CONTRATTO: “chi è causa dei suoi mal… pianga se stesso” ?!
Mentre l’ISTAT è costretta ad ammettere che l’inflazione reale supera il 5% (smentendo se stessa che finora rilevava strumentalmente indici di gran lunga inferiori), fiom, fim, uilm vorrebbero convincere i lavoratori ad applaudirli per l’ennesimo contratto-immondizia con cui provano a farli lavorare ancora di più per ancora meno soldi.
Considerato l’inflazione ed il gran parlare che si fa da mesi su giornali e televisioni dell’indigenza in cui versano ormai i lavoratori, risultano tragicomici i 109 euro di aumento lordo (va sottratto il 23% di tasse), inoltre dilazionati in 30 mesi. La pretesa che poi, con la mensilizzazione, nel quadriennio 2009/2012 i lavoratori devono regalare 92 ore dei loro già miseri salari ai padroni supera la farsa! La ‘compensazione’ accordata restituisce, sempre nel quadriennio, appena 44 ore: la perdita secca è di 48 ore in 4 anni (circa 400 euro), inoltre la ‘compensazione’ non vale per i nuovi assunti. Cercano di imbrogliare i lavoratori con la favola del giorno di ferie in più all’anno, pagata abbondantemente, come si è visto, dagli stessi lavoratori che sono obbligati inoltre, se passa questo contratto, ad ulteriori otto ore di straordinario all’anno ed agli orari sempre più flessibili e precari della melfizzazione strisciante (sfondamento a recupero delle 40 ore), all’allargamento dei livelli (ad esempio la ‘3 +’) per dividere i lavoratori e costringerli ad assoggettarsi al clientelismo sindacal-padronale. La malcelata intenzione dei sindacati confederali e del padronato di puntare alla massima flessibilità e precarietà (del rapporto di lavoro, degli orari e della prestazione) è inoltre confermata dalla decisione di estendere i contratti precari e flessibili del ‘pacchetto Treu’ e della ‘legge Biagi’ (si raddoppia il periodo di prova per gli operai che passa da due settimane a un mese e si sposta a 60 mesi la durata dei contratti a termine: 44 mesi con ulteriore proroga di 8 mesi, il tutto fino a 5 anni anche discontinui; dalla possibilità dell’orario flessibile per picchi produttivi non effettuando nemmeno il riposo compensativo ma trasformando il tutto in straordinario obbligatorio in accordo con le RSU. Inoltre le aziende potranno spostare un ‘par’ dei lavoratori all’anno successivo, ecc.
Col ‘piano Marchionne’ all’Alfasud oggi già assistiamo all’ ‘anticipo’ dei contenuti di questo infame contratto: contenuti a discapito dei lavoratori tutti voluti, perseguiti, sottoscritti ed applauditi all’unisuono dalla Fiat e dai suoi sindacati nella pretesa di trasformare gli operai in sudditi-lacchè ed operai inservienti. Va detto che questi accadimenti sono resi possibili anche dai sistematici ricatti di azienda e sindacati confederali che ad ogni elezione delle RSU costringono la maggioranza dei lavoratori a prostituirsi alle clientele del ‘voto di scambio’: potranno i lavoratori ‘piangere se stessi’ all’infinito continuando a delegare le loro sorti ai sindacati confederali che sono i maggiori responsabili dell’intollerabile peggioramento delle loro condizioni di vita e di lavoro?! La ripresa delle dignità di classe dei lavoratori può passare solo attraverso la sconfessione dei sindacati confederali ed il rafforzamento dello Slai Cobas.Slai Cobas - Coordinamento provinciale di Napoli - Pomigliano d’Arco, 26/2/2008
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
ALLE FORTI LOTTE DEI LAVORATORI CONTRO IL PIANO MARCHIONNE LA FIAT RISPONDE CON IL LICENZIAMENTO DI VITTORIO GRANILLO E DI CONCERTO CON FIOM-FIM-UILM REQUISISCE LE ASSEMBLEE SINDACALI
Con telegramma di messa in mobilità forzata inviato nella mattinata del 31 dicembre 2008 la D.H.L. ha licenziato Vittorio Granillo. Il diniego della Fiat allo svolgimento delle assemblee sindacali retribuite, e a quella permanente, indette dallo Slai Cobas (operato all’unisono e di concerto col provvedimento della D.H.L. e con la sponda attiva e collusa di FIOM-FIM-UILM) svela le reali preoccupazioni aziendali e concertative nonché la grave portata antisindacale di tali iniziative.
