Solidarietà ai lavoratori e sindacalisti SLAI Cobas
licenziati all'Alfa di Pomigliano

 

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Sabato 29 aprile a Mestre iniziativa di solidarietà con i licenziati dello Slai


Riportiamo alcuni dei numerosi messaggi di solidarietà che sono arrivati


Progetto Comunista – Rol a fianco dei lavoratori dello Slai-Cobas

di Pasquale Cordua

La mattina di sabato 25 marzo, nella Aula Magna della Facoltà di Ingegneria di Napoli, lo Slai-Cobas ha tenuto un’assemblea a sostegno delle lotte alla Fiat di Pomigliano e contro i licenziamenti di rappresaglia che la direzione dell’azienda, spalleggiata dalle Organizzazioni sindacali, ha effettuato contro otto operai, tutti appartenenti allo Slai.

La sala era gremita; oltre cinquecento i presenti. E’ stato proiettato il filmato della assemblea durante la quale è esplosa la contestazione al contratto dei metalmeccanici ed ai burocrati che si ostinavano a volerlo difendere. Numerosi anche gli interventi di fabbriche, realtà di lotta e di precariato che hanno sperimentato le stesse forme di repressione antiproletaria, provenienti dalla provincia napoletana ma anche da Roma, Milano, Bergamo, dalla Sicilia, Toscana, Umbria. Molte le contestazioni alla completa assenza di Rifondazione e forti critiche al programma dell’Unione nelle parole di operai per niente convinti che Prodi sia l’alternativa al governo Berlusconi.

Per Progetto Comunista – Rifondare l’Opposizione dei Lavoratori, che era tra i copromotori dell’assemblea, è stato chiamato ad intervenire Francesco Ricci che ha ribadito la necessità di un coordinamento delle lotte proletarie ed ha riassunto i contenuti dell’appello per riprendere il percorso di rifondazione di una forza coerentemente comunista e rivoluzionaria, a maggior ragione visto il ruolo assegnato al PRC e la risposta dei suoi vertici, ormai del tutto subordinati ed allineati alle volontà del centro moderato dell’Unione. Nell’intervento Ricci ha analizzato le prospettive politiche del dopo-elezioni, i compiti più urgenti delle avanguardie, la necessità di sviluppare ed estendere le lotte operaie e quelle contro la precarizzazione, sostenendo inoltre la necessità della costruzione di una forza politica che, oltre ad impegnarsi nelle lotte e fra i movimenti, ponga obiettivi più avanzati sul piano del potere politico.

Napoli, 25 marzo 2006


CON GLI IRRESPONSABILI DI POMIGLIANO ….. senza se e senza ma!!

L’Assemblea Nazionale, convocata dai compagni dello SLAI/Cobas, per organizzare la protesta contro i licenziamenti di Pomigliano d’Arco è un appuntamento di mobilitazione da sostenere pienamente e da propagandare nei posti di lavoro e sul territorio.

Senza ritornare sui contenuti deludenti e peggiorativi - particolarmente in materia di precarizzazione del lavoro e di tutela dei diritti - del Contratto Nazionale firmato da CGIL, CISL e UIL, la vicenda repressiva di Pomigliano d'Arco è paradigmatica del modello autoritario e blindato di relazioni sociali e sindacali che, di fatto, si stanno imponendo nei luoghi di lavoro ed in tutta la società.

Del resto quello che è accaduto alla FIAT di Pomigliano è stato anticipato, nei mesi scorsi, dal linciaggio mediatico e giudiziario a cui sono stati sottoposti i lavoratori dei trasporti pubblici che pure avevano bocciato il Contratto/Bidone, dall’attacco contro i lavoratori aeroportuali che hanno contestato la ristrutturazione selvaggia del settore e dalla messa all’indice di tutte quelle vertenze che per esprimersi compiutamente hanno dovuto infrangere la gabbia dell'articolo 146/90 (la regolamentazione e limitazione del diritto di sciopero)

Un Accordo, quello dei Meccanici, bocciato alla FIAT di Melfi (1800 contrari contro 1200 a favore), alle carrozzerie di Mirafiori, alla Fincantieri di Riva Trigoso (89% di NO) ed ai Cantieri Navali di Palermo. Un significativo risultato che non si è limitato ai più grossi centri operai del paese ma che raggiunge il 25% dei NO in Liguria ed il 20% in Piemonte. Del resto per chi è ancora dubbioso o vittima della massiccia propaganda dei sindacati collaborazionisti, per come vengono condotte e gestite le assemblee operaie di ratifica degli accordi, consigliamo la visione del video, autoprodotto dallo SLAI/Cobas, in cui è possibile rendersi conto del reale andamento dell’assemblea di Pomigliano che ha bocciato l’Accordo e del comportamento arrogante e provocatorio tenuto dai sindacalisti di FIOM-FIM-UILM.

