindacale che fa?? Nicchia!!
RSU SLAI Cobas COIM
9-7-2009
RSU SLAI Cobas COIM
14-6-2009
Comunicato
Costituito lo SLAI COBAS alla C.O.I.M. S.p.A. - Chimica Organica Industriale Milanese -
Si è costituito lo SLAI COBAS alla C.O.I.M. S.p.A. - Chimica Organica Industriale Milanese presso l'unità locale di Offanengo (CR) che impiega più di 400 dipendenti. Un RSU/RLS è passato al SLAI Cobas.
I lavoratori sono stanchi di subire i soprusi di capi e capetti in azienda. E' ora di cambiare musica.
I lavoratori stanno rialzando la testa e hanno deciso di difendere le proprie condizioni di vita e di lavoro, contro i salari da fame e lo sfruttamento.SLAI COBAS Prov.le di Cremona
4-6-2009
IL LATRARE DEL CONFEDERUME SINDACALE ALLA METRONOTTE SAFE
[volantino SLAI COBAS METRONOTTE SAFE - 2 maggio 2009]
A QUANDO LE
ELEZIONI DEL RESPONSABILE DEI LAVORATORI
PER LA SICUREZZA
IN METRONOTTE SAFE?
[volantino SLAI COBAS METRONOTTE SAFE - 1° aprile 2009]

DOMENICA 22 FEBBRAIO 2009 Ore16.30
SPAZIO POPOLARE LA FORGIAPresentazione del libro
OPERAI, CARNE DA MACELLO
la lotta contro l'amianto a Sesto S. GiovanniParteciperanno:
DANIELA TROLLIO del "Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio"
MICHELE MICHELINO del "Centro di Iniziativa Proletaria G. Tagarelli" di Sesto San Giovanni ed ex operaio della Breda Fucine
FULVIO DI GIORGIO Coordinatore prov.le SLAI CobasPrologo
La storia: una storia di fatica, sudore, malattie e morti, ma anche lotte, solidarieta', gioia e vittorie.
I luoghi: Sesto San Giovanni, provincia di Milano. La Stalingrado d'Italia, la citta' operaia delle grandi fabbriche come la Breda, la Marelli, la Falck.
La fabbrica: la Breda Fucine, fondata nel 1886 col nome E.Breda & C. e chiusa nel 1997.
I protagonisti: operai, lavoratori, cittadini; uomini e donne molto spesso senza nome e senza volto.
Il killer: l'amianto, detto anche asbesto, il "miglior termodispersore al mondo". Pratico, economico ma anche mortale. In se' non e' pericoloso: lo diventa quando si usura e le piccolissime particelle di cui è composto (nell'ordine di millesimi di millimetro) si disperdono e vengono inalate. Allora vanno a concentrarsi nei bronchi, negli alveoli polmonari e nella pleura e provocano danni irreversibili ai tessuti.
Questo libro racconta come un gruppo di operai della Breda Fucine siano riusciti a portare sul banco degli imputati non solo i dirigenti di una fabbrica "di morte" ma un sistema economico che, in nome del profitto, calpesta e uccide uomini e natura.
E' una storia "vera", una storia collettiva come tante altre - magari sconosciute, ma che formano la Storia del movimento operaio - di uomini e donne che hanno portato avanti, contro tutto e contro tutti, una battaglia per la salvaguardia del diritto alla salute di lavoratori e cittadini.
E' a loro, alla loro tenacia e al loro coraggio, che e' dedicato questo libro.
Questa storia collettiva e' stata scritta non solo per ricordare.
A Sesto S. Giovanni il veleno si chiama AMIANTO. Ma potrebbe chiamarsi ARSENICO, come a Manfredonia, DIOSSINA come a Seveso o CVM come a Porto Marghera.
Il nome che avra' domani ancora non lo conosciamo.
Vogliamo far conoscere la nostra storia perché non si ripeta.INVITIAMO LA CITTADINANZA, I LAVORATORI E LE LAVORATRICI, LE ASSOCIAZIONI E I SINDACATI, I SETTORI SOCIALI PROLETARI, LE REALTA' DI LOTTA CHE SI OCCUPANO DI AMIANTO AD UN INCONTRO CON I PROTAGONISTI DI QUESTA BATTAGLIA DI GIUSTIZIA E CIVILTA', PER DISCUTERE ASSIEME SU UN PROBLEMA CHE RIGUARDA TUTTI NOI.
Via Mazzini, 24 - Bagnolo Cremasco (CR)
spaziopopolarelaforgia@gmail.com http://www.autistici.org/laforgia/
AMIANTO: dalla fabbrica al territorio i crimini del Capitalismo
Per decenni, la produzione e la lavorazione dell'Amianto hanno generato un flusso ininterrotto di profitti per i padroni (azionisti). Per tutto quel tempo il benessere dei lavoratori, dei consumatori e del pubblico non ha costituito una preoccupazione. L'eredita' lasciata dall'Amianto si trova nei polmoni della nostra gente e nella contaminazione dell'ambiente.
