Notizie dallo SLAI Cobas Modena
[@mail cobasmodena@libero.it]
Dal nord al sud, la storia è uguale:
Polizia e mafiosi al servizio dei padroni
Come si può leggere dai comunicati esposti,
quando gli operai soprattutto se sono stranieri si ribellano
alle condizioni di lavoro e schiavitù, vengono picchiati oppure
“scompaiono” come già denunciato l’anno scorso in vari servizi
della televisione.
Si può sentire dai filmati fatti davanti alla FIEGE BORRUSSO DI
BREMBIO (LODI), dove gli operai erano scesi in difesa del posto
e del salario, come i funzionari di polizia minacciassero gli
operai extracomunitari di toglierli il permesso di soggiorno se
avessero continuato il blocco delle attività produttive.
Ma bravi, invece di intervenire contro il padrone fuorilegge che
tra l’altro aveva anche degli operai in nero e non gli
retribuiva il dovuto a termini contrattuali, addirittura lo
aiutavano nella repressione quando gli operai hanno osato
ribellarsi, assomiglia tanto alla vicenda di Rosarno: nel
momento che dopo tanti soprusi, gli operai (trattati peggio
degli schiavi ) si ribellano si scatena la caccia al nero, non a
caso tra gli arrestati bianchi c’è anche il figlio di un
boss…Non bastando più i mafiosi perché stavolta gli immigrati
hanno reagito, arrivano in rinforzo le forze “dell’ordine” a
completare l’opera.
GLI OPERAI BIANCHI O NERI QUANDO NON SERVONO DEVONO SPARIRE
Quando Maroni il ministro dell’interno dice
che sono tutti responsabili a Rosarno, dimentica che il comune è
commissariato da due anni (dallo stato) fu proprio lui a farlo,
dimentica che il problema non è solo a Rosarno, ma anche in
Puglia, Campania, Sicilia, Lombardia, Veneto, Emilia…
praticamente in tutta Italia.
La “dimenticanza” più squallida è quando dice tolleranza zero,
(contro chi) vorremmo ricordargli la lotta portata avanti dallo
SLAI COBAS dove gli immigrati lavoravano in nero e clandestini
nell’ortomercato di Milano con le minacce in stile mafioso nei
confronti dei rappresentanti dello SLAI perché intervenivano in
difesa degli immigrati: la macchina tutta segnata, le quattro
gomme bucate, le minacce fisiche, tutte le finte cooperative
delle periferie milanesi (Bennett di Origgio e Turate, la DHL)
dove le lotte degli immigrati hanno pagato, quando hanno deciso
di mollare i sindacati confederali. Nella sua regione quella che
la lega controlla da tanti anni assieme al resto del centro
destra. Quella regione dove vivono i Prosperini i Borghezio…noti
razzisti. Ma dove erano quando si manifestava davanti al
mercato. A pranzo coi padroni?
Ci vogliono liquidare con elemosine con ricatti o legnate
Vedendo il risultato che è stato ottenuto
alla FIEGE, si può trarre la conclusione che solo unendo le
forze si possono trarre delle vittorie, dobbiamo strutturarci in
previsione delle dure battaglie che ci riserveranno i padroni,
non ci si può muovere in ordine sparso come si sta facendo ora,
pena la sconfitta.
I filmati di quello che è avvenuto alla FIEGE si possono vedere
sul sito dello SLAI sotto la voce
slai cobas
cooperative o slai cobas cremona
http://www.youtube.com/user/slaicobascremona
RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA 12/01/2010
NO A SCIOPERI FARSA E STRUMENTALI
MA SCIOPERI VERI DI OPERAI E FATTI PER GLI OPERAI!Se si vuole che lo sciopero sia nei fatti un arma per la lotta e la difesa dei nostri interessi operai, questa arma deve tornare nelle nostre mani, nel pieno controllo e gestione degli stessi operai.
Viceversa si ritorce contro di noi. Non possiamo più delegare in bianco una schiera di funzionarietti sindacali distaccati dal lavoro, che non hanno nessuna intenzione di tornare in officina, sanno cosa significa: fine della bella vita e ritorno nell’inferno creato anche da loro, dove crepano gli operai.
Per anni e tuttora, questi personaggi hanno svenduto tutte le conquiste ottenute con grossi sacrifici e morti dalle lotte operaie.
In nome della competitività, a sostegno dei padroni hanno messo operai contro operai, dietro il ricatto del posto di lavoro e spacciando tutto ciò come ricetta toccasana della crisi economica, che resta irrisolta.