Infatti, la Fiat, con comunicazione inviata a Slai Cobas in data 4 gennaio 2008, rifiuta lo svolgimento delle assemblee e dell’ingresso in fabbrica di nostri dirigenti sindacali, tra cui lo stesso Vittorio, dichiarando tra l’altro che le iniziative annunciate da Slai Cobas sono…”potenzialmente collidenti con il noto piano di formazione previsto dal 7 gennaio 2008 al 2 marzo 2008”. e, che, inoltre, l’intero monte-ore delle assemblee sindacali del 2008… “è già stato prenotato dalle RSU di FIOM-FIM-UILM”.
La non casuale sintonizzazione delle iniziative D.H.L., FIAT e FIOM-FIM-UILM ripercorre la strategia degli otto licenziamenti del febbraio 2006 a danno di Slai Cobas, avvenuti con la manifesta complicità di Rinaldini. Licenziamenti già allora sconfitti dalle lotte dei lavoratori con lo Slai Cobas.
Vero è che, con il cosiddetto ‘Piano Marchionne’ la Fiat non intende riammodernare gli impianti (vecchi di circa 40 anni) ma punta all’azzeramento delle libertà sindacali e di ogni tutela dei lavoratori per ovviare al deficit tecnologico con l’intensificazione esasperata dello sfruttamento del lavoro operaio e la costruzione di una forte stretta repressiva necessaria al rigido comando sulla forza lavoro, preludio al previsto ridimensionamento produttivo ed occupazionale. Già nella settimana tra il 17 ed il 21 dicembre 2007 precedente la chiusura dello stabilimento le forti lotte dei lavoratori della D.H.L. indette dallo Slai Cobas e dagli altri sindacati contro il ‘piano Marchionne, il licenziamento di 94 giovani interinali, le tutele economiche ed occupazionali ‘per tutti’, hanno messo in crisi l’intera strategia Fiat e paralizzato per giorni la fabbrica. La strategia Fiat di ridimensionamento di Pomigliano già si riscontra con la cessazione dell’attività produttiva della KSS di Arzano ed il licenziamento dei 103 lavoratori addetti alla produzione delle cinture di sicurezza. Il presidio ai cancelli della fabbrica dei lavoratori che va avanti dallo scorso 2 gennaio vede lo Slai Cobas e la componente RSU tra i sindacati più impegnati nella lotta contro i licenziamenti e per la tutela occupazionale.
Come nel 2006 in occasione della sconfitta Fiat sugli 8 licenziamenti lo Slai Cobas ed i lavoratori sapranno ben contrastare e sconfiggere, anche questa volta, le politiche antioperaie della Fiat e delle aziende collegate e dei loro ‘scudieri’ sindacali di FIOM-FIM-UILM.Slai Cobas – Coordinamento Provinciale di Napoli - Pomigliano d’Arco, 4/1/2008
Smantellano i diritti dei lavoratori con l’appoggio della concertazione sindacale e dei governi amici
ASSEMBLEA OPERAIA A NAPOLI
Martedì 30 ottobre - sala Gemito - ore 16.00Forte dell’asse Prodi-Montezemolo-CGIL-CISL-UIL il padronato estende licenziamenti politici e repressione poliziesca in Fiat e nell’insieme dei luoghi di lavoro per contrastare l’opposizione operaia ed imporre pace e controllo sociale, precarietà e bassi salari. All’accordo sul Welfare ed al referendum-farsa segue il contratto metalmeccanici su meritocrazia e paghe di posto, altra flessibilità e precarietà.
Come Slai Cobas e lavoratori dell’Alfasud, con l’appoggio di numerosi organizzazioni sociali e politiche, abbiamo già sconfitto la Fiat (apripista delle provocazioni antioperaie) sugli 8 licenziamenti di Pomigliano: bisogna continuare così!