Infatti l'impiego che ha avuto prima del 1992, anno in cui e' stato messo fuori legge in Italia, e' stato vastissimo. L'amianto e' stato utilizzato fino agli anni ottanta per produrre la miscela cemento-amianto (Eternit) per la coibentazione di edifici, tetti, navi, treni; come materiale per l'edilizia (tegole, pavimenti, tubazioni, vernici, canne fumarie), nelle tute dei vigili del fuoco, nelle auto (vernici, parti meccaniche), ma anche per la fabbricazione di corde, plastica e cartoni. Inoltre, la polvere di amianto e' stata largamente utilizzata come coadiuvante nella filtrazione dei vini.
Virtualmente indistruttibile, l'amianto ha la proprieta' di resistere al fuoco ed al calore, agli agenti chimici e biologici, all'abrasione ed all'usura. Una fibra di amianto e' 1300 volte più sottile di un capello umano e le polveri di amianto, respirate, provocano l'asbestosi, nonche' tumori della pleura, ovvero il mesotelioma pleurico e dei bronchi, ed il carcinoma polmonare.
La mancata bonifica di questo disastro compiuto nel nome del profitto dei padroni perdura, nonostante la messa fuori legge della produzione e dell'impiego dell'amianto. Una produzione di nocivita' e morte che dalla fabbrica ha investito i territori producendo un disastro umano ed ambientale incalcolabile.
E di salute ci si comincia a preoccupare anche a Cappella Cantone (CR) dove la regione Lombardia vorrebbe realizzare una discarica di rifiuti speciali contenenti amianto in località Cascina Retorto, nonostante il parere contrario della popolazione.
Con l'amianto una lobby di potere si e' arricchita e qualcuno vuole continuare a farci soldi, mentre settori di operai e di popolazione ci si sono ammalati ed in alcuni casi, purtroppo non isolati, ci hanno rimesso la vita.
Chi si batte contro questo crimine per ottenere giustizia incontra, da sempre, gli ostacoli del potere, che puntualmente assolve i responsabili e cerca di mettere sotto silenzio il problema e coloro che lo sollevano.
Se i lavoratori vogliono affermare e difendere il loro diritto alla salute, alla giustizia, alla salvaguardia dell'ambiente e della natura, non devono più delegare a nessuno la difesa dei loro interessi. Dobbiamo lavorare per costruire un grande movimento di classe che unifichi tutte le lotte operaie e popolari, nella battaglia contro lo sfruttamento capitalista e la logica del profitto. Bisogna lottare per imporre condizioni di sicurezza sui posti di lavoro, affinche' altri non debbano subire e patire quello che hanno subito i nostri compagni e i loro familiari.
SLAI COBAS CREMONA
Elezioni RSU alla METRONOTTE SAFE
[volantino SLAI COBAS METRONOTTE SAFE - 13 febbraio 2009]
12 febbraio 2009: elezioni RSU Metronotte SAFE
[volantino SLAI COBAS METRONOTTE SAFE - 27 gennaio 2009]
CORTEO DI SOLIDARIETÀ CON LA PALESTINA CONTRO L'AGGRESSIONE ISRAELIANA A GAZA
SABATO 17 GENNAIO 2009 A CREMA
CONCENTRAMENTO IN PIAZZA DUOMO
A PARTIRE DALLE ORE 15.30RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE DI INVASIONE ISRAELIANE DALLA STRISCIA DI GAZA, FINE DEI BOMBARDAMENTI E DELL'EMBARGO, FINE DELL'OCCUPAZIONE SIONISTA DELLA PALESTINA, CESSAZIONE DELLE OSTILITÀ, DIRITTO AL RITORNO DEI PROFUGHI E DEI LORO DISCENDENTI.
Sabato 3 gennaio, dopo quasi dieci giorni di feroci bombardamenti che hanno assassinato centinaia e centinaia di palestinesi, fra cui moltissimi bambini, le truppe israeliane hanno iniziato l'invasione della striscia di Gaza. Il genocidio del popolo palestinese prosegue con la complicità della cosiddetta "comunità internazionale", ovvero di un gruppo di paesi ricchi, guidati dalla ormai unica superpotenza militare, che si arroga il diritto di operare quale polizia politica internazionale. Il popolo palestinese, attraverso libere elezioni, certificate da appositi osservatori internazionali, aveva dato la maggioranza, e quindi il compito di formare il governo, ad Hamas.
Non solo la parte sconfitta alle elezioni, non solo lo stato di Israele e l'amministrazione Bush, ma anche l'Unione Europea si è rifiutata di riconoscere il risultato elettorale ed ha deciso sanzioni contro il popolo palestinese e i suoi legittimi rappresentanti.
Gaza da ormai due anni subisce un embargo, ma anche un assedio militare che impedisce alle persone e alle merci di entrare ed uscire e trasformato l'intero territorio in una galera a cielo aperto.
Acqua, gas, petrolio, elettricità, controllati dagli israeliani sono fra i principali prodotti soggetti all'embargo, così come i medicinali ed i prodotti alimentari; embargo che ha distrutto l'economia palestinese e portato alla fame la popolazione di Gaza, che è una città che ha la più alta densità di popolazione al mondo.
I governi dei cosiddetti "paesi civili" dell'occidente, la stampa e le televisioni, quelle italiane quasi al completo, avvallano la versione israeliana che parla di un attacco difensivo e preventivo, mentre in realtà si tratta solo dell'ultima dimostrazione della sistematica pulizia etnica, portata avanti da Israele.
