1° Maggio 2008
May Day Parade
Rassegna fotografica
1° maggio 2008:
una giornata di lotta
contro sfruttamento, precarietà, guerra, razzismo
Giovedì 10 aprile ore 21 presso la sede di viale Liguria 49
Assemblea pubblica con la presentazione e proiezione del dvd:
"Società alla frutta, sciopero all'Ortomercato"video dedicato allo sciopero nella notte tra il 7 e l'8 'ottobre 2007 all' Ortomercato di Milano (il primo dopo trent'anni), punto nevralgico del lavoro nero e precarizzato, dell'utilizzo degli immigrati per abbassare tutti i salari, degli appalti illegali, della violazione continua e reiterata dei diritti e della dignità dei lavoratori.
[Video, autoprodotto dallo Spazio Popolare La Forgia]
Alzare lo sguardo dai Cobas al Sindacato di classe
convegno organizzato dalla CUB di
Varese
venerdì 7 marzo 2008
Il coordinamento provinciale di Milano ha dato l'adesione all'assemblea antirazzista che ci sarà domenica 3 febbraio alle 15.
Di seguito si riporta il testo di indizione dell'assembleaLettera aperta ai proletari immigrati e italiani
Siamo un gruppo di immigrati e antirazzisti milanesi e abbiamo deciso di organizzarci per contrapporci alla campagna razzista che governo, partiti (di centrodestra, centro-sinistra) e mass-media portano avanti.
Vogliamo innanzitutto contrastare gli effetti concreti che questa campagna sta producendo: famiglie rimpatriate, lavoratori (in regola o in nero) licenziati, baraccopoli dei rom sgomberate o date alle fiamme, donne e uomini aggrediti da bande fasciste.Contro tutto questo, è necessario sviluppare la massima unità e solidarietà dal basso: l’unico approccio vincente è quello di partire dagli interessi generali dei lavoratori (qualsiasi colore della pelle abbiano) e di tutti gli sfruttati.Ai lavoratori immigrati diciamo che è ora di organizzarsi: per difendersi; per contrastare con decisione il tentativo dei governi di dividerci per nazionalità, etnie, religioni; per poter finalmente lottare con forza e ottenere i pieni diritti per tutti.
E’ fondamentale, però, abbandonare qualsiasi illusione verso le istituzioni statali, le politiche portate avanti dai partiti parlamentari, e dai vertici dei sindacati confederali, finalizzate a subordinare le condizioni dei lavoratori e dei proletari al buon andamento delle aziende e della competitività dell’Italia
La politica del governo Prodi ne è stata l’ultima chiara dimostrazione: Il disegno di legge Ferrero-Amato, che avrebbe dovuto “superare” la Bossi-Fini, non cancella il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro. I CPT rimangono operativi e aperti, e in più è stato varato il pacchetto sicurezza finalizzato ad aumentare la ricattabilità dei lavoratori immigrati, accompagnandolo da una propaganda che istiga all’odio razziale.
A tutto questo poi si aggiunge la drammatica condizione delle donne immigrate alle quali in molte circostanze viene impedito loro di accedere gratuitamente a cure preventive legate alla gestazione o per ricorrere all’interruzione di gravidanza (in certe situazione arrivano a pagare fino a 800 € per accedere a tali servizi) .
É con forza che denunciamo anche l’infame provvedimento della Giunta di Milano che con una circolare intende impedire l’iscrizione dei bambini, di genitori “irregolari”, nelle scuole materne e nidi. Questo dimostra ancora una volta quali siano i luoghi da cui si emanano il razzismo e la discriminazione nella società, ovvero le istituzioni centrali e locali dello Stato.Ai lavoratori italiani diciamo che il razzismo è innanzitutto un’arma contro di loro e che sostenere l’obiettivo dei pieni diritti per tutti, è un nostro fondamentale interesse. Infatti è grazie alle leggi razziali, che legano il permesso di soggiorno e l’accesso ai diritti al possesso di un contratto di lavoro, che si è permesso ai padroni di disporre di manodopera ultra ricattabile, da utilizzare a piacimento, da far lavorare in nero con paghe da fame, abbassando, con ciò, il potere contrattuale di tutti i lavoratori e creando pesanti divisioni all’interno della nostra classe sociale.
