Messaggi di solidarietà ai lavoratori
licenziati dalla FIAT a Pomigliano

Da: Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli”

Solidarietà proletaria ai compagni Granillo, Aprea, allo Slaicobas e a tutti gli operai colpiti dalla repressione padronale.

Il licenziamento dei compagni Vittorio Granillo e Luigi Aprea è un attacco generale dei capitalisti contro gli operai ed i lavoratori che - con le loro lotte contro lo sfruttamento e per la difesa dei loro interessi - mettono in discussione nella pratica la “pacifica” accumulazione del profitto.
Da tempo è in atto nelle fabbriche una repressione silenziosa e strisciante, con licenziamenti politici (in vario modo mascherati) che colpiscono decine di compagni.
Al di là delle chiacchiere sul sistema “democratico”, come sempre i padroni - di destra e di sinistra, insieme ai loro partiti - sono uniti nel difendere i loro interessi di classe ed il sistema capitalista, che continua a riprodurre e mantenere gli operai come schiavi salariati sottomessi al comando di fabbrica.
Ancora una volta si vede come le leggi borghesi tutelano e legittimano il diritto dei Padroni a fare profitti sulla pelle dei lavoratori. I diritti dei lavoratori, a cominciare da quelli del lavoro, della salute e sicurezza sui posti di lavoro, pur sanciti dalla costituzione e dallo statuto dei lavoratori, sono rispettati solo se compatibili con i bilanci delle imprese.

Solidarietà militante ai compagni Granillo, Aprea e a tutti gli operai colpiti dalla repressione padronale.
Nessun atto repressivo può rimanere senza risposta.
Diamo tutta la nostra disponibilità a partecipare alle iniziative che si decideranno.

Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli”
Sesto San Giovanni, Via Magenta 88

14-1-2007


Da: SLAI Cobas Mantova

Fiat: Piano Marchionne e licenziamenti rappresaglia.

Con il passare dei giorni si va delineando sempre di più la portata dell'operazione repressiva e antisindacele intrapresa dal management Fiat.
Ritorna la brutalità del capitalismo delle origini :
la Fiat licenzia sindacalisti e lavoratori che non si fanno strumento della sua volontà e sempre la Fiat,tramite le sue controllate,Impregilo spa - Fibe spa provoca il disastro ambientale in Campania.
La Fiat,pur di fare profitti, calpesta ancora una volta la dignità e la salute di lavoratori e cittadini.

Costruiamo insieme una piattaforma sindacale e politica capace di condurci alla vittoria sulla barbarie neoliberista!

Solidarietà a Vittorio Granillo,Luigi Aprea e a tutti i compagni e lavoratori licenziati!

Un saluto a pugno chiuso

13/01/2008


Da: Partito Comunista dei Lavoratori

SOLIDARIETA' AL COMPAGNO VITTORIO GRANILLO!
GIU' LE MANI DAI SINDACALISTI DI CLASSE!

La sezione "Rosa Luxemburg" di Napoli del Partito Comunista dei Lavoratori esprime la massima solidarietà nei confronti di Vittorio Granillo,sindacalista dello Slai Cobas e combattente per i diritti dei lavoratori,indegnamente licenziato dalla Fiat Auto di Pomigliano d'Arco.Questo licenziamento segue quello di Mimmo Mignano e quelli dei lavoratori fiat di Melfi e Termoli,licenziamenti politici fatti allo scopo di intimidire la parte più combattiva della classe lavoratrice i cui migliori esponenti in generale si oppongono alle logiche di sfruttamento dei lavoratori,e a Pomigliano lottano contro la "melfizzazione" e il ridimensionamento dello stabilimento con l'annullamento delle opposizioni sindacali anticoncertative.Il Partito Comunista dei Lavoratori esprime a Vittorio e allo Slai la massima solidarietà dovuta ai compagni che lottano con noi contro il capitalismo.