Lo sciopero generale del 9 novembre non potrà sottrarsi alla chiarezza: contro Prodi (senza ‘se e ma’) ed i collegati poteri industriali e finanziari che rappresenta e le sue politiche reazionarie, antioperaie ed antipopolari.
DISCUTIAMONE A NAPOLI IL 30 OTTOBRE
Slai Cobas coordinamento provinciale di Napoli
www.slaicobas.it - www.slai-cobas.org
ALFASUD – DATITALIA
IL PADRONATO SMANTELLA I DIRITTI DEI LAVORATORI
ED I LIVELLI OCCUPAZIONALI CON L’APPOGGIO DEI
SINDACATI CONFEDERALI E DEI GOVERNI
ASSEMBLEA PUBBLICA A NAPOLI
Martedì 30 ottobre - Sala Gemito - ore 15,30Procedure cicliche di mobilità e cassa integrazione di massa e pesanti tagli occupazionali - coi licenziamenti politici nel vano tentativo di piegare le lotte dei lavoratori e dello Slai Cobas - stanno caratterizzando in questi anni i processi di ristrutturazione e delocalizzazione industriale alla Fiat Alfa Romeo di Pomigliano ed alla Datitalia di Napoli ed Arzano.
Con la firma dell’accordo dello scorso 23 luglio su controriforma pensionistica e precarietà lavorativa ed il referendum-farsa (dopo lo scippo del TFR e la firma dei contratti-bidone dei chimici e del pubblico impiego cui segue la trattativa in corso del contratto metalmeccanici su orari flessibili e ‘melfizzazione’, paghe di posto e meritocrazia) CGIL-CISL-UIL hanno da tempo ‘saltato il fosso’ schierandosi a tutela degli interessi padronali e governativi e a discapito di quelli dei lavoratori e della povera gente.
Forte dell’asse Prodi-Montezemolo-CGIL-CISL-UIL il padronato estende licenziamenti e intimidazioni dalla Fiat agli altri luoghi di lavoro per imporre pace sociale, precarietà e bassi salari: la lotta dei lavoratori contro la repressione, per la tutela occupazionale e dei diritti sindacali e sociali in fabbrica avrà maggiore efficacia all’interno della mobilitazione in atto contro il governo Prodi ed i suoi sponsor politico-sindacali, oltre che contro i forti poteri industriali e finanziari che ne dettano le strategie antioperaie ed antipopolari. L’impegno in questo senso per lo sciopero generale del prossimo 9 novembre è “interesse concreto” di ogni organismo di resistenza sociale e politica per la reale opposizione alle nefaste politiche economiche e di guerra di padronato e governi.Slai Cobas - coordinamento provinciale di Napoli – www.slaicobas.it / www.slai-cobas.org
Vale come invito per adesioni: cobasslai@fastwebnet.it – telefax: 081/8037023
Se prendono per ‘applausi’ i fischi di Mirafiori:
allora…‘applaudiamoli’ tutti con forza!PENSIONI, LAVORO PRECARIO, COMPETITIVITA'
Continuano il massacro dei diritti dei lavoratoriDopo 15 anni di continue controriforme (Amato '92 Pensioni, Ciampi ’93 contingenza, Dini '95 pensioni, Prodi ’97 pacchetto Treu, Berlusconi 2004 legge Biagi) il padronato, oggi più forte che mai grazie all’asse Prodi-Montezemolo-CGIL-CISL-UIL, prosegue nell'attacco alle conquiste dei lavoratori dipendenti, precari e non, e dei pensionati. Dopo il recente accordo-truffa sul TFR, con il recente accordo di luglio 2007 è partita l’ennesima e colossale operazione di "taglio e scucito" delle tasche dei lavoratori.
PENSIONI: dal 2013 età obbligatoria a 62 anni con 36 anni di contributi. Peggio del governo Berlusconi. Fino al 2013 i lavoratori più anziani continuano a rincorrere gli ‘scalini’. Netta riduzione delle pensioni già da fame con la trappola dei coefficienti di trasformazione.