Così come è necessario ribaltare il concetto di "sicurezza" che vorrebbero farci digerire. La sicurezza che ci serve, non si basa sulla caccia all'immigrato e sulla militarizzazione del territorio. A noi interessa: la garanzia di un salario degno, un tetto sulla testa senza svenarci o essere sfrattati, un posto di lavoro dove non si muore per mancanza di misure di sicurezza, cure mediche adeguate, una scuola gratuita per i nostri figli, vivere in territori non contaminati dai rifiuti o distrutti dalla speculazione.Crediamo quindi che sia urgente trovare insieme, sfruttati italiani e immigrati, una via d’uscita, contrastando in maniera unitaria e con la lotta, la crescente precarietà, i salari da fame, la povertà crescente, la progressiva negazione dei diritti fondamentali, che spingono un numero sempre più alto di persone verso l’emarginazione e il degrado sociale.
Solo unendo le forze nella prospettiva di una grande e permanente mobilitazione di massa potremo riuscirci.Invitiamo tutte le comunità degli immigrati, i comitati antirazzisti, le organizzazioni dei lavoratori, i collettivi studenteschi, le realtà di lotta presenti sul territorio ad un’assemblea cittadina dove discutere e decidere obiettivi, forme di lotta e di organizzazione adeguate.
ASSEMBLEA PUBBLICA
Domenica 3 febbraio alle ore 15:00 a Milano
Istituto Tenca in P.le Biancamano ang. Bastioni P.ta Volta
(MM2-MOSCOVA; TRAM 3-4-7-12-14;BUS 57)
SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI DEL CALL CENTER DELLA VAS EUROPE
Abbiamo appreso oggi la notizia del processo cui siete sottoposti e del precedente licenziamento di 4 lavoratori del Call Center.
L’incredibile richiesta di danni da parte dell’azienda per il vostro sciopero dal 14 al 28 dicembre 2007 non è altro che uno strumento per terrorizzare i lavoratori che lottano, dividerli, impedire che si organizzino per difendere le proprie condizioni di lavoro, i propri diritti.
Siamo al vostro fianco e a vostra disposizione per eventuali iniziative di sostegno, perché nella vostra vicenda riconosciamo la nostra stessa esperienza, quella che vede tutt’ora 3 operai nostri iscritti licenziati per rappresaglia politica dal padrone (1 alla Fiat di Termoli, 1 alla Fiat di Po-migliano, 1 alla Ecocall di Vibo Valentia). Un’esperienza che oggi, a partire dall’esempio della Fiat che fa da scuola a tutto il padronato, si sta diffondendo in vari posti di lavoro e vede licenziati per rappresaglia anche altri operai e lavoratori.
Siamo al vostro fianco perchè la lotta contro i licenziamenti è oggi fondamentale dal momento che i padroni si sbarazzano dei lavoratori a loro piacimento, grazie ad un serie di contratti che escono dalle leggi che precarizzano tutti i lavori come il “Pacchetto Treu” e la “Legge 30”. Lavoratori usa e getta che sono ridotti in condizioni di paraschiavitù in nome del profitto.
Siamo al vostro fianco perchè riteniamo sia necessario dare una risposta unitaria e dal basso di tutti i lavoratori, a prescindere dalle tessere sindacali che possono avere in tasca, contrapposta alla concertazione dei sindacati istituzionali (confederali e autonomi). Una risposta che può avere successo come è avvenuto allo stabilimento Fiat di Pomigliano, dove la mobilitazione operaia ha ottenuto il ritiro di 10 licenziamenti, comminati la settimana scorsa ad altrettanti operai, “colpevoli” di aver fatto un corteo interno di massa contro i corsi di “formazione” anticamera della chiusura della fabbrica, corsi condotti alla presenza di vigilantes che, addirittura, accompagnavano gli operai che dovevano andare in gabinetto (cosa permessa non più di due volte).
