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IL LAVORO SOTTO OCCUPAZIONE

LA SITUAZIONE DELLE OPERAIE/OPERAI PALESTINESI SI FA SEMPRE PIÙ DRAMMATICA. L’ESERCITO DI OCCUPAZIONE SIONISTA CONTINUA A DEVASTARE L’ECONOMIA PALESTINESE, GIÀ MOLTO PRECARIA O ADDIRITTURA PRIMITIVA. D’ALTRA PARTE LA CORRUZIONE E APPROPRIAZIONE DEI FONDI PUBBLICI DA PARTE DELL’ANP COSTITUISCE UN ULTERIORE SALASSO ALLE GIÀ ESIGUE RISORSE DISPONIBILI. LE POLITICHE ISRAELIANE DI ESERCITARE IL MASSIMO CONTROLLO SULLE MERCI IN ENTRATA E IN USCITA, PERMETTONO ALL’ESERCITO D’OCCUPAZIONE DI STRANGOLARE QUALSIASI TENTATIVO DI SVILUPPO “INDUSTRIALE”, QUESTO ALLO SCOPO DI RAFFORZARE LA DIPENDENZA DEI PALESTINESI DAL MERCATO SIONISTA E ASSOGGETTARLI AGLI INTERESSI IMPERIALISTI. NON MIGLIORE È LA SITUAZIONE DEI LAVORATORI ALL’INTERNO DELLA PALESTINA STORICA (ISRAELE), DOVE LE POLITICHE RAZZISTE E NEOLIBERISTE DETERMINANO UNA STRATIFICAZIONE RADICALE DEI DIRITTI POLITICI E SINDACALI, CON LA DIFFERENZIAZIONE DEI LAVORATORI SU BASE ETNICA E DI NAZIONALITÀ. UN MODELLO DI DISCRIMINAZIONE APPLICATO ANCHE DAI CAPITALISTI ITALIANI, PER LO SFRUTTAMENTO DELLA FORZA LAVORO IMMIGRATA, VESSATA DAL DOPPIO STANDARD NELLE CONDIZIONI DI LAVORO RAPPRESENTATO DAL RICATTO E DAL RAZZISMO

INCONTRO PUBBLICO CON IL COMPAGNO

WEHBI BADARNI
SINDACALISTA ED
ATTIVISTA PALESTINESE

SABATO 27 MARZO – ORE 16.00
VILLA PALLAVICINI – VIA MEUCCI, 3
(quartiere Adriano fermata autobus 56)

PROMUOVONO L’INIZIATIVA:
COMITATO “Ricordare la Nakba”, SLAI COBAS, RESISTENZE METROPOLITANE, CSA VITTORIA


1° MARZO 2010
SCIOPERO DEI LAVORATORI IMMIGRATI!!


Sciopero Generale Provinciale del primo marzo 2010


Noi non pagheremo la vostra crisi!

16 dicembre 2009 dalle ore 14
in concomitanza con la riunione del Consiglio Regionale
Presidio contro la crisi
davanti alla Regione Lombardia Via Filzi Milano