LAVORI USURANTI: su un ammontare annuo di circa 1,4 milioni di lavoratori considerati usuranti, solo 5000 (cinquemila) all’anno beneficeranno delle agevolazioni… ma che fanno, sfottono?
LAVORO PRECARIO: Con questo accordo sindacati e governo danno ulteriore via libera alle aziende ad assumere con contratti flessibili allungando di anni i contratti precari.
LAVORO STRAORDINARIO: vengono detassate per le aziende le ore fatte lavorare a straordinario rendendole quindi più produttive del lavoro ordinario alla faccia delle politiche per l’occupazione.
COMPETITIVITA': ogni corrispettivo aziendale sarà legato ai risultati ottenuti. In pratica chi si ferma, chi si ammala perderà soldi.Il disegno di questo nuovo progetto è chiaro: stangate tagli e tasse, ticket e precarietà per i lavoratori per ingrassare i già pingui bilanci aziendali e rilanciare le politiche guerrafondaie (Afganistan, Iraq, Libano....) di governi antioperai ed antipopolari.
Il referendum-farsa va boicottato: hanno già predisposto una valanga di schede truccate da infilare nelle urne in tutta Italia: è mai possibile che chi ha firmato l’accordo (e quindi in conflitto d’interesse) possa svolgere nel chiuso delle salette sindacali e senza alcun controllo le operazioni di scrutinio?! Nemmeno nelle repubbliche delle banane si è mai votato così! Con questo voto gia truccato in partenza puntano inoltre a salvare il governo Prodi dalla micidiale crisi di rappresentanza sociale e dei lavoratori in cui versa: il cosiddetto ‘centrosinistra’ si appresta a ricambiare il padronato organizzando la repressione dell’ opposizione operaia nelle fabbriche e nei posti di lavoro ed inventandosi finte manifestazioni di protesta come quella del 20 ottobre a Roma.BOICOTTIAMO IL REFERENDUM-TRUFFA NON ANDANDO A VOTARE!
Il 9 novembre sciopero generale contro il governo Prodi-Montezemolo-CGIL-CISL-UIL
Slai Cobas - coordinamento provinciale di Napoli
3-10-2007
SOLIDARIETA’ AL COMPAGNO LUIGI CRAVERO
ED ALLO SLAI COBAS DELLA FIAT POWERTRAIN DI TERMOLINel mentre il problema della condizione operaia (dai miserabili salari alla precarizzazione lavorativa e contrattuale, dalle infernali condizioni di lavoro delle linee di montaggio alle controriforme in atto del diritto del lavoro e di quelli sociali: ultimo lo smantellamento in atto delle pensioni pubbliche a favore di quelle private) sembrano diventati, da tutte le parti, solo argomenti da dibattere nei ‘salotti’ bene televisivi e giornalistici, ecco che la Fiat mette i ‘piedi nel piatto’ e ci riprova con i licenziamenti politici. Questa volta è toccato al compagno Luigi Cravero della Fiat Powertrain di Termoli licenziato con motivazioni illecite e strumentali: ammalato e mal collocato alla mansione svolta rispetto alle oggettive controindicazioni derivanti dal proprio stato di salute (per tre volte ha vanamente richiesto all’azienda di essere spostato ad altri posti di lavoro), e addirittura costretto ad operare in ambienti che sfioravano i 50 gradi per l’inadeguatezza dell’impianto di climatizzazione, è stato licenziato per “scarso rendimento” non riuscendo a sopportare, in quelle condizioni impossibili, gli infernali ritmi della produzione né quelli microclimatici. Si tratta di un licenziamento strumentale di chiara matrice politica ed antisindacale, messo in atto dalla Fiat Powertrain nel grave tentativo di dare una dura ‘lezione’ a tutti i lavoratori - compresi quelli ammalati da anni di sfruttamento - con un preciso ed inaccettabile messaggio intimidatorio: “o i lavoratori si ‘piegano’ alle esigenze produttive o saranno licenziati”! Non a caso l’azienda ha licenziato Luigi, nella sua ‘doppia qualità’ di lavoratore ammalato e dirigente sindacale dello Slai Cobas. Nel tentativo di imporre il suo illecito obiettivo ha cercato di colpire