Da sindacalisti si sono trasformati in operatori finanziari, costruendo sulla miseria inarrestabile degli operai di cui sono corresponsabili, la loro ricchezza. Fondando vere lobby economico finanziarie, come i fondi pensione. Attraverso queste operazioni di finanza speculativa ottenute grazie all’esproprio del TFR fatto a operai e lavoratori, questi puntano a favorire la pensione privata integrativa, per eliminare la pensione pubblica. E con questa stessa logica lavorano, per i fondi sanitari privati integrativi ( FASI FIAT per i metalmeccanici ) che oltre a supportare una logica corporativistica, punta a sostenere la sanità privata, per smantellare il sistema sanitario pubblico. E chi accetta questo meccanismo, pagherà nel frattempo due volte pensione e sanità.
Se noi non scioperiamo il 12 dicembre insieme alla FIOM – CGIL, non è perché ci interessa seguire una logica da parrocchia; ma perché siamo consapevoli cosa significa lo sciopero per questo sindacato e cioè manovrare gli operai, con il solo fine di supportare il proprio ruolo nel sistema padronale e garantirsi così i propri interessi di bottega. Difatti non essere stati invitati a prendere il te da Berlusconi assieme a CISL e UIL è la loro reale ragione per indire lo sciopero. Un fine questo, che nei fatti supporta interessi opposti a quelli degli operai che in tutto ciò servono solo da massa di manovra, per questo sindacato palesemente asservito al padrone e al profitto privato. Altra ragione perché noi non scioperiamo con FIOM-CGIL è perché non dimentichiamo, ma abbiamo ben chiaro e presente tutto quello che FIOM-CGIL assieme a FIM-CISL, UILM-UIL ci hanno fatto ingoiare in tutti questi anni. Cosa questa che non si cancella di certo con un colpo di spugna, o quando torna a loro comodo indossare i panni dei rivoluzionari.
Non scioperiamo il 12 dicembre come non abbiamo scioperato il 14 novembre, perché va ricordato a chi ha spesso la memoria corta, chi sono e come agiscono questi sindacati in fabbrica. Mentre il 14 di novembre chiamavano alla lotta gli operai con uno sciopero di 4 ore, il giorno dopo il 15 di sabato li costringevano a fare una giornata di 8 ore di lavoro straordinario.
Come possiamo di fronte a queste cose collaborare o trovare un unione di intenti con questi sindacati, o con le loro politiche, che sono state e sono tuttora nefande per le condizioni di vita e lavorative di operai e lavoratori. Ma non scioperare con chi strumentalizza lo sciopero e ci svende, non può e non deve servire da pretesto per rinnegare lo strumento dello sciopero, come arma di lotta e di difesa degli operai.
Perciò bisogna che ci riappropriamo di questo nostro mezzo, e che torniamo ad essere indipendenti sia teoricamente che politicamente, da tutti coloro (partiti e sindacati) specie della sinistra borghese che in tutti questi anni ci hanno usato. Elaborando la nostra concezione politica e pratica di classe partecipando in prima persona, perché la nostra vita e il nostro futuro deve essere ripreso nelle nostre mani.
Diversamente, continueremo a farci usare e portare a spasso, da chi non ha nei fatti alcun motivo reale per difendere i bisogni e gli interessi degli operai e dei lavoratori.
RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA 10/12/08
SLAI COBAS COORDINAMENTO PROV. MODENA
Provocazioni gratuite contro lo Slai Cobas
Su Indymedia Emilia Romagna e sulla mailing list "reddito Lavoro" è apparsa una nota anonima che attaccava lo Slai Cobas della New Holland, in modo del tutto falso e provocatorio, firmata "Intruder".
Questa la nota, per dare l'idea della meschinità: “Lo SLAI COBAS della Fiat New Holland dichiara sciopero dalle calde pareti domestiche. Sabato 15 marzo la Fiat ha "comandato" un sabato di straordinario, la componente rsu fiom ha aderito supina allo straordinario, la componente slai-cobas ha dichiarato sciopero, ma dal tepore comodo del letto di casa sua…. .in malattia, dopo aver crumireggiato, cioè lavorato, durante le giornate di sciopero nazionale che hanno riguardato il rinnovo del CCNL metalmeccanici”
A questa nota seguiva un primo commento fatto da un operaio della New Holland di Modena: "Io che so e sono un operaio della NEW HOLLAND, ci tengo a precisare che il delegato dello SLAI è tuttora in malattia, perché è stato operato.
Perciò dove vuole andare a parare il personaggio nello scrivere: "questo delegato indice lo sciopero dal tepore comodo del letto di casa sua".