Partito Comunista dei Lavoratori
Napoli

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LA FILOSOFIAT NON SI SMENTISCE MAI!!!!!!!!!
SOLIDARIETA' AL COMPAGNO LUIGI APREA LICENZIATO DALLA FIAT!
LO DICIAMO DI NUOVO:GIU' LE MANI DAI SINDACALISTI DI CLASSE!!!!

La FilosoFiat non si smentisce mai!Neanche una settimana dal licenziamento politico di Vittorio Granillo e la Fiat licenzia un altro delegato RSU dello Slai Cobas:Luigi Aprea.Nuovamente la sezione "Rosa Luxemburg" di Napoli del Partito Comunista dei Lavoratori esprime la massima solidarietà nei confronti dello Slai e di Luigi Aprea,sindacalista dello Slai Cobas e combattente per i diritti dei lavoratori,indegnamente licenziato dalla Fiat Auto di Pomigliano d'Arco.Questo licenziamento segue quello di Mimmo Mignano,di Vittorio Granillo e quelli dei lavoratori fiat di Melfi e Termoli.L'obiettivo della Fiat è quello di piegare la resistenza operaia per poter spianare la strada alla "melfizzazione" dello stabilimento.Sappiano gli "sceriffi" Marchionne e Montezemolo che non l'avranno vinta!Più reprimono i sindacalisti combattivi più buttano benzina sul fuoco,poichè in una situazione insostenibile per i lavoratori spiattellano in faccia ad essi la proria arroganza padronale.

Abbasso la repressione padronale!
Abbasso la FilosoFiat!
Solidarietà a Mignano,Granillo,Aprea e tutti i sindacalisti licenziati a scopo punitivo!
Nazionalizzazione della Fiat senza alcun indennizzo e sotto controllo operaio!
Controllo operaio su tutte le fabbriche dove i padroni licenziano!
Unità dei lavoratori contro la dittatura capitalista e contro tutti i governi del padronato!

Partito Comunista dei Lavoratori
Napoli
11/01/2008


Da: SEZIONE PROVINCIALE DI NAPOLI "ROSA LUXEMBURG" DEL PCL

Solidarieta' al compagno Luigi Aprea licenziato dalla Fiat!
La filosofiat non si smentisce mai!!!!!!!!!
(10 gennaio 2008)
LO DICIAMO DI NUOVO:GIU' LE MANI DAI SINDACALISTI DI CLASSE!!!!

La FilosoFiat non si smentisce mai! Neanche una settimana dal licenziamento politico di Vittorio Granillo e la Fiat licenzia un altro delegato RSU dello Slai Cobas: Luigi Aprea. Nuovamente la sezione "Rosa Luxemburg" di Napoli del Partito Comunista dei Lavoratori esprime la massima solidarietà nei confronti dello Slai e di Luigi Aprea, sindacalista dello Slai Cobas e combattente per i diritti dei lavoratori, indegnamente licenziato dalla Fiat Auto di Pomigliano d'Arco. Questo licenziamento segue quello di Mimmo Mignano, di Vittorio Granillo e quelli dei lavoratori fiat di Melfi e Termoli. L'obiettivo della Fiat è quello di piegare la resistenza operaia per poter spianare la strada alla "melfizzazione" dello stabilimento. Sappiano gli "sceriffi" Marchionne e Montezemolo che non l'avranno vinta! Più reprimono i sindacalisti combattivi più buttano benzina sul fuoco, poichè in una situazione insostenibile per i lavoratori spiattellano in faccia ad essi la propria arroganza padronale.

Abbasso la repressione padronale!
Abbasso la FilosoFiat!
Solidarietà a Mignano, Granillo, Aprea e tutti i sindacalisti licenziati a scopo punitivo!
Nazionalizzazione della Fiat senza alcun indennizzo e sotto controllo operaio!
Controllo operaio su tutte le fabbriche dove i padroni licenziano!
Unità dei lavoratori contro la dittatura capitalista e contro tutti i governi del padronato!