Fanno finta di ignorare, che la tregua è stata violata per prima dagli israeliani il 4 novembre e che la ripresa dei lanci di missili Kassam da Gaza, è avvenuta solo successivamente; che Israele non ha mai rispettato nessuna delle risoluzioni dell'ONU fin dal 1948; che Israele ha impedito l'ingresso a Gaza al rappresentante dell'ONU.
Chi giustifica i crimini di guerra israeliani e la loro politica espansionistica di pulizia etnica, chi parla di equidistanza e mette sullo stesso piano Israele e Hamas, è complice dei crimini contro un popolo che urla compatto il suo sostegno alla resistenza. È vero oggi, come fu vera la resistenza allora, dei partigiani contro gli occupanti nazifascisti.
Noi, facciamo appello alle forze democratiche, alle associazioni, ai collettivi, e alle realtà organizzate, ai cittadini che si riconoscono nei principi fondamentali di pace, libertà e solidarietà fra i popoli a mobilitarsi per fermare e respingere l'invasione di Gaza, per porre fine all'assedio.
Proponiamo, quindi, di costruire un fronte unitario per rivendicare:il ritiro immediato delle truppe di invasione israeliane dalla striscia di Gaza
la fine dei bombardamenti e dell'embargo
la cessazione dell'occupazione israeliana della Palestina
l'annullamento dell'accordo militare italiano con Israele e la fine della partecipazione italiana al blocco contro Gaza
il riconoscimento del diritto al ritorno, di tutti i profughi palestinesiInvitiamo a partecipare al corteo di solidarietà con la Palestina contro l'aggressione israeliana a Gaza che si terrà sabato 17 gennaio 2009 a Crema – concentramento in piazza Duomo a partire dalle ore 15.30.
Prime adesioni all'appello:
Coordinamento di lotta per la Palestina-Lodi
Comitato Ricordare la Nakba
Centro Culturale Islamico di Crema
SLAI CobasPer adesioni: libertaperlapalestina@gmail.com
12 gennaio 2009
Lavoratori, dobbiamo contare solo su noi stessi. Diamoci da fare.
[volantino SLAI COBAS METRONOTTE SAFE - 19 dicembre 2008]
Comunicato
Si è costituito lo SLAI COBAS all'istituto di Vigilanza METRONOTTE SAFE S.R.L. di Pavia che ha l'unità operativa in Via Degli Artigiani, 13/15 a CREMOSANO (CR), e che opera sulla provincia di Cremona. Un significativo numero di Lavoratori si sono iscritti allo Slai Cobas.
A gennaio alle elezioni RSU, i Lavoratori presenteranno propri candidati con la lista SLAI Cobas.
I lavoratori stanno rialzando la testa e hanno deciso di difendere le proprie condizioni di vita e di lavoro, contro i salari da fame e lo sfruttamento.SLAI COBAS Prov.le di Cremona
SLAI COBAS Istituto di Vigilanza METRONOTTE SAFE15-12-2008
IL COLLABORAZIONISMO SINDACALE PORTA I LAVORATORI AL DISASTRO
5-12-08
RSU - RAPPRESENTANZA SINDACALE UNITARIA
Uffici Giudiziari di Crema
26013 Crema (CR) - Via Macallè 11/CVERBALE ASSEMBLEA SINDACALE DEI LAVORATORI UFFICI GIUDIZIARI
TRIBUNALE E UFFICIO N.E.P. E UFFICIO GIUDICE DI PACE DI CREMAIn data mercoledì 2 novembre 2008 dalle ore 8.30 alle ore 10.30, si è svolta l'assemblea che ha visto la partecipazione della quasi totalità del personale in servizio.
L'ordine del giorno verteva su:
1) analisi e proposte sul grave stato di crisi in cui versa il personale degli uffici giudiziari di Crema;
2) analisi dei contenuti del protocollo P.I. del 23 ottobre 2008;
3) varie ed eventuali.La RSU Fulvio Di Giorgio del Slai Cobas ha aperto l'assemblea relazionando sulle problematiche innescate dai continui tagli all'organico del personale, dovuta anche ad un'inesatta valutazione delle reali necessità di ufficio, dai continui e coscienti tagli alle risorse economiche e degli investimenti per il pubblico impiego, sui continui accordi sindacali ed economici al ribasso portati avanti dai sindacati istituzionalizzati, in spregio alle reali necessità di chi lavora e vive del proprio stipendio.
La situazione di una gravità inaudita, si erge platealmente davanti agli occhi di tutti i lavoratori che ogni giorno portano sulle spalle, con sacrificio, il servizio pubblico.
I continui sacrifici che si sono sobbarcati tutti i lavoratori, non hanno comportato poi alla fine, nessun miglioramento delle loro condizioni di vita e di lavoro, anzi la situazione tende al peggioramento.
La situazione in cui versano tutte le cancellerie è "abbastanza preoccupante, anche a causa di personale andato in pensione e non sostituito, mentre per contro la pianta organica dei magistrati è aumentata di n° 1 unità .