Si vergogni – quindi – il “sinistro” Rinaldini il quale, in evidente difficoltà politica rispetto a quanto accaduto a Pomigliano, è ricorso ad una squallida denuncia alla Magistratura contro lo SLAI/Cobas per tentare un impossibile recupero di un immagine della FIOM che, specie a Pomigliano, ha, negli ultimi anni, sempre sottoscritto accordi peggiorativi delle condizioni di lavoro, con buona pace delle “chiacchiere della domenica” sulla presunta alterità/diversità della FIOM rispetto alla CGIL!!!
I lavoratori di Pomigliano colpiti dai licenziamenti, in queste settimane, sono stati lasciati soli da tutta la sinistra. Non abbiamo visto appelli alla mobilitazione, gesti di solidarietà concreta, comunicati o interrogazioni parlamentari da parte di nessun partito.

Anzi, particolarmente, il PRC mantiene, su questa questione, un pesante e premonitore silenzio. Pesante perché costituisce un tacito avallo all’operato repressivo della FIAT e premonitore perché esemplificativo di quello che sarà l’azione politica e sindacale contro i lavoratori di un prossimo probabile governo dell’Unione Prodiana d cui il PRC costituirà una componente essenziale.

A fronte di questo scenario – in cui i licenziamenti di Pomigliano sono un campanello d’allarme da comprendere pienamente – occorre esprimere il massimo di solidarietà militante verso i compagni della FIAT licenziati e lottare per il loro immediato reintegro in fabbrica.

Nel contempo – però – occorrerà mettere mano, tutti assieme, alla ricostruzione e riqualificazione politica ed organizzativa di un movimento di massa che, dentro e fuori i posti di lavoro, unendo lavoratori, disoccupati, precari a vario titolo, immigrati e quanti vivono la pesantezza dello sfruttamento e dell’alienazione capitalistica riesca ad arginare ed ostacolare le politiche di ulteriore attacco e deregolamentazione del mercato del lavoro e della generale condizione operaia.

Il complicato scenario politico ed istituzionale che si approssimerà nei mesi a venire ci chiama a scelte di maturità politica in cui non dovranno trovare posto settarismi organizzativi, tanto inefficaci quanto ingiustificati, anzi – quanti hanno a cuore l’autonomia,l’indipendenza e l’espansione dei movimenti – dovranno trovare tutte le occasioni possibili per esprimere, unitariamente, le ragioni politiche e sociali delle lotte rifiutando le esche avvelenate, i bavagli dei probabili “governi amici” ed ogni imperativo di disciplinamento verso le compatibilità dei poteri forti del capitale.
L’Assemblea del 25 a Napoli al POLITECNICO, l’Incontro di alcune Reti Sociali di Movimento del 26 a Roma, al Cinema TIBUR, possono essere alcuni dei passaggi concreti e condivisi in questa direzione di marcia da percorrere!!

RED LINK


Il “regolare svolgimento” dei programmi capitalisti sarà sempre più turbato dal risveglio della lotta degli operai che vogliono farla finita con questo sistema di sfruttamento e di oppressione!

Esprimiamo la nostra piena solidarietà militante agli operai della Fiat Alfa Romeo di Pomigliano, licenziati per rappresaglia dal padrone - in combutta con i vertici sindacali - con l’intento di impedire la crescita e l’organizzazione dell’opposizione di classe al peggioramento delle nostre condizioni di vita e di lavoro, alla politica dei sacrifici e delle svendite.

Denunciamo il tentativo di liquidare le conquiste sociali e restringere gli spazi di agibilità politica ai comunisti ed ai lavoratori avanzati e combattivi, di isolarli dalle masse con il preciso scopo di stroncare qualsiasi tentativo di organizzazione e lotta indipendente degli sfruttati, che metta in crisi la strategia della “concertazione”. Questa è una sporca operazione bipartisan che anticipa il carattere antioperaio e liberticida del prossimo governo borghese, qualunque esso sia.