Se si vuole criticare politicamente un avversario è bene utilizzare argomenti seri, e con della sostanza ed essere ben informati verso chi ci si rivolge.
Riguardo invece alle accuse di crumiraggio per aver lavorato durante gli scioperi indetti da FIM, FIOM e UILM per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, mi sento colpito anche io, in quanto di fronte a questi scioperi farsa che sono solo un danno economico per gli operai non ha aderito l'80% della fabbrica.
Ma gli operai devono scioperare a sostegno dei loro interessi o per continuare a dar forza a dei sindacati che li svendono?
Caro Intruder sei la quinta colonna di FIM, FIOM e UILM, cosa ti hanno promesso in cambio dei tuoi servigi???"A questa risposta l'autore anonimo ribatteva, questa volta firmandosi (Francesco Ficiarà), e rincarando la dose di falsità e provocazioni.
"Da operaio saldatore della Fiat new-holland faccio presente a tutti quento segue:
1-Agli scioperi e picchetti sul contratto ha partecipato mediamente il 70% dello stabilimento (52 ore di scioperi complessivi), gli scioperi di gennaio cosiddetti spontanei sono andati ben oltre quella adesione. Tra quel 20-30% di non scioperanti o per meglio dire di crumiri ci sono molti "imboscati storici" che sono stati zittiti anche in assemblea. l' assemblea di fabbraio ha contestato apertamente sia i delegati di fiom-fim-uilm ma anche i signori dello slai-cobas, per il loro comportamento pratico e non le chiacchere, assemblea a cui ha seguito in voto che poi ha bocciato il contratto 489 no. 191 si.
2- tra i cosiddetti in teoria "sindacalisti di base radicali" sono stati praticamente "omaggiati" di una-tantum unilaterale e discrezionale della fiat (dai 500 euro ai 100 euro) nel bel mezzo del periodo di scioperi (ottobre.gennaio), alcuni di questi "cobas" sono stati "spostati" in posticini puliti a spostare carte...
3-in realta' invece di fare delle polemiche i sig. dello slai-cobas modena devono ancora spiegare agli operai che credibilita' hanno sindacati di base che di fronte alla volonta' di lotta maggioritaria degli operai di scioperare che hanno poi fatto nonostante le "strettoie" (piattaforma misera) che ci hanno imposto sindacati e padroni che tutti conosciamo in fabbrica, propongono di rimanere a lavorare nei reparti. Non si dimentichi che anche i burocrati e la fiat avrebbero voluto uno scontro ben piu' contenuto, perche' gli affari in cnh tiravano e tirano e gli scioperi potevano, e hanno fatto male.
4- Alla conclusione del contratto firmato a Roma qui a Modena oltre 70 tra impiegati e altri personaggi hanno ricevuto anche nella busta di fabbrio dai 3000 ai 4000 euro per i "servizi" resi, e il primo di questi come tutti sanno e' la schedatura, contenimento e controllo degli operai che lottano.
invito quindi le persone che non sono e non vivono nelle fabbriche di non fare strumentalizzazioni di questioni che non sanno e non conoscono, a partire dalla repressione e dalle logiche premiali che innervano tutto il conflitto operai-padroni.
ficiara' francesco
operaio saldatore Fiat new-holland
21-3-2008"
A questo punto abbiamo deciso di rispondere pubblicamente su Indymedia Emilia Romagna e sulla mailing list reddito lavoro, per por fine a una provocazione gratuita, basata su falsità e sull'accusa di prendere premi da parte dei padroni.
Chiunque è liberissimo di criticarci, ma che lo faccia sulla base di quello che sosteniamo e di quello che facciamo.
Provocazioni di questo genere sono semplicemente disgustose.
Risposta alle diffamazioni e alle falsità sostenute dal Ficiarà Francesco. Del 21/03/08 su indymedia e reddito e lavoro di ecn.org
Lo SLAI COBAS della NEW HOLLAND che in fabbrica ci vive e non ha interesse a fare nessuna strumentalizzazione riporta i fatti per quello che sono.
Ai picchetti hanno partecipato circa 30 persone comprendendo il supporto di “operai” provenienti da altri stabilimenti, mentre agli scioperi hanno aderito circa il 25% perciò è una balla spudorata che abbiano partecipato il 70%. Nell'assemblea di febbraio sono stati contestati dagli operai i delegati di FIM, FIOM E UILM mentre i delegati e i militanti dello SLAI sono stati attaccati dai pasdaran dei confederali.