11-1-2008


Da: Collegamenti Internazionalisti di Milano

Solidarietà ai compagni licenziati
dalla Fiat-Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco

Licenziamenti e intimidazioni inaugurano il "piano Marchionne", per la ristrutturazione della Fiat-Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco.

Lo scorso 31 dicembre, il primo licenziamento ha colpito Vittorio Granillo, operaio e dirigente nazionale dello Slai Cobas) messo in mobilità forzata dalle DHL (su richiesta Fiat).
In questi giorni, dopo il subitaneo licenziamento di Luigi Aprea, delegato RSU di Slai Cobas, la Fiat ha comminato altre sei lettere di contestazione e sospensione dal lavoro per altrettanti operai, tra cui Mario Di Costanzo (delegato RSU della Fiom) e Aniello Niglio (sempre della Fiom).
Dietro il paravento dei corsi di formazione, la Fiat sta instaurando un clima da caserma, che vede crescere la presenza dei vigilanti e il potere dei capetti.
Alla giusta reazione degli operai, la direzione ha risposto con licenziamenti e intimidazioni: sono già una cinquantina le lettere di contestazione inviate ad altrettanti lavoratori e centinaia di provvedimenti disciplinari sono in corso di spedizione.
Tutta la nostra solidarietà agli operai della Fiat di Pomigliano, che con i fatti stanno dimostrando come respingere l’attacco padronale.

I compagni di Collegamenti Internazionalisti di Milano

11-1-2008


Da: "Segreteria ACU"

Siamo pienamente solidali coi lavoratori ingiustamente licenziati; i nostri
Uffici Legali sono a disposizione dei lavoratori in lotta contro il grave
comportamento della Fiat a Pomigliano D'Arco.

Il Presidente di ACU Campania
Avv. Nicola Vetrano

11-1-2008


Dal Collettivo "Prendiamo la Parola"

Esprimiamo la più viva solidarietà ai compagni di Pomigliano, vittime della repressione padronale e poliziesca. La vostra lotta è la nostra lotta.

per il Collettivo "Prendiamo la Parola"
Slai-cobas Comune di Milano

Ivan Bettini

11-1-2008


Da: Comitato di Lotta Internazionalista - Torino

Tutta la nostra solidarietà ai compagni dello Slai Cobas licenziati dalla Fiat.
Tutto il nostro appoggio alla lotta che si stà svolgendo per contrapporsi ai massicci aumenti di sfruttamento contro un’azienda che ricca di sovrapprofitti (solo nel 2° trimestre l’utile è aumentato del 90%) continua odiosamente e avidamente la sua azione di spremitura fino all’estremo del lavoro operaio.
L’esempio di compagni come Granillo e Aprea e dei lavoratori di Pomigliano che stanno lottando contro il supersfruttamento e contro l’antisindacalismo della Fiat è uno sprono a tutti quanti, nei luoghi di lavoro, si contrappongono a questa fase di continuo peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori.
E’ un esempio di generoso protagonismo di classe di fronte all’inettitudine dei vertici sindacali, complici della borghesia industriale italiana.
E’ un esempio che mostra come ci siano in questa fase energie di classe che se autonomamente collegate possono contrapporsi alla politica antioperaia dei padroni e del governo.

11-1-2008


Da: Unione Sindacale Italiana
 
Solidarietà ai Compagni licenziati dalla Fiat.

Solidarietà a Granillo, Aprea e a tutti i licenziati che lo Slai sta subento in questo particolare momento repressivo.

Lo scotto che i lavoratori i rappresentanti sindacali e i dirigenti sindacali dello slai spero che venga superato nel più breve tempo possibile e che gli strumenti messo in campo diano i risultato del riwentro in fabbrica e nella lotta di tutti i lavoratori e i rappresentanti dello slai. W la lotta operaia W il rientro in fabbrica dei Compagni.