l’unico sindacato che rappresenta in fabbrica un forte baluardo di tutela sindacale dei diritti operai e delle condizioni di lavoro. Già la Fiat ci provò anni fa col licenziamento di Stefano Musacchio a Termoli, e l’anno scorso col pretestuoso licenziamento di otto lavoratori a Pomigliano, ed è già stata in entrambi i casi piegata e sconfitta dallo Slai Cobas e dalla mobilitazione dei lavoratori delle principali fabbriche metalmeccaniche Italiane, prima ancora che dalle ordinanze della magistratura che accoglievano i ricorsi dello Slai Cobas condannando la Fiat per antisindacalità ed ordinando il reintegro al lavoro dei licenziati. Con questo scellerato licenziamento la Fiat Powertrain vuole colpire ancora una volta tutti i lavoratori e con loro, ancora lo Slai Cobas, ma anche stavolta non ci riuscirà! Costruiamo una forte mobilitazione per il reintegro al lavoro di Luigi e per dare battaglia alla Fiat in tutte le fabbriche e sconfiggere un disegno repressivo aziendale ormai - dai tempi di Valletta e del fascismo - fuori dalla storia. Noi ci saremo, domani, al presidio alle portinerie Fiat Powertrain di Termoli.
Slai Cobas - coordinamento provinciale di Napoli – Pomigliano d’Arco, 30/7/2007
Ticket sanitari no problem?
L’Assessore alla Sanità della Campania, nell’incontro del 20/02/07 con il “comitato per la difesa della Sanità pubblica e gratuita in Campania” sul problema del ticket sanitario, aveva assicurato l’estensione dell’esenzione del ticket sanitario, anche ai disoccupati storici e agli inoccupati, oltre che a coloro che avevano perso il lavoro nell’ultimo anno, disse, in linea con l’art. 34 comma 5 della finanziaria Regionale 2007 e con la richiesta avanzata del comitato.
Aveva, inoltre, assicurato, in tempi brevi, l’uscita di un Bando per l’apertura di 40 farmacie in Campania, aveva dichiarato che i sindaci potevano optare per farmacie comunali. Inoltre affermava l’intenzione di favorire l’apertura di altre dieci farmacie per la città di Napoli, una per ogni distretto sanitario, aperte direttamente dall’Assessorato alla Sanità.Tutto falso
Nessuna delle promesse fatte nella riunione è stata mantenuta. I disoccupati storici e gli inoccupati, devono continuare a pagare i ticket, che non si capisce come, dal momento che non hanno alcun reddito. Riguardo alla questione delle farmacie comunale, quello che nell’incontro veniva presentato come una vicenda in corso di definizione, risultava invece solo un desiderio futuro dell’Assessore alla Sanità.
Nella Regione della Sanità lottizzata e piena di debiti, dove si nomina Assessore alla Sanità, con il compito di risanare i bilanci, la persona che è indicata come il diretto responsabile di questa situazione; dove si vuole risanare il disastro finanziario e gestionale, prodotto per foraggiare gli apparati e le clientele di partiti e sindacati concertativi con aumenti delle imposte locali e con i ticket, in questa scandalosa situazione i politici e le istituzioni che la rappresentano si rivelano anche poco affidabili negli incontri sindacali dove viene chiesto loro quello che i cittadini avrebbero diritto.
Il livello di degrado raggiunto dalla classe politica ed istituzionale della nostra Regione è giunto ad una soglia insopportabile. Il blocco di potere che da anni si è consolidato composto da tutti i partiti politici – al di là se si trovano al governo o all’opposizione - dai sindacati collaborazionisti e concertativi, dai poteri forti del mondo finanziario ed economico e da pezzi dell’ economia criminale hanno oramai instaurato una modalità di esercizio dell’amministrazione fondata sull’affarismo, sul clientelismo, sull’autoritarismo e sulla negazione dei più elementari diritti sociali (lavoro/casa/diritto alla salute, all’istruzione e di una migliore qualità della vita).
