Archivio SLAI Cobas Milano

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Ai delegati RSU riuniti in assemblea a Milano l’1-12-2006
appello per una mobilitazione comune e di massa contro:
LA DEFINITIVA PRIVATIZZAZIONE DELLE NOSTRE PENSIONI,
LO SCIPPO DEL TFR E L’AVVIO DEI FONDI PENSIONE PRIVATI

Sappiamo tutti che, con l’avallo di Cgil-Cisl-Uil, la Finanziaria spiana la strada alla definitiva privatizzazione delle pensioni pubbliche, perchè aumenta la tassazione sul TFR, anticipa la controriforma Maroni (scippo del TFR e avvio dei fondi pensione privati legati alla Borsa entro il prossimo giugno), apre una “trattativa” per modificare ancora una volta il rendimento pensionistico e l’età pensionabile (da concludersi entro marzo 2007).
Si avvia così a conclusione il furto di quella parte del nostro salario che sono le pensioni, avviato dai governi di Centro Sinistra, proseguito da Berlusconi e oggi continuato da Prodi. Un furto da 20 miliardi di euro all’anno, a tanto ammonta il nostro TFR annuo, che verrebbe utilizzato in Borsa dai fondi pensione privati.

ROMPIAMO GLI INDUGI, DIFENDIAMOCI!

Per contrastare quest’attacco, per difendere le pensioni pubbliche, occorre una mobilitazione di massa e unitaria di tutti i lavoratori (a prescindere dalle tessere sindacali che possono avere in tasca). Abbiamo solo 6 mesi di tempo, da subito dobbiamo coordinare sul piano nazionale tutti i lavoratori contrari al furto delle nostre pensioni, costituire comitati per la difesa delle pensioni pubbliche e contro lo scippo del TFR in tutti i posti di lavoro e nel territorio (sviluppando in termini di massa l’esperienza dei comitati contro lo scippo del TFR che molti di noi, assieme, avevano portato avanti nel periodo della controriforma Maroni).

Ma per contrastare quest’attacco non possiamo limitarci a rivendicare maggiore democrazia e/o un referendum sulla “trattativa”. Qualsiasi consultazione oggi sarebbe condotta senza alcuna possibilità reale per i lavoratori di discutere e decidere, senza alcuna possibilità di controllo dei voti, senza una reale democrazia nei posti di lavoro. Non dimentichiamoci di come Cgil-Cisl-Uil hanno truccato il referendum sulla prima controriforma delle pensioni varata dal Centro Sinistra (passaggio dal calcolo retributivo a quello contributivo).

Da subito dobbiamo organizzarci, collettivamente e unitariamente, per organizzare una mobilitazione nei posti di lavoro e nel territorio che, concretamente, faccia “votare” i lavoratori con assemblee, scioperi, manifestazioni e iniziative di lotta:

Solo organizzandoci e mobilitandoci da subito, getteremo le basi dei rapporti di forza necessari sia per contrastare il furto delle nostre pensioni, sia per affrontare su obiettivi comuni e condivisi anche le questioni del salario, della lotta alla precarietà e della democrazia nei posti di lavoro.

Slai Cobas
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale

Milano, 30.10.2006


PER IL RITIRO TOTALE ED INCONDIZIONATO DI TUTTE LE TRUPPE!


Il Coordinamento provinciale di Milano dello SLAI Cobas ha dato l'adesione al Coordinamento Milanese Contro la guerra e alla campagna per il ritiro immediato e senza condizioni delle truppe italiane all'estero.

Sabato 25 la prima iniziativa, con un presidio (zone centrali sono state negate dalla questura, per le iniziative della Lega sulla finanziaria).

Riportiamo l'appello del coordinamento.

PER IL RITIRO TOTALE ED INCONDIZIONATO DI TUTTE LE TRUPPE!

L'Italia è oramai impegnata in ben tre teatri di guerra, ed in una ventina di altri paesi, per affermare i disegni dell'imperialismo occidentale e per garantire le classi dominanti di quei luoghi, sue alleate.

In Afghanistan la guerra continua ed aumenta il numero dei militari presenti in quel paese. L'Italia conferma il suo impegno a sostegno degli USA e di un governo locale che non ha niente da invidiare ai Talebani in quanto a violazione dei diritti umani.

Dall'Iraq dovevamo andarcene, ma ancora partecipiamo attivamente all'occupazione militare di qual paese.

In Libano, il governo di centro-sinistra, sotto la copertura ideologica della missione di pacificazione dell'area, ha fatto ritornare l'esercito italiano in quel territorio, assieme ai principali partner europei e sotto l'egida dell'ONU. Tutto questo sia per un maggior controllo di quell'area, finalizzato allo sfruttamento energetico, sia per andare in soccorso dello Stato di Israele (appoggiato dagli USA) e delle classi dirigenti arabe del Medio Oriente (il governo libanese in primis).

Di fronte alla capitolazione di gran parte del vecchio movimento pacifista, che è sceso in piazza nella Perugia/Assisi dietro lo striscione "Forza Onu", vi è la necessità di ridare fiato ad una opposizione radicale alla guerra, agli eserciti; un'opposizione capace di far sentire una voce di controinformazione reale su quello che sta accadendo.

Noi, forze sociali e politiche firmatarie di questo manifesto, ci opponiamo a tutte le guerre imperialiste e proponiamo a quanti si muovono nella stessa direzione di costruire una collaborazione stabile contro la demagogia “umanitaria” del centro-sinistra, per il ritiro totale ed incondizionato di tutte le truppe, ma senza neanche scadere - per la sola logica che il 'nemico del mio nemico è mio amico’ - in una esaltazione acritica delle forze religiose reazionarie, politiche e militari, di quei luoghi che di fatto prefigurano nuove forme di strumentalizzazione e di sfruttamento delle classi oppresse.

Per queste stesse ragioni di emancipazione e giustizia sociale che ci animano, riteniamo fondamentale riconoscere il diritto elementare di tutti i popoli al sollevamento contro qualsiasi forza li opprima e alla resistenza contro qualsiasi occupazione militare, quindi facciamo nostro il diritto all’autodeterminazione dei popoli e delle classi oppresse.

