RSU PUBBLICO IMPIEGO:
LE ELEZIONI SENZA PRECARI SONO NULLE
20-11-2007
COMUNICATO STAMPA
Nell’ottica del consolidamento del movimento dei lavoratori precari (ex ASU e contrattisti) degli Enti Locali si sono svolte in diverse realtà assemblee delle lavoratrici ed ei lavoratori.
L’ 11 maggio a Lercara Freddi (PA), il 16 maggio a Giarre (CT), il 6 giugno a Sortino (SR) ed il 7 giugno a Sant’Alfio (CT) e Bronte (CT).
Alle Assemblee hanno partecipato Orazio Calì e Salvo Scuderi.
Nel corso delle riunioni oltre ad affrontare diverse problematiche inerenti l’applicazione del contratto nazionale specifiche delle singole realtà si è posta l’attenzione sulla normativa prevista nella finanziaria nazionale sulla stabilizzazione dei precari.
A riguardo si è ritenuto unanimemente, viste le specificità regionali, di chiedere la costituzione di un tavolo tecnico Stato-Regione per definire le misure necessarie ad un piano definitivo di fuoriuscita dallo stato di precariato che ormai si protrae dal 18 anni.Catania 6 giugno 2007
SLAI Cobas Sicilia
COMUNICATO STAMPA
700 L.S.U. rimasti senza contratto di diritto privato
chiedono alla Regione di intervenireSono circa settecento i lavoratori socialmente utili provenienti dal bacino dell’ex art. 23 rimasti senza un contratto di diritto privato. Gli enti presso cui prestano servizio non hanno proceduto alla stabilizzazione a ventiquattro ore settimanali prevista dalla legge n° 16 del 2006 e di conseguenza non hanno presentato alla Regione la richiesta per i ottenere i finanziamenti regionali previsti per la stipula dei contratti di diritto privato. “Dopo ben diciotto anni di precariato – dice Orazio Calì dell’esecutivo nazionale dello Slai Cobas - settecento persone si ritrovano ancora sul lastrico”.
Qualche giorno fa una delegazione dello Sla Cobas ha incontrato il dirigente dell’assessorato regionale al lavoro Gaspare Lo Nigro cha ha proposto agli stessi lavoratori di cercare l’ente disposto a stipulare i contratti di diritto privato. “Ma ciò è assurdo – afferma Calì – soprattutto per le province di Caltanissetta e Agrigento dove non ci sono enti che sono disposti a stipulare i contratti di diritto privato”. Ma i lavoratori dimostrano di avere le idee chiare e chiedono che la Regione inserisca nei propri ruoli i lavoratori rimasti esclusi dal processo di stabilizzazione.
Intanto i lavoratori non stanno ad aspettare e già a partire da venerdì 27 aprile manifesteranno con un presidio sotto la Prefettura di Catania. “Chiediamo al Prefetto – afferma Salvo Scuderi, coordinatore regionale dello Sali Cobas – di giungere ad una mediazione con gli enti preposti ai fini dell’individuazione di altri enti in cui i lavoratori esclusi possano spendere la dote finanziaria posseduta”. Se la Regione non interverrà nei prossimi giorni, questi lavoratori non solo a partire dal prossimo 2 maggio non avranno un contratto di lavoro ma rischiano di non percepire neanche il sussidio corrisposto agli Asu e di perdere i benefici giuridici ed economici previsti dalle normative vigenti. Se tutto dovesse tacere tra il 3 e il 4 maggio prossimo la protesta si sposterà a Palermo, sotto la Presidenza della Regione. La richiesta dei lavoratori è chiara: chiedono che entro il mese di maggio anche i settecento lavoratori rimasti esclusi siano anch’essi stabilizzati con un contratto di diritto privato.Catania 25/04/2007
Per l’esecutivo nazionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
da: LA SICILIA, 19-4-2007
Sortino. In attesa delle graduatorie per l'avviamento al lavoro della Forestale, lo Slai Cobas (Comitati di base), con il suo coordinatore provinciale Luigi Mangano, ha chiesto una corretta applicazione delle normative vigenti da parte dell'Ufficio provinciale del lavoro. L'argomento delle chiamate dei lavoratori forestali è stato al centro di un incontro, presenti Giovanni Cavallaio, legale dei Cobas, Orazio Calì, dell'esecutivo nazionale, e Luigi Mangano. Quest'ultimo ha chiesto l'intervento del suo sindacato per cercare di risolvere questo problema.
