Archivio SLAI Cobas Milano
[2003-2004]
profitti record nei primi 9 mesi del 2004
RISULTATI ELEZIONI RSU 2004 - INPS SEDE DI MILANO-NORD
Numero votanti 196 – Schede nulle 6 – Schede bianche 0
SIGLA SINDACALE
NUMERO VOTI
PERCENTUALE
SEGGI
SLAI-COBAS
29
14,79
2
CGIL
37
18,87
2
UIL
40
20,40
2
CISL
39
19,89
2
CISAL
18
9,18
1
RdB
27
13,77
1
AFFONDA IL FONDO COMIT NATO NEL 1921
TUTTO SOTTO SILENZIO(estratto da un articolo de Il Manifesto 5 ottobre 2004)
I rappresentanti di Banca Intesa hanno chiesto di aprire la procedura per la liquidazione coatta del Fondo Comit: che comporterebbe la cessazione immediata di tutte le prestazioni, compreso il pagamento delle rate di pensioni.
Attorno ai drammatici destini del Fondo pensioni Comit il silenzio di tutti è assordante.
Da anni siamo bombardati sul tema dei fondi di pensione integrativi, considerati strategicamente decisivi per i destini dell'economia italiana e indispensabili per i lavoratori a cui è stata massacrata la pensione pubblica.
Oltre Confindustria e Governo anche i sindacati fanno opera di convinzione.
Adesso che uno dei più importanti Fondi pensione, esistente fin dal 1921, arriva sull'orlo del baratro, tutti tacciono.
I sindacati, che sono nel consiglio di amministrazione del fondo, tengono la bomba sotto controllo nella speranza che il botto non faccia troppo rumore.
E migliaia di aderenti al fondo diventano sempre più furiosi.aderire ai fondi pensione integrativi
è un ricatto innescato dalla cosiddetta riforma delle pensioni
che ha portato al futuro disfacimento di quella pubblicaCONVIENE ACCETTARE IL RISCHIO DI DIVENTARE FURIOSI
QUANDO ANDREMO IN PENSIONE E DOVESSERO AFFONDARE
O E’ MEGLIO DIVENTARE FURIOSI OGGI ?Slai Cobas
ALFA - ATM - E NON SOLO
VENERDI' 8.10.2004
alle ore 20,30
A MILANO SALA DELLA PROVINCIA
Via Corridoni 16
ASSEMBLEA UNITARIA
CON STUDENTI PRECARI CENTRI SOCIALI
E ALTRE FABBRICHE IN CRISI E SITUAZIONI DI LOTTAIl rinvio a giudizio e le multe miliardarie per 4.118 lavoratori ATM, le denunce per blocco Stazione, Malpensa e autostrada all' Alfa Romeo, sono indubbiamente pesanti ma non fermeranno la lotta dei lavoratori contro la disoccupazione, salari da fame, limitazione dei diritti.
Anzi partendo dagli attacchi che si continuano a subire sia sul lavoro che nel sociale, assieme ai lavoratori Alfa e Atm anche studenti, precari, centri sociali e fabbriche in crisi promuovono per venerdì 8 ottobre questa assemblea unitaria dove discutere e pensare a come unificare le iniziative per creare un grosso fronte di opposizione.
Alle voci ben note dell' Alfa e dell’ Atm si aggiungeranno quindi anche le voci di chi, pur vivendo la stessa situazione, ben poco spazio ha avuto per farsi sentire.
Lo spirito dell'assemblea sarà quello di unificare le varie situazioni di lotta in maniera da rendere più forte la protesta e incidere in maniera positiva sui centri di potere che da ormai 15 almi continuano a propinarci sacrifici su sacrifici, peggiorando la vita di tutti.Arese 6.10.04
SLAI COBAS ALFA ROMEO – ATM
A FIANCO DEI LAVORATORI
DELL'ALFA E DELL'A.T.M.La vicenda dei lavoratori dell’Alfa e dell’A.T.M. la dice lunga in che modello di società viviamo.
I lavoratori dell’Alfa, dell’A.T.M. e tutti i lavoratori che lottano per difendere il posto di lavoro e le proprie condizioni di vita, vengono tacciati e accusati dalle istituzioni e dalla Confindustria di essere “violenti”, e per questo accomunati al “terrorismo”.
VEDIAMO CHI SONO I VIOLENTI: GLI OPERAI O LE ISTITUZIONI E I PADRONI?PER LORO SE:
Difendi il posto di lavoro occupando l’autostrada o contesti il sindaco o la Regione: sei un violento perché non accetti le regole.
I tranvieri bloccano Milano con lo sciopero per il contratto scaduto da 4 anni: sono fuori dalle regole perché non hanno rispettato i cittadini.
Gli operai di Melfi occupano la FIAT dopo 10 anni di dura oppressione e controllo da parte di capi e capetti con condizioni di lavoro inaccettabili e chiedono le stese condizioni degli altri lavoratori FIAT: sono violenti che danneggiano l’economia.