Su questi contenuti

sabato 25 novembre dalle ore 15 PRESIDIO
PIAZZA SANT’EUSTORGIO
(angolo corso di porta Ticinese - piazza XXIV Maggio)
MILANO

invitiamo tutti a partecipare per rivendicare con forza:

COORDINAMENTO MILANESE CONTRO LA GUERRA


Lo Slai di Milano sarà presente con un banchetto alla festa organizzata dal
Centro Sociale Autogestito Vittoria a Milano,
in via Muratori 43, sabato 10 giugno.

FESTA POPOLARE 10 giugno 2006

IN PIAZZA LIBERA E APERTA
AL QUARTIERE E ALLA CITTA'.
UNA PIAZZA PER FARE CONTROINFORMAZIONE ,
CULTURA, SOCIALITA', AGGREGAZIONE,
MUSICA POPOLARE,
VIDEO, MOSTRE FOTOGRAFICHE,
ANIMAZIONE PER BAMBINI, BALLI...

DALLE 16 IN POI:

  • tarantelle, pizziche , tammurriate e musica popolare etnica dal vivo

  • giochi e animazioni per bambini

  • spazio proiezioni video di controinformazione

  • mostre fotografiche su Palestina, sessualità e legge 40, storie dei movimenti dal 2001 a oggi, antifascismo, 10 anni del csa Vittoria...

  • banchetti di controinformazione su: lavoro e precarietà, immigrazione, scuola e università, palestina...

DALLE 20 IN POI:

  • CENA POPOLARE

  • CONCERTO GRATUITO DEI BOVISA REGGAE FOUNDATION

CSA Vittoria
via Muratori 43
20135 Milano
tel/fax : (+39)025453986
http://www.ecn.org/vittoria


Lo SLAI Cobas di Milano ha dato l'adesione ai presidi di martedì 25 aprile: ore 14 a Piazza San Babila e ore 18 davanti al carcere di San Vittore.

Ecco il comunicato di indizione dell'iniziativa.

25 APRILE IN PIAZZA CONTRO IL FASCISMO VECCHIO E NUOVO E LA LIBERAZIONE DEGLI ANTIFASCISTI ARRESTATI
LIBERI DI ESSERE ANTIFASCISTI!

Antifascismo è per noi cultura di libertà, desiderio di uguaglianza, di diritti e solidarietà, è lotta senza frontiere per un mondo di liberi e di uguali senza più classi né sfruttamento.
E’ così grande per noi la forza di questi ideali per cui generazioni di partigiani hanno lottato, da farci provare un immenso e profondissimo odio per il fascismo, il razzismo e ogni forma di prevaricazione.

L’ANTIFASCISMO NON SI ARRESTA.

L’autorizzazione data l’11 marzo al corteo della fiamma tricolore, partito dichiaratamente neofascista e neonazista, ha aperto una grande ferita a Milano, città dalle tradizioni antifasciste ormai lontane nel tempo.
Quella giornata ha segnato profondamente lo scenario politico milanese e non solo: 41 compagni/e venivano fermati dalle forze dell’ordine, e 25 sono tuttora detenuti nelle carceri di S. Vittore e Bollate con la pesante accusa, tra le altre, di concorso in devastazione e saccheggio.
L’impianto accusatorio contro gli antifascisti arrestati si fonda sull’estrema dilatazione del concetto di concorso per cui, anche prescindendo da prove su condotte specifiche, è la semplice partecipazione al corteo ad essere stata criminalizzata. Ciò dimostra ancora una volta l’asservimento della magistratura alle strategie repressive del potere.
E’ palese quindi come questa grave situazione imponga la necessità di un sostegno e di una difesa politica dei compagni/e incarcerati, che sono oggetto di una criminalizzazione orchestrata, ad ampio raggio, dalla classe politica istituzionale e amplificata dai media sull’onda della campagna elettorale.
Questa logica semplicistica che li dipinge come meri “teppisti della politica” non ci riguarda; il nostro compito è quello di far emergere il patrimonio politico fatto di percorsi di lotta e di ideali che contraddistingue la loro e la nostra vita e che l’11 marzo li ha portati ad essere in quella piazza.
Non occorre elencare i numerosi attacchi a luoghi e persone che negli ultimi anni si sono susseguiti in tutta Italia da parte di formazioni neofasciste; non occorre neanche soffermarsi sull’ondata repressiva che ha investito vari settori di movimento e opposizione sociale; a Milano basta la sentenza del processo S. Paolo, una pagina nera che chiude “coerentemente” il capitolo processuale di quel 16 marzo 2003 quando i compagni e le compagne, che confluivano all’ospedale dopo l’assassinio di Dax e il ferimento degli altri compagni accoltellati, venivano violentemente caricati riportandoci alla memoria le violenze poliziesche alla scuola Diaz di Genova 2001.

PER UN 25 APRILE CONTRO IL FASCISMO VECCHIO E NUOVO E LA REPRESSIONE

Crediamo pertanto sia importante costruire per questo 25 aprile una grande giornata di mobilitazione partecipata e di massa. Questo anniversario, che ha senso solo se è continuità di lotta anticapitalista e antifascista, deve essere necessariamente accompagnato da una forte denuncia contro la repressione e contro la detenzione dei nostri compagni/e.
Una grande mobilitazione che abbatta il muro di isolamento che i mezzi repressivi dello stato ci hanno costruito intorno, superando ogni minoritarismo, con un segnale di forte e rinnovata capacità aggregativa.

Il nostro antifascismo non è riducibile solo ad una legittima pratica quotidiana di contrapposizione alla bande neonaziste, ma espressione di una volontà più generale finalizzata alla crescita di una maggiore coscienza sociale nei quartieri, nelle scuole, nei luoghi del moderno sfruttamento di classe, per costruire una società alternativa senza più servi né padroni.

Un antifascismo che è parte di una lotta più generale contro il sistema capitalista, con una nuova capacità di raccogliere il dissenso e l’opposizione alla precarietà, alla discriminazione, ai privilegi, al razzismo, al sessismo e ad una società basata sullo sfruttamento.