Confederazione Cobas, SdL, RdB, Slai Cobas - Milano 2-12-09


Proposta

Ormai è evidente a tutti che il capitalismo attraversa una crisi strutturale di sovrapproduzione di capitale e plusvalore. In ottobre quando è scoppiata la balla dei mutui Subprime, tutti gli economisti e politici borghesi invocavano , in maniera confusa e spaventata, l’intervento della politica per circoscrivere la crisi e per definire le “regole” sulle quali indirizzare, sotto controllo, la finanza.
La realtà ha la testa dura e ha dimostrato che la crisi è di sistema ed è totalmente in malafede chi cerca di separare la banca e la borsa dall’industria.
L’intervento dello Stato sull’economia, lo sviluppo delle politiche Keynesiane hanno avuto una funzione negli anni di sviluppo del capitalismo per procrastinare la crisi, ma oggi sono fallimentari.
Anche nelle altre gravi crisi ( vedi anni ’30), politiche d’intervento statale a difesa dell’economia hanno preparato il macello della guerra .
Dall’inizio della recessione ad oggi, negli USA sono stati bruciati 6 milioni di posti di lavoro, nella zona euro secondo la Banca Centrale Europea i disoccupati sono arrivati al 9,2% della popolazione attiva: è una vera e propria dichiarazione di guerra ai lavoratori.
I migranti sono quelli che pagano per primi ( per loro il licenziamento significa l’espulsione dal Paese in cui lavorano ), i più colpiti dalla chiusura delle aziende sono i lavoratori delle piccole aziende, i precari poiché non hanno nemmeno gli ammortizzatori sociali.
Alla FIAT o all’ATM, mentre si fanno in certi siti gli straordinari, in altri si ricorre alla C.Integrazione ( per adesso ).
Tutto quello che avviene viene fatto passare come fattore congiunturale, ma le stime fatte dagli istituti più importanti degli Stati, dicono che nel 2009 nell’area europea il Pil ( prodotto interno lordo ) avrà una contrazione tra il 4,1% ed il 5,1% ( stima della Banca Centrale Europea ) e la ripresa si posticipa addirittura nei termini di anni.
Le rassicurazioni dei governi servono solo a dare l’illusione che, i sacrifici di oggi saranno subito superati, e che bisogna avere ottimismo. Si tenta di instillare nelle coscienze dei lavoratori, che il peggio è passato e che se si accettano passivamente le politiche governative tutto si sistemerà.
Se è vero che la crisi è partita nel Paese più importante del sistema capitalistico, gli USA, e che la condizione interna negli States è disastrosa, tant’è che hanno pompato cospicue somme di denaro a sostegno dell’economia, in Europa le condizioni sono altrettanto disastrose, i conti saranno più salati perché si ritardano gli interventi di risanamento . I governi cercano di nascondere la reale situazione che è destinata a presentare i conti nei prossimi mesi.
Le tante illusioni distribuite a piene mani ( il sistema del vecchio continente – secondo loro - sarebbe più trasparente e basato su una rete di maggior regole ) si dimostreranno delle balle spaziali. Appena si avranno degli inadempimenti e fallimenti, sui lavoratori si abbatteranno delle mazzate colossali e sarà più dura spargere illusioni su chi soffre la fame.
Già oggi, nel dibattito e nell’agenda di Berlusconi entrano in discussione temi legati alla spesa pensionistica e sanitaria e la necessità di istituire un reddito minimo per il sostegno dei lavoratori ( un reddito-carità per placare possibili intemperanze di chi fa la fame ).
Questa crisi che è arrivata anche nelle metropoli , proviene dai lontani anni ’70, ed è stata per questi anni contenuta, grazie al fatto che i paesi imperialisti l’hanno scaricata nelle aree periferiche, con guerre di rapina e martoriato intere popolazioni in quelle parti del pianeta.
E’ una guerra di classe che si approfondisce e si allarga nelle metropoli , ma che non ha mai cessato di esistere ed avere effetti in varie parti del “terzo e quarto” mondo.
Di fronte a questo scenario i lavoratori si trovano soli, inebetiti senza organizzazione.
La caduta delle illusioni, la storia insegna, non porta necessariamente ad una ripresa delle lotte su un terreno classista: la lotta e le risposte dei licenziati e chi soffre la fame, alle volte possono essere dirette verso i “nemici” più vicini, ad esempio gli immigrati, disponibili ad accettare condizioni più sfavorevoli sul piano salariale e dei diritti.
E’ uno scenario possibile tenendo conto la debolezza della lotta di classe, delle avanguardie politiche e sindacali, della repressione che la borghesia sta già mettendo in atto.
In una situazione di corsa verso il baratro i lavoratori possono difendersi e contrapporsi solo se si uniscono: solo da questo processo può svilupparsi la loro forza.
Un’unità che va perseguita sul piano dell’iniziativa a livello di base articolata nei vari settori e mansioni del lavoro.
La ricomposizione di classe deve avvenire sul piano politico, ma la funzione sindacale diventa, come storicamente è stata e sarà nel capitalismo, la palestra nella quale i lavoratori si esercitano per affrontare lotte impegnative e unificanti.
Non esistono scorciatoie, “moderni” marchingegni o bislacche teorie alla moda, per sfuggire a questa realtà: l’organizzazione capitalistica scompone il processo produttivo, commerciale ecc., e rende più difficile la ricomposizione di classe, che non è la sommatoria aritmetica di varie esperienze, ma può avvenire ,solo, su base politica e attraverso un lavoro territoriale. Con sindacati capaci di sviluppare vertenze e rappresentanze che sappiano unire i lavoratori sul territorio ( la lotta sulla casa, sull’immigrazione, nella scuola, per servizi più adeguati, sono esperienze che hanno valenze specifiche, che vanno ricondotte alla centralità della classe lavoratrice sfruttata e produttrice di plusvalore ), ma questo può avvenire sul terreno anticapitalistico, favorendo l’aggregazione politica di forze che agiscono anch’esse sulla stessa base sociale.
Su questo terreno scontiamo tutti un deficit politico ed organizzativo.
Noi, nel nostro ultimo Congresso, abbiamo espresso questa necessità e pertanto ci disponiamo a lavorare in questa direzione.
La “guerra di classe”, che ci impone l’avversario, rende evidente la necessità di favorire la formazione politica e l’aggregazione dei lavoratori su questo livello. Non pensiamo che, sul versante sindacale, lo Slai Cobas sia l’organizzazione che, sviluppandosi su sé stessa a “raggera”, diventi il futuro sindacato di classe, ma che può dare un importante contributo in questa direzione.
L’esperienza di questi ultimi tempi dimostra che non è possibile, però, procedere mettendo insieme piccoli apparati, ma unendo le lotte che si determinano nei territori, su obiettivi che vanno perseguiti con determinazione.
Alcune lotte, fatte anche nell’ultimo periodo, insegnano che è possibile mettere in campo una resistenza adeguata all’attacco dei padroni, ma che in questa fase, dove i margini per le “riforme” sono risibili, solo se si unifica la forza dei lavoratori e si estende la lotta sul terreno politico, risultati importanti si possono ottenere.
Per questi e altri motivi, proponiamo ai sindacati di base di coordinarsi su lotte che abbiano alla base obiettivi come la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, per la difesa del salario, in particolar modo battersi per un salario medio garantito ai disoccupati, per diritti democratici esigibili per tutti i lavoratori immigrati, per la riduzione del costo degli affitti della casa, salari e condizioni di lavoro non differenziati tra lavoratori anziani e nuovi occupati, l’abolizione del lavoro precario e una lotta contro la chiusura delle aziende in crisi.
Pensiamo sia necessario, unire i fronti delle lotte ( studenti, disoccupati, immigrati, chi lotta per un’opposizione alle guerre imperialiste ecc. ) di tutti i movimenti, per un percorso di confronto e di lotta nei prossimi mesi.
A partire da adesso, proponiamo una prima riunione da tenere a Milano martedì 16 giugno alle ore 21,30 presso la sede dello Slai Cobas di via Liguria 49 ( mm linea verde fermata Romolo, autobus 90-91 ); una serie di altre iniziative per preparare una manifestazione nazionale nel periodo autunnale. In questa prospettiva siamo intenzionati a tenere a settembre a Napoli un’assemblea nazionale di tutti i lavoratori ( in particolar modo quelli del gruppo FIAT, precari, lavoratori delle cooperative e tutti i lavoratori che subiscono i licenziamenti ) e in questa direzione, ci impegniamo nel promuovere con altri sindacati, centri sociali, organizzazioni e movimenti politici, iniziative per costruire comitati di lotta e assemblee in altri settori e su temi politici che ci verranno proposti.