Perciò tutti i lavoratori, riuniti in assemblea e dopo ampio dibattito, in risposta allo stato di cose presente, alle problematiche relative al taglio dell'organico del personale delle cancellerie, formulano le seguenti proposte e ne danno mandato alle RSU degli uffici giudiziari di Crema di presentarle all'amministrazione giudiziaria, ritenendole assolutamente indispensabili:
Mantenere l'orario ridotto di apertura al pubblico, in luogo di quello adottato sino ad oggi (sentito il personale e gli utenti, che hanno fatto presente la necessità di accedere alle cancelleria prima delle 9.30, ora d'inizio delle udienza, per visionare o depositare gli atti) sia adottato l'orario di apertura al pubblico dalle ore 9.00 alle 12.00/12.30 per tutti gli uffici, salvo comprovate esigenze, in riferimento ai provvedimenti restrittivi della libertà personale ed a quelli cautelari ed urgenti, nonchè ai processi penali con imputati in stato di detenzione; nonchè degli atti urgenti in scadenza.
Mantenere le udienze penali dibattimentali monocratiche in numero di due per settimana, e senza aggravio del carico di lavoro, fino a quando non verrà ristabilito un numero adeguato di personale giudiziario. Diversamente il personale attualmente in servizio non sarà in grado di far fronte a tutte le incombenze.
I giudici nell'espletamento delle loro funzioni, devono collaborare e attenersi al rispetto dell'orario di servizio del personale, non prolungandolo oltre l'orario consentito di nove ore, tenuto conto, della previa concordata disponibilità da parte degli operatori giudiziari addetti all'udienza e ciò anche con riferimento agli interrogatori da effettuarsi in carcere che sarebbe opportuno venissero fissati nell'ambito dell'orario d'ufficio. L'orario di lavoro di norma è¨ dalle ore 8.00 alle 14.00, salvo per il personale in settimana corta che effettua rientri pomeridiani. Il limite dell'orario di lavoro giornaliero è¨ comunque di 9 ore, cosi come stabilito per legge. Qualora l'udienza si protragga oltre le ore 14.00 è¨ opportuno che tutti i Giudici tra le ore 13.30 e le ore 14.30 effettuino una pausa di circa mezz'ora per consentire a tutti gli addetti lo svolgimento della pausa.
Sarebbe opportuno formalizzare incontri specifici, per le cancellerie Civile, Penale e UNEP e i dipendenti, con l'amministrazione giudiziaria e le RSU, al fine di stabilire una prassi comune e condivisa, valutandola alla luce del personale in servizio, senza ulteriori carichi di lavoro e nel rispetto dei compiti assegnati dalla propria qualifica funzionale.
E' indispensabile attuare formalmente, ogni possibile procedura di assunzione di personale a tempo determinato o indeterminato e di ricercare e promuovere le questioni di rivalutazione delle piante organiche, relativamente alla reale necessità di ufficio verso tutti gli organismi competenti.
Nel sistema delle relazioni sindacali, nel rispetto delle distinzioni delle responsabilità della amministrazione e dei sindacati, deve essere riordinato in modo coerente, con l'obbiettivo di contemperare l'interesse dei dipendenti al miglioramento delle condizioni di lavoro e alla crescita professionale oltre che, all'esigenza delle amministrazioni di incrementare e mantenere elevate l'efficacia e l'efficienza dei servizi erogati. Questo obbiettivo comporta la necessità di uno stabile sistema di relazioni sindacali che si articolino principalmente in modelli relazionali di collaborazione e comunicazione.
Crema, 19 novembre 2008.
L.C.S.
RSU Uffici Giudiziari di Crema
I lavoratori degli uffici giudiziari di Crema
SCIOPERO GENERALE 17 OTTOBRE
Pur con qualche se, come SLAI Cobas l'indicazione che diamo ai lavoratori è di aderire massicciamente allo sciopero indetto per il 17 da alcuni sindacati di base.
L'interpretazione e la sostanza che vogliamo dare a questo momento di lotta, chiedendo l'adesione dei lavoratori, è che non sia un momento fine a se stesso ma l'inizio di una travolgente stagione di battaglie.
Quello che chi governa vuole far vivere ai lavoratori è un passaggio strettissimo della storia operaia di questo paese, e senza un forte risveglio di massa il concreto rischio sarà quello di precipitare ancora più velocemente nel buio profondo fatto di nera povertà, di eccezionali profitti padronali, di arroganza e sfruttamento, di vertiginosi aumenti di produttività e orari di lavoro, di pesantissime sconfitte che si sommeranno a tutte le precedenti.
OGGI PERTANTO ANCHE NOI SCIOPERIAMO CONSAPEVOLI CHE L'APPUNTAMENTO DEL 17 OTTOBRE DA SOLO NON SARÀ SUFFICIENTE.
Infatti se da un lato v'è la completa assenza di risorse economiche per i rinnovi dei contratti, i forti tagli e la svendita della scuola pubblica e della sanità, la totale assenza di investimenti nel trasporto pubblico, il collasso delle pensioni, la privatizzazione dei servizi, la forte spinta alla definitiva precarizzazione di lavoro e salario, dall'altro fanno capolino gli arricchimenti facili che il governo propone alla classe padronale di questo paese: vedi ad esempio il regalo della parte "buona" (o ricca) di Alitalia alla crema degli industriali nostrani, con debiti e cambiali lasciate a lavoratori e cittadini, e tutto ovviamente con avvallo sindacalconfederale e non solo.