Ore 14 Presidio di controinformazione San Babila
Ore 18 Presidio davanti al carcere di San Vittore

Prime adesioni: CSA VITTORIA, O.R.S.O., COA T.28., STUD. AUT. COMASCHI, C.S. ETEROTOPIA, GRUINK …


SERATA DI SOLIDARIETA’ CON GLI OPERAI LICENZIATI DI POMIGLIANO
E CONTRO LA PRECARIZZAZIONE DI TUTTO IL LAVORO DIPENDENTE

ASSEMBLEA VENERDI’ 10 MARZO ALLE ORE 21
PRESSO LA SEDE DELLO SLAI COBAS DI MILANO
IN VIALE LIGURIA 49 (MM2 ROMOLO, FILOBUS 90 E 91)

Nel corso della serata sarà proiettato il video dell'assemblea del 14-2-2006 a Pomigliano, che smentisce le falsità della FIOM e le accuse della FIAT. Questo video, in dvd, è a disposizione di chiunque lo richieda, a sottoscrizione libera.


NO TAV: ASSEMBLEA CITTADINA
MERCOLEDI' 14 DICEMBRE 2005

ASSEMBLEA CITTADINA A MILANO

Dopo il violento sgombero poliziesco del presidio contro il cantiere TAV avvenuto lunedì notte e dopo le successive mobilitazioni e scioperi spontanei in tutte le valli del Torinese e in molte città italiane che hanno visto coinvolti studenti e lavoratori, oggi centomila persone determinate, provenienti da tutta Italia, hanno riconquistato il sito di Venaus.
A nulla sono serviti i mezzi violenti e intimidatori delle forze dell'ordine che miravano a isolare e criminalizzare la lotta degli abitanti della Val di Susa contro la devastazione ambientale e l'inquinamento (uranio, amianto) di un'opera che serve solo a soddisfare gli interessi dei padroni e delle banche legati all'attuale compagine governativa.
La grande mobilitazione di oggi dimostra che l'unità e la determinazione di chi lotta sono l'unica via possibile e perseguibile per costruire un movimento che sia in grado di opporsi agli attacchi ai diritti sociali, al lavoro, alla casa, alla salute, alla cultura e al territorio. E soprattutto dimostra che la lotta paga.
In preparazione del corteo nazionale a Torino di sabato 17 dicembre lanciamo un'assemblea cittadina da tenersi mercoledì ore 21,30 presso il Csa Vittoria per decidere le forme e le modalità della mobilitazione.

LA LOTTA PAGA!!!

Prime adesioni: Csa Vittoria, Conf.Cobas, R.A.S.H. Milano, Slai Cobas Milano...


NO AL FURTO DELLA LIQUIDAZIONE
né oggi né nel 2008


SI E' SVOLTO IERI POMERIGGIO IN PIAZZA CORDUSIO A MILANO UN IMPORTANTE PRESIDIO ORGANIZZATO DAL COMITATO CONTRO LO SCIPPO DEL TFR.

DURANTE LA MANIFESTAZIONE SONO INTERVENUTI COMPAGNI DELLO SLAI COBAS, CONFEDERAZIONE COBAS, SINCOBAS, USI, C.S. VITTORIA, RETE 28 APRILE, COORDINAMENTO NAZIONALE RSU. SONO ANCHE INTERVENUTI PIPPO TORRI, DEL PRC DI MILANO, E DUE STUDENTI (UNA COMPAGNA DELL'UNIVERSITA' STATALE E UN COMPAGNO DELLE SUPERIORI).

SE NEI PROSSIMI IL GOVERNO VARERA' IL DECRETO SUL TFR, IL COMITATO ORGANIZZERA' INIZIATIVE IN TUTTE LE FABBRICHE E NEL TERRITORIO MILANESE.

Milano, 20-11-2005

Slai Cobas - coord. prov. MILANO


Sabato 19 novembre ore 15.30
piazza Cordusio – Milano

PRESIDIO-MANIFESTAZIONE
CONTRO LO SCIPPO DEL TFR/TFS
E L'ATTACCO ALLE PENSIONI !
CONTRO LE POLITICHE NEOLIBERISTE

Indetta dal COMITATO MILANESE CONTRO LO SCIPPO DEL TFR
http://www.controloscippodeltfr.org
Slai Cobas; Unione Sindacale Italiana, Unicobas, Sincobas, Rete 28 Aprile;
Partito della Rifondazione Comunista di Milano, C.S.Vittoria, Confederazione Cobas.


NO ALLO SCIPPO DEL TFR

 

SABATO 19 NOVEMBE 2005, PRESIDIO MANIFESTAZIONE
CONTRO LO SCIPPO DEL TFR E L'ATTACCO ALLE PENSIONI !
CONTRO LE POLITICHE NEOLIBERISTE
PIAZZA CORDUSIO, MILANO, A PARTIRE DALLE ORE 15,30

 

 

COMITATO MILANESE CONTRO LO SCIPPO DEL TFR
http://www.controloscippodeltfr.org
Unione Sindacale Italiana tel. 02/54107087, fax 02/54107095; Unicobas tel 02/4043057, fax 1782265600; Slai
Cobas tel/fax 02/8392117; Sincobas tel 02/7492485, fax 02/7492503; Rete 28 Aprile; PRC di Milano;
C.S.Vittoria tel/fax 02/5453986; Confederazione Cobas tel 02/27080806 fax 02/25707140


Si è tenuta ieri sera, 25 Ottobre 2005, la riunione del Comitato contro lo scippo del TFR.
E’ stata comunicata, durante la riunione, la adesione al Comitato da parte di ATTAC e Rifondazione Comunista di Milano.
Si è discusso della necessità di ritrovarci con tutte le realtà che compongono, per adesso, il comitato e confrontarsi sulla politica del Comitato stesso (a cui auspichiamo adesioni anche da altre realtà).
E’ stato inoltre discusso della necessità, se il governo varerà il Decreto sul TFR, di preparare una scadenza di mobilitazione cittadina (ipotesi 19 Novembre), che rilanci la battaglia:
Contro i Fondi pensioni, la difesa del TFR e il rilancio della pensione pubblica, a partire dalla lotta contro la “riforma” Dini, reintroducendo, per tutte e tutti, il calcolo della pensione col sistema retributivo.
Per organizzare l’iniziativa, produrre il materiale, e confrontarsi sulla politica del Comitato contro lo scippo del TFR, viene indetta per

GIOVEDI’ 3 NOVEMBRE ORE 21,
in VIALE LIGURIA 49 Milano
LA RIUNIONE DEL COMITATO CONTRO LO SCIPPO DEL TFR

Comitato contro lo scippo del TFR


Dal 21 al 28 ottobre
settimana di mobilitazione nazionale
promossa dallo Slai Cobas

 

Immagini del corteo promosso dallo SLAI Cobas il 21 ottobre a Milano


RUBANO LA LIQUIDAZIONE
con la complicità di Cgil-Cisl-Uil

Tutti parlano dei litigi tra Governo, padroni, finanziarie e speculatori di borsa per spartirsi il malloppo e giocarlo in Borsa;
MA NESSUNO SI PREOCCUPA DEI LAVORATORI, AI QUALI IL MALLOPPO VIENE RUBATO !!!

