COMUNICATO STAMPA
Sortino, tavolo tecnico per la stabilizzazione dei precari Asu
e per il pagamento degli arretratiStabilizzazione dei precari e pagamento di arretrati. Sono questi i temi affrontati nel corso del tavolo tecnico che si è svolto alcuni giorni fa fra le organizzazioni sindacali e l’amministrazione comunale di Sortino.
In merito Salvo Scuderi, coordinatore regionale dello Slai Cobas, rivolgendosi all’assessore al personale Vincenzo Sgandurra ha chiesto di conoscere la proposta definitiva di dotazione organica che l’amministrazione si era impegnata a predisporre nel precedente tavolo tecnico del 21 agosto scorso e ha richiesto delucidazioni sul pagamento degli arretrati contrattuali ai lavoratori Asu (ex Lpu).
L’assessore al personale Sgandurra risponde: «L’amministrazione si è impegnata ad assumere con contratto a tempo determinato tutti i lavoratori Lpu (lavori di pubblica utilità ) a marzo 2007». E con riguardo agli arretrati contrattuali afferma: «Il segretario comunale ha consigliato di concedere ai lavoratori che hanno lavorato oltre le venti ore settimanali dei riposi compensativi al posto del pagamento degli arretrati oppure di tralasciare le richieste di arretrati per percepire gli stipendi e i mandati futuri».
Ma le organizzazioni sindacali non ci stanno e definiscono la proposta dell’amministrazione “minacciosa e antisindacale”.
L’assessore al personale Sgandurra vanifica quanto detto e si sfoga: «Le responsabilità sul pagamento degli arretrati non sono attribuibili a me ma all’operato dell’ufficio personale». E rivolgendosi al capo dell’ufficio personale Vincenzo Salemi afferma: «Perché non ha mai provveduto al pagamento se erano somme spettanti?». Risponde Salemi che è anche rappresentate Cisl: «Gli arretrati spettano di diritto ai lavoratori tanto che sono già pronti i conteggi per il pagamento di tali somme». L’assessore Sgandurra rassicurato assicura che da parte dell’amministrazione non ci sarà ostacolo alcuno ed informa che in merito alla mancanza nell’ente dei profili tecnici di geometra, l’amministrazione cercherà di allargare i contratti a personale esterno.
Luigi Mangano, coordinatore provinciale dello Slai Cobas di Siracusa ribatte all’assessore Sgandurra: “Quanto detto non è tutto vero. Un dipendente di ruolo con qualifica di geometra è stato trasferito a ricoprire un posto di custode in una discarica del settore ecologia. Quindi se queste figure sono carenti e necessarie all’ente perché non si è provveduto a far rientrare il lavoratore in sede?”
Salvo Scuderi appoggia Mangano e propone all’amministrazione di investire sui lavoratori precari presenti nell’ente e disposti a partecipare a corsi di formazione o lauree brevi che successivamente potranno ricoprire i servizi richiesti per non danneggiare la stabilizzazione dei restanti lavoratori.
Mangano e il lavoratore Asu Gigliuto denunciano: “Non è possibile che per ogni problema che riguarda i precari si debba arrivare a discussioni e denunce” E rivolgendosi all’assessore Sgandurra e al capo del personale Salemi: “Chiediamo che come metodo di calcolo si utilizzi il contratto collettivo nazionale del lavoro”.
Mangano chiede anche chiarimenti sui lavoratori ex Parrocchia San Giuseppe, sballottati a destra e manca, e per i quali la Regione ha chiarito che l’ente utilizzatore è il Comune di Sortino.
Sgandurra e Salemi dichiarano, invece, di non potersi fare carico di questi lavoratori e di aver chiesto ulteriori chiarimenti alla Regione. Scuderi replica: “In questo modo vengono lesi i diritti di questi lavoratori e fino a quando la Regione non si pronuncerà vanno considerati lavoratori comunali Asu in diritti, doveri e dignità del lavoro”.
Infine Mangano invita l’amministrazione ad assumere a tempo indeterminato, nelle categorie A e B, i precari con la copertura dei posti vacanti in pianta organica. “E’ questa – afferma Mangano - un’occasione da non farsi sfuggire visto che il D.P.C.M. del 15 febbraio 2006 è al momento particolarmente vantaggioso”.
L’assessore Sgandurra è di tutt’altro avviso: “L’amministrazione impegna il personale a suo piacimento – afferma – e questa possibilità è riservata ad altri lavoratori”.
Quindi sfumata la possibilità di un’assunzione a tempo indeterminato, da parte dell’amministrazione unicamente l’impegno a stipulare contratti di diritto privato a tempo determinato per tutti a marzo 2007.
Sortino (SR) 27/12/2006.Il coordinatore regionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
COMUNICATO STAMPA
IL CONTRATTO A 24 ORE ENTRO L’ANNO
CONTINUA LA MOBILITAZIONE DEI PRECARI ASU E PUCNeanche la pioggia ha fermato la loro protesta. Oltre un migliaio di precari Asu (attività socialmente utili) e Puc (progetti di utilità collettiva) che prestano servizio presso gli enti locali siciliani hanno manifestato per tutta la mattinata a Palermo sotto la presidenza della regione siciliana. Dopo aver aspettato fino a tarda mattinata di poter incontrare il presidente della regione Salvatore Cuffaro, una delegazione sindacale è stata ricevuta dal vice presidente della regione Lino Leanza.
Il vice presidente Leanza ha riferito che ieri sera si è svolta una seduta di giunta regionale che ha portato all’emanazione di una delibera in cui si invita la Ragioneria Generale della Regione a reperire i fondi necessari per la stipula dei contratti per tutto il 2007e a stipulare i contratti a 24 ore per gli Asu e ad adeguare l’orario di lavoro da 18 a 24 ore per i Puc entro il corrente anno. Leanza ha anche assicurato che nella stessa delibera di giunta si invita l’assessore regionale al lavoro ad emanare gli atti propedeutici nel più breve tempo affinché la scadenza dell’anno in corso possa essere rispettata.
Intanto il prossimo appuntamento è per martedì 28 novembre, data in cui si riunirà nuovamente la giunta regionale con il preciso compito di reperire i fondi necessari dal 2007 al 2010. Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle ore 15,00, a Palermo presso il Centro per l’Impiego si svolgerà una riunione a cui parteciperanno la giunta regionale, l’Anci, i responsabili degli uffici provinciali del lavoro, sei delegati dei precari e il dirigente dell’assessorato regionale al lavoro Gaspare Lo Nigro.
“Restiamo in attesa di conoscere - dichiara Orazio Calì dell’esecutivo nazionale dello Slai Cobas – quale sarà il nostro futuro. Ma manteniamo lo stato di agitazione fino al prossimo martedì in relazione all’esito della riunione di giunta. Dopo tante promesse disattese, leggi e decreti pubblicati e non applicati aspettiamo solo i fatti. E’ finito il tempo di credere alle parole!”.
“Non fermeremo la nostra protesta – aggiunge Salvo Scuderi coordinatore regionale dello Slai Cobas - fino a quando non stipuleremo il contratto a 24 ore. E questo deve avvenire entro quest’anno”.Catania 22/11/2006
Per l’esecutivo nazionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
COMUNICATO STAMPA
MERCOLEDI’ 22 NOVEMBRE SCIOPERO
DEI PRECARI ASU E PUC
A PALERMO SOTTO LA PRESIDENZA DELLA REGIONETornano a scioperare. Sono i precari Asu (attività socialmente utili) e Puc (progetti di utilità collettiva) che prestano servizio presso gli enti locali siciliani.
Hanno indetto uno stato di mobilitazione permanente da venerdì 17 novembre.
Il prossimo mercoledì (22 novembre) sciopereranno a Palermo sotto la Presidenza della Regione Siciliana. «Ora basta!» E’ il grido disperato della categoria delusa da false promesse elettorali del Governo Regionale. «La tanto attesa stabilizzazione dei precari - afferma Orazio Calì dell’esecutivo nazionale dello Slai Cobas – si è rivelata un gigantesco bluff elettorale». «Il presidente della regione Salvatore Cuffaro e l’assessore regionale al lavoro Pippo Scalia – dice Salvo Scuderi, coordinatore regionale dello Slai Cobas - hanno considerato carta straccia la scadenza del 16 novembre, le leggi, le circolari e i decreti». Governo regionale, forze politiche che lo sostengono e loro galoppini dopo aver costruito parte della campagna elettorale sulla promessa di una stabilizzazione si sono rifugiati nel più assoluto silenzio negando qualsiasi contatto alla categoria che chiede di incontrarli dallo scorso luglio.
La promessa della stipula di contratti a 24 ore per gli Asu e l’adeguamento dell’orario di lavoro da 18 a 24 ore per i Puc è diventata un miraggio lontano e dai contorni sempre più incerti. “Continuano a prenderci in giro – aggiunge Calì – e ora spunta anche la questione della mancanza di fondi per la copertura finanziaria dei decreti assessoriali”.
E’ arrivato il momento di dire basta! “Al governo - aggiunge Scuderi – chiediamo il rispetto degli impegni presi e l’applicazione integrale e subito della legge regionale n° 16 del 2006, oltre ad un piano che porti alla definitiva stabilizzazione”.Catania 20/11/2006.
Per l’esecutivo nazionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
ORA BASTA!
La tanto attesa stabilizzazione per i precari che prestano servizio negli Enti Locali siciliani diventa un miraggio lontano e dai contorni sempre più incerti.
La scadenza del 16 novembre, legge, circolari e decreti per il Governatore Cuffaro e l’Assessore Scalia sono solo carta straccia.
L’intera operazione si presenta come un gigantesco bluff elettorale, il Governo regionale, le forze politiche che lo sostengono, ed i loro galoppini, che sulla “presunta” stabilizzazione hanno costruito una parte della campagna elettorale stanno in assoluto silenzio.
Silenzio che non viene di certo rotto né dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori né tanto meno dalle forze politiche di minoranza all’ARS.Lo SLAI COBAS dando seguito ai presidi indetti il 10 novembre sotto le Prefetture
INDICE
a partire da venerdì 17 novembre lo stato di mobilitazione permanente della categoria proponendo di realizzare azioni di lotta nelle singole realtà;
una manifestazione regionale per mercoledì 22 novembre a Palermo sotto la Presidenza della Regione siciliana;
PER CHIEDERE
Il rispetto degli impegni presi e l’applicazione integrale, da subito, della l.r. 16/2006
Un piano che porti alla definitiva stabilizzazione.
SLAI Cobas Sicilia
MOBILITIAMOCI ORA!
La tanto attesa stabilizzazione per i precari Asu (attività socialmente utili) e Puc (progetti di utilità collettiva) che prestano servizio negli enti locali siciliani diventa un miraggio lontano e dai contorni sempre più incerti.