INVECE SE:
Il Comune, la Regione, le Imprese, il Governo, non rinnovano il contratto scaduto offrendo poche lire: questi sono dei pacifisti che sono costretti a mandare le multe e la magistratura a casa dei tranvieri.
Gli imprenditori (il vecchio padrun), FIAT in testa, licenziano migliaia di operai: ci dicono che è la legge del mercato che impone di mettere sulla strada migliaia di lavoratori e che l’azienda non può fare l’assistenza.
Il Governo italiano manda l’esercito in IRAQ ad occupare un paese: è perché si va a portare la pace ed aiutare quel popolo.
Per noi invece sono dei “pacifisti” a parole intenti a spartirsi da imperialisti la”torta” con il fucile.
Questo ci dimostra una cosa sola: che nella democrazia borghese, le regole vengono fatte da loro e per loro e devono essere rispettate dalle classe subalterne, (operai, lavoratori, precari, disoccupati), mentre per il Governo, le istituzioni, la Confindustria, la finanza e i ricchi, esistono altre regole che li rende impuniti.LAVORATORI !!!
Il sistema è in crisi, è vuole criminalizzare le giuste lotte dei lavoratori, per evitare la protesta sociale.
Per questo, la lotta dei lavoratori dell’Alfa, dell’A.T.M. e di tutti gli operai che lottano è anche la nostra lotta.
PARTECIPIAMO ALL’ASSEMBLEA DI LOTTA VENERDI’ 8 OTTOBRE ALLE ORE 20,30 PRESSO LA SALA DELLA PROVINCIA VIA CORRIDONIMilano 5-10-2004
SLAI COBAS PUBBLICO IMPIEGO
comunicato stampa
DALL’ALFA ROMEO E DALL’ATM
APPELLO A TUTTE LE SITUAZIONI DI LOTTA DI MILANO E LOMBARDIA
per una assemblea unitaria a MilanoAi licenziati, ai cassintegrati, ai disoccupati, agli sfrattati, ai lavoratori precari e senza diritti,
agli immigrati, ai giovani e agli studenti, ai centri sociali.
I fatti successi ai cassintegrati dell’Alfa Romeo, le 4200 multe ai tranvieri di Milano, la loro rabbia e ribellione hanno scoperchiato un malessere molto diffuso in tutte le componenti sociali.
Gli attacchi, che non solo i lavoratori stanno subendo, con il depredamento dei salari, la disoccupazione, la chiusura delle fabbriche, la precarietà e la precarizzazione del lavoro, il taglio delle pensioni, lo scippo del TFR , il carovita, la privatizzazione della scuola e della salute, ecc,ecc, sono sotto gli occhi di tutti, e tutti ne sono intaccati.
Per chi non accetta passivamente è in corso una dura repressione fatta di precettazioni, denunce, limitazione delle manifestazioni, cariche di polizia (Melfi) e adesso la criminalizzazione delle lotte che danno il segno di come le istituzioni intendono rispondere al malessere che va avanti da ormai 15 anni e che non sembra mai terminare.
A sacrifici si aggiungono altri sacrifici, senza mai vedere la fine, e non si sa a cosa essi siano serviti.
Da un governo all’altro, da una finanziaria all’altra, miliardi e miliardi passano dalle tasche dei lavoratori e dalle borse delle famiglie ad ingrassare padroni e finanziarie.
Intanto vediamo che le fila delle cosiddette sacche di povertà si sono ingrossate ed anche i colletti bianchi cominciano a piangere; si lavora ormai in due per avere il salario di uno.
Vediamo un attacco micidiale all’occupazione.
Vediamo sparire interi settori industriali.
Vediamo precarizzare tutto il pubblico impiego , servizi sociali,scuola.
Vediamo le banche, le grosse finanziarie e i fondi pensione che si impadroniscono di quanto era pubblico e per far ciò calpestano i lavoratori.
Vediamo i padroni che spostano le produzioni all’estero e il governo che provvede a tappare i buchi con cassa integrazione, mobilità, miliardi di finanziamenti ai padroni, senza mai chiedere conto di quello che si fa e senza un minimo di politica economica e industriale.
E non ci sono invece problemi a finanziare la guerra in Iraq, con l’Italia serva e complice dell’imperialismo Usa.
ALTRO CHE CALMARE LE ACQUE !
COSI’ NON SI PUO’ PIU’ ANDARE AVANTINon ci accontentiamo più dei proclami e delle buone intenzioni sentite in questi giorni a ridosso di quanto successo all’Alfa e all’ATM, e tanto meno accettiamo di limitare dentro le istituzioni la protesta alla quale fino ad oggi nessuno ha mai dato risposte.
Siamo invece perché il malessere covato da moltissimi lavoratori che mai hanno potuto gridare come noi e mai hanno avuto l’onore della cronaca venga allo scoperto e che tutti capiscano che occorre cambiare rotta.