SALARI E PENSIONI SONO DA FAME
DILAGA IL PRECARIATO
TOLGONO I DIRITTI

Organizziamo assemblee e mobilitazioni in tutta Italia
Costruiamo comitati unitari in tutti i posti di lavoro contro lo scippo del TFR

 

Venerdì 21 ottobre a MILANO
ore 9.30 piazza San Babila (MM1)
corteo promosso dallo Slai Cobas
davanti alla Prefettura, l’Assolombarda e la Borsa

Contrastiamo la Finanziaria e lottiamo per:

Viale Liguria 49 Milano                                                      Slai Cobas
Tel/fax 028392117                                                              
Coordinamento prov. di Milano
slaicobasmilano@libero.it


Mozione approvata all’unanimità

L’assemblea cittadina indetta a Milano presso la Casa della Cultura dal COMITATO MILANESE CONTRO LO SCIPPO DEL TFR-TFS composto da Usi, Unicobas, SlaiCobas, SinCobas, Confederazione Cobas, Rete del 28 Aprile (sinistra CGIL), C.S. Vittoria,

ESPRIME

la sua solidarietà militante al Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio e al Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli” di Sesto San Giovanni colpiti dalla grave provocazione che ha distrutto la vetrata del Centro che esponeva i comunicati degli operai della Breda in lotta contro l’amianto.

DENUNCIA

Gli autori di questo atto squadrista che colpisce lavoratori che da anni lottano contro lo sfruttamento e i padroni che li hanno avvelenati con l’amianto e altre sostanze nocive.

ADERISCE

al presidio di protesta indetto per sabato 15 ottobre 2005 alle ore 16 davanti al Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli”di via Magenta 88 a Sesto San Giovanni.(MI)

L’assemblea

Milano,12 ottobre 2005


Allo scippo del TFR-TFS
rispondiamo NO!

ASSEMBLEA CITTADINA
12 Ottobre 2005 - Ore 21,00 alla Casa della Cultura - Via Borgogna 3 MILANO.
Interverranno Carlo Carelli e Pippo Torri

La pensione pubblica ha garantito, fino a 10 anni fa, ai lavoratori dipendenti un reddito dignitoso, basandosi su principio della solidarietà fra generazioni.
I “giovani” lavoratori, hanno sempre mantenuto questo principio senza tentennamenti.
Oggi governo, padroni, e sindacati tentano di cambiare le regole.
Rispondiamo NO!

Cosa ci propongono i fondi pensionistici "negoziali" o "chiusi"?

I fondi sono costituiti con i soldi dei lavoratori, dei datori di lavoro e le quote dei contributi sono stabilite dai contratti nazionali, che verranno, questi ultimi utilizzati per stornare quote dal salario diretto (es. premi incentivanti) ai fondi stessi; cercando, così, di favorire il loro decollo a scapito dei lavoratori che non vi aderiranno.
Il Consiglio d’Amministrazione è costituito dai Rappresentanti dei sindacati, dei datori di lavoro, che affideranno i nostri soldi, a soggetti, quali gestori dei fondi che investono, sul mercato finanziario: Azioni, obbligazioni, buoni del tesoro, ecc.
I fondi dovrebbero rendere e poi dovrebbero essere erogati ai lavoratori con una rendita mensile o una cifra da ritirare al momento dell'andata in pensione. Come recupereranno queste risorse, da dividere tra i lavoratori, i nostri maghi della finanza e a scapito di chi?

Chi li ha voluti?

● Il Governo Berlusconi, sulle pensioni, vuole portare a compimento l'opera incompiuta portata avanti nel 1995 dal governo Dini e sottoscritto da CGIL-CISL- UIL e sindacati “autonomi”.
CGIL-CISL-UIL e vari sindacati “autonomi” sponsorizzano i fondi pensioni e i loro rappresentanti siedono nei consigli di Amministrazione.
● Le grandi compagnie assicurative che in molti casi sono i gestori dei fondi sgomitano per gestire una parte del nostro salario: TFR-TFS. Un evidente esempio: il fondo negoziale dei metalmeccanici "COMETA" ha tra i gestori le Assicurazioni Generali.

Quanto rendono?

Parlando di fondi che devono garantire le pensioni occorre fare una valutazione sul lungo periodo.
Tra il 1921 ed il 1996, nel 50% dei casi il rendimento reale dei mercati azionari dei diversi paesi, al netto dei dividendi, è stato inferiore allo 0,8%.
I Fondi Pensione italiani nel triennio 2000 -2002, hanno avuto un rendimento medio prossimo allo 0%, contro un 14% offerto dal TFR. Dal rendimento dei Fondi pensione occorre togliere le spese di gestione tra il l % e 1,5% annuo. Per un reale rendimento questo deve essere annualmente superiore ai costi di gestione.

Non vogliamo che il nostro TFR finisca nei fondi.

Non dobbiamo alimentare con nostro salario i mercenari della finanza; abbiamo già subito il taglio delle pensioni (con la riforma Dini), ora ci chiedono di rinunciare al TFR con l’illusione di una rendita delle pensioni.

I fondi delle pensioni non sono sicuri.

Perché i fondi puntano a recuperare i soldi dagli investimenti finanziari e non c'e nulla di più incerto nel lungo periodo, che come nel caso Parmalat, possono rivelarsi disastrosi (il Fondo pensionistico degli insegnanti dell' Alaska aveva investito in azioni Parmalat).
Altro caso indicativo è quello dell’Enron, multinazionale americana fallita rovinosamente. I lavoratori, quasi 100.000, hanno perso il posto di lavoro e la pensione per aver investito il loro fondo delle pensioni nelle azioni Enron.

In Italia c'è il caso Comit:

Un fondo delle pensioni sorto nel 1905 per dipendenti e dirigenti della banca nel 1999 è entrato in crisi, dovendo erogare pensioni superiori di 800 miliardi di lire a quello che c'era in cassa, oggi, il fondo sta per essere chiuso: la pensione integrativa svanirà per tutti i dipendenti!