Non è stata data nessuna una tantum unilaterale e discrezionale dalla FIAT a “sindacalisti di base radicali” e tanto meno “spostati” in posticini puliti a spostare carte. Sostenere questo è voler calunniare e infangare non avendo argomenti concreti ed oggettivi sui quali attaccare lo SLAI COBAS e i suoi sostenitori.
I “signori” dello SLAI COBAS di Modena proprio perché non hanno tempo da perdere in polemiche gratuite e strumentali, non hanno niente da spiegare agli operai in merito alla loro credibilità. La loro credibilità tra gli operai è data dai fatti prodotti negli anni, con lotte e scioperi veri, in opposizione all'aumento dello sfruttamento operaio. Lotte come quelle contro lo scorrimento, o scioperi come quelli che durano da oltre dieci anni, contro i sabati straordinari voluti dalla FIAT e concessi al ribasso dai confederali. Queste iniziative dello SLAI che sono tanto scellerate e anti operaie per il Ficiarà, lo sono solo a parole perché poi nei fatti vi aderisce quando gli torna più conveniente. Le iniziative dello SLAI non hanno niente da spartire con il cinema, le manovre di svendita quotidiana orchestrate sulla pelle operaia, messe in campo dai confederali, con i loro scioperi farsa concertati a tavolino con il padrone, e poi fatti recuperare agli operai con straordinari obbligatori.
Tra i beneficiari della lotteria che ha elargito a contratto firmato dai 3000 ai 4000 € in busta paga non rientrano di certo coloro che infastidiscono o disturbano il manovratore come lo SLAI.
Invitiamo quindi il sig. “F.F.” Ficiarà Francesco a ricordare non solo che se è stato reintegrato in fabbrica, dopo un licenziamento politico, lo deve allo SLAI e alla mobilitazione di operai vicini allo SLAI. Slai Cobas che negli stabilimenti Fiat, da Arese, passando per Termoli e finendo a Pomigliano, continua ad avere licenziati politici dall'azienda, quale "ringraziamento" per la propria politica contro le pretese padronali e la concertazione confederale.
Il sig. Ficiarà Francesco è liberissimo di partecipare agli scioperi indetti dai confederali e di illudersi che oggi in essa trovi espressione la necessità di lotta degli operai, come pure di criticare la politica dello SLAI COBAS, ma è invitato a farlo sui suoi contenuti, rivendicazioni e pratiche reali. Il metodo da lui usato della calunnia è vecchio e stantio, indica solamente che alla mancanza di contenuti reali si supplisce con l'invenzione. Un metodo vecchio che ha ha creato guasti a non finire nel movimento operaio, contribuendo a consegnarlo alla sconfitta e alla subordinazione agli interessi padronali. Un metodo fondato sul prediligere l'attacco a chi si oppone, piuttosto che ai padroni.
Di questa triste vicenda ride solo la FIAT-NEW HOLLAND la quale sta dimostrando come sia facile sbarazzarsi di operai che in qualche modo ostacolano i suoi piani vedi Melfi e Pomigliano, ecc. C’è molto da fare per costruire una alternativa concreta, la battaglia sulle posizioni è sacrosanta quelle personali fanno un po pena, soprattutto quando sono balle gigantesche.
La Fiat non ha bisogno di essere aiutata, hanno già tanti strumenti e noi operai tanti problemi.
Lavoriamo per superarli, è vero che le contraddizioni sono più acute ma la fase è tutta in evoluzione chi ha del buono tiri. I fatti lo dimostreranno chi ha ragione. Le chiacchiere da Web, spesso rimangono tali.SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA
SLAI COBAS COORDINAMENTO PROVINCIALE MODENA
SLAI COBAS COORDINAMENTO NAZIONALE22/03/08
A Torino i fischi degli operai ai sindacalisti sono significativi.
Non è stato solo il gesto di una momentanea protesta, per una strage che come tante altre è avvenuta e da tempo si palesava annunciata, ma un segnale che viene da lontano e deve saper andare oltre.
Solo noi operai sappiamo come si vive in fabbrica, quali sono i ricatti a cui siamo sottoposti e tra tutti principalmente quello del posto di lavoro.
Solo noi sappiamo quello che ci tocca subire.
Ma dobbiamo anche chiederci come uscire da questa situazione.
Continuare a sperare che ci sia qualcuno a difenderci, dopo le esperienze di questi anni sarebbe da illusi se non da folli.
Perciò dobbiamo, ed è necessario che tentiamo nuove strade, ragionando sempre di più in proprio e in proprio agire di conseguenza.
Se saremo capaci di questo altri saranno costretti a muoversi.