Siamo per dare fiato a queste proteste, unificare per quanto ci è possibile tutte le situazioni di lotta e ridare fiducia in una ripresa della iniziativa a tutti coloro che da anni sono ingabbiati dalle politiche della compatibilità e concertazione.
Siamo perché, partendo da Milano, si apra una vera stagione di conflittualità che – oltre ai lavoratori- coinvolga anche giovani, studenti, centri sociali e altre associazioni e movimenti.Gli Slai Cobas dell’Alfa e dell’Atm propongono di tenere l’assemblea
VENERDI 8 ottobre a Milano alle ore 20,30
presso la SALA DELLA PROVINCIA DI MILANO di Via Corridoni.Proponiamo di tenere una riunione preparatoria, con tutti coloro che vogliono promuovere con noi l’assemblea, lunedì 4 ottobre alle ore 21 presso la sede del Cobas dell’ATM (mezzanino del Metrò MM linea 2 ROMOLO).
Per adesioni: Alfa tel/fax 02-44428529 / 3333368603
Atm: tel 02-58104017 fax 02-48032023 / 3479128012
infoslai@fastwebnet.it
normative per le elezioni delle RSU nel pubblico impiego
ELEZIONI RSU NEL PUBBLICO IMPIEGO:
VOGLIAMO PIÙ SOLDI E DEMOCRAZIAQuante volte vi siete chiesti:
Perché non chiedono mai il nostro parere prima di firmare i Contratti Nazionali e/o decentrati?Come mai, nonostante i tanto sbandierati aumenti contrattuali, la mia busta paga finisce sempre prima rispetto alla fine del mese?
Come mai quando si tratta di presentare e firmare accordi e contratti bidone, si presentano i soliti sindacalisti di mestiere, che appunto fanno ben altro mestiere rispetto al nostro e di conseguenza conoscono ben poco i nostri problemi, visto che non se li vivono sulla loro pelle?
Perché scioperare se poi firmano Contratti Nazionali tutti centrati sulle esigenze della controparte?
Perché invece di un premio incentivante spartito tra pochi a colpi di progetti, pagelline e sudditanza, non danno anche a noi la quattordicesima?
Ma come fanno CGIL CISL e UIL a chiederci di scioperare, se proprio loro hanno firmato accordi e sostenuto leggi che riducono lo sciopero ad un’arma spuntata (con questa storia dei servizi da garantire)?
Se facessimo come quelli dell’ATM, scioperando davvero, continuerebbero ad ignorarci?
Guardando alla TV l’ennesimo miliardario con ville, auto e barche al seguito, sbraitare di privilegi rivolgendosi a chi lavora o a chi vive con 500 Euro di pensione al mese: Esisterà ancora la pensione quando toccherà a me?
Guardando qualche vostro nuovo collega precario: Ma come farà a vivere tra tre mesi quando lo lasceranno a casa, all’insegna del “è stato un piacere lavorare con Lei, auguri e buona fortuna per la sopravvivenza”?
Se vi siete posti almeno 5 di queste domande, evidentemente nella vostra situazione c’è bisogno di altro, di un altro modo di rivendicare i vostri diritti.
C’è bisogno di ricominciare a mettersi insieme tra lavoratori, senza capi e sindacalisti di professione, c’è bisogno di ricominciare a contare davvero, di ridare senso e potere decisionale alle assemblee, c’è bisogno di più soldi e democrazia!
Il 15-19 Novembre si svolgeranno le elezioni dei delegati RSU:
la normativa sulla rappresentanza prevede che per candidarsi alle elezioni sia necessario
presentarsi con un’associazione sindacale costituita su base nazionale
LO SLAI COBAS, al fine di permettere la nascita di esperienze dal basso, autorganizzate, mette a disposizione la propria sigla per presentarsi alle elezioni
Per chi vuole candidarsi nelle liste dello SLAI COBAS e per informazioni:
tel/fax 02-8392117 – Viale Liguria n. 49, Milano
tel/fax 0331-772337 – Via Pasubio n. 8, Gallarate (VA)
Sabato 12 giugno
ore 9.00 – 12.30
presso la sede di viale Liguria 49 a Milano
A S S E M B L E A
organizzata dagli Slai Cobas dell'Atm e dell'Alfa Romeo.Sono invitati a partecipare tutti i Cobas
Proponiamo di discutere con tutti i compagni dello Slai di Milano e provincia gli stessi temi che abbiamo affrontato nella recente assemblea organizzata a Gallarate con lo Slai Cobas di Varese:
La lotta dei lavoratori paga? .
Perché è cambiato il modo di protestare dei lavoratori e delle lavoratrici?
Cosa cambia con la Legge 30 (Biagi) per i lavoratori dipendenti
Quale prospettiva per il rilancio delle lotte dell'intera classe lavoratrice
La protesta dei lavoratori (ormai in quasi tutti i settori) assume sempre più un carattere autorganizzato, dal basso. La lotta esce dai margini abituali che le burocrazie sindacali hanno cercato di contenere con la concertazione.