L’attuale TFR-TFS, è più sicuro!

Il TFR non è investito in borsa, è il nostro salario differito, che è accumulato annualmente e rivalutato, secondo precisi indici controllabili da tutti.
Negli anni ’80 tra sindacati, padroni e governo, è stato istituito un fondo di solidarietà in caso di fallimento per un’azienda. Il TFR-TFS è garantito nella misura dell’80% da uno speciale fondo INPS ed è uno dei crediti privilegiati che il curatore fallimentare deve attivarsi per rimborsare.
Nel triennio 2000-2002 il TFR ha avuto un rendimento del 14%!

SI, quindi, ad a una pensione dignitosa, che sia agganciata al salario reale dei lavoratori dipendenti!
NO
ai fondi pensione!

Mobilitiamoci e organizziamoci perché non passi questa rapina al nostro salario,
raccogliendo l’adesione sui posti di lavoro,
nei presidi che faremo e nelle varie iniziative.

COMITATO MILANESE CONTRO LO SCIPPO DEL TFR-TFS
www.controloscippodeltfr.org

Il comitato é composto da:
Unione Sindacale Italiana
: Viale Isonzo 10, Milano tel 02/54107087 fax 02/54107095; Unicobas: Via Primaticcio 217 scala B 2º piano, 20147 Milano, tel 02/4043057 fax 1782265600; Slai Cobas: Viale Liguria 49, 20143 Milano tel/fax 028392117. Sede RSU Slai Cobas Alfa Romeo, Arese MI tel. 02/44428529; SinCobas: Via Pietro Calvi 29 Milano, tel. 02/7492485 fax 02/7492503; Rete del 28 Aprile; C.S. Vittoria: Via Friuli ang. Via Muratori, Milano tel/fax 02/5453986; Confederazione Cobas: Viale Monza 160, 20127 Milano, tel 02/27080806 fax 02/25707140

Milano 3.10.2005


Massima solidarietà ai lavoratori colpiti dalla repressione padronale, all'Atesia di Roma e alla Gepin-Datitalia di Napoli

Ai quattro precari licenziati dall'Atesia di Roma "colpevoli" di aver lottato per la difesa dei lavoratori (circa 800 messi in libertà per mancanza di lavoro) e di essersi organizzati nel collettivo Precariatesia.

A Stefano Federici, delegato RSU dello Slai Cobas alla Gepin-Datitalia di Napoli, "colpevole" di aver lottato per la difesa dei lavoratori (procedura di mobilità con l'imminente licenziamento di 98 lavoratori, preludio alla prossima chiusura della Datitalia).


Lo Slai Cobas si schiera a fianco di questi lavoratori, ne sosterrà la battaglia per il reintegro dei licenziati e per l'ottenimento dei loro obiettivi di difesa delle proprie condizioni di lavoro e di vita.
Lo Slai Cobas invita ad un fronte comune a difesa dei diritti e dei bisogni dei lavoratori, collegandosi e autorganizzandosi in tutti i posti di lavoro.

Slai Cobas
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale

24/7/2005


 

CONTRO LO SCIPPO DEL TFR

La mia pensione in borsa? ... No grazie!

 


Mercoledì 8 giugno ore 21

riunione del Comitato contro lo scippo del TFR/TFS

presso la sede dello Slai Cobas, viale Liguria 49, 20143 MIlano
(MM2 Romolo, filobus 90/91)

* definizione degli strumenti di propaganda (volantino, sito, iniziative sul territorio, )
* preparazione di una campagna generale di intervento
* giornata nazionale contro il versamento del TFR/TFS nei fondi pensione e il silenzio assenso


Calo degli iscritti nel fondo pensione COMETA dei metalmeccanici
Fim-Fiom-Uilm a braccetto con i padroni

“Si è svolto venerdì 27 maggio ‘05, presso la Federmeccanica, un incontro tra le parti istitutive di Cometa per fare il punto sulla situazione e le prospettive del Fondo. Alla riunione hanno partecipato Federmeccanica, Fim, Fiom, Uilm, Fismic, nonché il Direttore del Fondo, il Presidente e il vice Presidente del CdA”.
“Nell’ultimo anno c’è stato un saldo negativo tra iscritti che escono dal Fondo (perché pensionati) e i nuovi entrati, l’attuale tasso di adesione a Cometa (320mila iscritti) è ancora al di sotto del 30%, e le iscrizioni da parte dei più giovani sono poche”.
Padroni e sindacati di Stato sono perciò fortemente preoccupati e concordano sul fatto che c’è “un forte bisogno di informazione e di promozione” (fonte: sito Fiom-Cgil).
L’arrivo dei Decreti governativi sul conferimento del TFR ai fondi “richiederà un intenso, diffuso e chiaro impegno di informazione e orientamento” da parte di padroni e sindacati di Stato.
“Un rifiuto verso i fondi pensione - attraverso una cattiva gestione della fase legata al silenzio-assenso - comporterebbe conseguenze negative per tutti” (Fim-Fiom-Uilm-Fismic e Federmeccanica).

Nel corso della riunione è stata proposta l’istituzione di ”un registro in cui il neo assunto firma di aver ricevuto dal datore di lavoro le informazioni indispensabili sulla previdenza complementare ( il registro deve essere consultabile da parte delle Rsu)”;
è stato anche detto che “occorre certamente fare un richiamo alle Rsu affinché mettano al corrente il lavoratore” della possibilità di aderire al fondo pensione.
“E’ stata avanzata la possibilità che – come strumento promozionale - venga inviata a tutti i lavoratori delle aziende associate al Fondo una lettera contenente la scheda di adesione e un depliant informativo sulle caratteristiche e i vantaggi del Fondo”.
E’ stato deciso che è “necessario trovare una soluzione che liberalizzi la presenza dei rappresentanti delle parti sociali nei Consigli d’amministrazione”, “occorre superare un vincolo che vede l’impossibilità di presentare come Consiglieri sindacalisti senza i requisiti attualmente richiesti” (fonte: sito Fiom-Cgil).

LAVORATORI,

TUTTO QUESTO E’ VERGOGNOSO !!

Organizziamo in ogni posto di lavoro
comitati unitari contro lo scippo del TFR,
contro i fondi privati e per pensioni pubbliche dignitose !