Diversamente perpetueremo supini, subalterni questa nostra condizione di schiavitù, con tutto quello che ne consegue.
Non continuiamo a farci usare e prenderci in giro, prendiamo le distanze da chi ci ha manovrato in tutti questi anni e vuole manovrarci ancora, sindacati e partiti, solo per rafforzare e riaffermare il proprio ruolo, al servizio del padrone.
Siamo divisi perché non riusciamo a mettere in piedi una difesa che sia veramente tale, così prevale l’arrangiarsi, ognuno per i fatti suoi.
La nostra cruda e lucida critica ai sindacati confederali, non deve diventare il pretesto, la scusa per non fare più niente, il lasciarsi andare in preda agli eventi per così perire.
Il segnale che non siamo pecore da portare a spasso l’abbiamo dato, ora diamo il segnale che siamo contro il padrone, contro le sue leggi molto speciali che governano le fabbriche.
Leggi di morte, per chi come noi è condannato alla sepoltura da vivo perché queste condizioni di vita e di lavoro non sono degne di uomini, ma solo di schiavi che non hanno altro da perdere che le loro catene.
Martedì non abbiamo scioperato, perché prendere le distanze da chi aiuta il padrone nel nostro sfruttamento, serve più di mille proteste verbali.
Non lo facciamo per un principio astratto ma per dimostrare che bisogna smetterla con il subire e lamentarsi, ma adeguarsi sempre. Dobbiamo reagire, difendendoci lottando.
Per queste ragioni:Venerdì 14/12/07 SCIOPERO!!!
SCIOPERO PER TUTTA LA GIORNATA LAVORATIVA.RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA Modena 13/12/07
LA LEGGE BORGHESE,
DA' LICENZA AI PADRONI DI UCCIDERE PER IL PROFITTO PRIVATO!1300 – 1400 sono i morti sul lavoro in Italia, secondo i dati ufficiali; i dati si riferiscono al triennio 2003/2005, tanto che anche a questo “fenomeno” hanno dovuto dedicare una giornata; altri 300 morti sono dovuti a malattie professionali.
L'ILO fa una stima di oltre 13.000 morti all'anno per esposizioni a sostanze chimiche. Questi i dati ufficiali, cioè le morti e gli infortuni contabilizzati, poi c'è il sommerso.
Ultimamente i media, i politici, i sindacalisti (CGIL, CISL, UIL), fanno un gran parlare di questo “fenomeno”, in termini scandalizzati.
Ipocriti proprio loro che dopo aver collaborato con i vari governi filo padronali succedutesi, di destra e di “sinistra”, ad introdurre manovre e leggi peggiorative che hanno portato a far decadere sempre più le condizioni di vita di operai e lavoratori, portano gravi responsabilità personali.
Alle belle parole i buoni propositi sulla prevenzione e sicurezza, che tanto strombazzano e che poi restano solo un rito retorico, perché non seguono mai i fatti, una ragione c'è. Non vogliono e mai vorrebbero abolire lo sfruttamento che operato attraverso ogni forma, porta a tutto questo; pena per loro la fine di tutti i privilegi che questo sistema classista diviso in schiavi e padroni a loro consente.
La bella vita, per i padroni e chi li sostiene è garantita sulla pelle degli operai che ieri come oggi continuano ad essere sfruttati, mutilati e uccisi per i profitti dei loro padroni e azionisti.
Ogni tanto il “fenomeno” dei morti sul lavoro è talmente clamoroso che non possono eluderlo, cosa che invece avviene tutti i giorni, davanti al tributo dei quattro morti quotidianamente sacrificati al profitto.
Il rogo del 06/12/07 alla Thyssen-Krupp dove sono arsi vivi 7 operai di cui 4 morti e altri tre in fin di vita; una tragedia umana incommensurabile per le famiglie degli stessi operai, viene in quanto “fenomeno” clamoroso usato da politici e sindacalisti confederali al fine di ottenere una vetrina mediatica, dalla quale irrorandoci con le loro lacrime di coccodrillo e la prassi dello scarica barile delle loro responsabilità in tutto questo comportate.
MA QUESTA È LA REGOLA SENZA L'ECCEZIONE.
La regola senza l'eccezione che per dar profitto al padrone gli operai lavorino con turni di 12 ore, con impianti obsoleti, con idranti e mezzi antincendio non funzionanti (in un'acciaieria), obbligati a fare straordinari su straordinari, con gravi danni alla salute, lavorando come si diceva una volta, buttando il sangue e dietro il ricatto dell'occupazione, in una fabbrica che a breve sarebbe stata dismessa.