Le controparti e il governo per primi hanno prevaricato il cosiddetto "ambito delle corrette relazioni sindacali", imponendo spesso autoritariamente regole, ritmi e leggi che hanno peggiorato le condizioni di lavoro e di vita sociale, rendendole più precarie e meno pagate, spesso intervenendo con la forza quando a questo ci si è ribellati (vedi Melfi).
A partire dalla ormai storica lotta dei lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese, che hanno reso reale la possibilità di resistere lottando; dalla imprevedibile lotta dei lavoratori ATM, la cui pratica ha di fatto travolto ogni freno imposto dalla Legge 146 sull'"autoregolamentazione" di sciopero ed a cui è giunta la solidarietà dei lavoratori sia pubblici che privati, generalizzando un senso di ribellione sociale, fino all'inattesa protesta dei lavoratori della FIAT S.A.T.A. di Melfi (PZ) per affermare la dignità dei lavoratori, diritti e salario come gli altri stabilimenti Fiat.
In tutte queste lotte il compito di CGIL,CISL,UIL è stato solo quello di fermare la protesta laddove era debole o di contenerla dove acquistava carattere di rivolta (vedi Melfi) o apertamente contro dove condotta dallo Slai. L'elemento comune dei confederali è stato quello di non unificare la lotta, anzi in alcuni stabilimenti si sono attivati contro la protesta ed in altri l'hanno cavalcata sugli stessi contenuti.
Ripartiamo dalle lotte dei lavoratori della Fiat di Melfi, dell'A.T.M. e dell'Alfa Romeo.
E' necessario:
Valorizzare la pratica autorganizzata dei lavoratori, dando una adeguata organizzazione e collegamento a queste forme di lotta;
Unire le lotte delle grandi aziende alle lotte, che pure ci sono anche se meno visibili, delle piccole e medie fabbriche e del pubblico impiego.
Milano, 5-6-2004
Slai Cobas Atm e Alfa Romeo
Sulle conclusioni dell'assemblea di Gallarate vedere il comunicato.
Primo Maggio, appuntamenti Slai Cobas
Arese, all’Alfa Romeo c/o la portineria Pesa
ore 11.00 Assemblea pubblica: LE LOTTE DEI LAVORATORI DELL’ALFA E DELLE AZIENDE DELLA ZONA per la difesa del posto di lavoro contro un futuro precario e senza diritti per i giovani
· Per il salario · Per il miglioramento delle condizioni di lavoro
· Per i diritti · Per il ritiro del licenziamento di Stefano Musacchio, nostro delegato alla Fiat di Termoli, “colpevole” di aver esposto in fabbrica un anno fa la bandiera della pace.· Per l’internazionalismo proletario.
ore 12,30 GRIGLIATA con i lavoratori e le loro famiglie. Prenotazione obbligatoria. costo: 5 euro (esclusi i bambini)
Milanoore 14.30 Concentramento per lo Slai in Piazzale XXIV Maggio (Ticinese) di fronte al baracchino della pescheria (lato verso la Darsena del piazzale), per partecipare alla manifestazione pomeridiana del precariato (May Day Parade), con noi ci saranno l'associazione Olinda e lo Jvp dello Shri Lanka.
SOLIDARIETA' CON I LAVORATORI DI MELFI
ARESE NON DEVE CHIUDEREI nodi vengono al pettine: i lavoratori dello stabilimento "modello" di Melfi si ribellano alle condizioni bestiali di sfruttamento cui sono sottoposti da 10 anni.
Per bloccare la lotta e impedirne l'estensione a tutti gli stabilimenti Fiat lo stato utilizza polizia e carabinieri contro gli operai.
Il governo promette la linea dura contro nuovi blocchi dei cancelli e la repressione di tutte quelle forme di lotta che possono effettivamente consentire di difendere le condizioni di vita e di lavoro degli operai.LA LOTTA DI MELFI E' LA NOSTRA LOTTA, E' UNA LOTTA DI TUTTI I LAVORATORI.
Qui a Milano sosteniamo la mobilitazione dei lavoratori di Arese, impediamone la chiusura, opponiamoci al piano industriale Fiat che da un lato vuole chiudere Arese, dall'altro conservare e aumentare condizioni di supersfruttamento negli altri stabilimenti del gruppo Fiat.
I ritmi e i turni massacranti alla Fiat devono essere drasticamente ridotti e il lavoro deve essere suddiviso tra tutti gli stabilimenti.
Dopo la grande agitazione degli autoferrotranvieri, continua la lotta ad Arese e si manifesta la mobilitazione operaia a Melfi. Queste lotte contro lo sfruttamento e i licenziamenti sono un segnale per tutti i lavoratori di tutte le categorie, facciamolo nostro e prendiamone l'esempio.