È tutto racchiuso qui il senso della "crisi" che potere (ovvero governo, sindacati e confindustria) e mezzi di informazione stanno cercando in tutti i modi di far percepire ai lavoratori. Crisi che pertanto il governo chiede, anzi impone, di affrontare con i sacrifici dei soliti a vantaggio degli arcinoti.
Quindi anche a fronte degli attacchi spaventosi al diritto di sciopero e all'articolo 18 sulla libertà di licenziamento che Berlusconi & C. stanno per lanciare, la guerra oltre che lunga dovrà essere totale!!!
a tutti i lavoratori diciamo di partecipare in massa e da protagonisti alla manifestazione che il 17 partirà alle 10.00 da L.go Cairoli dove saranno presenti e sventoleranno le bandiere rosse SLAI COBAS
SLAI Cobas Coordinamento
Provinciale di Cremona
Via Mazzini, 24 – Bagnolo Cremasco (CR)
slaicobascremona@gmail.com
14 ottobre 2008
BAGNOLO CREMASCO (CREMONA) -
IL MARTEDI E GIOVEDI (ORE 17), SLAI COBAS OFFRE
CONSULENZA A CHI LAVORA,
PRESSO LO SPAZIO POPOLARE LA FORGIA (VIA MAZZINI, 24
– TEL. 0373470015 E 3335986270)
I LAVORATORI HANNO GIÀ DATO !!!
VENERDI 28 MARZO 2008
dalle ore 17,00 Presidio di protesta
sotto il Comune di Crema
In occasione dell'approvazione del Bilancio, contro l'aumento indiscriminato e consistente di tasse e tariffe voluto dalla Giunta del Comune di Crema
ANDATE A BATTERE CASSA AI PADRONI
Facciamo appello ai lavoratori/trici, ai delegati delle RSU, alle organizzazioni sindacali / sociali / politiche e alle singole soggettività ad aderirvi e partecipare
C.U.B. – S.L.A.I. Cobas
Delegati RSU e Lavoratori cremaschi
RSU - RAPPRESENTANZA SINDACALE UNITARIA
Uffici Giudiziari di CremaComunicato stampa
SLAI COBAS continua ad essere il primo sindacato negli uffici giudiziari di Crema
SLAI COBAS continua ad essere il primo sindacato negli uffici giudiziari di Crema - Tribunale - U.N.E.P. e Ufficio del Giudice di Pace.
Le elezioni per le R.S.U. e R.L.S. svoltesi dal 19 al 22 novembre hanno ufficializzato un risultato già scontato che premia il lavoro svolto dai delegati sindacali che in questi anni sono sempre stati in prima linea a difesa dei diritti e degli interessi dei lavoratori/trici.
Lo SLAI Cobas si aggiudica con il 70% delle preferenze 2 delegati su 3.
Vengono eletti R.S.U. per SLAI Cobas i sig.ri Fulvio Di Giorgio con 15 preferenze e Sommacal Ermido con 5 preferenze. Per la Cisl viene eletto il sig. Marco Pagni con 8 preferenze.
Infine le elezioni per R.L.S. (Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza), SLAI Cobas si aggiudica con il 100% delle preferenze 1 delegato su 1 e viene eletto il sig. Fulvio Di Giorgio.
Si sancisce in maniera inequivocabile, premiandoci per il lavoro svolto senza mai abbassare la testa, a tutela delle norme sull'igiene e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Si ringraziano tutti i lavoratori e le lavoratrici del sostegno ricevuto, con la promessa di continuare ad essere un loro riferimento e motore propulsore a tutela dei diritti e degli interessi di tutti i lavoratori. Siamo stanchi dei sindacati confederali CGIL CISL UIL che svendono da anni le conquiste precedentemente acquisite.
Perché i sindacati confederali non chiedono il nostro parere prima di firmare contratti nazionali e/o decentrati?
Perchè la nostra busta paga, nonostante i tanto sbandierati aumenti contrattuali finisce sempre prima della fine del mese?
Perché, invece di un premio incentivante spartito a colpi di progetti, pagelline e sudditanza, non abbiamo la quattordicesima o una qualsiasi altra forma di salario senza nessuna differenziazione tra gli stessi livelli?
Perchè i sindacati confederali hanno contribuito a peggiorare il nostro sistema pensionistico e fanno una campagna per distruggere la pensione pubblica, a favore dei Fondi Pensione sapendo che questi sono a rischio di fallimento?
Perché i sindacati confederali si ergono a difesa dei precari e poi firmano accordi che non permettono di modificare la loro situazione e nelle elezioni delle RSU essi accettano che l’ARAN li escluda di ogni diritto di rappresentanza?
Vogliamo uno stipendio adeguato al costo della vita e la quattordicesima.
Vogliamo che i sindacalisti non facciano carriera sulla nostra pelle senza lavorare.
Vogliamo un sindacato di lotta in difesa di tutti gli sfruttati.
Vogliamo dignità e diritti.
Agli altri lavoratori/trici diciamo: pensateci adesso! Non lamentatevi, poi, quando i sindacalisti di cgil-cisl e uil vi vendono all’amministrazione. Scrollatevi di dosso questi parassiti.