Di fronte a questa situazione le organizzazioni sindacali di base, quelle che unitariamente hanno costruito lo Sciopero Generale dello scorso 17 novembre, contro la Legge Finanziaria varata del governo Prodi, rivolgono un Appello affinché si determini un vasto schieramento popolare contro le politiche economiche e sociali dell’amministrazione regionale.
Le varie Vertenze di lotta che già sono in corso nei posti di lavoro e nei territori devono coordinarsi tra loro per meglio spezzare questo articolato sistema di potere e di comando che attanaglia Napoli e l’intera Regione Campana.
C’è bisogno di unità, di saldare, nella mobilitazione comune, il dissenso ed il conflitto dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati per affermare gli obiettivi che da tempo agitiamo contro il governo e le amministrazioni locali.
Per incominciare una discussione su questi problemi è indetta una
Assemblea Pubblica a Napoli,
presso la sala
“antisala dei Baroni (Maschio Angioino)
il giorno 11 aprile alle ore 16.30.Comitato per la difesa della Sanità pubblica e gratuita
Per info: 081.5637213-info@rdbcub.napoli.it – 081.8037023-cobasslai@fastwebnet.it
081.287829-sllna@libero.it – 081.7382453-tabibfierro@hotmail.com
NO AI TICKETS SANITARI !!!
NO AL PAGAMENTO DEI FARMACI !!!Contro il processo di privatizzazione della sanità
Non si compra il Diritto alla Salute in una società democratica, ma esso deve essere garantito a tutti, come è scritto nella Costituzione (art. 32).
Allora perché questo governo, che pure aveva promesso un miglioramento dell’assistenza sanitaria per tutti, vara i ticket per i pronto soccorso e consente alla giunta della Regione Campania, di aumentare quelli già esistenti su diagnostica, prestazioni specialistiche ed esami di laboratorio?
Come si fa a pretendere da una persona che arriva in Pronto Soccorso il pagamento della visita se la malattia rilevata non è grave? Chi lo può stabilire prima se non un medico?
Quante volte, inoltre, i medici non concordano sulle diagnosi o legittimamente pongono dei dubbi da chiarire con altre indagini diagnostiche?
Il governo dice che questo serve a scoraggiare le prestazioni improprie ed a penalizzare chi non rispetta le liste d’attesa: Ma non ha fatto nulla per creare un filtro capillare a livello territoriale.
Dal 1 gennaio 2007 ogni accesso al Servizio Sanitario costa da 28 a 46 euro. Un prezzo quasi equiparabile alla parcella di un medico privato: nella realtà meridionale ove il reddito dei cittadini rasenta spesso i livelli di povertà, questo vuol dire scoraggiare la gente a curarsi ed introdurre il concetto che chi si ammala deve pagare.
Da qualche giorno inoltre le farmacie della Campania impongono il pagamento diretto dei farmaci, perché la regione sarebbe inadempiente per i molti debiti contratti da anni .
La vera inadempienza, noi sappiamo, è quella di non aver mai istituito un numero sufficiente di farmacie pubbliche e dispensari negli ospedali, per lasciare il monopolio ai privati .
In questi stessi giorni i giornali scoprono il degrado degli ospedali pubblici e scatenano una campagna denigratoria e scandalistica contro il Servizio Sanitario, contro i dipendenti pubblici ”fannulloni”, facendo intendere che si vuole moralizzare il settore”; in realtà il messaggio che passa è quello che sarebbe meglio dare l’assistenza sanitaria in mano alle Assicurazioni, come negli U.S.A.
L’ossessione dei governi degli ultimi anni, tutti, comunque allineati all’Europa di Maastricht, è proprio la privatizzazione dei settori del welfare: (le cosiddette “riforme strutturali ) questo è il filo comune che unisce l’attacco alle pensioni (riforma Dini), i tickets sanitari sul Pronto Soccorso, le serrate dei farmacisti e lo scippo del TFR . Questo governo non riesce a distinguersi da quello precedente.
Solo una grande mobilitazione e l’organizzazione della protesta possono annullare questi odiosi provvedimenti.
Chiediamo ai medici democratici l’obiezione di coscienza nell’applicazione dei tickets, ponendo la legittima cautela sulle diagnosi di Pronto Soccorso.