Riteniamo di vitale importanza dare una riposta unitaria e di massa all’offensiva antioperaia e reazionaria in atto, lottando per imporre gli interessi economici e politici della classe operaia e delle masse popolari, difendendo le conquiste e le libertà conquistate a prezzo di dure lotte e sviluppando la più vasta solidarietà contro la repressione borghese. Raccogliamo pertanto l’appello lanciato dallo SLAI COBAS e desideriamo essere fra i copromotori ed i compartecipanti dell’assemblea nazionale che si terrà il prossimo 25 marzo a Napoli.

19/3/2006 Il collettivo redazionale di Teoria & Prassi, rivista marxista-leninista


SOLIDARIETA’ CONTRO I LICENZIAMENTI DI POMIGLIANO

Esprimiamo la nostra solidarietà agli otto lavoratori della Fiat di Pomigliano d’Arco licenziati per aver democraticamente manifestato il loro dissenso al nuovo contratto dei metalmeccanici, approvato dai soliti sindacati che ben conosciamo anche nel campo delle telecomunicazioni.
E’ grave che vengano calpestati i diritti dei lavoratori in questo modo.
Ancora più grave è il fatto che i sindacati dei padroni nulla fanno per impedire questo e tanti altri abusi, preoccupati sempre di più di tenersi stretta la poltrona e quei privilegi che hanno ottenuto alle spalle dei lavoratori che già da tempo non si sentono più rappresentati da loro e dal loro servilismo.

Napoli 21/03/2006

SNATER (SINDACATO NAZIONALE AUTONOMO TELECOMUNICAZIONI E RADIOTELEVISIONI)
SEGRETERIA REGIONALE - SETTORE TELECOMUNICAZIONI - NAPOLI


PIENA SOLIDARIETA’ CON I COMPAGNI DI POMIGLIANO D’ARCO!!

La Federazione Regionale dell’RdB/CUB della Campania partecipa convintamente all’Assemblea Nazionale, promossa dallo SLAI/Cobas, contro i licenziamenti punitivi avvenuti alla FIAT di Pomigliano d’Arco e per il rilancio della lotta generale per il salario, la difesa delle condizioni di vita e di lavoro e per la piena agibilità politica e sindacale delle organizzazioni di base dei lavoratori.

Quanto accaduto a Pomigliano - all’indomani dell’importante bocciatura di massa avvenuta in assemblea generale del vergognoso Accordo Contrattuale dei Meccanici firmato da FIOM, FIM e UILM - è un pesante monito contro l’intero mondo del lavoro e di chiunque si pone in maniera critica e conflittuale verso l’insieme delle politiche padronali e governative tese a deregolamentare ulteriormente il mercato del lavoro e l’intero arco della condizione operaia.

Proprio per questo la vicenda di Pomigliano è una questione politica e concreta che riguarda direttamente quanti non vogliono abbassare la testa – ne oggi e ne per il prossimo futuro - nei confronti dei continui diktat di Confindustria e dei sindacati collaborazionisti.

L’RdB/CUB nel rendersi disponibile a tutte le iniziative di mobilitazione e di lotta che si renderanno, a Napoli come altrove, necessarie per il pieno reintegro in fabbrica dei compagni licenziati invita l’insieme del sindacalismo di base e dei lavoratori a riprendere la lotta per imporre il pieno riconoscimento della rappresentatività delle organizzazioni di base dei lavoratori contro il monopolio verticistico ed autoritario di CGIL-CISL-UIL.

FEDERAZIONE REGIONALE CAMPANA DELL’RdB/CUB

Napoli, 20/3/06


Totale solidarietà ai lavoratori della Fiat di Pomigliano
(19 marzo 2006)

Il 1° Congresso Regionale della Federazione RdB/CUB Liguria riunito a Genova il 16/03/06 ESPRIME TOTALE SOLIDARIETA' ai lavoratori della FIAT di Pomigliano, delegati sindacali e membri dello SLAI COBAS, licenziati per rappresaglia dalla direzione aziendale.

Il pretesto di aver creato disordini, in occasione dell'assemblea sul contratto, non può nascondere la volontà padronale - per il tramite della più grande azienda privata - di soffocare, con i metodi più brutali, la volontà di lotta dei lavoratori, la loro determinazione a battersi per migliori condizioni salariali e normative, rigettando contratti-bidone come quello firmato dai sindacati concertativi con FEDERMECCANICA.

Il congresso denuncia la complicità di CGIL-CISL-UIL con le mire padronali e indica a tutto il mondo del lavoro la necessità di sviluppare il sindacalismo di base come unica strada per imporre una reale inversione di tendenza nei rapporti sindacali nel nostro paese.