SLAI Cobas Milano

13-6-2009


Corrado Delle Donne (Slai-Cobas) ad Affaritaliani.it: "Qualcuno dei confederali ci ha strappato il microfono".
Ecco perché (18-5-2009)

l'intervista


1° maggio 2009

Lo Slai Cobas partecipa alla manifestazione "Riprendiamoci il 1° maggio, contro il nazionalismo e il razzismo, contro lo sfruttamento, i licenziamenti e i morti sul lavoro, organizziamoci"

Programma della giornata:
Ore 10.00: corteo da MM1 Pasteur
Ore 12.30: pranzo al Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di Sesto S.Giovanni, via Magenta 88 (prenotarsi al n. 02.26224099)
Ore 14.30: assemblea e confronto con lavoratori di vari paesi del mondo (o.d.g.: come continuare la lotta)


Il coordinamento provinciale ha convocato il:

CONGRESSO PROVINCIALE DI MILANO DELLO SLAI COBAS

per domenica 15 marzo 2009

dalle ore 9.00 a esaurimento dei lavori, con pranzo in sede

presso la sede di viale Liguria 49

Scaletta dei lavori:

  • discussione dei documenti congressuali

  • rinnovo delle cariche sociali

  • elezione dei delegati al 6° congresso nazionale del 17-18-19 aprile

  • nomina delle commissioni e dei referenti organizzativi e di lavoro.

La partecipazione è riservata agli iscritti dello Slai Cobas.