No alla repressione.

p. la segreteria
Bruzzese Sandro

Unione Sindacale Italiana
Viale Isonzo 10
20135 Milano


Da: Slai Cobas Serre Calabre

Serra San Bruno, 11/01/2008

I compagni dello Slai Cobas Serre Calabre esprimono tutta la loro solidarietà ai compagni Vittorio Granillo e Luigi Aprea e allo SLAI COBAS di Pomigliano d’Arco, vittime dell’ennesimo atto di repressione alla Fiat.
In un clima di attiva complicità di tutta la casta politico-sindacale, buona solo a versare qualche lacrima di coccodrillo dopo l’ennesima strage per le indegne condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, i capitalisti dimostrano di avere ben chiaro il modo di difendere i loro interessi di classe, colpendo quelle avanguardie che da sempre sono un esempio di resistenza operaia.

Contro i licenziamenti, per la democrazia sindacale e la difesa dei posti di lavoro, i lavoratori sanno di poter contare solo sulle proprie forze e che le armi a loro disposizione sono come sempre l’autorganizzazione, la lotta e la solidarietà militante.


Da: SLAI Cobas Regione Lombardia

SOLIDARIETA’ AL COMPAGNO GRANILLO

Lo SLAI COBAS della Regione Lombardia esprime solidarietà al compagno Vittorio Granillo e allo SLAI COBAS di Pomigliano d’Arco, colpiti dall’ennesimo licenziamento politico.
Questo attacco repressivo rientra a pieno titolo nel cosiddetto “piano Marchionne” grazie al quale il padronato si propone di azzerare le libertà sindacali, duramente conquistate, nello stabilimento FIAT di Pomigliano e nelle aziende collegate, innanzitutto procedendo con la serie di licenziamenti che da anni colpiscono i sindacalisti non allineati al padrone e in particolare i militanti dello SLAI-COBAS.
I padroni per incrementare i loro profitti devono intensificare lo sfruttamento degli operai con: salari di fame, precarietà, intensificazione dei ritmi di lavoro ecc. Per questi motivi devono eliminare ogni resistenza nei luoghi di lavoro. L’attacco a Granillo e ai lavoratori più combattivi degli altri stabilimenti (Fiat di Termoli e di Melfi) - CGIL-CISL-UIL collaboranti con la FIAT alla ristrutturazione aziendale- sono chiari segnali di una politica di massiccio ridimensionamento occupazionale in tutte le fabbriche, anche se questo viene camuffato con cassa integrazione o mobilità dei lavoratori più combattivi.
Come SLAI COBAS ci impegniamo a tutte le iniziative di lotta che ci saranno contro i licenziamenti politici e salutiamo con piacere la piena riuscita dello sciopero, indetto oggi, dallo SLAI COBAS contro la politica Fiat e il tentativo di licenziamento del compagno Granillo.

SVILUPPARE LA SOLIDARIETA’ DI CLASSE, DA LAVORATORI A LAVORATORI, ATTRAVERSO LA LOTTA
QUESTA E’ LA NOSTRA RISPOSTA AGLI ATTACCHI PADRONALI.

Milano 10-01-2008


Da:
NETWORK AUTORGANIZZATO PER UN PRIMO MAGGIO DI LOTTA

Collettivo internazionalista di Napoli

C.S.O.A. "Terra Terra" (Soccavo - Napoli)

INTERFACOLTA' (Coordinamento dei Collettivi Universitari Napoletani)
Vesuvio Zona Rossa (Comuni Vesuviani)