RdB/CUB LIGURIA


Porto la solidarietà militante della CUB di Vicenza.

Anche un nostro delegato sindacale alla Marzotto 5 mesi fa ha subito il licenziamento padronale. Proprio in questi giorni è ritornato al lavoro dopo iniziative di lotta e due sentenze a favore. Facciamo in modo che la stessa positiva conclusione ci sia anche per i compagni licenziati dalla FIAT.

Raniero Germano del Coordinamento Provinciale CUB di Vicenza


Contro la FIAT e tutti i padroni

SOLIDARITA’ PROLETARIA AGLI 8 COMPAGNI LICENZIATI
DALL’ALFA DI POMIGLIANO E A TUTTI I COMPAGNI COLPITI
DALLA REPRESSIONE PADRONALE

Per essersi opposti al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, ad un contratto nazionale che concede mano libera alle aziende aumentando la flessibilità, la precarietà, i sabati lavorativi e introducendo l’apprendistato fino a 42 mesi, 8 lavoratori sono stati licenziati dalla FIAT con la complicità di CGIL-CISL-UIL.

Per i padroni e i loro servi rompere con la lotta di classe i pacifici equilibri della concertazione è un crimine gravissimo. I lavoratori che lottano per i loro interessi sono considerati “provocatori” che mettono in discussione l’accumulazione dei profitti e la cosa è ancor più grave se la contestazione nasce dalle fabbriche stesse e sono direttamente gli operai che mettono in discussione con le lotte lo sfruttamento.
La FIAT vuole avere mano libera per imporre “democraticamente” le sue leggi e le sue regole e non può tollerare che l’esempio dell’Alfa di Pomigliano – dove gli operai hanno bocciato il contratto - si propaghi e diventi un esempio per altri, pena la perdita dei profitti.

Espellere dalle fabbriche gli operai che si mettono alla testa delle lotte contro i padroni, è da sempre l’obiettivo dei padroni e dei sindacati collaborazionisti.
Il sistema di sfruttamento capitalistico, con le sue leggi a tutela della proprietà privata dei mezzi di produzione, cioè del capitale, li aiuta: la democrazia borghese, tante volte invocata a sproposito da molti, dentro e fuori le fabbriche, è sempre funzionale ai padroni. E una “democrazia” che legittima la sottomissione degli sfruttati agli sfruttatori è da sempre uno strumento del capitale contro il lavoro salariato, che i lavoratori in lotta per la loro emancipazione si troveranno sempre contro, ieri, oggi e domani.

Operai, lavoratori, compagni: ecco cosa contiamo nella democrazia borghese!
Solo con l’unità e la solidarietà di tutti i lavoratori è possibile battere la repressione padronale.
Compagni licenziati di Pomigliano, siamo al vostro fianco perché la vostra lotta è la nostra.

L’assemblea del costituendo “Coordinamento dei lavoratori comunisti”, riuniti al Dopolavoro ferroviario di Milano l’11 marzo 2006, composta da operai, lavoratori e delegati delle seguenti realtà: Milano, Genova, Savona, Torino, Venezia, Vicenza, Parma, Firenze, Roma, Napoli.


COMUNICATO SINDACALE
(APPROVATO IN ASSEMBLEA ALL’UNANIMITA’)

SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI LICENZIATI ALL’ALFA DI POMIGLIANO!

I lavoratori della fabbrica Italcementi di Vibo Marina riuniti in assemblea in data 03/03/2006, venuti ha conoscenza dei licenziamenti effettuati dalla Fiat di Pomigliano nei confronti dei lavoratori e sindacalisti dello Slai Cobas, esprimono piena solidarietà e vicinanza ai compagni colpiti duramente dall’arroganza Fiat.

Giudicano il comportamento dell’azienda arrogante pretestuoso e volto a colpire compagni che sicuramente sono i garanti dei lavoratori nella difesa dei propri diritti, e delle proprie rivendicazioni contro la tracotanza dell’Azienda Fiat e contro un sindacato Confederale privo di rappresentanza è lontano dei lavoratori.

Forza Compagni di Pomigliano!