Opponiamoci alla repressione contro gli operai di Melfi e contro i lavoratori dell'ATM che iniziano ad essere colpiti con provvedimenti disciplinari per gli scioperi spontanei del dicembre 2003 e gennaio 2004.
MERCOLEDI' 28 APRILE PARTECIPIAMO TUTTI
ALLA MANIFESTAZIONE DEI METALMECCANICI CHE SI TERRA'
DAVANTI ALL'ALFA ROMEO DI ARESE DALLE ORE 9.00Milano, 27 aprile 2004
Slai Cobas Milano
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
domenica 25 aprile ore 14 partecipazione alla manifestazione, nello spezzone contro la guerra, che da Piazzale Loreto si concluderà in Piazza della Repubblica dopo una permanenza sotto il consolato USA, con un percorso alternativo a quello della manifestazione ufficiale (è stata chiesta l'autorizzazione in questura). Concentramento per lo Slai, ore 14 Piazzale Loreto angolo via A. Caretta - Viale Abruzzi
sabato 1 maggio a Milano. Abbiamo deciso di partecipare alla manifestazione pomeridiana del precariato (May Day Parade), sia perché è prevista una partecipazione assai più ampia della manifestazione del mattino, sia perché a questa manifestazione parteciperanno solamente le forze politico-sindacali istituzionali. Concentramento per lo Slai ore 14.30 in Piazzale XXIV Maggio (Ticinese) di fronte al baracchino della pescheria (lato verso la Darsena del piazzale)
(percorso Porta Ticinese, via De Amicis, via Cesare Correnti, via Torino, Piazza Duomo, via Orefici, Cordusio, via Broletto, via Ponte Vetero, via Mercato, corso Garibaldi, largo La Foppa, via Moscova, piazza Lega Lombarda, piazza Tinaglia, via Legnano, piazza Marengo, Foro Bonaparte, Largo Cairoli, Piazza Castello)
con chi e perché scioperiamo il 26 marzo
|
Comunicato stampa Vertenze ATM - Alfa Romeo: TUTTA MILANO LI DIFENDERA' Ieri sera si è tenuta a Milano alla casa della cultura di via Borgogna una affollata assemblea promossa dagli Slai Cobas dell'ATM e dell'Alfa Romeo. Erano presenti lavoratori in rappresentanza di molte aziende delle province di Milano, Varese e Como, molti dei quali sono intervenuti nel dibattito. E' stato deciso:
Milano, 24-1-2004 Slai Cobas ATM e Alfa Romeo infoslai@email.it Slai Cobas Atm - tel 02-58104017 / fax 02-48032023 cobasatm@tiscali.it Slai Cobas Alfa Romeo - tel/fax 02-44428529 cobas@inwind.it |
comunicato stampa Venerdì prossimo 23 gennaio alle
20,30 a Milano organizzata dai compagni dell'Alfa e dell'Atm. Sono invitati a partecipare i lavoratori, i disoccupati, i giovani, gli studenti e i pensionati. Per informazioni : |
Non facciamoci più fregare!! Venerdì prossimo 23 gennaio alle
20,30 a Milano assemblea pubblica organizzata dai
compagni dell'Alfa e dell'Atm, i quali introdurranno
l'assemblea.
Milano-Arese, 16-1-2004 Slai Cobas Atm Per adesioni e comunicazioni: infoslai@email.it |
ATM MILANO: MINACCE DI MORTE
AL NOSTRO COMPAGNO CLAUDIO SIGNORESabato 17 gennaio Claudio Signore, dello Slai Cobas ATM di Milano e uno dei portavoce del Coordinamento Nazionale di Lotta degli Autoferrotranvieri, ha trovato delle minacce di morte, registrate sulla segreteria telefonica di casa propria.
Questa minaccia è il volto “illegale” della rappresaglia e della repressione scatenata contro i lavoratori autoferrotranvieri, è un aperto segnale di intimidazione alla vigilia delle consultazioni sull’accordo raggiunto a Milano tra confederali e comune e dello sciopero nazionale della categoria indetto per il 26 gennaio dal Coordinamento.
I lavoratori non sono stati piegati né dal costo degli scioperi fin qui fatti, né dalle minacce di sanzioni, licenziamenti e arresti. Ora ci si prova con le minacce.
Claudio e i lavoratori in lotta non sono soli. Sono circondati da una rete di solidarietà che cresce tra tutti i lavoratori, che sentono la lotta degli autoferrotranvieri come la propria lotta.
Invitiamo tutti a far pervenire messaggi e segnali fattivi di solidarietà, ad allargare la lotta coordinandosi stabilmente tra categorie diverse, ad autorganizzarsi in tutti i posti di lavoro, per aprire un grande fronte di lotta comune per il salario, per la dignità, per i diritti, contro la precarizzazione e contro la Cig e i licenziamenti (che vanno avanti e di cui si parla solo se i lavoratori si mobilitano come all’Alfa di Arese, ma che procedono coperti dal silenzio in numerosi posti di lavoro e in tutta Italia).