La legge regionale n° 16 del 14 aprile 2006, seguita da due circolari attuative (le n° 70 e 71), e lo stesso decreto del 28 settembre 2006 non trovano concretizzazione nonostante i tempi in essa stabiliti il 1° luglio 2006 per la stipula di contratti a 24 ore settimanali per gli Asu e l'adeguamento dell'orario di lavoro, da 18 a 24 ore ore, per i Puc siano abbondantemente trascorsi.
Il decreto che dovrebbe autorizzare l’incremento di ore per il PUC ad oggi nessuno sa che fine abbia fatto.
I precari dallo scorso mese di luglio chiedono di incontrare il Presidente della Regione Salvatore Cuffaro e l'Assessore regionale al lavoro Pippo Scalia, ma invano.Forse hanno paura di incontrarci .
perché non sanno come giustificarsi?E’ GIUNTA L’ORA DI MOBILITARCI
LUNEDI’ 06 NOVEMBRE 2006 - DALLE ORE 10.00 PRESIDI SOTTO LE PREFETTURE DI PALERMO, CATANIA, MESSINA, SIRACUSA, RAGUSA, ENNA, CALTANISSETTA, AGRIGENTO, TRAPANI
PER CHIEDERE L’INTERVENTO DEI PREFETTI PRESSO IL GOVERNO REGIONALE AL FINE DI OTTENERE L’APPLICAZIONE DELLA L.R. 16/2006
PER INIZIARE A PREPARARE UN PIANO DI MOBILITAZIONI E UNA MANIFESTAZIONE UNITARIA REGIONALE
SLAI COBAS SICILIA
Sede regionale Sicilia: via Cerere 4 / 95128 Catania cell. 3381717852 fax 095-965786 email slaicobassicilia@virgilio.it
STABILIZZAZIONE: STORIA DI UN BLUFF
Cronaca di un bluff. La tanto attesa stabilizzazione per i precari Asu (attività socialmente utili) e Puc (progetti di utilità collettiva) che prestano servizio negli enti locali siciliani diventa un miraggio lontano e irraggiungibile. La legge regionale n° 16 del 14 aprile 2006, seguita da due circolari attuative (le n° 70 e 71), non trova attuazione nonostante i tempi in essa stabiliti – il 1° luglio 2006 per la stipula di contratti a 24 ore settimanali per gli Asu e l’adeguamento dell’orario di lavoro, da 18 a 24 ore ore, per i Puc – siano abbondantemente trascorsi. «Si tratta di una legge già finanziata», dice Orazio Calì dell’esecutivo nazionale dello Slai Cobas. «Non si capisce - aggiunge Calì – il motivo di questo ritardo a meno che non si voglia continuare a prenderci in giro portando avanti una beffa pre - elettorale».
I precari dallo scorso mese di luglio chiedono di incontrare il presidente della regione Salvatore Cuffaro e l’assessore regionale al lavoro Pippo Scalia, ma invano. «Non ci degnano neanche di darci un appuntamento. – dice il coordinatore regionale dello Slai Cobas Salvo Scuderi - Ma perché questi dinieghi. Forse hanno paura di incontrarci perché non sanno come giustificarsi?». Che il ritardo nell’attuazione della legge sulla stabilizzazione non sia più in alcun modo scusabile lo conferma anche l’avvenuta trasmissione alla regione, un paio di settimane fa, delle graduatorie stilate dagli uffici provinciali del lavoro. Ad aggravare ancor di più il clima di beffa l’approvazione lo scorso 26 settembre di un decreto a firma dell’assessore al lavoro Scalia con cui venivano stanziati 121 milioni e mezzo di euro, sufficienti per un anno, per la stipula di contratti a 24 ore settimanali per 7.593 precari. Decreto non ancora pubblicato nella gazzetta ufficiale e quindi non attuabile. E sul punto i toni di Calì si fanno più duri: «L’assessore al lavoro ha preso in giro i precari buttando solo fumo negli occhi. Le ipotesi sull’assessore Scalia sono due: o non ha alcun peso all’interno della giunta dove il comando spetta esclusivamente al presidente Cuffaro; oppure sconosce del tutto la materia declamando in pompa magna una sorta di stabilizzazione che poi vera stabilizzazione non è in quanto trattasi di contratti a tempo determinato della durata di cinque anni e a 24 ore settimanali molto lontani dal tempo pieno, con l’approvazione di un decreto che resta solo sulla carta».
Sta di fatto, comunque che a farla da padrona sono ormai l’incertezza e il caos. Si vocifera anche che tra le cause della mancata attuazione della legge regionale n° 16 peserebbe come una pesante scure anche la promessa, fatta da qualcuno in campagna elettorale, ai precari stabilizzati per cinque anni e a 36 ore settimanali negli enti regionali. “Prima l’aumento di categoria da A a B per i contratti dei regionali e poi la stipula di contratti per i precari degli enti locali”, avrebbero promesso. Calì sbotta: «E’ inammissibile che una semplice promessa, che è un niente di fatto, possa bloccare l’attuazione di una legge approvata e pubblicata. Non dimentichiamo che ci sono lavoratori che aspettano da diciotto anni un minimo di cambiamento». I precari non hanno più tempo da perdere: “Se non arriveranno risposte concrete entro qualche giorno – annuncia Scuderi – riprenderemo le nostre battaglie a suon di scioperi e di occupazioni!”.Catania 08/10/2006.
Per l’esecutivo nazionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
SORTINO, INSEDIATO TAVOLO TECNICO
PER LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARISi è insediato a Sortino, in provincia di Siracusa, il tavolo tecnico tra le organizzazioni sindacali e l’amministrazione comunale per la stabilizzazione dei precari Asu (attività socialmente utili), provenienti dal bacino degli ex Lpu, ex art. 23, ex Cooperativa Sociale Parrocchia San Giuseppe.
Orazio Calì, coordinatore nazionale dello Slai Cobas, dopo aver fatto una panoramica della situazione legislativa regionale ha analizzato il D.P.C.M. del 15/02/2006 (Disposizioni in materia di assunzioni) che limita le assunzioni nella Pubblica Amministrazione e ha detto: «Questo decreto è derogato dalle leggi regionali vigenti e non pone un limite numerico ma solo di spesa alla stipula di contratti di diritto privato a tempo indeterminato per il personale Asu presente nell’ente. Inoltre con riguardo ai contratti a tempo deteminato la Legge Regionale n° 21/2003 è superata dalla Legge Regionale n° 16 del 2006». Calì ha chiesto all’amministrazione comunale di stabilire i tempi per la presentazione di una proposta di dotazione organica con l’indicazione dei profili che si intendono coprire con il personale precario a disposizione dell’ente. Ed ha aggiunto: «Solo una proposta complessiva che tenga conto non solo dei precari ma anche dei dipendenti di ruolo per eventuali concorsi interni è la base per una programmazione seria che eviti scontri tra i lavoratori e le organizzazioni sindacali di categoria».
L’assessore al personale del Comune di Sortino Vincenzo Sgandurra ha comunicato l’intenzione dell’amministrazione comunale di allargare a profili tecnici (geometri) non presenti nell’ente i contratti di diritto privato da stipulare ai sensi della Legge Regionale n° 16 garantendo i contratti agli ex articolisti presenti nell’ente.
Calì ha controbattuto: «Pur condividendo lo spirito dell’amministrazione comunale a voler stipulare ulteriori contratti, bisogna evitare di compromettere la stabilizzazione dei lavoratori ex Lpu ed ex Parrocchia per i quali in base alla Legge Regionale n° 16 la stipula dei contratti è prevista a partire dal mese di marzo 2007. Il consiglio è quindi quello di cercare di non attuare spese superiori al previsto che pregiudichino a marzo 2007 la stipula dei contratti ai restanti lavoratori Asu. L’amministrazione comunale deve inoltre presentare una proposta definitiva».
Luigi Mangano, rappresentante locale dello Slai Cobas ha approfittato per chiedere all’amministrazione comunale il pagamento degli arretrati contrattuali al personale precario che ha effettuato ore integrative negli anni 2004, 2005 e 2006 con l’adeguamento in busta paga e l’indicazione degli aumenti, indennità, qualifica professionale ed ore. Il tutto per permettere al lavoratore di conoscere con certezza e trasparenza il proprio sussidio.
L’assessore Sgandurra ha assunto l’impegno a presentare al prossimo tavolo tecnico, ed entro il mese di settembre 2006, la proposta complessiva e definitiva dell’amministrazione comunale. Con riguardo ai pagamenti degli arretrati ha dichiarato che l’amministrazione si è già attivata e che dovrebbero essere corrisposti al più presto.
Catania 04/09/2006.Per l’esecutivo nazionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
COMUNICATO STAMPA
DA DUE MESI SI ASPETTA UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CUFFARO E L’ASSESSORE REGIONALE AL LAVORO SCALIA.
NESSUNA RISPOSTA: SI TORNA A CHIEDERE UN INCONTRO. ALTRIMENTI SI TORNA IN PIAZZANessun riscontro, dopo due mesi, alla richiesta di incontro con il presidente della Regione Salvatore Cuffaro e l’assessore regionale al Lavoro Giuseppe Scalia. «Già a luglio – spiega Orazio Calì dell’esecutivo nazionale dello Slai Cobas era stato richiesto un incontro urgente con il neo assessore al lavoro e il Presidente della Regione per capire il perché del ritardo nell’attuazione della Legge Regionale n° 16 del 14 aprile 2006 (e conseguenti circolari Assessoriali nn. 70 e 71), che prevedeva a partire dal 1° luglio 2006, la stipula di contratti di diritto privato a ventiquattro ore settimanali per gli Asu (i lavoratori impegnati in attività socialmente utili) e l’adeguamento a ventiquattro ore settimanali dell’orario di lavoro dei Puc cioè dei precari impegnati in progetti di utilità collettiva». La scadenza prefissata risulta abbondantemente trascorsa e ad oggi nessun contratto è stato stipulato e nessun adeguamento contrattuale è avvenuto.
«Questo ritardo è solo a scapito dei lavoratori – aggiunge Salvo Scuderi, coordinatore regionale dello Slai Cobas – costretti ad una vita di precariato da ben diciotto anni per i quali non è più tempo di poter aspettare ancora».
Tante le telefonate di sollecito fatte a Palermo ai vari uffici regionali, ma tutte senza esito, rimbalzando da un telefono all’altro. Ad oggi nessuna data certa per l’avvio dei contratti.
«Per avere un incontro con il Presidente e l’Assessore - sbotta Calì - dobbiamo forse scendere nuovamente in piazza? Se entro breve tempo non ci daranno risposta non esiteremo a farlo. Ma ciò ci amareggia. Pensavamo di dover riprendere la lotta per far migliorare la legge e non per avere un semplice incontro con le autorità preposte».