Esprimiamo la nostra più sentita solidarietà a Vittorio Granillo e allo Slai-Cobas di Pomigliano d'Arco (NA), vittime dell'ennesimo licenziamento punitivo.
Questo nuovo attacco repressivo rientra a pieno titolo nel cosiddetto "piano Marchionne", grazie al quale il padronato si propone di azzerare le libertà sindacali nello stabilimento Fiat di Pomigliano e nelle aziende collegate, innanzitutto procedendo con la serie di licenziamenti che da anni colpiscono i sindacalisti non allineati al padrone e in particolare i militanti dello Slai-Cobas.
La strategia padronale è chiara: da un lato avviare il ridimensionamento occupazionale dell'insediamento Fiat di Pomigliano (delle aziende collegate e dell'indotto), dall'altro imporre uno sfruttamento intensivo del lavoro operaio attraverso la completa "melfizzazione" dello stabilimento, l'aumento vertiginoso dei ritmi, la definitiva liberalizzazione dei turni, degli straordinari e dei contratti "flessibili".
All'incremento dei profitti corrisponderà la disoccupazione e/o il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro degli operai (della Fiat, delle aziende collegate e dell'indotto).
L'"ammodernamento" di cui blaterano i padroni è appunto l'imposizione di "nuovi" e più intensi livelli di sfruttamento: è la "modernità" che affina le tecniche di controllo sui lavoratori, la "modernità" dei ritmi esasperati e della "flessibilità ", è la "modernità" del logoramento psico-fisico e della "sindrome del tunnel carpale"!
Per porre in atto questa drastica ristrutturazione capitalistica e prevenire - stroncandola sul nascere - la sacrosanta risposta operaia, le direzioni aziendali della Fiat e delle aziende collegate stanno cercando di mettere i lavoratori nell'impossibilità di difendersi e costringerli alla rassegnazione. La tattica adottata mostra con quale scientifica determinazione i padroni perseguano i loro obiettivi: a) si ricattano gli operai agitando l'eventualità di un drastico ridimensionamento dello stabilimento (e dell'indotto) per far loro accettare come un "male minore" la ristrutturazione e il conseguente... drastico ridimensionamento dello stabilimento; b) si accelera il processo di "eliminazione" dei sindacalisti che difendono coerentemente i diritti dei lavoratori e sono pertanto considerati "scomodi" dall'azienda; c) con la scusa della "formazione" si chiude lo stabilimento per due mesi (almeno...), in tal modo si prova stemperare il potenziale della lotta operaia, i lavoratori da colpire vengono colti nell'isolamento di uno stabilimento chiuso, viene interrotta la comunicazione operaia, si impedisce la mobilitazione e l'aggregazione di massa sul luogo di lavoro (in più si tenta di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri con l'indottrinamento su "rendimenti e premi"); d) dulcis in fundo: si rilancia la "concertazione" suscitando l'approvazione entusiastica (e gli appetiti) dei sindacati collaborazionisti.
Quest'ultima mossa ha avuto un peso determinante nel consentire ai padroni di "pianificare" e avviare l'iniziativa antioperaia. Anche in questa particolare occasione, infatti, la "concertazione" sta svolgendo la sua funzione istituzionale: assicurare una "tranquilla" ristrutturazione padronale, "gestire" le contraddizioni dividendo i lavoratori e disperdendo il loro potenziale di lotta, trasformare il sindacato in cinghia di trasmissione dell'attacco capitalistico, legare le mani agli operai mentre i padroni colpiscono con forza e cinismo. Senza il solerte aiuto dalle organizzazioni sindacali "concertative" (CGIL, CISL, UIL, UGL, FISMIC), del Governo Prodi, delle istituzioni locali (Comune, Provincia, Regione) e dei partiti della cosiddetta (finta) "sinistra radicale" (PRC in primis), sarebbe stato impossibile concretizzare in così poco tempo un'enormità come il "piano" antioperaio di Marchionne.
Del resto, una domanda sorge spontanea in tutta la sua banalità: quale sindacato dei lavoratori, che non sia un sindacato venduto e giallissimo, accetterebbe placidamente la chiusura per due mesi di uno stabilimento (fosse anche minuscolo e non gigantesco come quello di Pomigliano), senza - peraltro - avere una qualche seria garanzia circa le reali intenzioni dell'azienda e la sorte dell'indotto???
Il licenziamento di Vittorio Granillo, dunque, ci ricorda che la posta in gioco di quanto sta accadendo a Pomigliano è ampia, generale, riguarda l'intera sinistra di classe. La posta in gioco è la possibilità di fronteggiare la più complessiva aggressione padronale in corso, impattando realmente con la sua quotidiana e spietata materialità, in fabbrica e sui territori. Riuscirci significa costruire le condizioni necessarie per affermare, concretizzare e generalizzare, la pratica dell'autorganizzazione di classe: innanzitutto difendendo esperienze come quella dello Slai-Cobas e schierandoci a fianco di tutti i lavoratori che non accettano supinamente le pretese padronali.