No alle minacce contro i lavoratori
Azzeramento di tutti i provvedimenti contro gli autoferrotranvieri che hanno scioperato violando la legge 146.Slai Cobas
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
Sede nazionale: Viale Liguria 49, 20143 Milano, tel.fax 02/8392117
@mail: slaimilano@slaicobasmilano.org http://www.slaicobasmilano.org
Sede legale: Via Olbia 24, 80038 Pomigliano d’Arco (Na), tel.fax: 081/8037023Info Autoferrotranvieri:
Slai Cobas ATM: tel. 02.58104017, fax 02.48032023,
@mail cobasatm@tiscali.itMilano 18/1/2004
COMUNICATO STAMPA NAZIONALE
12/1/2004
I lavoratori autoferrotranvieri protestano ancora
scioperi spontanei a Milano e a GenovaNonostante le perdite salariali ormai notevoli, i lavoratori anche oggi sono scesi in sciopero. Non avevano altra possibilità. Nel dicembre appena passato con la mobilitazione hanno bocciato l’accordo nazionale del 20/12/2003 e con lo sciopero del 9 gennaio 2004, condotto secondo le regole della legge 146, hanno respinto la trattativa locale.
Governo, aziende e sindacati confederali, tuttavia, continuano a voler andare avanti sulla strada della trattativa locale, alzando via via la disponibilità agli aumenti sotto la pressione della lotta dei lavoratori. Ma alla “carota” di aumenti vicini agli ormai famosi 106 euro al mese, ora agitano il “bastone” della rappresaglia. (A Milano il prefetto ha precettato i lavoratori da martedì a sabato e l’ATM minaccia ritorsioni nei confronti degli scioperanti).
Evidentemente non c’è la comprensione di quanto sta accadendo sul piano nazionale, ossia non si è di fronte (come si è sostenuto) al tentativo di qualche forza sindacale di “politicizzare” la vertenza in atto, ma si sta manifestando (in termini di massa, spontaneamente e a prescindere dalle affiliazioni sindacali) la rabbia e la volontà di lotta di un’intera categoria che:
rifiuta lo scambio tra aumenti salariali e produttività
respinge la trattativa locale quale strumento per dividere la categoria e cancellare il contratto nazionale
vuole il recupero (almeno) dell’inflazione programmata e degli arretrati, come previsto dal contratto nazionale
richiede l’apertura immediata di un tavolo con il governo e le controparti datoriali per ottenere quanto maturato dalla categoria.
Ci appelliamo a tutti i lavoratori, a tutti gli organismi sindacali e sociali, per appoggiare e sostenere questa mobilitazione, per difenderla dalle minacce repressive.
Dire che la lotta degli autoferrotranvieri è una lotta di tutti i lavoratori non è semplicemente una frase di rito. Non tanto perché tra gli scioperanti ci sono anche nostri iscritti, ma perché la vicenda in corso ha una valenza generale per tutti i lavoratori, su tre punti precisi:se il contratto nazionale viene di fatto abolito nella categoria degli autoferrotranvieri, sarà fatto altrettanto per i contratti di tutte le altre categorie
la richiesta di avere gli aumenti e tutti gli arretrati del biennio economico, è la dimostrazione del fallimento della concertazione, che non riesce più nemmeno a garantire il tardivo recupero dell’inflazione programmata (problema che riguarda già il contratto scaduto anche di altre categorie)
la mancanza di regole democratiche certe nei posti di lavoro, tra cui l’obbligo di referendum vincolanti su accordi e contratti, in cui anche i lavoratori contrari abbiano la possibilità di verificare l’esito delle votazioni nei seggi e nella raccolta nazionale dei dati.
Parlare oggi di referendum, ad oltre un mese dalla firma dell’accordo nazionale e dopo che è stata anche ventilata la possibilità di una consultazione dei soli iscritti, è troppo tardi. Il referendum, con esito negativo, è già stato fatto dalla mobilitazione dei lavoratori.In questi giorni in molti hanno parlato a nome dei lavoratori (spiace dirlo, ma anche tra le fila del sindacalismo di base c’è stato chi ne ha approfittato per aprire campagne di sigla), senza “diritto di parola” i lavoratori si sono ripresi la parola con lo sciopero.
Slai Cobas
9 GENNAIO SCIOPERO DEI FERROTRANVIERI
SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI IN LOTTAVenerdì 9 indubbiamente tutti avremo delle difficoltà per recarci e per tornare dal lavoro. Non dobbiamo però cadere nel tranello di prendercela con i lavoratori dei mezzi pubblici, che per rivendicare i loro diritti devono scioperare.
In questi giorni sui media hanno parlato tutti ad eccezione dei lavoratori interessati, cosa rivendicano di tanto strano? Per che cosa parteciperanno ad uno sciopero in tutta Italia indetto dal Coordinamento Nazionale di Lotta Autoferrotranvieri (sult-tpl,sin-cobas, cub fltu rdb tpl, slai-cobas, confederazione cobas, autoorganizzati)?