SABATO 21 FEBBRAIO
HAMAIKA HERRI BORROKA BAKARRA!
TANTI POPOLI UN'UNICA LOTTA

Al termine della settimana di solidarietà internazionalista con il popolo basco che si sta sviluppando a livello nazionale con momenti di piazza, dibattiti e concerti, la giornata del 21 febbraio rappresenta un ulteriore importante sforzo di mobilitazione unitaria anche con gli altri popoli che in prima persona vivono e lottano per il diritto all’autodeterminazione coniugata in termini anticapitalisti e antimperialisti in un’ottica di uguaglianza e giustizia sociale.
Riteniamo infatti che vi sia un filo rosso che unisce le rivendicazioni del popolo basco, all’eroica resistenza dei popoli palestinese e kurdo oppressi dai rispettivi imperialismi nell’area mediorientale alle lotte che in Italia si svolgono sul terreno anticapitalista contro il tentativo di far pagare ai lavoratori questo momento di crisi strutturale dell’organizzazione capitalistica del lavoro, e che sia imprescindibile, per le realtà e i compagni che lavorano sul terreno antimperialista, sostenere e amplificare queste lotte.

ore 15.00
concentramento in Piazza Sant’ Eustorgio con banchetti informativi, musica basca, kurda, palestinese e poi CORTEO verso il centro di Milano.
Promuovono ed aprono il corteo
Euskal Herriaren Lagunak Milano (Amici e Amiche del Popolo Basco Milano) Comunità Kurda di Lombardia
Associazione Azad per il popolo Kurdo
Unione Democratica Arabo-Palestinese
Comunità palestinese di Milano.
….e dopo il corteo

Ore 22,00 CONCERTO al CSA VITTORIA
con i KNA (ex Kenze Neke + Askra) folk punk rock dalla Sardegna

per iscriversi alla mailin list della rete Amici e Amiche di Euskal Herria
eh-lagunak@gnumerica.org

all’ingresso sarà richiesta una sottoscrizione di euro 1,00 per il fondo
“S.O.S. GAZA” gestito dal Forum Palestina
raccolta di fondi per l'ospedale Al Awda di Jabalya a Gaza

Centro Sociale Vittoria
via Friuli angolo via Muratori Milano fip 17.02.2009
tel 025453986 vittoria@ecn.org www.csavittoria.org

Prime adesioni:
Centro Sociale Vittoria - Milano
Centro Occupato T28 – Milano
Csa Baraonda – Segrate (MI)
Csa Dordoni - Cremona
CS 28 maggio - Rovato (BS)
C.A. Torchiera Milano
Assemblea cittadina per gli spazi sociali – Milano
Csoa Askatasuna – Torino
Radio Onda d'Urto
Euskal Herriaren Lagunak (Amici e amiche dei Paesi Baschi) di Bologna, Firenze, Roma, Friuli, Torino
Collettivo “oltre il ponte" di Nerviano (MI)
A Manca pro s'Indipendentzia – Pro sa Sardigna Sotzialista
Telefono viola - Milano
Associazione A.L.T.E.R
Associazione verso il Kurdistan Onlus - Alessandria
Rete italiana di solidarietà' con il popolo kurdo
Rete dei comunisti
Spazio Popolare La Forgia – Crema (CR)
Associazione Nazionale Nuova Colombia
Associazione Amicizia Sardegna - Palestina
Sotziu de is disterraus sardos contra a su g8 e a su colonialismo - circoli degli emigrati sardi contro il g8 e il colonialismo
Partito Comunista dei Lavoratori
Coordinamento di Unità Popolare - A. Gramsci di Siniscola(NU) -SARDEGNA
Slai CoBas
Sinistra Critica
Proletari Comunisti Milano
Confederazione Cobas Milano
Ambulatorio Popolare
Partito d'Alternativa Comunista Milano


Centro Sociale Conchetta: prossime iniziative contro lo sgombero

L'attività di Cox18 continua
- Venerdì 13 - Ore 09.30 presidio davanti al Tribunale di Milano
- Venerdì 13 - Ore 21.00 beviamo e mangiamo alla faccia di chi ci vuole chiudere
- Sabato 14 - Proiezione di Malamilano
- Domenica 15 - Concerto e DJ Set
- Difendiamo la comunicazione antagonista

+ Venerdì 13 febbraio 2009
Dalle ore 9.30 presidio davanti al Tribunale di Milano in occasione dell'udienza relativa allo sgombero di Cox18.
Invitiamo tutte le realtà di movimento a partecipare.

+ Venerdì 13 febbraio 2009
Ore 21.00, presso il salone USI di viale Bligny 22
Beviamo e mangiamo alla faccia di chi ci vuole chiudere.
Cena a sostegno di Cox18, Libreria Calusca, Archivio Primo Moroni.
Portate cibo, piatti, bicchieri, vino e birra a volontà.