«Passato il periodo delle elezioni – aggiunge Scuderi – tutti sembrano essersi dimenticati di noi e ciò non è ammissibile. Nessuno può permettersi di giocare sulla nostra pelle».
Catania 04/09/2006.Per l’esecutivo nazionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
COMUNICATO STAMPA
La Cgil muove pesanti contestazioni
lo Slai amareggiato preferisce non raccogliere le provocazioni«Siamo molto sorpresi delle contestazioni mosse nei nostri confronti dalla Cgil, ma preferiamo non raccogliere le provocazioni», dice Orazio Calì dell’esecutivo nazionale dello Slai Cobas. Il riferimento è alle dichiarazioni fatte da Enrico Tamburella, responsabile della Cgil, e da Nello Cavarra pubblicate sui quotidiani “La Sicilia” e “Gazzetta del Sud” del 18 luglio 2006 che testualmente recitano: Il rappresentante dei Cobas ha fatto una richiesta demagogica e strumentale chiedendo l’assunzione a tempo indeterminato degli otto lavoratori Lpu (lavoratori di pubblica utilità) che prestano servizio al Comune di Sortino”, in provincia di Siracusa, definendo, inoltre, l’assunzione a tempo indeterminato, proposta dallo Slai Cobas, “quanto mai improbabile”.
“Da parte nostra – aggiunge Calì – non c’è stata alcuna interpretazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 febbraio 2006 ma solo una richiesta a porre fine all’annoso problema del precariato, adoperandosi a tutti i livelli, dal sindaco agli organi regionali, per trovare una soluzione di vera stabilizzazione per questi precari”. Anche di recente in tanti altri Comuni siciliani molte amministrazioni comunali hanno provveduto ad assumere i propri precari a tempo indeterminato. Non va inoltre dimenticato che i lavoratori socialmente utili sono disciplinati da leggi speciali e quindi spesso si applica una deroga alle normative generali. “
E con riguardo alle accuse mosse allo Slai Cobas insorge Luigi Mangano, coordinatore provinciale dello Slai Cobas di Siracusa: «Non tolleriamo questo tipo di critiche considerato che la Cgil è stata sempre assente e non si è mai occupata del problema del precariato». Mangano chiarisce ancora: «Non c’è mai stato alcun accordo tra gli operai Lpu e la Cgil circa la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato, per cinque anni, anzi tutti i lavoratori dopo le false promesse dei sindacati e dell’amministrazione comunale hanno chiesto al sindaco di seguire la vicenda di persona. E a tal proposito va chiarito che sono stati i lavoratori, e non la Cgil, a prendere un appuntamento col dirigente della regione, dottor Sapienza, per avere lumi sulla vicenda e lì abbiamo appreso dell’intenzione di stipulare contratti per cinque anni». «Da qui – aggiunge Mangano – soddisfatti a metà abbiamo proceduto alla costituzione dello Slai Cobas e i lavoratori hanno disdetto il tesseramento alla Cgil e hanno aderito allo Slai». «E la Cgil – dice ancora Mangano – che è sempre stata dormiente ora che fa? Si risveglia e comincia ad attaccare. Il rappresentante aziendale Cgil, Nello Cavarra, si è permesso di umiliare in malo modo i lavoratori Lpu, in presenza di dipendenti ed autorità del Comune. Da quanto detto - chiarisce Mangano – si capisce con che tipo di persone abbiamo a che fare».
«Lo Slai Cobas – aggiunge Salvo Scuderi coordinatore regionale dello Slai Cobas - sindacato formato dai lavoratori e per i lavoratori non soggiace a nessuna logica di potere gerarchico e persegue l’unico intento di tutelare i lavoratori e di arrivare alla loro stabilizzazione. Intento che persegue per tutti i precari in forza nei Comuni, nelle parrocchie e per gli Lpu. Chiede incontri con le varie amministrazioni comunali per arrivare ad una stabilizzazione dei precari e invita al tavolo della discussione tutte le forze politiche e sindacali. E’ grave il comportamento del rappresentante sindacale della Cgil e si sta valutando la possibilità di sporgere nei suoi confronti una denuncia cautelativa»Catania 20/07/2006.
Per l’esecutivo nazionale dello Slai Cobas
(Orazio Calì)
COMUNICATO STAMPA
SORTINO, GLI 8 LPU CHIEDONO
UN LAVORO A TEMPO INDETERMINATOUn lavoro a tempo indeterminato. La richiesta proviene dagli otto lavoratori precari Lpu (lavori di pubblica utilità), oggi Asu (attività socialmente utili), che prestano servizio al Comune di Sortino, in provincia di Siracusa. L’argomento è stato al centro di una riunione organizzata dal sindacato di base Slai Cobas qualche giorno fa nel Comune di Sortino. Presenti Orazio Calì, dell’esecutivo nazionale dello Slai Cobas, Vincenzo Sgandurra, assessore al personale del Comune di Sortino, Vincenzo Salemi, funzionario dell’ufficio personale del Comune, Salvatore Gigliuto, consigliere comunale dell’UDC. Nel corso del dibattito ha preso la parola il consigliere Gigliuto che a nome del sindaco, assente all’ultimo momento, ha comunicato lo stanziamento di 150 mila euro sul bilancio 2006 per la stabilizzazione degli Asu presenti nel Comune. L’intenzione di procedere alla stabilizzazione è stata anche confermata dall’assessore Sgandurra. L’UDC, dal canto suo, ha presentato in consiglio un emendamento volto all’assunzione a tempo indeterminato degli otto Lpu.
Qualche contrasto tra i lavoratori, da una parte, e il Comune, dall’altra, in ordine all’interpretazione da dare al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 febbraio 2006. Il Comune vi ha ravvisato la possibilità si fare assunzioni entro il limite del 25% delle cessazioni dal lavoro in un triennio di riferimento (2005 – 2006 – 2007). Calì ha criticato l’interpretazione data alla normativa dal Comune dicendo: «Un’interpretazione un po’ forzata e che quand’anche fosse così potrebbe essere superata predisponendo contratti di assunzione a tempo indeterminato a 18 ore settimanali».
Intanto i precari che prestano servizio al Comune di Sortino (41 ex articolisti, 20 ex parrocchia e 8 Lpu) sono in stato di agitazione. Il motivo? «Alle promesse del Comune sulla stabilizzazione – spiega Luigi Mangano, lavoratore Lpu al Comune di Sortino – non sono seguiti i fatti».
I precari hanno chiesto l’attivazione di un tavolo tecnico con il sindaco di Sortino per verificare qual è la vera intenzione del Comune. «E’ necessario che il Comune venga allo scoperto, e dica una volta per tutte cosa intende fare, altrimenti – annunciano – faremo scioperi e blocchi stradali».Sortino 14/07/2006.
Per l’esecutivo nazionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
COMUNICATO STAMPA
APRE AD ALCAMO UNA SEDE DELLO SLAI COBAS
E’ stata inaugurata, questa mattina, ad Alcamo in via Tenente Fundarò n° 11, una sede dello Slai Cobas.
Sono intervenuti Salvatore Brucia, del coordinamento nazionale dello Slai Cobas, Orazio Calì dell’esecutivo nazionale e Salvo Scuderi del coordinamento regionale.Alcamo 14/07/2006.
Per l’esecutivo nazionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
COMUNICATO STAMPA
SOLIDARIETA’ AI GIORNALISTI
DELL’EMITTENTE TELEVISIVA TELECOLOR«Piena solidarietà ai nove giornalisti di Telecolor che rischiano di essere licenziati ». A manifestarla è Orazio Calì dell’esecutivo nazionale dello Slai Cobas. La rottura delle trattative tra l’azienda Telecolor e la redazione giornalistica desta grande preoccupazione. Il paventato pericolo di licenziare nove giornalisti sarebbe di grande nocumento in una terra in cui si avverte l’esigenza di un pluralismo di informazione e di obiettività e grande è la sete di informazione. Telecolor è una voce autorevole dell’informazione siciliana. Una voce libera che da sempre si è contraddistinta per stile ed autorevolezza.
Nei suoi trent’anni di attività ha raccontato la storia e le vicende della nostra terra. L’intento dell’azienda di licenziare i nove giornalisti rischia di depauperare un patrimonio di esperienza.
Lo Slai Cobas difende a spada tratta il lavoro e il diritto a poterlo mantenere in chi un lavoro ce l’ha ma rischia di perderlo. Così come la libertà d’informazione. «Siamo vicini ai lavoratori – aggiunge Calì – non solo formalmente ma anche con i fatti. Piena disponibilità, infatti, a partecipare ad un prossimo eventuale tavolo delle trattative e ad incontrare gli stessi lavoratori».Catania 27/06/2006.
Per l’esecutivo nazionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
COMUNICATO STAMPA
APPOGGIO AI 3.500 LAVORATORI DEI CALL CENTER CATANESI
«Pieno appoggio e solidarietà alla lotta per i diritti dei 3.500 lavoratori dei call center». A parlare così è Orazio Calì dell’esecutivo nazionale dello Slai Cobas, sindacato che ieri pomeriggio con una sua delegazione ha partecipato, appoggiandola, alla marcia di sostegno ai telefonisti dei 30 call center catanesi. Il corteo dei telefonisti è partito dalla Villa Bellini di Catania e ha fatto tappa in Prefettura.
I telefonisti sono impegnati con forme di contratti precarizzanti fra cui i Lap (contratti a progetto), per la maggior parte dei casi. Da qui queste iniziative di protesta di ieri volte a superare la precarietà.
«E’ necessario - aggiunge Salvo Scuderi del coordinamento regionale dello Slai Cobas – fare fronte comune contro la precarietà in un’ottica di rafforzamento ed estensione della lotta contro la precarietà».
«Le condizioni di lavoro dei lavoratori dei call center – dice Calì - sono il risultato dell’applicazione delle norme del pacchetto Treu e della Legge 30, gli strumenti principali per precarizzare tutti i lavori anche grazie alla loro continua applicazione nei vari contratti nazionali».
Una battaglia, quella di ieri, volta rivendicare anche i diritti sindacali dei telefonisti come il diritto di assemblea e di rappresentanza, finora negati, che hanno costretto i lavoratori a dover eleggere i propri rappresentanti sindacali in strada. E’ stata, infatti, negata l’autorizzazione ad utilizzare il cortile aziendale per lo svolgimento di un’assemblea per l’elezione dei rappresentati sindacali. Un assurdo.Catania 16/06/2006
Per l’esecutivo nazionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
COMUNICATO STAMPA
Incontro con il direttore e un dirigente dell’Ufficio Provinciale del Lavoro di Catania
per uniformare l’interpretazione della legge sulla stabilizzazione dei precariUn incontro con il direttore e un dirigente dell’Ufficio Provinciale del Lavoro di Catania. E’ stato richiesto ed ottenuto dai rappresentanti sindacali dello Slai Cobas venerdì mattina.