Dopo che l’intera categoria ha rigettato l’accordo siglato il 20/12/2003 da Cgil, Cisl, Uil, Faisa e Ugl, fermando mezza Italia in dicembre, il Coordinamento Nazionale di Lotta degli Autoferrotranvieri chiede l’apertura di un tavolo con il Governo e le controparti datoriali per ottenere subito quanto maturato (3000 euro di arretrati e 106 euro di aumento mensile dal 1° dicembre 2003) e l’azzeramento di qualsiasi provvedimento a carico dei lavoratori che hanno scioperato infrangendo le regole della legge 146.
Il Coordinamento chiede non solo quanto già previsto dal contratto, ma quanto è ormai divenuto necessario per:
1) alleviare le drammatiche condizioni di vita dei neo-assunti (che, nonostante l’accordo del 20/12/2003 e gli eventuali accordi locali, comunque non miglioreranno)
2) contrastare la continua riduzione di tutti i salari provocata dalla concertazione e dall’eliminazione della scala mobile. Diminuzione contro cui occorre l’attivazione di un meccanismo automatico di adeguamento dei salari (almeno) all’inflazione programmata!
Le trattative locali in corso, condotte dai sindacati confederali e autonomi ancora una volta senza mandato dei lavoratori e calpestando ogni regola democratica, non solo spaccano di fatto la categoria, ma aprono la strada all’eliminazione del Contratto Nazionale degli autoferrotranvieri e poi di tutti gli altri settori di lavoratori.
Per questo dobbiamo solidarizzare con gli autoferrotranvieri, perché la loro lotta è la nostra lotta, perché i motivi per cui scioperano sono gli stessi con cui devono fare i conti i lavoratori di tutte le categorie e di tutte le parti d’Italia. Solidarizziamo con loro e riflettiamo sulla loro vicenda, ricordando che solo lo sciopero spontaneo del 1° dicembre ha imposto alle controparti la riapertura di una trattativa dopo due anni di inadempienza contrattuale e di scioperi effettuati col rispetto della legge 146.
In occasione dello sciopero, il 9 gennaio dalle 18.30 sul piazzale antistante il deposito di Viale Sarca, verranno proiettati i filmati dei giorni della lotta dei tranvieri milanesi (condizioni climatiche permettendo).Slai Cobas Milano
Comunicato Stampa
Sciopero nazionale degli autoferrotranvieri del 15 dicembre 2003
Nonostante la guerra preventiva contro i lavoratori dei trasporti l’esempio dei conducenti milanesi si allarga.
Blocco totale dei mezzi a Cosenza, Catanzaro, Bari e Castrovillari. A Venezia tutte le partenze sono state ritardate di 1 ora. A Brescia trasporti fermi dopo l’intervento delle forze dell’ordine contro gli scioperanti. A Torino 100 mezzi su 800 in circolazione dopo l’intervento della polizia.
I lavoratori autonomamente sentono che solo con questi metodi possono ottenere dei risultati e cercano di utilizzarli per difendere le proprie condizioni di vita e di lavoro.Sempre più profonda la frattura tra i vertici confederali e i lavoratori che comprendono appieno non solo di essere presi in giro sugli aumenti del secondo biennio economico, ma anche di aver di fronte “il peggior contratto dagli anni 50 ad oggi”.
La disaffezione con la politica dei vertici confederali trova conferma:
nella rottura dei limiti posti ai metodi di lotta
nell’altissimo numero di certificati di malattia che sono stati presentati in numerose città italiane (Genova, Foggia, ... tanto da rendere impossibile disporre del numero di mezzi previsti per le fasce garantite)
nella partecipazione ridotta allo sciopero di Milano (attorno al 50-60%) altrimenti inspiegabile dopo la massiccia e totale agitazione di lunedì 1° dicembre.
Un caso significativo: oggi il segretario della Filt Cisl Ballotta ha tenuto un’assemblea al deposito Sarca di Milano. Dopo il suo intervento oltre il 40% dei lavoratori presenti ha ripreso il lavoro, rimarcando così la propria valutazione sulle proposte dei sindacati confederali.
Le forze dell’ordine impiegate contro i lavoratori in sciopero. Dopo l’ondata di precettazioni prefettizie preventive, veri e propri processi e sentenze alle intenzioni dei lavoratori e giuridicamente discutibili, in quanto non è di competenza dei prefetti uno sciopero nazionale, LE FORZE DELL’ORDINE SONO USATE CONTRO GLI SCIOPERANTI.
A Torino, la mattina, costringono dei conducenti a far partire degli autobus.
A Brescia sgomberano pesantemente un sit in di un nutrito gruppo di lavoratori, col risultato di un blocco immediato di tutto il trasporto, nonostante la precettazione.
Gli altri lavoratori capiscono e solidarizzano.