La regola senza l'eccezione che ha fatto traboccare l'olio e condannato al rogo quegli operai, le loro mogli a perdere il compagno, i loro figli a perdere il padre.
La chiusura della Thyssen – Krupp di Torino, per trasferirla verso lidi più convenienti come Brasile e Cina, dove la forza lavoro operaia può costare di meno è la regola senza eccezione conseguente alla logica capitalistica per innalzare il saggio di profitto.
In questo spaventoso scenario, fatto di sfruttamento, repressione, mutilazioni, miseria e guerra tra poveri; imposto alle condizioni di vita e lavorative di milioni di operai e lavoratori nel mondo, ci si chiede quanto la classe operaia sia disposta ancora a subire.
A subire ancora, prima che la rabbia degli operai e lavoratori esploda e che si possa assistere a un solo rogo, quello di mandare in cenere questo sistema economico, dedito allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo negandogli i bisogni reali e fondamentali della vita.
Non saranno di certo ulteriori commissioni o enti di controllo sul lavoro, che garantiranno solo ulteriori poltrone a politici e sindacalisti compiacenti, se potremo mettere la parola fine a tutto questo.
Solo gli operai riconosciutisi in classe, possono diventare realmente antagonisti ai padroni e a questo sistema, quello che come operai subiamo non è altro che il risultato di una guerra, dichiarata secolarmente dai padroni.
LA GUERRA TRA CAPITALE E LAVORO!!!
Alla guerra dei padroni, bisogna contrapporre la guerra degli operai e lavoratori, uniti per un futuro diverso, di emancipazione dell'uomo e del suo ambiente.SLAI COBAS
COORDINAMENTO PROVINCIALE DI MODENA11/12/2007
da SLAI Cobas New Holland
10/12/2007
da SLAI Cobas Marazzi
13/11/2007
CONTRO I
GOVERNI AMICI (DEI PADRONI)
CONTRO QUESTA FINANZIARIA
COSA DOVREMMO DARE IN CAMBIO A QUESTI “RICCHI PREMI E …”?
Il contratto integrativo per il nostro gruppo è stato firmato, il sindacato ha indetto le assemblee ed è venuto a raccontare agli operai la magia compiuta (come da promessa) senza colpo ferire, in termini di ore di sciopero.
Soldi, soldi e ancora soldi, già prima di andare in ferie e uguali per tutti.
Bene, nessuno ha più bisogno degli operai di aumentare il proprio salario, ma una cosa è certa i padroni mai nella storia e in nessun angolo del mondo hanno regalato qualcosa alla classe operaia.
Allora dove sta lo scambio, il baratto, dove sta l’interesse del padrone?
Quello che è stato firmato più che un contratto è una cambiale in bianco.
Tutta la parte del contratto che riguarda diritti sindacali e rapporti di lavoro è rimandata al lavoro delle commissioni fatte da azienda e sindacato.
Noi vogliamo sapere cosa andiamo a firmare perché la fiducia nel sindacato è già morta e sepolta, perché non ci rassicura per niente che per noi vadano a trattare quegli stessi signori che hanno gestito insieme al padrone lo smantellamento dei nostri diritti, che hanno dato prova di essere più zelanti con le aziende che attaccati agli interessi degli operai.
I soldi che vengono sventolati se poi andiamo bene a vedere sono prima di tutto aumenti che non vanno in paga base o tanto meno nel calcolo del TFR, sono soldi legati al premio di risultato, a quanto dichiara di aver guadagnato il nostro padrone.
Noi siamo più preoccupati per il nostro futuro che per la busta paga di luglio!
Per ciò che riguarda l’assistenza sanitaria, dal 2009 dovrebbe essere introdotta una forma di assicurazione per l’assistenza sanitaria integrativa e gli operai per questa dovrebbero pagare 50 euro.
La cosa è poco chiara, ma ci ricorda tanto la storia della pensione integrativa, ulteriori tagli alla spesa sanitaria pubblica che ci troveremo cosi a pagare 2 volte.
È chiaro riemerge il programma politico padronale con la concertazione del sindacato confederale a voler ricattare ulteriormente la classe operaia. non ci raccontano tutto, perché come per altre cose viene tutto demandato a queste fantomatiche commissioni.