I lavoratori forestali che erano presenti all'incontro hanno evidenziato che negli anni passati le graduatorie «sono state rimodulate senza una plausibile giustificazione». Il legale dei Cobas ha quindi suggerito di presentare all'Ufficio del lavoro, entro 15 giorni dalla pubblicazione della graduatoria, eventuali ricorsi, interessando anche il Tar di Catania. «Il problema – ha detto Cavallaro – sta a monte: da un lato avere ingrossato il numero dei forestali, dall'altro avere sminuito le singole capacità professionali. L'unica strada per l'accesso diretto ai rapporti a tempo indeterminato, per coloro i quali possiedono particolari qualifiche, è quella del riconoscimento delle qualifiche dinanzi al giudice del lavoro.
A conclusione della riunione Orazio Calì si è impegnato a chiedere un incontro con l'assessore regionale alle Foreste e con il direttore dell'Ufficio provinciale del lavoro.
P. M.
Sortino, L’Amministrazione Comunale e i suoi Funzionari negano diritti e promettono fumo negli occhi post elettorale.
I lavoratori LPU stanchi, chiedono stabilizzazione, garanzie e salario sicuro.
Lo Slai Cobas annuncia stato di agitazione e scioperi e si riserva di adire l’Autorità Giudiziaria.
Basta con le false promesse e le
intimidazioni da parte dell’Amministrazione, dei
Capi Settore e dei funzionari.
La richiesta proviene dagli otto lavoratori Lpu
(lavori di pubblica utilità), oggi Asu (attività
socialmente utili) che prestano servizio al Comune
di Sortino, in provincia di Siracusa. “ Vogliamo
diritti, - chiedono i lavoratori - stabilizzazione e
sicurezza sul salario”. L’argomento è stato al
centro di una riunione organizzata, qualche giorno
fa, dal Coordinatore Provinciale dello Slai Cobas di
Siracusa, Luigi Mangano, nel Comune di Sortino.
Nel corso del dibattito hanno preso la parola i
lavoratori Lpu che hanno denunciano i mancati
pagamenti salariali e delle ore di straordinario,
l’utilizzazione a mansioni superiori senza
corresponsione di retribuzione corrispondente, il
calcolo delle deduzioni IRPEF in uguale misura, non
considerando le differenze di carico familiare o di
reddito, la consegna della busta paga priva di
timbro e firma del responsabile incaricato,
l’ambiente lavorativo in cui i lavoratori sono
utilizzati senza alcun rispetto della legge sulla
sicurezza del lavoro (legge n. 626) e infine il
comportamento antisindacale a danno dei lavoratori
Asu.
Responsabili di tali vicende sono:
l’Amministrazione, i capi settore, i funzionare, e
in particolar modo, il sig. Vincenzo Salemi
(funzionario responsabile dell’ufficio personale),
il quale per l’ennesima volta, dinanzi a testimoni,
ha risposto alle richieste dei lavoratori Lpu con
toni e parole non di certo adeguati al ruolo e alla
sua funzione.
Per tutto questo a nome del sindacato di base Slai
Cobas si è deciso con i lavoratori presenti di
diffidare per il momento i responsabili di tali
avvenimenti per mezzo lettera, riservandosi di
ricorrere all’Autorità Giudiziaria.
Inoltre si è chiesto all’Amministrazione di
convocare al più presto un tavolo tecnico per
conoscere le sue intenzioni con riguardo alla
stabilizzazione che attuerà la Regione a breve, e
cioè entro marzo 2007, e le qualifiche da utilizzare
per la sottoscrizione dei contratti.
I lavoratori Lpu non intendono abbandonare lo STATO
DI AGITAZIONE anche per le false promesse fatte dal
Sindaco, Orazio Mezzio, alcuni mesi fa, il quale
pomposamente dichiarava in un comunicato stampa di
aver stabilizzato i lavoratori Lpu di pari passo al
personale ex art.23, approvando con esecuzione
immediata una delibera di giunta.