Milano, 3-6-2005

Slai Cobas coord. prov. Milano


COSTRUIAMO DAL BASSO UN AMPIO FRONTE UNITARIO

Mercoledì 25 maggio alle ore 21.00 a Milano
riunione per costituire il comitato
contro il versamento del TFR/TFS nei fondi pensione

L'assemblea cittadina di martedì 17 maggio presso la Casa della Cultura, promossa da Confederazione Cobas, L'Altra scuolA Unicobas, Slai Cobas e USI (di viale Isonzo 10 MI), ha visto una larga partecipazione e si è espressa per la costituzione di un comitato unitario, aperto a tutti e costituito a partire direttamente dai posti di lavoro.

Nel corso dell'assemblea il Centro Autogestito Vittoria e il Sin.Cobas hanno dato l'adesione all'iniziativa.

Per mercoledì 25 maggio, alle ore 21, presso la sede dello Slai Cobas, viale Liguria 49, Milano (MM 2 Romolo, bus 90 91), è stata convocata la prima riunione per costituire il comitato e avviare la campagna, che partirà dai posti di lavoro e si svilupperà anche con iniziative sul territorio.

Un comitato e una campagna unitari e aperti, senza alcuna preclusione:

INVITIAMO A PARTECIPARE TUTTE LE REALTÀ IN LOTTA, TUTTI I LAVORATORI, I PENSIONATI, I PRECARI, GLI ANTAGONISTI


Mozione conclusiva del congresso provinciale di Milano dello SLAI Cobas

Sabato 21 maggio 2005 si è svolto in viale Liguria il congresso provinciale dello Slai Cobas di Milano.

Nella discussione sono intervenuti i compagni:
Vito, Mino, Daniele e Salvatore dello Slai Cobas Atm, Olga del comune di Cologno Monzese, Vincenzo dell’Alfa Romeo, Aldo della Regione Lombardia, Massimo della Redaelli, Paolo di Mediaset, Francesco del Sanpaolo, Fabio e Giuseppina dell’ospedale Niguarda, Umberto della Sea, Gino dell’ospedale di Rho, Roberto dell’Italtel, Fulvio per l’Ortomercato.

Il congresso provinciale dello Slai Cobas di Milano ha approvato all’unanimità (zero contrari e zero astenuti) questa mozione conclusiva:

Il congresso

Obiettivo del congresso è ricostruire un’ampia unità fra tutti i compagni e tutti i Cobas di Milano.

Il coordinamento provinciale dello Slai sarà formato da 1 compagno designato da ogni Cobas, da 5 compagni dell’Alfa e da 4 compagni dell’Atm. Tutti saranno revocabili in qualsiasi momento.
La prima riunione del nuovo coordinamento provinciale è convocata per lunedì 30 maggio alle ore 18.30 in viale Liguria 49.
Il congresso designa i delegati da inviare al congresso nazionale di Briatico (VIBO VALENTIA) del 17-18-19 giugno 2005, delegando al coordinamento provinciale la scelta definitiva dei nominativi sulla base delle indicazioni dei cobas e della disponibilità dei singoli compagni, avendo attenzione (come delegati o invitati) a tutte le realtà dello Slai.

Milano, 21-5-2005

IL CONGRESSO PROVINCIALE DELLO SLAI COBAS


Si è svolta con successo l'assemblea contro il versamento del TFR nei fondi pensione

 

L'assemblea cittadina di martedì 17 maggio presso la Casa della Cultura, promossa da Confederazione Cobas, L'Altra scuolA Unicobas, Slai Cobas e USI (di viale Isonzo 10 MI), ha visto una larga partecipazione e si è espressa per la costituzione di un comitato unitario, aperto a tutti e costituito a partire direttamente dai posti di lavoro.

Nel corso dell'assemblea il Centro Autogestito Vittoria e il Sin.Cobas hanno dato l'adesione all'iniziativa.

Per mercoledì 25 maggio, alle ore 21, presso la sede dello Slai Cobas, viale Liguria 49, Milano (MM 2 Romolo, bus 90 91), è stata convocata la prima riunione per costituire il comitato e avviare la campagna, che partirà dai posti di lavoro e si svilupperà anche con iniziative sul territorio.

Un comitato e una campagna unitari e aperti, senza alcuna preclusione:

INVITIAMO A PARTECIPARE TUTTE LE REALTÀ IN LOTTA, TUTTI I LAVORATORI, I PENSIONATI, I PRECARI, GLI ANTAGONISTI


Pensioni allo sbaraglio in Borsa

Fondi Pensione: maxi-fallimento negli USA


Il coordinamento provinciale di Milano, lunedì 9/5, ha fissato il

CONGRESSO PROVINCIALE DELLO SLAI COBAS DI MILANO

PER SABATO 21 MAGGIO

I LAVORI INIZIERANNO ALLE ORE 9.00 E TERMINERANNO ALLE ORE 14.00

PRESSO LA SEDE DI VIALE LIGURIA 49

I lavori congressuali sono ovviamente aperti a tutti gli iscritti.

E' disponibile il
documento politico per il congresso nazionale.

Invitiamo tutti i Cobas del provinciale a discutere il documento congressuale e chi avesse necessità di uno spazio per riunirsi può utilizzare la sede, concordandone l'apertura.

Tutti i Cobas che non hanno ancora restituito le matrici provinciale e nazionale delle tessere 2005 devono farlo al più presto, per poter effettuare la verifica degli iscritti e il calcolo dei delegati per il congresso nazionale.

E' stata istituita una Commissione Organizzativa per la verifica delle tessere, ne fanno parte: Francesco (Sanpaolo IMI), Gino (Ospedale Salvini), Daniele (ATM), Umberto (Sea) e un compagno dell'Alfa.
La prima riunione operativa della Commissione si terrà sabato 14 maggio dalle 15 alle 18 presso la sede di Viale Liguria. Per ogni informazione e problema sul tesseramento contattare Francesco (3400021679).


 ASSEMBLEA CITTADINA
MARTEDI' 17 MAGGIO 2005 ALLE ORE 20.30
PRESSO LA CASA DELLA CULTURA
VIA BORGOGNA 3
(MM 1 SAN BABILA)

Non dobbiamo aspettare settembre per darci da fare, né possiamo affrontare questa battaglia in ordine sparso. Occorre organizzare da subito una campagna permanente, comune e condivisa, aperta a tutti e senza alcuna discriminazione sulla base delle tessere sindacali, che parta direttamente dai posti di lavoro.