Ci piacerebbe sapere se i 4 licenziamenti sono stati ritirati, se la vostra lotta ha avuto successo. Comunque sia, siamo dalla vostra parte e vi appoggiamo.per lo Slai Cobas
Francesco Rizzo22-1-2008
Questo è il messaggio che abbiamo ricevuto.
GRAVE ATTENTATO ALLA LIBERTA’ DI SCIOPERO
I dipendenti del Call Center della VAS Europe, con sede in via De Amicis 28 Milano, (addetti alle prenotazioni internazionali settore alberghiero), avendo risposto con 14 giorni di sciopero, dal 14 al 28 dicembre 2007, al licenziamento di 4 colleghi, sono stati chiamati in causa dalla direzione aziendale per “risarcimento danni”.
La prima udienza avrà luogo martedì 22 gennaio 2008 al tribunale di Milano sezione lavoro alle 12,30.
Invitiamo i lavoratori anche di altre aziende a solidarizzare contro questo grave attentato alla libertà di sciopero con la loro presenza e inviando messaggi di solidarietà (fax 02.86451671 o via e mail alla delegata sindacale Rossella Maffi melarossa78@hotmail.com e/o al dipendente Tom Welschen t.welschen@alice.il ).
La Commissione Lavoro della Federazione Anarchica Milanese FAI
Il coordinamento provinciale ha deciso di partecipare al presidio contro la guerra di sabato prossimo, organizzato dal Coordinamento milanese contro la guerra.
SABATO 26 GENNAIO 2008 ORE 16
PIAZZA CADORNA
PRESIDIO• contro la politica bellicista del governo Prodi
• per il ritiro di tutte le truppe
• per la chiusura di tutte le basi
• a fianco dei popoli in lotta
• no alle spese militariCON MATERIALE DI CONTROINFORMAZIONE
E PROIEZIONE DI VIDEO SULLA GUERRACoordinamento milanese contro la guerra
Avviso importante!
LA PREVISTA ASSEMBLEA DEL 15/11/2007 SU
LICENZIAMENTI, PRECARIETA', DIRITTI
ALLA CASA DELLA CULTURA DI VIA BORGOGNAE' A N N U L L A T A P E R M O T I V I T E C N I C I
(per chi fosse interessato ci sarà, sempre alle 21, un'assemblea organizzativa del Pubblico Impiego in preparazione delle elezioni RSU del 19-22 novembre prossimi presso la sede provinciale dello Slai Cobas di viale Liguria 49 .)
venerdì
9 novembre 2007
sciopero generale
indetto da tutti i sindacati di base

Milano 9 novembre
ASSEMBLEA CONTRO LA PRECARIETA'
PER LA COSTRUZIONE DELLO SCIOPERO GENERALIZZATO
NAZIONALE DEL 9 NOVEMBRE25 OTTOBRE ORE 21.30 PRESSO
AULA MAGNA DEL LICEO SEVERI,
BASTIONI DI PORTA VOLTA, ANGOLO P.LE BIANCAMANO
( MM moscova )Le assemblee che si sono tenute a Roma il 12 settembre e il 7 ottobre di quest'anno hanno costituito i primi passaggi fondamentali affinché, a livello nazionale, tutte le realtà, i centri sociali, le reti, le associazioni, i gruppi di lavoratori/trici, si prendessero carico di costruire e rilanciare un movimento di lotta contro la precarietà in vista dell'organizzazione di uno sciopero generale di massa del 9 novembre, che sappia coinvolgere il maggior numero di lavoratori, precari, studenti e immigrati.
Ogni percorso di lotta per essere realmente unitario e plurale, incisivo e partecipato, necessita di un radicamento e di una spinta locali, soprattutto in una città come Milano, che è oggi uno dei laboratori più avanzati delle nuove forme di produzione e accumulazione di ricchezza,caratterizzato da una prevalenza di lavoro terziario, da un misto tra lavoro manuale e servile e da lavoro altamente professionalizzato.