Solidarietà allo Slai-Cobas, a Vittorio Granillo e a tutti i lavoratori colpiti dai licenziamenti!

Contro la "concertazione" filopadronale, rilanciamo l'autorganizzazione di classe!

Costruiamo percorsi unitari di lotta contro licenziamenti, precarietà e repressione!

Contro il Governo antioperaio di Prodi, Bertinotti e... Marchionne!

Per l'unità internazionale di tutti gli sfruttati!

Napoli, 6 gennaio 2008 


Dal Dipartimento sindacale del PdAC

Cari compagni, care compagne
Slai Cobas

Nello stesso momento in cui la burocrazia sindacale si appresta a sedersi al tavolo predisposto dal governo pronta a firmane l'ennesimo infame accordo sulle spalle dei lavoratori e delle masse popolari, mentre prosegue l'attacco al salario, ai diritti e alle tutele, mentre dilaga lo sfruttamento del lavoro precario, mentre aumentano le malattie professionali e gli infortuni mortali sul lavoro, il padronato colpisce le avanguardie della nostra classe di riferimento nei luoghi di lavoro.

Il padronato, e tra questi la Fiat di Marchionne, colpendo le avanguardie, i compagni Vittorio Granillo, Luigi Cravero, Domenico Martelli e tanti altri, intendono spezzare la resistenza operaia e popolare alle loro politiche di guerra sociale all'interno e imperialista all'esterno. A questo attacco dobbiamo contrapporre il più ampio e unitario fronte di lotta, contro il governo e il padronato.

Il Partito di Alternativa Comunista in questo grave momento è al fianco dei compagni colpiti dalla repressione padronale.

Antonino Marceca

9-1-2008


Dalle Redazioni Veneta e Toscana di Primomaggio

Come lavoratori, precari, disoccupati dei collettivi redazionali di Primomaggio toscano/veneto esprimiamo la nostra solidarietà a Vittorio Granillo, delegato rsu alla D.H.L. (azienda terziarizzata operante all'interno del perimetro dello stabilimento della Fiat Auto di Pomigliano) e sindacalista dello Slai Cobas, per l'ennesimo licenziamento subito da parte dell'azienda con la complicità del sindacalismo confederale. La direzione aziendale tenta nuovamente di liberarsi di questa "spina nel fianco" che da anni lotta per i diritti dei lavoratori di Pomigliano e non solo, non a caso il mese scorso si è subito attivato, assieme al suo sindacato, per organizzare e dirigere una forte mobilitazione per contrastare la strategia aziendale relativa al licenziamento di 94 lavoratori interinali delle aziende collegate al gruppo Fiat.

I padroni per incrementare i loro profitti devono intensificare lo sfruttamento della forza-lavoro: salari di fame, precarietà, lavoro nero, flessibilità, intensificazione dei ritmi, cassa integrazione e licenziamenti.
Eliminare ogni resistenza nei luoghi di lavoro è la condizione essenziale. L'attacco della Fiat a Granillo ed ai lavoratori più combattivi degli altri stabilimenti (non scordiamoci dei licenziamenti politici avvenuti alla Fiat-Sata di Melfi ed alla Fiat di Termoli), la manifesta collaborazione sindacale di Cgil-Cisl-Uil alla ristrutturazione, sono segnali che aprono la strada ad un massiccio ridimensionamento occupazionale.

In tutte le fabbriche la ristrutturazione comincia con l'eliminazione, attraverso il licenziamento politico, anche se questo viene camuffato con la cassa integrazione o la mobilità, dei lavoratori più combattivi.
A fianco di Vittorio Granillo come al fianco dei tanti lavoratori combattivi che in tutta Italia stanno rialzando la testa e non sono più disposti ad accettare in silenzio ogni cosa che il padronato vorrebbe imporre a loro.