Vibo Valentia lì 03/03/2006

L’assemblea dei lavoratori Italcementi


Mozione approvata all’unanimità dall’Assemblea nazionale Cobas Scuola del 25/26 febbraio 2006 a Firenze:

L’Assemblea nazionale dei Cobas Scuola riunita a Firenze il 25 e 26 febbraio 2006 esprime la più convinta solidarietà ai 12 lavoratori colpiti da provvedimento disciplinare di cui 8 licenziati dello Slai Cobas della Fiat di Pomigliano d’Arco, rei di avere duramente contestato il contratto dei metalmeccanici firmato da FIOM-FIM-UIL.
Questo ennesimo episodio di repressione sindacale si inserisce in un clima antidemocratico che tende a criminalizzare i Cobas, il sindacalismo di base e i singoli lavoratori che rifiutano in modo deciso la politica di svendita operata da CGIL-CISL-UIL. L’attacco violento al diritto di parola, d’espressione, d’organizzazione e’ parte integrante della politica di CGIL-CISL-UIL e parte padronale di negare i diritti sindacali elementari ai Cobas, a partire dal diritto di assemblea, al furto operato con lo scippo del 33 % nelle RSU, al tentativo di negare i contributi sindacali per imporre la pax sindacale.
IMMEDIATO RITIRO DEI LICENZIAMENTI PER GLI OTTO LAVORATORI DELLA FIAT DI POMIGLIANO D’ARCO


Il patto scellerato

All’Alfa di Pomigliano un gruppo di operai, militanti sindacali dello Slai Cobas sono stati licenziati, sono 12. Le contestazioni sono una copertura formale ad una sostanza che è chiara a tutti. Nelle assemblee sul contratto i funzionari sindacali di Fim Fiom Uilm, hanno provocato gli operai e questi li hanno contestati duramente. Non solo hanno firmato un contratto da fame, introdotto più flessibilità, volevano anche non far parlare gli operai, impedirne la critica diretta.
La provocazione si è rivolta contro loro stessi. Per decisione della maggioranza degli operai presenti, è stato impedito loro di raccontare le solite fandonie.
Un duro confronto su questioni serie: quanto pane posso mettere in tavola e quante ore devo stare sulla linea a sgobbare. Non è un dibattito sulla par condicio o sul proporzionale in un salotto televisivo, dove, anche se volano insulti e schiaffi davanti a milioni di persone, tutto viene giustificato: è il sale della democrazia.
La Fiat invece interviene immediatamente e pesantemente, i sindacalisti che tanto si sono spesi a sostenere l’introduzione del TMC2, a mantenere bassi i salari, a firmare cassa integrazione e mobilità, non devono essere toccati, devono avere ampia libertà di movimento, essere protetti dalle guardie: nel territorio della fabbrica il padrone è il monarca assoluto e i suoi compiacenti partner sindacali devono poter fare il bello e il cattivo tempo.

La Fiat licenzia gli operai che hanno guidato la protesta, ci immaginiamo che nei rapporti intercorsi tra la Direzione e Fim Fiom Uilm, la prima abbia detto: “ve li togliamo davanti noi questi dei Cobas” e gli altri abbiano risposto, “se lo fate voi niente in contrario”.
Un patto scellerato per ammutolire gli operai, tagliando la testa ai loro più agguerriti sindacalisti di base.
Povero Rinaldini, il “sinistro” che lascia risolvere al padrone Fiat con i licenziamenti, una discussione contrattuale fra i suoi uomini e gli operai.

Quando un gruppo dirigente sindacale ha bisogno della repressione del padrone e dello Stato per far fuori le tendenze sindacali contrarie alle sue scelte, è finito. Dimostra, se ancora ce ne era bisogno, di rappresentare interessi estranei a quelli dei suoi associati, gli operai e di aver assunto, al contrario, quelli di fondo dei padroni e del loro sistema.
Gli operai iscritti alla Fim Fiom Uilm, sanno ora come viene trattato dai loro capi il dissenso.
Dando una lezione al sindacalismo di base dell’Alfa, vogliono aprire una campagna contro il sindacalismo operaio ovunque, ovunque le assemblee sono state agitate, ovunque il nuovo contratto è stato imposto con forza.
Normalizzazione è la loro parola d’ordine, vogliono le fabbriche ripulite da ogni opposizione.
Il Governo può passare da Berlusconi a Prodi, ma gli operai devono lavorare in silenzio e prepararsi a nuovi sacrifici. Ai licenziati dell’Alfa riconosciamo di aver spinto in avanti la rottura tra sindacalisti compromessi e operai, per un nuovo sindacalismo operaio. Per questa ragione siamo al loro fianco e faremo ciò che ci verrà richiesto per sostenerli.
Sulla possibilità di organizzazione del sindacalismo operaio si gioca il futuro degli operai, della difesa dei loro interessi.
Se Pezzotta, Epifani, Angeletti hanno bisogno della Fiat per ridurci al silenzio, noi ci uniremo come operai per buttarli giù dalle loro comode poltrone.
Il braccio di ferro è in atto, ce la vedremo in ogni fabbrica.