Il coordinatore regionale dello Slai Cobas Orazio Calì e Salvo Scuderi sono così stati ricevuti dal direttore dell’Ufficio Provinciale del Lavoro di Catania Mario Grech e dal dirigente Domenico Amich.
Motivo dell’incontro l’esigenza di sciogliere i dubbi interpretativi della Legge Regionale n° 16 del 14 Aprile 2006 sulla stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e delle circolari 70/2006AG e 71/2006AG. «La legge e le circolari non sono molto chiare – dice Orazio Calì - e gli enti utilizzatori non sanno come muovere i primi passi. Il tutto sempre a spese dei lavoratori che dopo oltre diciassette anni di precariato non possono aspettare ancora».
Il direttore Grech si è mostrato disponibile a chiedere all’assessorato Regionale al Lavoro una serie di chiarimenti anche sull’interpretazione delle singole norme della legge sulla stabilizzazione per evitare comportamenti contrastanti tra i vari enti utilizzatori di lavoratori socialmente utili.
«Passate le elezioni – dice Calì – i politici hanno mollato la questione della stabilizzazione». Ed ancora Calì va all’attacco: «Finita la campagna elettorale e le speculazioni elettorali chiediamo che vanga dato seguito alle promesse fatte».
Rilevata prioritariamente la necessità di individuare gli enti presenti sul territorio provinciale disponibili ad assorbire i lavoratori Asu (attività socialmente utili) che resterebbero fuori dal processo di stabilizzazione degli enti locali.
Calì rivolge un appello ai lavoratori: «Chiamiamo all’appello tutti i lavoratori per vigilare sui tempi di attuazione della legge n° 16. Altrimenti se la situazione non dovesse sbloccarsi si invitano i lavoratori a tornare in piazza. Si preannuncia un autunno caldo!»
Catania 11/06/2006.Il coordinatore regionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
Comunicato stampa
LA LOTTA PAGA!
La legge sulla stabilizzazione dei precari Asu, Puc e contrattualizzati per cinque anni degli enti locali approvata dall’Ars non è da considerarsi certamente risolutiva del problema del precariato, infatti, oltre ad essere un chiaro provvedimento rattoppato dell’ultimo momento, continua a mantenere una chiara disparità di trattamento con i colleghi regionali.
La prospettiva di un contratto a ventiquattro ore per Asu e Puc per gli ultimi sei mesi del 2006 non scrive la parola fine al precariato per una categoria di lavoratori costretta a subire vessazioni, strumentalizzazioni e ricatti quotidiani da ben diciassette anni, senza alcuna certezza per il futuro e, nel caso degli Asu, anche senza alcuna contribuzione previdenziale.
Si è ben lontani da quanto declamato dal Governo Regionale che si era impegnato a risolvere definitivamente il problema dei precari in Sicilia. La legge divide inoltre la platea dei lavoratori precari e alcuni, gli Lpu e i contrattualizzati per cinque anni (questi ultimi inclusi con un emendamento voluto dallo Slai Cobas su mandato dell’assemblea dei lavoratori tenutasi a Enna), vengono inseriti nella parte programmatica della legge a partire dal 2007.
Tuttavia questa legge, frutto di tante lotte portate avanti dalle lavoratrici e dai lavoratori, rappresenta un primo punto di partenza su cui proseguire le future battaglie per la rivendicazione di una stabilizzazione.
L’unica certezza è che per la prima volta non bisogna dire grazie a nessuno tranne che alla lotta di tante donne e tanti uomini che in questi mesi contro tutti (Governo regionale, amministrazioni locali) e abbandonati dalle storiche sigle sindacali, con forza e determinazione (occupazioni, blocchi stradali, manifestazioni) hanno riportato l’attenzione su questo dimenticato problema, mettendo con le spalle al muro il Governo regionale e costringendolo ad adottare delle misure anche se insufficienti.
Le lotte non sono certamente finite, bisognerà nei prossimi giorni organizzarsi per fare applicare questa legge dai singoli enti riuscendo a garantire fino all’ultima lavoratrice ed all’ultimo lavoratore. E’ necessario, inoltre, organizzarsi in modo strutturato e permanente per far sì che dall’indomani dell’insediamento del nuovo Presidente della Regione (chiunque esso sia ed a qualsiasi schieramento politico esso appartenga) si possa manifestare sin da subito la nostra indisponibilità a fare sconti ad alcuno e la determinazione nel portare avanti la nostra lotta fino alla risoluzione definitiva della vertenza.
Crediamo che bisogna fare tesoro di questa esperienza (nata, per servirsi di un termine ironico spesso usato in questi mesi, come Sindacato di necessità), che ha dimostrato che autorganizzarsi non solo è possibile ma anzi, liberandoci dai giochi di potere, dalle strumentalizzazioni e dalla demagogia, si può riuscire ad ottenere risultati; crediamo, infine, che bisogna investire nuove energie per coinvolgere quanti più lavoratrici e lavoratori nella costruzione del sindacato di base in modo da poter mobilitare in futuro la categoria, quando serve, in tempi veloci in tutte le realtà siciliane e soprattutto con percorsi partecipati e condivisi.31/3/2006
Slai Cobas Sicilia
Slai Cobas Sicilia - via Cerere, 4 – 95128 CATANIA fax: 095-965786 email: slaicobassicilia@virgilio.it
Orazio Calì (coordinatore regionale) 3381717852 – Salvo Scuderi 3282895595
Bartolo Presti (ME) 3470319748 – Lella Rinaldi (ME) 3488747605 - Claudio (SR) 3356508609
Nuccio Rizzo (CT) 3334800753 – Nino Di Giuseppe (PA) 3287450958
Saverio Ferrito (TP) 3472518150 –Mimma Zinna (EN) 3383194991
Rosa Maria Scibetto (PA) 3284748812 - Maria Enza Amico (CL) 3298471274
Aurelio Sciacchitano (AG) 3343093385 – Enzo Madonna (AG) 3286678861
COMUNICATO STAMPA
LA LEGGE SULLA STABILIZAZIONE, UN PRIMO PUNTO DI PARTENZA«La legge sulla stabilizzazione dei precari Asu (attività socialmente utili), Puc (progetti di utilità collettiva) e contrattualizzati per cinque anni, approvata ieri sera all’Ars, - dicono Orazio Calì e Salvo Scuderi dello Slai Cobas- non è del tutto soddisfacente perché non è risolutiva del problema del precariato».
La prospettiva di un contratto a ventiquattro ore per Asu e Puc per gli ultimi sei mesi del 2006 non scrive la parola fine al precariato per una categoria di lavoratori costretta ad una vita da precari da ben diciassette anni, senza alcuna certezza per il futuro e, nel caso degli Asu, anche senza alcuna contribuzione a fini previdenziali e assicurativi.
Si è ben lontani da quanto da più parti declamato dal Governo Regionale che si era impegnato a risolvere definitivamente il problema precari in Sicilia. La legge divide inoltre la platea dei lavoratori precari e alcuni, gli Lpu e i contrattualizzati per cinque anni, vengono inseriti nella parte programmatica della legge con la prospettiva di un contratto a 24 ore settimanali, ma a partire dal 2007.
Tuttavia questa legge, frutto di tante lotte portate avanti dai lavoratori, può rappresentare un primo punto di partenza su cui proseguire le future battaglie per la rivendicazione di una stabilizzazione vera già all’indomani dall’insediamento del nuovo presidente della Regione, qualunque esso sia.
La battaglia proseguirà fino a quando non ci sarà più un solo precario da stabilizzare.
Catania 25 marzo 2006Il coordinatore regionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
SCIOPERO MARTEDI’ 21 MARZO 2006 A PALERMO
I lavoratori Asu (attività socialmente utili), Puc (progetti di utilità collettiva) e contrattualizzati per cinque anni degli enti locali siciliani torneranno a scioperare il prossimo martedì 21 marzo a Palermo, davanti il Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.
Ieri sera, dopo tante sedute andate a vuoto, la Commissione Bilancio ha finalmente approvato la copertura finanziaria del disegno di legge sulla stabilizzazione dei precari assegnando la somma di circa 40 milioni di euro. Tale stanziamento permetterà la stipula fino al dicembre 2006 di contratti di diritto privato a 24 ore per gli Asu e i Puc.
«Un primo risultato positivo - dice Orazio Calì - che ci fa tirare un piccolo sospiro di sollievo, ma ancora poco rispetto a quello che era stato promesso dal governo che in un primo momento aveva parlato di contratti a 24 ore per tutta la categoria e per cinque anni. Non dimentichiamo che il disegno di legge ha ottenuto coperta finanziaria fino al prossimo dicembre; e poi cosa accadrà? Una soluzione parziale che lascia fuori una fetta di lavoratori precari; e che non ci consente assolutamente di poter abbassare la guardia».
Lo sciopero di martedì servirà quindi per vigilare sull’approvazione del disegno di legge; per chiedere al governo di migliorare in sede di approvazione tutte le parti migliorabili della legge in modo da arrivare ad ottenere contratti di lavoro vero per tutti (Asu, Puc e contrattualizzati per cinque anni); cosa che al momento l’attuale disegno di legge non garantisce a nessuno.
Il prossimo Governo Regionale dovrà mettere al primo punto del proprio programma il miglioramento di questo disegno di legge.
«Chiediamo anche - aggiungono Calì e Salvo Scuderi dello Slai Cobas - di poter partecipare ai lavori dell’aula per vigilare attentamente sul comportamento dei deputati chiamati ad approvare il disegno di legge e capire chi vota a favore e chi vota contro».
Allo sciopero hanno dichiarato di aderire oltre allo Slai Cobas, il Diccap Sulpm, il coordinamento dei precari, il Codires e i sindacati confederali.
Catania 17 marzo 2006Il coordinatore regionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
COMUNICATO STAMPA
A VUOTO ANCHE LA COMMISSIONE BILANCIO DI IERIE’ saltata anche ieri la commissione bilancio all’Ars perché il governo non si è presentato.
“Siamo stanchi di queste continue prese in giro – dice il coordinatore regionale dello Slai Cobas Orazio Calì -, non si può giocare e strumentalizzare le sorti di una categoria di lavoratori (i precari Asu, Puc e contrattualizzati per cinque anni) che da diciassette anni vive in condizione di assoluto precariato». Un appello ai Deputati viene da Saverio dello Slai Cobas di Alcamo: «I deputati di maggioranza e opposizione che dicono di sostenere la nostra causa, diano un segnale chiaro non solo a parole ma anche passando a gesti eclatanti di disobbedienza civile come l’occupazione ad oltranza della commissione bilancio fino a quando non si darà copertura finanziaria alla legge».