9-1-2008


Dalla FLMU CUB di Pomigliano

Appena iniziati i corsi di formazione, come denominati dalla Fiat, subito si evidenzia l’obbiettivo.
Secondo i dati Fiat, annunciati durante la giornata di ieri, Pomigliano, a differenza di Cassino, Melfi e al sito produttivo in Polonia, non è competitiva, sia sui costi che sulla qualità.
Tali responsabilità vengono addossate ai lavoratori, come se fosse colpa nostra il dover lavorare in queste condizioni; con impianti obsoleti, eppure nel 2003 con l’accordo denominato, “ Nuova Pomigliano” furono stanziati migliaia di miliardi di lire, per rinnovare lo stabilimento e renderlo competitivo, ma nulla è stato fatto, dove sono finiti quei soldi?
Poi ci dicono che in Fiat vi sono centinaia di lavoratori RCL con serie patologie, ricordiamo che, sempre con quell’accordo fu introdotto un sistema di metrica denominato TMC2,che velocizza enormemente i tempi di lavoro permettendo una maggiore saturazione, e dall’introduzione di tale sistema che sono aumentati enormemente i casi di patologie e quindi gli RCL.
Si richiede il rispetto delle regole, come se a non rispettarle fossero i lavoratori, per quanto ci riguarda, noi le abbiamo sempre rispettate, chi ne era/è esente e la Fiat, visto che permette/va di non lavorare a centinaia di rappresentanti sindacali e loro galoppini, in cambio della loro subalternità, mentre per chi si ribella ecco che la reazione è sempre la stessa, provvedimenti, “intimidazioni”, licenziamenti.
Basti pensare ai licenziamenti politici avvenuti negli ultimi anni, a Pomigliano come a Melfi.
La Fiat ci dice che intende voltare pagina che vuole il rispetto delle regole, ma intanto inizia male, con licenziamenti attraverso la mobilità forzata per coloro che rifiutano di accedervi, ricordiamo che l’accordo, è di mobilita volontaria, Ed ecco che tale metodo è stato adottato anche dalla DHL, “dietro pressioni Fiat” per espellere esponenti sindacali, come Vittorio Granillo, e continuare ad eliminare chi si oppone alle repressioni in atto.
La FLMUniti CUB esprime piena solidarietà a Granillo e allo Slai Cobas, condanna fermamente ogni azione volta a sopprimere ogni dissenso, e si batterà sempre per i diritti, la dignità dei lavoratori, la libera espressione e la democrazia sui luoghi di lavoro.
La Fiat, invece di promuovere sciocchezze, deve spiegare perché in poco più di dieci anni alla SATA e in FIAT ci sono tanti operai “limitati” e perché non si è intervenuto per evitare ciò.
Adesso con il nuovo sistema OCRA la FIAT tenta di voltare pagina, e fare finta che nulla è successo per poi intensificare ancora di più i ritmi utilizzando questa volta un nuovo metodo, dove si tenta di scaricare sugli operai i problemi impiantisti e organizzativi, che dovrebbero risolvere altri.
Non ci vogliono nuove formule magiche ma operai in più sulle linee e la FLMUniti-CUB continuerà a rivendicare reali miglioramenti di lavoro, come continuerà a sostenere e a promuovere tutte le iniziative necessarie affinché siano ritirati gli odiosi e illegittimi licenziamenti.
La solidarietà agli operai di Melfi, a Auria, a Passanante, a Ferrentino, a Mignani,a Granillo è necessaria se vogliamo ancora difenderci come operai in modo indipendente, altrimenti è la paura, il mordersi la lingua, lo stare allineati e coperti ma così ci condanniamo ad una vita da schiavi senza speranza.

Ribellarci ai soprusi non è solo un diritto ma un DOVERE

9 gennaio 2008