+ Sabato 14 febbraio 2009
Ore 22.00, presso il salone USI di viale Bligny 22
Proiezione di Malamilano (57 minuti, colore e bn, 1997)
"La ligera [...] negli anni Cinquanta, nel tumultuoso dopoguerra, nell'Italia stretta nei sacrifici della Ricostruzione, è più che altro un tentativo fatto nei quartieri popolari, operai e proletari di sfuggire al destino, che sembra inevitabile, della disciplina di fabbrica".

+ Domenica 15 febbraio
Ore 22.00, Piazza XXIV maggio
Concerto + DJ Set
Ci hanno chiuso il centro sociale, e noi le nostre iniziative le facciamo in piazza.
Contro lo sgombero di Cox18, Libreria Calusca, Archivio Primo Moroni

+ No alla criminalizzazione della comunicazione antagonista
Il colpo di mano con cui, il 22 gennaio 2009, la giunta delle retate contro i "clandestini" e dell'ossessione securitaria, delle cartolarizzazioni sfrenate e della cancellazione d'ogni spazio sociale, dell'EXPO e della "dittatura del calcestruzzo" ha sgomberato Cox 18, cercando di bloccarne la più che trentennale attività e impedendo la libera fruizione dei materiali dell'Archivio Primo Moroni e della Calusca City Lights, ci ha sbattuti in strada (dove, peraltro, c'è sempre piaciuto consumarci al fuoco delle nostre migliori passioni).

COX 18 - Via Conchetta 18 - Milano
cox18@inventati.org
http://cox18.noblogs.org


Sgomberano gli operai dell’INNSE

Questa mattina le forze dell’ordine hanno aggredito i lavoratori dell’INNSE e i militanti presenti al presidio della fabbrica. Come a Napoli all’Alfa Sud (FIAT) i poliziotti hanno caricato duramente i compagni che erano presenti al presidio a sostegno di questa lotta, e come sostengono i compagni dell’INNSE “i manganelli dei poliziotti sono gli ammortizzatori sociali che prepara il Governo”.
I padroni come sempre, fanno pagare le crisi ai lavoratori e quest’ultimi possono fare una valida resistenza unendosi ad altri lavoratori, perché la loro forza sta nell’organizzazione di una risposta di difesa, ma soprattutto politica contro i loro sfruttatori.
Dopo i primi scontri i compagni sono riusciti a riprendere l’iniziativa del presidio e chiedono un supporto attivo alla loro lotta.

Per lo SLAI COBAS Aldo Milani

Milano 10-02-2009


NO alla repressione e alla violenza poliziesca

Il coordinamento provinciale di Milano dello SLAI Cobas esprime la solidarietà propria e di tutti gli iscritti alle compagne e ai compagni, in gran parte aderenti al Centro sociale Vittoria, feriti dalle violente e ingiustificate cariche di polizia durante il presidio pacifico che si è tenuto a Milano lunedì 12 gennaio, per protestare contro la vergognosa iniziativa a sostegno dell’aggressione israeliana al popolo palestinese della Striscia di Gaza.

Come SLAI Cobas condanniamo la repressione poliziesca che colpisce chi, come noi, manifesta per la fine dei massacri, dello strangolamento economico, del blocco dei valichi di frontiera, della violazione dei basilari diritti umani, strumenti della politica genocida dei governi israeliani.

Slai Cobas
Coordinamento provinciale di Milano
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale www.slaicobas.it

14 gennaio 2009


Venerdì 12 dicembre
sciopero generale
contro governo e padroni

[volantino del Coordinamento Provinciale di Milano]

versione pdf

versione doc


SCIOPERO GENERALE DEL 12 DICEMBRE 2008

Una proposta per allargare e unificare la mobilitazione contro il governo e il padronato, per darle continuità oltre la scadenza del 12 dicembre, per dare vita a un'opposizione sociale di massa.

A tutti gli organismi e collettivi di lotta nei posti di lavoro, sul territorio e nelle scuole/università, a tutti i lavoratori, i precari, i disoccupati, gli studenti, gli immigrati, proponiamo di essere con noi copromotori di una

ASSEMBLEA CITTADINA
venerdì 5 dicembre, ore 21
c/o l'aula magna del Liceo Carducci,
via Beroldo, 9 (MM2 Loreto)

per discutere collettivamente su come gestire la giornata di lotta del 12 dicembre a Milano, per trovare una convergenza su comuni obiettivi anticoncertativi e antigovernativi, per ragionare su come unificare in una mobilitazione unitaria lavoratori e studenti.