Mangano è di tutt’altro avviso: “ E’ una vergogna
illudere i lavoratori e fare tali affermazioni. Fino
ad ora non c’è niente che bolle in pendola. Mi sorge
un dubbio!! Forse si aspettano le elezioni per poter
ricavare da questa situazione qualche voto?” Mangano
prosegue ed afferma: “Se le intenzioni del Sindaco
fossero vere, che si adoperi, allora, da subito per
procedere alle assunzioni degli lavoratori Lpu
invece di pavoneggiarsi”. E c’è di più: «La giunta
ha approvato una delibera (la n. 20 del 21 febbraio
2007) avente ad oggetto: “approvazione organigramma
del Comune e modifica organizzazione uffici” con cui
si assumeranno, senza bandire concorsi, svariati
capi settore e coordinatori di categoria C e D,
quando invece in pianta organica sono carenti le
figure di categoria inferiore, cioè A e B».
Lo Slai Cobas ritiene l’atto illegittimo e ravvisa
una forma di clientelismo.
Invece per la stabilizzazione dei lavoratori Asu le
leggi vigenti autorizzano a superare l’ostacolo dei
concorsi per titoli ed esami.
Quindi per l’ennesima volta si chiede al Sindaco di
revocare l’atto e di procedere all’assunzione di
tutti i lavoratori Asu, presenti nell’ente, anziché
sperperare i soldi dei contribuenti in Ricorsi
Giudiziari.
Lo SLai Cobas e altre sigle sindacali, in caso di
silenzio o di risposte “alla politichese” annunciano
che oltre al mantenimento dello stato di AGITAZIONE
non esiteranno a scioperare .
Il Coordinatore Provinciale dello
Slai Cobas di Siracusa
Luigi Mangano
marzo 2007
COMUNICATO STAMPA
Nella mattina di oggi 29 gennaio 2007 si è tenuta una assemblea dei lavoratori precari del Comune di Assoro (EN).
Nel corso della riunione, a cui hanno partecipato Mimma Zinna (coordinatrice provinciale Slai Cobas di Enna), e Salvo Scuderi, oltre ad essere state affrontate le questioni specifiche dell’Ente fra cui le difficoltà ad avere riconosciuti gli stessi diritti degli altri lavoratori, si è convenuto sulla necessità di riavviare la lotta per individuare un percorso che risolva definitivamente la situazione dei precari siciliani con un lavoro vero ed a tempo indeterminato.
Si è convenuto, inoltre, sulla necessità di costituire una rete con i precari della P.A. delle altre regioni per rendere applicabile le normative previste nella finanziaria nazionale e non lasciarli a semplici enunciati nonché per ottenere il riconoscimento dei contributi pregressi, compresi quelli figurativi.Assoro (EN), 29 gennaio 2007
Slai Cobas Sicilia
COMUNICATO STAMPA
Ieri pomeriggio si è tenuta una assemblea dei lavoratori precari del Comune di Pazza Armerina.
Nel corso della riunione, a cui anno partecipato Mimma Zinna (coordinatrice provinciale Slai Cobas di Enna), Orazio Calì e Salvo Scuderi, oltre ad essere state affrontate le questioni specifiche dell’Ente si è convenuto sulla necessità di riavviare il percorso di lotta che ha caratterizzato tutto il 2006 per poter giungere al più presto:
Alla piena e completa applicazione della l.r. 16/2006 compresi i lavoratori ancora in attesa di un ente e quelli della lettera “c”;
Ad un percorso che risolva definitivamente la situazione dei precari siciliani con un lavoro vero ed a tempo indeterminato;
All’apertura di un contenzioso con il Governo nazionale per rendere applicabile le normative previste nella finanziaria nazionale anche a NOI!
Al riconoscimento dei contributi pregressi per poter almeno sperare un giorno ad una pensione ed ad una vecchiaia dignitosa!
Alla fine della riunione si è tenuto un incontro con i disoccupati che protestavano incatenati all’interno dei locali del comune per ottenere l’applicazione delle normative che consentissero loro di ottenere un lavoro per poter vivere dignitosamente.
Ha fatto seguito un incontro con esponenti dell’Amministrazione locale, che manifestando comprensione e disponibilità per i lavoratori si sono impegnati a trovare una soluzione, anche temporanea, nel giro di pochi giorni.Catania 23 gennaio 2007
Slai Cobas Sicilia
COMUNICATO STAMPA
Ieri pomeriggio si è tenuta una assemblea dei lavoratori precari del Comune di Pazza Armerina.