19/02/06

Associazione per la Liberazione degli Operai


SOLIDARIETA’ AI LICENZIATI DI POMIGLIANO
La RdB/CUB Sanità di Pisa esprime la propria solidarietà ai compagni licenziati nelle fabbriche di Pomigliano e allo SLAI Cobas di Napoli, colpito duramente dalla repressione padronale.
E’ evidente che viene ancora una volta colpito il sindacalismo di base per l’azione di resistenza che esso ha continuato a praticare in questi anni in difesa delle conquiste dei lavoratori.
Nell’episodio di Pomigliano, che avviene dopo che in diverse fabbriche è stato bocciato il contratto dei metalmeccanici, si conferma il servilismo ed il ruolo anti-operaio dei sindacati confederali.

RdB SANITA’ PISA


La Confederazione Cobas è vicina e solidarizza con gli operai, militanti sindacali dello Slai Cobas licenziati all’Alfa di Pomigliano. Licenziamenti estremamente gravi che reintroducono la vecchia pratica aggressiva della Fiat che tende a decapitare qualsiasi opposizione operaia nelle loro fabbriche, con l’esplicita copertura di Cgil, Cisl e Uil.

Questo ricorso ai licenziamenti politici arriva all’indomani della bocciatura di massa del Contratto Nazionale dei metalmeccanici sottoscritto da FIOM, FIM e UILM durante due assemblee partecipate da migliaia di lavoratori che hanno contestato duramente i burocrati della triplice confederale che volevano far passare l’accordo senza recepire le critiche e le esigenze degli operai.
Bocciatura che è avvenuta non solo all’Alfa di Pomigliano ma che si è estesa anche in altre fabbriche importanti dalla Fiat di Melfi agli operai della Fincantieri di Genova e delle carrozzerie di Mirafiori, alla Ferrari, alla Fiat e alla Cnh di Modena sino a tante altre.

E’ chiaro che gli autoritari provvedimenti della FIAT, avallati dalle organizzazioni sindacali confederali, hanno l’unico intento di colpire le avanguardie di lotta dell’Alfa, di azzerare qualsiasi organizzazione di base alternativa nel sito di Pomigliano e di normalizzare la vita sindacale in tutte le fabbriche metalmeccaniche che avranno l’ardire di proporsi in maniera conflittuale.
La moderazione salariale o cosiddetta "politica dei redditi", inaugurata con l'Accordo di concertazione Cgil-Cisl-Uil-Governo-Confindustria del luglio '93, ha avuto un ulteriore anello della catena con questo contratto che ha al centro il mancato recupero economico, nuova precarizzazione del lavoro e peggioramento della tutela dei diritti.

A questi licenziamenti bisogna rispondere con una grande mobilitazione di massa non solo per richiedere il reintegro dei compagni al loro posto di lavoro e di conflitto ma per mettere al primo posto delle rivendicazioni, la lotta per il salario e per i diritti, la condizione operaia nelle grandi fabbriche e un percorso di ricomposizione con le vertenze in atto in tutto il mondo del lavoro e nei settori precari, sempre più emergenti.
Mobilitazione da sostenere nella consapevolezza che i fatti di Pomigliano non sono l’ultimo colpo di coda del governo di centro destra ma potrebbero avere pari scenario nei mesi a venire col prossimo governo “amico o non amico”.


Direzione aziendale e sindacati collaborazionisti:
che l'ordine regni a Pomigliano!!