Affinchè i lavoratori possano contare bisogna avere delle rappresentanze costruite dal basso, come espressione della libera volontà organizzata dei lavoratori.LAVORO STABILE - SALARIO - DIRITTI
Crema, 28 novembre 2007
Comunicato stampa
Slai Cobas
Uffici Giudiziari di CremaLo SLAI COBAS continua ad essere il primo sindacato negli uffici giudiziari di Crema.
Dal risultato dello scrutinio per elezioni RSU, lo SLAI Cobas si aggiudica con il 70% delle preferenze 2 delegati su 3.
Dal risultato dello scrutinio per le elezioni RLS, lo SLAI Cobas si aggiudica con il 100% delle preferenze 1 delegato su 1.
Seguirà apposito comunicato al termine dell'attribuzione ufficiale dei risultati.
Comunicato stampa
Slai Cobas
Uffici Giudiziari di Crema
Oggi 3 ottobre
2007 si è svolta un assemblea sindacale organizzata
da CGIL e CISL nel palazzo di giustizia di Crema,
attraverso la farsa consultazione “democratica” dei
lavoratori sul famigerato protocollo sul welfare del
23 luglio 2007. Confederume sindacale che prima
firma e poi ti chiedono se sei d’accordo o no, ma i
lavoratori degli uffici giudiziari di Crema nella
quasi totalità dei presenti in servizio: Tribunale,
Procura della Repubblica, UNEP e Ufficio Giudice di
Pace, ha espresso la sua contrarietà all’accordo e
contro le politiche di sacrifici che stanno facendo
ingoiare ai lavoratori, non si sono fatti
abbindolare da questi incantatori di serpenti e
galoppini dei “poteri forti” e hanno sottoscritto il
sottostante comunicato e consegnato ai funzionari
sindacali di mestiere.
RSU Slai Cobas
Fulvio Di Giorgio
RSU - RAPPRESENTANZA SINDACALE UNITARIA
Uffici Giudiziari di Crema
26013 Crema (CR) - Via Macallè 11/C
PENSIONI, LAVORO PRECARIO, COMPETITIVITÀ
- continua il film sull’abbattimento dei diritti -
Il 23 luglio 2007 è partita la più colossale
operazione di “taglio e scucito” delle tasche dei
lavoratori. La sartoria si è affollata di grandi
firme. I nomi sono noti: Prodi, Fassino, Bertinotti,
CGIL, CISL, UIL, UGL….
Dopo 15 anni di continue controriforme (Amato ‘92,
Dini ‘95) l’attacco alle conquiste dei lavoratori
continua con registi diversi ma sempre con la stessa
cricca di sindacati confederal-bastonatori che il 23
luglio u.s. hanno siglato con il governo un’accordo
che è un autentico cappio al collo per lavoratori,
precari e non, e pensionati.
NO all'accordo su precarietà, welfare e pensioni del
23 luglio 2007,
PER la redistribuzione del reddito, la difesa ed il
rilancio del sistema previdenziale pubblico e dello
stato sociale (scuola, sanità, casa, trasporti,
ecc…), l'aggancio delle pensioni alle dinamiche
inflattive e retributive, per salari europei,
rinnovi contrattuali veri, lavoro stabile e tutelato
e diritto al reddito, contro la guerra e per il
taglio drastico delle spese militari.
Seguono le firme della quasi totalità dei lavoratori
presenti oggi 3 ottobre 2007 negli uffici
giudiziari: Tribunale, Procura, U.N.E.P. e Ufficio
Giudice di Pace …
DIRITTO DI RESISTENZA
DIRITTO DI RESISTERE
Assemblea pubblica sul TFR
a Cremona il 23 marzo e a Crema il 24 marzo
Giù le mani dal TFR
(Comitato provinciale di Cremona contro lo scippo del TFR e per il rilancio della previdenza pubblica)
da: “La Voce di Crema” 16 febbraio 2007
Tfr, il comitato convoca l'assemblea
“I fondi pensione sia chiusi che aperti sono un rischio per i lavoratori”
CREMA – Nel cremasco si è
costituito il “comitato contro lo scippo del Tfr e
per il rilancio della previdenza pubblica” che
comprende Cub – Slai Cobas – Sdl – Cobas – Delegati
Rsu de Cremasco.
L’obbiettivo del comitato è di informare i
lavoratori e le lavoratrici, attraverso assemblee,
documenti, iniziative sul meccanismo del “silenzio
assenso per evitare che il Tfr in maturazione, ossia
la famosa liquidazione, venga trasferita ai fondi
pensione.
Il comitato sottolinea come il Governo su richiesta
di Cgil – Cisl – Uil, abbia anticipato di un anno
tale meccanismo.
Secondo il comitato “i fondi pensione, sia chiusi
che aperti, sono un rischio per i lavoratori, in
quanto verranno subordinati all’andamento delle
Borse e dei mercati finanziari aprendo così la
strada alla definitiva privatizzazione del sistema
pensionistico e all’incertezza del rendimento”.
Il comitato si riunisce il 23 febbraio alle ore
21.00 presso la sede del sindacato dei Lavoratori in
ia Cavo Cerca 8/A a Cremona per allargare la
partecipazione sul territorio cremonese.
C.C.