Nel corso della riunione, a cui anno partecipato Mimma Zinna (coordinatrice provinciale Slai Cobas di Enna), Orazio Calì e Salvo Scuderi, oltre ad essere state affrontate le questioni specifiche dell’Ente si è convenuto sulla necessità di riavviare il percorso di lotta che ha caratterizzato tutto il 2006 per poter giungere al più presto:
Alla piena e completa applicazione della l.r. 16/2006 compresi i lavoratori ancora in attesa di un ente e quelli della lettera “c”;
Ad un percorso che risolva definitivamente la situazione dei precari siciliani con un lavoro vero ed a tempo indeterminato;
All’apertura di un contenzioso con il Governo nazionale per rendere applicabile le normative previste nella finanziaria nazionale anche a NOI!
Al riconoscimento dei contributi pregressi per poter almeno sperare un giorno ad una pensione ed ad una vecchiaia dignitosa!
Alla fine della riunione si è tenuto un incontro con i disoccupati che protestavano incatenati all’interno dei locali del comune per ottenere l’applicazione delle normative che consentissero loro di ottenere un lavoro per poter vivere dignitosamente.
Ha fatto seguito un incontro con esponenti dell’Amministrazione locale, che manifestando comprensione e disponibilità per i lavoratori si sono impegnati a trovare una soluzione, anche temporanea, nel giro di pochi giorni.Piazza Armerina (EN), 23 gennaio 2007
Slai Cobas Sicilia
COMUNICATO STAMPA
Finalmente un contratto!
Finalmente un contratto di lavoro per i precari degli enti locali siciliani! E’ di soddisfazione l’aria che si respira nella categoria degli ex articolisti a cui il Natale ha portato sotto l’albero la stipula di contratti di diritto privato a ventiquattro ore settimanali e l’adeguamento da diciotto a ventiquattro dell’orario di lavoro dei Puc (progetti di utilità collettiva) che un contratto ce l’avevano già. Si tratta di contratti a tempo determinato stipulati per periodi di un anno, tre anni o cinque anni.
Un sospiro di sollievo che la maggior parte di questi lavoratori può finalmente tirare dopo oltre diciassette anni di precariato all’interno della pubblica amministrazione in cui si lavorava senza tutela previdenziale e assicurativa.
“La stipula di questi contratti – afferma il coordinatore regionale dello Slai Cobas Orazio Calì – è sicuramente un passo avanti. Non è quello che i lavoratori auspicavano durante le battaglie ma rappresenta un primo segnale positivo”.
L’augurio è che la stipula del contratto possa esserci per tutti gli aventi diritto che sono circa 7.500 in tutta la Regione.
“Vogliamo ricordare alla Regione – spiega Calì – che in nelle varie province siciliane ci sono ancora lavoratori che pur avendo la dote finanziaria attribuita non possono stipulare i contratti con l’ente di appartenenza o perché l’ente non ne ha fatto richiesta o perché ha richiesto la stipula di contratti in numero inferiore rispetto a quelli posseduti”.
Si tratta di un problema su cui la Regione deve intervenire al più presto magari emanando una direttiva che stabilisca tempi stretti per la stipula dei contratti.
Resta ancora da definire la questione dei contrattualizzati per cinque anni e degli altri lavoratori socialmente utili (Lpu e circolare 331) per i quali non è ancora scattato l’adeguamento a ventiquattro ore dell’orario di lavoro.
“Le battaglie non sono ancora finite – dice Calì – e il presidente della Regione non può andare in giro dicendo che ha stabilizzato i precari. E’ solo un primo passo avanti che è stato ottenuto grazie alle spinte e alle lotte portate avanti dai lavoratori in prima persona dopo il letargo e l’immobilismo dei sindacati confederali”.
L’assessore regionale al lavoro Santi Formica, dal canto suo, prorogando i lavori socialmente utili solo per quattro mesi, ha manifestato tale intenzione. “Crediamo alla volontà politica dell’assessore – incalza Calì – ma vista l’esperienza passata che finora ha prolungato il nostro precariato per un ventennio vogliamo vedere i fatti”.
Resta anche da sciogliere il nodo di quei precari che pur in possesso di dote finanziaria non sanno ancora dove andare a stipulare un contratto.
Catania 08/01/2007Il coordinatore regionale dello Slai Cobas
Orazio Calì