Chiediamo agli utenti di unirsi negli ospedali per rifiutare il pagamento dei tickets nella nostra regione che ,come scritto nell’art.32 della finanziaria regionale 2007, dovrebbe aggiornare le fasce di esenti e risulta ad oggi ancora inadempiente.
Chiediamo ai dirigenti ospedalieri di sospendere il pagamento dei tickets ove non esista una struttura specifica per il Triage ,con personale professionalmente formato.
Chiediamo al governo regionale una sospensiva in attesa di chiarimenti sulle fasce esenti ed un incontro con le organizzazioni degli utenti e dei lavoratori.
Assemblea pubblica
Venerdì 23 febbraio 2007
Napoli Sala Gemito Ore 16:00MEDICINA DEMOCRATICA; SINDACATO LAVORATORI IN LOTTA; R.D.B.CUB; SLAICOBAS COORD.PROV. NA , COBAS SANITA’; UNITA’ COMUNISTA; C.A.R.C. P.R.C. CARDARELLI; PRC CIRCOLO MONAlDI; ATTAC NAPOLI E GIUGLIANO; RED LINK, PRC CALORIA; OPERA NOMADI GIUGLIANO; UNIONE INQUILINI; P.D’A.C., SINISTRA CRITICA; LABORATORIO POLITICHE SOSTENIBILI; GIOVANI COMUNISTI PRC NAPOLI; ASS. ARTICOLO 32; LAB. OC. INSURGENCIA; ASSISE DI BAGNOLI; COM. IMMIGRATI NAPOLI;
Comunicato stampa
TFR E FONDI PENSIONE: PRESENTATA DALLO SLAI COBAS UNA DENUNCIA ALLA PROCURA DI NAPOLI
E’ stato presentato stamattina, alla Procura della Repubblica di Napoli, un dettagliato esposto penale sottoscritto dal Coordinamento Provinciale di Napoli dello Slai Cobas, dai Cantieri Navali Megaride di Napoli, e dall’Associazione Unità Comunista in relazione a:
diffusione di notizie false e tendenziose su un inesistente deficit dell’INPS
spese assistenziali a carico dell’INPS in mancata attuazione della legge n. 88 del 1989 che separa le stesse spese assistenziali da quelle previdenziali
banche che danno finanziamenti agevolati alle aziende che convincono i propri dipendenti a versare il proprio TFR alle stesse
neoassunti che, all’atto dell’assunzione, devono liberamente dire si o no al definitivo trasferimento del TFR a fondi gestiti pariteticamente dai propri padroni e sindacati
silenzio-assenso sul TFR per chi non sceglie, si definitivo per chi dice SI, no provvisorio per chi dice NO
utilizzo di salario (TFR) in borsa anche senza il consenso dei lavoratori
fondi pensione a totale ed esclusivo rischio per i lavoratori
detassazione per i fondi pensione e raddoppio delle tasse sul TFR per i lavoratori che scelgono di non versarlo ai fondi
soldi dei contratti nazionali ed aziendali riservati per chi aderisce ai fondi pensione privati, nulla per chi non vi aderisce
decine di milioni di euro di soldi pubblici dilapidati dal Ministero del Lavoro per gli spot a favore dei fondi pensione privati
conflitto di interessi di padroni e sindacalisti, col Ministro del Lavoro ex presidente del fondo pensioni Cometa dei metalmeccanici.
In questi giorni è stato scoperto un ammanco di 40 milioni di euro nella cassa IBI, il fondo pensione degli ex dipendenti dell’istituto bancario italiano, incorporato in Carialo nel ’91, ora nel gruppo Intesa-Sanpaolo. L’ammanco è superiore alla metà dell’intero patrimonio del fondo a cui è iscritto oggi circa un migliaia di dipendenti del gruppo.