La decapitazione attuata dalla FIAT, attraverso una pesante procedura disciplinare, di un grup-po di attivisti e militanti dello SLAI/Cobas di Pomigliano d'Arco (Napoli) è un provvedimento di estrema gravità su cui è necessario sviluppare il massimo della controinformazione e della mobilitazione.
Questa nuova ondata di licenziamenti politici - una pratica mai negata e sempre attuata dai manager della FIAT - giungono all'indomani della bocciatura di massa, nel corso di due affol-latissime assemblee, da parte della stragrande maggioranza dei lavoratori, del Contratto Na-zionale dei metalmeccanici sottoscritto da FIOM, FIM e UILM.
Due assemblee nel corso delle quali è stato impedito ai funzionari di CGIL, CISL e UIL di continuare i loro vergognosi comizi nei quali, in barba a qualsiasi volontà dei lavoratori pre-senti, volevano far "ratificare di fatto" l'ipotesi di accordo con la Confindustria non ascoltando, né recependo qualsiasi critica che proveniva dalla massa degli operai presenti.
A distanza di qualche giorno da queste assemblee la FIAT ha emesso i suoi provvedimenti con il chiaro proposito di annientare qualsiasi espressione conflittuale organizzata dei lavoratori di Pomigliano.
Senza ritornare sui contenuti deludenti e peggiorativi - particolarmente in materia di precarizzazione del lavoro e di tutela dei diritti - del Contratto firmato da CGIL, CISL e UIL, la vicen-da repressiva di Pomigliano d'Arco è paradigmatica del modello autoritario e blindato di rela-zioni sociali e sindacali che, di fatto, si stanno imponendo nei luoghi di lavoro. Del resto quello che sta accadendo a Pomigliano è stato anticipato, nei mesi scorsi, dal linciaggio mediatico e giudiziario a cui sono stati sottoposti i lavoratori del trasporto aereo che hanno contestato la ri-strutturazione selvaggia del settore oppure da tutte quelle lotte e vertenze che per esprimersi compiutamente hanno dovuto infrangere la gabbia dell'articolo 146/90 (la regolamentazio-ne/limitazione del diritto di sciopero).
Il sostanziale avallo delle Organizzazioni Sindacali verso questi veri e propri licenziamenti, l'agnostico silenzio del PRC oramai proiettato verso l'integrazione compatibilizzata nell'Unione Prodiana, la campagna stampa criminalizzante contro "..gli estremisti e facinorosi di Pomigliano" sono gli aspetti che si evidenziano di un dispositivo antioperaio che si è messo in moto per normalizzare e disciplinare una fabbrica ed un comprensorio intero (..il Contratto è stato bocciato non solo alla FIAT ma anche all'Alenia ed in numerose unità produttive terziarizzate e diffuse sul territorio) il quale è lungi dall'essere stato addomesticato al corso concertativo e supino alle direttive centrali della CGIL intrapreso anche dalla Camera del Lavoro Territoriale di Pomigliano.
Contro questa azione repressiva e per richiedere il totale reintegro dei compagni al loro posto lo SLAI/Cobas ha indetto uno stato di mobilitazione permanente che dovrebbe concretizzarsi in una Manifestazione a Napoli in cui - finalmente - le tematiche del lavoro, della condizione operaia, delle lotte per i diritti ed il salario dovranno investire la metropoli incontrando le altre Vertenze che, faticosamente, continuano il loro percorso di lotta.
Un appuntamento di mobilitazione a cui dovrà giungere il nostro appoggio e sostegno attivo con la consapevolezza che i fatti di Pomigliano riguardano tutti noi, le ragioni sociali e politi-che che rappresentiamo e lo scenario istituzionale e di governo che si approssimerà nei mesi a venire.

Il Collettivo RED LINK


Il lupo perde il pelo ma non il vizio
(20 febbraio 2006)

La Fiat Ritorna a metodi punitivi anni 50 per intimidire i lavoratori.
Una serie di licenziamenti repressivi sono stati inviati il 17/02/2006, nei confronti dei massimi esponenti dello Slai Cobas e di iscritti.

Riteniamo tali licenziamenti discriminatori, del tutto contestabili.

Dopo la contestata assemblea indetta dalla RSU Fim Fiom Uilm, l’azienda corre loro in aiuto, tentando di intimidire i lavoratori, con atti punitivi, sia nei confronti dello Slai Cobas, che nei confronti dei dirigenti FLMUniti, l’obbiettivo è chiaro tentare di eliminare l’autorganizzazione dalla Fiat, per piegare i lavoratori che iniziano ad alzare la testa in difesa dei loro diritti.

Contemporaneamente i primi risultati sullo sfoglio del referendum evidenziano la grossa vittoria del no sia in Fiat Auto che in altre realtà produttive sul nostro territorio, successo che deriva dalle iniziative intraprese anche dalla FLMUniti con una corretta informazione.

La CUB FLMUniti da piena solidarietà ai lavoratori licenziati e si attiverà per il rispetto dei diritti dei lavoratori, dando piena adesione all’iniziativa di lotta indetta dall’autorganizzazione.