«Il disegno di legge sulla stabilizzazione dei precari, in esame all’Ars, - aggiungono Calì e Salvo Scuderi dello Slai Cobas- non è del tutto soddisfacente perché non è risolutivo del problema e soprattutto perché lascia fuori pezzi di lavoratori ex art. 23 della legge 67/88. Ma può rappresentare un punto di partenza a condizione che i lavoratori esclusi siano quanto meno inseriti nella parte programmatica della legge».
Ai lavoratori non è rimasto altro che tornare in piazza a scioperare.
Lo sciopero riprenderà a partire dai primi giorni della prossima settimana orientativamente a partire da martedì prossimo 21 marzo.
L’appuntamento è a Palermo, davanti al Palazzo dei Normanni sede dell’Assemblea Regionale Siciliana per rivendicare con forza l’approvazione definitiva del disegno di legge sulla stabilizzazione.
Allo sciopero hanno deciso di aderire i sindacati Slai Cobas, Diccap, Codires e i sindacati confederali
Catania 16 marzo 2006Il coordinatore regionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
COMUNICATO STAMPA
PROCLAMATO SCIOPERO PER MARTEDI’ 21 MARZO 2006Si è svolto ieri, ad Enna, presso l’hotel Sicilia, un incontro a livello regionale delle rappresentanze sindacali dei lavoratori Asu (attività socialmente utili), Puc (progetti di utilità collettiva) e contrattualizzati per cinque anni degli enti locali siciliani.
All’incontro hanno partecipato lo SLAI COBAS, il DICCAP e il Coordinamento dei Lavoratori Precari.
«Il disegno di legge sulla stabilizzazione, in esame all’Ars, - hanno detto il coordinatore regionale dello Slai Cobas, Orazio Calì e Salvo Scuderi - non è del tutto soddisfacente perché non è risolutivo del problema e soprattutto perché lascia fuori pezzi di lavoratori ex art. 23 della legge 67/88». «In ogni caso - aggiungono i rappresentanti sindacali - può rappresentare un punto di partenza a condizione che i lavoratori esclusi siano quanto meno inseriti nella parte programmatica della legge».
Giudizio estremamente negativo è stato espresso per il ritardo nell’approvazione del disegno di legge sulla stabilizzazione determinato dalla mancanza di numero legale nella commissione bilancio il cui compito è di dare copertura finanziaria alla legge.
Alla luce di questa situazione estremamente negativa l’assemblea dei lavoratori ha stabilito di indire una manifestazione unitaria della categoria per martedì prossimo 21 febbraio davanti all’Assemblea Regionale Siciliana al fine di ottenere l’approvazione definitiva del disegno di legge.
Orazio Calì ha aggiunto: «E’ intollerabile il ritardo accumulato dalla commissione Bilancio dell’Ars; non si può giocare e strumentalizzare le sorti di una categoria che da diciassette anni vive in condizione di assoluto precariato». Un appello ai Deputati viene da Saverio dello Slai Cobas di Alcamo: «I deputati di maggioranza e opposizione che dicono di sostenere la nostra causa, diano un segnale chiaro non solo a parole ma anche passando a gesti eclatanti di disobbedienza civile come l’occupazione ad oltranza della commissione bilancio fino a quando non si darà copertura finanziaria alla legge».
Catania 15 marzo 2006Il coordinatore regionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
COMUNICATO STAMPA
MARTEDI’ 14 MARZO 2006 ORE 17
RIUNIONE REGIONALE DEI PRECARI AD ENNASi svolgerà domani pomeriggio, alle ore 17, ad Enna, presso la Camera di Commercio, una riunione a carattere regionale dei rappresentanti dei precari Asu (attività socialmente utili), Puc (progetti di utilità collettiva) e contrattualizzati per cinque anni degli enti locali siciliani.
L’incontro, organizzato dai sindacati Slai Cobas, Diccap e coordinamento dei precari, sarà l’occasione per decidere le future strategie di lotta e il da farsi in vista dello svolgimento dei lavori parlamentari per l’approvazione del disegno di legge sulla stabilizzazione dei precari che dovranno concludersi entro il prossimo 23 marzo.
Intanto per domani è l’atteso l’esito della Commissione Bilancio convocata per la mattina e il pomeriggio che dovrà esitare il disegno di legge sulla stabilizzazione dei precari.
«Dalla stampa - dice il coordinatore regionale dello Slai Cobas Orazio Calì – abbiamo appreso che il presidente Cuffaro ha dichiarato di avere a disposizione 38 milioni di euro per la stabilizzazione. Ai deputati chiediamo di approvare una mozione per inserire tra i beneficiari del disegno di legge anche i precari contrattualizzati ex art 25 della legge n° 21 del 2003 che al momento non sono ricompresi».Catania 13/03/2006
Il coordinatore regionale dello Slai Cobas
(Orazio Calì)
COMUNICATO STAMPA
LO SLAI COBAS SPIEGA I MOTIVI DELLA MANCATA PARTECIPAZIONE
ALLO SCIOPERO DI OGGI E RISPONDE ALLE ACCUSE DI CGIL – CISL – UIL«Le accuse rivolteci dalle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil sono gravi e strumentali». Lo afferma il coordinatore regionale dello Slai Cobas Orazio Calì. «Lo Slai Cobas – continua Calì – già lo scorso primo marzo aveva provveduto ad annunciare sul proprio sito internet nazionale la programmazione della manifestazione unitaria del 9 marzo assieme alle altre forze sindacali e alle rappresentanze ANCI e URPS (che del resto non hanno partecipato alla manifestazione odierna)».
«Riteniamo indispensabile – dice Calì – specificare il perché della nostra mancata partecipazione alla manifestazione di oggi, rigettando le accuse di mancanza di etica sindacale che ci hanno mosso le segreterie regionali dei sindacali confederali e rispedendole ai mittenti». «Infatti – aggiunge Calì – da circa quindici giorni, con ripetuti contatti telefonici, abbiamo richiesto ai confederali un tavolo comune per giungere alla stesura di una piattaforma condivisa per la stabilizzazione. Ma nonostante le ripetute sollecitazioni i sindacati confederali hanno preferito agire in assoluta solitudine tentando di coinvolgere le altre forze solamente a manifestazione indetta e pubblicizzata senza del resto aver mai comunicato la propria piattaforma».
«Se i sindacati confederali tentano di rovesciare su di noi il fallimento della manifestazione di oggi commettono un ulteriore errore. La scarsa partecipazione di lavoratori è da imputare esclusivamente alla mancata chiarezza della loro posizione e al fatto che per anni hanno rinunciato a lottare per la stabilizzazione dei precari Asu (attività socialmente utili), Puc (progetti di utilità collettiva e contrattualizzati per cinque anni».
Lo Slai Cobas siciliano rivendica con forza la linearità del proprio comportamento sottolineando che il sindacato di base e l’autorganizzazione sono gli unici principi che caratterizzano la propria azione sindacale e sottolinea, così come più volte manifestato in tutte le sedi opportune, di non condividere il disegno di legge del Governo Regionale. Disegno di legge che non ha ancora compiuto il percorso definitivo per giungere all’approvazione definitiva in aula.
Lo Slai Cobas non abbasserà la guardia ed annuncia fin da ora che continuerà a battersi per i lavoratori e con i lavoratori fino alla definitiva stabilizzazione di tutti i precari Asu, Puc e contrattualizzati.
Catania 09/03/2006Il coordinatore regionale dello Slai Cobas
(Orazio Calì)
COMUNICATO STAMPA
ANNULLATO LO SCIOPERO DEL 9 MARZO 2006Annullato lo sciopero dei precari Asu (attività socialmente utili), Puc (progetti di utilità collettiva) e contrattualizzati per cinque anni degli enti locali siciliani, che era stato indetto per il prossimo 9 marzo a Palermo.
Per domani atteso l’esito della commissione bilancio.
«Il disegno di legge presentato dal governo - dichiara il coordinatore regionale dello Slai Cobas, Orazio Calì – non è soddisfacente ma è comunque un punto di partenza da cui poter cominciare a lavorare. Dopo tutte le battaglie che abbiamo intrapreso non è pensabile che non si porti a casa alcun risultato. Se questo disegno di legge fosse ritirato - direzione verso cui sembrano essere orientati i sindacati confederali - il rischio è di ritrovarsi con un pugno di mosche nelle mani».
La manifestazione si svolgerà non appena il disegno di legge sarà messo in discussione in aula all’Ars.
Lo sciopero viene quindi rimandato a data da destinarsi.
Catania 05/03/2006Il coordinatore regionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
SCIOPERO DEL 9 MARZO
ORGANIZZATO DA SLAI COBAS, DICCAP, COORDINAMENTO DEI PRECARI E SINDACATI CONFEDERALILa manifestazione regionale programmata per il prossimo 9 marzo a Palermo, che porterà in piazza i lavoratori precari Asu (attività socialmente utili), Puc (progetti di utilità collettiva) e contrattualizzati per cinque anni degli enti locali siciliani, non è stata indetta solo da Cgil, Cisl e Uil.
«Lo sciopero proclamato per il prossimo 9 marzo – spiega il coordinatore regionale dello Slai Cobas Orazio Calì - per rivendicare la stabilizzazione di questi lavoratori, per la prima volta nella storia è stato organizzato insieme da tutte le sigle sindacali: Slai Cobas, Diccap Sulpm, Coordinamento dei precari e sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil). Tutti insieme stiamo preparando un’unica piattaforma per la stabilizzazione. Noi redigeremo una nostra piattaforma, i confederali la loro, poi ce li scambieremo e li valuteremo insieme per presentarne una sola al governo regionale».
Intanto oggi a Palermo in attesa dell’esito della riunione della Commissione Lavoro all’Ars si è svolto un sit – in di protesta dei lavoratori precari accorsi da tutta l’isola per cercare di capire quali sono le reali intenzioni del governo in ordine alla stabilizzazione.Catania 01/03/2006
Il coordinatore regionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
COMUNICATO STAMPA
E come se non bastasse non ancora pagato il sussidio di gennaio agli AsuContinua a piovere sul bagnato! Mentre si intensificano le lotte per poter giungere, dopo diciassette anni di assoluto precariato, ad una soluzione, seppure parziale per i lavoratori Asu (attività socialmente utili), Puc (progetti di utilità collettiva) e contrattualizzati per cinque anni degli Enti Locali, accade che i lavoratori Asu non hanno ancora percepito il sussidio relativo allo scorso mese di gennaio.