“Rileviamo come lavoratori e cittadini, nonché come rappresentanti del sindacato di base”… dichiara Mara Malavenda del coordinamento provinciale dello Slai Cobas… “una inquietante commistione tra forti poteri industriali e finanziari, centrali sindacali confederali, ed il Governo Prodi che sta finanziando con decine di milioni di euro campagne pubblicitarie su fondi pensione e TFR a favore di interessi privati ed a discapito dei lavoratori: riteniamo sia nostro diritto-dovere richiedere alla Procura di verificare la sussistenza di condotte di rilevanza penale”.
Nella giornata di oggi sono state presentate analoghe denunce-esposto nelle maggiori città italiane. A Milano è stato effettuato un corteo da piazza San Babila alla Procura di Porta Vittoria da centinaia di lavoratori dell’Alfa di Arese che hanno sottoscritto l’esposto-denuncia.Slai Cobas – coordinamento provinciale di Napoli – 7/2/2007
I Governi cambiano... miseria e sfruttamento restano immutati
IERI CONTRO BERLUSCONI
OGGI CONTRO PRODIIl governo Prodi, con questa finanziaria di 40 miliardi di euro, pur di portarsi sotto i parametri richiesti da Maastricht, non esita ad infliggere ai lavoratori e alle loro famiglie l’ennesima batosta.
Nonostante il forte recupero delle entrate registrato nel 2006, nessun settore viene risparmiato:
4,3 miliardi di tagli agli enti locali
3 miliardi dalla spesa sanitaria, con la reintroduzione del ticket sul pronto soccorso e l’aumento di 10 euro delle ricette per le visite specialistiche.
5 miliardi recuperati dal TFR dei lavoratori
5,3 miliardi di tagli sulla previdenza
2,83 miliardi sulla Pubblica amministrazione
Riduzione del personale nella scuola e nell’università.
Per far fronte ai tagli, gli Enti locali (Regioni e Comuni) aumenteranno l’addizionale IRPEF e l’ICI, ed introdurranno nuove tasse ed imposte. Lo stesso abbattimento del cuneo fiscale sarà a totale beneficio di imprese, industriali e banchieri ai quali sarà concesso lo sconto sull’Irap, mentre nessuno sconto verrà fatto ai proletari, i quali al contrario già pagano le conseguenze degli aumenti di luce, gas, petrolio e metano!
Intanto, CGIL, CISL e UIL hanno appena firmato un “memorandum d’intesa” per mettere mano alle pensioni già nel 2007; come se non bastasse, il 1 Luglio 2007 si compirà lo scippo del TFR di quei lavoratori che non hanno ancora scelto se aderire o meno ai fondi pensione privati: si è già aperta la gara tra INPS, Sindacati e Imprese per chi dovrà accaparrarselo.
Di fronte a tutto ciò, i partiti della cosiddetta “sinistra radicale”, PRC in testa, si configurano come i più tenaci sostenitori di Prodi e delle sue politiche, dimostrando così la loro totale subalternità agli interessi di Confindustria, del grande capitale dell’Europa dei banchieri e dell’alta finanza di cui questo governo si è fin dal primo momento fatto portatore. Coloro che fino a ieri si presentavano come i campioni del pacifismo non hanno esitato un istante a votare il finanziamento delle truppe d’occupazione in Afghanistan e a dar vita ad una nuova missione militare in Libano!
In sintesi, ciò che non è riuscito a portare a termine il governo Berlusconi sta riuscendo al Centrosinistra di Prodi, Fassino, Rutelli, Mastella e Bertinotti!
A queste politiche è necessario rispondere con la lotta: è urgente riprendere il confronto e il dibattito, per dar vita a una grande mobilitazione in occasione dello sciopero generale del 17 Novembre contro la finanziaria, ma anche e soprattutto per ricostruire una vera opposizione di classe a livello sociale, sindacale e politico.Prepariamo la partecipazione in massa allo sciopero generale del 17 novembre
Venerdì 27 Ottobre, ore 15.30
ASSEMBLEA PUBBLICA A NAPOLI
Presso l’Università Orientale, P.zzo Giusso, aula “2.1”Prime adesioni: SLAI-COBAS, Sindacato Lavoratori in Lotta, RdB- Federazione Regionale della Campania, Area Programmatica PROGETTO COMUNISTA, Progetto Comunista- ROL, Comitato dipendenti Comune di Napoli