Oggi la condizione dominante è quella di una precarietà strutturale ed esistenziale che si manifesta anche in percezioni differenziate e frammentate.
È dunque per noi fondamentale aprire a Milano spazi di dibattito e di confronto, rilanciare momenti di elaborazione politica e di critica dell'esistente, mettere in campo un'azione efficace che sappia opporsi ai processi di precarizzazione, rivendicando reddito, diritti nel lavoro ed oltre il lavoro.
Un'azione che, altresì, sappia battersi per delle pensioni realmente dignitose e per una scuola e un'università pubbliche, laiche e pluraliste, e che contrasti l'aumento delle spese militari previsto nell'ultima finanziaria e la rincorsa culturale al securitarismo e al razzismo.
Vogliamo costruire una sinistra, anticapitalista e anticoncertativa, che restituendo la giusta importanza alle molteplici forme di resistenza che si sono opposte all'approvazione dell'infame protocollo del 23 luglio - rifuggendo le deleghe - trovi la capacità di divenire un'importante riferimento per chi è disperso nei mille rivoli della produzione capitalista, costruendo così forme ampie di vertenzialità sociale all'interno di un progetto di trasformazione radicale dell'esistente.
Invitiamo quindi tutti i lavoratori/trici, gli studenti e ogni realtà che si voglia porre all'interno di questo grande progetto collettivo a partecipare Giovedì 25 ottobre alle 21.30 all'assemblea metropolitana che si terrà nell'aula magna del liceo Severi. Questa è una prima tappa fondamentale e indispensabile per confrontare pratiche e percorsi, linguaggi e visioni, per mettere in campo iniziative condivise che generalizzino lo sciopero indetto dai sindacati di base il 9/novembre.
Facciamo nostro e riproponiamo a tutte le realtà di Milano
l'appello di indizione dell'assemblea tenutasi a Roma il 7 ottobre di quest'anno.RETE MILANESE CONTRO LA PRECARIETA'
per adesioni
no-precarieta-mi@inventati.orgPRIME ADESIONI (in rigoroso ordine alfabetico):
Chainworkers
C.s.a Vittoria
Confederazione cobas
Cub
"Assemblea!", foglio d'informazione e ccollegamento
McPdl - Movimento per il Partito Comunista dei lavoratori - sezione di Milano
McPdl - Movimento per il Partito Comunista dei lavoratori - sezione della Brianza
Rete dei Comunisti
Sinistra Critica
Sdl intercategoriale
Slai Cobas
Sos Fornace - Rho
Solidarietà a Franco Zanon delegato Fiom licenziato per rappresaglia padronale
A Franco Zanon
Al Centro d’Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli”
Via Magenta 88
20099 Sesto S.GiovanniIl coordinamento provinciale di Milano esprime a Franco Zanon la propria solidarietà a nome dell’intero Slai Cobas.
Franco Zanon, delegato Fiom, è stato licenziato per rappresaglia padronale dalle Saccecav di Desio (MI) sulla base di una motivazione futile e inesistente, ma che il padronato ha comunque utilizzato per liberarsi di un delegato scomodo.Le motivazioni e i metodi sono gli stessi utilizzati dalla Fiat per licenziare, sempre negli ultimi giorni di luglio, il nostro delegato Luigi Cravero dello stabilimento della Fiat di Termoli.
Chi non accetta la concertazione, chi si oppone alle ristrutturazioni e alle esternalizzazioni, viene perseguitato dal padronato, che senza tanti complimenti cerca di liberarsene in ogni modo.
Sarà estremamente grave se troverà conferma quanto ipotizzato, ossia che la Cgil non intenda fare causa ex art 28 (comportamento antisindacale), ma limitarsi alla sola procedura ordinaria e all’art. 700 (urgenza) per il prossimo settembre. Una scelta destinata a indebolire la posizione del lavoratore nei confronti dell’azienda.