CUB FLMUniti Pomigliano


Lo slai cobas di Vibo Valentia è vicino ai lavoratori di Pomigliano, licenziati perché con le loro lotte stanno riportando il potere in mano ai lavoratori. Condanniamo con forza l'arroganza la tracotanza e le azioni cilene attuate dalla Fiat che, con cgil cisl uil, hanno cercato di criminalizzare i lavoratori e tutto il nostro sindacato, che in questi anni lotta per dare una spallata al regime capitalistico di questo Paese.

i compagni dello slai cobas di Vibo Valentia


Solidarietà dall'USI

I lavoratori e le lavoratrici dell'Unione Sindacale Italiana esprimo la loro solidarietà di classe ai compagni e alle compagne dello SLAI di Pomigliano, dello SLL di Napoli ed a quelli della Fiat di Melfi per la dura repressione che stanno subendo ad opera dei padroni, delle forze dell'ordine, in alcuni casi con il beneplacito di CGIL-CISL-UIL.
In una situazione in cui è necessaria la ripresa del conflitto di classe per rispondere ai duri attacchi portati avanti dal sistema capitalistico (con tutte le sue multinazionali che vogliono imporre la globalizzazione selvaggia), appoggiato dai governi più forti e da molte forze politiche europee (che si sono trovate d'accordo nell'applicazione della direttiva Bolkestein), dalle svendite dei sindacati concertativi, è chiaro che il loro tentativo sarà di nuovo quello di usare forme di repressione per impedire la riunificazione di tutte le lotte di opposizione, da quelle ambientalistiche a quelle operaie. Ancora una volta toccherà ai lavoratori e alle lavoratrici, ai compagni e alle compagne, al sindacalismo conflittuale organizzarsi per dare una forte risposta contro ogni forma di repressione.

la lotta non si fermerà
SEGRETERIA USI AIT


SOLIDARIZZIAMO CON GLI OPERAI E I SINDACALISTI DELLO SLAI-Cobas DELLA FIAT DI POMIGLIANO, LICENZIATI PER AVERE CLAMOROSAMENTE BOCCIATO UN ENNESIMO CONTRATTO BIDONE!

Esprimiamo forte solidarietà con i compagni dello SLAI-Cobas e con gli operai della FIAT Alfa di Pomigliano licenziati perché rei di avere espresso, assieme a migliaia di altri operai della Fiat, il proprio clamoroso dissenso contro il contratto/truffa firmato dai dirigenti dei sindacati di regime CGIL-CISL e UIL.

I licenziamenti partiti contro i sindacalisti dello SLAI-Cobas e contro gli operai FIAT di Pomigliano, sono la prova provata di una deriva sempre più antidemocratica e fascisteggiante nei luoghi di lavoro. Infatti, chi non si piega agli attacchi contro le conquiste dei lavoratori e alla politica della concertazione tra padronato, governo e sindacati di regime, viene intimidito, perseguitato, criminalizzato e colpito inesorabilmente dai licenziamenti e dalla repressione (vedi gli arresti del 15 febbraio dei tre lavoratori delle aziende miste PAN e SIS a Napoli).

Il licenziamento dei sindacalisti dello SLAI-Cobas e degli operai Fiat di Pomigliano non devono assolutamente passare. Occorre stringersi intorno ai licenziati e a tutti gli operai della FIAT di Pomigliano per rispedire questi licenziamenti al padrone, ai sindacati di regime e al governo della banda Berlusconi che li protegge. Le lettere consegnate a Vittorio Granillo (dirigente nazionale dello SLAI-Cobas), a Mimmo Mignano (RSU della FIAT-Alfa) e ad altri 7 operai (se ne preannunciano altri), mirano unicamente ad intimidire tutta la classe operaia, tutto il movimento dei lavoratori e tutti i proletari che sempre più scelgono la strada della ribellione.

UNIAMO LE FORZE DELLA CLASSE OPERAIA, DI TUTTO IL MOVIMENTO DEI LAVORATORI, DEI PRECARI, DEI DISOCCUPATI E DEGLI STUDENTI PER RESISTERE E BATTERE L'AGGRESSIONE CONTINUA AI DIRITTI E ALLE CONQUISTE ECONOMICHE E SOCIALI FRUTTO DI ANNI DI LOTTE E SACRIFICI.

IMMEDIATO RITIRO DEI LICENZIAMENTI!!
LA PERSECUZIONE E LA REPRESSIONE DELLE LOTTE NON DEVONO PASSARE!

SLAI-Cobas
Azienda Ospedaliera V. Monaldi - NA


 

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