Vorremmo che la prossima giornata di lotta divenisse un’ulteriore scadenza di un percorso comune, l'inizio di uno sforzo quanto più possibile unitario e collettivo per contrastare l'attacco alle nostre condizioni di vita e di lavoro.

Se vogliamo impedire che governo e padroni ci facciano pagare la crisi
del capitalismo con più sfruttamento e meno diritti per tutti, non abbiamo tempo da perdere, occorre muoversi fin d'ora in una prospettiva di unificazione delle nostre lotte nei posti di lavoro, nelle scuole, sul territorio.

CUB, Confederazione Cobas, Sdl-Intercategoriale, SLAI Cobas


IL NEMICO E’ IN CASA NOSTRA:
I PADRONI E I LORO GOVERNI

Gli operai, i lavoratori, oggi frantumati e divisi sono completamene in balia dei padroni che alimentano le guerre fra poveri distogliendoli dai veri responsabili : il capitale.
La nuova ondata di licenziamenti, il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro che si stanno preparando possono essere efficacemente contrastati solo se questa lotta è conseguente alla lotta contro il capitalismo e il suo sistema di sfruttamento.
L’unità si realizza nella lotta, per questo oggi siamo in piazza come lavoratori di vari settori (cooperative, industria e pubblico impiego), lavoratori italiani ed immigrati contro i padroni e il loro governo. Uniti nello stesso corteo dietro lo striscione IL NEMICO E’ IN CASA NOSTRA perché siamo convinti che i lavoratori o si liberano da soli (nel senso dell’autonomia politica di classe) dalle catene dello sfruttamento o continueranno a rimanere schiavi.
Infatti già da oggi un grande numero di lavoratori italiani e immigrati deve sottostare ad un sistema di lavoro sempre più schiavizzato e subire di volta in volta licenziamenti e miseria.
Pur non condividendo le modalità di questo sciopero, perché calato “dall’alto” da alcuni sindacati di base noi vi partecipiamo affinché si rafforzi la contrapposizione sociale di classe alle politiche borghesi per una difesa generalizzata delle condizioni di vita dei lavoratori.
Ci presentiamo alla manifestazione sotto lo striscione di denuncia che IL NEMICO E’ IN CASA NOSTRA, la nostra borghesia che al pari delle altre borghesie imperialiste mantiene e perpetua questo modo di produzione basato sullo sfruttamento della stragrande maggioranza della popolazione mondiale.

Siamo insieme uniti e convinti che la sola risposta sindacale, comunque fatta e diretta, sia insufficiente per contrapporsi alla guerra scatenata dalla borghesia, (che già militarizza i territori) contro i lavoratori per favorire un processo politico di ricomposizione sociale.

La manifestazione partirà da Largo Cairoli a Milano alle ore 10

L’appuntamento è sotto lo striscione IL NEMICO E’ IN CASA NOSTRA

CENTRO DI INIZIATIVA PROLETARIA
CENTRO SOCIALE AUTOGESTITO VITTORIA
COORDINAMENTO LAVORATORI E COMUNISTI (WORK)
COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO
SLAI COBAS PROVINCIALE MILANO

15-10-2008


Solidarietà a Claudio!

9-6-2008


Occorre l'unità dei lavoratori

[volantino che verrà distribuito il 17 maggio all'assemblea di Milano indetta da Cub, Conf. Cobas e Sdl]

16-5-2008


1° Maggio 2008
May Day Parade
Rassegna fotografica


1° maggio 2008: una giornata di lotta
contro sfruttamento, precarietà, guerra, razzismo


Giovedì 10 aprile ore 21 presso la sede di viale Liguria 49

Assemblea pubblica con la presentazione e proiezione del dvd:
"Società alla frutta, sciopero all'Ortomercato"

video dedicato allo sciopero nella notte tra il 7 e l'8 'ottobre 2007 all' Ortomercato di Milano (il primo dopo trent'anni), punto nevralgico del lavoro nero e precarizzato, dell'utilizzo degli immigrati per abbassare tutti i salari, degli appalti illegali, della violazione continua e reiterata dei diritti e della dignità dei lavoratori.
[Video, autoprodotto dallo Spazio Popolare La Forgia]


Compilazione Mod. 730/2008


Alzare lo sguardo dai Cobas al Sindacato di classe

convegno organizzato dalla CUB di Varese
venerdì 7 marzo 2008


Il coordinamento provinciale di Milano ha dato l'adesione all'assemblea antirazzista che ci sarà domenica 3 febbraio alle 15.
Di seguito si riporta il testo di indizione dell'assemblea