Questi lavoratori che percepiscono un sussidio di appena 480 € al mese, senza alcuna contribuzione ai fini previdenziali, in cambio di venti ore settimanali, ad oggi non hanno percepito un solo euro relativo al mese scorso. E pensare che siamo già alla fine del mese di febbraio.
E’ fin troppo evidente che con questa modica cifra il lavoratore non possa permettersi particolari lussi ma è anche evidente, che considerata l’entità del sussidio, anche pochi giorni di ritardo possono far cadere interi nuclei familiari nella disperazione più assoluta.
La cosa ancora più grave è che il motivo di questo ritardo non trova alcuna valida spiegazione nei competenti uffici regionali. Mentre, a detta delle nuovi sedi siciliane dell’INPS (ente che eroga materialmente il sussidio), la Regione, ad oggi, non avrebbe ancora autorizzato il pagamento.
Viene spontaneo chiedersi se stessa sorte hanno subito gli stipendi dei politici regionali e dei lavoratori dello stesso ente…
“Forse pecchiamo di presunzione… ma crediamo proprio di no!”
Catania 21/02/2006Il coordinatore regionale dello Slai Cobas
(Orazio Calì)
COMUNICATO STAMPA
Atteso l’esito della commissione bilancio di domani«Aspettiamo l’esito della commissione bilancio di domani, in cui il governo una volte per tutte deve dire definitivamente se intende mantenere la promessa e impegnare gli 80 milioni di € che lo stesso presidente della regione Salvatore Cuffaro ha più volte dichiarato di poter trovare, per addivenire ad una soluzione seppur parziale del problema del precariato», dicono Orazio Calì, coordinatore regionale dello Slai Cobas e Salvo Scuderi.
«E pensare – ironizzano Calì e Scuderi – che Cuffaro nelle reti televisive nazionali si è più volte vantato dicendo che in Sicilia il precariato è stato definitivamente risolto!».
L’attesa di domani è anche rivolta a capire quale sarà la risposta in termini di impegno economico da parte dell’assessore al bilancio Salvatore Cintola.
«Se l’esito della commissione di domani dovesse essere deludente chiederemo ai lavoratori di prendere una posizione e di stabilire le future strategie di lotta».
Un’altra preoccupazione tiene tutti col fiato sospeso: «Temiamo anche – aggiunge Calì – l’approvazione di una legge che poi in concreto non potrà mai attuata, in cui il governo promette di far partire tutti insieme per poi rivelarsi una bolla di sapone»..
«Se il governo ha i numeri - incalzano Calì e Scuderi - che proceda all’approvazione della legge sul precariato. Siamo anche disposti a partire scaglionati con priorità per chi è precario da ben diciassette anni ma con certezze e garanzie per tutti».
Catania 21/02/2006Il coordinatore regionale dello Slai Cobas
(Orazio Calì)
COMUNICATO STAMPA
«Non siamo merce di scambio. Questi sono ricatti elettorali». Non usa mezze parole il coordinatore regionale dello Slai Cobas Orazio Calì dopo che tra una commissione bilancio e una commissione lavoro e l’altra il governo regionale siciliano non esprime chiaramente quale sarà il futuro lavorativo dei 18 mila precari Asu (attività socialmente utili), Puc (progetti di utilità collettiva) e contrattualizzati per cinque anni degli enti locali siciliani che attendono una stabilizzazione seria ormai da diciassette anni.
«Non ne possiamo più – aggiunge Calì – questo governo fa i balletti alle spalle dei lavoratori, cambiando le carte in tavola da un momento all’altro».
Circa una settimana fa il governo aveva promesso 80 milioni di euro per la stipula di contratti a 24 ore settimanali con l’impegno entro due anni di arrivare a trentasei ore.
«Il governo, invece, - incalza Calì - anziché mantenere gli impegni presi con i lavoratori torna indietro e non dichiara apertamente qual è la somma che intende impegnare. Non può scaricare le colpe sulla minoranza, sui sindacati o su chicchessia. Queste sono manovre elettorali di bassa leva da cui non ci facciamo ingannare».
I toni si accendono e c’è un monito al governo: «Non si dimentichi che su questa situazione si vincono o si perdono le elezioni. Il governo avendo la maggioranza ed avendo i numeri per poter approvare la legge sulla stabilizzazione reperisca i fondi per la copertura finanziaria e dimostri a tutti di avere la maggioranza per l’approvazione della legge».
«Ma una cosa non può permettersi di fare: non può assolutamente giocare a scaricabarile alle spalle dei lavoratori. Noi non ci stiamo!!».
Catania 15/02/2006.Il coordinatore regionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
COMUNICATO STAMPA
AUDIZIONE ALLA COMMISSIONE BILANCIO ALL'ARS
Audizione alla Commissione Bilancio all'Assemblea regionale siciliana del 7 febbraio. Il governo ha assicurato che farà tutti gli sforzi possibili per reperire altri 80 milioni di euro per la copertura finanziaria della legge.
«Ho anche proposto - dice Orazio Calì, coordinatore regionale dello Slai Cobas - di utilizzare a copertura della legge sulla stabilizzazione dei precari i soldi delle legge impugnate dal Commissario dello Stato».
«In Commissione Bilancio ci hanno assicurato che faranno tutti gli sforzi possibili per dare copertura finanziaria alla legge sulla stabilizzazione dei precari».
Tra i presenti il vicepresidente dell'Ars Salvo Fleres si è manifestato favorevole del reperimento di altri fondi per la totale copertura finanziaria della legge.
«Un segnale positivo da parte del governo - dice Calì - che però ancora non ci consente di poter abbassare la guardia. Il disegno di legge deve essere ancora rivisto in molte sue parti e migliorato per esempio sulle penalizzazioni per quei Comuni che non procederanno alla stipula dei contratti e con riguardo all'individuazione di quegli enti in cui far confluire quei precari che non saranno stabilizzati all' interno dei propri Comuni».
«Non resta altro che augurarci che maggioranza e minoranza si pongano in atteggiamento positivo per la votazione e l'approvazione della legge».
Catania 09/02/2006Slai Cobas
Coordinamento Regionale Sicilia
SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI ASU-PUC
DEGLI ENTI LOCALI SICILIANI
BASTA COL SILENZIO STAMPA
SU QUESTA GRANDE LOTTA!
SOSTIENI LE LOTTE DEI LAVORATORI ASU-PUC
COMUNICATO STAMPA
3000 lavoratori Asu e Puc degli Enti Locali
manifestano a Palermo.
La proposta del presidente Cuffaro.
Lo Slai Cobas soddisfatto a metà.
LA LOTTA CONTINUA FINO ALLA STABILIZZAZIONE PIENA E DEFINITIVA!Il presidente della Regione Sicilia Cuffaro, con una delegazione di assessori, presidenti di provincia e sindaci, ha incontrato oggi a Palermo il coordinamento dei lavoratori Asu e Puc degli Enti Locali siciliani, lo Slai Cobas e altri sindacati.
Mentre si svolgeva l’incontro manifestavano sotto il palazzo della Regione 3000 lavoratori, giunti a Palermo da tutte le province della Sicilia e dai 50 comuni occupati da 15 gg dai precari.
Nel corso dell’incontro il presidente Cuffaro ha comunicato l’intenzione di stabilizzare a 24 ore settimanali, con un contratto di 5 anni rinnovabile per altri 5, tutti i 7.000 lavoratori ex articolo 23 e i 6.000 Puc, e a 18 ore settimanali i restanti 6.000 lavoratori Asu non inclusi nella graduatoria della legge r. 85/1995.
I comuni dovranno stabilizzare questi lavoratori entro 60 gg dall’entrata in vigore della legge; i lavoratori non stabilizzati dai comuni verranno utilizzati in enti regionali.
Cuffaro, pur sollecitato dai lavoratori e dallo Slai Cobas, non ha dato nessuna data precisa per la stabilizzazione di tutti a 36 ore, rimandando ciò alla legge finanziaria di fine anno.
La legge in questione sarà sottoposta all’approvazione dell’Assemblea regionale tra il 16 e il 20 di questo mese.
Lo Slai Cobas è soddisfatto a metà:
1. E’ positivo che finalmente si parli di stabilizzazione anche per i lavoratori Asu e Puc degli enti locali;
2. chiediamo però che si stabilisca in tempi rapidi (massimo 24 mesi) il passaggio a 36 ore settimanali per tutti i precari, con contratto a tempo indeterminato, e siamo contro l’introduzione di nuove differenziazioni (18 e 24 ore).
I lavoratori hanno deciso di continuare lo stato di agitazione fino all’approvazione della legge.
Venerdì prossimo ad Enna si riuniranno i delegati di tutti i comuni siciliani per decidere le prossime iniziative di lotta.
Palermo 6/02/2006Per lo Slai Cobas
(Orazio Calì)
COMUNICATO STAMPA
Sospesa oggi l’occupazione dell’Ufficio Provinciale del Lavoro di Catania.
I precari Asu (attività socialmente utili), Puc (progetti di utilità collettiva) e contrattualizzati per cinque anni degli enti locali in stato di occupazione da quindici giorni per rivendicare la loro stabilizzazione dopo oltre sedici anni di precariato hanno sgomberato l’ufficio del lavoro di via Coviello a Catania ed hanno deciso di acuire i toni della protesta spostando su altri fronti la lotta.
«La decisione di sospendere l’occupazione – dice Orazio Calì, dello Slai Cobas – non è segnale di voler abbassare la guardia. Anzi! Dopo il successo strepitoso della riunione svoltasi ieri ad Enna a cui hanno partecipato oltre cinquecento rappresentanti dei precari dei vari Comuni ed Enti siciliani, si è deciso di alzare i toni della protesta e di accrescere la mobilitazione».
Lunedì prossimo (6 febbraio 2006) il governo regionale consegnerà ai rappresentanti dei lavoratori la bozza del disegno di legge da sottoporre alla Commissione Bilancio. «Dopo la proposta provocatoria del Presidente della Regione - afferma Calì - apparsa nei giorni scorsi sulla stampa, con cui ha manifestato l’intento di voler spaccare il fronte dei precari in tanti tronconi stipulando solo per una parte dei lavoratori, non meglio identificati, contratti triennali, è tempo di elevare ancor di più il nostro grido di dissenso». In attesa della consegna della bozza, lunedì prossimo, quindi, i lavoratori provenienti da tutta la Sicilia si sono dati appuntamento sotto la sede della Presidenza della Regione in piazza Indipendenza per un massiccio sit – in di protesta. «Sulla base di come si evolverà la situazione - continuano i rappresentanti sindacali - inizieremo un percorso di lotte forti per rivendicare l’approvazione di una legge che porti alla stabilizzazione vera e per tutti senza le spaccature e le divisioni della platea proposte dal Governo». «Chiediamo l’approvazione di una legge che parli di stabilizzazione di Asu, Puc e contrattualizzati per cinque anni degli enti locali e di altri enti che non sia inserita nella legge omnibus e che ci riservi, quanto meno, lo stesso trattamento concesso ai colleghi degli enti regionali che hanno ottenuto contratti per cinque anni a trentasei ore la settimana».