Nel rinnovare la nostra solidarietà, il nostro appoggio e la nostra disponibilità a Franco Zanon, invitiamo lui e i lavoratori più in generale a preparasi a mobilitarsi per il prossimo autunno.
Lo Slai Cobas ritiene che sia necessario contrastare la repressione padronale, ma che per riuscirvi occorra andare oltre alla manifestazione della propria solidarietà. Un’ iniziativa da noi indetta in questo senso è l’Assemblea aperta dei metalmeccanici (ma non solo) sabato 29 settembre nell’aula consiliare di Termoli. Assemblea che, partendo dalla mobilitazione per riportare Luigi Cravero in fabbrica, rilanci una mobilitazione anticoncertativa a livello nazionale, a partire dai posti di lavoro, sul contratto e sulle condizioni di vita e di lavoro nelle fabbriche metalmeccaniche (ma non solo), sempre più precarizzate anche grazie agli accordi siglati dalla Fiom.
Invitiamo Franco Zanon ad essere partecipe di questo percorso, a porre in esso il tema del suo rientro sul posto di lavoro, in un’iniziativa cui chiamiamo tutti i lavoratori senza alcuna preclusione in base alla tessera sindacale posseduta e imperniata sui temi fondamentali del salario, di un lavoro stabile e dei diritti.
per il coordinamento provinciale di Milano
Francesco Rizzo
Milano 3-8-2007
GRAVE PROVOCAZIONE CONTRO UN DELEGATO R.S.U.
LICENZIATO IL COMPAGNO FRANCONel mese di luglio, con un banale pretesto, l’azienda SACECCAV SpA di Desio ha licenziato in tronco Franco Zanon.
Il compagno Franco, delegato sindacale FIOM, da anni impegnato in prima fila nel movimento operaio nel difendere gli interessi e i diritti dei suoi compagni di lavoro, ha pagato con il licenziamento l’opposizione ai piani di ristrutturazione che l’azienda da tempo ha messo in atto.Franco da tempo era nel mirino della direzione per la sua attività sindacale. L’azienda, prendendo a pretesto il fatto che, mentre era fuori sede per servizio, si era fermato alcuni minuti ad un CAF per consegnare il 730 senza aver avvisato preventivamente, gli ha inviato una lettera di contestazione e, subito dopo, quella di licenziamento in tronco.
In questi ultimi anni, con il sistema della “cessione di ramo d’azienda” la Saceccav è stata spezzettata in più società a discapito della “funzionalità” e di una “efficiente organizzazione aziendale”.
Tutto ciò ha portato ad una perdita di diritti sindacali per alcuni gruppi di dipendenti e a forti preoccupazioni nei lavoratori per il loro futuro. A questo si aggiunge il fatto che uno dei delegati RSU, ex collega di Franco (licenziato), è stato promosso al rango di amministratore delegato di una delle società nate dallo scorporo.Come si vede, anche in questo caso, il padrone usa sempre due pesi e due misure: da un lato repressione e licenziamenti alla prima occasione per i delegati combattivi che, difendendo gli interessi e i diritti dei lavoratori, ostacolano la “pacifica accumulazione dei profitti”; dall’altro premi e promozioni per i fedeli “cani da guardia” che agevolano e difendono gli interessi padronali.
Davanti a questo grave attacco ad un delegato RSU, ai diritti sindacali e dei lavoratori, FIM-CISL e FIOM-CGIL hanno fatto un comunicato di denuncia dell’operato aziendale, ma l’ufficio legale della CGIL, dopo aver aperto la procedura di conciliazione, necessaria e preliminare ad ogni causa di lavoro, sembra orientato a rinunciare a fare causa ex art. 28 (comportamento antisindacale), limitandosi ad avviare la procedura ordinaria e l’art. 700 (procedura d’urgenza) per il prossimo mese di settembre.
Il Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” esprime la sua più viva solidarietà di classe e si schiera accanto al compagno Francocolpito dalla repressione padronale.