Lettera aperta ai proletari immigrati e italiani

Siamo un gruppo di immigrati e antirazzisti milanesi e abbiamo deciso di organizzarci per contrapporci alla campagna razzista che governo, partiti (di centrodestra, centro-sinistra) e mass-media portano avanti.
Vogliamo innanzitutto contrastare gli effetti concreti che questa campagna sta producendo: famiglie rimpatriate, lavoratori (in regola o in nero) licenziati, baraccopoli dei rom sgomberate o date alle fiamme, donne e uomini aggrediti da bande fasciste.Contro tutto questo, è necessario sviluppare la massima unità e solidarietà dal basso: l’unico approccio vincente è quello di partire dagli interessi generali dei lavoratori (qualsiasi colore della pelle abbiano) e di tutti gli sfruttati.

Ai lavoratori immigrati diciamo che è ora di organizzarsi: per difendersi; per contrastare con decisione il tentativo dei governi di dividerci per nazionalità, etnie, religioni; per poter finalmente lottare con forza e ottenere i pieni diritti per tutti.
E’ fondamentale, però, abbandonare qualsiasi illusione verso le istituzioni statali, le politiche portate avanti dai partiti parlamentari, e dai vertici dei sindacati confederali, finalizzate a subordinare le condizioni dei lavoratori e dei proletari al buon andamento delle aziende e della competitività dell’Italia
La politica del governo Prodi ne è stata l’ultima chiara dimostrazione: Il disegno di legge Ferrero-Amato, che avrebbe dovuto “superare” la Bossi-Fini, non cancella il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro. I CPT rimangono operativi e aperti, e in più è stato varato il pacchetto sicurezza finalizzato ad aumentare la ricattabilità dei lavoratori immigrati, accompagnandolo da una propaganda che istiga all’odio razziale.
A tutto questo poi si aggiunge la drammatica condizione delle donne immigrate alle quali in molte circostanze viene impedito loro di accedere gratuitamente a cure preventive legate alla gestazione o per ricorrere all’interruzione di gravidanza (in certe situazione arrivano a pagare fino a 800 € per accedere a tali servizi) .
É con forza che denunciamo anche l’infame provvedimento della Giunta di Milano che con una circolare intende impedire l’iscrizione dei bambini, di genitori “irregolari”, nelle scuole materne e nidi. Questo dimostra ancora una volta quali siano i luoghi da cui si emanano il razzismo e la discriminazione nella società, ovvero le istituzioni centrali e locali dello Stato.

Ai lavoratori italiani diciamo che il razzismo è innanzitutto un’arma contro di loro e che sostenere l’obiettivo dei pieni diritti per tutti, è un nostro fondamentale interesse. Infatti è grazie alle leggi razziali, che legano il permesso di soggiorno e l’accesso ai diritti al possesso di un contratto di lavoro, che si è permesso ai padroni di disporre di manodopera ultra ricattabile, da utilizzare a piacimento, da far lavorare in nero con paghe da fame, abbassando, con ciò, il potere contrattuale di tutti i lavoratori e creando pesanti divisioni all’interno della nostra classe sociale.
Così come è necessario ribaltare il concetto di "sicurezza" che vorrebbero farci digerire. La sicurezza che ci serve, non si basa sulla caccia all'immigrato e sulla militarizzazione del territorio. A noi interessa: la garanzia di un salario degno, un tetto sulla testa senza svenarci o essere sfrattati, un posto di lavoro dove non si muore per mancanza di misure di sicurezza, cure mediche adeguate, una scuola gratuita per i nostri figli, vivere in territori non contaminati dai rifiuti o distrutti dalla speculazione.

Crediamo quindi che sia urgente trovare insieme, sfruttati italiani e immigrati, una via d’uscita, contrastando in maniera unitaria e con la lotta, la crescente precarietà, i salari da fame, la povertà crescente, la progressiva negazione dei diritti fondamentali, che spingono un numero sempre più alto di persone verso l’emarginazione e il degrado sociale.
Solo unendo le forze nella prospettiva di una grande e permanente mobilitazione di massa potremo riuscirci.

Invitiamo tutte le comunità degli immigrati, i comitati antirazzisti, le organizzazioni dei lavoratori, i collettivi studenteschi, le realtà di lotta presenti sul territorio ad un’assemblea cittadina dove discutere e decidere obiettivi, forme di lotta e di organizzazione adeguate.