Comunicato stampa
Nel cremasco si è costituito il
comitato contro lo scippo del TFR e per il rilancio
della previdenza pubblica.
L’obbiettivo del comitato è di informare i
lavoratori e le lavoratrici, attraverso assemblee,
documenti, iniziative di lotta, affinchè diano
l'indicazione contraria per iscritto entro 6 mesi a
partire dal 1° gennaio 2007, per evitare che il TFR
in maturazione(la liquidazione) in base
all’antidemocratico meccanismo del "silenzio
assenso) venga trasferito ai fondi pensioni. Il
governo su richiesta di cgil-cisl-uil, ha anticipato
di un anno lo scippo del tfr.
I fondi pensione, sia chiusi(sindacali) che
aperti(privati), sono a totale rischio per i
lavoratori, in quanto verranno subordinati
all´andamento delle Borse e dei mercati finanziari
aprendo così la strada alla definitiva
privatizzazione del sistema pensionistico e
all'incertezza del rendimento.
Il comitato si riunisce il 23.2.07 alle ore 21.00
presso la sede del Sindacato Dei Lavoratori in via
Cavo Cerca 8/A a Cremona per allargare il comitato
sul territorio cremonese.
Facciamo appello ai lavoratori/trici, ai delegati
RSU, alle altre organizzazioni politiche/sindacali e
alle singole soggettività a partecipare e ad
aderirvi.
Comitato contro lo scippo del
TFR e per il rilancio della previdenza pubblica
C.U.B. – SLAI Cobas – S.D.L. - COBAS - Delegati
delle RSU del Cremasco
Crema 13.2.07
Da: “la Voce di Crema” del 8/2/2007
Sono stati puntualizzati diversi punti a partire dal presunto deficit dell’inps
Esposto sul Tfr alla procura di Crema dallo Slai Cobas
CREMA – Un esposto penale alla Procura della Repubblica di Crema sul presunto furto del tfr e sui fondi pensione.
È l’ultima iniziativa dello Slai Cobas di Cremona. Il testo è stato depositato proprio ieri. Nel documento si risale ai primi anni ’90 quando “si decise di ridimensionare drasticamente la previdenza pubblica e di dare il massimo spazio ai fondi pensione e alle polizze private per tonificare l’asfittica Borsa di piazza Affari”.
Secondo lo Slai per far ciò partì una fortissima campagna di stampa contro un inesistente deficit dell’Inps che sarebbe continuata fino ai giorni nostri.
“In realtà si scopre che l’Inps, nel 2005, ha avuto un attivo di 2,3 miliardi di euro ed ha un attivo patrimoniale netto di 24,2 mld di euro nonostante abbia avuto solo un piccolo rimborso dallo Stato. Ciò ha facilitato il passaggio dal sistema retributivo al sistema contributivo e l’innalzamento dell’età pensionabile dimezzando l’importo della pensione, in particolare per i redditi bassi. Il lavoratore che si iscrive al fondo pensione sa quanto versa poi dipende dall’andamento dei mercati finanziari”
C’è poi un l’incognita del calcolo dell’aspettativa, se aumenta diminuisce il coefficiente di conversione e di conseguenza l’importo della rendita. Attualmente, a parità di versamenti, le donne hanno diritto ad una rendita complementare inferiore del 30% rispetto agli uomini in quanto hanno un’aspettativa di vita supriore di 6 anni. I fondi pensione sono stati scelti solo dall’11% dei lavoratori interessati. Ecco che allora arriva il decreto legislativo che differenzia tra i lavoratori delle aziende con meno di 50 addetti e con più di 50 e dopo il 30 giugno non si può cambiare. Da qui la denuncia.
Lo SLAI CoBas di Cremona è il promotore insieme ad altri sindacati di base e da varie realtà politico-sociali del costituendo comitato contro lo scippo del TFR e per la difesa delle pensioni pubbliche per tutta la provincia di Cremona.
Venerdì 9 febbraio 2007 alle ore 21,00 si svolgerà una prima riunione presso la sede c.u.b. (Via Rampazzini n° 12/d Crema). In questa prima riunione dovranno essere stabilite le direttrici politico sindacali che verranno adottate per la campagna contro lo scippo del TFR e per un'impostazione del comitato "aperta", fondata sulla centralità dei lavoratori, così come da comunicato sottostante.
Il costituendo comitato contro lo scippo del TFR e per la difesa delle pensioni pubbliche ufficializzerà la sua prima presenza attraverso assemblee pubbliche a Cremona e Crema in modo tale da avviare più capillarmente al campagna politica sindacale a tutta la provincia cremonese.Questa proposta viene allargata a tutte le realtà politico sindacali anche delle altre province, in modo tale da potersi attivare da subito per dare forza alla campagna nazionale, che si colleghi alla questione più generale della difesa delle pensioni pubbliche, alla finanziaria, alla precarietà del lavoro e del salario, al nuovo accordo sul costo del lavoro, alle liberalizzazioni.
SLAI CoBas prov.le di Cremona
Comunicato stampa
Facciamo appello alle R.S.U., ai partiti, alle associazioni culturali, ai sindacati e alle singole soggettività per lanciare sul territorio una campagna nazionale contro lo scippo del TFR e per la difesa delle pensioni pubbliche.