Nessuna azione repressiva deve passare sotto silenzio, l’attacco padronale a chi è in prima fila nella lotta è sempre il primo passo dei padroni per eliminare i possibili organizzatori dell’opposizione anticapitalista nelle fabbriche e in tutti i luoghi di lavoro.Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”
Via Magenta 88
20099 Sesto S.Giovanni
Mobilitazioni contro la guerra indette dal Coordinamento Milanese contro la guerra, cui lo Slai aderisce:
sabato 21 aprile assemblea h. 15.00 a Milano
mercoledì 25 aprile presidio in piazza San Babila h. 14.30
(qui saremo anche presenti con un banchetto contro lo scippo del TFR)(vedere qui sotto il volantino "costruiamo opposizione" per i riferimenti)
Invitiamo tutti i cobas a partecipare alle due scadenze.
COSTRUIAMO OPPOSIZIONE
Se qualcuno si era illuso che con il nuovo governo di centrosinistra ci sarebbe stato un cambiamento di rotta, non è occorso molto tempo per doversi ricredere di fronte alle politiche sociali, economiche e belliche messe in atto.
Da subito abbiamo cominciato a subire le conseguenze negative delle politiche sui contratti e sulla precarietà del lavoro, sulla scuola e la sanità, sulle pensioni e sul trattamento di fine rapporto, sul territorio e le grandi opere, che si accompagnano, ancora oggi come ieri, a quelle sulle missioni all’estero e sulle basi militari.Anzi la continuità sostanziale con il precedente governo presenta addirittura un peggioramento se si guarda, per esempio, a quanto di innovativo contiene la finanziaria nel campo delle spese militari - per la prima volta viene creato un fondo per le missioni di un miliardo di euro all’anno e si aumenta il budget complessivo di queste spese portandolo a 21 miliardi – e se si guarda, senza il fumo negli occhi delle “coperture” fornite dall’ONU, alle motivazioni profonde della nuova missione in Libano.
In realtà il gioco delle “differenze” tra governi di centrodestra e di centrosinistra, almeno per la politica estera, sta dentro al binomio unilateralismo-multilateralismo e, dunque, in ogni caso, dentro dinamiche di dominio al servizio dell’una o dell’altra potenza che si costruisce, in loco, le proprie più o meno strategiche o strumentali alleanze, per l’espansione nel mondo dei propri gruppi economico-militari. Là dove vi sono delle diversità (es.: nel rapporto con gli Stati Uniti), non vengono messi in discussione gli interventi militari, ma semmai li si vuole condurre nell’ambito ONU insieme alle altre potenze europee e con una relativa autonomia rispetto all’alleato statunitense. Lo stesso ritiro delle truppe dall’Iraq (già deciso dal governo precedente) non esclude azioni armate meno appariscenti, con l’invio di istruttori presso le forze del governo iracheno oppure con l’uso di contractors (mercenari pagati dal governo) al seguito delle aziende italiane presenti in loco (es.ENI).
Alla faccia d’ogni altra considerazione e ossimoro sulle “missioni di…pace” o sulle “guerre… umanitarie”…In questo contesto, questo governo ha deciso il raddoppio della base USA a Vicenza e, ultimo in ordine di tempo, il rifinanziamento della missione in Afghanistan, avvenuto, per giunta, senza necessità numerica dei contributi parlamentari pure offerti dal centrodestra.
E tuttavia,
almeno a confortarci di fronte ad un quadro così poco rassicurante, vediamo svilupparsi nuclei significativi di resistenza ai progetti di ulteriore militarizzazione e devastazione del territorio: in particolare, il movimento contro la nuova base USA di Vicenza ha segnato con le due straordinarie manifestazioni del 2 dicembre e del 17 febbraio una svolta contro le politiche belliche del governo e rilanciato il terreno di una stagione di lotte che voglia rompere la complicità dell’Italia con la guerra permanente.
Altri importanti momenti di forte opposizione sociale pongono il tema dell’uso del territorio ed altri ancora segnalano il conflitto dentro i luoghi di lavoro contro le subalternità sindacali al “governo amico”.