Alla protesta dei lavoratori, oltre allo Slai Cobas, al Diccap e al coordinamento lavoratori Asu e Puc degli enti locali, si è associato anche il Codires.
Catania 03/02/2006Per lo Slai Cobas
(Orazio Calì)
COMUNICATO STAMPA
I rappresentanti dei sindacati Slai Cobas, Diccap e Coordinamento dei precari Asu (attività socialmente utili), Puc (progetti di utilità collettiva) e contrattualizzati per cinque anni degli enti locali siciliani sono stati ascoltati questa mattina a Palermo durante i lavori della Commissione Lavoro all’Ars presieduta dall’on.le Antonello Antinori.
Il Governo Regionale ha mostrato disponibilità a presentare un disegno di legge che sia espressione di tutte le forze politiche che conduca alla stabilizzazione di questi precari mediante contratti di diritto privato quinquennali per tutta la platea formata da oltre 16 mila lavoratori.
«Noi - dice Orazio Calì dello Slai Cobas – abbiamo chiesto che il monte ore settimanali non sia al di sotto delle trenta ore settimanali anche per una questione di equità rispetto ai nostri colleghi regionali che invece ne hanno ottenuto trentasei a settimana, purché però entro la scadenza del 31 dicembre 2007 si arrivi alle trentasei ore settimanali per tutti».
Il disegno di legge che sarà elaborato sarà inviato nei prossimi giorni alla Commissione Bilancio.
Presenti all’incontro l’on.le Lino Leanza segretario della commissione lavoro all’Ars esperto della materia e capogruppo dell’Mpa all’Ars e l’on.le Santo Liotta, di Rifondazione Comunista, componente della commissione bilancio all’Ars.
Intanto per giovedì prossimo ad Enna, alle ore 16, presso l’hotel Sicilia, è stata convocata una riunione di tutti i rappresentanti dei precari dei Comuni siciliani in cui esistono precari in attesa di stabilizzazione per pianificare le azioni dei prossimi giorni anche in prospettiva della messa in calendario nei lavori all’Ars, il prossimo 16 febbraio, del disegno di legge che sarà elaborato.
I lavoratori in attesa dello svolgimento dei lavori continuano però ad occupare gli uffici provinciali del lavoro di Catania ed Agrigento e oltre cinquanta comuni sparsi in tutta l’isola.
Catania 31/01/2006Per lo Slai Cobas
(Orazio Calì)
SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI ASU-PUC
CHE OCCUPANO L’UFFICIO PROVINCIALE
DEL LAVORO ED ALTRI 50 COMUNI
IN TUTTA LA SICILIADopo sedici anni di precariato, di ingiustizie, false promesse ed una paga mensile di circa 500 euro, gli ASU e i PUC che prestano la loro attività lavorativa negli Enti Locali hanno detto basta.
Dopo una serie di infruttuosi incontri con gli amministratori regionali e diversi blocchi stradali in diverse parti della Sicilia ed ai caselli autostradali di San Gregorio dal 19 gennaio hanno occupato l’ufficio provinciale del lavoro di via Coviello ed altri 50 comuni in tutta la Sicilia.
Il Governo regionale di Cuffaro è responsabile di non avere mantenuto gli impegni presi; non basta che il governatore si vanti sulle Tv nazionali di avere risolto il problema del precariato, né che stanzi 20 milioni di euro dicendo che non ha altri fondi e nello stesso tempo ne sparpagli circa 50 milioni a pioggia ad associazioni per lo più inesistenti, riperpetuando le più bieche politiche affaristiche e clientelari.
SOSTENIAMO LA LOTTA E LE OCCUPAZIONI DEI LAVORATORI, precursori sul piano del precariato delle devastanti nefandezze riprodotte a distanza di anni dal pacchetto Treu e dalla legge Biagi.NE’ PRECARIO NE’ IN NERO, MA - PER TUTTI -
LAVORO VERO !
SOSTIENI LE LOTTE DEI LAVORATORI ASU-PUC
PUOI MANDARE IL TUO CONTRIBUTO NEL CONTO CORRENTE
ABI 3019 CAB 84170 CC N. 000000000802
PRESSO CREDITO SICILIANO – CORSO ITALIA, 26 – RIPOSTO (CT)
INTESTATO A: SLAI COBAS
CAUSALE: CASSA DI RESISTENZAADERISCONO: GIOVANI COMUNISTI CATANIA – COORDINAMENTO DEI COLLETTIVI UNIVERSITARI – CENTRO IQBAL MASIH – CPO EXPERIA – ATTAC CATANIA – PRC CIRCOLO PRECARI – MOVIMENTO PROVINCIALE BRACCIANTI – CIRCOLO TIEN AN MEN – COLLETTIVO ZONA ROSSA SCORDIA – KOLLETTIVO DISUDBIDIENTI PALAGONIA – GLBT OPEN MIND - …
COMUNICATO STAMPA
Sindaci e amministratori in visita dai precari
che stanno occupando l’ufficio provinciale del lavoro di CataniaSindaci e amministratori vanno a far visita ai precari Asu (attività socialmente utili), Puc (progetti di utilità collettiva) e contrattualizzati per cinque anni degli enti locali che da giovedì 19 gennaio stanno occupando l’ufficio provinciale del lavoro di via Coviello a Catania.
«Saremo con voi - ha detto Nunzio Li Rosi nella sua doppia veste di sindaco di Licodia Eubea e di coordinatore provinciale dell’Anci (associazione nazionale comuni d’Italia) - con le fasce tricolori nelle strade, durante le vostre manifestazioni e se sarà necessario bloccheremo anche la stazione ferroviaria di Catania». «La mia presenza qui - ha aggiunto - qui non è un atto di solidarietà solo formale. Occorre coinvolgere tutti i sindaci perché questa è una battaglia comune che va combattuta fino in fondo». Parole di sostegno anche dall’assessore di Zafferana Giuseppe Licciardello che è anche un lavoratore Asu: «E’ la prima volta che vedo i sindaci battersi in prima linea a sostegno della stabilizzazione dei precari. L’obiettivo è ora quello di spingere per l’approvazione di una legge che sia condivisa dagli stessi lavoratori e sostenuta dai sindaci». Il sindaco di Maniace Pippo De Luca fa un mea culpa: «Abbiamo fatto male a non batterci per fermare la Regione che ha stabilizzato i suoi precari e ha abbandonato quelli degli enti locali scaricandoli su di noi che non possiamo stabilizzarli nei nostri Comuni». E’ dello stesso avviso anche il sindaco di Scordia Salvatore Agnello: «Avevamo chiesto di non dividere il fronte dei precari tra fortunati e disgraziati. Il pericolo da evitare è che la stabilizzazione venga rimandata alla prossima legislatura». Solidarietà anche dal presidente del consiglio comunale di Vizzini Vito Cassone: «Vedo che vi state svegliando – ha detto –, cercate di coinvolgere anche gli altri Comuni e occupatene i consigli comunali». Il consigliere provinciale Angelo Valastro ha aggiunto: «Mi farò portavoce verso il Presidente della provincia e l’assessore alle politiche del lavoro affinché la vostra voce giunga all’Ars». Presente anche il vicesindaco di Militello in Val di Catania Giuseppe Astorina. Sostegno anche dal sindaco di Piedimonte Etneo che non essendo presente ha inviato una nota di solidarietà.Catania 25/01/2006.
Slai Cobas
lavoratori Asu e Puc degli enti locali della Sicilia
Il 26 gennaio sono stati occupati anche l'Ufficio provinciale del lavoro di Agrigento e il Comune di Enna. Sono ormai più di 50 i Comuni occupati in tutta l'isola.
[23/1/2006]
COMUNICATO STAMPA
Continua senza sosta l’occupazione dell’Ufficio Provinciale del Lavoro di via Coviello a Catania da parte dei precari Asu (attività socialmente utili), Puc (progetti di utilità collettiva) e contrattualizzati per cinque anni che lavorano negli enti locali siciliani, iniziata ieri (giovedì 19 gennaio), organizzata dai sindacati Slai Cobas, Diccap e coordinamento dei precari.
I lavoratori che stanno inscenando la protesta provengono da parecchi Comuni del catanese fra cui Zafferana Etnea, Riposto, Giarre, Sant’Alfio, Nicolosi, Palagonia, Ramacca, Piedimonte, Castiglione, Linguaglossa, Bronte, Randazzo, Maniace, Caltagirone, San Cono.
Chiedono e pretendono una stabilizzazione seria dopo sedici anni di vita da precari tirando a campare con un modico sussidio – stipendio di appena 480 € al mese. Il loro è un grido esasperato e disperato contro il governo regionale che non ha rispettato nessuno degli impegni presi con questi lavoratori e che ha creato un’inaccettabile disparità di trattamento rispetto ai lavoratori degli enti regionali, nati con la stessa legge, che invece dallo scorso 1° gennaio sono stati assunti per cinque anni con un regolare contratto a trentasei ore la settimana.
Nella mattinata del 20 gennaio il governo regionale in sede di approvazione della Legge Finanziaria ha stanziato 20 milioni di € nel fondo unico del precariato. “Una somma insufficiente - dicono il coordinatore regionale dello Slai Cobas Orazio Calì, Pippo Scornavacche del Diccap e Salvo Cappuccino del coordinamento precari - . Per la stabilizzazione della platea formata da circa 17 mila lavoratori occorrono almeno 100 milioni di €. Non pensi il Governo Regionale che con questa somma stabilizzi solo una parte dei lavoratori perché noi non ci stiamo. Dopo sedici anni non si può ancora aspettare e la stabilizzazione deve arrivare per tutti”. “Chiediamo - continuano i rappresentanti sindacali – di incontrare immediatamente il presidente della regione Salvatore Cuffaro”.
In mattinata è andato a far visita ai lavoratori il deputato regionale Santo Liotta di Rifondazione Comunista che dopo aver raccontato il modo in cui si erano svolti i lavori all’Ars nella scorsa notte si è offerto di accompagnare la delegazione sindacale dal presidente Cuffaro. “Lo stanziamento di 20 milioni di € ripristina lo stanziamento dell’anno scorso ma non risolve la vostra situazione. Occorre puntare su una modifica del quadro normativo perché altrimenti neanche questi esigui fondi possono essere spesi. La vostra vertenza si gioca ora in sede di approvazione di una legge collegata alla finanziaria da presentare successivamente nei prossimi giorni”.