ASSEMBLEA PUBBLICA
Domenica 3 febbraio alle ore 15:00 a Milano
Istituto Tenca in P.le Biancamano ang. Bastioni P.ta Volta
(MM2-MOSCOVA; TRAM 3-4-7-12-14;BUS 57)


SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI DEL CALL CENTER DELLA VAS EUROPE

Abbiamo appreso oggi la notizia del processo cui siete sottoposti e del precedente licenziamento di 4 lavoratori del Call Center.
L’incredibile richiesta di danni da parte dell’azienda per il vostro sciopero dal 14 al 28 dicembre 2007 non è altro che uno strumento per terrorizzare i lavoratori che lottano, dividerli, impedire che si organizzino per difendere le proprie condizioni di lavoro, i propri diritti.

Siamo al vostro fianco e a vostra disposizione per eventuali iniziative di sostegno, perché nella vostra vicenda riconosciamo la nostra stessa esperienza, quella che vede tutt’ora 3 operai nostri iscritti licenziati per rappresaglia politica dal padrone (1 alla Fiat di Termoli, 1 alla Fiat di Po-migliano, 1 alla Ecocall di Vibo Valentia). Un’esperienza che oggi, a partire dall’esempio della Fiat che fa da scuola a tutto il padronato, si sta diffondendo in vari posti di lavoro e vede licenziati per rappresaglia anche altri operai e lavoratori.

Siamo al vostro fianco perchè la lotta contro i licenziamenti è oggi fondamentale dal momento che i padroni si sbarazzano dei lavoratori a loro piacimento, grazie ad un serie di contratti che escono dalle leggi che precarizzano tutti i lavori come il “Pacchetto Treu” e la “Legge 30”. Lavoratori usa e getta che sono ridotti in condizioni di paraschiavitù in nome del profitto.

Siamo al vostro fianco perchè riteniamo sia necessario dare una risposta unitaria e dal basso di tutti i lavoratori, a prescindere dalle tessere sindacali che possono avere in tasca, contrapposta alla concertazione dei sindacati istituzionali (confederali e autonomi). Una risposta che può avere successo come è avvenuto allo stabilimento Fiat di Pomigliano, dove la mobilitazione operaia ha ottenuto il ritiro di 10 licenziamenti, comminati la settimana scorsa ad altrettanti operai, “colpevoli” di aver fatto un corteo interno di massa contro i corsi di “formazione” anticamera della chiusura della fabbrica, corsi condotti alla presenza di vigilantes che, addirittura, accompagnavano gli operai che dovevano andare in gabinetto (cosa permessa non più di due volte).

Ci piacerebbe sapere se i 4 licenziamenti sono stati ritirati, se la vostra lotta ha avuto successo. Comunque sia, siamo dalla vostra parte e vi appoggiamo.

per lo Slai Cobas
Francesco Rizzo

22-1-2008


Questo è il messaggio che abbiamo ricevuto.

GRAVE ATTENTATO ALLA LIBERTA’ DI SCIOPERO

I dipendenti del Call Center della VAS Europe, con sede in via De Amicis 28 Milano, (addetti alle prenotazioni internazionali settore alberghiero), avendo risposto con 14 giorni di sciopero, dal 14 al 28 dicembre 2007, al licenziamento di 4 colleghi, sono stati chiamati in causa dalla direzione aziendale per “risarcimento danni”.
La prima udienza avrà luogo martedì 22 gennaio 2008 al tribunale di Milano sezione lavoro alle 12,30.
Invitiamo i lavoratori anche di altre aziende a solidarizzare contro questo grave attentato alla libertà di sciopero con la loro presenza e inviando messaggi di solidarietà (fax 02.86451671 o via e mail alla delegata sindacale Rossella Maffi melarossa78@hotmail.com e/o al dipendente Tom Welschen t.welschen@alice.il ).

La Commissione Lavoro della Federazione Anarchica Milanese FAI


Il coordinamento provinciale ha deciso di partecipare al presidio contro la guerra di sabato prossimo, organizzato dal Coordinamento milanese contro la guerra.

SABATO 26 GENNAIO 2008 ORE 16

PIAZZA CADORNA

PRESIDIO

• contro la politica bellicista del governo Prodi

• per il ritiro di tutte le truppe

• per la chiusura di tutte le basi

• a fianco dei popoli in lotta

• no alle spese militari

CON MATERIALE DI CONTROINFORMAZIONE

E PROIEZIONE DI VIDEO SULLA GUERRA

Coordinamento milanese contro la guerra


L'archivio 2007 dello SLAI Cobas Milano

L'archivio 2005-2006 dello SLAI Cobas Milano

L'archivio 2003-2004 dello SLAI Cobas Milano

 

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