Nonostante gli evidenti disagi creati da uno sciopero dei trasporti dopo tutti i messaggi di solidarietà con i lavoratori dell’ATM di Milano per lunedì 1° dicembre, questa mattina di fronte al deposito Sarca di Milano si sono presentati con tanto di striscione i lavoratori dell'ACI Global (anch'essi classificati come categoria "trasporti", in balia di una difficile vertenza ed investiti dalla stesse problematiche, soprattutto riguardo alla famigerata L. 146), oltre a lavoratori di altre aziende e studenti dell’Università di Milano.Lo Slai Cobas è dalla parte dei lavoratori
Slai Cobas Milano
Milano 15/12/2003
SOLIDARETA’ E PIENO APPOGGIO AI LAVORATORI DELL’ATM DI MILANO
Il 1° dicembre tutti i lavoratori dell’ATM di Milano, iscritti a tutte le sigle sindacali, in massa, sono scesi in sciopero dall’inizio alla fine dei turni di lavoro.
La loro rivendicazione è semplice e chiara: ottenere gli aumenti salariali entrati in vigore dal gennaio 2002, mai erogati e disposti da un contratto siglato nel 2000. Dopo una serie di scioperi inutili, che non hanno fatto ottenere quello che era già stato concordato, i lavoratori hanno collettivamente rotto le “regole del gioco”, infrangendo la legge antisciopero nr. 146/90.
I lavoratori dell’ATM, tutti e in massa, stufi di agitazioni che hanno ottenuto l’unico risultato di ridurre i loro salari, si sono mobilitati collettivamente per condurre una lotta che potesse ottenere dei risultati con l’unica possibilità nelle loro mani: bloccare la città fermando veramente i trasporti pubblici.
Nella loro lotta per ottenere quanto già loro concesso contrattualmente, sono stati “subito ascoltati” e infatti .... tutti si
sono scagliati contro i lavoratori dell’ATM.
Cgil Cisl e Uil, sia a livello nazionale, sia a quello territoriale, hanno unitariamente attaccato i lavoratori e si sono adoperati in tutti i modi per bloccare lo sciopero.
Il governo ha attaccato i lavoratori e promesso ritorsioni.
La Commissione di Garanzia per il “diritto di sciopero” richiede provvedimenti disciplinari e sanzioni pecuniarie.
Il sindaco Albertini ha attaccato i lavoratori e promesso inchieste e punizioni usando tutto l’arsenale giuridico a disposizione dell’azienda e della magistratura.
I Democratici di Sinistra hanno attaccato i lavoratori.
La Lega Nord ha attaccato i lavoratori e chiede che paghino “le loro colpe”.
Le Associazioni dei “Consumatori” hanno attaccato i lavoratori.
La Procura avrebbe già aperto un’inchiesta. Il Prefetto, alla fine, ha precettato i lavoratori perché non continuassero nello sciopero anche il 2 dicembre.
NOI STIAMO DALLA PARTE DEI LAVORATORI, SOSTENIAMO LA LORO LOTTA E LI DIFENDEREMO DALLA REPRESSIONE CON CUI LI SI VUOLE COLPIRE PERCHE' HANNO OSATO ALZARE LA TESTA E RIVENDICARE I PROPRI DIRITTI.
Tutti i media si sono subito affrettati ad intervistare “utenti” ovviamente incavolati per non aver trovato i mezzi di trasporto. Subito è stata lanciata la questione dei loro “diritti violati”. Ma chi non ha effettivamente diritti è “l’utente”, quando si trasforma in lavoratore, e lo fa per la maggior parte della propria vita. Perché nessuno ha intervistato i lavoratori dell’ATM per sentire quali fossero le loro ragioni?
Perché chi si erge a paladino della difesa dei diritti non chiede che siano pagati ai lavoratori gli aumenti contrattati? Questi aumenti non sono forse anch’essi un diritto?
Come sempre, quando i lavoratori alzano la testa per difendersi sono attaccati da tutti. La giornata di lotta all’ATM dell’1 dicembre è un esempio per tutti i lavoratori, che hanno nelle loro mani solo queste forme di lotta per difendere le proprie condizioni di vita e di lavoro.
Non lasciamo soli i lavoratori dell’ATM a subire la rappresaglia. La loro lotta è la nostra lotta.
Chiediamo a tutti, singoli lavoratori, RSU, sigle sindacali e politiche, di manifestare la propria solidarietà ai lavoratori dell’ATM di Milano inviando messaggi di appoggio ai riferimenti dello Slai Cobas ATM: fax 02.48032023, @mail cobasatm@tiscali.it.
DIFENDERE I LAVORATORI DELL’ATM VUOL DIRE DIFENDERE IL DIRITTO DI SCIOPERO DI TUTTI I LAVORATORI, LA POSSIBILITA’ DI POTER LOTTARE PER MIGLIORI CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO.Slai Cobas Milano
Milano 1/12/2003