Solidarietà ai lavoratori dal sindaco di Palagonia Fausto Fagone che nel fare visita ai lavoratori che stanno occupando l’ufficio provinciale del lavoro ha detto: “Anche le amministrazioni comunali devono assicurare un impegno giuridico – amministrativo affinché i propri precari vengano garantiti sulla programmazione triennale o quinquennale attraverso un piano di fuoruscita cofinanziato dalla Regione. La regione – ha aggiunto – non può elargire i fondi ai comuni e questi poi non li utilizzano per i precari. Anche noi sindaci dobbiamo fare la nostra parte unendoci e solidarizzando con voi; solidarietà anche dall’assessore alle politiche giovanili di Zafferana Giuseppe Licciardello.
Maurizio Grosso, responsabile lavoratori precari del Partito di Rifondazione Comunista esprime solidarietà e sostegno alle lotte e mobilitazioni di questi lavoratori e dichiara: “I 20 milioni di € reperiti dal Governo Cuffaro nel fondo unico per l’occupazione non portano verso la stabilizzazione ma servono solo a buttare fumo negli occhi a chi da 16 anni attende di essere stabilizzato. Se il Governo voleva risolvere il problema della stabilizzazione poteva farlo dirottando i 55 milioni di € contenuti nelle 13 leggi votate questa notte anziché deviarli in contributi a pioggia ad enti ed associazioni vari, nella maniera tipica delle vecchie logiche clientelari”.
Nel corso della mattinata è intervenuta anche Mimma Giardina responsabile provinciale funzione pubblica lavoro della UIL che ha detto: “Il sindacato UIL appoggia questa battaglia che deve portare all’assunzione a tempo indeterminato che è cosa diversa dalla stabilizzazione fatta con contratti part time e a tempo determinato”.
Nell’occupazione accanto ai lavoratori anche i giovani comunisti.
Solidarietà da parte di Coordinamento Collettivi Universitari, Collettivo di Sudbidienti di Palagonia, Circolo precari P.R.C., Circolo Studenti Medi Tien An Men, Attac CT, Centro popolare Experia, Centro Iqbal MasihCatania 20/01/2006
Per lo Slai Cobas,
Orazio Calì
Da “La Sicilia.it” di oggi:
CATANIA - I precari del Consorzio autostrade, addetti alla riscossione dei pedaggi, hanno manifestato questa mattina al casello di San Gregorio, alle porte della città. Oltre ottanta persone hanno effettuato un volantinaggio che ha rallentato, ma non paralizzato, il traffico in entrata e in uscita.
A Catania resta ancora occupato l'ufficio del Lavoro di via Coviello, dove si è spostata ieri pomeriggio la protesta dei precari Asu (attività socialmente utili) e Puc (progetti di utilità collettiva). Fanno tutti parte di un esercito di oltre 18 mila persone: chiedono di essere stabilizzati nei posti di lavoro. Un presidio dei dimostranti, oltre una decina, ha trascorso la notte nella sede dell'ufficio del lavoro, dove stamani si sono radunati gli altri precari.
Ieri mattina, prima di occupare simbolicamente l'ufficio di via Coviello, i precari Asu e Puc avevano bloccato per qualche ora il casello autostradale di San Gregorio dell'autostrada Catania-Messina.
Ancora una manifestazioni di precari si è svolta questa mattina a Palermo dove circa 300 lavoratori non stabilizzati degli Enti locali hanno percorso corso Vittorio Emanuele per poi raggiungere piazza Indipendenza e proseguire la protesta davanti Palazzo d'Orleans, sede della Presidenza della Regione Siciliana.
Disagi sono stati segnalati per il traffico nella zona. I manifestanti lamentano "la mancata approvazione da parte dell'Ars di norme precise che consentano ai Comuni di procedere con i piani di stabilizzazione".
20 Gennaio 2006
COMUNICATO STAMPA
Oggi sciopero dei precari Asu (attività socialmente utili), Puc (progetti di utilità collettiva) e contrattualizzati per cinque anni della provincia di Catania ed Enna che lavorano presso gli enti locali siciliani.
Oltre un migliaio di lavoratori provenienti da Zafferana Etnea, Riposto, Giarre, Nicolosi, Palagonia, Piedimonte, Caltagirone, Ramacca, San Cono, Catenanuova si sono dati appuntamento al casello autostradale di San Gregorio e per qualche ora l’hanno bloccato in entrambi i sensi di marcia delle auto.
Una categoria di lavoratori esasperata da oltre 16 anni di precariato che deve tirare a campare con un modico sussidio di appena 480 € al mese. Lavoratori stanchi di essere illusi dai vari governi regionali che si sono succeduti negli anni che hanno solo preso tempo senza portare alla soluzione del problema. Per non parlare poi dell’attuale governo regionale che non ha rispettato nessuno degli impegni presi con i lavoratori primo fra tutti la non prosecuzione dei lavori del tavolo tecnico per la stabilizzazione interrotti dopo la prima seduta.
Motivo dello sciopero è la rivendicazione, in vista dell’imminente approvazione della Legge Finanziaria Regionale, di una norma su questi precari degli enti locali (circa 18 mila) che ponga fine all’inaccettabile disparità di trattamento rispetto agli stessi lavoratori che lavorano presso gli enti regionali (circa 4.600) che invece dallo scorso 1 gennaio non sono più precari avendo sottoscritto un regolare contratto di lavoro di cinque anni a trentasei ore la settimana.
Dopo il blocco, verso mezzogiorno, la protesta dei lavoratori si è spostata all’Ufficio Provinciale del Lavoro di via Coviello a Catania e qui i lavoratori stanno attuando l’occupazione dell’ufficio. “I precari spiega il coordinatore regionale dello Slai Cobas Orazio Calì – resteranno qui giorno e notte se non arriverà il presidente della Regione Cuffaro in persona; chiediamo anche che nella finanziaria venga introdotta una norma sulla stabilizzazione della categoria con relativo impegno di spesa, una norma che sia veramente in grado di portare alla vera stabilizzazione, non le solite prese in giro dei politici”.
In mattinata una delegazione di precari ha anche incontrato il prefetto di Catania Anna Maria Cancellieri. A lei è stata rappresentata la disperazione di questi lavoratori che avantieri sono anche stati a manifestare a Palermo: “Abbiamo incontrato – ha detto Calì - gli assessori Stancanelli e Cintola che hanno detto di non conoscere il nostro problema. Abbiamo dovuto alzare i toni della protesta. Abbiamo urgenza di incontrare il presidente Cuffaro in vista dell’approvazione della legge finanziaria regionale che dovrà avvenire entro domani. Questa è la nostra ultima speranza altrimenti ci ritroveremo all’età pensionabile a fare ancora i precari”. Il Prefetto da parte sua si è impegnato a chiamare il presidente Cuffaro.
Solidarietà ai lavoratori dai giovani di rifondazione comunista presenti insieme ai lavoratori che stanno occupando. Sono intervenuti anche Maurizio Grosso e Fabio Amato, rispettivamente responsabile provinciale lavoro di Rifondazione Comunista e responsabile nazionale del dipartimento esteri di Rifondazione Comunista.
Domani forme di protesta analoghe verranno ripetute in tutte le altre province siciliane.
Catania 19/01/2006.Per lo Slai Cobas
Orazio Calì
COMUNICATO STAMPA
GIOVEDI’ 19 GENNAIO SCIOPERO DEI PRECARI A.S.U., P.U.C.
E CONTRATTUALIZZATI DEGLI ENTI LOCALIGiovedì 19 Gennaio 2006, a partire dalle ore 10.00, manifestazione dei precari Asu (attività socialmente utili), Puc (progetti di utilità collettiva) e contrattualizzati per cinque anni che prestano servizio presso gli enti locali siciliani ai caselli autostradali di San Gregorio.
Motivo dello sciopero è la rivendicazione, in vista dell’imminente approvazione della Legge Finanziaria Regionale, di una legge sul precariato che ponga fine all’inaccettabile disparità di trattamento rispetto agli stessi lavoratori (circa 4.600) che lavorano presso gli enti regionali che, invece, dallo scorso 1 gennaio non sono più precari avendo sottoscritto un regolare contratto di lavoro quinquennale a trentasei ore la settimana.
La categoria, formata da circa 18 mila lavoratori, attende un lavoro vero da oltre sedici anni. Anni di prese in giro da parte dei vari Governi nazionali e regionali che si sono succeduti che hanno solo preso tempo senza trovare una soluzione.
“Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni - afferma il coordinatore regionale dello Slai Cobas Orazio Calì – e siamo sconcertati dal comportamento del governo che non ha rispettato nessuno degli impegni presi con i precari primo fra tutti la mancata prosecuzione dei lavori del tavolo tecnico per la stabilizzazione interrotto subito dopo il suo insediamento”.
Sconforto nella categoria aumentato anche alla luce dell’ultima manifestazione svoltasi ieri a Palermo in cui la delegazione sindacale ha incontrato l’assessore alle autonomie locali Raffaele Stancanelli e l’assessore alle finanze Cintola che hanno mostrato scarsa sensibilità al problema. Stancanelli si è vantato di aver fatto approvare una norma della finanziaria del 2004 (l’art. 25) che consente ai Comuni di poter assumere a tempo indeterminato i propri precari e delle possibilità di stabilizzazione offerte dalle normative esistenti. Cintola ha detto che per la prima volta veniva a conoscenza del problema di questi 18 mila precari degli enti locali e che quindi non poteva assumere alcun impegno. “Affermazioni entrambe gravi – dice Calì - La normativa dell’art. 15 della Legge del 2004 deve fare i conti con le esigue risorse dei Comuni che non riescono a sostenere i costi delle assunzioni mentre ci stupisce che un assessore regionali affermi di non conoscere che esiste un esercito di 18 mila precari che deve tirare a campare con appena 480 € al mese”.
La protesta dei precari dai caselli di San Gregorio potrebbe poi spostarsi nel corso della mattinata a Catania in via Etnea.
Catania 18/01/2006.Per il coordinamento regionale Slai Cobas
Orazio Calì
COMUNICATO STAMPA
Il coordinamento regionale dello Slai Cobas Sicilia dei lavoratori precari A.S.U. (attività socialmente utili), P.U.C. (progetti di utilità collettiva) e contrattualizzati per cinque anni che prestano servizio presso gli Enti locali siciliani (Comuni, Province, ecc.) esprime soddisfazione per l’avvenuta stabilizzazione dei 4600 precari che prestano servizio presso gli enti regionali siciliani per i quali il nuovo anno ha rappresentato l’addio al precariato.
Ma resta ancora da risolvere il problema dei 15 mila precari che lavorano presso gli Enti Locali per i quali la strada verso la stabilizzazione è ancora tutta in salita anche dopo l’approvazione all’Ars, lo scorso 7 dicembre, di alcuni emendamenti nell’ambito delle