Una battaglia che abbia quale perno centrale il rifiuto di tutte le controriforme pensionistiche e unisca sia coloro che si stanno avvicinando alla pensione, sia i giovani che oggi non possono nemmeno immaginarla, perché hanno contributi pensionistici irrisori e sono stati privati di TFR/TFS.

Una mobilitazione comune, perché ad una vita sempre più precaria non segua una pensione ancora più precaria.

Per questo, vogliamo costituire un comitato unitario contro il furto dei TFR/TFS, che partendo da questa battaglia, possa anche divenire uno strumento per continuare una lotta comune contro la sempre maggior precarizzazzione dei lavori e della vita, a cominciare dall’abrogazione del “Pacchetto Treu” e della “Legge 30” che ne sono i principali responsabili.

INVITIAMO A PARTECIPARE TUTTE LE REALTÀ IN LOTTA, TUTTI I LAVORATORI, I PENSIONATI, I PRECARI, GLI ANTAGONISTI

Confederazione Cobas, l’AltrascuolA Unicobas,
Slai Cobas, USI-Ait (viale Isonzo 10 Mi)

6/5/2005


Confermata la riunione di
mercoledì 4 maggio alle ore 21
presso la sede dello Slai Cobas, in viale Liguria 49 a Milano,
per preparare l'assemblea cittadina del 12 maggio


La riunione del 20 aprile per organizzare un'assemblea pubblica, convocata con l'appello del 16 aprile riportato qui sotto, ha visto la partecipazione di Confederazione Cobas, CSA Vittoria, Slai Cobas, Unicobas, Unione Sindacale Italiana, rappresentanti del Coordinamento Milanese di Solidarietà “Dalla parte dei lavoratori” e altri lavoratori e soggetti antagonisti.

E' stata presa la decisione di riunirsi nuovamente mercoledì 27 aprile, alle ore 21 (sempre alla sede dello Slai Cobas), per discutere i contenuti dell'iniziativa e organizzare l'assemblea pubblica, che indicativamente dovrebbe tenersi giovedì 12 maggio alle ore 21.

Invitiamo tutti i cobas a partecipare e a farsi parte attiva dell'iniziativa


25 aprile 2005
piazza tematica per un antifascismo di classe
in Piazza San Babila dalle 14.30

In occasione del sessantesimo anniversario della Resistenza il CSA Vittoria, i lavoratori dell'ATM e dell'ALFA di Arese, lo SLAI Cobas, i lavoratori delle cooperative e altre realtà di movimento indicono per il 25 aprile 2005 una piazza tematica per il rilancio di un antifascismo di classe.
L'appuntamento per tutti/e i/le compagni/e, gli/le antifascisti/e e le realtà di movimento è in Piazza San Babila dalle 14.30.
In preparazione, sabato 23 aprile dalle ore 16.30 volantinaggio all'Ipercoop di Viale Umbria.
( in allegato il volantino che verrà distribuito)


A tutte le realtà in lotta, ai sindacati di base, a tutti i lavoratori, i pensionati, i precari, gli antagonisti

Non accontentiamoci che le rivendicazioni su salario, pensioni e precariato siano solo slogan rituali nei nostri volantini e alle nostre mobilitazioni. Non aspettiamo che i giochi siano già fatti con l'approvazione della legge delega per il silenzio-assenso sul furto del TFR.
Per dare continuità, coordinamento e diffusione ai numerosi episodi di resistenza che si manifestano nel sociale, sul territorio e nei posti di lavoro, iniziamo a praticare una serie di iniziative concrete e quanto più larghe e aperte possibile contro l'offensiva padronale e governativa.

Ogni iniziativa deve vedere i soggetti in lotta impegnati:

Organizziamo un'assemblea pubblica a Milano
 su salario, pensioni e precariato

Diamo vita a un comitato unitario milanese
 contro lo scippo del TFR

Vogliamo partire dalla questione prossima dello scippo del TFR, per organizzare un comitato che sia al tempo stesso contro il silenzio-assenso, ma anche rifiuti i fondi pensione e le varie controriforme pensionistiche.
Ma vogliamo farlo con un'impostazione rivolta a mobilitare assieme quanti hanno "diritto" alla pensione e quanti, sempre più precarizzati, hanno oggi assai scarse possibilità anche solo di immaginarsi una pensione decente.

Vogliamo farlo, però, non limitandoci solo al terreno delle pensioni, ma aggredendo la questione del salario, ormai matura di fronte a condizioni di vita sempre più precarie e con sempre maggiori difficoltà per arrivare a fine mese, partendo dalla questione del ristabilimento di forme di adeguamento automatiche di salari e pensioni e di salario garantito per precarizzati e disoccupati.

Riunione preparatoria mercoledì 20 aprile, ore 21 a Milano
presso la Sede dello Slai Cobas, Viale Liguria 49

per organizzare un´assemblea provinciale milanese,
quale punto di partenza per organizzare
una campagna permanente, comune e condivisa

Milano, 16/4/2005

Confederazione Cobas, Slai Cobas, Unione Sindacale Italiana


A tutte le realtà in lotta, ai sindacati di base, a tutti i lavoratori, i precari, gli antagonisti

Proposta di un´assemblea pubblica a Milano su salario, pensioni e precariato
Per un comitato unitario milanese contro lo scippo del Tfr

Riteniamo necessario organizzarci e mobilitarci in prima persona, partendo direttamente dai posti di lavoro, dai luoghi di resistenza nel sociale e sul territorio, per iniziare a praticare una serie di iniziative concrete e quanto più larghe e aperte possibile, per dare visibilità e continuità alla resistenza contro l'offensiva padronale e governativa, che non può essere affrontata separatamente e singolarmente.
Vogliamo partire dalla questione prossima dello scippo del TFR, per organizzare un comitato che sia al tempo stesso contro il silenzio-assenso, ma anche rifiuti i fondi pensione e le varie controriforme pensionistiche.
Ma vogliamo farlo con un'impostazione rivolta a mobilitare assieme quanti hanno "diritto" alla pensione e quanti, sempre più precarizzati, hanno oggi assai scarse possibilità anche solo di immaginarsi una pensione decente.