Si può prospettare, dunque, a partire dalla strutturazione sul proprio territorio, la costruzione di una rete di solidarietà e di mutuo appoggio tra i diversi spezzoni del movimento di opposizione alle politiche di guerra e di sfruttamento.Per fare informazione, confrontarsi e approfondire i temi sopra descritti con le associazioni, i comitati contro la guerra, i gruppi, le individualità che si oppongono a tutte le guerre
il coordinamento milanese contro la guerra,
nato tra il settembre e l’ottobre dello scorso annopromuove una
Assemblea Pubblica
sabato 21 aprile dalle ore 15.00
presso l’Aula Magna dell’IIS “Tenca” e “Severi”
Bastioni di Porta Volta, ang. P.le Biancamano
(MM Moscova)
Mobilitazione di Vicenza: in appoggio alle iniziative dell’Assemblea Permanente - organismo dell’autorganizzazione popolare - per impedire il proseguimento dei lavori per il raddoppio della base militare.
Mobilitazioni per il ritiro di tutte le truppe, dall’Afghanistan al Libano e per la cessazione della guerra in Iraq.
Preparazione e sostegno alla mobilitazione nel territorio di Novara e alla manifestazione prevista per il prossimo 19 maggio per la chiusura delle basi militari Nato di Bellinzago Novarese, Solbiate Olona e dell’aeroporto di Cameri - un complesso coordinato per rifornire la logistica (carburante, trasporto di truppe e di mezzi) per l’impiego nelle varie zone di guerra -.
Confronto e approfondimento per promuovere il reciproco appoggio fra le realtà che si attivano contro la guerra e lo sfruttamento e l’organizzazione di nuove iniziative, a partire da un
Presidio in S.Babila
mercoledì 25 aprile dalle ore 14.30Prime adesioni:
Confederazione COBAS, SLAI Cobas, USI Sanità, Federazione Anarchica Milanese, Movimento per il Partito comunista dei lavoratori- sezioni di Milano, Brianza e Lodigiano, CSA Vittoria, Rete dei Comunisti, Circolo dei Malfattori, Gruppo Libertario di Casatenovo, Pagine Marxiste, associazione Le Radici e Le Ali, CUB Lorenteggio-Mi, Circolo Zabriskie Point di Novara, Rete nazionale Disarmiamoli, Comitato Bergamasco per il Ritiro delle Truppe, …..……Milano, Aprile 2007
Comunicato Stampa
giovedì 18 gennaio ore 20.30
presso la sede dello Slai Cobas di Viale Liguria 49, Milano:ATTIVO PUBBLICO
DELLO SLAI COBAS
CONTRO LO SCIPPO DEL TFR
E PER LA DIFESA DELLE PENSIONI PUBBLICHEPer organizzare una campagna fondata sulla partecipazione diretta di tutti i lavoratori, a prescindere dalla tessera sindacale che possono avere in tasca, per costruire una mobilitazione generale nei posti di lavoro e sul territorio.
contro lo scippo del TFR e il suo versamento nei Fondi Pensione privati, che subordinerebbe le pensioni all’andamento delle Borse e dei mercati finanziari e aprirebbe la strada alla definitiva privatizzazione del sistema pensionistico.
Contro il meccanismo truffaldino del “silenzio assenso”, che serve solo a fare in modo che ai lavoratori sia portato via per sempre il TFR.
per la difesa delle pensioni pubbliche, il ripristino del sistema di calcolo retributivo e la diminuzione dell’età per andare in pensione.
Per ottenere la separazione di previdenza e assistenza all’Inps (prevista per legge e mai applicata) e contro una campagna mediatica che, con l’INPS ancora in attivo, continua invece a presentarla in perdita, per spingere i lavoratori a versare il TFR nei fondi pensione.
La campagna nazionale dello Slai Cobas verrà lanciata dal Coordinamento Nazionale, che si terrà a Roma domenica 21 gennaio, con la presenza dei coordinamenti di tutte le province.
Slai Cobas
L'archivio 2005-2006 dello SLAI Cobas Milano
L'archivio 2003-2004 dello SLAI Cobas Milano