In questa fase riteniamo fondamentale per dare forza alla campagna nazionale, lavorare per costituire comitati provinciali contro lo scippo del TFR e per la difesa delle pensioni pubbliche aperti a tutti i lavoratori.
L’invito è promosso dal sindacalismo di base e da varie realtà politico-sociali. Ovviamente si accettano adesioni di altre forze politiche, sindacali, singoli lavoratori, delegati e chiunque voglia farne parte, purché accettino un'impostazione del comitato "aperta", fondata sulla centralità dei lavoratori. L’intenzione è di effettuare presidi e volantinaggi nelle città, sui luoghi di lavoro e assemblee pubbliche contro lo scippo del TFR.
Il nostro obiettivo non è solo una campagna limitata a far firmare ai lavoratori il rifiuto di aderire ai fondi, ma di costruire una più ampia mobilitazione che, partendo da questa scadenza imposta dal governo, si colleghi alla questione più generale della difesa delle pensioni pubbliche (rivendicando il ripristino del sistema di calcolo retributivo, la diminuzione dell’età pensionabile, l'opposizione alla trattativa in corso per la diminuzione delle pensioni, ...), alla Finanziaria, alla precarietà del lavoro e del salario, al nuovo accordo sul costo del lavoro, alle liberalizzazioni.
Comitati contro lo scippo del TFR e per la difesa delle pensioni pubbliche da costituire innanzitutto nei rispettivi posti di lavoro, ma che si attivino per portare la mobilitazione sul territorio, con assemblee e iniziative di lotta e per costituire comitati cittadini unitari.
L'obbiettivo che ci prefiggiamo è quello di creare le condizioni per una mobilitazione generale nazionale, per una manifestazione nazionale unitaria, se non uno sciopero, entro marzo/aprile.
Invitiamo tutti i lavoratori a costituire comitati unitari sul posto di lavoro e a partecipare all’ASSEMBLEA PUBBLICA per costituire il COMITATO prov.le di Cremona CONTRO LO SCIPPO DEL T.F.R. E PER LA DIFESA DELLA PREVIDENZA PUBBLICA, che si terràVENERDÌ 9 FEBBRAIO 2007 ALLE ORE 21.00
presso la sede C.U.B. (Via Rampazzini n° 12/d Crema)
Comunicato stampa
Confaziendali e sindacati di comodo. Il caso di Raffaella, operaia licenziata dalla Faip di Vaiano C.sco.
Il caso di Raffaella F., operaia della Faip di Vaiano C.sco (CR), licenziata per ripetuti ritardi a causa di un accordo interno di riduzione di mezz’ora della pausa pranzo, diventa emblematico. A nulla sono valse le ripetute richieste che le fosse concessa una flessibilità di orario, perché il nuovo orario la costringeva di fatto a non poter andare a prendere la figlia all’uscita di scuola per portarla a casa.
Se qualcuno poteva nutrire speranze sul ruolo dei confaziendali CGIL CISL e UIL a tutela dei lavoratori, dovrebbe ricredersi. Le loro esternazioni a mezzo stampa, accusano l’operaia di essersi rivolta ad un sindacato di base (è vietato dalla legge?) e di non essersi rivolta a loro (vige il monopolio sindacale?), di aver denigrato il lavoro di concertazione svolto dalle RSU all’interno dell’azienda e di non aver rispettato il loro accordo sull’orario di lavoro (tralasciando nel merito, il rispetto delle vigenti leggi sulle disposizioni a sostegno della maternità e della paternità e le misure di sostegno della flessibilità di orario). Riteniamo gravi le arroganti esternazioni della RSU CISL e CGIL e la soddisfazione della FIM CISL, che vede nella decisione di non reintegrare da subito Raffaella e di non reintegrarla agli orari da lei richiesti, la conferma che la linea del sindacato e delle RSU è quella giusta (ma i lavoratori sono d’accordo?).
A queste politiche concertative e votate al ribasso, per combattere i licenziamenti, occorre andare oltre la solidarietà e adoperarsi collettivamente, per costruire organizzare e rilanciare insieme un forte movimento di massa, unitario e autorganizzato "di resistenza e controffensiva" nei posti di lavoro e nel territorio per contrastare le politiche antiproletarie che continuano ad indebolire e fiaccare i lavoratori in tutti i settori, condannandoli, insieme alle loro famiglie, al ricatto della precarietà a vita e la collocazione in fascia di povertà, a sotto-diritti e sotto-salario.
Un nuovo movimento di massa per rompere i confini delle specifiche categorie ed andare oltre la "resistenza" su temi ed obiettivi anticonsociativi ed intercategoriali sulle questioni fondamentali del recupero salariale adeguato ai bisogni reali (aumenti consistenti ed egualitari, recupero automatico dell'inflazione reale, rivalutazione pensioni e servizi pubblici ecc.), e garanzia del reddito, lotta alla precarizzazione in atto del lavoro dipendente (con l´abrogazione del pacchetto Treu e della legge 30 e per la stabilizzazione dei lavoratori variamente "atipici"), e per la democrazia nei posti di lavoro (con conferimento di diritti sindacali forti ai lavoratori e da loro esigibili).Crema, 10 gennaio 2007
SLAI COBAS Prov.le di Cremona