Vogliamo farlo, però, non limitandoci solo al terreno delle pensioni, ma aggredendo la questione del salario, ormai matura di fronte a condizioni di vita sempre più precarie e con sempre maggiori difficoltà per arrivare a fine mese, partendo dalla questione del ristabilimento di forme di adeguamento automatiche dei salari e di salario garantito per precarizzati e disoccupati.

Proponiamo di lavorare assieme per costruire un primo momento di aggregazione con un'assemblea pubblica a Milano, per questo vi invitiamo a concordare assieme, in tempi brevi, una riunione preparatoria presso lo Slai Cobas, in viale Liguria 49 a Milano, o in altro luogo eventualmente proposto da altri.

Assieme a questo appello alleghiamo una nostra prima riflessione sull'argomento.

Slai Cobas Milano

Info: 02-44428529, 333-3368603, 340-0021679, 02-8392117


Una prima riflessione

Numerosi sono gli episodi di resistenza all’attacco che governo e borghesia continuano a condurre per comprimere ancora di più le nostre condizioni di vita e di lavoro e intascare sempre più profitti.

Ma la resistenza dei lavoratori si esprime ancora in lotte che sono separate tra di loro, categoria per categoria o, addirittura, posto di lavoro per posto di lavoro; isolate geograficamente e temporalmente le une dalle altre, e spesso senza un minimo comun denominatore organizzativo e negli obiettivi.

A Milano abbiamo l´esempio della resistenza degli operai dell’Alfa, che rappresenta l´esperienza più continuativa di contrapposizione alla precarizzazione del lavoro (perché, se fossero accettate condizioni di lavoro a termine, a salario d´ingresso, ci sarebbero già state le assunzioni nell’area di Arese) attorno alla quale però non si saldano in modo organico i lavoratori delle altre aziende in lotta e i lavoratori precari, sempre più diffusi in Lombardia (e in Italia).

Anche quando le lotte passano dalla resistenza al terreno offensivo, come nel caso degli scioperi spontanei degli autoferrotranvieri o della mobilitazione degli operai di Melfi, non riescono ad uscire dai limiti della categoria o dello stabilimento o a continuare nel tempo.

Separazione tra categorie, posti di lavoro e nei tempi e modi delle lotte, sono uno degli effetti fondamentali della gestione della crisi e delle misure adottate dai padroni per farvi fronte.
Ricomporre in obiettivi e pratiche di lotta comuni i proletari, lavoratori "giovani" e "vecchi", non garantiti" e "garantiti", generalizzare le lotte e dar loro continuità nel tempo, non è facile, ma è un compito cui occorre necessariamente assolvere per non continuare ad arretrare di fronte alla gestione della crisi che, col suo procedere, spingerà governo e borghesia a misure ancora più peggiorative.

Scenario rispetto a cui i proletari sono "soli", poiché:

La creazione dell’unità dei lavoratori non è raggiungibile con appelli morali o ideologici, con intergruppi o con accordi tra i vertici dei sindacati extraconfederali, ma aprendo percorsi di lotta comuni sulla base di obiettivi condivisi.
Occorre ripartire da questo terreno minimale, dare voce e collegamento ai tanti microepisodi di resistenza e opposizione, tanto più perché non siamo in una fase dove le lotte "vengono bloccate", ma che stentano a trovare collegamenti e prospettive.

Noi riteniamo fondamentali due terreni su cui ripartire con la proposta di un percorso comune, che superi le divisioni e gli isolamenti esistenti, aperto a tutti coloro che non accettano le politiche di concertazione, il salario e le pensioni (TFR).
Una battaglia su salari e pensioni strettamente legata alla lotta contro il lavoro precario e per i diritti nei posti di lavoro.

Sul salario lanciando l’obiettivo di reintrodurre la scala mobile (o comunque uno strumento di adeguamento automatico dei salari all’aumento del costo della vita).
Proponiamo inoltre una serie di iniziative per ottenere: lo stesso salario per lo stesso lavoro. Ossia cominciare ad attaccare tutte quelle leggi e accordi contrattuali che hanno introdotto salari d´ingresso, apprendistato, lavoro interinale, lavoro ripartito... Facendo emergere la continuità tra il Pacchetto Treu e la Legge 30 (Biagi), quali strumenti per ottenere una generale riduzione dei salari diretti e una sempre più spinta decontrattualizzazione dei lavoratori, spingendoli a rapporti quasi individuali col padronato, privi di diritti.
In questo modo, articolando un´eventuale campagna su obiettivi specifici, potremmo gettare la basi per:
a) costruire un terreno comune tra lavoratori sottoposti alle "vecchie" regole contrattuali e i lavoratori più giovani imprigionati da norme sempre più precarizzanti
b) lanciare le rivendicazioni di forti aumenti salariali e di una riduzione drastica e generalizzata della giornata lavorativa, per contrastare uno sfruttamento sempre più selvaggio e il continuo aumentare del costo della vita.
c) porre l'obiettivo di un salario garantito minimo per disoccupati e precarizzati.

Sulle pensioni (TFR), partendo dalla prossima questione della cessione del TFR ai fondi pensione, non solo per contrastarla e invitare i lavoratori a non farlo, ma per rilanciare un´iniziativa più generale sulle pensioni, facendo anche qui emergere la continuità tra le "riforme" Amato, Prodi e Berlusconi, quali strumenti per appropriarsi di enormi quote del salario indiretto dei lavoratori e utilizzarle sui mercati finanziari.
Anche su questo terreno, con una specifica campagna, potremmo gettare le basi per una dinamica ricompositiva dei diversi settori dei lavoratori, rivendicando:
a) il ripristino delle pensioni pubbliche e del metodo di calcolo retributivo per tutti,
b) la riduzione dell´età pensionabile,
c) la piena disponibilità del TFR per i giovani lavoratori cui è stato sottratto (e che solo grazie a un´iniziativa sul salario potranno avere la prospettiva di una pensione decente)
d) il rifiuto di affidare le sorti della vecchiaia ai mercati finanziari tramite i fondi pensione.

Queste sono ovviamente delle indicazioni di massima per delineare il quadro su cui cominciare a discutere per organizzare un´assemblea cittadina a Milano, quale punto di partenza per organizzare una campagna permanente, comune e condivisa.


come si calcola la nuova tassazione IRE per il 2005

 

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