Per questo invitiamo gli operai a votare NO, bisogna finirla di rilasciare deleghe in bianco a chiunque tratti la forza lavoro operaia come merce di scambio.RSU SLAI COBAS FIAT CNH DI MODENA
06/07/06
Il gioco del baratto
L’ennesimo sabato straordinario in cambio di promesseLa Rsu di Fim, Fiom, Uilm e Fismic annunciano l’ennesimo sabato straordinario e chiudono il loro volantino scrivendo che verificheranno nei fatti la disponibilità data (a parole) dall’azienda a trattare su formazione e professionalità.
Il proverbio dice che i fatti hanno la testa dura… a quanto pare la Rsu ha la testa più dura dei fatti e si ostina a non vedere la realtà!
La realtà è che si concede ancora credito a un azienda che ha abbondantemente fatto sfoggio della sua politica su formazione e professionalità: interinali catapultati su linee di montaggio o in produzione senza nessuna formazione, neanche quella minima che occorre per lavorare in sicurezza, operai con trenta anni d’anzianità che non si sono mai smossi dal terzo livello, professionalità assodate nella pratica e mai riconosciute e tanto altro. L’altra faccia della medaglia sono carriere lampo di perfetti incompetenti, forse toccati dal “piede del destino”.
A chi fa questa politica noi non solo non concediamo il nostro straordinario ma neanche credito o fiducia. L’unico modo per ottenere quello che auspica la Rsu non è dare una mano sapendo che il braccio è già preso, l’unico modo è iniziare un percorso di rivendicazioni, tanto più se l’azienda ha lavoro, i nostri obbiettivi li otterremmo con gli scioperi e non con lo straordinario!
Per tutti questi motivi e perché per noi il riposo è sacro, dichiariamo:Sciopero
nelle giornate di
sabato 10 giugno e sabato 17 giugnoPer i lavoratori a scorrimento lo sciopero è nel giorno di riposo infrasettimanale
RSU Slai Cobas Modena
08/06/06
LE PROMESSE DEL CAPITALE
DOPO IL COMUNISMO LA PACE ETERNA: NOSTRA?Il processo di rimozione violenta di ogni ostacolo, è la testimonianza più eloquente dell’ approfondirsi della crisi capitalista. Fugata la minaccia “comunista”, la pace borghese tanto “preconizzata” si è tradotta in uno scontro geopolitico perenne tra i capitali per contendersi lo “spazio vitale” più favorevole alla loro valorizzazione, riciclandosi nelle guerre a scapito dell’umanità intera.
Salvo illuminare la coscienza delle masse….
L’acuirsi delle tensioni erode progressivamente le ragioni economiche che sostenevano l’opportunismo interclassista, mettendo a nudo la natura predatoria dei padroni. La mediazione come pratica di composizione del conflitto sociale, viene archiviata come un lusso superfluo, inammissibile nella competizione globale.
Le uniche concessioni devono essere “produttive”, rivolte al reclutamento delle energie disponibili nel paese, orientate su un unico obiettivo: il sostegno dei profitti. Il Paese deve fare sistema (!).
Nel lavoro, con uno smottamento a destra, il corporativismo nazionalista tenterà di sostituire l’antagonismo di classe, ormai un’eresia rispetto al dogma economico imperante.Assisteremo al progressivo innalzamento degli argini “istituzionali” con provvedimenti liberticidi,
per contenere il dissenso sempre più renitente alla liturgia di massa delle organizzazioni borghesi.
Manifestazioni contrarie “tracimanti” saranno isolate e represse, nelle piazze così come nei posti di lavoro, impedendo il loro dilagare .E’ in questa cornice che si spiegano il tentativo di eliminare l’intero Cobas dell’Alfa di Pomigliano con 8 licenziamenti così come per i 5 compagni del collettivo precari Atesia e 3 all’ aeroporto Malpensa, il tutto con complicità evidenti dei sindacati Confederali.
Né costituiscono eccezioni al disegno complessivo i pesanti atti intimidatori, con sospensioni a raffica, subiti dai compagni più combattivi della Ferrari e della CNH di Modena.Il progressivo deterioramento delle condizioni di vita e di lavoro a cui il governo Prodi-Montezemolo non negherà il proprio contributo, moltiplicherà le occasioni di scontro tra padroni e lavoratori riaffermando l’insopprimibile volontà di resistenza e di controffensiva.
Lotte destinate a sconfitte se non collegate ed estese territorialmente, indirizzate su obiettivi comuni, nella consapevolezza di agire in quanto espressione di un unico processo che “paradossalmente” riduce in miseria chi produce la ricchezza.
Modena 7/5/06
SLAI COBAS
Sciopero
Contro il sabato obbligatorioNei giorni in cui l’azienda ha chiesto le prestazioni di lavoro straordinario obbligatorio lo Slai Cobas dichiara sciopero.
Dichiariamo sciopero perché per noi viene prima il diritto al riposo e la libertà di scelta; viene prima delle ragioni aziendali (spesso nebulose), prima dei sabati comandati e della flessibilità, prima dei fantomatici picchi di produzione e delle rincorse al mercato.
Non accettiamo che si comandi lavoro straordinario mentre si lasciano a casa per scadenza di contratto degli operai interinali o li si rinnova con il contagocce.
Il sabato libero dal lavoro per noi è una conquista da difendere e da rivendicare; è la conquista sacrosanta di godere del proprio tempo libero, è una conquista già troppo a lungo erosa dai bassi salari e dal ricatto del lavoro interinale.Per questi motivi, semplici ma fondamentali
dichiariamo lo sciopero nelle giornate di:
sabato 6 maggio
e
sabato 13 maggio
per i lavoratori a scorrimento lo sciopero è nel giorno di riposo infrasettimanaleModena 03/05/06
RSU Slai Cobas Cnh
Solidarietà di classe
CNH, Ferrari, Alfa Romeo: la Fiat attacca i nostri diritti
La storia dei grandi gruppi industriali
italiani (e internazionali) di cui la fiat è un emerito
esponente, è (oltre che una storia di quotidiano sfruttamento)
una catena interminabile di truffe, ruberie, piccoli e grandi
illeciti, processi farsa e assoluzioni “miracolose”. È la storia
recente dei Tanzi, dei Cagnotti, dei Gaucci e chi più ne ha più
ne metta.
I padroni nostrani manovrano, borseggiano, infamano,
rubacchiano; ad ondate regolari ognuno è stato coinvolto,
stravolto e poi puntualmente riabilitato dai peggiori
intrallazzi.
Ai padroni la borghesia perdona tutto, fra di loro, dopo poco
(ma con molto denaro), lavano qualsiasi offesa e affronto.
Le regole diventano flessibili e se non lo sono abbastanza si
possono anche cambiare, basta pensare alla depenalizzazione del
falso in bilancio o alle ultimissime leggi ad personam.
Cosa dobbiamo fare per vedere i padroni ligi, attenti,
integerrimi e pronti a combattere a spada tratta.
Li vediamo così quando un operaio, un proletario si ribella,
alza la testa, sbatte i pugni.
Allora tutto è oltraggioso, intollerabile, “gravissimo”.
Chi non china il capo è un esempio pericoloso e va colpito con
tutti i mezzi.
La direzione della CNH si sta accanendo, con richiami e
sospensioni, nei confronti di un operaio della saldatura
“colpevole” di aver vinto una causa contro la fiat e di non aver
mai ceduto alle sue lusinghe.
Stesso accanimento pretestuoso si è verificato nei confronti di
un delegato e di altri compagni alla Ferrari, tanto da erodere i
diritti di rappresentanza sindacale ottenuti con le lotte.
La solidarietà è un modo per difenderci tutti, per difendere il
diritto a lottare, a mettersi di traverso, per dimostrare di
essere un corpo unico sotto gli attacchi del padrone.
La solidarietà è un arma, usiamola!
RSU Slai Cobas CNH
27/4/2006
Ad ognuno il suo pesce d’aprile
ALCUNE MOTIVAZIONI PER SCIOPERARE
IL SABATO “OBBLIGATORIO”
Perché romperci la schiena ulteriormente dopo una settimana di lavoro per andare anche di sabato ad incrementare altro profitto il quale verrà poi spartito sempre tra i soliti: dirigenti, capi, ruffiani, gli stessi tempisti che in questi giorni si aggirano nei reparti per alzare i ritmi. Proprio loro che quando erano operai……stendiamo un velo!
Perché quando si chiedono livelli o aumenti per gli operai, la risposta è che si devono meritare, ma sappiamo benissimo che il metro di misura è l’appartenenza ad un clan famigliare da tempo asservito al padrone. Per non parlare poi delle ore non retribuite riferite: “per i lavoratori che prestano la propria opera in sistemi di turnazione di 15 o più turni settimanali comprendendo il turno notturno e/o quelli di sabato e domenica… a decorrere dal 1° gennaio 2002”.
Perché passare altro tempo in questi ambienti di lavoro che sono in uno stato decadente per tutti gli aspetti della condizione lavorativa (salute e sicurezza). Mentre a partire dagli impiegati fino al direttore vivono le ore di lavoro in ambienti puliti e salubri.
Queste motivazioni bastano e avanzano per scioperare.
RSU SLAI COBAS CNH MODENA 30/03/06